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ALLENAMENTO RIPETUTE PER IL MEZZOFONDO: PIRAMIDALE 200-400-600-800-1000-800-600-400-200

Posted by linfordbif in Training
 
Il concetto di allenamento piramidale fu´ concepito da un allenatore neozelandese Arthur Lydiart negli anni 60.  Lydiart fu´ uno dei precursori della razionalizzazione scientifica dell´allenamento.
 
Con l´allenamento piramidale 200 - 400 - 600 - 800 - 1000 - 800 - 600 - 400 - 200, andiamo a lavorare in modo ottimale anche sulla capacita´aerobica, ovvero sulla capacita di un Atleta a correre a velocita´ sostenute per lunghi tratti.
 
Con questo allenamento corriamo in totale 5000 mt, e´un allenamento ideale per chi prepara 3000 e 5000 consigliabile anche come allenamento veloce in pista per chi prepara Mezza e Maratona.
 
I recuperi da tenere sono 1´ dopo i 200m e si aumenta di 30" ad ogni prova a salire, di riduce nuovamente il recupero di 30" ad ogni prova a scendere.
 
Il ritmo da tenere e´regolare, l´obiettivo e´ di correre sempre alla stessa andura che sara´ pari al ritmo che tieni in una gara di 5000m.
 
Se corri quindi i 5000 in 20´00", quindi a 4´00" al Km, correrai le prove a 24" ( 4´00"al Km) ad ogni 100m: 200m 48", 400m in 1´36" etc)
 
Ci sono svariate forme di applicazione del metodo piramidale, rimane  il concetto di salita e discesa con distanze o periodi cronometrici.
 
 
 

 

Commenti? | Mar 22, 2017

Pietro Mennea, una corsa nei ricordi

Posted by linfordbif in Italia
Pietro Mennea, una corsa nei ricordi<font face="Merriweather Sans, serif" color="#555555"> </font>Il 21 marzo del 2013 l'addio alla Freccia del Sud, l'azzurro più veloce di sempre, l'olimpionico e primatista mondiale dei 200 metri
 

di Giorgio Cimbrico

Camminando, incespicando sui marciapiedi sconnessi, triturati dalle radici dei pini, attorno ai Marmi una sera di marzo, in un’aria fredda che tiene ancora lontana la primavera, in un silenzio spezzato solo in lontananza dal rombare sul Lungotevere, una voce dalle vocali pugliesi che nessun corso di dizione potrà mai eliminare, correggere: “Che ci fai qui?”. “Lasciato a terra da un taxi mai arrivato. Cerco un bus, qualcosa”. “Non posso esserti utile”. “Invece sì. Possiamo fare due chiacchiere”.

E così abbiamo chiacchierato dei vecchi tempi e ci è venuto in mente del nostro primo incontro, al Palasport di Genova, inizio anni Settanta, della sua sfida con Vasili Papageorgopoulos, dai capelli così neri da esser corvini, robusto, rapido allo sparo. “Mennea all’esame di greco”, era il titolo di Tuttosport, piazzato sopra una mia giovanile corrispondenza. Pietro superò l’esame, naturalmente. “Ma il tempo non fu granché”. “Posso sbagliarmi, ma sui 6.70, forse qualcosa di più”. “Mai stato un grande partente”.

Lo vidi, ma da lontano, qualche mese dopo, agli Europei in un Olimpico vecchio formato e pieno di pubblico, quando Valery Borzov, prima del via, li passò tutti in rassegna e c’è chi faceva finta di niente e chi deglutiva. Valery era un grande giocatore di poker: non bluffava in maniera vergognosa, in mano qualcosa aveva, una doppia coppia. Per di più, in semifinale aveva esibito quella partenza su tre appoggi che sembrava preludere a chissà quale artifizio tecnico e che fu solo un gesto per spargere un po’ di panico addosso a chi voleva sfidare il doppio campione olimpico. E così Pietro fu costretto a inseguire, non solo Valery: gli era scappato anche Klaus Dieter Bieler, un tedesco di grande stazza, bellissimo. Un attore, non un velocista. Pietro lo abbrancò sul traguardo, Valery lo aveva già passato. E così, marciando verso i 200 orfani dell’ucraino - che sarebbe meglio chiamare galiziano -, i nervi erano a fior di pelle e non ho mai capito il perché. “C’era Ommer”. “Ma dai, Ommer, un piccolotto che non valeva la tua ombra”. “Sempre stato così: apprensivo. La calma non ha mai fatto per me. E questa è tutta la verità e nient’altro che la verità”. “Comunque, per chi non ricordasse, hai vinto con quasi due decimi una finale senza palpiti. Tutto era scritto”.

Ricordi vecchi quarant’anni abbondanti. Non siamo rimasti in molti a poter rinvangare quei primi giorni di tuono. “Ma di me si parla ancora?”. “Hai lasciato troppi segni perché la sabbia del tempo ricopra tutto”. “Sei rassicurante”. “No, sono sincero”. Questi segni fanno parte della vita di chi ha speso molti anni a sentire “ai vostri posti”, a sobbalzare a ogni sparo, ad annotare parole e numeri come fossero note da scrivere su un foglio di musica, a provar gioia rilevando che quel 19.72 è sceso ma assicura ancora un posto tra i primi dieci, e da quel momento magico e messicano sono passati quasi quarant’anni. “E Carlo diceva che se fossi tornato un anno dopo, alla fine di quell’estate in cui, dopo Mosca, avevi creato una terribile bellezza, avresti fatto meglio: 19.60, meno, chissà”. “Avrei reso difficile la vita difficile a Michael Johnson”. La voce si fa allegra, disinvolta.

“Non devi avere dubbi, interrogativi: di te si parla ancora. Ne parlano anche quelli che non ti hanno visto perché non erano nati. Oggi è di moda il termine “icona” e tu lo sei. Hai presente la foto di quando hai appena battuto Wells e ti apri in un sorriso che non è selvaggio, ma solo celestiale? Ecco, quella è diventata il simbolo perché è la summa di chi eri, uno che non si arrendeva. Tra noi, vecchi cavalieri del sogno, è di moda un gioco innocente. Rivediamo il filmato e diciamo: ma questa volta ce la farà? E tu ce la fai sempre”. “Ero proprio indietro, eh?”. “Eri molto indietro”.

“Quando sento queste cose, penso che tutto sommato qualcosa ho fatto”. “E’ proprio così. Hai lasciato qualcosa di te, a tutti. Ricordo che alla vigilia del tuo record del mondo indoor, mio figlio non aveva nemmeno tre anni e quando tu telefonavi per dirmi che avevi la febbre e un sacco di dubbi, lui diceva: papà parla con Mennea, quello che corre più veloce del vento. E’ stato mio figlio, trent’anni dopo, a dirmi che non c’eri più. E io per un po’ ho annaspato. Mi veniva a mancare qualcosa che mi aveva accompagnato. Ma stasera ho capito che non te ne sei andato del tutto”. “E’ proprio così ed è stato piacevole”. “Chissà quando ci ritroveremo ancora…”. Silenzio: la voce si è dileguata nel buio. Tornerà.

Commenti? | Mar 22, 2017

Master: altre 11 medaglie a Daegu

Posted by linfordbif in Mondo Master

 

Chiara Gallorini

 

Due nuovi titoli per gli atleti italiani in Corea del Sud, ai Mondiali “over 35”.

 


Vittoria sfiorata da Monica 
Buizza (Atl. Virtus Castenedolo) nell’alto W50. La bresciana di Bedizzole cercava il bis, visto che scendeva in pedana da campionessa mondiale all’aperto in carica. Un’impresa mancata di un soffio: infatti eguaglia la sua migliore prestazione nazionale superando 1,50 alla terza prova, come la cilena Marcela Barrientos, ma paga due errori alle quote precedenti (1,38 e 1,44) e si deve accontentare dell’argento. Stesso metallo nei 3000 di marcia M50 in 14:12.68 per il catanese Walter Arena (Atl. 

Biotekna Marcon), ex iridato in sala nel 2012 e autore di un tris d’oro all’aperto nel 2013 per far seguito a una carriera da protagonista ai massimi livelli: una partecipazione olimpica, tre mondiali ed è ancora il detentore del record italiano assoluto nella 20 km su pista.

Pioggia di medaglie per la rappresentativa italiana a Daegu, in Corea del Sud, nella seconda giornata dei Campionati Mondiali Master Indoor: 2 ori, 6 argenti e 3 bronzi, che portano così il totale provvisorio a 12 podi sommando il titolo conquistato ieri.

Entrambi i successi di oggi arrivano dalla corsa campestre. Al maschile il viterbese Rolando Di Marco (Atl. Di Marco Sport/M65) festeggia la seconda affermazione iridata della carriera, che si aggiunge a quella della scorsa edizione sulla mezza maratona, e anche l’argento a squadre M60 insieme a Paolo Pellegrini e Renato Goretti, ambedue portacolori della Track & Field Master Grosseto. Nel cross femminile c’è invece il primo oro mondiale di Chiara Gallorini (Track & Field Master Grosseto), tra le W40. Dopo aver indossato la maglia azzurra giovanile, è tornata alle gare pochi mesi prima degli Europei non stadia ospitati due anni fa nella sua città, mentre finora si era messa al collo quattro medaglie nelle rassegne continentali. 

Nel peso M60 secondo posto con 11,79 di Lorenzo Locati (Atl. Monza) e anche l’altra squadra italiana nel cross riesce a cogliere l’argento con Claudio Faraoni (Atl. Di Marco Sport), che fa suo il bronzo individuale, Gianfranco Belluomo (Puntese San Giovanni La Punta) e Flavio Bertuzzo (Atl. Cairo) nella categoria M55. Due italiani sul podio nei 3000 di marcia M35: Francesco Scafuro (Track & Field Master Grosseto) chiude secondo in 13:11.82 davanti al 14:09.61 di Igor Sapunov (Aristide Coin Venezia 1949) che prosegue la tradizione di famiglia dopo l’oro vinto nella giornata inaugurale dalla mamma Natalia Marcenco. Ancora un podio nel lungo per il brindisino Stefano Tarì (Amatori Atl. Acquaviva), bronzo M45 con 6,19 nella gara dominata dal fuoriclasse svedese Mattias Sunneborn (6,43). Cadono altri due record mondiali: nel lungo M65 ad opera del tedesco Klemens Grissmer con 5,38 e sui 3000 di marcia M65 portati a termine dal messicano José Luis Lopez Camarena in 14:17.97. Domani la terza giornata della rassegna iridata “over 35” al coperto, sempre con diretta streaming. Cliccando sul link sottostante è possibile consultare il medagliere con i risultati di tutti gli atleti italiani ai Mondiali Master Indoor 2017.

l.c.

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Commenti? | Mar 21, 2017

ALLENAMENTO CON RIPETUTE PER IL MEZZOFONDO: IL 10x200 rec. 1´

Posted by linfordbif in Training
 
Il 10x200 e´ un allenamento di utile e veloce sia per il Runner professionista che per l´Amatore. E´ un allenamento breve ed intenso che aiuta a lavorare su ritmi veloci.
 
I 200 metri sono una distanza reativamene breve e ben digeribile, l´allenamento risulta solitamente molto divertente comsigliabile anche agli sprinter nella prima fase del GPP.
 
E´ un lavoro sopratutto anaerobico e ci permette di velocizzare e lavorare sulla soglia anaerobica.  
 
La cosa fondamentale di questo lavoro e´ correre i 200m in modo regolare, l´obiettivo e´correrli tutti nello stesso tempo o comunque con una minima discrepanza (1-2").
 
E´un allenamento assolutamente intenso e piacevole.Il recupero da inserire tra le prove e´ di 1´ da fermi. Il ritmo da tenere e´ quello che si ha in gara nei 2000mt. Se vali ad esempio 7´00" sui 2000, ritmo di 3´30" al Km, correrai i 200 in 42".
 
Il 10x200 puoi usarlo anche come Test per capire in che tempo puoi correre i 5000m:
 
Totale dei tempi sui 200x3,2 = Tempo sui 5000
 
Questo allenamento e´ importante anche per imparare ad impostare una andatura regolare, che e´ necessario poi in gara.
 
Finito questo allenamento ti consiglio di inserire un buon fondo medio.
 
Buon allenamento!  
 
 
Buon allenamento!
 

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

Commenti? | Mar 20, 2017

Mondiali Master: primo oro italiano

Posted by linfordbif in Mondo Master

 

Nella giornata inaugurale dei Campionati Mondiali Master Indoor a Daegu (Corea del Sud), arriva subito una vittoria per l’Italia. Sul gradino più alto del podio sale Natalia Marcenco, che conquista il successo nei 3000 metri di marcia W60. Dopo una carriera ricchissima di medaglie nelle manifestazioni internazionali, la portacolori dell’Aristide Coin Venezia 1949 riesce a mettersi al collo per la prima volta un oro mondiale individuale, con il suo inconfondibile caschetto di capelli biondi e un sorriso contagioso. Al traguardo chiude in 17:34.24 per lasciarsi nettamente alle spalle la sudafricana Magaretha Knoetze e la spagnola Aurora Alvarez. Nata in Russia nel 1954, ha praticato mezzofondo a livello giovanile iniziando poi l’attività master nei primi anni Novanta, quando la marcia femminile entrò nei programmi agonistici, e vive in Italia dal 1995 per indossare la maglia azzurra dal 2000. Ormai italiana a tutti gli effetti, risiede a Caltana di Santa Maria di Sala, nella città metropolitana di Venezia, dove lavora come fisioterapista e condivide la passione per la marcia con il figlio Igor Sapunov, anche lui annunciato alla rassegna coreana. Nel suo palmarès finora c’era un oro iridato, ma ottenuto a squadre nel 2007 a Riccione sulla 10 chilometri outdoor W50.

Il primo record mondiale dell’evento, che andrà avanti fino a sabato 25 marzo per sette giornate di competizioni in diretta streaming, porta la firma dell’australiana Heather Carr sui 3000 di marcia W65 con 16:57.96, mentre la romena Elena Pagu apre le liste W90 in 28:37.92. Domani sono attesi in gara ben 24 atleti italiani, più della metà dei 43 complessivamente iscritti. Nell’alto W50 la campionessa del mondo all’aperto Monica Buizza insieme a Stefania Rossetti, nel lungo Stefano Tarì (M45), invece sulla pedana del peso Lorenzo Locati e Aronne Romano (M60). Sui 3000 di marcia maschili Gennaro De Lello, Igor Sapunov, Francesco Scafuro (M35), Ernesto Croci, Gian Mauro Pirino (M40), Walter Arena (M50), Luigi Giannuzzi (M65), mentre al Suseong Family Park nella corsa campestre Gianfranco Belluomo, Flavio Bertuzzo, Claudio Faraoni (M55), Paolo Pellegrini (M60), Rolando Di Marco, Renato Goretti (M65), Chiara Gallorini (W40). In pista nelle batterie dei 60 metri Maurizio Pistillo (M45), Luigi Papetti (M50), Roberto Di Luzio (M55), Filippo Torre (M75) e Mariuccia Quilleri (W60).

l.c.

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Gli iscritti italiani
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Diretta streaming
Commenti? | Mar 20, 2017

ALIMENTAZIONE E SPORT: LE BANANE

Posted by linfordbif in Training

 

Le banane sono un frutto fantastico che dovrebbe essere sempre presente sia nella dieta quotidiana di uno sportivo come anche di tutti.

 

La banana e´ un frutto che ha origini asiatiche, poi portato nel 16esimo secolo nelle americhe dove ha trovato un ambiente ed un clima ottimali ed ormai la maggior parte delle banane oggi vengono poi qui prodotte.


Se evitare frutta e verdura con insetticidi e veleni vari e´ sempre importante, prediligere le banane bio e´ fondamentale.  


Le banane sono un frutto molto energico, se pensiamo che una banana di medie dimensioni ci fornisce circa 120 calorie contro le 40/50 di una mela di stesse dimensioni. Le banane ci forniscono energia sopratutto perche´ sono piene di amidi e carboidrati, circa 23Gr ogni 100 Gr di cui 14 sono zuccheri.


Nelle banane sono presenti molte vitamine tra cui anche la vitamina A, vitamine del gruppo B (soprattutto B6) ed anche un po´di vitamina  C, fibra, come anche 1,1 Gr di proteine ogni 100Gr che anche queste contribuiscono al nostro fabbisogno giornaliero di proteine.


Le banane vanno mangiate mature, quando cominicano ad avere qualche macchia nera. Qui le banane sono ben digeribili, nonche´ anche piu´ buone. Certamente quando le banane sono acerbe hanno un indice glicemico inferiore anche perche´ gli amidi presenti sono ancora amidi resistenti che poi si trasformano in zuccheri piu´ la banana matura e diventa dolce.

 

Quando le banane sono acerbe sono pero´ anche piene di antinutrizionali come tutta la frutta acerba. Una banana matura ha comunque un indice glicemico pari a 50 che comunque e´ relativamente basso. 


Le banane sono ottime da assumere prima di un allenamento come anche prima di una gara, meglio se 2-3 ore prima in modo che si abbia tempo di digerirle.


Una caratteristica importante delle banane e´ che sono piene di potassio, per noi importantissimo, e povere di sodio. Come sappiamo nella nostra dieta il rapporto sodio/potassio dovrebbe essere 1/1, con l´alimentazione moderna si tende ad assumere molto piu´ sodio. Mangiare banane aiuta molto a riequilibrare questo rapporto


Di banane possiam tranquillamente mangirne 2,3 o piu´ al giorno. Johan Blake in un video su u-tube confessa di mangiarne 16 al giorno, da queste dice di ricavare l´energia che gli serve in allenamento.


La banana e´ un alimento probiotico, aiuta la formazione di una buona flora intestinale che ormai sappiamo quanto questa si importante per la nostra salute.


Pochi sanno che anche la buccia bella banana e´ commestibile. Cuocendola si possono fare ottimi dolci.


Un consiglio, se le banane che hai in casa sono mature al punto giusto e vuoi tenerli come sono, basta metterle in frigo: in questo modo blocchiamo la maturazione e potremo mangiarle quando vorremo.

 

 

VIDEO: ALIMENTAZIONE E SPORT; LE BANANE 

 

 

 

 

Daniele Biffi - Mental Coach & Personal Trainer

runfast@fastandfit.de

fastandfit.Info

Commenti? | Mar 16, 2017

Parigi e la Brusamento vincono il Campionato Italiano 24 h di corsa su strada

Posted by linfordbif in Manifestazioni

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

 

Mentre a Roma fiumi di persone percorrevano la Via Cristoforo Colombo da roma Eur verso Ostia per concludere la mezza maratona di 21,097 km impiegandoci dai 59’18” tempo del primo arrivato fino a quasi 3 ore tempo dei Fit walker, a Cesano Boscone un manipolo di persone, definiti ultramaratoneti, hanno corso per un giorno interno per disputarsi, i più forti, il titolo di campione italiano della specialità e per ambire ad un posto in Nazionale per partecipare ai prossimi campionati mondiali a Belfast.

17308772_271450133267606_1517387466522471078_n.jpgI vincitori sono stati Fausto Parigi che all’età di 53 anni ha percorso nelle intere 24 ore 230 km, facendo meglio di Tiziano Marchesi più giovane di qualche anno che ha totalizzato 224km e quindi 6 km in meno del vincitore, mentre al terzo posto si piazza Matteo Notarangelo, ancora più giovane che riesce a percorrere un totale di 215 km e quindi 15km in meno del vincitore. Rimane giù dal podio il giovanissimo ma promettente Matteo Colombo che potrebbe comunque essersi guadagnato un posto in Nazionale per i prossimi mondiali a Belfast su questa specialità. A seguire Marcello Spreafico che riesce anch’egli a superare il muro dei 200km. Notevole anche la prestazione dell’ultra sessantenne Pavan Giuliano che vince la sua categoria M65 totalizzando 186km.

Per quanto riguarda le donne, la più forte si conferma Lorena Brusamento che arriva quarta nella classifica generale, dopo tre uomini, e prima delle donne totalizzando 210 km, seconda si classifica la giovanissima ma esperta e promettente delle lunghe distanze Francesca Innocenti che totalizza 202 km, mentre al terzo posto la più esperta e la più veterana Sonia Lutterotti che riesce comunque a totalizzare 194 km. Giù dal podio si classifica Sara Lavarini con 188km. Tra le veterane Herger Ursula vince la sua categoria F60 totalizzando 166km.

Un po’ di tempo fa feci alcune domande ai vincitori di questo campionato Fausto Parigi e Lorena Brusamento, riporto di seguito le loro risposte.

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta?

Fausto: “Dopo 2 anni di distanze olimpiche vissute in maniera maniacale alla ricerca di riscontri cronometrici… facendo il passatore ho vissuto una crisi …. In dubbio se mollare mi sono liberato del cronometro ed ho corso con la sola voglia di arrivare, per me è stata una scoperta.”

Lorena: “Lo sport ha sempre fatto parte della mia vita, prima la pallavolo, poi la corsa ma non solo. Ho cercato di seguire il mio istinto e di fare sempre ciò che mi faceva provare un’emozione.”

Hai mai pensato di smettere di essere ultramaratoneta?

Fausto: “Ho sempre pensato ed ho la consapevolezza che per essere ultra devi avere il supporto del fisico. Prima o poi non potrò più esserlo, forse già domani ma come spirito lo sarò per sempre.”

15129622_10205997827144545_2167418219110711528_o.jpgCosa ti spinge a continuare ad essere ultramaratoneta?

Fausto: “Ogni volta che concludo una gara aumenta la mia autostima”.

Lorena: “Non smetterò mai di fare sport, se la salute me lo consente, perché è vita.”

Se ti avvicini all’ultramaratona è difficile poi staccarsi, è come una droga, una dipendenza, ti va di sperimentare sensazioni particolari che vuoi sempre risperimentare, ti fa trovare in situazioni difficili dalle quali ne vuoi uscire ma per ritornarci sempre.

Il motore per tanti per continuare a correre e portare a termine gare lunghe e difficili che ti fanno stare sulle gambe per tante ore è poi la prova di essere riuscito anche questa volta e ciò aumenta l’autoefficacia individuale percepita e ti da una forza per affrontare la vita quotidiana ed un benessere personale.

Hai sperimentato l’esperienza del limite nelle tue gare?

Fausto: “Sì e ritengo meglio non rischiare di oltrepassarlo. La mente sublima gli input della periferia e puoi tranquillamente arrivare a danni irreparabili. Ad un mio amico un medico una volta ha detto: tu non ti sei allenato per l’utramaratona, ma per sopravvivere all’ultramaratona.”

Lorena: “Si, la sensazione di non avere più nulla e di avere raschiato il fondo del barile.”

17155293_10209122108152298_3777047284741504095_nPrepararsi all’ultramaratona significa prepararsi a superare condizioni estreme, e la mente fa in modo che il fisico si adatta a tutto ma il rischio è che la mente ti nasconda o non ascolti i messaggi del dolore che ti comunica ed allora vai avanti senza considerare le condizioni estreme che sopporta il fisico ed a volte queste condizioni superano il limite, quindi è importante trovatr un equilibrio tra i messaggi del corpo e la forza della mente.

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua partecipazione a gare estreme?

Fausto: “Paura e rassegnazione. Se non ce la fai fermati.”

Lorena: “Sono orgogliosi e pensano che posso fare sempre meglio.”

Ti va di raccontare un aneddoto?

Fausto: “Durante la mia unica partecipazione ai mondiali dopo 13 ore di gara è calato il buio. Non più forza nelle gambe, mente vuota. Ha iniziato a piovere e grandinare… volevo ritirarmi ma ho continuato ad andare avanti perché ero ai mondiali e perché sarebbe stata la mia ultima gara. Il giro era di circa 2300m più si andava avanti e più impiegavo a finirlo. Mancava un ora al termine e passando davanti allo stand dell’Italia ho detto: io quasi quasi mi fermo qui, tanto un altro giro non riesco a concluderlo. Uno mi ha risposto ‘sei ai mondiali anche un metro conta’ a quel punto mi sono detto… Fausto conviene che provi a correre… credimi ho fatto ancora 4 gir di cui due i più veloci della mia gara e visto la fine della corsa i più veloci tra i concorrenti ancora in pista…. Il potere della mente quei due giri mi hanno indotto a continuare a correre. 6 mesi dopo ho vinto la mia prima 24h.”

Lorena: “Forse la cosa più strana che ho visto è stato il giapponese che dormiva in sospensione tra due sedie in un check point lungo Spartathlon…5 minuti di sonno cosi, poi è suonata la sveglia si è alzato ed ha ripreso a correre.”

Le crisi si possono superare se c’è qualcuno che ti sostiene, che ti dice una parola giusta, riesci a staccarti dal corpo ed a fare un salto avanti con la forza della mente, indossare la maglia azzurra è anche una bella responsabilità ed un’occasione che può essere unica, poi una volta superata la crisi si diventa più resilienti, hai sperimentato di saper fare, incrementi anche l’autoefficacia e sei pronto per far meglio e, quindi, vincere anche una gara importante.

17309853_271450033267616_7600166357662475952_n.jpgOgni atleta ha i suoi ingredienti del benessere e del successo nello sport. La motivazione, la passione, il bisogno spinge la persona a raggiungere un obiettivo nella vita o nello sport. Per attivarsi ed impegnarsi, l’obiettivo dovrebbe essere sfidante e difficile ma raggiungibile, non impossibile.

Le gare di ultramaratona permettono di essere con se stessi per tanto tempo, permette di conoscersi meglio nelle crisi, ti fa ripercorrere attimi e periodi della vita, un viaggio nel tempo partendo dal momento presente, permette di sperimentare impressioni ed emozioni, sentendo il proprio corpo, le sensazioni corporee, il respiro che ti porta vanti metro dopo metro, chilometro dopo chilometro, sempre avanti.

Per fare certe gare considerate estreme per la lunghezza chilometrica, per le tante ore di attività fisica con deprivazione di sonno, bisogna ogni tanto staccarsi dalla razionalità, come mettersi a folle, lasciarsi andare, andare oltre, sentirsi leggeri, forti, resistenti, lasciarsi guidare un po’ dall’istinto, scoprire di poter fare cose considerate eccezionali e straordinarie, sentirsi fluidi, accorgersi che è passato del tempo senza controllo, un occhio fuori ed un occhio dentro, osare senza strafare, un approccio meditativo, passa tutto con pazienza ed essendo preparati per poterlo fare.

Lo sport ti rimette al mondo, ti fa rinascere a nuova vita, finché non lo incontri non lo puoi sapere, ma una volta incontrato ne assorbi tutti gli effetti benefici e sono tanti, dal benessere individuale a quello sperimentato in gruppo.

13482820_497211543795264_4929455141923172233_o.jpgQualsiasi sport, qualsiasi livello, ed a qualsiasi età, lo sport apporta benefici, scoperte, conoscenze, è una formazione che non ha prezzo e non ha pari, una formazione alla vita, apprendere ed imparare dall’esperienza diretta per costruire carattere e formare personalità per vivere ogni momento con consapevolezza.

E’ possibile approfondire il mondo degli ultrarunner nei seguenti libri:

Commenti? | Mar 16, 2017

ALLENAMENTO CON RIPETUTE PER IL MEZZOFONDO: L´ 8X800

Posted by linfordbif in Training
 
L´8x800 e´un allenamento di "potenza aerobica" perfetto per chi prepara 5000,  come anche ideale per chi si destreggia sui 10,000, gare su strada.
 
Questo allenamento e´ importante sia a livello organico, per migliorare la soglia anaerobica, come e´ anche importante e livello mentale. Qui impariamo a sopportare la fatica e se vogliamo anche il dolore. 
 
E´un allenamento assolutamente intenso e piacevole.Il recupero da tenere e´ di 2´, a seconda del livello e dalle predisposizioni dell´Atleta si puo´ recuperare da fermi o correndo. Il recupero correndo e´ bene che sia eseguito ad un ritmo che si 25% piu´ lento della prova. Quindi se corri gli 800 in 3´12", ovvero ad un ritmo di 4´00" al Km, correrai la pausa a 5´00" al Km.
 
Il ritmo da tenere e´quello che si ha in gara nei 5000mt. Se vali ad esempio 20´00" sui 5000, ritmo di 4´00" al Km, correrai gli 800 a 3´12".  
 
Ti consiglio di inserire questo allenamento nel tuo programma allenamento, ne gioveranno  sicuramente le tue prestazioni e le tue sensazioni in gara.
  
 
Buon allenamento!
 

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

Commenti? | Mar 15, 2017

ALIMENTI DA RIDURRE O EVITARE: LO ZUCCHERO

Posted by linfordbif in Training

 

Si parla spesso di quali alimenti sian utili o per lo meno consigliabili per un Atleta, sportivo e per correre veloce, in questo articolo vorrei parlare di alimenti che e´ bene evitare, ridurre o ancor forse meglio eliminare dalla propria dieta sia per migliorare la propria salute sia per migliorare le proprie prestazioni.

 

Che la alimentazione sia la miglior medicina e che in fin dei conti noi siamo cio´ che mangiamo, e´ ormai appurato. Ci sono alimenti che sono indispensabili, ci sono alimenti che hanno particolari effetti benefici sul nostro organismo, ci sono alimenti che hanno effetti nocivi e spesso deleteri. 


Tra gli elementi che metterei tra i piu´ deleteri nella dieta c´é sicuramente lo zucchero.  


Con Zucchero intendo lo zucchero raffinato, quello bianco della zuccheriera. Lo zucchero presente naturalmente nella frutta (fruttosio) come altri zuccheri, ci fanno anche bene ed hanno effetti molto diversi sul nostro organismo. Lo zucchero raffinato, come  anche tutti gli zuccheri artificiali, hanno effetti nefasti ed il loro consumo va´ assolutamente limitato ai minimi termini.

 

Il nostro organismo ha bisogno di zuccheri, soprattutto il nostro cervello, ideale e´ recuperarlo da  frutta e verdura.

 

Quello che ancor piu´ penso sia indispensabile e´ disabituare il palato al sapore dolce, diminuendo sempre piu´ l´uso sia di zuccheri che di dolcificanti. Generalmente bastan 10/15 gg.

 

Se diminuiamo ad esempio lo zucchero nel caffe´, i primi giorni lo sentiremo amaro (che comunque puo´ anche essere un gusto piacevole ed interessante) col passare dei giorni ci abitueremo. Dopo 2 settimane se ritorneremo a mettere la quantita´di zucchero a cui eravamo abituati, lo sentiremo dolcissimo. 

 

Le ragioni per eliminare lo zucchero dalla dieta sono diverse. Sappiamo ormai con certezza quanto lo zucchero sia deleterio per il nostro organismo, favorisca stress ossidativo, infiammazione subclinica cronica, e quanto sia il principale alimento per le cellule tumorali. 


Questo e´importantissimo sopratutto coi bambini e sopratutto i primi mesi di vita. I neonati dovrebbero assolutamente stare lontani da zuccheri raffinati e dolcificanti. Se vogliamo far si che i bambini non siano poi dipendenti da dolcetti e´ bene che stian lontani dallo zucchero. E´ proprio in questa fase che mettiamo le basi per i gusti che domineranno poi tutta la vita.  


Da eliminare assolutamente sono bevande zuccherate, anche bevande isotoniche edinegratori vari sono spesso pieni di zucchero. Yogurt con frutta e varianti varie sono spesso una fonte abominevole di zuccheri. Stessa cosa per biscotti, merendine. Nello stesso pane viene spesso aggiunto lo zucchero sia per "migliorarne" il sapore sia per renderlo piu´ morbido, si arriva sino a 3-5 grammi di zucchero ogni 100.


Miele, fruttosio, melassa, zucchero integrale ed alternative varie sono sempre e comunque da considerarsi zuccheri. Che in questi rimanga qualche minerale poco ci interessa, sono sempre e comuqnue da considerarsi come zuccheri ed agiscono nel nostro organiso esattamente come lo zuchero raffinato.

 

Basta diminuir gradualmente il sapore dolce dalla nostra dieta, ti abituerai piu´ velocemente di quanto tu possa pensare e finalmente tornerai a sentire i veri sapori e scoprirai anche il fantastico ed aromatico sapore del caffe´.

 

Capirai che quello che pensavi fosse caffe´ era solamente il sapore dello zucchero.  

 

VIDEO: ALIMENTI DA EVITARE: LO ZUCCHERO

 

VIDEO: COSA MANGIARE PER CORRERE VELOCE: 6 ALIMENTI DA EVITARE 

Daniele Biffi - Mental Coach & Personal Trainer

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Commenti? | Mar 14, 2017

Il Road Show Runcard corre in 15 piazze italiane

Posted by linfordbif in Manifestazioni
Il Road Show Runcard corre in 15 piazze italiane13 Marzo 2017

Il villaggio itinerante dedicato al benessere e alle produzioni agroalimentari locali partirà il 25 e 26 marzo da Amatrice. 

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15 tappe, 15 weekend, 15 piazze italiane: è il Road Show Runcard, il villaggio itinerante dedicato al wellness e alle eccellenze agroalimentari del territorio che partirà sabato 25 e domenica 26 marzo da Amatrice. Il circuito è stato presentato oggi al CONI di Roma con la partecipazione del bronzo olimpico del salto triplo Fabrizio Donato (Fiamme Gialle) e il recordman italiano di salto in lungo Andrew Howe (Aeronautica), alla presenza del Segretario Generale del CONI Roberto Fabbricini, del vice presidente FIDAL Vincenzo Parrinello e del presidente FIDA Donatella Prampolini Manzini. Il circuito, che prevede in ciascuna tappa un intero fine settimana dedicato al benessere, è nato infatti grazie alla sinergia tra FIDAL e FIDA, la Federazione Italiana Dettaglianti dell’Alimentazione di Confcommercio-Imprese per l’Italia.

IL VILLAGGIO - Amatrice, Città di Castello, Padova, Catania, L'Aquila, Roma, Udine, Cervia, Reggio Calabria, Trento, Prato, Cagliari, Bologna, Taranto, Reggio Emilia... Nelle principali piazze di ogni tappa del Road Show Runcard verrà allestito un villaggio in cui saranno protagonisti l’Atletica Leggera e il cibo tradizionale, il wellness e la tradizione locale. A disposizione di sportivi, famiglie, turisti e cittadini di ogni età ci saranno spazi per mettersi alla prova nella corsa, nei salti e nei lanci, e percorsi non competitivi e ludici dedicati sia ai bambini che agli adulti. Parallela alla parte sportiva correrà quella dedicata al buon cibo – primo alleato di ogni sportivo – grazie ai gazebo dove degustare i prodotti d’eccellenza del territorio e ai corner interattivi in cui ricevere i consigli dei nutrizionisti federali.


All’interno del villaggio, infatti, saranno presenti totem interattivi con video, contest, questionari, immagini e consigli. Ogni villaggio sarà diviso in 4 aree, ciascuna destinata a un tema legato al cibo: Tradizione, Piccole produzioni (consorziate e tutelate), Natura, Nutrizione e sport.

I PERCORSI DEL GUSTO - Il villaggio del Road Show Runcard diventerà luogo di aggregazione: le aziende associate a FIDA, con il supporto delle Associazioni territoriali del Sistema Confcommercio e dei partner locali (compresi i consorzi di tutela), insieme ai tecnici e agli operatori FIDAL, ai partner e ai gruppi di atletica e di running costituiti nelle città, animeranno il villaggio con specifiche iniziative dedicate al wellness, allo sport e alle eccellenze gastronomiche locali e nazionali (dimostrazioni, degustazioni, percorsi, iniziative di gruppo, attività per bambini).

SI PARTE DA AMATRICE - Il road show partirà, il 25 e 26 marzo, da Amatrice, la cittadina in provincia di Rieti duramente colpita dal terremoto del 24 agosto. Una scelta dal significato simbolico ma non solo, visto che proprio alle popolazioni ferite dal sisma sarà destinato un pistino di 60 metri per la velocità. Di facilissima installazione e trasporto, la pista azzurra prodotta dalla Mondo verrà consegnata nei prossimi mesi in accordo con il Comune amatriciano: un piccolo passo verso il recupero di una quotidianità, anche sportiva, più serena.

"I temi del Road Show mi stanno particolarmente a cuore - le parole di Fabrizio Donato, che una settimana fa si è messo al collo l'argento agli EuroIndoor di Belgrado -. E' una lezione che cerco di trasmettere anche alle mie figlie: uno stile di vita che comprenda attività sportiva e buon cibo è un'assicurazione sulla propria salute e sul proprio benessere. Quando io e Andrew abbiamo cominciato a lavorare insieme, la prima cosa che gli ho chiesto è stata di iniziare a mangiare meglio. In due settimane ha perso due chili e due centimetri di giro vita.


Io lo faccio da vent'anni, e se a quarant'anni sono ancora in pedana credo che abbia avuto il suo peso".

A margine della conferenza stampa il capitano ha speso due parole per un altro capitano: “Mi rivedo in Francesco Totti, in passato ho avuto degli infortuni ed è stato difficile per me stare ‘in panchina’. Da tifoso della Roma un giorno mi piacerebbe incontrarlo per confrontarci: siamo due quarantenni che ancora tengono bene il passo… sono convinto che avremo qualcosa da dire per qualche anno, almeno”.

"Sono felice - spiega Andrew Howe - che il Road Show parta da Amatrice. Ogni iniziativa che contribuisca a non spegnere i riflettori su quella comunità è bene accetta. Io, da reatino, voglio essere presente: lo sport non è un bisogno primario, ma può fare tanto per gli animi delle persone". Continua l'allievo di Fabrizio Donato: "E' senz'altro positivo che la promozione dell'atletica avvenga anche fuori dagli stadi: portare lo sport in mezzo alla gente è la carta vincente".

Roberto Fabbricini: "E' una bella iniziativa per cui voglio ringraziare, a nome del CONI, la Federazione Italiana di Atletica Leggera.La promozione dell'attività fisica e della salute è una battaglia che vogliamo vincere tutti insieme. Perché lo sport è portatore di speranza, e questo vale anche in contesto di piena emergenza com'è quello di Amatrice".

Vincenzo Parrinello"Riappropriarsi di abitudini sane e genuine, così come degli spazi cittadini, significa investire sul proprio star bene, ed è proprio questo il traguardo verso cui vogliamo correre con il Road Show Runcard. L’attività fisica, non necessariamente agonistica, e il cibo sano sono tra i farmaci più potenti, un vero e proprio investimento sul futuro nostro e dei nostri figli". Continua il vicepresidente federale: "Partire da Amatrice è un piccolo gesto, preparato in accordo con il Comune, per riportare alle popolazioni terremotate una quotidianità più serena, anche attraverso la pratica sportiva".

Donatella Prampolini Manzini: "Con questa iniziativa, oltre a un’educazione alla salute che passa attraverso l’attività sportiva e una sana alimentazione, vogliamo mandare un forte messaggio per far tornare a vivere il centro delle città, valorizzandone, oltre agli spazi, anche i negozi di vicinato."

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Commenti? | Mar 14, 2017

RINFORZARE I BICIPITI FEMORALI PER CORRERE VELOCE

Posted by linfordbif in Training

Risultati immagini per BICIPITI FEMORALI FOTO

I bicipiti femorali sono tra i gruppi muscolari piu´ importanti nella corsa e sopratutto nella corsa veloce, nello sprint. Per correre veloce, come anche per prevenire infortuni, risulta fondamentale rinforzarli ed incrrementare la loro forza.

Uno degli errori piu´comuni nella preparazione  della velocitA´ e´ proprio quello di allenare molto quadricipiti e parte anteriore, tralasciando l´allenamento della parte anteriore del corpo. Questo e´uno dei motivi per cui sui campi di Atletica molti sprinter hanno poi spesso problemi ai bicipiti femorali o al tricipite della sura, contratture, infiammazioni, strappi etc..

Questi problemi sono spesso il risultato di un discompenso di forza tra parte anteriore e parte posteriore del corpo, tra muscoli agonisti e muscoli antagonisti. E´ bene che ci sia un equilibrio di forza tra muscoli agonisti ed antagonisti, come sicuramente deve esserci equilibrio tra quadricipiti e bicipiti femorali. 

Essendo il bicipite femorale il muscolo antagonista del quadricipite femorale (che gia´ di suo e´ il muscolo piu´ voluminoso del corpo umano) e´ bene che sia forte, molto forte, ed e´ bene allenarlo almeno quanto si allenano i quadricipiti, ancor meglio se ci si concentra maggiormante sui bicipiti femorali.

Per rinforzare i bicipiti femorali abbiamo molte possibilita´. Gli esercizi con la Leg Curl sono sicuramente tra i piu´ consigliabili, inmancabili esercizi di pesistica come gli stacchi rumeni, strappi, girate, interessanti anche esercizi con le cavigliere, fondamentali a mio avviso diventano i Nordic Glute Ham Raise.

Il mio consiglio e´ quello di allenare e rinforzare molto i bicipiti femorali, per correre veloce e´bene che la parte posteriore del corpo sia piu´ forte della parte anteriore. 

VIDEO: 3 ESERCIZI PER I BICIPITI FEMORALI 

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VIDEO: NORVEGIAN CURL - RINFORZARE I BICIPITI FEMORALI PER CORRERE VELOCE 

 

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Daniele Biffi - Mental Coach & Personal Trainer

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Commenti? | Mar 09, 2017

Locatelli: ''Grazie Donato, senatore tra i giovani''

Posted by linfordbif in Italia

Sull'aereo di ritorno da Belgrado scatta l'applauso di tutti i passeggeri a bordo quando dalla cabina di comando parte il saluto e il ringraziamento per l'impresa di Fabrizio Donato agli Europei Indoor"L'applauso glielo faccio anche io - esordisce Elio Locatelli, il Direttore Tecnico dell'Alto Livello - per l'uomo, l'atleta e il capitano che ancora una volta ha dimostrato di essere. Un vero senatore nel cuore di una Nazionale piena di volti giovani". Anche per il DT Locatelli questo era un ritorno in azzurro dopo l'ultima esperienza nello stesso ruolo agli Europei di Helsinki 1994. "In squadra ho respirato una bella atmosfera con rispetto e consapevolezza del contesto in cui ci si trovava. Questo è un buon segnale".

Detto dell'argento di Donato, una riflessione su alcune aspettative della vigilia che hanno purtroppo avuto riscontri meno convincenti. "Nello sport non ci può essere mai nulla di scontato. I ranking sono facilmente ribaltabili nel confronto diretto. E così su tre lunghisti al top delle graduatorie 2017, in finale è andato il più giovane, Randazzo, che aveva come obiettivo primario quello di superare la qualificazione. Howe è un atleta che sta facendo un percorso di rigenerazione con Donato. Dopo tanto tempo, vedere recuperato un campione come lui è qualcosa di molto significativo. Il talento e le grandi qualità di Jacobs sono fuori discussione, ma ancora in fase di costruzione sotto la guida di Camossi. In questo senso, stiamo mettendo a punto un progetto dedicato proprio ai salti in estensione". Di cosa si tratta? "Creare un gruppo di atleti in un polo dedicato come Castelporziano dove possano allenarsi stabilmente insieme e confrontarsi anche con l'esperienza e la sensibilità tecnica di due big come Camossi e Donato. E' un progetto in cui contiamo di poter includere presto anche qualche saltatrice".          

Torniamo da Belgrado con una medaglia e otto atleti in finale. Risultati che si collocano ai piani bassi nella storia della partecipazione azzurra agli Euroindoor: era dall'edizione di Madrid 2005 che non si registrava un bottino del genere in termini di medaglie e punti. "Ovviamente non è abbastanza ed è chiaro che ci sia un grande lavoro da fare. Con la 4x400 femminile l'obiettivo più alla nostra portata era il bronzo, ma per salire sul podio sarebbe servito un crono non lontanissimo dal record italiano (3:31.99 nel 2014, ndr) e che tutte le atlete schierate si esprimessero al livello del loro massimo stagionale come Ayomide Folorunso in quarta frazione. Sul rettilineo dello sprint, per ragioni diverse, non abbiamo visto le cose migliori di cui sono capaci i velocisti che abbiamo messo in pista. Mi piace sottolineare, invece, l'en plein del mezzofondo perché quattro convocati su quattro hanno raggiunto un piazzamento tra i primi otto d'Europa (Viola, Razine e Crippa nei 3000 e Bouih nei 1500, ndr). La Viola è un'atleta ritrovata e a Belgrado ha centrato la terza finale consecutiva al terzo Europeo Indoor in carriera, stavolta anche con il personale. Come lei, ha fatto la sua migliore gara di sempre l'eptatleta Simone Cairoli, mentre in altri tre casi è arrivato lo stagionale. Uno di questi è quello di Silvano Chesani che si è fatto trovare pronto con una qualificazione impeccabile, ma che in finale ha forse pagato la zavorra di qualche errore di troppo alle quote inferiori.

A proposito di giovani, una menzione anche per l'altro altista Falocchi, vent'anni, non aveva mai fatto nemmeno una Nazionale under e, all'esordio assoluto, non ha comunque sfigurato".

Quali programmi per l'imminente futuro nell'anno dei Mondiali di Londra? 
"Questo mese sono già in calendario diversi raduni: la marcia e i lanci a Tirrenia, mezzofondo a Grosseto, velocità e salti in estensione a Formia dove ad inizio aprile saranno convocati anche gli astisti sotto la supervisione di Vitaly Petrov, uno dei quattro esperti internazionali (gli altri sono Antunez, Ritzdorf e Goldmann, ndr) con cui abbiamo avviato una collaborazione per supportare atleti e tecnici personali. Anche questa è la strada che intendiamo seguire nell'avvicinamento ai Mondiali dove contiamo di poter recuperare azzurri, in primis i nostri saltatori in alto, che hanno le carte in regola per essere protagonisti".

DONATO NO LIMITS! - Fabrizio Donato sorride, scherza, la sua medaglia d'argento è al sicuro in una tasca del giubbotto blu con la scritta Italia; nell'altra c'è il cronometro. Tra poche ore andrà a fare compagnia alle altre quattro della collezione su una bacheca personale che è già storia dell'atletica italiana. "Stanotte l'ho tenuta lì vicino a me sul comodino - racconta il triplista -. Ieri è stato fantastico, ma oggi è già un altro giorno. E' il lunedì della mia 27esima settimana di preparazione, nei prossimi giorni solo rigenerazione, ma non ho mai lavorato così tanto come in questi mesi: 10 allenamenti a settimana, riposo sabato e domenica. Il weekend lasciamolo alla famiglia: mia moglie Patrizia e le mie bambine Greta e Viola sono la mia vita". Sul suo telefono, però, scorre un'immagine: è quella dello stacco del salto a 17,13 che l'ha proiettato sul podio agli Euroindoor: "Accidenti, ci ho lasciato 20,2 centimetri! Caro Evora, stavolta ti è andata bene...". Instancabile, inarrestabile, infinito? "Ormai ci sono due parole che ho fatto diventare il mio motto: "No Limits". Se a 40 anni sono ancora qui è perché sento di poter avere come atleta ancora ambizioni di un certo livello. E poi ora sto vivendo questa esperienza come coach di Andrew (Howe, ndr). Il nostro è uno "shock training", nel senso che l'allenamento non deve essere mai monotono, ma una scossa continua. Una sfida che ho accettato e che personalmente mi sta dando tantissimo!".

XXXIV CAMPIONATI EUROPEI INDOOR - BELGRADO 2017

MEDAGLIE:
ARGENTO (1)
2. Fabrizio Donato (triplo) 17,13 finale, 16,70 qual.

ALTRI FINALISTI (7)
4. 4x400m femminile (Lucia Pasquale, Maria Enrica Spacca, Maria Benedicta Chigbolu, Ayomide Folorunso) 3:32.87
6. Marouan Razine (3000m) 8:04.19 finale, 7:55.17 batt.
6. Silvano Chesani (alto) 2,27 finale, 2,28 qual.
7. Yeman Crippa (3000m) 8:05.63 finale, 7:59.76 batt.
7. Filippo Randazzo (lungo) 7,77 finale, 7,89 qual.
7. Giulia Viola (3000m) 8:56.19 PB finale, 8:57.86 batt.
8. Yassin Bouih (1500m) 3:47.95 finale, 3:44.67 batt.

PRIMATI PERSONALI
Simone Cairoli 5841 (eptathlon); 7,55 (lungo); 4,60 (asta)
Giulia Viola 8:56.19 (3000m)

ALTRI PRIMATI STAGIONALI
Silvano Chesani 2,28 (alto)
Fabrizio Donato 17,13 (triplo)
Simone Cairoli 8.31 (60hs)
Gloria Hooper 7.34 (60m)

Commenti? | Mar 07, 2017

Euroindoor: prima giornata con 15 azzurri

Posted by linfordbif in Italia

Euroindoor: prima giornata con 15 azzurriDomani, venerdì 3 marzo, al via la rassegna continentale in sala di Belgrado con Howe, Jacobs e Randazzo nelle qualificazioni del lungo.

 

Più di metà della squadra azzurra in gara a Belgrado nella giornata inaugurale dei Campionati Europei Indoor. Sono infatti 15 gli atleti italiani annunciati nei turni eliminatori di domani, venerdì 3 marzo, sul totale di 26 convocati. Nella Kombank Arena, i primi a entrare in azione saranno tre dei più attesi: i saltatori in lungo Andrew Howe, Marcell Jacobs e Filippo Randazzo, dalle ore 9.40, per cercare un posto in finale. La misura richiesta per la qualificazione automatica è di 7,90, ma una delle prime otto posizioni garantirà comunque la possibilità di tornare in pedana sabato sera (ore 19.32). Dalle 10.25 si correranno le batterie dei 400 metri con Mario Lambrughi nella seconda (ore 10.32) e Marco Lorenzi nella terza (ore 10.39): passano i primi due con ripescaggio di due tempi, mentre le semifinali sono in programma alle 18.05. Nel triplo femminile (ore 12.00) per l’accesso diretto alla finale servirà 14,05: esattamente lo stesso risultato ottenuto dall’azzurra Dariya Derkach agli Assoluti di Ancona, però anche qui almeno le prime otto atlete della classifica andranno avanti, come in tutti gli altri concorsi che prevedono la fase di qualificazione. Alle 12.15 la prima batteria dei 3000 metri con Giulia Viola: in finale le prime quattro più quattro crono di recupero.

La sessione pomeridiana vedrà impegnato Hassane Fofana sui 60 ostacoli, nel primo turno alle 16.45 (cancellato quello intermedio, finale alle 20.10 per chiudere il programma della giornata), poi Serena Capponcelli ed Erika Furlani alle 17.30 nelle qualificazioni dell’alto (1,93 per il pass diretto), Daniele Cavazzani e Fabrizio Donato alle ore 18.20 nel triplo (da saltare 16,60). Spazio quindi ai mezzofondisti: 3000 metri con Marouan Razine nella prima batteria alle 18.25 e Yeman Crippa nella seconda alle 18.38 (primi quattro in finale con quattro tempi da recuperare), seguiti da Yassin Bouih nella terza batteria dei 1500 alle 19.33 (avanti i primi due, insieme ad altri tre crono). Nella giornata di apertura saranno in palio cinque titoli: asta maschile, peso e pentathlon femminili, 60 ostacoli uomini e donne. Stabilite inoltre le misure di qualificazione per l’alto maschile (2,28) che si disputerà sabato mattina con gli azzurri Silvano Chesani e Christian Falocchi, come il lungo femminile (6,60) con Laura Strati.

START LISTS - TUTTE LE NOTIZIE/News - FOTO/Photos - ORARIO E AZZURRI IN GARA - TV E STREAMING - LA STORIA DELL'ITALIA AGLI EUROINDOOR - Il sito di Belgrado 2017 - STATISTICS HANDBOOK - BIGLIETTI/Tickets

LE SCHEDE DELLA SQUADRA ITALIANA (PDF)

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Commenti? | Mar 03, 2017

VIDEO COSA MANGIARE PRIMA DI UNA GARA DI VELOCITA´

Posted by linfordbif in Training

 

Cosa mangiare prima di una gara di velocita? Questa e´ una domanda da farsi assolutamente, l´alimentazione prima di una gara diventa importantissima se vogliamo portar il nostro organismo al Top quando siamo sui blocchi di partenza.

 

Quando mangiamo, qualsiasi cosa ingeriamo, crea una reazione metabolica nel nostro organismo. Ci sono alimenti e pratiche che ci aiutano a stare bene e ci danno energia, altre meno, altre assolutamente deleterie come mangiarsi un piatto di lasagne 30´ prima di un 400 ( spero con questo esempio di darti un´immagine mentale forte e precisa :) ).


Quello che ti consiglio, il giorno della gara, e´ in primis di bere appena alzato, assolutamente acqua, meglio tiepida. Molto dipende anche dall´orario in cui hai la gara. Se la gara e´ alla mattina ti consiglio di fare una buona colazione, con frutta anche secca, sicuramente banane, carboidrati integrali magari anche con marmellata meglio se senza zucchero. Latti vegetali, latte di mucca o capra assolutamente te li sconsiglio. Ti sconsiglio anche energy drink che sono spesso pieni di zuccheri che vogliamo evitare: si beve acqua o spremute.


Ti consiglio di stare a digiuno almeno 4 ore prima della gara, mangiare qualcosa meno di quanto tu faccia normalmente e di smettere di mangiare prima che tu ti senta sazio ( il segnale di sazieta´ e´un segnale labile che comunque parte dallo stomaco ed arriva al cervello circa 10´ dopo essere sazi, quindi se continuiamo a mangiare quando avvertiamo la sazieta´ abbiamo gia´ sicuramente mangiato troppo ).


Avere un po´ di fame prima della gara e´ perfetto, quando abbiamo fame abbiamo piu´ energie, siamo piu´ nervosi, e per una gara di velocita´ e´ ottimale. Se e´ vero che avere un po´di fame ci fa´ bene, avere tanta fame e´ meglio evitarlo. Se proprio hai fame in prossimita´ della gara ti consiglio di mangiare frutta, banane, o un pezzo di pane integrale, siguramente poco ed almeno un´ora prima della gara.


Bere ed idratare bene il tuo corpo e sopratutto massimo sino ad un´ora prima della gara, dopo al massimo ci si sciacqua la bocca.


Se la gara e´ alla sera ti consiglio di pranzare con insalata, carboidrati integrali, verdure, legumi, insomma un pasto vegetale.

 

Da evitare sono le carni, assolutamente latticini ( che comunque ti consiglio di eliminare dalla tua dieta), se vuoi mangire carne o pesce meglio dopo la gara.

 

 
Daniele Biffi - Mental Coach & Personal Trainer
runfast@fastandfit.info
 
Commenti? | Feb 27, 2017

MASTER: OTTAVIANI, 100 ANNI E RECORD MONDIALE AD ANCONA

Posted by linfordbif in Mondo Master

Giuseppe Ottaviani (FotoGP/FIDAL Marche)

Il marchigiano classe 1916 migliora il suo primato iridato del lungo M100, nella seconda giornata della rassegna tricolore
 
Un nuovo record per Giuseppe Ottaviani. Nella seconda giornata dei Campionati italiani master indoor e invernali di lanci, ad Ancona, il centenario dell’atletica firma un’altra impresa da primato mondiale nella categoria M100. Stavolta nel salto in lungo, tra gli applausi e il tifo degli spettatori che poi festeggiano con lui, chiedendo foto e strette di mano, sulla stessa pedana che una settimana fa è stata teatro della super sfida tra gli ottometristi azzurri Jacobs, Howe e Randazzo. Al sesto e ultimo salto della gara, l’inossidabile marchigiano atterra a 1,16 per migliorare il limite che aveva stabilito con 1,08 durante la scorsa stagione, proprio nel giorno del suo compleanno al Palaindoor di Ancona: infatti è nato il 20 maggio 1916 a Sant’Ippolito, piccolo centro in provincia di Pesaro e Urbino. “Sono davvero contento e felice - racconta - per tutti gli amici che sono venuti qui a salutarmi. Cosa posso volere di più? Sto bene in compagnia di tanta gente che ama lo sport come me e che mi dà la carica per andare avanti. Dobbiamo essere ottimisti e l’atletica ci aiuta ad esserlo”. Tante emozioni per uno sportivo che non finisce di stupire: ha cominciato con la pratica agonistica dopo aver compiuto 70 anni, invece da giovane è stato al fronte, durante la seconda guerra mondiale. Poi l’esperienza lavorativa da sarto, prima di scoprire l’atletica fino alle 10 medaglie d’oro nella rassegna iridata di Budapest del 2014 e alla partecipazione come ospite nel Festival di Sanremo dell’anno scorso. Nel pomeriggio, l’ovazione del pubblico invece è per i suoi 60 metri in 19.25.
Presente oggi il fotografo Costantino Ruspoli, direttore artistico del Calendario Pirelli, che ha allestito un set al Palaindoor per un progetto della Fondazione Farmafactoring legato al rapporto con il corpo nelle varie età della vita. I protagonisti della mostra fotografica, che si terrà a Milano durante il mese di novembre, sono persone che hanno più di 65 anni e che svolgono ancora delle attività di vario genere per rimanere attivi e autosufficienti. “Un’esperienza emozionante - rivela soddisfatto - e di grande interesse, in mezzo a così tante persone di ogni età. Le storie degli atleti mi hanno coinvolto a tal punto che ho persino rischiato di distrarmi, un paio di occasioni, dagli aspetti tecnici del mio lavoro. Vedo che le persone attive vivono meglio e poi non ci stanno a perdere, ma ho notato che qui c’è amicizia, quasi tenerezza, e questo riumanizza lo sport. Mi piacerebbe trovare il modo per un lavoro focalizzato proprio sull’atletica master”.
Per le Marche, altre 32 medaglie di cui 14 d’oro, 8 argenti e 10 bronzi. Due successi anche per Giuliano Costantini (Gs Atl. Effebi Fossombrone), nel lungo e nel triplo SM65, mentre nell’alto SM45 con 1,81 si impone Marco De Angelis (Team Atl. Marche), allenato da Marco Tamberi. Sui 400 SM45 trionfa Massimiliano Poeta (Atl. Fabriano).
Spettacolari le gare sul rettilineo dello sprint. Nei 60 metri SM55 sfreccia Giancarlo D’Oro (Atl. Ambrosiana) in 7.56, per demolire il record di 7.73 da lui realizzato un mese fa a Modena, e alle sue spalle Enrico Sisti (Romatletica Salaria Village) corre in 7.76 avvicinando il precedente record. Al femminile anche Miriam Di Iorio (Us Aterno Pescara), abruzzese di Vasto, ritocca il suo primato SF50 dell’anno scorso con 8.28. Non finisce di stupire Hubert Indra (Südtirol Team Club), che migliora tre volte il record italiano SM60 dell’asta portandolo a 3,55. Tra i primati nazionali spicca anche quello nei 3000 di marcia SM80 in 18:19.16 ad opera di Romolo Pelliccia (Atl. Libertas Orvieto): “La marcia è una delle migliori specialità per chi si trova in età avanzata - dichiara - perché non è traumatica”. Commerciante di profumi, ha praticato la disciplina del tacco e punta fin dalle categorie giovanili e poi ha ripreso all’età di 30 anni, dopo un breve stop, per mettere a segno una vera e propria collezione di vittorie in campo internazionale. Ma è attivo anche come tecnico, ad esempio di Valeria Pedetti (Atl. Libertas Arcs Cus Perugia/SF40) che si è aggiudicata la prova femminile in 14:27.56 davanti alla pluricampionessa mondiale Tatiana Zucconi (Romatletica Salaria Village, 14:37.34). Notevole anche il crono di Ettorino Formentin (Us Quercia Trentingrana Rovereto), 15:47.85 per il record italiano SM70. Nel lungo SF40 si migliora ancora Sara Colombo (Atl. Monza): 5,38 al primo turno e poi 5,46 all’ultimo salto.
Tanti anche i record sfiorati: nel peso dei 55enni Marco Giacomini (Cus Sassari) ci arriva a sei centimetri lanciando 13,87 e tra le donne Waltraud Mattedi (Südtirol Team Club) ad appena uno con 10,68, mentre nei 60 metri Gianna Lanzini (Assi Giglio Rosso Firenze/SF55) chiude in 8.94 e il primatista mondiale Mario Longo (Atl. Posillipo/SM50) domina con 7.25. Nel mezzofondo, sui 1500 metri Waltraud Egger (Sportclub Merano) si prende la rivincita nei confronti di Rosa Pattis (Südtirol Team Club), che aveva vinto i 3000 di ieri, e sui 60 ostacoli SF55 in 10.54 conquista il successo Antonella Sant (Trieste Atletica), mamma di Nicla Mosetti che sulla stessa pista ha conquistato tre settimane fa il titolo italiano promesse.
Consegnati i riconoscimenti del “Premio Master dell’Anno”, promosso dalla rivista Correre e dal sito Atleticanet: a riceverli per la stagione 2016 sono stati Francesco D’Agostino (Atl. Virtus Castenedolo) e Maria Costanza Moroni (Gs Ermenegildo Zegna), poco dopo essersi aggiudicata i 60 ostacoli SF45 in 9.41. Il “Premio Vittorio Colò”, per due personalità che hanno dato un contributo significativo al movimento master italiano, è andato invece all’astista Galdino Rossi (Atl. Ambrosiana) e alla sprinter Anna Micheletti (Romatletica Salaria Village), leader dei 60 SF65 con 9.60. Domani la terza e conclusiva giornata della rassegna tricolore.
 
PRIMATO MONDIALE
Lungo M100: Giuseppe Ottaviani (Gs Atl. Effebi Fossombrone) 1,16
 
MIGLIORI PRESTAZIONI ITALIANE SECONDA GIORNATA
60 SM55: Giancarlo D’Oro (Atl. Ambrosiana) 7.56
Asta SM60: Hubert Indra (Südtirol Team Club) 3,55
60hs SM65: Tullio Hrovatin (Trieste Atletica) 10.40
Marcia 3000 SM70: Ettorino Formentin (Us Quercia Trentingrana Rovereto) 15:47.85
1500 SM80: Giulio Natale Ambruschi (Runners Bergamo) 6:09.57
Alto SM80: Roberto Fasoli (Atl. Sandro Calvesi) 1,15 (eguagliata)
Marcia 3000 SM80: Romolo Pelliccia (Atl. Libertas Orvieto) 18:19.16
Marcia 3000 SM85: Alfredo Tonnini (Italia Marathon Club) 23:15.93
Lungo SF40: Sara Colombo (Atl. Monza) 5,46
60 SF50: Miriam Di Iorio (Us Aterno Pescara) 8.28
Lungo SF60: Lorenza Nolli (Atl. Rigoletto) 4,03
400 SF65: Anna Micheletti (Romatletica Salaria Village) 1:16.13
 
 
MEDAGLIE MARCHIGIANE SECONDA GIORNATA
 
ORO
400 SM45: Massimiliano Poeta (Atl. Fabriano) 52.38
Alto SM45: Marco De Angelis (Team Atl. Marche) 1,81
1500 SM60: Vincenzo Paternesi Meloni (Podistica Valtenna) 4:58.85
60 SM65: Livio Bugiardini (Sef Macerata) 8.33
Lungo SM65: Giuliano Costantini (Gs Atl. Effebi Fossombrone) 4,56
Triplo SM65: Giuliano Costantini (Gs Atl. Effebi Fossombrone) 10,04
Asta SM70: Oddino Pascucci (Atl. Falconara) 2,30
Lungo SM80: Giuseppe Miccoli (Atl. Alma Juventus Fano) 3,50
60 SM100: Giuseppe Ottaviani (Gs Atl. Effebi Fossombrone) 19.25
Lungo SM100: Giuseppe Ottaviani (Gs Atl. Effebi Fossombrone) 1,16
Disco SF60: Serena Paci (Atl. Alma Juventus Fano) 22,31
400 SF70: Anna Di Chiara (Nuova Atl. Sangiustese) 1:42.84
Disco SF70: Maria Pia Luchetti (Sef Macerata) 16,25
60 SF75: Amalia Micozzi (Sef Macerata) 12.36
 
ARGENTO
1500 SM35: Pietro Pelusi (Sef Stamura Ancona) 4:17.93
1500 SM45: Andrea Frezzotti (Sef Stamura Ancona) 4:27.86
Disco SM45: Stefano Rastelli (Atl. Alma Juventus Fano) 35,33
60hs SM60: Renzo Capecchi (Atl. Alma Juventus Fano) 10.95
Lungo SM60: Renzo Capecchi (Atl. Alma Juventus Fano) 4,67
Alto SM60: Paolo Marconi (Atl. Recanati) 1,48
Marcia 3000 SM70: Mario Fiori (Atl. Osimo) 18:00.19
60hs SF60: Eliana Belli (Atl. Alma Juventus Fano) 14.31
 
BRONZO
1500 SM40: Giorgio Tiberi (Atl. Fabriano) 4:22.64
60hs SM70: Giulio Mallardi (Sef Macerata) 11.73
Asta SM70: Francesco Bettucci (Sef Macerata) 2,00
Disco SM75: Italo Cartechini (Sef Macerata) 28,97
Lungo SF45: Federica Gentilucci (Sef Macerata) 4,17
60 SF50: Annalisa Gambelli (Sef Stamura Ancona) 8.60
Marcia 3000 SF50: Paola Bettucci (Atl. Avis Macerata) 18:14.43
Peso SF55: Lina Frontini (Atl. Osimo) 9,95
Lungo SF60: Eliana Belli (Atl. Alma Juventus Fano) 3,10
Lungo SF70: Elvia Di Giulio (Romatletica Salaria Village) 2,90

Commenti? | Feb 26, 2017

Master: Ottaviani mondiale ad Ancona

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 Master: Ottaviani mondiale ad Ancona
 

Il marchigiano classe 1916 migliora il suo primato iridato del lungo M100, nella seconda giornata della rassegna tricolore   

di Luca Cassai

Un nuovo record per Giuseppe Ottaviani. Nella seconda giornata dei Campionati italiani master indoor e invernali di lanci, ad Ancona, il centenario dell’atletica firma un’altra impresa da primato mondiale nella categoria M100. Stavolta nel salto in lungo, tra gli applausi e il tifo degli spettatori che poi festeggiano con lui, chiedendo foto e strette di mano, sulla stessa pedana che una settimana fa è stata teatro della super sfida tra gli ottometristi azzurri Jacobs, Howe e Randazzo. Al sesto e ultimo salto della gara, l’inossidabile marchigiano atterra a 1,16 per migliorare il limite che aveva stabilito con 1,08 durante la scorsa stagione, proprio nel giorno del suo compleanno al Palaindoor di Ancona: infatti è nato il 20 maggio 1916 a Sant’Ippolito, piccolo centro in provincia di Pesaro e Urbino. “Sono davvero contento e felice - racconta - per tutti gli amici che sono venuti qui a salutarmi. Cosa posso volere di più? Sto bene in compagnia di tanta gente che ama lo sport come me e che mi dà la carica per andare avanti. Dobbiamo essere ottimisti e l’atletica ci aiuta ad esserlo”. Tante emozioni per uno sportivo che non finisce di stupire: ha cominciato con la pratica agonistica dopo aver compiuto 70 anni, invece da giovane è stato al fronte, durante la seconda guerra mondiale. Poi l’esperienza lavorativa da sarto, prima di scoprire l’atletica fino alle 10 medaglie d’oro nella rassegna iridata di Budapest del 2014 e alla partecipazione come ospite nel Festival di Sanremo dell’anno scorso. Nel pomeriggio, l’ovazione del pubblico invece è per i suoi 60 metri in 19.25.

Spettacolari le gare sul rettilineo dello sprint. Nei 60 metri SM55 sfreccia Giancarlo D’Oro (Atl. Ambrosiana) in 7.56, per demolire il record di 7.73 da lui realizzato un mese fa a Modena, e alle sue spalle Enrico Sisti (Romatletica Salaria Village) corre in 7.76 avvicinando il precedente record. Al femminile anche Miriam Di Iorio (Us Aterno Pescara), abruzzese di Vasto, ritocca il suo primato SF50 dell’anno scorso con 8.28. Non finisce di stupire Hubert Indra (Südtirol Team Club), che migliora tre volte il record italiano SM60 dell’asta portandolo a 3,55. Tra i primati nazionali spicca anche quello nei 3000 di marcia SM80 in 18:19.16 ad opera di Romolo Pelliccia (Atl. Libertas Orvieto): “La marcia è una delle migliori specialità per chi si trova in età avanzata - dichiara - perché non è traumatica”. Commerciante di profumi, ha praticato la disciplina del tacco e punta fin dalle categorie giovanili e poi ha ripreso all’età di 30 anni, dopo un breve stop, per mettere a segno una vera e propria collezione di vittorie in campo internazionale. Ma è attivo anche come tecnico, ad esempio di Valeria Pedetti (Atl. Libertas Arcs Cus Perugia/SF40) che si è aggiudicata la prova femminile in 14:27.56 davanti alla pluricampionessa mondiale Tatiana Zucconi (Romatletica Salaria Village, 14:37.34). Notevole anche il crono di Ettorino Formentin (Us Quercia Trentingrana Rovereto), 15:47.85 per il record italiano SM70. Nel lungo SF40 si migliora ancora Sara Colombo (Atl.

Monza): 5,38 al primo turno e poi 5,46 all’ultimo salto.

Tanti anche i record sfiorati: nel peso dei 55enni Marco Giacomini (Cus Sassari) ci arriva a sei centimetri lanciando 13,87 e tra le donne Waltraud Mattedi (Südtirol Team Club) ad appena uno con 10,68, mentre nei 60 metri Gianna Lanzini (Assi Giglio Rosso Firenze/SF55) chiude in 8.94 e il primatista mondiale Mario Longo (Atl. Posillipo/SM50) domina con 7.25. Nel mezzofondo, sui 1500 metri Waltraud Egger (Sportclub Merano) si prende la rivincita nei confronti di Rosa Pattis (Südtirol Team Club), che aveva vinto i 3000 di ieri, e sui 60 ostacoli SF55 in 10.54 conquista il successo Antonella Sant (Trieste Atletica), mamma di Nicla Mosetti che sulla stessa pista ha conquistato tre settimane fa il titolo italiano promesse.

Consegnati i riconoscimenti del “Premio Master dell’Anno”, promosso dalla rivista Correre e dal sito Atleticanet: a riceverli per la stagione 2016 sono stati Francesco D’Agostino (Atl. Virtus Castenedolo) e Maria Costanza Moroni (Gs Ermenegildo Zegna), poco dopo essersi aggiudicata i 60 ostacoli SF45 in 9.41. Il “Premio Vittorio Colò”, per due personalità che hanno dato un contributo significativo al movimento master italiano, è andato invece all’astista Galdino Rossi (Atl. Ambrosiana) e alla sprinter Anna Micheletti (Romatletica Salaria Village), leader dei 60 SF65 con 9.60.

Presente oggi il fotografo Costantino Ruspoli, direttore artistico del Calendario Pirelli, che ha allestito un set al Palaindoor per un progetto della Fondazione Farmafactoring legato al rapporto con il corpo nelle varie età della vita. I protagonisti della mostra fotografica, che si terrà a Milano durante il mese di novembre, sono persone che hanno più di 65 anni e che svolgono ancora delle attività di vario genere per rimanere attivi e autosufficienti. “Un’esperienza emozionante - rivela soddisfatto - e di grande interesse, in mezzo a così tante persone di ogni età. Le storie degli atleti mi hanno coinvolto a tal punto che ho persino rischiato di distrarmi, un paio di occasioni, dagli aspetti tecnici del mio lavoro. Vedo che le persone attive vivono meglio e poi non ci stanno a perdere, ma ho notato che qui c’è amicizia, quasi tenerezza, e questo riumanizza lo sport. Mi piacerebbe trovare il modo per un lavoro focalizzato proprio sull’atletica master”. Domani la terza e conclusiva giornata della rassegna tricolore.

PRIMATO MONDIALE
Lungo M100: Giuseppe Ottaviani (Gs Atl. Effebi Fossombrone) 1,16

MIGLIORI PRESTAZIONI ITALIANE SECONDA GIORNATA
60 SM55: Giancarlo D’Oro (Atl. Ambrosiana) 7.56
Asta SM60: Hubert Indra (Südtirol Team Club) 3,55
60hs SM65: Tullio Hrovatin (Trieste Atletica) 10.40
Marcia 3000 SM70: Ettorino Formentin (Us Quercia Trentingrana Rovereto) 15:47.85
1500 SM80: Giulio Natale Ambruschi (Runners Bergamo) 6:09.57
Alto SM80: Roberto Fasoli (Atl. Sandro Calvesi) 1,15 (eguagliata)
Marcia 3000 SM80: Romolo Pelliccia (Atl. Libertas Orvieto) 18:19.16
Marcia 3000 SM85: Alfredo Tonnini (Italia Marathon Club) 23:15.93
Lungo SF40: Sara Colombo (Atl. Monza) 5,46
60 SF50: Miriam Di Iorio (Us Aterno Pescara) 8.28
Lungo SF60: Lorenza Nolli (Atl. Rigoletto) 4,03400 SF65: Anna Micheletti (Romatletica Salaria Village) 1:16.13

DIRETTA STREAMING - Per la prima volta, una rassegna tricolore master viene proposta in diretta streaming con la trasmissione su http://fidal.idealweb.tv delle gare indoor da Ancona.

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Commenti? | Feb 25, 2017

Master: Ancona, apertura da record

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La partenza dei 3000 SF35 (FotoGP/FIDAL Marche)

di Luca Cassai

Partenza vivace per i Campionati italiani master indoor e invernali di lanci ad Ancona. Nella prima giornata della rassegna tricolore “over 35” arrivano subito 10 migliori prestazioni nazionali, soprattutto dalle prove multiple e al femminile. Tra i protagonisti c’è Sara Colombo (Atl. Monza), che all’ultimo anno da SF40 si impadronisce del limite di categoria nel pentathlon con 4029 punti. Battuto quindi il primato che apparteneva a una delle atlete di punta del movimento, la piemontese Maria Costanza Moroni, 3975 nell’edizione del 2011. L’impresa matura grazie a una serie di record personali in tutte le gare del programma: 9.27 sui 60 ostacoli e 1,57 nell’alto, poi 8,62 nel peso e la migliore prestazione italiana anche nel lungo con 5,35 per chiudere con una cavalcata solitaria in 2:30.99 sugli 800 metri. Ha ricominciato due anni fa, con il bronzo iridato di Lione dopo uno stop di oltre un decennio per dedicarsi al lavoro in banca e ai figli, ma nel ’96 ha indossato anche una maglia azzurra della Nazionale assoluta nell’eptathlon. “Mi diverto tanto - spiega la brianzola di Seregno - ho ripreso con le gare perché mi piace allenarmi per obiettivi. E allora non è un problema correre alle 6 del mattino, come a volte mi capita, su una pista ciclabile in asfalto per fare le ripetute”. Sfiora invece il muro dei quattromila punti Barbara Ferrarini (Atl. Virtus Castenedolo), ma realizza comunque un brillante record nel pentathlon SF50 con lo score di 3993 e un netto progresso rispetto al precedente 3812 di tre anni fa ottenuto da Rossella Zanni. “L’atletica è la passione di una vita - racconta la neoprimatista, che vive a Desenzano del Garda ed è stata campionessa mondiale dei 400 ostacoli, da W40 nel 2007 a Riccione - ancora oggi mi piace correre ed allenare, in particolare ragazzi ma anche master”. Colpo di scena nel pentathlon SF55, con la squalifica per infrazione di corsia sugli 800 metri di Daniela Fassi (Atl.

Varazze), in testa nettamente fino a quel momento, e così il successo va a Patrizia Passerini (Acquadela Bologna) che eguaglia il primato nazionale di Ingeborg Zorzi con 3076 punti.

Nuova categoria e nuovo primato per Hubert Indra (Südtirol Team Club) nel pentathlon SM60. L’altoatesino di Lana si presenta puntuale all’appuntamento, totalizzando 3801 punti, ma firma anche il record dei 60 ostacoli in 9.93, nella prima delle cinque fatiche. Tra gli SM35 Paolo Citterio (Daini Carate Brianza) chiude con il primato di 3641 punti e sulla pedana del martello invece Claudio Saliola (Minerva Roma Atletica) inaugura la lista dei record SM85 con 19,01. Domani la seconda giornata, dalle 8.30 del mattino fino a tarda serata, per una non stop di gare tricolori. Si assegnano i titoli nella marcia sui 3000 metri e poi nei 1500 di corsa, invece il pomeriggio sarà tutto all’insegna della velocità: 60 ostacoli, 60 piani, 400 metri. Nei concorsi, un gran numero di pedane impegnate sia al Palaindoor (lungo, peso, alto, asta, triplo) che al campo Italico Conti dove si svolgeranno le competizioni di lancio del disco. Gran finale domenica dalle 9.00 fino alle ore 17.00 circa, per mettere in palio le maglie tricolori di 200, 800 e staffette 4x200 metri, poi ancora triplo, asta e salto in alto. Complessivamente sono quasi 1500 gli atleti iscritti, per oltre 3000 presenze-gara.

MIGLIORI PRESTAZIONI ITALIANE
Pentathlon SM35: Paolo Citterio (Daini Carate Brianza) 3641
60hs SM60: Hubert Indra (Südtirol Team Club) 9.93
Pentathlon SM60: Hubert Indra (Südtirol Team Club) 3801
Martello SM85: Claudio Saliola (Minerva Roma Atletica) 19,01
Lungo SF40: Sara Colombo (Atl. Monza) 5,35
Pentathlon SF40: Sara Colombo (Atl. Monza) 4029
Pentathlon SF50: Barbara Ferrarini (Atl. Virtus Castenedolo) 3993
Pentathlon SF55: Patrizia Passerini (Acquadela Bologna) 3076
Peso SF75: Maria Lategana (Gpdm Lecce) 7,44
Peso SF85: Nives Fozzer (Nuova Atletica dal Friuli) 5,94

DIRETTA STREAMING - Per la prima volta, una rassegna tricolore master viene proposta in diretta streaming con la trasmissione su http://fidal.idealweb.tv delle gare indoor da Ancona.

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Commenti? | Feb 24, 2017

Spiragli di luce: Ogni progetto che realizziamo insieme a loro č un traguardo

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Spiragli di luce: Ogni progetto che realizziamo insieme a loro è un traguardo

Matteo SIMONE L’Associazione “Spiragli di Luce”, operante nel territorio di Anzio e Nettuno, si rivolge ai ragazzi diversamente abili e alle persone con disagi sociali promuovendo lo sviluppo e la diffusione d’attività sportive e socioculturali. L'Associazione per poter continuare ad svolgere le attività natatoria rivolte ai ragazzi disabili ha scelto di aderire al Program Charity della Maratona di Roma 2017 chiedendo il supporto di amici runner interessati a sostenere questo nuovo importantissimo progetto.

Invitato dalla presidente dell’associazione, Elisa Tempestini, mia amica runner dalla staffetta della transumanza da Anzio a Jenne organizzata da Ivano Caronti, sono felice di aderire al Program Charity della Maratona di Roma 2017, come ho già fatto l’anno passato con l’associazione Sport Senza Frontiere. Di seguito approfondiamo la conoscenza dell’associazione e della sua presidente. In che modo lo sport contribuisce al benessere degli atleti di Spiragli di Luce? “Lo Sport per i ragazzi di spiragli di Luce è fondamentale, siamo riusciti ad ottenere dei grandi risultati, la prima è l'integrazione, la seconda è la prevenzione.” Come arrivano gli atleti alla tua associazione? “Gli Atleti ci contattano tramite l'informazione che diamo sul nostro territorio, tramite i servizi sociali, i social, e passaparola.” Come scelgono lo sport gli atleti sport? “Gli atleti scelgono lo sport in base alle loro esigenze e patologie, di cui vengono selezionati.”

Quali sono le difficoltà ed i rischi, a cosa devi fare attenzione nella tua associazione? “I ragazzi sono tutti tesserati e assicurati, ma il rischio è sempre in agguato, basta una distrazione e può succedere una tragedia, per questo è una grande responsabilità.” Cosa e quali persone hanno contribuito al buon andamento dell’associazione? “Hanno contribuito nell'associazione i sponsor per la parte economica, e i volontari per la parte tecnica, e la Fondazione Porfiri, che ci aiuta con i nostri progetti.” Quali sono stati i momenti più belli e significativi dove hai sperimentato le emozioni più belle? “Ogni progetto che realizziamo insieme a loro è un traguardo, l'emozione più grande è dividere con loro ogni momento della giornata , sia in piscina che a pallavolo.”

Quali i meccanismi psicologici ti aiutano per il buon andamento dell’associazione? “Quello che svolgo è una missione per me, questa è una domanda difficile da far capire.” I tuoi famigliari ed amici cosa dicono del tuo impegno nell’associazione? “La mia famiglia mi ha sempre appoggiato, le mie 2 figlie da quando sono piccole hanno fatto un percorso insieme, ora sono maggiorenni, questo mi gratifica, ho cercato di insegnare questi grandi valori, rispettare e aiutare chi è meno fortunato di noi.” Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente degli atleti di spiragli di Luce? Ogni momento è speciale, i loro sorrisi ti riempiono di gioia, ma la cosa più bella è stata quando con tanti sacrifici, avevamo un locale dove abbiamo cercato di rendere i ragazzi autonomi.

Cosa hai scoperto di te stessa nell’impegnarti nell’associazione? “Sono 15 anni che mi dedico a loro, lotto ogni giorno per i loro diritti, sono loro i normali!” Quali sensazioni sperimenti con gli atleti di spiragli di luce? “Nello sport ogni movimento è speciale.” Quali sono stati i momenti più difficili? “I momenti difficili, sono quando nessuno ti ascolta..e ti girano le spalle.” Hai dovuto scegliere di rinunciare a qualcosa nell’impegnarti nell’associazione? “Io mi considero una farfalla, libera di volare...e un leone ..pieno di energie.” C’è un messaggio che vorresti dare ai famigliari di persone con disabilità fisica o intellettiva? “Il mio messaggio ai genitori ..non mollare mai, loro ci insegnano a vivere.”

Riesci ad immaginare una vita senza la tua associazione? “Io penso volere è potere, l'associazione deve guardare al futuro, le lotte servono a questo.” Come hai gestito eventuali crisi all’interno dell’associazione? “Con determinazione, fiducia.” C’è mai stato il rischio di chiudere l’associazione? “Per fortuna non abbiamo mai rischiato di chiudere, cè sempre qualche Angelo.” Pensi che potrebbe essere utile lo psicologo nell’associazione? Per quali aspetti? “Dentro un associazione sono indispensabili un equipe di persone, specie un psicologo per avere un controllo generale.” Quale messaggio vuoi rivolgere alle persone per farli avvicinare alla tua associazione? “Alcune volte basta un gesto, un sorriso, e tanta volontà, non tutti tollerano le persone con disagio mentale o fisico, si ha paura, ma io nn mi stancherò mai di invitare le persone ad avvicinarsi a noi.” Quali sono gli obiettivi dell’associazione a breve, medio e lungo termine?

Sogni realizzati e da realizzare? “Ora il nostro obbiettivo è quello di una sede, un locale dove loro possano continuare i loro progetti, essere autonomi, e fare in modo che la loro vita continui nel sociale.” Io ci metterò corpo, testa e cuore per percorrere non più i 42,195km della maratona di Roma che mi ero prefissato ma per correre la stracittadina di 5 km e voglio anche vedervi per strada a sostenermi ed a fare il tifo per l’Associazione Spiragli di Luce”, daje! Insieme è molto meglio. Io ci metterò corpo, testa e cuore per percorrere non più i 42,195km della maratona di Roma che mi ero prefissato ma per correre la stracittadina di 5 km e voglio anche vedervi per strada a sostenermi ed a fare il tifo per l’Associazione Spiragli di Luce”, daje! Insieme è molto meglio. Pertanto chiedo a tutti i miei conoscenti, famigliari, amici, simpatizzanti di donare soldi e sorrisi per questo valido e prestigioso progetto associativo.

Lo sport rende felici, incrementa consapevolezza, sviluppa autoefficacia consolidando la fiducia in se stessi di poter far qualcosa, di riuscire in qualcosa, inoltre lo sport incrementa la Resilienza, si affrontano e si superano meglio i problemi, crisi, difficoltà, si è più presenti, attenti, gentili.

Matteo SIMONE 380.4337230 - 21163@tiscali.it http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product https://www.ibs.it/ultramaratoneti-gare-estreme-libro-matteo-simone/e/9788874189441 https://www.retedeldono.it/it/iniziative/a.p.s-spiragli-di-luce/matteo.simone/di-corsa-per-spiragli-di-luce

Commenti? | Feb 24, 2017

ALLENAMENTO CON RIPETUTE PER IL MEZZOFONDO: IL 10X400

Posted by linfordbif in Training

 

 
Il 10x400 e´ un allenamento perfetto per chi prepara i 3000 ed i 5000m come anche e´ consigliabile a chi prepara gare piu´ lunghe e su strada sino anche alla maratona.
 
Il 10x400 e´ da considerarsi un allenamento di "potenza lattacida" .
 
Come recupero teniamo 1´00". Una cosa importante e´ correre i 400 m in modo omogeneo.   
 
La domanda da farsi, sopratutto le prime volte, e´ a seguente: in che ritmo debbo correre i 400m?
 
La risposta e´ di correre i 400 al ritmo del tuo valore del momento sui 5000m. Quindi se corri i 5000 in 20´, ergo a 4´00" al Km, correrai i 400m in 1´36".
 
Questo allenamento e´ anche un Test ideale per capire in quanto si possan corrrere i 5000 m: 
 
Test per i 5000: Somma dei Tempi medi x 13,5 = Tempo sui 5000
 
Buon allenamento!

 

Personal Trainer & Mental Coach 

 
 
Commenti? | Feb 22, 2017

Ultramaratoneti e gare estreme

Posted by linfordbif in Training

Interviste, racconti e testimonianze da parte di atleti di sport di endurance mi hanno permesso di scrivere il libro dal titolo "Ultramaratoneti e gare estreme", Prospettiva Editrice, Civitavecchia, http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product

Collana:  Sport & Benessere, anno edizione: 2016 , pagine: 298 p. , Brossura, 13° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Sport - Atletica e sport da campo e da pista - Maratona e corsa campestre

 ULTRAMARATONETI e GARE ESTREME
 
Tanti sono i messaggi di apprezzamento e gratitudine da parte dei tanti atleti che fanno parte del mondo degli ultrarunner, un grazie a Nico Leonelli  per la sua gentilezza e le sue cortesi parole che riporto di seguito: “Matteo è veramente uno dei pochi che ha dato voce al mondo dell'Ultramaratona.”
Gradito anche il commento dell’ultrarunner Stefano Severoni: “Ho letto con vivo interesse il testo di Matteo Simone. Le sue 298 pagine si scorrono veloci, poiché si viene a contatto con atleti che trasmettono le esperienze che accomunano maratoneti e ultra. Certo l’Autore utilizza un metodo induttivo: non fa teoria pura, ma parte dalla pratica podistica che contrassegna un popolo di umili faticatori. La metafora che contraddistingue il mondo ultra è quella del viaggio o meglio di scoprire se stessi attraverso la percorrenza di tanti chilometri. Ma, come avvertono gli stessi corridori, la fatica quasi scompare quando si svolge un’attività che gratifica, poiché consente di stare meglio con se stessi e con gli altri, conoscere luoghi suggestivi e portare a casa sicuramente una simbolica, ma gratificante medaglia di partecipazione. Per esseri atleti ultra ‒ come segnala giustamente l’Autore, anch’egli “grande faticatore” ‒ bisogna essere resilienti ed efficaci. E dopo aver letto il libro non si potrà non cercare altri testi dello stesso Matteo. In definitiva, nella prestazione sportiva come nella vita quotidiana, la componente mentale riveste enorme importanza. Nella nostra società post-moderna e liquida, l’ultrarunner si presenta allora come colui che è in grado di gestire il proprio corpo e la propria mente, e così allungare la propria vita in uno stato di benessere. Ovviamente ‒ come in ogni campo ‒ sarà necessario equilibrio e giusta motivazione.”

Un grazie all’ultrarunner Roldano Marzorati per il commento seguente al mio libro: “Un libro per capire e conoscere gli ultramaratoneti. Un racconto fatto di storie e donne non professionisti che han scelto di vivere la dimensione dell’ultramaratona. Matteo Simone ci introduce in questo mondo raccogliendo pensieri di questi inconsueti atleti che non avranno mai le cronache da prima pagina ma che hanno molto da trasmettere perché per molti di loro è una filosofia di vita.”


Ecco la testimonianza di un anonimo ultrarunner: “Dopo la mia ultra di ieri ho conosciuto una parte di me che probabilmente ancora non conoscevo. Freddo, ghiaccio e neve, una persona normale non farebbe mai una cosa del genere ma chissà perché noi ‘matti’ ultramaratoneti siamo spinti chissà da cosa, ieri personalmente avevo in mente di finire la mia gara in maniera diversa ed in meno tempo ma date le avverse condizioni meteo solo oggi dico a me stesso di essere più forte di ieri.. dopo ieri la motivazione e la resilienza hanno aumentato in me la voglia di continuare a mettermi in gioco.”

Matteo SIMONE
380.4337230 - 21163@tiscali.it 
http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product
https://www.ibs.it/ultramaratoneti-gare-estreme-libro-matteo-simone/e/9788874189441
Commenti? | Feb 22, 2017

18 febbraio, un super sabato!

Posted by linfordbif in Italia
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Tra Ancona e Birmingham, giornata di grande emozioni in pista: 8 metri per il lunghisti Jacobs, Randazzo e Howe, Crippa record italiano dei 5000 metri 

di Giorgio Cimbrico

Dopo i tre moschettieri dell’alto, incappati in qualche sgambetto della sfortuna e decisi a ripartire per nuovi voli, i tre dell’oca selvaggia del salto in lungo (guarda caso, la specialità più amata dal ct Elio Locatelli) e, sull’anello, un allegro giovanotto, in grado di cancellare dall’albo dei primati il nome storico di Venanzo Ortis. Abituata ad ascoltare “de profundis” che vengono scritti molto frettolosamente, l’atletica italiana regala e si regala un sabato da giovani e vecchi leoni e può guardare con ottimismo agli Europei indoor di Belgrado, in scena tra meno di due settimane.

Marcell Jacobs 8,06, Filippo Randazzo 8,05, Andrew Howe 8,01, Yeman Crippa 13’23”99 è la sintesi numerica, è il raccolto arrivato in un’ora o poco più, è una sferzata di vitalità. Sotto il profilo sentimentale, il risultato che porta sulla strada della commozione  è il ritorno di Howe oltre la barriera degli 8: non gli riusciva da sei anni e mezzo – Europei di Barcellona – e viene quando si avvicina il decennale della sua impresa più grande, della misura più lunga toccata dal sabino di Los Angeles. L’8,47 di Osaka gli diede, per qualche minuto, la corona mondiale, sino a quando il panamense Irving Saladino si spinse dieci centimetri più in là.

A maggio Andrew toccherà i 32 anni: alle spalle ha un magazzino di ricordi – alcuni lieti, molti amari -, di grandi occasioni mancate. Non si è mai arreso e, inoltrandosi nella maturità, ha incontrato un altro irriducibile: a 36 anni Fabrizio Donato riuscì a salire sul podio olimpico: bronzo a Londra 2012, e oggi, a 40 anni raggiunti e superati, lontano dal pensiero del pensionamento.

In questo senso e seguendo l’esempio del suo allenatore, Andrew può avere di fronte almeno quattro stagioni per tentare di riprendersi quel che la sfortuna gli ha negato.

Gli altri protagonisti di questo magnifico 18 febbraio sono giovani, giovanissimi: ventidue anni Marcell Jacobs (per la seconda volta in stagione oltre gli 8 l’allievo di Paolo Camossi), vent’anni Filippo Randazzo (per la prima volta oltre la linea di confine), vent’anni Yeman Crippa, non più soltanto cavallino buono per i prati. Era già stato evidente nel concitato finale della più singolare finale europea dei 5000, ad Amsterdam. Un pizzico di scaltrezza in più e Yeman avrebbe potuto metter le mani sul bottino. A Birmingham, mai spaventato dal ritmo furibondo, dalla battaglia che là davanti si stava combattendo tra Farah e Rop. Persuaso che tra poco, perlomeno in Europa, ci sarà posto anche per lui.

TV - È possibile seguire i Campionati Italiani Assoluti Indoor 2017 di Ancona in tv. Ecco la programmazione prevista:   
- domenica 19 febbraio: diretta ore 14:30-16:30 su RaiSport  
Il resto della manifestazione sarà trasmesso in DIRETTA STREAMING al link: fidal.idealweb.tv

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I CAMPIONI ITALIANI INDOOR: 2015 - 2016 - LE GRADUATORIE STAGIONALI ONLINE

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Commenti? | Feb 20, 2017

Assoluti Indoor, Ferraro: ''Finalmente il titolo!''

Posted by linfordbif in Italia

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MASSIMILIANO FERRARO - "Finalmente! Erano anni che inseguivo questo titolo. Dopo tanti sacrifici e qualche problema fisico in autunno, questa vittoria è un bel traguardo. Ovviamente si tratta solo di un punto di partenza perchè 60 metri ci sono e ora io e il mio allenatore Alessandro Nocera dobbiamo pensare a quanto ci sarà da costruire per andare forte sui 100 all'aperto (PB 10.26 in semifinale agli Europei di Amsterdam, ndr). Adesso, a parte un piccolo fastidio avvertito oggi tra semifinale e finale, sono concentrato su Belgrado. La mia altra grande passione è lo sci e dedico questa vittoria ad una mia carissima amica, Margherita (la giovane allenatrice dello sci club Sestriere morta venerdì pomeriggio sul monte Chaberton, ndr) che purtroppo ci ha lasciati qualche giorno fa per una tragica fatalità".

Commenti? | Feb 20, 2017

COME ALLENARE ED AUMENTARE LA FORZA MASSIMALE?

Posted by linfordbif in Training

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Come allenare e migliorare la forza massimale? Prima di rispondere a quasta domanda cominciamo col definire cosa sia la forza massimale: 

La Forza Massima è la forza piu´ elevata che il nostro sistema neuromuscolare e´ in grado di esprimere.

Se vogliamo allenare la forza massimale, dobbiamo allenarci con carichi che siano molto vicini ad essa. Quindi dobbiamo allenarci ad alte intensita´, dall´80% al 98%. Il 100%, che e´ poi pari alla forza massimale, lo esprimeremo in gara o nei test.

Se vogliamo migliorare la forza massimale dobbiamo in primis allenarci per migliorarla ed almeno 2 volte la settimana, meglio 3 o 4. I riposi diventano fondamentali, spesso un riposo diventa piu´ importante di un allenamento.

Importantissima e´, come sempre, la tecnica di esecuzione degli esercizi sia perche´ siano efficaci sia per restare sani e prevenire infortuni.

Vediamo ora che metodi di allenamento usare per aumentare la forza massimale. I mio consiglio e´ di variare sempre l´allenamento ed utilizzare tutti i metodi che vediamo qui di seguito.

Se utilizziamo sempre lo stesso metodo e ci alleniamo sempre allo stesso modo il nostro fisico tendera´ ad adattarsi ed a "stagnare", viceversa se ci alleniamo in modo sempre differente dndo sempre nuovi stimoli al nostro organismo ed ai muscoli interessati l´allenamento sara´ piu´efficace. 

Fondamentale in ogni allenamento e´ eseguire rispettando : Intensita´, Pause, Ritmo, Serie, Ripetizioni 

METODO DEI CARICHI RIPETUTI  

Il carico che usiamo va´dal 75 al 85%, quindi serie da 10 sino a 5 ripetizioni. 

Intensita´: 75/85%
Pause: 2´00"/3´00"
Ritmo: Brillante e fluido
Serie: 6/8
Ripetizioni: 10/4 
METODO DEI CARICHI MASSIMALI

E´ un metodo che bisogna assolutamente utilizzare, uno dei piu´ efficaci sicuramente. Lavoriamo con pesi ed intensita´ elevate. 

Intensita´: 85/98%
Pause: 3´00"
Ritmo: Brillante e fluido
Serie: 4/5
Ripetizioni: 5/2

METODO PIRAMIDALE

E´ il metodo che prediligo, sicuramente molto efficace. Si aumenta il peso ad ogni serie sino ad arrivare ad un peso submassimale.

Esempio: 
2x10x60%
1x8x70%
1x6x80%
1x3x90%
1x2x95%
1x6x80%
1x10x60% 

Intensita´: 60/98%
Pause: 2´00"
Ritmo: Brillante e fluido
Serie: 8/10
Ripetizioni: 10/2 

METODO DEI CARICHI DINAMICI  

Qui l´intensita´ e´ bassa e la velocita´ di esecuzione diventa importante. Qui alleniamo la forza veloce, le ripetizioni vanno eseguite in modo rapido.

Intensita´: 65/75%
Pause: 2´00"
Ritmo: Veloce
Serie: 6/8
Ripetizioni: 12/8

METODO ECCENTRICO 

Qui lavoriamo con carichi sueriori al massimale, si cede lentamente resistendo al sovraccarico. Consiglio di allenarsi sempre con l´aiuto di un partner o a castello.

 
Intensita´: 100>130%
Pause: 3´00"
Ritmo: controllato
Serie: 4/5
Ripetizioni: 1>3
 
METODO ISOMETRICO

Qui lavoriamo in modo statico restando fermi nella posizione prescelta dagli 8 ai 12 secondi:

 
Intensita´: 90>98%
Pause: 3´00"
Ritmo: controllato
Serie: 4/5

Ripetizioni: 1 da 8">12" 

VIDEO: COME AUMENTARE LA FORZA MASSIMALE - TUTORIAL  

 

Biffi Daniele

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Personal Trainer & Mental Coach  

 

 

 

 

Commenti? | Feb 17, 2017

RINFORZARE IL BACINO PER CORRERE VELOCE

Posted by linfordbif in Training

Uno degli elementi sicuramente fondamentali nella corsa, ed ancor piu´ nello Sprint, e´ sicuramente il bacino. Per correre veloce bisogna usare il bacino ed e´ necessario che il bacino sia forte e mobile. 

Allenare e rinforzare il bacino diventa quindi un obiettivo principale.

Avere un bacino forte significa aver forza per stare alti, per tenere una postura eretta durante la corsa, significa poter aver forze da utilizzare nella spinta.  

Si spinge sia coi piedi, con le gambe e con le braccia, come anche con il bacino. Forse e´ proprio l´essere ingrado di spingere col bacino a fare la grossa differenza.

Per correre alto e sciolto devi avere essere forte nel baricentro, quindi nel bacino. 

Oltre che allenarlo il bacino bisogna anche essere in grado di usarlo nella corsa, sia nella fase Drive che nella fase Fly. Qui servono esercizio e concentrazione durante la corsa.

Ci sono diversi esercizi per allenare il bacino: dai Planks, agli esercizi per l´Ileo Psoas, al traino, Gradoni, etc. 

Il mio consiglio e´ di dedicare buona parte del tuo allenamento al bacino, potresti veder presto netti miglioramenti.  

VIDEO: COME USARE IL BACINO PER CORRERE VELOCE

VIDEO: PSOAS E MUSCOLO ILIACO - ESERCIZI DI FORZA PER CORRERE VELOCE - ATLETICA LEGGERA  

Biffi Daniele

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Commenti? | Feb 14, 2017

Scotti 47.77: un lampo ai Tricolore U18

Posted by linfordbif in Italia
Campionati Italiani Allievi indoor il 16enne sbriciola la MPI dei 400 e si installa al vertice mondiale stagionale per la categoria. Roberta Gherca vola a 4,01 nell'asta.

di Raul Leoni

Edoardo Scotti

Si chiude la rassegna tricolore indoor degli allievi: titoli di testa per Edoardo Scotti, nuovo primatista italiano dei 400 metri con 47.77. L’atleta lodigiano, trasferitosi a Parma con la famiglia e ora attivo sulla pista di Fidenza con Giacomo Zilocchi, demolisce il precedente 48.86 di Vladimir Aceti edizione 2015: il suo tempo, lanciato da un passaggio perfetto da 23.5, è anche la miglior prestazione mondiale U18 dell’anno su pista regolare, visto che il 47.24 dello statunitense Brian Herron è stato ottenuto su anello “gigante” a Nashville. La protagonista al femminile è Maria Roberta Gherca, neo-azzurra nata in Romania e cresciuta atleticamente a Velletri, che sale a 4.01 e fallisce di pochissimo il secondo tentativo a 4.10: per lei la quarta misura mondiale della stagione (e seconda italiana all time). Brava anche la brianzola Laura Pirovano (PB 3.70). Diversi vincitori si installano nella parte alta delle liste di categoria: David Zobbio (21.77) è secondo solo ad Andrew Howe nei 200 metri, Camilla Vigato – già tricolore ieri nel lungo – fa doppietta nel triplo con 12.86 (davanti alla brava Alice Rodiani, 12.43) e diventa la terza di sempre, mentre la romana Chiara Gherardi, classe 2001, è la quinta in lista nei 200m eguagliando il suo recente 24.62. Nelle top-10 entrano anche il livornese Giacomo Belli nell’alto (2.09) e l’ostacolista di Montevarchi Vieri Righi, grazie al 7.97 nelle batterie dei 60hs (poi il toscano vince la finale in 8.12). Debutto in maglia tricolore anche per altri al primo anno allievi: nei 1000m il frascatano Francesco Guerra (2:34.00) e la bresciana Sophia Favalli (2:53.94). Ennesimo titolo giovanile per la bellunese Noemy Petagna nei 60hs (PB eguagliato a 8.59), mentre la finale del peso si risolve in un derby tutto pugliese tra Carmelo Musci di Bisceglie (17.97) e il leccese di Galatina Francesco Trabacca (17.49). Gara insolitamente “tattica” nei 400m allieve: grande agonismo tra Elisabetta Vandi (56.50), Letizia Tiso ed Eloisa Coiro (entrambe 56.60), ma non arrivano i miglioramenti cronometrici dopo le belle batterie di ieri. Il titolo del triplo maschile va a Fabio Pagan (14.42), fratello minore del lunghista azzurro Riccardo. In chiusura, girandola di staffette: nella 4x200m allieve, vittoria della Bracco (1:43.57 per il quartetto milanese, non lontano dal limite di club in possesso della Pro Sesto con 1:43.14). Assegnati anche gli scudetti per società, che vanno ad Atletica Vicentina (allievi) e Bracco Atletica (allieve).

FOTO/Photos - TUTTI I CAMPIONI 2017

ISCRITTI e RISULTATI - ORARIO/Timetable - NOTIZIE/News - LA CRONACA DELLA PRIMA GIORNATA

ALLIEVI SECONDA GIORNATA 

Maschili

4x200m (finale) – Come tra le ragazze, sei serie anche in campo maschile: e stavolta si arriva all’ultimo start con l’eccellente punto di riferimento fornito in precedenza dalla Studentesca Rieti Milardi (1:32.70). Ai partenti nella serie conclusiva non riesce il sorpasso a distanza: e così il titolo va al quartetto composto da Riccardo Giordano, Riccardo Filippini, Michele Esposito e Claudio Bisegna, con appena 6/100 di vantaggio sugli spezzini della Duferco (1:32.76). 

Triplo (finale) – Si assegna l’ultimo titolo individuale, con un po’ di nostalgia per il fantastico spettacolo offerto un anno fa su questa pedana da Andrea Dallavalle: ma è giusto dire che Fabio Pagan (14.42) e Salvatore Angelozzi (14.36) hanno onorato l’impegno, entrambi con un nuovo primato personale. La vittoria del mestrino realizza anche la doppietta del tecnico Enrico Lazzarin nel triplo, dopo il successo di Camilla Vigato stamattina: ma per Fabio c’è anche un derby in famiglia, perché il fratello maggiore Riccardo è stato azzurro del lungo (sfortunato protagonista dei Mondiali allievi di Lille nel 2011). Quanto al teramano Angelozzi, curato da Claudio Mazzaufo, c’è da dire che lui si era tolto già una bella soddisfazione vincendo il tricolore cadetti a Sulmona due anni fa: là, dove Pagan era arrivato terzo.

60hs (finale) – Dopo quello che si era visto nei primi turni, forse ci si aspettava qualcosa di più dal cronometro: ma tutto considerato è probabile che i tesori di energie bruciati in mattinata abbiano fatto effetto. E così Vieri Righi vince, sì, nettamente, ma con il peggior tempo delle sue tre volate odierne (8.12). Il podio appare veramente galantuomo, almeno come piazzamenti: legittimo l’argento di Federico Piazzalunga (8.24), così come il bronzo di Giuseppe Filpi (8.26), anche qui con un appesantimento delle prestazioni mattutine.

200m (finale) – La magica sesta corsia del Palaindoor lancia David Zobbio verso la vittoria: il bresciano di Concesio, che aveva avuto il battesimo azzurro l’estate scorsa agli Europei di Tbilisi, è in una di quelle giornate dove tutto sembra possibile. Anche scendere a 21.77, molto meglio del PB all’aperto, per installarsi al secondo posto nelle liste di categoria dopo il nome illustre di Andrew Howe. Gli altri invece peggiorano il tempo della mattinata, ma rientra tutto nella logica: Lorenzo Ianes, il figlio d’arte trentino, si ferma a 22.37, la novità oristanese Lorenzo Patta (22.58) nuovamente in medaglia dopo l’argento dei 60m.

1000m (finale) – Mancano ancora 300 metri quando Francesco Guerra rompe ogni indugio e se ne va: d’altronde il frascatano classe 2001, portato già da Giorgia Di Paola al titolo dei 2000m cadetti a Cles, non è un tipo attendista, uno di quelli che si giocano la vittoria nelle volate brevi.

Quanto basta per vincere (2:34.00) la resistenza di un parco di rivali di un certo livello: dove spunta per l’argento (2:35.34) Hichame Jarine, bolognese di Molinella ma di famiglia marocchina trasferitasi in Emilia da prima della sua nascita.

Alto (finale) – La sorte cambia verso, premiando Giacomo Belli: finora il ragazzo livornese non poteva certo definirsi un atleta fortunato, frenato da infortuni di diversa gravità. Di scuola Libertas Runners – nelle rivalità cittadine è meglio distinguere – Giacomo è stato seguito da Andrea Bientinesi e da Vittorio Vece: qui, è il caso di dire finalmente, sboccia e sale col secondo tentativo a 2.09, PB ogni impianto (unico errore di una progressione immacolata, salvo poi i salti a 2.11). Il resto della classifica presenta tanti nomi nuovi e l’argento, a debita distanza (1.96), va al bolognese di origini ivoriane Yannick Touré.

400m (finale) – Primato, finalmente: 47.77, “Edo” Scotti non solo lo fa, ma demolisce il precedente 48.86 di Vladimir Aceti edizione 2015. Una prestazione super, costruita tutta da solo ed in modo perfetto, con un passaggio già solitario in 23.5 al primo giro: alla fine si intrecciano i riferimenti, che per la categoria non sono poi così definitivi. Tanto che il 47.24 dello statunitense Brian Herron è comunque frutto di una gara su pista gigante a Nashville: comunque se ne riparlerà, ora le prospettive della stagione potrebbero cambiare. Ad esempio, il lombardo – che da Lodi si è trasferito con la famiglia a Parma – potrebbe decidersi ad affrontare la trasferta mondiale a Nairobi: dove lo seguirebbe il tecnico Giacomo Zilocchi, mentre a scoprirlo – a Lodi – era stata Lella Grenoville. Per la cronaca, il secondo è stato l’aquilano Leonardo Puca, PB a 49.69: il distacco dice già tutto.

 

60hs (semifinali) – Nel turno intermedio non si scende sotto gli otto secondi: ma Vieri Righi è ancora il più veloce (8.01). A questo punto la “pole” è decisamente in pugno all’ex tricolore cadetti: dietro tutti nel giro di un pugno di centesimi. Intanto si migliora Federico Piazzalunga (8.21), ma gli altri sono tutti lì, compresi i vari Filpi, Albano e Cecchet: due corsie di finale occupate da “nuovi italiani”, Ousseni Bara – arrivato a Roè Volciano dal Burkina Faso – e Edwin Ebem, potente nigeriano nato a Padova.

200m (batterie) – Tra le altre possibilità, David Zobbio sceglie i 200m: e non si può dire che l’allievo dell’ex sprinter azzurra Marinella Signori abbia fatto una scelta sbagliata, almeno a giudicare dal 21.98 di questa mattina (parliamo della terza prestazione di sempre). Per il titolo, stasera, i giochi non sono ancora fatti: un altro azzurro degli Europei di Tbilisi, Lorenzo Ianes, scende sull’anello al coperto fino a 22.24 e ci terrebbe molto ad imitare il suo “gemello” Paissan. E poi c’è la rivelazione proprio dello sprint di ieri, Lorenzo Patta: 22.46 non è davvero male per un semiesordiente sulle piste indoor.

Peso (finale) – Gran bel duello in pedana, tra due pugliesi che si ritrovano un po’ amici e un po’ rivali fin dalle garette regionali: quello che finora ha avuto le maggiori soddisfazioni è ovviamente Carmelo Musci, che arriva da una trionfale stagione tra i cadetti. Però qui il ragazzo di Bisceglie deve vedersela con i progressi di Francesco Trabacca, scovato un anno e mezzo fa a Gallipoli dalla coppia di tecnici leccesi formata da Giuseppe (padre) e Marco (figlio) Felice, entrambi già lanciatori di buon livello nazionale: e allora Francesco – già bella struttura (1m93 x 113kg, quasi gemellare rispetto a Carmelo) – prova a prendere la testa col PB di 17.49 al secondo turno, prima di assistere alla reazione del neo-campione (17.97, PB al coperto per Musci).  

60hs (batterie) – Si va subito forte per merito di Vieri Righi, che scende per la prima volta sotto la barriera degli otto secondi e con 7.97 diventa il settimo allievo di sempre. Dietro il toscano di Montevarchi c’è da sgomitare per trovare spazio: forse quello che impressiona di più fin dalla mattinata (8.27 senza spingere fino in fondo) è Federico Piazzalunga, bergamasco di Almenno San Bartolomeo che si allena a Brembate Sopra con il gruppo di Angelo Alfano. Poi il campano Giuseppe Filpi (8.28), attivo ad Agropoli, e il bellunese di Sedico Christopher Cecchet (8.29): entrambi già buoni protagonisti delle ultime due rassegne cadetti.  

Femminili

4x200m (finale) – Si arriva all’ultima delle sei serie con la leadership provvisoria dell’Acsi Italia (1:45.06), tirata al traguardo dalla doppia finalista Chiara Gala: e qui nella seconda frazione cade l’Atletica Vicentina, una delle naturali favorite, che poi ripete la gara da sola con l’ottavo tempo complessivo. Vince così la Bracco, il sodalizio milanese che non è certamente nuovo ad imprese collettive: 1:43.57 – con Beatrice Invernizzi, Valeria Paccagnella, Tisiye Zuniga e Rachele Merisio – non è affatto lontano dall’1:43.14 della Pro Sesto, MPN di club.

60hs (finale) – La maglia tricolore finisce ancora una volta sulle spalle di Noemy Petagna, non è certo una novità: il feeling che questa bellunese mostra nei confronti delle finali importanti è davvero confortante, al di là del livello tecnico delle prestazioni. Che, detto per inciso, è tutt’altro che disprezzabile: 8.59 eguaglia al centesimo il PB della vincitrice – solidamente nella top-10 di categoria – e poi c’è un altro progresso (8.76) da parte di Costanza Donato, la friulana che si allena a Codroipo con l’ex ostacolista Cornelio Giavedoni.

Poi il bronzo di Veronica Crida (8.84), la biellese di Camburzano che ieri aveva strappato l’argento nel lungo.

Asta (finale) – Oggi il sorriso di Maria Roberta Gherca fa dimenticare il pianto di Tbilisi: quello che l’aveva travolta dopo una sfortunata finale europea dalla quale lei si aspettava moltissimo, fors’anche una medaglia. Tutto passato, qui ad Ancona questa ragazza nata a Iasi, in Romania, e poi arrivata a Velletri, si è lasciata davvero tutto alle spalle: si ricomincia da questa bella misura, 4.01, che rappresenta qualcosa anche a livello internazionale (quarta allieva al mondo nell’anno), oltre che la seconda prestazione italiana all time. Bravissima la ragazza scoperta da Gabriele Ruggiero e seguita anche tecnicamente nel centro sportivo di Ostia da Emanuel Margesin. Bella gara, comunque: si migliora anche Laura Pirovano (3.70), la brianzola che l’anno scorso aveva vinto il tricolore cadette, e poi troviamo (3.60) Francesca Zafrani – umbra di Trevi, seguita da Giacomo Befani – che era stata un po’ frenata dagli infortuni dopo aver stabilito lo scorso anno la MPN cadette indoor.  

200m (finale) – Seconda tacca tricolore per Chiara Gherardi: i 300 metri a Cles tra le cadette, i 200 metri indoor al debutto tra le allieve. Resta la curiosità – almeno in prospettiva – di vedere questa romana ben strutturata anche sul giro di pista, finora inesplorato. Al momento va bene così, perché la ragazza della Garbatella che si allena alle Terme si eguaglia ancora a 24.62: il che significa la quinta allieva di sempre, al primo anno di categoria (tra le sedicenni avevano fatto appena meglio Ilaria Verderio e Alessia Pavese, punti di riferimento importanti). Alle spalle della portacolori della Studentesca Rieti Milardi non spunta Eleonora Alberti, come ci si aspettava: bensì Giorgia Bellinazzi, una veneziana di Portogruaro che fa la pendolare con San Vito al Tagliamento per allenarsi con l’ex velocista Andrea Fogliato.

1000m (finale) – Le prime tre sono classe 2001, un dato che conta a questi livelli: nelle prime due serie si era corso a buoni ritmi – non lontanissimi dai tre minuti – e perciò le ragazzine più accreditate partono all’arma bianca. Come si diceva, primo anno: in effetti Sophia Favalli (2:53.94), Assia El Maazi (2:56.78) ed Elisa Ducoli (2:57.21) trovano già modo di inserirsi nella top-10 allieve e solo pochi mesi fa erano state tutte ottime protagoniste dei Tricolori cadette a Cles. La prima e la terza – Sophia (buon 200 finale, 32.8) ed Elisa – sono compagne di allenamento nel Bresciano, di preferenza a Rezzato: Assia, di famiglia marocchina ma ormai con cittadinanza acquisita, è attiva a Volpiano. 

400m (finale) – In partenza si pensava soprattutto al cronometro, ma poi – se così si può dire per una finale sui 400 metri – la componente tattica ha avuto il sopravvento: 27.4 il passaggio alla campana, certamente non da scoppiare, e alla fine non arrivano PB per nessuna delle ragazze, che pure avevano dato l’anima ieri in batteria. Stavolta schermaglie ripetute, con i tentativi di passare a filo di gomito, all’interno e all’esterno: erano tre le favorite e sono state loro – Elisabetta Vandi (56.50), Letizia Tiso (56.60) ed Eloisa Coiro (56.60) – a dividersi le medaglie. In una competizione indoor, e con questi presupposti, ci sta: resta magari impregiudicato il discorso sulle prestazioni, che di qui alla fine della stagione al coperto potrebbero anche tornare in gioco per definire le gerarchie della categoria.

60hs (semifinali) – Sempre un po’ complicato, il turno di mezzo, ma c’è anche chi si esalta in caccia della finale: in ogni caso la più veloce – 8.70, qualcosa peggio della mattinata – è ancora Noemy Petagna, mentre rialza la testa anche Rebecca Menchini (8.83). Entrambe però dovranno fare i conti con Costanza Donato, la friulana di Basiliano che sembra in eccellente giornata e ora scende a 8.81. Tutte le aspiranti finaliste vanno sotto i nove secondi, cosa che fa sempre piacere: oltre all’argento del lungo di ieri, Veronica Crida, c’è pure l’ennesima figlia d’arte Alice Muraro, vicentina di Bressanvido (papà Lorenzo è stato un buon specialista soprattutto sui 400hs).

Triplo (finale) – Contenuti tecnici importanti: Camilla Vigato sapeva di poter sfruttare le potenzialità di questa pedana e lo fa nel migliore dei modi, doppiando il successo di ieri nel lungo e riscrivendo anche il PB con 12.86 (passando gli ultimi tre turni). Il che significa che la mestrina allenata da Enrico Lazzarin è ora la terza allieva di sempre al coperto, dopo i nomi illustri della categoria Ottavia Cestonaro e Benedetta Cuneo. Torna il sorriso anche ad Alice Rodiani: pur se la mantovana di Goito, 12.43 e una buona serie a referto, resta al di sotto del suo primato cadette al coperto stabilito un anno fa. Il terzo posto (11.89) va ad una goriziana con ascendenti calabresi, Deborah Tripodi, seguita al Fabretto dagli ex saltatori Alessandro Brondani e Lorenzo Biaggi: ma a pari misura c’è pure Linda Pircher, meranese di Postal scoperta dall’ex decatleta azzurro Hubert Indra.  

200m (batterie) – A vedere i riscontri stagionali, si direbbe un “one-woman-show”: Chiara Gherardi, romana della Garbatella con indosso i colori della Studentesca Reti Milardi, rispetta i pronostici in questo primo turno. Il 25.05 della campionessa uscente dei 300m cadette – anche piuttosto tranquillo, in verità – è di gran lunga il miglior crono della mattinata. Però, c’è un però: dopo il titolo di ieri sui 60m, Eleonora Alberti si presenta pronta a dar battaglia anche sulla distanza più lunga, 25.46 in quella che è la prima esperienza della varesina sugli anelli indoor. Trova una corsia nella migliore finale anche Veronica Zanon (25.80), uscita delusa ieri dalla pedana del lungo che le aveva regalato il titolo cadette nel 2015.

60hs (batterie) – Eccola lì, quando si sente profumo di tricolore Noemy Petagna rifiorisce d’incanto: 8.65 e miglior tempo delle batterie per la bellunese di origini campane. La ghanese di Castenedolo Joan Adu, campionessa cadette uscente, tiene fede alle sue credenziali e fa 8.89, poi Costanza Donato (8.92): ma in vista delle semifinali c’è già grande sostanza e soprattutto profondità, visto che con 9.25 c’è chi resta fuori dalle prime 24.

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Commenti? | Feb 14, 2017
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