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COSA MANGIARE PER CORRERE VELOCE: L┤AVOCADO

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Siamo quello che mangiamo, se questo e´ un dato di fatto possiamo dedurre che l´alimentazione soprattutto per un Atleta sia fondamentale. Tra i frutti piu´ salutari che la natura ci dona e che prediligo, metterei sicuramente l´avocado.

L´avocado e´ un frutto molto energetico, apporta circa 160 Calorie ogni 100 Grammi. L´avocado contiene 9 grammi di carboidrati, sempre ogni 100 grammi, 15 grammi di grassi e circa 2 grammi di proteine e 0,7 grammi di zuccchero (Fruttosio). 
 
L´Avocado contiene anche tante vitamine, in particolare  la vitamina A, C, D, E, K e di quelle del gruppo B. Importante e´ anche il contributo di sali minerali che l´avocado ci apporta in particolare il potassio, il fosforo, il ferro, il magnesio, lo zinco, il manganese ed il calcio.  
 
La vitamina K è essenziale per la coagulazione del sangue  e ci aiuta a prevenire l´osteoporosi. Il potassio aiuta nel controllo della pressione sanguigna e nella salute del cuore. La vitamina D presente nel frutto ci aiuta ad assorbire il calcio ed il fosforo, agendo contro l’osteoporosi e l’artrosi. 
 
La vitamina C rafforza il sistema immunitario e favorisce l’assorbimento del ferro, prevenendo l’anemia. 
 
Elevata è la presenza di fibre e degli antiossidanti, tra cui la luteina e il beta-carotene e Omega 3.
 
L’avocado vanta delle proprietà afrodisiache: è, infatti, considerato il frutto della fertilità e dell’amore, non resta che provare per credere.
 
Avocado e´ un frutto ideale da consumarsi prima di una gara o di un allenamento.
 
VIDEO: COSA MANGIARE PER CORRERE VELOCE: L´AVOCADO 
 
VIDEO: CREMA DI AVOCADO

 
Buon Appetito!

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

WWW.FASTANDFIT.INFO  

Commenti? | Jun 21, 2017

Atleti con disabilitÓ visiva, uniti con un laccetto per fidarsi e affidarsi

Posted by linfordbif in Manifestazioni
Atleti con disabilità visiva, uniti con un laccetto per fidarsi e affidarsi

Si è corso nella mischia con altri 5.000 atleti quasi al buio con tanto caldo, avanzando con attenzione sintonizzati con i propri passi, il proprio respiro, la propria fatica.

Siamo tutti in grado di poter competere, partecipare, eccellere, basta volerlo, non aspettare il momento migliore, è sempre il momento per mettersi in gioco e apprendere dall'esperienza. E’ quello che è successo proprio in questa gara, in tenuta ginnica correndo, partecipando, partendo e arrivando, dando il meglio di sé fino all’arrivo, contribuendo a una giornata di festa per tutti.

L’esperienza di guida con atleti con disabilità visiva, uniti con un laccetto per fidarsi e affidarsi, per sintonizzarsi sui passi dell’altro, per guidare, per sentire la propria e l’altrui fatica, gente altruista, gente che vuol fare un’esperienza insieme ad altri.

E’ importante solamente essere presenti senza distrazioni, badare a te stesso e l’altro, segnalare dossi, curve, radici, ostacoli e avanzare sempre, se cadi non diventa un problema, si sorride ci si rialza e si riprende, la vita diventa più facile e a misura di tutti, ti ringraziano e ti arricchisci dal punto di vista emozionale diventa qualcosa che non fai solo per loro ma anche per te e sentirti una persona migliore più ricca dentro, meno competitiva e più partecipativa, vedrai che ti cambia la vita, eserciterai la lentezza e l’attenzione nel fare le cose.

Affidarsi e fidarsi, è quello che si può sperimentare nello sport, è quello che si sperimenta correndo e camminando con gli atleti con disabilità visiva, quattro di loro il 17 giugno hanno disputato la Corri Roma, gara podistica di 10km con partenza da Piazza del Popolo ore 21,00.

Una grande giornata di sport e aggregazione per Achilles International Rome, fidarsi e affidarsi, guide e atleti con disabilità visiva. Anything is possibile, together is much better (Ogni cosa diventa possibile, insieme è più facile. C’è la possibilità di mettersi a disposizione per un allenamento di corsa o camminata orientativamente il lunedì e il giovedì alle ore 18.30 presso il Parco degli Acquedotti.

Achilles International parteciperà, con una rappresentativa di atleti con disabilità visiva e relative guide, martedì 20 giugno 2017 alla “Roma Running Style”, presso lo Stadio delle Terme di Caracalla, dalle ore 20,00 a tarda sera si svolgerà una sessione gratuita di training run al ritmo di musica, organizzata dal Comitato Regionale FIDAL Lazio con la collaborazione della ASD Purosangue e della ASD LBM SPORT.

S’inizia alle 20.00 con mezz’ora di fitness per riscaldarsi, poi mezz’ora di esercizi specifici per il running, tra riscaldamento, stretching e allunghi, ed alle 21.00 inizia l’allenamento di un’ora, al termine del quale c’è il terzo tempo.

L’ingresso e la partecipazione sono gratuiti e non bisogna prenotare: basta presentarsi allo Stadio delle Terme di Caracalla e seguire l’onda.  I partecipanti sono invitati a portare dolci e bevande per condividere insieme il terzo tempo.

Per info achillesinternationalroma@gmail.com o 3931053915.  

Tutti si allenano, competono, partecipano, arrivano, faticano più o meno, il vincitore ufficiale è solo uno per aver trovato la giusta alchimia fisica, mentale e nutrizionale, ma in realtà tutti ne escono vincenti, organizzatori per l'evento riuscito, partecipanti per l'esperienza appagante e aggregante.

Matteo SIMONE

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html 

Commenti? | Jun 20, 2017

Scotti-record, 400 in 46.87 ai Tricolore Allievi!

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A Rieti, il 17enne diventa il primo allievo italiano a correre il giro di pista in meno di 47 secondi e conquista i vertici delle liste europee stagionali U18 e U20

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di Raul Leoni

Per la prima volta nella storia un allievo italiano ha corso i 400 in meno di 47 secondi. Edoardo Scotti, 17enne del Cus Parma, illumina la terza e ultima giornata dei Campionati Italiani Allievi di Rieti, disegnando un giro di pista da 46.87 che non solo è record italiano Under 18 (cade dopo 7 anni il già notevole 47.05 di Marco Lorenzi) ma anche il top europeo dell’anno per la categoria e il terzo crono fra gli Under 20 (una lista capeggiata dall’altro azzurro Vladimir Aceti). Oltre al crono, nelle pupille degli addetti ai lavori resta impressa la falcata elegante dell’azzurrino, anche quando si esprime (poche ore dopo il record nella gara individuale) nella 4x400: il ragazzo lombardo trasferito a Fidenza confeziona un’ultima frazione da 47.3 con cui recupera tutto lo svantaggio accumulato all’ultimo cambio porta il quartetto completato da Simone Ferrari, Simone Arena e Matteo Barbieri al tricolore (3:22.15). Cade anche il limite di club nella staffetta allieve: la Riccardi Milano 1946 - formazione composta da Agnese Polini, Laura Pellicoro, Camilla Viganò e Beatrice Zeli - batte con 3:49.80 il tempo dell'allora Cariri (3:49.99) negli Assoluti del 2003, sempre sulla pista del "Guidobaldi". A Rieti è doppietta nei lanci, a 16 anni appena compiuti, per Carmelo Musci. Il colosso di Bisceglie che sabato ha vinto il peso con 18,26 oggi non ci sta a perdere nel disco e all’ultimo lancio piazza una spallata da 56,83 per superare il camerunense Simon Zeudjio (53.17). Maria Roberta Gherca, Tricolore assoluta indoor, si conferma la migliore nell’asta con 4,00 e nel triplo vincono Camilla Vigato (13.01/+2.2, ma anche 12.78/+0.9) e Salvatore Angelozzi (14.95/+0.5).

DIRETTA STREAMING e VIDEO su www.atletica.tv - hashtag: #Allievi2017

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Rieti: Dalia Kaddari 23.68 record sui 200 - Rieti: Paissan e Menchini titoli sprint

 

LE GARE DELLA SECONDA GIORNATA 

ALLIEVI

4x400m (finale) -  Si chiude nel segno di Edoardo Scotti e del suo Cus Parma: con una frazione da 47.3 il neo-primatista italiano recupera tutto lo svantaggio accumulato all’ultimo cambio e porta cosi il quartetto completato da Simone Ferrari, Simone Arena e Matteo Barbieri al tricolore (3:22.15)... tutti dotati di vistosi e divertenti baffi finti. Bella gara, con un finale entusiasmante per il podio: argento alla Milardi Rieti (3:24.12) e bronzo al Cus Padova (3:24.61).

1500m (finale) – Clamoroso al “Guidobaldi”, si potrebbe dire: la tattica non paga e la “serie dei migliori” consegna su un piatto d’argento la maglia tricolore al coraggioso Nicolò Barbieri, vincitore della terza serie con un 4:01.93 fortemente voluto. Per Nicolò Daniele (4:05.10, davvero troppo), uno dei chiari favoriti della gara, c’è un argento amaro, un’esperienza dalla quale imparare: e la consapevolezza di aver buttato al vento per eccessiva leggerezza o superficialità un titolo importante. Quanto meno Luca Zanetti (4:07.30), bronzo di giornata, aveva vinto i 2000 siepi. Anche il neo-campione Barbieri viene dalle siepi: il ragazzo modenese, che ha abbattuto il suo precedente PB di oltre 5”, aveva avuto una presenza tra i cadetti a Borgo Valsugana 2014. Alla Fratellanza lo allena Mauro Bazzani, di stanza a Pavullo nel Frignano. 

110hs (finali) – Finale a sorpresa, ma forse no: in fondo le credenziali di Vieri Righi (14.18/+0.1) erano abbastanza consolidate e quindi la sconfitta del leader stagionale Federico Piazzalunga (14.30) non può essere considerato un upset vero e proprio. Comunque anche qui le condizioni non erano di facile interpretazione: un giovanissimo campano come Giuseppe Filpi si prende finalmente il podio (14.35) dopo la sfortunata finale di Cles tra i cadetti.

Bene anche Cristopher Cecchet (14.37 in vista di Nancy): poi due ragazzi di origini africane, il nigeriano Edwin Ebem e il lombardo del Burkina Faso Ousseni Bara.

Alto (finale) – Se si considera che il vento ha spazzato la pedana facendo volare gli ombrelloni e anche l’asticella senza che nessuno osasse sfiorarla, è già un miracolo che Giacomo Belli sia arrivato a provare quota 2.06 dopo il 2.00 vincente. Alla stessa quota del livornese – quest’anno leader continentale U18 con il suo 2.18 – il triestino Andrea Coslovich festeggia argento e personale (2.00 alla prima). Per salire di più, appuntamento alle prossime occasioni.

Triplo (finale) – I numeri che non ti aspetti e soprattutto risultati regolari, che nobilitano questa finale: Salvatore Angelozzi, abruzzese supervisionato da Claudio Mazzaufo, atterra a 14.95 (+0.5), e supera il 14.93 (+1.7) del veneziano Fabio Pagan, fratello d’arte nel settore dei salti orizzontali. Per entrambi una serie di PB francamente inattesa: bravi a interpretare nel modo giusto condizioni inconsuete. Per il bronzo c’è Davide Barone, però con troppo vento (14.24/+3.7, regolare 13.75/+1.6). Con tre nulli esce di scena Leonardo Tommasi, che ieri in qualificazione aveva migliorato in modo mostruoso il PB.

400m (finale) – Applausi scroscianti dalla tribuna: vento o non vento, Edoardo Scotti c’è. Un assolo fantastico per il ragazzo lombardo trasferito a Fidenza nel gruppo di Giacomo Zilocchi: 46.87 non solo è record italiano – cade dopo 7 anni quello che sembrava già un risultato fantastico per la categoria, il 47.05 che aveva dato a Marco Lorenzi l’argento nell’Eyot di Mosca – è anche il top europeo dell’anno per gli U18 e il terzo stagionale a livello juniores (lista capeggiata dall’altro azzurro Vladimir Aceti). Poi una teoria di PB, uno via l’altro: 48.95 Francesco Rossi, che ieri aveva sofferto dopo la faticosa batteria, 49.03 per il romano di Aprilia Mattia Rinaldi, 49.07 per Patrick Baù, altoatesino non nuovo a podi tricolori fin da cadetto, 49.34 il figlio d’arte aversano Lorenzo Celiento, per la gioia della mamma Maria Grazia Orsani. Grande giornata per tutti.

Disco (finale) – Doppietta a 16 anni appena compiuti. Carmelo Musci, il colosso di Bisceglie che aveva dominato tra i cadetti, ora è uno dei personaggi da copertina della categoria allievi: molto più contrastata la vittoria di oggi, rispetto a quella più scontata nel peso. C’è voluto un super-lancio da 56.83 proprio all’ultimo turno per superare Simon Zeudjio (53.17), camerunense di scuola parmigiana anche lui tricolore tra i cadetti a Cles. Un podio tutto di sedicenni: il bronzo tocca a Krystian Sztandera (49.06), arrivato dal sud della Polonia dieci anni fa a Siracusa. Sotto la guida dell’ex lanciatore Carmelo Greco in 10 mesi si è costruito una bella reputazione da discobolo, anche se oggi non è riuscito ad infilare il disco nelle forti volate del Guidobaldi.

110hs (batterie) – Folate un po’ fastidiose anche qui, tutte contrarie: ma non ha difficoltà Federico Piazzalunga – finora unico in stagione sotto i 14” – a conquistare la pole position in 14.08 (-1.2). In vista della finale, si alimenta la rivalità con Vieri Righi (14.25/-0.6), toscano rivelatosi con il tricolore di Sulmona 2015 tra i cadetti. Poi il bellunese di Sedico Cristopher Cecchet (14.40/-1.1), che punterà ad una seconda medaglia dopo il lungo: sono queste le specialità designate per la sua partecipazione alla Coppa Jean Humbert, dove sarà presente anche il vicentino di Rossano Manuel Lando (oggi promosso in finale B).

ALLIEVE

4x400m (finale) – Dopo i 200 di Dalia Kaddari e i 400 di “Edo” Scotti è sempre la velocità prolungata che concede il tris di primati, 3:49.80 della Riccardi Milano. Un record, quello della staffetta di club, nato forse un po’ per caso durante l’ultima serie: Agnese Polini, Laura Pellicoro e Camilla Viganò hanno fatto di tutto per lanciare Beatrice Zeli, l’ultima frazionista, con un ragionevole vantaggio sulla Bracco. Il tutto perché le milanesi avevano Valeria Paccagnella in chiusura, cliente ritenuto molto pericoloso: fatto sta che nel derby meneghino hanno vinto le ragazze in maglia verde, mentre la Bracco ha siglato un eccellente 3:51.55 (ora quarte di sempre) e il podio è stato completato da un ennesimo quartetto lombardo, l’Atletica Lecco-Colombo (3:59.71). Alla fine si sono tirate le somme: su questa pista, agli Assoluti del 2003, una formazione U18 dell’allora Cariri aveva corso in 3:49.99 e sembrava imbattibile a leggere i nomi (Giulia Angelini, Valeria Accili, Maria Enrica Spacca, Giulia Arcioni: sul piano individuale quasi un abisso).

Lezione di giornata: il coraggio paga sempre.

Asta (finale) – Il vento, si sa, è nemico dell’asta: un peccato, anche perché era presente in pedana per un test l’azzurra Roberta Bruni (4.00 alla prima, poi tre errori a 4.10). Tutto sommato Maria Roberta Gherca ha vinto due volte: l’anno scorso a Tbilisi la ragazza di Velletri aveva pagato l’inesperienza in condizioni analoghe nella finale degli Europei, stavolta ha padroneggiato al meglio la difficile situazione e ha superato i 4.00 alla prima (poi, anche per lei, lo stop a 4.10). Tra le vittime illustri del vento, tre errori in entrata per l’umbra Francesca Zafrani: invece l’argento va a Laura Pirovano (3.65) e il bronzo, un po’ a sorpresa, ad un’altra lombarda, Monica Aldrighetti. La classe 2001, una volta di più, si dimostra competitiva.

Triplo (finale) – Una bella finale anche qui, sulle ali del vento: in sei vanno oltre i 12 metri, una buona profondità per la categoria. Unico neo della vicenda, quella frazione di vento di troppo che toglie a Camilla Vigato la soddisfazione del primo 13 metri regolare della carriera (13.01/+2.2, anche 12.78/+0.9 per la pluricampionessa italiana allenata da Enrico Lazzarin). Le gerarchie stagionali reggono all’assalto delle outsider: Veronica Zanon non riesce a doppiare il titolo del lungo (12.46/+3.6, 12.25/+0.7), Alice Rodiani è un’altra 2001 da tenere d’occhio (12.28/+3.5, 12.1/+0.4). Poi Deborah Tripodi un passo indietro rispetto al bel PB di ieri (oggi 12.16 ventoso). Meritano almeno una menzione le altre due del Club 12 metri: Carolina Parente (12.02/+0.9) e Alessia Farci (12.00/+0.6), tutte molto brave.    

1500m (finale) – Dopo diversi piazzamenti arriva anche un titolo qui a Rieti per il gruppo di mezzofondiste della Free-Zone: un buon finale di Sophia Favalli (4:35.99) strappa la vittoria ad Assia El Maazi (4:37.48), proiettata verso la doppietta dopo i 2000 siepi. Ma la vera novità di questa rassegna è forse Margherita Mescolotto, bellunese allenata da Roberto Celato, al secondo bronzo dopo quello di ieri sera sulla scia di Nadia Battocletti. E quello che lancia ancor più la ragazza veneta sono i robusti miglioramenti cronometrici (ieri 18” di progresso nei 3000, oggi 4:38.10 con 4” tolti al precedente dei 1500).  

Disco (finale) – Finale sportivamente drammatica come quella maschile, ma il podio è di rivali-amiche, tutte venete. E, dopo aver perso ieri il peso per tre centimetri, oggi Emma Peron si prende la rivincita sulla sorte con un ultimo lancio vincente (PB 45.46 per la vicentina allenata da Pietro Bordignon e Luca Merlo). Sempre vicentina, ma di Sovizzo, è Diletta Fortuna: titolo cadette un anno fa a Cles, l’orgoglio di papà Diego (già azzurro dei lanci) cresce praticamente ad ogni gara (qui 44.94 PB). E poi Anna Bonato, già tricolore del peso cadette e ieri delusa anche più di Emma Peron: ora seguita da Pier Paolo Saccon, la padovana di Camposampiero approda oggi oltre i 40 metri (40.04). 

100hs (finali) – Non è proprio la giornata di Rebecca Menchini: la campionessa dello sprint, relegata in finale B, cade dopo uno sbilanciamento sul penultimo ostacolo e così la lunghista Veronica Crida si prende la soddisfazione di vincere con il PB (14.31/-0.9). Poi spazio alla lotta per il titolo: sfreccia Fabrizia De Meo e per la serietà della ragazzina foggiana è un premio davvero meritato (14.09/-1.7). Vista la brezza, apprezzabili i riscontri di Ludovica Landi e Costanza Donato (14.20 e 14.28). Forse non proprio l’esito che si aspettava sul fronte delle vicende stagionali: ma anche le sorprese danno pepe alla rassegna tricolore.

400m (finale) –  Ancora sull'onda di esaltazione per l’impresa di Edoardo Scotti: ma in realtà il vento pesa sul giro e se ne sono accorte le ragazze. Bravissima Elisabetta Vandi a farsi largo su tempi molto vicini ai suoi migliori, 55.04 per portare il terzo titolo in famiglia in una settimana dopo la doppietta di Eleonora tra le promesse. Alessandra Bonora si conferma seconda forza della stagione (55.53), mentre evidentemente ha sofferto di più le condizioni ambientali Letizia Tiso (56.42).  

100hs (batterie) - Il vento ballerino della prima mattina rende estremamente aleatoria la norma di qualificazione: promossi solo i primi otto tempi. Ed è qui che si consuma un piccolo grande dramma sportivo, perché la neo-campionessa dello sprint e capofila stagionale Rebecca Menchini, correndo in 14.76 contro una folata da -2.4 resta fuori dalla lista delle elette. Non ci sarà quindi il duello con il gioiellino foggiano Fabrizia De Meo, stamattina miglior tempo del turno (14.10/-1.3). Menchini a parte, le altre outsider più o meno accreditate ce la fanno tutte: in particolare Giulia Guarriello, la mantovana di Moglia attiva in Emilia e argento tra le cadette a Cles (14.47/-0.3 per la prossima azzurra alla Coppa Jean Humbert di Nancy).

Commenti? | Jun 19, 2017

Van Niekerk, l'erede di Bolt e non solo

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Van Niekerk, l'erede di Bolt e non solo 

L’olimpionico sudafricano del giro di pista cercherà la doppietta 200-400 ai Mondiali di Londra, come Michael Johnson alle Olimpiadi del 1996


 

di Giorgio Cimbrico

Il lungo addio di Usain Bolt ha aperto un dibattito: chi sarà il suo erede, chi diventerà il nuovo volto dell’atletica? Proprio a Kingston, Giamaica, nella serata di commiato del Lampo dal suo pubblico, in una glorificazione che lo ha fatto affiancare a Bob Marley, Wayde van Niekerk ha avanzato robuste pretese per la successione.

Non sarà uno showman come la Meraviglia di Trelawny, avrà un carattere più timido e riservato, ma con il 19.84 del National Stadium (con lo stesso tempo, pochi giorni prima, aveva vinto sulle strade di Boston una gara in linea retta, il vecchio furlong su cui si cimentò anche Jesse Owens), il quasi 25enne di Città del Capo, Kapstad in afrikaans, assai affezionato al quartiere d’allenamento di Gemona, ha confermato di essere il più forte combinatista della storia su 200 e 400 alle spalle, per 37 centesimi, di Michael Johnson.

L’accoppiata che l’Espresso di Waco centrò ai Giochi di Atlanta 1996 è l’obiettivo londinese e mondiale di Wayde, l’alfiere di un movimento sudafricano che in questi mesi ha offerto quattro atterraggi di Luvo Manyonga oltre gli 8,60 e le volate di Akani Simbine sotto i 10 secondi: il paese arcobaleno sta funzionando e Nelson Mandela saluterebbe questi risultati con il suo largo e dolce sorriso.

Nel ’96 nella capitale della Georgia la dura impresa venne cercata e centrata da un uomo (MJ) e da una donna, l’elegante francese delle Antille Marie-José Pérec. Anche a Londra è previsto un doppio assalto: la pretendente è una 23enne non meno alta e non meno elegante di Marie-José, la bahamense Shaunae Miller, maritata con il decatleta estone Maicel Uibo. Campionessa olimpica dei 400 (il suo tuffo vincente, per bruciare Allyson Felix, si è già trasformato in un classico), si sta dedicando con assiduità ai 200. Il raccolto è il 21.76 in linea retta di Boston, preceduto dal 21.91 di Eugene, dove ha ceduto di 0.14 a una scatenata Tori Bowie. Sia Wayde che Shaunae usufruiranno di un favorevole ritocco al programma orario.

E così, van Niekerk erede di Bolt ed emulo di MJ: lo dicono le cifre, affiancando i record personali dei tre su 100, 200, 300 e 400, per ottenere un chilometro virtuale bruciato alla velocità della luce.

Michael Johnson 10”09, 19”32, 30”85, 43”18: 1’43”44
Wayde Van Niekerk 9”98, 19”84, 31”63, 43”03: 1’44”48
Usain Bolt 9”58, 19”19, 30”97, 45”28: 1’45”02

Tutti e tre hanno varcato cancelli proibiti ai più: Michael quelli dei 20”, dei 31” e dei 44”, Wayde delle distanze classiche (l’unico) mentre Usain ha frequentato i 400 solo in gioventù. A fine mese, a Ostrava, van Niekerk ha la forte chance di diventare il primo abbattitore di tutti i muri attaccando il record del mondo dei 300, ottenuto da Johnson su una pista che al sudafricano è famigliare, quella di Pretoria.

I combinatisti 200-400
Michael Johnson 19”32-43”18
Wayde van Niekerk 19”84-43”03
LaShawn Merritt 19”74-43”65
Jeremy Wariner 20”19-43”45
Isaac Makwala 19”96-43”72
Butch Reynolds 20”46-43”29
Danny Everett 20”08-43”81
Quincy Watts 20”50-43”50
Kirani James 20”41-43”74
Fred Kerley 20”45-43”70
Lee Evans 20”4-43”86
Tommie Smith 19”83-44”5
Usain Bolt 19”19-45”28
Rusheen McDonald 20”57-43”93

Azzurri
Pietro Mennea 19”72-45”87
Matteo Galvan 20”50-45”12
Andrew Howe 20”28-45”70
Pierfrancesco Pavoni 20”38-45”71
Mauro Zuliani 20”72-45”26

Commenti? | Jun 16, 2017

Fabrizio Donato, tre salti nel tempo

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Il quasi 41enne triplista azzurro con 17,32 è arrivato a soli 28 centimetri dal suo record italiano, stabilito 17 anni fa, quando mancano due mesi ai Mondiali di Londra dove ha vinto il bronzo olimpico nel 2012


 

di Giorgio Cimbrico

Al tempo di quel vecchio impero che sugli atlanti era colorato in rosa, gli autori di gesta memorabili venivano insigniti di titoli che ricordavano i luoghi delle loro imprese: Wellington di Waterloo (e di molti altri posti ancora, a dire il vero), Gordon di Khartoum, Allenby di Gerusalemme, Montgomery di El Alamein. Dopo aver ottenuto la patente di duca di Londra, marchese di Helsinki, visconte di Torino, barone di Belgrado e di Parigi, cavaliere di Cheboksary, Fabrizio Donato merita ora anche un feudo dalle parti di Lione.

Di lui hanno detto e si sono divertiti a etichettare: infinito, eterno, Donatosaurus Rex, il Grande Vecchio, il Matusalemme dell’hop step and jump, Canguro vecchio fa buon salto, un-due-tre e Fabrizio sempre c’è e altre amenità del genere. Di sicuro, di solido c’è che a 40 anni compiuti - a dire il vero quando i 41 sono lontani soltanto due mesi - il nostro uomo, oltre a metter le mani sul record mondiale master, è in grado di esibire un livello di “accorciamento” delle misure che desta ammirazione.

Fabrizio saltava 17,60 nel giugno del 2000, Fabrizio salta 17,32 nel giugno del 2017: 28 centimetri in 17 anni, o diciotto stagioni, danno una media di decremento di poco più di un centimetro e mezzo, 1,6 ad esser pignoli. Se l’ispido e spigoloso giovanotto (parliamo dell’aspetto, non del carattere che non è né ispido né spigoloso) continuerà a marciare così, è possibile ipotizzare che tra dieci anni avrà perso altri sedici centimetri: 17,16.

La sorpresa è che questi ammirati e affettuosi calcoli siano graditi a Fabrizio che pratica ormai un gioco senza frontiere, che non ha mai parlato di ritiro, che continua a non parlarne, che non vede l’ora di tornare su quella pedana dell’East End londinese che cinque anni fa gli fece pareggiare il raccolto olimpico di Beppe Gentile annata ’68. Domanda: ma se Gentile interpretò Giasone, quale ruolo potrebbe toccare a Fabrizio? Teseo sarebbe perfetto: l’eroe sbrogliò le insidie del labirinto di Cnosso, Fabrizio ha sbrogliato le insidie del labirinto del tempo.

E lui va avanti, continua ad andare avanti, con la sua magnifica testa di agonista, con la sua aura di indistruttibile, di cyborg molto umano, di invitto anche quando ha dovuto digerire la sconfitta. Il tempo passa e Fabrizio, che ha abbondantemente tagliato il traguardo dei vent’anni alle Fiamme Gialle, è sempre qui, una rocca di Gibilterra, con la sua barba dura e ispida, con quella figura che pare sbozzata nel legno, con quello sguardo deciso, con quel rimbalzare che sembra ritmare un’esistenza intera: un rimbalzo, un passo, un salto per valicare il fiume della vita. Non era nato per superare ruscelli irlandesi questo strano giochetto? Lui ne ha superati a centinaia.

Commenti? | Jun 12, 2017

Golden Gala: Tortu 20.34 e poker di world lead

Posted by linfordbif in Manifestazioni
Golden Gala: Tortu 20.34 e poker di world lead<font face="Merriweather Sans, serif" color="#555555"> </font>

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Il quasi 19enne azzurro torna sui 200 a Roma e diventa il quarto italiano di sempre: conquistato lo standard di iscrizione per Londra. Migliori prestazioni mondiali 2017 per Obiri (5000), Hassan (1500), Stefanidi (asta) e Kipruto (3000 siepi)

di Marco Buccellato

Il Golden Gala Pietro Mennea 2017 regala grandi emozioni con quattro record mondiali stagionali, un record del meeting e la sensazionale prestazione di Filippo Tortu, quarto sui 200 metri (20.34/0,6), quarta prestazione italiana di sempre e seconda under 20 a sei centesimi dal 20.28 di Andrew Howe. Primati mondiali 2017 firmati per tre quarti al femminile, dall'olandese Sifan Hassan sui 1500 metri (3:56.22, record del Golden Gala), dalla kenyana Hellen Obiri sui 5000 metri (14:18.37, quinto crono all-time e primato nazionale, con Genzebe Dibaba al miglior crono stagionale di passaggio sui 3000 in 8:38.27) e dal duo di ori olimpici di Rio Katerini Stefanidi nell'asta (4,85) e Conseslus Kipruto (8:04.63). Grandi prestazioni per Thomas Rohler nel giavellotto (90,06), per Mariya Lasitskene-Kuchina nel salto in alto (2,00), Andre De Grasse sui 200 (20.01) e Dafne Schippers sui 100 metri (10.99/0,5). Vincono anche Aries Merritt sui 110 ostacoli in 13.13 (-0,3), Gong Lijiao nel peso donne (19,56, secondo lancio al mondo), Yulimar Rojas nel salto triplo con 14.84 (0,6), Janieve Russell nei 400 ostacoli (54.14), Chijindu Ujah nei 100 metri uomini in 10.02 (-0,2), Adam Kszczot sugli 800 metri (1:45.96), Natasha Hastings sui 400 donne in 50.52. Tra gli atleti italiani impegnati, si segnalano le prestazioni al di sotto degli standard di iscrizione iridata per Yadisleidys Pedroso (55.70) e Marzia Caravelli (55.83) nei 400 ostacoli e per i siepisti Abdoullah Bamoussa (8:22.00) e Yohannes Chiappinelli (8:27.34). Nelle gare non internazionali successi di Mario Lambrughi nei 400 ostacoli con 49.41, Kevin Ojiaku nel lungo con 7,90 (0,4) e Joao Bussotti sui 1500 metri in 3:42.15.

"Confesso che non mi aspettavo un tempo del genere - ha dichiarato il 19enne - sono partito molto forte rispetto ai miei standard, e all'uscita della curva ero in una posizione così buona che mi sono sorpreso, chiedendomi che cosa stesse succedendo. Negli ultimi 30 metri sono finito un po' in riserva, ma sono contentissimo. Di solito, anche dopo un buon tempo, riesco a vedere dove siano i margini di miglioramento. Ma questa sera, in questa atmosfera pazzesca, non saprei dire dove limare i dettagli. Avvicinare il record U20 di Andrew Howe, fare lo standard per i mondiali di Londra, vedere avversari come Lemaitre praticamente al mio fianco... tutto questo è super emozionante e mi riempie di sicurezza!". 

LA CRONACA DELLE GARE

200 metri uomini - L'Olimpico impazzisce perché Filippo Tortu è da impazzire. Il vicecampione del mondo under 20 dei 100 metri e neoprimatista sulla distanza con 10.15 ha fatto vedere le streghe agli avversari fino all'uscita della curva, interpretata magistralmente dopo una partenza, sia concesso dirlo, che ha lasciato a bocca aperta. L'azzurro ha ceduto solo un'inezia negli ultimi cinque metri, lasciando un meritatissimo terzo posto a Ameer Webb, vincitore in anno fa, ma chiudendo in un meraviglioso 20.34 (0,6), seconda prestazione under 20 di sempre in Italia (a sei centesimi dal primato di Andrew Howe, 20.28) e quarta di sempre in Europa, a cinque centesimi dal britannico Malcolm. Anche e soprattutto, è la quarta prestazione italiana all-time, dopo il record dell'uomo cui è dedicato questo meraviglioso meeting, Pietro Mennea, Howe appunto e Fausto Desalu (20.31). E' anche il crono al di sotto del minimo di iscrizione ai campionati del mondo. Tortu in copertina patinata, ma anche Andre De Grasse, che ha sudato e ha dovuto spremersi per vincere all'Olimpico in 20.01 (primo canadese a riuscirci) davanti a Christophe Lemaître (20.29, terzo tempo europeo dell'anno) e a Webb (20.33). Poi c'è Tortu, un centesimo dietro. Non correva i 200 da due anni, il personale era datato a 20.92. Roba da impazzire. 

5000 metri donne - La ciliegina arriva all'epilogo della magnifica serata dell'Olimpico, con la kenyana Hellen Obiri capace di una sontuosa prestazione nei 5000 metri, l'anno scorso teatro del record mondiale sfiorato da Almaz Ayana. Il primato nazionale firmato dalla Obiri (14:18.37, quinta prestazione all-time) e la schiera di avversarie-top lasciate alle spalle (su tutte Genzebe Dibaba, sesta) la dice lunga sulla qualità della prestazione offerta all'Olimpico, dove ha preceduto la connazionale Agnes Tirop (14:33.09) e l'etiope Letesenbet Gidey (14:33.32), oltre alla turca ex-kenyana Yasemin Can, che in 14:36.82 ha centrato la seconda prestazione europea under 23 all-time. Gara con la Dibaba in posizione di avanguardia e transito di 8:38.27 ai 3000 (altro mondiale stagionale prima che per l'etiope si facesse notte).

1500 metri donne - Uno dei must del Golden Gala, una gara dai contorni di altissima qualità che ha regalato il record del meeting, un magnifico 3:56.22 che è anche la nuova prestazione mondiale stagionale firmata dall'olandese Sifan Hassan, tornata sulla distanza preferita dopo felici escursioni anche sui 5000. La Hassan ha migliorato il primato del Golden Gala di 3:56.54 di Abeba Areqawi e sfiorato di quattro centesimi il record suo suolo italiano di Maryam Jamal (Rieti 2009). Sotto i 4' anche la kenyana Winny Chebet in 3:59.16 (record personale) e la 20enne tedesca Kostanze Klosterhalfen, che in 3:59.30 ha migliorato un primato nazionale under 23 vecchio di 37 anni. Dietro, seasonal best a valanga e qualche personal best. Anche per Margherita Magnani il miglior tempo stagionale a mezzo secondo dal minimo di iscrizione per Londra in 4:07.99, miglior tempo italiano del 2017 e sesto della carriera. 

Salto con l'asta donne - A alta quota la greca Katerini Stefanidi c'è sempre, prima e dopo Rio, dove ha messo al collo l'oro olimpico. A Roma arriva anche la miglior prestazione mondiale dell'anno con un 4,85 pulitissimo dopo altrettanti salti netti a 4,65 e 4,75. La serata di grazia l'ha portata a affrontare il record dello stadio, che è anche il record del mondo, e cercare di superarlo misurandosi contro i 5,07. Seconda e in gran spolvero l'ex-iridata Yarisley Silva con 4,75, terza il bronzo olimpico di Rio, la neozelandese Eliza McCartney anche lei a 4,75. Sonia Malavisi si è fermata a 4,20, undicesima.

Salto in alto donne - Una sola esitazione, al primo assalto ai due metri, poi al secondo è tornata la luce per Mariya Lasitskene-Kuchina, prima di affrontare di nuovo i 2,05 cui aspira da un po'. Alla terza gara dopo il rientro internazionale, il bilancio della campionessa mondiale in carica è eccellente, tre successi e tre volte oltre i 2,00. Il debutto di Alessia Trost è andato discretamente, quarta con 1,91 al terzo tentativo, pari merito con la britannica Lake, e tre errori a 1,94, l'ultimo quasi nelle corde dell'esito positivo. Davanti all'azzurra anche la polacca Kamila Licwinko con 1,96 e l'ucraina Yuliya Levchenko con 1,94. 

Lancio del giavellotto uomini - Combattente vero, Thomas Röhler ha aspettato l'ultimo corridoio utile del cielo dell'Olimpico per imbucare una prestazione enorme, 90,06, a pochissimo dal record del meeting e del suolo italiano. Il campione olimpico ha colto in extremis la vittoria contro il miglior avversario degli ultimi tempi, l'amicone Johannes Vetter (88,15 al quinto lancio). In crescita anche l'altro campione olimpico presente a Roma, Keshorn Walcott, tornato su livelli eccellenti con 86,61. Bella serata anche per Mauro Fraresso, al personale con il primo lancio a 78,28, decimo nella classifica finale di una gara con tutti i migliori giavellottisti del mondo.

110 metri ostacoli uomini - Dopo un decennio i 110 ostacoli del Golden Gala tornano in mano statunitense. La prodezza porta il nome del primatista del mondo Aries Merritt, autore di un finale staordinario e vincente in 13.13 (-0.3), soffiando il successo allo spagnolo argento a Rio Orlando Ortega (13.17, primato europeo stagionale) e al campione dl mondo Sergey Shubenkov (13.21). Quarto con finale meno incisivo il britannico campione europeo indoor Andy Pozzi (13.24). Lorenzo Perini ha chiuso in 13.65, secondo tempo della carriera a tre centesimi dal primato personale di Savona, ottavo, a conferma dei recenti progressi.

100 metri donne - Vince Dafne Schippers, abituata al tributi del pubblico e ora nuova beniamina degli aficionados romani. Tra le atlete più popolari del movimento, ha esaltato la gara scendendo sotto gli 11" in 10.99 (0,5), impegnata fino a stremarsi dall'ivoriana Marie-Josee Ta Lou (11.02). Terza la trinidegna Ahye in 11.07. Tra le prime tre e le altre sprinter di primo piano, almeno due spanne. Irene Siragusa ha chiuso nona in 11.70.

3000 metri siepi uomini - Entusiasmo alle stelle del pubblico, le siepi hanno regalato sempre grandi cose all'Olimpico e anche stavolta gli atleti hanno fatto il numero, con il primato mondiale stagionale del campione olimpico Conseslus Kipruto (8:04.63, al secondo successo di fila al Golden Gala), cui ha tirato il collo fino agli ultimi 40 metri il marocchino Soufiane El Bakkali, secondo col personal best di 8:05.17. Terzo il plurivincitore di Diamond League Jairus Birech (8:07.84). Ci sono soddisfazioni anche in chiave italiana, con tre primati personali e due prestazioni al di sotto del minimo di iscrizione per i campionati del mondo, realizzate da Abdoullah Bamoussa (tredicesimo in 8:22.00, seconda prestazione europea dell'anno) e Yohannes Chiappinelli (8:27.34, quindicesimo col quinto tempo europeo 2017). Bravo e non lontano dal minimo iridato Ala Zoghlami (quindicesimo in 8:29.26). Yuri Floriani ha chiuso in diciannovesima posizione in 8:39.83.

400 metri donne - Vittoria della favorita Natasha Hastings in 50.52 su un'altra specialista di grande levatura internazionale, la giamaicana Novlene Williams-Mills (51.04) e sulla bravissima ucraina Olha Zemlyak, leader europea stagionale, terza in 51.08. La Hastings è uscita con larghissimo vantaggio dalla curva e ha gestito il rettilineo perdendo poco in efficacia. In ottava corsia Maria Benedicta Chigbolu ha tenuto discretamente nei primi 200 metri, chiudendo nona in 52.28, quinto crono della carriera.

800 metri uomini - Adam Kszczot è l'uomo che rompe gli argini, e spezza anche la tradizione negativa dei polacchi sulle sponde del Tevere, vincendo per la prima volta all'Olimpico un 800 brillante e dall'esito incerto, vinto con la consueta sapienza tattica e la cattiveria che il palcoscenico merita. Ha faticato, Kszczot (1:45.96) per irrompere nel rettilineo finale e vincere sul kenyano Kipyegon Bett (1:46.00) e sullo statunitense Donavan Brazier (1:46.08).

100 metri uomini - Una vittoria britannica mancava all'Olimpico da un quarto di secolo. La firmò Linford Christie nell'anno dell'oro olimpico a Barcellona. Dopo 25 anni tocca a Chijindu Ujah rinfrescare la memoria storica dello sprint al Golden Gala, imprigionata da quasi 10 anni nell'asse Giamaica-Stati Uniti. Lo sprinter britannico ha vinto una gara in bilico fino all'ultimo metro in 10.02 (-0,2), precedendo il primatista europeo Jimmy Vicaut (10.05) e la novità americana Ronnie Baker (10.05 anche per lui). Nona posizione pre Federico Cattaneo in 10.38, terzo tempo della carriera.

Salto triplo donne - Le pantere si agitano sotto la Tribuna Tevere. Le pantere sono le favorite Caterina Ibargüen, campionessa olimpica e mondiale e la sua migliore avversaria, la venezuelana dagli arti infiniti Yulimar Rojas. Le feline del triplo devono fare appieno il loro dovere perché al secondo salto la campionessa olimpica di Londra, la kazaka Olga Rypakova, atterra a 14,64 (0,1). La spunta la Rojas con una prestazione di altissimo livello, 14.72, 14,76 e 14.84 (0,6) in sequenza, cui la Ibargüen tenta di opporsi in extremis arrivando a 14,78 (0,0) all'ultimo salto. Con 14,42 la portoghese Patricia Mamona, quarta, aggancia il record europeo stagionale. Dariya Derkach ha iniziato bene con 14,03 (1,3), sua miglior misura della serata, classificandosi settima. 

400 metri ostacoli donne - Al Golden Gala, lo dicono i numeri, gli spettatori hanno goduto della seconda miglior gara internazionale della stagione, dopo quella della terza tappa di Diamond League a Eugene. Ha dominato, per il secondo anno consecutivo e ormai beniamina del pubblico romano, la 24enne giamaicana Janieve Russell (54.14, quinto crono mondiale dell'anno). Nella scia della Russell, le cifre hanno dato soddisfazioni a almeno due terzi della partecipanti, anche alle azzurre Yadisleidy Pedroso (55.70, settima col miglior crono nazionale del 2017 e nuovamente sotto il minimo di iscrizione mondiale) e Marzia Caravelli (ottava in 55.83 dalla prima corsia, alla seconda discesa in carriera sotto i 56 secondi e anche lei sotto il minimo per Londra). Il podio dell'Olimpico è completato dalla danese Sara Petersen, argento olimpico, seconda con il record europeo stagionale di 54.35, e dalla sudafricana Wenda Nel (54.58, record africano stagionale). Le azzurre si sono comportate discretamente nelle prime barriere e nonostante la fatica negli ultimi cinquanta metri, l'Olimpico ha lasciato loro in dote prestazioni cronometriche di spessore.

Peso donne - Vince la cinese Gong Lijiao con una serie tutta oltre i 19 metri e un miglior lancio di 19,56, seconda prestazione mondiale stagionale, davanti al duo-USA Dani Bunch (18,95) e Michelle Carter (18,86 per l'olimpionica e campionessa del mondo indoor a Portland). Dopo l'ottima entrée casalinga a Shanghai, per la Gong si tratta del secondo successo nella Diamond League 2017. Delle migliori lanciatrici in gara, Anita Marton è rimasta fuori dal terzetto con 18,55.

400 ostacoli uomini - Una bella gara di livello nazionale ed europeo, con Mario Lambrughi al successo in 49.41, record italiano stagionale e sesto tempo del continente, su un bravo José Bencosme. Solo sei centesimi hanno diviso il 25enne ostacolista dell'Atletica Riccardi dagli standard di iscrizione ai mondiali di Londra 2017. Il crono è anche la seconda prestazione della carriera di Lambrughi, efficace a respingere il ritorno di Bencosme (49.75, quarto tempo in carriera) all'ingresso in rettilineo. Terzo Lorenzo Vergani in 50.23 (personale sfiorato di 0.05).

1500 uomini - Vince Joao Bussotti in 3:42.15 in autorità liberandosi della compagnia negli ultimi 120 metri. Il 24enne mezzofondista dell'Esercito (3:37.12 a Marsiglia domenica scorsa) si è imposto su Yassin Bouih (primato personale con 3:42.66) e Ali Abdikadar Sheikh (3:42.68, in testa nel primo giro). Seguono primati personali a pioggia per Simone Bernardi (3:42.68, quattro secondi di progresso), Mattia Padovani (3:43.58), Mattia Moretti (3:43.85) e Emilio Perco (3:43.85). Solo ottavo Soufiane El Kabbouri in 3:44.13.

Lungo uomini - Vince il favorito Kevin Ojiaku con 7,90 (0,4), misura che eguaglia la seconda prestazione all'aperto della carriera. Il 27enne vice-primatista europeo stagionale (8,20, sesta misura mondiale 2017) ha dominato dal primo turno con una serie in crescendo (7,72, 7,76 e 7,81) fino al miglior salto del quinto turno, per poi chiudere con 7,65. Nella seconda parte di gara migliora due volte il personale Antonino Trio, prima con 7,77 poi con 7,81 (1,4), seconda prestazione italiana dell'anno. Terzo Antonmarco Musso con 7,71 ventoso (2,4) cui fa seguire all'ultima prova il miglior risultato stagionale con vento legale e seconda misura della carriera (7,70/0,8). Tremigliozzi (7,63/-1,8) e Kaboré (7,55/2,4) chiudono la classifica. 

Gare Master - il 200 donne a Denise Caroline Neumann in 26.43 (-0,8) su Cristina Sanulli (26.87) e Miriam Di Iorio (27.53), il 200 uomini a Ivan Mancinelli in 23.09 (0.0), su Andrea Benatti (23.28) e Alfonso De Feo (23.35). Nei 1000 metri donne vittoria di Claudia Bartoli (3:03.52) su Simona Prunea (3:07.35) e Paola Tiselli (3:09.02). Sulla distanza uomini primo Alessandro Iacomino (2:41.09) su Alfonso Scarfone (2.43.47) e Francesco D'Agostino (2:44.33). Staffette 4x100: tra le donne successo della Romatletica Footworks Salaria (Fiori, Rita, Paganelli, Delia) in 51.55 sull'Atletica Ambrosiana (Nacchi,Neumann,Tellini,Servadei) in 51.55 e sull'Athlon Bastia (Rotini, Zuniga, Cammarota, Moretti) in 54.30. Tra gli uomini vince Toscana Atletica Futura in 44.71 (Della Vedova, Pollicino, Salvadori, Benatti) sull'Atletica Virtus Castenedolo (Papa, Comper, Fausti, Acciaccaferri) in 44.71 e Liberatletica (Donnarumma, Leoni, Scarponi, De Feo) in 46.51.

100 metri paralimpici - Due doppiette firmata Italia nei 100 metri. Tra le donne con Martina Caironi (14.82) e Monica Graziana Contrafatto (15.55) sulla norvegese Anna Dalhaug (17.53). Nei 100 uomini con Andrea Lanfri (11.48) e Emanuele Di Marino (12.03) sull'olandese Levi Vloet (12.04).

La stagione della IAAF Diamond League 2017 per discipline
Le Diamond Races per meeting

IL SITO DELLA IAAF DIAMOND LEAGUE
IL SITO DEL GOLDEN GALA PIETRO MENNEA

Commenti? | Jun 09, 2017

Master: 94 titoli e 17 record a Mantova

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Master: 94 titoli e 17 record a Mantova

Tanti nuovi primati di categoria nella rassegna tricolore “over 35” di prove multiple, staffette e 10.000 metri 

Al rinnovato campo sportivo Virgilio di Mantova, due giornate di sfide per i Campionati Italiani Master di prove multiple, 10.000 metri e staffette con ben 94 titoli italiani assegnati e 17 primati nazionali battuti. Fra le migliori prestazioni italiane, tre arrivano dalle prove multiple e 14 dai quartetti. Nel decathlon Hubert Indra (Sudtirol Team Club), già detentore dei primati SM40, SM50 e SM55, al primo week-end “multiplo” da SM60 aggiunge oltre 1300 punti al precedente limite di Sergio De Pretis: 6298 punti il limite precedente del milanese, 7611 il nuovo record dell’altoatesino. Nell’eptathlon SF40 Sara Colombo (Atl. Monza), vicecampionessa europea indoor di pentathlon, porta la MPI che già deteneva da 4763 punti a 5113, per un notevole +350. Daniela Fassi (Atl. Varazze) con 4446 punti si prende la MPI SF55 con 20 punti di margine sul precedente limite.

Nelle staffette a far la parte del leone è l’Amatori Masters Novara, che inserisce nell’albo delle migliori prestazioni italiane tre nuovi limiti in categorie di età nuove per le specialità: i pluridecorati tricolori Antonio Nacca ed Ernesto Minopoli assieme a Carlo Satragni e Francesco Paderno timbrano 1:23.20 nella 4x100 SM85; Nacca, Minopoli e Paderno con Luigi Carnevale fissano a 7:11.88 la MPI SM80 della 4x400; l’infaticabile Nacca, Carnevale, Paderno e Luigi Del Mastro completano la 4x1500 SM80 in 32:53.53.

Altri due primati arrivano sulle 4x100: nella categoria SM40 la Toscana Atletica Futura di Daniele Della Vedova, Giovambattista Pollicino, Paolo Salvadori e Andrea Benatti con 44.59 toglie 4/100 al precedente limite fissato a 44.63 dall’Atletica Leggera Portici nel 2015. Tra gli SM60 Marco Bianchi, Antonio Rossi, Corrado Rossetti e Vladimiro Margutti confezionano un 50.63 che permette all’Athlon Bastia di limare di quasi un secondo la MPI a 51.51 dell’Atletica Ambrosiana. Nella staffetta del miglio la Virtus Castenedolo migliora il primato SM50: con 4:41.72 Pierluigi Acciaccaferri, Walter Comper, Claudio Fausti e Francesco D’Agostino tolgono un secondo e spiccioli al 3:42.89 detenuto già dal club bresciano (quartetto per tre quarti identico: è entrato Acciaccaferri per Paolo Lombardi).

Record a pioggia nella 4x1500: ben cinque, compreso il già citato limite SM80 targato Novara. Sef Stamura Ancona (Giovanni Francavilla, Andrea Frezzotti, Pietro Pelusi e Luigi Del Buono) e Sportiamo (Carlo Spinelli Barrile, Alessandro Zacchigna, Manuel Dalla Brida e Alessandro Maraspin) abbattono rispettivamente i limiti SM40 (17:25.68: il precedente era 17:36.99 realizzato dallo stesso club con quartetto per tre quarti identico) e SM45 (17:45.42, quasi 10 secondi in meno del 17:55.07 della Villa Guglielmi). Un marciatore, Ettorino Formentin, apre la staffetta-record dell’Us Quercia Trentingrana tra gli SM65: Mauro Bianchi, Umberto Gios e Bernhard Eisenstecken completano l’opera in 22:28.68 (precedente MPI: 23:05.46 di Masteratletica). L’Atletica Novese con Vincenzo La Camera, Francesco Minervini, Carlo Mazzarello e Franco Dossena porta la MPI SM70 da 27:44.64 a 24:50.75 per una media di poco più di 6:12 a frazione.

L’Atletica Lonato Lem Italia di Paola Rosini, Laura Avigo, Valeria Gallina e Lia Tavelli abbassa la MPI SF40 della 4x800 da 10:47.64 a 10:23.30. Doppia MPI per l’Atletica Aviano: nella 4x800 SF65 con Rossella Viol, Maria Romano, Angela Pin e Anna Maria Marcuzzi in 15:18.72 (primo crono di un quartetto di categoria) e nella 100+200+300+400 SF75 con Erminia Furegon, Maria Cristina Fragiacomo, Jole Sellan e Franca Fenos in 4:25.01 (in entrambi i casi, primo crono di un quartetto in Italia nella fascia d’età). Infine la Trieste Atletica (Giusy Sangermano, Paola Capitanio, Alessandra Grasso e Betina Prenz) fa segnare con 2:37.38 il limite SF55 nella 100+200+300+400 (precedente: 2:41.00 dell’Assi Giglio Rosso Firenze).

Cesare Rizzi (FIDAL Lombardia)

Commenti? | Jun 06, 2017

Giorgio Calcaterra vince la 100km del Passatore, secondo Andrea Zambelli- di Matteo SIMONE

Posted by linfordbif in Italia

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Calcaterra vince per la 12^ volta consecutiva, tanti gli inseguitori, tra i quali Denis Capillo, Carlo Agostinetto, il Francese Seitz, la prima donna Nikolina Sustic, i vari gruppetti che seguivano formati da diversi atleti tra i quali Andrea Zambelli capace di una straordinaria progressione arrivando 2° a pochi minuti da Calcaterra, un po’ più dietro ci provano a stare al passo dei più forti Laura Gotti, Marco D’Innocenti, Marija Vrajic, Stefano Velatta, Dominique Herzet, Mirco Gurioli ed Alessio Bozano.

Come al solito Calcaterra corre sereno, non deve dimostrare niente a nessuno e solo a Borgo San Lorenzo (km 31,5), transitando in 2h9’25”, prende il comando della gara seguito da Seitz, Agostinetto e Zambelli.

Le donne si dimostrano molto competitive, resistenti e resilienti, infatti Nikolina Sustic arriva 5^ assoluta con il record femminile della gara, settima assoluta e seconda donna Laura Gotti, Jurisic Veronika 10^ assoluta e terza donna. Straordinario 3 donne nei primi dieci assoluti.

Bella la dedica di Marco Lombardi, 13° assoluto, riporto le sue parole sui social: “Al mio risveglio questa mattina, dopo aver faticato per 100 km, un’amara sorpresa! Il mio nome non compariva in classifica! Accertato l’errore da parte degli addetti Mysdam, le classifiche sono state ripristinate: Marco Lombardi 10° uomo e 13° assoluto in 8°12’41” in una gara che ha visto ai nastri di partenza circa 2800 persone! Il caldo quest’anno mi ha penalizzato più del solito! Dedico questo mio piazzamento nella top 10 maschile ad un carissimo amico, che purtroppo è scomparso pochi giorni fa, una persona speciale dal cuore grande, uno che ha fatto la storia dell’ultramaratona mondiale: caro Corrado Mazzetti questo Passatore lo dedico a te, ovunque tu sia.”

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Giorgio Calcaterra e Andrea Zambelli attraverso risposte a un mio questionario di un po’ di tempo fa, per approfondimenti è possibile consultare il libro Ultramaratoneti e gare estreme

http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product

Cosa significa per te essere ultramaratoneta?”Per me l’ultramaratoneta è chi ha voglia di superare la classica distanza dei 42 km, e visto che corro anche per 100km mi sento ultramaratoneta a tutti gli effetti!”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta?

Giorgio: “Sono diventato ultramaratoneta con molta gradualità, quindi non me ne sono quasi accorto, dopo aver corso decine di maratone è stato per me normale e semplice superare la distanza.”

Andrea: “Mi sono avvicinato al podismo nel 2009 per puro caso. Allora andavo in bici e nel periodo invernale spesso correvo, quindi mi è venuta l’idea di provare una maratona. Dopo qualche mese di allenamento il mio esordio alla maratona di Reggio Emilia (2h50’). Da quel momento mi sono innamorato di questo sport. Dopo varie maratone ho provato a correre qualche 50 km fino ad arrivare al passatore.”

Hai mai rischiato per infortuni o altri problemi di smettere di essere ultramaratoneta?

Giorgio: “Si, infortuni ne ho avuti, e la sicurezza di riprendere non ce l’hai mai.”

Andrea: “3 anni fa, dopo tre mesi di preparazione per una maratona, a circa 20 giorni dall’evento mi sono infortunato e in un momento di sconforto avevo pensato di tornare al ciclismo. Nel giro di qualche settimana mi sono ritornati gli stimoli e la voglia di correre.”

Cosa ti spinge a continuare ad essere ultramaratoneta?

Giorgio: “Niente, è una cosa che mi va di fare e che faccio, ma non mi spinge niente se non la passione.”

Andrea: “Il piacere e la gioia che ti dà questo sport.”

Emerge una motivazione interna a continuare a fare questo sport che comporta tante ore di allenamento, di fatica, il motore sono le emozioni e la semplice passione.

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel diventare ultramaratoneta?

Giorgio: “Conoscevo già il mio carattere e che a volte sono un po’ testardo non l’ho scoperto facendo l’ultramaratoneta, ma sicuramente l’essere ultramaratoneta me lo ha confermato.”

Andrea: “Non avrei mai immaginato di riuscire a sopportare tanta fatica. Sono molto tenace e determinato.”

La pratica dell’ultracorsa diventa un investiimento emotivo, qualcosa che sperimenti ora e ti fa star bene per sempre, anche in momenti meno felici, basta ritornare a questi momenti e riprendi a vivere o trovi le soluzioni a problemi che sembrano irrisolvibili. Quello che motiva tanti ultramaratoneti è l’aria che si respira in questo tipo di competizioni, il pregara, la gara, il postgara. Inoltre constatare di riuscire in allenamenti duri dà coraggio e sicurezza nell’affrontare gare tantissimo impegnative.

Non si finisce mai di imparare e l’esperienza diretta è la scuola migliore non bisogna trascurare nulla né in gara ma soprattutto durante la preparazione all’obiettivo ritenuto importante, è necessario non solo l’allenamento fisico ma anche un’adeguata preparazione mentale, nutrizionale e tanta autoprotezione e coccole che consistono in massaggi, sani recuperi con attenzione e presenza.

Importante nelle gare estreme da una parte avere tanta sicurezza in se stessi e quindi elevata autoefficacia, inoltre è importante conoscersi bene, sapere fin dove ci si può spingere e automonitorarsi durante la gara.

E’ di prossima uscita il libro Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida.

https://www.edizioni-psiconline.it/anteprime/maratoneti-e-ultrarunner-aspetti-psicologici-di-una-sfida.html

Matteo SIMONE

Commenti? | May 31, 2017

Lo sport di endurance aiuta a sviluppare la resilienza

Posted by linfordbif in Training

Lo sport di endurance aiuta a sviluppare la resilienza, di seguito la testimonianza di un atleta di lunghe distanze Roberto D’Uffizi: “Ho scoperto che riesco a trasformare gli aspetti negativi in positivi, o al limite, a ragionare costruttivamente per la risoluzione di un problema. Quando hai un filo di forza e ti devi ingegnare per arrivare al traguardo, puoi tranquillamente avere la resilienza necessaria per affrontare altre problematiche quando sei in condizioni di relativo equilibrio psicologico e fisico.

x1468520_10151788664762194_1269432329_n_0_jpg_pagespeed_ic_KB6auKbFvW.jpgChi sperimenta le lunghe distanze nello sport sa che per arrivare al traguardo bisogna essere creativi, allenati e pazienti ma anche molto resilienti, saper cercare dentro se stessi le risorse necessarie per percorrere anche gli ultimi metri e arrivare al traguardo. Le esperienze di corsa di lunga distanza poi ti danno la consapevolezza che nella vita i problemi diventano più gestibili, affrontabili, risolvibili.

Sviluppare_la_Re_542fc7514745f_235x295Ciò che distingue un campione da un atleta comune è la resilienza, il cui significato è: “mi piego ma non mi spezzo”, che sta a significare che il vero campione esce fuori dalle sconfitte con più voglia di far meglio, di migliorare gli aspetti in cui ha mostrato carenza. Chi è resiliente, esce rafforzato da una sconfitta, analizza i suoi errori e trova le soluzioni per essere vincente.

Il talento non basta per raggiungere l’eccellenza, l’impegno è di rilevanza fondamentale. Fissare obiettivi limitati, raggiungibili e progressivamente più ambiziosi è uno dei modi migliori per aumentare l’autoefficacia dell’atleta.

Ci vuole convinzione, grinta, forza, determinazione per dedicarsi ad un periodo di preparazione atletica. Il percorso per raggiungere obiettivi può richiedere sacrifici enormi, rinunce, spese, difficoltà, rischi, infortuni e non tutti sono disposti a questi impegni.

Quindi, la cosa importante è decidere le priorità negli obiettivi e impegnarsi per il raggiungimento. Da soli è difficile, più è alto l’obiettivo, più è alto l’impegno.

FB_IMG_1493322680935.jpgSi lavora poi sull’autoefficacia personale attraverso la ricerca di passate prestazioni positive, di individuazione di modelli vincenti, di ricerca di feedback positivi.

Anche Trabucchi Pietro spiega come incrementare l’autoefficacia nel suo libro Resisto dunque sono, Corbaccio, a pag. 63: “Bisogna creare delle esperienze in cui l’atleta padroneggi delle difficoltà progressive: sempre più sfidanti ma raggiungibili.”

Come rafforzare le convinzioni di autoefficacia? Ricorda un evento, episodio, prestazione, dove sei riuscito, quali erano le sensazioni? Cosa ha contribuito alla tua riuscita? Quali tue caratteristiche sono state determinanti? Chi ha contribuito al tuo successo?

Si definisce chiaramente l’obiettivo temporale e le risorse per raggiungerlo. E’ importante riuscire a vedersi con l’obiettivo raggiunto, indossare l’obiettivo raggiunto.

15672817_10207885069060390_2589236921833945385_nPer approfondimenti è possibile consultare il libro O.R.A. Obiettivi, risorse, autoefficacia. Modello di intervento per raggiungere obiettivi nella vita e nello sport, Aras Edizioni, 2013, EAN: 9788896378991.

5° nella classifica Bestseller di IBS Libri – Sport – Allenamenti sportivi – Psicologia dello sport.

Commenti? | May 21, 2017

4 Rekord Master Italiani a Mantova

Posted by linfordbif in Mondo Master

resized giancarlo d oro

Ottimi risultati Master ai campionati regionali over 35: 4 nuovi Rekord Italiani Master

Ai campionati regionali individuali e di staffette over 35, che si sono svolti nello scorso weekend, si sono ottenute ben quattro migliori prestazioni italiane di categoria: tre nuove e una eguagliata.

Emanuela Baggiolini (Cus Cagliari) migliora il Primato SF45 dei 400 ostacoli di Cristina Amigoni del 2013 di 1:08.52  correndo in 1:04.86, limando cosi´ ben 4 secondi-

Giancarlo D’Oro (Atletica Ambrosiana), piazzando un sontuoso 11.94 + 0,8 diventa il primo over 55 italiano a correre i 100 metri sotto i 12 secondi. Migliora cosi´  di ben 13 centesimi il record di Antonio Rossi del 2005 di 12.07.

Arrigo Ghi (La Fratellanza 1874 Modena) migliora di 10 centimetri il suo Rekord Italiao M70 di salto con l’asta, portandola da 3,10 a 3,20.

Nel salto in alto Roberto Fasoli ( Atletica Sandro Calvesi) nato nel 1937, salta alla seconda prova 1,18 eguagliando il rekord SM80 di Silvano Pierucci (2007) e Amelio Compri (2005). 

Complimenti a tutti!

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

WWW.FASTANDFIT.INFO  

Commenti? | May 17, 2017

Affinare la capacitÓ di arrivare a un obiettivo senza mollarlo

Posted by linfordbif in Training
 Affinare la capacità di arrivare a un obiettivo senza mollarlo  Matteo SIMONE

 Ogni sentiero è fatto di ostacoli da superare e fa scoprire paesaggi magnifici. Ciò che conta non è scalare questa o quella montagna, ma percorrere il cammino. E farlo con attenzione, perseveranza, col cuore aperto e la mente vigile. (Frederic Lenoir)

La motivazione, la passione, il bisogno spinge la persona a raggiungere un obiettivo nella vita o nello sport. Per attivarsi ed impegnarsi, l’obiettivo dovrebbe essere sfidante e difficile ma raggiungibile, non impossibile. Diventa importante un lavoro di immaginazione, vedersi avanti nel tempo con l’obiettivo raggiunto e poi ripercorrere la linea del tempo, indietro un passo alla volta.

Definisci il tuo obiettivo ed una data presunta, immagina di aver raggiunto il tuo obiettivo, quali emozioni provi, cosa vedi intorno a te, che cosa senti? Cosa è andato bene durante la gara o l’evento? Com’è stato il pre-gara o il pre evento? Quali sono state le tue qualità e capacità per raggiungere l’obiettivo?

A partire da oggi costruisci un piano per il tuo futuro, ora che c’è più consapevolezza crea un calendario per raggiungere il tuo obiettivo, buona fortuna, goditi il tuo viaggio. 

Di seguito alcune testimonianze di atleti che attraverso lo sport sono riusciti a raggiungere obiettivi nella vita e nello sport scoprendo risorse personali nascoste.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Pasqualino Onofrillo, racconta la sua scoperta attraverso la pratica delle ultramaratone: “Credo di aver affinato la capacità di arrivare ad un obiettivo senza mollarlo, in quanto prima che iniziassi a correre ero più fatalista invece adesso mi impegno molto, intensamente (soprattutto mentalmente) a perseguire il risultato prefissato, ovviamente tenendo conto dei miei limiti.

La testimonianza di Daniele Biffi è molto interessante per comprendere il grande lavoro, la responsabilità dell’allenatore, il relazionarsi con l’atleta che diventa un recordman: “L´obiettivo è creare l´allenamento perfetto per lui (come è comunque l´obiettivo per tutti i miei atleti). I risultati ottenuti mi rendono certo orgoglioso di me stesso, ancor di più lo sono di Roland che è veramente un Atleta deciso, intelligente, con tanta voglia di fare: è un piacere immenso allenarlo. Lui fa veramente tutto ciò che gli dico, dagli allenamenti all’alimentazione, al Mental Coaching. Questa è la sua forza ed è certamente perfetto per me. Tutto questo mi rende responsabile e so anche quanto debba stare attento a consigliargli e fargli fare cose che gli facciano seriamente bene. Roland è sì un mio Atleta come anche un mio carissimo amico e gli voglio un bene immenso. Quando siamo in pista i ruoli sono chiari, ci divertiamo parecchio quando ci alleniamo assieme, sempre comunque lavorando concentrati. Poi finito l´allenamento ci togliamo le chiodate, metto via il crono e ci godiamo le endorfine da buoni amici: anche questa è la nostra forza. 
 
L’atleta può considerare il non raggiungimento di un obiettivo prefissato come una sconfitta personale. Ma nello sport si mettono in conto le sconfitte, servono a farti fermare, riflettere, fare il punto della situazione, osservare, valutare, capire cosa c’è stato di utile, di importante nella prestazione eseguita e su cosa, invece, bisogna lavorare, cosa si può migliorare. Quindi, tutto sommato, la sconfitta potrebbe servire per fare una valutazione delle proprie risorse, punti di forza e, al contempo, delle criticità.

Importante in caso di prestazione percepita come sconfitta è la motivazione, se un atleta è fortemente motivato nel voler praticare il suo sport che comporta lavori, sacrifici, rinunce, affronterà le sconfitte a testa alta, complimentandosi con se stesso per quello di buono che è riuscito a fare finora, complimentandosi con l’avversario per la bravura dimostrata in quell’occasione, anche perché prima o poi lo trovi uno più forte o che comunque riesce a batterti; in questo caso un aspetto importante del vero campione è la resilienza, il cui significato è: “mi piego ma non mi spezzo”, che sta a significare che il vero campione esce fuori dalle sconfitte con più voglia di riscattarsi, di far meglio, di migliorare gli aspetti, le aree in cui ha mostrato carenza.

Lo sportivo non è solo, è circondato dall’allenatore che dovrebbe conoscere le sue potenzialità, i suoi punti di forza e di debolezza, dovrebbe costruire con l’atleta un progetto di obiettivi raggiungibili, stimolanti, da rivalutare all’occasione, dare feedback adeguati, spiegare le sedute di allenamento, l’importanza del gesto sportivo, il significato, raccontare aneddoti, far parte della storia sportiva dell’atleta, condividere momenti di gioia e sofferenza, di vincite e di sconfitte, essere disposto ad ammettere di aver fatto un errore, di aver preteso, di aver sottovalutato, di non aver considerato.

Per approfondimenti è possibile consultare il libro O.R.A. Obiettivi, risorse, autoefficacia. Modello di intervento per raggiungere obiettivi nella vita e nello sport, Aras Edizioni, 2013, EAN: 9788896378991.
7° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Sport - Allenamenti sportivi - Psicologia dello sport.
https://www.ibs.it/obiettivi-risorse-autoefficacia-modello-di-libro-matteo-simone/e/9788896378991
 
<font face="arial, helvetica, sans-serif" size="3">Matteo SIMONE
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http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html</font>


Commenti? | May 15, 2017

COLEMAN SUB 10" E SUB 20" IN UN GIORNO!

Posted by linfordbif in International
 

collmenshoe

Il  Christian  Coleman (21) abbatte in un giorno la barriera dei 10" sui 100m e quella dei 20" sui 200m correndo i 100 metri in 9″97  davanti a  Mitchell-Blake (9″99) ,pure con una scarpa slacciata (ma sti velocisti imparano ad allacciarsele le scarpe?) e dopo un´ora sui 200m correndo in 19″98 secondi.  

Un  risultato fantastico per lui in un´ora. Per lui entrambi i risultati rappresentano la 4a prestazione mondiale stagionale.

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

Commenti? | May 15, 2017

Mozione runners stranieri: sottoscrizioni

Posted by linfordbif in International


Sono già una sessantina le società affiliate alla Federazione Italiana di Atletica Leggera che hanno espresso il loro sostegno alla mozione parlamentare -presentata dall’on. Daniela Sbrollini e sottoscritta da altri 23 deputati - sull’annoso tema della partecipazione degli atleti stranieri all’attività nazionale. Come noto, infatti, gli organizzatori italiani di corse su strada sono fortemente penalizzati, rispetto ai propri colleghi di altri paesi, dalla legislazione in vigore all’interno dei nostri confini, che consente la partecipazione di atleti stranieri esclusivamente in forza di una certificazione sanitaria rilasciata secondo i canoni previsti dal nostro ordinamento.
 
L’obiettivo dell’azione parlamentare è quello di consentire agli atleti stranieri, pur nel rispetto della normativa a tutela della salute, di partecipare alle manifestazioni italiane alle stesse condizioni previste nel proprio paese d’origine.

E' possibile inviare la propria sottoscrizione (ecco la bozza del modulo da riportare su carta intestata della società) via fax al numero 06 56561047 oppure alla mail running@fidal.it

Questo è il LINK attraverso cui, previa registrazione sul portale Openparlamento, è possibile esprimere il proprio parere sulla mozione.

L'elenco dei club e dei presidenti di società che hanno già sottoscritto la mozione (aggiornato al 10 maggio 2017)

Commenti? | May 11, 2017

ALLENAMENTO RIPETUTE PER IL MEZZOFONDO: 1000 800 600 400 200

Posted by linfordbif in Training


Uno degli allenamenti di potenza aerobica che prediligo e´certamente il 1000 - 800 - 600 - 400 - 200. Lobiettivo di questo allenamento e´ di aumentare la capacita´ del nostro organismo di utilizzare ossigeno in una attivita in cui aumentiamo le intensita´ sino a portarla all´esaurimento. Andiamo a lavorare in modo ottimale anche sulla capacita´aerobica, ovvero sulla capacita di un Atleta a correre a velocita´ sostenute per lunghi tratti.
 
Con questo allenamento corriamo in totale 3000 mt, e´un allenamento ideale per il mezzofondo veloce per chi prepara 800, 1500 come anche un buon allenamento di sintesi e velocita´ per chi prepara 10000 e corse su strada.
 
Consiglio anche agli amici 400i  di inserire questo allenamento nel GPP, ne trarrete grandi vantaggi sopratutto nelle fasi piu´ avanzate sopratutto i allenamenti con volumi e le intensita´alte.
 
E´un allenamento a scalare, le distanze diminuiscono, l´intensita´ resta sempre relattivamente alta intorno al 92/94% e le velocita´ aumentanoed andiamo sempre piu´  a lavorare sull´aeorbico ad a produrre acido lattico. Se hai quindi un personale di 3´00" sui 1000, dovrai correrli in allenamento in 3´12"/16".
 
I recuperi da tenere sono 5´>4´>3´>2´, consiglio di aumentarli con l´avvicinarsi del periodo gare in modo da correre le prove piu´ veloci e lavorare piu´sulla qualita´e sul lattato.
  
Commenti? | May 09, 2017

Marco Lingua fa┤volare il martello a 78,23m

Posted by linfordbif in Italia

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 A Torino, Marco Lingua  migliora il suo primato stagionale facendo volare il martello a 77,23, il tutto nella splendida cornice della seconda giornata nella fase  dei Campionati di Società Assoluti 2017.

Una misura che gli vale il quinto posto nelle liste mondiali dell’anno. 

Il suo sogno e´superare gli 80m,  ci ando´vicino nel 2008 quando piazzo´ il suo record personale di 79,97 . 

“Sono contentissimo - le parole di Lingua - ho capito subito che il martello girava e andava via veloce. Undici volte il minimo è un traguardo, tra meno di un mese avrò 39 anni ma l’età non è un problema. Penso che il martello sia una disciplina in cui l’esperienza è importante. Questo mese dall’8 aprile ho gareggiato quasi tutti i fine settimana, ma paradossalmente recupero in modo più facile adesso che non quando ero più giovane. Stamattina ero in servizio, poi sono uscito dalla caserma ed eccomi qui a lanciare sopra i 77 metri! Tornerò in gara domenica prossima, al meeting di Castiglione della Pescaia. Sto ritrovando le stesse sensazioni del 2008, quando ho avvicinato gli 80 metri, non le provavo da allora. Spero che questo sia l’anno giusto”.

Biffi Daniele

Fastandfit.info    

Commenti? | May 08, 2017

ALLENAMENTO RIPETUTE PER IL MEZZOFONDO: INTERVAL TRAINING

Posted by linfordbif in Training

L´Interval Training e´ un metodo di allenamento basato sulla frequenza cardiaca inventato negli anni 30 di Waldemar Gerscher, in cui si alternano fasi di lavoro in cui la frequenza cardiaca sale intorno ai 180 battiti al minuto (intensita´ superiori  alla soglia anaerobica)  a fasi di recupero in cui si torna a 120 battiti (Intensita´ inferiore alla soglia anaerobica) .
 
Questo metodo di allenamento e´ frequentemente usato sia nel running come anche in molte altre nella preparazione atletica di altre discipline come Calcio, Basket, Canottaggio, Pugilato, Tennis, etc.

Possiamo definire l´interval training come  una sorta  di “corsa intervallata” o di esercizi eseguiti ad alta intensità intervallati da altri esercizi a intensità minore.

Un pregio di questo metodo di allenamento e´ che ci permette di stimolare sia il metabolismo aerobico che quello anaerobico. Il tutto ci permette di migliorare la  potenza aerobica e di aumentare la propria velocita´ migliorando sia a livello muscolare sia a livello cardiocircolatorio. 

Il ritmo da tenere e´ varia a seconda della distanza che vogliamo allenare; per le varie distanze sono buone le seguenti accoppiate: 

  • per i 1500 m 10×200 m (ritmo dei 1000 m) con recupero 200 m, 
  • per i 5000 m 12×400 m (ritmo dei 3000 m) con recupero 200 m, 
  • per i 10000 m 25×400 m (ritmo dei 10000 m) con recupero 200 m.

Il concetto del recupero forzato sino al raggiungimento dei 120 battiti e´ superato, in quanto per molti atleti (sopratutto meno esperti ed allenati) il recupero sarebbe troppo lungo ed in contrasto con quello che e´ uno dei principali principi dell´allenamento ovvero il principio del sovraccarico.
 
 
Buon allenamento! 
 
Daniele Biffi - Mental Coach & Personal Trainer
runfast@fastandfit.info
Commenti? | Apr 28, 2017

Matteo Nocera, ultrarunner: Vinco ancora e questa volta sono 76km

Posted by linfordbif in Training
Matteo Nocera, ultrarunner: Vinco ancora e questa volta sono 76km
Matteo SIMONE www.psicologiadellosport.net Matteo Nocera, affacciatosi mondo delle ultramaratone mette a segno due vittorie in gare di 6 ore. Buona la prima alla Reggia di Caserta e buona anche la seconda 6 ore delle Carrere. Le sue parole post gara sono:
 
“Vinco ancora e questa volta sono 76km. Contento di aver conquistato 2 vittorie su 2 ultra nella mia Regione. Forza sud dedicata a mia moglie.” Parole commoventi di un ultrarunner che non corre solo per se ma anche per la sua terra e la sua famiglia sempre a seguito. Dopo averlo conosciuto in occasione della maratona di Roma, non potevo che fargli alcune domande per cogliere le sue impressioni post gara che riporto di seguito. Ciao Matteo, complimentissimi, se ti va ho qualche domanda per te, com'è andata? Soddisfatto? “Ciao Matteo. Sì soddisfatto.
 
Ma se imparo a gestire meglio...! Ho vinto anche la seconda... 76.800 ma devo imparare a partire più regolare. Le prime 4 ore a 4.12 poi ovviamente ho risentito... molto caldo percorso duro, un anello di circa 1400m, 700 in salita da un lato e l’altro in discesa. Duro. Ma la condizione migliora...! Soddisfatto.” Importante è vincere, importante è essere soddisfatti, importante è migliorarsi per continuare a far bene e a impegnarsi per obiettivi più ambiti, sfidanti e difficili ma non impossibili. Hai sofferto, momenti critici, problemi? “Ho sofferto solo in verità dalla 5a ora alla fine, ho pagato le prime 4 ore con una media di 4.16 su un percorso molto duro.”
 
La gara a volte non regala niente, si tratta di percorrere chilometri e chilometri di strada che possono includere salite e discese, sempre andare avanti per totalizzare più chilometri e meritarsi il premio finale della vittoria o della podio o di aver concluso la gara come si voleva. Avevi abbigliamento e integrazione idonei, ti è mancato qualcosa che non avevi considerato? “Tutto ok rifornimenti abbigliamento ecc.” Matteo giocava in casa, correva nei luoghi a lui cari, aveva a disoszione l’aria e il clima di casa, coccolato e servito a dovere.
 
Pensieri, sensazioni, emozioni, prima, durante, dopo la gara? “Pensieri? Pensavo alle sensazioni del mio corpo a come gestire al meglio e fare più km possibile.” Importante focalizzarsi sia sulla gara, sul gesto atletico, ma anche diventa importante focalizzarsi su se stessi, sul proprio corpo, monitorarsi dalla testa a piedi, monitorare sensazioni interne, comprendere come ci si sente, come si sta andando, come continuare a far bene. Organizzata bene la gara, percorso, ristori, premiazioni? “Gara organizzata veramente bene.” Tifo, sostegno, famiglia, amici, com'era? “Sì la famiglia e il presidente del mio team sono venuti fin dall’inizio.” Cambia qualcosa dopo questa prova? “Beh diciamo che adesso proverò ancora a migliorarmi.”
 
Prossime gare, obiettivi a breve, medio, lungo termine? Poi penseremo al Passatore. Domenica se recupero sarò a Corato. Come mi dicesti tu.... un passo alla volta. Grazie sei sempre gentilissimo.” Vero, si costruisce un passo alla volta la performance, mattone su mattone, allenamento su allenamento, gara su gara si costruiscono vittorie e performance, così come si può ambire a un posto in Nazionale se ci sono i numeri, questo si vedrà con il tempo opportuno, con le prossime gare. Per approfondimenti sul fantastico, sorprendente, bizzarro e straordinario mondo degli ultrarunner è possibile consultare il mio libro dal titolo "Ultramaratoneti e gare estreme", Prospettiva editrice http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product
 
Matteo SIMONE Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR http://www.mjmeditore.it/autori/matteo-simone 
Commenti? | Apr 26, 2017

26 Aprile No Elevator Day: Un giorno senza ascensore Ŕ possibile

Posted by linfordbif in Manifestazioni

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Siamo al terzo anno della giornata senza ascensori, quest’anno è Mercoledì 26 Aprile la giornata dove si incoraggia ognuno a scegliere le scale invece degli ascensori e dimostrare come è facile essere attivi ogni giorno.Move Week è l’evento di punta della campagna europea “NowWeMove – 100 milioni di cittadini europei attivi in più entro il 2020”, promossa dall’Isca.

Uno degli eventi a Roma è previsto per il giorno 29 maggio 2017. Camminata serale Move Week Italia con il “Gruppo Sportivo Nazionale” del CISOM (Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta). Piazza dei Mirti, Roma 00172, Italy. Ore 20.00 Roma Centocelle, Camminata serale da Piazza dei Mirti alla Casa dei Cavalieri di Rodi (Piazza del Grillo).

Facendo attenzione ai propri passi, al proprio corpo, al proprio respiro, alle proprie sensazioni, notando la città di sera. Ognuno potrà fare quello che ritiene più opportuno secondo i propri impegni e le proprie possibilità, per cui ci si può unire al gruppo in qualsiasi punto del percorso oppure si può lasciare il gruppo in qualsiasi momento secondo i propri piani e programmi. Il pilastro della salute è la pratica costante di attività fisica, possibilmente varia e divertente. Una incredibile occasione per fare sport e imparare dallo sport! L’attività fisica quale benessere fisico e sociale, non solo quale sport per raggiungere prestazioni eccellenti, non solo sport come performance ma anche come promozione della salute, prevenzione e aggregazione sociale”.

Da Piazza dei Mirti (Centocelle) – Roma, per arrivare, passando dall’antico Acquedotto Alessandrino, in Piazza dei Re di Roma dove un gelato offerto dall’antica gelateria Procopio ci attende.

Si riprenderà la camminata in direzione del Colosseo, dove poi si proseguirà per far visita alla Casa dei Cavalieri di Rodi (sede del CISOM – Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta e anche del Gruppo Sportivo Nazionale), dove si potrà assaporare in anteprima una delle più belle visioni sui Fori Imperiali, il Campidoglio e Piazza Venezia.

Dal 2015, l’evento della giornata senza ascensori è stata organizzata in venti differente nazioni in Europa. Negli uffici pubblici, si useranno le scale e non gli ascensori, che verranno fermati per alcune ore. Sarà un modo provocatorio per riscoprire il proprio corpo come mezzo di mobilità e di autonomia.

Torna la Move Week, settimana dedicata allo sport e all’attività motoria, più movimento per tutti dal 29 maggio al 1 giugno, manifestazione lanciata da ISCA – International Sport and Culture Association, rete internazionale di promozione dello sportpertutti della quale l’Uisp fa parte.

Tanto sportpertutti e tanto divertimento, con l’obiettivo di mettere in movimento il maggior numero di persone.

Potete registrarvi come MOVE Agent (se non lo siete già) e registrare i vostri eventi sul portalewww.italy.moveweek.eu

Matteo SIMONE

380-4337230 – 21163@tiscali.it

www.psicologiadellosport.net/eventi.htm

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+simone+matteo.html

Commenti? | Apr 19, 2017

ESERCIZI DI FORZA NATURALE PER CORRERE VELOCE: I BURPEES

Posted by linfordbif in Training

I Burpees sono uno degli esercizi a corpo libero piu´ efficaci e completi. I Burpees furono inventati in america da Royal Burpee ( da qui il nome Burpees, li avessi inventati io li chiameremmo i Biffis :D ) negli anni 30 per testare la forza e la consizione dei suoi militari.

Scherzi a parte i Burpees sono un esercizio che consiglio a tutti, sopratutto agli Sprinter in quanto coi Burpees alleniamo in modo ottimale la partenza, nello specifico ci alleniamo a portare il nostro corpo dalla posizione a terra con 4 appoggi, alla posizione eretta.

Quindi alleniamo tutto quei muscoli che poi ci servono in partenza e nella fase drive. Per chi vuole correre veloce i Burpees sono assolutamente un Must. I Burpees sono costituiti da 2 esercizi: un balzo rana ed una flessione

Come si eseguono i Burpees? 

 

  1. 1 Si parte dalla posizione eretta, piedi paralleli e dritti
  2. 2 Si scende sino a toccare terra con le mani
  3. 3 A questo punto spostiamo il baricentro e portiamo il peso  corporeo sulle mani
  4. 4 Spingiamo i piedi indietro
  5. 5 Facciamo una flessione
  6. 6 Riportiamo i piedi al petto
  7. 7 Rispostiamo il baricentro sui piedi
  8. 8 Eseguire un balzo rana

 

Il Mio connsiglio rimane sempre quello di eseguire i Burpees sempre in modo corretto e preferire sempre la filosofia: pochi e corretti.

Una delle rincipali caratteristiche dei Burpees e´ che sono un esercizio, intenso, che possiamo eseguire dove vogliamo ( ci bastano 2 MQ ) ed un Workout di Burpees  ci permette di fare un allenamento intenso in breve tempo. Sono un allenamento Cardio davvero importante.

Buon divertimento coi Burpees! 

Video: Come eseguire i Burpees 

Daniele Biffi - Mental Coach & Personal Trainer
runfast@fastandfit.info

Fastandfit.info  

Commenti? | Apr 02, 2017

Gianni Giansante, runner: Lo sport per me Ŕ una sana palestra di vita

Posted by linfordbif in Training

xgiansantegallery3_jpg_pagespeed_ic_VrIGbmVZMrLa pratica dell’attività fisica fa sperimentare benessere fisico ed organismico, cioè l’attività fisica permette di mettere in moto i diversi apparati circolatorio, cardiaco, respiratorio; benessere a livello ormonale, di smaltimento di tossine. Di seguito Gianni Giansante ci racconta la sua esperienza.

Qual è stato il tuo percorso nella pratica sportiva? “Da giovane poi leggera pausa, da 6 anni mi alleno tutti i giorni per scaricare le tensioni della vita quotidiana.”

Lo sport fa sperimentare anche benessere mentale, permette di scaricare tensione e stress che possono derivare da una giornata lavorativa o da altri impegni quotidiani di disbrigo faccende domestiche o burocratiche, lo sport ti permette di trovare un tempo tutto tuo dedicato a te stesso da solo o in compagnia per fare qualcosa che diventa piacevole, ti fa sperimentare sensazioni ed emozioni, anche fatica ed impegno con determinazione per raggiungere obiettivi e trasformare sogni in realtà.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Si il giorno che ho spinto un ragazzo disabile su una carrozzina.”

Lo sport ti fa sperimentare benessere relazionale oltre quello fisico e mentale facendo sport insieme ad altri, condividere esperienze di allenamento, di gara, fare qualcosa in gruppo, far parte di una squadra, di un esercito di sportivi che si iscrivono a competizioni da portare a termine confrontandosi tra di loro e dandosi consigli sui miglior allenamenti, su come aumentare al performance. Benessere emotivo, a volte lo sport ti fa sperimentare di riuscire in qualcosa, ti eleva l’autoefficacia, e tutto ciò si trasferisce nella quotidianità, nell’ambiente familiare e lavorativo, senti di riuscire in qualcosa, di avere delle capacità, risorse, caratteristiche che ti permettono di fare sport in modo continuativo con passione.

Quali sono i fattori che contribuiscono al benessere e performance nello sport? “Tranquillità e spensieratezza.”

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua attività sportiva? “Che è esagerata.”

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel praticare sport? “La generosità e la voglia di aiutare chi per qualsiasi motivo in quel momento e meno fortunato di me.”

Quali sono le capacità, caratteristiche, qualità che ti aiutano nel praticare il tuo sport? “La tenacia e la voglia di non mollare mai.”

Quali sono le sensazioni che sperimenti nello sport? “Felicità e benessere.”

Lo sport rende felici, incrementa consapevolezza, sviluppo autoefficacia consolidando la fiducia in se stessi di poter far qualcosa, di riuscire in qualcosa, inoltre lo sport incrementa la Resilienza, si affrontano e si superano meglio i problemi, crisi, difficoltà, si è più presenti, attenti, gentili.

Quali sono le difficoltà, i rischi, a cosa devi fare attenzione nella pratica del tuo sport? “Infortuni muscolari, sono molto fragile muscolarmente vista anche la mia non più giovane età.”

Gli infortuni si mettono in conto ed è importante essere disposti a fermarsi un po’, oppure a rallentare i ritmi. Si spera che non giunga mai il momento per smettere, significherebbe smettere di vivere, di sentire, di faticare, di divertirsi, di gioire, di mettersi alla prova, di conoscersi, sperimentarsi, di relazionarsi, scoprire.

Quale può essere un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi al tuo sport? “Lo sport per me è una sana palestra di vita, quindi e giusto farlo a tutti i livelli soprattutto per i giovani.”

Quali sono i prossimi obiettivi, sogni che hai realizzato e da realizzare? “La mia prima ultra 100km del passatore.”

Quali sono le sensazioni relative a precedenti esperienze di successo? “Felicità ed incredulità ad essere riuscito a cogliere un risultato francamente insperato.”

Hai un modello di riferimento, ti ispiri a qualcuno? “Tutti i runners a qualsiasi livello mi trasmettono qualcosa.”

C’è una parola o una frase detta da qualcuno che ti aiuta a crederci ed impegnarti? “Corazon.”

Come hai superato eventuali crisi, infortuni, sconfitte, difficoltà? “Con l’impegno.”

Gianni Giansante, quest’anno ha deciso di correre la maratona per una causa solidale, ecco le sue parole: “Cari amici anche quest’anno parteciperò alla XXIII Maratona di Roma , questa volta la mia gara avrà un sapore diverso e speciale visto che ho deciso di correrla per Spiragli di Luce, associazione che regala sorrisi e appunto Luce a ragazzi diversamente abili che scaldano il cuore, per chi ha la fortuna di condividerne la vita, loro hanno bisogno di fare sport, di sorridere comunque alla vita, quindi cari amici, io metterò come sempre tutto me stesso nella mia sfida sportiva, ma so bene che non potrà bastare, per la sfida solidale, quindi aiutatemi ad aiutare. Insieme possiamo vincere tutte le sfide del mondo. Sostenete la mia corsa con una libera donazione Grazie Gianni.”

https://www.retedeldono.it/it/iniziative/a.p.s-spiragli-di-luce/gianni.giansante/gianni-giansante-per-spiragli-di-luce

Questo mi accomuna a gianni Giansante, il correre e ancora di più il correre solidale, anch’io ci metterò corpo, testa e cuore per percorrere non più i 42,195km della maratona di Roma che mi ero prefissato ma per correre la stracittadina di 5 km e voglio anche vedervi per strada a sostenermi ed a fare il tifo per l’Associazione Spiragli di Luce”, daje! Insieme è molto meglio.

https://www.retedeldono.it/it/iniziative/a.p.s-spiragli-di-luce/matteo.simone/di-corsa-per-spiragli-di-luce

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

Commenti? | Mar 30, 2017

RINFORZARE I BICIPITI FEMORALI COI NORVEGIAN CURL

Posted by linfordbif in Training

 

Allenare e rinforzare i bicipiti femorali per correre veloce, come anche per prevenire infortuni, risulta fondamentale. Uno degli esercizi migliori per allenare e rinforzare i bicipiti femorali e´ sicuramente il Norwegian Curl.

 

 

Come eseguire i Norvegian Curl:

 

  1. Inginocchiarsi
  2. Fissare i piedi alla spalliera, l´alternativa e´ che un nostro compagno di allenamenti ci tenga fissi i piedi
  3. Incrociare le mani dietro la schiena
  4. Tenere la schiena dritta
  5. Tenere lo sguardo verso l´alto
  6. Scendere lentamente tenendo la schiena dritta
  7. Raggiunta terra con la testa (o sino a dove si riesce ad arrivare) tornare alla posizione di partenza tenendo il corpo sempre a 180°

 


E´ un esercizio a corpo libero molto impegnativo, consiglio 3>5 serie da 3>6 ripetizioni.


Una valida variante, sia per principianti sia per Atleti allenati che possono eseguire piu´  ripetizioni e lavorare quindi in modo completo con i bicipiti femorali, e´ eseguire l´esercizio aiutandosi con le braccia spingendo il corpo indietro con una flessione una volta raggiunta terra.

 

In questo modo chi inizia ha modo di lavorare bene con i bicipiti e rinforzarli per poi un giorno riuscire ad eseguire anche la prima variante. Gli Atleti allenati possono eseguir un numero maggiore di serie e di ripetizioni.


Buon allenamento!

 

VIDEO: NORVEGIAN CURL 

 

Daniele Biffi - Mental Coach & Personal Trainer

runfast@fastandfit.info
 

  


Commenti? | Mar 30, 2017

Mondiali Master: Italia 38 volte sul podio

Posted by linfordbif in Mondo Master


 La staffetta italiana 4x200 W40

 

A Daegu, in Corea del Sud, la spedizione azzurra conquista 10 ori, 18 argenti e 10 bronzi nella rassegna iridata “over 35” in sala 


di Luca Cassai

Una trasferta ricca di successi per gli “over 35” dell’atletica italiana, che rientrano dai Campionati Mondiali Master Indoor di Daegu (Corea del Sud) con 10 ori, 18 argenti, 10 bronzi e un totale di 38 medaglie. Tanti piazzamenti sul podio quanti erano gli atleti: infatti complessivamente 38 azzurri hanno preso il via nella rassegna per una partecipazione ridotta, ma qualificata. L’ultima giornata vede l’Italia Master Team ancora protagonista, con ben undici metalli. Arriva il terzo oro individuale di Simona Prunea (Gs Orecchiella Garfagnana), l’italiana più vincente in questa edizione, davanti a tutte anche nei 1500 W45 in 5:19.34. E pensare che la mezzofondista di origine romena, che vive sull’Appennino bolognese a Castiglione dei Pepoli, ha iniziato l’attività agonistica meno di quattro anni fa. Nella stessa gara, però al maschile, ritorna sul trono iridato Giovanni Finielli (Gs Tortellini Voltan Martellago), stavolta in sala. Il ragusano di Scicli prevale tra gli M65 con 5:10.91, mentre nel 2015 era stato autore di una doppietta all’aperto con l’urrà anche sugli 800 metri. Primo titolo mondiale per Claudio Faraoni (Atl. Di Marco Sport), romano di Manziana che fa suo l’oro nella mezza maratona M55 in 1h19:50, dopo il bronzo nel cross abbinato al secondo posto a squadre.

Cinque invece gli argenti nella sessione conclusiva di gare. Sui 400 metri W40 ancora una prova maiuscola di Emanuela Baggiolini, preceduta di appena otto centesimi dalla francese Carine Legendre (59.97), ma la varesina del Cus Cagliari riesce a cogliere un’altra migliore prestazione italiana SF45 con 1:00.05 che si aggiunge a quella sulla doppia distanza.

   

Per la mezzofondista Chiara Gallorini (Track & Field Master Grosseto) il conto delle medaglie individuali sale a tre: seconda in 5:09.53 sui 1500 W40, come nei 3000 metri, e nel cross si era messa al collo la medaglia d’oro. La gara dei 400 M65 si chiude con due italiani sul podio: Mario Soru (Atl. Selargius), argento in 1:00.04, e Vincenzo Felicetti (Fiamma Atl. Catanzaro), bronzo con 1:00.49. Entrambi poi festeggiano il secondo posto della staffetta 4x200 M65 in 1:55.13, rispettivamente nella prima e ultima frazione, con quelle centrali affidate a Renato Goretti (Track & Field Master Grosseto) e Giovanni Finielli. Sulla pedana del triplo M45, il brindisino Stefano Tarì (Atl. Amatori Acquaviva) con 13,16 ha sempre l’argento saldamente in mano e si arrende soltanto al fuoriclasse svedese Mattias Sunneborn (13,59). Gli altri due bronzi vanno al partenopeo Filippo Torre (Csal Florentia Napoli), 1:16.90 sui 400 M75, e alla staffetta 4x200 W40 con Emanuela Baggiolini, Cristina Gallì (Atl. Virtus Castenedolo), Chiara Gallorini e Simona Prunea (Gs Orecchiella Garfagnana) in 1:58.80.

In precedenza, nella penultima giornata, cinque medaglie ad impreziosire il bilancio. L’altoatesino Thomas Oberhofer (Südtirol Team Club), medico ortopedico di professione, si laurea campione mondiale dei 60 ostacoli M50 in 8.69, a un solo centesimo dalla sua migliore prestazione italiana, e fa il bis del titolo iridato vinto all’aperto sui 100hs nel 2015. Al femminile, Natalia Marcenco (Aristide Coin Venezia 1949) sale di nuovo sul gradino più alto del podio con 1h00:55 nei 10 chilometri di marcia su strada, per il suo secondo oro di questa edizione. Brillano anche gli uomini specialisti del tacco e punta: il catanese Walter Arena (Atl. Biotekna Marcon) si aggiudica un altro argento M50 con 47:26 che vale il primato nazionale di categoria.

Bronzo individuale nei 10 chilometri di marcia M35 in 48:14 per Francesco Scafuro (Track & Field Master Grosseto), che porta all’argento la squadra insieme a Igor Sapunov (Aristide Coin Venezia 1949) e al compagno di club Gennaro De Lello. Alla fine la società italiana che vince il maggior numero di medaglie è la Track & Field Master Grosseto, undici volte sul podio con 1 oro, 8 argenti e 2 bronzi.

Stabiliti altri sette record mondiali: a realizzarli sono l’ucraino Oleg Fedorko (1,74 nell’alto M60), il tedesco Roland Groger (51.73 sui 400 M50), gli statunitensi Bob Lida (1:10.20 nei 400 M80) e Kathryn Martin (5:25.29 nei 1500 W65), l’olandese Hans Smeets (1500 M70 in 4:59.62), l’australiana Jeanette Flynn (1:10.34 sui 400 W65) e la staffetta 4x200 M65 degli Stati Uniti (Charles Allie, Charles Powell, Thaddeus Wilson, Bill Collins) in 1:48.58, mentre ieri tre primati del mondo che portano la firma dei tedeschi Klemens Grissmer (4637 nel pentathlon M65) e Gudrun Mellmann (14,34 nel martello con maniglia corta W75) e della britannica Jane Horder (9.90 sui 60 ostacoli W60). La rassegna iridata “over 35” in sala tornerà nel 2019 a Torun (Polonia), ma in questa stagione ci saranno gli Europei all’aperto di Aarhus in Danimarca (27 luglio-6 agosto), in attesa degli Europei Master 2019 che si svolgeranno in Italia (5-15 settembre) a Jesolo, Caorle ed Eraclea, nella provincia di Venezia. Cliccando sul link sottostante è possibile consultare il medagliere con i risultati di tutti gli atleti italiani ai Mondiali Master Indoor 2017.

MEDAGLIERE E RISULTATI DEGLI ATLETI ITALIANI
RISULTATI/Results
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Una parte dell'Italia Master Team a Daegu

Commenti? | Mar 28, 2017

ROLAND GRÍGER (52) CORRE A DEGAU IL NUOVO REKORD DEL MONDO M50 SUI 400M INDOOR: 51" 73!

Posted by linfordbif in Mondo Master

 

Vorrei condividere con voi una mia ulteriore gioia che mi regala il mio Amico/Atleta Roland Gröger.

E´proprio il caso di dire: Voluto, creduto e corso!  Abbiamo lavorato tanto, Roland si e´ allenato molto e bene. L´obiettivo di questa stagione Indoor era migliorre il suo World Rekord Cat. M50 sui 400 (52"39) del 2015.

Che potesse correrlo alla prima uscita ad inizio gennaio era nell´aria, correre il WR poi subito sotto la soglia dei 52"00 (51"92) fu´ davvero emozionante.

La settimana dopo la brutta notizia: Roland si ammala di una infezione virale, 8 giorni con febbre alta ed allenamenti saltati. Poi la ripresa, dopo sole 2 settimane corre un notevole 52"01

Abbiamo continuato la preparazione per i Campionati Mondiali Masters 2017 di Degau in sud Corea. L´obiettivo era vincere 2 Ori e piazzare il Rekord del Mondo.

Obiettivo raggiunto: sui 200 Roland vince in 23"63, sui 400 in Finale  corre un sensazionale 51"73 che vale come Record del Mondo sui 400m Indoor Cat M50!  

Congraturazioni Roland! :D

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

www.fastandfit.de   

Commenti? | Mar 26, 2017

Sonia e Roldano, ultrarunner: 391km in due ai campionati italiani di 24h

Posted by linfordbif in Mondo Master

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

 

In due totalizzano 391km ai Campionati Italiani di 24 ore disputati lo scorso 11 e 12 marzo a Cesano Boscone. Roldano riesce a percorrere nelle 24 ore un totali di 194,79km e Sonia sale sul podio con 195km, entrami over 55 ed entrambi della società Garda Sport Events.

Lorena Brusamento vince il titolo Italiano totalizzando 210 km, seconda è la giovanissima Francesca Innocenti con 202 km.

E’ interessante il mondo bizzarro e fantastico degli ultrarunner e la super coppia Sonia e Roldano gentili come al solito sono stati disponibili e nel rispondere ad alcune mie domande, riporto di seguito le sue risposte.

Com'è andata? Soddisfatti, avete sofferto? Vi aspettavate questa prestazione?

Sonia: “Ciao Matteo, stavolta particolarmente soddisfatta. Molto soddisfatta, come ogni ultramaratona per portarla a termine ci vuole una certa dose di sofferenza. Prima di partire l'obiettivo erano i 200 km. Poi mi sono ritrovata in quarta posizione femminile, erano due gare ultra che chiudevo in quarta posizione, ho puntato al podio ben sapendo che aumentando il ritmo probabilmente avrei dovuto rinunciare all'obiettivo chilometrico.”

Roldano: “Senza esitazioni direi bene, sapevo in base agli allenamenti e all'ultima gara fatta, 12 ore Urban trail del Castello di Brescia, di poter corre intorno al mio personale (200,4 km). I quasi 195 km totalizzati mi lasciano soddisfatto. Me la cavo con una battuta: la sofferenza è compresa nel pacco gara e poi ‘No pain no gain!’.”

 

Anch’io a novembre 2015 dopo aver portato a termine l’Ironman ho gareggiato per 24 ore intere, partendo e arrivando a mezzogiorno e affrontando il pomeriggio, il tramonto, la sera, la notte, l’alba, la mattina. Feci appena 133km, ma ho assaporato l’esperienza e il clima che si respira.

Avete avuto momenti critici, problemi, esigenze particolari durante la gara?

Sonia: “In ultramaratona ed in particolare nelle gare delle 24h le crisi prima o dopo arrivano, la mia esperienza mi ricorda però che tutto passa, bisogna cercare di estraniarsi da vari dolori/fastidi e poi ti rendi conto che son passati. Veri problemi in questa gara non ne ho avuto.”

Roldano: “Facendo il reloading della gara direi no ..avevo tutto sotto controllo e piccoli inconvenienti quali cambiare scarpe dopo 6 ore di gara od una sosta in più di quelle previste non mi han creato disagio. Ogni gara porta sempre vecchi e nuovi problemi e l'abilità sta nel riuscire a trovare soluzioni a questi. Sì, ce ne sono state: a volte soddisfabili a volte non soddisfabili anche qui.

la differenza tra una buona prestazione e una mediocre la si fa anche sapendo sopperire a quello che non si può soddisfare.”

 

Nello sport di endurance, le crisi non ti fermano, ma ti avvisano di qualcosa, mandano messaggi, sta all’atleta accoglierle, ascoltarle, lasciarle andare. Le crisi diventano qualcosa di familiare, sai come sono fatte, sai che devi osservarle, comprenderle, tenerle in considerazione. Ogni volta può capitare un problema del quale si conosce la soluzione oppure nuovi problemi che sollecitano il fisico e la mente verso la soluzione per non annoiarsi mai e per sentirsi sempre vivi. Tutto si mette in conto, tutto fa parte della gara, ci devi stare a qualsiasi cosa ti accada, a qualsiasi cosa vai incontro, la gara è come la vita, è fatta di momenti piacevoli e spiacevoli, di partenze e arrivi, di soste lungo il percorso, di conoscenza di se stesso e di altri, è un viaggio.

Avevate abbigliamento e integrazione idonei, vi è mancato qualcosa?

Sonia: “La mia preparazione pregara è abbastanza scrupolosa, difficilmente dimentico qualcosa, ma, se dovesse capitare non mi faccio condizionare e mi arrangio con quel che ho.”

Roldano: “Abbigliamento in quantità ma come sempre così come parto arrivo, in genere di notte aggiungo e il giorno dopo tolgo ma non effettuo mai cambi. L'esperienza di tante gare mi ha fatto ridurre ai minimi termini le cose che mi possono mancare.””

Pensieri, sensazioni, emozioni, prima, durante, dopo la gara?

Sonia: “Prima della gara un po' di ansia, anche perchè le ultime gare di 24 h non mi avevano soddisfatta e volevo, stavolta fare bene (fare bene per me stessa più che altro). Sempre prima della gara c'è un bel momento di amicizia e condivisione quando si ritrovano gli ormai tanti amici/atleti conosciuti. A Cesano abbiamo festeggiato Marco che compiva gli anni proprio quel giorno e l'ha voluto trascorrere a correre con noi. Durante la gara non so dirti a cosa penso, potrei dire a niente, penso alla gara, ai km, ai giri, a suddividere la gara in vari step, ad idratarmi ed alimentarmi correttamente, sono molto molto concentrata. E mi spiace quando qualche altro atleta cerca di parlarmi ed io rifuggo dalle chiacchere. Dopo la gara invece libero spazio alle emozioni che però sono smorzate dalla stanchezza fisica elevata. Felicità! Soddisfazione! Autostima!”

Roldano: “Sono arrivato all'appuntamento in buono stato di forma ma non avevo aspettative particolari. Ho avvertito lo scorrere di tanta adrenalina da parte di tante persone visto che l'appuntamento era campionato italiano FIDAL e per un ristretto gruppo di uomini e donne era l'occasione per mettersi in mostra. Il dopo gara e per me un film in slow motion tutto costa fatica: doccia raccogliere le tue cose a volte articolare semplici pensieri.”

Il fantastico mondo degli ultrarunner, ognuno lo vive a modo suo, ma diventa sempre un’occasione per incontrarsi, per raccontarsi le gare fatte e da fare, per ricordarsi momenti bizzarri o di deliro trascorsi insieme condividendo gioie e sofferenze, soddisfazioni e cattive prestazioni, ci si aiuta.

Hai scoperto ancora qualcosa di nuovo in te stessa, negli altri atleti?

Sonia: “Credo che ogni gara ti lasci qualcosa anche se spesso non ci si rende immediatamente conto...nuove amicizie...nuove esperienze. Ho sempre sentito dire che la menopausa per le donne fosse una barriera fisica per continuare ad ottenere prestazioni sportive discrete, questo periodo sta arrivando anche per me ed io ho scoperto che è sempre la mente a comandare il fisico, è vero che la forza fisica un po' diminuisce ma si può sopperire con la forza mentale (quella credo sia illimitata!).”

Roldano: “Ho capito che posso ancora correre a buoni livelli nelle gare in circuito nonostante i miei prossimi 59 anni perché la differenza la fa la tua mente e quest'ultima è più giovane del corpo! Gli altri atleti sono un continuo stimolo vederli, passare, essere passato per me in queste gare c'è il più grande esempio di empatia nel perseguire i propri sogni il proprio obiettivo. C'è il più grande scambio di energia collettiva: tutti cediamo e riceviamo energia, è una cosa STRAORDINARIA!”

 

Importante ascoltare se stessi, seguire il proprio intuito, credere in se stessi e andare sempre avanti alla ricerca del meglio per se stessi, di quello che fa sentire di essere vivi davvero, di vivere appieno il momento presente. La pratica dello sport di endurance aiuta a superare ogni ostacolo o barriera.

Come vedete gli atleti più giovani? Ci sono atleti promettenti, nuove leve?

Sonia: “Guardo alle ragazze giovani con molta simpatia, ce ne sono di veramente brave e motivate, in questa disciplina l'età conta un po’ meno e si riesce a far amicizia anche con persone di età molto diverse. Tra l'altro c'è il responsabile della nazionale 24 h femminile Sala Luca che sta mettendo insieme un bel gruppo di ragazze giovani che fa lavorare con serietà ed entusiasmo, c'è bisogno di questo nel movimento dell'ultramaratona.”

Roldano: “I nuovi giovani veramente bene, si sono raccolti intorno a Luca Sala uno dei Ct della nazionale H 24 che sta facendo un ottimo lavoro, molto contento per loro: c'è futuro per l'ultramaratona!”

 

E’ ora che i giovani siano corteggiati, seguiti, coccolati, apprezzati, soprattutto nello sport di endurance. Tutti parlano bene di Luca Sala, giovani e meno giovani, uomini e donne, questa persona che contribuisce al movimento dell’ultramaratona meriterebbe un monumento.

Organizzata bene la gara, pacco gara, percorso, ristori, premiazioni?

Sonia: “Direi che è stato tutto ottimale, un bel percorso grazie anche alle condizioni meteo favorevoli, lo scorso anno con la pioggia qualche problemino in più l'hanno avuto. Unica nota negativa i bagni sporchi (ma proprio sporchi...) già prima della gara, erano all'interno di una palestra in una scuola e questo mi ha meravigliato molto.”

Roldano: “Organizzazione impeccabile così come pacco gara, percorso, ristori e premiazioni. Se devo trovare qualcosa da correggere direi la mancanza dei km percorsi in tempo reale su display gara esposto sul percorso, c'erano solo i giri.”

Tifo, sostegno, famiglia, amici, com'era?

Sonia: “C'era molto tifo da parte dei ragazzi dell'organizzazione che avevano perfino imparato i nomi dei concorrenti! E tanto sostegno da amici/altri concorrenti nella parte finale della gara quando mi vedevano soffrire con determinazione.<font size="3"></font>

Roldano: “Tanto tifo, niente familiari, tanti amici runner in corsa e fuori corsa ma la persona che più mi stava a cuore: Sonia stava correndo con me e stava per ottenere un ottimo risultato! (Il terzo gradino del podio femminile).”

 

Le parole di Roldano emozionano sempre, parole di stima e affetto per tutti e in particolare per la sua compagna al suo fianco soprattutto nei momenti più importanti dove c’è più bisogno di presenza, supporto, coccole. Questo è il grande vantaggio dello sport condiviso.

Cambia qualcosa dopo questa gara?

Sonia: “Non credo.<font size="3"></font>

Roldano: “No. Tutto si resetta: nuovi stimoli nuovi obiettivi non mi piace vivere su passate esperienze guardo sempre avanti: never look back!”

 

Mai dire mai, a volte atleti non più giovanissimi che riescono ancora a correre quasi 200km classificandosi nelle prime posizioni in un Campionato Nazionale possono comunque essere da collante per gli altri giovani atleti e dare il proprio contributo come esperti ultramaratoneti.

Prossime gare, obiettivi a breve, medio, lungo termine? Sogni da realizzare?

Sonia: “Penso di riprovare la Nove Colli Running in maggio e sono iscritta come open ai Mondiali della 24h di Belfast in Irlanda a luglio, poi magari qualche altra gara in mezzo, forse la 48h a Policoro a giugno. Continuare a correre nonostante gli anni che passano. Mi accontenterei di poter continuare!”

Roldano: “Poche ma pesanti: NCR a maggio, campionato mondiale open H 24 a Belfast in luglio e Spartathlon a fine settembre in Grecia. Sogni quelli non mancheranno mai, mi sento e sarò sempre un inguaribile sognatore!”

 

Passano gli anni ma la voglia di faticare non passa per Sonia e Roldano, sfide continue in giro per l’Italia e in altri contesti Internazionali a caccia risultati e sogni da realizzare più o meno importanti.

E’ possibile approfondire il mondo degli ultrarunner<font size="3"> </font>nei seguenti libri:

  • "<font size="3">Ultramaratoneti e gare estreme</font>", Prospettiva Editrice, Civitavecchia, 2016.

https://www.ibs.it/ultramaratoneti-gare-estreme-libro-matteo-simone/e/9788874189441

  • Ultramaratoneta. Un'analisi interminabile”, D. Baranzini, M. Simone, Aras Edizioni, 2016.

https://www.ibs.it/ultramaratoneta-analisi-interminabile-libro-vari/e/9788898615872

 

Matteo SIMONE
380-4337230 - <font color="#000080">21163@tiscali.it</font>

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html 

Commenti? | Mar 24, 2017

TUTORIAL FLESSIONI: COME ESEGUIRE I PIEGAMENTI

Posted by linfordbif in Training


piegamenti sulle braccia ( Flessioni, puch up) sono un classico e che consiglio di fare a tutti, sono esercizi molto importanti e di notevole efficacia. In questo esercizio, come poi in tutti, rimane la fondamentale tecnica di esecuzione.

Le cose da curare sono: 

  • 1) la schiena rimane dritta 
  • 2) testa dritta e sguardo verso il pavimento: collo e testa devono essere allineati al tronco.
  • 3) corpo rimane sempre a 180°
  • 4) inspirare in discesa, espirare in salita
  • 5) la direzione del palmo parallela al tronco.

 

Ci sono diverse varianti, che vedremo nel prossimo articolo, una delle piu´ importanti la abbiamo cambiando la distanza tra le mani: piu´le mani sono unite piu´ lavoriamo coi tricipiti, piu´ le mani sono distanti piu´ lavoriamo con i pettorali.


Un buon allenamento di con le flessioni e´anche un ottimo allenamento cardio. 
Uno dei  piu´ grandi vantaggi delle flessioni e´che possono essere eseguiti senza alcun attrezzo, e basta assolutamente poco spazio e possiamo allenarci comodamente a casa, in vacanza, in ufficio.


Le flessioni sono un esercizio molto efficace e possiamo ottenere ottimi risultati anche con allenamenti brevi, con perseveranza e curando la tecnica.  
I piegamenti sulle braccia sono sicuramnte una scelta perfetta per chi vuole ottimizzare il tempo dedicato all´allenamento fisico massimizzando i vantaggi.


Allenandoci con le flessioni lavoriamo molto bene con tricipiti e pettorali, come anche con i muscoli della spalla, schiena, addominali, glutei, praticamente e´un esercizio per tutto il corpo . 


Come sempre e´ bene riscaldarsi bene, qui lavoriamo con 3 importanti articolazioni ( polso, gomito, spalla) che devono assolutamente essere scaldate prima di iniziare. Un ottimo riscaldamento puo´esser la corda ed esercizi di mobilita´per la spalla. 


Prediligi sempre  ripetizioni  eseguite corrrettamente, e´ l´unico modo per avere risultati ottimali.


VIDEO: TUTORIAL FLESSIONI: COME ESEGUIRE I PIEGAMENTI 


Biffi Daniele Personal Trainer & Mental Coach WWW.FASTANDFIT.INFO 

  

Commenti? | Mar 22, 2017
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