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Mondiali: Allyson Felix Ŕ miss medaglia

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La statunitense (oro con la 4x400) sale a dieci ori e sedici medaglie. Titolo a Trinidad nella gara maschile. Gli altri ori dell'ultima giornata a Mutaz Barshim (alto), Elijah Manangoi (1500), Caster Semenya (800), Sandra Perkovic (disco) e Hellen


 

di Marco Buccellato

Nell'ultima giornata dei Campionati del Mondo di Londra Allyson Felix trascina gli Stati Uniti all'ottavo titolo mondiale della 4x400 donne conquistando il decimo oro e la sedicesima medaglia della carriera (doppio record) in 3:19.02, precedendo con largo margine Gran Bretagna (3:25.00) e Polonia (3:25.41). Sorpresissima nella 4x400 maschile vinta da Trinidad & Tobago in 2:58.12 su USA (2:58.61) e Gran Bretagna (2:59.00). Mutaz Essa Barshim è campione del mondo di salto in alto con 2,35 sbagliando di poco i 2,40. Argento a Daniyl Lysenko con 2,32, bronzo al siriano Ghazal con 2,29. Sui 1500 uomini Elijah Manangoi raccogiie l'eredità di Asbel Kiprop (nono) e vince l'oro in 3:33.61 con l'altro kenyano Timothy Cheruiyot argento in 3:33.99 e il sorprendente norvegese Filip Ingebrigtsen al bronzo con tuffo sul traguardo in 3:34.53. Caster Semenya vince il terzo titolo mondiale sugli 800 metri con il record nazionale di 1:55.11 sulla burundiana Francine Niyonsaba(1:55.92) e sulla statunitense Ajee' Wilson (1:56.65). Gran serata della discobola croata Sandra Perkovic che vince il secondo oro iridato della carriera con 70,31 e una serie d'altri tempi, precedendo l'australiana Dani Stevens-Samuels (69,64 record dell'Oceania) e la francese Melina Robert-Michon (66,21).  Sui 5000 metri la kenyana Hellen Obiri è autrice di un ultimo giro sontuoso e vince l'oro in 14:34.85 piegando la resistenza dell'etiope Almaz Ayana (14:40.35), bronzo all'olandese Sifan Hassan in 14:42.73. Il medagliere ritrova al primo posto gli USA con ben trenta medaglie (10-11-9), davanti al Kenya (5-2-4) e al Sud Africa(3-1-2), che precede la Francia senza argenti (3-0-2).

Usain Bolt, il miglior atleta del mondo, è stato premiato con una cerimonia a stadio ancora gremito dopo la conclusione delle gare.

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FELIX DECIMO ORO CON LA 4 X400 - Allyson Felix ha allungato il record di titoli mondiali e di medaglie ai campionati del mondo, aggiugendo all'oro della 4x100 di ieri il titolo con la 4x400, in una gara privata del pepe della presenza delle giamaicane, ancora k.o. per stiramento (stavolta la McLaughlin in seconda frazione). Per la Felix è il sedicesimo podio, una collezione che stacca di due lunghezze un'altra gran regina della pista, Merlene Ottey. Il quartetto USA, con Hayes, Felix, Wimbley e Francis (anche lei alla doppietta dopo il successo nella gara individuale) ha anche migliorato il record mondiale stagionale in 3:19.02, centrando l'ottavo titolo iridato nella storia dei campionati. Argento alle bravissime britanniche (Clark, Nielsen, Doyle, Diamond) in 3:25.00. Bronzo alle coriacee polacche grazie a una gran seconda frazione della Baumgart e all'ultima, eroica, della Swiety (con Holub e Gaworska in prima e terza) in 3:25.41.

GRAN FINALE USA? NO! VINCE TRINIDAD & TOBAGO - Straordinaria impresa del quartetto caraibico, al primo titolo mondiale con il record nazionale (e primato del mondo stagionale) di 2:58.12 (con Solomon, Richards, Cedenio e Gordon) che impallina sul traguardo gli Stati Uniti, argento in 2:58.61 con London, Roberts, Cherry e Kerley. Decisiva la terza frazione di Cedenio, che ha ricucito il gap con gli americani, e il rettilineo di Lalonde Gordon, bronzo olimpico dei 400 e ancora con la staffetta proprio a Londra in questo stesso stadio. Al bronzo mondiale, il quarto in 24 ore nelle prove di staffetta, c'è ancora il nome di una sensazionale Gran Bretagna, che firma l'impresa in 2:59.00 con Hudson-Smith, Cowan, Yousif e Rooney. La sorpresa, se c'è, è solo per il sorpasso di Trinidad, perché il podio di due anni fa aveva ospitato le stesse squadre, ma con gli USA sul gradino più alto. Quarto il Belgio dei fratelli Borlée in 3:00.04, quinta la sorprendente Spagna al record nazionale di 3:00.65.

BARSHIM FINALMENTE SULLA VETTA - Mutaz Essa Barshim è riuscito a coronare il sogno iridato e vincere la medaglia finora sfuggitagli, vantando solo l'argento di Mosca. Gara perfetta del qatarino fino alla misura di 2,35, fallita dal russo Daniyl Lysenko, unico rimasto con 2,32 a contendere la vittoria all'asiatico.

I tre salti di Barshim a 2,40, specialmente il secondo, sono andati vicino alla riuscita. Gara strana, con molti errori a 2,29, misura che in qualificazione non ha garantito l'accesso alla finale, ma che stasera è stata sufficiente per un quinto posto. Proprio a 2,29 centra il bronzo un incredulo e felicissimo Majd Eddin Ghazal, siriano di sicuro valore, che regala al suo paese una storica medaglia per un solo errore in meno sul messicano Edgar Rivera. Serata-no di Bohdan Bondarenko, uscito a 2,29 e autore di un solo salto tecnicamente perfetto, il terzo a 2,25. La misura di 2,29 ha dato il bronzo anche nelle due edizioni di Helsinki, 1983 e 2005, e ai Giochi del 2012, sempre a Londra.

PERKOVIC DISCO D'ORO - La migliore interprete della specialità, lo si sa, potente, veloce e ballerina sulla pedana. La leggerezza assieme al dinamismo, perfetta per misure come quelle viste stasera. Sandra Perkovic ha vinto il secondo titolo iridato con 70,31, una misura vista solo due volte ai campionati del mondo, a Roma nel 1987 e Tokyo nel 1991. Bellissima finale, cno la croata subito fuori portata con 69,30 e al secondo turno con un metro in più, 70,31. Che la serata fosse di pura grazia lo si capisce al terzo turno, con un 70,28 fotocopia del lancio precedente. Un altro "quasi" 70 e due nulli concludono la missione della perkovic. Dietro di lei, la miglior Dani Samuels di sempre, ora signora Stevens, iridata otto ani fa a Berlino e stasera capace di onorare l'argento già al collo con un sensazionale ultimo lancio di 69,64, record australiano e dell'Oceania. Bronzo alla sempre più brava Melina Robert-Michon, donna delle finali importanti, che anche stavolta non fallisce e con 66,21 all'ultimo turno mette a referto un meritato bronzo, tra l'altro già suo con il 65,49 del primo lancio. Delusione-Cuba, fuori podio con quarto e quinto posto e molti errori tecnici in pedana.

E' MANANGOI IL RE DEI 1500 METRI - Altra bellissima finale dove al Kenya che si è persentato per la tripletta si è opposta la bravura e la determinazione del campione d'Europa Filip Ingebrigtsen, lanciatosi con lo spagnolo Mechaal all'inseguimento dei kenyani. Asbel Kiprop, troppe volte non all'altezza dei bei tempi quest'anno, cede a 150 metri dal traguardo e a accodarsi al leader Elijah Manangoi e alla sua ombra Timothy Cheruiyot resta Ingebrigtsen, l'unico tra lui e Mechaal a rappresentare un pericolo per i kenyani. Il duo africano resiste, Manangoi vince il titolo mondiale dopo l'argento di Pechino in 3:33.61, Cheruiyot piazza l'argento in cassaforte in 3:33.99 ma Ingebrigtsen prende un magnifico bronzo in 3:34.53 tuffandosi sul traguardo per resistere al disperato tentativo dello spagnolo Mechaal di beffarlo in extremis (3:34.71). Il Kenya diventa la miglior nazione di sempre ai mondiali con quattro ori (come il Marocco) e con ben sei argenti. Per la Norvegia, manco a dirlo, è un meritatissimo esordio sul podio.

SEMENYA TRI-CAMPIONESSA DEGLI 800 METRI - Niente da fare contro Caster Semenya: la sudafricana centra il terzo titolo mondiale della carriera al termine di una gara velocissima (57.98 a metà gara) grazie al decisivo allungo a settanta metri dall'arrivo. Il crono della Semenya è favoloso, un 1:55.16 che le vale il primato personale, la miglior prestazione mondiale dell'anno e il secondo crono all-time ai campionati mondiali, non ché l'ottava posizione nelle graduatorie di sempre sulla distanza. Gara fatta principalmente dalla burundiana Niyonsaba e dalla statunitense Wilson, come da previsioni, cui si accoda la kenyana Wambui che però, di fronte alla risalita della Semenya ai 600 metri, esce di scena. Il resto è storia vista, passo e frequenze impossibili per le avversarie e la medaglia d'oro che era quasi impossibile potesse sfuggirle. Francine Niyonsaba vince lo sprint per l'argento in 1:55.92, la pur bravissima Ajee' Wilson si arrende all'evidenza e prende il bronzo in 1:56.65. La Wambui è quarta in 1:57.54, la canadese Bishop quinta in 1:57.68. in Gara tra le più veloci della storia, con tutte le otto finaliste sotto l'1:59. La Semenya raggiunge Maria Mutola al vertice iridato con tre ori e porta il Sud Africa al pareggio storico con Mozambico e Cuba. Il Burundi fa l'ingresso nel medagliere.

OBIRI ORO, RESA AYANA - Un film che ha avuto soltanto due attrici, partito lento lento cui Almaz Ayana ha dato la scossa dopo 4' portando nella sua ombra l'altra favorita Hellen Obiri. Il ritmo dal primo al secondo chilometro scende di ben 30 secondi e in breve le due scavano un abisso lungo quasi un rettilineo. Ayana e Obiri si fanno ombra per tutta la gara, fino allo scarto improvviso della kenyana poco dopo la campana del giro conclusivo, cui la Ayana non è capace di opporre alcuna reazione o cambio di velocità. La Obiri trova lo scettro mondiale in 14:34.86 a un anno dall'argento olimpico a Rio, e riporta il Kenya all'oro dopo sei anni. Per la Ayana (14:40.35), l'argento è il completamento di un arco di medaglie che vanno dal primo al terzo posto, conquistati nelle ultime due edizioni dei campionati. L'olandese Sifan Hassan, rimasta tutta la gara a guidare il gruppo della mezza dozzina di inseguitrici, si decide con un po' di ritardo a lanciare la corsa alla medaglia e deve accontentarsi del bronzo in 14:42.73, un risultato colto con molta felicità dopo la beffa patìta sui 1500 metri. Laura Muir è solo sesta, e resta a mani asciutte anche sui 5000. Nessuna delle tre statunitensi va a punti. Qui il territorio è soltanto nero.

 

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Commenti? | Aug 14, 2017

Mondiali: Schippers non si toglie la corona

Posted by linfordbif in International
Mondiali: Schippers non si toglie la corona11 Agosto 2017

La bionda olandese bissa il titolo dei 200 in 22.05. Sorpresa nei 3000 siepi, vince la Coburn in 9:02.58. Brittney Reese al quarto titolo iridato con 7,02. 


 

di Marco Buccellato

Nell'ottava giornata dei Campionati del Mondo di Londra l'olandese volante Dafne Schippers vince il titolo mondiale dei 200 con una finale incertissima e decisa solo sulla linea del traguardo in favore dell'olandese in 22.05 (vento 0.8) davanti all'ivoriana Marie-Josée Ta Lou (22.08, record nazionale) e alla bahamense Shaunae Miller-Uibo (22.15). Quarto oro iridato nel salto in lungo per la statunitense Brittney Reese, oro con 7,02 (0.1) davanti a una bravissima Darya Klishina (7,00/-0,3), argento a sorpresa. Podio salvato in extremis per l'olimpionica e iridata uscente Tianna Bartoletta (6,97/-0.2), che estromette dal podio la co-favorita serba Ivana Spanovic, quarta con 6,96. Incredibile nei 3000 siepi: la favorita Jebet e le kenyane vengono surclassate dalla doppietta firmata USA da Emma Coburn (9:02.58, record dei campionati e primato nazionale) e Courtney Frerichs (9:03.77). Il bronzo è dell'iridata uscente Hyvin Jepkemoi Kiyeng in 9:04.03. Nel decathlon guida il francese Kevin Mayer (4478) sui tedeschi Kazmirek (4421) e Freimuth (4361). Il medagliere a due giornate dalla fine del mondiale: gli Stati Uniti (8-8-7) sono sempre più inarrivabili.

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SCHIPPERS, 200 D'ORO IN 22.05 - Dafne Schippers è per la seconda volta cnosecutiva la campionessa del mondo dei 200 metri. L'olandese volante, già bronzo nella finale dei 100 metri, conquista il secondo titolo iridato dopo quello di Pechino in 22.05 (vento 0.8) in una finale sofferta e decisa negli ultimi dieci metri dopo una serrato spalla a spalla con l'ivoriana Marie-Josée Ta Lou (22.08, record nazionale), alla seconda medaglia d'argento dopo quella dei 100 metri, e con il prepotente ritorno di Shaunae Miller-Uibo, indietro a metà gara e capace di risalire fino al bronzo (22.15), strappato a una bravissima Dina Asher-Smith (22.22), in lizza per la medaglia fino alla fine. Fuori del podio le statunitensi, quinta la Stevens in 22.44, sesta la Duncan in 22.59.

La Ta Lou ha avuto l'avvio meno rapido dai blocchi ma è stata la più efficace nell'accelerazione, e all'uscita dalla curva e nella parte iniziale del rettilineo ha reso la vita dura all'olandese, che è riuscita a risolvere la questione per la medaglia d'oro solo con le ultime cinque falcate.

REESE QUARTO TITOLO, SPANOVIC QUARTA - Una finale di salto in lungo femminile equilibrata, con le prime quattro in sei centimetri e lo stand out inatteso di Darya Klishina, capace di saltare sempre oltre il primato stagionale e di mettere paura a Brittney Reese, che con 7,02 (0.1) conquista l'allora mondiale numero quattro all'aperto. Con i tre titoli mondiali indoor e un oro olimpico, la collezione senza precedenti sale a otto. Bravissima la Klishina, alla miglior gara della carriera con la punta del 7,00 (-0,3) al quinto turno, e finale elettrizzante per Tianna Bartoletta, che dopo l'oro di Pechino e Rio salva il podio all'ultimo salto piazzando il 6,97 (-0.2) che estromette Ivana Spanovic dal podio, fino allora terza con 6,96. La serba vola per il tutto per tutto nel salto finale e atterra oltre i sette metri, ma lascia tracce letali nella sabbia: il verdetto di 6,91 la lascia quarta. Ottavo oro per gli USA nel medagliere del lungo donne. Le statunitensi vincono ogni finale, iridata o olimpica, dal 2009.

SIEPI, COBURN A BRACCIA ALZATE - Bellissima e clamorosa finale dei 3000 siepi femminili, vinti dalla statunitense Emma Coburn con il crono-record dei campionati, primato nazionale e sesta prestazione all-time (9:02.58) dopo aver lanciato l'attacco decisivo alla riviera conclusiva. La sorpresa è ancor più grande perché l'argento va a un'altra siepista USA, Courtney Frerichs (9:03.77), anche lei sotto il vecchio record nazionale. Alle kenyane, strafavorite assieme all'olimpionica Ruth Jebet, restano le briciole della medaglia di bronzo, andata al collo dell'iridata uscente Hyvin Jepkemoi Kiyeng in 9:04.03. Gara lanciata su ritmi elevati dalla Jebet, 3:02.74 al primo mille e 6:03.60 ai duemila. La prima a staccarsi dalla lotta per le medaglie è la kenyana più giovane, la primatista mondiale under 20 Chespol, poi si sfila la stessa Jebet a 250 metri dal traguardo. Non c'è scampo per la Kiyeng e l'altra kenyana Chepkoech, quarta in 9:10.45 (dopo aver commesso l'errore incredibile di passare per la pista anziché per la riviera e essere tornata indietro): le statunitensi vanno via e compiono un'impresa senza precedenti. Primo oro e primo argento USA nella specialità, contro ogni pronostico. La Kiyeng scende ancora: dall'oro di Pechino all'argento di Rio al bronzo di Londra. Troppo presto fuori gioco la tedesca Krause, caduta dopo due minuti di gara. Altro primato sudamericano per l'argentina Casetta (9:25.99). Record nazionale per la canadese Lalonde in 9:29.99.

100 METRI OSTACOLI, SEMIFINALI - Kendra Harrison rischia tutto il rischiabile, sulla pista dove ha realizzato il record mondiale di 12.20, centrando un ostacolo nella terza semifinale ma riesce a salvare la finale con l'ultimo tempo utile nei ripescaggi (terza in 12.86). E' la vecchia volpe Dawn Harper a vincere in 12.63 (0.2) sulla tedesca Dutkiewicz (12.71). Nella prima semifinale eccellente esibizione di Sally Pearson (12.53/0.5), tornata stabilmente ai livelli di alcuni anni fa. La statunitense Ali è seconda in 12.79. Nella seconda semifinale partenza surreale della campionessa del mondo Danielle Williams, con i primi appoggi praticamente sul posto. Passano l'altra hurdler USA Christina Manning in 12.71 (0.5) sulla bielorussa Alina Talay (12.85, personale stagionale). La Williams è mesta quinta in 13.14. Completa il quadro delle finaliste l'olandese Nadine Visser (12.83 nella prima serie).

Prima esclusa dalla finale la danese Pedersen, per un centesimo, vittima anche di un infortunio sul traguardo. Domani, finale con quattro statunitensi e l'australiana Sally Pearson in condizioni smaglianti, e nessuna giamaicana. Nelle batterie della mattina, miglior tempo della Harrison in 12.60 su Danielle Williams (12.66). 12.72 per la Pearson, 12.74 per Pamela Dutkiewicz.

800 DONNE, SEMIFINALI - Le nordamericane Ajee' Wilson (1:59.21) e Melissa Bishop (1:59.56) dominano la prima semifinale. Caster Semenya si impone senza problemi nella seconda in 1:58.90 con rimonta capolavoro dall'interno della polacca Angelika Cichocka (1:59.32), che entra nella scia della sudafricana e brucia in extremis la statunitense Lipsey (1:59.35). La terza semifinale premia le favorite Niyosaba (2:01.11) e Wambui (2:01.19), ma incapaci di cambiare passo. La squalifica della britannica Sharp (quarta nella seconda serie in 1:59.74) apre le porte temporanee della finale a Noélie Yarigo (Benin, 1:59.74), ma la Sharp in serata è riammessa al turno di finale. L'ottava finalista è la Lipsey.

1500 UOMINI, SEMIFINALI - Lentissima la prima, che si ravviva solo alla campana dove parte il kenyano Manangoi e risveglia la compagnia dal torpore. Asbel Kiprop fa i suoi 200 metri di gara dal rettilineo opposto all'arrivo e chiude facilmente la porta dietro di sé. I due kenyani facili (3:40.10 e 3:40.14), il felicissimo Filip Ingebrigtsen, Mikhou del Bahrain e lo spagnolo Mechaal conquistano la finale. Seconda serie più rapida e volata lunga di Tim Cheruiyot (3:38.24), superato nel finale dal ceco Holusa (3:38.05). In scia, turno favorevole a Lewandowski, al miler di casa O'Hare e al marocchino El Kaam. Ennesima finale per il kiwi Nick Willis e ingresso a sorpresa per lo statunitense Gregorek, ripescati. Fuori, dopo un mondiale da dimenticare, il kenyano Ronald Kwemoi, spento in semifinale come in batteria. La lentezza del primo round elimina invece il marocchino Iguider, bronzo due anni fa.

DECATHLON, VIA AL DOPO-EATON - Prime gare nel decathlon: inizia la caccia all’erede del “superman” Ashton Eaton, dominatore della specialità negli ultimi anni, che dopo le Olimpiadi di Rio ha lasciato l’attività agonistica. L’argento a cinque cerchi Kevin Mayer conferma il suo ruolo di maggiore candidato al trono cogliendo un record personale in avvio con 10.70 sui 100 metri. Il più veloce è il canadese Damian Warner (10.50). Nel lungo 7,52 per il transalpino al termine di una serie in crescendo, mentre il tedesco Rico Freimuth diventa leader parziale. Il francese Mayer avvicina il PB nel peso con 15,72 e si porta in testa con 2703 punti davanti a Freimuth (2678) e allo statunitense Trey Hardee (2647), due volte iridato nel 2009 e nel 2011 prima dell’era-Eaton. Mayer riduce i danni al minimo nell'alto (2,08) in cui è Kazmirek a salire più di tutti (2,11). Dopo quattro gare il francese conduce con 3581 sulla coppia tedesca Kazmirek-Freimuth, appaiati con 3472 punti. Hardee perde una posizione (3441). Chiudono la giornata i 400 metri con Kazmirek autore del miglior tempo (47.19). Il tedesco riduce il gap da Kevin Mayer che centra il personale in 48.26. Classifica parziale: Kevin Mayer 4478, Kai Kazmirek 4421, Rico Freimuth 4361. Il canadese Damian Warner (4347) e Trey Hardee (4313) sono a ridosso del tedesco.

DISCO DONNE, SUPER-PERKOVIC IN QUALIFICAZIONE - Nove atlete superano la qualificazione diretta nel disco. La migliore è nettamente l’olimpionica croata Sandra Perkovic, che riscatta il nullo di apertura con un 69,67 fuori portata per le avversarie. La misura è la migliore mai realizzata in un turno di qualifica ai campionati del mondo (precedente 68,40 della tedesca Ilke Wyludda a Roma '87). Serve invece il terzo lancio all’iridata cubana Denia Caballero per evitare l’eliminazione con 63,79, mentre sbrigano la pratica al primo ingresso in pedana l’altra cubana Yaime Perez (65,58), che quest’anno ha interrotto l'imbattibilità della Perkovic sconfiggendola due volte, quindi l’australiana Dani Samuels-Stevens (65,56) e la francese Mélina Robert-Michon (63,97).

 

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Commenti? | Aug 12, 2017

Mondiali: i 200 sono di Guliyev

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Mondiali: i 200 sono di Guliyev10 Agosto 2017

Ramil Guliyev è il campione del mondo dei 200 metri e batte Wayde van Niekerk. Doppiette USA con Taylor e Claye nel triplo e con Carter e Muhammad sui 400hs donne


 

di Marco Buccellato

Nella settima giornata dei Campionati del Mondo di Londra esitoa sorpresa dei 200 metri uomini vinti dal turco Ramil Guliyev in 20.09 (vento -0.1), che in rettilineo rimonta e supera Wayde van Niekerk (20.11). Bronzo allo sprinter di Trinidad Jereem Richards (20.11): Solo sesto Isaac Makwala in 20.44. Nelle due altre finali della serata, gli Stati Uniti firmano due doppiette d'oro e argento. Christian Taylor vince il terzo oro mondiale nel salto triplo con 17,68 (-0,1) su Will Claye (17,63/-0.1). Bronzo al portoghese Nelson Evora (17,19/-0,1). Il titolo mondiale dei 400 ostacoli donne va al collo di Kori Carter (53.07) che supera la campionessa olimpica di Rio Dalilah Muhammad (53.50). Il bronzo è della giamaicana Ristananna Tracey con 53.74. Il medagliere è un tappeto di medaglie USA: sei ori, sette argenti, sei bronzi.

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GULIYEV! ORO TURCHIA SUI 200 UOMINI - La lunga rincorsa di Ramil Guliyev trova il suo apice a Londra, il turco nato in Azerbaijan, in finale già a Berlino 2009, vince l'oro dei 200 metri in una finale dall'arrivo-thrilling, in cui per due centesimi (20.09/-0.1) supera il sudafricano Wayde van Niekerk (20.11) e il trinidegno Jereem Richards (20.11). Van Niekerk ha pagato la voglia di doppietta, come diversi altri atleti in questo bellissimo mondiale, cedendo solo alla fine al ritorno del turco, già apparso in gran condizione in semifinale. L'oro torna in Europa a sedici anni da Edmonton, prima medaglia nella velocità per la Turchia. E' la seconda per il Sud Africa, bronzo due anni fa con Jobodwana. Torna sul podio anche Trinidad & Tobago, assente dai tempi di Ato Boldon. Sesto Isaac Makwala (20.44), supportato da gran parte del pubblico. Stati Uniti, finale amara, Webb quinto e Young ultimo. Esce bene il britannico Mitchell-Blake, quarto in 20.24.

TRIPLO TAYLOR - Con Chris Taylor e Will Claye il divertimento è assicurato, stasera i due amici-rivali di una intera carriera hanno offerto un bellissimo duello, sorpassandosi fino a metà gara con misure sempre migliori e esaltando il pubblico londinese. Esordio di Claye con 17,54, sorpasso-Taylor con 17,57, terzo turno con Claye che atterra a 17,63 (-0.1) e Taylor a rispondere col salto decisivo per la medaglia d'oro (17,68/0.2). E' il terzo oro mondiale di Taylor, una collezione unica cui si aggiungono due ori olimpici. E' anche la prima doppietta statunitense ai mondiali. Le medaglie d'oro iridate degli ameericani salgono a sei. Dietro i due, in cinque atterrano in un fazzoletto, sei centimetri. La spunta il vecchio leone Nelson Evora (17.19/-0,1), alla quarta medaglia mondiale all'aperto.

A 17,16 si fermano il cubano 18enne Napoles, l'azero ex-cubano Copello e il terzo americano Benard.

CARTER, ORO DI GAMBE E TESTA - L'oro dei 400 ostacoli femminili arriva sì negli Stati Uniti, ma va al collo di Kori Carter (53.07), 25enne alla prima finale mondiale, che distribuisce meglio lo sforzo e riprende dopo sette ostacoli l'olimpionica Dalilah Muhammad, partita come un fulmine ma vinta dalla connazionale, argento in 53.50. E' la seconda doppietta firmata dalle specialiste statunitensi dopo quella di Goteborg nel 1995, e il ritorno al titolo mondiale dopo due edizioni vinte dalla ceca Zuzana Hejnova, stasera quarta in 54.20, a sorpresa superata dalla giamaicana Ristananna Tracey, brava a centrare il personale nell'occasione che conta (53.74). Nel medagliere storico della specialità, USA unico paese con tre medaglie d'oro e sesta medaglia per la Giamaica, che non saliva sul podio dal 2011.

QUALIFICAZIONI GIAVELLOTTO UOMINI, VETTER MISURA-RECORD - Con il 91,20 del primo lancio di qualificazione il tedesco Johannes Vetter, autore quest'anno della seconda misura all-time (94,44 a Lucerna) ha realizzato il "record del mondo" per il turno di qualifica in qualsiasi competizione, Olimpiadi comprese. Il precedente apparteneva con 90,76 a Jan Zelezny, centrato nella quelificazioni dell'edizione iridata di Edmonton 2001. Accedono alla finale in tredici oltre la misura di ammissione (83 metri). Ce la fa con due lanci il campione olimpico Röhler (83,87), si scaldano per la finale con ottime misure il ceco Frydrych (86,22) e il campione olimpico di Londra 2012 Walcott (86,01). In finale con i migliori (tra cui Yego, Pitkämäki, Hoffman e Kiriazis) anche l'indiano Singh (non il campione del mondo under 20 Chopra, eliminato) e il qatarino Magour.

200 DONNE, SEMIFINALI - Turbo-Schippers fa la solita gran curva e gestisce in relax il rettilineo dopo aver scavato un abisso. Vince in 22.49 (-0.2) davanti alla statunitense Stevens (22.71) che si riabilita dopo la pessima semifinale dei 100. Terza Ivet Lalova-Collio in 22.96. Stesso tempo (22.49/-0.2) per Shaunae Miller-Uibo nella seconda semifinale. La lezione della finale dei 400 l'ha fatta ragionare. Primi cento metri tranquilli, cambio di passo dopo la curva e finale leggero. L'altra sprinter USA Kim Duncan è seconda in 22.73, terza la svizzera Kambundji in 23.00. Terza semifinale in fotocopia: prima l'ivoriana Ta Lou in 22.50 (vento sempre -0,2), davanti a Dina Asher-Smith (22.73), che compie un mezzo miracolo avendo ripreso a pieno regime solo dalla primavera inoltrata dopo un brutto infortunio invernale. Le due ripescate escono da qui: la canadese Emmanuel e la bahamense Gaither, entrambe con 22.85. La bulgara Lalova-Collio è la prima delle escluse.

1500 METRI UOMINI, BATTERIE - Sei qualificati per ognuno delle tre batterie e sei ripescaggi. Prima serie lentissima con arrivo letto meglio di tutti dai kenyani Manangoi e Kiprop. Serataccia del campione olimpico Matt Centrowitz, ultimo. Non va meglio al gibutiano Souleiman, né al francese Mekhissi, settimo con un tempo insufficiente per il ripescaggio. La seconda batteria sancisce il crollo del co-favorito, il kenyano Ronald Kwemoi, settimo ma miracolosamente ammesso in semifinale con l'ultimo tempo utile (3:43.10). Vince l'ex-marocchino Mikhou (Bahrain) in 3:42.12. Terza serie nettamente più veloce, passano i primi sei e cinque ripescati. Vince l'australiano Mathews in 3:38.19. Il connazionale e quotato Gregson ha invece pagato la bagarre della prima serie e ha terminato l'avventura iridata.

5000 METRI DONNE, BATTERIE - Schermaglie tra le favorite della finale, con la notizia che il mondiale di Genzebe Dibaba si è concluso con la cocente delusione della finale dei 1500 metri. L'etiope non si è presentata in pista, ma il suo paese avrà in ogni caso tre atlete in finale, a iniziare dalla vincitrice dei 10000 metri Almaz Ayana, stasera schierata nella prima batteria assieme all'altra favorita, la kenyana Hellen Obiri, prima in 14:56.70 (14:56.07 per la Ayana). Sul fronte europeo ripescata Laura Muir, accesso diretto per l'altra britannica McColgan, ottima impressione dall'olandese Krumins-Kuijken. Nella seconda batteria vince l'etiope Gidey in 14:59.34 su Sifan Hassan (14:59.85), altra delusa dai 1500 metri. Eliminazione eccellente, la turca di origini kenyane Yasemin Can. In finale la norvegese Grovdal, ripescata a cinque centesimi dall'accesso diretto in finale.

 

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Commenti? | Aug 11, 2017

Mondiali: Francis, blitz vincente sui 400

Posted by linfordbif in International
Mondiali: Francis, blitz vincente sui 40009 Agosto 2017

La statunitense irrompe a sorpresa nel duello Miller-Felix. Il norvegese Warholm vince la finale dei 400hs, la cinese Gong conquista l'oro nel peso.


 

di Marco Buccellato

Nella sesta giornata dei Campionati del Mondo di Londra esito clamoroso dei 400 metri femminili. Vince l'olimpionica della staffetta 4x400 Phyllis Francis(49.92), in una gara che ha registrato il crollo fisico dell'oro di Rio Shaunae Miller-Uibo, partita a ritmo infernale e finita sulle ginocchia. Anche Allyson Felix viene superata nel finale, e chiude terza in 50.08, beffata da Salwa Eid Naser, 19enne del Bahrain (50.06, terzo record nazionale in tre turni). La serata regala pioggia ma anche altre grandi emozioni: il norvegese Karsten Warholm è il campione del mondo dei 400 ostacoli vincendo in 48.35 sul turco ex-cubano Yasmani Copello (48.49) e sul campione olimpico Kerron Clement (48.52). Nel peso arriva il primo titolo mondiale per la cinese Gong Lijiao con 19,94. Battute l'ungherese Anita Marton (19,49) e la statunitense olimpionica Michelle Carter (19,14).

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FRANCIS REGINA DEI 400, MILLER DRAMMA - Incredibile esito della finale dei 400 metri femminili. Gli occhi dello stadio Elizabeth II sono su Shaunae Miller-Uibo e Allyson Felix, divise da un tuffo nella finale olimpica di Rio. La partenza della Miller è velocissima, troppo. La Felix dall'interno mantiene il distacco entro limiti accettabili confidando nel finale più armonico, proprio delle sue caratteristiche. La bahamense mantiene il vantaggio ma a 25 metri dal traguardo si blocca clamorosamente, non riuscendo più a correre. Phyllis Francis sorpassa una Felix ormai senza più spinta e vola sopra la crisi della Miller, vincendo un titolo mondiale impronosticabile in 49.92, record personale, anche in questo caso (come nei 400hs uomini) il crono più lento nella storia delle finali dei campionati del mondo.

La sorpresa è resa totale dal secondo posto della 19enne del Bahrain Salwa Eid Naser, che agguanta la Felix sul traguardo e si tuffa meglio della statunitense, prendendosi un incredibile argento in 50.06, terzo record nazionale tra batterie, semifinali e finale. Bronzo alla Felix in 50.08.

WARHOLM, ORO DEI 400HS AL PIU' GIOVANE - La favola del ragazzino partito da Donetsk 2013, vincendo a mani basse l'oro mondiale allievi dell'octathlon, diventa epica con l'oro mondiale dei 400 ostacoli di stasera. Una bella favola bagnata dalla pioggia, quindi fortunata. Karsten Warholm, norvegese di 21 anni e mezzo, è il nuovo campione del mondo dei 400 ostacoli, in una finale dominata a partire dal primo ostacolo, un lieve cedimento in fondo al rettilineo, niente in confronto alla fatica patìta dai suoi migliori avversari. Il campione olimpico Kerron Clement ha finito sulle ginocchia. Il qatarino Samba ha travolto l'ultimo ostacolo e da terzo si è ritrovato settimo. Solo l'ombra lunga del turco ex-cubano Yasmani Copello, il più abile di tutti per distribuzione delle energie (come l'ostacolista allenato dal tecnico italiano Massimo Matrone ha dimostrato in tutta la bella stagione in Diamond League) ha approfittato degli ultimi metri fatali a troppi. Warholm porta la prima medaglia alla Norvegia sulla distanza, addirittura d'oro, in 48.35, il crono meno veloce mai registrato in una finale mondiale. Prima medaglia anche per la Turchia, l'argento di Copello in 48.49. Clement, bronzo in 48.52, diventa l'atleta più medagliato nella storia dei mondiali. Per lui è il terzo podio iridato, dopo il doppio oro di Osaka 2007 e Berlino 2009. 

GONG PER L'ORO - Pioggia o no, le giganti della pedana regalano una finale dai contorni inediti. Vince, dopo un argento e un bronzo iridato e altrettanti olimpici, la cinese Gong Lijiao, con una serie tutta oltre i 19 metri e la punta di 19,94 che chiude anzitempo il discorso oro. Ultimi lanci animati dalla gran gara della giamaicana Danniel Thomas, titolo NCAA quest'anno e un metro e mezzo di progresso, che al quinto turno scalza dal podio una delle favorite, Anita Marton, per due centimetri (19,91), ma l'ungherese all'ultimo lancio trova la gittata per l'argento con 19,49, lasciando alla campionessa olimpica Michelle Carter il bronzo con 19,14. Controprestazione dell'altra statunitense, la 21enne Saunders: dopo due disastri iniziali non è riuscita a entrare nelle prime otto con il terzo lancio. La Cina non vinceva il titolo mondiale dal 1993. La Marton porta sul podio iridato del peso la sua Ungheria per la prima volta. Per la Carter, secondo bronzo di fila al mondiale.

5000 UOMINI, BATTERIE - Doppia sessione con bagarre, spinte e una duplice caduta nella seconda batteria. Mo Farah entra agevolmente in finale inseguendo il sogno di una storica quinta doppietta. Il britannico corre in 13:30.18 lasciando la prima posizione all'etiope Kejelcha (13:30.07). Assai più rapida la seconda batteria, da dove vengono ripescati tutti gli atleti dal sesto al decimo posto. Vince il talentuoso 17enne Selemon Barega, campione del mondo allievi e junior e campione africano, in 13:21.50. Cyrus Rutto è il solo atleta del Kenya qualificato per la finale, bravo a recuperare dopo la caduta che ha coinvolto lui e lo statunitense, kenyano di nascita e argento olimpico, Paul Chelimo, anche lui ripescato. In finale anche la presenza di un giamaicano, Kemoy Campbell, pluriprimatista nazionale e con eccellenti trascorsi NCAA.

 


Commenti? | Aug 10, 2017

Mondiali: 400-bis per van Niekerk

Posted by linfordbif in International
Mondiali: 400-bis per van Niekerk

A Londra primatista mondiale conferma il titolo iridato dei 400 in 43.98 e ora mira al secondo oro sui 200 metri. Vittorie per Kendricks (asta), Kipruto (3000 siepi), Spotakova (giavellotto) e Bosse (800).

di Marco Buccellato

Nella quinta giornata dei Campionati del Mondo di Londra l'attesissima finale dei 400 maschili registra il secondo oro iridato consecutivo di Wayde van Niekerk in 43.98, che supera agilmente il bahamense Steven Gardiner (44.41) e il qatariano Abdalelah Haroun (44.48). Assente il botswaniano Makwala, cui i medici IAAF hanno imposto 48 ore di quarantena in base alle leggi sanitarie britanniche dopo un'infezione intestinale che l'aveva costretto a rinunciare, ieri, anche ai 200 metri. Renaud Lavillenie resta di bronzo anche questa volta (5,89). la battaglia dell'asta è vinta dallo statunitense Sam Kendricks con 5,95. Il polacco Lisek (5,89) è d'argento. Per una Francia che manca l'oro, un'altra che lo conquista a sorpresa con Pierre-Ambroise Bosse, vincitore degli 800 metri in 1:44.67, davanti al polacco Kszczot (1:44.95) e al keniano Kipyegon Bett (1:45.21). L'oro delle siepi è ancora del Kenya con Conseslus Kipruto che in 8:14.12 precede il marocchino Soufiane El Bakkali (8:14.19) e lo statunitense Evan Jager (8:15.53). Dopo dieci anni, Barbora Spotakova vince un altro mondiale nel giavellotto con 66,76, battendo le cinesi Li Lingwei (66,25) e Lu Huihui (65,26).

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VAN NIEKERK SENZA RIVALI, ORO IN 43.98 - Il sudafricano Wayde van Niekerk vince anche il mondiale di Londra dopo quello di Pechino e dopo l'Olimpiade, vince senza avversari in grado di impensierirlo, in 43.98, un crono che fino a due anni fa avrebbe fatto sussultare, oggi quasi normale da quando van Niekerk è salito ai vertici della specialità.

La finale, attesissima, è stata privata della presenza di un altro protagonista, il botswaniano Isaac Makwala, già assente ieri nelle batterie dei 200 e oggi fermato dai medici IAAF per 48 ore a causa di una infezione gastrointenstinale, in base alle vigenti leggi britanniche. Senza l'africano, van Niekerk ha trovato il vuoto nella corsia accanto, colmando però il gap entro i primi cento metri e presentandosi all'ingresso nel rettilineo finale largamente in testa. Non ha spinto fino in fondo, preservando il serbatoio per il vero obiettivo del suo mondiale, il doppio oro sull'asse 200-400 metri. Dietro di lui il bahamense Steven Gardinerin 44.41, altra medaglia a Bahamas dopo sedici anni, e con un finale favoloso il 20enne Abdalelah Haroun (44.48), qatarino troppo presto escluso dal lotto dei protagonisti a causa di un ritardato avvio di stagione per infortunio, che ha sorpassato l'ormai spento botswaniano Thebe, quarto in 44.66. Delusione Kerley: lo statunitense, protagonista della stagione USA, ha chiuso in settima posizione in 45.23.

ORO KENDRICKS, MALEDIZIONE LAVILLENIE - E' meritatissimo l'oro del salto con l'asta di Sam Kendricks, arrivato a Londra con in dote l'imbattibilità stagionale, e vincitore di una gara praticamente perfetta e senza errori fino a 5,89. La selezione si è fatta a 5,75, misura superata senza indugi da RenaudLavillenie, a caccia del primo oro iridato della carriera, da Kendricks, dal polacco Lisek (con il peccato originale di due errori a 5,65 a gravarne il cammino) e dal cinese Xue, e alla seconda prova dall'altro polacco Wojciechowski. Il 5,82 netto del cinese Xue (record nazionale) e di Kendricks non viene imitato da Lavillenie e Lisek, che scelgono di salire direttamente a 5,89. Lisek lo supera pulito, Lavillenie scaccia la streghe di un altro mondiale perso riuscendo al secondo tentativo. A 5,95 la resa dei conti, Lisek sbaglia tre volte, Kendricks centra il volo dell'oro al terzo tentativo. Lavillenie si riserva il possibile match-point con un solo tentativo a 6,01. Vano. Il francese è ancora di bronzo, pur con il 5,89 della sua miglior misura stagionale. Lisek d'argento e stessa misura (5,89), Kendricks d'oro con 5,95, con gli USA di nuovo al titolo mondiale a dieci anni da quello di Brad Walker a Osaka.

SPOTAKOVA, IL RITORNO - A cinque anni dall'ultimo oro globale nell'Olimpiade di Londra, la primatista del mondo Barbora Spotakova, un lustro e una maternità dopo, torna al vertice mondiale del lancio del giavellotto con un successo figlio di una condizione sempre crescente durante l'arco della stagione. Il lancio vincente, 66,76 al secondo turno, incorona la 36enne della Repubblica Ceca a dieci anni di distanza dal primo titolo mondiale conquistato a Osaka nel 2007. Tutte battute le varie pretendenti al titolo, a iniziare dalla campionessa olimpica Sara Kolak, quarta con 64,95 e almeno tre lanci disastrosi sotto il profilo tecnico.

Sul podio salgono due delle tre cinesi presenti in finale: Li Lingwei, 66,25 e personale migliorato dopo cinque anni dopo essersi qualificata alla finale come dodicesima per soli tre centimetri, e Lu Huihui (65,26), la migliore del turno di qualificazione, in cui aveva stabilito il record asiatico. Settima la campionessa uscente Molitor con 63,75. Con l'oro di oggi, la Spotakova diventa la giavellottista più medagliata di sempre ai campionati del mondo, raggiugendo la tedesca Steffi Nerius con quattro medaglie. Un oro e tre bronzi per la Nerius, due ori e due argenti per la Spotakova. La ceca è, assieme alla tedesca democratica Fuchs, l'unica giavellottista a vantare anche due ori olimpici.

BOSSE E' IL BOSS DEGLI 800 - La finale degli 800 metri con otto atleti di diverse nazionalità viene vinta non senza sorpresa dal 25enne Pierre-Ambroise Bosse, il più bravo di tutti a lanciare la volata a 150 metri dal traguardo e resistere senza affanni particolari al tardivo ritorno del polacco Adam Kszczot, argento per il secondo mondiale consecutivo, ma stavolta con più di un rimpianto. Per Bosse, quarto a Rio e finalista mondiale per la terza edizione consecutiva, è una vittoria insperata, in 1:44.67, con Kszczot secondo in 1:44.95 e il kenyano Kipyegon Bett al bronzo in 1:45.21. Per un soffio non arriva una sorpresa ancora più grande, il britannico Langford in pieno recupero che alita sul kenyano e gli finisce a quattro centesimi col personale portato a 1:45.25. L'oro di Bosse è il primo per la Francia negli 800 metri sull'asse mondiali-olimpiadi, potendo vantare fino a stasera solo un bronzo olimpico nel lontano 1948. Guarda caso, a Londra.

KIPRUTO, LE SIEPI ANCORA KENYANE - Conseslus Kipruto scrive a fuoco il suo nome sulla dodicesima medaglia d'oro del Kenya sui 3000 siepi. Recuperato per il monndiale dopo un infortunio alla caviglia, il 22enne campione olimpico di Rio, già due volte d'argento ai campionati del mondo di Mosca e Pechino, ha conquistato l'oro più incerto tra i dodici della storia iridata, respingendo con sagacia tattica prima lo statunitense Evan Jager chiudendone la volata ponendoglisi davanti, poi il marocchino Soufiane El Bakkali, avversario coriaceo e talentuoso già assaggiato in Diamond League, argento in 8:14.49. La vittoria di Kipruto (8:14.12) allunga la striscia di ori globali di atleti africani (o asiatici nati in Kenya come Shaheen), che con Londra tocca il ventennio. L'ultimo non africano a conquistare una meadglia d'oro fu infatti l'azzurro Francesco Panetta ai mondiali di Roma. Bella finale, con Jager a lanciare una lunga volata con un secondo chilometro velocissimo (ai 2000 5:35.46), poi negli ultimi trecento metri l'altolà di Kipruto e il cedimento di Jager, alla fine bronzo in 8:15.53. Rimpianti per il francese Mekhissi, partito troppo tardi all'inseguimento della medaglia, quarto in 8:15.80. Cedono nettamente gli altri due kenyani, la leggenda Kemboi (undicesimo) e Birech (dodicesimo).

PESO DONNE, QUALIFICAZIONI - Nessuna eliminazione clamorosa dalla pedana del getto del peso. Si qualificano per la finale tutte le migliori, con cinque atlete sopra la misura richiesta (18,30) per l'accesso diretto in finale. La migliore è la cinese Gong Lijiao con 18,97, cinque centimetri meglio della campionessa olimpica Michelle Carter, la favorite per la finale.

 

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Commenti? | Aug 09, 2017

Mondiali: Tori Bowie oro dei 100

Posted by linfordbif in International
Mondiali: Tori Bowie oro dei 10006 Agosto 2017

La sprinter USA vince con un tuffo l'oro dei 100 donne. Asta alla Stefanidi, eptathlon alla Thiam, Walsh vince il peso.


 

di Marco Buccellato

Nella terza giornata dei campionati del mondo di Londra la statunitense Tori Bowie vince  il titolo dei 100 femminili dopo il successo di ieri di Justin Gatlin in quelli maschili. La sprinter ha ragione con un tuffo sul traguardo dell'ivoriana Ta Lou imponendosi in 10.85 (vento 0.1), un solo centesimo sull'africana. Bronzo a Dafne Schippers in 10.98. Solo quinta la campionessa olimpica Elaine Thompson. Nell'asta e nell'eptathlon vincono le olimpioniche in carica: la greca Ekaterini Stefanidi sale al record naizonale di 4,91 a successo già assicurato contro la statunitense Sandi Morris (4.75). Bronzo per due: la cubana Silva e la venezuelana Peinado (4,65). L'eptathlon va alla belga Nafissatou Thiam con 6.784 punti davanti alla tedesca Carolin Schäfer (6.696) e all'olandese Anouk Vetter (6.636). Nel peso Tom Walsh porta la Nuova Zelanda all'oro maschile dopo i trascorsi successi al femminile di Valerie Adams con 22,03, davanti allo statunitense Joe Kovacs (21,66) e al croato Stipe Zunic (21,46). Nel medagliere Stati Uniti in testa con due ori, tre argenti e due bronzi.

BOWIE COME GATLIN, USA DI NUOVO IN SELLA - Finale dei 100 donne contro ogni previsione, non tanto per i nomi delle medagliate quanto per la prestazione impronosticabile della campionessa olimpica, la giamaicana Elaine Thompson, incapace di lanciarsi all'inseguimento dell'ivoriana Marie-Josée Ta Lou, schizzata dai blocchi come un portento. Indietro a metà gara, è stata la statunitense Tori Bowie a trovare la fase lanciata regale e a proiettarsi sui blocchi con un tuffo e relativa caduta con varie ammaccature. Per lei arriva la medaglia d'oro dopo attenta lettura del photofinish, in 10.85 (0.1), un centesimo sulla Ta Lou (10.86, personale) e sull'olandese Dafne Schippers, autrice di una rimonta straordinaria in ottava corsia dopo aver rischiato l'anonimato a fondo classifica (10.96). La Thompson, che ha perso il ritmo dopo 70 metri, è quinta in 10.98, preceduta a pari tempo anche dall'altra ivoriana Murielle Ahoure. Gli Stati Uniti tornano a impossesarsi del doppio oro dei 100 metri, maschile e femminile, a dodici anni da Helsinki 2005, quando vinsero Justin Gatlin e Lauryn Williams, mettendo un clamoroso stop alla lunga epopea della Giamaica.

STEFANIDI ORO E RECORD - Grandissima gara della greca oro di Rio Ekaterini Stefanidi, vinta con due salti perfetti e uno fortunato a 4,82. Per non farsi mancare niente e rendere giustizia alla fortuna ricevuta, a gara ormai vinta ha realizzato anche il record nazionale a 4,91, che è anche il salto più alto della stagione, e tentato tre volte i 5,02 fallendoli. La Stefanidi è l'ultima a entrare in gara, a 4,65, e con tre salti sbriga la pratica per l'oro superando al primo tentativo i 4,75 e con un po' di fortuna i 4,82, con l'asticella a vibrare ma a graziare la greca. Sandi Morris, impeccabile fino a 4,75, commette il primo errore a 4,82 e tenta il jolly con due salti a 4,89, fallendoli. Prima la greca e seconda la statunitense, come un anno fa a Rio. La medaglie di bronzo va ex-aecquo alla campionessa del mondo uscente, la cubana Yarisley Silva, e alla sorprendente 19enne venezuelana Rosbeilys Peinado, campionessa mondiale allievi nel 2013, con 4,65. La misura vale alla giovane sudamericana anche il primato di area eguagliato, ottenuto una prima volta nella Diamond League di Stoccolma, e soprattutto la prima medaglia del Venezuela nella storia dei campionati del mondo. A pari misura, ma giù dal podio, la britannica Bradshaw, la tedesca Ryzih e la canadese Newman.

THIAM, LONDRA DOPO RIO - Il primo trionfo mondiale di Nafissatou Thiam, straordinaria atleta belga di origini africane, che dopo il titolo olimpico a Rio e il primo "over-7.000 punti" ottenuto in questa stagione, mette al collo anche l'oro di Londra con 6.784 punti. Questi i risultati della neocampionessa del mondo: 13.54/0.0 (100 metri ostacoli), 1,95 (alto), 15,17 (peso), 24.57/0.0 (200 metri), 6,57/-0.5 (lungo), 53,93 (giavellotto), 2:21.42 (800 metri). Si arriva alla prova finale sugli 800 metri con la questione-oro praticamente risolta per la Thiam (5.980) e tutto da giocare per l'argento e il bronzo, con la tedesca Schäfer (5.808) e l'olandese Vetter (5.805) divise da tre punti, ma la Vetter non fa granché per recuperare sulla tedesca e il gioco delle medaglie resta immutato. Dietro la Thiam il podio nuovo di zecca vede all'argento Carolin Schäfer con 6.696 punti e al bronzo Anouk Vetter con 6.636 punti. Giù dal podio la cubana Rodriguez (6.594) e la britannica Johnson-Thompson con 6.558.

Nel lungo, prima prova della seconda giornata, le migliori tre erano finite racchiuse in due centimetri: Thiam 6,57/-0.5, Johnson-Thompson 6,56/-0.1, Salman-Rath 6.55/-0.2, mentre nel giavellotto la Thiam, atleta da quasi 60 metri di personale, aveva incassato la parziale sconfitta dalla olandese Vetter che con un lancio di 58,41 ha centrato la miglior prestazione nel giavellotto in un eptathlon nella storia dei campionati del mondo.

PESO, WALSH RE DEI GIGANTI - Arriva il titolo mondiale per il neozelandese Tom Walsh, ieri strepitoso in qualificazione con 22,14 e oggi il migliore dei dodici finalisti con un miglior lancio di 22,03 a vittoria già assicurata dopo aver condotto in al comando tutta la gara. Walsh porta all'oro la Nuova Zelanda al maschile dopo i trionfi di Valerie Adams al femminile. Finale strana, con polveri bagnate per l'olimpionico Ryan Crouser, tutto l'anno oltre i 22 metri e oggi sesto con 21,20, e polveri congelate per chi il mondiale l'aveva già vinto come David Storl, fuori dai lanci di finale. Sul podio il migliore degli statunitensi è così Joe Kovacs, argento con 21,66 e autore di un impercettibile nullo di pedana all'ultimo lancio finito oltre la fettuccia dei 22 metri. Il bronzo va al croato Stipe Zunic con 21.46, misura nelle sue braccia in tutti i mesi che hanno preceduto il mondiale. Per la Croazia è la prima medaglia nel peso. Rimpianti per il ceco Stanek e il polacco Haratyk, giù dal podio entrambi per cinque centimetri (21,41).

110 METRI OSTACOLI, SEMIFINALI - Tre batterie, tremenda la prima dove si concentrerà, al tirar delle somme, mezza finale. La vince in 13.10 l'olimpionico Omar McLeod in 13.10 (0.2) che passa al pari del francese Garfield Darien (13.17). Nella seconda semifinale si ammutolisce lo stadio: Andy Pozzi, in testa fino all'ultimo ostacolo, viene risucchiato da ben tre avversari e perde la finale che sentiva in tasca. A sorpresa vince Shane Brathwaite di Barbados in 13.26 (0.6), per 0.01 sul giamaicano Parchment, che salva la finale per tre millesimi sullo statunitense Devon Allen (13.27 per entrambi). Nonostante il 13.28, Pozzi dice addio alla finale. L'ultima semifinale è vinta dall'ungherese Balasz Baji in 13.23 (0.3) su Aries Merritt (13.25). Completano il quadro dei promossi alla finale il campione del mondo uscente Sergey Shubenkov (13.22) e l'argento olimpico Orlando Ortega (13.23), ripescati dalla prima terribile semifinale. La Giamaica pede un protagonista con l'infortunio di Ronald Levy, andato k.o. dopo il primo ostacolo nella batteria di stamane, vinta dal britannico Andy Pozzi in 13.28 (0.7). Gli Stati Uniti promuovono in finale il solo Aries Merritt. Una soddisfazione enorme per l'olimpionico di Londra 2012 che è tornato alle gare dopo il trapianto di un rene, pronto  a giocarsi una medaglia. Nelle batterie della mattinata il miglior tempo era stato realizzato proprio da Aries Merritt in 13.16 (0.1).

800 MASCHILI, SEMIFINALI - Tre serie soffertissime, con l'eliminazione clamorosa di Emmanuel Korir, uno dei favoriti per la medaglia d'oro, vinto dalla fatica negli ultimi 20 metri della sua batteria. In finale, evento ormai fuori dal comune, otto atleti di altrettanti paesi diversi. Avanzano il polacco Kszczot, il canadese McBride, il kenyano Bett, l'etiope Aman, il britannico Langford, il botswaniano Amos, il brasiliano Andre e il francese Bosse. Miglior tempo delle semifinali, 1:45.02 di Bett. Ripescati Bosse e Andre.

QUALIFICAZIONI ASTA MASCHILE, AVANTI I BIG - Nessuna eliminazione eccellente in un turno di qualificazione sofferto per vari atleti di punta. In otto accedono alla finale con 5,70 e altri quattro astisti ottengono la qualificazione a 5,60. Paura per lo statunitense Sam Kendricks e per il polacco Pawel Wojciekowski, cui è stato necessario il terzo tentativo a 5,60 per evitare l'eliminazione. Percorso esente da errori, invece, per l'altro polacco Piot Lisek e per Renaud Lavillenie.

GIAVELLOTTO DONNE QUALIFICAZIONI, RECORD ASIATICO DI LU HUIHUI - Qualificazione diretta alla misura richiesta di 63,50 per diverse atlete, su tutte l'argento mondiale di due anni fa Lu Huihui, che con 67,59 migliora record cinese e asiatico e si propone come terzo incomodo nel duello dei pronostici pre-mondiali tra l'olimpionica croata Sara Kolak (ripescata con 63,24) e la primatista mondiale Barbora Spotakova (promossa con 64,32). Anche l'altra protagonista del mondiale di due anni fa con un inatteso oro, la tedesca Molitor, ritrova il braccio dei giorni belli con promozione immediata (65,37). Impressionano anche la slovena Ratej con 65,64. 

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Commenti? | Aug 07, 2017

LONDRA: VINCE GATLIN, ARGENTO PER COLEMAN, USAIN BOLT E┤ TERZO

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Usain Bolt perde l ultima gara della sua strepitosa carriera. A Londra vince Gatlin ( 2 volte squalificato per doping, prima endorfine poi per testosterone nel 2006 ) con una gran rimonta che gli permette di chiudere in 9"92 davanti a Coleman 9"94, Bronzo per Bolt in 9"95.

Bolt e´partito male, la sua forma di ora non gli permette di fare errori, errore che ha pagato questa volta.Impressionante il giovane 21enne Colin che e´ in testa dall´inizio della gara, peccato per il finale in cui non ha corso come puo´.

Ne ha approfittato Gatlin che quasta volta, a 35 anni, vince.

IL GRAZIE DI USAIN - «Sono deluso, mi aspettavo di vincere ma sono partito ancora male, poi ci ho provato ma non sono andato come volevo. Se ho cambiato idea dopo questa sconfitta? No, ho deciso, mi ritiro e dico grazie a tutti. Sapevo dentro di me - ha commentato Usain a fine gara - che se non fossi partito bene non avrei avuto la possibilità di rimanere attaccato agli altri. Ma ho capito subito di non aver fatto una buona partenza. Gatlin? E' un grande avversario, e un lottatore. Dà sempre il massimo, io lo so bene, e ci è riuscito anche questa sera».

LE LACRIME DI GATLIN - «Mi sono subito reso conto di aver vinto. Usain è stato d'ispirazione per tutti noi in questi anni, e devo ringraziare lui se qui ho corso così bene. Sono commosso - ha detto Gatlin con le lacrime agli occhi - perché ho lavorato duramente per arrivare qui, a questo grande risultato». 

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

Commenti? | Aug 06, 2017

Mondiali: Gatlin si prende l'oro di Bolt

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Justin Gatlin e Usain Bolt (foto Colombo/FIDAL)

Mondiali: Gatlin si prende l'oro di Bolt<font face="Merriweather Sans, serif" color="#555555"> </font>A Londra lo sprinter statunitense, 12 anni dopo Helsinki, torna sul trono iridato dei 100 metri in 9.92 e poi si inchina al fulmine giamaicano, terzo in 9.95 alle spalle di Coleman (9.94).

 

di Marco Buccellato

Ai Campionati del Mondo di Londra arriva il finale su cui in pochi forse avevano scommesso. Il fulmine Usain Bolt, è soltanto terzo nei 100 metri cedendo il titolo iridato a un Justin Gatlin autore di una rimonta-capolavoro che gli ha consegnato la vittoria in 9.92 (vento -0.8). Argento a Coleman in 9.94, bronzo a Bolt in 9.95, atteso ora dall'ultimo sprint con la 4x100 giamaicana. Nelle altre finali della seconda giornata iridata, oro all'etiope primatista mondiale e campionessa olimpica a Rio Almaz Ayana sui 10000 metri in 30:16.32 (mondiale stagionale), che vince su Tirunesh Dibaba (31:02.69) e sulla kenyana Agnes Tirop (31:03.50). Il lungo maschile è del sudafricano Manyonga in una gara-thrilling vinta con 8.48 (vento 0,4) sullo statunietnse Jarrion Lawson (8.44 /0.6) e sull'altro sudafricano Rushwal Saamai 8,27 (0.1). Oro del disco uomini al lituano Andrius Gudzius (69,21) sullo svedese Daniel Stahl (69,19) e sullo statunitense Mason Finley (68,03). 

IL RACCONTO DELLE GARE

Usain Bolt non è più il re, viva il re. Il nuovo-vecchio re, il 35enne Justin Gatlin, oro dei 100 metri già alle Olimpiadi 2004 e ai mondiali di Helsinki del 2005, vince lontano dalle pressioni che tante volte lo avevano condizionato al cospetto del giamaicano, imponendosi in 9.92 (vento 0.8) dopo una portentosa rimonta sullo stesso Bolt e sul connazionale Christian Coleman, il migliore allo start, ripreso solo alla fine e argento in 9.94. Per Bolt, partito ancora una volta in maniera non ottimale, il tentativo disperato di prendersi l'ultimo oro dei 100 metri iridati di una carriera senza eguali (sarebbe stato il quarto), ma il Bolt di oggi (9.95, stagionale eguagliato e a sua volta in rimonta su Coleman) non era l'imbattibile astro dell'ultimo decennio. La sconfitta, Gatlin gliel'ha resa più dolce, inchinandosi dopo il traguardo a rendergli omaggio. Il lungo abbraccio e il parlottare sorridente tra i due è l'immagine simbolo che pone fine a una competitività, dura e non priva di tensioni in passato, ora semplicemente sportiva. Bravi tutti e due, bravo Coleman, bravi tutti. Gli Stati Uniti tornano a far doppietta sui 100 metri dopo sedici anni. Ai mondiali non succedeva dall'edizione di Edmonton 2001. Giù dal podio il campione del mondi di Daegu, Yohan Blake, quarto in 9.99, quinto il sudafricano Simbine in 10.01, il primo finalista del suo paese nella storia dei 100 metri iridati.

Nella terza semifinale Bolt e Coleman si erano già visti da vicino. Lo statunitense aveva guadagnato ampio vantaggio con una partenza eccellente e chiusura in 9.97 (0,4) su Usain Bolt (9.98), bravo a recuperare con la fase lanciata, giunto al traguardo rallentando e studiandosi, reciprocamente, con Coleman. Justin Gatlin aveva perso nella prima semifinale in 10.09 da Akani Simbine (10.05/0.5), un altro rispetto alla mediocre batteria di ieri. Nella seconda semifinale si era imposto Yohan Blake in 10.04 (vento -0.2), autore di una gran partenza al pari del giapponese 18enne Sani Brown che però ha perso l'equilibrio e rischiato di cadere dopo i primi appoggi (settimo in 10.28). Crono in ribasso nel mondiale 2017: nelle ultime due edizioni iridate l'ultimo tempo utile per l'accesso alla finale era stato di 9.99 e di 10.00.

10000 METRI DONNE, AYANA FUGA E ORO - E' ancora Almaz Ayana la regina dei 10000 metri. L'etiope mette al collo l'oro iridato dopo aver rivoluzionato la distanza con lo straordinario record del mondo alle Olimpiadi di Rio. Gara favolosa della Ayana, che a dispetto di un ritmo fin troppo lento nei primi chilometri, ha preso largamente la testa dopo tre chilometri e mezzo transitando a metà gara in 15:51. Eccezionale il "negative-split" dell'etiope, che ha coperto la seconda parte in 14:25, miglior crono parziale all-time dal quinto km al traguardo, prestazione tra l'altro ottenuta soltanto da otto atlete al mondo sulla distanza dei 5000, per un crono finale di 30:16.32, miglior prestazione mondiale stagionale. Bravissima anche Tirunesh Dibaba: dopo tre titoli mondiali vince il rush per l'argento con la kenyana Agnes Tirop e firma la doppietta etiope in 31:02.69. Per un'Etiopia che vince il titolo con una sua atleta per la settima volta (e diciotto medaglie totali), un Kenya che sale sul podio con la Tirop, bronzo col personale portato a 31:03.50. Niente da fare per la co-favorita Alice Aprot Nawonuna, quarta in 31:11.86. L'Europa si prende il quinto posto con l'olandese Susan Krumins-Kuijken in 31:20.24 (personale). Sesta la statunitense Infeld in 31:20.45. Questi i passaggi di Almaz Ayana per chilometro: 3:30.38, 6:48.87, 9:59.47, 13:02.20, 15:51.38, 18.42.97, 21.35.19, 24:30.03, 27.26.83, 30:16.33.

LUNGO, TRIONFA MANYONGA - Bellissima finale e fiato sospeso fino all'ultimo salto per l'agonismo sfoderato dai due migliori contenders, il sudafricano Luvo Manyonga, oro con 8,48 (0.4), e lo statunitense Jarrion Lawson, argento con un ultimo balzo da 8.44 (0.6), dopo essere stato in testa con 8,37 e 8,43. Giusto riconoscimento per i due atleti, usciti dalla finale olimpica di Rio con l'argento (Manyonga) e con il quarto posto (Lawson). Il Sud Africa fa doppietta, oltre a vincere il primo titolo mondiale: il bronzo va infatti a Rushwal Saamai con 8,27 (0.1), che toglie la medaglia all'ex-campione del mondo Aleksandr Menkov (8,27 anche per lui) grazie alla seconda miglior misura (per Menkov cinque nulli). Finale di altissimi contenuti, col primo degli esclusi dai salti di finale atterrato a 8,11, il settimo a 8,23 e l'ottavo colpevole di aver saltato "solo" 8,18. Dopo l'argento di Berlino 2009 del caposcuola sudafricano del lungo, Mokoena, il Sud Africa è ora il terzo paese a poter vantare una medaglia mondiale di ogni metallo, oro argento e bronzo, impresa riuscita finora solo agli Stati Uniti e alla Russia.

DISCO, ORO AL LITUANO GUDZIUS - La finale si risolve al secondo turno. La Lituania torna a prendersi l'oro mondiale del lancio del disco e lo fa con il 26enne Andrius Gudzius, campione europeo under 23 nel 2013, che vince il titolo iridato per due centimetri (69,21) sul primatista mondiale stagionale Daniel Stahl (69,19) in una finale che ha restituito il vertice al paese che fino a una dozzina di anni fa, grazie a Virgilijus Alekna, dominava la specialità. A Stahl il merito di aver dato alla Svezia la prima medaglia iridata di un proprio discobolo nella storia dei campionati. C'è anche la sorpresa del bronzo allo statunitense Mason Finley, due volte al personale fino a 68,03, bravo a restituire il podio che mancava agli USA dal 1999. Il risultato sancisce, forse, la fine dell'epoca del lunghissimo dualismo di vertice tra il tedesco Bob Harting, oggi sesto, e il polacco Malachowski, quinto. Il quarto, il giamaicano Dacres, ha 23 anni e il futuro dalla sua parte. Ottavo l'altro giamaicano Smikle. Atletica senza confini, lanci compresi.

EPTATHLON, THIAM SECONDA DOPO LA PRIMA GIORNATA - Nel getto del peso la belga Nafissatou Thiam è stata ancora la migliore con un lancio di 15,17 che le ha garantito 872 punti. Nella quarta prova della prima giornata dell'eptathlon, i 200 metri, la Thiam ha corso in 24.57 (perdendo di un centesimo dalla ceca Cachova), e ha perso la testa della classifica, scavalcata dalla tedesca Carolin  Schäfer (23.58). Miglior tempo, previsto perché è uno dei suoi pezzi forti, il 22.86 (-0.2) di Katarina Johnson-Thompson, che riabilita la classifica dopo la brutta prova nel salto in alto. Classifica parziale: Carolin Schäfer 4.036 punti, Nafissatou Thiam 4.014, Yorgelis Rodriguez 3.905. Quarta la Johnson-Thompson con 3.838, sei lunghezze sull'olandese Vetter.

SEMIFINALI 1500 DONNE, GENZEBE DIBABA IN FINALE PER UN SOFFIO - Due semifinali dei 1500 femminili con cinque ingressi diretti in finale e due ripescaggi. Nella prima da registrare il sesto posto della campionessa mondiale uscente e primatista Genzebe Dibaba in 4:05.33, crono però sufficiente a garantirle l'ingresso in finale. La serataccia etiope sul miglio metrico si manifesta anche con la caduta di Gudaf Tsegay (e l'eliminazione della Sado nella seconda semifinale). Brillante il compito svolto dalla kenyana oro olimpico Faith Kipyegon, prima in 4:03.54 sulla scozzese Laura Muir (4:03.64) e sulla sudafricana olimpionica degli 800 Caster Semenya (4:03.80). Passano il turno anche la polacca Angelika Cichocka e la sorprendente tedesca Hanna Klein, imprendibile per la Dibaba, sesta in 4:05.33. Seconda semifinale con fuga a sopresa della tedesca Klosterhalfen, poi risucchiata negli ultimi 150 metri e eliminata. Passaggio assicurato per l'olandese Sifan Hassan (4:03.77), la svedese Bahta, la immancabile statunitense Simpson, l'altra britannica Weightman e la marocchina Akkaoui, cui si aggiunge per la finale, come ripescata, anche la connazionale Arafi.

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Commenti? | Aug 06, 2017

FEDERAZIONE ATLETICA TEDESCA: PROTESTE PER LA DISCRIMINAZIONE VERSO ATLETI DI ALTRE NAZIONALITA┤

Posted by linfordbif in International
 
Ai campionati assoluti tedeschi in Erfurt non possono piu´ partecipare atleti stanieri: un italiano denuncia la federazione che si difende - Daniele Biffi non ha potuto, ai campionati tedeschi master, correre la finale per la quale si era regolarmente qualificato. 

Daniele Biffi ammette lui stesso di corrispondere un po´ all´immagine stereotipata italiana. "Posso essere molto emozionale", dice il 45enne. Essendo cosi´, lo scorso fine settimana è stato un po troppo grave per lui. Daniele ha partecipato ai campionati Master tedeschi a Zittau fuori competizione. L'evento è un appuntamento  annuale importante nella vita degli appassionati atleti Master. Sei volte negli ultimi quattro anni Daniele Biffi ha vinto i campionati tedeschi. A lui piacciono i suoi 45 anni, comunque lui corre i 100 metri ancora sotto i dodici secondi ed i 200 metri sotto i 24 secondi.

Biffi, in germania, è uno dei migliori atleti della sua categoria. Tuttavia, in Zittau c´era poco da raccogliere per lui perché non poteva vincere nulla. Il tutto è finito in uno scandalo, ha protestato ed insultato alcuni organizzatori ed è stato ammonito per il suo comportamento. "Mi sono sentito umiliato e discriminato", dice Biffi. "Io vivo da 15 anni in Germania, qui mi sento a casa ed all´improvviso non posso può più correre e competere. Questo è uno scherzo! ". Biffi non ha la cittadinanza tedesca, ha mantenuto quella italiana, e per questa ragione ora non puo´ partecipare ai campionati. Per questi campionati ha ottenuto di poter partecipare comuqnue solo fuori competizione, puo´ correre ma anche se si qualifica per le finali gli viene impedito di correrle - come è avvenuto a Zittau.

Questo regolamento è stato adottato alla fine dello scorso anno dalla Federazione atletica tedesca (DLV). In precedenza, gli stranieri iscritti ad una squadra tedesca potevano regolarmente partecipare ai campionati tedeschi. Quest´anno ai campionati tedeschi assoluti in Erfurt mancano quindi molti nomi importanti, in particolare sulle medie e lunghe distanze. Questa è una questione delicata e molto sensibile, comunicata in silenzio dalla DLV  a dicembre 2016. La base rimaneva male informata. All´improvviso la nuova modifica  del regolamento tedesco di atletica (DLO) era in Internet.

" Negli ultimi anni, ci sono state sempre molte lamentele da parte di alcuni club verso altri accusati di arruolare atleti stranieri che dominavano le gare a discapito degli atleti tedeschi, a cui rubavano i migliori posti. Il tutto andava contro la tutela e la promozione di atleti tedeschi ", ha detto il presidente uscente DLV Clemens Prokop. "Inoltre era stata messa in discussione anche l´eta´ di  alcuni atleti stranieri sopratutto nel settore  giovenile", dice Prokop. "Abbiamo poi preso la decisione nella federazione che solo i migliori tedeschi possano partecipare ai campionati tedeschi."

Incertezze legali
Per Daniele Biffi  questi non sono motivi sufficienti per modificare il regolamento e le condizioni per gli atleti stranieri.  Dopo che le sue proteste non sono state ascoltate dalla federazione, Daniele Biffi con il suo avvocato Gerald Kornisch si e´ rivolto dinanzi al Tribunale di Darmstadt District. Prima dei Campionati a Zittau ha cercato di far valere i suoi diritti per partecipare regolarmente ai campionati tedeschi tramite ingiunzione preliminare. Questa è stata respinta con la spiegazione che  dal nuovo regolamento DLO non si e´ rilevato nessun danno economico per lui. Per Biffi questo può essere vero, per tanti altri professionisti a cui e´ impedito di patecipare regolarmente ai campionati assoluti in  Erfurt in questo fine settimana, ma non lo e´ affattto. E' probabile che la nuova versione del regolamento DLO sia respinta dal tribunale. Biffi in ogni caso vuole andare avanti  "Lottero´ per i miei diritti fino alla fine" dice.

Per la DLV si prevedono guai in vista , anche perche´ sempre piu´ societa´ protestano. La federazione atletica di berlino BLV, ad esempio, per molti anni ha ospitato campionati nazionali open, dove la nazionalità non importa, fintanto che gli atleti siano iscritti ad un club tedesco. "Vogliamo continuare a farlo", dice il presidente Gerhard BLV Janetzky. Molti credono che la DLV abbia sparato oltre il suo bersaglio.

Soprattutto riguardo la tesi secondo cui alcuni stranieri giovani abbiano mentito o ingannato sulla loro specifica l'età. "Oltre al fatto che nessun caso specifico sia stato messo in discussione, sono state fatte delle verifiche che confermano molte date di nascita. Sono solo congetture e comunque eventuali singoli casi cambian nulla", dice l'avvocato di Biffi, Cornish. "Non si può sospettare di tutti gli stranieri." Cornish ritiene che le giustificazioni del DLV per il nuovo statuto sia scandaloso - e  non solo: "Questo regolamento è discriminatorio. Si tratta di valori in una società libera. E l'Atletica tedesca sta diffondendo un cattivo esempio. "

In realtà, a livello nazionale come internazionale le associazioni sportive reagiscono al tema in modo diverso In molte federazioni sportive tedesche gli stranieri sono autorizzati a partecipare a campionati nazionali. La Federazione tedesca di ginnastica (DTB) degli stranieri ha permesso di competere come ora il DLV solo fuori concorso. Secondo lo statuto e la federazione di Ping Pong (DTTB) possono a loro volta partecipare gli atleti  stranieri che in precedenza non hanno giocato per un club al di fuori fuori dalla Germania.

In altri sport, è possibile
Non è una contraddizione che un campione tedesco provenga da un altro paese? Questa domanda che molti si fanno soprattutto negli sport olimpici come il nuoto, la ginnastica o anche in atletica. In questi sport partecipano ai campionati anche sportivi stranieri, come il calciatore Franck Ribéry del Bayern Monaco.  Sette volte Ribery e´stato campione della Germania  e nessuno protesta perche´ è uno straniero. Per i campionati di atletica pero´ si protesta.

Una delle principali ragioni del risentimento verso questi atleti è il sistema di sviluppo degli atleti stessi. Gli atleti della squadra che hanno rappresentato la Germania in occasione di importanti eventi come Campionati del Mondo o Giochi Olimpici, sono stati tutti aiutati e sponsorizzati ed aiutati economicamente dallo stato ed hanno la cittadinanza tedesca e dal governo federale. Pertanto, la politica e le federazioni sportive vogliono vedere solo i loro atleti nella squadra e nel più grande evento nazionale sul podio ed ai primi posti. "E 'solo questo il modo in cui possiamo promuovere ed aiutare  finanziariamente i nostri atleti", ha detto il presidente DLV Prokop.

Questo lo sa´ anche l'avvocato Gerald Kornisch, comunque ritiene che l´'atteggiamento della Federazione Atletica discriminatorio. "la DLV pensa solo agli atleti d'elite ed a proteggere solo le parti interessate e gli atleti tedeschi. Questo e´assolutamente errato: la DLV è l'organizzazione dei club di atletica tedesca e deve tutelare in primis le societa´, ".

L´avvocato ed e il suo cliente Daniele Biffi, in ogni caso non hanno rinunciato alla protesta contro la DLV. Al contrario:  vogliono ora veramente iniziare a protestare. 
 
VIDEO: ATLETI DISCRIMINATI IN GERMANIA 
 
Commenti? | Jul 12, 2017

VAN NIEKERK REKORD DEL MONDO SUI 300M: 30"81

Posted by linfordbif in International

Wayde van Niekerk ieri sera ad Ostrava piazza corre i 300m in 30"81 e migliora cosi´ anche il record mondiale sui 300 di Michael Johnson (30.85 nel 2000)  dopo avergli gia´ portato via quello sui 400m.

Corre i 300m con una media di 10":27.  Meglio di Bolt che proprio su questa pista bagnata 6 anni fa´corse  in 30":97.
 
Ottimale la distribuzione della gara da parte di Wayde, parte forte, alla fine del primo rettilineo Wayde supera Bonevacia e Makwala. Curva ottimale ed un rettilineo sublime tra spinta, eleganza e scioltezza.

Wayde e´un Atleta che spazia dai 100 ai 400m, 9"94 lo ha corso 2 settimane or sono, ottimi sono anche i suoi 200 con 19"84 e sublime il suo 43"03 sui 400. Wayde e´il primo Atleta della storia ad aver corso sub 10", sub 20", sub 44" ( tra poco sub 43"..) ed ora sub 31" sui 300m!
 

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

WWW.FASTANDFIT.INFO

 
Commenti? | Jun 29, 2017

Van Niekerk, l'erede di Bolt e non solo

Posted by linfordbif in International

 

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Van Niekerk, l'erede di Bolt e non solo 

L’olimpionico sudafricano del giro di pista cercherà la doppietta 200-400 ai Mondiali di Londra, come Michael Johnson alle Olimpiadi del 1996


 

di Giorgio Cimbrico

Il lungo addio di Usain Bolt ha aperto un dibattito: chi sarà il suo erede, chi diventerà il nuovo volto dell’atletica? Proprio a Kingston, Giamaica, nella serata di commiato del Lampo dal suo pubblico, in una glorificazione che lo ha fatto affiancare a Bob Marley, Wayde van Niekerk ha avanzato robuste pretese per la successione.

Non sarà uno showman come la Meraviglia di Trelawny, avrà un carattere più timido e riservato, ma con il 19.84 del National Stadium (con lo stesso tempo, pochi giorni prima, aveva vinto sulle strade di Boston una gara in linea retta, il vecchio furlong su cui si cimentò anche Jesse Owens), il quasi 25enne di Città del Capo, Kapstad in afrikaans, assai affezionato al quartiere d’allenamento di Gemona, ha confermato di essere il più forte combinatista della storia su 200 e 400 alle spalle, per 37 centesimi, di Michael Johnson.

L’accoppiata che l’Espresso di Waco centrò ai Giochi di Atlanta 1996 è l’obiettivo londinese e mondiale di Wayde, l’alfiere di un movimento sudafricano che in questi mesi ha offerto quattro atterraggi di Luvo Manyonga oltre gli 8,60 e le volate di Akani Simbine sotto i 10 secondi: il paese arcobaleno sta funzionando e Nelson Mandela saluterebbe questi risultati con il suo largo e dolce sorriso.

Nel ’96 nella capitale della Georgia la dura impresa venne cercata e centrata da un uomo (MJ) e da una donna, l’elegante francese delle Antille Marie-José Pérec. Anche a Londra è previsto un doppio assalto: la pretendente è una 23enne non meno alta e non meno elegante di Marie-José, la bahamense Shaunae Miller, maritata con il decatleta estone Maicel Uibo. Campionessa olimpica dei 400 (il suo tuffo vincente, per bruciare Allyson Felix, si è già trasformato in un classico), si sta dedicando con assiduità ai 200. Il raccolto è il 21.76 in linea retta di Boston, preceduto dal 21.91 di Eugene, dove ha ceduto di 0.14 a una scatenata Tori Bowie. Sia Wayde che Shaunae usufruiranno di un favorevole ritocco al programma orario.

E così, van Niekerk erede di Bolt ed emulo di MJ: lo dicono le cifre, affiancando i record personali dei tre su 100, 200, 300 e 400, per ottenere un chilometro virtuale bruciato alla velocità della luce.

Michael Johnson 10”09, 19”32, 30”85, 43”18: 1’43”44
Wayde Van Niekerk 9”98, 19”84, 31”63, 43”03: 1’44”48
Usain Bolt 9”58, 19”19, 30”97, 45”28: 1’45”02

Tutti e tre hanno varcato cancelli proibiti ai più: Michael quelli dei 20”, dei 31” e dei 44”, Wayde delle distanze classiche (l’unico) mentre Usain ha frequentato i 400 solo in gioventù. A fine mese, a Ostrava, van Niekerk ha la forte chance di diventare il primo abbattitore di tutti i muri attaccando il record del mondo dei 300, ottenuto da Johnson su una pista che al sudafricano è famigliare, quella di Pretoria.

I combinatisti 200-400
Michael Johnson 19”32-43”18
Wayde van Niekerk 19”84-43”03
LaShawn Merritt 19”74-43”65
Jeremy Wariner 20”19-43”45
Isaac Makwala 19”96-43”72
Butch Reynolds 20”46-43”29
Danny Everett 20”08-43”81
Quincy Watts 20”50-43”50
Kirani James 20”41-43”74
Fred Kerley 20”45-43”70
Lee Evans 20”4-43”86
Tommie Smith 19”83-44”5
Usain Bolt 19”19-45”28
Rusheen McDonald 20”57-43”93

Azzurri
Pietro Mennea 19”72-45”87
Matteo Galvan 20”50-45”12
Andrew Howe 20”28-45”70
Pierfrancesco Pavoni 20”38-45”71
Mauro Zuliani 20”72-45”26

Commenti? | Jun 16, 2017

COLEMAN SUB 10" E SUB 20" IN UN GIORNO!

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collmenshoe

Il  Christian  Coleman (21) abbatte in un giorno la barriera dei 10" sui 100m e quella dei 20" sui 200m correndo i 100 metri in 9″97  davanti a  Mitchell-Blake (9″99) ,pure con una scarpa slacciata (ma sti velocisti imparano ad allacciarsele le scarpe?) e dopo un´ora sui 200m correndo in 19″98 secondi.  

Un  risultato fantastico per lui in un´ora. Per lui entrambi i risultati rappresentano la 4a prestazione mondiale stagionale.

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

Commenti? | May 15, 2017

Mozione runners stranieri: sottoscrizioni

Posted by linfordbif in International


Sono già una sessantina le società affiliate alla Federazione Italiana di Atletica Leggera che hanno espresso il loro sostegno alla mozione parlamentare -presentata dall’on. Daniela Sbrollini e sottoscritta da altri 23 deputati - sull’annoso tema della partecipazione degli atleti stranieri all’attività nazionale. Come noto, infatti, gli organizzatori italiani di corse su strada sono fortemente penalizzati, rispetto ai propri colleghi di altri paesi, dalla legislazione in vigore all’interno dei nostri confini, che consente la partecipazione di atleti stranieri esclusivamente in forza di una certificazione sanitaria rilasciata secondo i canoni previsti dal nostro ordinamento.
 
L’obiettivo dell’azione parlamentare è quello di consentire agli atleti stranieri, pur nel rispetto della normativa a tutela della salute, di partecipare alle manifestazioni italiane alle stesse condizioni previste nel proprio paese d’origine.

E' possibile inviare la propria sottoscrizione (ecco la bozza del modulo da riportare su carta intestata della società) via fax al numero 06 56561047 oppure alla mail running@fidal.it

Questo è il LINK attraverso cui, previa registrazione sul portale Openparlamento, è possibile esprimere il proprio parere sulla mozione.

L'elenco dei club e dei presidenti di società che hanno già sottoscritto la mozione (aggiornato al 10 maggio 2017)

Commenti? | May 11, 2017

Candace Hill, gazzella USA

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di Marco Buccellato

I primi acuti dalla stagione indoor USA giungono dalla distanza dei 300 metri, una gara "spuria" che viene disputata a buoni livelli con discreta frequenza al coperto e in una decina di meeting outdoor nel corso di ogni stagione. Protagoniste del fine settimana, la campionessa mondiale indoor di Portland con la staffetta 4x400 (e bronzo sui 400 metri) Quanera Hayes, che a Clemson ha migliorato il record nazionale USA sulla distanza in 35.71, e la giovanissima Candace Hill. Il crono colloca la Hayes al terzo posto nelle graduatorie all-time, guidate da Irina Privalova (35.45 nel lontano 1993) e dalla giamaicana Patricia Hall (35.69 un lustro fa). All'aperto solo quattro atlete hanno fatto meglio del crono della Hayes: la prima della lista è la messicana Guevara (35.30 tra le nuvole di Mexico City).

BABY-HILL - Nella stessa gara, eccezionale prova di Candace Hill, la campionessa mondiale allievi su 100 e 200 metri a Cali nel 2015 e iridata under 20 a Bydgoszcz 2016, prima sprinter under 18 della storia a scendere sotto gli 11" sui 100 metri. Al primo 300 metri della carriera, la poco meno che 18enne Hill (classe 1999) ha corso in 36.86, non lontana dalla miglior prestazione mondiale indoor di categoria, detenuta dal 2007 da Francena McCorory (36.67). Nella finale dei 60, parti invertite: 7.30 per la Hill, 7.34 per la Hayes. Un altro grande talento iridato a Cali, l'astista svedese Armand Duplantis, è salito a 5,61 a Baton Rouge, un centimetro meglio del record europeo junior indoor ufficiale di 5,60, pur se la storia della specialità comprende un 5,68 del tedesco Holzdeppe. 

ASTISTI DI VERTICE, ESORDIO RINVIATO - Né Jenn Suhr né Renaud Lavillenie hanno gareggiato negli impegni annunciati.

La statunitense non si è presentata in pedana nell'Akron Pole Vault Convention (ha vinto la connazionale Nageotte con 4,60), mentre il successo maschile è andato all'iridato in carica Shawn Barber con 5,35. Il francese ha cancellato la sua presenza a Tignes per un leggero infortunio, ma i risultati sono stati comunque interessanti soprattutto nella gara femminile, dove la primatista mondiale under 20 Wilma Murto ha superato i 4,66 e tentato di migliorarsi, senza successo, a 4,72. In tema salti in elevazione conferma dell'ottimo avvio di stagione del russo Ukhov (2,30 dopo l'esordio a 2,35). 

FRANCESI IN SPOLVERO - Sempre dal meeting di Tignes buon esordio di Christophe Lemaître, che nonostante l'avvio anticipato di stagione e il carico di lavoro ancora intenso ha corso i 60 in 6.58, precedendo il vecchio Dwain Chambers, che in 6.64 ha confermato il crono ottenuto il primo dell'anno in patria. Tra gli altri risultati, l'8,08 del lunghista Bertrand e il 16,62 del triplista Pontvianne. Proprio dal salto triplo arriva l'altro acuto delle recenti giornate transapline, merito del bronzo mondiale under 20 Melvin Raffin, portatosi a 17,04, dieci centimetri meglio del precedente limite nazionale di Teddy Tamgho e dieci centimetri meno del miglior risultato mai ottenuto da uno specialista di categoria junior, il tedesco Mai, autore di 17,14 nel 1985. 

PRIMATO IN ISRAELE - Il nuovo primato "all-comers" di maratona sul suolo israeliano è stato stabilito nella quarantesima edizione della maratona di Tiberiade, con percorso a "vista mare" in Galilea, dalla etiope Hiwot Gebrekidan, alla seconda esperienza in maratona, in 2h25:45, con quasi dieci minuti di progresso sull'esordio datato un anno fa. Gara in solitaria, con la seconda classificata distante circa diciotto minuti.

Soltanto terzo, ma distante due secondi dal vincitore, l'oro mondiale di maratona Ghirmay Ghebreslassie nella mezza maratona di Egmond (1h02:43, crono condiviso con l'atleta-top locale Nageeye). La corsa è stata vinta dall'etiope Dawit Wolde in 1h02:41. Finish ravvicinato anche al femminile: Desi Jisa (Bahrain) 1h12:08, l'etiope Abreha (1h12:11) e la kenyana Ivy Kibet (1h12:14), sorella di Hilda Kibet, ex-kenyana naturalizzata "orange". Cross: dopo il terzo posto del Campaccio Jairus Birech ha gareggiato anche in Spagna, nel cross Zornotza di Amorebieta, perdendo di tre secondi dall'eritreo Nguse Amlosom (terzo il campione europeo dei 5000 metri Fifa).  

MARATONE, GRANDI GIORNI A VENIRE - Domenica prossima maratona internazionale a Mumbai (India), dove i migliori iscritti vantano tempi importanti: al via gli etiopi Ayele Abshero e Seboka Tola e il kenyano Levi Matebo. Alla ricerca del terzo successo nella 42 km donne c'è Dinknesh Mekasha. Si rivede anche l'ex-etiope Merima Mohamed, ora naturalizzata dal Bahrain. Ambasciatore ufficiale dell'evento, il due volte campione olimpico degli 800 metri David Rudisha. Si corre anche a Houston (la 42 km e anche la mezza) con in gara l'argento e il bronzo di Rio (Lilesa e Rupp).

Il vero piatto forte d'inizio anno, però, potrebbe essere servito nella maratona di Dubai di venerdì 20 gennaio, dove Kenenisa Bekele andrà a caccia di quel primato del mondo (2h02:57 di Dennis Kimetto), mancato di soli sei secondi lo scorso settembre a Berlino. Il record della 42 km di Dubai, una maratona che più "flat" non si può, appartiene a quell'Abshero, citato poc'anzi, in 2h04:23 (decimo performer all-time). Bekele ha inoltre confermato la sua presenza nella maratona di Londra in aprile, con un cast d'élite maschile ancora una volta straordinario, sul quale torneremo strada facendo. Allacciate le cinture, si parte.

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Commenti? | Jan 10, 2017

Olimpiadi, Bolt accende Rio

Posted by linfordbif in International

Nelle batterie dei 100 metri il campione olimpico e primatista del mondo entusiasma lo Stadio Olimpico. Oro del disco a Christoph Harting in una finale dall'epilogo thrilling.

di Marco Buccellato

Niente da fare, è lui l'immagine simbolo dell'atletica mondiale e di tutto lo sport. L'ingresso di Usain Bolt nello Stadio Olimpico di Rio è stato salutato da una lunga ovazione del pubblico. Bolt ha ripagato tanto entusiasmo con una prova soddisfacente, vincendo a spasso in 10.07 (-0,4) senza minimamente forzare, davanti all'ex-connazionale Andrew Fisher (10.12) ora in forza al Bahrain. Start tranquillo, accelerazione dei tempi belli, e ovazione che si ripeterà nella semifinale, in programma nella notte italiana del 15 agosto alle 2:00. Bolt ha ottenuto il quarto tempo della sessione mattutina. Il miglior tempo delle batterie è quindi di Justin Gatlin (10.01/0,8), seguito dal sorprendente ivoriano Meité (10.03/0,2) e dal bronzo mondiale di Pechino Andre De Grasse (10.04/-0,5). Nelle tre semifinali tutta la crème dello sprint planetario, nessuna esclusione clamorosa. Hanno ben figurato anche Yohan Blake (10.11), Trayvon Bromell (10.13) e il cinese Zie Xhenye (10.08, PB). Meno convicenti il primatista europeo Jimmy Vicaut (ripescato con 10.19) e il terzo sprinter USA Marvin Bracy, anche lui in semifinale grazie ai ttempi di ripescaggio (10.16). Ci sarà anche Kim Collins, 40enne volante, promosso con il ripescaggio (10.18). La pattuglia giamaicana sarà così rappresentata oltre che da Bolt, Blake e Ashmeade (10.13) anche dagli ex-giamaicani Fisher, Harvey (ora Turchia, 10.14) e Brown (ora Bahrain, 10.13). 

DISCO, THE GOLDENBROTHERS - Finale dall'epilogo favoloso. Comanda il polacco campione del mondo Piotr Malachowski dal primo turno e mette giù ancora più duro al terzo lancio con 67,55. La gara vivacchia fino all'ultimo turno col podio parziale occupato da Christoph Harting, fratello del plurimedagliato Robert (eliminato ieri in qualificazione) e dall'altro tedesco Jasinski. La miccia è accesa dal barbuto estone Martin Kupper, il cui 66,58 vale un insperato argento e scalza Jasinski dal podio. Il tedesco reagisce e con l'ultimo lancio arriva a 67,05, lasciando fuori dal podio connazionale Harting. Come il fratello Robert (la gara ha ricordato molto da vicino quella fantastica di Berlino 2009), Christoph ha trovato il lancio della vita in extremis, 68,37 (primato personale) e sorpasso su Malachowski. Niente da fare per il polacco con l'ultima chance. Il suo argento bissa quello di Pechino 2008, ma il sogno dell'oro olimpico svanisce dopo averlo sentito già al collo. Bello il dopo gara, abbracci e buffetti tra i due all'insegna di una sportività tipica tra i lanciatori. Christoph Harting succede così al fratello Robert, portando la Germania al terzo titolo olimpico nella specialità, al pari della Lituania.

USA lontanissimi, nella storia a Cinque Cerchi, con quattordici titoli, ma l'ultimo nel lontano 1976, prima della lunga striscia vincente europea.  

EPTATHLON, GUIDA LA THIAM - Nella gara di salto in lungo valida come quinto step dell'eptathlon la migliore è stata ancora la belga Nafissatou Thiam, ieri protagonista con Katerina Johnson-Thompson di un eccezionale 1,98 nel salto in alto. La Thiam ha portato il personale a 6,58 (-0,5). La Johnson-Thompson si è fermata a 6,51, la canadese Theisen-Eatno a 6,48 e l'olimpionica in carica Jessica Ennis-Hill a un modesto 6,34. La nuova classifica vede in testa la Thiam con 5.018 punti, a distanza ravvicinata la Ennis-Hill con 5.013, terza la Johnson-Thompson con 4.967.

LE ALTRE GARE DELLA MATTINATA - Primo turno dei 3000 siepi femminili con risultati notevoli: la prima delle eliminate ha corso entro la soglia dei 9:31, indice di una durissima selezione per l'accesso alla finale. Il miglior tempo è di RuthChebet, seconda donna al mondo a scendere sotto i nove minuti nella storia della speialità, che ha vinto la prima batteria in 9:12.62. Passano tutte le migliori, anche la sfortunata etiope Etenesh Diro, che ha perso una scarpa in un contatto con una avversaria (caduta) e ha corso circa metà gara scalza al piede destro. Il reclamo della sue delegazione è stato accolto. La finale sarà a diciotto anziché quindici (promosse dopo revisione della classifica anche la giamaicana Praught e l'irlandese Treacy). L'unica eliminzaione inattesa è quella Hiwot Ayalew, etiope anche lei. In finale si correrà su ritmi prossimi al record del mondo con la Jebet alla ricerca dell'oro per il Bahrain e la kenyana Jepkemoi e la campionessa olimpica uscente Ghribi principali avversarie.

RISULTATI/Results - FOTO/Photos

OLIMPIADI RIO 2016: LA GUIDA ALLE GARE

TUTTE LE NOTIZIE/News - ORARIO E AZZURRI IN GARA - LE SCHEDE DELLA SQUADRA ITALIANA - LE PAGINE IAAF SU RIO 2016 -LE OLIMPIADI IN TV - NUMERI E STATISTICHE (DAL 1896 AL 2012)

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Commenti? | Aug 14, 2016

Justin Gatlin corre in 9"45 con + 20mvs!

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Justin Gatlin voa in Giappone per partecipare ad una sorta di gioco delle frontiere ( quanti se lo ricordano?) e corre i 100m in uno strabliante 9"45! 

Gatlin e´ aiutato da giganti ventilatori che lo accompagnano dalla partenza all´arrivo, dove appunto ferma il cronometro nel piu´ veloce tempo di sempre mai corso in un 100m.

Sembra che Gatlin voglia ora migliorarsi, sta´ ora cercando una pista in discesa..

 Clicca qui per vedere il VIDEO 

Biffi Daniele

 

Personal Trainer & Mental Coach 

www.fastandfit.de   

Commenti? | Aug 09, 2016

Mondo, il ritorno di Hulk

Posted by linfordbif in International

l disco di Robert Harting torna a volare. Sydney McLaughlin mondiale Under 18. I campionati nazionali in Europa.

Una domenica in famiglia, a distanza ravvicinata nella gabbia del lancio del disco. La domenica di Robert Harting e suo fratello Christoph. Robert è il campione olimpico e ha vinto tre titoli mondiali e due ori europei. L'anno scorso ha abdicato a Pechino per farsi rimettere a posto ossa e tendini. Il fratello Christoph si è guadagnato la finale mondiale 2015 piazzandosi ottavo. Nella domenica di Kassel, campionati di Germania, Bob e Chris si sono giocati il titolo nazionale e parecchie altre cosette. Succede che all'ultimo turno Christoph allunghi a 66,41 e tutti applaudono, anche Robert che mugugna pensono e si dirige in gabbia per l'ultima chance. Ne esce una traiettoria perfetta e tecnicamente sublime, un 68,04 giunto in anticipo nella setlist stagionale pensata da Robert. Alla quinta gara dell'anno, dopo un anno di stop, Harting senior è ancora il vecchio campione e l'asso di famiglia. Dicono che i due cazzotti di esultanza assestati domenica sull'erba dello stadio di Kassel dopo il lancio della vittoria li abbiano sentiti anche in Brasile. 

Artiglieria pesante 

Povero il gigante barbuto Jasinski (65,18, appena terzo), un altro discobolo il cui calco è stato preso direttamente da quello di Mirone. Appena si è affacciato oltre i 65, i fratelli Harting l'hanno azzannato. Settore lanci in robusto fermento: mettiamoci i pesi da 20,75 di Storl, da 20,38 di Dahm (personale) e da 19,49 della Schwanitz, già sintonizzata su Rio, il 75,32 di Betty La RossaHeidler nel martello e l'86,81 di Röhler nel giavellotto, il 65,79 della Müller dall'apertura di braccia irreale e il 66,41 della giovaneHussong, al record nazionale promesse del giavellotto, e il quadro è di quelli che impressionano.

Tra le altre cose dell'edizione 116 dei campionati tedeschi, ritorno a grandi altezze della Strutz nell'asta (4,70) e personale di Hess nel triplo (17,06).

Campionati nazionali in Europa: Ucraina

Ucraina: buono il livello generale dei risultati dei campionati della città fluviale di Lutsk, con le punte nei salti: 6,93 della lunghista Maryna Bekh (anche 6,83 e 6,80) e 8,18 di Serhiy Nykyforov, appena ventoso ma con un 8,11 legale nella serie, 1,97 della Okuneva nell'alto e 1,95 della pin-up Levchenko (mondiale stagionale junior). Nell'eptathlon l'allieva Shukh (6.099 punti) ha saltato 1,92 in alto (record nazionale Under 18) e lanciato 51,52 nel giavellotto. Vola laPohrebnyak in 11.11 e 22.76 e stupisce soprattutto il primo dato, ottenuto con due metri di vento contrario. Bondarenko non ha gareggiato, ma si sapeva. 

Grecia e Slovenia

Al sole torrido di Patrasso 4,80 della primatista nazionale dell'asta Stefanidi, la più regolare al mondo in questa stagione, e un buon tentativo a 5 metri. Paraskeví Papahrístou ha vinto lungo e triplo con un 14,07 a rincorsa accorciata di soli sei passi. Buoni i lanci del martellista Anastasákis (74,98) e del giavellottista Batzávalis (81,45). In Slovenia 1,93 dell'altista Cernjul, una 26enne che studia e si allena in USA sotto la guida di Jonas (2,36) e gran record sudamericano del martellista brasiliano con base slovena Wagner Domingos, in costante crescita e autore di 78,63. La specialità sta assistendo ai progressi di diversi atleti del continente americano: la scorsa settimana il costaricano Sawyers era arrivato a 77,15 in Repubblica Ceca.

Spotakova c'è

Anche qui sono stati assegnati i titoli nazionali, a Tabor: altro 1,93 nell'alto donne, con la junior Hruba (record nazionale outdoor eguagliato) ma soprattutto primato mondiale stagionale e gran ritorno di Barbora Spotakova con 66,87. Più lontano di lei ha lanciato la russa ex-ucraina Rebryk (67,30), ma con la Russia "under-ban" non vale. Ai campionati "orange" di Amsterdam 10.11 e 20.11 di Churandy Martina.

Dai meeting del weekend, l'esordio positivo di Pitkämäki (84,24), un altro martellista in progresso, l'inglese Bennett con 76,45 e il record saudita del discobolo Al-Dawoodi in Polonia.

McLaughlin allieva-record, Crouser vede i 22

Con lo straordinario 54.46 dei New Balance High School Nationals di Greensboro, la campionessa del mondo allievi non ancora 17enne Sydney McLaughlin ha stabilito la miglior prestazione mondiale Under 18 dei 400 ostacoli a soli sei centesimi dal record mondiale junior della cinese Wang Zing. La medaglia d'oro di Cali 2015 è attesa nel prossimo fine settimana dai campionati nazionali junior USA in California prima di affrontare i Trials olimpici di Eugene. L'altro fenomeno del versante maschile, Tyrese Cooper (classe 2000) è sceso a 45.69 sui 400. Un altro "titolato" delle categorie giovanili (fu iridato allievi a Bressanone), Ryan Crouser, ha lanciato il peso a 21,85 a Chula Vista, misura inferiore quest'anno solo a quelle di Joe Kovacs, il campione del mondo. Nel resto dell'attività USA, che si prepara a selezionare la squadra per le Olmpiadi, 44.28 di van Niekerk ai Boost Games di Boston e cautelativa rinuncia di Jenn Suhr dopo il riscaldamento. L'obiettivo Olimpiadi è troppo grande. 

Campionati russi, Isinbayeva 4,90

Una grande gara di salto con l'asta femminile ha rappresentato l'apice della seconda giornata dei campionati russi di Cheboksary. Alla prima finale dopo il rientro dalla maternità (ieri 4,50 in qualificazione) Yelena Isinbayeva ha dato vita a una gara superlativa, vincendo il titolo russo con 4,90 e superando Anzhelika Sidorova, pur salita al 4,85 del nuovo primato personale. 

Previews, Semenya e van Niekerk a Durban

Da domani via ai campionati africani fino a domenica. Il team più atteso è quello sudafricano, forte di 96 atleti e in grado di primeggiare davanti al proprio pubblico. Il campione del mondo dei 400 Wayde van Niekerk gareggerà sui 200 metri. Di nuovo in pista anche Caster Semenya dopo le prime eccellenti uscite in Diamond League. Tanti i keniani assenti, con i Trials olimpici ormai imminenti. A giorni anche i Trials britannici, con Farah, Jessica Ennis-Hill e Katerina Johnson-Thompson dispensati dalla partecipazione. Da venerdì a domenica a Nagoya si svolgerà la centesima edizione dei campionati giapponesi. Occhi puntati sullo sprint (Kiryu 10.01 la scorsa settimana) e su Koji Murofushi, alla ricerca del pass olimpico a due anni dall'ultima gara disputata.

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Commenti? | Jun 22, 2016

34a Straverona: un incontro istituzionale per presentare le novitÓ della corsa cittadina

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Oggi la Sala Arazzi ha ospitato la conferenza istituzionale della stracittadina veronese: un’occasione per raccontare l’evento a tutto tondo.<u></u>

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Verona, 12/05/2016 – Dalla GrandeMela Shoppingland alla Sala Arazzi del Comune di Verona: due location che apparentemente non hanno nulla in comune, ma che in questi giorni si sono unite nel nome della Straverona. Dopo la conferenza stampa tenutasi martedì 10 maggio al centro commerciale di Sona, oggi, giovedì 12, la Sala Arazzi ha ospitato una presentazione più istituzionale della corsa scaligera, un’occasione per approfondire e svelare tanti aspetti della manifestazione, pronta a far correre tutti i veronesi, e non solo, il 15 maggio, evento anticipato, per il quinto anno consecutivo, dalla Straverona Junior di sabato 14.<u></u>

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A dara il via alla conferenza, Alberto Bozza, assessore allo sport del Comune di Verona: “La Straverona riesce a coinvolgere davvero tutti, dai bambini agli adulti fino agli anziani, dando loro la possibilità di vedere e vivere Verona in un modo diverso e nuovo. Si tratta di una delle iniziative più importanti della città che deve essere sempre sostenuta”. Una manifestazione che intende lo sport come strumento di istruzione: “La Straveroona Junior regala ai bambini un momento di condivisione nel nome dello sport – ha commentato Alberto Benetti, assessore all’istruzione del Comune di Verona - Uno sport che insegna a stare insieme agli altri. Mi auguro sia una quinta edizione di successo”. Una visione globale dell’evento è stata presentata da Gianni Gobbi, presidente di Associazione Straverona: “La novità principale di questa Straverona sarà la partenza: un’animazione esclusiva regalerà uno spettacolo unico a tutta la città, grazie anche alla collaborazione di tanti clown delle associazioni di clownterapia a cui quest’anno doneremo parte del ricavato della CronoRun”. Proprio di solidarietà ha parlato Chiara Tommasini, presidente del Centro di Servizio per il Volontariato di Verona: ”Quest’anno la corsa scaligera ha pensato alle diverse associazioni di clownterapia del territorio, finanziando il materiale necessario per i 500 volontari attivi a Verona e nelle diverse province”.<u></u>

Di viabilità ha parlato il vice Comandante della Polizia Municipale di Verona, Lorenzo Grella: “Il nostro impegno sarà rivolto alla sicurezza dei partecipanti della Straverona, garantendo nel contempo una viabilità scorrevole per i cittadini che devono muoversi in auto”.<u></u>

A chiudere la conferenza stampa le parole del Presidente di AGSM Fabio Venturi“L’azienda dei veronesi non poteva non sostenere la corsa simbolo della città, uno degli eventi più importanti del territorio. Il nostro sostegno dura da ormai 6 anni e il mio personale augurio è che anche questa edizione sia vincente come le scorse”.<u></u>

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Una foto di gruppo con pettorali personalizzati ha concluso la conferenza stampa, ricordando l’appuntamento di domenica 15 maggio alle 9.00 in Piazza Bra, mentre i più piccoli sono attesi sabato 14 maggio alle 16.30 per una corsa intorno ai giardini della piazza principale di Verona.<u></u>

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UFFICIO STAMPA STRAVERONA<u></u>

DNA Sport Consulting  Alessia Tieni

Commenti? | May 13, 2016

Mondo: incroci a Cinque Cerchi

Posted by linfordbif in International

Wayde Van Niekerk (foto Colombo/FIDAL)

Van Niekerk, Merritt e James, trio delle meraviglie. Un giorno da leonessa per Caster Semenya. Boston ancora stregata per i kenyani.

di Marco Buccellato

L'atletica del sole, quella che affila le unghie in prospettiva Rio, apre i battenti di una nuova annata da ricordare. Giusto perciò riprendere la navigazione, con l'orizzonte "cinque cerchi" a vista di nostromo, con i protagonisti della più bella gara del mondiale di Pechino, i 400 metri uomini. I tre occupanti di quel magnifico podio, Wayde van Niekerk, LaShawn Merritt e Kirani James, si sono ritrovati a gareggiare in poche ore, chi lontano migliaia di miglia, chi sfiorandosi a bordo pista. Il mix di risultati ha propotto ancora segnali esplosivi. 

Van Niekerk-Merritt-James, neverending story

Il sudafricano Wayde Van Niekerk, oro a Pechino in 43"48, ha lasciato il segno anche nel preludio di primavera, correndo i 100 in 9"98 e divenendo l'unico terrestre a vantare il completo abbattimento dei "muri" della velocità. Meno di 10" sui 100, meno di 20" sui 200, meno di 44" sui 400. Due giorni fa ha vinto il titolo nazionale dei 400 metri in 44"98 lasciando intuire, per la condotta di corsa negli ultimi 120 metri, una condizione super che potrebbe portarlo ben presto ai livelli raggiunti nella finale mondiale. Non meno impressionante l'azione di LaShawn Merritt: nel Chris Brown Invitational di Nassau ha tolto due decimi al personale sui 200, vecchio di nove anni, correndo praticamente su un tapis roulant nel rettilineo, in 19"78, quindicesima prestazione all-time, una gemma cronometrica per chi, come lui, ha fatto dei 400 il terreno di caccia che gli ha fruttato, da Osaka 2007 a Pechino 2015, ben sei medaglie, tre d'oro e tre d'argento. Il terzo uomo, il grenadino James, vincitore dell'ultima Olimpiade a 20 anni, ha sciorinato 44"36 nel primo 400 stagionale con la consueta facilità di corsa, il busto sempre un po' avanti rispetto ai colleghi di specialità, lasciando tutti sul posto tra i 200 e l'ingresso in rettilineo. Se questo è l'inizio delle schermaglie (primo scontro diretto Merritt-James sabato prossimo), benvenuti in un altro annus memorablis.

Le MtSAC Relays

Spostato l'evento per quest'anno al Cerritos College di Norwalk, spettacolo e sorprese non sono mancate, come la sconfitta di Andre De Grasse sui 100 metri, battuto dall'americano Webb (9"90 ventoso contro 10"04), il quale si è concesso anche un grande 200 (19"91 con vento legale). Nel vasto programma della manifestazione, val la pena segnalare il 10"95 di Jenna Prandini sui 100, la cui eco risuona anche del nome di Hannah Cunliffe, una 20enne già quarta ai mondiali allivevi di Donetsk, enormemente cresciuta nell'inverno al coperto, scesa a un clamoroso 10"99 (precedente personale: 11"58!), bissato sui 200 con 22"71 (aveva 23"44).

Non è il solo "breakthrough" clamoroso: l'altro oggetto misterioso Abdullah Mohammed, classe 1997, saudita, è apparso dal nulla al mondiale indoor di Portland e giunto alle semifinali dei 60. A Norwalk è sceso a 10"04 (record nazionale senior e primato d'Asia junior) a ridosso del record mondiale under 20 di Trayvon Bromell. Dopo Portland aveva corso all'esordio all'aperto in 10"12 con vento appena oltre il consentito. Sui 200 è sceso a 20"29, con vento un po' generoso. Limiti precedenti: 10"49 e 21"08, ottenuti ai Giochi del Golfo di sei mesi fa.

Come per la Cunliffe, le cifre stupiscono.

Sono invece cifre "di famiglia" quelle di Cindy Ofili, britannica di adozione, capace di 12"66 sui 100 ostacoli, quasi ai livelli di bravura della più famosa sorella, Tiffany Porter, che l'ha preceduta di qualche anno nel passaggio dalla bandiera a stelle e strisce a quella dell'Union Jack. E ancora, il superman del decathlon Ashton Eaton, 8,09 nel lungo (ventoso, con 8,01 regolare) e 13"48 sui 110 hs, dove il canadese Cabral ha portato il mondiale stagionale a 13"35, due centesimi meglio di quanto fatto, poche ore prima, dal sudafricano Alkana a Stellenbosch (13"37). Esordio outdoor da 1,93 per la giovanissima campionessa mondiale indoor di salto in alto Vashti Cunningham. Altro: il messicano Herrera ha vinto un'altra serie dei 200 col record nazionale fissato a 20"17.

Decollo: le stelle in pista

Nassau ha proiettato in cima alle graduatorie anche Christian Taylor (17,11 nel triplo) e Johnny Dutch (48"36 sui 400hs) ma soprattutto le velociste Bowie(22"26) e Shaunae Miller (magnifico 49"69, a due centesimi dal personale), che ha trascinato Quanera Hayes sotto i 50" (49"91). Il vento ha guastato parte della festa di Justin Gatlin (9"90 con 2,3) e di Queen Harrison (12"64 con 2,6). Da Kingston il ritorno sotto i 10 secondi di Yohan Blake, 9"95, il suo crono più veloce degli ultimi anni.

Onda UK

Tra i tanti risultati del weekend, segnaliamo le ottime cose britanniche in USA e Caraibi: Zharnel Hughes è sceso a 10"10 a Kingston, Nethaneel Mitchell-Blake a 10"09 a Austin, Greg Rutherford ha messo il sigillo da 8,30 a Long Beach. Sul fronte ragazze, imperioso uno-due di Desiree Henry, 11"06 e 22"98 in California, laddove anche Akela Jones, gioiello di Barbados, ha saltato 1,95 in alto nell'eptathlon vinto con 6.307 punti, punteggio che eguaglia il mondiale stagionale della cubana Rodriguez. Altre cose dalle ultime ore: 4,80 nell'asta dell'argento mondiale indoor Sandi Morris in Kansas, 21,34 di Ryan Crouser nel peso in Texas, conferma della forma di Walter Dix a Tallahasse in 10"06. Qui, ancora un appunto per il giovanissimo Tyrese Cooper (classe 2000), che dopo il 20"68 di due mesi fa ha corso in 20"46 con vento di poco superiore alla norma. 

Semenya superstar

La sudafricana oro a Berlino e argento a Daegu e Londra sugli 800 ha avuto il suo "giorno dei giorni" ai campionati nazionali di Stellenbosch, infilando tre vittorie in un pomeriggio, in due casi con tempi "spaziali", vista la vicinanza temporale delle fatiche: 50"74 sui 400 all'ora di pranzo, 1'58"45 sugli 800 un'ora dopo, 4'10"91 sui 1500 metri dopo altre tre ore. Non si ricorda una cosa simile e a tali livelli cronometrici. Da Stellenbosch anche il 67,62 del discobolo Hogan e la sorpresa della sconfitta di Simbine sui 100 ad opera di Bruintjies (10"17). Altro sugli scudi, il lunghista Samaai (8,34) che rivedremo prossimamente in Diamond League con il record nazionale di Mokoena (8,50) nel mirino. Anche per la Semenya c'è la Diamond League nel taccuino: Doha, poi Rabat.

Dall'Africa anche il primo meeting kenyano di una certa rilevanza, con AsbelKiprop già a 1'44"6 sugli 800 e il debutto del campione del mondo di lancio del giavellotto Julius Yego (78,86, esordirà in Europa a Ostrava). L'altro iridato Nicholas Bett (400 hs) ha aperto in 49"6. 

Boston: maledizione kenyana, trionfo etiope 

Continua il digiuno dei kenyani nella classica del Massachusetts: non vincono la corsa uomini dal 2012 (con Wesley Korir, oggi quarto). Nell'edizione numero 120 conclusa poco fa, si è avverato il trionfo dell'Etiopia, che ha realizzato il primo uno-due nella storia della corsa e addirittura una tripletta nella corsa maschile. I vincitori sono la 29enne Atsede Baysa (2h29'19", all'esordio a Boston dopo due vittorie a Chicago in carriera) e Hayle Lemi Berhanu (2h12'45" con 1h06'45" a metà gara), un 22enne che con quella di oggi vanta cinque vittorie su sette maratone disputate in tre stagioni. Per inciso, laddove ha perso (in gennaio a Dubai) ha corso in uno straordinario 2h04'33". Lemi ha piegato la resistenza del due volte campione uscente Desisa, giunto secondo in 2h13'32" e co-autore di un podio tutto etiope (terzo Yemane Tsegay in 2h14'02"). La Baysa ha stroncato prima la kenyana Joyce Chepkirui (giunta terza al traguardo in 2h30'50"), poi ha fulminato l'altra etiope Tirfi Tsegaye (seconda in 2h30'03") con un 5 km ad alti giri dal 35° al 40° km in 16'43". A metà gara erano tutte assieme in 1h15'32". Quarantotto ore prima, la vittoria sui 5 km da parte di un altro etiope, Dejen Gebremeskel, mentre tra le donne si è imposta l'attuale numero uno del mezzofondo prolungato USA Molly Huddle. 

Anche Amburgo è etiope: Melkamu-record, Abera-bis

E'arrivato il record della corsa, non per mano di Meseret Hailu (suo obiettivo dichiarato) ma dall'altra etiope Meselech Melkamu, che si è imposta con un gran tempo nonostante i fastidi provocati dal vento, 2h21'54", abbassando sensibilmente il limite precedente di 2h24'12". La Melkamu vanta 2h21'01" ottenuto anche in quel caso in Germania, a Francoforte, quattro anni fa. La Hailu, vincitrice un anno fa e ieri seconda in 2h26'26", ha preceduto la semisconociuta 30enne tedesca Anja Scherl, scesa a 2h27'50" con un progresso di circa nove minuti. La corsa maschile è stata vinta in 2h06'58" da Tesfaye Abera, ottavo un anno fa, leader mondiale 2016 grazie al 2h04'24" segnato in gennaio a Dubai. Ha preceduto il kenyano Philemon Rono (2h07'20"). Apprensione per l'etiope Yekeber Bayabel vittima di un collasso quando era in quarta posizione al 35° chilometro, ricoverato in ospedale. 

Londra, il meglio del mondo

Domenica la classica lungo il Tamigi, con un altro cast favoloso comprendente il miglior maratoneta del momento, Eliud Kipchoge (primo l'anno scorso), i due ultimi primatisti del mondo Dennis Kimetto e Wilson Kipsang, e ancora Stanley Biwott, Kenenisa Bekele, Tilahun Regassa, l'eritreo campione del mondo Ghirmay Ghebreslassie, l'esordiente Bedan karoki. Tra le donne, la vincitrice uscente Tigist Tufa e le altre etiopi Mare Dibaba (iridata a Pechino), Feyse Tadese e Aselefech Mergia a raccogliere la sfida delle kenyane Mary Keitany, Florence Kiplagat, Jemima Sumgong e Priscah Jeptoo. Out per infortunio una delle favorite, Gladys Cherono.

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 Wayde van Niekerk entra nella storia: e´il primo uomo ad aver corso i 100 sotto i 10" sui 100, i 200 sotto i 20"; ed i 400 sotto i 44".

CONFRONTIAMO GLI SPLIT DI MICHAEL JOHNSON E WAYDE VAN NIEKERK: AI 300 WAYDE E´ ANCORA DA WR!

 

Commenti? | Apr 19, 2016

Wayde van Niekerk entra nella storia: e┤il primo uomo ad aver corso i 100 sotto i 10" sui 100, i 200 sotto i 20"; ed i 400 sotto i 44".

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Wayde Van Niekerk (foto Colombo/FIDAL)

Il campione del mondo Wayde van Niekerk entra nella storia: e´il primo uomo ad aver corso i 100 sotto i 10″ sui 100, i 200 sotto i 20″ ed i 400 sotto i 44".

Si e´presentato sui 100 sicuramente con questa intenzione, non li correva da quando  era Junior quando corse i 100 in 10"45. Dopo una batteria corsa in 10″12, Van Niekerk strabilia tutti fermando il crono a 9″98. Nuovo PB e tempo che lo fa entrare di diritto nella storia della Atletica Mondiale.

L´anno scorso corse i suoi primati: 19″94 sui 200, 31″63 sui 300 che e´poi rekord nazionale, e poi quella fantastica finale ai mondiali di Pechino dove conquisto´il titolo correndo un sontuoso 43"48 lasciando la pista in barella ( detto tra noi fu´ l´unico ad avere una reazione normale dopo un 400)

Un velocista completo, fortissimo su tutte le distanze dai 100 ai 400, come mai nessuno nella storia. Complimenti Wyde!

Daniele Biffi PT & Mental Coach 

 

 

Commenti? | Mar 19, 2016

Lavillenie il re volante

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Renaud Lavillenie e Pascal Martinot-Lagarde brillano a 30 giorni dal mondiale di Portland. Una bella edizione dei Millrose Games, le volate di Mo Farah e Genzebe Dibaba e i campionati asiatici di Doha completano il quadro estero settimanale.


 

di Marco Buccellato

A un mese dai campionati mondiali indoor le stelle dell'atletica francese brillano con risultati di vertice: Renaud Lavillenie, dopo aver iniziato l'anno solare con tre sconfitte in altrettante uscite, ha ritovato successo e prestazione-super nel meeting di Clermont-Ferrand, idealmente l'erede del meeting di Donetsk. Nell'impianto ucraino sono stati stabiliti gli ultimi due record mondiali indoor (in qualche caso primati assoluti) della specialità e ben dodici complessivamente (tre da Bubka, uno da Lavillenie, ben otto dalla Isinbayeva). La progressione del campione olimpico sulla pedana di casa è stata esente da errori fino ai 6,02, misura del primato mondiale stagionale superata con modalità tecniche al limite della perfezione. E' stata invece fallita dal campione mondiale Shawn Barber (5,91), reduce dal 5,89 di ventiquattrore prima a Glasgow, dimostrando però un'ottima vena. Il francese ha poi tentato senza molta convinzione i 6,17 del primato del mondo. Motivatissimo, vorrà riprendersi la corona iridata a quattro anni da Istanbul, dopo il forfait di Sopot nel 2014. 

Esordio a tinte brillanti anche per Pascal Martinot-Lagarde, che a Metz ha vinto i 60 ostacoli in 7"49, terzo tempo della stagione. Smalto ritrovato nel percorso di avvicinamento iridato. L'ostacolista centra il podio da quattro anni di fila nell'appuntamento più importante dell'attività indoor. Bronzo mondiale 2012, bronzo europeo 2013, argento mondiale 2014 e titolo europeo a Praga nel 2015. Tonico e mai così veloce al coperto anche Christophe Lemaître, il cui 20"44 sui 200 (distanza non nel programma dei mondiali) va letto in chiave estiva. Statisticamente, la prestazione del pluricampione europeo si colloca al sesto posto nelle graduatorie continentali di sempre, a otto centesimi dal record nazionale. A Lemaître non è mancata nemmeno la soddisfazione di issarsi al vertice delle graduatorie 2016. Nel pomeriggio di sabato, infatti, il canadese Rodney aveva corso vicino New York in 20"46, due centesimi in più del francese.  

Altezze settimanali

Oltre a Lavillenie e Barber, fucina di record personali anche questa settimana: il campione del mondo indoor Filippidis è salito a 5,84 sempre a Clermont-Ferrand (pur vantando 5,91 all'aperto), mentre sul fronte femminile sono progredite la statunitenseHixson e la ceca Malacova (4,62 per entrambe), la cinese Li Ling (4,70 ai campionati asiatici indoor di Doha), la venezuelanaPeinado (4,52 per il primato sudamericano junior) e soprattutto il duo Stefanidi-Payne, che ha dato spettacolo nell'Armory Track and Field Center di new York, sede dell'edizione numero 109 dei Millrose Games, il meeting indoor più vecchio del pianeta.



New York on "high notes"

Un primato dai Millrose Games è arrivato: per la prima volta nella storia del salto con l'asta femminile, due atlete hanno superato i 4,90 nella stessa gara. Vittoria alla greca Ekaterini Stefanidi (record nazionale) e secondo posto per DemiPayne, già in orbita pochi giorni fa con 4,88. La precedente miglior misura per una astista non vincente apparteneva con 4,85 a Fabiana Murer ai recenti mondiali di Pechino. Il meeting ha offerto altri ottimi risultati, a partire dai quattro record mondiali stagionali nel mezzofondo, autori i tre statunitensi MattCentrowitz nel miglio con la quarta prestazione all-time di 3'50"63 (e Nick Willis secondo in 3'51"06 per il nuovo primato dell'Oceania), Ryan Hill in 7'38"82 sui 3000 e Ajee' Wilson in 2'00"09 sugli 800 donne, mentre il quarto acuto è giunto dai 5000 femminili con la kenyana Betsy Saina (14.57"18). Aldilà dei primati stagionali, gran miglio anche per Shannon Rowbury (4'24"39), esordio di Andre De Grasse in 6"61, eccellente 60 ostacoli con McLeod in 7"46 col recordman di decathlon e eptathlon Ashton Eaton su standard elevatissimi (7"53). 

Dibaba e Farah 

La pluriprimatista del mondo Genzebe Dibaba ne ha combinata un'altra delle sue nel meeting spagnolo di Sabadell, vincendo i 3000 in 8'22"50, seconda prestazione all-time al coperto dopo il suo record mondiale di 8'16"60, solo quarantott'ore dopo l'impresa-record di Stoccolma sul miglio. Mo Farah ha invece congedato il pubblico accorso al Glasgow Indoor Grand Prix con un altrettanto ottimo 3000, vinto in 7'39"55 prendendo l'iniziativa a 320 metri dall'arrivo sul redivivo e nuovamente competitivo a alto livello Augustine Choge. Dal meeting scozzese anche gli eccellenti 1500 di Iguider in 3'34"94 (miglior crono dell'anno), battendo il neoprimatista dei 1000 Souleiman, e di Sifan Hassan (4'01"40) che si è portata in scia, al nuovo record mondiale junior, l'etiope Gudaf Tsegay (4'01"81). Peccato per l'infortunio del veterano Collins nella finale dei 60 uomini (vinta da Safo-Antwi in 6"56 di un centesimo su Kilty) dopo il promettente 6"51 della batteria. Finale-sprint donne vinta dalla Schippers in 7"10 sulla più agguerrita rivale della finale mondiale dei 200 di Pechino, Elaine Thompson (7"14 alla prima esperienza indoor della carriera). Non ha deluso la neoprimatista mondiale junior Swoboda (7"15), così così la Asher-Smith (7"25). Sul fronte velocità arriva dalla Germania un altro 6"53 di Julian Reus, record nazionale ancora eguagliato. 

Barshim 2,35 ai campionati asiatici

Tante buone prestazioni nell'Aspire Dome di Doha, sede della settima edizione dei campionati asiatici indoor.

Il nome di punta, Mutaz Essa Barshim, ha vinto l'alto con 2,35 sbagliando per tre volte a 2,40. La prima volta di una cinese a 4,70 nel salto con l'asta (Li Ling) e il doppio oro del qatarino Al-Garni sono stati i momento migliori di una rassegna decisamente interessante. Al-Garni ha prima sfiorato il primato asiatico sui 1500, vinti in 3'36"35, poi si è imposto anche sui 3000 in 7'39"23. Due primati continentali dalla ex-nigeriana Adekoya sui 400 (ora Bahrain), 51"68 in batteria e 51"67 in finale. Nella finale maschile il neoprimatista dei 500 metri Haroun ha vinto in 45"88. Dagli altri concorsi 5,75 del cinese Huang Bokai nell'asta e 14,35 della triplista kazaka Rypakova, già iridata indoor nel 2010 proprio a Doha, due anni dopo destinata a laurearsi campionessa olimpica a Londra. Medagliere al Qatar, primo con sei medaglie d'oro, cinque ori alla Cina e quattro al Kazakistan. I cinesi però conquistano tredici podi contro i dieci di qatarini e kazaki. I primati nazionali a pioggia (33 maschil e 16 femminili) e i 3 record asiatici corroborano il bilancio tecnico più che positivo della manifestazione. Appuntamento tra due anni a Ranchi, in India. 

Salti e lanci all'aperto, Stratton 6,94

Tra gli highlights del Canberra Track Classic merita il primo posto il 6,94 della lunghista Brooke Stratton, seconda prestazione all-time australiana dopo il 7,00 di Brownyn Thompson risalente al 2002. In netta crescita la giovane sprinter Ella Nelson, scesa a 22"53 sui 200 metri. Dai campionati invernali russi di lanci emerge Vira Rebryk, campionessa d'Europa a Helsinki nel 2012. La giavellottista ex-ucraina ha portato il personale a 67,30, un risultato superiore al primato mondiale stagionale ufficiale della bielorussa  Khaladovich (65,10). 

Maratona di Siviglia col record

Una 42 km tra le più suggestive, che si snoda nel centro della città andalusa ricca di siti culturali e monumenti, con un percorso scorrevole ocme pochi. L'ha vinta il kenyano 21enne Cosmas Kiplimo Lagat in 2h08'14" (primato della corsa) a due anni di distanza dal 2h08'33" con cui si impose da 19enne. Valida come campionato nazionale, è servita a quattro maratoneti spangoli per ottenere il minimo olimpico. Carles Castillejo che in 2h11'29" è giunto secondo, Jesús España 2h11'58", Paula Gonzalez 2h31'18" e prima al traguardo) e Estela Navascues (2h32'49"). In calendario ora tocca alla maratona di Tokyo, ricchissima come partecipazione tecnica: al via nomi cone Emmanuel Mutai, Feyisa Lilesa, Abel Kirui, Bernard Kipyego, Dickson Chumba, Eliud Kiptanui e il campione olimpico Stephen Kiprotich. Tra le donne due campionesse del mondo, Edna Kiplagat e Berhane Dibaba, e le altre etiopi Aberu Kebede e Shure Demise, la junior più veloce di sempre nella storia della maratona (2h20'59").

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Commenti? | Feb 24, 2016

Indoor: El Otmani 7:50.70 sui 3000

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A Sabadell (Spagna), il mezzofondista entra nella top ten italiana di sempre. Galvan debutta nei 400 con 47.05. Sui 3000 Dibaba al 2° tempo di sempre. Negli Stati Uniti, MPI U23 dei 5000 per Iliass Aouani.

Nel meeting al coperto di Sabadell, in Spagna, il campione italiano dei 3000 metri Said El Otmani (Atl. Reggio) migliora nettamente il record personale con 7:50.70, piazzandosi sesto nella gara vinta dall’etiope Leul Gebreselasie in 7:44.50. Con questo risultato il 24enne mezzofondista, oltre ad abbassare il precedente 8:06.27 che gli aveva dato il titolo agli Assoluti in sala nella passata stagione, si inserisce al decimo posto nella lista nazionale alltime e sfiora il suo personale all’aperto di 7:50.24. Prima gara del 2016 per Matteo Galvan (Fiamme Gialle) sui 400 metri. Il tricolore della distanza, finalista l’anno scorso agli Europei indoor, chiude in seconda posizione con il tempo di 47.05 dietro al 46.46 del keniano Boniface Mweresa. Sui 60 ostacoli femminili, seconda anche la primatista italiana Veronica Borsi (Fiamme Gialle) in 8.32, a quattro centesimi dal suo miglior crono stagionale nonostante una partenza poco brillante, superata dalla spagnola Caridad Jerez che si impone con 8.25. Tra gli uomini, quarto il tricolore assoluto Hassane Fofana (Fiamme Oro) al season best di 7.87 con lo stesso riscontro dell’iberico Jackson Quinonez che finisce terzo, mentre il successo va allo spagnolo di origine cubana Yidiel Contreras con 7.71. Nel triplo Eleonora D’Elicio (Fiamme Azzurre) avvicina il personale indoor con 13,43 mancandolo di appena tre centimetri per il secondo posto, davanti a Ottavia Cestonaro (Forestale) che atterra a 12,78 nel sesto salto dopo cinque nulli. Sulla stessa pedana, ma nel lungo, seconda Giulia Liboà (Atl.

Mondovì) con 6,24 seguita in classifica da Teresa Di Loreto (Fiamme Azzurre/5,88) e Giada Palezza (Gs Valsugana Trentino/5,83), al maschile terzo Alessio Guarini (Fiamme Oro/7,34) e quarto Camillo Kaboré (Carabinieri/7,22).

DIBABA A MENO DI 6 SECONDI DA SE STESSA - La stella della riunione, organizzata per il Centenario della federazione catalana di atletica, è l’etiope Genzebe Dibaba che si rende protagonista di un’altra gara velocissima con 8:22.50 sui 3000 metri, secondo tempo di sempre in sala, per lasciarsi alle spalle la connazionale Gelete Burka, seconda in 8:33.76. Resta imbattuto il primato mondiale della stessa Dibaba, 8:16.60 nel 2014 a Stoccolma dove solo due giorni fa si è impadronita del record iridato nel miglio con 4:13.31.

AOUANI MPI NEI 5000 PROMESSE - Il ventenne Iliass Aouani conquista tre vittorie nei Southland Conference Championships di Birmingham (Alabama). Sui 5000 metri corre in 14:16.51 per stabilire il suo record personale - inferiore anche a quello outdoor di 14:25.31 - e anche la miglior prestazione italiana promesse, che apparteneva a Marco Pari con 14:43.7 (Genova, 25 febbraio 1978) in questa specialità poco praticata al coperto. Poi si afferma con 8:12.97 nei 3000 e quindi anche nella staffetta mista della texana Lamar University di Beaumont, dove studia il giovane portacolori dell’Atletica Riccardi Milano 1946. Nell’Iowa State Classic di Ames, 1:49.39 sugli 800 metri per Jacopo Lahbi, 22enne dell’Atletica Mogliano che gareggia per la University of Alabama.

Luca Cassai

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Commenti? | Feb 20, 2016

Quando non c'era internet

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Quando non c'era internet 

Qualche curioso aneddoto sul mestiere del giornalista sportivo prima della rivoluzione tecnologica e dell'era dei social network


 

di Giorgio Cimbrico

Ricordi di vecchi amici e colleghi che non sono Matusalemme - che, come sostiene la Bibbia, visse 969 anni – riportano a un tempo vicino e lontanissimo quando la comunicazione non era così agevole e istantanea. Luciano Ravagnani, che ha seguito molti sport – anche l’atletica – non riuscì mai a trasmettere il suo servizio sul match di rugby tra l’Italia e il Galashiel e Elio Trifari lasciò un gustoso resoconto delle sue peripezie per trasmettere la presentazione del Cross delle Nazioni da Chepstow, Galles. Stiamo parlando degli anni Settanta e di due paesi al di qua della famigerata Cortina di Ferro, non del tempo in cui il re Dario affidava la posta ai suoi fidati messaggeri che galoppavano nel vasto impero persiano.

E così c’era chi (uno è quel vecchio fusto di Vanni Loriga) non mancava di viaggiare su suolo italiano con un sacchetto ricolmo di almeno cinquanta gettoni. Il gettone – lo diciamo per i giovani – era una specie di moneta di un color rame che diventata in fretta bronzeo, con un solco in mezzo, che doveva essere infilato in un’apposita fessura. Quando faceva clack, si poteva comporre il numero: la durata era assicurata dall’immissione di altri gettoni. Ultimo costo segnalato, 200 lire, circa 10 centesimi di euro. Il telefono a gettoni era spesso l’unico mezzo per comunicare, la teleselezione era un lusso e chi aveva l’autorizzazione dal giornale di avere un apparecchio abilitato a tale traffico, riceveva anche un lucchetto in modo che, in sua assenza, i colleghi o chi passava di lì per caso non potessero servirsi liberamente chiamando amici residenti a La Paz o nelle Isole della Società. Nell’83, quando Mennea centrò il record mondiale indoor a Genova, pensai di essere un privilegiato: avevo un telefono in borsa e soprattutto una linea abilitata a cui potevo collegarmi. Fu in quel modo che l’acuto del povero Pietro fu offerto al mondo, chiamata dopo chiamata.

Altri strumenti spariti sono il telex e il fax. Con il telex si scriveva un testo che finiva su un nastro bucherellato per poi essere inviato al destinatario in un crepitare di impulsi che riportava a uno scenario bellico o all’affondamento del Titanic. Il fax forse è ancora ricordato e non merita un particolare approfondimento. Ovviamente veniva usata anche la posta: se il pezzo non era di stringente attualità, veniva messo in una busta, il Fuori Sacco, da consegnare in stazione e da inoltrare con il primo treno. I giornali avevano anche una cassetta alla Posta Centrale e una delle prime incombenze dei novizi e degli apprendisti era andare a svuotarla ed esaminare il materiale che vi era stato inzeppato dentro.

Un modo abbastanza rapido di comunicare era il telegramma: venivano scritti, in modo assai succinto, i fatti che in redazione dovevano poi essere sviluppati dall’estensore che in questo modo sviluppava le sue capacità di prosatore. Con poco si riusciva a scrivere molto. Molti dei resoconti sui fantasmagorici record di Mexico ’68 scavalcarono l’Atlantico in quel modo. Era una specie di liofilizzazione: con un po’ di parole calde, il racconto diventava abbondante e bollente.

Primo telefonino visto, ma non usato, a Italia ’90: era massiccio, pesante e costosissimo. Secondo cellulare visto, a Barcellona 92; anche quello pesante e costosissimo. La prima impressione fu quella provata dal dignitario veneziano che, di fronte al primo cannocchiale galileiano, si ostinava a dire “mi no vedo gnente”. Aveva capito che il suo vecchio mondo stava per sparire. Il nostro sparì in fretta.

Lo strumento principale era la macchina da scrivere, ma a me è capitato di vedere i vecchi guru vergare con la penna stilografica o dettare, come si diceva in gergo, a braccio, fidandosi della propria memoria o tenendo sotto gli occhi il notes con gli appunti. I primi computer, diventati oggetto di modernariato ma senza particolare valore (i telefoni in bachelite, invece, sono carissimi e ricercati), non avevano un gran design e incutevano un certo timore perché avevano la feroce tendenza a mangiarsi i pezzi. Dopo un rapido e ferale pasto organizzato dal mio macchinario, scoppiai a piangere ma imparai una cosa: non tentate mai di riscrivere il pezzo, scrivetene uno nuovo. Ma questo è un consiglio che andava bene tempo fa: oggi ho idea siano meno voraci. “Siamo vostri amici”, come dicevano i marziani in Mars Attack.

Commenti? | Dec 28, 2015

Eaton e Dibaba incoronati Atleti dell'Anno

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Il decatleta statunitense e la mezzofondista etiope proclamati re e regina del 2015 

di Giorgio Cimbrico

Dopo l’omino volante, il proteiforme; dopo la donnona dei mari del sud, la donnina dell’altopiano. Gli Oscar dell’atletica passano dalle mani di Renaud Lavillenie e di Valerie Adams a quelle di Ashton Eaton e di Genzebe Dibaba, il primo decatleta e la seconda etiope (dopo Meseret Defar) da quando, quasi trent’anni fa, l’Atleta dell’Anno è stato istituito. L’uno e l’altra rappresentano famiglie in cui l’atletica è impegno quotidiano e passione condivisa: Brianne Theisen, la moglie di Ashton, è una delle più forti multiple del mondo e sul gineceo nato e cresciuto a Bekoji è inutile aggiungere altre considerazioni. Parlano a sufficienza i record e le medaglie accumulate da uno straordinario clan destinato ad accrescere ancora il corpus della collezione. Ashton è stato brillante anche con le parole: “Non ho mai battuto né Usain né Christian (Bolt, cinque volte vincitore dal 2008, e Taylor, giunto nei pressi di Jonathan Edwards, erano gli altri due arrivati ala stretta finale) ma io gareggio con un design diverso”. Se un abile impresario avesse tempo e voglia di lavorare sull’ipotesi, una sfida a tre sarebbe possibile sul terreno dei 400: i record personali (Ashton 45”00, Christian 45”17, Usain 45”28) garantiscono un confronto molto serrato. Convincerli non sarà facile, ma il sogno ha diritto di cittadinanza.

Con i 9045 punti di Pechino, Eaton è diventato il decimo della storia ad annotare un record del mondo in un campionato di livello assoluto e planetario. In ordine cronologico (e olimpico) è stato preceduto, a partire dal 1912, da Jim Thorpe, Harold Osborn, Paavo Yrjola, Jim Bausch, Glenn Morris, Bob Mathias, Nikolai Avilov, Bruce Jenner e Daley Thompson che due volte riuscì nell’impresa, sia agli Europei ’82 che ai Giochi dell’84. Ai Mondiali è una prima volta: ci andarono molto vicini Dan O’Brien a Stoccarda ’93, salutato da un’indimenticabile ondata di entusiasmo rovesciata da un pubblico di commovente competenza, e Tomas Dvorak a Edmonton 2001.

Tra tutti quelli della confraternita della fatica, dell’ordine cavalleresco delle dieci prove, Eaton, prossimo ai 28 anni, ha un aspetto molto normale: nulla di titanico, di ipertrofico. Velocità e coordinazione lo rendono straordinariamente attraente anche quando è impegnato in prove che non gli sono congeniali. Ha saputo coltivarsi, lucidare ogni faccia del suo diamante fisico, ed è significativo che l’anno scorso, dedicandosi all’undicesima prova, i 400hs, abbia scalato le zone alte della distanza: 48”69 non ha bisogno di molti commenti. Tempo fa ha mostrato un certo interesse per il salto triplo: a occhio, la barriera dei 17 metri non dovrebbe essere una Grande Muraglia.’

Più che alla vittoria a Pechino (centrata con una seconda parte mirabolante, da 1’58”), il trionfo di Genzebe è dovuto al record mondiale centrato sulla pista-miniera di Monaco con accento finale. Il 3’50”46 di Qu Yunxia si avvicinava ai 22 anni di regno e continuava ad avere le sembianze di una montagna troppo alta da scalare anche per chi nella corsa sa esprimere una grazia degna dell’intervento di un poeta come Omar Kayan. La sconfitta patita sui 5000 da parte della sua connazionale Almaz Ayana (la figurina simile a quelle forgiate da Alberto Giacometti ha avuto il premio per la miglior performance fornita nel Nido d’Uccello) l’ha resa molto umana, molto normale dopo che quell’acuto storico l’aveva proiettata in una dimensione da cronache marziane.

Metter le manine sul premio è andato di pari passo con il ricordo delle altre due contendenti (Dafne Schippers e Anita Wlodarcyk), con l’annuncio dell’attacco al record mondiale del miglio indoor (un terreno molto gradito alla signorina Dibaba) il 17 febbraio a Stoccolma e con l’espressione di piena solidarietà a Sebastian Coe: “Sono tempi difficili per il nostro sport e saremo sempre al suo fianco”.

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Commenti? | Dec 01, 2015
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