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Larissa Iapichino Larissa Iapichino salta lontano: 6,36 a Padova

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La 15enne, figlia di Fiona May e Gianni Iapichino, nel corso della rassegna Tricolore di prove multiple (è terza nel pentathlon allieve) riscrive i limiti nazionali U20 e U18 del lungo indoor. 

Larissa Iapichino sa già saltare lontano: la 15enne è atterrata a 6,36 a Padova, nel corso dei Campionati Italiani di Prove Multiple, diventando la migliore lunghista italiana di sempre al coperto non solo fra le Under 18, ma anche fra le Under 20. Mamma e papà non hanno due nomi qualunque: Fiona May ha vinto due ori mondiali e due argenti olimpici nel lungo, Gianni è stato primatista nazionale di salto con l’asta. Oggi la giovanissima portacolori dell’Atletica Firenze Marathon si è prima migliorata a 6,13, un centimetro meglio di quanto fatto due settimane fa sulla stessa pedana patavina, per poi atterrare a 6,36. Una misura di rilievo (al termine di una gara in crescendo: 6,03, 6,13, 6,36) che riscrive dopo 20 anni la Miglior Prestazione Italiana Allieve indoor di Maria Chiara Baccini, che nel 1998 aveva saltato 6,27, e il record italiano Junior della stessa Baccini, 6,31 nel 1999. Per quanto possano valere queste valutazioni, meglio di mamma Fiona, che a 15 anni saltava 6,22 e che ha accolto la notizia in diretta Rai a Quelli Che il Calcio.Risultati immagini per larissa iapichino foto padova#

Nella corsa per il titolo italiano allieve di pentathlon la figlia d'arte è arrivata terza con 3739 punti, in un podio interamente al di sotto la precedente MPI di categoria stabilita (3707 punti) dalla stessa Iapichino il 14 gennaio scorso. Oggi la migliore è Veronica Besana (Lecco Colombo Costruzioni) che indossa la maglia Tricolore con 3.840 punti, seguita da Veronica Zanon (Atletica Vis Abano) a quota 3.756. 

Commenti? | Jan 29, 2018

COSA NON MANGIARE PER CORRERE VELOCE? 6 ALIMENTI DA EVITARE

Posted by linfordbif in Training
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Se e´ vero che nella nostra alimentazione e´  bene tener conto di cio´ che sia meglio assumere, e´ cosa forse ancor piu´ importante capire cosa sia meglio evitare (o almeno ridurre ai minimi termini).

Se vogliamo correre veloce e stare bene, i principali alimenti che dobbiamo evitare sono 6:

Zucchero, Sale, Farina bianca, Latte e latticini, gli insaccati e l´Alcol.

Per zucchero intendiamo lo zucchero raffinato, quello bianco del bancone del bar. Di zucchero ne abbiamo bisogno e anche tanto sopratutto per alimentare il nostro cervello, zucchero che troviamo nella frutta, nella verdura e nei cereali. 
 
Lo zucchero presente naturalmente nella frutta (fruttosio) come altri zuccheri, ci fanno anche bene ed hanno effetti molto diversi sul nostro organismo. Lo zucchero raffinato, come  anche tutti gli zuccheri artificiali, hanno effetti nefasti ed il loro consumo va´ assolutamente limitato ai minimi termini. Quello da evitare e´ appunto lo zucchero raffinato. Anche diverse "alternative" come Miele, Melassa sono sempre da vedere come zucchero in quanto sempre di zucchero si tratta. La cosa importante e´ ridurre la voglia di dolce, bastan 2 settimane in cui togliamo o diminuiamo drasticamente l´uso del dolce per in primis sentirne i benefici fisici, in socondo luogo il nostro palato si abitua relativamente in fretta e scopriremo il vero gusto del caffe capendo che quello che pensavamo fosse prima sapore di caffe´ era in effetti zucchero.

Assolutamente da evitare sono le bevande zuccherate come cola, fanta, ed anche isotonici, energetici che solitamente sono piene di zucchero ( oltre che di altre sostanze nocive). L´acqua resta sempre il miglior modo per dissetarsi.

Stessa cosa vale per il sale, meglio evitarlo o ridurlo. Anche qui bastan 2 settimane per ridurre il gusto del salato nel nostro palato ed accorgersi del sapore  vero della insalata. Attenzione a tutti gli alimenti inscatolati ed impacchettati a cui  solitamente viene aggiunta una enorme quantita´ di sale oltre che di glutamato, entrambi deleteri per la nostra salute.

Se vuoi mangiare carni, cerca di prendere una bistecca di un animale che abbia vissuto liberamente e che abbia mangiato cio´ che debba mangiare: la mucca e´ un erbivoro, deve mangiare erba per stare bene. Che mangi soia bio o geneticamente modificata  poco importa, e´ sempre cibo inadatto per lei. Oltretutto anche le carni bio sono piene di medicinali ed antibiotici, certamente agli animali degli allevamenti "Bio" non dovrebbe essere somministrato alcun medicinale se non in casi di necessita´. Il fatto e´che siccome vivono male e mangian cose per loro inadatte si ammalano comuqnue e anche agli animali "BIo" vengon somministrati medicinali ed antibiotici come nei normali allevamenti intensivi. Assolutamente da evitare in quanto deleteri per la nostra salute sono gli insaccati.

Latte e latticini vanno eliminati dalla dieta. Il latte e´un alimento assolutamente inadatto all´uomo, se non chiaramente il latte materno che e´ ben diverso dal latte di mucca, capra o pecora.

La farina bianca anch´essa e´ bene ridurla o ancor meglio eliminarla. La farina bianca e´ un elemento morto, si puo´ tenere in casa per 10 anni che rimane commestibile mentre la farina integrale dopo un mese o due fa´ le farfalline e dopo qualche mese diventa immangiabile. La farina bianca e´ molto ricca di amido e poverissima di fibra e vitamine, 3 ulteriori ottime ragioni per eliminarla. 

L´alcol e´ una droga e come tale va´ visto. A differenza di altri veleni per i quali siamo indifesii, Per smalitire l´alcol abbiamo 3 vie metaboliche nel fegato. L´alcol e´ cosi´ un veleno che per overdose di alcol  si puo´ anche morire dopo essere andati in coma etilico. Se vuoi stare bene e correre veloce e´ meglio evitare l´alcol. La storia del vino che fa´ bene alla circolazione, cavalcata ed usata dall´industria enologica e´ vera, anche perche´  le proprieta´ benefiche del vino derivan dall´uva con cui viene fatto. 

Se mangiamo uva o beviamo succo d´uva trarremmo gli stessi benefici evitando di intossicarci con l´alcol.
 
"Siamo quel che mangiamo", questo dovremmo sempre averlo in mente, sempre se ci teniamo alla nostra salute. 
 
VIDEO: COSA NON MANGIARE PER CORRERE VELOCE: 6 ALIMENTI 
 
 
 
 
Daniele Biffi
Personal Trainer & Mental Coach
http://www.fastandfit.info/
runfast@fastandfit.info 
Commenti? | Jan 24, 2018

Dario Santoro, Maratoneta: Un grande ruolo la mia forza mentale

Posted by linfordbif in Training
Dario Santoro, Maratoneta: Un grande ruolo la mia forza mentale
 
Matteo SIMONE www.psicologiadellosport.net
 
Dario Santoro, atleta di Manfredonia, Campione Nazionale 2015 di Maratona, racconta la sua passione per lo sport rispondendo ad alcune mie domande. Qual è stato il tuo percorso per diventare atleta?

“A 16 anni con il professore di educazione fisica abbiamo iniziato a fare allenamenti 2 volte a settimana, vincendo il titolo regionale e approdando alle nazionali”. Nella tua disciplina quali difficoltà si incontrano?
“Infortuni, momenti dove le motivazioni vengono meno! Crampi muscolari ho avuto nella ultima maratona, con i quali ho dovuto convivere per 11 km, gli ultimi. Nella corsa il 70% dalla performance è forza mentale!”
   
Cosa ti ha fatto mollare o cosa ti fa continuare a fare sport? “L’anno 2011 avevo deciso di mollare per via di una forte infiammazione tendinea, un amico fraterno, ex atleta di Manfredonia, Michele Quitadamo mi spronò tantissimo e mi accompagnò per un periodo durante tutti i miei allenamenti!” Dario, nonostante la sua giovane età, non trascura l’aspetto mentale che gli permette di attraversare momenti bui. Crederci sempre, la forza di volontà, l’impegno, la passione, la costanza sono le chiavi del successo.
 
Quali i meccanismi psicologici ritieni ti abbiano aiutano nello sport? “La nascita di mio figlio mi ha fatto scattare quel meccanismo psicologico che si chiama Responsabilità. Da quel momento affronto tutto con più determinazione e impegno!”
 
Qual è un messaggio che vorresti dare per sconsigliare l’uso del doping? “Sicuramente il doping non fa bene, inoltre chi si mette in gioco nello sport lo dovrebbe fare con le proprie forze!” Riesci ad immaginare una vita senza lo sport? “Lo sport è il miglior toccasana ed è un’ottima valvola di sfogo”

Ritieni utile lo psicologo dello sport, se si per quali aspetti ed in quali fasi dell’attività sportiva? “Penso che abbia una grande importanza, su aspetti come la capacità di avere una forte autostima e di guardare le cose con ottimismo, e durante le fasi negative come infortuni oppure periodi dove le motivazioni vengono a mancare!” Quindi sport quale toccasana per il corpo e per la mente.
 
Hai dovuto scegliere nella tua vita di prendere o lasciare uno sport a causa di una carriera lavorativa? “Purtroppo sono disoccupato, ma se mi troverò avanti ad una scelta simile, darei più importanza al lavoro; purtroppo lo sport non mi dà da vivere. Questo non significa che lascerei lo sport, perché lo sport è vita!” Dario ha le sue priorità, nonostante la sua giovane età ha già una famiglia e la priorità è un lavoro redditizio che comunque non gli precluderebbe la possibilità di continuare sport ad altissimi livelli. Percorrere la maratona significa anche vivere l’esperienza di una giornata di eccessivo caldo oppure una giornata di pioggia, sentire l’acqua addosso, inzupparsi le scarpe nelle pozzanghere, insomma, osservare, sentire, percepire, giocare, tutto questo è anche maratona, come riporto nel libro O.R.A. Obiettivi, Risorse, Autoefficacia. Modello di intervento per raggiungere obiettivi nella vita e nello sport, Edizioni ARAS, Fano, 2013, p. 124. 2° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Sport - Allenamenti sportivi - Psicologia dello sport https://www.ibs.it/obiettivi-risorse-autoefficacia-modello-di-libro-matteo-simone/e/9788896378991 Matteo SIMONE Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR
Commenti? | Jan 23, 2018

CAMPIONATI MASTER OPEN IN BOSNIA A BELGRADO

Posted by linfordbif in Mondo Master

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Ottime notizie dalla Bosnia che si dimostra un paese al passo coi tempi, moderno, aperto e sopratutto sportivo. A Belgrado, l´11 e 12 Marzo si disputeranno infatti i campionati nazionali la cosa fantastica e´che sono open.

 

Questo significa che tutti gli Atleti della Comunita´ Europea, come anche Atleti da tutto il mondo, possono parteciparvi. Questo e´un grande segnale che inviano i nostri Amici dalla Bosnia.

 

Mentre nazioni come la Germania da 2 anni richiedono che per partecipare ai campionati nazionali gli Atleti debbano essere in possesso del passaporto tedesco ed avere la cittadinanza tedesca dimostrano di essere ancora legati  al concetto di "Nazionalismo" e molto vicini ai pensieri del 1930. Nonostante infatti gli Atleti vivano in germania, lavorino in germania, paghino le tasse in germania come anche bambini e ragazzi che pur vivendo e frequentando la scuola in germania, pur avendo i minimi di partecipazione per i campionati tedeschi, pur essendo iscritti alla federazione tedesca e quindi impossibilitati a partecipare a campionati nazionali di altre nazioni per le quali dovrebbero essere iscritti alle federazioni, gli viene impedito di partecipare. Stessa cosa succede per i Master.


Ricordiamo che in Italia il regolamento prevede i minorenni possano partecipare ai campionati nazionali anche senza avere la nazionalita´ Italiana e questi potranno parteciparvi anche da maggiorenni. Per chi arrivi in Italia dopo aver compiuto il 18° anno deve abitarci almeno 10 anni( pensoi che 6 messi possan essere sufficienti). 


In Spagna basta essere iscritti alla federazione per parteciparvi, si a medaglie ma il titolo va´ al primo Atleta con cittadinanza spagnola. In Svizzera nel Canton Ticino possono partecipare ai Campionati Ticinesi: tutte le atlete e gli atleti tesserati per una società affiliata alla FTAL., tutte le atlete e gli atleti domiciliati o dimoranti in Ticino o nel Grigioni italiano e tesserati per una società Swiss Athletics indipendentemente dalla nazionalita´. Stesso regolamento e´ in vigore in Austria.


In Francia basta essere iscritto ad un Club francese e risiedere in Francia. Stessa cosa anche in Olanda, Belgio e Lussenburgo. 


Siamo in Europa, i cittadini Europei possono liberamente muoversi all´interno della comunita´. Almeno in Europa e per gli Alteti Europei deve essere data la possibilita´ di partecipare ai campionati nazionali del paese in cui l´Atleta e´ residente. La stessa WMA ( World Master Association) ha sancito nel 2016 che gli Atleti Master che sono iscritti alla federazione del paese in cui risiedono e che quindi si sono tolti dalla federazione del paese di origine (e´ infatti vietato il doppio tesseramento)  devono poter partecipare ai capionati nazionali del paese in cui risiedono.


Grazie Bosnia per questo esempio di sportivita´ e civilita´ . 


Qui il Link alla Manifestazione:


Indoor Athletics Championships | Balkan Masters

 

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

 FASTANDFIT: CORSA & BENESSERE - FASTANDFIT 

Commenti? | Jan 17, 2018

Indoor: Larissa Iapichino e giovani scatenati

Posted by linfordbif in Italia
  

 A Padova la 15enne figlia di Gianni e Fiona May, alla prima gara da allieva, firma la migliore prestazione italiana under 18 del pentathlon con 3707 punti e salta 6,12 nel lungo

Protagonisti i giovani dell’atletica, nella seconda domenica della nuova stagione indoor. Applausi a Padova per la 15enne Larissa Iapichino (Atl. Firenze Marathon) che realizza la migliore prestazione nazionale under 18 nel pentathlon con 3707 punti al termine delle cinque gare in programma: 60 ostacoli, alto, peso, lungo e 400 metri. La doppia figlia d’arte di Fiona May, due ori mondiali all’aperto e due argenti olimpici nel salto in lungo, e di Gianni, ex primatista nazionale dell’asta, nel corso della prova multipla atterra a 6,12 proprio nel lungo, migliore italiana di sempre al coperto al limite dei 16 anni e sesta alltime per la categoria allieve in cui ha appena fatto il suo ingresso, visto che è nata nel 2002.

Esordio stagionale ad Aosta per l’ostacolista lombardo Lorenzo Perini (Aeronautica) con 7.84 sui 60hs nel meeting Calvesi, a otto centesimi dal record personale, invece al femminile la 22enne Luminosa Bogliolo (Cus Genova) scende a 8.35. Sulla pista di Ancona, nei 60 metri, si migliorano due azzurrini vicecampioni europei under 20 della 4x100: il siciliano Nicholas Artuso (Atl. Villafranca) vince con 6.68 e Alex Zlatan (La Fratellanza 1874 Modena) corre in 6.73, mentre il partenopeo Andrea Romani (Atl. Riccardi Milano 1946) sfiora la MPI junior dei 1000 metri con 2:24.58 e l’astista Roberta Bruni (Carabinieri) supera 4,20. Sempre nell’asta, ma a Padova, stessa misura per Tatiane Carne (Atl. Bergamo 1959 Oriocenter) al personal best e la tricolore outdoor Elisa Molinarolo (Aristide Coin Venezia 1949).

Brillano anche i cadetti, con due nuovi limiti nazionali under 16 in sala: a Modena la lunghista bresciana Alessia Seramondi(Audaces Nave) salta 5,86 e ad Ancona la marchigiana Martina Cuccù (Atl. Sangiorgese R. Rocchetti) totalizza 3145 punti nel tetrathlon.

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Commenti? | Jan 14, 2018

IL FARTLEK

Posted by linfordbif in Training

Immagine in linea con il testo


Il Fartlek e´un metodo di allenamento che e´ stato ideato da un allenatore in Svezia negli anni 30 (Gösta Holmer). L´idea base di questo allenamento e´ associare tratti in cui corriamo a velocita´ sostenuta, ideale a ritmo gara, a tratti in cui rallentiemo il ritmo.

 

La grossa differenza tra il Fartlek e l´Interval Training sta´ proprio nel recupero: nel Farltek il recupero si corre alla velocita´ del medio o del lento, nell´Interval Training nel recupero si corre solitamente molto lentamente e si puo´ anche recuperare da fermi, cosa vietata nel Fartlek.

 

L´dea iniziale ( il Farlek poi ha subito dei cambiamenti ) era proprio di dare liberta´ all´atleta di decidere quando correre veloce, che velocita´  tenere come anche la durata. Si prediligevano terreni misti, quindi con saliscendi, ostacoli in modo da stimolare l´organismo. 


Sopratutto in America si e´ pensato di modificare il concetto di Farltek e limitare la liberta´ dell´Atleta. Nel Fartlek americano infatti prove, distanze, recuperi e ritmi sono decisi dall´allenatore. I tratti corsi a ritmo gara sono solitamente tra i 300 sino ai 1200 metri ed il recupero ( solitamente corso a ritmo del fondo medio) e vanno dai 200 agli 800metri. Dipende sempre cosa vogliamo allenare e dalle caratteristiche dell´atleta.


A seconda della distanza che proepariamo e´bene anche impostare la distanza totale che andiamo a correre:

 

  • Per i 5000m:  Fartlek da 5 KM
  • Per i 10000m:Fartlek da 6 KM
  • Per la Mezza Maratona: Fartlek da 8KM
  • Per la Maratona: Fartlek da 10/12 KM

 


Diciamo che per chi prepara la Maratona il Fartlek e´ un allenamento abbastanza impropriato, si puo´usarlo nei periodi di transizione o all´inizio della preparazione. Il Fartlek e´ perfetto nel GPP, quindi nella preparazione invernale.


Attraverso il Farltek lavoriamo sulla soglia anaerobica, fondamentale se poi vogliamo correre forte in gara.


  • Alleniamo l´apparato cardiocircolatorio ed il "core"
  • Alleniamo l´apparato respiratorio
  • L´Atleta impara a gestirsi
  • L´Alteta impara a cambiare il ritmo
  • L´Atleta impara a sentire il corpo e le sensazioni


Piu´ ci si evolve e si migliora piu´ e´ bene non tanto aumentare il ritmo delle prove che corriamo a ritmo gara che rimangono tali, quanto aumentare il ritmo dei tratti che corriamo nel recupero. Quiindi la discrepanza tra tratti veloci e tratti di recupero sara´ minore ed e´ proprio questo il pregio di questo allenamento che ci permette di lavorare molto bene sulla soglia anaerobica. 


Esempi di Fartlek:


  • 8x4 minuti  con 3 minuti di pausa
  • 10x2 minuti con 2  minuti di pausa
  • 15x1 minuto  con 1 minuto di pausa


Buon allenamento!

 

VIDEO: IL FARTLEK

  

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

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Commenti? | Jan 09, 2018

ROGER BANNISTER E LE CREDENZE LIMITANTI COLLETTIVE

Posted by linfordbif in Training

Roger Bannister (archivio FIDAL)


Una delle storie piu´ appassionanti della Atletica Leggera e´ quella del Rekord del Miglio

di Roger Bannister. Approfittiamo di questa storia per parlare di quelle che sono le credenze limitanti, in questo caso le credenze limitanti collettive.


Roger Bannister e´ stato il primo uomo nella storia a correre il miglio sotto i 4´00". Roger riusci il 6 maggio del 1954 correndo in 3´59"4. Quando lo Speaker (Ufficiale del Guinnes dei primati) annuncio´ il risultato, appena disse 23 min..2il pubblico espose, comincio´ ad urlare, applaudire ed abbracciarsi. Il muro, la barriera, la credenza era stata abbattuta.

Il Precedente Rekord resisteva da 9 anni ed era di 4´01"4. La cosa importante da dire su questo Rekord, che ai giorni nostri sembra quasi normale, e´che ai tempi tutti erano convinti che per l´uomo fosse assolutamente impossibile correre il miglio ( 1609,34 m) sotto i 4´00". Sia Atleti, che allenatori, che anche medici. Giravano voci che correre a quelle velocita´per l´uomo sarebbe stato uno sforzo disumano e che il cuore avrebbe rischiato di esplodere. 

Roger al contrario pensava fosse una impresa possibile e pensava che ci sarebbe potuto riuscire anche lui. Per Roger, studente in medicina, pensava che la Cosa piu´importante da allenare fosse la testa. Il suo allenatore tale Sampl, amante di Freud, della forza di volonta, che lui stesso naufrago e sopravvisse 4 ore immerso in acque gelate, gli diceva "dont warry, it´s only pain" (non preoccuparti, e´ solo dolore. 

Quel giorno della gara il meteo sembrava alquanto avverso, giornata uggiosa, fredda, con raffiche di vento e tanta pioggia. Era quasi tentato a non correre, poi preferi´provarci piuttosto che avere rimpianti. Mezz´ora prima della gara smise di piovere ed il vento si calmo´.

Roger si e´ fatto tirare i primi 2 giri da 2 compagni, il terzo giro fu´ tirato da un terzo che sembra passo´ troppo lento. Roger dovette chiudere l´ultimo Giro in 59" cosa che gli permise di abbattere il muro e sgretolare la credenza collettiva. In 9 anni nessun atleta riusci nella impresa. Abbattuta la credenza, solo 2 settimane dopo ci fu´ il secondo a scendere sotto i 4´ e a battere il Rekord di Banister. Nei 2 anni successivi ben 30 atleti corsero sotto i 4´00".

Una credenza e´ una specie di blocco mentale, una forte convinzione. Se sei convinto che per te sia impossibile fare qualcosa, attivi degli automatismi mentali che ti boicottano e ti impediscono di farla, piu´ non ce la farai piu´ ti autoconvinci.

Roger Bannister ci insegna quanto avere obiettivi, quanto conseguirli, quanto essere convinti di riuscire in un impresa ci possa aiutare a realizzare i nostri sogni.

"Non pensare di essere veloce, convinciti di esserlo!".
 
VIDEO: ROGER BANNISTER E LE CREDENZE LIMITANTI
 
 Daniele Biffi
Personal Trainer & Mental Coach
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Commenti? | Jan 05, 2018

Filippo Poponesi: Questa gara ha ulteriormente accresciuto la mia autostima

Posted by linfordbif in Training

23561425_10210246187047192_8514630362721483561_nFilippo Poponesi si presenta tra i partenti alla corsa a piedi di 490 km, con partenza a da Atene arrivo a Sparta e ritorno ad Atene (ASA), esperto di corse di lunga distanze e non solo la porta a termine ma arriva primo degli italiani e 5° assoluto.

Lo start dell’ASA c’è stato sabato mattina 18 novembre alle 07.00 (ora italiana 06.00) e Filippo ci ha impiegato quasi 4 giorni, il tempo massimo era di 104 ore. Ora Filippo che giorno per giorno prende sempre più consapevolezza di quello che ha fatto ha risposto ad alcune mie domande che ci permettono di approfondire la conoscenza di questo mondo degli ultrarunner, defiiito bizzarro, masochistico, resiliente, sorprendente e anche divertente.

Ciao, che sapore ti ha lasciato questa gara ASA? Avuto problemi, criticità? “Questa gara ha ulteriormente accresciuto la mia autostima. Ho avuto la conferma che nulla può spaventarmi e che se voglio posso superare i tanti ostacoli che la vita mi pone davanti, se non tutti almeno la maggior parte. E non a caso già in alcune occasioni ho avuto modo di dire a qualcuno: “Sappi che davanti hai una persona che ha percorso a piedi quasi 500 chilometri dormendo un’ora in quattro giorni. Occhio!” Il tutto amplificato dal fatto che di problemi e criticità ce ne sono stati ben pochi, fra cui un’infiammazione al tibiale che mi ha fatto temere di dover camminare per tutto il tragitto di ritorno da Sparta ad Atene e che però pian piano si è affievolita lasciandomi correre per tutto il tratto successivo alla montagna. Pensare lucidamente di dover camminare per 60 ore e non preoccuparsene mi ha fatto capire che mentalmente ero al TOP.”

Cose incredibili, sembra fantascienza, eppure quello che emerge dai racconti di Filippo sono cose assurde ma vere, ritenute impossibili ma fattibili.

Curiosità? “Vera curiosità, che sembrerà forse strano per molti, è che mi sono davvero divertito. Ho scherzato e riso dall’inizio alla fine, quando il primo pensiero che passa nella mente di chi cerca di immaginarsi cosa voglia dire affrontare una gara da 490 km è un mix di fatica, sonno, sofferenza e dolore. Non dico di non aver provato alcuna di queste sensazioni, ma solo in minima parte. Il mio carattere estremamente positivo mi ha aiutato molto.”

Strano ma vero, a volte l’essere positivi ti permette di non sentire la stanchezza, non vedere preoccupazioni, non temere le difficoltà, diventa importantissimo l’approccio mentale sereno e spensierato ma sempre focalizzato sul percorso e sull’obbiettivo di arrivare a destinazione sano e salvo e in buone condizioni per gioire e raccontare tanto vissuto a se stesso e agli altri.

Sorprese? “Beh, per quanto già sapessi di essere un “diesel”, cioè uno che riesce a dare tantissimo alla distanza, la vera sorpresa è stata che a circa 160 chilometri dall’arrivo correvo in salita come se avessi iniziato da pochi minuti. Ero certo di essermi preparato abbastanza bene, dedicando molto tempo anche al riposo nell’ultimo mese prima della gara ed ero altrettanto certo di avere un’ottima forza mentale, ma non mi sarei mai aspettato, dopo 330 km e due volte il superamento del monte Artemisio, di avere tutta quell’energia sulle gambe. Si, devo dire che è stata una bellissima sorpresa.”

Non si finisce mai di sorprendersi per quello che si riesce a fare nonostante tutto, nonostante gli anni passano per esempio, ma in questo tipo di sport di endurance conta molto di più di tutto l’esperienza e la forza mentale.

C’è un alimento particolare che hai assunto in gara? “Un alimento in particolare no, ho mangiato le cose più svariate, in parte fornite ai ristori in parte acquistate prima della gara, fra cui pane e prosciutto, pane con miele e noci, pane con tonno, pane con cioccolata fondente, pane con mozzarella e pomodoro, grissini avvolti con speck e formaggio a fette, pasta, riso, zuppe di verdure, frutta fresca e secca, patatine fritte, pizza e sicuramente altro che non ricordo. In tutto questo pochissimi integratori solidi (barrette e carbogel) e molta acqua e zucchero o acqua e sali minerali per evitare il rischio di crampi. Insomma, di tutto e di più, ovviamente in piccole quantità, assunte principalmente nei momenti in cui si camminava.”

Per chi non comprende questo mondo bizzarro degli ultrarunner può sembrare assurdo mangiare tali pietanze durante una gara sportiva, ma percorrere 490km significa azzerare i serbatori se non si integra adeguatamente, e questo diventa anche un’aspetto fondamentale da allenare.

Quale è stata la sosta maggiore? “Mediamente le soste ai principali check-point sono durate dai 15 minuti alle due ore. All’arrivo a Sparta ho fatto la doccia, mi sono cambiato e mi sono fatto fare un leggero massaggio alle gambe, il tutto durato circa un’ora, se non ricordo male. A Tegea, cioè il primo check-point sulla strada del ritorno dopo la ripartenza da Sparta, ci siamo fermati circa un paio d’ore, una dedicata a curare l’infiammazione al tibiale e le vesciche ed una al sonno, l’unica in tutte le 94 di gara.”

Una gara di 94 ore, una lunga agonia potrebbe sembrare, ma quello che ne viene fuori è un vivere poi di rendita per l’esperienza avuta arricchente e formativa.

Come ti prendi cura di te ora dopo una gara di quasi 4 giorni di corsa? “Nulla di particolare, se non qualche seduta dal fisioterapista per sciogliere le gambe e per far allungare la schiena e assoluto riposo, almeno per le prime due settimane successive alla gara. Era nelle mie intenzioni andare anche un po’ in piscina, ma poi la pigrizia mi ha, ahimè, dissuaso. Mi avrebbe fatto sicuramente bene.”

E’ ammissibile, giustificabile e ben venga la pigrizia e un po’ di ozio dopo una gara di 490km della durata di 94 ore, tante coccole per proteggersi sono necessarie.

Cosa hai raccontato a casa, al lavoro, agli amici dopo la gara? “Più che raccontare è stato un rispondere alle tante domande mosse dalla curiosità di chi non riesce neanche minimamente a pensare cosa voglia dire correre e camminare praticamente ininterrottamente per quasi 500 chilometri dormendo solo poche ore in quattro giorni. E quindi ti trovi a parlare del freddo, della pioggia, del sonno, della lunghezza e ripidità della montagna, delle vesciche, di quante volte hai cambiato scarpe maglia e pantaloni, di cosa hai mangiato e di quanti litri di liquidi ti sei bevuto, di dove hai fatto i bisogni (domanda stranamente molto ricorrente), ma soprattutto “A cosa si pensa mentre si corre e cammina per 94 ore?”, a testimonianza che la mente rimane sempre l’oggetto misterioso di questo nostro corpo umano. In pratica come fare un terzo grado ad alieno per scoprire cosa c’è su Marte.”

Vero, concordo e posso immaginare, io che un po’ sperimento ma in misura ridotta e un po’ che seguo questi marziani non mi sorprendo più di niente e comprendo gli uni e gli altri gli ultrarunner che nonostante tutto speriementao benessere e i non addetti ai lavori che restano increduli e sbalorditi a sentire certe storie strane di extraterrestri.

In quali circostanze hai dimostrato l’importanza del potere della mente? “Quando ho temuto di dover camminare da Sparta ad Atene, cioè almeno 60 ore. In quel momento, se non fossi stato mentalmente forte probabilmente avrei anche potuto pensare di fermarmi, ma così non è stato. Mentalmente ero al TOP.”

Mentalmente ero al top dice Filippo, è vero si sperimenta gradualmente la possibilità di continuare nonostante tutto, se per la maratona c’è il muro dei 35 km, alla 100 km ti accorgi che a volte già al 40° km ci può essere il muro ma fai finta di niente e vai avanti aspettando nuove e rinnovate energie e così per gare di 94 ore se alla 30° ora avverti crisi sai che puoi non mollare.

Cosa metti nel tuo bagaglio di importante da portare nel prossimo anno e cosa lasci? “Sicuramente altri dodici mesi di importantissime e formative esperienze, sia dal punto di vista sportivo che di vita. Come ho avuto modo di dire più e più volte, la corsa ed in particolar modo l’ultramaratona sono una metafora della vita. Da questa disciplina sportiva ho imparato che non bisogna aver fretta per raggiungere gli obiettivi. Il tempo è galantuomo e basta saper andare avanti piano piano senza mollare mai per ottenere alla fine le più grandi soddisfazioni. Cosa lascio? Un altro anno di vita che se n’è andato.”

Quali sono i benefici nel praticare lo sport di lunghe distanze? “Mi aiuta a scaricare le tensioni accumulate nel quotidiano, anche quando partecipo alle gare, rigenerando la mente grazie ai bellissima paesaggi che il nostro paese ci offre, in particolar modo quando mi alleno fra le mie verdi colline umbre ed il lago Trasimeno. Teoricamente dovrebbe giovarne anche il fisico, ma nel mio caso … è un’altra storia! Un caro amico un giorno mi ha detto: “Tu sei come il calabrone, che teoricamente non potrebbe volare!” Ahahah.”

E’ vero il razionale non ti fa andare da nessuna parte, il razionale alimenta il tuo sabotatore interno che ti dice che hai una certa età, che non ce la puoi fare, la positività e la creatività alimentano il tuo aiutatore interno, credendoci sempre di più e facendo cose ritenute assurde e impossibili ai comuni terreni.

Quali sono le risorse che hai scoperto di avere praticando sport? “Determinazione, tenacia, spirito di sacrificio, motivazione, forza mentale e fisica, ma soprattutto voglia di divertirmi, sempre!”

In quali circostanze ti sei sentito campione quest’anno? “Sarebbe troppo facile dire dopo ASA e UMS. Mi sono sentito campione durante tutto l’anno perché ho partecipato a gare percorrendo centinaia di chilometri divertendomi, facendo divertire chi stava con me e non facendomi male. In pratica è come se avessi vinto tutte le gare!”

Cosa hai scoperto quest’anno di te, degli altri, dello sport? “Perdona il gioco di parole, ma di me “ho scoperto” che “forse ancora non ho scoperto” quali siano i miei limiti e le mie potenzialità ed ASA ne è stata la conferma. Dopo 450 chilometri, mentre correvo, mi sono chiesto: “Ma quando arriverà il momento in cui stramazzerò al suolo?” Non ho avuto la risposta perché sono arrivato al traguardo, stanco ma senza particolari problemi. Ed in quel momento mi sono reso conto che se avessi riposato dormendo un paio d’ore sarei potuto anche andare avanti, per non so quanto ma lo avrei potuto fare. Ecco perché dico che non so ancora quale sia il mio limite. Degli altri ho scoperto che ogni gara è una cosa a se e non è detto che se un atleta ha ottenuto grandi risultati in altre manifestazioni riesca sempre a ripetersi. Dello sport non ho scoperto molto di nuovo, ma ho avuto la conferma che se praticato con intelligenza, serietà, onestà, rispetto per se stessi e per gli altri pur con un pizzico di sano agonismo, ti aiuta a vivere meglio perché ti diverti a praticarlo. Se invece metti al primo posto, la competizione estrema, l’invidia, l’ossessione, il voler raggiungere l’obiettivo a qualsiasi costo anche facendo male al tuo fisico e adottando tecniche diciamo “non proprio corrette”, non ti diverti, diventa un secondo lavoro e tutto ciò non giova né al fisico e tantomeno allo spirito ed alla mente.”

Si può fare tutto ma con attenzione senza per forza vincere, senza invidiare i più forti e poi la ruota gira, ora va bene a te, domani a un altro, non per forza bisogna sempre confermarsi vincitori e performanti, prendere quello che c’è ogni momento, ogni giorno senza pretese e senza inganni.

Quali sono i tuoi prossimi programmi sportivi, obiettivi, sogni da realizzare? “Nella prima parte del prossimo anno, diciamo fino a maggio, vorrei tornare a fare qualche gara veloce, mezze maratone e maratone, per poi tornare all’ULTRA. Probabilmente invierò la richiesta d’iscrizione per Spartathlon 2018 sperando che venga accolta e poi l’idea sarebbe di riprovare a tornare ad ASA per cercare di confermare il primo risultato e magari ritoccare un po’ le 94 ore di quest’anno. Ho promesso al mio amico Paolo Bucci che ci saremmo tornati insieme ed una promessa ad un amico non può non essere mantenuta! I AM ULTRA! Buone corse a tutti!”

Bella storia, di persone felici e resilienti con lo sport in amicizia, senza stress un passo alla volta.

 Dott. Matteo SIMONE 380-4337230

Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR  

http://ilsentieroalternativo.blogspot.it/ 

Commenti? | Jan 03, 2018

SPORT, BENESSERE e PERFORMANCE Aspetti psicologici che influiscono sul benessere e e performance dell’atleta

Posted by linfordbif in Training
 Sollecitato da un amico triatleta ho pensato di scrivere un libro che parli non solo di campioni, ma anche dell’atleta comune lavoratore, il quale deve districarsi tra famiglia e lavoro per coltivare la sua passione sportiva, per trovare il tempo per allenarsi, praticare sport, stare con amici atleti, partecipare a competizioni. Attraverso questionari ho raccolto il punto di vista di atleti comuni e campioni, per approfondire il mondo dello sport, e in particolare gli aspetti che incidono sul benessere e sulla performance.
 
Occupandomi di psicologia dello sport, è importante, oltre allo studio e alla formazione accademica, confrontarsi con gli atleti per conoscere il loro punto di vista, le motivazioni, il benessere o le difficolta ch’essi sperimentano praticando sport, eventuali rischi. E’ fondamentale conoscere il loro punto di vista a completamento delle teorie relative agli aspetti che incidono sul benessere e la performance dell’atleta e della squadra. Lo psicologo dello sport a volte diventa una figura di riferimento per il singolo atleta, per l’intera squadra, per lo staff, i tecnici, i dirigenti.
 

Presentazione
Prof. Aureliano Pacciolla

Matteo Simone non è nuovo ai lettori e cultori della psicologia dello sport ma con questa sua ultima opera vuole dare un contributo alla ricerca in questo settore attraverso l’esperienza di una vasta varietà di atleti.
Gli obiettivi di Matteo Simone sono: il contributo che lo sport può dare al benessere (cap. 1); i sogni realizzati e da realizzare (cap. 2); la gara della vita (cap. 3); le sensazioni e le emozioni che si sperimentano nello sport (cap. 4); l’esperienza di indossare la maglia della nazionale (cap. 5); il raggiungimento della performance (cap. 6); come allenare la mente (cap. 7).
L’autore inizia con la sua esperienza personale che dopo aver praticato vari sport finalmente incontra Sergio Screpanti che lo ha portato all’atletica, in cui ha sperimentato le vaste possibilità che può dare lo sport fra cui l’aiuto ad un’atleta donna non vedente.
Uno dei nuclei più centrali di questo libro è la convinzione dell’autore che “è importante oltre allo studio e alla formazione accademica, confrontarsi con gli atleti per conoscere il loro punto di vista, le motivazioni, il benessere o le difficoltà che sperimentano praticando sport, eventuali rischi. È importante conoscere il loro punto di vista a completamento delle teorie relative agli aspetti che incidono sul benessere e la performance
dell’atleta e della squadra”.
Abbiamo una utile guida per evidenziare alcuni obiettivi dello psicologo dello sport:
‒ attuare progetti per motivare le persone a intraprendere qualche forma di attività fisica, favorendo l’autoconsapevolezza dell’individuo;
‒ lavorare sul goal setting, ossia contribuire a stabilire obiettivi condivisi, raggiungibili anche se difficili;
‒ promuovere l’attività fisica nelle scuole, negli ambienti di lavoro, negli ospedali, nelle istituzioni;
‒ fare rete con le diverse figure professionali, soprattutto professionisti dell’educazione come insegnanti ed educatori;
‒ allearsi con i medici di famiglia, che possono incentivare i propri assistiti a fare prevenzione attraverso la pratica dell’attività fisica;
‒ stimolare le persone a prendere in mano le redini della propria vita e avere un corretto stile di vita, che contempla anche un periodo di attività fisica settimanale; 
‒ lavorare non solo sulle criticità, ma anche sulle risorse, sull’autoefficacia, sulla resilienza.

Dando la parola direttamente agli sportivi, l’autore riporta in modo più specifico le funzioni dello psicologo dello sport: «Lo psicologo può avere un effetto importante sull’atleta. Subiamo carichi di lavoro enormi e spesso viviamo momenti difficili. Può farci vedere sempre la luce in fondo al tunnel e darci messaggi positivi … Sì, credo che ogni squadra debba avere uno psicologo dello sport soprattutto nei periodi prossimi alle gare o nei mesi più intensivi di allenamento. Inoltre credo che lo psicologo serva di più agli allenatori, che spesso non sono in grado di capire certi meccanismi psicologici dell’atleta o dell’atleta inserito nel gruppo. Sovente inconsapevoli delle loro azioni, hanno rovinato moltissimi atleti nella fase della loro crescita per non essere riusciti a capirli nel modo giusto».
(Alessandra Penna).
Il benessere grazie allo sport è così espresso: «Lo sport mi aiuta perlopiù a livello psicologico. L’attività fisica mi dà una sensazione di libertà e mi fa sentire fortunato già per il fatto di poterla praticare. I fattori principali sono stati la costanza e il vedere lo sport come un piacere e non come un sacrificio o obbligo». (Giorgio di Maggio)


Matteo Simone. Psicologo e psicoterapeuta Gestalt, Autore dei libri: Carlos Castaneda incontra don Juan, uno sciamano divenuto suo maestro; Ultramaratoneti e gare estreme; Sviluppare la resilienza Per affrontare crisi, traumi, sconfitte nella vita e nello sport; Doping Il cancro dello sport; O.R.A. Obiettivi, Risorse, Autoefficacia. Modello di intervento per raggiungere obiettivi nella vita e nello sport; Psicologia dello sport e dell’esercizio fisico. Dal benessere alla prestazione ottimale; Psicologia dello sport e non solo. Dirigente dell’Associazione Sportiva “Atletica La Sbarra & I Grilli Runners”.

 
Commenti? | Dec 24, 2017

VIDEO: LA VISUALIZZAZIONE NELLO SPORT

Posted by linfordbif in Training

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La visualizzazione e´una pratica che si usa da millenni, pratica ripresa, studiata e approfondita dalla programmazione neuro linguistica. La pratica della visualizzazione consiste nell´immaginarsi la realta´ che vogliamo avere e nello sport e´ assolutamente importantissimo.
 
Con la visualizzazione facciamo una esperienza che per il nostro cervello e´ paragonabile ad una esperienza reale. Si e´ scoperto nel 1995, tra l´altro in Italia a Parma, che vivere la realta´ o immaginarsela e ´assolutamente la stessa cosa, e´ sempre una esperienza. Questo e´ possibile attraverso quelli che vengono chiamati i "neuroni specchio".
 
Da queste scoperte degli neuroscienziati si e´ pensato che se ci si immagina di eseguire un esercizio si possa anche poi impararlo. Diversi studi e diversi esperimenti hanno poi evidenziato quanto il solo immaginarsi di eseguire un movimento possa migliorare le capacita´ motorie e permetterci di imparare i movimenti e l´apprendimento dell´esercizio stesso. Oltre a questo si e´ scoperto che non solo immaginarsi di eseguire un movimento ci permette di imparare l´esercizio stesso ma ci permette anche di allenare la muscolatura stessa.
 
Se immaginiamo di sollevare un peso, oltre ad imparare a farlo, miglioriamo anche la forza stessa ed il solo immaginare di fare esercizi ha anche un effetto allenante sulla muscolatura interessata. Sembra un miracolo, sembra impossibile, eppure e´ quello che succede e diversi studi lo dimostrano. Si parla di aumenti di forza dal 10 al 30% solo attraverso esercizi con la mente. Altri studi dimostrano come se ci si concentra e ci si focalizza sul lavoro dei muscoli interessati durante un esercizio, questi lavoreranno meglio e piu´ intensamente e l´esercizio stesso avra´ maggior effetto.

Da questo capiamo quanto la mente anche qui giochi un ruolo fondamentale e quanto la visualizzazione e l´immaginazione sia fondamentale per il successo e per piazzare le migliori performance.

La regola numero uno e´, forse la regola piu´ importante, e´ che devi cercare di rendere il piu´ reale possibile cio´ che stai visualizzando portando con te le emozioni, le sensazioni sia visive, olfattive, auditive, del gusto, sia il nervosismo, l´eccitazione che magari puoi avere nel pre-gara. Piu´riusciamo a rendere reale la visualizzazione piu´ ne trarremo benefici e funzionera´.

Il pensare alla gara, il focalizzarci sulla prestazione, ci permettera´ di mandare messaggi al nostro subconscio che ci permettera´ di attivare (nel nostro subconscio) meccanismi e quindi comportamenti che saranno poi indirizzati e convogliati nella direzione che abbiamo dato attraverso la visualizzazione. Il tutto ci aiutera´ a realizzare il nostro sogno, il nostro obiettivo. 

La visualizzazione va´ imparata ed allenata. Piu´ ti abitui a visualizzare piu´, normalmente, migliori. Piu´ visualizzi prima della gara, piu´ pensi a come vuoi correre la gara piu´ probabilmente correrai come hai pensato. Visualizzare ti aiuta a migliorare e velocizzare quelli che sono i processi di apprendimento ed a controllare le tue emozioni.
 
Il 50%, almeno!, delle tue performance sono date dalla testa.
 
Non pensare di correre veloce, convinciti di esserlo!
 
 
Daniele Biffi Personal Trainer & Mental Coach http://www.fastandfit.info/ 
runfast@fastandfit.info 
Commenti? | Dec 19, 2017

La convinzione, la fiducia può spostare montagne di problemi

Posted by linfordbif in Training

Matteo SIMONE

 

Impegnatevi per ottenere ciò di cui avete bisogno, e quando non riuscite a ottenerlo, ebbene, sorridete e tentate ancora, in un modo diverso.”  William Hart  

 

Nel libro Il segreto della resistenza psichica. Che cosa ci rende forti contro le piccole e grandi crisi della vita, Christina Berndt spiega come le persone si affidano a se stesse nel poter uscire da situazioni difficili contando sulle proprie risorse e sulla propria autoefficacia, di seguito le sue parole: “Le persone resilienti non sanno necessariamente come superare una certa situazione, ma dispongono di una molteplicità di modi di comportamento cognitivi, emotivi e sociali, per potersi adattare e rimanere funzionali; hanno visto che sono sempre usciti in qualche modo dalle difficoltà.”

E’ quello che sperimentano molti atleti che si dedicano allo sport di endurance, dove il loro fisico e la loro mente è sottoposta a stress enormi per durata dello sforzo fisico e mentale ed ogni volta che si trovano in situazioni difficili o crisi devono trovare un modo per andare avanti, per superare l’ostacolo lungo il loro lungo percorso, man mano che superano gli ostacoli diventano sempre più forti e resilienti nello sport ma anche nella vita quotidiana, tutto diventa possibile, gestibile e superabile.

Ancora scrive Christina Berndt, sull’ottenere vittorie nella vita: “La convinzione, la fiducia può spostare montagne di problemi. E’ anche una questione di interpretazione: per chi è convinto di poter eliminare le difficoltà dal mondo, le situazioni di stress e gli avvenimenti problematici possono risultare meno opprimenti che non per chi tende a darsi subito per vinto; chi è pieno di energia magari prende le difficoltà addirittura come sfide che val la pena di affrontare, sapendo che alla fine lo aspetta la bella sensazione di aver ottenuto un’altra vittoria nella vita.”

Insomma, a volte le difficoltà diventano un’occasione per dimostrarsi forti e vincenti, per dimostrare a se stessi e agli altri che niente e nessuno si può mettere davanti alla propria strada verso l’autorealizzazione e al successo personale, la felicità è data dalla nostra motivazione ad andare avanti malgrado qualsiasi impedimento, niente ci arresta se siamo motivati.

L’autoefficacia viene definita dallo psicologo Albert Bandura come la fiducia che una persona ripone nella propria capacità di affrontare un compito specifico.

L’autoefficacia è la convinzione della propria capacità di fare una certa cosa, o in altre parole, di raggiungere un certo livello di prestazione.

Le fonti delle convinzioni di efficacia

Le esperienze di gestione efficace: affrontare con successo una situazione è la via più proficua per acquisire un forte senso di efficacia. I successi determinano una solida fiducia nella propria efficacia personale. I fallimenti invece la indeboliscono, in particolar modo qualora si verifichino prima del costituirsi di un saldo senso di efficacia.

La seconda delle principali vie per la creazione e il rafforzamento delle convinzioni di efficacia è costituita dall’esperienza vicaria fornita dall’osservazione di modelli. Vedere persone simili a sé che raggiungono i propri obiettivi incrementa nell’osservatore la convinzione di possedere anch’egli le capacità necessarie a riuscire in situazioni analoghe.

La persuasione è il terzo mezzo capace di consolidare la convinzione delle persone di essere in possesso di ciò che occorre loro per riuscire. Le persone che sono state convinte verbalmente di essere in possesso delle capacità necessarie per compiere efficacemente determinate attività hanno più probabilità di attivare un impegno maggiore e più prolungato.

Anche l’umore entra in gioco: lo stato d’animo positivo aumenta il senso di autoefficacia e quello negativo lo diminuisce le persone dotate di un buon senso di efficacia considerano il proprio stato di attivazione emotiva come qualcosa che facilita l’azione dando energia, mentre quelle sfiduciate vivono la stessa attivazione come debilitante.

Come rafforzare le convinzioni di autoefficacia di riuscita?

Ricorda un evento, episodio, prestazione, dove sei riuscito. Quali erano le sensazioni? Cosa ha contribuito alla tua riuscita? Quali tue caratteristiche sono state determinanti? Chi ha contribuito al tuo successo?

L’esperienza diretta di successo in compiti di crescente difficoltà è certamente la fonte principale delle convinzioni di autoefficacia.

Fissare obiettivi limitati, raggiungibili e progressivamente più ambiziosi è uno dei modi migliori per aumentare l’autoefficacia.

Fai un programma dei tuoi prossimi obiettivi, cosa vuoi raggiungere in ordine prioritario e temporale?  E come? Cosa sei disposto a fare, a rinunciare, a sacrificare? Cosa devi evitare o devi fare per raggiungere i tuoi obiettivi? Qual è il costo? Ne vale la pena? (Psicologia dello sport e non solo, Aracne, Roma, 2011, pag. 22)

http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788854838833

 

Matteo SIMONE

380.4337230 – 21163@tiscali.it

www.psicologiadellosport.net

Commenti? | Dec 18, 2017

Il 15 dicembre a Torre Spaccata: Psicologia dello Sport e non solo

Posted by linfordbif in Training

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Nell'ambito della manifestazione “Riusciranno i libri a salvare il mondo?” venerdì 15 dicembre alle ore 16.30 presento il mio primo libro: Psicologia dello Sport e non solo.

Lo scopo della manifestazione è quello di dimostrare l'importanza del libro nella nostra civiltà e il suo fondamentale utilizzo nella crescita e salvaguardia dell'uomo. Viale dei romanisti 53, presso ex mercato rionale, metro C torre spaccata.

E’ un libro divulgativo rivolto ad atleti, praticanti sport individuali o di squadra, psicologi, tecnici e staff medico di società sportive, famigliari di sportivi.

Argomenti trattati nel libro sono la psicologia dello sport, la psicoterapia della Gestalt, la psicologia dell’emergenza, l’EMDR, l’incontro con l’altro, la maratona, il doping.

A pag. 9 Approccio, metodiche e tecniche

1.1. Colloqui con l’atleta

Attraverso i colloqui l’atleta e lo psicologo vivono uno spazio ed un tempo loro, riservato, esclusivo, derivato dal fidarsi da parte dell’atleta e dall’interesse dello psicologo a mettere se stesso e la sua professionalità a disposizione dell’atleta.

In tale contesto lo psicologo può proporre delle metodologie o tecniche acquisite nel corso della sua formazione ed esperienza lavorativa.

Principalmente si tratta di incontrare l’altro che ha una esigenza, una difficoltà, un problema e stabilire un contatto reciproco in modo da interessarsi principalmente all’altro senza giudizio e con empatia e cercare di stabilire una relazione che possa portare l’altro ad una maggiore autoconsapevolezza, ad una visione più ampia di se stesso e degli altri, del suo mondo ed il mondo che lo circonda e questo attraverso un’attenzione costante all’altro ed un lavoro basato sulla responsabilità ed una motivazione reciproca.

pag. 26 Le abilità sportive del disabile

Ci sorprendiamo ad apprendere che i disabili praticano sport, non immaginiamo come possano fare a superare le proprie disabilità per praticare un determinato sport, per esempio il calcio praticato dai non vedenti, oppure il basket in carrozzina, eppure il disabile riesce ad eccellere nello sport, ad essere determinato nei suoi obiettivi, ad ottenere i successi prefissati grazie alla sua capacità, alla sua determinazione, alla sua voglia di emergere, di stare con gli altri, di riscattarsi, comunque tutte motivazioni in comune allo sportivo non disabile.

Quindi possiamo dire che la disabilità è relativa in quanto il disabile possiede altre abilità che gli permettono di sostituire la disabilità con altre abilità complementari in modo da poter essere protagonisti della propria vita, protagonisti nella vita assieme agli altri.

Importante sarebbe rendere merito a queste abilità, e questo potrebbe essere possibile attraverso diversi canali, per esempio rendere visivamente fruibili ai non disabili le attività sportive svolte dai disabili, le più disparate che vanno dagli incontri di basket in carrozzina agli incontri di calcio tra non vedenti in modo da potersi sorprendere rispetto a quello che i disabili riescono a combinare in campo, in modo da potersi sorprendere rispetto allo spettacolo che riescono a dare.

Pag. 39 È indispensabile fare progetti credibili a se stessi, un ottimo punto di partenza è credere di essere in grado di fare qualcosa, perché ci si sente di esserlo, perché si è sperimentato gradualmente dei miglioramenti.

Bisogna capire come impiegare le proprie risorse, su chi si può puntare, su chi si fare affidamento.

Bisogna sapersi monitorare nel corso del tempo, sapersi testare o farsi testare, saper svoltare al momento opportuno, se cambiano gli interessi, le esigenze, gli obiettivi, le situazioni.

Nella preparazione atletica è importante considerare la preparazione fisica, la preparazione nutrizionale, la preparazione mentale. Sapere gli esercizi fisici da fare per rinforzare i distretti muscolari carenti o importanti per un determinato gesto atletico che può essere una variazione di velocità nella corsa, o una maggiore elevazione o altro. Allo stesso tempo è importante la preparazione nutrizionale, quindi fare le giuste analisi per verificare che i valori del sangue indispensabili siano nella normalità e quindi non ci sia carenza di determinati nutrienti al fine di poter incrementare gli allenamenti o i recuperi a seguito di forti carichi di lavoro fisico.

pag. 40 Preparazione mentale alla maratona

La preparazione per la maratona richiede un impegno notevole di tempo e di fatica fisica.

Preparare una maratona diventa un investimento di energie fisiche e di tempo finalizzati alla miglior resa nel giorno della competizione.

La preparazione va programmata con la massima accuratezza considerando il proprio potenziale atletico relativo alle precedenti competizioni e ai precedenti programmi di allenamento.

Va considerato il periodo di preparazione, estivo, invernale per poter programmare le uscite di allenamento più lunghe o più faticose.

È auspicabile stilare un programma di massima di allenamento che comprenda alcuni test importanti di allenamento o di gara, per valutare il grado di preparazione e in modo da capire i ritmi da poter sostenere nella competizione–obiettivo.

Pag. 41 Si può invitare l’atleta a considerare le precedenti preparazioni a competizioni simili considerando i momenti di difficoltà, di eventuali crisi, di eventuali infortuni, di eventuali rinunce e pensare a come sono stati affrontati, superati.

Si può invitare l’atleta a confrontarsi con altri atleti che hanno sperimentato una preparazione simile, a persone più esperte.

Una volta fissato l’obiettivo–maratona, è importante per l’atleta prestare attenzione ai suoi allenamenti, alle sue sensazioni, è importante sapersi ascoltare, capire quando e quanto fatica, come fatica, come è la sua respirazione, come sente le sue gambe, è importante accorgersi di ogni minimo fastidio e capire a cosa possa essere dovuto, in modo da poter intervenire in tempo e rimediare per evitare di perdere importanti sedute di allenamento e compromettere la prestazione–obiettivo.

L’atleta durante la preparazione per la maratona deve essere attento ai suoi bisogni e cercare di farli coincidere con l’obiettivo prefissato, l’atleta può avere bisogno di partecipare ad una competizione durante il periodo di preparazione, però deve essere attento a non distrarsi dall’obiettivo previsto, quindi avere un occhio orientato al presente ed uno al futuro prossimo.

Pag. 48 Cosa ti spinge a correre?

— Penso che la maratona sia la metafora della vita per colui che vuole arrivare a 100 anni, concluderla è l’ottimismo della vita, quindi ci si sente ultraterreni a percorrere una corsa a piedi di 100 km.

— Ho iniziato per dimagrire, nel giro di 1 anno sono andato in forma, sono emozionato, non mi aspettavo di contribuire a vincere la medaglia d’oro, volevo fare una bella gara.

Cosa scopri di te stesso?

— Viene fuori quello che normalmente non viene fuori, il muro da battere è dentro di te, ti dà la possibilità di fortificarti, aiuta a combattere il dolore, dispiaceri.

— Durante ogni competizione cerco di scoprire qualcosa in più di me stesso, in questa disciplina l’auto–conoscenza è fondamentale, per come sono devo partire prudente, mi aiuta psicologicamente vedere che sono in rimonta anziché in riserva.

Psicologia dello sport e non solo, ISBN: 978-88-548-3883-3, Aracne, 2011

Pagine scelte per te

http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/catalogo/area/areanarrativa/saggistica-varia/9788854838833-detail.html

 

Matteo SIMONE

Psicologo clinico, Psicoterapeuta Gestalt

380-4337230 - 21163@tiscali.it

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html

Commenti? | Dec 15, 2017

LA RESPIRAZIONE NELLA CORSA

Posted by linfordbif in Training
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La cosa piu´ importante della respirazione nella corsa é che sia naturale e regolare, quindi la durata della inspirazione e´bene che sia uguale alla espirazione. Il ritmo della respirazione dipende anche dalla intensita´ con cui corri e dalla velocita´, Consigliabile e´ tenere un ritmo di 3 passi in cui si inspira e 3 passi in cui si espira. Ottimo e´anche il 4+4 o il 2+2.
 
Se ti accorgi che la respirazione mentre corri e´ affannosa e puoi migliorarla, il mio cosiglio e´ certamente quello di lavorarci. Puoi cominciare a lavorarci mentre corri lentamente tenendo 3 passi in cui inspiri e 3 passi in cui espiri. Man mano che impari a controllare la respirazione ed a tenerla regolare, puoi cercare di farlo mentre corri sempre piu´ velocemente. Una volta imparato ed attivato questo automatismo ti verra´ anche naturale tenere una respirazione regolare anche quando corri piu´ velocemente ed in gara.  
 
Se respirare in modo corretto e´ importante e´ anche vero che bisogna evitare di forzarla. Lavorando male col diaframma potremmo comprimere i nostri organi e potremmo andare incontro poi ad altri problemi come anche il classico mal di milza, 

Importante e´ certamente,  sia durante la corsa come anche normalmente,  alternare qualche respiro profondo  cercando di espellere tutta l´aria vecchia che rimane presente nei polmoni in modo di riempirli solo con aria nuova.
 
Anche i muscoli dei polmoni e di tutto l´apparato cardiocircolatorio vanno allenati. Soprattutto se inizi a correre, devi anche pensare che oltre ai muscoli che usi direttamente per correre stai allenando anche i muscoli dei polmoni. Parliamo sopratutto dei muscoli inspiratori che sono la maggioranza dei muscoli nei polmoni. I polmoni possiamo paragonarli a dei palloncini che si sgonfiano automaticamente, per questo abbiam bisogno poi di pochi muscoli espiratori.
 
Molti dei disturbi nella respirazione, che si hanno i primi tempi in cui si comincia a correre, sono proprio dovuti al fatto che la muscolatura dell´apparato respiratorio e´ ancora debole ed impreparata. Piu´ ti alleni piu´ vedrai che migliorerai anche da questo punto di vista. Lo stesso diaframma va´ allenato come anche i muscoli interni che proteggono e sostengono gli organi. 

I polmoni rimangono semrpe della stessa grandezza, la capacita´polmonare rimane pressoche´  invariata anche in un Atleta professionista. Quello che cambia e´ il tono muscolare e la forza dell´apparato respiratorio e del diaframma. 

Cerca quindi di avere una respirazione regolare, naturale  e di espellere regolarmente l´aria vecchia dai polmoni.
 
VIDEO: LA RESPIRAZIONE NELLA CORSA

 
Daniele Biffi

Personal Trainer & Mental Coach

 

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Commenti? | Dec 14, 2017

ANCORA UNA VOLTA VERONA RISPONDE CON IL CUORE ALLA CHIAMATA DELLA MARCIA DEL GIOCATTOLO

Posted by linfordbif in Manifestazioni

5.000 podisti, grandi e piccini, hanno colorato di giallo la città, contribuendo al progetto “Un asilo per tutti” dei Centri Aiuto per la Vita della provincia di Verona

Verona, 8 dicembre 2017 – La 40a Marcia del Giocattolo ha portato per la città il giallo, come i gilet antivento indossati dai partecipanti, simbolo, assieme al braccialetto di legno, dell’adesione al programma di solidarietà. La Marcia del Giocattolo mantiene infatti la sua vocazione benefica destinando i fondi a un progetto del territorio: quest’anno si è scelto, insieme al CSV, il programma “Un asilo per tutti” dei Centro Aiuto per la Vita della provincia di Verona.

All’evento, organizzato dall’Associazione Straverona con il patrocinio dell’Assessorato allo Spot e Tempo Libero del Comune di Verona, hanno partecipato con i loro sorrisi 5.000 podisti, grandi e piccini, che hanno sfidato le condizioni meteorologiche avverse per correre con il braccialetto al polso e contribuire alla creazione di quel sorriso che si è creato in Piazza Bra. Alta la partecipazione dei gruppi podistici che anche quest’anno era più di 60 e sono stati premiati con prodotti alimentari e numerosi premi che sono andati ad aggiungersi a quelli consegnati tramite estrazione prima della gara: in attesa della partenza, infatti, sono stati estratti i numeri di pettorale, in palio abbonamenti, cene e un fine settimana per due persone.

La corsa nella corsa: alla Marcia del Giocattolo si poteva partecipare anche vestiti da giocattoli o personaggi dei cartoni e dei film e prendere parte così alla Toys Run. Naturalmente non sono mancati i premi per valorizzare chi si è travestito: quest’anno i vincitori sono stati i personaggi di Star Wars, Sailor Moon e un soldato e una simpatica mamma albero di Natale con la figlia renna.

Terminata la corsa dei grandi, come ormai accade da sette anni, il testimone è passato ai bimbi che partecipano sempre più numerosi con la classe o con gli amici alla Corsa di Santa Lucia. I bimbi si sono divertiti correndo intorno all’Arena, dai piccolissimi di tre anni, ai “grandi” di 10 anni, si sono messi in gioco, hanno corso e alla fine, sono stati premiati da Santa Lucia in persona con tante caramelle Big Babol e Chupa Choco, con una merendina Pan di Stelle e con un giocattolo Globo giocattoli. Una Santa Lucia anticipata, aspettando l’originale che arriverà tra qualche giorno. L’energia dei bimbi non si è esaurita neanche più tardi con la Staffetta Genitori&Figli, che ha visto mamma e papà correre assieme ai loro piccoli.

Associazione Straverona non può quindi che ringraziare i veronesi, come ha dichiarato il presidente Gianni Gobbi: «è bello vedere così tante persone unite dall’obiettivo comune di aiutare gli altri e in particolare i bimbi che si trovano in situazioni di disagio. La Marcia del Giocattolo negli anni sta crescendo grazie alla partecipazione di così tante persone che trascorrono assieme una giornata di festa, sport e solidarietà». Alla partenza questa mattina hanno partecipato anche il Sindaco Federico Sboarina e l’Assessore allo Sport Filippo Rando e, per l’inaugurazione del simbolo del programma di solidarietà, il sorriso di Piazza Bra, e per le premiazioni dei piccoli, invece, è arrivato l’Assessore alle Politiche Sociali e all’Istruzione Stefano Bertacco, dimostrazione di come l’amministrazione comunale creda fermamente nell’importanza e nel valore di iniziative di questo genere.

Sono numerose anche le aziende che hanno condiviso questi valori e hanno sostenuto l’evento: Despar Nordest e Legnoland di Globo Giocattoli sono i main sponsor; Mediolanum e Acciaierie di Verona Pittini sono i partner; l’auto ufficiale è Alfa Romeo; L’Arena, TeleArena e RadioVerona sono media partner e i fornitori ufficiali sono Pan di Stelle, Big Babol, Chupa Choco, Olio Turri, Avesani, Funivia Malcesine – Monte Baldo e PhytoGarda.

L’appuntamento quindi è stato lanciato per l’anno prossimo, nella data fissa dell’8 dicembre e alla Straverona 2018 del 20 maggio, la tradizionale stracittadina che ogni veronese di nascita, d’adozione e di cuore non può mancare.

UFFICIO STAMPA STRAVERONA

DNA Sport Consulting – Federica Clemente

Commenti? | Dec 12, 2017

VENERDÌ 8 DICEMBRE VERONA CORRE PER SOLIDARIETÀ

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Alle 9:30 la partenza della Marcia del Giocattolo e di conseguenza l’apertura del percorso e l’attivazione di tutti i servizi di sicurezza e ristoro; alle 11:00 la partenza della Corsa di Santa Lucia e a seguire la Staffetta Genitori&Figli.

Verona, 6 dicembre 2017 – Manca solo qualche giorno all’appuntamento di solidarietà di Verona: la Marcia del Giocattolo. Venerdì 8 dicembre, come da tradizione, i runners veronesi, con partenza da Piazza Bra correranno per le vie della città con un pensiero ai bimbi meno fortunati del progetto “Un Asilo per tutti” dei Centri Aiuto per la Vita di Verona. La Marcia del Giocattolo, giunta alla sua 40a edizione, è organizzata da Associazione Straverona e patrocinata dal Comune di Verona, Assessorato allo Sport e Tempo Libero.

Dalle 8:00 sarà possibile iscriversi, ritirare il pettorale, il gilet antivento e il braccialetto di legno, simbolo dell’adesione al programma di solidarietà. In attesa della partenza, programmata per le 9:30, ci saranno il riscaldamento muscolare con l’ambientazione natalizia del coro sotto la Stella e l’estrazione a sorte dei pettorali che possono vincere diversi premi, tra cui un weekend per due persone.

Per garantire la sicurezza di tutti i partecipanti e il corretto svolgimento della corsa, il percorso della Marcia del Giocattolo sarà aperto solo all’orario stabilito, a partire dalle 9:30, quando sul percorso saranno attivi tutti i servizi di sicurezza e ristoro. Le partenze anticipate sono così disincentivate nello spirito di condivisione e solidarietà che la Marcia vuole trasmettere. Alle 9:30 quindi tutti pronti a partire e scegliere il percorso breve, da 5 km per le vie del centro, adatto a tutti, e 12 km collinari, per i più allenati che dà molta soddisfazione arrivando sulle Torricelle. E chi vuole partecipare in modo ancora più originale parteciperà alla Toys Run che mette in palio quattro premi. Una volta rientrati in Piazza Bra i runners potranno restituire il braccialetto di legno, il simbolo di ciò che viene donato ai bimbi del progetto “Un asilo per tutti” e potranno assistere alla costruzione di un sorriso. A seguire le premiazioni dei gruppi prima di dare spazio ai bimbi della Corsa di Santa Lucia.

Alle 11:00, infatti, Piazza Bra diventa la pista dedicata ai piccolissimi dai 3 ai 10 anni che, divisi per età, faranno il loro giro intorno all’Arena e insieme a mamma e papà parteciperanno alla Staffetta Genitori&Figli che si corre subito dopo. La Corsa di Santa Lucia, organizzata con il patrocinio dell’Assessorato all’Istruzione del Comune di Verona, giunge quest’anno alla 7a edizione e riscute sempre un grande successo.

La mattinata di sport e solidarietà si conclude con un grande sorriso che prende vita per dare significato al programma “Un asilo per tutti” dei Centri Aiuto per la Vita della provincia di Verona volto a supportare le famiglie in condizione di disagio socio-economico e di emarginazione sociale grazie all’intervento anche del CSV di Verona.

Sono numerose le aziende che condividono i valori promossi dalla Marcia del Giocattolo e hanno così deciso di sostenere l’evento: Despar Nordest e Legnoland di Globo Giocattoli sono i main sponsor; Mediolanum Acciaierie di Verona Pittini sono i partner; l’auto ufficiale è Alfa RomeoL’ArenaTeleArena e RadioVerona sono media partner e i fornitori ufficiali sono Pan di StelleBig BabolChupa ChocoOlio TurriAvesani, Funivia Malcesine – Monte Baldo PhytoGarda.

La quota di partecipazione è di € 5,00 con adesione al programma di solidarietà e pacco gara; € 10,00 con adesione al programma di solidarietà, pacco gara e gilet antivento marchiato Marcia del Giocattolo; € 2,00 o giocattoli nuovi, solo servizi e ristori.  A questi vanno aggiunti € 0,50 per i NON tesserati FIASP o UMV, per tesseramento giornaliero comprensivo di assicurazione infortuni. Per la Corsa di Santa Lucia, invece, il costo è di € 3,00 a cui si aggiungono € 2,00 per i genitori che vogliono partecipare alla staffetta. Tutte le info sul sito www.straverona.it, sulla pagina Facebook (facebook.com/straverona) e sull’evento 40ª Marcia del Giocattolo - 7ª Corsa di S. Lucia o telefonando al numero340.4735425.

UFFICIO STAMPA STRAVERONA

DNA Sport Consulting – Federica Clemente

tel. 045 8012816 – 340 4054399

Email: federica.clemente@<wbr />dnasportconsulting.it

Commenti? | Dec 06, 2017

Aumentano i messaggi e le iniziative per combattere l’epidemia del DOPING- Matteo SIMONE

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Lo sport praticato in maniera corretta e con il rispetto delle regole fa tanto bene per la salute psicofisica, è importante mobilitarsi per sensibilizzare alla pratica dello sport quale attività aggregativa senza scorciatoie. In tal senso, aumentano sempre di più i messaggi e le iniziative per combattere l’epidemia del DOPING che cerca di sconfiggere lo sport sano.

Di seguito, segnalo un Convegno Nazionale dal titolo: “La tutela della salute nelle attività sportive e la lotta al doping. L’attività della Sezione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive (SVD) e le strategie future” che avrà luogo il 20 novembre 2017 organizzato da MINISTERO DELLA SALUTE Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria e ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA’ Centro Nazionale Dipendenze e Doping.

Scopo e obiettivi: Conoscere le principali caratteristiche epidemiologiche legate al fenomeno doping; individuare gli aspetti socio-sanitari legati al fenomeno doping; individuare le principali strategie e tecniche di contrasto al doping.

Sede: Auditorium – Ministero della Salute – Lungotevere Ripa ,1 – Roma

Destinatari dell’evento e numero massimo di partecipanti

Il convegno è destinato al personale del Servizio sanitario nazionale, allenatori, atleti professionisti ed amatoriali, società sportive, medici dello sport, educatori.

Modalità di iscrizione

La domanda di partecipazione, disponibile alla pagina www.iss.it sezione Corsi/Convegni, deve essere debitamente compilata, stampata, firmata e inviata via fax, al numero 0649902016 oppure digitalizzata ed inviata per e-mail alla Segreteria Organizzativa al seguente indirizzo simonetta.dicarlo@iss.it entro il 17 novembre 2017.

La partecipazione all’evento è gratuita. Al termine della manifestazione, ai partecipanti che ne faranno richiesta sarà rilasciato un attestato di partecipazione.

L’amico collega Gaetano Buonaiuto ha scritto l’introduzione del mio libroDoping il Cancro dello sport” e interessanti e sempre attuali sono le sue parole: “Il fenomeno del doping è insidioso e accattivante allo stesso tempo: come un vaso di Pandora, esso rappresenta la promessa di ‘miracolosi’ risultati, impossibili da raggiungere senza un aiuto esterno. I limiti che si vogliono a tutti i costi superare non rappresentano solo e soltanto quelli fisici. Spesso i primi limiti che si oltrepassano sono quelli mentali, psicologici, morali e spirituali. In una società complessa e sofisticata come la nostra, sotto il bombardamento costante dei mass-media, costruiamo l’immagine ideale cui vorremmo tutti assomigliare: successo e vanità sembrano vuoti e pesanti golem che hanno la capacità di schiacciare le nostre fragilità e debolezze dello spirito.”

La considerazione che si deve fare è che oggi nella gara sportiva si è arrivati a un agonismo così spinto, a interessi economici così grossi che l’atleta cerca ogni mezzo per migliorare la sua prestazione. Anzi, l’atleta riporta di sentirsi “costretto” a fare questo perché i tifosi pretendono risultati, i giornali criticano le scarse prestazioni e gli allenatori spingono affinché venga raggiunto un rendimento sempre maggiore.

Altra interessante iniziativa riportata su http://www.iss.it/dopi/index.php?lang=1&id=53&tipo=4 a cura dell’Istituto Superiore di Sanità è “Palestra Sicura”, Kit formativo/informativo rivolto ai giovani e agli sportivi per la promozione della salute e il contrasto all’utilizzo di sostanze dopanti.

I materiali contenuti nel kit “Palestra Sicura”:

• “Non vale mai la pena”, un filmato in DVD, girato in una palestra con giovani che affrontano le problematiche del doping e dei disturbi alimentari.

• “L’alimentazione nelle pratiche motorie e sportive”, un manuale che mette in relazione il fabbisogno nutrizionale con le attività motorie sia in allenamento che in gara.

• “L’utilizzo illecito dei farmaci nell’attività sportiva”, un manuale che vuole fornire una informazione scientifica corretta che possa aiutare i giovani a fare scelte responsabili.

I materiali sono destinati ai gestori e ai responsabili tecnici delle palestre e dei centri fitness nell’ambito delle iniziative di informazione/formazione volte alla promozione della salute degli utenti e al contrasto all’uso di sostanze e farmaci dopanti. Il cofanetto sarà un supporto utile anche per i referenti scolastici, per i dirigenti scolastici e gli insegnanti nelle loro azioni/attività volte alle promozioni di stili di vita sani e alla prevenzione del doping.

Per concludere segnalo il libro “Doping. Il cancro dello sport”, editore: FerrariSinibaldi.

https://www.ibs.it/doping-cancro-dello-sport-ebook-matteo-simone/e/9788867630837

Matteo SIMONE

380-4337230 – 21163@tiscali.it
http://www.mjmeditore.it/autori/matteo-simone

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html

Commenti? | Nov 16, 2017

L’8 DICEMBRE VERONA CORRE PER BENEFICIENZA CON LA MARCIA DEL GIOCATTOLO

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Con partenza alle 9:30 la Marcia del Giocattolo si snoda sui due percorsi da 5 o 12 km, mentre la Corsa di Santa Lucia fa correre i più piccoli intorno all’Arena

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Verona, 8 novembre 2017 – Giunto alla 40<font size="1">a</font> edizione la Marcia del Giocattolo è l’appuntamento con lo sport e la solidarietà di Verona, organizzato da Associazione Straverona e patrocinato dal Comune di Verona, Assessorato allo Sport e Tempo Libero. Pochi giorni prima della festa di Santa Lucia e inizio delle festività natalizie, l’8 dicembre si conferma essere la giornata in cui tutti gli amanti dello sport corrono e camminano per le vie della città con un pensiero ai bambini più bisognosi. Il percorso breve di 5 km, che porta a godere delle bellissime vie del centro, passando per i luoghi più suggestivi, è adatto a tutti, anche alle famiglie con passeggino e ai meno sportivi; mentre quello lungo, di 12 km, porta i runners sulle Torricelle, in un percorso collinare che giunge fino a Castel San Pietro. E come simbolo solidale a tutti i partecipanti che scelgono di aderire al programma di solidarietà, verrà consegnato insieme al pettorale un braccialetto di legno LEGNOLAND di Globo Giocattoli, che, portato per tutta la corsa e riconsegnato all’arrivo, sarà il simbolo del supporto che ogni singolo dona in favore dei bambini meno fortunati. I fondi raccolti durante la giornata verranno destinati al programma “Un asilo per tutti” della Rete dei Centri Aiuto Vita della provincia di Verona, tramite il CSV di Verona, da anni partner di Associazione Straverona. E per rimanere in tema di giocattoli, chi vorrà potrà correre e camminare vestito da personaggio dei cartoni animati o dal proprio giocattolo preferito, partecipando così alla Toys Run che mette in palio quattro premi: al miglior costume maschile, al miglior costume femminile e ai due migliori gruppi.

Le iscrizioni online sono già aperte sul sito www.straverona.it/iscrizioni e il costo di partecipazione è di € 5,00 con adesione al programma di solidarietà e pacco gara; € 10,00 con adesione al programma di solidarietà, pacco gara e gilet antivento marchiato Marcia del Giocattolo; € 2,00 o giocattoli nuovi, solo servizi e ristori.  A questi vanno aggiunti € 0,50 per i NON tesserati FIASP o UMV, per tesseramento giornaliero comprensivo di assicurazione infortuni. È possibile iscriversi anche presso i negozi Verona Runner e Km Sport di San Martino Buon Albergo e Bussolengo dal 20 novembre.

La Marcia del Giocattolo, oltre a fare del bene nei confronti dei bambini più bisognosi della nostra provincia, chiama proprio i più piccoli a partecipare alla 7<font size="1">a</font> Corsa di Santa Lucia, patrocinata dall’Assessorato all’Istruzione del Comune di Verona. I bimbi delle scuole dell’infanzia e della primaria (i nati dal 2007 al 2014) correranno la Corsa di Santa Lucia, un percorso intorno all’Arena, e la Staffetta Genitori&Figli, durante la quale mamma o papà raggiungeranno il proprio bimbo a metà percorso e insieme taglieranno il traguardo. Il costo di partecipazione per i bambini è di € 3,00 a cui si aggiungono € 2,00 per i genitori che vogliono partecipare alla staffetta. In questa giornata magica sotto la Stella, simbolo del Natale a Verona, sarà proprio Santa Lucia, accompagnata dal gastaldo e dall’asinello, a premiare i piccoli runners con un giocattolo Globo Giocattoli, un dolcetto Pan di Stelle e un quaderno.

Sono numerose le aziende che condividono i valori promossi dalla Marcia del Giocattolo e hanno così deciso di sostenere l’evento: Despar Nordest e Legnoland di Globo Giocattoli sono i main sponsor, Mediolanum e Acciaierie di Verona Pittini sono i partner, l’auto ufficiale è Alfa Romeo, L’Arena, TeleArena e RadioVerona sono media partner e i fornitori ufficiali sono Pan di Stelle, Big Babol, Chupa Choco, Olio Turri, Avesani e PhytoGarda.

Tutte le info sul sito www.straverona.it, sulla pagina Facebook (facebook.com/straverona) dell’evento o telefonando al numero 340.4735425.

Commenti? | Nov 10, 2017

Seminario "Doping: contrasto, prevenzione e promozione della salute"

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Doping genetico

"Doping: contrasto, prevenzione e promozione della salute" - 8 Novembre 2017 dalle 09:30 alle 13:30 presso il Centro Studi Città di Orvieto - Palazzo Negroni, Piazza Corsica.

L'obiettivo che il Servizio Aziendale di Sorveglianza e Promozione della Salute dell'Usl Umbria2 si pone è quello di diffondere tra i professionisti la cultura della promozione della salute e la prevenzione quali obiettivi prioritari dei nuovi piani di prevenzione regionali, soprattutto rispetto ad alcuni fattori determinanti.

La lotta al doping e all’assunzione di sostanze deve essere elemento essenziale e si deve esprimere con una sinergia di interventi, che passano attraverso il fronte culturale, educativo, sanitario e sportivo. La progettazione partecipata e le evidenze scientifiche sono elementi essenziali di questa attività, ai fini dell’efficacia dell’azione.

Durante i lavori saranno presentati i risultati del progetto “Sistemi intelligenti di ausilio alle decisioni per l'identificazione precoce e la dissuasione all'utilizzo del doping”.

Per le iscrizioni inviare una mail al Tutor del corso tramite i Responsabili di Struttura per la Dirigenza e le Posizioni Organizzative per il Comparto.


Locandina seminario doping

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net/eventi.htm

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html 

Commenti? | Nov 07, 2017

"Più veloce della luce" il libro giallo sportivo fantascientifico

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Più veloce della luce può essere definito una sorta di giallo sportivo-fantascientifico, ambientato nel mondo dellatletica leggera in un futuro ormai nemmeno troppo lontano.

 

Partecipare alle Olimpiadi è il sogno di ogni atleta, soprattutto se si hanno le carte in regola per puntare alla finale in una specialità prestigiosa quali i 100 metri per eccellere nella quale non basta un duro e costante allenamento, ma sono richiesti doti di concentrazione e determinazione non comuni.

 

Questo vale anche nel 2060: società tecnologicamente avanzata, ma non per questo immune da lati oscuri e contraddizioni, in cui Fabio Olivieri, per coronare i suoi sogni olimpici, dovrà guardarsi non solo da inconsueti avversari, ma anche da altri elementi fuorvianti, tra cui il rapporto con laltro sesso e nuove, sempre più inquietanti, tecnologie.

 

Durante la finale dei 100 ai Campionati Italiani, il nostro eroe viene infatti battuto da un atleta semisconosciuto che demolisce il primato italiano e che, se la memoria non lo inganna, dovrebbe avere più di 45 anni. Nessun tipo di doping ha un effetto così strepitoso, nemmeno nel 2060, quindi, chiunque sia questo misterioso avversario, diverrà per Fabio una vera e propria ossessione al punto da andarlo a scovare nel centro sportivo ultramoderno alle Isole Eolie dove sia allena in gran segreto. In tale contesto, tra paesaggi mozzafiato ed incontri romantici, la concentrazione di Fabio sulla qualificazione a Roma 2060, i Giochi Olimpici del Centenario, verrà messa a dura prova.

 

Il libro è attualmente disponibile nelle librerie di tutta Italia, ma la soluzione più semplice è acquistarlo on line su siti quali IBS.

https://www.ibs.it/piu-veloce-della-luce-libro-marco-giacomantonio/e/9788899550400

 

Vi invito inoltre a mettere Mi Piace sulla relativa pagina Facebook

https://www.facebook.com/atleticaefantascienza/

Commenti? | Nov 02, 2017

Stefano Velatta, 100km Alpi: Ne esco sicuramente più forte di prima

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Stefano Velatta, 100km Alpi: Ne esco sicuramente più forte di prima

Matteo SIMONE

 

 

Finalmente ho avuto modo di conoscere Stefano Velatta dell’Olimpia Runners, alla partenza della 100km delle alpi e di seguito Stefano racconta com’è andata in questa dura prova di 100km.

Che è successo? Non stavi bene? Troppa tensione? “In realtà non dovevo partecipare alla gara, non avevo programmato un’altra 100km adesso, poi mi ha contattato l’organizzatore è mi ha convinto. Volevo correre il più a lungo possibile con Lombardi e Gaido poi se tutto andava per il meglio avrei provato ad allungare. Poi le cose sono cambiate dopo la maratona Gaido ha cominciato a soffrire per i suoi tendini d’Achille è Marco intelligentemente ha tirato un po’ i freni in vista della lunga salita...io mi sentivo molto bene ed ho allungato in salita salivo forte ma senza soffrire. La discesa non l ho esasperata ma comunque filavo giù senza freni al 70esimo avevo circa12 minuti su Marco al 75esimo quasi 15minuti. Poco prima dell'82esimo km mentre correvo a circa 4' 15"al km un improvviso crampi al polpaccio sinistro mi ha steso ho perso circa 5' provando a farmi massaggiare ma niente il polpaccio era inchiodato mi sono trascinato fino al 85° km poi ho preso la decisione di fermarmi per non compromettere il proseguo della mia stagione. Ho aspettato Marco e Enrico per fargli i complimenti con un applauso e Marco mi ha fatto un gesto di stima perché ha capito subito la mia sofferenza.”

 

Questo è il prezzo da pagare quando si diventa numero 1, si è ricercati e contattati e diventa difficile dire di no, tutti ti vogliono e vorresti presenziare a ogni evento, a ogni gara, ma a volte è importante prendere decisioni ferme e seguire il proprio, piano, il proprio programma. Comunque, la cosa importante è uscirne sempre bene, non sentirsi pressato e non aver paura di fermarsi per eventuali infortuni, la salute rimane sempre al primo posto. Belle parole quelle di Stefano, di un atleta che corre con amici avversari, che stima il prossimo, che aspetta i primi due arrivati dopo essersi ritirato, li aspetta per darli la mano, per complimentarsi, per guardarli negli occhi.

La famiglia non era alla partenza? C'era tua figlia lungo il percorso? “Alla partenza c era solo il mio grande amico e vice presidente della squadra Antonello Formaggio che mi ha seguito in macchina fino al ritiro dal 50esimo anche mia moglie in macchina con altri 2 amici mia figlia in bici dal 50 all’85°km stava dietro di me per rispettare le regole.”

 

Ho conosciuto alla partenza anche il suo amico vice presidente della sua squadra, Stefano sembra essere coccolato dalla sua squadra e dalla sua famiglia e questo è importante per la serenità e il benessere dell’atleta, avere qualcuno che si occupa e si preoccupa di te, ti permette di correre sereno e di condividere l’esperienza di gara con i propri cari sperimentando complicità e affetto reciproco.

Anno proficuo, tanti titoli, poca motivazione per soffrire alla partenza? “Anno proficuo ma quando sono al via io sono sempre competitivo anche nelle gare di paese senza riconoscimento o premi cerco sempre di onorare gara e di trarre qualcosa di buono dallo sforzo fisico.”

Come ne esci? “Ne esco sicuramente più forte di prima ho fatto comunque una scelta tattica difficile ma se voglio un giorno correre la 100km sotto le 7h devo correre così senza freni e troppi tatticismi bisogna spingere...con il rischio di saltare ma io vado avanti così sicuro che la mia tenacia verrà premiata. Porto a casa 85km di cui 80 corsi a 4'15" di media da solo in allenamento è difficile da realizzare.”

 

Sembra essere resiliente Stefano e apprendere dall’esperienza, si è sperimentato in questa dura prova, ha provato a forzare, a osare per avvicinarsi a performance più di livello, per avvicinarsi alle performance del Re Giorgio Calcaterra, per provare a ereditare il suo trono. In fin dei conti si porta a casa sempre qualcosa di importante, momenti di esperienze vissute, amicizie consolidate e nuovi incontri, nuove consapevolezze.

Come vedi il giovane vincitore? “Il giovane vincitore l’ho conosciuto a Curinga durante la 6 ore penso sia un bravo ragazzo oltre che un forte atleta.”

 

Il vincitore ha fatto la sua gara, nonostante la giovane età si è dimostrato sereno e al momento propizio si è fatto avanti conquistando la testa della gara e proseguendo fino al traguardo distaccando il secondo arrivato, il gigante Marco Lombardi.

Prossimi obiettivi? Inviti? “Adesso farò un percorso di allenamento massacrante ma molto stimolante porterò il mio fisico al limite a 7 giorni da questi 85km andrò in Sardegna per fare ultra trail a tappe 20km sabato e 60km domenica con circa 1900m di dislivello in totale poi il 22 ottobre maratona Venezia e il 1° novembre la 30km a Firenze con arrivo in salita tutto questo per rinforzare fisico e mente. Sono stato invitato il 3 dicembre alla Coast to Coast a Napoli dove voglio correre 60km a ritmo maratona. Colgo l’occasione per farti i miei complimenti per la tua gara sei stato bravissimo ciao Matteo spero di rivederti presto.”

 

Un programma fitto e impegnativo per Stefano, di quelli duri per ultrarunner che voglio ottenere risultati prestigiosi, approfitto a ringraziare Stefano per i suoi complimenti, infatti c’ero anch’io alla 100km delle Alpi e sono tornato a casa con il mio Personal Best di 12h10’.

 

Per approfondimenti sugli ultrarunner è possibile consultare il libro Ultramaratoneti e gare estreme di Matteo Simone <font style="font-size: 12pt">(Autore). Prospettiva Editrice (21 novembre 2016). Collana: Sport & Benessere</font>

Classifica Bestseller di Amazon: n. 44 in Libri > Sport > Corsa e maratona

Ordinabile in siti di vendita online e in tutte le librerie d'Italia. Ad esempio su ibs

https://www.ibs.it/ultramaratoneti-gare-estreme-libro-matteo-simone/e/9788874189441

http://www.lafeltrinelli.it/libri/matteo-simone/ultramaratoneti-e-gare-estreme/9788874189441

(dove si può anche prenotare online e poi ritirare in libreria)

Inoltre è in uscita il libro Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida.

https://www.edizioni-psiconline.it/anteprime/maratoneti-e-ultrarunner-aspetti-psicologici-di-una-sfida.html

 

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net/eventi.htm

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html

Commenti? | Oct 11, 2017

I TEMPO RUN NELLO SPRINT PER CORRERE VELOCE

Posted by linfordbif in Training

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I Tempo Run sono uno strumento importante da utilizzare nella preparazione dai 100 ai 400 metri. Nei Tempo Run, in inglese Tempo indurance, le intensita´ sono relativamente basse, si varia dal 60 al 70%.

La quantita´ in questi allenamenti e´ relativamente alta, soprattutto per uno sprinter, si va´ dai 1800 metri ai 3000 metri totali.

Le distanze che possiamo utilizzare sono diverse anche  a seconda della distanza che prepariamo, dalle caratteristiche dell´Atleta e da che allenamenti abbiamo fatto i giorni precedenti.

Esempi di Tempo run possono essere:

 

  • 10x200 metri con 2´di recupero
  • 8x300 metri con 2´ di recupero
  • 6x400 metri con 3´ di recupero
  • 20x100 metri con 1´ di recupero.

 

La cosa importante in questi allenamenti e´ di tenere sempre lo stesso ritmo in tutte le prove.

Questi allenamenti sono importanti per diversi motivi:

 

  1.  l´Atleta impara a  distribuire le energie
  2.  l´Atleta impara a  sentire il tempo ed avere padronanza delle proprie capacita´
  3.  Lavoriamo bene sulla tecnica
  4.  Miglioriamo la capacita´ delle cellule di utilizzare ossigeno
  5.  Migliorano il recupero degli allenamenti precedenti
  6.  Sono un allenamento ideale da fare il giorno dopo un allenamento lattacido intenso 
  7.  Sono allenamenti che ci permettono di creare le basi per poter reggere allenamenti corposi ed intensi successivi. 

I Tempo Run vanno tenuti nel corso di tutta la preparazione, dal GPP sino anche nel periodo gare. Sono uno strumento indispensabile che ti consiglio di inserire sempre, una due volte la settimana, nel tuo programma allenamenti.

VIDEO: COSA SONO I TEMPO RUN 

 
Daniele Biffi 
Personal Trainer & Mental Coach 
http://www.fastandfit.info/ 

runfast@fastandfit.info   

 


 

Commenti? | Sep 20, 2017

LE FASI DELLA PREPARAZIONE NELLO SPRINT

Posted by linfordbif in Training
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La programmazione Atletica nello sprint deve durare dai 6 ai 9 mesi, in questo modo avremo tempo ad ottenere un programma che sia completo. 
 
Le fasi della programmazione sono 5:
  • Entry GPP
  • GPP
  • SPP
  • SPP1
  • TAPER
L´Entry GPP sono 2 settimane di entrata al programma, qui cominceremo a muoverci, ad allenarci, a fare forza naturale, iniziamo qualche seduta leggera in palestra Il GPP  ( General Physical Programm)  e´la fase piu´ lunga noche´ importante. Qui mettiamo quelle che sono le basi per costruire la forma fisica.Il Gpp dura circa la meta´ dell´intera progtammazione. In un programma di 6 mesi avremo un GPP di 3 mesi. 
 
Nel GPP prediligeremo la quantita´  alla qualita´ , faremo molti lavori aerobici,lavori lattacidi ed alattacidi,lavori di forza eslposiva, allenamenti per l´apparato cardiocircolatorio, lavori di forza, ci concentreremo sulla tecnica di corsa.
 
Nell´SPP ( Specifi Phisical Programm) cominciamo a diminuire la quantita´ e lavorare sulla qualita´, quindi cominceremo ad aumentare i recuperi ed aumentare i ritmi nelle prove come diminuiremo i lavori di forza, sopratutto massimale per cominciare a fare lavori specifici.
 
Cominciamo a fare qualche gara Test, i migliori allenamenti che puoi fare sono proprio le gare, e cominciamo a testare ed a vedere come prosegue la preparazione. L´SPP dura dalle 6 alle 8 settimane.
 
Segue poi la fase successiva, l´SPP1 dove comincera´ a salire la forma e cominceremo a sentirci bene. L´SPP1 dura dalle 4 alle 6 settimane.
 
L´ultima fase della programmazione e´il Taper con cui andiamo a programmare la forma per la gara piu´ importante della stagione. Nel Taper faremo quasi solo lavori di qualita´ diminuendo drasticamente la quantita´ dando spazio ad allenamenti specifici. L´obiettivo del Taper e´programmare quindi la forma per il giorno in cui l´Atleta ha la gara piu´importante della stagione.
 
La forma dura dalle 2 alle 3 settimane, la forma Top dura uno o due giorni. L´abilita´ e la bravura di un allenatore sta´proprio di riuscire a programmare la forma nella gara clou della stagione in cui l´atleta sara´in grado di piazzare le migliori prestazioni della stagione.
 
 
 
 Daniele Biffi
Personal Trainer & Mental Coach
http://www.fastandfit.info/
runfast@fastandfit.info  
Commenti? | Sep 18, 2017

LA RESPIRAZIONE NELLO SPRINT

Posted by linfordbif in Training

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Controllare la respirazione ed avere una respirazione che sia in simbiosi con la azione di corsa e´ fondamenale per correre in modo efficiente e  veloce.

Nel Drive, nella fase di accellerazione, alcuni atleti usano trattenere il fiato, Ancora meglio e´ espirare l´aria dai polmoni, cosi´ avrai piui´ forza ed energia nell´azione di spinta.  

Nella fase lanciata e´ bene respirare, anche in un 60 metri come in un 100 metri. La respirazione deve essere regolare, veloce ed inspirazione ed espirazione e´bene che abbiano la stessa durata. Il ritmo della respirazione deve essere regolare, puo´ essere 2+2 ( 2 passi + 2 passi ), 1+1 al massimo 3+3 in modo che la velocita´della respirazione sia in sincronia con la biomeccanica di corsa. 

Con la respirazione possiamo darci energia, renderci nervosi , importantissimo in una gara di velocita´.  Respirando velocemente attiveremo il sistema nervoso e cardiocircolatorio, ci renderemo nervosi, svegli e pieni di energia, se d´altrocanto respiriamo lentamente ci rilasseremo. Da questo vediamo come sia importante la respirazione anche quando corriamo veloce, avere una respirazione troppo lenta potrebbe frenarci.

In un 400 metri e´ importantissimo avere una respirazione regolare, questo ci aiutera´ a distribuire le energie ed a correre sciolti, fondamentalenel giro di pista. Soprattuto nel finale di gara, quando la respirazione si fara´ piu´ affannosa e frequente, dobbiamo tenere sotto controllo anche la respirazione per chiudere al meglio la gara. 

 
 
Daniele Biffi
Personal Trainer & Mental Coach

runfast@fastandfit.info  

Commenti? | Sep 14, 2017

LA MENTALITA´ VINCENTE: 12 CARATTERISTICHE DEI CAMPIONI

Posted by linfordbif in Training

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Quali sono le caratteristiche di un Atleta vincente?

Al contrario di quanto si possa pensare non e´ tanto il fatto che si arrivi al successo che porta ad avere determinate caratteristiche, quanto il contrario. E´proprio il possedere determinate caratteristiche che porta al successo.

Vediamo assieme 12 caratteristiche di un Atleta vincente:

1)  Ha un obiettivo fisso e costante nella mente

2)  Ha una visione, sa´gia´ spesso sin da piccolo dove vuole arrivare 

3)  "Training first" l´allenamento ha la priorita´ su tutto

4)  Niente scuse,  si focalizza sulla performance, sulla gara e sull´allenamento.

5)  Si adatta a tutto

6)  lavora in simbiosi con l´allenatore

7) Si focalizza su se stesso,  guarda solo cio´che  fa´  e non cio´che fanno gli altri

8) E´ resiliente

9)  Ama la fatica

10) Vuole sempre migliorarsi

11) Ama lo stress, in una situazione difficile si trova a suo agio

12) ama gareggiare

VIDEO: LA MENTALITA´ VINCENTE 12 CARATTERISTICHE DEI CAMPIONI 

Daniele Biffi
Personal Trainer & Mental Coach
www.fastandfit.info/

 

runfast@fastandfit.info 

 

 

Commenti? | Sep 13, 2017

COME PORSI UN OBIETTIVO?

Posted by linfordbif in Training

Risultati immagini per come porsi un obiettivo foto

Avere un obiettivo per un Atleta risulta fondamentale, chi ha ben presente il suo obiettivo ha anche bene in Focus il motivo per cui si sta´ allenando. Avere un obiettivo aiuta ad avere una forte spinta motivazionale, fondamentale per raggiungere grandi risultati.

L´obiettivo deve avere 3 caratteristiche:

1) L´obiettivo deve essere preciso, devi sapere esattamete e precisamente quale sia il tuo obiettivo. Questo ci aiutera´ a focalizzarci bene sul nostro obiettivo ed attiveremo una serie di meccanismi mentali che ci aiuteranno a  focussarci ed a raggiungerlo. Ad esempio correre i 100 metri in 11"99, o la maratona in 3 ore e 50´. Porsi un obiettivo di correre i 100 metri sotto i 12" o la maratona sotto le 4 ore sarebbe troppo generale.

2) L´obiettivo deve essere difficile, comunque raggiungibile. Porsi un obiettivo troppo facile risulterebbe non sono non motivante ma anche demotivante. D´altrocanto porsi un obiettivo troppo difficile risulterebbe frustrante. Quindi al fine di avere una grossa carica agonistica e motivazionale e´ importante analizzare bene le proprie possibilita´ e porsi un obiettivo raggiungibile e difficile per raggiungere il quale dovremmo impegnarci al massimo delle nostre possibilita´ .

3) L´obiettivo deve essere ecologico, nel senso che deve essere in sintonia con la tua vita e con le altre tue priorita´. Se ad esempio hai una famiglia e ci tieni, e´ bene che investi si tempo negli allenamenti come anche nella famiglia. 

Ti consiglio di scrivere il tuo obiettivo in qualche posto che guardi spesso in modo da aiutarti ad avere sempre presente il tuo obiettivo. Il tuo obiettivo non deve essere solo un sogno bensi´ un incubo.

Visualizzarti mentre raggiungi il tuo obiettivo ti aiutera´ sicuramente a raggiungerlo.

VIDEO: COME PORSI UN OBIETTIVO

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Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

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WWW.FASTANDFIT.INFO 

 

Commenti? | Sep 13, 2017
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