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Kipchoge, la maratona è un'altra storia

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Eliud Kipchogedi Giorgio Cimbrico

Eliud Kipchoge: campione olimpico a Rio, tre volte a segno sia a Londra che a Berlino, capace di correre a 21 chilometri orari all’autodromo di Monza mancando per 26 secondi il valicamento e lo sbarco nella dimensione del sub 2 ore, ora primatista del mondo con una prestazione, 2h01:39, che cancella per un minuto molto abbondante quella di Dennis Kimetto e regala a Berlino il nono primato mondiale realizzato su queste strade. Una storia iniziata vent’anni fa giusti con il 2h06:05 del brasiliano Ronaldo da Costa: quatro minuti e mezzo sono a palmi un chilometro e mezzo. Arduo trovare nella storia della maratona uno più grande di Eliud Kipchoge. Bikila, ormai, vola in campi elisi lontani. Più mito che storia.

DALLA PISTA... - La “recerche” su Kipchoge porta a ripercorrere il suo nobile passato in pista: molti altri grandi interpreti della strada non ne possiedono neppure un quarto. La comparsa in scena risale al 2003, Mondiali allo Stade de France di Parigi-St Denis: in possesso di una data di nascita controversa (il 1986, poi corretto in 5 novembre 1984: in ogni caso, giovanissimo) è in grado di piegare, in fondo a un graduale e avvincente aumento della velocità, Hicham El Guerrouj e Kenenisa Bekele, l’uno e l’altro impegnati a provare la doppietta dopo i successi nei 1500 e nei 10000. In tre in 31 centesimi sul piede dei 12:53. Magnifico.

La collezione personale del giovanotto, che viene dal generoso distretto dei Nandi, una delle miniere dell’atletica keniana e che è allenato dal compaesano Patrick Sang nobile interprete delle siepi agli inizi dei Novanta, si arricchisce con il bronzo di Atene (gli stessi del podio parigino, ma il marocchino e l’etiope davanti a lui) e l’argento di Pechino (alle spalle di Bekele) mentre ai Mondiali Kipchoge conquista la seconda medaglia - secondo, piegato da Bernard Lagat - ad Osaka 2007. Tutto e sempre sui 5000, quella che sembrava la sua distanza.

...ALLA MARATONA - Il Kipchoge maratoneta fa capolino cinque anni fa, ad Amburgo quando regala un esordio a molte stelle: vittoria in 2h05:30. Pochi mesi dopo, a Berlino, estirpa più di un minuto, 2h04:05, ed è secondo (prima e unica sconfitta) dietro a un Wilson Kipsang da record mondiale (2h03:23), quasi una costante sul percorso che termina poco dopo la porta di Brandeburgo. Nelle altre uscite, vittorie a Rotterdam, a Chicago (sfiorando il personale in 2h04:11), a Londra in 2h04:42 e a Berlino in 2h04:00.

Il 2h03:05 di Londra 2016, a 8 seondi dal record mondiale e berlinese di Kimetto, è stato equamente diviso in 1h01:24 e 1h01:41 e Eliud, portando una mano al volto, ha immediatamente realizzato, tagliando il traguardo nei pressi di Buckingham Palace, di aver buttato l’occasione per dare una strapazzata alla più veloce prestazione di tutti i tempi alla sua settima esperienza sulla distanza. A 400 anni dalla scomparsa di William Shakespeare sarebbe stata una Tempesta.

La calligrafia, nel caso di Kipchoge, si sposa all’efficacia: 6:16 negli ultimi due chilometri e spiccioli dopo aver staccato sul lungo Tamigi, senza uno strappo e in piena armonia, Stanley Biwott che pareva in crisi e ha finito in 2h03:51, oltre un minuto sotto il personale. La più veloce tra le tratte di 5000 è stata la prima, uno stordente 14:16, ma tra il 20° e il 25° e il 25° e 30° Eliud e Stanley, per strangolare Kenenisa Bekele, sono stati capaci di correre fianco a fianco in 14:28 e 14:34, con una regolarità metronomica da 2:55 a chilometro.

A seguire, la vittoria olimpica a Rio in pieno controllo lasciando a 1:10 l’etiope Feyisa Lilesa, il test senza crismi di ufficialità all’autodromo di Monza, l’attacco al record del mondo a Berlino in una giornata in cui Eliud ha trovato strenua resistenza dall’etiope Guye Adola, impavido esordiente che ha centrato il record per chi per la prima volta si è cimentato con i 42 km: 2h03:46, settimo di sempre. Kipchoge è finito 14 secondi davanti in 2h03:32 per una media, sulle nove prove corse, di 2h04:45. Subito dopo, ha confessato che molte altre maratone lo attendono ed è stato di parola. Chi ama l’arte della corsa non può che essere felice vedendo quell’immagine scattata appena dopo la porta di Brandeburgo e quel tempo.

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1 commento | Sep 17, 2018

Tortu: ''Ora penso solo alla staffetta''

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Filippo Tortu (foto Colombo/FIDAL)

 

Parla Filippo Tortu all'indomani del quinto posto nella finale dei 100 metri agli Europei di Berlino. Il 20enne brianzolo, autore di un 10.08 nella gara che ha incoronato il britannico Zharnel Hughes con 9.95, approfondisce la riflessione sulla scorsa serata: "Sono molto meno arrabbiato di ieri - dichiara Pippo, primatista italiano con il 9.99 di Madrid del 22 giugno - Ho analizzato la finale: mi sono reso conto di aver fatto una buona gara dal punto di vista tecnico e di non aver corso piano. Mi ritengo soddisfatto per ora. Manca la staffetta che è una gara a cui tutta la squadra punta tantissimo. L’arrabbiatura di ieri sera è un po’ scomparsa e adesso sono più consapevole di quello che ho fatto".

Tortu conferma di essersi presentato al top all'appuntamento dell'anno: "Sono sicuro che non sarei potuto arrivare qui in condizioni migliori ma, anzi, sottolineo che la scelta del mio tecnico di non farmi gareggiare altre volte è stata fondamentale per farmi arrivare qui e dare il tutto per tutto in finale". 

Uno sguardo al futuro, anche oltre l'orizzonte dei 100 metri. "I 200? Se ne parla il prossimo anno. Quella di domenica in staffetta sarà l’ultima gara della stagione. Poi vacanze". Batteria e finale della 4x100 maschile sono in programma nella giornata di chiusura in nemmeno due ore: primo round alle 19.50, sfida per le medaglie alle 21.35, nell'ultima gara in assoluto della rassegna continentale. 

DIRETTA TV E STREAMING - Tutte le emozioni degli Europei di Berlino sono trasmesse sui canali Rai (Rai2, RaiSport, RaiSport+HD e la piattaforma RaiPlay), sui canali Eurosport (Eurosport 1, Eurosport 2 ed Eurosport Player) e in streaming sul portale Eurovision al seguente link: www.eurovisionsports.tv/EuropeanChamps18/athletics

1 commento | Aug 10, 2018

Fausto Desalu 20.13, solo Mennea più veloce!

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Fausto Desalu (foto Colombo/FIDAL)

Magia di Fausto Desalu nella quarta serata dei Campionati Europei di Berlino. Il velocista lombardo delle Fiamme Gialle diventa il secondo italiano di sempre nei 200 metri con 20.13 (+0.7) dietro il leggendario 19.72 di Pietro Mennea. Per il 24enne cremonese c’è il sesto posto nella finale europea più veloce della storia, dominata dal campione del mondo Ramil Guliyev con 19.76, secondo tempo alltime nel continente proprio alle spalle di Mennea. Un grande risultato dello sprinter azzurro che demolisce il record personale di 20.31 ottenuto due anni fa, al termine di un Europeo in crescendo dopo il 20.39 della batteria e il 20.35 della semifinale. In tutte le precedenti edizioni della manifestazione con 20.13 si sarebbe arrivati almeno in seconda posizione. Stavolta, in una gara di elevato contenuto tecnico, argento al britannico Nethaneel Mitchell-Blake e bronzo allo svizzero Alex Wilson, entrambi a 20.04, poi lo spagnolo campione uscente Bruno Hortelano fuori dal podio con 20.05 e il britannico Adam Gemili (20.10). “Non pensavo di reggere così bene la fatica dei tre turni - commenta Desalu - ed è un bel passo avanti che la dice lunga per il futuro”.

1 commento | Aug 09, 2018

Berlino-Filippo-Tortu-in-finale-nei-100

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LIVE Berlino, Filippo Tortu in finale nei 100 07 Agosto 2018

(in aggiornamento) Il primatista italiano vince la terza semifinale con 10.12 (+0.2). Il francese Vicaut vola già: 9.97 (+0.4). Fuori Jacobs e Cattaneo e tra le donne out Bongiorni e Siragusa

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Filippo Tortu è in finale nei 100 metri agli Europei di Berlino. Il primatista italiano vince la terza semifinale con 10.12 (vento +0.2) e sbarca tra i migliori otto d'Europa con il quinto tempo complessivo. Tornerà in pista alle 21.50 per la finalissima. "Ottime sensazioni, bella atmosfera, pista fantastica e stadio spettacolare - le prime parole di Tortu - L'importante era qualificarsi. Non sono partito benissimo, mi sono trovato subito alto, ma sul lanciato ho gestito, dovevo arrivare tra i primi due e l'ho fatto". Fuori, invece, gli altri due sprinter azzurri Marcell Jacobs (10.28/+0.6) e Federico Cattaneo (10.39/+0.4). Il migliore delle semifinali è il francese Jimmy Vicaut che con 9.97 (+0.4) abbatte già il primato dei campionati che apparteneva a Francis Obikwelu dal 2006 ed è l'unico sotto i 10 secondi. Grande impressione anche dal britannico Zharnel Hughes, vincitore in massima decontrazione della seconda semifinale con 10.01 (+0.6). Gli altri finalisti sono il turco Jak Ali Harvey (10.11/+0.6), il britannico Reece Prescod (10.10/+0.4), l'altro britannico Chijindu Ujah (10.14/+0.2), l'olandese campione in carica Churandy Martina (10.18/+0.4) e il turco Emre Zafer Barnes (10.21/+0.4).  

SIRAGUSA E BONGIORNI OUT - Eliminate le sprinter azzurre Anna Bongiorni e Irene Siragusa nelle semifinali dei 100: entrambe non vanno oltre l’ottavo posto. La pisana dei Carabinieri corre in 11.62 (+0.2) nella semifinale dominata dalla britannica Dina Asher-Smith (11.93 per rafforzare i gradi di favorita). Negli ultimi appoggi, Bongiorni accusa un fastidio al polpaccio sinistro. La senese dell’Esercito fa leggermente meglio, 11.60 (+0.1) ma anche il suo tempo è piuttosto alto se si confronta con gli standard stagionali e con l’11.21 di Orvieto.

1 commento | Aug 07, 2018

Berlino è sempre Berlino

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di Giorgio Cimbrico
 

Olympiastadion, tempio laico, sospeso tra il classico e il barbarico: poco più di ottant’anni di vita ma, per quella pietra cruda che lo fascia, dotato di un aspetto che sembra pescare nel tempo lontano, profondo. Quel che è successo là dentro è nella storia e, per non perdere il filo in un archivio che è anche un labirinto, merita una cronologia dei fatti più coinvolgenti e commoventi.

3-9 agosto 1936. Dopo il giorno dei giorni di Ann Arbor, 25 maggio 1935, sei record mondiali in un’ora o poco più, Jesse Owensoffre allo stadio dei 100.000 e al mondo la settimana delle settimane: i 100 in 10.3 (dopo un quarto ventoso in 10.2), il lungo con la seconda escursione oltre gli 8 metri (dopo l’8,13 nel Michigan, l’8,06 berlinese), i 200 in 20.7 facendo a pezzi, mezzo secondo, il record olimpico di Eddie Tolan. Per finire il lavoro, una sostanziosa mano, in prima frazione, alla staffetta che con Ralph Metcalfe, Foy Draper e Frank Wykoff, forza per la prima volta, per due decimi, la barriera dei 40 secondi. Orazio Mariani, Gianni Caldara, Elio Ragni e Tullio Gonnelli scrivono una delle pagine più belle dell’atletica azzurra: secondi e virtualmente campioni europei davanti alla Germania.
 
6 agosto 1936. In fondo a uno degli arrivi più serrati della storia dei Giochi (soltanto i 100 di Helsinki 1952, vinti per un soffio da Lindy Remigino, possono finire sullo stesso piano), la bolognese Trebisonda Valla, per tutti Ondina, diventa la prima olimpionica d’Italia.

Ventotto minuti perché la camera Kirby, il fotofinish del tempo, detti la classifica e consegni il diritto di avviarsi verso il podio o indichi la porta degli spogliatoi. Valla, la tedesca Anni Steuer, la canadese Elizabeth Taylor, in quest’ordine, tutte a 11.7 a spartirsi le medaglie degli 80 ostacoli. È anche il tempo di Claudia Testoni, fuori per millimetri. Troverà parziale consolazione un anno dopo, vincendo gli Europei.

 
26 agosto 1977. Sette salti “buoni alla prima”, da 1,75 a 2,00, due record mondiali, uno uguagliato a 1,97, l’altro nuovo e storico a 2,00: alle 19 Rosemarie Ackermann si trasforma nella prima trasvolatrice di una quota che è barriera, simbolo, confine, nuovo punto di partenza. Il Muro cadrà nell’89 ma questo volo di una tedesca dell’altra Germania sul lato ovest della capitale assomiglia a un anelito. Meno di un anno dopo, Sara Simeoni scavalcherà per la prima volta 2,01: di quel record sta ricorrendo il 40° anniversario.
 
9 luglio 2006. Fuochi artificiali e stelle filanti: Fabio Cannavaro alza la Coppa del Mondo, la quarta stella dell’Italia, in fondo a una tesa, drammatica sfida con la Francia risolta ai rigori. Colpisce la traversa David Trezeguet, non sbaglia Fabio Grosso. E Andrea Pirlo esce ancora una volta portando addosso l’etichetta di migliore in campo.

 

Dopo Vittorio Pozzo e Enzo Bearzot, Marcello Lippi è il terzo ct a portare il titolo in patria.

 
16-20 agosto 2009. Il miglior Usain Bolt di sempre e per sempre accende i suoi lampi e scatena, più che l’entusiasmo, la gioia genuina di chi può assistere alle imprese dell’uomo che ha messo le ali ai piedi, che sa bruciare i secondi 50 in 4.10, i secondi 100 in 9.27, che lascia il suo sfidante più vicino a 13 centesimi (Tyson Gay) e all’abisso di 62 Alonso Edward, lontano sei metri buoni, che trasferisce un carnevale giamaicano nel parco attorno allo stadio, che confessa la sua prima prorompente gioia all’orso Berlino. Bolt: 9.58 e 19.19. Numeri, cifre, tempi, storia.
 
1 commento | Aug 04, 2018

Conferenza stampa Half Marathon di Pietro Mennea Matteo SIMONE

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Da un po’ di anni mi sto interessando alle ultramaratone, nel 2008 attraverso brevi interviste ad alcuni partecipanti alla “100 km degli Etruschi”, raccolsi alcune impressioni, sensazioni e testimonianze con l’intento di comprendere le motivazioni a intraprendere questo tipo di imprese estreme che comportano un’estenuante prestazione sportiva, e tra gli intervistati c’era anche Enzo Cascella alla sua prima 100km.
Prestigiosa l’opera di Enzo Cascella di riuscire a tenere uniti tanti atleti apprezzandoli e premiandoli e notevole è anche la sua opera grazie a tanti suoi collaboratori di proporre tante iniziative di attività fisica a diversi livelli come una grande gara di mezza maratona in memoria di Mennea che si svolgerà prossimamente il 25 febbraio 2018, di seguito il Comunicato stampa: “La PIETRO MENNEA HALF MARATHON è una gara podistica di 21Km organizata dalla Associazione “Barletta Sportiva”, che avrà luogo a Barletta il 25.02.2018 con partenza alle ore 9:00 dal Catello di Barletta. Giunta alla sua quinta edizione, da due anni porta il nome del grande Pietro Mennea. È prevista la presenza di circa 3.000 alteti provenienti da ogni parte d’Italia che correrranno indossando la replica della canotta che ha visto vincitore dell’oro olimpico Pietro Mennea a Mosca il 28.07.1980. Nella classifica delle mezze maratone italiane più partecipate è: 1ª della Puglia, 2ª dell’Italia meridionale, 11ª Italiana. L’apertura dell’evento avverrà sabato 24 febbraio alle ore 9:00 con l’inaugurazione del villaggio maratona, dove saranno presenti i vari sponsor che offriranno propri prodotti tipici locali e varie associazioni sportive che promuoveranno le proprie gare. La P.M.H.M. prevede eventi collaterali che daranno prestigio alla manifestazione:
-ore 9,00: i giovani atleti del I.C. Musti-Dimiccoli a termine del progetto “Sulle orme di Pietro Mennea”, parteciperanno come dei veri corridori ad una staffetta ed una gara di velocità. Coordinati dai rispettivi docenti, saranno premiati dal professor Francesco Mascolo (ex allenatore del campione Barlettano) con una medaglia e una maglia rappresentativa.
-ore 15,00: avrà inizio “Walk Zone”, una camminata sportiva con l’ausilio di cuffie auricolari, per la prima volta a Barletta. Con partenza dal Castello Svevo, si proseguirà nel centro storico compreso il passaggio dalla “Salita del Vaglio”, luogo dove si allenava Pietro Mennea, il tutto coordinato da Mariella Dileo.
-ore 18,00 : conferenza stampa presso la Sala Rossa del Castello Svevo, dove saranno presentati i TOP RUNNER, il GRUPPO SPINGITORI, che con il loro progetto “Con le ali… fino al traguardo” realizzeranno il sogno di Tommaso e Spiry di vivere una giornata all’insegna dello sport e della solidarietà. Coordinatori Emma Caputo Fortunato e Nicola Tanzi.
GRUPPO PACER DONNE: per la prima volta sarà presente una squadra PACER completamente femminile che avrà il compito di portare al traguardo il maggior numero di atleti con diverse andature ma con lo stesso obiettivo, arrivare con il sorriso.
Durante tutto l’evento la P.M.H.M. sarà supportata dal valido aiuto degli alunni della scuola N. Garrone con Hostess Steward Yang Team e alunni del Liceo Sportivo “C. Cafiero”.
ONLUS SPORT SENZA FRONTIERE.
La Onlus correrà con una squadra di Runners speciali: i ragazzi rifugiati del progetto FIRST AID SPORT per lanciare un messaggio di integrazione e fratellanza e soprattutto per ricordare che la prima donazione è stata effettuata da Pietro Mennea per sostenere il loro progetto.
Lunedì 19 febbraio 2018 ore 11,00 conferenza stampa presso il Liceo Sportivo “C. Cafiero” con la presenza dell’assessore allo sport del Comune di Barletta Patrizia Mele, il prof. Mascolo allenatore di Mennea, Fondazione Onlus Pietro Mennea, il calciatore Gennaro Delvecchio, l’arbitro di serie A calcio Antonio Damato e del presidente della Barletta Sportiva Enzo Cascella.”
http://calendario.fidal.it/files/Reg_PietroMenneaHM_2018.pdf

La canotta solo ai primi 1972 iscritti alla gara; iscrizioni attraverso la PROCEDURA ON LINE DELLA FIDAL info: 3334714852 enzocascella@gmail.com
Che dire! Questo è lo sport che vogliamo, uno sport di tutti e per tutti, che avvicina persone, culture e mondi e sposta treni e montagne dal Nord al Sud passando per il centro e anche dal Sud al Nord sempre passando per il centro reclutando persone di ogni età e cultura per condividere allenamenti e gare, fatiche e gioie portando sempre a casa qualcosa come un pacco gara, una bella canotta, una meritata medaglia e tanti incontri, abbracci, sorrisi e selfie a volontà.

Siete pronti a partire con noi a Marzo…?
Iten e The Heart of Kenyan Running vi aspettano….!!
Possibilità di partecipare al Running Camp da 8 oppure 13 notti, per un’esperienza all’insegna della corsa, del benessere, dell’affascinante scoperta di nuovi paesaggi e nuove culture, per un insieme di incredibili emozioni che non dimenticherete mai….!
Per tutte le informazioni sui dettagli del programma del Running Camp e sui costi scrivere a:
Chiara Raso – chiara.tts@gmail.com presso T.T.S.srl
Per tutte le informazioni sulle attività specifiche del Running Camp scrivere a:
Dott. Matteo Simone, Psicologo dello sport – 2u1163@tiscali.it
Per tutte le informazioni sull’operativo voli scrivere a:
Michela Pistilli – michela.pistlli@gattinoni.it presso l’agenzia viaggi Valair – Gattinoni Travel Store Aosta

The Heart of Kenyan Running – Home | Facebook
https://www.facebook.com/theheartofkenyanrunning/
https://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_simone+matteg-matteo_simone.htm

Commenti? | Feb 20, 2018

Matteo Simone, psicologo e ultramaratoneta, racconta il suo stage in Kenya

Posted by linfordbif in Manifestazioni
Sulle pagine di facebook immagini e brevi commenti sull’esperienza di Matteo Simone in Kenia nel mese di gennaio 2018. Com’è stata articolata la tua giornata in terra keniana? Raccontaci nel dettaglio.

La sera prima ci si organizzava per il giorno successivo, in genere appuntamento alle 6.30 con i pacer keniani per un allenamento a piccoli gruppi in base alla distanza e velocità, si correva in genere dai 12 ai 20 km, con ritmi dai più veloci e in progressioni per gli atleti più forti, mentre più lenti per me e altri e anche alcune donne che andavamo più piano. Si tornava, stretching, colazione e poi liberi a bordo piscina oppure passeggiate varie. Era prevista merenda sia nella mattinata che nel pomeriggio. Nel pomeriggio inoltre erano previste a volte sessioni di addominali a cura di Timo Limo o Richard, molto dure e faticose, soprattutto il motto di Richard era: «No pain no gain». Comunque insieme ci divertivamo anche ed erano presenti tanti campioni lì con noi. Altri pomeriggi facevamo tecnica di corsa e andature a cura di Timo Limo sulla pista in tartan di Lorna Kiplagat, oppure visite a scuole, incontri con allenatori di pomeriggio o sera, incontri e allenamenti con atleti di livello mondiali come Wilson Kipsang, che abbiamo incontrato nella palestra e ci ha chiesto se l’indomani mattina ci allenavamo insieme, e così è stato ha fatto: 5 minuti di ritardo, ma alle 6.35 si è presentato lui che ha 2h03’13” in maratona, con un altro atleta che ha di personale in maratona 2h07’. Inoltre erano previsti allenamenti nella pista di Tambach a 12 km di distanza dal nostro centro, una pista in terra battuta “calpestata” da tanti fenomeni keniani, e noi insieme a loro. Inoltre il fartlek del giovedì mattina alle 9.00 si partiva tutti insieme, eravamo centinaia, ma loro erano fortissimi, variazioni di ritmo sotto i 3’ al km. Inoltre erano previste visite a ospedali, artigianato locale, altri camp di atletica poveri e meno poveri.

Cosa ti ha più interessato del popolo keniano?

Quello che più mi ha interessato e che mi è rimasto nel cuore è stato la loro semplicità e solarità, i loro sguardi, il loro contatto, i loro saluti: loro, quando t’incontrano, ti guardano, ti salutano, ti danno la mano, è diverso da qui da noi dove tutti sono intenti, me compreso, a guardare il cellulare, si cammina senza guardare chi incrociamo, siamo soli con noi stessi. Inoltre mi ha interessato la povertà, ma una povertà umile e gentile, una non ricchezza che non guasta, una povertà fiera. Mi hanno interessato i tanti bambini e ragazzi che incontravano, che andavano a scuola per tanta strada e quando ti vedevano correre si univano a me, oppure quando passavo mi chiedevano: «Come stai? How are you? Habari, Jambo». 

Secondo il dott. Enrico Arcelli esistono più fattori che determinano il successo keniano in atletica leggera: 1) motivazioni; 2) altura in cui vivono; 3) favorevole rapporto peso-altezza; 4) scarsa tendenza a infortunarsi; 5) elasticità muscolare; 6) stile di vita, ecc. Confermi? Cosa ne pensi?

Credo che sono tutti fattori che contribuiscono alla loro performance, ma non i soli; fondamentale è il loro modo di allenarsi insieme, formano treni di allenamento, li vedi passare come mandrie, tra i tanti poi emerge il più forte, viene visto, osservato, corteggiato e portato a gareggiare nel mondo. Inoltre loro curano tanti aspetti, non solo la corsa, ma anche gli addominali, la palestra, la sauna, la fisioterapia, almeno quelli che se lo possono permettere. Inoltre le loro 4 regole sono: allenarsi, mangiare, dormire e poi socializzare. L’allenamento, oltre i lavori in pista, è fondamentalmente il fartlek che gli dà il ritmo di corsa, l’entusiasmo, la voglia di competere con tutto il mondo. Inoltre, oltre l’altezza di 2˙400 s.l.m., i percorsi sono molto impegnativi, sterrato su percorsi collinari, loro cercano tanti stimoli. Altro aspetto è il confrontarsi con i più forti, è lì che vanno i più forti atleti ad allenarsi e i più competenti allenatori ad allenare, più ti confronti con gli atleti del mondo e più apprendi. Inoltre il mangiare è fondamentale, i prodotti della terra sono genuini e nutrienti, la frutta ricchissima di vit. C e minerali, tanta papaya, mango, ananas, banane.

Campioni si nasce o si diventa?

Bisogna prima nascere campione e poi diventarlo, ci vogliono i geni giusti, ma non basta, non tutti coloro che hanno il corredo per diventare campioni poi riescono, c’è bisogno del contesto che ti coinvolge, che crede in te, e poi te stesso devi essere motivato, ci devi credere, devi trovare stimoli giusti, devi essere resiliente, devi sapere aspettare il momento giusto, devi essere persistente, devi essere amichevole, saperti allenare da solo e anche con gli altri, devi saper ascoltare, e saper chiedere anche.

Resilienti si nasce o si diventa?

Resilienti basta respirare all’inizio, non ci vogliono tante doti, e poi devi saper seguire treni giusti, devi capire cosa apprendere dagli educatori, devi prendere e dare, devi soffrire un po’ ma non troppo, devi saper costruire la tua personalità, le tue mete e i tuoi obiettivi, avere piano B e piano C, essere amichevole, aiutare e farsi aiutare, fidarsi e affidarsi.

Ritornando a Roma ora dovrai nuovamente fare i conti con una città sporca, pavimentazione dissestata, mezzi pubblici poco efficienti, malumore generale, ecc. In Kenya era la stessa cosa?
Purtroppo anche in Kenya stanno arrivando dal resto del mondo ad asfaltare e così da una parte aumenta il progresso e la velocità dei mezzi di trasporto e dall’altra parte si perde la naturalezza e la lentezza della quotidianità. Bisogna focalizzarsi sul momento presente e nel contesto dove siamo, lì è diverso quando sei lì, qui è diverso, devi coltivare il tuo orto capire quello che puoi fare e come lo puoi fare con quello che hai a disposizione cercando di apportare migliorie nella tua vita, nelle tu amicizia senza stravolgere la tua vita, con il cuore rivolto in Kenya ma il fisico a Roma riprendendo la bicicletta con nuove consapevolezze, incontrando gente guardandole negli occhi, con forze nuove che vengono dal cuore e dalla mente.

Melanie Joy nel suo libro Perché amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche, ha stigmatizzato l’ambiguo rapporto uomo-animali in Occidente. Lì in Africa è la stessa cosa? La gente ha il tempo di andare al circo, allo zoo, all’acquario, ove certo gli animali non vivono in condizioni naturali? Indossano piumini e pellicce, pur sempre frutto di violenza a danno di esseri senzienti?

Lì tutto ciò non esiste, non esistono circo, zoo, acquario, è bello vedere gli animali per strada, vedere gli artigiani che lavorano per strada il legname, che aggiustano attrezzi, che vendono frutta colorata e profumata, sono coperti ma di vestiti semplici e colorati.

Che tipo di alimentazione segue il keniano medio?

 Più che altro cereali, verdure e frutta, poca carne, l’ugali è sempre presente, una sorta di polenta, inoltre buonissimi i centrifugati di verdura allo zenzero, buonissime le diverse patate e tanta frutta a volontà.

Tuoi prossimi impegni sportivi ed esistenziali?

Ho già fatto la Corsa di Miguel, di ritorno da Iten e ho fatto una prestazione migliore di circa 2’ rispetto a prima di partire: andavo leggero, agile e in progressione con tanto entusiasmo. Prossimi impegni le gare con la società La Sbarra e I Grilli Runners e poi sto aspettando la mia 50^ maratona/ultra, mi piacerebbe fare la 6 ore della Reggia, e anche 12 e 24 ore, mi piacerebbe fare quella di Torino, e poi non escluderei la Nove Colli Running 202,4 km, anche qualche gara in bicicletta con il Gruppo di ciclismo di Podistica Solidarietà e non si sa mai riprovare un Ironman se riprendo a nuotare, attualmente faccio anche Tai chi e yoga. E la cosa importante è che adesso faccio parte del team Kenya Italia e volerò spesso in Kenya come accompagnatore e mental coach di gruppi italiani. La prossima partenza il 15 marzo sempre per 13 notti, unitevi a noi! Inoltre continuo a scrivere articoli e libri sulla psicologia dello sport. L’ultimo uscito è Sport, benessere e performance.

Stefano Severoni
http://www.dimensioneatletica.it/wp-content/uploads/2018/02/Matteo-Simone-racconta-il-suo-stage-in-Kenia-gennaio-2018.docx

Vi aspettiamo per il prossimo Running Camp in calendario:

13 notti ad Iten (Kenya) dal 16 al 29 Marzo 2018 - partenza dall'Italia il 15/03

Per informazioni dettagliate sulle attività, sullo staff e sull'organizzazione scrivere a

Chiara Raso - chiara.tts@gmail.com presso T.T.S.srl

Per informazioni dettagliate sul programma del Running Camp di marzo, che prevede, oltre agli allenamenti, approfondimenti di psicologia dello sport, scrivere a: Matteo Simone 21163@tiscali.it

Per prenotazione operativo voli scrivere a: Michela Pistilli - michela.pistilli@valair.it

Vi aspettiamo.... in Kenya !!
 
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Commenti? | Feb 12, 2018

ANCORA UNA VOLTA VERONA RISPONDE CON IL CUORE ALLA CHIAMATA DELLA MARCIA DEL GIOCATTOLO

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5.000 podisti, grandi e piccini, hanno colorato di giallo la città, contribuendo al progetto “Un asilo per tutti” dei Centri Aiuto per la Vita della provincia di Verona

Verona, 8 dicembre 2017 – La 40a Marcia del Giocattolo ha portato per la città il giallo, come i gilet antivento indossati dai partecipanti, simbolo, assieme al braccialetto di legno, dell’adesione al programma di solidarietà. La Marcia del Giocattolo mantiene infatti la sua vocazione benefica destinando i fondi a un progetto del territorio: quest’anno si è scelto, insieme al CSV, il programma “Un asilo per tutti” dei Centro Aiuto per la Vita della provincia di Verona.

All’evento, organizzato dall’Associazione Straverona con il patrocinio dell’Assessorato allo Spot e Tempo Libero del Comune di Verona, hanno partecipato con i loro sorrisi 5.000 podisti, grandi e piccini, che hanno sfidato le condizioni meteorologiche avverse per correre con il braccialetto al polso e contribuire alla creazione di quel sorriso che si è creato in Piazza Bra. Alta la partecipazione dei gruppi podistici che anche quest’anno era più di 60 e sono stati premiati con prodotti alimentari e numerosi premi che sono andati ad aggiungersi a quelli consegnati tramite estrazione prima della gara: in attesa della partenza, infatti, sono stati estratti i numeri di pettorale, in palio abbonamenti, cene e un fine settimana per due persone.

La corsa nella corsa: alla Marcia del Giocattolo si poteva partecipare anche vestiti da giocattoli o personaggi dei cartoni e dei film e prendere parte così alla Toys Run. Naturalmente non sono mancati i premi per valorizzare chi si è travestito: quest’anno i vincitori sono stati i personaggi di Star Wars, Sailor Moon e un soldato e una simpatica mamma albero di Natale con la figlia renna.

Terminata la corsa dei grandi, come ormai accade da sette anni, il testimone è passato ai bimbi che partecipano sempre più numerosi con la classe o con gli amici alla Corsa di Santa Lucia. I bimbi si sono divertiti correndo intorno all’Arena, dai piccolissimi di tre anni, ai “grandi” di 10 anni, si sono messi in gioco, hanno corso e alla fine, sono stati premiati da Santa Lucia in persona con tante caramelle Big Babol e Chupa Choco, con una merendina Pan di Stelle e con un giocattolo Globo giocattoli. Una Santa Lucia anticipata, aspettando l’originale che arriverà tra qualche giorno. L’energia dei bimbi non si è esaurita neanche più tardi con la Staffetta Genitori&Figli, che ha visto mamma e papà correre assieme ai loro piccoli.

Associazione Straverona non può quindi che ringraziare i veronesi, come ha dichiarato il presidente Gianni Gobbi: «è bello vedere così tante persone unite dall’obiettivo comune di aiutare gli altri e in particolare i bimbi che si trovano in situazioni di disagio. La Marcia del Giocattolo negli anni sta crescendo grazie alla partecipazione di così tante persone che trascorrono assieme una giornata di festa, sport e solidarietà». Alla partenza questa mattina hanno partecipato anche il Sindaco Federico Sboarina e l’Assessore allo Sport Filippo Rando e, per l’inaugurazione del simbolo del programma di solidarietà, il sorriso di Piazza Bra, e per le premiazioni dei piccoli, invece, è arrivato l’Assessore alle Politiche Sociali e all’Istruzione Stefano Bertacco, dimostrazione di come l’amministrazione comunale creda fermamente nell’importanza e nel valore di iniziative di questo genere.

Sono numerose anche le aziende che hanno condiviso questi valori e hanno sostenuto l’evento: Despar Nordest e Legnoland di Globo Giocattoli sono i main sponsor; Mediolanum e Acciaierie di Verona Pittini sono i partner; l’auto ufficiale è Alfa Romeo; L’Arena, TeleArena e RadioVerona sono media partner e i fornitori ufficiali sono Pan di Stelle, Big Babol, Chupa Choco, Olio Turri, Avesani, Funivia Malcesine – Monte Baldo e PhytoGarda.

L’appuntamento quindi è stato lanciato per l’anno prossimo, nella data fissa dell’8 dicembre e alla Straverona 2018 del 20 maggio, la tradizionale stracittadina che ogni veronese di nascita, d’adozione e di cuore non può mancare.

UFFICIO STAMPA STRAVERONA

DNA Sport Consulting – Federica Clemente

Commenti? | Dec 12, 2017

VENERDÌ 8 DICEMBRE VERONA CORRE PER SOLIDARIETÀ

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Alle 9:30 la partenza della Marcia del Giocattolo e di conseguenza l’apertura del percorso e l’attivazione di tutti i servizi di sicurezza e ristoro; alle 11:00 la partenza della Corsa di Santa Lucia e a seguire la Staffetta Genitori&Figli.

Verona, 6 dicembre 2017 – Manca solo qualche giorno all’appuntamento di solidarietà di Verona: la Marcia del Giocattolo. Venerdì 8 dicembre, come da tradizione, i runners veronesi, con partenza da Piazza Bra correranno per le vie della città con un pensiero ai bimbi meno fortunati del progetto “Un Asilo per tutti” dei Centri Aiuto per la Vita di Verona. La Marcia del Giocattolo, giunta alla sua 40a edizione, è organizzata da Associazione Straverona e patrocinata dal Comune di Verona, Assessorato allo Sport e Tempo Libero.

Dalle 8:00 sarà possibile iscriversi, ritirare il pettorale, il gilet antivento e il braccialetto di legno, simbolo dell’adesione al programma di solidarietà. In attesa della partenza, programmata per le 9:30, ci saranno il riscaldamento muscolare con l’ambientazione natalizia del coro sotto la Stella e l’estrazione a sorte dei pettorali che possono vincere diversi premi, tra cui un weekend per due persone.

Per garantire la sicurezza di tutti i partecipanti e il corretto svolgimento della corsa, il percorso della Marcia del Giocattolo sarà aperto solo all’orario stabilito, a partire dalle 9:30, quando sul percorso saranno attivi tutti i servizi di sicurezza e ristoro. Le partenze anticipate sono così disincentivate nello spirito di condivisione e solidarietà che la Marcia vuole trasmettere. Alle 9:30 quindi tutti pronti a partire e scegliere il percorso breve, da 5 km per le vie del centro, adatto a tutti, e 12 km collinari, per i più allenati che dà molta soddisfazione arrivando sulle Torricelle. E chi vuole partecipare in modo ancora più originale parteciperà alla Toys Run che mette in palio quattro premi. Una volta rientrati in Piazza Bra i runners potranno restituire il braccialetto di legno, il simbolo di ciò che viene donato ai bimbi del progetto “Un asilo per tutti” e potranno assistere alla costruzione di un sorriso. A seguire le premiazioni dei gruppi prima di dare spazio ai bimbi della Corsa di Santa Lucia.

Alle 11:00, infatti, Piazza Bra diventa la pista dedicata ai piccolissimi dai 3 ai 10 anni che, divisi per età, faranno il loro giro intorno all’Arena e insieme a mamma e papà parteciperanno alla Staffetta Genitori&Figli che si corre subito dopo. La Corsa di Santa Lucia, organizzata con il patrocinio dell’Assessorato all’Istruzione del Comune di Verona, giunge quest’anno alla 7a edizione e riscute sempre un grande successo.

La mattinata di sport e solidarietà si conclude con un grande sorriso che prende vita per dare significato al programma “Un asilo per tutti” dei Centri Aiuto per la Vita della provincia di Verona volto a supportare le famiglie in condizione di disagio socio-economico e di emarginazione sociale grazie all’intervento anche del CSV di Verona.

Sono numerose le aziende che condividono i valori promossi dalla Marcia del Giocattolo e hanno così deciso di sostenere l’evento: Despar Nordest e Legnoland di Globo Giocattoli sono i main sponsor; Mediolanum Acciaierie di Verona Pittini sono i partner; l’auto ufficiale è Alfa RomeoL’ArenaTeleArena e RadioVerona sono media partner e i fornitori ufficiali sono Pan di StelleBig BabolChupa ChocoOlio TurriAvesani, Funivia Malcesine – Monte Baldo PhytoGarda.

La quota di partecipazione è di € 5,00 con adesione al programma di solidarietà e pacco gara; € 10,00 con adesione al programma di solidarietà, pacco gara e gilet antivento marchiato Marcia del Giocattolo; € 2,00 o giocattoli nuovi, solo servizi e ristori.  A questi vanno aggiunti € 0,50 per i NON tesserati FIASP o UMV, per tesseramento giornaliero comprensivo di assicurazione infortuni. Per la Corsa di Santa Lucia, invece, il costo è di € 3,00 a cui si aggiungono € 2,00 per i genitori che vogliono partecipare alla staffetta. Tutte le info sul sito www.straverona.it, sulla pagina Facebook (facebook.com/straverona) e sull’evento 40ª Marcia del Giocattolo - 7ª Corsa di S. Lucia o telefonando al numero340.4735425.

UFFICIO STAMPA STRAVERONA

DNA Sport Consulting – Federica Clemente

tel. 045 8012816 – 340 4054399

Email: federica.clemente@<wbr />dnasportconsulting.it

Commenti? | Dec 06, 2017

L’8 DICEMBRE VERONA CORRE PER BENEFICIENZA CON LA MARCIA DEL GIOCATTOLO

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Con partenza alle 9:30 la Marcia del Giocattolo si snoda sui due percorsi da 5 o 12 km, mentre la Corsa di Santa Lucia fa correre i più piccoli intorno all’Arena

Risultati immagini per foto marcia giocattolo

Verona, 8 novembre 2017 – Giunto alla 40<font size="1">a</font> edizione la Marcia del Giocattolo è l’appuntamento con lo sport e la solidarietà di Verona, organizzato da Associazione Straverona e patrocinato dal Comune di Verona, Assessorato allo Sport e Tempo Libero. Pochi giorni prima della festa di Santa Lucia e inizio delle festività natalizie, l’8 dicembre si conferma essere la giornata in cui tutti gli amanti dello sport corrono e camminano per le vie della città con un pensiero ai bambini più bisognosi. Il percorso breve di 5 km, che porta a godere delle bellissime vie del centro, passando per i luoghi più suggestivi, è adatto a tutti, anche alle famiglie con passeggino e ai meno sportivi; mentre quello lungo, di 12 km, porta i runners sulle Torricelle, in un percorso collinare che giunge fino a Castel San Pietro. E come simbolo solidale a tutti i partecipanti che scelgono di aderire al programma di solidarietà, verrà consegnato insieme al pettorale un braccialetto di legno LEGNOLAND di Globo Giocattoli, che, portato per tutta la corsa e riconsegnato all’arrivo, sarà il simbolo del supporto che ogni singolo dona in favore dei bambini meno fortunati. I fondi raccolti durante la giornata verranno destinati al programma “Un asilo per tutti” della Rete dei Centri Aiuto Vita della provincia di Verona, tramite il CSV di Verona, da anni partner di Associazione Straverona. E per rimanere in tema di giocattoli, chi vorrà potrà correre e camminare vestito da personaggio dei cartoni animati o dal proprio giocattolo preferito, partecipando così alla Toys Run che mette in palio quattro premi: al miglior costume maschile, al miglior costume femminile e ai due migliori gruppi.

Le iscrizioni online sono già aperte sul sito www.straverona.it/iscrizioni e il costo di partecipazione è di € 5,00 con adesione al programma di solidarietà e pacco gara; € 10,00 con adesione al programma di solidarietà, pacco gara e gilet antivento marchiato Marcia del Giocattolo; € 2,00 o giocattoli nuovi, solo servizi e ristori.  A questi vanno aggiunti € 0,50 per i NON tesserati FIASP o UMV, per tesseramento giornaliero comprensivo di assicurazione infortuni. È possibile iscriversi anche presso i negozi Verona Runner e Km Sport di San Martino Buon Albergo e Bussolengo dal 20 novembre.

La Marcia del Giocattolo, oltre a fare del bene nei confronti dei bambini più bisognosi della nostra provincia, chiama proprio i più piccoli a partecipare alla 7<font size="1">a</font> Corsa di Santa Lucia, patrocinata dall’Assessorato all’Istruzione del Comune di Verona. I bimbi delle scuole dell’infanzia e della primaria (i nati dal 2007 al 2014) correranno la Corsa di Santa Lucia, un percorso intorno all’Arena, e la Staffetta Genitori&Figli, durante la quale mamma o papà raggiungeranno il proprio bimbo a metà percorso e insieme taglieranno il traguardo. Il costo di partecipazione per i bambini è di € 3,00 a cui si aggiungono € 2,00 per i genitori che vogliono partecipare alla staffetta. In questa giornata magica sotto la Stella, simbolo del Natale a Verona, sarà proprio Santa Lucia, accompagnata dal gastaldo e dall’asinello, a premiare i piccoli runners con un giocattolo Globo Giocattoli, un dolcetto Pan di Stelle e un quaderno.

Sono numerose le aziende che condividono i valori promossi dalla Marcia del Giocattolo e hanno così deciso di sostenere l’evento: Despar Nordest e Legnoland di Globo Giocattoli sono i main sponsor, Mediolanum e Acciaierie di Verona Pittini sono i partner, l’auto ufficiale è Alfa Romeo, L’Arena, TeleArena e RadioVerona sono media partner e i fornitori ufficiali sono Pan di Stelle, Big Babol, Chupa Choco, Olio Turri, Avesani e PhytoGarda.

Tutte le info sul sito www.straverona.it, sulla pagina Facebook (facebook.com/straverona) dell’evento o telefonando al numero 340.4735425.

Commenti? | Nov 10, 2017

"Più veloce della luce" il libro giallo sportivo fantascientifico

Posted by linfordbif in Manifestazioni


Più veloce della luce può essere definito una sorta di giallo sportivo-fantascientifico, ambientato nel mondo dellatletica leggera in un futuro ormai nemmeno troppo lontano.

 

Partecipare alle Olimpiadi è il sogno di ogni atleta, soprattutto se si hanno le carte in regola per puntare alla finale in una specialità prestigiosa quali i 100 metri per eccellere nella quale non basta un duro e costante allenamento, ma sono richiesti doti di concentrazione e determinazione non comuni.

 

Questo vale anche nel 2060: società tecnologicamente avanzata, ma non per questo immune da lati oscuri e contraddizioni, in cui Fabio Olivieri, per coronare i suoi sogni olimpici, dovrà guardarsi non solo da inconsueti avversari, ma anche da altri elementi fuorvianti, tra cui il rapporto con laltro sesso e nuove, sempre più inquietanti, tecnologie.

 

Durante la finale dei 100 ai Campionati Italiani, il nostro eroe viene infatti battuto da un atleta semisconosciuto che demolisce il primato italiano e che, se la memoria non lo inganna, dovrebbe avere più di 45 anni. Nessun tipo di doping ha un effetto così strepitoso, nemmeno nel 2060, quindi, chiunque sia questo misterioso avversario, diverrà per Fabio una vera e propria ossessione al punto da andarlo a scovare nel centro sportivo ultramoderno alle Isole Eolie dove sia allena in gran segreto. In tale contesto, tra paesaggi mozzafiato ed incontri romantici, la concentrazione di Fabio sulla qualificazione a Roma 2060, i Giochi Olimpici del Centenario, verrà messa a dura prova.

 

Il libro è attualmente disponibile nelle librerie di tutta Italia, ma la soluzione più semplice è acquistarlo on line su siti quali IBS.

https://www.ibs.it/piu-veloce-della-luce-libro-marco-giacomantonio/e/9788899550400

 

Vi invito inoltre a mettere Mi Piace sulla relativa pagina Facebook

https://www.facebook.com/atleticaefantascienza/

Commenti? | Nov 02, 2017

Ultramaratona delle Fiabe Rapona (PZ)

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Risultati immagini per foto matteo simone

Tutti vincitori gli atleti intervenuti a Rapona, a 836 m s.l.m. e circa 
800 abitanti, nei pressi di Calitri dove si può frequentare la scuola 
superiore e in provincia di Potenza dove si può frequentare 
l'Università.
Un successone la 1^ edizione Ultramaratona delle fiabe a Rapona (PZ), 
circuito di quasi 3km da ripetere 15 volte, con salite spezzafiato e 
panorami mozzafiato.
Un piccolo raduno di ultrarunner con gente da ogni luogo, la maggior 
parte pugliesi ma tanti della Basilicata, Campania, Molise e anche da 
Marsala e da Milano. Tanti i personaggi quali Vito Ancora, ex ciclista e 
ora ultrarunner che ha collezionato più di 1.000 tra maratone e ULTRA e 
questo weekend ha fatto doppietta partecipando alla 6 ore di Teodorico a 
Ravenna e alla 43,5 km a Rapona. Presenti:
l'atleta Nazionale 24 ore Luisa Zecchino che vince la gara femminile;
Giuseppe Mangione categoria M55 che arriva terzo assoluto;
Vincenzo Santillo, vincitore M35;
Gianluca Gala vincitore M40;
tanti altri amici quali Michele Debenedictis, Domenico Martino, Nik 
Perry, Nicola Ciuffreda, Giuseppe Libera Di Gioia. Presente anche 
Francesco Cannito disposto a mettere da parte competizione e performance 
per affiancare la sua sposa classificata 6^.
Ottimo il lavoro dello speaker ultrarunner Pasquale Onofrillo 
affiancato da una bravissima giornalista di Putignano.
Protagonisti della gara minore Filippo Castriotta 1° categoria M50; 
Patrizia Losacco 3^ di categoria; ma il top super atleta è Eligio 
Lomuscio, unico, encomiabile, resiliente.
Ottima l'organizzazione della gara con colazione casareccia a base di 
torte e crostate e tanti volontari. Grandi Antonio Leopardi Barra e 
Massimo Faleo, organizzatori bravi, disponibili, sensibili e scrupolosi, 
nonché atleti ultrarunner.
 
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Arrivato il podio in Ultramaratona, 1° categoria50 Ultramaratona delle 
fiabe a Rapona (PZ), circuito di quasi 3km da ripetere 15 volte, con 
salite spezzafiato e panorami mozzafiato.
A volte arrivano anche i risultati, soprattutto se ti impegni e sei 
fiducioso, se sai aspettare, se trovi amici e gruppi per condividere 
allenamenti, pertanto un grande ringraziamento al gruppo di allenamento 
serale di tor tre teste con il coach Fabrizio Galimberti, inoltre 
importanti gli allenamenti al parco degli acquedotti come guida ad 
atleti non vedenti e ipovedenti di Achilles international, nuove guide 
sono sempre gradite lunedì e giovedì ore 18.30. Ed anche un 
ringraziamento agli amici di Manfredonia per allenamenti e lunghe 
camminate con il team frizzi e lazzi walking. E il meglio deve ancora 
venire.
Un piccolo raduno di ultrarunner con gente da ogni luogo, la maggior 
parte pugliesi ma tanti della Basilicata, Campania, Molise e anche da 
Marsala e da Milano. Tanti i personaggi quali Vito Ancora che ha 
collezionato più di 1.000 tra maratone e ULTRA e questo weekend ha fatto 
doppietta 6ore Teodorico a Ravenna e 43,5km a Rapona. Presente l'atleta 
Nazionale 24 ore Luisa Zecchino che vince la gara femminile, presente 
Giuseppe Mangione overe 55 che arriva terzo assoluto, presente Vincenzo 
Santillo che vince categoria M35, Gianluca Gala vincitore categoria M40 
e tanti altri amici quali Michele Debenedictis, Domenico Martino, Nik 
Perry, Nicola Ciuffreda, Giuseppe Libera Di Gioia, Francesco Cannito 
disposto a mettere da parte competizione e performance per affiancare la 
sua sposa.
Ottimo il lavoro dello speaker ultrarunner Pasquale Onofrillo 
affiancato da una bravissima giornalista di Putignano. Inoltre nella 
gara minore presenti Nunzia Patruno, ex nazionale Ultramaratone, sul 
podio 1^ di categoria; Filippo Castriotta vince categoria M50 gara, 
presente anche Patrizia Losacco nella gara minore che conquista terzo 
posto di categoria, ma il top super atleta e' Eligio Lomuscio, unico, 
encomiabile, resiliente.
  Ottima l'organizzazione della gara con colazione casareccia a base di 
torte e crostate della mamma e della nonna, tanti volontari. Grandi 
Antonio Leopardi Barra e Massimo Faleo organizzatori bravi, disponibili, 
sensibili e scrupolosi, nonché atleti ultrarunner. 
1 commento | Sep 05, 2017

Berlino, Parigi e Roma: decolla il Fly Europe!

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Berlino, Parigi e Roma: decolla il Fly Europe!

Lo spettacolare circuito internazionale di street athletics si apre il 2 settembre nella capitale tedesca: sfide su tre specialità tra 5 Nazioni del Vecchio Continente e gli USA. E il 20 settembre appuntamento a Roma.

<ins style="box-sizing: border-box; max-height: 500000px; display: inline-table; border: none; height: 60px; margin: 0px; padding: 0px; position: relative; visibility: visible; width: 550px; background-color: transparent" id="aswift_0_expand"></ins>

 

Fly Europe, lo show può cominciare. Tre tappe: BerlinoParigi e Roma. Cinque squadre nazionali: Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia e Spagna. Il primo appuntamento dell'edizione 2017 dell'innovativo circuito di street athletics è in programma il 2 settembre a Berlino, la città che nel 2018 ospiterà i Campionati Europei. Sabato prossimo, invece, di fronte alla Porta di Brandeburgo, oltre ai cinque team del Vecchio Continente sarà in gara una formazione degli Stati Uniti con Sam Kendricks, oro mondiale e bronzo olimpico dell'asta, l'olimpionica del lungo Tianna Madison-Bartoletta e l'iridata indoor dei 60 metri Barbara Pierre. Per l'Italia in questa prima tappa saranno schierati l'astista Giorgio Piantella (Carabinieri), la lunghista Laura Strati(Atl. Vicentina) e la velocista Audrey Alloh (Fiamme Azzurre). Prossimi appuntamenti a Parigi il 13 settembre con la Torre Eiffel a fare da cornice all'evento, mentre il 20 settembre sarà la volta di Piazza del Popolo a Roma.

G5 - Fly Europe è l'evoluzione del "Berlin Fliegt" (l'originale meeting di street athletics organizzato da DLV e DLM), il cui format è stato poi sviluppato da Athletics G5, la società composta dalle federazioni nazionali di Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia e Spagna. La mission di Athletics G5 è quella di esplorare nuove strade nell'atletica, dando vita ad una tipologia innovativa di eventi e gestendone i diritti commerciali in comune. Fly Europe è il primo prodotto di Athletics G5 e combina insieme l'alto valore degli incontri tra squadre nazionali all'idea crescente di un'atletica che esca dagli stadi per approdare in mezzo alla gente. I tre eventi del 2017 saranno tutti trasmessi in TV: da ARD in Germania, SFR in Francia e RAI in Italia. La formula completa a 5 tappe, una in ogni Paese, debutterà finalmente nel 2018.

IL FORMAT - Il programma tecnico prevede due concorsi (salto con l'asta e salto in lungo) e una prova di velocità. Da qui scaturirà la classifica a squadre basata sulla somma dei risultati delle singole gare. In ogni concorso gli atleti si affronteranno in quattro round, ciascuno dei quali permetterà di guadagnare punti (cinque al primo classificato e uno all'ultimo) dopo ogni singola prova sia nell'asta che nel lungo. Nell'asta, inoltre, gli atleti potranno scegliere la misura da valicare prima di ogni salto, aumentando così il livello di suspense alla ricerca del giusto equilibrio tra la migliore performance e l'esigenza di non commettere nulli che possano pregiudicare il punteggio finale. Nello sprint, invece, i velocisti collezioneranno punti in ciascuno dei tre round in cui dovranno cimentarsi.

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Commenti? | Aug 29, 2017

Atleti con disabilità visiva, uniti con un laccetto per fidarsi e affidarsi

Posted by linfordbif in Manifestazioni
Atleti con disabilità visiva, uniti con un laccetto per fidarsi e affidarsi

Si è corso nella mischia con altri 5.000 atleti quasi al buio con tanto caldo, avanzando con attenzione sintonizzati con i propri passi, il proprio respiro, la propria fatica.

Siamo tutti in grado di poter competere, partecipare, eccellere, basta volerlo, non aspettare il momento migliore, è sempre il momento per mettersi in gioco e apprendere dall'esperienza. E’ quello che è successo proprio in questa gara, in tenuta ginnica correndo, partecipando, partendo e arrivando, dando il meglio di sé fino all’arrivo, contribuendo a una giornata di festa per tutti.

L’esperienza di guida con atleti con disabilità visiva, uniti con un laccetto per fidarsi e affidarsi, per sintonizzarsi sui passi dell’altro, per guidare, per sentire la propria e l’altrui fatica, gente altruista, gente che vuol fare un’esperienza insieme ad altri.

E’ importante solamente essere presenti senza distrazioni, badare a te stesso e l’altro, segnalare dossi, curve, radici, ostacoli e avanzare sempre, se cadi non diventa un problema, si sorride ci si rialza e si riprende, la vita diventa più facile e a misura di tutti, ti ringraziano e ti arricchisci dal punto di vista emozionale diventa qualcosa che non fai solo per loro ma anche per te e sentirti una persona migliore più ricca dentro, meno competitiva e più partecipativa, vedrai che ti cambia la vita, eserciterai la lentezza e l’attenzione nel fare le cose.

Affidarsi e fidarsi, è quello che si può sperimentare nello sport, è quello che si sperimenta correndo e camminando con gli atleti con disabilità visiva, quattro di loro il 17 giugno hanno disputato la Corri Roma, gara podistica di 10km con partenza da Piazza del Popolo ore 21,00.

Una grande giornata di sport e aggregazione per Achilles International Rome, fidarsi e affidarsi, guide e atleti con disabilità visiva. Anything is possibile, together is much better (Ogni cosa diventa possibile, insieme è più facile. C’è la possibilità di mettersi a disposizione per un allenamento di corsa o camminata orientativamente il lunedì e il giovedì alle ore 18.30 presso il Parco degli Acquedotti.

Achilles International parteciperà, con una rappresentativa di atleti con disabilità visiva e relative guide, martedì 20 giugno 2017 alla “Roma Running Style”, presso lo Stadio delle Terme di Caracalla, dalle ore 20,00 a tarda sera si svolgerà una sessione gratuita di training run al ritmo di musica, organizzata dal Comitato Regionale FIDAL Lazio con la collaborazione della ASD Purosangue e della ASD LBM SPORT.

S’inizia alle 20.00 con mezz’ora di fitness per riscaldarsi, poi mezz’ora di esercizi specifici per il running, tra riscaldamento, stretching e allunghi, ed alle 21.00 inizia l’allenamento di un’ora, al termine del quale c’è il terzo tempo.

L’ingresso e la partecipazione sono gratuiti e non bisogna prenotare: basta presentarsi allo Stadio delle Terme di Caracalla e seguire l’onda.  I partecipanti sono invitati a portare dolci e bevande per condividere insieme il terzo tempo.

Per info achillesinternationalroma@gmail.com o 3931053915.  

Tutti si allenano, competono, partecipano, arrivano, faticano più o meno, il vincitore ufficiale è solo uno per aver trovato la giusta alchimia fisica, mentale e nutrizionale, ma in realtà tutti ne escono vincenti, organizzatori per l'evento riuscito, partecipanti per l'esperienza appagante e aggregante.

Matteo SIMONE

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html 

Commenti? | Jun 20, 2017

Golden Gala: Tortu 20.34 e poker di world lead

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Golden Gala: Tortu 20.34 e poker di world lead<font face="Merriweather Sans, serif" color="#555555"> </font>

Risultati immagini per foto filippo tortu

 

Il quasi 19enne azzurro torna sui 200 a Roma e diventa il quarto italiano di sempre: conquistato lo standard di iscrizione per Londra. Migliori prestazioni mondiali 2017 per Obiri (5000), Hassan (1500), Stefanidi (asta) e Kipruto (3000 siepi)

di Marco Buccellato

Il Golden Gala Pietro Mennea 2017 regala grandi emozioni con quattro record mondiali stagionali, un record del meeting e la sensazionale prestazione di Filippo Tortu, quarto sui 200 metri (20.34/0,6), quarta prestazione italiana di sempre e seconda under 20 a sei centesimi dal 20.28 di Andrew Howe. Primati mondiali 2017 firmati per tre quarti al femminile, dall'olandese Sifan Hassan sui 1500 metri (3:56.22, record del Golden Gala), dalla kenyana Hellen Obiri sui 5000 metri (14:18.37, quinto crono all-time e primato nazionale, con Genzebe Dibaba al miglior crono stagionale di passaggio sui 3000 in 8:38.27) e dal duo di ori olimpici di Rio Katerini Stefanidi nell'asta (4,85) e Conseslus Kipruto (8:04.63). Grandi prestazioni per Thomas Rohler nel giavellotto (90,06), per Mariya Lasitskene-Kuchina nel salto in alto (2,00), Andre De Grasse sui 200 (20.01) e Dafne Schippers sui 100 metri (10.99/0,5). Vincono anche Aries Merritt sui 110 ostacoli in 13.13 (-0,3), Gong Lijiao nel peso donne (19,56, secondo lancio al mondo), Yulimar Rojas nel salto triplo con 14.84 (0,6), Janieve Russell nei 400 ostacoli (54.14), Chijindu Ujah nei 100 metri uomini in 10.02 (-0,2), Adam Kszczot sugli 800 metri (1:45.96), Natasha Hastings sui 400 donne in 50.52. Tra gli atleti italiani impegnati, si segnalano le prestazioni al di sotto degli standard di iscrizione iridata per Yadisleidys Pedroso (55.70) e Marzia Caravelli (55.83) nei 400 ostacoli e per i siepisti Abdoullah Bamoussa (8:22.00) e Yohannes Chiappinelli (8:27.34). Nelle gare non internazionali successi di Mario Lambrughi nei 400 ostacoli con 49.41, Kevin Ojiaku nel lungo con 7,90 (0,4) e Joao Bussotti sui 1500 metri in 3:42.15.

"Confesso che non mi aspettavo un tempo del genere - ha dichiarato il 19enne - sono partito molto forte rispetto ai miei standard, e all'uscita della curva ero in una posizione così buona che mi sono sorpreso, chiedendomi che cosa stesse succedendo. Negli ultimi 30 metri sono finito un po' in riserva, ma sono contentissimo. Di solito, anche dopo un buon tempo, riesco a vedere dove siano i margini di miglioramento. Ma questa sera, in questa atmosfera pazzesca, non saprei dire dove limare i dettagli. Avvicinare il record U20 di Andrew Howe, fare lo standard per i mondiali di Londra, vedere avversari come Lemaitre praticamente al mio fianco... tutto questo è super emozionante e mi riempie di sicurezza!". 

LA CRONACA DELLE GARE

200 metri uomini - L'Olimpico impazzisce perché Filippo Tortu è da impazzire. Il vicecampione del mondo under 20 dei 100 metri e neoprimatista sulla distanza con 10.15 ha fatto vedere le streghe agli avversari fino all'uscita della curva, interpretata magistralmente dopo una partenza, sia concesso dirlo, che ha lasciato a bocca aperta. L'azzurro ha ceduto solo un'inezia negli ultimi cinque metri, lasciando un meritatissimo terzo posto a Ameer Webb, vincitore in anno fa, ma chiudendo in un meraviglioso 20.34 (0,6), seconda prestazione under 20 di sempre in Italia (a sei centesimi dal primato di Andrew Howe, 20.28) e quarta di sempre in Europa, a cinque centesimi dal britannico Malcolm. Anche e soprattutto, è la quarta prestazione italiana all-time, dopo il record dell'uomo cui è dedicato questo meraviglioso meeting, Pietro Mennea, Howe appunto e Fausto Desalu (20.31). E' anche il crono al di sotto del minimo di iscrizione ai campionati del mondo. Tortu in copertina patinata, ma anche Andre De Grasse, che ha sudato e ha dovuto spremersi per vincere all'Olimpico in 20.01 (primo canadese a riuscirci) davanti a Christophe Lemaître (20.29, terzo tempo europeo dell'anno) e a Webb (20.33). Poi c'è Tortu, un centesimo dietro. Non correva i 200 da due anni, il personale era datato a 20.92. Roba da impazzire. 

5000 metri donne - La ciliegina arriva all'epilogo della magnifica serata dell'Olimpico, con la kenyana Hellen Obiri capace di una sontuosa prestazione nei 5000 metri, l'anno scorso teatro del record mondiale sfiorato da Almaz Ayana. Il primato nazionale firmato dalla Obiri (14:18.37, quinta prestazione all-time) e la schiera di avversarie-top lasciate alle spalle (su tutte Genzebe Dibaba, sesta) la dice lunga sulla qualità della prestazione offerta all'Olimpico, dove ha preceduto la connazionale Agnes Tirop (14:33.09) e l'etiope Letesenbet Gidey (14:33.32), oltre alla turca ex-kenyana Yasemin Can, che in 14:36.82 ha centrato la seconda prestazione europea under 23 all-time. Gara con la Dibaba in posizione di avanguardia e transito di 8:38.27 ai 3000 (altro mondiale stagionale prima che per l'etiope si facesse notte).

1500 metri donne - Uno dei must del Golden Gala, una gara dai contorni di altissima qualità che ha regalato il record del meeting, un magnifico 3:56.22 che è anche la nuova prestazione mondiale stagionale firmata dall'olandese Sifan Hassan, tornata sulla distanza preferita dopo felici escursioni anche sui 5000. La Hassan ha migliorato il primato del Golden Gala di 3:56.54 di Abeba Areqawi e sfiorato di quattro centesimi il record suo suolo italiano di Maryam Jamal (Rieti 2009). Sotto i 4' anche la kenyana Winny Chebet in 3:59.16 (record personale) e la 20enne tedesca Kostanze Klosterhalfen, che in 3:59.30 ha migliorato un primato nazionale under 23 vecchio di 37 anni. Dietro, seasonal best a valanga e qualche personal best. Anche per Margherita Magnani il miglior tempo stagionale a mezzo secondo dal minimo di iscrizione per Londra in 4:07.99, miglior tempo italiano del 2017 e sesto della carriera. 

Salto con l'asta donne - A alta quota la greca Katerini Stefanidi c'è sempre, prima e dopo Rio, dove ha messo al collo l'oro olimpico. A Roma arriva anche la miglior prestazione mondiale dell'anno con un 4,85 pulitissimo dopo altrettanti salti netti a 4,65 e 4,75. La serata di grazia l'ha portata a affrontare il record dello stadio, che è anche il record del mondo, e cercare di superarlo misurandosi contro i 5,07. Seconda e in gran spolvero l'ex-iridata Yarisley Silva con 4,75, terza il bronzo olimpico di Rio, la neozelandese Eliza McCartney anche lei a 4,75. Sonia Malavisi si è fermata a 4,20, undicesima.

Salto in alto donne - Una sola esitazione, al primo assalto ai due metri, poi al secondo è tornata la luce per Mariya Lasitskene-Kuchina, prima di affrontare di nuovo i 2,05 cui aspira da un po'. Alla terza gara dopo il rientro internazionale, il bilancio della campionessa mondiale in carica è eccellente, tre successi e tre volte oltre i 2,00. Il debutto di Alessia Trost è andato discretamente, quarta con 1,91 al terzo tentativo, pari merito con la britannica Lake, e tre errori a 1,94, l'ultimo quasi nelle corde dell'esito positivo. Davanti all'azzurra anche la polacca Kamila Licwinko con 1,96 e l'ucraina Yuliya Levchenko con 1,94. 

Lancio del giavellotto uomini - Combattente vero, Thomas Röhler ha aspettato l'ultimo corridoio utile del cielo dell'Olimpico per imbucare una prestazione enorme, 90,06, a pochissimo dal record del meeting e del suolo italiano. Il campione olimpico ha colto in extremis la vittoria contro il miglior avversario degli ultimi tempi, l'amicone Johannes Vetter (88,15 al quinto lancio). In crescita anche l'altro campione olimpico presente a Roma, Keshorn Walcott, tornato su livelli eccellenti con 86,61. Bella serata anche per Mauro Fraresso, al personale con il primo lancio a 78,28, decimo nella classifica finale di una gara con tutti i migliori giavellottisti del mondo.

110 metri ostacoli uomini - Dopo un decennio i 110 ostacoli del Golden Gala tornano in mano statunitense. La prodezza porta il nome del primatista del mondo Aries Merritt, autore di un finale staordinario e vincente in 13.13 (-0.3), soffiando il successo allo spagnolo argento a Rio Orlando Ortega (13.17, primato europeo stagionale) e al campione dl mondo Sergey Shubenkov (13.21). Quarto con finale meno incisivo il britannico campione europeo indoor Andy Pozzi (13.24). Lorenzo Perini ha chiuso in 13.65, secondo tempo della carriera a tre centesimi dal primato personale di Savona, ottavo, a conferma dei recenti progressi.

100 metri donne - Vince Dafne Schippers, abituata al tributi del pubblico e ora nuova beniamina degli aficionados romani. Tra le atlete più popolari del movimento, ha esaltato la gara scendendo sotto gli 11" in 10.99 (0,5), impegnata fino a stremarsi dall'ivoriana Marie-Josee Ta Lou (11.02). Terza la trinidegna Ahye in 11.07. Tra le prime tre e le altre sprinter di primo piano, almeno due spanne. Irene Siragusa ha chiuso nona in 11.70.

3000 metri siepi uomini - Entusiasmo alle stelle del pubblico, le siepi hanno regalato sempre grandi cose all'Olimpico e anche stavolta gli atleti hanno fatto il numero, con il primato mondiale stagionale del campione olimpico Conseslus Kipruto (8:04.63, al secondo successo di fila al Golden Gala), cui ha tirato il collo fino agli ultimi 40 metri il marocchino Soufiane El Bakkali, secondo col personal best di 8:05.17. Terzo il plurivincitore di Diamond League Jairus Birech (8:07.84). Ci sono soddisfazioni anche in chiave italiana, con tre primati personali e due prestazioni al di sotto del minimo di iscrizione per i campionati del mondo, realizzate da Abdoullah Bamoussa (tredicesimo in 8:22.00, seconda prestazione europea dell'anno) e Yohannes Chiappinelli (8:27.34, quindicesimo col quinto tempo europeo 2017). Bravo e non lontano dal minimo iridato Ala Zoghlami (quindicesimo in 8:29.26). Yuri Floriani ha chiuso in diciannovesima posizione in 8:39.83.

400 metri donne - Vittoria della favorita Natasha Hastings in 50.52 su un'altra specialista di grande levatura internazionale, la giamaicana Novlene Williams-Mills (51.04) e sulla bravissima ucraina Olha Zemlyak, leader europea stagionale, terza in 51.08. La Hastings è uscita con larghissimo vantaggio dalla curva e ha gestito il rettilineo perdendo poco in efficacia. In ottava corsia Maria Benedicta Chigbolu ha tenuto discretamente nei primi 200 metri, chiudendo nona in 52.28, quinto crono della carriera.

800 metri uomini - Adam Kszczot è l'uomo che rompe gli argini, e spezza anche la tradizione negativa dei polacchi sulle sponde del Tevere, vincendo per la prima volta all'Olimpico un 800 brillante e dall'esito incerto, vinto con la consueta sapienza tattica e la cattiveria che il palcoscenico merita. Ha faticato, Kszczot (1:45.96) per irrompere nel rettilineo finale e vincere sul kenyano Kipyegon Bett (1:46.00) e sullo statunitense Donavan Brazier (1:46.08).

100 metri uomini - Una vittoria britannica mancava all'Olimpico da un quarto di secolo. La firmò Linford Christie nell'anno dell'oro olimpico a Barcellona. Dopo 25 anni tocca a Chijindu Ujah rinfrescare la memoria storica dello sprint al Golden Gala, imprigionata da quasi 10 anni nell'asse Giamaica-Stati Uniti. Lo sprinter britannico ha vinto una gara in bilico fino all'ultimo metro in 10.02 (-0,2), precedendo il primatista europeo Jimmy Vicaut (10.05) e la novità americana Ronnie Baker (10.05 anche per lui). Nona posizione pre Federico Cattaneo in 10.38, terzo tempo della carriera.

Salto triplo donne - Le pantere si agitano sotto la Tribuna Tevere. Le pantere sono le favorite Caterina Ibargüen, campionessa olimpica e mondiale e la sua migliore avversaria, la venezuelana dagli arti infiniti Yulimar Rojas. Le feline del triplo devono fare appieno il loro dovere perché al secondo salto la campionessa olimpica di Londra, la kazaka Olga Rypakova, atterra a 14,64 (0,1). La spunta la Rojas con una prestazione di altissimo livello, 14.72, 14,76 e 14.84 (0,6) in sequenza, cui la Ibargüen tenta di opporsi in extremis arrivando a 14,78 (0,0) all'ultimo salto. Con 14,42 la portoghese Patricia Mamona, quarta, aggancia il record europeo stagionale. Dariya Derkach ha iniziato bene con 14,03 (1,3), sua miglior misura della serata, classificandosi settima. 

400 metri ostacoli donne - Al Golden Gala, lo dicono i numeri, gli spettatori hanno goduto della seconda miglior gara internazionale della stagione, dopo quella della terza tappa di Diamond League a Eugene. Ha dominato, per il secondo anno consecutivo e ormai beniamina del pubblico romano, la 24enne giamaicana Janieve Russell (54.14, quinto crono mondiale dell'anno). Nella scia della Russell, le cifre hanno dato soddisfazioni a almeno due terzi della partecipanti, anche alle azzurre Yadisleidy Pedroso (55.70, settima col miglior crono nazionale del 2017 e nuovamente sotto il minimo di iscrizione mondiale) e Marzia Caravelli (ottava in 55.83 dalla prima corsia, alla seconda discesa in carriera sotto i 56 secondi e anche lei sotto il minimo per Londra). Il podio dell'Olimpico è completato dalla danese Sara Petersen, argento olimpico, seconda con il record europeo stagionale di 54.35, e dalla sudafricana Wenda Nel (54.58, record africano stagionale). Le azzurre si sono comportate discretamente nelle prime barriere e nonostante la fatica negli ultimi cinquanta metri, l'Olimpico ha lasciato loro in dote prestazioni cronometriche di spessore.

Peso donne - Vince la cinese Gong Lijiao con una serie tutta oltre i 19 metri e un miglior lancio di 19,56, seconda prestazione mondiale stagionale, davanti al duo-USA Dani Bunch (18,95) e Michelle Carter (18,86 per l'olimpionica e campionessa del mondo indoor a Portland). Dopo l'ottima entrée casalinga a Shanghai, per la Gong si tratta del secondo successo nella Diamond League 2017. Delle migliori lanciatrici in gara, Anita Marton è rimasta fuori dal terzetto con 18,55.

400 ostacoli uomini - Una bella gara di livello nazionale ed europeo, con Mario Lambrughi al successo in 49.41, record italiano stagionale e sesto tempo del continente, su un bravo José Bencosme. Solo sei centesimi hanno diviso il 25enne ostacolista dell'Atletica Riccardi dagli standard di iscrizione ai mondiali di Londra 2017. Il crono è anche la seconda prestazione della carriera di Lambrughi, efficace a respingere il ritorno di Bencosme (49.75, quarto tempo in carriera) all'ingresso in rettilineo. Terzo Lorenzo Vergani in 50.23 (personale sfiorato di 0.05).

1500 uomini - Vince Joao Bussotti in 3:42.15 in autorità liberandosi della compagnia negli ultimi 120 metri. Il 24enne mezzofondista dell'Esercito (3:37.12 a Marsiglia domenica scorsa) si è imposto su Yassin Bouih (primato personale con 3:42.66) e Ali Abdikadar Sheikh (3:42.68, in testa nel primo giro). Seguono primati personali a pioggia per Simone Bernardi (3:42.68, quattro secondi di progresso), Mattia Padovani (3:43.58), Mattia Moretti (3:43.85) e Emilio Perco (3:43.85). Solo ottavo Soufiane El Kabbouri in 3:44.13.

Lungo uomini - Vince il favorito Kevin Ojiaku con 7,90 (0,4), misura che eguaglia la seconda prestazione all'aperto della carriera. Il 27enne vice-primatista europeo stagionale (8,20, sesta misura mondiale 2017) ha dominato dal primo turno con una serie in crescendo (7,72, 7,76 e 7,81) fino al miglior salto del quinto turno, per poi chiudere con 7,65. Nella seconda parte di gara migliora due volte il personale Antonino Trio, prima con 7,77 poi con 7,81 (1,4), seconda prestazione italiana dell'anno. Terzo Antonmarco Musso con 7,71 ventoso (2,4) cui fa seguire all'ultima prova il miglior risultato stagionale con vento legale e seconda misura della carriera (7,70/0,8). Tremigliozzi (7,63/-1,8) e Kaboré (7,55/2,4) chiudono la classifica. 

Gare Master - il 200 donne a Denise Caroline Neumann in 26.43 (-0,8) su Cristina Sanulli (26.87) e Miriam Di Iorio (27.53), il 200 uomini a Ivan Mancinelli in 23.09 (0.0), su Andrea Benatti (23.28) e Alfonso De Feo (23.35). Nei 1000 metri donne vittoria di Claudia Bartoli (3:03.52) su Simona Prunea (3:07.35) e Paola Tiselli (3:09.02). Sulla distanza uomini primo Alessandro Iacomino (2:41.09) su Alfonso Scarfone (2.43.47) e Francesco D'Agostino (2:44.33). Staffette 4x100: tra le donne successo della Romatletica Footworks Salaria (Fiori, Rita, Paganelli, Delia) in 51.55 sull'Atletica Ambrosiana (Nacchi,Neumann,Tellini,Servadei) in 51.55 e sull'Athlon Bastia (Rotini, Zuniga, Cammarota, Moretti) in 54.30. Tra gli uomini vince Toscana Atletica Futura in 44.71 (Della Vedova, Pollicino, Salvadori, Benatti) sull'Atletica Virtus Castenedolo (Papa, Comper, Fausti, Acciaccaferri) in 44.71 e Liberatletica (Donnarumma, Leoni, Scarponi, De Feo) in 46.51.

100 metri paralimpici - Due doppiette firmata Italia nei 100 metri. Tra le donne con Martina Caironi (14.82) e Monica Graziana Contrafatto (15.55) sulla norvegese Anna Dalhaug (17.53). Nei 100 uomini con Andrea Lanfri (11.48) e Emanuele Di Marino (12.03) sull'olandese Levi Vloet (12.04).

La stagione della IAAF Diamond League 2017 per discipline
Le Diamond Races per meeting

IL SITO DELLA IAAF DIAMOND LEAGUE
IL SITO DEL GOLDEN GALA PIETRO MENNEA

Commenti? | Jun 09, 2017

26 Aprile No Elevator Day: Un giorno senza ascensore è possibile

Posted by linfordbif in Manifestazioni

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Siamo al terzo anno della giornata senza ascensori, quest’anno è Mercoledì 26 Aprile la giornata dove si incoraggia ognuno a scegliere le scale invece degli ascensori e dimostrare come è facile essere attivi ogni giorno.Move Week è l’evento di punta della campagna europea “NowWeMove – 100 milioni di cittadini europei attivi in più entro il 2020”, promossa dall’Isca.

Uno degli eventi a Roma è previsto per il giorno 29 maggio 2017. Camminata serale Move Week Italia con il “Gruppo Sportivo Nazionale” del CISOM (Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta). Piazza dei Mirti, Roma 00172, Italy. Ore 20.00 Roma Centocelle, Camminata serale da Piazza dei Mirti alla Casa dei Cavalieri di Rodi (Piazza del Grillo).

Facendo attenzione ai propri passi, al proprio corpo, al proprio respiro, alle proprie sensazioni, notando la città di sera. Ognuno potrà fare quello che ritiene più opportuno secondo i propri impegni e le proprie possibilità, per cui ci si può unire al gruppo in qualsiasi punto del percorso oppure si può lasciare il gruppo in qualsiasi momento secondo i propri piani e programmi. Il pilastro della salute è la pratica costante di attività fisica, possibilmente varia e divertente. Una incredibile occasione per fare sport e imparare dallo sport! L’attività fisica quale benessere fisico e sociale, non solo quale sport per raggiungere prestazioni eccellenti, non solo sport come performance ma anche come promozione della salute, prevenzione e aggregazione sociale”.

Da Piazza dei Mirti (Centocelle) – Roma, per arrivare, passando dall’antico Acquedotto Alessandrino, in Piazza dei Re di Roma dove un gelato offerto dall’antica gelateria Procopio ci attende.

Si riprenderà la camminata in direzione del Colosseo, dove poi si proseguirà per far visita alla Casa dei Cavalieri di Rodi (sede del CISOM – Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta e anche del Gruppo Sportivo Nazionale), dove si potrà assaporare in anteprima una delle più belle visioni sui Fori Imperiali, il Campidoglio e Piazza Venezia.

Dal 2015, l’evento della giornata senza ascensori è stata organizzata in venti differente nazioni in Europa. Negli uffici pubblici, si useranno le scale e non gli ascensori, che verranno fermati per alcune ore. Sarà un modo provocatorio per riscoprire il proprio corpo come mezzo di mobilità e di autonomia.

Torna la Move Week, settimana dedicata allo sport e all’attività motoria, più movimento per tutti dal 29 maggio al 1 giugno, manifestazione lanciata da ISCA – International Sport and Culture Association, rete internazionale di promozione dello sportpertutti della quale l’Uisp fa parte.

Tanto sportpertutti e tanto divertimento, con l’obiettivo di mettere in movimento il maggior numero di persone.

Potete registrarvi come MOVE Agent (se non lo siete già) e registrare i vostri eventi sul portalewww.italy.moveweek.eu

Matteo SIMONE

380-4337230 – 21163@tiscali.it

www.psicologiadellosport.net/eventi.htm

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+simone+matteo.html

1 commento | Apr 19, 2017

Parigi e la Brusamento vincono il Campionato Italiano 24 h di corsa su strada

Posted by linfordbif in Manifestazioni

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

 

Mentre a Roma fiumi di persone percorrevano la Via Cristoforo Colombo da roma Eur verso Ostia per concludere la mezza maratona di 21,097 km impiegandoci dai 59’18” tempo del primo arrivato fino a quasi 3 ore tempo dei Fit walker, a Cesano Boscone un manipolo di persone, definiti ultramaratoneti, hanno corso per un giorno interno per disputarsi, i più forti, il titolo di campione italiano della specialità e per ambire ad un posto in Nazionale per partecipare ai prossimi campionati mondiali a Belfast.

17308772_271450133267606_1517387466522471078_n.jpgI vincitori sono stati Fausto Parigi che all’età di 53 anni ha percorso nelle intere 24 ore 230 km, facendo meglio di Tiziano Marchesi più giovane di qualche anno che ha totalizzato 224km e quindi 6 km in meno del vincitore, mentre al terzo posto si piazza Matteo Notarangelo, ancora più giovane che riesce a percorrere un totale di 215 km e quindi 15km in meno del vincitore. Rimane giù dal podio il giovanissimo ma promettente Matteo Colombo che potrebbe comunque essersi guadagnato un posto in Nazionale per i prossimi mondiali a Belfast su questa specialità. A seguire Marcello Spreafico che riesce anch’egli a superare il muro dei 200km. Notevole anche la prestazione dell’ultra sessantenne Pavan Giuliano che vince la sua categoria M65 totalizzando 186km.

Per quanto riguarda le donne, la più forte si conferma Lorena Brusamento che arriva quarta nella classifica generale, dopo tre uomini, e prima delle donne totalizzando 210 km, seconda si classifica la giovanissima ma esperta e promettente delle lunghe distanze Francesca Innocenti che totalizza 202 km, mentre al terzo posto la più esperta e la più veterana Sonia Lutterotti che riesce comunque a totalizzare 194 km. Giù dal podio si classifica Sara Lavarini con 188km. Tra le veterane Herger Ursula vince la sua categoria F60 totalizzando 166km.

Un po’ di tempo fa feci alcune domande ai vincitori di questo campionato Fausto Parigi e Lorena Brusamento, riporto di seguito le loro risposte.

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta?

Fausto: “Dopo 2 anni di distanze olimpiche vissute in maniera maniacale alla ricerca di riscontri cronometrici… facendo il passatore ho vissuto una crisi …. In dubbio se mollare mi sono liberato del cronometro ed ho corso con la sola voglia di arrivare, per me è stata una scoperta.”

Lorena: “Lo sport ha sempre fatto parte della mia vita, prima la pallavolo, poi la corsa ma non solo. Ho cercato di seguire il mio istinto e di fare sempre ciò che mi faceva provare un’emozione.”

Hai mai pensato di smettere di essere ultramaratoneta?

Fausto: “Ho sempre pensato ed ho la consapevolezza che per essere ultra devi avere il supporto del fisico. Prima o poi non potrò più esserlo, forse già domani ma come spirito lo sarò per sempre.”

15129622_10205997827144545_2167418219110711528_o.jpgCosa ti spinge a continuare ad essere ultramaratoneta?

Fausto: “Ogni volta che concludo una gara aumenta la mia autostima”.

Lorena: “Non smetterò mai di fare sport, se la salute me lo consente, perché è vita.”

Se ti avvicini all’ultramaratona è difficile poi staccarsi, è come una droga, una dipendenza, ti va di sperimentare sensazioni particolari che vuoi sempre risperimentare, ti fa trovare in situazioni difficili dalle quali ne vuoi uscire ma per ritornarci sempre.

Il motore per tanti per continuare a correre e portare a termine gare lunghe e difficili che ti fanno stare sulle gambe per tante ore è poi la prova di essere riuscito anche questa volta e ciò aumenta l’autoefficacia individuale percepita e ti da una forza per affrontare la vita quotidiana ed un benessere personale.

Hai sperimentato l’esperienza del limite nelle tue gare?

Fausto: “Sì e ritengo meglio non rischiare di oltrepassarlo. La mente sublima gli input della periferia e puoi tranquillamente arrivare a danni irreparabili. Ad un mio amico un medico una volta ha detto: tu non ti sei allenato per l’utramaratona, ma per sopravvivere all’ultramaratona.”

Lorena: “Si, la sensazione di non avere più nulla e di avere raschiato il fondo del barile.”

17155293_10209122108152298_3777047284741504095_nPrepararsi all’ultramaratona significa prepararsi a superare condizioni estreme, e la mente fa in modo che il fisico si adatta a tutto ma il rischio è che la mente ti nasconda o non ascolti i messaggi del dolore che ti comunica ed allora vai avanti senza considerare le condizioni estreme che sopporta il fisico ed a volte queste condizioni superano il limite, quindi è importante trovatr un equilibrio tra i messaggi del corpo e la forza della mente.

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua partecipazione a gare estreme?

Fausto: “Paura e rassegnazione. Se non ce la fai fermati.”

Lorena: “Sono orgogliosi e pensano che posso fare sempre meglio.”

Ti va di raccontare un aneddoto?

Fausto: “Durante la mia unica partecipazione ai mondiali dopo 13 ore di gara è calato il buio. Non più forza nelle gambe, mente vuota. Ha iniziato a piovere e grandinare… volevo ritirarmi ma ho continuato ad andare avanti perché ero ai mondiali e perché sarebbe stata la mia ultima gara. Il giro era di circa 2300m più si andava avanti e più impiegavo a finirlo. Mancava un ora al termine e passando davanti allo stand dell’Italia ho detto: io quasi quasi mi fermo qui, tanto un altro giro non riesco a concluderlo. Uno mi ha risposto ‘sei ai mondiali anche un metro conta’ a quel punto mi sono detto… Fausto conviene che provi a correre… credimi ho fatto ancora 4 gir di cui due i più veloci della mia gara e visto la fine della corsa i più veloci tra i concorrenti ancora in pista…. Il potere della mente quei due giri mi hanno indotto a continuare a correre. 6 mesi dopo ho vinto la mia prima 24h.”

Lorena: “Forse la cosa più strana che ho visto è stato il giapponese che dormiva in sospensione tra due sedie in un check point lungo Spartathlon…5 minuti di sonno cosi, poi è suonata la sveglia si è alzato ed ha ripreso a correre.”

Le crisi si possono superare se c’è qualcuno che ti sostiene, che ti dice una parola giusta, riesci a staccarti dal corpo ed a fare un salto avanti con la forza della mente, indossare la maglia azzurra è anche una bella responsabilità ed un’occasione che può essere unica, poi una volta superata la crisi si diventa più resilienti, hai sperimentato di saper fare, incrementi anche l’autoefficacia e sei pronto per far meglio e, quindi, vincere anche una gara importante.

17309853_271450033267616_7600166357662475952_n.jpgOgni atleta ha i suoi ingredienti del benessere e del successo nello sport. La motivazione, la passione, il bisogno spinge la persona a raggiungere un obiettivo nella vita o nello sport. Per attivarsi ed impegnarsi, l’obiettivo dovrebbe essere sfidante e difficile ma raggiungibile, non impossibile.

Le gare di ultramaratona permettono di essere con se stessi per tanto tempo, permette di conoscersi meglio nelle crisi, ti fa ripercorrere attimi e periodi della vita, un viaggio nel tempo partendo dal momento presente, permette di sperimentare impressioni ed emozioni, sentendo il proprio corpo, le sensazioni corporee, il respiro che ti porta vanti metro dopo metro, chilometro dopo chilometro, sempre avanti.

Per fare certe gare considerate estreme per la lunghezza chilometrica, per le tante ore di attività fisica con deprivazione di sonno, bisogna ogni tanto staccarsi dalla razionalità, come mettersi a folle, lasciarsi andare, andare oltre, sentirsi leggeri, forti, resistenti, lasciarsi guidare un po’ dall’istinto, scoprire di poter fare cose considerate eccezionali e straordinarie, sentirsi fluidi, accorgersi che è passato del tempo senza controllo, un occhio fuori ed un occhio dentro, osare senza strafare, un approccio meditativo, passa tutto con pazienza ed essendo preparati per poterlo fare.

Lo sport ti rimette al mondo, ti fa rinascere a nuova vita, finché non lo incontri non lo puoi sapere, ma una volta incontrato ne assorbi tutti gli effetti benefici e sono tanti, dal benessere individuale a quello sperimentato in gruppo.

13482820_497211543795264_4929455141923172233_o.jpgQualsiasi sport, qualsiasi livello, ed a qualsiasi età, lo sport apporta benefici, scoperte, conoscenze, è una formazione che non ha prezzo e non ha pari, una formazione alla vita, apprendere ed imparare dall’esperienza diretta per costruire carattere e formare personalità per vivere ogni momento con consapevolezza.

E’ possibile approfondire il mondo degli ultrarunner nei seguenti libri:

Commenti? | Mar 16, 2017

Il Road Show Runcard corre in 15 piazze italiane

Posted by linfordbif in Manifestazioni
Il Road Show Runcard corre in 15 piazze italiane13 Marzo 2017

Il villaggio itinerante dedicato al benessere e alle produzioni agroalimentari locali partirà il 25 e 26 marzo da Amatrice. 

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15 tappe, 15 weekend, 15 piazze italiane: è il Road Show Runcard, il villaggio itinerante dedicato al wellness e alle eccellenze agroalimentari del territorio che partirà sabato 25 e domenica 26 marzo da Amatrice. Il circuito è stato presentato oggi al CONI di Roma con la partecipazione del bronzo olimpico del salto triplo Fabrizio Donato (Fiamme Gialle) e il recordman italiano di salto in lungo Andrew Howe (Aeronautica), alla presenza del Segretario Generale del CONI Roberto Fabbricini, del vice presidente FIDAL Vincenzo Parrinello e del presidente FIDA Donatella Prampolini Manzini. Il circuito, che prevede in ciascuna tappa un intero fine settimana dedicato al benessere, è nato infatti grazie alla sinergia tra FIDAL e FIDA, la Federazione Italiana Dettaglianti dell’Alimentazione di Confcommercio-Imprese per l’Italia.

IL VILLAGGIO - Amatrice, Città di Castello, Padova, Catania, L'Aquila, Roma, Udine, Cervia, Reggio Calabria, Trento, Prato, Cagliari, Bologna, Taranto, Reggio Emilia... Nelle principali piazze di ogni tappa del Road Show Runcard verrà allestito un villaggio in cui saranno protagonisti l’Atletica Leggera e il cibo tradizionale, il wellness e la tradizione locale. A disposizione di sportivi, famiglie, turisti e cittadini di ogni età ci saranno spazi per mettersi alla prova nella corsa, nei salti e nei lanci, e percorsi non competitivi e ludici dedicati sia ai bambini che agli adulti. Parallela alla parte sportiva correrà quella dedicata al buon cibo – primo alleato di ogni sportivo – grazie ai gazebo dove degustare i prodotti d’eccellenza del territorio e ai corner interattivi in cui ricevere i consigli dei nutrizionisti federali.


All’interno del villaggio, infatti, saranno presenti totem interattivi con video, contest, questionari, immagini e consigli. Ogni villaggio sarà diviso in 4 aree, ciascuna destinata a un tema legato al cibo: Tradizione, Piccole produzioni (consorziate e tutelate), Natura, Nutrizione e sport.

I PERCORSI DEL GUSTO - Il villaggio del Road Show Runcard diventerà luogo di aggregazione: le aziende associate a FIDA, con il supporto delle Associazioni territoriali del Sistema Confcommercio e dei partner locali (compresi i consorzi di tutela), insieme ai tecnici e agli operatori FIDAL, ai partner e ai gruppi di atletica e di running costituiti nelle città, animeranno il villaggio con specifiche iniziative dedicate al wellness, allo sport e alle eccellenze gastronomiche locali e nazionali (dimostrazioni, degustazioni, percorsi, iniziative di gruppo, attività per bambini).

SI PARTE DA AMATRICE - Il road show partirà, il 25 e 26 marzo, da Amatrice, la cittadina in provincia di Rieti duramente colpita dal terremoto del 24 agosto. Una scelta dal significato simbolico ma non solo, visto che proprio alle popolazioni ferite dal sisma sarà destinato un pistino di 60 metri per la velocità. Di facilissima installazione e trasporto, la pista azzurra prodotta dalla Mondo verrà consegnata nei prossimi mesi in accordo con il Comune amatriciano: un piccolo passo verso il recupero di una quotidianità, anche sportiva, più serena.

"I temi del Road Show mi stanno particolarmente a cuore - le parole di Fabrizio Donato, che una settimana fa si è messo al collo l'argento agli EuroIndoor di Belgrado -. E' una lezione che cerco di trasmettere anche alle mie figlie: uno stile di vita che comprenda attività sportiva e buon cibo è un'assicurazione sulla propria salute e sul proprio benessere. Quando io e Andrew abbiamo cominciato a lavorare insieme, la prima cosa che gli ho chiesto è stata di iniziare a mangiare meglio. In due settimane ha perso due chili e due centimetri di giro vita.


Io lo faccio da vent'anni, e se a quarant'anni sono ancora in pedana credo che abbia avuto il suo peso".

A margine della conferenza stampa il capitano ha speso due parole per un altro capitano: “Mi rivedo in Francesco Totti, in passato ho avuto degli infortuni ed è stato difficile per me stare ‘in panchina’. Da tifoso della Roma un giorno mi piacerebbe incontrarlo per confrontarci: siamo due quarantenni che ancora tengono bene il passo… sono convinto che avremo qualcosa da dire per qualche anno, almeno”.

"Sono felice - spiega Andrew Howe - che il Road Show parta da Amatrice. Ogni iniziativa che contribuisca a non spegnere i riflettori su quella comunità è bene accetta. Io, da reatino, voglio essere presente: lo sport non è un bisogno primario, ma può fare tanto per gli animi delle persone". Continua l'allievo di Fabrizio Donato: "E' senz'altro positivo che la promozione dell'atletica avvenga anche fuori dagli stadi: portare lo sport in mezzo alla gente è la carta vincente".

Roberto Fabbricini: "E' una bella iniziativa per cui voglio ringraziare, a nome del CONI, la Federazione Italiana di Atletica Leggera.La promozione dell'attività fisica e della salute è una battaglia che vogliamo vincere tutti insieme. Perché lo sport è portatore di speranza, e questo vale anche in contesto di piena emergenza com'è quello di Amatrice".

Vincenzo Parrinello"Riappropriarsi di abitudini sane e genuine, così come degli spazi cittadini, significa investire sul proprio star bene, ed è proprio questo il traguardo verso cui vogliamo correre con il Road Show Runcard. L’attività fisica, non necessariamente agonistica, e il cibo sano sono tra i farmaci più potenti, un vero e proprio investimento sul futuro nostro e dei nostri figli". Continua il vicepresidente federale: "Partire da Amatrice è un piccolo gesto, preparato in accordo con il Comune, per riportare alle popolazioni terremotate una quotidianità più serena, anche attraverso la pratica sportiva".

Donatella Prampolini Manzini: "Con questa iniziativa, oltre a un’educazione alla salute che passa attraverso l’attività sportiva e una sana alimentazione, vogliamo mandare un forte messaggio per far tornare a vivere il centro delle città, valorizzandone, oltre agli spazi, anche i negozi di vicinato."

SEGUICI SU: Twitter: @atleticaitalia | Facebook: www.facebook.com/fidal.it

Commenti? | Mar 14, 2017

Matteo Simone: Di corsa per Spiragli di Luce

Posted by linfordbif in Manifestazioni

Sono atleta e psicologo dello sport e prescrivo a me stesso e a tanti altri pillole di esercizio fisico a costo zero per permettere a me stesso e a tanti altri di sperimentare benessere attraverso l’attività sportiva praticata in solitudine o anche in compagnia.

Lo sport rende felici, incrementa consapevolezza, sviluppo autoefficacia consolidando la fiducia in se stessi di poter far qualcosa, di riuscire in qualcosa, inoltre lo sport incrementa la Resilienza, si affrontano e si superano meglio i problemi, crisi, difficoltà, si è più presenti, attenti, gentili.

L’Associazione “Spiragli di Luce”, operante nel territorio di Anzio e Nettuno, si rivolge ai ragazzi diversamente abili e alle persone con disagi sociali promuovendo lo sviluppo e la diffusione d’attività sportive e socioculturali.

Le attività promosse prendono vita grazie al sostegno di iniziative culturali e manifestazioni sportive, ne è un esempio il Trofeo Città di Nettuno, Memorial "B. Macagnano": i fondi raccolti hanno consentito infatti di organizzare centri estivi per i ragazzi diversamente abili. Questa è la dimostrazione di quanto possa essere vincente il connubio tra sport, impegno sociale e solidarietà!

L'Associazione per poter continuare ad svolgere le attività natatoria rivolte ai ragazzi disabili necessita ora di un nuovo sollevatore per piscina in quanto quello finora impiegato non è purtroppo più utilizzabile; al fine di reperire i fondi necessari ha scelto di aderire al Program Charity della Maratona di Roma 2016 chiedendo il supporto di amici runner interessati a sostenere questo nuovo importantissimo progetto.

La presidente dell’associazione, mia amica runner conosciuta in occasione della staffetta della transumanza da Anzio a Jenne, mi ha coinvolto in questo progetto e io sono felicemente pronto ad aderire come ho già fatto l’anno passato con l’associazione Sport Senza Frontiere.

Pertanto chiedo a tutti i miei conoscenti, famigliari, amici, simpatizzanti di donare soldi e sorrisi per questo valido e prestigioso progetto associativo.

Io ci metterò corpo, testa e cuore per percorrere i 42,195km della maratona di Roma e voglio anche vedervi per strada a sostenermi ed a fare il tifo per l’Associazione Spiragli di Luce”, daje! Insieme è molto meglio.

Lo scopo dell’associazione è la diffusione e la propaganda di attività sportive e socioculturali, in tutte le sue componenti: agonistiche, amatoriali, didattiche, scientifiche ad esse connesse. “Spiragli di Luce” vuole aiutare i diversamente abili e le persone meno abbienti alla riabilitazione fisica e psicologica per un inserimento nella società e nel mondo del lavoro con uno strumento che li favorisca nello sport competitivo e non, nel mondo artistico, storico e in quello turistico; 

CLICCA QUI ATLETICA LA SBARRA

Commenti? | Feb 02, 2017

Mondiali mezza maratona: Alessandro Tomaiuolo si classifica sesto

Posted by linfordbif in Manifestazioni
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Da alcuni anni si apprezzano le notevoli prestazioni di Alessandro Tomaiuolo atleta FISDR (Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva Relazionale) e FIDAL in forza alla “Gargano 2000 Manfredonia”.

Alessandro Tomaiuolo sesto ai campionati mondiali mezza maratona 1h15’43″, un onore essere rappresentati in giro per il mondo, un grazie anche a Cotugno Giovanni sempre presente

E’ importante dare merito soprattutto al presidente dell’associazione, tecnico nazionale FISDIR, Giovanni Cotugno che utilizza i valori trasmessi dall’attività sportiva insegnando ai ragazzi a compiere sforzi per realizzare i propri progetti.

L’Associazione Sportiva di Manfredonia “Gargano 2000 Onlus”, da diversi anni punta a sviluppare l’educazione attraverso lo sport.

Nel mio libro: “O.R.A. Obiettivi Risorse Autoefficacia, Modello di intervento per raggiungere obiettivi nella vita e nello sport” parlo della Gargano 2000 Manfredonia vivaio di Campioni: “C’è una trasmissione di competenze, di passione, tra gli atleti nella cittadina di Manfredonia. …Sembra esserci una sorta di passaggio di consegna, una sorta di vocazione a far sì che altri traggano vantaggio, traggano insegnamenti utili per far bene, è come se ci fosse un gioco di squadra longitudinale, una sorta di devozione e vocazione per il paese per far sì che ci sia sempre qualcuno nella cittadina di Manfredonia che porti lustro in ambito dell’Atletica Leggera, e questo grazie anche alla Gargano 2000 Manfredonia che sostiene questi personaggi, li accompagna, li difende, li protegge, li esalta, fa opera di persuasione verso gli stessi atleti riguardo alle loro capacità, potenzialità. Vi è qualcosa che si sta costruendo nel tempo, che ha delle radici forti, solide, che viene nutrito dai diversi attori, presidente, responsabili, accompagnatori, tecnici, genitori.”

Quello che viene chiesto alle amministrazioni locali è che sostengano queste realtà, queste risorse umane e stia al loro fianco, per esempio regalando alla città, ai cittadini una pista di atletica per permettere ai talentuosi di esprimersi al meglio, di diventare ancora più forti, più competitivi.

Nella città di Manfredonia si può riscontrare sempre più un incremento nelle persone che praticano attività fisica con diverse modalità. Ci sono i camminatori del Lungomare, i corridori di diversi team, tra i quali “Gargano 2000 Manfredonia”, “Manfredonia Corre”, gli ultra-camminatori eco-spirituali del Team Frizzi e Lazzi che si cimentano in distanze più lunghe e percorsi impegnativi.

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html
Commenti? | Dec 03, 2016

Buona la prima: “Atletica La Sbarra & I Grilli” sul gradino più alto del podio

Posted by linfordbif in Manifestazioni

Buona la prima per le due società laziali che si sono unite: “Atletica La Sbarra” e “I Grilli Runners”. Il 6 novembre si è corsa la prima tappa della quarantacinquesima edizione di Corri per il Verde. La tappa di partenza si è svolta presso la Riserva Naturale della Valle dell'Aniene.
Tra le tante squadre partecipanti, degna di nota “Atletica La Sbarra & I Grilli” la cui squadra maschile è riuscita a salire sul gradino più alto del podio grazie ai punti presi dai singoli 42 atleti uomini di cui un atleta con disabilità visiva, mentre la squadra femminile ha ottenuto un onorevole quarto posto grazie ai punti ottenuti da solamente 11 atlete.
La vittoria individuale per quanto riguarda le donne è andata alla fortissima Elisa Palamara mentre la prova maschile è stata vinta da Luca Parisi.
Un giorno di festa per tutti, tanti anche ragazzi e bambini che hanno partecipato accompagnati da genitori e famiglie.
Contentissima l’atleta Valentina Ferrari, di seguito un suo messaggio: “Siamo stati tutti e tutte bravissimi! Il percorso era tosto. Uomini grandiosi! Per le donne di dobbiamo lavorare. Siamo quarte ma le quinte sono vicine e noi dobbiamo migliorare il quinto posto dell’anno scorso. Le seconde e le terze anche sono vicine. Ce la possiamo fare. Anzi mi correggo de la dobbiamo fare. Come fare? Chiedo a tutti, maschi compresi, di collaborare insieme! Se avete amiche che corrono, anche piano, che non sono iscritte con nessuna squadra, potreste invitarle alle prossime tappe.
Dal 1971 la Corri per il Verde vuole far conoscere a migliaia di podisti di tutte le età angoli nascosti, bellezze e ricchezze della città, riaffermando il diritto a vivere gli spazi verdi, difendendoli utilizzando lo sport per tutte e per tutti come strumento per vivere meglio, per crescere meglio, permettendo ai tanti atleti adulti e ragazzi accompagnati anche da famiglie ed amici, di conoscere le aree verdi della Capitale.
Nelle precedenti due edizioni 2014 e 2015, la Squadra Maschile dell’Atletica La Sbarra si è salito sul gradino più basso del podio classificandosi al terzo postoben figurando anche per quanto riguarda la squadra femminile, che diventa sempre più numerosa e competitiva
I campi di allenamento degli atleti dell’Atletica La Sbarra e Grilli runners sono il parco Tor Tre Teste dove si organizzano anche sedute di allenamento collettivo con il forte atleta, massaggiatore ed allenatore Vincenzo Ciurleo, inoltre gli atleti si allenano nella villa de Sanctis. 
Il progetto Corsa o camminata con Achilles International, il programma che in tutto il mondo permette di correre e camminare insieme guida e non vedente, viene portato avanti presso il parco degli Acquedotti, tendenzialmente il martedì ed il giovedì alle 18.00 circa e dove qualsiasi atleta che ha intenzione di sperimentarsi come guida può partecipare così come possono partecipare persone con disabilità visiva che vogliono provare a correre con una guida.
Urge aiuto di persone generose e disponibili disposte a dedicare tempo per allenarsi con atleti con disabilità visiva. Tali atleti per partecipare a diverse attività agonistiche ed amatoriali, necessitano di allenarsi e, quindi, essere accompagnati in queste attività da “guide sportive” ossia persone, disponibili ad indicargli il percorso, a porgergli un braccio, a farli evitare buche ed ostacoli.
Il prossimo 19 novembre ci sarà un evento aperto a tutti, si tratta di un sabato mattina ore 10.00 sempre presso il parco degli acquedotti Roma, dove tutti potranno correre e camminare come guide o come atleti accompagnati. Per info achillesinternationalroma@gmail.com o 3931053915. 
Ada Nardin, sta cercando di far partire il progetto Achilles International anche a Milano, quindi sono preallertati i runner milanesi.
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

Commenti? | Nov 11, 2016

Francia Albi Campionato Europeo ultramaratona 24h

Posted by linfordbif in Manifestazioni
Matteo Simone, Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR  
<section style="box-sizing: border-box; zoom: 1; color: #565656; font-family: Georgia, Cambria, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 16px" itemprop="articleBody" class="entry-content clearfix">

22.10.2016, Francia Albi ore 10.00 partenza Campionato Europeo 24h corsa a piedi su strada, su circuito di 1120 metri. 180 sono i corridori iscritti in rappresentanza di 24 paesi.

nazioniIn assenza del campione in carica, il tedesco Florian Reus vincitore lo scorso anno a Torino, sulla carta il favorito in campo maschile è Bela Mazur (HUN) è il top runner con un personale di 247,040 km, i due principali suoi avversari sembrano essere Zoltan Csecsei (HUN) e Dietmar Korntner (AUT) con record personali rispettivamente di 243,460 km e 243.068km. A contendersi la vittoria maschile ci sono anche James Elson (GBR) con un personale di 242,490 km ottenuto nel 2016 e il veterano corridore Irlandese Eoin Keith con un personale stagionale di 241,938 km.

In campo femminile, Maria Jansson (SWE) difenderà il suo titolo di Campionessa Europea a Torino lo scorso anno. Quest’anno ha ottenuto un personale di 242.686km. Le Ungherese Viktoria Makai e Boglarka Vago con le loro mimgliori prestazioni rispettivamente di 225,600 km e 223,540 km, saranno le dirette avversarie. Altre topo runner in campo femminile sono Anne Marie Vernet (FRA) con 222,419 km quest’anno ed Amy Masner (IRL) con 217,068 km quest’anno.

Una gara ti testa, la mente guida il corpo, sono stati selezionati atleti capaci Atleticamente e mentalmente, atleti con elevata consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti, capaci di focalizzarsi per l’impegno fisico e mentale prolungato nel tempo, atleti con elevata esperienza in gare che possono essere considerate anche alienanti, che hanno sviluppato elevata autoefficacia e resilienza attraverso lunghi viaggi anche interiori che l’ultracorsa ti porta a fare, atleti che sanno gestire il momento presente ed il tempo che passa in modo performante, atleti che sanno accogliere, affrontare, gestire e prevenire crisi o difficoltà, atleti che sanno prendersi cura di se stessi anche dal punto di vista nutrizionale che diventa fondamentale in questo tipo di gara, atleti che sanno accogliere parole e suggerimenti di partner e tecnici per andare avanti senza mollare.

formazioneLa squadra italiana è rappresentata dai seguenti 12 atleti.

Marco Bonfiglio (DK Runners Milano)

Diego Ciattaglia (Bergamo Stars Atletica)

Nicola Leonelli (ASD Liberi Podisti Abruzzesi)

Nerino Paoletti (Bergamo Stars Atletica)

Paolo Rovera (ASD Dragonero)

Andrea Zambon (ASD Pavanello)

Paola Addari (GS Runners Cagliari)

Monica Barchetti (ASD Podistica Lippo Calderara)

Lorena Brusamento (GS Gabbi)

Maria Ilaria Fossati (Bergamo Stars Atletica)

Chiara Milanesi (Runners Bergamo)

Luisa Zecchino (Team Pianeta Sport Massafra)

due1Ultramaratoneti e gare estreme (cosa motiva questi atleti? Quali i meccanismi psicologici? Cosa li spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici?),questo è il titolo del mio prossimo libro che racconta le storie, passioni, motivazioni, aneddoti di più di un centinaio di atleti che si dilettano a percorrere tantissimi chilometri in tante modalità, su strada, su sentieri, su tapis roulant, tra i tanti atleti Vito Intini coordinatore settore maschile 24 ore di corsa su strada e riporto di seguito una breve intervista per conoscere questo mondo.

Cosa significa per te essere ultramaratoneta?

“La ricerca di mettere il proprio fisico e la propria mente in difficoltà nella quale esiste la soluzione. Come risolvere un rebus o un sudoku. Mai però deve essere raggiunto il pericolo organico!”

Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta?

“L’incognita del risultato e la gioia che mi pervade quando affronto la fatica.”

Quali i meccanismi psicologici ritieni ti aiutano a partecipare a gare estreme?

“La meditazione. L’introspezione e la convinzione di essere preparato infine anche tecniche di visualizzazioni uso di frequente.”

Cosa ti spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici?

“Il corpo si adatta ad uno sforzo con allenamenti specifici fino ad un limite personale che può essere raggiunto. Per la mente invece non è così semplice. Qui entri in una sfera senza bordi. Non c’è una progressione delineabile. Non sai mai se la tua mente ha appreso, imparato e si è adattato allo sforzo. Sono troppe le variabili che possono verificarsi. E’ qui il divertimento.  In fondo è come risolvere un Sudoku sulla base di un sistema numerico sessagesimale (sessanta simboli).”

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua partecipazione a gare estreme?

“Dopo tanti anni hanno capito che con dedizione e preparazione le gare di Ultramaratona sono una disciplina come tante altre.”

Che significa per te partecipare ad una gara estrema?

“Preparazione, preparazione e preparazione fisica e mentale.”

bandiera-italianaPer quanto riguarda Nico Leonelli, finalmente il sogno che aveva da bambino si realizza, Nico racconta la voglia di mettersi sulla strada e camminare, girovagare ad iniziare dai paesi vicini, e sempre di più ha coltivato questa passione del camminare, dell’allontanarsi, di andare alla ricerca di altro, di nuovo, di diverso, per scoprire altro ed anche per scoprire se stesso.

Ecco di seguito come si racconta Nico, quali sono le sue passioni, sogni, limiti.

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta?

Quando ero bambino sognavo spesso di arrivare ai paesi vicini a piedi. Per cui da adulto, quando ho iniziato a correre, il percorso per arrivare alle ultramaratone è stato abbastanza naturale e veloce.”

Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta?

“Mi piace pensare che potrei attraversare paesi ed anche regioni, avendo come unico mezzo le gambe. Mi piacerebbe che questa capacità la mantenessi ancora per tanti altri anni.”

Hai mai pensato di smettere di essere ultramaratoneta?

Ho pensato spesso di smettere con le gare, ma mai di non correre più lunghe distanze per conto mio.”

Cosa ti spinge a continuare ad essere ultramaratoneta?

Il fatto che ci sono tanti altri traguardi da vivere ed assaporare.”

Hai sperimentato l’esperienza del limite nelle tue gare?

Ad ogni gara Ultra ho sempre creduto di aver raggiunto il limite per poi scoprire in seguito che quello non era il mio limite.”

Quali i meccanismi psicologici ritieni ti aiutano a partecipare a gare estreme?

“Non avere la reale consapevolezza di quello che starò per fare.”

C’è una gara estremi che non faresti mai?

Soffro il freddo in maniera patologica, per cui iscrivermi ad una gara in Alaska è l’ultimo dei miei desideri.”

Cosa ti spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici?

“Credo che sia una cosa innata nell’ uomo. Se l’uomo non avesse questa tendenza, la scienza non sarebbe arrivata a questo livello e noi ora non avevamo neppure il Garmin.”

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua partecipazione a gare estreme?

C’è chi ammira e chi ne deride…è normale!”

Che significa per te partecipare ad una gara estrema?

Non c’è un sempre un unico significato. A volte c’ è la predominante agonistica ed altre volte c’è la curiosità di una nuova esperienza.”

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel diventare ultramaratoneta?

Ho scoperto che se qualcosa nella mia vita non va come vorrei, è solo perché non ci ho messo la giusta forza e determinazione.”

Ai fini del certificato per attività agonistica, fai indagini più accurate? Quali?

Fortunatamente stanno nascendo centri medici sportivi che per rilasciare il certificato agonistico, non si limitano solo a farti salire sulla cyclette, ma approfondiscono con ecografie ed analisi specifiche.”

Hai un sogno nel cassetto?

Certamente, quello che si ha da bambino e cioè fare un mondiale.”

Enrico Vedilei è stato un Campione come atleta, coordinatore della Nazionale Ultratrail, ora collabora con la IUTA nel settore 24 ore di corsa su strada

Di seguito racconta un po’ della sua vita dedita allo sport con passione e tanta emozione.

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta?

“La mia prima gara, a 12 anni, fù di 21 km. Dopo aver raggiunto i limiti d’età, ho voluto provare a correre la maratona e dopo 5 anni mi sono spinto più in là con l’ultramaratona.”

Da piccolo Enrico non gli bastavo le distanze corte, voleva esagerare, ed ha dovuto aspettare la maggior età per esordire in maratona e fare successivamente l’ingresso nel mondo delle ultra.

Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta?

La voglia di scoprire e scoprirmi.”

Hai mai pensato di smettere di essere ultramaratoneta?

“Finora no, di sicuro non mi alleno più come una volta ma la voglia di far fatica è ancora dentro il mio corpo.”

Hai mai rischiato per infortuni o altri problemi di smettere di essere ultramaratoneta?

“Ho avuto dei problemi fisici una decina di anni fa che non mi hanno più permesso di allenarmi come una volta, ora corro di meno ma corro lo stesso perché mi diverto e mi piace l’ambiente.”

Enrico si trova dove c’è una gara lunghissima o durissima, è presente come coordinatore di atleti nazionali, come organizzatore di gara, come sponsor, come assistenza, è una presenza.

Cosa ti spinge a continuare ad essere ultramaratoneta?

“Mi piace l’ambiente e non c’è lo stress delle gare corte dove si deve correre sempre con il fiato corto e guardare il cronometro.”

Quali i meccanismi psicologici ritieni ti aiutano a partecipare a gare estreme?

“La consapevolezza che se non è giornata o non vado, rallento o mi ritiro senza nessun problema o giustificazioni. Credo che sia stata una saggia legge che mi ha portato a correre per 40 anni.”

Quale è stata la tua gara più estrema o più difficile?

“La mia gara più dura è stata il Cammino Inca in Perù dove abbiamo superato 2 passi sopra i 4000 m slm e non avevo fiato per respirare.”

Cosa ti spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici?

“Oramai non sposto più i miei limiti ma un tempo, quando lo facevo, mi spingeva la voglia di conoscere appunto i miei limiti fisici.”

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua partecipazione a gare estreme?

“Senza i miei genitori non starei qui a raccontare la mia storia, mi hanno sempre aiutato. Poi ho trovato una moglie con una famiglia di ultramaratoneti e quindi il gioco è fatto e per noi è tutto naturale.”

Che significa per te partecipare ad una gara estrema?

“Prepararmi psicologicamente e fisicamente, documentarmi sul tracciato, sulle condizioni ambientali e sul paesaggio che dovrò affrontare di li a poco. Anche questo è cultura generale che i libri di scuola non potranno mai insegnarti.”

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel diventare ultramaratoneta?

“Ho scoperto di essere molto socievole e stare bene in mezzo alla gente, cosa che da piccolo non mi riusciva bene.”

Forza ragazzi!!! E’ arrivato il luogo momento!

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Commenti? | Nov 02, 2016

Di corsa verso il nuovo anno: parte il progetto dell’Uisp Nazionale Atletica Leggera in Val d’Orcia

Posted by linfordbif in Manifestazioni
Trascorrere all’insegna dello sport per tutti il passaggio dalla fine del 2016 all’inizio del nuovo anno. E’ con questo spirito che l’Uisp Nazionale Atletica Leggera, in collaborazione con l’Asd Runners e Benessere e il comitato Tuscany Crossing, promuove RunMeet: un’iniziativa per passare un soggiorno di 3 o 5 giorni, dal 30 dicembre 2016 al 3 gennaio 2017, nella splendida cornice della Val d’Orcia ritagliandosi dei momenti per uscite collettive di corsa o di camminata.
 

La base logistica del progetto sarà Abbadia San Salvatore, piccolo comune senese alle pendici dell’Amiata che ogni anno ospita il raduno tecnico dell’Uisp Nazionale Atletica Leggera. Da lì ci si potrà spostare facilmente per le passeggiate o gli allenamenti di corsa e per qualche piacevole puntata alle terme di San Filippo, dove è previsto il veglione dell’ultimo dell’anno.
 
“Sarà un’occasione per condividere lo spirito della corsa senza l’assillo del cronometro o della classifica finale – commenta Fabio Fiaschi, presidente Uisp Nazionale Atletica Leggera – per godersi il paesaggio della Val d’Orcia e della via Francigena in un momento di bassa stagionalità, consentendo a chi vorrà unirsi a noi di affacciarsi al nuovo anno in modo diverso dal solito, dedicandosi allo sport e al benessere immersi in questo angolo della Toscana, dichiarato Patrimonio Unesco. La nostra proposta è aperta a tutti, senza distinzioni di età: ci auguriamo che aderiscano in tanti”.

Per informazioni: redazione@runners.it, 333.7179966.

Ufficio Stampa

Uisp Nazionale Atletica Leggera
Commenti? | Nov 02, 2016

Coltivare la qualità del "vivere nel presente"

Posted by linfordbif in Manifestazioni
E’ importante fare le cose ascoltandosi ed osservandosi con attenzione ad iniziare dal respiro, dalle sensazioni corporee, una sorta di automonitoraggio per valutare momento per momento se quello che si sta facendo è in linea con il proprio desiderio, il proprio bisogno. E’ un contattare le proprie sensazioni in cerca del meglio per sé e considerando gli obiettivi che si vogliono perseguire con piacere, passione, motivazione, impegno.
Venerdì 30 settembre 2016 alle ore 19 presso il Centro Yoga Lakshmi, via Piccarda Donati 5, si terrà il seminario L'arte di vivere il presente, con Shubhraji, Maestra indiana di filosofia Vedanta, discepola diretta di Swami Chinmayananda. A cuore aperto e con profondità di visione, Shubhraji ci spiegherà come coltivare la qualità del "vivere nel presente", sviluppando uno stato di libertà interiore e allo stesso tempo la concentrazione necessaria alla realizzazione della nostra piena potenzialità.
Info: 339 1232812 o per e-mail a centroyogalakshmi@gmail.com
Quando ci si ferma, l’aspetto curioso è che immediatamente si diventa se stessi. Tutto appare più semplice. In un certo senso è come se foste morti e il mondo continuasse. Se moriste realmente, tutte le vostre responsabilità e obblighi svanirebbero d’incanto.
Riservandovi alcuni attimi di ‘morte volontaria’ arginando le pressioni del tempo, finché vivete sarete liberi di ritagliarne una parte per il presente. ‘Morendo’ ora, in questo modo, in realtà divenite più vivi. Questo è il vantaggio di fermarsi. La pausa contribuisce a rendere più vivaci, ricche e articolate le azioni successive, aiuta a inquadrare nella giusta prospettiva tutte le preoccupazioni e insicurezze. Serve da guida
Più volte nel corso della giornata, fermatevi, sedetevi. Accettate senza riserve il presente, le vostre sensazioni. In questi momenti non cercate di cambiare nulla, limitatevi a respirare e rilassarvi. Respirate, lasciate correre; astenetevi dal voler produrre qualcosa di diverso in questo momento; mentalmente ed emotivamente lasciate che questo momento sia esattamente com’è e lasciate a voi stessi la libertà di essere così come siete. Poi, quando sarete pronti, muovetevi nella direzione dettata dal cuore, consapevoli e risoluti.”
Anche William Hart, nel suo testo “L’ARTE DI VIVERE”, spiega l’importanza di sedersi e sviluppare l’autoconsapevolezza vivendo nel qui e ora: “Quando ci sediamo tranquilli e fissiamo l’attenzione sul respiro, senza l’interferenza di alcun pensiero, attiviamo e manteniamo un salutare stato di autoconsapevolezza.
Questo istante, il presente, è proprio il più importante. Non possiamo vivere nel passato, perché se ne è andato. Non possiamo vivere nel futuro, perché ancora non esiste. Possiamo vivere solo nel presente.
Se siamo inconsapevoli delle nostre azioni presenti, siamo condannati a ripetere gli errori del passato, e non potremo mai riuscire a realizzare i nostri sogni nel futuro. Se siamo in grado di sviluppare la capacità di essere consapevoli del momento presente, possiamo servirci del passato, come guida, per regolare le nostre azioni future.
Questo è il sentiero del qui e ora, della consapevolezza del momento presente.
Fissare l’attenzione sul respiro favorisce lo sviluppo della consapevolezza del momento presente. La giusta concentrazione consiste nel mantenere questa consapevolezza il più a lungo possibile, momento dopo momento. Ogni giorno, nel compiere le azioni abituali, dobbiamo essere concentrati.”
Ci sono degli sport che aiutano in questa presa di coscienza emotiva, fisica, corporea e mentale, quali le passeggiate, le camminate, la corsa lenta e la meditazione, sono attività che sembrano una perdita di tempo ma aiuta a rinforzare la mente ed anche a preparare il fisico.
Sarebbe necessario avvicinarsi, frequentare persone, maestri che ti possono indicare una strada, un percorso da seguire, che include autoconsapevolezza, calma, meditazione, attesa, preparazione, senza richiedere tutto e subito. Il percorso è duro ma come tutte le cose che si vogliono ci vuole impegno, determinazione, costanza e resilienza, ogni volta che capita che si devi dal percorso non bisogna preoccuparsi, succede, è importante riprendere la strada giusta.


Commenti? | Sep 30, 2016

Il Tuscany Camp si apre al turismo sportivo e ospita i primi podisti giapponesi

Posted by linfordbif in Manifestazioni

Dal Giappone all’Italia per correre con i campioni dell’atletica. Ha realizzato un piccolo sogno il gruppo dei quattro podisti giapponesi che la scorsa settimana è stato ospitato dal Tuscany Camp, a http://www.tuscanycamp.com/immagini/logo_tuscanycamp_nero.jpg

San Rocco a Pilli (Si), per fare un’esperienza di turismo sportivo di altissimo livello. I quattro capo gruppi, di squadre amatoriali del Sol Levante, ex professori universitari e appassionati di atletica, hanno potuto così conoscere dal vivo la struttura aperta nel 2014 da Giuseppe Giambrone, e diventata in soli due anni una vera e propria fucina di talenti. Durante la settimana, gli ospiti, oltre a sottoporsi a un check-up medico completo, hanno svolto una parte dei loro allenamenti con gli atleti che abitualmente vivono e si allenano all’interno del Tuscany Camp. Ma c’è stato spazio anche per svolgere diverse visite turistiche nelle principali città toscane, approfittando del clima ideale per esplorare la Toscana.

Il Tuscany Camp spera in questo modo di inaugurare una nuova stagione della sua esistenza, dove lo sport può essere il traino privilegiato per conoscere il territorio della Val di Merse e valorizzarne le bellezze.

Sul fronte agonistico, altre importanti notizie sono arrivate dai recenti Campionati di corsa in montagna, svoltisi domenica 11 settembre a Sapareva Banya, in Bulgaria, lo scorso 11 settembre, dove gli atleti del Tuscany Camp hanno ottenuto quattro medaglie: tre individuali e una di squadra. Sul gradino più alto del podio juniores è salito il nuovo arrivato Joel Ayeko, seguito da Victor Kiplangat e da Albert Chemutai. Un’altra medaglia d’oro sarebbe andata, tra i seniores, a Robert Chemonges, che è stato invece squalificato per un’applicazione un po’ troppo rigida del regolamento che ha sanzionato il fatto che fosse stato accompagnato e incitato da un compagno di squadra per circa un centinaio di metri.


 

Commenti? | Sep 22, 2016
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