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Fly Europe: Italia Team quarto a Berlino

Posted by linfordbif in Manifestazioni
Fly Europe: Italia Team quarto a Berlino11 Settembre 2016

La prima tappa del circuito internazionale di atletica in piazza vede il successo dei padroni di casa della Germania. Terzi posti individuali per la lunghista Strati e lo sprinter Pettenati.

La Porta di Brandeburgo come uno stadio. Oggi Berlino ha accolto proprio qui la prima tappa del Fly Europe 2016 il circuito internazionale di atletica in piazza che il 21 settembre approderà a Parigi, direttamente sotto la Tour Eiffel. L'anno prossimo toccherà anche a Roma, insieme a Londra e Madrid. Salto in lungo femminile, asta e sprint maschili: tre specialità per due ore di spettacolo in un pomeriggio caldo per il clima e per la bella atmosfera creata da pubblico e musica.
La Porta di Brandeburgo come uno stadio. Oggi 
Berlino ha accolto proprio qui la prima tappa del Fly Europe 2016 il circuito internazionale di atletica in piazza che il 21 settembre approderà a Parigi, direttamente sotto la Tour Eiffel. L'anno prossimo toccherà anche a Roma, insieme a Londra e Madrid. Salto in lungo femminile, asta e sprint maschili: tre specialità per due ore di spettacolo in un pomeriggio caldo per il clima e per la bella atmosfera creata da pubblico e musica.
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Il terzetto dell'Italia team oggi chiude al quarto posto con 20 punti nella classifica finale vinta dai padroni di casa della Germania (46) davanti a Gran Bretagna (40,5) e Francia (24,5); quinta la Spagna (17). Nel lungo, terza la vicentina Laura Strati che colleziona una miglior misura di 6,03 (+0.1) alla terza prova. L'azzurra concede poi parecchio allo stacco negli altri tre salti a disposizione: 5,87 (-0.6), 5,92 (-0.3) e 5,90 (-1.1). Una "strategia" comprensibile visto che il regolamento della manifestazione premia la media dei quattro salti ed eventuali nulli avrebbero potuto compromettere il risultato finale. Terzo posto anche per il modenese SimonePettenati nello sprint dove raggiunge la sua massima velocità di punta con 40,3km/h nella seconda delle tre manches sul rettilineo centrale di 60 metri (così le altre due: 39,2 e 39,4). Giornata no, invece, per il padovano Giorgio Piantella uscito di scena senza misura nell'asta: per lui due nulli a 5,01 e altrettanti a 5,02.

La Germania fa l'enplein anche a livello individuale grazie al bronzo europeo del lungo Malaika Mihambo (6,35/-0.1), al recordman della velocità Julian Reus (punta di 41,6km/h, ma il primato di giornata va allo spagnolo Angel Rodriguez con 44,1km/h) e all'astista Tobias Scherbarth (5,37).

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Commenti? | Sep 12, 2016

Olimpiadi: Bolt, triplice meraviglia

Posted by linfordbif in Manifestazioni

La nuova impresa del fulmine giamaicano, vincitore di tre gare (100, 200, 4x100) a Rio 2016 per la terza volta consecutiva dopo Pechino 2008 e Londra 2012. Un enplein straordinario: 9 ori in tre Olimpiadi.

di Giorgio Cimbrico

Usain Bolt, nove lettere, multiplo di tre, numero perfetto dice l’adagio popolare, per chi ha compiuto la missione sospesa tra storia, leggenda, meraviglia: tripla tripletta 100-200-4x100 andando a tambureggiare e a baciare la corsia marchiata con quel numero. Il più grande, questione di ore, sta per tagliare il traguardo dei trent’anni dopo aver visto la luce in un luogo che, sarà un caso?, si chiama Trelawny.

I grandi maghi, chiamati alla corte di Praga da quell’Asburgo che amava l’esoterismo e cullava in cuor suo di aver radunato il meglio per trasformare i metalli vili in oro, avrebbero mostrato interesse per queste congiunzioni e non avrebbero trascurato il fatto che l’uomo più veloce del mondo si chiama Lampo, Bolt, come certi personaggi disneyani: l’antiquario Robi Vecc o Nataniele Ragnatele, il pittore Capolavori, il metereologo Cumulonembi. Bolt poteva essere una tartaruga? Poteva limitarsi al balletto del cricket, interrotto dalla cerimonia del tè?

L’oro numero 9 gli ha permesso di offrire un cambio di marcia che quelli della Ferrari si sognano. Riguardate i fotogrammi: il giapponese Cambridge (strano nome per un nipponico) ha già in mano il bastone, De Grasse è lì per artigliarlo, a Usain manca un palmo abbondante, e in quel momento un fermo-cronometro dice 28”1. Il tempo torna a scorrere e quando segna 33”2 e Bolt è in testa con luce piena. A quel punto all’arrivo mancano, centesimo più centesimo meno, quattro secondi, giusto il tempo per imprimere sulla pista gli ultimi passi olimpici lunghi due metri e settanta. A quel punto, la domanda sorge naturale: è proprio sicuro che siano stati gli ultimi passi olimpici?

L’interrogativo è consentito, ha anche un senso. Bolt non è in declino, si è solo inoltrato in un naturale e dorato meriggio. Il tris sui 100 e sui 200 porta i tempi più alti della sua prodigiosa era, 9”81 e 19”78 (nel 2008, 9”69 e 19”30; nel 2012 9”63 e 19”32), sufficienti per lasciare un resto del mondo formato da vecchi irriducibili e da giovani leoni a uno e due metri e qualcosa.

Usain Bolt all'arrivo della 4x100 (foto Colombo/FIDAL)
Bolt conquista i 200 metri (foto Colombo/FIDAl
 
 
Bolt non è e non sarà più l’uomo di Pechino che picchiava il pugno sul petto e dava un’occhiata a una muta di lontani inseguitori scatenando la reazione sdegnata dei Signori degli Anelli comodamente seduti in tribuna, non potrà più regalare i fasci accecanti di luce berlinese, non sarà neppure il Genio della Lampada di Londra 2012.

Tutto passa, dicono i francesi, e spesso macina, tritura, annichilisce in un’impietosità che coinvolge tessuti, cellule, attitudini neuromuscolari, lucidità mentali. Usain è sempre qui, appena intaccato, una statua di bronzo con qualche sbavatura che segna la perfetta fusione da cui è sbocciato. “Vivo per questi momenti e in effetti sento proprio di essere una leggenda”, ha detto dopo aver abbracciato i compagni di avventura, inguainati come lui in costumi da cavalieri medioevali. E se davvero vive per questi momenti, e non è il caso di dubitarne, non gli resta che riflettere, fare i conti con se stesso - e magari anche con chi cura i suoi interessi - e stendere un terzo piano quadriennale. Un annuncio non è atteso di ora in ora. Tra meno di un anno, in un luogo che lui ama e che lo ama, Londra, andrà l’assalto del titolo mondiale numero 12, numero 13, numero 14. La chance del 15, altro multiplo del solito 3, gli è stata negata dalla falsa di Daegu, quando strane regole imposte dall’uomo strapparono piume alle ali del Pegaso nero.

Per il momento, grazie di tutto, buon compleanno e arrivederci. Non addio. Nel paese del Sol Levante anche un Lampo calante potrà bastare.

RISULTATI/Results - FOTO/Photos

OLIMPIADI RIO 2016: LA GUIDA ALLE GARE

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Commenti? | Aug 21, 2016

Olimpiadi, Grenot ottava con onore

Posted by linfordbif in Manifestazioni

L'azzurra corre in 51.25 la finale dei 400 ai Giochi di Rio. Nei 400hs, semifinale per Folorunso (55.78) e Pedroso (55.91), out Caravelli (57.77). Asta al brasiliano Da Silva (6,03), Rudisha si conferma re degli 800 (1:42.15)

Libania Grenot termina all'ottavo posto, in 51.25, la finale olimpica dei 400 metri. L'oro olimpico va alla bahamense Shaunae Miller (49.44), che si tuffa sul traguardo e beffa la statunitesne Allyson Felix (49.51). Il keniano David Rudisha si conferma sul gradino più alto del podio negli 800 metri (1:42.15), mentre nel'asta arriva la sorpresa più clamorosa: a vincere è il 23enne brasiliano Thiago Braz Da Silva, che supera i 6,03 e sfila la medglia più importante al francese Renaud Lavillenie, il campione di Londa e primatisa del mondo (qui capace di 5,98). Nelle batterie dei 400hs donne, promozione per Ayo Folorunso (55.78) e Yadis Pedroso (55.91), rispettivamente nono e undicesimo tempo del turno. Eliminata Marzia Caravelli (57.77).

di Marco Sicari

FOCUS AZZURRO

400m donne – finale
La finale olimpica del giro di pista non regala (altri) sogni a Libania Grenot. Raggiunto l’obiettivo stagionale, ovvero l’ingresso tra le primissime, l’atto conclusivo si chiude con l’ottavo posto (51.25), ottenuto in una gara di assoluto valore tecnico e temperatura agonistica. Il tuffo sul traguardo consegna l’oro alla bahamense Shaunae Miller (49.44, primato personale), che beffa Allyson Felix, la cui rimonta non si completa per soli 7 centesimi di secondo (49.51). Anche la giamaicana Shericka Jackson abbatte il muro dei 50 secondi, centrando il bronzo con 49.85. La Grenot parte bene, anche se la seconda curva, complice probabilmente anche la stanchezza accumulata nei turni, non appare convincente come nella semifinale. Nei fatti, l’azzurra non guadagna centimetri sulla giamaicana McPherson, che le corre davanti, e alla fine, proprio sul traguardo, subisce anche il sorpasso dell’ucraina Zemlyak, che la batte per un centesimo di secondo (51.24). “Il mio obiettivo alle Olimpiadi era entrare tra le prime otto, e io sono contenta di averlo raggiunto – racconta sorridendo Libania nel dopo gara – anzi, devo dire che è stata una stagione perfetta, che comprende anche l’oro europeo di Amsterdam. C’era un po’ di stanchezza, ovviamente, e credo di aver dato comunque tutto quello che avevo in corpo, non posso rimproverarmi niente. Ora c’è la staffetta 4x400, dove dovremo correre forte, tutte insieme, unite, fare squadra. Qui non si scherza, vanno tutte veloci, dovremo dare il massimo. La finale? Abbiamo delle chances, e io ci credo, ma dovremo lottare per ottenerla”. La Grenot ha ragione quando dice che la sua è stata una stagione eccellente: il titolo europeo nella gara individuale, il bronzo con la staffetta del miglio, la finale olimpica di Rio de Janeiro, ottenuta alla terza partecipazione ai Giochi. Fatti concreti, non opinioni.

400hs donne - batterie
Due azzurre su tre passano il turno e approdano alle semifinali di questa notte (appuntamento alle 2:10 del mattino di mercoledì). La prima farcela è Ayominde Folorunso, la non ancora 20enne di Fidenza, che mette in pista l’ormai caratteristica grinta per chiudere al terzo posto la prima delle sei batterie in 55.78. La qualificazione diretta si materializza negli ultimi due intervalli, quando la rimonta sulla statunitense McLaughlin (17enne terribile da 54.15) si completa, fino al sorpasso definitivo, a seguire Tracey (Giamaica, 54.78) e Hejnova (Rep. Ceca, 55.54). Dopo di lei, ce la fa anche Yadis Pedroso, quarta in 55.91 nella quarta batteria, crono che, alla fine del turno, sarà il più veloce tra le ripescate per la semifinale. La costruzione della gara, in questo caso, e per ovvie ragioni (la Pedroso è al rientro dopo mesi di difficoltà per il grave infortunio patito in gennaio) è molto più accorta rispetto alla prova della Folorunso: ma la distribuzione paga, al punto che la promozione si realizza con l’undicesimo tempo assoluto. Non ce la fa invece Marzia Caravelli, ancora una volta vittima delle incertezze al momento del cambio nella ritmica (con conseguenze su tutte e tre le ultime barriere) che ne hanno condizionato la stagione; il 57.77 conclusivo le vale il 37esimo posto complessivo. Le azzurre possono sognare, anche se, per guadagnare la finale sarà necessaria, come ovvio, una vera impresa. "Ero emozionata, altro che - racconta Ayo Folorunso - ma quando sono partita è sparito tutto. Penso di aver corso bene: quando ho visto l'americana, che era sempre più vicina, ho dato tutto per superarla, e sono felice di averla raggiunta. Non so che obiettivi possano esserci a questo punto, io ce la metterò tutta, come sempre, ma la finale è una cosa quasi impossibile". Lacrime a bagnare il volto di Yadisleidy Pedroso, nonostante la promozione: "Ho sofferto tanto in questi mesi - le parole dell'azzurra - e ho lavorato tantissimo per riuscire ad essere qui in buone condizioni. Non ho sentito i commenti, ma ho solo pensato ad allenarmi, duramente, anche in questi ultimi giorni, e ora sono felice di essere riuscita a dimostrare quello che valgo". Marzia Caravelli è ovviamente delusa. "Sì, purtroppo continuo a incorrere in questi errori nella ritmica: il cambio non mi riesce come vorrei. Peccato, perché so di essere in ottime condizioni di forma".

IL BRASILE ESULTA: L'ORO DELL'ASTA VA A THIAGO BRAZ DA SILVA
Un risultato così deve averlo sognato per anni. Thiago Braz Da Silva, 23enne brasiliano che vive lunghi periodi di preparazione a Formia, dove è allenato da Vitaly Petrov, è il campione olimpico dell'asta. Al termine di una gara bella e rocambolesca, come quasi tutte le finali dei Giochi di Rio. Il francese Renaud Lavillenie, oro a Londra e primatista del mondo, non commette errori fino a 5,93; a questa quota, in molti pensano sia finita, ma Da Silva, ce la fa al secondo tentativo, costringendo Lavillenie a salire di altri cinque centimetri. Il 5,98 del francese, con il brasiliano che passa (!) la misura, sembra chiudere, ancora una volta, la contesa. Si va a 6,03, ed è qui che il ragazzo di Belo Horizonte sfodera l'incredibile colpo del KO: salto riuscito, 6,03, record olimpico e cambio totale di prospettiva. Lavillenie è costretto a inseguire, con un solo tentativo a disposizione, a 6,08. Il pubblico fischia, il primatista del mondo se la prende (giustamente), ma quando la situazione torna normale, il salto finale non produce nulla di buono. L'errore consegna l'oro al Brasile, il primo 32 anni dopo l'inimitabile Joaquim Cruz. Nel tripudio del (pochissimo) pubblico presente.

DAVID RUDISHA DOMINA ANCORA GLI 800 METRI, L'ORO OLIMPICO E' SUO
Il re non restituisce la corona. David Rudisha, che a Londra, quattro anni fa, stupì il mondo vincendo e stabilendo il record del mondo degli 800 metri con una corsa tutta di testa, si conferma imbattibile quando c'è di mezzo una medaglia da conquistare. Questa volta non riesce a prendere la testa, ostacolato dal connazionale Kipketer, ma dopo un passaggio a metà di poco superiore ai 49 secondi, inizia la corsa vera e propria. Il re distende la falcata, attacca e si porta al comando; dietro di lui il francese Pierre Ambroise Bosse si fa sotto minaccioso, ma pagherà l'azzardo. Nei metri conclusivi, infatti, con Rudisha che trionfa in 1:42.15, si compie la rimonta dell'algerino Makhloufi (secondo con record nazionale di 1:42.61) e del sorprendente statunitese Murphy (1:42.93). Bosse è quarto in 1:43.41.

RISULTATI/Results - FOTO/Photos

OLIMPIADI RIO 2016: LA GUIDA ALLE GARE

TUTTE LE NOTIZIE/News - ORARIO E AZZURRI IN GARA - LE SCHEDE DELLA SQUADRA ITALIANA - LE PAGINE IAAF SU RIO 2016 -LE OLIMPIADI IN TV - NUMERI E STATISTICHE (DAL 1896 AL 2012)

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Commenti? | Aug 16, 2016

ORO PER BOLT CHE ENTRA NELLA STORIA - WR SUI 400M 43"03 PER VAN NIEKERK

Posted by linfordbif in Manifestazioni

Usain Bolt domina e vince la finale dei 100 m ed entra nella storia: è il primo velocista nella storia della regina degli sport a conquistare tre medaglie d’oro sui 100 metri alle Olimpiadi, tutto in tre edizioni consecutive dei Giochi.  

Usain Bolt vince fermando il cronometro a 9"81, secondo Justin Gatlin in "89, Bronzo Neil DeGrasse  in 9"91.

 

Uno stratosferico Wayde Van Niekerk migliora uno dei WR che sembravan piu´impossibili da battere.

Vince i 400 m fermando il cronometro a 43"03 battendo cosi lo storico WR di Michael Johnson di ben 15 centesimi ( 43"18). Un giro della morte ai limiti delle umane possibilita´! Semplicemente sublime!

Medaglia d'argento per Kirany James (43.76), bronzo per Lashwan Merritt (43.85).

Biffi Daniele 

Commenti? | Aug 15, 2016

Il Tuscany Camp si prepara alle Olimpiadi di Rio

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Il Tuscany Camp si prepara alle Olimpiadi di Rio

Sono giorni di allenamenti e rifiniture al Tuscany Camp di San Rocco a Pilli (SI). Dopo i recenti, prestigiosi risultati conseguiti ai Mondiali Juniores di Bydgoszcz, con il bronzo sui 10.000 m di Jacob Kiplimo, il 4^ posto sui 5.000 m di Mercyline Chelangat e il 7^ posto sui 3.000 m siepi di Albert Chemutai, ci si prepara alle Olimpiadi di Rio, ormai alle porte. Diversi sono infatti gli atleti del centro qualificatisi per la rassegna a cinque cerchi: da Stefano La Rosa al burundiano Celestin Nihorimbere nella maratona, passando per il burundiano Olivier Irabaruta e  l’ugandese Juliet Chekwel nei  10.000 mt e 5.000 m, senza dimenticare il piccolo neo medagliato ugandese Jacob Kiplimo sui 5.000 m.

Proprio in questi giorni, gli atleti stanno quindi preparandosi al meglio per l’importante appuntamento, dopo un mese di altura sull’Amiata. Grazie anche ai recenti risultati conseguiti e, a suggello di una collaborazione avviata già da tempo con Giuseppe Giambrone, fondatore del Tuscany Camp, si è inoltre rafforzata negli ultimi tempi la partnership con il noto marchio di abbigliamento sportivo della Nike. In virtù di questi accordi, tutti gli atleti del centro nonché tutta la nazionale Ugandese e Burundiana correranno alle prossime olimpiadi con le divise e i completini griffati con l’inconfondibile baffo.

Non resta quindi che aspettare ancora qualche settimana per assistere alle grandi prestazioni sportive che gli atleti del Tuscany Camp sapranno regalare a tutti gli appassionati di atletica.

www.tuscanycamp.com

Commenti? | Aug 03, 2016

Europei, gli Azzurri ad Amsterdam

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Europei, gli Azzurri ad Amsterdam

L'Italia dell'atletica nei Paesi Bassi per la XXIII edizione della rassegna. Promossi alle semifinali con la nuova norma ben sette azzurri: Galvan, Grenot, Hooper, Desalu, Bencosme, Folorunso e Caravelli.

 

È già pieno Europeo, per la nazionale azzurra. I 75 atleti convocati dal DT Massimo Magnani per la XXIII edizione della rassegna continentale, sono in via di arrivo ad Amsterdam. I primi ad atterrare in Olanda sono stati, in mattinata, quelli provenienti da Milano, mentre il resto del contingente tricolore sarà a disposizione nel corso della giornata. Dopodomani, mercoledì, il via alle gare, con circa trenta italiani – numero definito solo dopo la riunione tecnica – che affronteranno qualificazioni e primi turni nelle corse. Tra loro, subito in pedana le altiste Alessia Trost, Desirée Rossit e Erika Furlani (qualificazioni ale 11:05) e Marcell Jacobs nelle qualificazioni del lungo (13:05). In pista, scatterà anche per i nostri il nuovo meccanismo di qualificazione che l’Associazione Europea ha proposto quest'anno in via sperimentale: nelle gare dai 100 ai 400 metri (comprese quelle sugli ostacoli), gli atleti classificati nei primi 12 posti delle liste stagionali saranno infatti ammessi direttamente alle semifinali, saltando il primo turno, definito pre-qualification round. Attenzione: non i primi 12 dell’elenco degli iscritti, ma quelli, tra i presenti alla rassegna, che sono nella top-12. Risultano promossi<font size="3" face="arial,helvetica,sans-serif"> dunque Matteo </font>Galvan (400m, secondo nel vecchio continente quest’anno con il 45.12 del record nazionale stabilito a Rieti, durante gli Assoluti, primo tra gli iscritti), Libania Grenot (400m, quinta, con la russa Krivoshapka, fuori causa, a guidare l’elenco, ma seconda tra le iscritte dietro la francese Guei), Gloria Hooper (200m, ottava tra le iscritte), Eseosa Desalu (200m, quinto tra gli atleti presenti ad Amsterdam), Jose Bencosme (400hs, dodicesimo), Ayomide Folorunso (400hs, settima nella starting list) e Marzia Caravelli (400hs, undicesima). Per tutti loro, l'Europeo iniziarà dalla semifinale.

L’unica che affronterà una finale mercoledì – nella sola gara che assegni medaglie nella prima giornata – è Veronica Inglese, che sarà al via (alle ore 18:55) dei 10.000 metri. Domani, vigilia dedicata alla presa di contatto con le superfici di allenamento e gara, oltre che riservata agli incontri con la stampa (la delegazione azzurra incontrerà i media a Casa Atletica Italiana, alle ore 13). In più, nel pomeriggio, è in programma la cerimonia di apertura della manifestazione, prevista alle 17 in Museumplein, con il tricolore che sarà innalzato dalle mani di Gianmarco Tamberi, portabandiera della Nazionale Italiana. Notevoli i dati relativi alle cosiddette intenzioni delle emittenti TV, diffusi dall’Eurovisione (la RAI è presente con una squadra tecnica che curerà le immagini personalizzate: in regia Marco Spoletini, coordinamento di Riccardo Pescante, commento di Franco Bragagna, interviste di Elisabetta Caporale, studio con Luca Di Bella): 32 emittenti hanno confermato la trasmissione della manifestazione, con Eurosport che da sola innalza il numero a ben 54 territori coperti dal segnale. Da mercoledì, il vecchio stadio olimpico, sacro all’atletica olandese dall’edizione dei Giochi del 1928, si infiammerà per gli orange, capitanati da Dafne Schippers, la campionessa del mondo dei 200 metri, la cui immagine campeggia un po’ ovunque in tutta la città. Ad Amsterdam, è già pieno Europeo.

m.s. 

ELENCO ISCRITTI/Final Entries<font size="3" face="arial,helvetica,sans-serif"> - </font>ORARIO/Timetable<font size="3" face="arial,helvetica,sans-serif"> - </font>TUTTE LE NOTIZIE/News

Commenti? | Jul 06, 2016

La Maratona di Valencia premierà gli atleti che raggiungeranno il loro miglior tempo personale con il programma Personal Best

Posted by linfordbif in Manifestazioni

·         L’iniziativa è rivolta a tutti gli atleti che otterranno il loro record personale nella prova valenziana con un tempo inferiore alle 2:20:00 per gli uomini e 2:45:00 per le donne<u></u>

·         Ci sarà un premio tra i 2000€ e i 4000€ euro per i corridori che riusciranno ad ottenere il loro ‘personal best’ nella prova valenziana, la prima della storia in Spagna con la Gold Label<u></u>

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VALENCIA, 05/07/2016. La Maratona di Valencia Trinidad Alfonso EPD, organizzata dalla SD Correcaminos e dal Comune di Valencia, ha lanciato un programma di miglioramento sportivo rivolto ad atleti di alto livello, nominato Personal Best, che assegnerà premi speciali tra i 2000 e i 4000 euro agli atleti, indipendentemente dalla loro classificazione finale, che superino il loro record personale a Valencia il prossimo 20 novembre e lo portino sotto le 2h20:00 (uomini) e le 2h45:00 (donne).<u></u>

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Inoltre, a sostegno di questo programma, l’organizzazione coprirà le spese per l’intero soggiorno ed il vitto di 3 giorni (dal 18 al 21 novembre) ai corridori di qualsiasi nazionalità che richiedano espressamente di essere inclusi nel Personal Best, che soddisfino i requisiti e che attestino con documenti di possedere un record personale (personal best) realizzato negli ultimi 4 anni (tra il 2013 ed il 2016) sub 2h20:00 (o sub 1h06:00 o sub 30:15 rispettivamente nella mezza maratona e nei 10.000 metri) e a tutte le corritrici sub 2h45:00 (o sub 1h17:00 o 35:30 rispettivamente nella mezza maratona e nei 10.000 metri)<u></u>

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Per facilitare questi obiettivi, la Maratona Valencia Trinidad Alfonso EDP metterà a disposizione dei corridori tre gruppi di lepri per gli uomini e tre gruppi di lepri per le donne con ritmi inferiori alle 2h20:00 ed alle 2h45:00.<u></u>

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Non si accetteranno in Personal Best corridori che abbiano ricevuto sanzioni per doping qualificate come gravi o molto gravi dalla IAAF, la WADA o la AESPAD, indipendentemente dal momento della loro carriera sportiva in cui furono sanzionati e in cui abbiano compiuto la sanzione. I premi saranno pagati una volta conosciuto il risultato favorevole delle prove antidoping che verranno realizzate durante la corsa.<u></u>

Con il programma Personal Best, la Maratona Valencia Trinidad Alfonso EDP continua la strada intrapresa l’anno scorso per consolidare la multiculturalità e molteplicità di Paesi che forniscono atleti di élite e semi-élite, e premia lo sforzo e il miglioramento personale nella corsa.<u></u>

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L’obiettivo è presentare nuove idee e progetti, edizione dopo edizione, per aiutare il miglioramento dei migliori: non solo dei vincitori, ma anche, e inoltre, di quelli che vengono immediatamente dietro di loro, e che si convertono negli ambasciatori sportivi e mediatici della nostra maratona nei loro rispettivi paesi.<u></u>

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La lista dei premi del programma Personal Best, indipendenti dagli altri premi che assegna la prova, sono i seguenti:<u></u>

 <u></u>Le domande di adesione a questo programma possono realizzarsi per e-mail personalbest@maratonvalencia.<wbr />com o per telefono +34 963 940 200.

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UOMINI<u></u>

PREMI<u></u>

Se il nuovo record personale è sub 2h10:00<u></u>

4.000 euro<u></u>

Se il nuovo record personale è sub 2h15:00<u></u>

3.000 euro<u></u>

Se il nuovo record personale è sub 2h19:59<u></u>

2.000 euro<u></u>

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DONNE<u></u>

PREMI<u></u>

Se il nuovo record personale è sub 2h28:00<u></u>

4.000 euro<u></u>

Se il nuovo record personale è sub 2h36:00<u></u>

3.000 euro<u></u>

Se il nuovo record perosnale è sub 2h44:59<u></u>

2.000 euro<u></u>


Commenti? | Jul 05, 2016

OSIMO, FESTIVAL DEGLI OSTACOLI AL TROFEO MARCHE 9,14

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Il marchigiano Cesca vince sui 110hs juniores, a livello assoluto successi di Tessaro e Trgovcevic
 

Nel 14° Trofeo Marche 9,14 di Osimo (Ancona), meeting nazionale dedicato alle corse ad ostacoli, il miglior risultato arriva anche quest’anno dai 100hs femminili. Vittoria per la veneta Giulia Tessaro (Fiamme Oro), campionessa italiana nella scorsa stagione e terza ai recenti Assoluti, che corre la batteria in 13.56 (+1.9) e poi si aggiudica la finale con 13.81 (+0.1). Alle sue spalle, giovani in evidenza: la junior Abigail Gyedu (Gs Valsugana Trentino) in 14.01 sulla coetanea Agnese Mulatero (Atl. Pinerolo), 14.14 dopo il 13.91 (+1.7) del turno eliminatorio. In campo maschile il vicecampione italiano under 20 Nicola Cesca (Atl. Avis Macerata) conquista il successo nei 110hs juniores e sfiora il record personale con 14.05 (+1.2). La manifestazione, unica nel suo genere, prende il nome proprio dalla distanza (di 9,14 metri) tra le dieci barriere dei 110 ostacoli che a livello assoluto vedono l’affermazione di Luca Trgovcevic (Studentesca Rieti Milardi) in 14.25 (+1.1) che prevale nei confronti di Stefano Tedesco (Fiamme Gialle), secondo con 14.44. Sui 400hs Leonardo Capotosti (Fiamme Gialle) si ferma all’ottavo ostacolo e così Andrea Ercolani Volta (Olimpus San Marino Atletica) è primo in 55.45.


Ad arricchire il programma, come di consueto, anche le sfide sui 100 piani. Tra le donne l’allieva Zaynab Dosso (Calcestruzzi Corradini Excelsior) vince in 11.96 (0.0), con Maria Aurora Salvagno (Cus Sassari) seconda in 12.18 di un centesimo su Sonia Kebe (Team Atl. Marche): 12.19 per la sprinter di Corridonia, argento tricolore juniores. Al maschile FedericoRagunì (Cus Palermo) davanti a tutti in 10.55 (+1.1) dopo aver corso 10.68 (0.0), in una gara partecipata con sette batterie disputate. Nei 400 ostacoli 1:06.75 della junior Giulia Antonelli (Atl. Avis Macerata). Tra gli under 18, risultati interessanti con le vittorie di Mattia Montini (Atl. Lecco Colombo Costruzioni) sui 110hs in 14.11 (+0.3) e di Rebecca Gennari (N.Atl. Varese) con 14.19 (0.0) nei 100hs. Il Trofeo Marche 9,14 premia, sia al maschile che al femminile, il Team Atletica Marche: la società nata dalla collaborazione tra l’Atletica Sangiorgese Renato Rocchetti, la Sacen Corridonia e l’Atletica Osimo, club organizzatore della manifestazione nata nel 1978 e ripresa nel 2006 su iniziativa di Gino Falcetta, con l’impegno del Comune e del sodalizio locale del presidente Adriano Malatini.

 In mattinata, sulla pista della Vescovara, è andato in scena il 12° Meeting Giovanile “Città di Osimo”che ha visto ben 273 atleti-gara. In chiave individuale, spicca il 9.12 (+1.3) negli 80 metri del cadetto Mattia Mecozzi (Sport Atl. Fermo). Con classifiche combinate per somma dei tempi ottenuti su gara piana e ad ostacoli, vittorie nel Grand Prix tra i cadetti di Benedetta Boriani (Sef Stamura). autrice di un notevole 10.13 (+1.1) sugli 80 metri, e Francesco Cavina (Atl. Ravenna), mentre fra i ragazzi di Mattia Barboni (Sacen Corridonia) e Martina Cuccù (Atl. Sangiorgese R. Rocchetti). Successo nella classifica generale a squadre per l’Atletica Sangiorgese Renato Rocchetti, prima in due graduatorie parziali (ragazzi e ragazze), invece tra gli under 16 vincono le cadette dell’Atletica Osimo e i cadetti dell’Atletica Ravenna.

 
RISULTATI
Trofeo Marche 9,14: http://www.fidal.it/risultati/2016/COD5861/Index.htm

Commenti? | Jul 02, 2016

OSIMO, DOMANI IL TROFEO MARCHE 9,14

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Show degli ostacoli con sfide interessanti su 100hs e 400hs. In gara i marchigiani Cesca e Kebe, vicecampioni italiani juniores.
 
Torna anche quest’anno il “Trofeo Marche 9,14” di Osimo (Ancona), meeting nazionale di atletica leggera che si disputa nel pomeriggio di sabato 2 luglio. Un evento unico nel suo genere, arrivato alla quattordicesima edizione: da sempre infatti è dedicato alle corse ad ostacoli e prende il nome dalla distanza (di 9,14 metri) tra le dieci barriere dei 110hs maschili. Stavolta però una delle competizioni più interessanti sarà quella dei 400hs con la presenza di Leonardo Capotosti (Fiamme Gialle), campione italiano assoluto nel 2014 e 2015, che quest’anno non è riuscito a difendere il titolo piazzandosi ottavo nella rassegna tricolore. Quattro finaliste dei recenti Assoluti sono annunciate nei 100 ostacoli femminili: Giulia Tessaro (Fiamme Oro) e Giulia Latini (Forestale), insieme alle junior Abigail Gyedu (Gs Valsugana Trentino) e Agnese Mulatero (Atl. Pinerolo). Sui 110 ostacoli ci saranno invece Stefano Tedesco (Fiamme Gialle) e Luca Trgovcevic (Studentesca Rieti Milardi) con l’osimano Manuel Nemo (Team Atl. Marche), tra gli under 20 il vicecampione italiano di categoria Nicola Cesca (Atl. Avis Macerata) se la vedrà con Gabriele Segale (Bergamo Stars Atletica) e nei 400hs femminili scenderà in pista la veneta Gioi Spinello (Fiamme Oro), seconda ai Tricolori juniores e quinta agli Assoluti.


In programma anche le gare di velocità pura, sui 100 metri: fra le donne al via la campionessa nazionale allieve Zaynab Dosso (Calcestruzzi Corradini Excelsior Rubiera) e l’argento tricolore juniores Sonia Kebe (Team Atl. Marche), sprinter di Corridonia, ma anche la sarda Maria Aurora Salvagno (Cus Sassari) alla quale è dedicato un profilo nel nuovo numero della rivista “Marche 9,14” che contiene dati statistici, tante immagini e un’ampia parte tecnica. Nei 100 maschili Federico Ragunì (Cus Palermo), Gabriele Giudetti (Atl. Aden Exprivia Molfetta), Stefano Anceschi (Atl. Riccardi Milano 1946) e Lorenzo Angelini (Atl. Avis Macerata) in un campo partenti che vede ben 40 iscritti. Da seguire inoltre le gare riservate agli allievi: nei 100 ostacoli ci saranno Rebecca Gennari (N.Atl. Varese) e Federica Renzi (Montepaschi Uisp Atl. Siena), rispettivamente terza e quarta nei campionati italiani under 18, sui 110hs allievi l’argento tricolore Mattia Montini (Atl. Lecco Colombo Costruzioni) e nei 400hs Elia Campestrini (Gs Valsugana Trentino).


L’inizio alle ore 16.30 di sabato, sulla pista del campo scuola di via Vescovara ad Osimo, per circa tre ore di sfide tra batterie e finali nella manifestazione nata nel 1978 e ripartita nel 2006 su iniziativa di Gino Falcetta, organizzata dall’Atletica Osimo del presidente Adriano Malatini. La giornata degli ostacoli e della velocità si animerà fin dal mattino con il 12° Meeting Giovanile “Città di Osimo”, in cui molti giovanissimi atleti delle categorie ragazzi (under 14) e cadetti (under 16) si cimenteranno nel Grand Prix velocità-ostacoli: una originale e stimolante formula, che prevede prima la gara sulle barriere e poi quella sulla distanza piana. La somma dei due tempi darà il vincitore e la vincitrice della speciale combinata.
 
ISCRITTI E RISULTATI: http://fidalmarche.us6.list-manage2.com/track/click?u=e79352a8b3e4fd555ff800c3d&id=7556ed0d48&e=5da4c2dbf1
 

Commenti? | Jul 01, 2016

IL FATTORE PIOGGIA ESALTA LA VERONA FORCE RUN 2016

Posted by linfordbif in Manifestazioni

Questa mattina Verona ha ospitato una run resa ancora più “force” dal maltempo che ha solo contribuito ad esaltare i circa 800 partecipanti. Un bel successo di fango e divertimento!

 

Verona, 19/06/2016 – Chi si aspettava che il brutto tempo rovinasse la manifestazione, si è sbagliato di grosso. D’altronde una gara che si chiama mud non può che esaltarsi con il fattore pioggia, che significa appunto più fango. Uno spettacolo quindi, un clima di esaltazione generale che ha contagiato anche coloro che all’inizio temevano per i nuvoloni neri sopra le proprie teste. Ma una volta partiti si è capito subito che non era del cielo che si doveva avere timore bensì per quello che si sarebbe incontrato lungo il percorso. Ma la felicità disegnata sul volto di tutti all’arrivo è stata la miglior sintesi di quello che ha significato questa Verona Force Run 2016, seconda edizione di un format di assoluto successo, con 800 partecipanti al via.

 

L’evento è stato organizzato da DNA Sport Consulting con il supporto dell’assessorato allo Sport del Comune di Verona, presente con l’assessore Alberto Bozza che non solo ha portato il proprio saluto ma ha indossato la t-shirt tecnica ufficiale ed ha preso il via assieme agli altri iscritti per cimentarsi tra gli ostacoli. Un tracciato di 7 km su uno scorcio bellissimo di Verona, tra i bastioni di San Zeno, il percorso della salute e in riva all’Adige. Non molti km per i più allenati ma costellati di ostacoli, una ventina in tutto, alcuni più semplici che illudevano ed altri più ostici che invece magari spaventavano. Tra questi anche ostacoli divertenti, come lo scivolo di schiuma e la vasca d’acqua da attraversare. Fango da superare, balle di fieno da scavalcare, corde su cui arrampicarsi, prove di forza e di agilità hanno caratterizzato la mattinata di chi ha scelto oggi di alzarsi presto, indossare le scarpe da running e buttarsi in questa avventura. Tutti quindi con le scarpe giuste, molti con le t-shirt dell’evento, ma per il resto ci si è sbizzarriti con costumi e travestimenti a dir poco stravaganti. C’è chi ha fatto tutto il percorso in smoking, chi invece vestito da capo a piedi da chef. C’erano i Flintstones, i nuotatori, le Iene e le donne delle caverne. C’erano anche i più strong, a torso nudo e muscoli in vista. Di tutto, di più a questo evento che di normale non vuole avere proprio nulla.

 

Non è stata una gara competitiva, quindi niente ordine d’arrivo, ma comunque tanti premi per alcune categorie più intraprendenti, i costumi più originali ed i gruppi più numerosi. Premi tecnici di valore marchiati Diadora, Mizuno, Scott e New Balance, oltre a ricchi omaggi alimentari.

L’evento è stato reso possibile anche grazie al contributo del partner Decathlon San Giovanni Lupatoto e dei Fornitori Funivia Malcesine – Monte Baldo e Mercedes AUTOSILVER.

 

Nulla di convenzionale quindi in questa force run, nemmeno il meteo. Se lo scorso anno la prima edizione è stata infuocata dai 40 gradi di luglio, la seconda è stata inondata dalla pioggia. A questo punto cosa ci riserverà la terza? Per i curiosi, spregiudicati e incoscienti runners, l’appuntamento è per il 2017, sempre nella splendida cornice di San Zeno, sempre più force.

 

Credits foto: ENNEVI

 

UFFICIO STAMPA VERONA FORCE RUN

DNA Sport Consulting – Davide Zonaro

davide.zonaro@<wbr>dnasportconsulting.it

347 8212500

www.veronaforcerun.it

Commenti? | Jun 21, 2016

Golden Gala, i protagonisti per il Prof. Matteo Simone: Bondarenko, Tamberi, Ayana, Gatlin, Kipruto

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Golden Gala, i protagonisti per il Prof. Matteo Simone: Bondarenko, Tamberi, Ayana, Gatlin, Kipruto

L’ucraino Bondarenko vince il salto in alto con la sua rincorsa in senso antiorario scavalcando l’asticella a 2.33 e precedendo il britannico Grabarz che salta 2.30 al primo tentativo, segue al terzo posto, con 2.30 al secondo tentativo, il campione del mondo indoor Gianmarco Tamberi, quarto il cinese Zhang Guowei con 2.30, mentre Marco Fassinotti si classifica quinto saltando 2.27.

Bohdan Viktorovyč Bondarenko, silenziosamente e con la sua rincorsa antioraria vince la gara saltando 3 centimetri più degli altri. L’ucraino ha conseguito il titolo di campione del mondo nel 2013 a Mosca saltando 2,41 m. Nel 2014, a New York salta 2,42 m, eguagliando il record europeo che apparteneva allo svedese Patrik Sjöberg, e resisteva da ben 27 anni.

Tanta partecipazione del pubblico in curva sud dove è stato possibile osservare il comportamento in gara dei saltatori ma anche le loro modalità di relazionarsi con il pubblico, con gli allenatori, con gli altri atleti, in particolare dava all’occhio lo show di Tamberi che cercava di animare il pubblico, di aizzarli ad applaudire. Tamberi ad ogni salto andava dal suo allenatore per consultarsi, incitava l’altro italiano in gara Frassinotti, scherzava con il pubblico. Particolare era anche il comportamento del cinese Zhang Guowei, vice campione del Mondo 2015, che indossava un lunghissimo e larghissimo piumone, cercava di competere nello show con Tamberi, anche lui si rivolgeva al suo allenatore che con il telefonino riprendeva i suoi salti ed a volte glieli mostrava.

A fine gara continua lo show di Tamberi che sembra contentissimo, salta le transenne e si fionda tra il pubblico facendosi selfie.

Coinvolgente la gare dei 5000 femminili dove dopo alcuni giri di pista tutte le donne inseguivano a distanza la fortissima etiope Almaz Ayana che chiudendo in 14'12"59 stabilendo il nuovo record del meeting, il proprio personale best, la miglior prestazione del 2016 e sfiorando la miglior prestazione mondiale della connazionale Dibaba 14’11”15 che resiste dal 2008.

La fortissima sudafricana Caster Semenya vince gli 800 metri in 1'56"64 facendo il vuoto nei 100 metri che precedono l’arrivo.

Nei 3000 siepi resta da solo Conseslus Kipruto che dopo la caduta del diretto inseguitore va a stra vincere con il tempo di 8'01"41, miglior prestazione mondiale dell’anno.

La britannica Sophie Kamlish vince la gara femminile dei 100 metri paralimpici, è stata una gara-esibizione a categorie accorpate.

Delle Azzurre convocate in Nazionale in vista dei prossimi Europei paralimpici in programma a Grosseto dal 10 al 16 giugno, hanno gareggiato Federica Maspero (Omero Runners Bergamo) e Oxana Corso (Fiamme Gialle). Federica Maspero realizza la sua migliore prestazione personale T43 chiudendo al traguardo in 14.49, a soli cinque centesimi di secondo dal record italiano. Oxana Corso, già argento T35 alle Paralimpiadi di Londra 2012 e oro iridato a Lione l’anno successivo, ha provato a fare la partenza dai blocchi chiudendo in 15.27 che non è un gran tempo ma ci sono margini di miglioramento.

Le altre Azzurre convocate in Nazionale per i prossimi Europei paralimpici, Giusy Versace (Fiamme Azzurre) e Alessia Donizetti (Omero Runners Bergamo) sono state tenute ferme in via precauzionale per problemi con le protesi. Alina Simion (Dilettantistica Novara) conclude in 15.73.

Justin Gatlin, campione olimpico nei 100 metri ad Atene 2004, fa poker vincendo con 9"93 al Golden Gala i 100 metri per la quinta volta e quarta volta consecutiva e precedendo Ameer Webb che era già appagato per aver vinto poco prima i 200metri con 20"04.

Justin Gatlin il 12 maggio 2006 eguaglia il primato mondiale dei 100 metri, all'epoca detenuto da Asafa Powell con 9"77, in occasione del Grand Prix di Doha. Ai Mondiali di Mosca 2013 vince l'argento nei 100 metri (9"85) e nella staffetta veloce (37"66). Nei 200 metri ha un personale di 19"57, stabilito il 28 giugno 2015 in occasione dei campionati nazionali di cui ha vinto il titolo.

Il 29 luglio 2006 viene resa pubblica la sua positività per testosterone ed essendo recidivo poiché già risultato positivo anni prima per anfetamine viene squalificato per otto anni. Il suo primato mondiale sui 100 metri è conseguentemente cancellato. Successivamente presenta ricorso alla Commissione d'arbitrato statunitense che dimezza la squalifica portandola così a 4 anni.

Terminato il periodo di squalifica, il 21 giugno 2011, ottiene il passi per i Mondiali di Daegu con il tempo di 9"95. Nel 2012, ai Giochi olimpici di Londra, con l’ottimo di 9"79 vince solamente la medaglia di bronzo sui 100 metri, dietro ai fortissimi giamaicani Yohan Blake 9"75 e Usain Bolt 9"63. Nel 2013 ai campionati mondiali di Mosca, vince l'argento sui 100 m dietro a Usain Bolt con il tempo di 9"85. La stagione del 2014 alla tappa di Eugene della Diamond League che ottiene una prestazione inferiore al suo primato personale correndo in 9"76, tempo però con un vento di +2,7 m/s che ne invalida l'omologazione come primato personale.

Matteo SIMONE
Psicologo, Psicoterapeuta

Commenti? | Jun 05, 2016

34a Straverona: un’edizione che riconferma il proprio successo

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21.000 le presenze per la stracittadina 2016: una folla colorata ha riempito e incantato Corso Porta Nuova a ritmo di musica.

 

 

Verona, 15/05/2016 – Un conto alla rovescia di 21.000 persone seguito da “L’ombelico del mondo” di Jovanotti hanno dato il via alla34a Straverona, la tradizionale corsa cittadina che, come ogni anno, ritorna con lo scadere del terzo week-end di maggio, il 15 quest’anno. Una partenza che è stata uno spettacolo a cielo aperto: musica, balli, zumba e riscaldamento di gruppo hanno intrattenuto sin dalle 7.30 i primi partecipanti arrivati in Piazza Bra, presto raggiunti da tantissimi appassionati, sportivi, famiglie, giovani, che insieme hanno colorato Corso Porta Nuova, il punto di partenza.

 

Stesso via per tre diversi percorsi: dopo il classico sparo iniziale l’immensa folla si è divisa a seconda della tratta scelta. I 6km hanno portato i partecipanti a vivere il centro storico in maniera nuova, con scorci mozzafiato tra le vie più conosciute di Verona. Tante le famiglie che hanno optato per questo percorso, perfetto per grandi e piccoli, che hanno potuto correre o camminare fianco a fianco.

I più sportivi hanno preferito misurarsi con un percorso più lungo, quello da 10km, e salire così lungo le Torricelle per vedere dalla terrazza di Castel San Pietro una Verona mozzafiato.

I veri allenati hanno optato per i 20km uscendo dalla città e arrivando in Valpantena per tornare attraversando il quartiere di Veronetta: un percorso impegnativo che si è concluso con un meritato ristoro in Piazza Brà.

 

Tra i volti noti, il Sindaco Flavio Tosi, che ha voluto manifestare la sua vicinanza alla manifestazione indossando un paio di sneakers ed un pettorale, pronto a correre insieme ai cittadini. Con lui al via anche Alberto Bozza, assessore allo Sport del Comune di VeronaFabio VenturiPresidente di AGSM.

Special guest della giornata Giorgio Calcaterra che, dopo i tre titoli mondiali sulla distanza dei 100km, ha deciso di mettersi alla prova con i 20km della CronoRun: la corsa cronometrata che ha permesso di misurare le proprie capacità e i propri limiti e che prevedeva anche un percorso più breve di 10km.

 

Tante alternative proposte, tutte convergenti nel cuore di Verona: Piazza Brà. Qui sono arrivati tutti i partecipanti della 34a edizione della Straverona, dove ad accoglierli ci sono stati un grande ristoro e l’Area Expo con tanti stand da visitare: una passeggiata in compagnia dopo la fatica della corsa.

 

Dalle 10.30 le premiazioni, inaugurate da Gianni Gobbi, Presidente di Associazione Straverona, hanno annunciato la fine della stracittadina scaligera: ad essere premiati i primi 30 gruppi più numerosi, che hanno ricevuto in omaggio prodotti Avesani, Turri, abbonamenti a L’Arena Clic, magliette Macron, ombrelli omaggiati da Kia Sevencar e alcuni cesti Despar.

 

Un’edizione che può vantare un doppio successo: i 600 bambini accorsi ieri in Piazza Bra per correre la Straverona junior e i 21.000 partecipanti di oggi. Una manifestazione resa ogni anno più grande dal supporto di sponsor che condividono l’anima della Straverona e credono fermamente nell’evento: un grazie va a La GrandeMela ShoppinglandDespar, AGSM, Banca Mediolanum, Wind, Funivia Malcesine-Monte Baldo, Kia Sevencar, Turri, Avesani e tutti gli altri partner della manifestazione.

L’appuntamento è per il 2017 con la stessa passione, la stessa partecipazione e la stessa voglia di fare sport divertendosi.

 



UFFICIO STAMPA STRAVERONA

DNA Sport Consulting  Alessia Tieni

tel. 045 8012816

Email: alessia.tieni@<wbr />dnasportconsulting.it

Davide Zonaro

tel. 347 8212500

Email: davide.zonaro@<wbr />dnasportconsulting.it

www.straverona.it

Commenti? | May 24, 2016

Soul Running presenta il Running Park più alto d’Europa: Carosello 3000

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Livigno4.jpg wird angezeigt.Livigno4.jpg wird angezeigt.Livigno è oggi una delle località più frequentate dagli sportivi di ogni disciplina provenienti da tutta Europa e oltre. Il comprensorio di Carosello 3000, che già disponeva di un Mountain Park e di grandi itinerari per il trekking, adesso offre anche un Running Park: il più alto di tutto l’arco alpino.

Livigno.jpg wird angezeigt.Soul Running lo scorso luglio ha individuato, tracciato e mappato itinerari con caratteristiche differenti. Sono nati ben sei percorsi unici dedicati al trail running – dal “vertical” a un fantastico anello da oltre 23 km sulle creste di confine tra Italia e Svizzera – per un totale di 75 km per 4150 D+, e sempre compresi tra i 2000- 3300 mt slm.

 Risultati immagini per carosello 3000 livigno  running

Una vera Guida agli itinerari con i percorsi trail mappati e indicati  sono in allegato con il Magazine Soul Running n° 23, numero di Maggio 2016. I sei percorsi sono unici per tipologia di allenamento e tecnicità e ciascuno è presentato con una scheda tecnica (sviluppo, dislivello…), una mappa e la relativa altimetria. Consigli che riguardano lo stretching, l’alimentazione e le tabelle di training completano le informazioni che fanno della Guida un vero vademecum per chi vuole approfondire la conoscenza di un territorio unico valorizzato dal Running Park più alto d’Europa!

È possibile consultare e scaricare free la guida online: www.runninghotel.it/Guida_<wbr />Livigno_Trail_ITA_web.pdf

Ivana Carnevale

Soul Running

SPM PUBLISHING SRL a socio unico

Via Rasori 4 - Milano

Commenti? | May 23, 2016

17° GIRO PODISTICO DELLA VALDORCIA

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05 - 11 Giugno 2016

Organizzato da UISP Chianciano
Sistemazione alberghiera IN ESCLUSIVA: Miralaghi Viaggi Incoming

  • Pacchetto 6 notti : Euro 270,00 a persona
  • Pacchetto 5 notti : Euro 220,00 a persona 

Le tariffe comprendono:

  • Sistemazione in hotel tre stelle super a Chianciano Terme
  • Drink di benvenuto
  • Pensione completa ( acqua inclusa )
  • Camere con tutti i servizi, incluso wi fi
  • Un ingresso di mezza giornata alle piscine Theia di Chianciano
  • Visita e degustazione a Frantoio "La Macina"


Iscrizione Gara podistica

Euro 60,00 a persona
(compreso Pacco Gara: pecorino, cesto di pasta Panarese, articolo tecnico)

Transfer con navetta per le tappe del Giro della Valdorcia
Euro 30,00 a persona

Supplemento hotel 4 stelle
Euro 100,00 a persona ( per 5 notti )
Euro 110,00 ( per 6 notti )

LE TAPPE DEL GIRO

  • 1a TAPPA - Lunedí 06 giugno, ore 17.30
    Contignano - Km 11.100
    Partenza Contignano
  • 2a TAPPA - Martedí 07 giugno, ore 9.30
    CRONOSCALATA DI VALLERESE - Km 2,600
  • 3a TAPPA - Mercoledí 8 giugno, ore 18.30
    NOTTURNA DI PIENZA - Km 7.200
  • 4a TAPPA - Venerdí 12 giugno, ore 9.30
    POGGIARDELLI - Km 9.600
  • 5a TAPPA - Sabato 11 giugno, ore 9.30
    Chianciano Terme - Montallese - Km 9,400

DOCCE presso il Campo sportivo di Montallese.
ORE 12.30 PRANZO CON PREMIAZIONI ORE A MONTALLESE
ORE 15.00: SALUTO FINALE


Commenti? | May 23, 2016

Dario Santoro! 29'55" ai campionati italiani 10.000m SU PISTA

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Grandissimo risultato per Dario Santoro! 29'55" sui 10km ai campionati italiani nella pista del Gruppo Sportivo della Guardia di Finanza! CAMPIONATI ITALIANO ASSOLUTO E PROMESSE M/F 10.000m SU PISTA.
Vince il titolo di Campione Italiano EL MAZOURY Ahmed delle FIAMME GIALLE con il crono di 28:43.18 precedendo di quasi un minuto SALAMI Najibe Marco dell’ESERCITO con 29:40.81 e CARUSO Daniele del CLUB ATLETICO POTENZA con il crono di 29:44.12.

Dario Santoro contentissimo per essersi piazzato 12° a soli 11 secondi dal podio, dopo un periodo di gare impegnative compresa la maratona di Roma.

Ecco cosa dichiara a seguito della sua prestazione: “E ANCHE QUESTA È FATTA...ALTRO PICCOLO TASSELLO CHE SI AGGIUNGE...29'55" IN UNA DELLE GARE DOVE NON MI TROVO PROPRIO A MIO AGIO CIOÈ,IN PISTA,PERÒ PER MIGLIORARE C’E’ BISOGNO SOPRATTUTTO DI QUELLA...DOPO UN MESE INTENSO DI GARE FATTE OGNI DOMENICA A PARTIRE DALLA MARATONA FINO A IERI SENZA NESSUNA PAUSA RIPOSO...MI RITENGO IN PARTE CONTENTO CON LA CONSAPEVOLEZZA CHE C’E’ ANCORA TANTO DA MIGLIORARE...GRAZIE A TUTTI QUELLI CHE TIFANO per ME...E AI GUFI DICO CHE VOI SIETE LA MIA FORZA...e ringrazio dell’ospitalità Michele Totaro e consorte e Pasquale Prencipe che ogni volta che sono a Roma si dedicano e si rendono disponibili.”

E’ contento Dario e sa che per fare bene è importante definire gli obiettivi e decidere la gara importante per prepararsi esclusivamente per quella gara con gli allenamenti appropriati e specifici in modo da ottenere il massimo risultato possibile. Per ora si sta sperimentando partecipando alle diverse gare e comunque ben figurando anche grazie al suo allenatore Armando Martini che in quest’occasione ha avuto modo di osservarlo in gara direttamente sul posto vivendo a Roma.
 
Sono tanti i fan di Dario, me compreso, e come dice Dario forse c’è qualcuno che rema contro ma questo non impensierisce Dario, lui sa che deve far bene ed è tanto motivato.

Io stesso ci credevo in un risultato sotto i trenta minuti ed alla vigilia della sua gara ne parlavo con un paio di amici, e così è stato, una mattonella alla volta per costruire il suo successo, ha 25 anni e può ancora migliorando comprendendo quali possano essere i suoi punti di forza e le distanze più consone per le sue caratteristiche. Alla terza maratona non è contento del suo crono più alto rispetto alle aspettative comunque lo scorso anno ha centrato il titolo di Campione Italiano di Maratona.

Dario, in forza all’Atl. Potenza Picena ed ex A.S.D. Gargano 2000 Manfredonia, trionfatore nel novembre scorso ai Campionati Italiani di Maratona svoltisi a Ravenna, vanta sulla distanza della mezza maratona un personale di un’ora e cinque minuti! Ma ora è in crescita, determinato ed allenato da Martini, un grande e sensibile allenatore.
 
Dario ha scoperto la passione della corsa grazie al suo professore di educazione fisica della scuola superiore: “Abbiamo iniziato a fare degli allenamenti extra scolastici 2 volte a settimana, vincendo il titolo regionale scolastico e approdando alle nazionali”.

All’inizio c’è bisogno di qualcuno che ti indirizza, che intravede delle qualità da coltivare e poi il resto viene da solo con la passione e le emozioni che si sperimentano.

Crederci sempre ed andare avanti, la forza di volontà, l’impegno, la passione, la costanza sono le chiavi del successo.

Dario sa che sono tanti gli elementi che contribuiscono al benessere e alla performance, anche un buon approccio mentale, e un corretto stile di vita.

Per essere campioni c’è bisogno di essere supportati da amici, famigliari, istituzioni, e continuare a credere in quel che si fa ed andare avanti con impegno e determinazione.

Commenti? | May 20, 2016

Londra: Kipchoge sfiora il record mondiale

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Londra: Kipchoge sfiora il record mondiale24 Aprile 2016

Il keniano fa il bis nella maratona britannica, a soli otto secondi dal primato iridato con 2h03:05


 

Grande prestazione di Eliud Kipchoge alla maratona di Londra. Per il secondo anno consecutivo, il 31enne keniano conquista la vittoria nella classica della capitale britannica, con uno strepitoso risultato cronometrico di 2h03:05. A soli otto secondi dal record mondiale, detenuto dal connazionale Dennis Kimetto (2h02:57 nel 2014 a Berlino), per demolire il primato della manifestazione che era di 2h04:29, stabilito due anni fa da Wilson Kipsang. La gara si decide al 40° chilometro, quando Kipchoge prende vantaggio nei confronti di Stanley Biwott, poi secondo nel personal best di 2h03:51. Entrambi gli atleti realizzano il record mondiale dei 30 chilometri con un passaggio in 1h27:13, sette secondi in meno dell’etiope Sisay Lemma, il 22 gennaio di quest’anno a Dubai (1h27:20). Terzo posto a Kenenisa Bekele con 2h06:36 davanti all’eritreo Ghirmay Ghebreslassie, il campione iridato che in 2h07:46 precede Wilson Kipsang (2h07:52), invece Kimetto è nono con 2h11:44. Al femminile, gara ricca di colpi di scena perché la keniana Jemima Sumgong, classe 1984, riesce ad imporsi nonostante una caduta poco prima del 35° chilometro. Il suo tempo finale è di 2h22:58 per il primo successo nelle World Marathon Majors dopo tre secondi posti (Boston 2012, Chicago 2013, New York 2014) e la quarta posizione ai Mondiali di Pechino, mentre la sua affermazione più prestigiosa era stata finora a Rotterdam nel 2013. Nell’ultimo chilometro stavolta prende il largo sull’etiope Tigist Tufa che aveva vinto l’edizione dell’anno scorso e si deve accontentare della piazza d’onore in 2h23:03, quindi la keniana Florence Kiplagat (2h23:39), la sorprendente bielorussa VolhaMazuronak (2h23:54 in rimonta) e l’etiope Aselefech Mergia (2h23:57), coinvolta nella caduta insieme anche a Mary Keitany, nona al traguardo in 2h28:30. Sesta la campionessa mondiale Mare Dibaba con 2h24:09.

PARALIMPICI: DI LELLO VERSO RIO - Alla maratona di Londra, l’atleta paralimpico Alessandro Di Lello (Fiamme Azzurre) si conferma tra gli uomini di vertice in questa specialità, con il terzo posto della categoria T46 nella tappa di Coppa del Mondo IPC. Dopo il bronzo iridato del 2015, il 38enne di Tivoli corre i 42,195 km in 2h32:44, piazzandosi dietro al vincitore cinese Li Chaoyan (2h27:07) e al secondo classificato, il marocchino Abelhadi El Harti (2h31:20). La conquista del podio significa anche la terza qualificazione diretta per l’Italia alle Paralimpiadi di Rio del prossimo settembre, dopo quelle guadagnate ai Mondiali di Doha da Assunta Legnante e Martina Caironi, appena nominata portabandiera azzurra ai Giochi brasiliani.


KIPCHOGE INSEGUE GEBRE (di Giorgio Cimbrico)
 - Sugli 82 km e 792 metri che compongono e costruiscono l’all around delle corse di media, lunga e lunghissima lena - prendono il via con i 1500 e, distanza dopo distanza, portano alla mezza maratona e alla maratona tutta intera - Haile Gebrselassie sta strenuamente difendendo il suo primato, da ieri ridotto a poco più di un’inezia, 11 secondi. L’uomo che insegue il piccolo leone etiope e il record della supercombinata pista-strada è Eliud Kipchoge, da poche ore secondo uomo della storia, con qualche rammarico, sui 42 chilometri e 195 metri o, valutato il luogo della sua impresa, Londra, sulle 26 miglia e 385 yards.

Il 2h03:05 finale, a otto secondi dal record mondale e berlinese di Dennis Kimetto, è stato equamente diviso in 1h01:24 e 1h01:41. Eliud, portando una mano al volto, ha immediatamente realizzato, tagliando il traguardo sul Mall, di aver buttato l’occasione per dare una strapazzata alla più veloce prestazione di tutti i tempi, alla sua settima esperienza sulla distanza. A 400 anni dalla scomparsa di William Shakespeare sarebbe stata una Tempesta. E forse lo è stata ugualmente.

La calligrafia, nel caso di Kipchoge, si sposa all’efficacia: 6:16 negli ultimi due chilometri e spiccioli dopo aver staccato sul lungo Tamigi, senza uno strappo e in piena armonia, Stanley Biwott che pareva in crisi e ha finito in 2h03:51, oltre un minuto sotto il personale, due anni fa a Londra. La più veloce tra le tratte di 5000 è stata la prima, uno stordente 14:16, ma tra il 20°-25° e 25°-30° Eliud e Stanley, per strangolare Kenenisa Bekele, sono stati capaci di correre fianco a fianco in 14:28 e 14:34, con una regolarità metronomica sui 2:55 a chilometro.

Il faccia a faccia tra Haile e Eliud

 

GEBRSELASSIE

KIPCHOGE

1500m

3:33.73

3:33.20

3000m

7:25.09

7:27.66

5000m

12:39.36

12:46.53

10.000m

26:22.75

26:49.02

Mezza maratona

58:56

59:25

Maratona

2h03:59

2h03:05


La “recherche” su Kipchoge porta a ripercorrere il suo nobile passato in pista: molti altri grandi interpreti della strada non ne possiedono neppure un quarto. La comparsa in scena risale al 2003, Mondiali allo Stade de France di Parigi-St Denis: in possesso di una data di nascita controversa (il 1986, poi corretto in novembre 1984: in ogni caso, giovanissimo) è in grado di piegare sui 5000 metri, in fondo a un graduale e avvincente aumento della velocità, Hicham El Guerrouj e Kenenisa Bekele, l’uno e l’altro impegnati a centrare la doppietta dopo i successi nei 1500 e nei 10.000.

La collezione personale del giovanotto, che viene dal generoso distretto dei Nandi, una delle miniere dell’atletica keniana, si arricchisce con il bronzo di Atene (ci vanno gli stessi del podio parigino, ma il marocchino e l’etiope davanti a lui) e l’argento di Pechino (alle spalle di Bekele) mentre ai Mondiali Kipchoge conquista la seconda medaglia - secondo, piegato da Bernard Lagat - ad Osaka 2007. Tutto e sempre sui 5000, quella che sembrava la sua distanza.

Il Kipchoge maratoneta fa capolino tre anni fa, ad Amburgo quando regala un esordio a molte stelle: vittoria in 2h05:30. Pochi mesi dopo, a Berlino, estirpa più di un minuto, 2h04:05, ed è secondo dietro a un Kipsang da record mondiale (2h03:23), quasi una costante sul percorso che termina poco dopo la porta di Brandeburgo. Nelle altre uscite, vittorie a Rotterdam, a Chicago (sfiorando il personale in 2h04:11), a Londra in 2h04:42, a Berlino in 2h04:00. Ora, 2h03:05, quasi un minuto di progresso. Media delle maratone corse, 2h04:13.

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Commenti? | Apr 24, 2016

Sonia Lutterotti (km 179,902) vince la 24 ore di Villeneuve

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Villeneuve, è un piccolo comune svizzero sul Lago Lemano nel cantone di Vaud. La 24 ore di Villeneuve si è disputata lungo un anello di 1764 metri. La gara è stata vinta dal ceko Petr Valek (km 201,127) davanti alla coppia di ultramaratoneti Roldano Marzorati e Sonia Lutterotti (km 179,902 entrambi). Al 4° posto si classifica lo svizzero Philippe Rosset (km 171,138) che precede il ceko Jan Hanousek (km 162,317). Al 6° ancora un Italiano Giuliano Pavan ha percorso 157,25.

Lo sport accomuna, unisce, crea legami, sono tante le coppie di sportivi che portano avanti la loro passione per il benessere e la performance e ciò serve da collante alla loro relazione, per saldare e rafforzare i loro rapporti, in particolare per le ultramaratone ci vuole tanto supporto e tanto accudimento l’un l’altro per i periodi di preparaizone a gare lunghissime ed impegnative come possono essere quelle della durata di 24 ore, 36 ore fino ad arrivare alle 6 giorni di corse

Tra le tante coppie sono specialisti in questo Sonia Lutterotti e Roldano Marzorati, loro sanno come organizzare la preparazione per le loro gare, come gestire le gare, come leccarsi le ferite a fine gara, è un rispetto reciproco, un accudirsi, un confrontarsi, un consigliarsi, a turno tifano l’uno per l’altro e fanno le loro strategie, tutto ciò serenamente con competizione ma con tanta passione.

In questo sport di lunga durata, lunghe distanze, bisogna essere pazienti, avere un approccio meditativo e considerare che le crisi, come gli infortuni, come arrivano così se ne vanno, quindi bisogna essere cauti e sereni.

Lo sport prolungato prevede delle strategie mentali che ti permettano di non abbandonare la gara anzitempo, riesci a mettere in atto dei meccanismi mentali che ti riportano al qui e ora e al momento presente a correre, a stare sveglio o a distrarti per avanzare con i metri e i chilometri e a trascorrere tanto tempo in piedi facendo sport osservando, facendo attenzione, alimentandoti ed avendo comunque un approccio medidativo.

Partecipare a una gara diventa un progetto, uno studio del territorio, delle difficoltà, delle risorse personali possedute che ti possano permettere di portare a termine la gara.

Sonia e Roldano hanno tanta esperienza ed hanno imparato ad addomesticare la fatica, a trattare la crisi, a rimodulare gli obiettivi in caso di difficoltà, a trovare comunque le loro motivazioni nel portare a termine le gare, nell’andare avanti con fiducia e determinazione.

Sonia Lutterotti, della Nazionale Italiana Ultramaratone, ha fatto di questo sport una passione di vita. Ecco cosa ne pensa delle ultramaratone: “Correre una gara di ultramaratona è dare un senso alla corsa: la preparazione della gara (preparare il fisico, la mente, i materiali, la logistica), raggiungere l’obiettivo e goderne, oppure non raggiungere l’obiettivo e valutare le motivazioni dell’insuccesso. Partecipare ad un ultramaratona è anche grande condivisione e amicizia con altri atleti ed assistenti, specialmente nelle gare su circuito tipo 24h o 6 giorni.”

995381_10207225953300434_5791518343394944521_n.jpgSonia è riuscita a trovare la sua dimensione, la sua libertà, ad assaporare il meglio che la vita quotidiana può offrire con il sentire le proprie sensazioni corporee ed osservare quello che ti circonda mentre corri, persone, natura, animali, albe e tramonti: “Essere ultramaratoneta per me significa dedicare la vita, il tempo libero dal lavoro alla corsa, ma non alla corsa con il cronometro al polso ed un tempo ristretto per allenarsi. Significa libertà di allenarsi anche a lungo, assaporare l’aspetto della corsa lunga in ambienti naturali, direi che mi fa sentire libera.”

Per Sonia non è importante solo la gara, solo il tempo trascorso in gara, ma è importante la fase di preparazione, il tempo vissuto precedentemente la gara, importante è anche la gara pura, quello che si sperimenta, le sensazioni vissute, ed altrettanto importante è il post gara, una sorta di rilassamento e non solo, i racconti e le condivisioni con gli amici, con il partner che ha la stessa passione, un certo Roldano che allo stesso modo di Sonia ha scoperto questa sorta di elisir di benessere: “Oltre ai risultati in gara mi piace la lunga fase di preparazione alla gara, gli step per tentare di raggiungere l’obiettivo ed anche il post gara quando, con il mio compagno e con altri atleti/amici si chiacchera per una settimana ed oltre valutando tutti gli aspetti della competizione a cui si è preso parte.”

Nell’ultramaratona avviene una sorta di scambio, si fatica, si soffre, ma l’ultramaratona in cambio ti dà tanto in termini di soddisfazioni, appagamento personale, condivisioni: “Ll’attività sportiva riveste un ruolo rilevante nel mio quotidiano, le soddisfazioni, l’appagamento, le amicizie, tanto arriva dall’ultramaratona.”

Bisogna porre tanta attenzione negli sport di endurance, è importante trovare un giusto e sano equilibrio tra cuore, mente e corpo, rispettare tutte e tre le componenti senza strafare e senza farsi ingannare da alcune delle tre: “In qualche occasione ho sperimentato il limite fisico, nonostante volessi continuare nel perseguire l’obiettivo il mio corpo non me l’ha permesso.”

11133697_10200446902011311_6929265697950533170_nSonia ha tanta esperienza ed ha imparato ad addomesticare la fatica, a trattare la crisi, a rimodulare gli obiettivi in caso di difficoltà, a trovare comunque le sue motivazioni nel portare a termine le gare, nell’andare avanti con fiducia e determinazione: “Partecipare ad una gara di ultramaratona quando sto bene e non ho problemi per me non è difficile, sono molto motivata. Quando invece non sono preparata non ho molte armi a disposizione. Naturalmente anche quando tutto va bene arriva la crisi, il momento di grande stanchezza, per resistere alla fatica cerco di ‘ingannare’ la mente; ad esempio invece di pensare al lontano obiettivo finale mi pongo degli obiettivi intermedi, oppure cerco di estraniarmi pensando a qualcosa di completamente diverso da quel che sto facendo.”

In questa modalità di fare sport, l’avversario a volte non è l’altro atleta ma la gara stessa, a volte non si affronta un altro avversario ma la gara stessa per portarla a termine, per non farsi intimidire: “Spostare i propri limiti penso sia quasi fisiologico per un’atleta di ultramaratona, raggiunto un obiettivo si crea un bisogno di fare ancora meglio, di superare se stessi. In questo tipo di gara l’avversario non è un altro atleta ma la gara stessa.” Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua partecipazione a gare estreme? “Quando tutto va bene credo pensino che sono una persona determinata e sono orgogliosi dei risultati, quando ho dei problemi qualcuno pensa che chiedo troppo a me stessa.”

Sonia non è sola, oltre al compagno Rodano che si occupa di lei, vie è tutto il Team, lo staff della Nazionale disposta a seguirla dal punto di vista medico e non solo: “Ogni anno mi sottopongo ai normali test per il conseguimento del certificato medico sportivo con test da sforzo, spirometria e test sulle urine. Sono seguita dal team medico della squadra nazionale di ultramaratona.”

Ancora sogni per Sonia, molto umili, ma è capace ancora di sorprendere se stessa e non solo: Sogni nel cassetto sempre tanti! Spero di avere ancora qualche anno di buona salute per realizzarli e continuare a sognare…finire una gara mai finita…finire una gara non ancora inventata…magari organizzare una gara con e per amici.”

Con la pratica delle Ultramaratone e dell’Ultratrail si sviluppa Resilienza ed autoefficacia, concetti importanti nella psicologia dello sport, ma anche nella vita in generale, per non arrendersi mai e per raggiungere i propri obiettivi in qualsiasi campo.

 

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

Commenti? | Apr 20, 2016

MILANO RUNNING EXPO AL PARCO MONTE STELLA DI MILANO

Posted by linfordbif in Manifestazioni
Milano Running Expo 2016 ha visto la numerosa partecipazione al parco cittadino Monte Stella da parte dei runners, che, una volta registrati, hanno potuto testare gratuitamente scarpe, abbigliamento, accessori running e trail della nuova stagione e si sono relazionati direttamente con le aziende e gli operatori per una migliore conoscenza tecnica.

Felice dell’entusiasmo dei molti intervenuti a questa nuova edizione, ma anche contento per il ritorno degli intervenuti alla scorsa edizione del 2015, Davide Orlandi, ideatore e organizzatore dell'evento e direttore della casa editrice SPM PUBLISHING, si dichiara “Pronto a far crescere e migliorare sempre di più questa manifestazione in cui crediamo moltissimo. Milano è divenuta capitale del running, ma mancava un evento che potesse coinvolgere il consumatore in questo modo unico! Appuntamento alla III edizione ad Aprile 2017!”.

Ottima risposta hanno avuto gli allenamenti delle mattine con l'ultramaratoneta Giorgio Calcaterra, il coach Fulvio Massa e i campioni del team Salomon Italia Simona Morbelli, Giulio Ornati, Davide Cheraz, e il tecnico della nazionale di Atletica Leggera Giorgio Rondelli.

Ma non è mancato anche l'interesse e il desiderio di conoscere la disciplina del Nordic Walking e la Dog Endurance. La dimostrazione ha seguito gli allenamenti con gli esperti, rispettivamente, di Allegramente Walking e della Federazione Italiana Sport Cinofili (F.I.S.C.) e della Dog Endurance/Canicross.

L'area attività e forum ha proposto un programma di interessanti interventi sulla resilienza e deprivazione del sonno nello sport, sull'agopuntura e cura con medicina alternativa, sul turismo unito alla corsa, sui consigli sul proprio allenamento, sul Metodo Feldenkrais, sullo yoga per runner… grazie all'esperienza, alla professionalità e alla passione dei relatori esperti: Gretel Thedy, Ernesto Ciravegna, Michele Evangelisti, Andrea Toniolo, Giorgio Rondelli, Livia Negri e Chiara Travisi.

Presenti anche Running Hotel, Quattro Zampe, la casa editrice Galileus Srl che ha presentato il libro "Correre è mia vita" di Giorgio Calcaterra e Daniele Ottavi.

Commenti? | Apr 19, 2016

Con Runfest il Golden Gala inizia di corsa

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Dal 30 maggio al 2 giugno nel Parco del Foro Italico va in scena il grande festival dell’atletica, del running e dell’urban health. 

Anche quest’anno il Golden Gala Pietro Mennea comincia di corsa. Dal 30 maggio al 2 giugno nel Parco del Foro Italico va in scena infatti Runfest, il grande festival dell’atletica, del running e dell’urban health che termina proprio nel giorno del meeting internazionale di atletica quinta tappa della IAAF Diamond League.

Dopo il successo dello scorso anno, quando la prima edizione di Runfest coinvolse migliaia di persone di tutte le età, giovani, runner, bambini e famiglie, la settimana del Golden Gala torna così ad essere animata da iniziative di tutti i tipi, per incontrare i grandi campioni e mettersi alla prova con corse e passeggiate, partecipare ai seminari o, semplicemente, stare insieme. Il Parco del Foro Italico sarà allestito come un vero e proprio “villaggio” tematico. Ci sarà la Funsport Avenue, dedicata a ogni tipo di pratica sportiva con spazi ludici per scoprire nuove idee dedicate allo sport in città e provarle in prima persona. Verrà organizzata la Exhibition & Talk Area, un luogo in cui parlare, discutere, apprendere, ma anche laMusic Square, l’area dedicata all’entertainement, con un calendario di eventi che spazia dalle esibizioni serali al djset. E per sfamarsi tra un’attività e l’altra, o dopo una passeggiata nel Commercial Village (con gli spazi espositivi dedicati alle aziende e alle organizzazioni), ecco il Food District, lo spazio dedicato al cibo, alla degustazione e allo Street food.


Ma non solo: perché Runfest permetterà di vivere uno dei più grandi eventi sportivi di Roma da dentro, incontrando i grandi protagonisti internazionali del Golden Gala e partecipando alle varie attività insieme ai campioni azzurri. 

LE FOTO DELL’EDIZIONE 2015 

BIGLIETTI GOLDEN GALA – Al via la corsa ai biglietti per il Golden Gala Pietro Mennea - in programma il prossimo 2 giugno allo Stadio Olimpico di Roma - che possono essere acquistati nei punti vendita di TicketOne, Ticketing partner del meeting della Capitale, e sul sito della compagnia, all’indirizzo www.ticketone.it (nella sezione sport, o cercando Golden Gala nel motore di ricerca interno al sito). Questi i prezzi dell’edizione 2016 (al netto dei diritti di prevendita): Monte Mario Arrivi: 30,00 Euro; Monte Mario Partenze: 20,00; Tribuna Tevere, Distinti Arrivi: 15,00; Curve e Distinti (esclusi i Distinti Arrivi): 5,00. In più, è attiva anche la biglietteria del Foro Italico, a Roma (viale delle Olimpiadi 61, ex Ostello: apertura dal lunedì al venerdì, 10:00-13:00, 14:00-17:00). LA BIGLIETTERIA ONLINE

PER INFORMAZIONI: Tel. 06 33484738 - Mob. 391 1042910 - Fax 06-87459071 - E-mail: promozione@goldengala.it

IL SITO DEL GOLDEN GALA PIETRO MENNEA

SEGUI IL GOLDEN GALA "PIETRO MENNEA" SU Facebook - Twitter @goldengala_roma

Commenti? | Apr 16, 2016

Gestire le proprie energie per portare a termine la maratona

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I maratoneti vanno alla continua ricerca di sondare le proprie possibilità sempre di più, osano ma sono convinti di farcela ed hanno dalla loro parte le sensazioni di benessere che sperimentano che li fanno sentire vivi mentre fanno quello che vogliono con passione e dedizione.

La maratona è una prestazione sportiva di lunga durata, in genere i campioni impiegano poco più di due ore di tempo, mentre il tempo massimo può essere anche di 7-8 ore.

Tanti sono i fattori che possono influenzare l’atleta nella sua prestazione. Ho avuto modo di parlare al telefono con Dario Santoro, Campione Italiano di Maratonacontentissimo per il suo titolo ma dispiaciuto per il crono superiore al suo personale a causa di un percorso cittadino della città di Ravenna poco favorevole ed ai crampi ai quali è incorso che quasi lo invogliavano a fermarsi, ma con il titolo in palio. Dario non ha voluto mollare, ha dimostrato di essere resiliente resistendo ed andando avanti fino al traguardo, conquistando questo titolo ambito e dedicandolo alla usa famiglia ed ai tanti fans che da anni lo seguono.

E’ difficile gestire la gara in quanto può accadere che prima di arrivare al traguardo si può incontrare il cosiddetto “muro” che consiste in un punto dove l’atleta sente di non avere più le energie per continuare la sua prestazione all’andatura prefissata.

In questi casi come si può fare a superare il muro. Ci si può avvalere della meditazione, di un allenatore interno, di un riesame di un precedente successo.

Come utilizzare la meditazione? Bisognerebbe essere addestrati a meditare ed iniziare la competizione già con un atteggiamento meditativo.

La meditazione inizia dal respiro nel “qui e ora”, momento per momento senza giudicare, è una forma di autoconsapevolezza, si resta in ascolto, in osservazione del respiro e delle sensazioni corporee. Non è semplice, ma si può provare.

Un altro aiuto può essere dato da un allenatore interno, l’invito è di immaginare una persona importante che dica delle parole importanti, significative per superare la crisi, il muro, una persona che crede in te, che sa che ce la puoi fare.

Riepilogando, per superare il muro è importante fare un lavoro sull’O.R.A.

E cioè focalizzarsi sull’Obiettivo, sulla sua importanza, sull’investimento che si è fatto per raggiungerlo; molte volte si dimentica di aver raggiunto precedenti obiettivi.

Utilizzando il modello O.R.A. (Obiettivi, Risorse ed Autoefficacia) si definisce chiaramente l’obiettivo temporale e le risorse per raggiungerlo. E’ importante riuscire a vedersi con l’obiettivo raggiunto.

Come ti vedi avendo già raggiunto l’obiettivo? Come ti senti? Come è stato raggiungere l’obiettivo? Cosa hai fatto? Chi ti ha aiutato? Quali sono state le tue risorse? Da dove sei partito? Quali difficoltà hai incontrato? Come le hai superate?

 

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

Commenti? | Apr 10, 2016

SPORT E CINEMA INSIEME PER RACE

Posted by linfordbif in Manifestazioni

SPORT E CINEMA INSIEME PER RACE

Tanti i personaggi del mondo dello spettacolo per la premiere del film dedicato a Jesse Owens alla presenza di Stephan James, Federico Buffa e Fiona May

LE FOTO DELLA PREMIEREhttp://we.tl/EgIB5qCRh5

Parterre ricchissimo ieri sera per la premiere del film Race – il colore della vittoria al Cinema The Space Odeon di Milano. Dopo l’incontro con la stampa avvenuto al Palazzo del CONI a Roma lunedì, il filrouge tra la pellicola e il mondo dello sport è proseguito ieri sera con una parata di vip, di atleti e di calciatori sul red carpet dell’anteprima del film dedicato all’iconico atleta Jesse Owens.

Alla presenza dell’attore protagonista Stephan James, del giornalista sportivo e storyteller, Federico Buffa, che nella pellicola figura in veste di doppiatore, e Fiona May, esponente del comitato Roma 2024, sono accorsi a vedere il film, tra gli altri, Linus, Alberto Cova, Alessandro Costacurta e Martina Colombari, Chiara Iezzi.

“Race – il colore della vittoria”, una storia epica e straordinaria di un campione assoluto che entrò di diritto nella leggenda, arriverà nelle sale italiane il 31 marzo, distribuito da Eagle PicturesAccanto a Stephan James nel cast Jason Soudekis, Jeremy Irons e Carice Van Houten.

Ufficio stampa film: Stefania Collalto – collalto@echogroup.it – +39 339 4279472 -Lisa Menga – menga@echogroup.it - +39 347 5251051- Diletta Colombo – colombo@echogroup.it - +39 347 8169825

Ufficio stampa Eagle Pictures - press@eaglepictures.com

Commenti? | Apr 08, 2016

Delirio Tamberi: è CAMPIONE DEL MONDO!

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Delirio Tamberi: è CAMPIONE DEL MONDO!

Il 23enne marchigiano vince a Portland il titolo iridato dell'alto, superando la quota di 2,36 in una serata pazza e indimenticabile: dall'undicesimo al primo posto in dieci salti

Nottata indimenticabile per l'atletica italiana. Gianmarco Tamberi è il sesto azzurro a fregiarsi del titolo di campione del mondo indoor nella ultratrentennale storia della manifestazione, quindici anni dopo l'ultima volta (a Lisbona 2001 Paolo Camossi fu oro nel triplo). Il marchigiano vince il salto in alto con 2,36 (quota superata al primo tentativo), al termine di una gara tutta di rincorsa, condizionata in avvio dagli errori sulle misure più basse. L'argento va al britannico Grabarz (2,33), il bronzo allo statunitense Kynard (stessa misura). Marco Fassinotti è nono con 2,25. 

di Marco Sicari

Una gara da crepacuore, o meglio, una delle più belle imprese di un azzurro negli ultimi due decenni. O forse, tutte e due. Gianmarco Tamberi è campione del Mondo, il salto in alto iridato è ai suoi piedi, lo riconosce e lo festeggia adesso per i suoi risultati (2,36 quello del trionfo americano di questa notte) più che per i guizzi e le trovate spettacolari che ne avevano fatto da tempo un personaggio nel circus della specialità. Questa sera, nella notte italiana, all’interno di uno spazio fieristico sapientemente trasformato in stadio, il marchigiano ha trovato la sua consacrazione, e tutto ciò quando mancano ancora mesi al traguardo dei 24 anni d’età, una sorta di alba della carriera. La gara mondiale assomiglia ad uno di quei film sullo sport che scivolano nell’esagerazione, con l’eroe che dapprima è sull’orlo del baratro, e poi, con un guizzo, si trasforma e vince, anzi, stravince; con la sola differenza che qui è tutto vero, è realtà portata all’estremo dal talento e da una tempra agonistica che ha pochi precedenti nella storia del’atletica italiana. E' la sesta medaglia d'oro italiana nella storia della manifestazione, l'ultima era stata quella vinta da Paolo Camossi nel triplo a Lisbona 2001; a livello assoluto, ovvero tra indoor e outdoor, l'utlimo titolo iridato era stato quello vinto da Giuseppe Gibilisco nell'asta ai Mondiali di Parigi 2003. Poco meno di tredici anni fa.

Si comincia a 2,20, e Tamberi, insieme all’altro azzurro in gara, Marco Fassinotti, comincia subito con un errore, un peccato che di solito non viene perdonato nella specialità delle asticelle. Entrambi risolvono alla seconda prova, e alla quota successiva, a 2,25, Tamberi non ha incertezze, anche se il suo salto non ha la dovuta pulizia (Fassinotti spende ancora un tentativo prima dell’OK). In classifica si insegue, gli avversari, soprattutto Mutaz Barshim (Qatar) ed Erik Kynard (USA) viaggiano senza problemi apparenti. A 2,29 scende la notte: Fassinotti si arrende, e chiude il suo Mondiale (nono con 2,25). Tamberi mette insieme due errori prima della riscossa. Fly or die, dice e scrive spesso l’azzurro. Ed è così che si sente, quando si appresta alla rincorsa. Con le spalle al muro, sceglie la via di fuga migliore, il volo al di là dell’asticella, per spazzare via ogni dubbio.  Al terzo salto, la barra trema a lungo, ma resta sui ritti, e Gimbo esplode nel primo dei suoi urli. E’ settimo, in piena rimonta.

Si passa a 2,33, nel pieno dello “scalone” previsto da una progressione di gara ai limiti del sovrumano. Ed è ancora buio. Il britannico Grabarz, il compagno di allenamenti di Fassinotti, reduce da due anni di problemi fisici, estrae il coniglio dal cilindro, superando la misura al primo tentativo e balzando in testa. Gli altri accumulano errori, a parte Kynard, che ce la fa al secondo salto. Tamberi sbaglia per due volte, ma alla terza, ancora una volta, fly or die, è di là sui sacconi, con l’asticella che trema e resta su. L'azzurro esplode ancora in un urlo, il secondo, perché è di fatto entrato nel giro-medaglie. Mutaz Barshim, nella seconda prova a 2,33, accusa un problema muscolare, e sembra sul punto di ritirarsi (cosa che invece non avverrà).

Si va a 2,36, e qui arriva il momento cinematografico: Tamberi, al primo tentativo a disposizione, corre con rabbia, determinazione, furore agonistico, centra finalmente il piazzamento di fronte ai ritti, e vola, vola al di là, in un gesto di bellezza straordinaria. E’ il decimo salto dell'italiano nella serata, ed è anche la fine, per il momento solo sostanziale, della gara. Grabarz, Kynard, e per una sola volta (con il tentativo residuo rimasto) Barshim, non riescono nell’impresa di agguantare il fuggitivo. E' Italian night, Tamberi si laurea campione del mondo, fa un bel regalo nella festa del papà a babbo-coach Marco, ma non sembra volersi fermare. Ha un desiderio da esaudire. Chiede i 2,40, la misura che sta cercando con forza dall’inizio dell’anno (cinque vittoria in altrettante gare, tra il Moravia Tour, gli Assoluti e il Mondiale). Sarà l’unico sfizio della serata che non riuscirà a togliersi.

Comincia la festa, il giro con bandiera tricolore, una interminabile serie di foto con chiunque all’interno dell’Arena. Il pubblico sfolla e lui è ancora lì, che saluta e abbraccia tutti. E’ Gianmarco Tamberi, il campione del mondo di salto in alto. In maglia azzurra. Tricolore sul cuore. La scritta Italia sul petto.

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Commenti? | Mar 20, 2016

Portland, Powell illude, poi spunta Bromel

Posted by linfordbif in Manifestazioni

Ai Mondiali indoor grande serata tra sprint e salti. Il giamaicano vola nelle eliminatorie dei 60m (due volte 6.44) ma finisce col perdere la finale. Britney Reese atterra a 7,22 nel lungo, oro alla Theisen-Eaton nel Pentathlon

Emozioni e risultati di prestigio nella seconda giornata dei Campionati del Mondo indoor di Portland. L'oro dei 60 metri va allo statunitese Trayvon Bromel (6.47) su Asafa Powell (Giamaica, 6.50), dopo che quest'ultimo aveva fatto registrare, nei turni eliminatori, per ben due volte, la miglior prestazione mondiale 2016 (6.44). Sfida al calor bianco nel lungo donne: Reese (USA) atterra a 7,22 (mpm dell'anno), vanificando, all'utimo salto, il notevole 7,07 della croata Spanovic, fino a quel momento al comando. Titoli anche per Brianne Theisen-Eaton nel Pentathlon (CAN, 4881 punti, mpm 2016), Thomas Walsh nel getto del peso (NZL, 21,78, mpm 2016), e Nia Ali nei 60hs (USA, 7.81). USA già con sette medaglie (4 ori e 3 argenti) dopo appena due giornate di gare. 

di Marco Sicari

La fama sinistra di "bello ma perdente" che l’accompagna, continuerà probabilmente a perseguitarlo ancora per un bel po’. AsafaPowell finisce col perdere la finale dei 60m dopo aver scosso il Mondiale indoor in batteria e semifinale, turni nei quali, con volate elegantissime, ferma il cronometro per due volte a 6.44 (la cifra del mondiale stagionale 2016). L’oro, nella prova decisiva, quando in tanti cominciavano a mettere in conto anche la possibile caduta del record del mondo di Maurice Greene (6.39), va invece al 20enne statunitense Trayvon Bromel, il cui 6.47 è inferiore di tre centesimi al 6.50 di un confuso Powell. Nella battaglia deglli utlimi tre appoggi di corsa, il bronzo finisce al collo di Ramon Gittens (Barbados, 6.51), con il cinese Zhenye Xie, quarto, che firma il personale con 6.53. Bromel continua la sua ascesa al vertice dello sprint mondiale: l'oro di oggi segue il bronzo mondiale outdoor vinto lo scorso anno (alla pari con il canadese De Grasse) nei 100 metri di Pechino. E costituisce senza dubbio un bel biglietto da visita lungo la strada che conduce ai Giochi di Rio (dove comunque rientreranno in scena molti dei big assenti qui, a cominciare da sua maestà Usain Bolt).

Risultato sensazionale nel salto in lungo donne: a vincere, con un 7,22 che ricorda gli anni '80 del secolo scorso, è la statunitense Britney Reese, la campionessa olimpica di Londra. Il sorpasso sulla croata Ivana Spanovic, due volte oltre i 7 metri in serata (7,00 e 7,07, record nazionale) arriva proprio all’ultimo salto, soluzione che – con un pizzico di diabolica casualità – rende merito alla nuova formula di gara che concentra l’attenzione sugli ultimi istanti della competizione. Bronzo alla britannica Lorraine Ugen, come la Spanovic al primato nazionale (fissato a 6,93). Il 7,22 della Reese è ovviamente miglior prestazione mondiale dell’anno, inferiore di un solo centimetro rispetto al personale indoor (il 7,23 realizzato ai mondiali di Istanbul 2012, terza misura di sempre al coperto), e tre rispetto a quello outdoor (7,25, Doha, maggio 2013).

Vittoria thriller per Brianne Theisen-Eaton nel Pentathlon. Una prestazione conclusiva di puro carattere negli 800 metri (2:09.99) ribalta clamorosamente la graduatoria, che fino a quel punto vedeva le ucraine Mokhnyuk e Fodorova guidare con margine sulla canadese. I 4881 punti accumulati dalla neocampionessa iridata (abbracciata subito dopo il traguardo dal marito, superman Ashton Eaton, leader nell’Epathlon) sono anche la cifra del mondiale stagionale. Oro nel getto del peso per il neozelandese Thomas Walsh, al comando dal secondo lancio (21,60), ma capace di migliorarsi anche nell’ultimo tentativo a disposizione, con una bordata a 21,78, miglior prestazione mondiale 2016. Per l’all-black una conferma sul podio mondiale, dopo il bronzo di Sopot 2014. Argento al romeno Andrei Gag (20,89), bronzo al croato Filip Mihajlevic (20,87). Gli ostacoli al femminile si chiudono con una doppietta USA: Nia Ali (7.81) precede di un solo centesimo (7.82) Brianna Rollins, con il bronzo che finisce alla britannica Tiffany Porter (7.90). La terza statunitense in gara, Kendra Harrison, finisce praticamente subito il proprio impegno, dopo l’urto con la prima barriera che la mette fuori gioco; era stata la più veloce in semifinale, con 7.81. Stati Uniti già al largo nel medagliere, con sette medaglie (4 ori e 3 argenti) dopo l'assegnazione di appena 7 titoli.

Turni eliminatori nella parte centrale del pomeriggio dell’Oregon Convention Center. Ancora Oluwakemy Adekoya: la possente quattrocentista del Bahrain conferma in semifinale la leadership dei 400m già ottenuta nelle batterie del mattino. Il suo 51.47 è anche record continentale asiatico; in scia, la statunitense Quanera Hayes ferma il cronometro a 51.54. Il doppio giro di pista al maschile vede la conferma del capolista mondiale stagionale, il 23enne grenadino Bralon Taplin, particolarmente convincente nella prima delle due semifinali, vinta in 45.38 (guida la lista iridata 2016 con 45.20). Nella seconda semifinale, il ceco Pavel Maslak, campione uscente, deve impegnarsi più del previsto per battere il 18enne Haroun (45.71 per entrambi), sudanese di nascita ma qatarino di passaporto dallo scorso anno. Miglior tempo delle batterie dei 1500 metri per il gibutiano Ayanleh Souleiman (3:41.04), con lo statunitense Matthew Centrowitz ad imporsi nella più lenta delle due (3:47.15 ma con un finale particolarmente efficace).

Sabato, terza giornata di gare, si assegnano nove titoli. In campo anche quattro dei cinque azzurri convocati nella rassegna: dopo Gloria Hooper (impegnata nella serata italiana - ore 19:58 - nelle batterie dei 60 metri), sarà la volta di Chiara Rosa (finale del getto del peso, nella notte, via alle 1:45 italiane) e poi di Marco Fassinotti e Gianmarco Tamberi (finale dell'alto, dalle 2:22 italiane).

 

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Commenti? | Mar 19, 2016

Mondo: i pilastri della terra

Posted by linfordbif in Manifestazioni

Marco Buccellato

Miglior viatico per la rassegna mondiale indoor di Portland non poteva esserci. Il weekend appena trascorso è vissuto sui due sontuosi set statunitensi dei campionati nazionali e di quelli universitari. I due eventi hanno regalato complessivamente (nelle gare del programma iridato) nove record mondiali stagionali, cinque a Portland (sede dei campionati USA) e quattro nella Birmingham dell'Alabama (NCAA). Le cinque perle dell'Oregon sono state ottenute da un uomo (il lunghista Dendy con 8,41) e da quattro donne, BarbaraPierre (7"00 sui 60 per eguagliare Dafne Schippers), Brianna Rollins (7"76 sui 60 hs), Michelle Carter (19,49 nel peso) e dalla neo-primatista mondiale junior indoor Vashti Cunningham (1,99 nel salto in alto). In Alabama i quattro sigilli sono stati equamente spartiti tra i sessi: 6"47 dello sprinter Baker, 6.173 punti per Ziemeknell'aptethlon, 50"69 della quattrocentista Okolo e 1,98 nell'alto per la talentuosa Akela Jones, stella di Barbados, nel corso del pentathlon, una world-leading durata 24 ore prima della gara da primato della Cunningham. 

L'impianto che ospiterà il mondiale ha testimoniato di gare avvincenti, nonostante i tanti nomi ai box in vista della stagione outdoor, e in alcuni casi di show mai registrati in precedenza, come nell'asta femminile: mai tre atlete erano salite nella stessa gara a 4,85, mentre per la seconda volta in meno di un mese le prime due sono volate oltre i 4,90 (a Portland ancora meglio, la vincitrice Morris a 4,95, terza assoluta all-time). Tante le cartoline mondiali spedite in due giornate intense all'Oregon Convention Center, con i primi due di ogni gara qualificati per i mondiali (se in possesso del minimo). Oltre ai world-leads già elencati, citiamo tra gli uomini il doppio 6"51 di Bracy e Bromell sui 60 (Rodgers si è limitato alle batterie e ha la wild card per il mondiale), il 5,90 dell'astista Kendricks e un bellissimo 3000 maschile con tutti i migliori vinto da Ryan Hill in 7'38"60 (col crollo di Rupp e l'ennesimo mondiale Master di Bernard Lagat). Al femminile, l'inatteso 51"09 della quattrocentista Hayes, il 6,89 della redivivaReese nel lungo e la conferma della leadership sugli 800 di Ajee' Wilson (2'00"87).

Storie di poco peso

Da oltre un quarto di secolo il titolo del getto del peso maschile non si vinceva con una misura così corta (20,08 di Kurt Roberts). Vero che non ci fosse da scialare viste le assenze, ma è sembrato un po' poco, soprattutto al veterano Hoffa, che ha perso il titolo per un centimetro su una misura così modesta per le abitudini delle pedane USA. Nella sede NCAA è inveve arrivata la gara sbagliata per la vicecampionessa mondiale junior Saunders, oltre i 19 metri quest'anno e seconda al mondo prima della spallata della Carter a Portland. 16,59 in apertura e due nulli le hanno compromesso la finale. Da traumi come questo può sortire un gattino o una tigre. La differenza la fanno carattere e grinta, dote che non manca alla Saunders.  

Figli fuori dall'ombra dei padri

Se la giovanissima Cunningham ha un fratello collega di specialità e un padre con un passato di quotato quarterback, in Alabama è sbocciato sul serio un altro figlio d'arte che porta in dote un cognome ingombrante quanto un primato: Burrell. Cameron ha 21 anni e mezzo e pur perdendo il titolo NCAA di un centesimo ha pareggiato papà Leroy (ex-primatista del mondo dei 100, argento a Tokyo '91) nelle liste all-time dei 60 piani indoor e nei conti di famiglia con 6"48. Un padre e un figlio appaiati al photofinish a distanza di venticinque anni, rappresentano una gemma umana e sportiva con pochi precedenti.



Più Oregon di così non si può

Detto che i due Oregon teams hanno fatto festa doppia sempre a spese di Arkansas (dominio tra i ragazzi, solo tre punti di differenza tra le ragazze), i personaggi più in vista dell'orbita delle finali NCAA sono stati Edward Cheserek(altri tre titoli, compresa la partecipazione alla staffetta su distanze miste), la pentatleta Kendell Williams (4.703 punti e in gara ai mondiali) e l'Akela Jones di cui sopra, che ne ha fatte di tutti i colori. Compromessi i 60 ostacoli, ha realizzato i record nazionali nell'alto (1,98) e nel lungo (6,80) per poi rinunciare all'ultima gara. Correndo gli ostacoli sui suoi standard consueti, avrebbe navigato a vista del record del mondo. Si è consolata col titolo dell'alto su una misura meno impressionante di quella trovata nel pentathlon (1,87).

Già detto di Baker (6"47) e della Okolo (50"69), due parole per il successo annunciato di Crouser nel peso (21,28, un metro e venti più della finale nazionale di Portland) e per l'ennesimo super-200 di Felicia Brown (stavolta 22"47). L'asta miete primati anche qua: Alexis Weeks è salita a 4,63, aggiugendo tre centimetri alla recente collezione di personal best. Ultimo diamante di un week-end su di giri dai New Balance Nationals di New York: la Sydney McLaughlin conosciuta per aver corso i 400 hs in 55"63 poco prima di compiere 15 anni e iridata under 18 nel 2015 a Cali, è divenuta la prima allieva della storia a correre i 400 indoor sotto i 52 secondi (51"84, record mondiale under 18). 

I cercatori d'oro

La sede del campionato mondiale evoca storie di fine '800 e d'inizio XX secolo (cronache, letteratura, cinema e suggestioni varie) di coloro che per raggiungere i giacimenti d'oro dello Yukon e del Klondike, nella Columbia britannica, risalivano per migliaia di chilometri l'Oregon prima e Washington poi. L'oro del Klondike è stato tramandato, icona culturale, fino a celebri comics patrimonio dell'adolescenza collettiva. I cercatori d'oro della settimana entrante si fermeranno nel  Nord dell'Oregon, dove sorge l'impianto che ha ospitato i campionati USA fino a due giorni fa. Rispetto all'ultima edizione di Sopot, non sono a rischio di bis iridato i titoli maschili dei 60 (Kilty non c'è), 60 hs (Osaghae assente), lungo (Da Silva non selezionato), triplo (Adams è russo) e peso (Whiting niente indoor). Tra le donne, avremo nomi nuovi in vetta al mondo sui 60 (Fraser-Pryce no indoor), 400 (McCorory idem), 1500 (Aregawi), asta (Silva ferma quest'inverno), lungo (Lesueur idem) e triplo (Koneva, russa come Adams). 

Guida ai giacimenti

Partiamo dal continente ospite: il team Giamaica presenta Asafa Powell alla ricerca del primo oro globale individuale (6"49 quest'anno sui 60), l'ostacolista McLeod con orizzonti di podio e le medagliate di Pechino Danielle Williams e Elaine Thompson. Cuba, che vanta 47 medaglie nella storia dei mondiali al coperto, porta solo tre atleti e, come detto, senza la punta di Yarisley Silva. Otto i brasiliani, con due astisti capaci di tutto, la Murer e Braz. A proposito di asta, ecco il campione del mondo Shawn Barber, fresco di sei metri, a guidare il Canada dei miracoli pechinesi, con in squadra anche Brianne Theisen-Eaton (favorita come il marito Ashton Eaton per le prove multiple) e il pesista Nedow, cresciuto a spanne nell'inverno. Da Trinidad & Tobago una 4x400 uomini che punta in alto, forte di Gordon e Lendore iscritti anche ai 400 e la sprinter Ahye. Venezuela: la triplista Rojas, esplosa con 14,69, è alla prova del fuoco.



Oceania, Asia e Africa

Detto dei cinesi sull'orbita lungo-triplo la scorsa settimana, gli otto australiani comprendono la lunghista Stratton (record continentale outdoor di 7,05 pochi giorni fa), l'argento di Pechino del lungo Lapierre e l'astista Alana Boyd, ex-primatista d'Oceania prima dell'avvento di Eliza McCartney, stella 20enne del team neozelandese, che ha iscritto anche i titani del peso Valerie Adams e TomWalsh. Etiopia: Genzebe Dibaba correrà i 3000 da favorita contro Meseret Defar. Sui 1500 potrebbe aggiungersi il terzo nome della Embaye (prima nel tour IAAF) a quelli della Seyaum e della primatista mondiale junior Tsegay. Alla Dibaba il compito di stroncare la resistenza delle kenyane Nancy Chepkwemoi e Betsy Saina, oltre al fuoco amico della Defar. Altri kenyani: il campione uscente dei 3000 Ndiku (con Choge e Koech), Mutai sugli 800 e la mina vagante Mweresa sui 400. Sud Africa: sull'onda dell'esaltazione per il record sui 100 di Simbine (9"96) e per l'impresa datata 48 ore fa di Wayde van Niekerk (vedi news), arriva Jobodwana sui 60 e due lunghisti capaci di saltare lontano, Visser e Samaai. Qatar: Mutaz Barshim contro gli azzurri Tamberi e Fassinotti è "la gara" da fiato sospeso. 

Europa

Saltata la partecipazione dell'olimpionico del lungo Rutherford e del francese Mayer nell'eptathlon (infortunati), aggiungiamo altri nomi da seguire oltre a quelli già illustrati sette giorni fa per Germania, Francia, Spagna, Olanda, Repubblica Ceca e Gran Bretagna. L'eterno Evora è il nome più accreditato nel team portoghese (tre uomini e nessuna donna). I polacchi sono un'armata, diciassette: oltre ai pesisti Bukowiecki e Haratyk, c'è la Licwinko nell'alto, gli astisti con una certa confidenza in zona medaglia e una 4x400 donne mica da ridere. I greci sono sei e almeno tre sognano pepite: uno l'ha già vinta (Filippidis nell'asta), due le cercano (le altre due astiste Stefanídi e Kiriakopoúlou). Da Madrid arriva con lo sguardo fisso sull'asticella dell'alto Ruth Beitia, imminente detentrice di un record straordinario, la nona partecipazione al campionato mondiale indoor (eguaglierà Maria Mutola per il primato assoluto di presenze). Per la spagnola, obiettivo di alto profilo contro Licwinko, l'azzurra Trost, la Palsyté e le giovanissime Cunningham e Hruba. Dal resto del continente, il solo team europeo in gara nella 4x400 maschile (il Belgio della Borlée-family, niente polacchi e britannici) e la stella luminosa della lunghista serba Ivana Spanovic, unica selezionata da Belgrado, che fa spettacolo per conto suo. 

Strade e campi

Eunice Kirwa (Bahrain), bronzo mondiale di maratona, ha vinto nuovamente la 42 km di Nagoya in 2h22'40" davanti alle giapponesi Tomomi Tanaka e Rei Ohara, che si sono dannate per il secondo posto e la possibile inclusione nel team olimpico. La Tanaka ha avuto la meglio per un secondo in 2h23'19". In Spagna record all-comers femminile per la kenyana Valary Aiyebei, prima nella maratona di Barcellona in 2h25'26". In Camerun si sono disputati i campionati africani di cross, quarta edizione: Kenya pigliatutto sia a livello individuale che a squadre, come da pronostico. Titoli a James Rungaru, e alla sempre più quotata Alice Aprottra i senior, a Isaac Kipsang e a Maryam Cherop tra gli under 20. Domenica prossima kenyani di prim'ordine sbarcheranno a Lisbona (debutto di Vivian Cheruiyot nella mezza maratona) e a New York (altra mezza con Sambu, Chebet e Joyce Chepkirui).

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Commenti? | Mar 15, 2016

D. SANTORO E A. TOMAIUOLO - CAMPIONATI ITALIANI DI MEZZA MARATONA (FUCECCHIO), MONDIALI DI ATLETICA INDOOR (ANCONA)!

Posted by linfordbif in Manifestazioni
L’A.S.D. Gargano 2000 sostiene Dario Santoro nella scalata al successo

Written by  Matteo Simone font size decrease font size  increase font size 

Dario ha scoperto la passione della corsa grazie al suo professore di educazione fisica della scuola superiore: “Abbiamo iniziato a fare degli allenamenti extra scolastici 2 volte a settimana, vincendo il titolo regionale scolastico e approdando alle nazionali”.
All’inizio c’è bisogno di qualcuno che ti indirizza, che intravede delle qualità da coltivare e poi il resto viene da solo con la passione e le emozioni che si sperimentano.

Campione Italiano nonostante 11km con i crampi, Dario sa che sono tanti gli elementi che contribuiscono al benessere e alla performance, anche un buon approccio mentale, e un corretto stile di vita.

Per essere campioni c’è bisogno di essere supportati da amici, famigliari, istituzioni, e continuare a credere in quel che si fa ed andare avanti con impegno e determinazione: “I miei familiari sono i miei primi tifosi e quindi ho la loro piena ammirazione in quello che faccio!”

L’A.S.D. Gargano 2000 continua a sostenere l’alteta sipontino nella sua scalata al successo.

Ritieni utile lo psicologo dello sport, se si per quali aspetti ed in quali fasi dell’attività sportiva? “Penso che abbia una grande importanza, su aspetti come la capacita di avere una forte autostima e di guardare le cose che ci accadono con ottimismo, e durante le fasi negative come infortuni oppure periodi dove le motivazioni vengono a mancare!”

Hai dovuto scegliere nella tua vita di prendere o lasciare uno sport a causa di una carriera scolastica o lavorativa? “Purtroppo sono disoccupato, ma se mi troverò avanti ad una scelta simile, sicuramente darei più importanza al lavoro; perché purtroppo lo sport non mi dà da vivere, ho la necessità di portare avanti la mia famiglia, un figlio ed una moglie. Questo non significa che lascerei lo sport, perché lo sport e vita e fa parte di me!”

Dario ha le sue priorità, nonostante la sua giovane età ha già una famiglia da sostenere e quindi la priorità è un lavoro redditizio che comunque non gli precluderebbe la possibilità di continuare sport ad altissimi livelli.

Crederci sempre ed andare avanti, la forza di volontà, l’impegno, la passione, la costanza sono le chiavi del successo.

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net  

Commenti? | Mar 08, 2016
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