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Mondiali: i 200 sono di Guliyev

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Mondiali: i 200 sono di Guliyev10 Agosto 2017

Ramil Guliyev è il campione del mondo dei 200 metri e batte Wayde van Niekerk. Doppiette USA con Taylor e Claye nel triplo e con Carter e Muhammad sui 400hs donne


 

di Marco Buccellato

Nella settima giornata dei Campionati del Mondo di Londra esitoa sorpresa dei 200 metri uomini vinti dal turco Ramil Guliyev in 20.09 (vento -0.1), che in rettilineo rimonta e supera Wayde van Niekerk (20.11). Bronzo allo sprinter di Trinidad Jereem Richards (20.11): Solo sesto Isaac Makwala in 20.44. Nelle due altre finali della serata, gli Stati Uniti firmano due doppiette d'oro e argento. Christian Taylor vince il terzo oro mondiale nel salto triplo con 17,68 (-0,1) su Will Claye (17,63/-0.1). Bronzo al portoghese Nelson Evora (17,19/-0,1). Il titolo mondiale dei 400 ostacoli donne va al collo di Kori Carter (53.07) che supera la campionessa olimpica di Rio Dalilah Muhammad (53.50). Il bronzo è della giamaicana Ristananna Tracey con 53.74. Il medagliere è un tappeto di medaglie USA: sei ori, sette argenti, sei bronzi.

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GULIYEV! ORO TURCHIA SUI 200 UOMINI - La lunga rincorsa di Ramil Guliyev trova il suo apice a Londra, il turco nato in Azerbaijan, in finale già a Berlino 2009, vince l'oro dei 200 metri in una finale dall'arrivo-thrilling, in cui per due centesimi (20.09/-0.1) supera il sudafricano Wayde van Niekerk (20.11) e il trinidegno Jereem Richards (20.11). Van Niekerk ha pagato la voglia di doppietta, come diversi altri atleti in questo bellissimo mondiale, cedendo solo alla fine al ritorno del turco, già apparso in gran condizione in semifinale. L'oro torna in Europa a sedici anni da Edmonton, prima medaglia nella velocità per la Turchia. E' la seconda per il Sud Africa, bronzo due anni fa con Jobodwana. Torna sul podio anche Trinidad & Tobago, assente dai tempi di Ato Boldon. Sesto Isaac Makwala (20.44), supportato da gran parte del pubblico. Stati Uniti, finale amara, Webb quinto e Young ultimo. Esce bene il britannico Mitchell-Blake, quarto in 20.24.

TRIPLO TAYLOR - Con Chris Taylor e Will Claye il divertimento è assicurato, stasera i due amici-rivali di una intera carriera hanno offerto un bellissimo duello, sorpassandosi fino a metà gara con misure sempre migliori e esaltando il pubblico londinese. Esordio di Claye con 17,54, sorpasso-Taylor con 17,57, terzo turno con Claye che atterra a 17,63 (-0.1) e Taylor a rispondere col salto decisivo per la medaglia d'oro (17,68/0.2). E' il terzo oro mondiale di Taylor, una collezione unica cui si aggiungono due ori olimpici. E' anche la prima doppietta statunitense ai mondiali. Le medaglie d'oro iridate degli ameericani salgono a sei. Dietro i due, in cinque atterrano in un fazzoletto, sei centimetri. La spunta il vecchio leone Nelson Evora (17.19/-0,1), alla quarta medaglia mondiale all'aperto.

A 17,16 si fermano il cubano 18enne Napoles, l'azero ex-cubano Copello e il terzo americano Benard.

CARTER, ORO DI GAMBE E TESTA - L'oro dei 400 ostacoli femminili arriva sì negli Stati Uniti, ma va al collo di Kori Carter (53.07), 25enne alla prima finale mondiale, che distribuisce meglio lo sforzo e riprende dopo sette ostacoli l'olimpionica Dalilah Muhammad, partita come un fulmine ma vinta dalla connazionale, argento in 53.50. E' la seconda doppietta firmata dalle specialiste statunitensi dopo quella di Goteborg nel 1995, e il ritorno al titolo mondiale dopo due edizioni vinte dalla ceca Zuzana Hejnova, stasera quarta in 54.20, a sorpresa superata dalla giamaicana Ristananna Tracey, brava a centrare il personale nell'occasione che conta (53.74). Nel medagliere storico della specialità, USA unico paese con tre medaglie d'oro e sesta medaglia per la Giamaica, che non saliva sul podio dal 2011.

QUALIFICAZIONI GIAVELLOTTO UOMINI, VETTER MISURA-RECORD - Con il 91,20 del primo lancio di qualificazione il tedesco Johannes Vetter, autore quest'anno della seconda misura all-time (94,44 a Lucerna) ha realizzato il "record del mondo" per il turno di qualifica in qualsiasi competizione, Olimpiadi comprese. Il precedente apparteneva con 90,76 a Jan Zelezny, centrato nella quelificazioni dell'edizione iridata di Edmonton 2001. Accedono alla finale in tredici oltre la misura di ammissione (83 metri). Ce la fa con due lanci il campione olimpico Röhler (83,87), si scaldano per la finale con ottime misure il ceco Frydrych (86,22) e il campione olimpico di Londra 2012 Walcott (86,01). In finale con i migliori (tra cui Yego, Pitkämäki, Hoffman e Kiriazis) anche l'indiano Singh (non il campione del mondo under 20 Chopra, eliminato) e il qatarino Magour.

200 DONNE, SEMIFINALI - Turbo-Schippers fa la solita gran curva e gestisce in relax il rettilineo dopo aver scavato un abisso. Vince in 22.49 (-0.2) davanti alla statunitense Stevens (22.71) che si riabilita dopo la pessima semifinale dei 100. Terza Ivet Lalova-Collio in 22.96. Stesso tempo (22.49/-0.2) per Shaunae Miller-Uibo nella seconda semifinale. La lezione della finale dei 400 l'ha fatta ragionare. Primi cento metri tranquilli, cambio di passo dopo la curva e finale leggero. L'altra sprinter USA Kim Duncan è seconda in 22.73, terza la svizzera Kambundji in 23.00. Terza semifinale in fotocopia: prima l'ivoriana Ta Lou in 22.50 (vento sempre -0,2), davanti a Dina Asher-Smith (22.73), che compie un mezzo miracolo avendo ripreso a pieno regime solo dalla primavera inoltrata dopo un brutto infortunio invernale. Le due ripescate escono da qui: la canadese Emmanuel e la bahamense Gaither, entrambe con 22.85. La bulgara Lalova-Collio è la prima delle escluse.

1500 METRI UOMINI, BATTERIE - Sei qualificati per ognuno delle tre batterie e sei ripescaggi. Prima serie lentissima con arrivo letto meglio di tutti dai kenyani Manangoi e Kiprop. Serataccia del campione olimpico Matt Centrowitz, ultimo. Non va meglio al gibutiano Souleiman, né al francese Mekhissi, settimo con un tempo insufficiente per il ripescaggio. La seconda batteria sancisce il crollo del co-favorito, il kenyano Ronald Kwemoi, settimo ma miracolosamente ammesso in semifinale con l'ultimo tempo utile (3:43.10). Vince l'ex-marocchino Mikhou (Bahrain) in 3:42.12. Terza serie nettamente più veloce, passano i primi sei e cinque ripescati. Vince l'australiano Mathews in 3:38.19. Il connazionale e quotato Gregson ha invece pagato la bagarre della prima serie e ha terminato l'avventura iridata.

5000 METRI DONNE, BATTERIE - Schermaglie tra le favorite della finale, con la notizia che il mondiale di Genzebe Dibaba si è concluso con la cocente delusione della finale dei 1500 metri. L'etiope non si è presentata in pista, ma il suo paese avrà in ogni caso tre atlete in finale, a iniziare dalla vincitrice dei 10000 metri Almaz Ayana, stasera schierata nella prima batteria assieme all'altra favorita, la kenyana Hellen Obiri, prima in 14:56.70 (14:56.07 per la Ayana). Sul fronte europeo ripescata Laura Muir, accesso diretto per l'altra britannica McColgan, ottima impressione dall'olandese Krumins-Kuijken. Nella seconda batteria vince l'etiope Gidey in 14:59.34 su Sifan Hassan (14:59.85), altra delusa dai 1500 metri. Eliminazione eccellente, la turca di origini kenyane Yasemin Can. In finale la norvegese Grovdal, ripescata a cinque centesimi dall'accesso diretto in finale.

 

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Commenti? | Aug 11, 2017

Mondiali: Francis, blitz vincente sui 400

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Mondiali: Francis, blitz vincente sui 40009 Agosto 2017

La statunitense irrompe a sorpresa nel duello Miller-Felix. Il norvegese Warholm vince la finale dei 400hs, la cinese Gong conquista l'oro nel peso.


 

di Marco Buccellato

Nella sesta giornata dei Campionati del Mondo di Londra esito clamoroso dei 400 metri femminili. Vince l'olimpionica della staffetta 4x400 Phyllis Francis(49.92), in una gara che ha registrato il crollo fisico dell'oro di Rio Shaunae Miller-Uibo, partita a ritmo infernale e finita sulle ginocchia. Anche Allyson Felix viene superata nel finale, e chiude terza in 50.08, beffata da Salwa Eid Naser, 19enne del Bahrain (50.06, terzo record nazionale in tre turni). La serata regala pioggia ma anche altre grandi emozioni: il norvegese Karsten Warholm è il campione del mondo dei 400 ostacoli vincendo in 48.35 sul turco ex-cubano Yasmani Copello (48.49) e sul campione olimpico Kerron Clement (48.52). Nel peso arriva il primo titolo mondiale per la cinese Gong Lijiao con 19,94. Battute l'ungherese Anita Marton (19,49) e la statunitense olimpionica Michelle Carter (19,14).

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FRANCIS REGINA DEI 400, MILLER DRAMMA - Incredibile esito della finale dei 400 metri femminili. Gli occhi dello stadio Elizabeth II sono su Shaunae Miller-Uibo e Allyson Felix, divise da un tuffo nella finale olimpica di Rio. La partenza della Miller è velocissima, troppo. La Felix dall'interno mantiene il distacco entro limiti accettabili confidando nel finale più armonico, proprio delle sue caratteristiche. La bahamense mantiene il vantaggio ma a 25 metri dal traguardo si blocca clamorosamente, non riuscendo più a correre. Phyllis Francis sorpassa una Felix ormai senza più spinta e vola sopra la crisi della Miller, vincendo un titolo mondiale impronosticabile in 49.92, record personale, anche in questo caso (come nei 400hs uomini) il crono più lento nella storia delle finali dei campionati del mondo.

La sorpresa è resa totale dal secondo posto della 19enne del Bahrain Salwa Eid Naser, che agguanta la Felix sul traguardo e si tuffa meglio della statunitense, prendendosi un incredibile argento in 50.06, terzo record nazionale tra batterie, semifinali e finale. Bronzo alla Felix in 50.08.

WARHOLM, ORO DEI 400HS AL PIU' GIOVANE - La favola del ragazzino partito da Donetsk 2013, vincendo a mani basse l'oro mondiale allievi dell'octathlon, diventa epica con l'oro mondiale dei 400 ostacoli di stasera. Una bella favola bagnata dalla pioggia, quindi fortunata. Karsten Warholm, norvegese di 21 anni e mezzo, è il nuovo campione del mondo dei 400 ostacoli, in una finale dominata a partire dal primo ostacolo, un lieve cedimento in fondo al rettilineo, niente in confronto alla fatica patìta dai suoi migliori avversari. Il campione olimpico Kerron Clement ha finito sulle ginocchia. Il qatarino Samba ha travolto l'ultimo ostacolo e da terzo si è ritrovato settimo. Solo l'ombra lunga del turco ex-cubano Yasmani Copello, il più abile di tutti per distribuzione delle energie (come l'ostacolista allenato dal tecnico italiano Massimo Matrone ha dimostrato in tutta la bella stagione in Diamond League) ha approfittato degli ultimi metri fatali a troppi. Warholm porta la prima medaglia alla Norvegia sulla distanza, addirittura d'oro, in 48.35, il crono meno veloce mai registrato in una finale mondiale. Prima medaglia anche per la Turchia, l'argento di Copello in 48.49. Clement, bronzo in 48.52, diventa l'atleta più medagliato nella storia dei mondiali. Per lui è il terzo podio iridato, dopo il doppio oro di Osaka 2007 e Berlino 2009. 

GONG PER L'ORO - Pioggia o no, le giganti della pedana regalano una finale dai contorni inediti. Vince, dopo un argento e un bronzo iridato e altrettanti olimpici, la cinese Gong Lijiao, con una serie tutta oltre i 19 metri e la punta di 19,94 che chiude anzitempo il discorso oro. Ultimi lanci animati dalla gran gara della giamaicana Danniel Thomas, titolo NCAA quest'anno e un metro e mezzo di progresso, che al quinto turno scalza dal podio una delle favorite, Anita Marton, per due centimetri (19,91), ma l'ungherese all'ultimo lancio trova la gittata per l'argento con 19,49, lasciando alla campionessa olimpica Michelle Carter il bronzo con 19,14. Controprestazione dell'altra statunitense, la 21enne Saunders: dopo due disastri iniziali non è riuscita a entrare nelle prime otto con il terzo lancio. La Cina non vinceva il titolo mondiale dal 1993. La Marton porta sul podio iridato del peso la sua Ungheria per la prima volta. Per la Carter, secondo bronzo di fila al mondiale.

5000 UOMINI, BATTERIE - Doppia sessione con bagarre, spinte e una duplice caduta nella seconda batteria. Mo Farah entra agevolmente in finale inseguendo il sogno di una storica quinta doppietta. Il britannico corre in 13:30.18 lasciando la prima posizione all'etiope Kejelcha (13:30.07). Assai più rapida la seconda batteria, da dove vengono ripescati tutti gli atleti dal sesto al decimo posto. Vince il talentuoso 17enne Selemon Barega, campione del mondo allievi e junior e campione africano, in 13:21.50. Cyrus Rutto è il solo atleta del Kenya qualificato per la finale, bravo a recuperare dopo la caduta che ha coinvolto lui e lo statunitense, kenyano di nascita e argento olimpico, Paul Chelimo, anche lui ripescato. In finale anche la presenza di un giamaicano, Kemoy Campbell, pluriprimatista nazionale e con eccellenti trascorsi NCAA.

 


Commenti? | Aug 10, 2017

Filippo Tortu (foto Colombo/FIDAL) Mondiali: Tortu 20.62 nella pioggia di Londra

Posted by linfordbif in Italia
Mondiali: Tortu 20.62 nella pioggia di Londra09 Agosto 2017

Alla rassegna iridata il giovane velocista azzurro è sesto nella semifinale dei 200 metri


 

Stasera a Londra, nella sesta giornata dei Campionati del Mondo, ci sono due avversari in più per tutti: il freddo (14 gradi) e la pioggia che ormai da ore cade sulla capitale britannica. Su una pista completamente allagata Filippo Tortu si presenta ai blocchi di partenza della prima delle tre semifinali. In prima corsia c'è Isaac Makwala a cui, dopo le 48 ore di quarantena per il virus intestinale, è stato concesso dalla IAAF di correre in solitaria i 200 metri. 20.20 il responso del cronometro che ha dato al velocista del Botswana il diritto di affrontare, due ore più tardi, la semifinale insieme al giovane azzurro. Il 19enne lombardo indovina una buona partenza che lo lancia in curva, ma sul rettilineo si ritrova spalla a spalla in un terzetto che al traguardo sarà diviso soltanto da pochi millesimi. Il fotofinish assegna a Filippo la sesta posizione in 20.62 (+2.1) tra il giapponese Shota Iizuka e il sudafricano Akani Simbine, tutti con lo stesso tempo. Vince lo statunitense Isiah Young in 20.12, due centesimi meglio di Makwala (20.14). La finale ovviamente per il campione europeo under 20 dei 100 metri resta fuori portata, ma al giovane Tortu qualcuno ha già dato l'appellativo di Capitan Futuro. Nota statistica: in 16 edizioni della rassegna iridata solo tre italiani sono approdati all'ultimo round del mezzo giro di pista: Pietro Mennea e Carlo Simionato, terzo e settimo nell'inaugurale Helsinki 1983, e Pierfrancesco Pavoni, settimo a Roma 1987.  

“Il mio miglior 200 – esordisce così Filippo Tortu in zona mista, ancora zuppo dopo la volata sotto la pioggia – la gara di oggi per me vale anche di più del 20.34 del Golden Gala, anche se il crono è più alto. Ho avuto sensazioni molto buone, superando atleti che sono stati in finale nei 100 metri e altri che mi avevano battuto in batteria. Non è finita nel migliore dei modi, perché volevo ancora correre, ma mi sono piaciuto molto di più oggi che in passato, sono felice al 100%. Oggettivamente non potevo giocarmela per il secondo posto, ho provato ad andare in finale ma sono conscio che fosse difficilissimo”. Ti chiedi mai cosa sarebbe stato questo Mondiale senza l’infortunio di giugno? “L’infortunio, paradossalmente, è stata la cosa migliore che mi sia capitata. Mi ha dato due cose importantissime: la consapevolezza di saper reagire alle difficoltà e quella di avere il migliore allenatore. Papà mi conosce come nessun altro ed è stato bravissimo a gestire quell’incidente, portandomi a vincere l’oro a Grosseto sui 100 e poi alla semifinale mondiale sui 200”. È stato un 2017 ad alta velocità. “Il momento più bello dell’anno per me è stato l’argento con la 4x100 agli Europei U20 di Grosseto. Ma entrambe le manifestazioni, Grosseto e Londra, mi hanno fatto crescere. Ora vado un po’ in vacanza nella mia Sardegna e poi penseremo al futuro”.

Commenti? | Aug 10, 2017

Matteo Nocera, ultrarunner, vincitore all’esordio della sua prima 6 ore- di Matteo SIMONE

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Continuano gli allenamenti di Matteo Nocera in vista di tanti obiettivi ambiziosi a breve, medio e lungo termine, si inizia a pensare alle 6 ore per poi passare alle gare di 100 km e pertanto gli allenamenti sono duri e impegnativi per ottenere i risultati sperati.

Stabilito l’obiettivo si passa all’azione che consiste in allenamenti e man mano che si va avanti bisogna controllare l’azione verso l’obiettivo quindi importanti diventano test di allenamento e gare intermedie. Ottimo risulta essere un suo Test sulle 4ore e 30, correndo ad un ritmo medio (148/152 btm) a 4’32” a km.

Un po’ di tempo fa Matteo Nocera spiegava i suoi programmi: “Sto lavorando per sviluppare un ritmo sulle 6 ore da 4.30 in giù quindi dagli 80 km a salire…! Tra un mesetto farò la prima gara sulle 6ore a Caserta. Partirò con una condizione non superiore al 60-70% circa per poi salire con le gare seguenti, Passatore su tutte. “

La gara importante sembra essere il Passatore, quindi tutto il resto serve per costruire tassello dopo tassello la condizione, incrementando volta per volta l’autoefficacia e il primo grande e stabile mattone sembra essere proprio la gara di Caserta dove Matteo ne esce vincitore e soddisfatto.

Ecco le sue impressioni dopo la gara: “Buona la prima! Alla 6 ore della reggia ho vinto con 75km (record della manifestazione). Percorso durissimo non c’era un tratto d’asfalto, sterrato, terra battuta e l’unica pavimentazione erano 2 curve con sampietrini sconnessi, tante curve strette e un forte vento, più di così non potevo! Era la prima, sono ancora al 60%, voglio dare il massimo per Maggio (Passatore). Ho chiuso le prime 3 ore con 42km, partito un po’ troppo forte ma mi sentivo benone. Lavorerò per cercare di chiudere il Passatore dalle 7h30 a scendere, in salita mi esprimo benone!”

Di seguito Matteo Nocera racconta la sua esperienza di gara rispondendo ad alcune mie domande.

Com’è andata? Soddisfatto? “E’ andata bene considerando il percorso molto lento, curve a gomito, sterrato e tanto vento. Nessun tratto asfaltato…terra pesante…!

Grande sono contento, niente Seregno? Niente 12 ore per ora? “No Seregno no ma per una questione di programma già pianificato… prossimo anno penso proprio di sì! Ho 2 gare di 6 ore a distanza di una settimana il 23 a Dugenta e poi il 30 a Corato poi prepariamo il Passatore…!!! Adesso cercherò la prossima di girare intorno agli 80km! A Maggio spero di stare benone! Vedremo. Ci vediamo a Corato? Ci sei?”

A Corato mi piacerebbe esserci, conosco Mangione e ho tanti amici al sud.

Avevi abbigliamento e integrazione idonei, ti è mancato qualcosa che non avevi considerato? “Abbigliamento e integrazioni provate e riprovate in allenamento… quindi nessun problema. Diciamo che ho corso per 5 ore e 30 con una scarpa rotta al tallone perché è entrato un pezzo di vetro da sotto e mi pizzicava leggermente il tallone dx alla fine uscito insanguinato… ma non volevo nemmeno dirlo… vabbè. Avevo scarpe di riserva pronte ma non mi sono voluto fermare. (Avevo un’assistenza e rifornimenti personali…).”

Sensazioni, emozioni, prima, durante, dopo la gara? “Sensazioni in verità ottime che mi lasciano ben sperare per il futuro prossimo… diciamo che cercherò di sviluppare e avvicinarmi pian piano agli 80 km in 6 ore e più…! L’obiettivo è quello di lavorare su un ritmo Passatore dalle 7h30 a scendere. Almeno questi i programmi… poi si vedrà…!”

Sembra ottima la condizione di Matteo Nocera ed è anche ottima la sua progressione verso l’obiettivo Passatore.

Hai scoperto ancora qualcosa di nuovo in te stesso, negli altri atleti? “In me stesso più che scoperto ho avuto la conferma che i test effettuati in allenamento sono stati molto indicativi e che adesso questa buona prova devo considerarla un buon punto di partenza se voglio veramente ambire a traguardi importanti… ho 39 anni e sono consapevole che alcuni fortissimi atleti hanno 4, 5 anni più di me… quindi posso lavorare con relativa calma…!”

Organizzata bene la gara, pacco gara, ristori, premiazioni? “Gara si organizzata bene.”

Tifo, sostegno, famiglia, amici, com’era? “Molti tifosi al seguito… la squadra numerosa… tante persone che hanno tifato per me per 6 ore… su tutti mia moglie e mio figlio. Sono partito molto forte questo forse l’unico errore… 3,50 la media dei primi km e 4.16 delle prime 3 ore chiuse con circa 42km… il percorso non permetteva questi ritmi… ma questo mi ha fatto capire in positivo come nonostante una partenza “violenta” cmq ho tenuto…!”

Cambia qualcosa dopo questa prova? Sponsor, convocazioni? “Se cambia qualcosa lo vedremo… voglio dire che vedremo cosa succederà sulle prossime gare… certo so che se miglioro ancora e arrivo agli 80 e più posso poi pensare a un po’ di cose. Ma non ci penso adesso… sarebbe un grave errore… non ho fatto ancora nulla… partirò da questo risultato. Molto probabilmente parteciperò al mondiale sulle 24h di Belfast 1 e 2 luglio!”

Matteo SIMONE

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html

Commenti? | Aug 10, 2017

Mondiali: 400-bis per van Niekerk

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Mondiali: 400-bis per van Niekerk

A Londra primatista mondiale conferma il titolo iridato dei 400 in 43.98 e ora mira al secondo oro sui 200 metri. Vittorie per Kendricks (asta), Kipruto (3000 siepi), Spotakova (giavellotto) e Bosse (800).

di Marco Buccellato

Nella quinta giornata dei Campionati del Mondo di Londra l'attesissima finale dei 400 maschili registra il secondo oro iridato consecutivo di Wayde van Niekerk in 43.98, che supera agilmente il bahamense Steven Gardiner (44.41) e il qatariano Abdalelah Haroun (44.48). Assente il botswaniano Makwala, cui i medici IAAF hanno imposto 48 ore di quarantena in base alle leggi sanitarie britanniche dopo un'infezione intestinale che l'aveva costretto a rinunciare, ieri, anche ai 200 metri. Renaud Lavillenie resta di bronzo anche questa volta (5,89). la battaglia dell'asta è vinta dallo statunitense Sam Kendricks con 5,95. Il polacco Lisek (5,89) è d'argento. Per una Francia che manca l'oro, un'altra che lo conquista a sorpresa con Pierre-Ambroise Bosse, vincitore degli 800 metri in 1:44.67, davanti al polacco Kszczot (1:44.95) e al keniano Kipyegon Bett (1:45.21). L'oro delle siepi è ancora del Kenya con Conseslus Kipruto che in 8:14.12 precede il marocchino Soufiane El Bakkali (8:14.19) e lo statunitense Evan Jager (8:15.53). Dopo dieci anni, Barbora Spotakova vince un altro mondiale nel giavellotto con 66,76, battendo le cinesi Li Lingwei (66,25) e Lu Huihui (65,26).

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VAN NIEKERK SENZA RIVALI, ORO IN 43.98 - Il sudafricano Wayde van Niekerk vince anche il mondiale di Londra dopo quello di Pechino e dopo l'Olimpiade, vince senza avversari in grado di impensierirlo, in 43.98, un crono che fino a due anni fa avrebbe fatto sussultare, oggi quasi normale da quando van Niekerk è salito ai vertici della specialità.

La finale, attesissima, è stata privata della presenza di un altro protagonista, il botswaniano Isaac Makwala, già assente ieri nelle batterie dei 200 e oggi fermato dai medici IAAF per 48 ore a causa di una infezione gastrointenstinale, in base alle vigenti leggi britanniche. Senza l'africano, van Niekerk ha trovato il vuoto nella corsia accanto, colmando però il gap entro i primi cento metri e presentandosi all'ingresso nel rettilineo finale largamente in testa. Non ha spinto fino in fondo, preservando il serbatoio per il vero obiettivo del suo mondiale, il doppio oro sull'asse 200-400 metri. Dietro di lui il bahamense Steven Gardinerin 44.41, altra medaglia a Bahamas dopo sedici anni, e con un finale favoloso il 20enne Abdalelah Haroun (44.48), qatarino troppo presto escluso dal lotto dei protagonisti a causa di un ritardato avvio di stagione per infortunio, che ha sorpassato l'ormai spento botswaniano Thebe, quarto in 44.66. Delusione Kerley: lo statunitense, protagonista della stagione USA, ha chiuso in settima posizione in 45.23.

ORO KENDRICKS, MALEDIZIONE LAVILLENIE - E' meritatissimo l'oro del salto con l'asta di Sam Kendricks, arrivato a Londra con in dote l'imbattibilità stagionale, e vincitore di una gara praticamente perfetta e senza errori fino a 5,89. La selezione si è fatta a 5,75, misura superata senza indugi da RenaudLavillenie, a caccia del primo oro iridato della carriera, da Kendricks, dal polacco Lisek (con il peccato originale di due errori a 5,65 a gravarne il cammino) e dal cinese Xue, e alla seconda prova dall'altro polacco Wojciechowski. Il 5,82 netto del cinese Xue (record nazionale) e di Kendricks non viene imitato da Lavillenie e Lisek, che scelgono di salire direttamente a 5,89. Lisek lo supera pulito, Lavillenie scaccia la streghe di un altro mondiale perso riuscendo al secondo tentativo. A 5,95 la resa dei conti, Lisek sbaglia tre volte, Kendricks centra il volo dell'oro al terzo tentativo. Lavillenie si riserva il possibile match-point con un solo tentativo a 6,01. Vano. Il francese è ancora di bronzo, pur con il 5,89 della sua miglior misura stagionale. Lisek d'argento e stessa misura (5,89), Kendricks d'oro con 5,95, con gli USA di nuovo al titolo mondiale a dieci anni da quello di Brad Walker a Osaka.

SPOTAKOVA, IL RITORNO - A cinque anni dall'ultimo oro globale nell'Olimpiade di Londra, la primatista del mondo Barbora Spotakova, un lustro e una maternità dopo, torna al vertice mondiale del lancio del giavellotto con un successo figlio di una condizione sempre crescente durante l'arco della stagione. Il lancio vincente, 66,76 al secondo turno, incorona la 36enne della Repubblica Ceca a dieci anni di distanza dal primo titolo mondiale conquistato a Osaka nel 2007. Tutte battute le varie pretendenti al titolo, a iniziare dalla campionessa olimpica Sara Kolak, quarta con 64,95 e almeno tre lanci disastrosi sotto il profilo tecnico.

Sul podio salgono due delle tre cinesi presenti in finale: Li Lingwei, 66,25 e personale migliorato dopo cinque anni dopo essersi qualificata alla finale come dodicesima per soli tre centimetri, e Lu Huihui (65,26), la migliore del turno di qualificazione, in cui aveva stabilito il record asiatico. Settima la campionessa uscente Molitor con 63,75. Con l'oro di oggi, la Spotakova diventa la giavellottista più medagliata di sempre ai campionati del mondo, raggiugendo la tedesca Steffi Nerius con quattro medaglie. Un oro e tre bronzi per la Nerius, due ori e due argenti per la Spotakova. La ceca è, assieme alla tedesca democratica Fuchs, l'unica giavellottista a vantare anche due ori olimpici.

BOSSE E' IL BOSS DEGLI 800 - La finale degli 800 metri con otto atleti di diverse nazionalità viene vinta non senza sorpresa dal 25enne Pierre-Ambroise Bosse, il più bravo di tutti a lanciare la volata a 150 metri dal traguardo e resistere senza affanni particolari al tardivo ritorno del polacco Adam Kszczot, argento per il secondo mondiale consecutivo, ma stavolta con più di un rimpianto. Per Bosse, quarto a Rio e finalista mondiale per la terza edizione consecutiva, è una vittoria insperata, in 1:44.67, con Kszczot secondo in 1:44.95 e il kenyano Kipyegon Bett al bronzo in 1:45.21. Per un soffio non arriva una sorpresa ancora più grande, il britannico Langford in pieno recupero che alita sul kenyano e gli finisce a quattro centesimi col personale portato a 1:45.25. L'oro di Bosse è il primo per la Francia negli 800 metri sull'asse mondiali-olimpiadi, potendo vantare fino a stasera solo un bronzo olimpico nel lontano 1948. Guarda caso, a Londra.

KIPRUTO, LE SIEPI ANCORA KENYANE - Conseslus Kipruto scrive a fuoco il suo nome sulla dodicesima medaglia d'oro del Kenya sui 3000 siepi. Recuperato per il monndiale dopo un infortunio alla caviglia, il 22enne campione olimpico di Rio, già due volte d'argento ai campionati del mondo di Mosca e Pechino, ha conquistato l'oro più incerto tra i dodici della storia iridata, respingendo con sagacia tattica prima lo statunitense Evan Jager chiudendone la volata ponendoglisi davanti, poi il marocchino Soufiane El Bakkali, avversario coriaceo e talentuoso già assaggiato in Diamond League, argento in 8:14.49. La vittoria di Kipruto (8:14.12) allunga la striscia di ori globali di atleti africani (o asiatici nati in Kenya come Shaheen), che con Londra tocca il ventennio. L'ultimo non africano a conquistare una meadglia d'oro fu infatti l'azzurro Francesco Panetta ai mondiali di Roma. Bella finale, con Jager a lanciare una lunga volata con un secondo chilometro velocissimo (ai 2000 5:35.46), poi negli ultimi trecento metri l'altolà di Kipruto e il cedimento di Jager, alla fine bronzo in 8:15.53. Rimpianti per il francese Mekhissi, partito troppo tardi all'inseguimento della medaglia, quarto in 8:15.80. Cedono nettamente gli altri due kenyani, la leggenda Kemboi (undicesimo) e Birech (dodicesimo).

PESO DONNE, QUALIFICAZIONI - Nessuna eliminazione clamorosa dalla pedana del getto del peso. Si qualificano per la finale tutte le migliori, con cinque atlete sopra la misura richiesta (18,30) per l'accesso diretto in finale. La migliore è la cinese Gong Lijiao con 18,97, cinque centimetri meglio della campionessa olimpica Michelle Carter, la favorite per la finale.

 

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Mondiali: Tori Bowie oro dei 100

Posted by linfordbif in International
Mondiali: Tori Bowie oro dei 10006 Agosto 2017

La sprinter USA vince con un tuffo l'oro dei 100 donne. Asta alla Stefanidi, eptathlon alla Thiam, Walsh vince il peso.


 

di Marco Buccellato

Nella terza giornata dei campionati del mondo di Londra la statunitense Tori Bowie vince  il titolo dei 100 femminili dopo il successo di ieri di Justin Gatlin in quelli maschili. La sprinter ha ragione con un tuffo sul traguardo dell'ivoriana Ta Lou imponendosi in 10.85 (vento 0.1), un solo centesimo sull'africana. Bronzo a Dafne Schippers in 10.98. Solo quinta la campionessa olimpica Elaine Thompson. Nell'asta e nell'eptathlon vincono le olimpioniche in carica: la greca Ekaterini Stefanidi sale al record naizonale di 4,91 a successo già assicurato contro la statunitense Sandi Morris (4.75). Bronzo per due: la cubana Silva e la venezuelana Peinado (4,65). L'eptathlon va alla belga Nafissatou Thiam con 6.784 punti davanti alla tedesca Carolin Schäfer (6.696) e all'olandese Anouk Vetter (6.636). Nel peso Tom Walsh porta la Nuova Zelanda all'oro maschile dopo i trascorsi successi al femminile di Valerie Adams con 22,03, davanti allo statunitense Joe Kovacs (21,66) e al croato Stipe Zunic (21,46). Nel medagliere Stati Uniti in testa con due ori, tre argenti e due bronzi.

BOWIE COME GATLIN, USA DI NUOVO IN SELLA - Finale dei 100 donne contro ogni previsione, non tanto per i nomi delle medagliate quanto per la prestazione impronosticabile della campionessa olimpica, la giamaicana Elaine Thompson, incapace di lanciarsi all'inseguimento dell'ivoriana Marie-Josée Ta Lou, schizzata dai blocchi come un portento. Indietro a metà gara, è stata la statunitense Tori Bowie a trovare la fase lanciata regale e a proiettarsi sui blocchi con un tuffo e relativa caduta con varie ammaccature. Per lei arriva la medaglia d'oro dopo attenta lettura del photofinish, in 10.85 (0.1), un centesimo sulla Ta Lou (10.86, personale) e sull'olandese Dafne Schippers, autrice di una rimonta straordinaria in ottava corsia dopo aver rischiato l'anonimato a fondo classifica (10.96). La Thompson, che ha perso il ritmo dopo 70 metri, è quinta in 10.98, preceduta a pari tempo anche dall'altra ivoriana Murielle Ahoure. Gli Stati Uniti tornano a impossesarsi del doppio oro dei 100 metri, maschile e femminile, a dodici anni da Helsinki 2005, quando vinsero Justin Gatlin e Lauryn Williams, mettendo un clamoroso stop alla lunga epopea della Giamaica.

STEFANIDI ORO E RECORD - Grandissima gara della greca oro di Rio Ekaterini Stefanidi, vinta con due salti perfetti e uno fortunato a 4,82. Per non farsi mancare niente e rendere giustizia alla fortuna ricevuta, a gara ormai vinta ha realizzato anche il record nazionale a 4,91, che è anche il salto più alto della stagione, e tentato tre volte i 5,02 fallendoli. La Stefanidi è l'ultima a entrare in gara, a 4,65, e con tre salti sbriga la pratica per l'oro superando al primo tentativo i 4,75 e con un po' di fortuna i 4,82, con l'asticella a vibrare ma a graziare la greca. Sandi Morris, impeccabile fino a 4,75, commette il primo errore a 4,82 e tenta il jolly con due salti a 4,89, fallendoli. Prima la greca e seconda la statunitense, come un anno fa a Rio. La medaglie di bronzo va ex-aecquo alla campionessa del mondo uscente, la cubana Yarisley Silva, e alla sorprendente 19enne venezuelana Rosbeilys Peinado, campionessa mondiale allievi nel 2013, con 4,65. La misura vale alla giovane sudamericana anche il primato di area eguagliato, ottenuto una prima volta nella Diamond League di Stoccolma, e soprattutto la prima medaglia del Venezuela nella storia dei campionati del mondo. A pari misura, ma giù dal podio, la britannica Bradshaw, la tedesca Ryzih e la canadese Newman.

THIAM, LONDRA DOPO RIO - Il primo trionfo mondiale di Nafissatou Thiam, straordinaria atleta belga di origini africane, che dopo il titolo olimpico a Rio e il primo "over-7.000 punti" ottenuto in questa stagione, mette al collo anche l'oro di Londra con 6.784 punti. Questi i risultati della neocampionessa del mondo: 13.54/0.0 (100 metri ostacoli), 1,95 (alto), 15,17 (peso), 24.57/0.0 (200 metri), 6,57/-0.5 (lungo), 53,93 (giavellotto), 2:21.42 (800 metri). Si arriva alla prova finale sugli 800 metri con la questione-oro praticamente risolta per la Thiam (5.980) e tutto da giocare per l'argento e il bronzo, con la tedesca Schäfer (5.808) e l'olandese Vetter (5.805) divise da tre punti, ma la Vetter non fa granché per recuperare sulla tedesca e il gioco delle medaglie resta immutato. Dietro la Thiam il podio nuovo di zecca vede all'argento Carolin Schäfer con 6.696 punti e al bronzo Anouk Vetter con 6.636 punti. Giù dal podio la cubana Rodriguez (6.594) e la britannica Johnson-Thompson con 6.558.

Nel lungo, prima prova della seconda giornata, le migliori tre erano finite racchiuse in due centimetri: Thiam 6,57/-0.5, Johnson-Thompson 6,56/-0.1, Salman-Rath 6.55/-0.2, mentre nel giavellotto la Thiam, atleta da quasi 60 metri di personale, aveva incassato la parziale sconfitta dalla olandese Vetter che con un lancio di 58,41 ha centrato la miglior prestazione nel giavellotto in un eptathlon nella storia dei campionati del mondo.

PESO, WALSH RE DEI GIGANTI - Arriva il titolo mondiale per il neozelandese Tom Walsh, ieri strepitoso in qualificazione con 22,14 e oggi il migliore dei dodici finalisti con un miglior lancio di 22,03 a vittoria già assicurata dopo aver condotto in al comando tutta la gara. Walsh porta all'oro la Nuova Zelanda al maschile dopo i trionfi di Valerie Adams al femminile. Finale strana, con polveri bagnate per l'olimpionico Ryan Crouser, tutto l'anno oltre i 22 metri e oggi sesto con 21,20, e polveri congelate per chi il mondiale l'aveva già vinto come David Storl, fuori dai lanci di finale. Sul podio il migliore degli statunitensi è così Joe Kovacs, argento con 21,66 e autore di un impercettibile nullo di pedana all'ultimo lancio finito oltre la fettuccia dei 22 metri. Il bronzo va al croato Stipe Zunic con 21.46, misura nelle sue braccia in tutti i mesi che hanno preceduto il mondiale. Per la Croazia è la prima medaglia nel peso. Rimpianti per il ceco Stanek e il polacco Haratyk, giù dal podio entrambi per cinque centimetri (21,41).

110 METRI OSTACOLI, SEMIFINALI - Tre batterie, tremenda la prima dove si concentrerà, al tirar delle somme, mezza finale. La vince in 13.10 l'olimpionico Omar McLeod in 13.10 (0.2) che passa al pari del francese Garfield Darien (13.17). Nella seconda semifinale si ammutolisce lo stadio: Andy Pozzi, in testa fino all'ultimo ostacolo, viene risucchiato da ben tre avversari e perde la finale che sentiva in tasca. A sorpresa vince Shane Brathwaite di Barbados in 13.26 (0.6), per 0.01 sul giamaicano Parchment, che salva la finale per tre millesimi sullo statunitense Devon Allen (13.27 per entrambi). Nonostante il 13.28, Pozzi dice addio alla finale. L'ultima semifinale è vinta dall'ungherese Balasz Baji in 13.23 (0.3) su Aries Merritt (13.25). Completano il quadro dei promossi alla finale il campione del mondo uscente Sergey Shubenkov (13.22) e l'argento olimpico Orlando Ortega (13.23), ripescati dalla prima terribile semifinale. La Giamaica pede un protagonista con l'infortunio di Ronald Levy, andato k.o. dopo il primo ostacolo nella batteria di stamane, vinta dal britannico Andy Pozzi in 13.28 (0.7). Gli Stati Uniti promuovono in finale il solo Aries Merritt. Una soddisfazione enorme per l'olimpionico di Londra 2012 che è tornato alle gare dopo il trapianto di un rene, pronto  a giocarsi una medaglia. Nelle batterie della mattinata il miglior tempo era stato realizzato proprio da Aries Merritt in 13.16 (0.1).

800 MASCHILI, SEMIFINALI - Tre serie soffertissime, con l'eliminazione clamorosa di Emmanuel Korir, uno dei favoriti per la medaglia d'oro, vinto dalla fatica negli ultimi 20 metri della sua batteria. In finale, evento ormai fuori dal comune, otto atleti di altrettanti paesi diversi. Avanzano il polacco Kszczot, il canadese McBride, il kenyano Bett, l'etiope Aman, il britannico Langford, il botswaniano Amos, il brasiliano Andre e il francese Bosse. Miglior tempo delle semifinali, 1:45.02 di Bett. Ripescati Bosse e Andre.

QUALIFICAZIONI ASTA MASCHILE, AVANTI I BIG - Nessuna eliminazione eccellente in un turno di qualificazione sofferto per vari atleti di punta. In otto accedono alla finale con 5,70 e altri quattro astisti ottengono la qualificazione a 5,60. Paura per lo statunitense Sam Kendricks e per il polacco Pawel Wojciekowski, cui è stato necessario il terzo tentativo a 5,60 per evitare l'eliminazione. Percorso esente da errori, invece, per l'altro polacco Piot Lisek e per Renaud Lavillenie.

GIAVELLOTTO DONNE QUALIFICAZIONI, RECORD ASIATICO DI LU HUIHUI - Qualificazione diretta alla misura richiesta di 63,50 per diverse atlete, su tutte l'argento mondiale di due anni fa Lu Huihui, che con 67,59 migliora record cinese e asiatico e si propone come terzo incomodo nel duello dei pronostici pre-mondiali tra l'olimpionica croata Sara Kolak (ripescata con 63,24) e la primatista mondiale Barbora Spotakova (promossa con 64,32). Anche l'altra protagonista del mondiale di due anni fa con un inatteso oro, la tedesca Molitor, ritrova il braccio dei giorni belli con promozione immediata (65,37). Impressionano anche la slovena Ratej con 65,64. 

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Commenti? | Aug 07, 2017

LONDRA: VINCE GATLIN, ARGENTO PER COLEMAN, USAIN BOLT E´ TERZO

Posted by linfordbif in International

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Usain Bolt perde l ultima gara della sua strepitosa carriera. A Londra vince Gatlin ( 2 volte squalificato per doping, prima endorfine poi per testosterone nel 2006 ) con una gran rimonta che gli permette di chiudere in 9"92 davanti a Coleman 9"94, Bronzo per Bolt in 9"95.

Bolt e´partito male, la sua forma di ora non gli permette di fare errori, errore che ha pagato questa volta.Impressionante il giovane 21enne Colin che e´ in testa dall´inizio della gara, peccato per il finale in cui non ha corso come puo´.

Ne ha approfittato Gatlin che quasta volta, a 35 anni, vince.

IL GRAZIE DI USAIN - «Sono deluso, mi aspettavo di vincere ma sono partito ancora male, poi ci ho provato ma non sono andato come volevo. Se ho cambiato idea dopo questa sconfitta? No, ho deciso, mi ritiro e dico grazie a tutti. Sapevo dentro di me - ha commentato Usain a fine gara - che se non fossi partito bene non avrei avuto la possibilità di rimanere attaccato agli altri. Ma ho capito subito di non aver fatto una buona partenza. Gatlin? E' un grande avversario, e un lottatore. Dà sempre il massimo, io lo so bene, e ci è riuscito anche questa sera».

LE LACRIME DI GATLIN - «Mi sono subito reso conto di aver vinto. Usain è stato d'ispirazione per tutti noi in questi anni, e devo ringraziare lui se qui ho corso così bene. Sono commosso - ha detto Gatlin con le lacrime agli occhi - perché ho lavorato duramente per arrivare qui, a questo grande risultato». 

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

Commenti? | Aug 06, 2017

Mondiali: Gatlin si prende l'oro di Bolt

Posted by linfordbif in International

Justin Gatlin e Usain Bolt (foto Colombo/FIDAL)

Mondiali: Gatlin si prende l'oro di Bolt<font face="Merriweather Sans, serif" color="#555555"> </font>A Londra lo sprinter statunitense, 12 anni dopo Helsinki, torna sul trono iridato dei 100 metri in 9.92 e poi si inchina al fulmine giamaicano, terzo in 9.95 alle spalle di Coleman (9.94).

 

di Marco Buccellato

Ai Campionati del Mondo di Londra arriva il finale su cui in pochi forse avevano scommesso. Il fulmine Usain Bolt, è soltanto terzo nei 100 metri cedendo il titolo iridato a un Justin Gatlin autore di una rimonta-capolavoro che gli ha consegnato la vittoria in 9.92 (vento -0.8). Argento a Coleman in 9.94, bronzo a Bolt in 9.95, atteso ora dall'ultimo sprint con la 4x100 giamaicana. Nelle altre finali della seconda giornata iridata, oro all'etiope primatista mondiale e campionessa olimpica a Rio Almaz Ayana sui 10000 metri in 30:16.32 (mondiale stagionale), che vince su Tirunesh Dibaba (31:02.69) e sulla kenyana Agnes Tirop (31:03.50). Il lungo maschile è del sudafricano Manyonga in una gara-thrilling vinta con 8.48 (vento 0,4) sullo statunietnse Jarrion Lawson (8.44 /0.6) e sull'altro sudafricano Rushwal Saamai 8,27 (0.1). Oro del disco uomini al lituano Andrius Gudzius (69,21) sullo svedese Daniel Stahl (69,19) e sullo statunitense Mason Finley (68,03). 

IL RACCONTO DELLE GARE

Usain Bolt non è più il re, viva il re. Il nuovo-vecchio re, il 35enne Justin Gatlin, oro dei 100 metri già alle Olimpiadi 2004 e ai mondiali di Helsinki del 2005, vince lontano dalle pressioni che tante volte lo avevano condizionato al cospetto del giamaicano, imponendosi in 9.92 (vento 0.8) dopo una portentosa rimonta sullo stesso Bolt e sul connazionale Christian Coleman, il migliore allo start, ripreso solo alla fine e argento in 9.94. Per Bolt, partito ancora una volta in maniera non ottimale, il tentativo disperato di prendersi l'ultimo oro dei 100 metri iridati di una carriera senza eguali (sarebbe stato il quarto), ma il Bolt di oggi (9.95, stagionale eguagliato e a sua volta in rimonta su Coleman) non era l'imbattibile astro dell'ultimo decennio. La sconfitta, Gatlin gliel'ha resa più dolce, inchinandosi dopo il traguardo a rendergli omaggio. Il lungo abbraccio e il parlottare sorridente tra i due è l'immagine simbolo che pone fine a una competitività, dura e non priva di tensioni in passato, ora semplicemente sportiva. Bravi tutti e due, bravo Coleman, bravi tutti. Gli Stati Uniti tornano a far doppietta sui 100 metri dopo sedici anni. Ai mondiali non succedeva dall'edizione di Edmonton 2001. Giù dal podio il campione del mondi di Daegu, Yohan Blake, quarto in 9.99, quinto il sudafricano Simbine in 10.01, il primo finalista del suo paese nella storia dei 100 metri iridati.

Nella terza semifinale Bolt e Coleman si erano già visti da vicino. Lo statunitense aveva guadagnato ampio vantaggio con una partenza eccellente e chiusura in 9.97 (0,4) su Usain Bolt (9.98), bravo a recuperare con la fase lanciata, giunto al traguardo rallentando e studiandosi, reciprocamente, con Coleman. Justin Gatlin aveva perso nella prima semifinale in 10.09 da Akani Simbine (10.05/0.5), un altro rispetto alla mediocre batteria di ieri. Nella seconda semifinale si era imposto Yohan Blake in 10.04 (vento -0.2), autore di una gran partenza al pari del giapponese 18enne Sani Brown che però ha perso l'equilibrio e rischiato di cadere dopo i primi appoggi (settimo in 10.28). Crono in ribasso nel mondiale 2017: nelle ultime due edizioni iridate l'ultimo tempo utile per l'accesso alla finale era stato di 9.99 e di 10.00.

10000 METRI DONNE, AYANA FUGA E ORO - E' ancora Almaz Ayana la regina dei 10000 metri. L'etiope mette al collo l'oro iridato dopo aver rivoluzionato la distanza con lo straordinario record del mondo alle Olimpiadi di Rio. Gara favolosa della Ayana, che a dispetto di un ritmo fin troppo lento nei primi chilometri, ha preso largamente la testa dopo tre chilometri e mezzo transitando a metà gara in 15:51. Eccezionale il "negative-split" dell'etiope, che ha coperto la seconda parte in 14:25, miglior crono parziale all-time dal quinto km al traguardo, prestazione tra l'altro ottenuta soltanto da otto atlete al mondo sulla distanza dei 5000, per un crono finale di 30:16.32, miglior prestazione mondiale stagionale. Bravissima anche Tirunesh Dibaba: dopo tre titoli mondiali vince il rush per l'argento con la kenyana Agnes Tirop e firma la doppietta etiope in 31:02.69. Per un'Etiopia che vince il titolo con una sua atleta per la settima volta (e diciotto medaglie totali), un Kenya che sale sul podio con la Tirop, bronzo col personale portato a 31:03.50. Niente da fare per la co-favorita Alice Aprot Nawonuna, quarta in 31:11.86. L'Europa si prende il quinto posto con l'olandese Susan Krumins-Kuijken in 31:20.24 (personale). Sesta la statunitense Infeld in 31:20.45. Questi i passaggi di Almaz Ayana per chilometro: 3:30.38, 6:48.87, 9:59.47, 13:02.20, 15:51.38, 18.42.97, 21.35.19, 24:30.03, 27.26.83, 30:16.33.

LUNGO, TRIONFA MANYONGA - Bellissima finale e fiato sospeso fino all'ultimo salto per l'agonismo sfoderato dai due migliori contenders, il sudafricano Luvo Manyonga, oro con 8,48 (0.4), e lo statunitense Jarrion Lawson, argento con un ultimo balzo da 8.44 (0.6), dopo essere stato in testa con 8,37 e 8,43. Giusto riconoscimento per i due atleti, usciti dalla finale olimpica di Rio con l'argento (Manyonga) e con il quarto posto (Lawson). Il Sud Africa fa doppietta, oltre a vincere il primo titolo mondiale: il bronzo va infatti a Rushwal Saamai con 8,27 (0.1), che toglie la medaglia all'ex-campione del mondo Aleksandr Menkov (8,27 anche per lui) grazie alla seconda miglior misura (per Menkov cinque nulli). Finale di altissimi contenuti, col primo degli esclusi dai salti di finale atterrato a 8,11, il settimo a 8,23 e l'ottavo colpevole di aver saltato "solo" 8,18. Dopo l'argento di Berlino 2009 del caposcuola sudafricano del lungo, Mokoena, il Sud Africa è ora il terzo paese a poter vantare una medaglia mondiale di ogni metallo, oro argento e bronzo, impresa riuscita finora solo agli Stati Uniti e alla Russia.

DISCO, ORO AL LITUANO GUDZIUS - La finale si risolve al secondo turno. La Lituania torna a prendersi l'oro mondiale del lancio del disco e lo fa con il 26enne Andrius Gudzius, campione europeo under 23 nel 2013, che vince il titolo iridato per due centimetri (69,21) sul primatista mondiale stagionale Daniel Stahl (69,19) in una finale che ha restituito il vertice al paese che fino a una dozzina di anni fa, grazie a Virgilijus Alekna, dominava la specialità. A Stahl il merito di aver dato alla Svezia la prima medaglia iridata di un proprio discobolo nella storia dei campionati. C'è anche la sorpresa del bronzo allo statunitense Mason Finley, due volte al personale fino a 68,03, bravo a restituire il podio che mancava agli USA dal 1999. Il risultato sancisce, forse, la fine dell'epoca del lunghissimo dualismo di vertice tra il tedesco Bob Harting, oggi sesto, e il polacco Malachowski, quinto. Il quarto, il giamaicano Dacres, ha 23 anni e il futuro dalla sua parte. Ottavo l'altro giamaicano Smikle. Atletica senza confini, lanci compresi.

EPTATHLON, THIAM SECONDA DOPO LA PRIMA GIORNATA - Nel getto del peso la belga Nafissatou Thiam è stata ancora la migliore con un lancio di 15,17 che le ha garantito 872 punti. Nella quarta prova della prima giornata dell'eptathlon, i 200 metri, la Thiam ha corso in 24.57 (perdendo di un centesimo dalla ceca Cachova), e ha perso la testa della classifica, scavalcata dalla tedesca Carolin  Schäfer (23.58). Miglior tempo, previsto perché è uno dei suoi pezzi forti, il 22.86 (-0.2) di Katarina Johnson-Thompson, che riabilita la classifica dopo la brutta prova nel salto in alto. Classifica parziale: Carolin Schäfer 4.036 punti, Nafissatou Thiam 4.014, Yorgelis Rodriguez 3.905. Quarta la Johnson-Thompson con 3.838, sei lunghezze sull'olandese Vetter.

SEMIFINALI 1500 DONNE, GENZEBE DIBABA IN FINALE PER UN SOFFIO - Due semifinali dei 1500 femminili con cinque ingressi diretti in finale e due ripescaggi. Nella prima da registrare il sesto posto della campionessa mondiale uscente e primatista Genzebe Dibaba in 4:05.33, crono però sufficiente a garantirle l'ingresso in finale. La serataccia etiope sul miglio metrico si manifesta anche con la caduta di Gudaf Tsegay (e l'eliminazione della Sado nella seconda semifinale). Brillante il compito svolto dalla kenyana oro olimpico Faith Kipyegon, prima in 4:03.54 sulla scozzese Laura Muir (4:03.64) e sulla sudafricana olimpionica degli 800 Caster Semenya (4:03.80). Passano il turno anche la polacca Angelika Cichocka e la sorprendente tedesca Hanna Klein, imprendibile per la Dibaba, sesta in 4:05.33. Seconda semifinale con fuga a sopresa della tedesca Klosterhalfen, poi risucchiata negli ultimi 150 metri e eliminata. Passaggio assicurato per l'olandese Sifan Hassan (4:03.77), la svedese Bahta, la immancabile statunitense Simpson, l'altra britannica Weightman e la marocchina Akkaoui, cui si aggiunge per la finale, come ripescata, anche la connazionale Arafi.

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LE FASI DEI 100M: IL DRIVE/ACCELLERAZIONE

Posted by linfordbif in Training

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I 100 metri piani sono la gara olimpica all´aperto piu´ corta e veloce in Atletica Leggera. I 100 metri possiamo dividerli in 3 fasi:

  • Partenza
  • Drive/Fase di accellerazione
  • Fase Fly/Lanciata

In questo articolo parliamo della partenza, nei successivi analizzeremo le altre fasi. 

Per partire forte e´ di fondamentale importanza impostare al meglio i blocchi in modo da poter "uscire" rapido e potente. Il primo passo rimane quello piu´ importante in una gara di velocita´, sopratutto in un 100 (come nei 60m Indoor).

Il primo passo deve essere potente, si spinge forte e si estende "quasi" totalmente la gamba (piu´ sei veloce piu´ tenderemo a non terminare la spinta) il piede della gamba in avanzamento si alza, rimane rasente al suolo (il piu´ possibile) e si abbassa e spinge nel momento in cui tocca terra.

Lo sgurdo rimane basso, si guarda la pista. Le spalle sono basse e si alzano leggermente ad ogni passo. Tutto questo per circa 10/16 passi per Atleti professionisti anche di piu´, piu´ sei veloce piu´ la fase Drive si allunga.

Importantissimo e´ restare sciolti, si spinge e si usan energie solo nel momento in cui spingiamo, e´ importantissimo stare decontratti nella fase di volo e preparaarsi a spingere al passo successivo.

Se vuoi essere veloce devi imparare in primis a correre tecnicamente bene e ad avere una biomeccanica ottimale, in secondis a a correre sciolto per risparmiare energie ed usarle al meglio solo quando serve.

Una volta terminata la fase Drive, avremo quasi raggiunto la velocita´massimale, il busto sara´ eretto, la testa parcheggiata sulle spalle, il busto e´ alto e si spinge forte con i piedi.

Qui si comincia a correre sul serio, ne parleremo nel prossimo articolo.

Stay tuned!

VIDEO: COME CORRERE VELOCE: IL DRIVE/FASE ACCELLERAZIONE

 
VIDEO: LA PARTENZA DAI BLOCCHI 
 

 

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

www.fastandfit.de     


Commenti? | Aug 04, 2017

Europei Master: Italia a quota 16 ori

Posted by linfordbif in Mondo Master
Europei Master: Italia a quota 16 ori01 Agosto 2017

Ad Aarhus, in Danimarca, 42 medaglie per la spedizione azzurra a metà della rassegna continentale


 

Giro di boa per i Campionati Europei Master, in corso di svolgimento nella città danese di Aarhus. Dopo cinque giornate di competizioni, gli atleti italiani hanno già conquistato 42 medaglie di cui 16 d’oro, a cui si aggiungono 17 argenti e 9 bronzi. Particolarmente ricco il bottino dei marciatori, con cinque successi nei 5000 su pista: Romolo Pelliccia (Atl. Libertas Orvieto/M80) e Valeria Pedetti(Atl. Libertas Arcs Cus Perugia/W40), maestro e allieva nella specialità del tacco e punta, quindi Ettorino Formentin (Us Quercia Trentingrana Rovereto/M70), vicino al primato nazionale di categoria con 27:45.55, la romana Tatiana Zucconi (Romatletica Footworks Salaria Village/W35) e la sarda Peppina Demartis (Shardana/W55). Spiccano poi le affermazioni di due lanciatori, entrambi già protagonisti a livello assoluto: l’altoatesino Hubert Göller (Athletic Club 96 Alperia Bolzano) nel giavellotto M40 e Marco Giacomini (Cus Sassari) nel peso M55. Sui 2000 siepi incursione d’oro per il siciliano Giovanni Finielli (Gs Tortellini Voltan Martellago/M65), dopo il secondo posto nei 1500 metri, e per Francesca Ragnetti (Liberatletica Roma/W50). Senza rivali nei 400 ostacoli la varesina Emanuela Baggiolini (Cus Cagliari/W45), tre invece le vittorie nella corsa campestre che quest’anno è stata introdotta per la prima volta agli Europei “stadia”: Valerio Brignone (Cambiaso Risso Running Team Genova/M50), il viterbese Rolando Di Marco (Atl. Di Marco Sport/M65) per bissare così il titolo mondiale e la grossetana Cristiana Artuso (Gs Lammari/W35), in giornate fresche e a tratti piovose. Tre ori anche dai 100 metri: Giancarlo D’Oro (Atl. Ambrosiana/M55) con 12.17, al culmine di una stagione in cui è diventato il primo 55enne italiano a scendere sotto i 12 secondi, Anna Micheletti (Romatletica Footworks Salaria Village/W65), al suo primo successo europeo individuale, e l’outsider Emiliano Raspi (Assi Giglio Rosso Firenze), davanti a tutti nella categoria M45.

Fra gli argenti, brilla quello di Sara Colombo (Atl. Monza/W40) nell’eptathlon con due migliori prestazioni italiane: 5138 punti nella prova multipla e 11.99 (+0.1) sugli 80 ostacoli. Oltre il record nazionale anche Barbara Ferrarini (Atl. Virtus Castenedolo), stesso piazzamento nell’eptathlon W50 con uno score di 5018, però con risultati ventosi. Due argenti per Luigi Del Buono (Sef Stamura Ancona, 3000 siepi e cross M35) e Sonia Marongiu (Gs Valsugana Trentino, 10.000 e cross W40), sullo stesso gradino del podio salgono nei 400 ostacoli Stefano Bontumasi (Cus Pro Patria Milano/M35) e Paolo Citterio (Daini Carate Brianza/M40), nel triplo Michele Ticò (Us Quercia Trentingrana Rovereto/M50) e Giuliano Costantini (Gs Atl. Effebi Fossombrone/M65), nei 100 metri lo sprinter Mario Soru (Atl. Selargius/M65). Al femminile invece le marciatrici Elena Cinca (Atl. Brugnera Friulintagli/W45) e Daniela Ricciutelli (Italia Marathon Club/W60) con la migliore prestazione italiana SF60 in 27:35.36, nel lungo Cristina Paganelli(Romatletica Footworks Salaria Village/W35) dopo il bronzo dell’eptathlon, nel cross Stefania Agnese (Cambiaso Risso Running Team Genova/W45) e sui 10.000 metri Denise Tappatà (Sef Stamura Ancona/W35), che era stata terza nella campestre.

Si mettono al collo la medaglia di bronzo Andrea Naso (Atl. Lonato Lem Italia/M55), Manuela Lucaferro (Atl. Lonato Lem Italia/W50) e Natalia Marcenco (Aristide Coin Venezia 1949/W60) nella marcia, Sante Galassi (La Fratellanza 1874 Modena) sui 400 ostacoli M45 e Onelio Galeazzi (Atl. 75 Cattolica) nel cross M70, insieme a Paola Pasini (Atl. Virtus Castenedolo) sui 100 W55 e Ingeborg Zorzi (Sportclub Merano) nell’eptathlon W65. La manifestazione, dopo il riposo di oggi, andrà avanti in Danimarca per altre cinque giornate di gare fino a domenica 6 agosto.

Luca Cassai

IL MEDAGLIERE ITALIANO
RISULTATI/Results

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File allegati:
Il sito della manifestazione
Commenti? | Aug 03, 2017

I BALZI PER CORRERE VELOCE

Posted by linfordbif in Training

Risultati immagini per tutorial balzi fastandfit

Uno degli strumenti piu´ specifici per i velocisti sono sicuramente i balzi.Con i balzi andiamo ad allenare la forza esplosiva, elastica ed elastico-riflessa della muscolatura estensoria degli arti inferiori.

Quando andiamo ad eseguire i balzi, ad ogni impulso andiamo ad innalzare ed accelerare il centro di gravità, esprimendo valori di tensione molto elevati.

Al momento dell’impatto con il terreno andiamo ad ammortizzare, in questa fase il muscolo (forza eccentrica) va´ ad accumulare energia che viene espressa nella fase di spinta immediatamente successiva (forza esplosiva).

Possiamo suddividere i balzi in diverse categorie:

  • balzi consecutivi  
  • balzi alternati  

I Balzi consecutivi:

Nei balzi alternati alterniamo appoggi con entrambe le gambe. I classici sono i balzi tripli, i quintupli ed i decupli alternati. Possiam partire da fermi o con una breve rincorsa. Prendendo una breve rincorsa andiamo ad aumentare la velocita´ di esecuzione, in questo modo potremo lavorare ancora meglio sulla forza esplosiva. 

Nei balzi consecutivi eseguiamo i balzi con una sola gamba.

Per eseguire i balzi e´ fondamentale piegare le gambe fino a raggiungere un’angolazione al ginocchio di circa 90 gradi quindi, quindi effettuare uno stacco verso l’alto con la maggior intensità possibile.

Interessante e´ anche la corsa balzata, una via di mezzo tra lo sprint ed i balzi. Nella corsa balzata avremo, in fase di caricamento, un’angolazione al ginocchio ridotta quindi di circa 135 gradi.  In questo modo l´esecuzione diventa piu´ veloce.

Se si desidera invece, incidere sulle capacità esplosive e non su quelle elastiche, i balzi devono essere effettuati senza contromovimento.

In questo caso,  l’atleta si dispone con gli arti inferiori piegati a 90 gradi e spicca una serie di balzi massimali, risistemandosi nella posizione di partenza dopo ogni singola esecuzione.

Il mio consiglio e´quello di inserire i balzi nel tuo programma allenamento, sempre che tu non abbia problemi di ginocchia, tendini o schiena.  

VIDEOTUTORIAL BALZI: DECUPLI ALTERNATI E TRIPLI CONSECUTIVI

VIDEOIMPARIAMO A BALZARE: 3 ESERCIZI PER IMPARARE AD FARE BALZI IN MODO CORRETTO

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

WWW.FASTANDFIT.INFO 

Commenti? | Jul 18, 2017

Tortu e gli altri: Grosseto 2017 è sprint!

Posted by linfordbif in Italia
 

 Filippo Tortu (foto Colombo/FIDAL)


Meno 3 giorni ai Campionati Europei Under 20 di Grosseto, allo stadio Zecchini dal 20 al 23 luglio. Alla rassegna sono attesi i più talentuosi sprinter del continente: scopriamo quali.

 

Mancano 3 giorni dal via dei Campionati Europei Under 20 di Grosseto, dal 20 al 23 luglio allo Stadio Zecchini. L'Italia si presenta davanti al pubblico di casa con 94 atleti e con una squadra mai così numerosa. Nello sprint e negli ostacoli il DT allo Sviluppo Stefano Baldini ha schierato in ogni specialità il massimo degli atleti: fra loro diversi leader delle liste continentali 2017. Il più atteso - inutile negarlo - è Filippo Tortu, il più veloce nei 100 e 200 con 10.15 e 20.34. Il brianzolo correrà solo la distanza breve (con la finale in programma venerdì alle 17.30) e l'ultima frazione di un'ambiziosa 4x100. Ma il primatista italiano junior è in buona compagnia grazie a Vladimir Aceti, che ha il secondo accredito 2017 sui 400 (46.30), alla coppia di ostacoliste e compagne di allenamento Elisa Di Lazzaro (13.24 sui 100hs per la campionessa italiana assoluta al coperto) e Desola Oki (13.54 per l'oro europeo U18). Da tenere d'occhio il tris di duecentiste formato da Alessia Pavese, Sofia Bonicalza e dalla giovane Dalia Kaddari, capace di strappare a Vincenza Calì il primato allieve, mentre gli addetti ai lavori assegnano il ruolo di outsider a Nicholas Artuso sui 100 e al neo italiano Alexandru Zlatan sui 200. A Grosseto sono in palio 44 titoli: sono attesi 1159 atleti di 47nazioni.

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ORARIO/Timetable - Le pagine EA sugli Europei U20

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UOMINI - Altro fatto straordinario, fino ad un paio di settimane fa tutte le bandierine in testa alle liste europee della velocità maschile erano un familiare tricolore: per merito di Filippo Tortu su 100 e 200 (10.15 e 20.34) e di Vladimir Aceti sui 400 (46.30). Ora il leader stagionale del giro di pista è diventato il belga Jonathan Sacoor (46.21), ma il brianzolo di origini russe tiene la seconda posizione: e lo sfortunato incidente del dopo Golden Gala costringerà Tortu a limitare il suo impegno allo sprint puro. Detto questo non ci si può nascondere: Stefano Baldini e il suo staff puntano molto su questi settori e gli azzurri strizzano l’occhio ai metalli pregiati, su più di un podio. Se Filippo è almeno nella condizione che gli diede l’argento mondiale un anno fa a Bydgoszcz, sarà difficile strappargli la medaglia: il più vicino è il britannico Rommell Glave, che in stagione ha corso due volte in 10.21 ai campionati inglesi di Bedford (ventoso in semifinale, regolare in finale). Se i numeri hanno un senso, nell’ultima frazione della staffetta veloce, Italia e Gran Bretagna potrebbero giocarsi il titolo – probabilmente ancora Filippo e Rommel protagonisti – con la Germania nel ruolo di terzo incomodo. Per la continuità dimostrata in stagione, anche l’altro azzurro Nicholas Artuso si presenta come outsider sui 100 metri: il siciliano non è troppo lontano dai tempi della zona medaglia, ma il primo traguardo da centrare è ovviamente una corsia in finale. Sulla distanza doppia, con Tortu fuori dai giochi, gli aspiranti al titolo navigano un po’ sopra e un po’ sotto il muro dei 21 secondi: il migliore è il finnico Samuel Purola (20.84), ancora allievo e con le credenziali del bronzo sui 100 e del quinto posto sui 200 ottenuti nella passata stagione agli Europei U18 di Tbilisi. Il casa Italia si punta soprattutto sul neo-azzurro Alexandru Zlatan: il reggiano di origini romene è finora più quotato nello sprint, ma probabilmente non ha espresso tutto il talento disponibile sul lanciato. Sul giro di pista Vladimir Aceti è l’unico a vantare tre prestazioni sotto i 47 secondi in stagione: e peccato che un problema delle ultime settimane abbia costretto il primatista italiano allievi Edoardo Scotti a limitare il suo impegno alla 4x400: ma non si può negare che il gruppo azzurro possa contare sulla migliore profondità in chiave staffetta, quindi una carta da giocare con le migliori scelte strategiche.

Chissà se i quattro cavalieri di Tallinn 2011 potranno trovare degli eredi a Grosseto: l’esito delle gare individuali sarà comunque importante per decidere lo schieramento dei quartetti e potenzialmente tutti gli azzurri – oltre ai già citati schieriamo l’allievo Lorenzo Paissan sui 100, i 18enni Mario Marchei ed Enrico Cavagna sui 200, un altro junior al primo anno come Klaudio Gjetja (finalista tra egli allievi a Tbilisi) e Lapo Bianciardi sul giro – sono in grado aspirare almeno alle semifinali. Il discorso sulla staffetta del miglio maschile ci porta diretti alle barriere intermedie: perché tutti ci auguriamo che Alessandro Sibilio possa centrare la finale e magari qualcosa in più, appena quattro ore prima dell’impegno in quartetto. Poiché il campione europeo allievi in carica ci ha abituati a finalizzare gli obiettivi con precisione chirurgica, non saremmo stupiti dalla sua possibile rincorsa al podio sui 400hs, al di là del 51.98 di partenza: la lista continentale, capeggiata al momento dal francese Wilfried Happio (50.60), vede solo un paio di prestazioni inferiori ai 51 secondi e a Grosseto sarà con ogni probabilità rivoluzionata, con il napoletano in grado di far valere i suoi margini di miglioramento. Meno ambizioso il terzetto azzurro sugli ostacoli alti, dove la Svizzera continua a sfornare talenti: in testa alla lista quest’anno c’è Jason Joseph, quarto europeo di sempre con il suo 13.25. Le prospettive degli ostacolisti sono concrete: tolto ovviamente Sibilio, le semifinali sono il traguardo minimo per Marco Bigoni e Mattia Montini, in crescita sui 110hs, e accessibile da parte degli altri in gara (il quinto degli Europei allievi Mattia Di Panfilo, e gli specialisti del giro Jean-Marie Robbin e Federico Cesati).

DONNE – Cifre individuali alla mano, la Germania dovrebbe avere l’oro della staffetta veloce e anche il titolo di quella del miglio già in tasca: ma prima le tedesche devono portare il testimone fino al traguardo della finale e la storia insegna che il compito può rivelarsi tutt’altro che facile. Per quanto riguarda i 200 metri, poi, il bronzo dei Mondiali di Bydgsozcz Estelle Raffai reclama i favori del pronostico (23.05 il tempo da leader stagionale da parte della francese), mentre sui 400 c’è la figlia d’arte Anastasiya Brizhinain testa alla lista (51.89 per l’ucraina, che è figlia della pluricampionessa mondiale e olimpica dell’era sovietica Olga Vladykina). A proposito, appena dietro Anastasiya, nella finale Mondiale U18 dei 200 a Cali 2015, era finita Alessia Pavese: e questo ci ricorda che in chiave azzurra sono forse i 200 la distanza più congeniale dello sprint, con la bergamasca in buon recupero a far compagnia alla neo-primatista allieve Dalia Kaddari (23.68) e alla detentrice del primato juniores indoor Sofia Bonicalza (23.73). Per puntare ad una medaglia individuale, ovviamente, l’Italia punto soprattutto sui 100 ostacoli: la bella stagione di Elisa Di Lazzaro (13.24 per la triestina, campionessa assoluta al coperto) e le credenziali da campionessa europea U18 della sua compagna di allenamento Desola Oki (13.54 per la fidentina di origini nigeriane) autorizzano legittime ambizioni per entrambe. Lo stesso per una ritrovata Linda Olivieri (58.47), che dalla semifinale iridata di Cali 2015 sui 400hs ha accumulato un discreto credito nei confronti della sorte: e per le azzurre citate, se la leadership stagione della britannica Alicia Barrett (13.07) e della slovena Agata Zupin (56.80) complica magari un po’ le cose nella corsa all’oro, le carte per il podio sono ancora tutte da giocare in entrambe le gare. A completamento del discorso sul fronte italiano, il line-up dello sprint puro è notevolmente verde, con la quarta degli Europei U18 sui 100 Zaynab Dosso(11.82 di stagionale, ma 11.63 PB) e due allieve al primo anno Eleonora Alberti e Rebecca Menchini (11.84 e 11.86) in possesso di credenziali forse più solide almeno per una semifinale di quanto dicano le cifre d’iscrizione.  Se si parte dal 44.73 del test di Rieti, anche le prospettive della staffetta veloce sembrano consolidarsi rispetto al credito individuale: vedremo. Quanto al giro e alla staffetta del miglio, il corso della manifestazione potrebbe rimescolare le carte: intanto perché Rebecca Borga potrebbe tornare quella della passata stagione, quando aveva sfiorato il primato juniores con un 53.35 di eccellente fattura (53.94 in stagione). E poi perché sulle ambizioni del quartetto – anche per la medaglia - possono pesare un paio di considerazioni: non ultime quelle relativa al percorso individuale della già citata ostacolista Olivieri, ma anche dell’emergente romana Eloisa Coiro (17 anni da compiere a dicembre) sugli 800 metri e al pieno recupero di Ilaria Verderio, talento puro che gli infortuni hanno fatto un po’ appassire rispetto alle stagioni da allieva. Il campo delle iscritte si completa con la doppia figlia d’arte Elisabetta Vandi (54.98 di buon caratura per un’allieva, anche per il supporto alla staffetta), e con le ostacoliste Linda Guizzetti (100hs), Anna Polinari e Alice Boasso, entrambe in progresso rispetto alla sfortunata trasferta degli Europei allievi nella passata stagione.

 


Commenti? | Jul 17, 2017

FEDERAZIONE ATLETICA TEDESCA: PROTESTE PER LA DISCRIMINAZIONE VERSO ATLETI DI ALTRE NAZIONALITA´

Posted by linfordbif in International
 
Ai campionati assoluti tedeschi in Erfurt non possono piu´ partecipare atleti stanieri: un italiano denuncia la federazione che si difende - Daniele Biffi non ha potuto, ai campionati tedeschi master, correre la finale per la quale si era regolarmente qualificato. 

Daniele Biffi ammette lui stesso di corrispondere un po´ all´immagine stereotipata italiana. "Posso essere molto emozionale", dice il 45enne. Essendo cosi´, lo scorso fine settimana è stato un po troppo grave per lui. Daniele ha partecipato ai campionati Master tedeschi a Zittau fuori competizione. L'evento è un appuntamento  annuale importante nella vita degli appassionati atleti Master. Sei volte negli ultimi quattro anni Daniele Biffi ha vinto i campionati tedeschi. A lui piacciono i suoi 45 anni, comunque lui corre i 100 metri ancora sotto i dodici secondi ed i 200 metri sotto i 24 secondi.

Biffi, in germania, è uno dei migliori atleti della sua categoria. Tuttavia, in Zittau c´era poco da raccogliere per lui perché non poteva vincere nulla. Il tutto è finito in uno scandalo, ha protestato ed insultato alcuni organizzatori ed è stato ammonito per il suo comportamento. "Mi sono sentito umiliato e discriminato", dice Biffi. "Io vivo da 15 anni in Germania, qui mi sento a casa ed all´improvviso non posso può più correre e competere. Questo è uno scherzo! ". Biffi non ha la cittadinanza tedesca, ha mantenuto quella italiana, e per questa ragione ora non puo´ partecipare ai campionati. Per questi campionati ha ottenuto di poter partecipare comuqnue solo fuori competizione, puo´ correre ma anche se si qualifica per le finali gli viene impedito di correrle - come è avvenuto a Zittau.

Questo regolamento è stato adottato alla fine dello scorso anno dalla Federazione atletica tedesca (DLV). In precedenza, gli stranieri iscritti ad una squadra tedesca potevano regolarmente partecipare ai campionati tedeschi. Quest´anno ai campionati tedeschi assoluti in Erfurt mancano quindi molti nomi importanti, in particolare sulle medie e lunghe distanze. Questa è una questione delicata e molto sensibile, comunicata in silenzio dalla DLV  a dicembre 2016. La base rimaneva male informata. All´improvviso la nuova modifica  del regolamento tedesco di atletica (DLO) era in Internet.

" Negli ultimi anni, ci sono state sempre molte lamentele da parte di alcuni club verso altri accusati di arruolare atleti stranieri che dominavano le gare a discapito degli atleti tedeschi, a cui rubavano i migliori posti. Il tutto andava contro la tutela e la promozione di atleti tedeschi ", ha detto il presidente uscente DLV Clemens Prokop. "Inoltre era stata messa in discussione anche l´eta´ di  alcuni atleti stranieri sopratutto nel settore  giovenile", dice Prokop. "Abbiamo poi preso la decisione nella federazione che solo i migliori tedeschi possano partecipare ai campionati tedeschi."

Incertezze legali
Per Daniele Biffi  questi non sono motivi sufficienti per modificare il regolamento e le condizioni per gli atleti stranieri.  Dopo che le sue proteste non sono state ascoltate dalla federazione, Daniele Biffi con il suo avvocato Gerald Kornisch si e´ rivolto dinanzi al Tribunale di Darmstadt District. Prima dei Campionati a Zittau ha cercato di far valere i suoi diritti per partecipare regolarmente ai campionati tedeschi tramite ingiunzione preliminare. Questa è stata respinta con la spiegazione che  dal nuovo regolamento DLO non si e´ rilevato nessun danno economico per lui. Per Biffi questo può essere vero, per tanti altri professionisti a cui e´ impedito di patecipare regolarmente ai campionati assoluti in  Erfurt in questo fine settimana, ma non lo e´ affattto. E' probabile che la nuova versione del regolamento DLO sia respinta dal tribunale. Biffi in ogni caso vuole andare avanti  "Lottero´ per i miei diritti fino alla fine" dice.

Per la DLV si prevedono guai in vista , anche perche´ sempre piu´ societa´ protestano. La federazione atletica di berlino BLV, ad esempio, per molti anni ha ospitato campionati nazionali open, dove la nazionalità non importa, fintanto che gli atleti siano iscritti ad un club tedesco. "Vogliamo continuare a farlo", dice il presidente Gerhard BLV Janetzky. Molti credono che la DLV abbia sparato oltre il suo bersaglio.

Soprattutto riguardo la tesi secondo cui alcuni stranieri giovani abbiano mentito o ingannato sulla loro specifica l'età. "Oltre al fatto che nessun caso specifico sia stato messo in discussione, sono state fatte delle verifiche che confermano molte date di nascita. Sono solo congetture e comunque eventuali singoli casi cambian nulla", dice l'avvocato di Biffi, Cornish. "Non si può sospettare di tutti gli stranieri." Cornish ritiene che le giustificazioni del DLV per il nuovo statuto sia scandaloso - e  non solo: "Questo regolamento è discriminatorio. Si tratta di valori in una società libera. E l'Atletica tedesca sta diffondendo un cattivo esempio. "

In realtà, a livello nazionale come internazionale le associazioni sportive reagiscono al tema in modo diverso In molte federazioni sportive tedesche gli stranieri sono autorizzati a partecipare a campionati nazionali. La Federazione tedesca di ginnastica (DTB) degli stranieri ha permesso di competere come ora il DLV solo fuori concorso. Secondo lo statuto e la federazione di Ping Pong (DTTB) possono a loro volta partecipare gli atleti  stranieri che in precedenza non hanno giocato per un club al di fuori fuori dalla Germania.

In altri sport, è possibile
Non è una contraddizione che un campione tedesco provenga da un altro paese? Questa domanda che molti si fanno soprattutto negli sport olimpici come il nuoto, la ginnastica o anche in atletica. In questi sport partecipano ai campionati anche sportivi stranieri, come il calciatore Franck Ribéry del Bayern Monaco.  Sette volte Ribery e´stato campione della Germania  e nessuno protesta perche´ è uno straniero. Per i campionati di atletica pero´ si protesta.

Una delle principali ragioni del risentimento verso questi atleti è il sistema di sviluppo degli atleti stessi. Gli atleti della squadra che hanno rappresentato la Germania in occasione di importanti eventi come Campionati del Mondo o Giochi Olimpici, sono stati tutti aiutati e sponsorizzati ed aiutati economicamente dallo stato ed hanno la cittadinanza tedesca e dal governo federale. Pertanto, la politica e le federazioni sportive vogliono vedere solo i loro atleti nella squadra e nel più grande evento nazionale sul podio ed ai primi posti. "E 'solo questo il modo in cui possiamo promuovere ed aiutare  finanziariamente i nostri atleti", ha detto il presidente DLV Prokop.

Questo lo sa´ anche l'avvocato Gerald Kornisch, comunque ritiene che l´'atteggiamento della Federazione Atletica discriminatorio. "la DLV pensa solo agli atleti d'elite ed a proteggere solo le parti interessate e gli atleti tedeschi. Questo e´assolutamente errato: la DLV è l'organizzazione dei club di atletica tedesca e deve tutelare in primis le societa´, ".

L´avvocato ed e il suo cliente Daniele Biffi, in ogni caso non hanno rinunciato alla protesta contro la DLV. Al contrario:  vogliono ora veramente iniziare a protestare. 
 
VIDEO: ATLETI DISCRIMINATI IN GERMANIA 
 
Commenti? | Jul 12, 2017

Master: a Orvieto riscritti 10 primati

Posted by linfordbif in Mondo Master
Master: a Orvieto riscritti 10 primati09 Luglio 2017

Cinque record italiani di categoria nell’ultima giornata della rassegna tricolore


 

Altre cinque migliori prestazioni nazionali nella terza e ultima giornata dei Campionati italiani master, allo stadio Luigi Muzi di Orvieto (Terni). In questa edizione della rassegna tricolore “over 35” su pista, il totale è quindi di 10 primati battuti con la perla del record mondiale nel salto in alto M55 realizzato ieri da Marco Segatel a quota 1,91. Un evento notevole anche per le grandi cifre di partecipazione, visto che erano più di 2500 gli atleti-gara iscritti. Nella sessione conclusiva, spicca la volata di Gianna Lanzini (Assi Giglio Rosso Firenze) che sui 200 metri con 28.53 nonostante il vento contrario (-0.8) toglie oltre un decimo al suo precedente limite SF55 di 28.64 ottenuto al Golden Gala di Roma. Dal mezzofondo arriva il primato sui 2000 siepi nella stessa categoria di Patrizia Passerini (Acquadela Bologna) in 8:32.51, mentre nel triplo SF70 Elvia Di Giulio (Romatletica Footworks Salaria Village) atterra a 6,05 (-1.1). Due record nell’alto maschile: Roberto Fasoli (Atl. Sandro Calvesi) aggiunge un centimetro a quello SM80 superando la misura di 1,19 dopo averlo pareggiato con 1,18 nel mese di maggio, tra gli SM85 Aldo Zorzi (Sportclub Merano) eguaglia il primato di 1,05 che proprio a Orvieto, nei campionati italiani del 2013, aveva saltato il compianto Silvano Pierucci.

In un caldo weekend sulla veloce pista della città umbra, nella manifestazione organizzata dall’Atletica Libertas Orvieto, tante sfide appassionanti oltre ai primati. Di nuovo protagonista Alfonso De Feo (Liberatletica Roma) sui 200 SM50 con 23.18 (-0.5), a soli sette centesimi dal suo record di categoria, invece Mario Soru (Atl. Selargius) corre in 26.86 (-1.7) tra gli SM65. Tornando all’alto Silvano Giavara (Sportclub Merano) arriva a un centimetro dal limite SM75 con 1,34 e poi tenta 1,37 senza fortuna.

Nel giavellotto SM40 in evidenza Hubert Goller (Athletic Club 96 Alperia) con 60,28 e sugli 800 SM50 il campione mondiale Francesco D’Agostino (Atl. Virtus Castenedolo) prevale in 2:10.01. Al femminile sfiora il suo primato del triplo SF65 Maria Grazia Rafti (Liberatletica Roma) con 8,30 (-1.0), nello sprint fa doppietta tra le altre Denise Neumann (Atl. Ambrosiana) in 26.36 (+0.6) sui 200 metri. Per i master il prossimo appuntamento sarà con gli Europei di Aarhus (Danimarca) dal 27 luglio al 6 agosto, in attesa della finale del Campionato italiano di società master su pista che si svolgerà il 16-17 settembre a Montecassiano (Macerata).

Luca Cassai

(ha collaborato Vincenzo Carducci/Atletica Libertas Orvieto)

CAMPIONATI ITALIANI MASTER
Orvieto (TR), 7-9 luglio 2017

RECORD MONDIALE
Alto M55: Marco Segatel (Olimpia Amatori Rimini) 1,91

MIGLIORI PRESTAZIONI ITALIANE
Alto SM55: Marco Segatel (Olimpia Amatori Rimini) 1,91
100hs SM65: Tullio Hrovatin (Trieste Atletica) 17.18 (+0.8)
Alto SM80: Roberto Fasoli (Atl. Sandro Calvesi) 1,19
Marcia 5000 SM80: Romolo Pelliccia (Atl. Libertas Orvieto) 29:29.90
Alto SM85: Aldo Zorzi (Sportclub Merano) 1,05 (eguagliata)
200 SF55: Gianna Lanzini (Assi Giglio Rosso Firenze) 28.53 (-0.8)
2000 siepi SF55: Patrizia Passerini (Acquadela Bologna) 8:32.51
Alto SF55: Francesca Juri (Vittorio Alfieri Asti) 1,37
Asta SF55: Carla Forcellini (Atletica dei Gelsi) 3,00
Triplo SF70: Elvia Di Giulio (Romatletica Footworks Salaria Village) 6,05 (-1.1)

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Commenti? | Jul 10, 2017

Master: Segatel mondiale a Orvieto

Posted by linfordbif in Mondo Master
Master: Segatel mondiale a Orvieto08 Luglio 2017

Il saltatore in alto supera il primato del mondo M55 con 1,91. Stabilite altre due migliori prestazioni italiane nella seconda giornata della rassegna tricolore.


 

Un’impresa da record ai Campionati italiani master di Orvieto (Terni). Nel salto in alto Marco Segatel realizza il primato mondiale della categoria M55 superando la quota di 1,91 e migliora così di un centimetro il limite ottenuto nel 2013 con 1,90 dal tedesco Carlo Thranhardt, ex primatista mondiale indoor assoluto (2,42 nel 1988). Il 55enne lombardo dell’Olimpia Amatori Rimini è uno dei massimi protagonisti del movimento nazionale master: dieci volte campione iridato (cinque all’aperto e altrettante in sala), mentre nel 2007 era riuscito a centrare il record mondiale M45 con 2,04. Soltanto un altro grandissimo dell’alto, lo statunitense Charles Austin oro olimpico del 1996, è riuscito a scavalcarlo con 2,05 nel 2014. Segatel, classe 1962, vive a Caronno Pertusella (Varese) e lavora a Pero (Milano) dove produce arredi in metallo per chiese e si allena abitualmente nel cortile della sua azienda, ma è da sempre un praticante della specialità fino a saltare 1,95 da quindicenne e poi 2,13 all’età di vent’anni.

VIDEO | MARCO SEGATEL 1,91 RECORD MONDIALE SALTO IN ALTO 55 A ORVIETO

 

Nella seconda giornata della rassegna tricolore “over 35” arrivano altre due migliori prestazioni italiane. Applausi nei 5000 di marcia per l’atleta di casa Romolo Pelliccia: il portacolori dell’Atletica Libertas Orvieto, società organizzatrice della manifestazione, coglie il record nazionale SM80 con 29:29.90. Non solo, ma sfiora anche quello mondiale di 29:24.1 che dal lontano 1992 appartiene al britannico James Grimwade a cui proprio l’intramontabile umbro, commerciante di profumi, aveva tolto il primato del mondo nei 10 km su strada con 1h01:07 nello scorso mese di ottobre. Ancora un record italiano dalla pedana dell’alto, per merito di Francesca Juri(Vittorio Alfieri Asti) che salta 1,37 e toglie il primato SF55 a Carmela Micieli (Diana Siracusa), vincitrice invece del titolo SF60 con 1,32.

Molto vicino al suo recente primato italiano lo sprinter Giancarlo D’Oro (Atl. Ambrosiana) con 12.03 (+1.1) sui 100 metri SM55, invece Alfonso De Feo (Liberatletica) si aggiudica in 11.31 (+1.7) la sfida SM50 con Walter Comper (Atl. Virtus Castenedolo), secondo con 11.41, mentre l’ex azzurro Marco Torrieri (Romatletica Footworks Salaria Village) prevale all’ultimo anno da SM35 con 11.20 (-1.3). Al femminile, tra le altre in evidenza le quattrocentiste come Lucia Pollina (Cus Palermo), 58.77 per il titolo SF40, e Gianna Lanzini (Assi Giglio Rosso Firenze), 1:05.98 nella categoria SF55. Sulla pedana del lungo Paola De Santi (Atl. San Biagio) atterra ad appena tre centimetri dal record nazionale SF55 con 4,52 (-0.5). Duelli appassionanti nel lungo SM45 con Stefano Tarì(Amatori Atl. Acquaviva) che salta 12,98 (-0.9) davanti al 12,93 (-0.9) di Simone Sbaragli (Edera Atl. Forlì), oltre che nel martello SM75 vinto da Giuseppe Di Stefano (Puntese San Giovanni La Punta) con 33,88 nei confronti del 33,43 di Franco Bechi (Assi Giglio Rosso Firenze). Domani il gran finale dell’evento tricolore, che si chiuderà poco dopo le ore 14 del pomeriggio.

Luca Cassai

(ha collaborato Vincenzo Carducci/Atletica Libertas Orvieto)

DIRETTA STREAMING - I Campionati Italiani Master 2017 di atletica ad Orvieto sono trasmessi in diretta video streaming su www.atletica.tv.

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Master: Segatel mondiale a Orvieto08 Luglio 2017

Il saltatore in alto supera il primato del mondo M55 con 1,91. Stabilite altre due migliori prestazioni italiane nella seconda giornata della rassegna tricolore.


 

Un’impresa da record ai Campionati italiani master di Orvieto (Terni). Nel salto in alto Marco Segatel realizza il primato mondiale della categoria M55 superando la quota di 1,91 e migliora così di un centimetro il limite ottenuto nel 2013 con 1,90 dal tedesco Carlo Thranhardt, ex primatista mondiale indoor assoluto (2,42 nel 1988). Il 55enne lombardo dell’Olimpia Amatori Rimini è uno dei massimi protagonisti del movimento nazionale master: dieci volte campione iridato (cinque all’aperto e altrettante in sala), mentre nel 2007 era riuscito a centrare il record mondiale M45 con 2,04. Soltanto un altro grandissimo dell’alto, lo statunitense Charles Austin oro olimpico del 1996, è riuscito a scavalcarlo con 2,05 nel 2014. Segatel, classe 1962, vive a Caronno Pertusella (Varese) e lavora a Pero (Milano) dove produce arredi in metallo per chiese e si allena abitualmente nel cortile della sua azienda, ma è da sempre un praticante della specialità fino a saltare 1,95 da quindicenne e poi 2,13 all’età di vent’anni.

VIDEO | MARCO SEGATEL 1,91 RECORD MONDIALE SALTO IN ALTO M55 A ORVIETO

 

Nella seconda giornata della rassegna tricolore “over 35” arrivano altre due migliori prestazioni italiane. Applausi nei 5000 di marcia per l’atleta di casa Romolo Pelliccia: il portacolori dell’Atletica Libertas Orvieto, società organizzatrice della manifestazione, coglie il record nazionale SM80 con 29:29.90. Non solo, ma sfiora anche quello mondiale di 29:24.1 che dal lontano 1992 appartiene al britannico James Grimwade a cui proprio l’intramontabile umbro, commerciante di profumi, aveva tolto il primato del mondo nei 10 km su strada con 1h01:07 nello scorso mese di ottobre. Ancora un record italiano dalla pedana dell’alto, per merito di Francesca Juri(Vittorio Alfieri Asti) che salta 1,37 e toglie il primato SF55 a Carmela Micieli (Diana Siracusa), vincitrice invece del titolo SF60 con 1,32.

Molto vicino al suo recente primato italiano lo sprinter Giancarlo D’Oro (Atl. Ambrosiana) con 12.03 (+1.1) sui 100 metri SM55, invece Alfonso De Feo (Liberatletica) si aggiudica in 11.31 (+1.7) la sfida SM50 con Walter Comper (Atl. Virtus Castenedolo), secondo con 11.41, mentre l’ex azzurro Marco Torrieri (Romatletica Footworks Salaria Village) prevale all’ultimo anno da SM35 con 11.20 (-1.3). Al femminile, tra le altre in evidenza le quattrocentiste come Lucia Pollina (Cus Palermo), 58.77 per il titolo SF40, e Gianna Lanzini (Assi Giglio Rosso Firenze), 1:05.98 nella categoria SF55. Sulla pedana del lungo Paola De Santi (Atl. San Biagio) atterra ad appena tre centimetri dal record nazionale SF55 con 4,52 (-0.5). Duelli appassionanti nel lungo SM45 con Stefano Tarì(Amatori Atl. Acquaviva) che salta 12,98 (-0.9) davanti al 12,93 (-0.9) di Simone Sbaragli (Edera Atl. Forlì), oltre che nel martello SM75 vinto da Giuseppe Di Stefano (Puntese San Giovanni La Punta) con 33,88 nei confronti del 33,43 di Franco Bechi (Assi Giglio Rosso Firenze). Domani il gran finale dell’evento tricolore, che si chiuderà poco dopo le ore 14 del pomeriggio.

Luca Cassai

(ha collaborato Vincenzo Carducci/Atletica Libertas Orvieto)

DIRETTA STREAMING - I Campionati Italiani Master 2017 di atletica ad Orvieto sono trasmessi in diretta video streaming su www.atletica.tv.

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Commenti? | Jul 09, 2017

MATTEO NOCERA, ULTRARUNNER: SERRA DE CONTI (6 ORE), POI PRENDERÒ QUALCHE MESE DI PAUSA

Posted by linfordbif in Training

Franco Draicchio aveva un sogno che ha trasformato in realtà,
organizzare una sua gara che ora è diventato realtà già da tre anni,
infatti il 1° luglio si svolgerà la terza edizione 6 ore dei Conti, un
grande obiettivo, di seguito le sue parole in risposta ad alcune mie
domande: "_Siamo giunti alla terza edizione della Sei ore de Conti con
l'aiuto dei miei amici podisti della Valmisa, alla fine della passata
edizione, un'atleta è venuto da me, mi ha abbracciato dicendomi grazie,
per me è stata una grande soddisfazione che ha dato un senso a mesi di
sacrifici. Lo scorso anno abbiamo investito tanto in animazione. Sei 
orenon sono poche ecco perchè anche se in un circuito di 1060m abbiamo
allestito 3 punti musicali ed in piazza Gramsci nella zona partenza
arrivo vi era la postazione musicale di RVE (radio vallesina) che con 
ladiretta radio e i suoi dj da animato la manifestazione con musica e
interviste ai partecipanti, inoltre abbiamo avuto uno spettacolo con
delle ballerine brasiliane che devo dire sono state molto gradite.

I gelati sono diventati il nostro segno di riconoscimento ormai. In fase
di preparazione della prima edizione abbiamo pensato al ghiacciolo per
rinfrescare i podisti dal caldo di luglio. Devo dire che la scelta è
stata molto ma molto apprezzata. Ma quando dici Sei ore de Conti non si
pensa solo al gelato ma da non dimenticare anche le mozzarelline con
pomodorini, le nostre magnifiche crostate le bibite fresche fino alla
fine della manifestazione, il ristoro a base di pasta oltre al classico
pasta party finale ma lo scorso anno abbiamo offerto ai podisti durante
l'ultima ora di corsa spiedini di pesce fatti alla griglia al momento.
Devo dire che anche la Protezione Civile e la pro loco di Serra de 
Contisono al nostro fianco. Anche il Comune e in modo particolare 
l'assessore allo sport Marco Silvi non ha mai fatto mancare il suo sostegno, anzi
ricordo che lo scorso anno è stato con noi dall'inizio alla fine della
manifestazione_."

Un'intera città al servizio dello sport per offrire agli atleti il
meglio dell'ospitalità e dell'accoglienza, tra gli atleti ci sarà
anche Matteo Nocera, campione n carica Italiano 100 miglia, un grande
atleta consapevole e performante che si avvale di tutto ciò che può
essere utile in questa disciplina dura e faticosa ma arricchisce 
dentro.


Matteo si sta evolvendo sempre di più come atleta e come persona,
pregevoli la sua disponibilità e sensibilità all'incontro con l'altro,
alla scoperta dell'altro e di se stesso, pregevole il tuo pensiero per
tutti dai quali attinge tanto sostegno, insegnamento, risorse ed
energie, di seguito le sue parole di ringraziamento suoi social:
"_Sabato con la 6 ore De Conti si conclude la prima parte di stagione
agonistica. Sono soddisfatto soprattutto perché ho sentito il supporto,
il calore di tanti appassionati delle Ultra che mi hanno incitato e
seguito in queste mesi di gare. Ho avuto la fortuna di conoscere gli
organizzatori della 6 ore della Reggia tra i quali __Maria Vozza_ [2]_
ai quali vanno i miei più sinceri complimenti, gli amici della 6 ore di
Dugenta, __Carlo Esposito_ [3]_ __Carlo Di Cerbo_ [4]_ impeccabili
nonostante le difficoltà da superare. Alla 1a edizione ma come se fosse
stata la 20esima! Gli amici di Corato __Riccardo Blasi_ [5]_
(superlativo) __Giuseppe Mangione_ [6]_ un Campione intramontabile! La
Campionessa __Fabiola Desiderio_ [7]_ diventata grande amica e compagna
sulle prime "battaglie ultra" per entambi...!!! __Lucia Avolio_ [8]_
__Ciro Imperiale_ [9]_ due grandi amici e compagni di squadra! Tutta la
NNM con al timone il Presidente __Antonio Esposito_ [10]_. Il mio 
grande
amico Armando, esperienza e mentalità. __Matteo Simone_ [11]_ attento a
tutti gli aspetti delle Ultra/degli Ultra. Meticoloso! La speacker
__Zagara Arancio_ [12]_ unica! __Roberta Varricchione_ [13]_ e __Nadia
Palmieri_ [14]_ mi avete seguito e incitato con affetto nelle gare più
importanti. Grazie! __Miki DE Filippo_ [15]_ ultrarunner che mi ha
sempre seguito con attenzione, grazie. Le mie grandissime amiche __Gina
Betti_ [16]_ __Monica Raucci_ [17]_ sempre presenti. In ultimo la mia
famiglia. I miei genitori, la mia fisioterapista di fiducia Concetta
nonché moglie i miei 2 figli __Giuseppe Nocera_ [18]_ e la piccola
Elisa. Siete stati la mia marcia in più! Tutti voi avete lasciato il
segno. Spero di migliorare e regalarvi qualche altra piccola
soddisfazione!_"

Finora il suo percorso più che bene, si è confermato non solo vincente
ma anche campione italiano e il meglio deve ancora venire.

Matteo è consapevole che la pratica delle ultra distanze è faticosa e
stressa fisico e testa, pertanto sa alternare periodi di duro lavoro e
partecipazione a gare definite quasi estreme periodi di autoprotezione 
e coccole che prevedono riposo cure di sé con l'aiuto della propria
famiglia e soprattutto moglie brava fisioterapista, di seguito le sue
parole a seguito di alcune mie domande: "Ciao Matteo. Sabato correrò
l'ultima ultra a Serra de Conti (6ore). Poi mi prenderò qualche credo
meritato mese di pausa prima di riprendere poi direttamente a dicembre
con le gare (spero di fare l'ultra coast to coast di Sorrento 59km)."

COSA PUNTI A 79KM, AVVERSARI CAIMMI? "A serra de conti sarà gara tosta,
avversari Caimmi, Ciattaglia, Fiadone il vincitore dell'ultra del
Gargano! Mi fa piacere conoscere questi forti atleti e fare esperienza
in gara con loro. Lo reputo fondamentale per una buona crescita ...!
Caimmi e Ciattaglia della Bergamo stars la stessa squadra di Colombo
Costi e la Valeria Empoli... quindi 2 brutti clienti...! Proverò a
vincerla per onorare la maglia di Campione italiano . Cercherò di fare
una gara intelligente ed equilibrata... i km questa volta non li
guarderò cercherò più una gara tattica…! Ovviamente sono
consapevole della difficoltà e della gara e degli avversari ma credo
che partire con una mentalità vincente sia fondamentale. P.s Giuseppe
Mangione pugliese come te è stato di grande aiuto preziosi consigli un
grande uomo."

Penso che Matteo abbia abbastanza esperienza per gestire ritmo,
avversari, e condizione climatica, questa è una mia idea, credo che
Matteo sia in crescita, credo che Caimmi potrebbe partire a ritmi
elevati a 3.35 rischiando di cedere alla fine ma potrebbe essere capace
di fare 80km in 5 ore e mezza e poi fermarsi. Credo che Diego atleta 
che è stato maglia azzurra potrebbe fare un girone così come potrebbe
sentire la pressione dei due avversari e del clima, comunque vada sarà
una bella gara.

CON IL TITOLO ITALIANO QUEST'ANNO SEI A POSTO? QUELLO CHE VIENE È IN
PIÙ? "Si è vero ne ho vinte 3 va benissimo... spero di migliorare e in
una specialità ultra 12h 24h... vediamo... indossare la maglia azzurra
ai mondiali prima o poi... cercherò nei prossimi 2 anni di
migliorarmi... C'è ancora tanto da fare ma sono testardo... ci
proverò. Diciamo che lavorerò tanto per migliorare. Speriamo bene"

Certo la strada è quella giusta.

Per approfondimenti si può consultare il libro "_Ultramaratoneti e gare
estreme_", inoltre è in uscita il libro MARATONETI E ULTRARUNNER.
ASPETTI PSICOLOGICI DI UNA SFIDA, EDIZIONI-PSICONLINE, 2017.

[19]

_Matteo SIMONE___ [20]

www.psicologiadellosport.net/eventi.htm [21]
Commenti? | Jul 05, 2017

LORENA BRUSAMENTO, Mondiali a Belfast: _Il sogno si arrivarci si è realizzato ora bisogna raggiungere l'obiettivo!

Posted by linfordbif in Training
   
Il prossimo 1 e 2 luglio si disputeranno i mondiali di corsa su strada
di 24 ore a Belfast in Irlanda del Nord e l?italia presenta una squadra

composta da 3 uomini e 4 donne, tra di lor c'è il campione in carica
Italiano della 24 ore di Cesano Boscone Fausto Parigi e La campionessa
Italiana di 24 ore di corsa su strada e recordwoman della 12 ore di
corsa su strada,Lorena Brusamento.

Di seguito Lorena ci racconta le sue impressioni pre gare rispondendo 
ad alcune mi ìe domande.

QUALI SONO I PROSSIMI OBIETTIVI, SOGNI DA REALIZZARE?_ "_I Mondiali a
Belfast, il sogno si arrivarci si è realizzato con la convocazione ora
bisogna raggiungere l'obiettivo! Grazie per avermi contattata ancora 
una
volta, mi fa piacere perchè in un certo senso mi "costringi" ad un
momento di riflessione profonda. "

In realtà Lorena sta facendo bene da un può di anni, ha talento, si
allena bene, fa bene in gare nazionali e internazionali, lo ha
dimostrato già ai precedenti Europei, è campionessa Italiana di 24 ore
anni 2016 e 2017, quest'anno ha fatto il record 12 ore di corsa su
strada detenuto prima da Monica Casiraghi che tutt'ora detiene quello
delle 24 ore. Lorena sta programmando i suoi sogni e costruendo i suoi
obiettivi. Puntualmente chiedo ad alcuni atleti di raccontare le loro
impressioni prima, durante e post gara, questo aiuta me per 
approfondire
questo mondo e divulgare questo sport poco conosciuto e considerato
solamente per maschilisti, inoltra aiuta gli atleti per riflettere per
scrivere nero su bianco le loro imprese, difficoltà per fare il punto
della situazione,per comprendere qualcosa in più.

SENSAZIONI, EMOZIONI, PENSIERI PRIMA, DELLA PROSSIMA GARA IMPORTANTE?
"Mi sento agitata e carica al tempo stesso. Essere presente ad una
manifestazione in cui ci si confronta con atleti di tutto il mondo ti 
fa
vivere un'emozione difficile da descrivere."

importante quello che dice Lorena, perché per ogni cosa bisogna
considerare le due facce della medaglia, da una parte c'è agitazione,
forse un po' di pressione, deve confermare il suo valore, dall'alto
parte non si vede l'ora di mettersi n gioco, di confrontarsi conte 
altre
donne del mondo, di apprendere sempre dall'esperienza.

QUALI SARANNO LE STRATEGIE DI GARA? "Attendo di confrontarmi con il
tecnico Luca."

E' CAMBIATO NEL TEMPO IL TUO MODO DI PREPARATI A GARE IMPORTANTI? "Si
assolutamente si. Ogni gara consente di conoscere meglio qualche 
aspetto
di noi stessi e di fare tesoro dell'esperienza vissuta."

UTILIZZI UNA PREPARAZIONE MENTALE PRE GARA? "Non in particolare, mi
capita spesso durante gli allenamenti di visualizzare alcuni momenti
già vissuti e di riportarli con la mente alla prossima gara."

COCCOLE E AUTOPROTEZIONE HANNO POSTO NELLA TUA PREPARAZIONE O NEL PRE
GARA? "Non è facile perchè sono parecchio impegnata con il lavoro ma
cerco nei giorni immediatamente precedenti, di concedermi qualcosa che
"mi fa bene"....tipo un gelato al pistacchio!"

Importante la cura di sei, occuparsi e preoccuparsi sedi se stesso,
farsi felice per poi dedicarsi alla gara e forse trascurarsi un po'
perché comunque in gare della durata di 23 ore il fisico e la testa
sono messi un po' sotto stress, ma ci si abitua a tutto.

C'È UNA PAROLA O UNA FRASE DETTA DA QUALCUNO CHE TI AIUTA AD AFFRONTARE
LA PROSSIMA GARA? "I limiti esistono solo nell'anima di chi è a corto
di sogni" una frase che ho letto e che mi è rimasta in testa."

COSA HAI SCOPERTO DEL TUO CARATTERE CHE TI AIUTA NEL PREPARARTI E
AFFRONTARE GARE IMPORTANTI? "Gare difficili portate a termine mi hanno
dato sicurezza nelle mie possibilità e questo mi aiuta molto."

QUALI SONO LE CAPACITÀ, CARATTERISTICHE, QUALITÀ CHE TI AIUTANO IN
GARE IMPORTANTI? "Sicurezza in me stessa, forza mentale, 
determinazione,
voglia di dimostrare a me stessa che il limite si può sempre
superare...e che quindi il limite non esiste."

RITIENI UTILE LA FIGURA DELLO PSICOLOGO DELLO SPORT PRIMA DI UNA GARA
IMPORTANTE? "Non ho mai avuto modo di confrontarmi con questa figura ma
credo che possa essere d'aiuto nell'analizzare e affrontare piccole
grandi insicurezze o dubbi."


Matteo SIMONE +393804337230 Psicologo clinico e dello sport,
Commenti? | Jul 04, 2017

VAN NIEKERK REKORD DEL MONDO SUI 300M: 30"81

Posted by linfordbif in International

Wayde van Niekerk ieri sera ad Ostrava piazza corre i 300m in 30"81 e migliora cosi´ anche il record mondiale sui 300 di Michael Johnson (30.85 nel 2000)  dopo avergli gia´ portato via quello sui 400m.

Corre i 300m con una media di 10":27.  Meglio di Bolt che proprio su questa pista bagnata 6 anni fa´corse  in 30":97.
 
Ottimale la distribuzione della gara da parte di Wayde, parte forte, alla fine del primo rettilineo Wayde supera Bonevacia e Makwala. Curva ottimale ed un rettilineo sublime tra spinta, eleganza e scioltezza.

Wayde e´un Atleta che spazia dai 100 ai 400m, 9"94 lo ha corso 2 settimane or sono, ottimi sono anche i suoi 200 con 19"84 e sublime il suo 43"03 sui 400. Wayde e´il primo Atleta della storia ad aver corso sub 10", sub 20", sub 44" ( tra poco sub 43"..) ed ora sub 31" sui 300m!
 

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

WWW.FASTANDFIT.INFO

 
Commenti? | Jun 29, 2017

ROLAND GRÖGER (52) E´ IL PRIMO M50 A CORRERE I 400 SUB 51

Posted by linfordbif in Mondo Master

 

I sogni bisogna averli ed a volte i sogni si avverano. Avevamo un sogno, Roland voleva diventare il primo M50 (M52) a correre i 400m sotto i 51"00. Ieri, ai Campionati assoluti della Nord Germania, Roland corre il giro di pista in un idilliaco 50"73 migliorando il suo Primato Mondiale di 29 centesimi (51"02 8/2016) diventando il primo M50 della storia a correre i 400m sotto i 51"! 

Lo abbiamo voluto, ci abbiamo creduto e Roland lo ha corso! Abbiamo lavorato tanto, abbiamo modificato il programma allenamenti cercando di migliorare laddove Roland aveva (secondo me) margine. Roland si e´ allenato tanto e bene. L´obiettivo (sogno) di questa stagione Outdoor era correre in 50"80, Roland ci mette sempre del suo e supera gli obiettivi.

Che potesse correrlo era nell´aria, lo si vedeva in allenamento e  2 settimane or sono corse in 51"23.

Ora si continua, nel prossimo Week End abbiamo i Campionati Tedeschi Master, poi a fine luglio si vola a Aahrus per Emacs 2017. 

Congraturazioni Roland! :D

VIDEO: ROLAND GRÖGER M52 CORRE IL NUOVO REKORD DEL MONDO SUI 400M M50. 50"73!  

 

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

www.fastandfit.info

Commenti? | Jun 26, 2017

COSA MANGIARE PER CORRERE VELOCE: L´AVOCADO

Posted by linfordbif in Training
  Risultati immagini per avocado foto
  
Siamo quello che mangiamo, se questo e´ un dato di fatto possiamo dedurre che l´alimentazione soprattutto per un Atleta sia fondamentale. Tra i frutti piu´ salutari che la natura ci dona e che prediligo, metterei sicuramente l´avocado.

L´avocado e´ un frutto molto energetico, apporta circa 160 Calorie ogni 100 Grammi. L´avocado contiene 9 grammi di carboidrati, sempre ogni 100 grammi, 15 grammi di grassi e circa 2 grammi di proteine e 0,7 grammi di zuccchero (Fruttosio). 
 
L´Avocado contiene anche tante vitamine, in particolare  la vitamina A, C, D, E, K e di quelle del gruppo B. Importante e´ anche il contributo di sali minerali che l´avocado ci apporta in particolare il potassio, il fosforo, il ferro, il magnesio, lo zinco, il manganese ed il calcio.  
 
La vitamina K è essenziale per la coagulazione del sangue  e ci aiuta a prevenire l´osteoporosi. Il potassio aiuta nel controllo della pressione sanguigna e nella salute del cuore. La vitamina D presente nel frutto ci aiuta ad assorbire il calcio ed il fosforo, agendo contro l’osteoporosi e l’artrosi. 
 
La vitamina C rafforza il sistema immunitario e favorisce l’assorbimento del ferro, prevenendo l’anemia. 
 
Elevata è la presenza di fibre e degli antiossidanti, tra cui la luteina e il beta-carotene e Omega 3.
 
L’avocado vanta delle proprietà afrodisiache: è, infatti, considerato il frutto della fertilità e dell’amore, non resta che provare per credere.
 
Avocado e´ un frutto ideale da consumarsi prima di una gara o di un allenamento.
 
VIDEO: COSA MANGIARE PER CORRERE VELOCE: L´AVOCADO 
 
VIDEO: CREMA DI AVOCADO

 
Buon Appetito!

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

WWW.FASTANDFIT.INFO  

Commenti? | Jun 21, 2017

Atleti con disabilità visiva, uniti con un laccetto per fidarsi e affidarsi

Posted by linfordbif in Manifestazioni
Atleti con disabilità visiva, uniti con un laccetto per fidarsi e affidarsi

Si è corso nella mischia con altri 5.000 atleti quasi al buio con tanto caldo, avanzando con attenzione sintonizzati con i propri passi, il proprio respiro, la propria fatica.

Siamo tutti in grado di poter competere, partecipare, eccellere, basta volerlo, non aspettare il momento migliore, è sempre il momento per mettersi in gioco e apprendere dall'esperienza. E’ quello che è successo proprio in questa gara, in tenuta ginnica correndo, partecipando, partendo e arrivando, dando il meglio di sé fino all’arrivo, contribuendo a una giornata di festa per tutti.

L’esperienza di guida con atleti con disabilità visiva, uniti con un laccetto per fidarsi e affidarsi, per sintonizzarsi sui passi dell’altro, per guidare, per sentire la propria e l’altrui fatica, gente altruista, gente che vuol fare un’esperienza insieme ad altri.

E’ importante solamente essere presenti senza distrazioni, badare a te stesso e l’altro, segnalare dossi, curve, radici, ostacoli e avanzare sempre, se cadi non diventa un problema, si sorride ci si rialza e si riprende, la vita diventa più facile e a misura di tutti, ti ringraziano e ti arricchisci dal punto di vista emozionale diventa qualcosa che non fai solo per loro ma anche per te e sentirti una persona migliore più ricca dentro, meno competitiva e più partecipativa, vedrai che ti cambia la vita, eserciterai la lentezza e l’attenzione nel fare le cose.

Affidarsi e fidarsi, è quello che si può sperimentare nello sport, è quello che si sperimenta correndo e camminando con gli atleti con disabilità visiva, quattro di loro il 17 giugno hanno disputato la Corri Roma, gara podistica di 10km con partenza da Piazza del Popolo ore 21,00.

Una grande giornata di sport e aggregazione per Achilles International Rome, fidarsi e affidarsi, guide e atleti con disabilità visiva. Anything is possibile, together is much better (Ogni cosa diventa possibile, insieme è più facile. C’è la possibilità di mettersi a disposizione per un allenamento di corsa o camminata orientativamente il lunedì e il giovedì alle ore 18.30 presso il Parco degli Acquedotti.

Achilles International parteciperà, con una rappresentativa di atleti con disabilità visiva e relative guide, martedì 20 giugno 2017 alla “Roma Running Style”, presso lo Stadio delle Terme di Caracalla, dalle ore 20,00 a tarda sera si svolgerà una sessione gratuita di training run al ritmo di musica, organizzata dal Comitato Regionale FIDAL Lazio con la collaborazione della ASD Purosangue e della ASD LBM SPORT.

S’inizia alle 20.00 con mezz’ora di fitness per riscaldarsi, poi mezz’ora di esercizi specifici per il running, tra riscaldamento, stretching e allunghi, ed alle 21.00 inizia l’allenamento di un’ora, al termine del quale c’è il terzo tempo.

L’ingresso e la partecipazione sono gratuiti e non bisogna prenotare: basta presentarsi allo Stadio delle Terme di Caracalla e seguire l’onda.  I partecipanti sono invitati a portare dolci e bevande per condividere insieme il terzo tempo.

Per info achillesinternationalroma@gmail.com o 3931053915.  

Tutti si allenano, competono, partecipano, arrivano, faticano più o meno, il vincitore ufficiale è solo uno per aver trovato la giusta alchimia fisica, mentale e nutrizionale, ma in realtà tutti ne escono vincenti, organizzatori per l'evento riuscito, partecipanti per l'esperienza appagante e aggregante.

Matteo SIMONE

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html 

Commenti? | Jun 20, 2017

Scotti-record, 400 in 46.87 ai Tricolore Allievi!

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A Rieti, il 17enne diventa il primo allievo italiano a correre il giro di pista in meno di 47 secondi e conquista i vertici delle liste europee stagionali U18 e U20

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di Raul Leoni

Per la prima volta nella storia un allievo italiano ha corso i 400 in meno di 47 secondi. Edoardo Scotti, 17enne del Cus Parma, illumina la terza e ultima giornata dei Campionati Italiani Allievi di Rieti, disegnando un giro di pista da 46.87 che non solo è record italiano Under 18 (cade dopo 7 anni il già notevole 47.05 di Marco Lorenzi) ma anche il top europeo dell’anno per la categoria e il terzo crono fra gli Under 20 (una lista capeggiata dall’altro azzurro Vladimir Aceti). Oltre al crono, nelle pupille degli addetti ai lavori resta impressa la falcata elegante dell’azzurrino, anche quando si esprime (poche ore dopo il record nella gara individuale) nella 4x400: il ragazzo lombardo trasferito a Fidenza confeziona un’ultima frazione da 47.3 con cui recupera tutto lo svantaggio accumulato all’ultimo cambio porta il quartetto completato da Simone Ferrari, Simone Arena e Matteo Barbieri al tricolore (3:22.15). Cade anche il limite di club nella staffetta allieve: la Riccardi Milano 1946 - formazione composta da Agnese Polini, Laura Pellicoro, Camilla Viganò e Beatrice Zeli - batte con 3:49.80 il tempo dell'allora Cariri (3:49.99) negli Assoluti del 2003, sempre sulla pista del "Guidobaldi". A Rieti è doppietta nei lanci, a 16 anni appena compiuti, per Carmelo Musci. Il colosso di Bisceglie che sabato ha vinto il peso con 18,26 oggi non ci sta a perdere nel disco e all’ultimo lancio piazza una spallata da 56,83 per superare il camerunense Simon Zeudjio (53.17). Maria Roberta Gherca, Tricolore assoluta indoor, si conferma la migliore nell’asta con 4,00 e nel triplo vincono Camilla Vigato (13.01/+2.2, ma anche 12.78/+0.9) e Salvatore Angelozzi (14.95/+0.5).

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Rieti: Dalia Kaddari 23.68 record sui 200 - Rieti: Paissan e Menchini titoli sprint

 

LE GARE DELLA SECONDA GIORNATA 

ALLIEVI

4x400m (finale) -  Si chiude nel segno di Edoardo Scotti e del suo Cus Parma: con una frazione da 47.3 il neo-primatista italiano recupera tutto lo svantaggio accumulato all’ultimo cambio e porta cosi il quartetto completato da Simone Ferrari, Simone Arena e Matteo Barbieri al tricolore (3:22.15)... tutti dotati di vistosi e divertenti baffi finti. Bella gara, con un finale entusiasmante per il podio: argento alla Milardi Rieti (3:24.12) e bronzo al Cus Padova (3:24.61).

1500m (finale) – Clamoroso al “Guidobaldi”, si potrebbe dire: la tattica non paga e la “serie dei migliori” consegna su un piatto d’argento la maglia tricolore al coraggioso Nicolò Barbieri, vincitore della terza serie con un 4:01.93 fortemente voluto. Per Nicolò Daniele (4:05.10, davvero troppo), uno dei chiari favoriti della gara, c’è un argento amaro, un’esperienza dalla quale imparare: e la consapevolezza di aver buttato al vento per eccessiva leggerezza o superficialità un titolo importante. Quanto meno Luca Zanetti (4:07.30), bronzo di giornata, aveva vinto i 2000 siepi. Anche il neo-campione Barbieri viene dalle siepi: il ragazzo modenese, che ha abbattuto il suo precedente PB di oltre 5”, aveva avuto una presenza tra i cadetti a Borgo Valsugana 2014. Alla Fratellanza lo allena Mauro Bazzani, di stanza a Pavullo nel Frignano. 

110hs (finali) – Finale a sorpresa, ma forse no: in fondo le credenziali di Vieri Righi (14.18/+0.1) erano abbastanza consolidate e quindi la sconfitta del leader stagionale Federico Piazzalunga (14.30) non può essere considerato un upset vero e proprio. Comunque anche qui le condizioni non erano di facile interpretazione: un giovanissimo campano come Giuseppe Filpi si prende finalmente il podio (14.35) dopo la sfortunata finale di Cles tra i cadetti.

Bene anche Cristopher Cecchet (14.37 in vista di Nancy): poi due ragazzi di origini africane, il nigeriano Edwin Ebem e il lombardo del Burkina Faso Ousseni Bara.

Alto (finale) – Se si considera che il vento ha spazzato la pedana facendo volare gli ombrelloni e anche l’asticella senza che nessuno osasse sfiorarla, è già un miracolo che Giacomo Belli sia arrivato a provare quota 2.06 dopo il 2.00 vincente. Alla stessa quota del livornese – quest’anno leader continentale U18 con il suo 2.18 – il triestino Andrea Coslovich festeggia argento e personale (2.00 alla prima). Per salire di più, appuntamento alle prossime occasioni.

Triplo (finale) – I numeri che non ti aspetti e soprattutto risultati regolari, che nobilitano questa finale: Salvatore Angelozzi, abruzzese supervisionato da Claudio Mazzaufo, atterra a 14.95 (+0.5), e supera il 14.93 (+1.7) del veneziano Fabio Pagan, fratello d’arte nel settore dei salti orizzontali. Per entrambi una serie di PB francamente inattesa: bravi a interpretare nel modo giusto condizioni inconsuete. Per il bronzo c’è Davide Barone, però con troppo vento (14.24/+3.7, regolare 13.75/+1.6). Con tre nulli esce di scena Leonardo Tommasi, che ieri in qualificazione aveva migliorato in modo mostruoso il PB.

400m (finale) – Applausi scroscianti dalla tribuna: vento o non vento, Edoardo Scotti c’è. Un assolo fantastico per il ragazzo lombardo trasferito a Fidenza nel gruppo di Giacomo Zilocchi: 46.87 non solo è record italiano – cade dopo 7 anni quello che sembrava già un risultato fantastico per la categoria, il 47.05 che aveva dato a Marco Lorenzi l’argento nell’Eyot di Mosca – è anche il top europeo dell’anno per gli U18 e il terzo stagionale a livello juniores (lista capeggiata dall’altro azzurro Vladimir Aceti). Poi una teoria di PB, uno via l’altro: 48.95 Francesco Rossi, che ieri aveva sofferto dopo la faticosa batteria, 49.03 per il romano di Aprilia Mattia Rinaldi, 49.07 per Patrick Baù, altoatesino non nuovo a podi tricolori fin da cadetto, 49.34 il figlio d’arte aversano Lorenzo Celiento, per la gioia della mamma Maria Grazia Orsani. Grande giornata per tutti.

Disco (finale) – Doppietta a 16 anni appena compiuti. Carmelo Musci, il colosso di Bisceglie che aveva dominato tra i cadetti, ora è uno dei personaggi da copertina della categoria allievi: molto più contrastata la vittoria di oggi, rispetto a quella più scontata nel peso. C’è voluto un super-lancio da 56.83 proprio all’ultimo turno per superare Simon Zeudjio (53.17), camerunense di scuola parmigiana anche lui tricolore tra i cadetti a Cles. Un podio tutto di sedicenni: il bronzo tocca a Krystian Sztandera (49.06), arrivato dal sud della Polonia dieci anni fa a Siracusa. Sotto la guida dell’ex lanciatore Carmelo Greco in 10 mesi si è costruito una bella reputazione da discobolo, anche se oggi non è riuscito ad infilare il disco nelle forti volate del Guidobaldi.

110hs (batterie) – Folate un po’ fastidiose anche qui, tutte contrarie: ma non ha difficoltà Federico Piazzalunga – finora unico in stagione sotto i 14” – a conquistare la pole position in 14.08 (-1.2). In vista della finale, si alimenta la rivalità con Vieri Righi (14.25/-0.6), toscano rivelatosi con il tricolore di Sulmona 2015 tra i cadetti. Poi il bellunese di Sedico Cristopher Cecchet (14.40/-1.1), che punterà ad una seconda medaglia dopo il lungo: sono queste le specialità designate per la sua partecipazione alla Coppa Jean Humbert, dove sarà presente anche il vicentino di Rossano Manuel Lando (oggi promosso in finale B).

ALLIEVE

4x400m (finale) – Dopo i 200 di Dalia Kaddari e i 400 di “Edo” Scotti è sempre la velocità prolungata che concede il tris di primati, 3:49.80 della Riccardi Milano. Un record, quello della staffetta di club, nato forse un po’ per caso durante l’ultima serie: Agnese Polini, Laura Pellicoro e Camilla Viganò hanno fatto di tutto per lanciare Beatrice Zeli, l’ultima frazionista, con un ragionevole vantaggio sulla Bracco. Il tutto perché le milanesi avevano Valeria Paccagnella in chiusura, cliente ritenuto molto pericoloso: fatto sta che nel derby meneghino hanno vinto le ragazze in maglia verde, mentre la Bracco ha siglato un eccellente 3:51.55 (ora quarte di sempre) e il podio è stato completato da un ennesimo quartetto lombardo, l’Atletica Lecco-Colombo (3:59.71). Alla fine si sono tirate le somme: su questa pista, agli Assoluti del 2003, una formazione U18 dell’allora Cariri aveva corso in 3:49.99 e sembrava imbattibile a leggere i nomi (Giulia Angelini, Valeria Accili, Maria Enrica Spacca, Giulia Arcioni: sul piano individuale quasi un abisso).

Lezione di giornata: il coraggio paga sempre.

Asta (finale) – Il vento, si sa, è nemico dell’asta: un peccato, anche perché era presente in pedana per un test l’azzurra Roberta Bruni (4.00 alla prima, poi tre errori a 4.10). Tutto sommato Maria Roberta Gherca ha vinto due volte: l’anno scorso a Tbilisi la ragazza di Velletri aveva pagato l’inesperienza in condizioni analoghe nella finale degli Europei, stavolta ha padroneggiato al meglio la difficile situazione e ha superato i 4.00 alla prima (poi, anche per lei, lo stop a 4.10). Tra le vittime illustri del vento, tre errori in entrata per l’umbra Francesca Zafrani: invece l’argento va a Laura Pirovano (3.65) e il bronzo, un po’ a sorpresa, ad un’altra lombarda, Monica Aldrighetti. La classe 2001, una volta di più, si dimostra competitiva.

Triplo (finale) – Una bella finale anche qui, sulle ali del vento: in sei vanno oltre i 12 metri, una buona profondità per la categoria. Unico neo della vicenda, quella frazione di vento di troppo che toglie a Camilla Vigato la soddisfazione del primo 13 metri regolare della carriera (13.01/+2.2, anche 12.78/+0.9 per la pluricampionessa italiana allenata da Enrico Lazzarin). Le gerarchie stagionali reggono all’assalto delle outsider: Veronica Zanon non riesce a doppiare il titolo del lungo (12.46/+3.6, 12.25/+0.7), Alice Rodiani è un’altra 2001 da tenere d’occhio (12.28/+3.5, 12.1/+0.4). Poi Deborah Tripodi un passo indietro rispetto al bel PB di ieri (oggi 12.16 ventoso). Meritano almeno una menzione le altre due del Club 12 metri: Carolina Parente (12.02/+0.9) e Alessia Farci (12.00/+0.6), tutte molto brave.    

1500m (finale) – Dopo diversi piazzamenti arriva anche un titolo qui a Rieti per il gruppo di mezzofondiste della Free-Zone: un buon finale di Sophia Favalli (4:35.99) strappa la vittoria ad Assia El Maazi (4:37.48), proiettata verso la doppietta dopo i 2000 siepi. Ma la vera novità di questa rassegna è forse Margherita Mescolotto, bellunese allenata da Roberto Celato, al secondo bronzo dopo quello di ieri sera sulla scia di Nadia Battocletti. E quello che lancia ancor più la ragazza veneta sono i robusti miglioramenti cronometrici (ieri 18” di progresso nei 3000, oggi 4:38.10 con 4” tolti al precedente dei 1500).  

Disco (finale) – Finale sportivamente drammatica come quella maschile, ma il podio è di rivali-amiche, tutte venete. E, dopo aver perso ieri il peso per tre centimetri, oggi Emma Peron si prende la rivincita sulla sorte con un ultimo lancio vincente (PB 45.46 per la vicentina allenata da Pietro Bordignon e Luca Merlo). Sempre vicentina, ma di Sovizzo, è Diletta Fortuna: titolo cadette un anno fa a Cles, l’orgoglio di papà Diego (già azzurro dei lanci) cresce praticamente ad ogni gara (qui 44.94 PB). E poi Anna Bonato, già tricolore del peso cadette e ieri delusa anche più di Emma Peron: ora seguita da Pier Paolo Saccon, la padovana di Camposampiero approda oggi oltre i 40 metri (40.04). 

100hs (finali) – Non è proprio la giornata di Rebecca Menchini: la campionessa dello sprint, relegata in finale B, cade dopo uno sbilanciamento sul penultimo ostacolo e così la lunghista Veronica Crida si prende la soddisfazione di vincere con il PB (14.31/-0.9). Poi spazio alla lotta per il titolo: sfreccia Fabrizia De Meo e per la serietà della ragazzina foggiana è un premio davvero meritato (14.09/-1.7). Vista la brezza, apprezzabili i riscontri di Ludovica Landi e Costanza Donato (14.20 e 14.28). Forse non proprio l’esito che si aspettava sul fronte delle vicende stagionali: ma anche le sorprese danno pepe alla rassegna tricolore.

400m (finale) –  Ancora sull'onda di esaltazione per l’impresa di Edoardo Scotti: ma in realtà il vento pesa sul giro e se ne sono accorte le ragazze. Bravissima Elisabetta Vandi a farsi largo su tempi molto vicini ai suoi migliori, 55.04 per portare il terzo titolo in famiglia in una settimana dopo la doppietta di Eleonora tra le promesse. Alessandra Bonora si conferma seconda forza della stagione (55.53), mentre evidentemente ha sofferto di più le condizioni ambientali Letizia Tiso (56.42).  

100hs (batterie) - Il vento ballerino della prima mattina rende estremamente aleatoria la norma di qualificazione: promossi solo i primi otto tempi. Ed è qui che si consuma un piccolo grande dramma sportivo, perché la neo-campionessa dello sprint e capofila stagionale Rebecca Menchini, correndo in 14.76 contro una folata da -2.4 resta fuori dalla lista delle elette. Non ci sarà quindi il duello con il gioiellino foggiano Fabrizia De Meo, stamattina miglior tempo del turno (14.10/-1.3). Menchini a parte, le altre outsider più o meno accreditate ce la fanno tutte: in particolare Giulia Guarriello, la mantovana di Moglia attiva in Emilia e argento tra le cadette a Cles (14.47/-0.3 per la prossima azzurra alla Coppa Jean Humbert di Nancy).

Commenti? | Jun 19, 2017

Van Niekerk, l'erede di Bolt e non solo

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Van Niekerk, l'erede di Bolt e non solo 

L’olimpionico sudafricano del giro di pista cercherà la doppietta 200-400 ai Mondiali di Londra, come Michael Johnson alle Olimpiadi del 1996


 

di Giorgio Cimbrico

Il lungo addio di Usain Bolt ha aperto un dibattito: chi sarà il suo erede, chi diventerà il nuovo volto dell’atletica? Proprio a Kingston, Giamaica, nella serata di commiato del Lampo dal suo pubblico, in una glorificazione che lo ha fatto affiancare a Bob Marley, Wayde van Niekerk ha avanzato robuste pretese per la successione.

Non sarà uno showman come la Meraviglia di Trelawny, avrà un carattere più timido e riservato, ma con il 19.84 del National Stadium (con lo stesso tempo, pochi giorni prima, aveva vinto sulle strade di Boston una gara in linea retta, il vecchio furlong su cui si cimentò anche Jesse Owens), il quasi 25enne di Città del Capo, Kapstad in afrikaans, assai affezionato al quartiere d’allenamento di Gemona, ha confermato di essere il più forte combinatista della storia su 200 e 400 alle spalle, per 37 centesimi, di Michael Johnson.

L’accoppiata che l’Espresso di Waco centrò ai Giochi di Atlanta 1996 è l’obiettivo londinese e mondiale di Wayde, l’alfiere di un movimento sudafricano che in questi mesi ha offerto quattro atterraggi di Luvo Manyonga oltre gli 8,60 e le volate di Akani Simbine sotto i 10 secondi: il paese arcobaleno sta funzionando e Nelson Mandela saluterebbe questi risultati con il suo largo e dolce sorriso.

Nel ’96 nella capitale della Georgia la dura impresa venne cercata e centrata da un uomo (MJ) e da una donna, l’elegante francese delle Antille Marie-José Pérec. Anche a Londra è previsto un doppio assalto: la pretendente è una 23enne non meno alta e non meno elegante di Marie-José, la bahamense Shaunae Miller, maritata con il decatleta estone Maicel Uibo. Campionessa olimpica dei 400 (il suo tuffo vincente, per bruciare Allyson Felix, si è già trasformato in un classico), si sta dedicando con assiduità ai 200. Il raccolto è il 21.76 in linea retta di Boston, preceduto dal 21.91 di Eugene, dove ha ceduto di 0.14 a una scatenata Tori Bowie. Sia Wayde che Shaunae usufruiranno di un favorevole ritocco al programma orario.

E così, van Niekerk erede di Bolt ed emulo di MJ: lo dicono le cifre, affiancando i record personali dei tre su 100, 200, 300 e 400, per ottenere un chilometro virtuale bruciato alla velocità della luce.

Michael Johnson 10”09, 19”32, 30”85, 43”18: 1’43”44
Wayde Van Niekerk 9”98, 19”84, 31”63, 43”03: 1’44”48
Usain Bolt 9”58, 19”19, 30”97, 45”28: 1’45”02

Tutti e tre hanno varcato cancelli proibiti ai più: Michael quelli dei 20”, dei 31” e dei 44”, Wayde delle distanze classiche (l’unico) mentre Usain ha frequentato i 400 solo in gioventù. A fine mese, a Ostrava, van Niekerk ha la forte chance di diventare il primo abbattitore di tutti i muri attaccando il record del mondo dei 300, ottenuto da Johnson su una pista che al sudafricano è famigliare, quella di Pretoria.

I combinatisti 200-400
Michael Johnson 19”32-43”18
Wayde van Niekerk 19”84-43”03
LaShawn Merritt 19”74-43”65
Jeremy Wariner 20”19-43”45
Isaac Makwala 19”96-43”72
Butch Reynolds 20”46-43”29
Danny Everett 20”08-43”81
Quincy Watts 20”50-43”50
Kirani James 20”41-43”74
Fred Kerley 20”45-43”70
Lee Evans 20”4-43”86
Tommie Smith 19”83-44”5
Usain Bolt 19”19-45”28
Rusheen McDonald 20”57-43”93

Azzurri
Pietro Mennea 19”72-45”87
Matteo Galvan 20”50-45”12
Andrew Howe 20”28-45”70
Pierfrancesco Pavoni 20”38-45”71
Mauro Zuliani 20”72-45”26

Commenti? | Jun 16, 2017

Fabrizio Donato, tre salti nel tempo

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Il quasi 41enne triplista azzurro con 17,32 è arrivato a soli 28 centimetri dal suo record italiano, stabilito 17 anni fa, quando mancano due mesi ai Mondiali di Londra dove ha vinto il bronzo olimpico nel 2012


 

di Giorgio Cimbrico

Al tempo di quel vecchio impero che sugli atlanti era colorato in rosa, gli autori di gesta memorabili venivano insigniti di titoli che ricordavano i luoghi delle loro imprese: Wellington di Waterloo (e di molti altri posti ancora, a dire il vero), Gordon di Khartoum, Allenby di Gerusalemme, Montgomery di El Alamein. Dopo aver ottenuto la patente di duca di Londra, marchese di Helsinki, visconte di Torino, barone di Belgrado e di Parigi, cavaliere di Cheboksary, Fabrizio Donato merita ora anche un feudo dalle parti di Lione.

Di lui hanno detto e si sono divertiti a etichettare: infinito, eterno, Donatosaurus Rex, il Grande Vecchio, il Matusalemme dell’hop step and jump, Canguro vecchio fa buon salto, un-due-tre e Fabrizio sempre c’è e altre amenità del genere. Di sicuro, di solido c’è che a 40 anni compiuti - a dire il vero quando i 41 sono lontani soltanto due mesi - il nostro uomo, oltre a metter le mani sul record mondiale master, è in grado di esibire un livello di “accorciamento” delle misure che desta ammirazione.

Fabrizio saltava 17,60 nel giugno del 2000, Fabrizio salta 17,32 nel giugno del 2017: 28 centimetri in 17 anni, o diciotto stagioni, danno una media di decremento di poco più di un centimetro e mezzo, 1,6 ad esser pignoli. Se l’ispido e spigoloso giovanotto (parliamo dell’aspetto, non del carattere che non è né ispido né spigoloso) continuerà a marciare così, è possibile ipotizzare che tra dieci anni avrà perso altri sedici centimetri: 17,16.

La sorpresa è che questi ammirati e affettuosi calcoli siano graditi a Fabrizio che pratica ormai un gioco senza frontiere, che non ha mai parlato di ritiro, che continua a non parlarne, che non vede l’ora di tornare su quella pedana dell’East End londinese che cinque anni fa gli fece pareggiare il raccolto olimpico di Beppe Gentile annata ’68. Domanda: ma se Gentile interpretò Giasone, quale ruolo potrebbe toccare a Fabrizio? Teseo sarebbe perfetto: l’eroe sbrogliò le insidie del labirinto di Cnosso, Fabrizio ha sbrogliato le insidie del labirinto del tempo.

E lui va avanti, continua ad andare avanti, con la sua magnifica testa di agonista, con la sua aura di indistruttibile, di cyborg molto umano, di invitto anche quando ha dovuto digerire la sconfitta. Il tempo passa e Fabrizio, che ha abbondantemente tagliato il traguardo dei vent’anni alle Fiamme Gialle, è sempre qui, una rocca di Gibilterra, con la sua barba dura e ispida, con quella figura che pare sbozzata nel legno, con quello sguardo deciso, con quel rimbalzare che sembra ritmare un’esistenza intera: un rimbalzo, un passo, un salto per valicare il fiume della vita. Non era nato per superare ruscelli irlandesi questo strano giochetto? Lui ne ha superati a centinaia.

Commenti? | Jun 12, 2017

Golden Gala: Tortu 20.34 e poker di world lead

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Il quasi 19enne azzurro torna sui 200 a Roma e diventa il quarto italiano di sempre: conquistato lo standard di iscrizione per Londra. Migliori prestazioni mondiali 2017 per Obiri (5000), Hassan (1500), Stefanidi (asta) e Kipruto (3000 siepi)

di Marco Buccellato

Il Golden Gala Pietro Mennea 2017 regala grandi emozioni con quattro record mondiali stagionali, un record del meeting e la sensazionale prestazione di Filippo Tortu, quarto sui 200 metri (20.34/0,6), quarta prestazione italiana di sempre e seconda under 20 a sei centesimi dal 20.28 di Andrew Howe. Primati mondiali 2017 firmati per tre quarti al femminile, dall'olandese Sifan Hassan sui 1500 metri (3:56.22, record del Golden Gala), dalla kenyana Hellen Obiri sui 5000 metri (14:18.37, quinto crono all-time e primato nazionale, con Genzebe Dibaba al miglior crono stagionale di passaggio sui 3000 in 8:38.27) e dal duo di ori olimpici di Rio Katerini Stefanidi nell'asta (4,85) e Conseslus Kipruto (8:04.63). Grandi prestazioni per Thomas Rohler nel giavellotto (90,06), per Mariya Lasitskene-Kuchina nel salto in alto (2,00), Andre De Grasse sui 200 (20.01) e Dafne Schippers sui 100 metri (10.99/0,5). Vincono anche Aries Merritt sui 110 ostacoli in 13.13 (-0,3), Gong Lijiao nel peso donne (19,56, secondo lancio al mondo), Yulimar Rojas nel salto triplo con 14.84 (0,6), Janieve Russell nei 400 ostacoli (54.14), Chijindu Ujah nei 100 metri uomini in 10.02 (-0,2), Adam Kszczot sugli 800 metri (1:45.96), Natasha Hastings sui 400 donne in 50.52. Tra gli atleti italiani impegnati, si segnalano le prestazioni al di sotto degli standard di iscrizione iridata per Yadisleidys Pedroso (55.70) e Marzia Caravelli (55.83) nei 400 ostacoli e per i siepisti Abdoullah Bamoussa (8:22.00) e Yohannes Chiappinelli (8:27.34). Nelle gare non internazionali successi di Mario Lambrughi nei 400 ostacoli con 49.41, Kevin Ojiaku nel lungo con 7,90 (0,4) e Joao Bussotti sui 1500 metri in 3:42.15.

"Confesso che non mi aspettavo un tempo del genere - ha dichiarato il 19enne - sono partito molto forte rispetto ai miei standard, e all'uscita della curva ero in una posizione così buona che mi sono sorpreso, chiedendomi che cosa stesse succedendo. Negli ultimi 30 metri sono finito un po' in riserva, ma sono contentissimo. Di solito, anche dopo un buon tempo, riesco a vedere dove siano i margini di miglioramento. Ma questa sera, in questa atmosfera pazzesca, non saprei dire dove limare i dettagli. Avvicinare il record U20 di Andrew Howe, fare lo standard per i mondiali di Londra, vedere avversari come Lemaitre praticamente al mio fianco... tutto questo è super emozionante e mi riempie di sicurezza!". 

LA CRONACA DELLE GARE

200 metri uomini - L'Olimpico impazzisce perché Filippo Tortu è da impazzire. Il vicecampione del mondo under 20 dei 100 metri e neoprimatista sulla distanza con 10.15 ha fatto vedere le streghe agli avversari fino all'uscita della curva, interpretata magistralmente dopo una partenza, sia concesso dirlo, che ha lasciato a bocca aperta. L'azzurro ha ceduto solo un'inezia negli ultimi cinque metri, lasciando un meritatissimo terzo posto a Ameer Webb, vincitore in anno fa, ma chiudendo in un meraviglioso 20.34 (0,6), seconda prestazione under 20 di sempre in Italia (a sei centesimi dal primato di Andrew Howe, 20.28) e quarta di sempre in Europa, a cinque centesimi dal britannico Malcolm. Anche e soprattutto, è la quarta prestazione italiana all-time, dopo il record dell'uomo cui è dedicato questo meraviglioso meeting, Pietro Mennea, Howe appunto e Fausto Desalu (20.31). E' anche il crono al di sotto del minimo di iscrizione ai campionati del mondo. Tortu in copertina patinata, ma anche Andre De Grasse, che ha sudato e ha dovuto spremersi per vincere all'Olimpico in 20.01 (primo canadese a riuscirci) davanti a Christophe Lemaître (20.29, terzo tempo europeo dell'anno) e a Webb (20.33). Poi c'è Tortu, un centesimo dietro. Non correva i 200 da due anni, il personale era datato a 20.92. Roba da impazzire. 

5000 metri donne - La ciliegina arriva all'epilogo della magnifica serata dell'Olimpico, con la kenyana Hellen Obiri capace di una sontuosa prestazione nei 5000 metri, l'anno scorso teatro del record mondiale sfiorato da Almaz Ayana. Il primato nazionale firmato dalla Obiri (14:18.37, quinta prestazione all-time) e la schiera di avversarie-top lasciate alle spalle (su tutte Genzebe Dibaba, sesta) la dice lunga sulla qualità della prestazione offerta all'Olimpico, dove ha preceduto la connazionale Agnes Tirop (14:33.09) e l'etiope Letesenbet Gidey (14:33.32), oltre alla turca ex-kenyana Yasemin Can, che in 14:36.82 ha centrato la seconda prestazione europea under 23 all-time. Gara con la Dibaba in posizione di avanguardia e transito di 8:38.27 ai 3000 (altro mondiale stagionale prima che per l'etiope si facesse notte).

1500 metri donne - Uno dei must del Golden Gala, una gara dai contorni di altissima qualità che ha regalato il record del meeting, un magnifico 3:56.22 che è anche la nuova prestazione mondiale stagionale firmata dall'olandese Sifan Hassan, tornata sulla distanza preferita dopo felici escursioni anche sui 5000. La Hassan ha migliorato il primato del Golden Gala di 3:56.54 di Abeba Areqawi e sfiorato di quattro centesimi il record suo suolo italiano di Maryam Jamal (Rieti 2009). Sotto i 4' anche la kenyana Winny Chebet in 3:59.16 (record personale) e la 20enne tedesca Kostanze Klosterhalfen, che in 3:59.30 ha migliorato un primato nazionale under 23 vecchio di 37 anni. Dietro, seasonal best a valanga e qualche personal best. Anche per Margherita Magnani il miglior tempo stagionale a mezzo secondo dal minimo di iscrizione per Londra in 4:07.99, miglior tempo italiano del 2017 e sesto della carriera. 

Salto con l'asta donne - A alta quota la greca Katerini Stefanidi c'è sempre, prima e dopo Rio, dove ha messo al collo l'oro olimpico. A Roma arriva anche la miglior prestazione mondiale dell'anno con un 4,85 pulitissimo dopo altrettanti salti netti a 4,65 e 4,75. La serata di grazia l'ha portata a affrontare il record dello stadio, che è anche il record del mondo, e cercare di superarlo misurandosi contro i 5,07. Seconda e in gran spolvero l'ex-iridata Yarisley Silva con 4,75, terza il bronzo olimpico di Rio, la neozelandese Eliza McCartney anche lei a 4,75. Sonia Malavisi si è fermata a 4,20, undicesima.

Salto in alto donne - Una sola esitazione, al primo assalto ai due metri, poi al secondo è tornata la luce per Mariya Lasitskene-Kuchina, prima di affrontare di nuovo i 2,05 cui aspira da un po'. Alla terza gara dopo il rientro internazionale, il bilancio della campionessa mondiale in carica è eccellente, tre successi e tre volte oltre i 2,00. Il debutto di Alessia Trost è andato discretamente, quarta con 1,91 al terzo tentativo, pari merito con la britannica Lake, e tre errori a 1,94, l'ultimo quasi nelle corde dell'esito positivo. Davanti all'azzurra anche la polacca Kamila Licwinko con 1,96 e l'ucraina Yuliya Levchenko con 1,94. 

Lancio del giavellotto uomini - Combattente vero, Thomas Röhler ha aspettato l'ultimo corridoio utile del cielo dell'Olimpico per imbucare una prestazione enorme, 90,06, a pochissimo dal record del meeting e del suolo italiano. Il campione olimpico ha colto in extremis la vittoria contro il miglior avversario degli ultimi tempi, l'amicone Johannes Vetter (88,15 al quinto lancio). In crescita anche l'altro campione olimpico presente a Roma, Keshorn Walcott, tornato su livelli eccellenti con 86,61. Bella serata anche per Mauro Fraresso, al personale con il primo lancio a 78,28, decimo nella classifica finale di una gara con tutti i migliori giavellottisti del mondo.

110 metri ostacoli uomini - Dopo un decennio i 110 ostacoli del Golden Gala tornano in mano statunitense. La prodezza porta il nome del primatista del mondo Aries Merritt, autore di un finale staordinario e vincente in 13.13 (-0.3), soffiando il successo allo spagnolo argento a Rio Orlando Ortega (13.17, primato europeo stagionale) e al campione dl mondo Sergey Shubenkov (13.21). Quarto con finale meno incisivo il britannico campione europeo indoor Andy Pozzi (13.24). Lorenzo Perini ha chiuso in 13.65, secondo tempo della carriera a tre centesimi dal primato personale di Savona, ottavo, a conferma dei recenti progressi.

100 metri donne - Vince Dafne Schippers, abituata al tributi del pubblico e ora nuova beniamina degli aficionados romani. Tra le atlete più popolari del movimento, ha esaltato la gara scendendo sotto gli 11" in 10.99 (0,5), impegnata fino a stremarsi dall'ivoriana Marie-Josee Ta Lou (11.02). Terza la trinidegna Ahye in 11.07. Tra le prime tre e le altre sprinter di primo piano, almeno due spanne. Irene Siragusa ha chiuso nona in 11.70.

3000 metri siepi uomini - Entusiasmo alle stelle del pubblico, le siepi hanno regalato sempre grandi cose all'Olimpico e anche stavolta gli atleti hanno fatto il numero, con il primato mondiale stagionale del campione olimpico Conseslus Kipruto (8:04.63, al secondo successo di fila al Golden Gala), cui ha tirato il collo fino agli ultimi 40 metri il marocchino Soufiane El Bakkali, secondo col personal best di 8:05.17. Terzo il plurivincitore di Diamond League Jairus Birech (8:07.84). Ci sono soddisfazioni anche in chiave italiana, con tre primati personali e due prestazioni al di sotto del minimo di iscrizione per i campionati del mondo, realizzate da Abdoullah Bamoussa (tredicesimo in 8:22.00, seconda prestazione europea dell'anno) e Yohannes Chiappinelli (8:27.34, quindicesimo col quinto tempo europeo 2017). Bravo e non lontano dal minimo iridato Ala Zoghlami (quindicesimo in 8:29.26). Yuri Floriani ha chiuso in diciannovesima posizione in 8:39.83.

400 metri donne - Vittoria della favorita Natasha Hastings in 50.52 su un'altra specialista di grande levatura internazionale, la giamaicana Novlene Williams-Mills (51.04) e sulla bravissima ucraina Olha Zemlyak, leader europea stagionale, terza in 51.08. La Hastings è uscita con larghissimo vantaggio dalla curva e ha gestito il rettilineo perdendo poco in efficacia. In ottava corsia Maria Benedicta Chigbolu ha tenuto discretamente nei primi 200 metri, chiudendo nona in 52.28, quinto crono della carriera.

800 metri uomini - Adam Kszczot è l'uomo che rompe gli argini, e spezza anche la tradizione negativa dei polacchi sulle sponde del Tevere, vincendo per la prima volta all'Olimpico un 800 brillante e dall'esito incerto, vinto con la consueta sapienza tattica e la cattiveria che il palcoscenico merita. Ha faticato, Kszczot (1:45.96) per irrompere nel rettilineo finale e vincere sul kenyano Kipyegon Bett (1:46.00) e sullo statunitense Donavan Brazier (1:46.08).

100 metri uomini - Una vittoria britannica mancava all'Olimpico da un quarto di secolo. La firmò Linford Christie nell'anno dell'oro olimpico a Barcellona. Dopo 25 anni tocca a Chijindu Ujah rinfrescare la memoria storica dello sprint al Golden Gala, imprigionata da quasi 10 anni nell'asse Giamaica-Stati Uniti. Lo sprinter britannico ha vinto una gara in bilico fino all'ultimo metro in 10.02 (-0,2), precedendo il primatista europeo Jimmy Vicaut (10.05) e la novità americana Ronnie Baker (10.05 anche per lui). Nona posizione pre Federico Cattaneo in 10.38, terzo tempo della carriera.

Salto triplo donne - Le pantere si agitano sotto la Tribuna Tevere. Le pantere sono le favorite Caterina Ibargüen, campionessa olimpica e mondiale e la sua migliore avversaria, la venezuelana dagli arti infiniti Yulimar Rojas. Le feline del triplo devono fare appieno il loro dovere perché al secondo salto la campionessa olimpica di Londra, la kazaka Olga Rypakova, atterra a 14,64 (0,1). La spunta la Rojas con una prestazione di altissimo livello, 14.72, 14,76 e 14.84 (0,6) in sequenza, cui la Ibargüen tenta di opporsi in extremis arrivando a 14,78 (0,0) all'ultimo salto. Con 14,42 la portoghese Patricia Mamona, quarta, aggancia il record europeo stagionale. Dariya Derkach ha iniziato bene con 14,03 (1,3), sua miglior misura della serata, classificandosi settima. 

400 metri ostacoli donne - Al Golden Gala, lo dicono i numeri, gli spettatori hanno goduto della seconda miglior gara internazionale della stagione, dopo quella della terza tappa di Diamond League a Eugene. Ha dominato, per il secondo anno consecutivo e ormai beniamina del pubblico romano, la 24enne giamaicana Janieve Russell (54.14, quinto crono mondiale dell'anno). Nella scia della Russell, le cifre hanno dato soddisfazioni a almeno due terzi della partecipanti, anche alle azzurre Yadisleidy Pedroso (55.70, settima col miglior crono nazionale del 2017 e nuovamente sotto il minimo di iscrizione mondiale) e Marzia Caravelli (ottava in 55.83 dalla prima corsia, alla seconda discesa in carriera sotto i 56 secondi e anche lei sotto il minimo per Londra). Il podio dell'Olimpico è completato dalla danese Sara Petersen, argento olimpico, seconda con il record europeo stagionale di 54.35, e dalla sudafricana Wenda Nel (54.58, record africano stagionale). Le azzurre si sono comportate discretamente nelle prime barriere e nonostante la fatica negli ultimi cinquanta metri, l'Olimpico ha lasciato loro in dote prestazioni cronometriche di spessore.

Peso donne - Vince la cinese Gong Lijiao con una serie tutta oltre i 19 metri e un miglior lancio di 19,56, seconda prestazione mondiale stagionale, davanti al duo-USA Dani Bunch (18,95) e Michelle Carter (18,86 per l'olimpionica e campionessa del mondo indoor a Portland). Dopo l'ottima entrée casalinga a Shanghai, per la Gong si tratta del secondo successo nella Diamond League 2017. Delle migliori lanciatrici in gara, Anita Marton è rimasta fuori dal terzetto con 18,55.

400 ostacoli uomini - Una bella gara di livello nazionale ed europeo, con Mario Lambrughi al successo in 49.41, record italiano stagionale e sesto tempo del continente, su un bravo José Bencosme. Solo sei centesimi hanno diviso il 25enne ostacolista dell'Atletica Riccardi dagli standard di iscrizione ai mondiali di Londra 2017. Il crono è anche la seconda prestazione della carriera di Lambrughi, efficace a respingere il ritorno di Bencosme (49.75, quarto tempo in carriera) all'ingresso in rettilineo. Terzo Lorenzo Vergani in 50.23 (personale sfiorato di 0.05).

1500 uomini - Vince Joao Bussotti in 3:42.15 in autorità liberandosi della compagnia negli ultimi 120 metri. Il 24enne mezzofondista dell'Esercito (3:37.12 a Marsiglia domenica scorsa) si è imposto su Yassin Bouih (primato personale con 3:42.66) e Ali Abdikadar Sheikh (3:42.68, in testa nel primo giro). Seguono primati personali a pioggia per Simone Bernardi (3:42.68, quattro secondi di progresso), Mattia Padovani (3:43.58), Mattia Moretti (3:43.85) e Emilio Perco (3:43.85). Solo ottavo Soufiane El Kabbouri in 3:44.13.

Lungo uomini - Vince il favorito Kevin Ojiaku con 7,90 (0,4), misura che eguaglia la seconda prestazione all'aperto della carriera. Il 27enne vice-primatista europeo stagionale (8,20, sesta misura mondiale 2017) ha dominato dal primo turno con una serie in crescendo (7,72, 7,76 e 7,81) fino al miglior salto del quinto turno, per poi chiudere con 7,65. Nella seconda parte di gara migliora due volte il personale Antonino Trio, prima con 7,77 poi con 7,81 (1,4), seconda prestazione italiana dell'anno. Terzo Antonmarco Musso con 7,71 ventoso (2,4) cui fa seguire all'ultima prova il miglior risultato stagionale con vento legale e seconda misura della carriera (7,70/0,8). Tremigliozzi (7,63/-1,8) e Kaboré (7,55/2,4) chiudono la classifica. 

Gare Master - il 200 donne a Denise Caroline Neumann in 26.43 (-0,8) su Cristina Sanulli (26.87) e Miriam Di Iorio (27.53), il 200 uomini a Ivan Mancinelli in 23.09 (0.0), su Andrea Benatti (23.28) e Alfonso De Feo (23.35). Nei 1000 metri donne vittoria di Claudia Bartoli (3:03.52) su Simona Prunea (3:07.35) e Paola Tiselli (3:09.02). Sulla distanza uomini primo Alessandro Iacomino (2:41.09) su Alfonso Scarfone (2.43.47) e Francesco D'Agostino (2:44.33). Staffette 4x100: tra le donne successo della Romatletica Footworks Salaria (Fiori, Rita, Paganelli, Delia) in 51.55 sull'Atletica Ambrosiana (Nacchi,Neumann,Tellini,Servadei) in 51.55 e sull'Athlon Bastia (Rotini, Zuniga, Cammarota, Moretti) in 54.30. Tra gli uomini vince Toscana Atletica Futura in 44.71 (Della Vedova, Pollicino, Salvadori, Benatti) sull'Atletica Virtus Castenedolo (Papa, Comper, Fausti, Acciaccaferri) in 44.71 e Liberatletica (Donnarumma, Leoni, Scarponi, De Feo) in 46.51.

100 metri paralimpici - Due doppiette firmata Italia nei 100 metri. Tra le donne con Martina Caironi (14.82) e Monica Graziana Contrafatto (15.55) sulla norvegese Anna Dalhaug (17.53). Nei 100 uomini con Andrea Lanfri (11.48) e Emanuele Di Marino (12.03) sull'olandese Levi Vloet (12.04).

La stagione della IAAF Diamond League 2017 per discipline
Le Diamond Races per meeting

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Commenti? | Jun 09, 2017
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