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ATLETICA IN LUTTO, E' MORTO FRANCO SAR, OLIMPICO E "PADRE" DELLA SNIA

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franco sarQuesta notte è venuto a mancare Franco Sar, atleta olimpico, allenatore e dirigente, presidente dell'ABC Progetto Azzurri. Si è spento nel sonno all'età di 84 anni (ne avrebbe compiuti 85 il 21 dicembre) nella sua abitazione di Monza. Attivo sulle piste fino a poche ore fa, la sua scomparsa lascia sgomento e addolorato tutto il mondo dell'atletica, non solo milanese.

Originario di Arborea, in Sardegna, si trasferì giovane nel milanese per proseguire la sua carriera da atleta. Fu azzurro nel decathlon alle Olimpiadi di Roma 1960 e Tokio 1964. A Roma ottenne il miglior piazzamento mai segnato da un decatleta italiano ai giochi olimpici: sesto. Fu 8 volte campione italiano di decathlon e 1 volta campione italiano di salto con l'asta.

Chiusa la sua carriera da atleta, continuò a lavorare per la Snia, fondando l'omonima società di atletica che dominò l'atletica italiana negli anni '70 e '80. Come allenatore, tra i tanti atleti cresciuti, si annovera l'ostacolista/lunghista Fausto Frigerio. Chiuso il progetto Snia, negli anni '90 diede vita all'Atletica 2000, mentre negli ultimi anni ha guidato l'ABC Progetto Azzurri di Milano.  

Decano degli atleti olimpici milanesi, godeva della stima, dell'affetto e del rispetto di tutto il mondo dell'atletica, a cui non ha mai mancato di dare il suo contribuito, con l'impegno personale e con i consigli schietti e sinceri.

Al dolore dei famigliari si aggiunge quello personale del Presidente provinciale Paolo Galimberti ("gli ho parlato proprio sabato" ha detto incredulo), di tutto il Consiglio Provinciale, e del Consigliere nazionale Sabrina Fraccaroli, cresciuta insieme a Franco Sar prima come atleta e poi come dirigente.

Le esequie sono in programma mercoledì 3 ottobre a Monza, alle ore 10 presso la chiesa della parrocchia di San Giuseppe (via Guerrazzi 30).

Al link un'intervista a Franco Sar della trasmissione Atletika (agosto 2014), utile per conoscere meglio la storia di questo grandissimo uomo:http://youtu.be/q_EnfUoJQbc?list=PLcGjKu2s_JjRVClRfddImOxvpC0UPqYbw

franco sar young

Fonte Fidalmilan http://www.fidalmilano.it/attivita/gare/2394-atletica-in-lutto-e-morto-franco-sar-olimpico-e-padre-della-snia.html 

Franco Sar giovane atleta

1 commento | Oct 01, 2018

Tarragona, una tappa sulla strada per Berlino

Posted by linfordbif in Italia

 L'Italia dell'atletica saluta Tarragona e la 18esima edizione dei Giochi del Mediterraneo. Il Direttore Tecnico dell'Alto Livello Elio Locatelli, sull'aereo di ritorno dalla Spagna, fa il punto sulle prestazioni della squadra azzurra. "Di questa manifestazione, prima che le medaglie, mi piace evidenziare il bel clima che si è creato in squadra. Un'atmosfera positiva che ha poi ha fatto la differenza anche in gara. E' ovvio che tra un mese sarà tutta un'altra storia perché agli Europei saremo di fronte ad un contesto di livello decisamente superiore. Berlino è l'obiettivo dell'anno, ma i Giochi del Mediterraneo, come avevo detto alla vigilia, sono stati comunque un valido test event".

Guardando ai risultati, l'Italia Team cosa si porta a casa da questa trasferta?
"Vorrei sottolineare la prova delle staffette, tre su quattro sono andate a segno e la 4x100 femminile è finita terza. C'è un gruppo di qualità su cui lavorare e agli Europei possono fare tutti molto bene. In generale l'effetto Tortu dopo il suo 9.99-record è di grande impatto, ma Filippo anche in staffetta ha dimostrato di avere un forte senso di attaccamento al gruppo. Sul giro di pista Re (vincitore dei 400 metri in 45.26 e poi oro anche con la 4x400, ndr) è in ascesa, ma il primatista nazionale Galvan sta rientrando verso la migliore condizione. Due elementi importanti per una ritrovata 4x400 maschile, una staffetta che con le donne è una certezza da tempo. Bella doppietta nei 400hs femminili: sia la Pedroso che la Folorunso potranno giocarsi delle buone carte a Berlino. Sul fronte della strada mi aspetto una grande maratona dalla Dossena agli Europei. OK anche Faniel, ma non dimentichiamo Meucci che purtroppo a Tarragona era mezzo febbricitante e non è riuscito a rendere al meglio".

Altre notizie dall'infermeria?
"Il lunghista Ojiaku all'ultimo salto ha preso una botta al gomito a bordo pedana. Ora dovrà sottoporsi ad ulteriori accertamenti per verificare l'entità del problema all'avambraccio. Idem per l'altro lunghista Randazzo, frenato da un problema alla caviglia durante il riscaldamento, e per la Bogliolo dopo la caduta sulla linea d'arrivo nella finale dei 100hs in cui ha conquistato l'argento. Stiamo, inoltre, monitorando con fiducia il recupero di tre big come l'ostacolista Dal Molin, il triplista Greco e l'astista Stecchi".

I Giochi del Mediterraneo sono stati un bel banco di prova per le nuove leve della Nazionale.
"Atleti come la Cestonaro o Perini fino a qualche anno fa erano protagonisti a livello giovanile (rispettivamente oro nel triplo e argento nei 110hs con record italiano agli Europei U20 di Rieti 2013, ndr). Ottavia ha trovato una promettente stabilità su certe misure, Lorenzo era carico come una molla. A Tarragona hanno superato l'esame di maturità con prestazioni (14,05 e 13.49, ndr) che permettono loro di affacciarsi su un'atletica con un orizzonte più internazionale. Intanto, prove tecniche di volata per Crippa, terzo nei 5000 metri".

Prima di Berlino, però, diversi azzurri dovranno fare un altro salto in Spagna.
"Il 10 luglio ad Avila, una selezione di nostri atleti affronterà un match internazionale dedicato solo ai salti. Sarà una bella occasione per verificare la condizione dei nostri saltatori che potranno così cercare la misura con cui presentarsi alla rassegna continentale".

a.g.

MEDAGLIERE - L’Italia dell’atletica chiude con 7 ori, 8 argenti e 8 bronzi nella 18esima edizione dei Giochi del Mediterraneo, per un totale di 23 volte sul podio. Un bottino complessivo nettamente superiore a quello di ogni altra nazione, ma in cima al medagliere svetta il Marocco per un successo in più con 8 ori, 4 argenti e 1 bronzo (13 metalli), seconda la squadra italiana e terza la Francia (7-1-6), poi Spagna (2-6-7) e Turchia (2-4-1). Assegnati 34 titoli su un programma incompleto, nove in meno rispetto alla precedente edizione di cinque anni fa a Mersin, in Turchia, e quindi non è praticabile un raffronto immediato con il passato (per l’Italia 13 ori, 5 argenti, 9 bronzi e un totale di 27 medaglie nel 2013, invece 11-11-7 a Pescara 2009). Il prossimo appuntamento con questa manifestazione è previsto nel 2021 a Orano, in Algeria.

GIOCHI DEL MEDITERRANEO TARRAGONA 2018
LE MEDAGLIE ITALIANE NELL’ATLETICA
ORO (7): Davide Re (400m); Lorenzo Perini (110 ostacoli); Federico Cattaneo, Eseosa Fausto Desalu, Davide Manenti, Filippo Tortu (4x100m); Giuseppe Leonardi, Michele Tricca, Matteo Galvan, Davide Re (4x400m); Sara Dossena (mezza maratona); Yadisleidy Pedroso (400 ostacoli); Maria Benedicta Chigbolu, Ayomide Folorunso, Raphaela Lukudo, Libania Grenot (4x400m)
ARGENTO (8): Eseosa Fausto Desalu (200m); Eyob Faniel (mezza maratona); Roberto Bertolini (giavellotto); Gloria Hooper (200m); Libania Grenot (400m); Luminosa Bogliolo (100 ostacoli); Ayomide Folorunso (400 ostacoli); Ottavia Cestonaro (triplo)
BRONZO (8): Federico Cattaneo (100m); Yeman Crippa (5000m); Yohanes Chiappinelli (3000 siepi); Marco Fassinotti (alto); Hannes Kirchler (disco); Anna Bongiorni (100m); Maria Benedicta Chigbolu (400m); Gloria Hooper, Irene Siragusa, Anna Bongiorni, Johanelis Herrera (4x100m)

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1 commento | Jul 02, 2018

Davide č il Re del Mediterraneo: 45.26 sui 400

Posted by linfordbif in Italia

L’azzurro vince a Tarragona e arriva a soli 14 centesimi dal record nazionale. Grenot argento, cinque medaglie per l’Italia nella seconda giornata dell’atletica. Desalu 20.25 ventoso (+2.6) sui 200 in batteria.

 

Davide Re (foto Ferraro/CONI)Cinque medaglie italiane nella seconda giornata dell’atletica ai Giochi del Mediterraneo di Tarragona, in Spagna. Nei 400 metri Davide Re conquista l’oro e si migliora ancora in 45.26 per diventare il quarto azzurro di sempre sul giro di pista, con un’entusiasmante progressione nel rettilineo finale. Tra le donne argento alla campionessa europea Libania Grenot che realizza il primato stagionale di 51.32 e bronzo per Maria Benedicta Chigbolu (52.14). Velocisti italiani sul podio anche sui 100 metri: terza Anna Bongiorni con 11.53 (-0.5), inizialmente data come argento, e stesso piazzamento al maschile di Federico Cattaneo in 10.37 (-0.6). Nelle batterie dei 200 metri Eseosa Fausto Desalu vola in 20.25 ma con vento oltre il limite (+2.6) che nega quindi il record personale. Soltanto il mito Pietro Mennea ha corso più forte tra gli azzurri sulla distanza, in ogni condizione. Tra gli altri risultati di oggi, quarto Michele Tricca sui 400 in 46.35 e sesta la discobola Valentina Aniballi con 57,15. Domani la terza giornata che vedrà impegnati 14 azzurri nelle finali.

RISULTATI/Results - ISCRITTI/Entries - ORARIO E AZZURRI IN GARADIRETTA VIDEO STREAMING - LA SQUADRA ITALIANA/Italian TeamTUTTE LE NOTIZIE/News - Il sito del Comitato Organizzatore - Il sito CONI sulla squadra azzurra a Tarragona 2018

400: RE D’ORO IN 45.26 - Corre sempre più forte il quattrocentista Davide Re. Il 25enne delle Fiamme Gialle si esalta in maglia azzurra e trionfa a Tarragona: vittoria, record personale con 45.26 e quarto italiano di sempre, eguagliando lo storico crono di Mauro Zuliani nella Coppa del Mondo del 1981 a Roma. Adesso il campione tricolore assoluto, che si allena a Rieti sotto la guida tecnica di Maria Chiara Milardi, è a soli 14 centesimi dal primato italiano. Sul rettilineo finale l’ex sciatore ligure, che al meeting di Ginevra del 9 giugno aveva corso in 45.31, chiude ancora in piena spinta. E con il record dei Giochi del Mediterraneo (battuto il 45.28 del francese Aldo Canti nel 1983) surclassa lo spagnolo Lucas Bua (45.91), con cui era praticamente appaiato dopo la curva, in una gara non facile da interpretare per il vento che imperversa sulla pista. Terzo il francese Mamoudou Hanne (46.35), leader nella prima parte, e pregevole quarto posto di Michele Tricca in 46.35, stesso crono del bronzo.

“Bella questa medaglia - commenta Davide Re - perché è il mio secondo personal best della stagione. Sono in crescita, un bel segnale in ottica Europei di Berlino. Devo ammettere che a fine gara non ero tanto contento. Ormai penso al record italiano e magari anche qualcosa di più a livello di crono. Il problema di oggi era l’umidità e il vento che girava: forte in faccia alla prima curva e poi si faceva sentire sul rettilineo. Peccato non aver fatto doppietta con Tricca, protagonista di una bella gara in ottava corsia, che è rimasto ai piedi del podio di un niente. Dispiace per l’infortuno di Daniele Corsa, ma possiamo comunque mettere insieme una gran bella 4x400”.

GRENOT-CHIGBOLU DA PODIO - Nei 400 metri al femminile due medaglie per l’Italia, ma quella più preziosa va al collo della cipriota Eleni Artymata che si migliora a 51.19 per un progresso di oltre quattro decimi sul precedente personale di 51.61. In testa scatta subito Libania Grenot, recuperando subito il décalage sulla 32enne di Cipro che parte dalla quarta corsia, mentre l’azzurra in terza. L’azione della bicampionessa europea è elegante, ma nell’ultima curva viene rimontata dall’avversaria che sul rettilineo la affianca e poi la supera inesorabilmente nei 50 metri conclusivi. Per la cipriota, già due volte d’oro ai Giochi del Mediterraneo ma sui 200 metri (nel 2009 e nel 2013), è il secondo crono dell’anno nel Vecchio Continente. La “panterita” delle Fiamme Gialle abbassa comunque decisamente il primato stagionale con 51.32, in crescita rispetto al 51.51 del meeting di Marsiglia. Per il bronzo c’è Maria Benedicta Chigbolu: la portacolori dell’Esercito con 52.14 avvicina il 52.08 di ieri in batteria.

BONGIORNI E CATTANEO BRONZO - Un’altra medaglia internazionale per Anna Bongiorni. Nella scorsa stagione la 24enne pisana dei Carabinieri aveva vinto il bronzo sui 200 alle Universiadi di Taipei e anche stavolta, ma nei 100 metri, sale sul terzo gradino del podio ai Giochi del Mediterraneo con 11.53 (-0.5). Dietro l’imprendibile francese Orlann Ombissa-Dzangue (11.29), l’azzurra viene indicata inizialmente al secondo posto ma poi è terza in 11.53 preceduta per questione di millesimi dalla greca Rafailia Spanoudaki, argento con lo stesso crono. “Questi millesimi che mi sono mancati oggi per l’argento - le parole di Anna Bongiorni - spero di trasformarli in una bella energia per andare forte con la staffetta 4x100. Penso di essere sulla strada di una buona condizione e il risultato di stasera mi dà comunque fiducia”. Ottava la veneta Johanelis Herrera (11.72). Anche il campione italiano Federico Cattaneo si mette al collo la medaglia di bronzo con 10.37 (-0.6). Il 24enne lombardo dell’Atletica Riccardi Milano 1946 viene preceduto soltanto da due turchi di origine giamaicana: Jak Ali Harvey (10.10) e Emre Zafer Barnes (10.32).

DESALU 20.25 NEL VENTO - Un gran gara per Eseosa Desalu in batteria. La sua migliore di sempre nei 200 metri e soltanto il vento oltre il limite (+2.6) impedisce a “Faustino” di realizzare il record personale: un soffio beffardo, visto che finora l’anemometro di Tarragona non era mai andato sopra il consentito sul rettilineo. Ma il suo 20.25 è un crono da applausi e solo Pietro Mennea ha corso più velocemente tra gli italiani, considerando anche i risultati ventosi. Il 24enne delle Fiamme Gialle, 20.31 di personal best e cresciuto sulla pista di Casalmaggiore sotto la guida di Giangiacomo Contini, corre in ottava corsia però esce molto bene dalla curva. Poi si distende, dopo aver ingaggiato un duello a distanza con il francese Mickael-Meba Zeze che è in seconda corsia e viene nettamente sconfitto con 20.52. Nella seconda batteria si qualifica anche Davide Manenti, terzo in 20.59 (+1.3) mentre la vittoria è del turco Ramil Guliyev, campione mondiale in carica, che controlla con il ginocchio sinistro fasciato e si impone in 20.50. Finale domani alle ore 20.15.

Sto diventando l’uomo del vento - scherza Desalu che l’anno scorso a Trieste aveva vinto gli Assoluti in un 20.32 appena ventoso (+2.2) -, forse ora devo andare a cercare su internet i 10 modi per tenere a bada Eolo! A parte le battute, ero in ottava corsia e non avevo una grandissima visuale. Il clima della gara, però, mi sembrava buono e ci ho provato. Il crono sul display mi ha fatto sgranare gli occhi, peccato che l’anemometro abbia detto altro. Mi sento pronto per un crono del genere anche in condizioni normali. Vediamo cosa salterà fuori in finale”.

DISCO: ANIBALLI SESTA - Nessun dubbio sulla supremazia della croata Sandra Perkovic, campionessa di tutto nel disco. Oggi l’unico vero interrogativo è sulla misura vincente che alla fine è di 66,46, con l’argento alla portoghese Liliana Cà (60,05) e il bronzo alla greca Chrysoula Anagnostopoulou (58,85). Entra nella finale a otto l’azzurra Valentina Aniballi con 57,15 al terzo turno, per il sesto posto. La primatista italiana under 23 Daisy Osakue non trova invece la spallata giusta e chiude undicesima con un unico lancio valido, il secondo della sua gara a 51,49.

BERTONI OTTAVA NELLE SIEPI - Gara tutta sul ritmo nei 3000 siepi, con l’albanese Luiza Gega nel ruolo di front runner dalle prime battute. La vicecampionessa europea si impone in 9:27.73 davanti alla tunisina Habiba Ghribi (9:34.62), iridata nel 2011 e oro olimpico nel 2012, poi bronzo in rimonta alla slovena Marusa Mismas (9:35.57). Ottava l’emiliana Francesca Bertoni in 9:56.21, recuperando qualche posizione nel finale. La sfida dell’asta, che dura quasi due ore e mezza per terminare ben oltre la chiusura delle competizioni su pista, va alla francese Ninon Guillon-Romarin (4,46) sulla slovena Tina Sutej (4,41). Per la favorita greca Nikoleta Kiriakopoulou c’è solo il bronzo a 4,31 dopo due nulli a 4,41 e l’ultimo errore a 4,46.

AZZURRE OK NEI 200 - Due su due per le sprinter italiane sui 200 metri. Nella seconda batteria Gloria Hooper si aggiudica il successo parziale con 23.12 (+1.4) che vale il primato stagionale, sei centesimi in meno del 23.18 ottenuto al meeting di Ginevra. In precedenza secondo posto di Irene Siragusa che corre in 23.23 dalla corsia più esterna, la settima, con vento contrario ma per il momento meno intenso rispetto a ieri (-0.4). La velocista senese, 25 anni compiuti da pochi giorni (il 23 giugno), esce dalla curva alle spalle della francese Carolle Zahi e poi si esprime bene nella seconda parte di gara, in cui viaggia alla stessa velocità della transalpina che vince nel personal best di 23.09. Per l’azzurra, a metà giugno diventata la seconda italiana di sempre nei 100 metri con 11.21 a Orvieto, è il quinto tempo in carriera sul mezzo giro di pista e il secondo di questa stagione, dopo il 23.06 realizzato a Firenze nella seconda fase dei Societari Assoluti. Domani la finale alle ore 20.25.

FINALE PER BENEDETTI - Anche se con l’ultimo crono utile per il recupero, Giordano Benedetti stacca il pass per la finale degli 800 metri che si disputerà sabato alle ore 20.00. Il 29enne trentino corre nella più veloce delle due batterie, e probabilmente anche la più impegnativa, in cui si piazza quinto con 1:48.21. Si sgomita all’inizio e poi va in fuga lo spagnolo Alvaro De Arriba, uno dei favoriti non solo per il successo in questa manifestazione ma anche per il podio europeo a Berlino dopo averlo già raggiunto nella scorsa stagione con il bronzo continentale indoor. Al suono della campana si lanciano all’inseguimento l’algerino Yassine Hethat e il tunisino Riadh Chninni (poi secondo in 1:47.55 e terzo in 1:47.71), più dietro l’azzurro che cerca di mantenere almeno la quarta posizione e si impegna fino in fondo, prima di essere sopravanzato dal bosniaco Abedin Mujezinovic (1:48.12). Qualificazione diretta per i primi tre, con ripescaggio di due crono: la seconda batteria è decisamente più lenta (1:49.48 vincente del marocchino Mostafa Smaili) e allora Benedetti potrà tornare di nuovo in pista nella quarta e ultima giornata.

DAY 3 CON 14 AZZURRI - Nella terza giornata di domani, venerdì 29 giugno, attesi in gara 14 atleti italiani mentre saranno in palio altri 10 titoli. Il via alle ore 19.30 per la finale del disco con Giovanni Faloci e Hannes Kirchler, quindi dalle 19.45 in pedana l’altista Marco Fassinotti e dalle 20.00 il salto triplo di Ottavia Cestonaro e Dariya Derkach. Poi le finali su pista che scatteranno alle 20.05 per i 400 ostacoli con José Bencosme. Sui 200 metri ai blocchi di partenza Eseosa Fausto Desalu e Davide Manenti tra gli uomini (ore 20.15), Gloria Hooper e Irene Siragusa al femminile (20.25). La finale degli 800 metri vedrà in azione Yusneysi Santiusti alle ore 20.35, quella dei 100 ostacoli Luminosa Bogliolo alle 20.55, per chiudere con i 1500 metri (ore 21.05) in cui saranno impegnati Mohad Abdikadar e Joao Bussotti.

Luca Cassai

 

Commenti? | Jun 29, 2018

TORTU 9.99, BATTUTO IL RECORD DI MENNEA

Posted by linfordbif in Italia

 

di Marco Sicari

Filippo Tortu

Il ventenne delle Fiamme Gialle abbatte a Madrid il muro dei 10 secondi nei 100 metri ed entra nella storia dell'atletica azzurra

Un’impresa di quelle che fanno la storia, la piccola, grande storia dell’atletica italiana. Madrid regala a Filippo Tortu e a tutto il movimento azzurro una serata indimenticabile, con uno dei record più antichi, il monumentale 10.01 di Pietro Mennea nei 100 di Città del Messico, stabilito il 4 settembre 1979, che cade, abbattuto dall’inarrestabile talento del sardo-brianzolo, ormai lanciato nel firmamento internazionale dello sprint. Tortu è secondo nella finale del meeting madrileno, ma il cronometro gli assegna il premio più ambito, ovvero, un tempo a tre cifre: 9.99 (vento +0.2), due centesimi meglio del record di Pietro Mennea, uno al di sotto della barriera delle barriere in atletica leggera. In gara lo precede solo il cinese Su Bingtian, capace di 9.91 e soprattutto di riscattarsi dopo l’ex-aequo della batteria, quando era piombato sul traguardo insieme all’azzurro, entrambi accreditati di 10.04 (-0.1). Ma poco importa, Tortu attende il responso del cronometro, capisce che l’impresa, così come l’avversario, è vicina, vicinissima: all’apparire delle tre cifre, esplode in una gioia incontenibile, grida, corre, abbraccia tutti, il fratello Giacomo per primo, ma poi tutto il suo numeroso team, il manager, coach-papà Salvino per ultimo, ma questo è visibilmente il momento più intenso. È il risultato della serata, il pubblico del Moratalaz lo adotta, il tabellone del cronometro diventa suo per uno scatto fotografico storico, le troupe televisive arrivate appositamente dall’Italia lo bramano in zona mista. Lui, Filippo, dopo la gioia, torna presto tranquillo, nei confini che tutti gli riconoscono, quelli dell’uomo di ghiaccio, e scansa subito il paragone con Pietro Mennea, come fatto tante volte in questi mesi: “Lui rimane il più grande – le parole di Filippo – non ci sono discussioni. Io sono felice per questo risultato, ma Pietro ha fatto la storia dello sport. Oggi il merito è al 99% di mio padre Salvino, è lui che si realizza per questo mio risultato, si realizza come tecnico capace di innovare, di portare nuove idee e metodologie. È un grande allenatore”.

 

 

Le interviste si susseguono, così come i selfie e le richieste di autografi, Filippo è la star, ma è ora di andare all’antidoping, bisogna fissare da ogni punto di vista quel crono a tre cifre.

“La mia strada è già fissata, questo record non cambia molto – conclude Tortu – l’obiettivo annuale è rappresentato dai Campionati Europei. Se mi migliorerò ancora? Io credo di sì: faccio atletica per migliorarmi sempre”. La strada è fissata. Ora l’inevitabile overdose di attenzioni mediatiche, il ritorno tra gli affetti più cari, e poi subito via con i Giochi del Mediterraneo, ancora in Spagna, Tarragona, dove correrà la staffetta 4x100. Il meeting di Montecarlo, con i suoi 200 metri, rappresenta l’ultimo (possibile) step prima di Berlino. Dove Filippo non ha ancora deciso cosa fare. “Lo vedremo – chiarisce papà-coach Salvino – ci metteremo seduti con il presidente Giomi, Il DT Locatelli, coach Filippo Di Mulo, con la Federazione, e vedremo cosa fare, se solo i 100, o anche i 200. Per ora mi godo il risultato di Filippo, lo avevo sognato, questo è sicuramente uno dei momenti più belli della mia vita. In batteria Filippo aveva sbagliato, andando troppo sulle frequenze: ne abbiamo parlato, e si è corretto, perché due di seguito non ne sbaglia”. Già questo è il dato atipico, straordinariamente atipico di questo campione che riesce a correggersi sempre, che impara dai propri errori e ha la sensibilità motoria, oltre che la freddezza nervosa, di eliminare ogni asperità. La corsa del record è magnifica: buona partenza, non troppo distante da uno specialista come Su Bingtian, e poi quel lanciato che è ormai la nota caratteristica di Tortu. In definitiva, 43,5 appoggi, dal blocco al traguardo, con un'azione sempre composta. Tra i battuti, anche uno specialista come il sudafricano Simbine, rimasto a due centesimi, già capace di 9.99 in batteria. È una notte magica per l’atletica azzurra. La notte madrilena di Filippo Tortu.

LA NOTA STATISTICA - Il giovane brianzolo di origine sarde, allenato da papà Salvino, è il 134° uomo in ordine cronologico sotto i 10 secondi nella storia dell’atletica. Adesso è il quindicesimo europeo di sempre a livello assoluto e il sesto tra gli under 23, oltre che il terzo europeo bianco dopo il francese Christophe Lemaitre (9.98 nel 2010, poi migliorato fino a 9.92 nel 2011) e l'azero con passaporto turco Ramil Guliyev (9.97 nel 2017). Nelle liste stagionali del Vecchio Continente invece consolida la terza posizione.

10.04 IN BATTERIA - Tortu in precedenza aveva vinto la batteria dei 100 metri al Meeting di Madrid. Lo sprinter azzurro, presentato con il clamore dedicato ai grandi dallo speaker della manifestazione, corre in 10.04 sulla pista dello stadio Moratalaz (vento quasi nullo: -0.1) eguagliando il crono realizzato il 31 maggio al Golden Gala di Roma, e guadagnando l'accesso alla finale (si corre alle 21.15 di stasera). In questo primo round, corso sul rettilineo opposto a quello d'arrivo, l'azzurro taglia il traguardo appaiato il cinese Su Bingtian, l'ex primatista nazionale dei 100 e argento mondiale indoor dei 60 metri, a pari merito in 10.04 come l'italiano. Tutto come da copione: Su Bingtian, specialista delle prove in sala, è più lesto in fase di avvio, e guadagna circa un metro su Tortu; l'azzurro non si scompone, lancia la sua ormai caratteristica progressione fino a riagganciare negli ultimi appoggi l'avversario. Nella prima batteria, successo e crono sub-10 secondi per il sudafricano Akani Simbine: il suo 9.98 è ovviamente il miglior tempo di ammissione alla finale. Tortu correrà la finale in corsia cinque, a fianco di Simbine, corsia quattro. Una sfida che si preannuncia di grande interesse. 

DONATO 16,62 PER COMINCIARE - Nella gara di esordio stagionale all’aperto Fabrizio Donato (Fiamme Gialle) atterra a 16,62 (+0.1) sulla pedana del triplo. L’infinito capitano azzurro, a 41 anni, inizia la gara con 16,04 e poi va in crescendo: 16,51-16,60-16,62 prima di passare il quinto tentativo e chiudere a 16,09 per finire quinto. L’unico a superare i 17 metri questa sera è il cubano naturalizzato azero Alexis Copello con 17,01 (0.0). Sui 3000 siepi il vicecampione europeo under 23 Ahmed Abdelwahed (Fiamme Gialle) è settimo in 8:35.91 migliorando il record personale di quasi un secondo. Nell’alto ottavo Christian Falocchi (Brixia Atletica 2014), appena entrato in Fiamme Oro, con il primato stagionale di 2,20 alla terza prova nella gara vinta dall’iridato indoor russo Danil Lysenko a quota 2,30 mentre il giavellottista Roberto Bertolini (Fiamme Oro) coglie il sesto posto con 74,11.

LA SPAGNA VA A 400 - Tra gli altri risultati, da segnalare la super gara dei 400 piani, con ben tre atleti (due dei quali spagnoli) al di sotto dei 45 secondi: alle spalle del dominicano Santos, capace di 44.66, si piazzano Bruno Hortelano, record di Spagna con 44.69, e Oscar Husillos, personale fissato a 44.73; messaggio chiaro in vista degli Europei di Berlino (e il 45.58 del terzo spagnolo, Garcia, settimo, la dice lunga anche in chiave staffetta del miglio).

(hanno collaborato Alessio Giovannini e Luca Cassai)

1 commento | Jun 23, 2018

Turbo Tortu infiamma il Golden Gala: 10.04!

Posted by linfordbif in Italia

La notte magica di SuperPippo: chiude terzo nei 100 a tre centesimi da Mennea, dietro a Baker (9.93 WL) e Vicaut (10.02), battuto Coleman. "Serata fantastica, dal pubblico dell'Olimpico la spinta in più"

 

Filippo Tortu festeggia allo stadio Olimpico (foto Colombo/FIDAL)GIOIA TORTU - Le parole di Tortu: "Ho fatto una grande rimonta! La partenza secondo me era abbastanza buona, magari sembra una schifezza perché di fianco avevo quei mostri lì. Poi non so spiegare, vedevo Baker e gli altri davanti, mi sono un po’ scomposto e ho lasciato qualcosa in pista. Però mi ritengo soddisfatto al 99.9%. Ho battuto Coleman e fa un effetto assurdo, lui sarà il prossimo campione del mondo ed essergli arrivato davanti è un grande risultato". Rispetto al 10.03 di Savona? "Quella pista regala ottime prestazioni ma il pubblico dell’Olimpico mi ha dato sicuramente una spinta in più, quindi ho corso in pari condizioni. Il muro dei 10? Ne parlerò solo quando l’avrò fatto. Penso a Berlino, per concentrarmi sui 100, ma non dimentichiamoci della staffetta". Serata amara per Jacobs: "Credo sia stata la gara peggiore dell’anno, non mi so spiegare il perché. Stavo molto bene e in allenamento avevo fatto ottime cose. Sono partito male, sono stato indurito tutto il tempo ed ero indurito alla fine. È un peccato perché volevo far vedere al pubblico quanto posso valere. Nelle prossime gare cercheremo di rifarci e l’obiettivo principale è chiaramente Berlino".

Marco Buccellato (hanno collaborato Nazareno Orlandi e Federico Pasquali)

La world lead di Ronnie

Baker (9.93/-0,4, personale eguagliato) e la sua seconda vittoria consecutiva su Christian Coleman non toglie neanche un po' della luce in cui Filippo Tortu si infila. L'azzurro è straordinario, insegue in partenza ma recupera e sorpassa garretti di prim'ordine fino a batterli. Il crono di Tortu è 10.04, a un centesimo dal suo 10.03 di Savona, ottenuto in condizioni fantastiche. Non è il record cui in tanti aspiravano assistere, ma SuperPippo ci va sotto audace di tre centesimi e con vento contrario, e soprattutto è un gran terzo posto, mai ottenuto da uno sprinter italiano in Diamond League. Un terzo posto che vale moltissimo, dietro Baker e al primatista europeo Vicaut (10.02), e signori, davanti a Christian Coleman (10.06, rialzatosi negli ultimi due metri), e gente come Simbine, Rodgers, Young, Guliyev. Lamont Jacobs pareggia proprio il crono del turco (10.19), ma gli sta davanti per millesimi, settimo. Roma festeggia il suo ragazzo d'oro con 37.700 applausi. Tanti accorsi all'Olimpico per il Golden Gala Pietro Mennea e per un ragazzo di nemmeno vent'anni che gli somiglia sempre di più.

  

1 commento | Jun 01, 2018

Rieti: Filippo Tortu all'esordio, ma il 13 maggio

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 Filippo Tortu (foto Colombo/FIDAL)

Il campione europeo under 20 dei 100 metri scenderà in pista domenica sul rettilineo dello stadio Raul Guidobaldi. Howe in gara nei 200 e sfida azzurra sui 400hs maschili.

Slitta di 24 ore l'esordio stagionale sui 100 metri di Filippo Tortu. Viste le non incoraggianti previsioni meteo di sabato prossimo, l'atteso debutto del campione europeo e recordman italiano under 20 è stato posticipato a domenica 13 maggio, sempre a Rieti in una gara extra della prima prova regionale dei Societari Allievi. Si va sui blocchi di partenza alle 13.20. Domenica saranno esattamente 296 giorni dall'ultima uscita dell'ancora 19enne delle Fiamme Gialle sui 100 metri, dopo la vittoria in finale agli Europei U20 di Grosseto 2017. Intanto Filippo è atteso venerdì 11 maggio a Roma dove, insieme al bronzo mondiale indoor dell'alto Alessia Trost, sarà tra i protagonisti della conferenza stampa di presentazione (ore 11.30) del Golden Gala Pietro Mennea 2018 (31 maggio).

Nel frattempo in questo avvio di stagione si è fatto notare il lunghista Marcell Jacobs che, vestiti i panni dello sprinter, guida il ranking nazionale 2018 dei 100 metri con il recente 10.12 (quinto italiano alltime) di Campi Bisenzio. E a Rieti (domenica ore 15.10) è atteso in azione per un test di velocità anche il primatista italiano del lungo Andrew Howe. L'atleta dell'Aeronautica, all'indomani del suo 33esimo compleanno, aveva inizialmente programmato di correre anche i 100, ma ha scelto di cimentarsi solo nei 200 metri di cui è stato campione del mondo junior nel 2004.

Sull'anello dello stadio Raul Guidobaldi da seguire anche la sfida sui 400hs (ore 13.45) che vedrà impegnati Josè Bencosme (Fiamme Gialle), Lorenzo Vergani (CUS Pro Patria Milano), Mario Lambrughi (Atl. Riccardi Milano 1946), Mattia Contini (Aeronautica) e Leonardo Capotosti (Fiamme Gialle).

1 commento | May 09, 2018

Che lancio Daisy: 59,72 e record U23 in Texas!

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 Daisy Osakue (foto Colombo/FIDAL)

 A San Angelo (USA), la 22enne discobola Osakue migliora di oltre un metro e mezzo il già suo primato italiano Promesse e sale al quarto posto delle liste nazionali assolute alltime centrato il suo miglior lancio di sempre. Un metro e 66 centimetri di personal best che valgono il record italiano under 23 (era già suo dal 2017 con 58,06) e, soprattutto, la promozione al quarto posto delle liste italiane alltime a livello assoluto dietro la primatista Agnese Maffeis (63,66 nel 1996), Stefania Strumillo (59,80 nel 2016) e Cristiana Checchi (59,74 nel 2007). Il risultato arriva dalle "David Noble ASU Relays" e dallo stadio della Angelo State University, dove l'azzurra studia e si allena ormai da un paio di stagioni e che oggi la celebra ovunque come una superstar ("Daisy Osakue has made history") perché Daisy ha riscritto anche il primato della seconda Divisione NCAA.

La Osakue in gara non ha avuto rivali. Primi due lanci di rodaggio (un nullo e un 50,99), poi 55,64 e, al quarto ingresso in gabbia, il 59,72 da record nel mezzo di una serie che si è chiusa con un 56,32. "Sono strafelice - racconta ancora incredula l'atleta della Sisport -, quando ho sentito partire il disco in quel modo e ho visto dove era atterrato sono letteralmente impazzita dalla gioia. Al punto che, appena finita la gara, senza rendermi nemmeno conto che in Italia fossero le due di notte, sono corsa a chiamare subito la mia allenatrice Maria Marello che ovviamente stava dormendo. Scusa Marilù, ma spero di averti fatto fare proprio un bel salto giù dal letto!". Il body giallo della sua squadra universitaria, una montagna di treccine nere e azzurre, Daisy riprende fiato e guarda già avanti: "Siamo solo ad inizio stagione, ma questo risultato è frutto di tutto il lavoro messo in cantiere nei mesi scorsi. Ringrazio la mia coach che, un paio di mesi fa è venuta pure a trovarmi con Zahra Bani: rivederle mi ha dato una bella energia. Quest'anno abbiamo puntato di più sulla forza e oggi qui ho fatto anche il mio PB outdoor nel peso con 15,74 (15,89 indoor, ndr). L'obiettivo è oltrepassare la barriera dei 60 metri nel disco, ora mi mancano 28 centimetri. Ci vediamo in Italia ad inizio giugno".

Alessio Giovannini

1 commento | Apr 10, 2018

Pietro Mennea, un mito sempre vivo

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Mennea è sempre qui, appena estromesso dal club dei dieci di sempre da un giovanotto sudafricano nato quando l’uomo di Barletta, in una delle tante dimensioni e sfaccettature impresse alla sua esistenza, stava per andare a sedersi nell’europarlamento: è un’esclusione che non provoca rimpianti, arrivata dopo quasi 39 anni di occupazione di quel seggio mondiale e che lo lascia ancora al vertice del Vecchio Continente e per chissà quanto tempo. I pretendenti appaiono pallidi. In una recente serata fra amici, tracce di quelle sue imprese sono state riviste – e una è stata la dopp

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SPECIALE ATLETICA TV - Nel quinto anniversario della sua scomparsa, la puntata di Atletica TV del 21 marzo non poteva che essere dedicata all'azzurro più veloce di tutti i tempi: l'indimenticabile Pietro Mennea. La sua vittoria alle Olimpiadi di Mosca 1980, le parole pronunciate dopo il 19.72 del record del mondo a Città del Messico e il successo agli Europei di Roma 1974. 200 metri che hanno fatto la storia dell'atletica italiana. Ricordi ed emozioni che abbiamo condiviso con il DT dell'Alto Livello Elio Locatelli che ha fatto un bilancio della stagione invernale e passato in rassegna i prossimi impegni dell'Italia Team. La parola è poi andata a tre assi del tacco-punta già proiettati verso i Mondiali a squadre di Taicang: il bronzo iridato della 20km Antonella Palmisano e i due ventisti Francesco Fortunato e Massimo Stano, tre atleti nati in Puglia come il grande Mennea

 

dopo, Pietro è sempre vivo: capita a chi lascia un segno e lui ha lasciato un solco. Di lui si parla, si scrive, si organizzano appuntamenti per ricordarlo, si riesumano immagini e filmati che hanno ormai la patina del tempo, si ascoltano ancora una volta le voci concitate di chi, in quei momenti febbrili, non osava sperare nella rimonta di Mosca che, in fondo, dopo il traguardo passato dito al cielo, regalò un viso trasfigurato da una sferzata elettrica e da una gioia perfetta, piena.

Mennea è sempre qui, appena estromesso dal club dei dieci di sempre da un giovanotto sudafricano nato quando l’uomo di Barletta, in una delle tante dimensioni e sfaccettature impresse alla sua esistenza, stava per andare a sedersi nell’europarlamento: è un’esclusione che non provoca rimpianti, arrivata dopo quasi 39 anni di occupazione di quel seggio mondiale e che lo lascia ancora al vertice del Vecchio Continente e per chissà quanto tempo. I pretendenti appaiono pallidi. In una recente serata fra amici, tracce di quelle sue imprese sono state riviste – e una è stata la doppietta sulla collina praghese di Strahov, di cui sta per cadere il 40° anniversario - con la constatazione razionale, ma venata di amarezza, che un’epoca è finita, e con essa la vita concessa al nostro Mercurio di Puglia, sempre in corsa tra tormento e estasi.

 

1 commento | Mar 21, 2018

Padova: Lukudo al personale nei 400

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La velocista dell'Esercito corre in 53.77. PB anche per la Herrera nei 60 metri (7.50). Rosa lancia il peso a 17,30, il triplista Schembri esordisce con 16,37.

Il sabato di gare al Palaindoor di Padova inizia nel segno dello sprint. Donne veloci nei 400, il palcoscenico è tutto per le atlete dell'Esercito: vince Raphaela Lukudo in 53.77, togliendo così altri 7 centesimi la sua recente miglior prestazione in sala (53.84 il 21 gennaio ad Ancona).

Alle sue spalle, le compagne di squadra Chiara Bazzoni (54.47), Marta Milani (54.62) e Irene Baldessari(56.38). Primato stagionale anche per Chiara Rosa (Fiamme Azzurre) che, alla terza uscita del 2018, lancia il peso a 17,30, aggiungendo 14 centimetri alla sua miglior misura dell’anno. Il pomeriggio regala i nuovi record personali nei 60 metri a Johanelis Herrera (Atl. Brescia 1950 Ispa Group) e all’allievo Abdou Mourou Guene (Atl. Vicentina). La veronese d’origine dominicana corre in 7.50, limando un centesimo al fresco primato personale (7.51, per due volte, il 20 gennaio a Modena). Il diciassettenne del Burkina Faso, al terzo 60 metri della carriera, si lascia tutti alle spalle, fermando il cronometro a 6.96: il progresso sul personale è di ben 11 centesimi. L'azzurro Fabrizio Schembri (Carabinieri) fa l’esordio stagionale nel triplo, saltando 16,37 al culmine di una serie in sostanziale crescendo (16,16 al secondo salto, 16,29 al quarto, 16,37 al quinto). L’allieva Veronica Zanon (Vis Abano), reduce dal secondo posto tricolore nel pentathlon, s’impone nella gara femminile con 12,28. Nei 60 ostacoli, 8.61 in batteria di Giada Carmassi (Esercito) che poi in finale chiude in 8.64.

Mauro Ferraro (FIDAL Veneto)

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Commenti? | Feb 04, 2018

San Geminiano, Incerti vince a Modena

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 Vittoria italiana sulle strade di Modena, nel tradizionale appuntamento con la 44esima Corrida di San Geminiano. Davanti a tutte Anna Incerti che in 45:27 conquista il successo nella prova internazionale femminile di 13,350 chilometri. La siciliana delle Fiamme Azzurre, campionessa europea di maratona nel 2010, si è ripresentata nella città emiliana per lasciare di nuovo

L’etiope Bekele e la siciliana delle Fiamme Azzurre, campionessa europea di maratona nel 2010, conquistano la Corrida modenese. Terza la rientrante Bertoni, al maschile Colombini quinto e migliore italiano.

Vittoria italiana sulle strade di Modena, nel tradizionale appuntamento con la 44esima Corrida di San Geminiano. Davanti a tutte Anna Incerti che in 45:27 conquista il successo nella prova internazionale femminile di 13,350 chilometri. La siciliana delle Fiamme Azzurre, campionessa europea di maratona nel 2010, si è ripresentata nella città emiliana per lasciare di nuovo il segno, dieci anni dopo aver stabilito il record del percorso con 42:28. Una gara in rimonta sulla keniana Ivyne Jeruto Lagat (#iloverun Athletic Terni), alle sue spalle in 45:54. “Tornare a Modena è stata la scelta giusta - ha detto la Incerti - perché di questa corsa avevo un grande ricordo e sapevo che le emozioni vissute qua erano diverse da tante altre corse. Tornare a vincere è poi stato ancora più bello”. Il suo prossimo impegno potrebbe essere il 18 febbraio nella mezza maratona di Verona. 

Terzo posto nel giorno della ripresa agonistica per Francesca Bertoni, portacolori de La Fratellanza 1874 Modena che organizza la manifestazione. La 24enne tricolore assoluta dei 3000 siepi, azzurra ai Mondiali di Londra, aveva deciso di impostare come un allenamento il suo simbolico rientro dopo uno stop per infortunio. Ma ha visto che le sensazioni erano buone a metà gara, per iniziare una progressione che l’ha portata sul podio di giornata. “Un ottimo test oggi - le parole della Bertoni - e dopo quattro mesi è davvero bello essere di nuovo a gareggiare. Spero che la Corrida sia di buon auspicio per la stagione, perché voglio mettere alle spalle l’infortunio e pensare al futuro di questo 2018”.

Al maschile, assolo dell’etiope Tilahun Haile Bekele. Era il favorito sin dalla vigilia, con la sua corsa elegante e la sua vivacità che da inizio anno lo ha contraddistinto tra cross (vincitore al Vallagarina), indoor (record personale di 7:45.34 nei 3000 a Ostrava) e la strada con il successo alla Corrida di San Geminiano. Ha fatto subito sul serio, correndo in testa nella seconda parte di gara per chiudere in 38:17, un minuto e mezzo prima di tutti gli avversari. A seguirlo altri tre africani: i ruandesi Pontien Ntawuyirushintege (#iloverun Athletic Terni) e Primien Manirafasha (Atl. Dolomiti Belluno) arrivati in volata rispettivamente secondo (39:44) e terzo (39:49), quindi il marocchino Youness Zitouni (Pod. Il Laghetto), 40:04. Il migliore degli italiani è il 21enne Simone Colombini (La Fratellanza 1874 Modena), quinto in 40:37, che insieme al compagno di club e di allenamenti Alessandro Giacobazzi - poi ottavo in 41:57 - ha tirato il gruppo degli inseguitori, prima di prendere il largo per inseguire e superare il keniano Samson Mungai Kagia (Atl. Sandro Calvesi), alle sue spalle in 40:52. Una festa di sport con 700 in gara (di cui 665 classificati), numero considerevole per un’edizione feriale, e 5000 persone nella non competitiva.

(da comunicato stampa Organizzatori)

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Commenti? | Feb 01, 2018

Larissa Iapichino Larissa Iapichino salta lontano: 6,36 a Padova

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La 15enne, figlia di Fiona May e Gianni Iapichino, nel corso della rassegna Tricolore di prove multiple (è terza nel pentathlon allieve) riscrive i limiti nazionali U20 e U18 del lungo indoor. 

Larissa Iapichino sa già saltare lontano: la 15enne è atterrata a 6,36 a Padova, nel corso dei Campionati Italiani di Prove Multiple, diventando la migliore lunghista italiana di sempre al coperto non solo fra le Under 18, ma anche fra le Under 20. Mamma e papà non hanno due nomi qualunque: Fiona May ha vinto due ori mondiali e due argenti olimpici nel lungo, Gianni è stato primatista nazionale di salto con l’asta. Oggi la giovanissima portacolori dell’Atletica Firenze Marathon si è prima migliorata a 6,13, un centimetro meglio di quanto fatto due settimane fa sulla stessa pedana patavina, per poi atterrare a 6,36. Una misura di rilievo (al termine di una gara in crescendo: 6,03, 6,13, 6,36) che riscrive dopo 20 anni la Miglior Prestazione Italiana Allieve indoor di Maria Chiara Baccini, che nel 1998 aveva saltato 6,27, e il record italiano Junior della stessa Baccini, 6,31 nel 1999. Per quanto possano valere queste valutazioni, meglio di mamma Fiona, che a 15 anni saltava 6,22 e che ha accolto la notizia in diretta Rai a Quelli Che il Calcio.Risultati immagini per larissa iapichino foto padova#

Nella corsa per il titolo italiano allieve di pentathlon la figlia d'arte è arrivata terza con 3739 punti, in un podio interamente al di sotto la precedente MPI di categoria stabilita (3707 punti) dalla stessa Iapichino il 14 gennaio scorso. Oggi la migliore è Veronica Besana (Lecco Colombo Costruzioni) che indossa la maglia Tricolore con 3.840 punti, seguita da Veronica Zanon (Atletica Vis Abano) a quota 3.756. 

Commenti? | Jan 29, 2018

Indoor: Larissa Iapichino e giovani scatenati

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 A Padova la 15enne figlia di Gianni e Fiona May, alla prima gara da allieva, firma la migliore prestazione italiana under 18 del pentathlon con 3707 punti e salta 6,12 nel lungo

Protagonisti i giovani dell’atletica, nella seconda domenica della nuova stagione indoor. Applausi a Padova per la 15enne Larissa Iapichino (Atl. Firenze Marathon) che realizza la migliore prestazione nazionale under 18 nel pentathlon con 3707 punti al termine delle cinque gare in programma: 60 ostacoli, alto, peso, lungo e 400 metri. La doppia figlia d’arte di Fiona May, due ori mondiali all’aperto e due argenti olimpici nel salto in lungo, e di Gianni, ex primatista nazionale dell’asta, nel corso della prova multipla atterra a 6,12 proprio nel lungo, migliore italiana di sempre al coperto al limite dei 16 anni e sesta alltime per la categoria allieve in cui ha appena fatto il suo ingresso, visto che è nata nel 2002.

Esordio stagionale ad Aosta per l’ostacolista lombardo Lorenzo Perini (Aeronautica) con 7.84 sui 60hs nel meeting Calvesi, a otto centesimi dal record personale, invece al femminile la 22enne Luminosa Bogliolo (Cus Genova) scende a 8.35. Sulla pista di Ancona, nei 60 metri, si migliorano due azzurrini vicecampioni europei under 20 della 4x100: il siciliano Nicholas Artuso (Atl. Villafranca) vince con 6.68 e Alex Zlatan (La Fratellanza 1874 Modena) corre in 6.73, mentre il partenopeo Andrea Romani (Atl. Riccardi Milano 1946) sfiora la MPI junior dei 1000 metri con 2:24.58 e l’astista Roberta Bruni (Carabinieri) supera 4,20. Sempre nell’asta, ma a Padova, stessa misura per Tatiane Carne (Atl. Bergamo 1959 Oriocenter) al personal best e la tricolore outdoor Elisa Molinarolo (Aristide Coin Venezia 1949).

Brillano anche i cadetti, con due nuovi limiti nazionali under 16 in sala: a Modena la lunghista bresciana Alessia Seramondi(Audaces Nave) salta 5,86 e ad Ancona la marchigiana Martina Cuccù (Atl. Sangiorgese R. Rocchetti) totalizza 3145 punti nel tetrathlon.

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Commenti? | Jan 14, 2018

Filippo Tortu (foto Colombo/FIDAL) Mondiali: Tortu 20.62 nella pioggia di Londra

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Mondiali: Tortu 20.62 nella pioggia di Londra09 Agosto 2017

Alla rassegna iridata il giovane velocista azzurro è sesto nella semifinale dei 200 metri


 

Stasera a Londra, nella sesta giornata dei Campionati del Mondo, ci sono due avversari in più per tutti: il freddo (14 gradi) e la pioggia che ormai da ore cade sulla capitale britannica. Su una pista completamente allagata Filippo Tortu si presenta ai blocchi di partenza della prima delle tre semifinali. In prima corsia c'è Isaac Makwala a cui, dopo le 48 ore di quarantena per il virus intestinale, è stato concesso dalla IAAF di correre in solitaria i 200 metri. 20.20 il responso del cronometro che ha dato al velocista del Botswana il diritto di affrontare, due ore più tardi, la semifinale insieme al giovane azzurro. Il 19enne lombardo indovina una buona partenza che lo lancia in curva, ma sul rettilineo si ritrova spalla a spalla in un terzetto che al traguardo sarà diviso soltanto da pochi millesimi. Il fotofinish assegna a Filippo la sesta posizione in 20.62 (+2.1) tra il giapponese Shota Iizuka e il sudafricano Akani Simbine, tutti con lo stesso tempo. Vince lo statunitense Isiah Young in 20.12, due centesimi meglio di Makwala (20.14). La finale ovviamente per il campione europeo under 20 dei 100 metri resta fuori portata, ma al giovane Tortu qualcuno ha già dato l'appellativo di Capitan Futuro. Nota statistica: in 16 edizioni della rassegna iridata solo tre italiani sono approdati all'ultimo round del mezzo giro di pista: Pietro Mennea e Carlo Simionato, terzo e settimo nell'inaugurale Helsinki 1983, e Pierfrancesco Pavoni, settimo a Roma 1987.  

“Il mio miglior 200 – esordisce così Filippo Tortu in zona mista, ancora zuppo dopo la volata sotto la pioggia – la gara di oggi per me vale anche di più del 20.34 del Golden Gala, anche se il crono è più alto. Ho avuto sensazioni molto buone, superando atleti che sono stati in finale nei 100 metri e altri che mi avevano battuto in batteria. Non è finita nel migliore dei modi, perché volevo ancora correre, ma mi sono piaciuto molto di più oggi che in passato, sono felice al 100%. Oggettivamente non potevo giocarmela per il secondo posto, ho provato ad andare in finale ma sono conscio che fosse difficilissimo”. Ti chiedi mai cosa sarebbe stato questo Mondiale senza l’infortunio di giugno? “L’infortunio, paradossalmente, è stata la cosa migliore che mi sia capitata. Mi ha dato due cose importantissime: la consapevolezza di saper reagire alle difficoltà e quella di avere il migliore allenatore. Papà mi conosce come nessun altro ed è stato bravissimo a gestire quell’incidente, portandomi a vincere l’oro a Grosseto sui 100 e poi alla semifinale mondiale sui 200”. È stato un 2017 ad alta velocità. “Il momento più bello dell’anno per me è stato l’argento con la 4x100 agli Europei U20 di Grosseto. Ma entrambe le manifestazioni, Grosseto e Londra, mi hanno fatto crescere. Ora vado un po’ in vacanza nella mia Sardegna e poi penseremo al futuro”.

Commenti? | Aug 10, 2017

Matteo Nocera, ultrarunner, vincitore all’esordio della sua prima 6 ore- di Matteo SIMONE

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Continuano gli allenamenti di Matteo Nocera in vista di tanti obiettivi ambiziosi a breve, medio e lungo termine, si inizia a pensare alle 6 ore per poi passare alle gare di 100 km e pertanto gli allenamenti sono duri e impegnativi per ottenere i risultati sperati.

Stabilito l’obiettivo si passa all’azione che consiste in allenamenti e man mano che si va avanti bisogna controllare l’azione verso l’obiettivo quindi importanti diventano test di allenamento e gare intermedie. Ottimo risulta essere un suo Test sulle 4ore e 30, correndo ad un ritmo medio (148/152 btm) a 4’32” a km.

Un po’ di tempo fa Matteo Nocera spiegava i suoi programmi: “Sto lavorando per sviluppare un ritmo sulle 6 ore da 4.30 in giù quindi dagli 80 km a salire…! Tra un mesetto farò la prima gara sulle 6ore a Caserta. Partirò con una condizione non superiore al 60-70% circa per poi salire con le gare seguenti, Passatore su tutte. “

La gara importante sembra essere il Passatore, quindi tutto il resto serve per costruire tassello dopo tassello la condizione, incrementando volta per volta l’autoefficacia e il primo grande e stabile mattone sembra essere proprio la gara di Caserta dove Matteo ne esce vincitore e soddisfatto.

Ecco le sue impressioni dopo la gara: “Buona la prima! Alla 6 ore della reggia ho vinto con 75km (record della manifestazione). Percorso durissimo non c’era un tratto d’asfalto, sterrato, terra battuta e l’unica pavimentazione erano 2 curve con sampietrini sconnessi, tante curve strette e un forte vento, più di così non potevo! Era la prima, sono ancora al 60%, voglio dare il massimo per Maggio (Passatore). Ho chiuso le prime 3 ore con 42km, partito un po’ troppo forte ma mi sentivo benone. Lavorerò per cercare di chiudere il Passatore dalle 7h30 a scendere, in salita mi esprimo benone!”

Di seguito Matteo Nocera racconta la sua esperienza di gara rispondendo ad alcune mie domande.

Com’è andata? Soddisfatto? “E’ andata bene considerando il percorso molto lento, curve a gomito, sterrato e tanto vento. Nessun tratto asfaltato…terra pesante…!

Grande sono contento, niente Seregno? Niente 12 ore per ora? “No Seregno no ma per una questione di programma già pianificato… prossimo anno penso proprio di sì! Ho 2 gare di 6 ore a distanza di una settimana il 23 a Dugenta e poi il 30 a Corato poi prepariamo il Passatore…!!! Adesso cercherò la prossima di girare intorno agli 80km! A Maggio spero di stare benone! Vedremo. Ci vediamo a Corato? Ci sei?”

A Corato mi piacerebbe esserci, conosco Mangione e ho tanti amici al sud.

Avevi abbigliamento e integrazione idonei, ti è mancato qualcosa che non avevi considerato? “Abbigliamento e integrazioni provate e riprovate in allenamento… quindi nessun problema. Diciamo che ho corso per 5 ore e 30 con una scarpa rotta al tallone perché è entrato un pezzo di vetro da sotto e mi pizzicava leggermente il tallone dx alla fine uscito insanguinato… ma non volevo nemmeno dirlo… vabbè. Avevo scarpe di riserva pronte ma non mi sono voluto fermare. (Avevo un’assistenza e rifornimenti personali…).”

Sensazioni, emozioni, prima, durante, dopo la gara? “Sensazioni in verità ottime che mi lasciano ben sperare per il futuro prossimo… diciamo che cercherò di sviluppare e avvicinarmi pian piano agli 80 km in 6 ore e più…! L’obiettivo è quello di lavorare su un ritmo Passatore dalle 7h30 a scendere. Almeno questi i programmi… poi si vedrà…!”

Sembra ottima la condizione di Matteo Nocera ed è anche ottima la sua progressione verso l’obiettivo Passatore.

Hai scoperto ancora qualcosa di nuovo in te stesso, negli altri atleti? “In me stesso più che scoperto ho avuto la conferma che i test effettuati in allenamento sono stati molto indicativi e che adesso questa buona prova devo considerarla un buon punto di partenza se voglio veramente ambire a traguardi importanti… ho 39 anni e sono consapevole che alcuni fortissimi atleti hanno 4, 5 anni più di me… quindi posso lavorare con relativa calma…!”

Organizzata bene la gara, pacco gara, ristori, premiazioni? “Gara si organizzata bene.”

Tifo, sostegno, famiglia, amici, com’era? “Molti tifosi al seguito… la squadra numerosa… tante persone che hanno tifato per me per 6 ore… su tutti mia moglie e mio figlio. Sono partito molto forte questo forse l’unico errore… 3,50 la media dei primi km e 4.16 delle prime 3 ore chiuse con circa 42km… il percorso non permetteva questi ritmi… ma questo mi ha fatto capire in positivo come nonostante una partenza “violenta” cmq ho tenuto…!”

Cambia qualcosa dopo questa prova? Sponsor, convocazioni? “Se cambia qualcosa lo vedremo… voglio dire che vedremo cosa succederà sulle prossime gare… certo so che se miglioro ancora e arrivo agli 80 e più posso poi pensare a un po’ di cose. Ma non ci penso adesso… sarebbe un grave errore… non ho fatto ancora nulla… partirò da questo risultato. Molto probabilmente parteciperò al mondiale sulle 24h di Belfast 1 e 2 luglio!”

Matteo SIMONE

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html

Commenti? | Aug 10, 2017

Tortu e gli altri: Grosseto 2017 č sprint!

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 Filippo Tortu (foto Colombo/FIDAL)


Meno 3 giorni ai Campionati Europei Under 20 di Grosseto, allo stadio Zecchini dal 20 al 23 luglio. Alla rassegna sono attesi i più talentuosi sprinter del continente: scopriamo quali.

 

Mancano 3 giorni dal via dei Campionati Europei Under 20 di Grosseto, dal 20 al 23 luglio allo Stadio Zecchini. L'Italia si presenta davanti al pubblico di casa con 94 atleti e con una squadra mai così numerosa. Nello sprint e negli ostacoli il DT allo Sviluppo Stefano Baldini ha schierato in ogni specialità il massimo degli atleti: fra loro diversi leader delle liste continentali 2017. Il più atteso - inutile negarlo - è Filippo Tortu, il più veloce nei 100 e 200 con 10.15 e 20.34. Il brianzolo correrà solo la distanza breve (con la finale in programma venerdì alle 17.30) e l'ultima frazione di un'ambiziosa 4x100. Ma il primatista italiano junior è in buona compagnia grazie a Vladimir Aceti, che ha il secondo accredito 2017 sui 400 (46.30), alla coppia di ostacoliste e compagne di allenamento Elisa Di Lazzaro (13.24 sui 100hs per la campionessa italiana assoluta al coperto) e Desola Oki (13.54 per l'oro europeo U18). Da tenere d'occhio il tris di duecentiste formato da Alessia Pavese, Sofia Bonicalza e dalla giovane Dalia Kaddari, capace di strappare a Vincenza Calì il primato allieve, mentre gli addetti ai lavori assegnano il ruolo di outsider a Nicholas Artuso sui 100 e al neo italiano Alexandru Zlatan sui 200. A Grosseto sono in palio 44 titoli: sono attesi 1159 atleti di 47nazioni.

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UOMINI - Altro fatto straordinario, fino ad un paio di settimane fa tutte le bandierine in testa alle liste europee della velocità maschile erano un familiare tricolore: per merito di Filippo Tortu su 100 e 200 (10.15 e 20.34) e di Vladimir Aceti sui 400 (46.30). Ora il leader stagionale del giro di pista è diventato il belga Jonathan Sacoor (46.21), ma il brianzolo di origini russe tiene la seconda posizione: e lo sfortunato incidente del dopo Golden Gala costringerà Tortu a limitare il suo impegno allo sprint puro. Detto questo non ci si può nascondere: Stefano Baldini e il suo staff puntano molto su questi settori e gli azzurri strizzano l’occhio ai metalli pregiati, su più di un podio. Se Filippo è almeno nella condizione che gli diede l’argento mondiale un anno fa a Bydgoszcz, sarà difficile strappargli la medaglia: il più vicino è il britannico Rommell Glave, che in stagione ha corso due volte in 10.21 ai campionati inglesi di Bedford (ventoso in semifinale, regolare in finale). Se i numeri hanno un senso, nell’ultima frazione della staffetta veloce, Italia e Gran Bretagna potrebbero giocarsi il titolo – probabilmente ancora Filippo e Rommel protagonisti – con la Germania nel ruolo di terzo incomodo. Per la continuità dimostrata in stagione, anche l’altro azzurro Nicholas Artuso si presenta come outsider sui 100 metri: il siciliano non è troppo lontano dai tempi della zona medaglia, ma il primo traguardo da centrare è ovviamente una corsia in finale. Sulla distanza doppia, con Tortu fuori dai giochi, gli aspiranti al titolo navigano un po’ sopra e un po’ sotto il muro dei 21 secondi: il migliore è il finnico Samuel Purola (20.84), ancora allievo e con le credenziali del bronzo sui 100 e del quinto posto sui 200 ottenuti nella passata stagione agli Europei U18 di Tbilisi. Il casa Italia si punta soprattutto sul neo-azzurro Alexandru Zlatan: il reggiano di origini romene è finora più quotato nello sprint, ma probabilmente non ha espresso tutto il talento disponibile sul lanciato. Sul giro di pista Vladimir Aceti è l’unico a vantare tre prestazioni sotto i 47 secondi in stagione: e peccato che un problema delle ultime settimane abbia costretto il primatista italiano allievi Edoardo Scotti a limitare il suo impegno alla 4x400: ma non si può negare che il gruppo azzurro possa contare sulla migliore profondità in chiave staffetta, quindi una carta da giocare con le migliori scelte strategiche.

Chissà se i quattro cavalieri di Tallinn 2011 potranno trovare degli eredi a Grosseto: l’esito delle gare individuali sarà comunque importante per decidere lo schieramento dei quartetti e potenzialmente tutti gli azzurri – oltre ai già citati schieriamo l’allievo Lorenzo Paissan sui 100, i 18enni Mario Marchei ed Enrico Cavagna sui 200, un altro junior al primo anno come Klaudio Gjetja (finalista tra egli allievi a Tbilisi) e Lapo Bianciardi sul giro – sono in grado aspirare almeno alle semifinali. Il discorso sulla staffetta del miglio maschile ci porta diretti alle barriere intermedie: perché tutti ci auguriamo che Alessandro Sibilio possa centrare la finale e magari qualcosa in più, appena quattro ore prima dell’impegno in quartetto. Poiché il campione europeo allievi in carica ci ha abituati a finalizzare gli obiettivi con precisione chirurgica, non saremmo stupiti dalla sua possibile rincorsa al podio sui 400hs, al di là del 51.98 di partenza: la lista continentale, capeggiata al momento dal francese Wilfried Happio (50.60), vede solo un paio di prestazioni inferiori ai 51 secondi e a Grosseto sarà con ogni probabilità rivoluzionata, con il napoletano in grado di far valere i suoi margini di miglioramento. Meno ambizioso il terzetto azzurro sugli ostacoli alti, dove la Svizzera continua a sfornare talenti: in testa alla lista quest’anno c’è Jason Joseph, quarto europeo di sempre con il suo 13.25. Le prospettive degli ostacolisti sono concrete: tolto ovviamente Sibilio, le semifinali sono il traguardo minimo per Marco Bigoni e Mattia Montini, in crescita sui 110hs, e accessibile da parte degli altri in gara (il quinto degli Europei allievi Mattia Di Panfilo, e gli specialisti del giro Jean-Marie Robbin e Federico Cesati).

DONNE – Cifre individuali alla mano, la Germania dovrebbe avere l’oro della staffetta veloce e anche il titolo di quella del miglio già in tasca: ma prima le tedesche devono portare il testimone fino al traguardo della finale e la storia insegna che il compito può rivelarsi tutt’altro che facile. Per quanto riguarda i 200 metri, poi, il bronzo dei Mondiali di Bydgsozcz Estelle Raffai reclama i favori del pronostico (23.05 il tempo da leader stagionale da parte della francese), mentre sui 400 c’è la figlia d’arte Anastasiya Brizhinain testa alla lista (51.89 per l’ucraina, che è figlia della pluricampionessa mondiale e olimpica dell’era sovietica Olga Vladykina). A proposito, appena dietro Anastasiya, nella finale Mondiale U18 dei 200 a Cali 2015, era finita Alessia Pavese: e questo ci ricorda che in chiave azzurra sono forse i 200 la distanza più congeniale dello sprint, con la bergamasca in buon recupero a far compagnia alla neo-primatista allieve Dalia Kaddari (23.68) e alla detentrice del primato juniores indoor Sofia Bonicalza (23.73). Per puntare ad una medaglia individuale, ovviamente, l’Italia punto soprattutto sui 100 ostacoli: la bella stagione di Elisa Di Lazzaro (13.24 per la triestina, campionessa assoluta al coperto) e le credenziali da campionessa europea U18 della sua compagna di allenamento Desola Oki (13.54 per la fidentina di origini nigeriane) autorizzano legittime ambizioni per entrambe. Lo stesso per una ritrovata Linda Olivieri (58.47), che dalla semifinale iridata di Cali 2015 sui 400hs ha accumulato un discreto credito nei confronti della sorte: e per le azzurre citate, se la leadership stagione della britannica Alicia Barrett (13.07) e della slovena Agata Zupin (56.80) complica magari un po’ le cose nella corsa all’oro, le carte per il podio sono ancora tutte da giocare in entrambe le gare. A completamento del discorso sul fronte italiano, il line-up dello sprint puro è notevolmente verde, con la quarta degli Europei U18 sui 100 Zaynab Dosso(11.82 di stagionale, ma 11.63 PB) e due allieve al primo anno Eleonora Alberti e Rebecca Menchini (11.84 e 11.86) in possesso di credenziali forse più solide almeno per una semifinale di quanto dicano le cifre d’iscrizione.  Se si parte dal 44.73 del test di Rieti, anche le prospettive della staffetta veloce sembrano consolidarsi rispetto al credito individuale: vedremo. Quanto al giro e alla staffetta del miglio, il corso della manifestazione potrebbe rimescolare le carte: intanto perché Rebecca Borga potrebbe tornare quella della passata stagione, quando aveva sfiorato il primato juniores con un 53.35 di eccellente fattura (53.94 in stagione). E poi perché sulle ambizioni del quartetto – anche per la medaglia - possono pesare un paio di considerazioni: non ultime quelle relativa al percorso individuale della già citata ostacolista Olivieri, ma anche dell’emergente romana Eloisa Coiro (17 anni da compiere a dicembre) sugli 800 metri e al pieno recupero di Ilaria Verderio, talento puro che gli infortuni hanno fatto un po’ appassire rispetto alle stagioni da allieva. Il campo delle iscritte si completa con la doppia figlia d’arte Elisabetta Vandi (54.98 di buon caratura per un’allieva, anche per il supporto alla staffetta), e con le ostacoliste Linda Guizzetti (100hs), Anna Polinari e Alice Boasso, entrambe in progresso rispetto alla sfortunata trasferta degli Europei allievi nella passata stagione.

 


Commenti? | Jul 17, 2017

Fabrizio Donato, tre salti nel tempo

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Il quasi 41enne triplista azzurro con 17,32 è arrivato a soli 28 centimetri dal suo record italiano, stabilito 17 anni fa, quando mancano due mesi ai Mondiali di Londra dove ha vinto il bronzo olimpico nel 2012


 

di Giorgio Cimbrico

Al tempo di quel vecchio impero che sugli atlanti era colorato in rosa, gli autori di gesta memorabili venivano insigniti di titoli che ricordavano i luoghi delle loro imprese: Wellington di Waterloo (e di molti altri posti ancora, a dire il vero), Gordon di Khartoum, Allenby di Gerusalemme, Montgomery di El Alamein. Dopo aver ottenuto la patente di duca di Londra, marchese di Helsinki, visconte di Torino, barone di Belgrado e di Parigi, cavaliere di Cheboksary, Fabrizio Donato merita ora anche un feudo dalle parti di Lione.

Di lui hanno detto e si sono divertiti a etichettare: infinito, eterno, Donatosaurus Rex, il Grande Vecchio, il Matusalemme dell’hop step and jump, Canguro vecchio fa buon salto, un-due-tre e Fabrizio sempre c’è e altre amenità del genere. Di sicuro, di solido c’è che a 40 anni compiuti - a dire il vero quando i 41 sono lontani soltanto due mesi - il nostro uomo, oltre a metter le mani sul record mondiale master, è in grado di esibire un livello di “accorciamento” delle misure che desta ammirazione.

Fabrizio saltava 17,60 nel giugno del 2000, Fabrizio salta 17,32 nel giugno del 2017: 28 centimetri in 17 anni, o diciotto stagioni, danno una media di decremento di poco più di un centimetro e mezzo, 1,6 ad esser pignoli. Se l’ispido e spigoloso giovanotto (parliamo dell’aspetto, non del carattere che non è né ispido né spigoloso) continuerà a marciare così, è possibile ipotizzare che tra dieci anni avrà perso altri sedici centimetri: 17,16.

La sorpresa è che questi ammirati e affettuosi calcoli siano graditi a Fabrizio che pratica ormai un gioco senza frontiere, che non ha mai parlato di ritiro, che continua a non parlarne, che non vede l’ora di tornare su quella pedana dell’East End londinese che cinque anni fa gli fece pareggiare il raccolto olimpico di Beppe Gentile annata ’68. Domanda: ma se Gentile interpretò Giasone, quale ruolo potrebbe toccare a Fabrizio? Teseo sarebbe perfetto: l’eroe sbrogliò le insidie del labirinto di Cnosso, Fabrizio ha sbrogliato le insidie del labirinto del tempo.

E lui va avanti, continua ad andare avanti, con la sua magnifica testa di agonista, con la sua aura di indistruttibile, di cyborg molto umano, di invitto anche quando ha dovuto digerire la sconfitta. Il tempo passa e Fabrizio, che ha abbondantemente tagliato il traguardo dei vent’anni alle Fiamme Gialle, è sempre qui, una rocca di Gibilterra, con la sua barba dura e ispida, con quella figura che pare sbozzata nel legno, con quello sguardo deciso, con quel rimbalzare che sembra ritmare un’esistenza intera: un rimbalzo, un passo, un salto per valicare il fiume della vita. Non era nato per superare ruscelli irlandesi questo strano giochetto? Lui ne ha superati a centinaia.

Commenti? | Jun 12, 2017

Giorgio Calcaterra vince la 100km del Passatore, secondo Andrea Zambelli- di Matteo SIMONE

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Calcaterra vince per la 12^ volta consecutiva, tanti gli inseguitori, tra i quali Denis Capillo, Carlo Agostinetto, il Francese Seitz, la prima donna Nikolina Sustic, i vari gruppetti che seguivano formati da diversi atleti tra i quali Andrea Zambelli capace di una straordinaria progressione arrivando 2° a pochi minuti da Calcaterra, un po’ più dietro ci provano a stare al passo dei più forti Laura Gotti, Marco D’Innocenti, Marija Vrajic, Stefano Velatta, Dominique Herzet, Mirco Gurioli ed Alessio Bozano.

Come al solito Calcaterra corre sereno, non deve dimostrare niente a nessuno e solo a Borgo San Lorenzo (km 31,5), transitando in 2h9’25”, prende il comando della gara seguito da Seitz, Agostinetto e Zambelli.

Le donne si dimostrano molto competitive, resistenti e resilienti, infatti Nikolina Sustic arriva 5^ assoluta con il record femminile della gara, settima assoluta e seconda donna Laura Gotti, Jurisic Veronika 10^ assoluta e terza donna. Straordinario 3 donne nei primi dieci assoluti.

Bella la dedica di Marco Lombardi, 13° assoluto, riporto le sue parole sui social: “Al mio risveglio questa mattina, dopo aver faticato per 100 km, un’amara sorpresa! Il mio nome non compariva in classifica! Accertato l’errore da parte degli addetti Mysdam, le classifiche sono state ripristinate: Marco Lombardi 10° uomo e 13° assoluto in 8°12’41” in una gara che ha visto ai nastri di partenza circa 2800 persone! Il caldo quest’anno mi ha penalizzato più del solito! Dedico questo mio piazzamento nella top 10 maschile ad un carissimo amico, che purtroppo è scomparso pochi giorni fa, una persona speciale dal cuore grande, uno che ha fatto la storia dell’ultramaratona mondiale: caro Corrado Mazzetti questo Passatore lo dedico a te, ovunque tu sia.”

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Giorgio Calcaterra e Andrea Zambelli attraverso risposte a un mio questionario di un po’ di tempo fa, per approfondimenti è possibile consultare il libro Ultramaratoneti e gare estreme

http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product

Cosa significa per te essere ultramaratoneta?”Per me l’ultramaratoneta è chi ha voglia di superare la classica distanza dei 42 km, e visto che corro anche per 100km mi sento ultramaratoneta a tutti gli effetti!”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta?

Giorgio: “Sono diventato ultramaratoneta con molta gradualità, quindi non me ne sono quasi accorto, dopo aver corso decine di maratone è stato per me normale e semplice superare la distanza.”

Andrea: “Mi sono avvicinato al podismo nel 2009 per puro caso. Allora andavo in bici e nel periodo invernale spesso correvo, quindi mi è venuta l’idea di provare una maratona. Dopo qualche mese di allenamento il mio esordio alla maratona di Reggio Emilia (2h50’). Da quel momento mi sono innamorato di questo sport. Dopo varie maratone ho provato a correre qualche 50 km fino ad arrivare al passatore.”

Hai mai rischiato per infortuni o altri problemi di smettere di essere ultramaratoneta?

Giorgio: “Si, infortuni ne ho avuti, e la sicurezza di riprendere non ce l’hai mai.”

Andrea: “3 anni fa, dopo tre mesi di preparazione per una maratona, a circa 20 giorni dall’evento mi sono infortunato e in un momento di sconforto avevo pensato di tornare al ciclismo. Nel giro di qualche settimana mi sono ritornati gli stimoli e la voglia di correre.”

Cosa ti spinge a continuare ad essere ultramaratoneta?

Giorgio: “Niente, è una cosa che mi va di fare e che faccio, ma non mi spinge niente se non la passione.”

Andrea: “Il piacere e la gioia che ti dà questo sport.”

Emerge una motivazione interna a continuare a fare questo sport che comporta tante ore di allenamento, di fatica, il motore sono le emozioni e la semplice passione.

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel diventare ultramaratoneta?

Giorgio: “Conoscevo già il mio carattere e che a volte sono un po’ testardo non l’ho scoperto facendo l’ultramaratoneta, ma sicuramente l’essere ultramaratoneta me lo ha confermato.”

Andrea: “Non avrei mai immaginato di riuscire a sopportare tanta fatica. Sono molto tenace e determinato.”

La pratica dell’ultracorsa diventa un investiimento emotivo, qualcosa che sperimenti ora e ti fa star bene per sempre, anche in momenti meno felici, basta ritornare a questi momenti e riprendi a vivere o trovi le soluzioni a problemi che sembrano irrisolvibili. Quello che motiva tanti ultramaratoneti è l’aria che si respira in questo tipo di competizioni, il pregara, la gara, il postgara. Inoltre constatare di riuscire in allenamenti duri dà coraggio e sicurezza nell’affrontare gare tantissimo impegnative.

Non si finisce mai di imparare e l’esperienza diretta è la scuola migliore non bisogna trascurare nulla né in gara ma soprattutto durante la preparazione all’obiettivo ritenuto importante, è necessario non solo l’allenamento fisico ma anche un’adeguata preparazione mentale, nutrizionale e tanta autoprotezione e coccole che consistono in massaggi, sani recuperi con attenzione e presenza.

Importante nelle gare estreme da una parte avere tanta sicurezza in se stessi e quindi elevata autoefficacia, inoltre è importante conoscersi bene, sapere fin dove ci si può spingere e automonitorarsi durante la gara.

E’ di prossima uscita il libro Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida.

https://www.edizioni-psiconline.it/anteprime/maratoneti-e-ultrarunner-aspetti-psicologici-di-una-sfida.html

Matteo SIMONE

Commenti? | May 31, 2017

Marco Lingua fa´volare il martello a 78,23m

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 A Torino, Marco Lingua  migliora il suo primato stagionale facendo volare il martello a 77,23, il tutto nella splendida cornice della seconda giornata nella fase  dei Campionati di Società Assoluti 2017.

Una misura che gli vale il quinto posto nelle liste mondiali dell’anno. 

Il suo sogno e´superare gli 80m,  ci ando´vicino nel 2008 quando piazzo´ il suo record personale di 79,97 . 

“Sono contentissimo - le parole di Lingua - ho capito subito che il martello girava e andava via veloce. Undici volte il minimo è un traguardo, tra meno di un mese avrò 39 anni ma l’età non è un problema. Penso che il martello sia una disciplina in cui l’esperienza è importante. Questo mese dall’8 aprile ho gareggiato quasi tutti i fine settimana, ma paradossalmente recupero in modo più facile adesso che non quando ero più giovane. Stamattina ero in servizio, poi sono uscito dalla caserma ed eccomi qui a lanciare sopra i 77 metri! Tornerò in gara domenica prossima, al meeting di Castiglione della Pescaia. Sto ritrovando le stesse sensazioni del 2008, quando ho avvicinato gli 80 metri, non le provavo da allora. Spero che questo sia l’anno giusto”.

Biffi Daniele

Fastandfit.info    

Commenti? | May 08, 2017

Pietro Mennea, una corsa nei ricordi

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Pietro Mennea, una corsa nei ricordi<font face="Merriweather Sans, serif" color="#555555"> </font>Il 21 marzo del 2013 l'addio alla Freccia del Sud, l'azzurro più veloce di sempre, l'olimpionico e primatista mondiale dei 200 metri
 

di Giorgio Cimbrico

Camminando, incespicando sui marciapiedi sconnessi, triturati dalle radici dei pini, attorno ai Marmi una sera di marzo, in un’aria fredda che tiene ancora lontana la primavera, in un silenzio spezzato solo in lontananza dal rombare sul Lungotevere, una voce dalle vocali pugliesi che nessun corso di dizione potrà mai eliminare, correggere: “Che ci fai qui?”. “Lasciato a terra da un taxi mai arrivato. Cerco un bus, qualcosa”. “Non posso esserti utile”. “Invece sì. Possiamo fare due chiacchiere”.

E così abbiamo chiacchierato dei vecchi tempi e ci è venuto in mente del nostro primo incontro, al Palasport di Genova, inizio anni Settanta, della sua sfida con Vasili Papageorgopoulos, dai capelli così neri da esser corvini, robusto, rapido allo sparo. “Mennea all’esame di greco”, era il titolo di Tuttosport, piazzato sopra una mia giovanile corrispondenza. Pietro superò l’esame, naturalmente. “Ma il tempo non fu granché”. “Posso sbagliarmi, ma sui 6.70, forse qualcosa di più”. “Mai stato un grande partente”.

Lo vidi, ma da lontano, qualche mese dopo, agli Europei in un Olimpico vecchio formato e pieno di pubblico, quando Valery Borzov, prima del via, li passò tutti in rassegna e c’è chi faceva finta di niente e chi deglutiva. Valery era un grande giocatore di poker: non bluffava in maniera vergognosa, in mano qualcosa aveva, una doppia coppia. Per di più, in semifinale aveva esibito quella partenza su tre appoggi che sembrava preludere a chissà quale artifizio tecnico e che fu solo un gesto per spargere un po’ di panico addosso a chi voleva sfidare il doppio campione olimpico. E così Pietro fu costretto a inseguire, non solo Valery: gli era scappato anche Klaus Dieter Bieler, un tedesco di grande stazza, bellissimo. Un attore, non un velocista. Pietro lo abbrancò sul traguardo, Valery lo aveva già passato. E così, marciando verso i 200 orfani dell’ucraino - che sarebbe meglio chiamare galiziano -, i nervi erano a fior di pelle e non ho mai capito il perché. “C’era Ommer”. “Ma dai, Ommer, un piccolotto che non valeva la tua ombra”. “Sempre stato così: apprensivo. La calma non ha mai fatto per me. E questa è tutta la verità e nient’altro che la verità”. “Comunque, per chi non ricordasse, hai vinto con quasi due decimi una finale senza palpiti. Tutto era scritto”.

Ricordi vecchi quarant’anni abbondanti. Non siamo rimasti in molti a poter rinvangare quei primi giorni di tuono. “Ma di me si parla ancora?”. “Hai lasciato troppi segni perché la sabbia del tempo ricopra tutto”. “Sei rassicurante”. “No, sono sincero”. Questi segni fanno parte della vita di chi ha speso molti anni a sentire “ai vostri posti”, a sobbalzare a ogni sparo, ad annotare parole e numeri come fossero note da scrivere su un foglio di musica, a provar gioia rilevando che quel 19.72 è sceso ma assicura ancora un posto tra i primi dieci, e da quel momento magico e messicano sono passati quasi quarant’anni. “E Carlo diceva che se fossi tornato un anno dopo, alla fine di quell’estate in cui, dopo Mosca, avevi creato una terribile bellezza, avresti fatto meglio: 19.60, meno, chissà”. “Avrei reso difficile la vita difficile a Michael Johnson”. La voce si fa allegra, disinvolta.

“Non devi avere dubbi, interrogativi: di te si parla ancora. Ne parlano anche quelli che non ti hanno visto perché non erano nati. Oggi è di moda il termine “icona” e tu lo sei. Hai presente la foto di quando hai appena battuto Wells e ti apri in un sorriso che non è selvaggio, ma solo celestiale? Ecco, quella è diventata il simbolo perché è la summa di chi eri, uno che non si arrendeva. Tra noi, vecchi cavalieri del sogno, è di moda un gioco innocente. Rivediamo il filmato e diciamo: ma questa volta ce la farà? E tu ce la fai sempre”. “Ero proprio indietro, eh?”. “Eri molto indietro”.

“Quando sento queste cose, penso che tutto sommato qualcosa ho fatto”. “E’ proprio così. Hai lasciato qualcosa di te, a tutti. Ricordo che alla vigilia del tuo record del mondo indoor, mio figlio non aveva nemmeno tre anni e quando tu telefonavi per dirmi che avevi la febbre e un sacco di dubbi, lui diceva: papà parla con Mennea, quello che corre più veloce del vento. E’ stato mio figlio, trent’anni dopo, a dirmi che non c’eri più. E io per un po’ ho annaspato. Mi veniva a mancare qualcosa che mi aveva accompagnato. Ma stasera ho capito che non te ne sei andato del tutto”. “E’ proprio così ed è stato piacevole”. “Chissà quando ci ritroveremo ancora…”. Silenzio: la voce si è dileguata nel buio. Tornerà.

Commenti? | Mar 22, 2017

Locatelli: ''Grazie Donato, senatore tra i giovani''

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Sull'aereo di ritorno da Belgrado scatta l'applauso di tutti i passeggeri a bordo quando dalla cabina di comando parte il saluto e il ringraziamento per l'impresa di Fabrizio Donato agli Europei Indoor"L'applauso glielo faccio anche io - esordisce Elio Locatelli, il Direttore Tecnico dell'Alto Livello - per l'uomo, l'atleta e il capitano che ancora una volta ha dimostrato di essere. Un vero senatore nel cuore di una Nazionale piena di volti giovani". Anche per il DT Locatelli questo era un ritorno in azzurro dopo l'ultima esperienza nello stesso ruolo agli Europei di Helsinki 1994. "In squadra ho respirato una bella atmosfera con rispetto e consapevolezza del contesto in cui ci si trovava. Questo è un buon segnale".

Detto dell'argento di Donato, una riflessione su alcune aspettative della vigilia che hanno purtroppo avuto riscontri meno convincenti. "Nello sport non ci può essere mai nulla di scontato. I ranking sono facilmente ribaltabili nel confronto diretto. E così su tre lunghisti al top delle graduatorie 2017, in finale è andato il più giovane, Randazzo, che aveva come obiettivo primario quello di superare la qualificazione. Howe è un atleta che sta facendo un percorso di rigenerazione con Donato. Dopo tanto tempo, vedere recuperato un campione come lui è qualcosa di molto significativo. Il talento e le grandi qualità di Jacobs sono fuori discussione, ma ancora in fase di costruzione sotto la guida di Camossi. In questo senso, stiamo mettendo a punto un progetto dedicato proprio ai salti in estensione". Di cosa si tratta? "Creare un gruppo di atleti in un polo dedicato come Castelporziano dove possano allenarsi stabilmente insieme e confrontarsi anche con l'esperienza e la sensibilità tecnica di due big come Camossi e Donato. E' un progetto in cui contiamo di poter includere presto anche qualche saltatrice".          

Torniamo da Belgrado con una medaglia e otto atleti in finale. Risultati che si collocano ai piani bassi nella storia della partecipazione azzurra agli Euroindoor: era dall'edizione di Madrid 2005 che non si registrava un bottino del genere in termini di medaglie e punti. "Ovviamente non è abbastanza ed è chiaro che ci sia un grande lavoro da fare. Con la 4x400 femminile l'obiettivo più alla nostra portata era il bronzo, ma per salire sul podio sarebbe servito un crono non lontanissimo dal record italiano (3:31.99 nel 2014, ndr) e che tutte le atlete schierate si esprimessero al livello del loro massimo stagionale come Ayomide Folorunso in quarta frazione. Sul rettilineo dello sprint, per ragioni diverse, non abbiamo visto le cose migliori di cui sono capaci i velocisti che abbiamo messo in pista. Mi piace sottolineare, invece, l'en plein del mezzofondo perché quattro convocati su quattro hanno raggiunto un piazzamento tra i primi otto d'Europa (Viola, Razine e Crippa nei 3000 e Bouih nei 1500, ndr). La Viola è un'atleta ritrovata e a Belgrado ha centrato la terza finale consecutiva al terzo Europeo Indoor in carriera, stavolta anche con il personale. Come lei, ha fatto la sua migliore gara di sempre l'eptatleta Simone Cairoli, mentre in altri tre casi è arrivato lo stagionale. Uno di questi è quello di Silvano Chesani che si è fatto trovare pronto con una qualificazione impeccabile, ma che in finale ha forse pagato la zavorra di qualche errore di troppo alle quote inferiori.

A proposito di giovani, una menzione anche per l'altro altista Falocchi, vent'anni, non aveva mai fatto nemmeno una Nazionale under e, all'esordio assoluto, non ha comunque sfigurato".

Quali programmi per l'imminente futuro nell'anno dei Mondiali di Londra? 
"Questo mese sono già in calendario diversi raduni: la marcia e i lanci a Tirrenia, mezzofondo a Grosseto, velocità e salti in estensione a Formia dove ad inizio aprile saranno convocati anche gli astisti sotto la supervisione di Vitaly Petrov, uno dei quattro esperti internazionali (gli altri sono Antunez, Ritzdorf e Goldmann, ndr) con cui abbiamo avviato una collaborazione per supportare atleti e tecnici personali. Anche questa è la strada che intendiamo seguire nell'avvicinamento ai Mondiali dove contiamo di poter recuperare azzurri, in primis i nostri saltatori in alto, che hanno le carte in regola per essere protagonisti".

DONATO NO LIMITS! - Fabrizio Donato sorride, scherza, la sua medaglia d'argento è al sicuro in una tasca del giubbotto blu con la scritta Italia; nell'altra c'è il cronometro. Tra poche ore andrà a fare compagnia alle altre quattro della collezione su una bacheca personale che è già storia dell'atletica italiana. "Stanotte l'ho tenuta lì vicino a me sul comodino - racconta il triplista -. Ieri è stato fantastico, ma oggi è già un altro giorno. E' il lunedì della mia 27esima settimana di preparazione, nei prossimi giorni solo rigenerazione, ma non ho mai lavorato così tanto come in questi mesi: 10 allenamenti a settimana, riposo sabato e domenica. Il weekend lasciamolo alla famiglia: mia moglie Patrizia e le mie bambine Greta e Viola sono la mia vita". Sul suo telefono, però, scorre un'immagine: è quella dello stacco del salto a 17,13 che l'ha proiettato sul podio agli Euroindoor: "Accidenti, ci ho lasciato 20,2 centimetri! Caro Evora, stavolta ti è andata bene...". Instancabile, inarrestabile, infinito? "Ormai ci sono due parole che ho fatto diventare il mio motto: "No Limits". Se a 40 anni sono ancora qui è perché sento di poter avere come atleta ancora ambizioni di un certo livello. E poi ora sto vivendo questa esperienza come coach di Andrew (Howe, ndr). Il nostro è uno "shock training", nel senso che l'allenamento non deve essere mai monotono, ma una scossa continua. Una sfida che ho accettato e che personalmente mi sta dando tantissimo!".

XXXIV CAMPIONATI EUROPEI INDOOR - BELGRADO 2017

MEDAGLIE:
ARGENTO (1)
2. Fabrizio Donato (triplo) 17,13 finale, 16,70 qual.

ALTRI FINALISTI (7)
4. 4x400m femminile (Lucia Pasquale, Maria Enrica Spacca, Maria Benedicta Chigbolu, Ayomide Folorunso) 3:32.87
6. Marouan Razine (3000m) 8:04.19 finale, 7:55.17 batt.
6. Silvano Chesani (alto) 2,27 finale, 2,28 qual.
7. Yeman Crippa (3000m) 8:05.63 finale, 7:59.76 batt.
7. Filippo Randazzo (lungo) 7,77 finale, 7,89 qual.
7. Giulia Viola (3000m) 8:56.19 PB finale, 8:57.86 batt.
8. Yassin Bouih (1500m) 3:47.95 finale, 3:44.67 batt.

PRIMATI PERSONALI
Simone Cairoli 5841 (eptathlon); 7,55 (lungo); 4,60 (asta)
Giulia Viola 8:56.19 (3000m)

ALTRI PRIMATI STAGIONALI
Silvano Chesani 2,28 (alto)
Fabrizio Donato 17,13 (triplo)
Simone Cairoli 8.31 (60hs)
Gloria Hooper 7.34 (60m)

1 commento | Mar 07, 2017

Euroindoor: prima giornata con 15 azzurri

Posted by linfordbif in Italia

Euroindoor: prima giornata con 15 azzurriDomani, venerdì 3 marzo, al via la rassegna continentale in sala di Belgrado con Howe, Jacobs e Randazzo nelle qualificazioni del lungo.

 

Più di metà della squadra azzurra in gara a Belgrado nella giornata inaugurale dei Campionati Europei Indoor. Sono infatti 15 gli atleti italiani annunciati nei turni eliminatori di domani, venerdì 3 marzo, sul totale di 26 convocati. Nella Kombank Arena, i primi a entrare in azione saranno tre dei più attesi: i saltatori in lungo Andrew Howe, Marcell Jacobs e Filippo Randazzo, dalle ore 9.40, per cercare un posto in finale. La misura richiesta per la qualificazione automatica è di 7,90, ma una delle prime otto posizioni garantirà comunque la possibilità di tornare in pedana sabato sera (ore 19.32). Dalle 10.25 si correranno le batterie dei 400 metri con Mario Lambrughi nella seconda (ore 10.32) e Marco Lorenzi nella terza (ore 10.39): passano i primi due con ripescaggio di due tempi, mentre le semifinali sono in programma alle 18.05. Nel triplo femminile (ore 12.00) per l’accesso diretto alla finale servirà 14,05: esattamente lo stesso risultato ottenuto dall’azzurra Dariya Derkach agli Assoluti di Ancona, però anche qui almeno le prime otto atlete della classifica andranno avanti, come in tutti gli altri concorsi che prevedono la fase di qualificazione. Alle 12.15 la prima batteria dei 3000 metri con Giulia Viola: in finale le prime quattro più quattro crono di recupero.

La sessione pomeridiana vedrà impegnato Hassane Fofana sui 60 ostacoli, nel primo turno alle 16.45 (cancellato quello intermedio, finale alle 20.10 per chiudere il programma della giornata), poi Serena Capponcelli ed Erika Furlani alle 17.30 nelle qualificazioni dell’alto (1,93 per il pass diretto), Daniele Cavazzani e Fabrizio Donato alle ore 18.20 nel triplo (da saltare 16,60). Spazio quindi ai mezzofondisti: 3000 metri con Marouan Razine nella prima batteria alle 18.25 e Yeman Crippa nella seconda alle 18.38 (primi quattro in finale con quattro tempi da recuperare), seguiti da Yassin Bouih nella terza batteria dei 1500 alle 19.33 (avanti i primi due, insieme ad altri tre crono). Nella giornata di apertura saranno in palio cinque titoli: asta maschile, peso e pentathlon femminili, 60 ostacoli uomini e donne. Stabilite inoltre le misure di qualificazione per l’alto maschile (2,28) che si disputerà sabato mattina con gli azzurri Silvano Chesani e Christian Falocchi, come il lungo femminile (6,60) con Laura Strati.

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Commenti? | Mar 03, 2017

18 febbraio, un super sabato!

Posted by linfordbif in Italia
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Tra Ancona e Birmingham, giornata di grande emozioni in pista: 8 metri per il lunghisti Jacobs, Randazzo e Howe, Crippa record italiano dei 5000 metri 

di Giorgio Cimbrico

Dopo i tre moschettieri dell’alto, incappati in qualche sgambetto della sfortuna e decisi a ripartire per nuovi voli, i tre dell’oca selvaggia del salto in lungo (guarda caso, la specialità più amata dal ct Elio Locatelli) e, sull’anello, un allegro giovanotto, in grado di cancellare dall’albo dei primati il nome storico di Venanzo Ortis. Abituata ad ascoltare “de profundis” che vengono scritti molto frettolosamente, l’atletica italiana regala e si regala un sabato da giovani e vecchi leoni e può guardare con ottimismo agli Europei indoor di Belgrado, in scena tra meno di due settimane.

Marcell Jacobs 8,06, Filippo Randazzo 8,05, Andrew Howe 8,01, Yeman Crippa 13’23”99 è la sintesi numerica, è il raccolto arrivato in un’ora o poco più, è una sferzata di vitalità. Sotto il profilo sentimentale, il risultato che porta sulla strada della commozione  è il ritorno di Howe oltre la barriera degli 8: non gli riusciva da sei anni e mezzo – Europei di Barcellona – e viene quando si avvicina il decennale della sua impresa più grande, della misura più lunga toccata dal sabino di Los Angeles. L’8,47 di Osaka gli diede, per qualche minuto, la corona mondiale, sino a quando il panamense Irving Saladino si spinse dieci centimetri più in là.

A maggio Andrew toccherà i 32 anni: alle spalle ha un magazzino di ricordi – alcuni lieti, molti amari -, di grandi occasioni mancate. Non si è mai arreso e, inoltrandosi nella maturità, ha incontrato un altro irriducibile: a 36 anni Fabrizio Donato riuscì a salire sul podio olimpico: bronzo a Londra 2012, e oggi, a 40 anni raggiunti e superati, lontano dal pensiero del pensionamento.

In questo senso e seguendo l’esempio del suo allenatore, Andrew può avere di fronte almeno quattro stagioni per tentare di riprendersi quel che la sfortuna gli ha negato.

Gli altri protagonisti di questo magnifico 18 febbraio sono giovani, giovanissimi: ventidue anni Marcell Jacobs (per la seconda volta in stagione oltre gli 8 l’allievo di Paolo Camossi), vent’anni Filippo Randazzo (per la prima volta oltre la linea di confine), vent’anni Yeman Crippa, non più soltanto cavallino buono per i prati. Era già stato evidente nel concitato finale della più singolare finale europea dei 5000, ad Amsterdam. Un pizzico di scaltrezza in più e Yeman avrebbe potuto metter le mani sul bottino. A Birmingham, mai spaventato dal ritmo furibondo, dalla battaglia che là davanti si stava combattendo tra Farah e Rop. Persuaso che tra poco, perlomeno in Europa, ci sarà posto anche per lui.

TV - È possibile seguire i Campionati Italiani Assoluti Indoor 2017 di Ancona in tv. Ecco la programmazione prevista:   
- domenica 19 febbraio: diretta ore 14:30-16:30 su RaiSport  
Il resto della manifestazione sarà trasmesso in DIRETTA STREAMING al link: fidal.idealweb.tv

RISULTATI/Results - ORARIO/Timetable - TUTTE LE NOTIZIE/News - FOTO/Photos

I CAMPIONI ITALIANI INDOOR: 2015 - 2016 - LE GRADUATORIE STAGIONALI ONLINE

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Commenti? | Feb 20, 2017

Assoluti Indoor, Ferraro: ''Finalmente il titolo!''

Posted by linfordbif in Italia

Risultati immagini per MASSIMILIANO FERRARO FOTO

 

MASSIMILIANO FERRARO - "Finalmente! Erano anni che inseguivo questo titolo. Dopo tanti sacrifici e qualche problema fisico in autunno, questa vittoria è un bel traguardo. Ovviamente si tratta solo di un punto di partenza perchè 60 metri ci sono e ora io e il mio allenatore Alessandro Nocera dobbiamo pensare a quanto ci sarà da costruire per andare forte sui 100 all'aperto (PB 10.26 in semifinale agli Europei di Amsterdam, ndr). Adesso, a parte un piccolo fastidio avvertito oggi tra semifinale e finale, sono concentrato su Belgrado. La mia altra grande passione è lo sci e dedico questa vittoria ad una mia carissima amica, Margherita (la giovane allenatrice dello sci club Sestriere morta venerdì pomeriggio sul monte Chaberton, ndr) che purtroppo ci ha lasciati qualche giorno fa per una tragica fatalità".

Commenti? | Feb 20, 2017

Scotti 47.77: un lampo ai Tricolore U18

Posted by linfordbif in Italia
Campionati Italiani Allievi indoor il 16enne sbriciola la MPI dei 400 e si installa al vertice mondiale stagionale per la categoria. Roberta Gherca vola a 4,01 nell'asta.

di Raul Leoni

Edoardo Scotti

Si chiude la rassegna tricolore indoor degli allievi: titoli di testa per Edoardo Scotti, nuovo primatista italiano dei 400 metri con 47.77. L’atleta lodigiano, trasferitosi a Parma con la famiglia e ora attivo sulla pista di Fidenza con Giacomo Zilocchi, demolisce il precedente 48.86 di Vladimir Aceti edizione 2015: il suo tempo, lanciato da un passaggio perfetto da 23.5, è anche la miglior prestazione mondiale U18 dell’anno su pista regolare, visto che il 47.24 dello statunitense Brian Herron è stato ottenuto su anello “gigante” a Nashville. La protagonista al femminile è Maria Roberta Gherca, neo-azzurra nata in Romania e cresciuta atleticamente a Velletri, che sale a 4.01 e fallisce di pochissimo il secondo tentativo a 4.10: per lei la quarta misura mondiale della stagione (e seconda italiana all time). Brava anche la brianzola Laura Pirovano (PB 3.70). Diversi vincitori si installano nella parte alta delle liste di categoria: David Zobbio (21.77) è secondo solo ad Andrew Howe nei 200 metri, Camilla Vigato – già tricolore ieri nel lungo – fa doppietta nel triplo con 12.86 (davanti alla brava Alice Rodiani, 12.43) e diventa la terza di sempre, mentre la romana Chiara Gherardi, classe 2001, è la quinta in lista nei 200m eguagliando il suo recente 24.62. Nelle top-10 entrano anche il livornese Giacomo Belli nell’alto (2.09) e l’ostacolista di Montevarchi Vieri Righi, grazie al 7.97 nelle batterie dei 60hs (poi il toscano vince la finale in 8.12). Debutto in maglia tricolore anche per altri al primo anno allievi: nei 1000m il frascatano Francesco Guerra (2:34.00) e la bresciana Sophia Favalli (2:53.94). Ennesimo titolo giovanile per la bellunese Noemy Petagna nei 60hs (PB eguagliato a 8.59), mentre la finale del peso si risolve in un derby tutto pugliese tra Carmelo Musci di Bisceglie (17.97) e il leccese di Galatina Francesco Trabacca (17.49). Gara insolitamente “tattica” nei 400m allieve: grande agonismo tra Elisabetta Vandi (56.50), Letizia Tiso ed Eloisa Coiro (entrambe 56.60), ma non arrivano i miglioramenti cronometrici dopo le belle batterie di ieri. Il titolo del triplo maschile va a Fabio Pagan (14.42), fratello minore del lunghista azzurro Riccardo. In chiusura, girandola di staffette: nella 4x200m allieve, vittoria della Bracco (1:43.57 per il quartetto milanese, non lontano dal limite di club in possesso della Pro Sesto con 1:43.14). Assegnati anche gli scudetti per società, che vanno ad Atletica Vicentina (allievi) e Bracco Atletica (allieve).

FOTO/Photos - TUTTI I CAMPIONI 2017

ISCRITTI e RISULTATI - ORARIO/Timetable - NOTIZIE/News - LA CRONACA DELLA PRIMA GIORNATA

ALLIEVI SECONDA GIORNATA 

Maschili

4x200m (finale) – Come tra le ragazze, sei serie anche in campo maschile: e stavolta si arriva all’ultimo start con l’eccellente punto di riferimento fornito in precedenza dalla Studentesca Rieti Milardi (1:32.70). Ai partenti nella serie conclusiva non riesce il sorpasso a distanza: e così il titolo va al quartetto composto da Riccardo Giordano, Riccardo Filippini, Michele Esposito e Claudio Bisegna, con appena 6/100 di vantaggio sugli spezzini della Duferco (1:32.76). 

Triplo (finale) – Si assegna l’ultimo titolo individuale, con un po’ di nostalgia per il fantastico spettacolo offerto un anno fa su questa pedana da Andrea Dallavalle: ma è giusto dire che Fabio Pagan (14.42) e Salvatore Angelozzi (14.36) hanno onorato l’impegno, entrambi con un nuovo primato personale. La vittoria del mestrino realizza anche la doppietta del tecnico Enrico Lazzarin nel triplo, dopo il successo di Camilla Vigato stamattina: ma per Fabio c’è anche un derby in famiglia, perché il fratello maggiore Riccardo è stato azzurro del lungo (sfortunato protagonista dei Mondiali allievi di Lille nel 2011). Quanto al teramano Angelozzi, curato da Claudio Mazzaufo, c’è da dire che lui si era tolto già una bella soddisfazione vincendo il tricolore cadetti a Sulmona due anni fa: là, dove Pagan era arrivato terzo.

60hs (finale) – Dopo quello che si era visto nei primi turni, forse ci si aspettava qualcosa di più dal cronometro: ma tutto considerato è probabile che i tesori di energie bruciati in mattinata abbiano fatto effetto. E così Vieri Righi vince, sì, nettamente, ma con il peggior tempo delle sue tre volate odierne (8.12). Il podio appare veramente galantuomo, almeno come piazzamenti: legittimo l’argento di Federico Piazzalunga (8.24), così come il bronzo di Giuseppe Filpi (8.26), anche qui con un appesantimento delle prestazioni mattutine.

200m (finale) – La magica sesta corsia del Palaindoor lancia David Zobbio verso la vittoria: il bresciano di Concesio, che aveva avuto il battesimo azzurro l’estate scorsa agli Europei di Tbilisi, è in una di quelle giornate dove tutto sembra possibile. Anche scendere a 21.77, molto meglio del PB all’aperto, per installarsi al secondo posto nelle liste di categoria dopo il nome illustre di Andrew Howe. Gli altri invece peggiorano il tempo della mattinata, ma rientra tutto nella logica: Lorenzo Ianes, il figlio d’arte trentino, si ferma a 22.37, la novità oristanese Lorenzo Patta (22.58) nuovamente in medaglia dopo l’argento dei 60m.

1000m (finale) – Mancano ancora 300 metri quando Francesco Guerra rompe ogni indugio e se ne va: d’altronde il frascatano classe 2001, portato già da Giorgia Di Paola al titolo dei 2000m cadetti a Cles, non è un tipo attendista, uno di quelli che si giocano la vittoria nelle volate brevi.

Quanto basta per vincere (2:34.00) la resistenza di un parco di rivali di un certo livello: dove spunta per l’argento (2:35.34) Hichame Jarine, bolognese di Molinella ma di famiglia marocchina trasferitasi in Emilia da prima della sua nascita.

Alto (finale) – La sorte cambia verso, premiando Giacomo Belli: finora il ragazzo livornese non poteva certo definirsi un atleta fortunato, frenato da infortuni di diversa gravità. Di scuola Libertas Runners – nelle rivalità cittadine è meglio distinguere – Giacomo è stato seguito da Andrea Bientinesi e da Vittorio Vece: qui, è il caso di dire finalmente, sboccia e sale col secondo tentativo a 2.09, PB ogni impianto (unico errore di una progressione immacolata, salvo poi i salti a 2.11). Il resto della classifica presenta tanti nomi nuovi e l’argento, a debita distanza (1.96), va al bolognese di origini ivoriane Yannick Touré.

400m (finale) – Primato, finalmente: 47.77, “Edo” Scotti non solo lo fa, ma demolisce il precedente 48.86 di Vladimir Aceti edizione 2015. Una prestazione super, costruita tutta da solo ed in modo perfetto, con un passaggio già solitario in 23.5 al primo giro: alla fine si intrecciano i riferimenti, che per la categoria non sono poi così definitivi. Tanto che il 47.24 dello statunitense Brian Herron è comunque frutto di una gara su pista gigante a Nashville: comunque se ne riparlerà, ora le prospettive della stagione potrebbero cambiare. Ad esempio, il lombardo – che da Lodi si è trasferito con la famiglia a Parma – potrebbe decidersi ad affrontare la trasferta mondiale a Nairobi: dove lo seguirebbe il tecnico Giacomo Zilocchi, mentre a scoprirlo – a Lodi – era stata Lella Grenoville. Per la cronaca, il secondo è stato l’aquilano Leonardo Puca, PB a 49.69: il distacco dice già tutto.

 

60hs (semifinali) – Nel turno intermedio non si scende sotto gli otto secondi: ma Vieri Righi è ancora il più veloce (8.01). A questo punto la “pole” è decisamente in pugno all’ex tricolore cadetti: dietro tutti nel giro di un pugno di centesimi. Intanto si migliora Federico Piazzalunga (8.21), ma gli altri sono tutti lì, compresi i vari Filpi, Albano e Cecchet: due corsie di finale occupate da “nuovi italiani”, Ousseni Bara – arrivato a Roè Volciano dal Burkina Faso – e Edwin Ebem, potente nigeriano nato a Padova.

200m (batterie) – Tra le altre possibilità, David Zobbio sceglie i 200m: e non si può dire che l’allievo dell’ex sprinter azzurra Marinella Signori abbia fatto una scelta sbagliata, almeno a giudicare dal 21.98 di questa mattina (parliamo della terza prestazione di sempre). Per il titolo, stasera, i giochi non sono ancora fatti: un altro azzurro degli Europei di Tbilisi, Lorenzo Ianes, scende sull’anello al coperto fino a 22.24 e ci terrebbe molto ad imitare il suo “gemello” Paissan. E poi c’è la rivelazione proprio dello sprint di ieri, Lorenzo Patta: 22.46 non è davvero male per un semiesordiente sulle piste indoor.

Peso (finale) – Gran bel duello in pedana, tra due pugliesi che si ritrovano un po’ amici e un po’ rivali fin dalle garette regionali: quello che finora ha avuto le maggiori soddisfazioni è ovviamente Carmelo Musci, che arriva da una trionfale stagione tra i cadetti. Però qui il ragazzo di Bisceglie deve vedersela con i progressi di Francesco Trabacca, scovato un anno e mezzo fa a Gallipoli dalla coppia di tecnici leccesi formata da Giuseppe (padre) e Marco (figlio) Felice, entrambi già lanciatori di buon livello nazionale: e allora Francesco – già bella struttura (1m93 x 113kg, quasi gemellare rispetto a Carmelo) – prova a prendere la testa col PB di 17.49 al secondo turno, prima di assistere alla reazione del neo-campione (17.97, PB al coperto per Musci).  

60hs (batterie) – Si va subito forte per merito di Vieri Righi, che scende per la prima volta sotto la barriera degli otto secondi e con 7.97 diventa il settimo allievo di sempre. Dietro il toscano di Montevarchi c’è da sgomitare per trovare spazio: forse quello che impressiona di più fin dalla mattinata (8.27 senza spingere fino in fondo) è Federico Piazzalunga, bergamasco di Almenno San Bartolomeo che si allena a Brembate Sopra con il gruppo di Angelo Alfano. Poi il campano Giuseppe Filpi (8.28), attivo ad Agropoli, e il bellunese di Sedico Christopher Cecchet (8.29): entrambi già buoni protagonisti delle ultime due rassegne cadetti.  

Femminili

4x200m (finale) – Si arriva all’ultima delle sei serie con la leadership provvisoria dell’Acsi Italia (1:45.06), tirata al traguardo dalla doppia finalista Chiara Gala: e qui nella seconda frazione cade l’Atletica Vicentina, una delle naturali favorite, che poi ripete la gara da sola con l’ottavo tempo complessivo. Vince così la Bracco, il sodalizio milanese che non è certamente nuovo ad imprese collettive: 1:43.57 – con Beatrice Invernizzi, Valeria Paccagnella, Tisiye Zuniga e Rachele Merisio – non è affatto lontano dall’1:43.14 della Pro Sesto, MPN di club.

60hs (finale) – La maglia tricolore finisce ancora una volta sulle spalle di Noemy Petagna, non è certo una novità: il feeling che questa bellunese mostra nei confronti delle finali importanti è davvero confortante, al di là del livello tecnico delle prestazioni. Che, detto per inciso, è tutt’altro che disprezzabile: 8.59 eguaglia al centesimo il PB della vincitrice – solidamente nella top-10 di categoria – e poi c’è un altro progresso (8.76) da parte di Costanza Donato, la friulana che si allena a Codroipo con l’ex ostacolista Cornelio Giavedoni.

Poi il bronzo di Veronica Crida (8.84), la biellese di Camburzano che ieri aveva strappato l’argento nel lungo.

Asta (finale) – Oggi il sorriso di Maria Roberta Gherca fa dimenticare il pianto di Tbilisi: quello che l’aveva travolta dopo una sfortunata finale europea dalla quale lei si aspettava moltissimo, fors’anche una medaglia. Tutto passato, qui ad Ancona questa ragazza nata a Iasi, in Romania, e poi arrivata a Velletri, si è lasciata davvero tutto alle spalle: si ricomincia da questa bella misura, 4.01, che rappresenta qualcosa anche a livello internazionale (quarta allieva al mondo nell’anno), oltre che la seconda prestazione italiana all time. Bravissima la ragazza scoperta da Gabriele Ruggiero e seguita anche tecnicamente nel centro sportivo di Ostia da Emanuel Margesin. Bella gara, comunque: si migliora anche Laura Pirovano (3.70), la brianzola che l’anno scorso aveva vinto il tricolore cadette, e poi troviamo (3.60) Francesca Zafrani – umbra di Trevi, seguita da Giacomo Befani – che era stata un po’ frenata dagli infortuni dopo aver stabilito lo scorso anno la MPN cadette indoor.  

200m (finale) – Seconda tacca tricolore per Chiara Gherardi: i 300 metri a Cles tra le cadette, i 200 metri indoor al debutto tra le allieve. Resta la curiosità – almeno in prospettiva – di vedere questa romana ben strutturata anche sul giro di pista, finora inesplorato. Al momento va bene così, perché la ragazza della Garbatella che si allena alle Terme si eguaglia ancora a 24.62: il che significa la quinta allieva di sempre, al primo anno di categoria (tra le sedicenni avevano fatto appena meglio Ilaria Verderio e Alessia Pavese, punti di riferimento importanti). Alle spalle della portacolori della Studentesca Rieti Milardi non spunta Eleonora Alberti, come ci si aspettava: bensì Giorgia Bellinazzi, una veneziana di Portogruaro che fa la pendolare con San Vito al Tagliamento per allenarsi con l’ex velocista Andrea Fogliato.

1000m (finale) – Le prime tre sono classe 2001, un dato che conta a questi livelli: nelle prime due serie si era corso a buoni ritmi – non lontanissimi dai tre minuti – e perciò le ragazzine più accreditate partono all’arma bianca. Come si diceva, primo anno: in effetti Sophia Favalli (2:53.94), Assia El Maazi (2:56.78) ed Elisa Ducoli (2:57.21) trovano già modo di inserirsi nella top-10 allieve e solo pochi mesi fa erano state tutte ottime protagoniste dei Tricolori cadette a Cles. La prima e la terza – Sophia (buon 200 finale, 32.8) ed Elisa – sono compagne di allenamento nel Bresciano, di preferenza a Rezzato: Assia, di famiglia marocchina ma ormai con cittadinanza acquisita, è attiva a Volpiano. 

400m (finale) – In partenza si pensava soprattutto al cronometro, ma poi – se così si può dire per una finale sui 400 metri – la componente tattica ha avuto il sopravvento: 27.4 il passaggio alla campana, certamente non da scoppiare, e alla fine non arrivano PB per nessuna delle ragazze, che pure avevano dato l’anima ieri in batteria. Stavolta schermaglie ripetute, con i tentativi di passare a filo di gomito, all’interno e all’esterno: erano tre le favorite e sono state loro – Elisabetta Vandi (56.50), Letizia Tiso (56.60) ed Eloisa Coiro (56.60) – a dividersi le medaglie. In una competizione indoor, e con questi presupposti, ci sta: resta magari impregiudicato il discorso sulle prestazioni, che di qui alla fine della stagione al coperto potrebbero anche tornare in gioco per definire le gerarchie della categoria.

60hs (semifinali) – Sempre un po’ complicato, il turno di mezzo, ma c’è anche chi si esalta in caccia della finale: in ogni caso la più veloce – 8.70, qualcosa peggio della mattinata – è ancora Noemy Petagna, mentre rialza la testa anche Rebecca Menchini (8.83). Entrambe però dovranno fare i conti con Costanza Donato, la friulana di Basiliano che sembra in eccellente giornata e ora scende a 8.81. Tutte le aspiranti finaliste vanno sotto i nove secondi, cosa che fa sempre piacere: oltre all’argento del lungo di ieri, Veronica Crida, c’è pure l’ennesima figlia d’arte Alice Muraro, vicentina di Bressanvido (papà Lorenzo è stato un buon specialista soprattutto sui 400hs).

Triplo (finale) – Contenuti tecnici importanti: Camilla Vigato sapeva di poter sfruttare le potenzialità di questa pedana e lo fa nel migliore dei modi, doppiando il successo di ieri nel lungo e riscrivendo anche il PB con 12.86 (passando gli ultimi tre turni). Il che significa che la mestrina allenata da Enrico Lazzarin è ora la terza allieva di sempre al coperto, dopo i nomi illustri della categoria Ottavia Cestonaro e Benedetta Cuneo. Torna il sorriso anche ad Alice Rodiani: pur se la mantovana di Goito, 12.43 e una buona serie a referto, resta al di sotto del suo primato cadette al coperto stabilito un anno fa. Il terzo posto (11.89) va ad una goriziana con ascendenti calabresi, Deborah Tripodi, seguita al Fabretto dagli ex saltatori Alessandro Brondani e Lorenzo Biaggi: ma a pari misura c’è pure Linda Pircher, meranese di Postal scoperta dall’ex decatleta azzurro Hubert Indra.  

200m (batterie) – A vedere i riscontri stagionali, si direbbe un “one-woman-show”: Chiara Gherardi, romana della Garbatella con indosso i colori della Studentesca Reti Milardi, rispetta i pronostici in questo primo turno. Il 25.05 della campionessa uscente dei 300m cadette – anche piuttosto tranquillo, in verità – è di gran lunga il miglior crono della mattinata. Però, c’è un però: dopo il titolo di ieri sui 60m, Eleonora Alberti si presenta pronta a dar battaglia anche sulla distanza più lunga, 25.46 in quella che è la prima esperienza della varesina sugli anelli indoor. Trova una corsia nella migliore finale anche Veronica Zanon (25.80), uscita delusa ieri dalla pedana del lungo che le aveva regalato il titolo cadette nel 2015.

60hs (batterie) – Eccola lì, quando si sente profumo di tricolore Noemy Petagna rifiorisce d’incanto: 8.65 e miglior tempo delle batterie per la bellunese di origini campane. La ghanese di Castenedolo Joan Adu, campionessa cadette uscente, tiene fede alle sue credenziali e fa 8.89, poi Costanza Donato (8.92): ma in vista delle semifinali c’è già grande sostanza e soprattutto profondità, visto che con 9.25 c’è chi resta fuori dalle prime 24.

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Commenti? | Feb 14, 2017

European Rising Star: Tortu in nomination

Posted by linfordbif in Italia

Il vicecampione del mondo junior dei 100 metri tra i candidati per il titolo di "Astro nascente dell'atletica europea". Si vota via Facebook e Twitter fino al 5 ottobre. 

Una nomination importante per una stagione straordinaria. L'European Athletics ha candidato Filippo Tortu come "European Rising star 2016". 18 anni nel segno dei 100 metri che quest'anno l'hanno visto migliorare il record italiano junior a 10.19, vincere il titolo italiano assoluto, sfiorare la finale agli Europei di Amsterdam e mettersi al collo la medaglia d'argento ai Mondiali under 20 di Bydgoszcz. Capolista junior stagionale del Vecchio Continente, il giovanissimo lombardo di origini sarde è ora in corsa per il titolo di "Astro nascente dell'atletica europea" e il responso arriverà dal web. Per votare l'azzurro delle Fiamme Gialle - c'è tempo fino al 5 ottobre - bisogna fare retweet e mettere "mi piace" ai post con la sua foto pubblicati negli account Twitter e Facebook della EA e che sono linkati qui sotto.

VOTA 

 

Commenti? | Sep 24, 2016
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