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COSA MANGIARE PER CORRERE VELOCE: L┤AVOCADO

Posted by linfordbif in Training
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Siamo quello che mangiamo, se questo e´ un dato di fatto possiamo dedurre che l´alimentazione soprattutto per un Atleta sia fondamentale. Tra i frutti piu´ salutari che la natura ci dona e che prediligo, metterei sicuramente l´avocado.

L´avocado e´ un frutto molto energetico, apporta circa 160 Calorie ogni 100 Grammi. L´avocado contiene 9 grammi di carboidrati, sempre ogni 100 grammi, 15 grammi di grassi e circa 2 grammi di proteine e 0,7 grammi di zuccchero (Fruttosio). 
 
L´Avocado contiene anche tante vitamine, in particolare  la vitamina A, C, D, E, K e di quelle del gruppo B. Importante e´ anche il contributo di sali minerali che l´avocado ci apporta in particolare il potassio, il fosforo, il ferro, il magnesio, lo zinco, il manganese ed il calcio.  
 
La vitamina K è essenziale per la coagulazione del sangue  e ci aiuta a prevenire l´osteoporosi. Il potassio aiuta nel controllo della pressione sanguigna e nella salute del cuore. La vitamina D presente nel frutto ci aiuta ad assorbire il calcio ed il fosforo, agendo contro l’osteoporosi e l’artrosi. 
 
La vitamina C rafforza il sistema immunitario e favorisce l’assorbimento del ferro, prevenendo l’anemia. 
 
Elevata è la presenza di fibre e degli antiossidanti, tra cui la luteina e il beta-carotene e Omega 3.
 
L’avocado vanta delle proprietà afrodisiache: è, infatti, considerato il frutto della fertilità e dell’amore, non resta che provare per credere.
 
Avocado e´ un frutto ideale da consumarsi prima di una gara o di un allenamento.
 
VIDEO: COSA MANGIARE PER CORRERE VELOCE: L´AVOCADO 
 
VIDEO: CREMA DI AVOCADO

 
Buon Appetito!

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

WWW.FASTANDFIT.INFO  

Commenti? | Jun 21, 2017

Lo sport di endurance aiuta a sviluppare la resilienza

Posted by linfordbif in Training

Lo sport di endurance aiuta a sviluppare la resilienza, di seguito la testimonianza di un atleta di lunghe distanze Roberto D’Uffizi: “Ho scoperto che riesco a trasformare gli aspetti negativi in positivi, o al limite, a ragionare costruttivamente per la risoluzione di un problema. Quando hai un filo di forza e ti devi ingegnare per arrivare al traguardo, puoi tranquillamente avere la resilienza necessaria per affrontare altre problematiche quando sei in condizioni di relativo equilibrio psicologico e fisico.

x1468520_10151788664762194_1269432329_n_0_jpg_pagespeed_ic_KB6auKbFvW.jpgChi sperimenta le lunghe distanze nello sport sa che per arrivare al traguardo bisogna essere creativi, allenati e pazienti ma anche molto resilienti, saper cercare dentro se stessi le risorse necessarie per percorrere anche gli ultimi metri e arrivare al traguardo. Le esperienze di corsa di lunga distanza poi ti danno la consapevolezza che nella vita i problemi diventano più gestibili, affrontabili, risolvibili.

Sviluppare_la_Re_542fc7514745f_235x295Ciò che distingue un campione da un atleta comune è la resilienza, il cui significato è: “mi piego ma non mi spezzo”, che sta a significare che il vero campione esce fuori dalle sconfitte con più voglia di far meglio, di migliorare gli aspetti in cui ha mostrato carenza. Chi è resiliente, esce rafforzato da una sconfitta, analizza i suoi errori e trova le soluzioni per essere vincente.

Il talento non basta per raggiungere l’eccellenza, l’impegno è di rilevanza fondamentale. Fissare obiettivi limitati, raggiungibili e progressivamente più ambiziosi è uno dei modi migliori per aumentare l’autoefficacia dell’atleta.

Ci vuole convinzione, grinta, forza, determinazione per dedicarsi ad un periodo di preparazione atletica. Il percorso per raggiungere obiettivi può richiedere sacrifici enormi, rinunce, spese, difficoltà, rischi, infortuni e non tutti sono disposti a questi impegni.

Quindi, la cosa importante è decidere le priorità negli obiettivi e impegnarsi per il raggiungimento. Da soli è difficile, più è alto l’obiettivo, più è alto l’impegno.

FB_IMG_1493322680935.jpgSi lavora poi sull’autoefficacia personale attraverso la ricerca di passate prestazioni positive, di individuazione di modelli vincenti, di ricerca di feedback positivi.

Anche Trabucchi Pietro spiega come incrementare l’autoefficacia nel suo libro Resisto dunque sono, Corbaccio, a pag. 63: “Bisogna creare delle esperienze in cui l’atleta padroneggi delle difficoltà progressive: sempre più sfidanti ma raggiungibili.”

Come rafforzare le convinzioni di autoefficacia? Ricorda un evento, episodio, prestazione, dove sei riuscito, quali erano le sensazioni? Cosa ha contribuito alla tua riuscita? Quali tue caratteristiche sono state determinanti? Chi ha contribuito al tuo successo?

Si definisce chiaramente l’obiettivo temporale e le risorse per raggiungerlo. E’ importante riuscire a vedersi con l’obiettivo raggiunto, indossare l’obiettivo raggiunto.

15672817_10207885069060390_2589236921833945385_nPer approfondimenti è possibile consultare il libro O.R.A. Obiettivi, risorse, autoefficacia. Modello di intervento per raggiungere obiettivi nella vita e nello sport, Aras Edizioni, 2013, EAN: 9788896378991.

5° nella classifica Bestseller di IBS Libri – Sport – Allenamenti sportivi – Psicologia dello sport.

Commenti? | May 21, 2017

Affinare la capacitÓ di arrivare a un obiettivo senza mollarlo

Posted by linfordbif in Training
 Affinare la capacità di arrivare a un obiettivo senza mollarlo  Matteo SIMONE

 Ogni sentiero è fatto di ostacoli da superare e fa scoprire paesaggi magnifici. Ciò che conta non è scalare questa o quella montagna, ma percorrere il cammino. E farlo con attenzione, perseveranza, col cuore aperto e la mente vigile. (Frederic Lenoir)

La motivazione, la passione, il bisogno spinge la persona a raggiungere un obiettivo nella vita o nello sport. Per attivarsi ed impegnarsi, l’obiettivo dovrebbe essere sfidante e difficile ma raggiungibile, non impossibile. Diventa importante un lavoro di immaginazione, vedersi avanti nel tempo con l’obiettivo raggiunto e poi ripercorrere la linea del tempo, indietro un passo alla volta.

Definisci il tuo obiettivo ed una data presunta, immagina di aver raggiunto il tuo obiettivo, quali emozioni provi, cosa vedi intorno a te, che cosa senti? Cosa è andato bene durante la gara o l’evento? Com’è stato il pre-gara o il pre evento? Quali sono state le tue qualità e capacità per raggiungere l’obiettivo?

A partire da oggi costruisci un piano per il tuo futuro, ora che c’è più consapevolezza crea un calendario per raggiungere il tuo obiettivo, buona fortuna, goditi il tuo viaggio. 

Di seguito alcune testimonianze di atleti che attraverso lo sport sono riusciti a raggiungere obiettivi nella vita e nello sport scoprendo risorse personali nascoste.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Pasqualino Onofrillo, racconta la sua scoperta attraverso la pratica delle ultramaratone: “Credo di aver affinato la capacità di arrivare ad un obiettivo senza mollarlo, in quanto prima che iniziassi a correre ero più fatalista invece adesso mi impegno molto, intensamente (soprattutto mentalmente) a perseguire il risultato prefissato, ovviamente tenendo conto dei miei limiti.

La testimonianza di Daniele Biffi è molto interessante per comprendere il grande lavoro, la responsabilità dell’allenatore, il relazionarsi con l’atleta che diventa un recordman: “L´obiettivo è creare l´allenamento perfetto per lui (come è comunque l´obiettivo per tutti i miei atleti). I risultati ottenuti mi rendono certo orgoglioso di me stesso, ancor di più lo sono di Roland che è veramente un Atleta deciso, intelligente, con tanta voglia di fare: è un piacere immenso allenarlo. Lui fa veramente tutto ciò che gli dico, dagli allenamenti all’alimentazione, al Mental Coaching. Questa è la sua forza ed è certamente perfetto per me. Tutto questo mi rende responsabile e so anche quanto debba stare attento a consigliargli e fargli fare cose che gli facciano seriamente bene. Roland è sì un mio Atleta come anche un mio carissimo amico e gli voglio un bene immenso. Quando siamo in pista i ruoli sono chiari, ci divertiamo parecchio quando ci alleniamo assieme, sempre comunque lavorando concentrati. Poi finito l´allenamento ci togliamo le chiodate, metto via il crono e ci godiamo le endorfine da buoni amici: anche questa è la nostra forza. 
 
L’atleta può considerare il non raggiungimento di un obiettivo prefissato come una sconfitta personale. Ma nello sport si mettono in conto le sconfitte, servono a farti fermare, riflettere, fare il punto della situazione, osservare, valutare, capire cosa c’è stato di utile, di importante nella prestazione eseguita e su cosa, invece, bisogna lavorare, cosa si può migliorare. Quindi, tutto sommato, la sconfitta potrebbe servire per fare una valutazione delle proprie risorse, punti di forza e, al contempo, delle criticità.

Importante in caso di prestazione percepita come sconfitta è la motivazione, se un atleta è fortemente motivato nel voler praticare il suo sport che comporta lavori, sacrifici, rinunce, affronterà le sconfitte a testa alta, complimentandosi con se stesso per quello di buono che è riuscito a fare finora, complimentandosi con l’avversario per la bravura dimostrata in quell’occasione, anche perché prima o poi lo trovi uno più forte o che comunque riesce a batterti; in questo caso un aspetto importante del vero campione è la resilienza, il cui significato è: “mi piego ma non mi spezzo”, che sta a significare che il vero campione esce fuori dalle sconfitte con più voglia di riscattarsi, di far meglio, di migliorare gli aspetti, le aree in cui ha mostrato carenza.

Lo sportivo non è solo, è circondato dall’allenatore che dovrebbe conoscere le sue potenzialità, i suoi punti di forza e di debolezza, dovrebbe costruire con l’atleta un progetto di obiettivi raggiungibili, stimolanti, da rivalutare all’occasione, dare feedback adeguati, spiegare le sedute di allenamento, l’importanza del gesto sportivo, il significato, raccontare aneddoti, far parte della storia sportiva dell’atleta, condividere momenti di gioia e sofferenza, di vincite e di sconfitte, essere disposto ad ammettere di aver fatto un errore, di aver preteso, di aver sottovalutato, di non aver considerato.

Per approfondimenti è possibile consultare il libro O.R.A. Obiettivi, risorse, autoefficacia. Modello di intervento per raggiungere obiettivi nella vita e nello sport, Aras Edizioni, 2013, EAN: 9788896378991.
7° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Sport - Allenamenti sportivi - Psicologia dello sport.
https://www.ibs.it/obiettivi-risorse-autoefficacia-modello-di-libro-matteo-simone/e/9788896378991
 
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www.psicologiadellosport.net 
380-4337230 - 21163@tiscali.it
http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html</font>


Commenti? | May 15, 2017

ALLENAMENTO RIPETUTE PER IL MEZZOFONDO: 1000 800 600 400 200

Posted by linfordbif in Training


Uno degli allenamenti di potenza aerobica che prediligo e´certamente il 1000 - 800 - 600 - 400 - 200. Lobiettivo di questo allenamento e´ di aumentare la capacita´ del nostro organismo di utilizzare ossigeno in una attivita in cui aumentiamo le intensita´ sino a portarla all´esaurimento. Andiamo a lavorare in modo ottimale anche sulla capacita´aerobica, ovvero sulla capacita di un Atleta a correre a velocita´ sostenute per lunghi tratti.
 
Con questo allenamento corriamo in totale 3000 mt, e´un allenamento ideale per il mezzofondo veloce per chi prepara 800, 1500 come anche un buon allenamento di sintesi e velocita´ per chi prepara 10000 e corse su strada.
 
Consiglio anche agli amici 400i  di inserire questo allenamento nel GPP, ne trarrete grandi vantaggi sopratutto nelle fasi piu´ avanzate sopratutto i allenamenti con volumi e le intensita´alte.
 
E´un allenamento a scalare, le distanze diminuiscono, l´intensita´ resta sempre relattivamente alta intorno al 92/94% e le velocita´ aumentanoed andiamo sempre piu´  a lavorare sull´aeorbico ad a produrre acido lattico. Se hai quindi un personale di 3´00" sui 1000, dovrai correrli in allenamento in 3´12"/16".
 
I recuperi da tenere sono 5´>4´>3´>2´, consiglio di aumentarli con l´avvicinarsi del periodo gare in modo da correre le prove piu´ veloci e lavorare piu´sulla qualita´e sul lattato.
  
Commenti? | May 09, 2017

ALLENAMENTO RIPETUTE PER IL MEZZOFONDO: INTERVAL TRAINING

Posted by linfordbif in Training

L´Interval Training e´ un metodo di allenamento basato sulla frequenza cardiaca inventato negli anni 30 di Waldemar Gerscher, in cui si alternano fasi di lavoro in cui la frequenza cardiaca sale intorno ai 180 battiti al minuto (intensita´ superiori  alla soglia anaerobica)  a fasi di recupero in cui si torna a 120 battiti (Intensita´ inferiore alla soglia anaerobica) .
 
Questo metodo di allenamento e´ frequentemente usato sia nel running come anche in molte altre nella preparazione atletica di altre discipline come Calcio, Basket, Canottaggio, Pugilato, Tennis, etc.

Possiamo definire l´interval training come  una sorta  di “corsa intervallata” o di esercizi eseguiti ad alta intensità intervallati da altri esercizi a intensità minore.

Un pregio di questo metodo di allenamento e´ che ci permette di stimolare sia il metabolismo aerobico che quello anaerobico. Il tutto ci permette di migliorare la  potenza aerobica e di aumentare la propria velocita´ migliorando sia a livello muscolare sia a livello cardiocircolatorio. 

Il ritmo da tenere e´ varia a seconda della distanza che vogliamo allenare; per le varie distanze sono buone le seguenti accoppiate: 

  • per i 1500 m 10×200 m (ritmo dei 1000 m) con recupero 200 m, 
  • per i 5000 m 12×400 m (ritmo dei 3000 m) con recupero 200 m, 
  • per i 10000 m 25×400 m (ritmo dei 10000 m) con recupero 200 m.

Il concetto del recupero forzato sino al raggiungimento dei 120 battiti e´ superato, in quanto per molti atleti (sopratutto meno esperti ed allenati) il recupero sarebbe troppo lungo ed in contrasto con quello che e´ uno dei principali principi dell´allenamento ovvero il principio del sovraccarico.
 
 
Buon allenamento! 
 
Daniele Biffi - Mental Coach & Personal Trainer
runfast@fastandfit.info
Commenti? | Apr 28, 2017

Matteo Nocera, ultrarunner: Vinco ancora e questa volta sono 76km

Posted by linfordbif in Training
Matteo Nocera, ultrarunner: Vinco ancora e questa volta sono 76km
Matteo SIMONE www.psicologiadellosport.net Matteo Nocera, affacciatosi mondo delle ultramaratone mette a segno due vittorie in gare di 6 ore. Buona la prima alla Reggia di Caserta e buona anche la seconda 6 ore delle Carrere. Le sue parole post gara sono:
 
“Vinco ancora e questa volta sono 76km. Contento di aver conquistato 2 vittorie su 2 ultra nella mia Regione. Forza sud dedicata a mia moglie.” Parole commoventi di un ultrarunner che non corre solo per se ma anche per la sua terra e la sua famiglia sempre a seguito. Dopo averlo conosciuto in occasione della maratona di Roma, non potevo che fargli alcune domande per cogliere le sue impressioni post gara che riporto di seguito. Ciao Matteo, complimentissimi, se ti va ho qualche domanda per te, com'è andata? Soddisfatto? “Ciao Matteo. Sì soddisfatto.
 
Ma se imparo a gestire meglio...! Ho vinto anche la seconda... 76.800 ma devo imparare a partire più regolare. Le prime 4 ore a 4.12 poi ovviamente ho risentito... molto caldo percorso duro, un anello di circa 1400m, 700 in salita da un lato e l’altro in discesa. Duro. Ma la condizione migliora...! Soddisfatto.” Importante è vincere, importante è essere soddisfatti, importante è migliorarsi per continuare a far bene e a impegnarsi per obiettivi più ambiti, sfidanti e difficili ma non impossibili. Hai sofferto, momenti critici, problemi? “Ho sofferto solo in verità dalla 5a ora alla fine, ho pagato le prime 4 ore con una media di 4.16 su un percorso molto duro.”
 
La gara a volte non regala niente, si tratta di percorrere chilometri e chilometri di strada che possono includere salite e discese, sempre andare avanti per totalizzare più chilometri e meritarsi il premio finale della vittoria o della podio o di aver concluso la gara come si voleva. Avevi abbigliamento e integrazione idonei, ti è mancato qualcosa che non avevi considerato? “Tutto ok rifornimenti abbigliamento ecc.” Matteo giocava in casa, correva nei luoghi a lui cari, aveva a disoszione l’aria e il clima di casa, coccolato e servito a dovere.
 
Pensieri, sensazioni, emozioni, prima, durante, dopo la gara? “Pensieri? Pensavo alle sensazioni del mio corpo a come gestire al meglio e fare più km possibile.” Importante focalizzarsi sia sulla gara, sul gesto atletico, ma anche diventa importante focalizzarsi su se stessi, sul proprio corpo, monitorarsi dalla testa a piedi, monitorare sensazioni interne, comprendere come ci si sente, come si sta andando, come continuare a far bene. Organizzata bene la gara, percorso, ristori, premiazioni? “Gara organizzata veramente bene.” Tifo, sostegno, famiglia, amici, com'era? “Sì la famiglia e il presidente del mio team sono venuti fin dall’inizio.” Cambia qualcosa dopo questa prova? “Beh diciamo che adesso proverò ancora a migliorarmi.”
 
Prossime gare, obiettivi a breve, medio, lungo termine? Poi penseremo al Passatore. Domenica se recupero sarò a Corato. Come mi dicesti tu.... un passo alla volta. Grazie sei sempre gentilissimo.” Vero, si costruisce un passo alla volta la performance, mattone su mattone, allenamento su allenamento, gara su gara si costruiscono vittorie e performance, così come si può ambire a un posto in Nazionale se ci sono i numeri, questo si vedrà con il tempo opportuno, con le prossime gare. Per approfondimenti sul fantastico, sorprendente, bizzarro e straordinario mondo degli ultrarunner è possibile consultare il mio libro dal titolo "Ultramaratoneti e gare estreme", Prospettiva editrice http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product
 
Matteo SIMONE Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR http://www.mjmeditore.it/autori/matteo-simone 
Commenti? | Apr 26, 2017

ESERCIZI DI FORZA NATURALE PER CORRERE VELOCE: I BURPEES

Posted by linfordbif in Training

I Burpees sono uno degli esercizi a corpo libero piu´ efficaci e completi. I Burpees furono inventati in america da Royal Burpee ( da qui il nome Burpees, li avessi inventati io li chiameremmo i Biffis :D ) negli anni 30 per testare la forza e la consizione dei suoi militari.

Scherzi a parte i Burpees sono un esercizio che consiglio a tutti, sopratutto agli Sprinter in quanto coi Burpees alleniamo in modo ottimale la partenza, nello specifico ci alleniamo a portare il nostro corpo dalla posizione a terra con 4 appoggi, alla posizione eretta.

Quindi alleniamo tutto quei muscoli che poi ci servono in partenza e nella fase drive. Per chi vuole correre veloce i Burpees sono assolutamente un Must. I Burpees sono costituiti da 2 esercizi: un balzo rana ed una flessione

Come si eseguono i Burpees? 

 

  1. 1 Si parte dalla posizione eretta, piedi paralleli e dritti
  2. 2 Si scende sino a toccare terra con le mani
  3. 3 A questo punto spostiamo il baricentro e portiamo il peso  corporeo sulle mani
  4. 4 Spingiamo i piedi indietro
  5. 5 Facciamo una flessione
  6. 6 Riportiamo i piedi al petto
  7. 7 Rispostiamo il baricentro sui piedi
  8. 8 Eseguire un balzo rana

 

Il Mio connsiglio rimane sempre quello di eseguire i Burpees sempre in modo corretto e preferire sempre la filosofia: pochi e corretti.

Una delle rincipali caratteristiche dei Burpees e´ che sono un esercizio, intenso, che possiamo eseguire dove vogliamo ( ci bastano 2 MQ ) ed un Workout di Burpees  ci permette di fare un allenamento intenso in breve tempo. Sono un allenamento Cardio davvero importante.

Buon divertimento coi Burpees! 

Video: Come eseguire i Burpees 

Daniele Biffi - Mental Coach & Personal Trainer
runfast@fastandfit.info

Fastandfit.info  

Commenti? | Apr 02, 2017

Gianni Giansante, runner: Lo sport per me Ŕ una sana palestra di vita

Posted by linfordbif in Training

xgiansantegallery3_jpg_pagespeed_ic_VrIGbmVZMrLa pratica dell’attività fisica fa sperimentare benessere fisico ed organismico, cioè l’attività fisica permette di mettere in moto i diversi apparati circolatorio, cardiaco, respiratorio; benessere a livello ormonale, di smaltimento di tossine. Di seguito Gianni Giansante ci racconta la sua esperienza.

Qual è stato il tuo percorso nella pratica sportiva? “Da giovane poi leggera pausa, da 6 anni mi alleno tutti i giorni per scaricare le tensioni della vita quotidiana.”

Lo sport fa sperimentare anche benessere mentale, permette di scaricare tensione e stress che possono derivare da una giornata lavorativa o da altri impegni quotidiani di disbrigo faccende domestiche o burocratiche, lo sport ti permette di trovare un tempo tutto tuo dedicato a te stesso da solo o in compagnia per fare qualcosa che diventa piacevole, ti fa sperimentare sensazioni ed emozioni, anche fatica ed impegno con determinazione per raggiungere obiettivi e trasformare sogni in realtà.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Si il giorno che ho spinto un ragazzo disabile su una carrozzina.”

Lo sport ti fa sperimentare benessere relazionale oltre quello fisico e mentale facendo sport insieme ad altri, condividere esperienze di allenamento, di gara, fare qualcosa in gruppo, far parte di una squadra, di un esercito di sportivi che si iscrivono a competizioni da portare a termine confrontandosi tra di loro e dandosi consigli sui miglior allenamenti, su come aumentare al performance. Benessere emotivo, a volte lo sport ti fa sperimentare di riuscire in qualcosa, ti eleva l’autoefficacia, e tutto ciò si trasferisce nella quotidianità, nell’ambiente familiare e lavorativo, senti di riuscire in qualcosa, di avere delle capacità, risorse, caratteristiche che ti permettono di fare sport in modo continuativo con passione.

Quali sono i fattori che contribuiscono al benessere e performance nello sport? “Tranquillità e spensieratezza.”

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua attività sportiva? “Che è esagerata.”

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel praticare sport? “La generosità e la voglia di aiutare chi per qualsiasi motivo in quel momento e meno fortunato di me.”

Quali sono le capacità, caratteristiche, qualità che ti aiutano nel praticare il tuo sport? “La tenacia e la voglia di non mollare mai.”

Quali sono le sensazioni che sperimenti nello sport? “Felicità e benessere.”

Lo sport rende felici, incrementa consapevolezza, sviluppo autoefficacia consolidando la fiducia in se stessi di poter far qualcosa, di riuscire in qualcosa, inoltre lo sport incrementa la Resilienza, si affrontano e si superano meglio i problemi, crisi, difficoltà, si è più presenti, attenti, gentili.

Quali sono le difficoltà, i rischi, a cosa devi fare attenzione nella pratica del tuo sport? “Infortuni muscolari, sono molto fragile muscolarmente vista anche la mia non più giovane età.”

Gli infortuni si mettono in conto ed è importante essere disposti a fermarsi un po’, oppure a rallentare i ritmi. Si spera che non giunga mai il momento per smettere, significherebbe smettere di vivere, di sentire, di faticare, di divertirsi, di gioire, di mettersi alla prova, di conoscersi, sperimentarsi, di relazionarsi, scoprire.

Quale può essere un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi al tuo sport? “Lo sport per me è una sana palestra di vita, quindi e giusto farlo a tutti i livelli soprattutto per i giovani.”

Quali sono i prossimi obiettivi, sogni che hai realizzato e da realizzare? “La mia prima ultra 100km del passatore.”

Quali sono le sensazioni relative a precedenti esperienze di successo? “Felicità ed incredulità ad essere riuscito a cogliere un risultato francamente insperato.”

Hai un modello di riferimento, ti ispiri a qualcuno? “Tutti i runners a qualsiasi livello mi trasmettono qualcosa.”

C’è una parola o una frase detta da qualcuno che ti aiuta a crederci ed impegnarti? “Corazon.”

Come hai superato eventuali crisi, infortuni, sconfitte, difficoltà? “Con l’impegno.”

Gianni Giansante, quest’anno ha deciso di correre la maratona per una causa solidale, ecco le sue parole: “Cari amici anche quest’anno parteciperò alla XXIII Maratona di Roma , questa volta la mia gara avrà un sapore diverso e speciale visto che ho deciso di correrla per Spiragli di Luce, associazione che regala sorrisi e appunto Luce a ragazzi diversamente abili che scaldano il cuore, per chi ha la fortuna di condividerne la vita, loro hanno bisogno di fare sport, di sorridere comunque alla vita, quindi cari amici, io metterò come sempre tutto me stesso nella mia sfida sportiva, ma so bene che non potrà bastare, per la sfida solidale, quindi aiutatemi ad aiutare. Insieme possiamo vincere tutte le sfide del mondo. Sostenete la mia corsa con una libera donazione Grazie Gianni.”

https://www.retedeldono.it/it/iniziative/a.p.s-spiragli-di-luce/gianni.giansante/gianni-giansante-per-spiragli-di-luce

Questo mi accomuna a gianni Giansante, il correre e ancora di più il correre solidale, anch’io ci metterò corpo, testa e cuore per percorrere non più i 42,195km della maratona di Roma che mi ero prefissato ma per correre la stracittadina di 5 km e voglio anche vedervi per strada a sostenermi ed a fare il tifo per l’Associazione Spiragli di Luce”, daje! Insieme è molto meglio.

https://www.retedeldono.it/it/iniziative/a.p.s-spiragli-di-luce/matteo.simone/di-corsa-per-spiragli-di-luce

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

Commenti? | Mar 30, 2017

RINFORZARE I BICIPITI FEMORALI COI NORVEGIAN CURL

Posted by linfordbif in Training

 

Allenare e rinforzare i bicipiti femorali per correre veloce, come anche per prevenire infortuni, risulta fondamentale. Uno degli esercizi migliori per allenare e rinforzare i bicipiti femorali e´ sicuramente il Norwegian Curl.

 

 

Come eseguire i Norvegian Curl:

 

  1. Inginocchiarsi
  2. Fissare i piedi alla spalliera, l´alternativa e´ che un nostro compagno di allenamenti ci tenga fissi i piedi
  3. Incrociare le mani dietro la schiena
  4. Tenere la schiena dritta
  5. Tenere lo sguardo verso l´alto
  6. Scendere lentamente tenendo la schiena dritta
  7. Raggiunta terra con la testa (o sino a dove si riesce ad arrivare) tornare alla posizione di partenza tenendo il corpo sempre a 180°

 


E´ un esercizio a corpo libero molto impegnativo, consiglio 3>5 serie da 3>6 ripetizioni.


Una valida variante, sia per principianti sia per Atleti allenati che possono eseguire piu´  ripetizioni e lavorare quindi in modo completo con i bicipiti femorali, e´ eseguire l´esercizio aiutandosi con le braccia spingendo il corpo indietro con una flessione una volta raggiunta terra.

 

In questo modo chi inizia ha modo di lavorare bene con i bicipiti e rinforzarli per poi un giorno riuscire ad eseguire anche la prima variante. Gli Atleti allenati possono eseguir un numero maggiore di serie e di ripetizioni.


Buon allenamento!

 

VIDEO: NORVEGIAN CURL 

 

Daniele Biffi - Mental Coach & Personal Trainer

runfast@fastandfit.info
 

  


Commenti? | Mar 30, 2017

TUTORIAL FLESSIONI: COME ESEGUIRE I PIEGAMENTI

Posted by linfordbif in Training


piegamenti sulle braccia ( Flessioni, puch up) sono un classico e che consiglio di fare a tutti, sono esercizi molto importanti e di notevole efficacia. In questo esercizio, come poi in tutti, rimane la fondamentale tecnica di esecuzione.

Le cose da curare sono: 

  • 1) la schiena rimane dritta 
  • 2) testa dritta e sguardo verso il pavimento: collo e testa devono essere allineati al tronco.
  • 3) corpo rimane sempre a 180°
  • 4) inspirare in discesa, espirare in salita
  • 5) la direzione del palmo parallela al tronco.

 

Ci sono diverse varianti, che vedremo nel prossimo articolo, una delle piu´ importanti la abbiamo cambiando la distanza tra le mani: piu´le mani sono unite piu´ lavoriamo coi tricipiti, piu´ le mani sono distanti piu´ lavoriamo con i pettorali.


Un buon allenamento di con le flessioni e´anche un ottimo allenamento cardio. 
Uno dei  piu´ grandi vantaggi delle flessioni e´che possono essere eseguiti senza alcun attrezzo, e basta assolutamente poco spazio e possiamo allenarci comodamente a casa, in vacanza, in ufficio.


Le flessioni sono un esercizio molto efficace e possiamo ottenere ottimi risultati anche con allenamenti brevi, con perseveranza e curando la tecnica.  
I piegamenti sulle braccia sono sicuramnte una scelta perfetta per chi vuole ottimizzare il tempo dedicato all´allenamento fisico massimizzando i vantaggi.


Allenandoci con le flessioni lavoriamo molto bene con tricipiti e pettorali, come anche con i muscoli della spalla, schiena, addominali, glutei, praticamente e´un esercizio per tutto il corpo . 


Come sempre e´ bene riscaldarsi bene, qui lavoriamo con 3 importanti articolazioni ( polso, gomito, spalla) che devono assolutamente essere scaldate prima di iniziare. Un ottimo riscaldamento puo´esser la corda ed esercizi di mobilita´per la spalla. 


Prediligi sempre  ripetizioni  eseguite corrrettamente, e´ l´unico modo per avere risultati ottimali.


VIDEO: TUTORIAL FLESSIONI: COME ESEGUIRE I PIEGAMENTI 


Biffi Daniele Personal Trainer & Mental Coach WWW.FASTANDFIT.INFO 

  

Commenti? | Mar 22, 2017

ALLENAMENTO RIPETUTE PER IL MEZZOFONDO: PIRAMIDALE 200-400-600-800-1000-800-600-400-200

Posted by linfordbif in Training
 
Il concetto di allenamento piramidale fu´ concepito da un allenatore neozelandese Arthur Lydiart negli anni 60.  Lydiart fu´ uno dei precursori della razionalizzazione scientifica dell´allenamento.
 
Con l´allenamento piramidale 200 - 400 - 600 - 800 - 1000 - 800 - 600 - 400 - 200, andiamo a lavorare in modo ottimale anche sulla capacita´aerobica, ovvero sulla capacita di un Atleta a correre a velocita´ sostenute per lunghi tratti.
 
Con questo allenamento corriamo in totale 5000 mt, e´un allenamento ideale per chi prepara 3000 e 5000 consigliabile anche come allenamento veloce in pista per chi prepara Mezza e Maratona.
 
I recuperi da tenere sono 1´ dopo i 200m e si aumenta di 30" ad ogni prova a salire, di riduce nuovamente il recupero di 30" ad ogni prova a scendere.
 
Il ritmo da tenere e´regolare, l´obiettivo e´ di correre sempre alla stessa andura che sara´ pari al ritmo che tieni in una gara di 5000m.
 
Se corri quindi i 5000 in 20´00", quindi a 4´00" al Km, correrai le prove a 24" ( 4´00"al Km) ad ogni 100m: 200m 48", 400m in 1´36" etc)
 
Ci sono svariate forme di applicazione del metodo piramidale, rimane  il concetto di salita e discesa con distanze o periodi cronometrici.
 
 
 

 

Commenti? | Mar 22, 2017

ALLENAMENTO CON RIPETUTE PER IL MEZZOFONDO: IL 10x200 rec. 1┤

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Il 10x200 e´ un allenamento di utile e veloce sia per il Runner professionista che per l´Amatore. E´ un allenamento breve ed intenso che aiuta a lavorare su ritmi veloci.
 
I 200 metri sono una distanza reativamene breve e ben digeribile, l´allenamento risulta solitamente molto divertente comsigliabile anche agli sprinter nella prima fase del GPP.
 
E´ un lavoro sopratutto anaerobico e ci permette di velocizzare e lavorare sulla soglia anaerobica.  
 
La cosa fondamentale di questo lavoro e´ correre i 200m in modo regolare, l´obiettivo e´correrli tutti nello stesso tempo o comunque con una minima discrepanza (1-2").
 
E´un allenamento assolutamente intenso e piacevole.Il recupero da inserire tra le prove e´ di 1´ da fermi. Il ritmo da tenere e´ quello che si ha in gara nei 2000mt. Se vali ad esempio 7´00" sui 2000, ritmo di 3´30" al Km, correrai i 200 in 42".
 
Il 10x200 puoi usarlo anche come Test per capire in che tempo puoi correre i 5000m:
 
Totale dei tempi sui 200x3,2 = Tempo sui 5000
 
Questo allenamento e´ importante anche per imparare ad impostare una andatura regolare, che e´ necessario poi in gara.
 
Finito questo allenamento ti consiglio di inserire un buon fondo medio.
 
Buon allenamento!  
 
 
Buon allenamento!
 

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

Commenti? | Mar 20, 2017

ALIMENTAZIONE E SPORT: LE BANANE

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Le banane sono un frutto fantastico che dovrebbe essere sempre presente sia nella dieta quotidiana di uno sportivo come anche di tutti.

 

La banana e´ un frutto che ha origini asiatiche, poi portato nel 16esimo secolo nelle americhe dove ha trovato un ambiente ed un clima ottimali ed ormai la maggior parte delle banane oggi vengono poi qui prodotte.


Se evitare frutta e verdura con insetticidi e veleni vari e´ sempre importante, prediligere le banane bio e´ fondamentale.  


Le banane sono un frutto molto energico, se pensiamo che una banana di medie dimensioni ci fornisce circa 120 calorie contro le 40/50 di una mela di stesse dimensioni. Le banane ci forniscono energia sopratutto perche´ sono piene di amidi e carboidrati, circa 23Gr ogni 100 Gr di cui 14 sono zuccheri.


Nelle banane sono presenti molte vitamine tra cui anche la vitamina A, vitamine del gruppo B (soprattutto B6) ed anche un po´di vitamina  C, fibra, come anche 1,1 Gr di proteine ogni 100Gr che anche queste contribuiscono al nostro fabbisogno giornaliero di proteine.


Le banane vanno mangiate mature, quando cominicano ad avere qualche macchia nera. Qui le banane sono ben digeribili, nonche´ anche piu´ buone. Certamente quando le banane sono acerbe hanno un indice glicemico inferiore anche perche´ gli amidi presenti sono ancora amidi resistenti che poi si trasformano in zuccheri piu´ la banana matura e diventa dolce.

 

Quando le banane sono acerbe sono pero´ anche piene di antinutrizionali come tutta la frutta acerba. Una banana matura ha comunque un indice glicemico pari a 50 che comunque e´ relativamente basso. 


Le banane sono ottime da assumere prima di un allenamento come anche prima di una gara, meglio se 2-3 ore prima in modo che si abbia tempo di digerirle.


Una caratteristica importante delle banane e´ che sono piene di potassio, per noi importantissimo, e povere di sodio. Come sappiamo nella nostra dieta il rapporto sodio/potassio dovrebbe essere 1/1, con l´alimentazione moderna si tende ad assumere molto piu´ sodio. Mangiare banane aiuta molto a riequilibrare questo rapporto


Di banane possiam tranquillamente mangirne 2,3 o piu´ al giorno. Johan Blake in un video su u-tube confessa di mangiarne 16 al giorno, da queste dice di ricavare l´energia che gli serve in allenamento.


La banana e´ un alimento probiotico, aiuta la formazione di una buona flora intestinale che ormai sappiamo quanto questa si importante per la nostra salute.


Pochi sanno che anche la buccia bella banana e´ commestibile. Cuocendola si possono fare ottimi dolci.


Un consiglio, se le banane che hai in casa sono mature al punto giusto e vuoi tenerli come sono, basta metterle in frigo: in questo modo blocchiamo la maturazione e potremo mangiarle quando vorremo.

 

 

VIDEO: ALIMENTAZIONE E SPORT; LE BANANE 

 

 

 

 

Daniele Biffi - Mental Coach & Personal Trainer

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Commenti? | Mar 16, 2017

ALLENAMENTO CON RIPETUTE PER IL MEZZOFONDO: L┤ 8X800

Posted by linfordbif in Training
 
L´8x800 e´un allenamento di "potenza aerobica" perfetto per chi prepara 5000,  come anche ideale per chi si destreggia sui 10,000, gare su strada.
 
Questo allenamento e´ importante sia a livello organico, per migliorare la soglia anaerobica, come e´ anche importante e livello mentale. Qui impariamo a sopportare la fatica e se vogliamo anche il dolore. 
 
E´un allenamento assolutamente intenso e piacevole.Il recupero da tenere e´ di 2´, a seconda del livello e dalle predisposizioni dell´Atleta si puo´ recuperare da fermi o correndo. Il recupero correndo e´ bene che sia eseguito ad un ritmo che si 25% piu´ lento della prova. Quindi se corri gli 800 in 3´12", ovvero ad un ritmo di 4´00" al Km, correrai la pausa a 5´00" al Km.
 
Il ritmo da tenere e´quello che si ha in gara nei 5000mt. Se vali ad esempio 20´00" sui 5000, ritmo di 4´00" al Km, correrai gli 800 a 3´12".  
 
Ti consiglio di inserire questo allenamento nel tuo programma allenamento, ne gioveranno  sicuramente le tue prestazioni e le tue sensazioni in gara.
  
 
Buon allenamento!
 

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

Commenti? | Mar 15, 2017

ALIMENTI DA RIDURRE O EVITARE: LO ZUCCHERO

Posted by linfordbif in Training

 

Si parla spesso di quali alimenti sian utili o per lo meno consigliabili per un Atleta, sportivo e per correre veloce, in questo articolo vorrei parlare di alimenti che e´ bene evitare, ridurre o ancor forse meglio eliminare dalla propria dieta sia per migliorare la propria salute sia per migliorare le proprie prestazioni.

 

Che la alimentazione sia la miglior medicina e che in fin dei conti noi siamo cio´ che mangiamo, e´ ormai appurato. Ci sono alimenti che sono indispensabili, ci sono alimenti che hanno particolari effetti benefici sul nostro organismo, ci sono alimenti che hanno effetti nocivi e spesso deleteri. 


Tra gli elementi che metterei tra i piu´ deleteri nella dieta c´é sicuramente lo zucchero.  


Con Zucchero intendo lo zucchero raffinato, quello bianco della zuccheriera. Lo zucchero presente naturalmente nella frutta (fruttosio) come altri zuccheri, ci fanno anche bene ed hanno effetti molto diversi sul nostro organismo. Lo zucchero raffinato, come  anche tutti gli zuccheri artificiali, hanno effetti nefasti ed il loro consumo va´ assolutamente limitato ai minimi termini.

 

Il nostro organismo ha bisogno di zuccheri, soprattutto il nostro cervello, ideale e´ recuperarlo da  frutta e verdura.

 

Quello che ancor piu´ penso sia indispensabile e´ disabituare il palato al sapore dolce, diminuendo sempre piu´ l´uso sia di zuccheri che di dolcificanti. Generalmente bastan 10/15 gg.

 

Se diminuiamo ad esempio lo zucchero nel caffe´, i primi giorni lo sentiremo amaro (che comunque puo´ anche essere un gusto piacevole ed interessante) col passare dei giorni ci abitueremo. Dopo 2 settimane se ritorneremo a mettere la quantita´di zucchero a cui eravamo abituati, lo sentiremo dolcissimo. 

 

Le ragioni per eliminare lo zucchero dalla dieta sono diverse. Sappiamo ormai con certezza quanto lo zucchero sia deleterio per il nostro organismo, favorisca stress ossidativo, infiammazione subclinica cronica, e quanto sia il principale alimento per le cellule tumorali. 


Questo e´importantissimo sopratutto coi bambini e sopratutto i primi mesi di vita. I neonati dovrebbero assolutamente stare lontani da zuccheri raffinati e dolcificanti. Se vogliamo far si che i bambini non siano poi dipendenti da dolcetti e´ bene che stian lontani dallo zucchero. E´ proprio in questa fase che mettiamo le basi per i gusti che domineranno poi tutta la vita.  


Da eliminare assolutamente sono bevande zuccherate, anche bevande isotoniche edinegratori vari sono spesso pieni di zucchero. Yogurt con frutta e varianti varie sono spesso una fonte abominevole di zuccheri. Stessa cosa per biscotti, merendine. Nello stesso pane viene spesso aggiunto lo zucchero sia per "migliorarne" il sapore sia per renderlo piu´ morbido, si arriva sino a 3-5 grammi di zucchero ogni 100.


Miele, fruttosio, melassa, zucchero integrale ed alternative varie sono sempre e comunque da considerarsi zuccheri. Che in questi rimanga qualche minerale poco ci interessa, sono sempre e comuqnue da considerarsi come zuccheri ed agiscono nel nostro organiso esattamente come lo zuchero raffinato.

 

Basta diminuir gradualmente il sapore dolce dalla nostra dieta, ti abituerai piu´ velocemente di quanto tu possa pensare e finalmente tornerai a sentire i veri sapori e scoprirai anche il fantastico ed aromatico sapore del caffe´.

 

Capirai che quello che pensavi fosse caffe´ era solamente il sapore dello zucchero.  

 

VIDEO: ALIMENTI DA EVITARE: LO ZUCCHERO

 

VIDEO: COSA MANGIARE PER CORRERE VELOCE: 6 ALIMENTI DA EVITARE 

Daniele Biffi - Mental Coach & Personal Trainer

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Commenti? | Mar 14, 2017

RINFORZARE I BICIPITI FEMORALI PER CORRERE VELOCE

Posted by linfordbif in Training

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I bicipiti femorali sono tra i gruppi muscolari piu´ importanti nella corsa e sopratutto nella corsa veloce, nello sprint. Per correre veloce, come anche per prevenire infortuni, risulta fondamentale rinforzarli ed incrrementare la loro forza.

Uno degli errori piu´comuni nella preparazione  della velocitA´ e´ proprio quello di allenare molto quadricipiti e parte anteriore, tralasciando l´allenamento della parte anteriore del corpo. Questo e´uno dei motivi per cui sui campi di Atletica molti sprinter hanno poi spesso problemi ai bicipiti femorali o al tricipite della sura, contratture, infiammazioni, strappi etc..

Questi problemi sono spesso il risultato di un discompenso di forza tra parte anteriore e parte posteriore del corpo, tra muscoli agonisti e muscoli antagonisti. E´ bene che ci sia un equilibrio di forza tra muscoli agonisti ed antagonisti, come sicuramente deve esserci equilibrio tra quadricipiti e bicipiti femorali. 

Essendo il bicipite femorale il muscolo antagonista del quadricipite femorale (che gia´ di suo e´ il muscolo piu´ voluminoso del corpo umano) e´ bene che sia forte, molto forte, ed e´ bene allenarlo almeno quanto si allenano i quadricipiti, ancor meglio se ci si concentra maggiormante sui bicipiti femorali.

Per rinforzare i bicipiti femorali abbiamo molte possibilita´. Gli esercizi con la Leg Curl sono sicuramente tra i piu´ consigliabili, inmancabili esercizi di pesistica come gli stacchi rumeni, strappi, girate, interessanti anche esercizi con le cavigliere, fondamentali a mio avviso diventano i Nordic Glute Ham Raise.

Il mio consiglio e´ quello di allenare e rinforzare molto i bicipiti femorali, per correre veloce e´bene che la parte posteriore del corpo sia piu´ forte della parte anteriore. 

VIDEO: 3 ESERCIZI PER I BICIPITI FEMORALI 

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VIDEO: NORVEGIAN CURL - RINFORZARE I BICIPITI FEMORALI PER CORRERE VELOCE 

 

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Daniele Biffi - Mental Coach & Personal Trainer

runfast@fastandfit.info
 

 

 

Commenti? | Mar 09, 2017

VIDEO COSA MANGIARE PRIMA DI UNA GARA DI VELOCITA┤

Posted by linfordbif in Training

 

Cosa mangiare prima di una gara di velocita? Questa e´ una domanda da farsi assolutamente, l´alimentazione prima di una gara diventa importantissima se vogliamo portar il nostro organismo al Top quando siamo sui blocchi di partenza.

 

Quando mangiamo, qualsiasi cosa ingeriamo, crea una reazione metabolica nel nostro organismo. Ci sono alimenti e pratiche che ci aiutano a stare bene e ci danno energia, altre meno, altre assolutamente deleterie come mangiarsi un piatto di lasagne 30´ prima di un 400 ( spero con questo esempio di darti un´immagine mentale forte e precisa :) ).


Quello che ti consiglio, il giorno della gara, e´ in primis di bere appena alzato, assolutamente acqua, meglio tiepida. Molto dipende anche dall´orario in cui hai la gara. Se la gara e´ alla mattina ti consiglio di fare una buona colazione, con frutta anche secca, sicuramente banane, carboidrati integrali magari anche con marmellata meglio se senza zucchero. Latti vegetali, latte di mucca o capra assolutamente te li sconsiglio. Ti sconsiglio anche energy drink che sono spesso pieni di zuccheri che vogliamo evitare: si beve acqua o spremute.


Ti consiglio di stare a digiuno almeno 4 ore prima della gara, mangiare qualcosa meno di quanto tu faccia normalmente e di smettere di mangiare prima che tu ti senta sazio ( il segnale di sazieta´ e´un segnale labile che comunque parte dallo stomaco ed arriva al cervello circa 10´ dopo essere sazi, quindi se continuiamo a mangiare quando avvertiamo la sazieta´ abbiamo gia´ sicuramente mangiato troppo ).


Avere un po´ di fame prima della gara e´ perfetto, quando abbiamo fame abbiamo piu´ energie, siamo piu´ nervosi, e per una gara di velocita´ e´ ottimale. Se e´ vero che avere un po´di fame ci fa´ bene, avere tanta fame e´ meglio evitarlo. Se proprio hai fame in prossimita´ della gara ti consiglio di mangiare frutta, banane, o un pezzo di pane integrale, siguramente poco ed almeno un´ora prima della gara.


Bere ed idratare bene il tuo corpo e sopratutto massimo sino ad un´ora prima della gara, dopo al massimo ci si sciacqua la bocca.


Se la gara e´ alla sera ti consiglio di pranzare con insalata, carboidrati integrali, verdure, legumi, insomma un pasto vegetale.

 

Da evitare sono le carni, assolutamente latticini ( che comunque ti consiglio di eliminare dalla tua dieta), se vuoi mangire carne o pesce meglio dopo la gara.

 

 
Daniele Biffi - Mental Coach & Personal Trainer
runfast@fastandfit.info
 
Commenti? | Feb 27, 2017

Spiragli di luce: Ogni progetto che realizziamo insieme a loro Ŕ un traguardo

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Spiragli di luce: Ogni progetto che realizziamo insieme a loro è un traguardo

Matteo SIMONE L’Associazione “Spiragli di Luce”, operante nel territorio di Anzio e Nettuno, si rivolge ai ragazzi diversamente abili e alle persone con disagi sociali promuovendo lo sviluppo e la diffusione d’attività sportive e socioculturali. L'Associazione per poter continuare ad svolgere le attività natatoria rivolte ai ragazzi disabili ha scelto di aderire al Program Charity della Maratona di Roma 2017 chiedendo il supporto di amici runner interessati a sostenere questo nuovo importantissimo progetto.

Invitato dalla presidente dell’associazione, Elisa Tempestini, mia amica runner dalla staffetta della transumanza da Anzio a Jenne organizzata da Ivano Caronti, sono felice di aderire al Program Charity della Maratona di Roma 2017, come ho già fatto l’anno passato con l’associazione Sport Senza Frontiere. Di seguito approfondiamo la conoscenza dell’associazione e della sua presidente. In che modo lo sport contribuisce al benessere degli atleti di Spiragli di Luce? “Lo Sport per i ragazzi di spiragli di Luce è fondamentale, siamo riusciti ad ottenere dei grandi risultati, la prima è l'integrazione, la seconda è la prevenzione.” Come arrivano gli atleti alla tua associazione? “Gli Atleti ci contattano tramite l'informazione che diamo sul nostro territorio, tramite i servizi sociali, i social, e passaparola.” Come scelgono lo sport gli atleti sport? “Gli atleti scelgono lo sport in base alle loro esigenze e patologie, di cui vengono selezionati.”

Quali sono le difficoltà ed i rischi, a cosa devi fare attenzione nella tua associazione? “I ragazzi sono tutti tesserati e assicurati, ma il rischio è sempre in agguato, basta una distrazione e può succedere una tragedia, per questo è una grande responsabilità.” Cosa e quali persone hanno contribuito al buon andamento dell’associazione? “Hanno contribuito nell'associazione i sponsor per la parte economica, e i volontari per la parte tecnica, e la Fondazione Porfiri, che ci aiuta con i nostri progetti.” Quali sono stati i momenti più belli e significativi dove hai sperimentato le emozioni più belle? “Ogni progetto che realizziamo insieme a loro è un traguardo, l'emozione più grande è dividere con loro ogni momento della giornata , sia in piscina che a pallavolo.”

Quali i meccanismi psicologici ti aiutano per il buon andamento dell’associazione? “Quello che svolgo è una missione per me, questa è una domanda difficile da far capire.” I tuoi famigliari ed amici cosa dicono del tuo impegno nell’associazione? “La mia famiglia mi ha sempre appoggiato, le mie 2 figlie da quando sono piccole hanno fatto un percorso insieme, ora sono maggiorenni, questo mi gratifica, ho cercato di insegnare questi grandi valori, rispettare e aiutare chi è meno fortunato di noi.” Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente degli atleti di spiragli di Luce? Ogni momento è speciale, i loro sorrisi ti riempiono di gioia, ma la cosa più bella è stata quando con tanti sacrifici, avevamo un locale dove abbiamo cercato di rendere i ragazzi autonomi.

Cosa hai scoperto di te stessa nell’impegnarti nell’associazione? “Sono 15 anni che mi dedico a loro, lotto ogni giorno per i loro diritti, sono loro i normali!” Quali sensazioni sperimenti con gli atleti di spiragli di luce? “Nello sport ogni movimento è speciale.” Quali sono stati i momenti più difficili? “I momenti difficili, sono quando nessuno ti ascolta..e ti girano le spalle.” Hai dovuto scegliere di rinunciare a qualcosa nell’impegnarti nell’associazione? “Io mi considero una farfalla, libera di volare...e un leone ..pieno di energie.” C’è un messaggio che vorresti dare ai famigliari di persone con disabilità fisica o intellettiva? “Il mio messaggio ai genitori ..non mollare mai, loro ci insegnano a vivere.”

Riesci ad immaginare una vita senza la tua associazione? “Io penso volere è potere, l'associazione deve guardare al futuro, le lotte servono a questo.” Come hai gestito eventuali crisi all’interno dell’associazione? “Con determinazione, fiducia.” C’è mai stato il rischio di chiudere l’associazione? “Per fortuna non abbiamo mai rischiato di chiudere, cè sempre qualche Angelo.” Pensi che potrebbe essere utile lo psicologo nell’associazione? Per quali aspetti? “Dentro un associazione sono indispensabili un equipe di persone, specie un psicologo per avere un controllo generale.” Quale messaggio vuoi rivolgere alle persone per farli avvicinare alla tua associazione? “Alcune volte basta un gesto, un sorriso, e tanta volontà, non tutti tollerano le persone con disagio mentale o fisico, si ha paura, ma io nn mi stancherò mai di invitare le persone ad avvicinarsi a noi.” Quali sono gli obiettivi dell’associazione a breve, medio e lungo termine?

Sogni realizzati e da realizzare? “Ora il nostro obbiettivo è quello di una sede, un locale dove loro possano continuare i loro progetti, essere autonomi, e fare in modo che la loro vita continui nel sociale.” Io ci metterò corpo, testa e cuore per percorrere non più i 42,195km della maratona di Roma che mi ero prefissato ma per correre la stracittadina di 5 km e voglio anche vedervi per strada a sostenermi ed a fare il tifo per l’Associazione Spiragli di Luce”, daje! Insieme è molto meglio. Io ci metterò corpo, testa e cuore per percorrere non più i 42,195km della maratona di Roma che mi ero prefissato ma per correre la stracittadina di 5 km e voglio anche vedervi per strada a sostenermi ed a fare il tifo per l’Associazione Spiragli di Luce”, daje! Insieme è molto meglio. Pertanto chiedo a tutti i miei conoscenti, famigliari, amici, simpatizzanti di donare soldi e sorrisi per questo valido e prestigioso progetto associativo.

Lo sport rende felici, incrementa consapevolezza, sviluppa autoefficacia consolidando la fiducia in se stessi di poter far qualcosa, di riuscire in qualcosa, inoltre lo sport incrementa la Resilienza, si affrontano e si superano meglio i problemi, crisi, difficoltà, si è più presenti, attenti, gentili.

Matteo SIMONE 380.4337230 - 21163@tiscali.it http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product https://www.ibs.it/ultramaratoneti-gare-estreme-libro-matteo-simone/e/9788874189441 https://www.retedeldono.it/it/iniziative/a.p.s-spiragli-di-luce/matteo.simone/di-corsa-per-spiragli-di-luce

Commenti? | Feb 24, 2017

ALLENAMENTO CON RIPETUTE PER IL MEZZOFONDO: IL 10X400

Posted by linfordbif in Training

 

 
Il 10x400 e´ un allenamento perfetto per chi prepara i 3000 ed i 5000m come anche e´ consigliabile a chi prepara gare piu´ lunghe e su strada sino anche alla maratona.
 
Il 10x400 e´ da considerarsi un allenamento di "potenza lattacida" .
 
Come recupero teniamo 1´00". Una cosa importante e´ correre i 400 m in modo omogeneo.   
 
La domanda da farsi, sopratutto le prime volte, e´ a seguente: in che ritmo debbo correre i 400m?
 
La risposta e´ di correre i 400 al ritmo del tuo valore del momento sui 5000m. Quindi se corri i 5000 in 20´, ergo a 4´00" al Km, correrai i 400m in 1´36".
 
Questo allenamento e´ anche un Test ideale per capire in quanto si possan corrrere i 5000 m: 
 
Test per i 5000: Somma dei Tempi medi x 13,5 = Tempo sui 5000
 
Buon allenamento!

 

Personal Trainer & Mental Coach 

 
 
Commenti? | Feb 22, 2017

Ultramaratoneti e gare estreme

Posted by linfordbif in Training

Interviste, racconti e testimonianze da parte di atleti di sport di endurance mi hanno permesso di scrivere il libro dal titolo "Ultramaratoneti e gare estreme", Prospettiva Editrice, Civitavecchia, http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product

Collana:  Sport & Benessere, anno edizione: 2016 , pagine: 298 p. , Brossura, 13° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Sport - Atletica e sport da campo e da pista - Maratona e corsa campestre

 ULTRAMARATONETI e GARE ESTREME
 
Tanti sono i messaggi di apprezzamento e gratitudine da parte dei tanti atleti che fanno parte del mondo degli ultrarunner, un grazie a Nico Leonelli  per la sua gentilezza e le sue cortesi parole che riporto di seguito: “Matteo è veramente uno dei pochi che ha dato voce al mondo dell'Ultramaratona.”
Gradito anche il commento dell’ultrarunner Stefano Severoni: “Ho letto con vivo interesse il testo di Matteo Simone. Le sue 298 pagine si scorrono veloci, poiché si viene a contatto con atleti che trasmettono le esperienze che accomunano maratoneti e ultra. Certo l’Autore utilizza un metodo induttivo: non fa teoria pura, ma parte dalla pratica podistica che contrassegna un popolo di umili faticatori. La metafora che contraddistingue il mondo ultra è quella del viaggio o meglio di scoprire se stessi attraverso la percorrenza di tanti chilometri. Ma, come avvertono gli stessi corridori, la fatica quasi scompare quando si svolge un’attività che gratifica, poiché consente di stare meglio con se stessi e con gli altri, conoscere luoghi suggestivi e portare a casa sicuramente una simbolica, ma gratificante medaglia di partecipazione. Per esseri atleti ultra ‒ come segnala giustamente l’Autore, anch’egli “grande faticatore” ‒ bisogna essere resilienti ed efficaci. E dopo aver letto il libro non si potrà non cercare altri testi dello stesso Matteo. In definitiva, nella prestazione sportiva come nella vita quotidiana, la componente mentale riveste enorme importanza. Nella nostra società post-moderna e liquida, l’ultrarunner si presenta allora come colui che è in grado di gestire il proprio corpo e la propria mente, e così allungare la propria vita in uno stato di benessere. Ovviamente ‒ come in ogni campo ‒ sarà necessario equilibrio e giusta motivazione.”

Un grazie all’ultrarunner Roldano Marzorati per il commento seguente al mio libro: “Un libro per capire e conoscere gli ultramaratoneti. Un racconto fatto di storie e donne non professionisti che han scelto di vivere la dimensione dell’ultramaratona. Matteo Simone ci introduce in questo mondo raccogliendo pensieri di questi inconsueti atleti che non avranno mai le cronache da prima pagina ma che hanno molto da trasmettere perché per molti di loro è una filosofia di vita.”


Ecco la testimonianza di un anonimo ultrarunner: “Dopo la mia ultra di ieri ho conosciuto una parte di me che probabilmente ancora non conoscevo. Freddo, ghiaccio e neve, una persona normale non farebbe mai una cosa del genere ma chissà perché noi ‘matti’ ultramaratoneti siamo spinti chissà da cosa, ieri personalmente avevo in mente di finire la mia gara in maniera diversa ed in meno tempo ma date le avverse condizioni meteo solo oggi dico a me stesso di essere più forte di ieri.. dopo ieri la motivazione e la resilienza hanno aumentato in me la voglia di continuare a mettermi in gioco.”

Matteo SIMONE
380.4337230 - 21163@tiscali.it 
http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product
https://www.ibs.it/ultramaratoneti-gare-estreme-libro-matteo-simone/e/9788874189441
Commenti? | Feb 22, 2017

COME ALLENARE ED AUMENTARE LA FORZA MASSIMALE?

Posted by linfordbif in Training

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Come allenare e migliorare la forza massimale? Prima di rispondere a quasta domanda cominciamo col definire cosa sia la forza massimale: 

La Forza Massima è la forza piu´ elevata che il nostro sistema neuromuscolare e´ in grado di esprimere.

Se vogliamo allenare la forza massimale, dobbiamo allenarci con carichi che siano molto vicini ad essa. Quindi dobbiamo allenarci ad alte intensita´, dall´80% al 98%. Il 100%, che e´ poi pari alla forza massimale, lo esprimeremo in gara o nei test.

Se vogliamo migliorare la forza massimale dobbiamo in primis allenarci per migliorarla ed almeno 2 volte la settimana, meglio 3 o 4. I riposi diventano fondamentali, spesso un riposo diventa piu´ importante di un allenamento.

Importantissima e´, come sempre, la tecnica di esecuzione degli esercizi sia perche´ siano efficaci sia per restare sani e prevenire infortuni.

Vediamo ora che metodi di allenamento usare per aumentare la forza massimale. I mio consiglio e´ di variare sempre l´allenamento ed utilizzare tutti i metodi che vediamo qui di seguito.

Se utilizziamo sempre lo stesso metodo e ci alleniamo sempre allo stesso modo il nostro fisico tendera´ ad adattarsi ed a "stagnare", viceversa se ci alleniamo in modo sempre differente dndo sempre nuovi stimoli al nostro organismo ed ai muscoli interessati l´allenamento sara´ piu´efficace. 

Fondamentale in ogni allenamento e´ eseguire rispettando : Intensita´, Pause, Ritmo, Serie, Ripetizioni 

METODO DEI CARICHI RIPETUTI  

Il carico che usiamo va´dal 75 al 85%, quindi serie da 10 sino a 5 ripetizioni. 

Intensita´: 75/85%
Pause: 2´00"/3´00"
Ritmo: Brillante e fluido
Serie: 6/8
Ripetizioni: 10/4 
METODO DEI CARICHI MASSIMALI

E´ un metodo che bisogna assolutamente utilizzare, uno dei piu´ efficaci sicuramente. Lavoriamo con pesi ed intensita´ elevate. 

Intensita´: 85/98%
Pause: 3´00"
Ritmo: Brillante e fluido
Serie: 4/5
Ripetizioni: 5/2

METODO PIRAMIDALE

E´ il metodo che prediligo, sicuramente molto efficace. Si aumenta il peso ad ogni serie sino ad arrivare ad un peso submassimale.

Esempio: 
2x10x60%
1x8x70%
1x6x80%
1x3x90%
1x2x95%
1x6x80%
1x10x60% 

Intensita´: 60/98%
Pause: 2´00"
Ritmo: Brillante e fluido
Serie: 8/10
Ripetizioni: 10/2 

METODO DEI CARICHI DINAMICI  

Qui l´intensita´ e´ bassa e la velocita´ di esecuzione diventa importante. Qui alleniamo la forza veloce, le ripetizioni vanno eseguite in modo rapido.

Intensita´: 65/75%
Pause: 2´00"
Ritmo: Veloce
Serie: 6/8
Ripetizioni: 12/8

METODO ECCENTRICO 

Qui lavoriamo con carichi sueriori al massimale, si cede lentamente resistendo al sovraccarico. Consiglio di allenarsi sempre con l´aiuto di un partner o a castello.

 
Intensita´: 100>130%
Pause: 3´00"
Ritmo: controllato
Serie: 4/5
Ripetizioni: 1>3
 
METODO ISOMETRICO

Qui lavoriamo in modo statico restando fermi nella posizione prescelta dagli 8 ai 12 secondi:

 
Intensita´: 90>98%
Pause: 3´00"
Ritmo: controllato
Serie: 4/5

Ripetizioni: 1 da 8">12" 

VIDEO: COME AUMENTARE LA FORZA MASSIMALE - TUTORIAL  

 

Biffi Daniele

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Personal Trainer & Mental Coach  

 

 

 

 

Commenti? | Feb 17, 2017

RINFORZARE IL BACINO PER CORRERE VELOCE

Posted by linfordbif in Training

Uno degli elementi sicuramente fondamentali nella corsa, ed ancor piu´ nello Sprint, e´ sicuramente il bacino. Per correre veloce bisogna usare il bacino ed e´ necessario che il bacino sia forte e mobile. 

Allenare e rinforzare il bacino diventa quindi un obiettivo principale.

Avere un bacino forte significa aver forza per stare alti, per tenere una postura eretta durante la corsa, significa poter aver forze da utilizzare nella spinta.  

Si spinge sia coi piedi, con le gambe e con le braccia, come anche con il bacino. Forse e´ proprio l´essere ingrado di spingere col bacino a fare la grossa differenza.

Per correre alto e sciolto devi avere essere forte nel baricentro, quindi nel bacino. 

Oltre che allenarlo il bacino bisogna anche essere in grado di usarlo nella corsa, sia nella fase Drive che nella fase Fly. Qui servono esercizio e concentrazione durante la corsa.

Ci sono diversi esercizi per allenare il bacino: dai Planks, agli esercizi per l´Ileo Psoas, al traino, Gradoni, etc. 

Il mio consiglio e´ di dedicare buona parte del tuo allenamento al bacino, potresti veder presto netti miglioramenti.  

VIDEO: COME USARE IL BACINO PER CORRERE VELOCE

VIDEO: PSOAS E MUSCOLO ILIACO - ESERCIZI DI FORZA PER CORRERE VELOCE - ATLETICA LEGGERA  

Biffi Daniele

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Commenti? | Feb 14, 2017

LA VITAMINA C ED IL RAFFREDDORE

Posted by linfordbif in Training
La Vitamina C, nota anche come acido ascorbico, rinforza il sistema immunitario, questo e´ ormai assodato e provato da oltre 80 anni di studi (praticamente da quando la Vitamina C e´stata scoperta). Alte dosi di acido ascorbico accorcian la durata del rafffreddore e ne velocizzano il processo di guarigione.

La vitamina C  è una molecola essenziale, che praticamente tutti gli organismi viventi, animali e piante, e´ in grado di sintetizzare e produrre. Pertanto, la vitamina C non è una vitamina per tutti gli altri esseri viventi, lo e´ praticamente solo per l´uomo. 

Cosa sono le vitamine? Le vitamine sono composti organici fondamentali per altre funzioni vitali che non possono essere utilizzati come fonte di energia dall´organismo e che siamo in grado di produrre se non in quantita´ insufficienti..

L'uomo è un'eccezione. L'uomo è quasi l'unico essere vivente, piante incluse, che di per sé non e´in grado produrre acido ascorbico.
 
Si ritiene che l´Homo Spiens abbia perso la capacità di sintetizzare la vitamina C a causa di una mutazione genetica, forse perché i nostri antenati nutrendosi prrincipalmente di frutta e verdura (per di piu´ mature ed appena colte) assumevano quitidianamente molta vitamina C. La stessa carne e pesce che venivan mangiati crudi erano buone fonti di vitamina c, cosa che non lo sono affatto se cotti.

L´uomo assume vitamina C esclusivamente dal cibo.

La RDA consigliata dai maggiori centri di nutrizione e´di 80/100 milligrammi al giorno, perché  appunto la molecole acodo ascorbico e´ presa in considerazione solo come vitamina. L'acido ascorbico è una molecola che e´ si una vitamina ( e´ una vitamina perché senza ci si ammala di scorbuto e quindi si muore)   e´ comunque molto di piu´. Gli effetti positivi della vitamina C nel nostro organismo sono ben altri.

Studi hanno dimostrato che i sintomi del raffreddore possono essere alleviati dalla assunzione di dosi importanti di vitamina C, soprattuto se prese all´insorgere dei primi sintomi. 

Dai primi segnali si dovrebbe prendere ogni giorno dai 5 ai 10 grammi (la cosa migliore e´ assumere un grammo ogni ora per 10 ore).

La vitamina C ha quindi un ruolo fondamentale nella prevenzione e cura del raffreddore. Studi dimostrano che effetti positivi, guarigioni rapide e miglioramenti, nel 95% dei casi interessati.

Studi di morfologia dimostrano che se l´Homo Sapiens fosse ancora in grado di produrre  vitamina C ne produrrebbe dai 4 ai 10 grammi al giorno.

L´importanza della vitamina C nel combattere le malattie infiammatorie è stato scientificamente provato da oltre 80 anni. L´uso di vitamina C contro le infezioni respiratorie e´stato per la prima volta proposto nel 1930. Nel 1970, il premio Nobel Linus Pauling ha pubblicato uno studio che provava che importanti dosi di vitamina C  guariscono e prevengono il raffreddore.  
 
Anche da recenti studi confermano che la vitamina C aiuta ad alleviare i sintomi del raffreddore e ne riduce sensibilmente la durata. L´Importante è la quantità: se si vuole rimanere in buona salute, e che sopratutto se si vuole combattere un raffreddore, si deve parlare di Grammi.

Una lettura che consiglio a tutti e´ "Vitamin C and the common cold" del Premio Nobel Linus Pauling.

Il mio consiglio e´ di assumere la maggior quantita´ possibile di vitamina C dal cibo ed assumere quotidianamente (meglio a stomaco pieno ed ancor meglio nel succo di agrume dove si scioglie facilmente) dagli 0,5 ai 2 grammi al giorno.
 
 

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

 
Commenti? | Jan 28, 2017

Daniele Biffi, 400m: Il Record del mondo Indoor era un nostro obiettivo

Posted by linfordbif in Training

Roland Gröger corre i 400 metri Indoor in 51"92 stabilendo il nuovo record del mondo Indoor categoria M50 e diventando il primo M50 nella storia a correre sotto i 52"00, migliora di 0,47" il suo Record del 2015 di 52"39. E’ di Roland Gröger anche il record dei 400 metri all´aperto di 51"02 stabilito ad agosto nel 2016. 

Per il suo allenatore, Daniele Biffi, è una gioia immensa aver contribuito a questa grande impresa, di seguito riporto le sue impressioni di recordman in qualità di allenatore.

Ciao Daniele, com'è andata per te e per il tuo atleta? “E´ andata oltre le più immense aspettative! Il Record del mondo Indoor era un nostro obiettivo quest´anno. Sapevo che avrebbe potuto migliorare il suo 52"39, nelle ultime settimane in allenamento ha dimostrato di stare bene. La scorsa stagione è stata lunga, se pensiamo che Roland ha corso sino a Novembre ai Mondiali di Perth. La priorità negli ultimi mesi era rigenerarsi, riposarsi e ricaricarsi le batterie. Così abbiamo fatto: Roland è sempre molto attento e preciso negli allenamenti. Vedevo dagli allenamenti che stava bene, sapevo che il WR sarebbe stato possibile. Io e Roland sapevamo che quest´anno avrebbe corso i 400 Indor in un 51". Correrlo direttamente alla prima uscita è stato veramente strepitoso.”

L’atleta e l’allenatore lavorano in sinergia, stabiliscono degli obiettivi condivisi, testano lo stato di forma prima di una competizione importante, pianificano, programmano, e quando arrivano i risultati la gioia diventa immensa per entrambi, gioire per un risultato che appartiene ad entrambi, l’esecutore ed il preparatore, una bella alleanza, frutto di fiducia, sostegno, complicità.

Sensazioni, emozioni, pensieri prima, durante, dopo la gara? “Quando corrono i miei Atleti sono più teso di quando debbo correre io. Prima della gara sono andato sugli spalti, al piano superiore, assieme a 2 allenatori che conosco. Prima hanno corso i loro Atleti, poi ultima batteria i miei 2 appunto nella stessa batteria. Speravo li mettessero nella stessa batteria, quando corrono assieme è sempre un gran ‘duello’. Roland in 3a, Marco in 4a: perfetto! Durante la gara avevo il cuore a mille. Vedevo Roland al primo giro stare attaccato a Marco che sulla carta era il favorito, quando ho visto ai 160 Roland passargli davanti ho pensato al WR. Ai 250 Marco cerca di passarlo, Roland reagisce. 

Stessa cosa ai 300, sapevo che Marco valesse 51"80, mi rendevo conto anche che Roland stava correndo il WR. Poi ho visto il crono "51"92", da lì sono esploso. Ho cominciato ad urlare, scendere le scale a 4 gradoni alla volta, andare in pista e correre verso Roland urlando ‘Roland, Wetrekord, Weltrekord!’ (Ormai a Berlino mi conoscono così). Ci siamo stretti ed abbracciati: Roland mi regala emozioni immense!”
 
Non si è mai preparati ad un record del mondo, non è possibile immaginare le sensazioni che si possono sperimentare, la gara diventa lunghissima perché entrano in gioco tante variabili, tanti dettagli, l’atleta è focalizzato a fare bene, a fare in modo che vada tutto liscio, forza, resistenza, fiducia in sé, voglia di vincere, voglia di condividere la vittoria, l’allenatore segue dietro le quinte con i suoi neuroni specchio che gli procurano tensione ai muscoli, lo fanno sudare, gli fanno alzare i battiti cardiaci,  come se l’allenatore dal di fuori spingesse l’atleta con gli occhi, lo sguardo, l’attenzione mirata, è come se contribuisca con la forza del pensiero alla sua miglior performance.

Tifo, sostegno, amici, com'era? “Quando corre Roland attira sempre parecchia attenzione. Tifo ce ne era, me ne rendo conto dal video perché durante la gara non sentivo nulla. Dopo la gara sono arrivati complimenti da tantissime persone, lo speaker ha annunciato il Record, Roland lo hanno chiamato sul podio nonostante fosse arrivato 7o, gli han consegnato un certificato stampato apposta per lui con il risultato come ricordo: quel foglio vale tanto per noi!”
 
Dopo tanta fatica, tanti allenamenti, tanto impegno, arriva il momento di godere, di esultare, di gioia immensa, è questo il momento che bisogna dilatare, bisogna far durare il più a lungo possibile, bisogna memorizzarlo attraverso le sensazioni sperimentate.
 
Prossime gare, obiettivi? “Prossima gara i campionati master di Berlino il 12 febbraio, poi un 400 ad un Meeting e poi i Campionati tedeschi. Ad Aprile i mondiali in sud corea dove Roland si presenterà sui 60,200 e 400m. Come obiettivi avevamo il WR sui 400 ed il 51" sui 400, ora li abbiamo raggiunti. Restano i Rekord tedesco indoor sui 200m (suo con 23"49), vincere più ori possibili ai campionati tedeschi, mondiali ed europei, migliorare il Record tedesco elettrico dei 100 sempre suoi con 11"47 e far meglio del record manuale di 30 anni fa (11,2 =11"44), migliorare il Record tedesco sui 200 all´aperto (suo con 23"15, a Pert ha corso 22"97 + 3"8 ed un 23"0 a Berlino semielettrico), essere il primo M50 a correre in 50", ed ora certamente vedere di migliorare il 51"92 indoor. Insomma, obiettivi ne abbiamo parecchi!”

Cosa significa per te essere allenatore di un recordman?   “Un misto tra orgoglio, piacere e responsabilità. Recordman lo è ora, quando abbiamo iniziato 4 anni fa era solo secondo a Berlino sui 100. Proprio a causa di questa sconfitta (‘non tutto il male vien per nuocere’ dico sempre!) ha cercato un allenatore per poter vincere i berlinesi e si è presentato da me. Pensa che quando si è presentato mi ha detto di essere uno sprinter, che 60m e 100 sono le sue gare e che a volte magari corre qualche 200. ‘E i 400’? Chiedo io ‘no no, 400 assolutamente non fanno per me’ mi disse con aria quasi spaventata. Siamo cresciuti assieme, più lo allenavo più mi rendevo conto che la sua gara fossero i 400, dovevo solo convincerlo. Ce la feci 2 anni fa quando corse 52"47 preparando i 200. 4 mesi dopo ha corso il suo primo WR sui 400 Indoor. Da 2 anni prepariamo i 400, è veramente fantastico vedere i risultati che sta´ ottenendo. Sai, una cosa è quando ti arriva un Atleta già forte, che già ha magari corso Record, un´altra è portarcelo partendo dal basso insomma. Essere l´allenatore di Roland è per me un immenso piacere. Vedere i risultati che ottiene mi rende felicissimo per lui, mi sento la responsabilità di allenarlo nel miglior modo possibile. Questa per me è una motivazione pazzesca a cercare dove si possa ancora migliorare, dettagli e particolari, a studiare ancora per migliorarmi io stesso ancora come allenatore per avere più conoscenza da trasferire nei suoi allenamenti. L´obiettivo è creare l´allenamento perfetto per lui (come è comunque l´obiettivo per tutti i miei atleti). I risultati ottenuti mi rendono certo orgoglioso di me stesso, ancor di più lo sono di Roland che è veramente un Atleta deciso, intelligente, con tanta voglia di fare: è un piacere immenso allenarlo. Lui fa veramente tutto ciò che gli dico, dagli allenamenti all’alimentazione, al Mental Coaching. Questa è la sua forza ed è certamente perfetto per me. Tutto questo mi rende responsabile e so´ anche quanto debba stare attento a consigliargli e fargli fare cose che gli facciano seriamente bene. Roland è sì un mio Atleta come anche un mio carissimo amico e gli voglio un bene immenso. Quando siamo in pista i ruoli sono chiari, ci divertiamo parecchio quando ci alleniamo assieme, sempre comunque lavorando concentrati. Poi finito l´allenamento ci togliamo le chiodate, metto via il crono e ci godiamo le endorfine da buoni amici: anche questa è la nostra forza.”
 
Le sconfitte ci possono essere, importante è quello che ci fai con la sconfitta, se torni a casa depresso ti passa anche la voglia di gareggiare e di allearti, ma se ne fai tesoro dei tuoi errori, della tua sconfitta studiando bene quello che è accaduto, spezzettando ed esaminando la gara, ogni fase, si può apprendere come poter far meglio. Per l’allenatore diventa molto sfidante continuare ad allenare un recordman, continuare a far fare bene e far fare meglio, si può arrivare al record ma è difficilissimo continuare a motivare l’atleta ad osare, ad alzare sempre un pochetto l’asticella per nuovi record.
Quali meccanismi psicologici ritieni ti aiutano ad allenare un recordman? “Esser deciso, o forse meglio dire ‘testa dura’. Sono un perfezionista, come allenatore do il 100% e chiedo che i miei Atleti diano lo stesso, se non di più. Questo Roland lo sa´ benissimo. Roland ha accettato il mio modo di essere sin dall´inizio, ha sempre avuto fiducia in me (di questo gli sono grato) ed ha fatto sempre e solo ciò che gli dico di fare, questo è per me assolutamente fondamentale per avere un buon rapporto con i miei atleti. Penso che Roland ora abbia una fiducia assoluta in me. Questo per me è fantastico e sento una grossa responsabilità che mi dà una grossa motivazione per fare sempre meglio: io adoro le sfide. Sono parecchio preciso. Tempi, pesi, recuperi, intensità, esercizi: l´allenamento deve essere eseguito alla perfezione. Sono molto attento ai particolari, sono questi che fanno la differenza. Sono abbastanza intransigente e può succedere che mi suonino i campanellini in testa: se vedo qualcosa che non mi va´, se sento aria di confort zone, se vedo che si potrebbe fare meglio o di più mi faccio sentire. Roland è sempre attento, capisce e reagisce in modo ottimale. Se le cose non vanno come dico e voglio io lo manifesto, a volte so´ di non essere proprio facile. Se è vero che lui impara ed ha imparato molto da me è anche vero che io da lui, e con lui, ho imparato moltissimo e di questo gli sono estremamente grato. Cerco in qualsiasi situazione di trovare la soluzione migliore per Roland, per il suo allenamento e per il nostro rapporto. L´empatia è sicuramente importante, capire come stanno i miei Atleti e di cosa abbiano bisogno, capire le priorità, è fondamentale. La cosa forse più importante è proprio il divertimento. Con Roland ci divertiamo parecchio. All´inizio della nostra storia nelle ripetute ero sempre avanti io. Gli dicevo sempre che un giorno sarebbe stato sempre lui davanti a me e non mi credeva. Ora per stargli dietro lo inseguo in bicicletta!”
 
Tutto cambia, tutto ha un inizio ed una fine, è importante essere consapevoli delle proprie capacità e dei propri limiti, importante accettare che il tempo ti porta ad avere prestazioni più scadenti e che gli allievi un giorno ti potranno superare, c’è sempre un passaggio di informazioni e di competenze tra i maestre ed allievi e bisogna essere fieri che l’allievo ti supera, vuol dire che sei un buon maestro. Il divertimento e l’umorismo diventa una buona cornice ad attività che comportano fatica ed a volte anche sacrifici per impegni costanti e continuativi di allenamento che prevedono anche rinunce.
  

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

380-4337230 - 21163@tiscali.it


Commenti? | Jan 26, 2017

Si impara sempre dall'esperienza, importante Ŕ mettersi in gioco

Posted by linfordbif in Training
Matteo SImone Impegnatevi per ottenere ciò di cui avete bisogno, e quando non riuscite a ottenerlo, ebbene, sorridete e tentate ancora, in un modo diverso. William Hart Si impara sempre dall'esperienza, importante è mettersi in gioco, uscire dalla zona di comfort, si può scegliere di restare seduti dietro le quinte, comodi, ma solo mettendosi in gioco e facendo esperienza ci possono essere i presupposti per far meglio e conoscersi meglio, la prossima volta si potrà fare diversamente e meglio.
 
E’ importante lavorare su obiettivi, sul superare errori e sconfitte, si impara da quello da tutto ciò che succede per fare meglio in futuro e funzionare meglio come individui e come squadra conoscendosi meglio. Il vero Team, si incontra dopo un'esperienza e vede cosa è andato male e come si può migliorare, ci si mette a tavolino, e si esamina al dettaglio quello che è successo, come possiamo far meglio la prossima volta, sono tante le modalità per far meglio. Nel gruppo è importante conoscersi, confrontarsi, sostenersi, piano piano si cerca di fare progetti, è importante parlarsi, guardandosi negli occhi.
 
Riporto di seguito una testimonianza descritta nel testo Disciplinaliquida di Franco Del Campo, campione di nuoto, due finali alle Olimpiadi di Città del Messico (1968): “Partecipare ai Giochi Olimpici e magari raggiungere – anche se da ultimo – due finali, è il sogno supremo di chiunque faccia sport. Ma, per arrivare alla fine di questa lunga marcia, bisogna iniziare con un numero infinito di passi intermedi, di allenamenti, di gare piccole piccole, qualche volta vinte e più spesso perse (diffidare di quelli che vincono subito, troppo spesso e troppo facilmente: non riusciranno ad imparare dall’esperienza e a superare il prezioso stress formativo della sconfitta). Poi arrivano, lentamente, le gare più importanti, prima regionali e poi nazionali. E non ci sono scorciatoie. Ma a questo punto devi aver superato una certa selezione, basata – certo – sui tempi e sui risultati, ma soprattutto trascinata dalla determinazione, dalla testardaggine, dalla caparbia volontà di tener duro, anche se avresti voglia di fare altro.” L’atleta può considerare il non raggiungimento di un obiettivo prefissato come una sconfitta personale. Ma nello sport si mettono in conto le sconfitte, servono a farti fermare, riflettere, fare il punto della situazione, osservare, valutare, capire cosa c’è stato di utile, di importante nella prestazione eseguita e su cosa, invece, bisogna lavorare, cosa si può migliorare.
 
Quindi, tutto sommato, la sconfitta potrebbe servire per fare una valutazione delle proprie risorse, punti di forza e, al contempo, delle criticità. Se un atleta è fortemente motivato nel voler praticare il suo sport che comporta lavori, sacrifici, rinunce, affronterà le sconfitte a testa alta, complimentandosi con se stesso per quello di buono che è riuscito a fare finora, complimentandosi con l’avversario per la bravura dimostrata in quell’occasione, anche perché prima o poi lo trovi uno più forte o che comunque riesce a batterti; in questo caso un aspetto importante del vero campione è la resilienza, il cui significato è: “mi piego ma non mi spezzo”, che sta a significare che il vero campione esce fuori dalle sconfitte con più voglia riscattarsi, di far meglio, di migliorare gli aspetti, le aree in cui ha mostrato carenza; il concetto di resilienza è presente anche nelle persone che subiscono traumi, quelli che possiedono questa caratteristica non vanno incontro a stress acuti o disturbi post traumatici di stress.
 
Il dottor Siebert, psicologo clinico fondatore del Resiliency Center of Portland, nel suo testo Il vantaggio della resilienza, come uscire più forti dalle difficoltà della vita, spiega come si possono trarre lezioni preziose dalla scuola della vita in cinque passi: “Passo 1: dopo aver avuto un’esperienza importante, rivivetela mentalmente, in modo da chiarirvi bene cosa è accaduto. Poi ripercorrete la scena come un osservatore esterno. Passo 2: descrivete l’esperienza. Raccontatela a un amico o riportatela sul diario. Siate osservatori obiettivi. Non si impara né quando si giustificano le proprie azioni né quando si è ipercritici nei confronti di se stessi. Quando riuscite a osservarvi con distacco vi ponete in condizione di elaborare delle opzioni di comportamenti diversi. Passo 3: domandatevi: Che cosa posso imparare da questa esperienza? Se ricapitasse la stessa cosa, che cosa potrei fare in modo diverso e che cosa alla stessa maniera? Passo 4: Immaginate di parlare o agire con maggiore efficace la prossima volta. Passo 5. Provate a raffigurarvi mentalmente la vostra risposta migliore e più efficace. Nella vostra immaginazione, guardatevi compiaciuti mentre, la prossima volta, padroneggiate al meglio la situazione.”
 
Lavorare attraverso l’immaginazione, la visualizzazione, permette di esercitarsi, di allenarsi in vista di una situazione da affrontare. Perls, nel suo testo L’APPROCCIO DELLA GESTALT, descrive come l’attività mentale sembra agire come risparmiatrice di tempo, energia e lavoro per l’individuo: “Quando medito su un problema, cercando di determinare quale corso d’azione seguirò in una data situazione, è come se facessi due cose molto reali. In primo luogo, ho una conversazione circa il mio problema: in realtà potrei avere questa conversazione con un amico. In secondo luogo, riproduco con l’occhio della mente la situazione in cui mi porrà la mia decisione.
 
Anticipo nella fantasia ciò che accadrà nella realtà, e sebbene la corrispondenza tra la mia previsione fantasticata e la situazione reale possa essere non assoluta, così come non è assoluta la corrispondenza tra l’albero della mia mente e l’albero del mio giardino, così come è solo approssimativa la corrispondenza tra la parola ‘albero’ e l’oggetto albero, è tuttavia sufficiente perché io possa basare le mie azioni su di essa. Pertanto l’attività mentale sembra agire come risparmiatrice di tempo, energia e lavoro per l’individuo.”
 
Matteo SIMONE Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 380-4337230 – 21163@tiscali.it www.psicologiadellosport.net/eventi.htm http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html
Commenti? | Jan 24, 2017
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