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Italia: Pietro Mennea, un mito sempre vivo

Posted by linfordbif on Mar 21, 2018 - 07:19 PM | Letta: 85 volte

 


Mennea è sempre qui, appena estromesso dal club dei dieci di sempre da un giovanotto sudafricano nato quando l’uomo di Barletta, in una delle tante dimensioni e sfaccettature impresse alla sua esistenza, stava per andare a sedersi nell’europarlamento: è un’esclusione che non provoca rimpianti, arrivata dopo quasi 39 anni di occupazione di quel seggio mondiale e che lo lascia ancora al vertice del Vecchio Continente e per chissà quanto tempo. I pretendenti appaiono pallidi. In una recente serata fra amici, tracce di quelle sue imprese sono state riviste – e una è stata la dopp

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SPECIALE ATLETICA TV - Nel quinto anniversario della sua scomparsa, la puntata di Atletica TV del 21 marzo non poteva che essere dedicata all'azzurro più veloce di tutti i tempi: l'indimenticabile Pietro Mennea. La sua vittoria alle Olimpiadi di Mosca 1980, le parole pronunciate dopo il 19.72 del record del mondo a Città del Messico e il successo agli Europei di Roma 1974. 200 metri che hanno fatto la storia dell'atletica italiana. Ricordi ed emozioni che abbiamo condiviso con il DT dell'Alto Livello Elio Locatelli che ha fatto un bilancio della stagione invernale e passato in rassegna i prossimi impegni dell'Italia Team. La parola è poi andata a tre assi del tacco-punta già proiettati verso i Mondiali a squadre di Taicang: il bronzo iridato della 20km Antonella Palmisano e i due ventisti Francesco Fortunato e Massimo Stano, tre atleti nati in Puglia come il grande Mennea

 

dopo, Pietro è sempre vivo: capita a chi lascia un segno e lui ha lasciato un solco. Di lui si parla, si scrive, si organizzano appuntamenti per ricordarlo, si riesumano immagini e filmati che hanno ormai la patina del tempo, si ascoltano ancora una volta le voci concitate di chi, in quei momenti febbrili, non osava sperare nella rimonta di Mosca che, in fondo, dopo il traguardo passato dito al cielo, regalò un viso trasfigurato da una sferzata elettrica e da una gioia perfetta, piena.

Mennea è sempre qui, appena estromesso dal club dei dieci di sempre da un giovanotto sudafricano nato quando l’uomo di Barletta, in una delle tante dimensioni e sfaccettature impresse alla sua esistenza, stava per andare a sedersi nell’europarlamento: è un’esclusione che non provoca rimpianti, arrivata dopo quasi 39 anni di occupazione di quel seggio mondiale e che lo lascia ancora al vertice del Vecchio Continente e per chissà quanto tempo. I pretendenti appaiono pallidi. In una recente serata fra amici, tracce di quelle sue imprese sono state riviste – e una è stata la doppietta sulla collina praghese di Strahov, di cui sta per cadere il 40° anniversario - con la constatazione razionale, ma venata di amarezza, che un’epoca è finita, e con essa la vita concessa al nostro Mercurio di Puglia, sempre in corsa tra tormento e estasi.

 


 

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