Olimpiadi: Bolt, triplice meraviglia

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La nuova impresa del fulmine giamaicano, vincitore di tre gare (100, 200, 4x100) a Rio 2016 per la terza volta consecutiva dopo Pechino 2008 e Londra 2012. Un enplein straordinario: 9 ori in tre Olimpiadi.

di Giorgio Cimbrico

Usain Bolt, nove lettere, multiplo di tre, numero perfetto dice l’adagio popolare, per chi ha compiuto la missione sospesa tra storia, leggenda, meraviglia: tripla tripletta 100-200-4x100 andando a tambureggiare e a baciare la corsia marchiata con quel numero. Il più grande, questione di ore, sta per tagliare il traguardo dei trent’anni dopo aver visto la luce in un luogo che, sarà un caso?, si chiama Trelawny.

I grandi maghi, chiamati alla corte di Praga da quell’Asburgo che amava l’esoterismo e cullava in cuor suo di aver radunato il meglio per trasformare i metalli vili in oro, avrebbero mostrato interesse per queste congiunzioni e non avrebbero trascurato il fatto che l’uomo più veloce del mondo si chiama Lampo, Bolt, come certi personaggi disneyani: l’antiquario Robi Vecc o Nataniele Ragnatele, il pittore Capolavori, il metereologo Cumulonembi. Bolt poteva essere una tartaruga? Poteva limitarsi al balletto del cricket, interrotto dalla cerimonia del tè?

L’oro numero 9 gli ha permesso di offrire un cambio di marcia che quelli della Ferrari si sognano. Riguardate i fotogrammi: il giapponese Cambridge (strano nome per un nipponico) ha già in mano il bastone, De Grasse è lì per artigliarlo, a Usain manca un palmo abbondante, e in quel momento un fermo-cronometro dice 28”1. Il tempo torna a scorrere e quando segna 33”2 e Bolt è in testa con luce piena. A quel punto all’arrivo mancano, centesimo più centesimo meno, quattro secondi, giusto il tempo per imprimere sulla pista gli ultimi passi olimpici lunghi due metri e settanta. A quel punto, la domanda sorge naturale: è proprio sicuro che siano stati gli ultimi passi olimpici?

L’interrogativo è consentito, ha anche un senso. Bolt non è in declino, si è solo inoltrato in un naturale e dorato meriggio. Il tris sui 100 e sui 200 porta i tempi più alti della sua prodigiosa era, 9”81 e 19”78 (nel 2008, 9”69 e 19”30; nel 2012 9”63 e 19”32), sufficienti per lasciare un resto del mondo formato da vecchi irriducibili e da giovani leoni a uno e due metri e qualcosa.

Usain Bolt all'arrivo della 4x100 (foto Colombo/FIDAL)
Bolt conquista i 200 metri (foto Colombo/FIDAl
 
 
Bolt non è e non sarà più l’uomo di Pechino che picchiava il pugno sul petto e dava un’occhiata a una muta di lontani inseguitori scatenando la reazione sdegnata dei Signori degli Anelli comodamente seduti in tribuna, non potrà più regalare i fasci accecanti di luce berlinese, non sarà neppure il Genio della Lampada di Londra 2012.

Tutto passa, dicono i francesi, e spesso macina, tritura, annichilisce in un’impietosità che coinvolge tessuti, cellule, attitudini neuromuscolari, lucidità mentali. Usain è sempre qui, appena intaccato, una statua di bronzo con qualche sbavatura che segna la perfetta fusione da cui è sbocciato. “Vivo per questi momenti e in effetti sento proprio di essere una leggenda”, ha detto dopo aver abbracciato i compagni di avventura, inguainati come lui in costumi da cavalieri medioevali. E se davvero vive per questi momenti, e non è il caso di dubitarne, non gli resta che riflettere, fare i conti con se stesso - e magari anche con chi cura i suoi interessi - e stendere un terzo piano quadriennale. Un annuncio non è atteso di ora in ora. Tra meno di un anno, in un luogo che lui ama e che lo ama, Londra, andrà l’assalto del titolo mondiale numero 12, numero 13, numero 14. La chance del 15, altro multiplo del solito 3, gli è stata negata dalla falsa di Daegu, quando strane regole imposte dall’uomo strapparono piume alle ali del Pegaso nero.

Per il momento, grazie di tutto, buon compleanno e arrivederci. Non addio. Nel paese del Sol Levante anche un Lampo calante potrà bastare.

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OLIMPIADI RIO 2016: LA GUIDA ALLE GARE

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Commenti? | Aug 21, 2016

Olimpiadi: Santiusti promossa in semifinale

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L'ottocentista azzurra si comporta bene in batteria, seconda in 2:00.45. Niente da fare per il martellista Lingua, eliminato con tre nulli. Oro dei 3000 siepi al keniano Conseslus Kipruto.

 

di Alessio Giovannini e Marco Buccellato

Stamattina c'è il sorriso sul volto di Yusneysi Santiusti. La campionessa italiana degli 800 metri centra la semifinale olimpica a Rio de Janeiro. La mezzofondista azzurra chiude la sua batteria in seconda posizione in 2:00.45 a tre centesimi dalla polacca Angelika Cichocka (2:00.42) guadagnando il passaggio diretto al turno successivo. Gara intelligente per l'azzurra che in avvio si accoda alla giamaicana Simoya Campbell e all'ex connazionale cubana Rose Mary Almanza. Alla campana (59.27) si fa sotto la Cichocka che affianca e poi prova a superare l'azzurra. Ai 600 metri ci sono sempre Campbell e Almanza in testa (1:30.34), ma la svolta arriva sul rettilineo finale. All'uscita dall'ultima curva crolla la Campbell e partono in quattro: la Santiusti trova il varco tra le avversarie e si lancia in volata difendendo il secondo posto che vale la promozione alle spalle della Cichocka, la campionessa d'Europa dei 1500. Dietro di lei, invece, Almanza (2:00.50) e la marocchina Malika Akkaoui (2:00.52). “Sono contenta - racconta Yusneysi, quinta e delusissima ai recenti Europei di Amsterdam -, l’obiettivo era qualificarsi alla semifinale e fare un passo alla volta. Ho trovato un bel giro di gambe, controllando fino agli ultimi 150 metri e poi ho lanciato la progressione conclusiva. Le lacrime degli Europei mi sono servite, perché dagli errori si può imparare. Mi sono detta: mi raccomando “Santi”, devi passare il turno e non bisogna restare chiusi. Ora la semifinale sarà un’altra gara, ma sono carica”. Avanzano senza problemi al prossimo round (19 agosto, ore 2:15) anche tutte le big a partire dalla sudafricana Caster Semenya (1:59.31) imitata dalla burundese Francine Niyonsaba (1:59.84) e dalle keniane Eunice Sum (1:59.83) e Margaret Wambui (1:59.66). Il crono più veloce, però, stamattina è quello della canadese Melissa Bishop (1:58.38) sull'iridata bielorussa Marina Arzamasova (1:58.44).

 

MARTELLO: LINGUA SENZA MISURA, ELIMINATO FAJDEK - Purtroppo per Marco Lingua oggi è come vedere due volte lo stesso (brutto) film. Tre nulli a Pechino 2008 e tre nulli a Rio 2016. Ad otto anni dalla sua prima partecipazione olimpica il responso della qualificazione è di nuovo spietato per il martellista azzurro che esce di scena con tre "X". Niente da fare per l'esuberante lanciatore piemontese, accreditato con uno stagionale di 75,87, ma che stamattina spedisce per tre volte il suo attrezzo contro la gabbia di protezione. Occhi lucidi e delusione infinita per Lingua a fine gara: “Non ho parole, sono proprio dispiaciuto. C’è poco da dire, mi scatta qualcosa dentro quando c’è tanta pressione.

Ringrazio comunque chi mi ha consentito di essere qui e non vedo l’ora di riabbracciare i miei figli e mia moglie”. Nello stesso gruppo dell'azzurro, clamoroso colpo di scena: Pawel Fajdek, il campione del mondo e uomo da 83,93, fallisce la qualificazione. 72,00 non è una misura sufficiente per il 27enne polacco, superfavorito per l'oro, ma che anche stavolta (3 nulli per lui a Londra 2012) manca l'accesso in finale. Soltanto due atleti superano la misura richiesta (76,50) per la promozione automatica: l'altro polacco Wojciech Nowicki (77,64) e il bielorusso Ivan Tsikhan (76,51). Ultimo a qualificarsi il qatariano Ashraf Elseify con 73,47.

ORO DEI 3000 SIEPI A CONSESLUS KIPRUTO - A 34 anni il regno di EzekielKemboi si arricchisce di un'altra medaglia, ma è di bronzo. Vince l'altro keniano 22enne Conseslus Kipruto, battuto dal vecchio Ezekiel ai mondiali di Mosca e Pechino, in 8:03.28, nuovo record olimpico, al termine di una volata iniziata ai trecento metri, il terreno preferito di caccia di Kemboi. A lungo in testa assieme allo statunitense Evan Jager, con Kemboi nell'ombra, Conseslus Kipruto regala al Kenia il nono oro consecutivo ai Giochi Olimpici. Brillantissimo Jager (8:04.28), che ha avuto la meglio per l'argento su Kemboi (8:08.47 al passo) in rettilineo. Jager riporta sul podio delle Olimpiadi gli USA dopo 32 anni. Dopo due argenti lascia il podio olimpico il francese Mahiedine Mekhissi, mai nel vivo delle posizioni di testa, risalito nel finale in quarta posizione in 8:11.52. Il bottino keniano sui 3000 siepi olimpici sale così all'undicesimo oro e aggiunge un altro bronzo, per un inarrivale totale di ventitré medaglie.

BATTERIE 5000 METRI, FINALE SENZA KENIANI - Due sessioni nella calura della mattinata di Rio (34 gradi), con cinque qualificati ciascuna e cinque ripescati per la finale a quindici di sabato 20 agosto alle 21:30 (le 2:30 di domenica in Italia). La notizia, clamorosa, è che tutti gli atleti con la maglia del Kenya sono stati eliminati e l'occasione si fa ancora più ghiotta per Mo Farah, alla ricerca della seconda doppietta olimpica consecutiva per eguagliare Lasse Viren. Nella prima serie Farah ha rischiato di cadere a un giro e mezzo dall'arrivo (ha avuto la peggio lo statunitense Mead), ma si è classificato in scioltezza terzo in 13:25.25. Primo è l'etiope Gebrhiwet in 13:24.65. In finale anche Bernard Lagat, che aggiunge quattro anni al record che già gli apparteneva, quello di finalista più anziano sui 5000 metri dei Giochi Olimpici. Copione identico nella seconda serie fino all'ultimo giro, ma su ritmi sufficientemente più allegri per garantire il ripescaggio degli atleti dal sesto al decimo posto. Vince lo statunitense di origini keniane Paul Chelimo in 13:19.54 davanti agli etiopi Edris e Gebremeskel.

Pagano la prima batteria lenta con il prezzo salato dell'eliminazione i keniani Caleb Ndiku e Muneria, l'eritreo Kifle e l'azero Ibrahimov. Fuori, come detto, anche il terzo keniano Isiah Koech, bronzo mondiale a Mosca 2013. Nell'altra Mosca, quella Olimpica del 1980, i keniani non erano presenti a causa del boicottaggio. L'ultima finale olimpica senza keniani è perciò vecchia di 40 anni, Montreal 1976.

EATON CONDUCE - Iniziato il decathlon con le prime tre gare. Sui 100 metri il miglior tempo è del canadese Damian Warner (10.30/-0,1 record olimpico sui 100 metri del decathlon), davanti a un Eaton meno tonante che in altre occasioni (10.46). Il primatista del mondo e campione olimpico si rifà nella gara di lungo planando a 7,94 (1,7), precedendo il tedesco Kai Kazmirek (7,69) e Warner (7,67). I risultati del peso mutano gli equilibri parziali: il miglior lancio è il 15,76 del francese Kevin Mayer, 14,73 di Eaton e 13,66 di Warner. Classifica parziale dopo tre prove: Eaton 2.803 punti, Warner 2.708, Mayer 2.699.

AZZURRI IN GARA - Questa notte torna in pista Matteo Galvan, atteso nella terza semifinale dei 200 metri alle ore 3:10 italiane. L’azzurro, che partirà dalla seconda corsia, sarà di nuovo opposto allo statunitense Justin Gatlin come nel precedente turno eliminatorio, mentre il fulmine giamaicano Usain Bolt sarà al via nella seconda semifinale alle 3:05. La settima giornata dell’atletica alle Olimpiadi di Rio, giovedì 18 agosto, vedrà impegnate due italiane nella qualificazione del salto in alto: Desirée Rossit nel gruppo A e la vicecampionessa europea indoor Alessia Trost nel gruppo B. Per entrambe, in azione dalle ore 15:00, l’obiettivo è superare la misura di 1,94 che vale la promozione diretta oppure entrare fra le migliori dodici. Nella successiva sessione serale, quando in Italia saranno già le 2:15 di venerdì, scatterà poi la prima semifinale degli 800 metri con l’azzurra Yusneysi Santiusti.

(ha collaborato Luca Cassai)

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Commenti? | Aug 17, 2016

Olimpiadi, Grenot ottava con onore

Posted by linfordbif in Manifestazioni

L'azzurra corre in 51.25 la finale dei 400 ai Giochi di Rio. Nei 400hs, semifinale per Folorunso (55.78) e Pedroso (55.91), out Caravelli (57.77). Asta al brasiliano Da Silva (6,03), Rudisha si conferma re degli 800 (1:42.15)

Libania Grenot termina all'ottavo posto, in 51.25, la finale olimpica dei 400 metri. L'oro olimpico va alla bahamense Shaunae Miller (49.44), che si tuffa sul traguardo e beffa la statunitesne Allyson Felix (49.51). Il keniano David Rudisha si conferma sul gradino più alto del podio negli 800 metri (1:42.15), mentre nel'asta arriva la sorpresa più clamorosa: a vincere è il 23enne brasiliano Thiago Braz Da Silva, che supera i 6,03 e sfila la medglia più importante al francese Renaud Lavillenie, il campione di Londa e primatisa del mondo (qui capace di 5,98). Nelle batterie dei 400hs donne, promozione per Ayo Folorunso (55.78) e Yadis Pedroso (55.91), rispettivamente nono e undicesimo tempo del turno. Eliminata Marzia Caravelli (57.77).

di Marco Sicari

FOCUS AZZURRO

400m donne – finale
La finale olimpica del giro di pista non regala (altri) sogni a Libania Grenot. Raggiunto l’obiettivo stagionale, ovvero l’ingresso tra le primissime, l’atto conclusivo si chiude con l’ottavo posto (51.25), ottenuto in una gara di assoluto valore tecnico e temperatura agonistica. Il tuffo sul traguardo consegna l’oro alla bahamense Shaunae Miller (49.44, primato personale), che beffa Allyson Felix, la cui rimonta non si completa per soli 7 centesimi di secondo (49.51). Anche la giamaicana Shericka Jackson abbatte il muro dei 50 secondi, centrando il bronzo con 49.85. La Grenot parte bene, anche se la seconda curva, complice probabilmente anche la stanchezza accumulata nei turni, non appare convincente come nella semifinale. Nei fatti, l’azzurra non guadagna centimetri sulla giamaicana McPherson, che le corre davanti, e alla fine, proprio sul traguardo, subisce anche il sorpasso dell’ucraina Zemlyak, che la batte per un centesimo di secondo (51.24). “Il mio obiettivo alle Olimpiadi era entrare tra le prime otto, e io sono contenta di averlo raggiunto – racconta sorridendo Libania nel dopo gara – anzi, devo dire che è stata una stagione perfetta, che comprende anche l’oro europeo di Amsterdam. C’era un po’ di stanchezza, ovviamente, e credo di aver dato comunque tutto quello che avevo in corpo, non posso rimproverarmi niente. Ora c’è la staffetta 4x400, dove dovremo correre forte, tutte insieme, unite, fare squadra. Qui non si scherza, vanno tutte veloci, dovremo dare il massimo. La finale? Abbiamo delle chances, e io ci credo, ma dovremo lottare per ottenerla”. La Grenot ha ragione quando dice che la sua è stata una stagione eccellente: il titolo europeo nella gara individuale, il bronzo con la staffetta del miglio, la finale olimpica di Rio de Janeiro, ottenuta alla terza partecipazione ai Giochi. Fatti concreti, non opinioni.

400hs donne - batterie
Due azzurre su tre passano il turno e approdano alle semifinali di questa notte (appuntamento alle 2:10 del mattino di mercoledì). La prima farcela è Ayominde Folorunso, la non ancora 20enne di Fidenza, che mette in pista l’ormai caratteristica grinta per chiudere al terzo posto la prima delle sei batterie in 55.78. La qualificazione diretta si materializza negli ultimi due intervalli, quando la rimonta sulla statunitense McLaughlin (17enne terribile da 54.15) si completa, fino al sorpasso definitivo, a seguire Tracey (Giamaica, 54.78) e Hejnova (Rep. Ceca, 55.54). Dopo di lei, ce la fa anche Yadis Pedroso, quarta in 55.91 nella quarta batteria, crono che, alla fine del turno, sarà il più veloce tra le ripescate per la semifinale. La costruzione della gara, in questo caso, e per ovvie ragioni (la Pedroso è al rientro dopo mesi di difficoltà per il grave infortunio patito in gennaio) è molto più accorta rispetto alla prova della Folorunso: ma la distribuzione paga, al punto che la promozione si realizza con l’undicesimo tempo assoluto. Non ce la fa invece Marzia Caravelli, ancora una volta vittima delle incertezze al momento del cambio nella ritmica (con conseguenze su tutte e tre le ultime barriere) che ne hanno condizionato la stagione; il 57.77 conclusivo le vale il 37esimo posto complessivo. Le azzurre possono sognare, anche se, per guadagnare la finale sarà necessaria, come ovvio, una vera impresa. "Ero emozionata, altro che - racconta Ayo Folorunso - ma quando sono partita è sparito tutto. Penso di aver corso bene: quando ho visto l'americana, che era sempre più vicina, ho dato tutto per superarla, e sono felice di averla raggiunta. Non so che obiettivi possano esserci a questo punto, io ce la metterò tutta, come sempre, ma la finale è una cosa quasi impossibile". Lacrime a bagnare il volto di Yadisleidy Pedroso, nonostante la promozione: "Ho sofferto tanto in questi mesi - le parole dell'azzurra - e ho lavorato tantissimo per riuscire ad essere qui in buone condizioni. Non ho sentito i commenti, ma ho solo pensato ad allenarmi, duramente, anche in questi ultimi giorni, e ora sono felice di essere riuscita a dimostrare quello che valgo". Marzia Caravelli è ovviamente delusa. "Sì, purtroppo continuo a incorrere in questi errori nella ritmica: il cambio non mi riesce come vorrei. Peccato, perché so di essere in ottime condizioni di forma".

IL BRASILE ESULTA: L'ORO DELL'ASTA VA A THIAGO BRAZ DA SILVA
Un risultato così deve averlo sognato per anni. Thiago Braz Da Silva, 23enne brasiliano che vive lunghi periodi di preparazione a Formia, dove è allenato da Vitaly Petrov, è il campione olimpico dell'asta. Al termine di una gara bella e rocambolesca, come quasi tutte le finali dei Giochi di Rio. Il francese Renaud Lavillenie, oro a Londra e primatista del mondo, non commette errori fino a 5,93; a questa quota, in molti pensano sia finita, ma Da Silva, ce la fa al secondo tentativo, costringendo Lavillenie a salire di altri cinque centimetri. Il 5,98 del francese, con il brasiliano che passa (!) la misura, sembra chiudere, ancora una volta, la contesa. Si va a 6,03, ed è qui che il ragazzo di Belo Horizonte sfodera l'incredibile colpo del KO: salto riuscito, 6,03, record olimpico e cambio totale di prospettiva. Lavillenie è costretto a inseguire, con un solo tentativo a disposizione, a 6,08. Il pubblico fischia, il primatista del mondo se la prende (giustamente), ma quando la situazione torna normale, il salto finale non produce nulla di buono. L'errore consegna l'oro al Brasile, il primo 32 anni dopo l'inimitabile Joaquim Cruz. Nel tripudio del (pochissimo) pubblico presente.

DAVID RUDISHA DOMINA ANCORA GLI 800 METRI, L'ORO OLIMPICO E' SUO
Il re non restituisce la corona. David Rudisha, che a Londra, quattro anni fa, stupì il mondo vincendo e stabilendo il record del mondo degli 800 metri con una corsa tutta di testa, si conferma imbattibile quando c'è di mezzo una medaglia da conquistare. Questa volta non riesce a prendere la testa, ostacolato dal connazionale Kipketer, ma dopo un passaggio a metà di poco superiore ai 49 secondi, inizia la corsa vera e propria. Il re distende la falcata, attacca e si porta al comando; dietro di lui il francese Pierre Ambroise Bosse si fa sotto minaccioso, ma pagherà l'azzardo. Nei metri conclusivi, infatti, con Rudisha che trionfa in 1:42.15, si compie la rimonta dell'algerino Makhloufi (secondo con record nazionale di 1:42.61) e del sorprendente statunitese Murphy (1:42.93). Bosse è quarto in 1:43.41.

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OLIMPIADI RIO 2016: LA GUIDA ALLE GARE

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Commenti? | Aug 16, 2016

ORO PER BOLT CHE ENTRA NELLA STORIA - WR SUI 400M 43"03 PER VAN NIEKERK

Posted by linfordbif in Manifestazioni

Usain Bolt domina e vince la finale dei 100 m ed entra nella storia: è il primo velocista nella storia della regina degli sport a conquistare tre medaglie d’oro sui 100 metri alle Olimpiadi, tutto in tre edizioni consecutive dei Giochi.  

Usain Bolt vince fermando il cronometro a 9"81, secondo Justin Gatlin in "89, Bronzo Neil DeGrasse  in 9"91.

 

Uno stratosferico Wayde Van Niekerk migliora uno dei WR che sembravan piu´impossibili da battere.

Vince i 400 m fermando il cronometro a 43"03 battendo cosi lo storico WR di Michael Johnson di ben 15 centesimi ( 43"18). Un giro della morte ai limiti delle umane possibilita´! Semplicemente sublime!

Medaglia d'argento per Kirany James (43.76), bronzo per Lashwan Merritt (43.85).

Biffi Daniele 

Commenti? | Aug 15, 2016

Olimpiadi, Bolt accende Rio

Posted by linfordbif in International

Nelle batterie dei 100 metri il campione olimpico e primatista del mondo entusiasma lo Stadio Olimpico. Oro del disco a Christoph Harting in una finale dall'epilogo thrilling.

di Marco Buccellato

Niente da fare, è lui l'immagine simbolo dell'atletica mondiale e di tutto lo sport. L'ingresso di Usain Bolt nello Stadio Olimpico di Rio è stato salutato da una lunga ovazione del pubblico. Bolt ha ripagato tanto entusiasmo con una prova soddisfacente, vincendo a spasso in 10.07 (-0,4) senza minimamente forzare, davanti all'ex-connazionale Andrew Fisher (10.12) ora in forza al Bahrain. Start tranquillo, accelerazione dei tempi belli, e ovazione che si ripeterà nella semifinale, in programma nella notte italiana del 15 agosto alle 2:00. Bolt ha ottenuto il quarto tempo della sessione mattutina. Il miglior tempo delle batterie è quindi di Justin Gatlin (10.01/0,8), seguito dal sorprendente ivoriano Meité (10.03/0,2) e dal bronzo mondiale di Pechino Andre De Grasse (10.04/-0,5). Nelle tre semifinali tutta la crème dello sprint planetario, nessuna esclusione clamorosa. Hanno ben figurato anche Yohan Blake (10.11), Trayvon Bromell (10.13) e il cinese Zie Xhenye (10.08, PB). Meno convicenti il primatista europeo Jimmy Vicaut (ripescato con 10.19) e il terzo sprinter USA Marvin Bracy, anche lui in semifinale grazie ai ttempi di ripescaggio (10.16). Ci sarà anche Kim Collins, 40enne volante, promosso con il ripescaggio (10.18). La pattuglia giamaicana sarà così rappresentata oltre che da Bolt, Blake e Ashmeade (10.13) anche dagli ex-giamaicani Fisher, Harvey (ora Turchia, 10.14) e Brown (ora Bahrain, 10.13). 

DISCO, THE GOLDENBROTHERS - Finale dall'epilogo favoloso. Comanda il polacco campione del mondo Piotr Malachowski dal primo turno e mette giù ancora più duro al terzo lancio con 67,55. La gara vivacchia fino all'ultimo turno col podio parziale occupato da Christoph Harting, fratello del plurimedagliato Robert (eliminato ieri in qualificazione) e dall'altro tedesco Jasinski. La miccia è accesa dal barbuto estone Martin Kupper, il cui 66,58 vale un insperato argento e scalza Jasinski dal podio. Il tedesco reagisce e con l'ultimo lancio arriva a 67,05, lasciando fuori dal podio connazionale Harting. Come il fratello Robert (la gara ha ricordato molto da vicino quella fantastica di Berlino 2009), Christoph ha trovato il lancio della vita in extremis, 68,37 (primato personale) e sorpasso su Malachowski. Niente da fare per il polacco con l'ultima chance. Il suo argento bissa quello di Pechino 2008, ma il sogno dell'oro olimpico svanisce dopo averlo sentito già al collo. Bello il dopo gara, abbracci e buffetti tra i due all'insegna di una sportività tipica tra i lanciatori. Christoph Harting succede così al fratello Robert, portando la Germania al terzo titolo olimpico nella specialità, al pari della Lituania.

USA lontanissimi, nella storia a Cinque Cerchi, con quattordici titoli, ma l'ultimo nel lontano 1976, prima della lunga striscia vincente europea.  

EPTATHLON, GUIDA LA THIAM - Nella gara di salto in lungo valida come quinto step dell'eptathlon la migliore è stata ancora la belga Nafissatou Thiam, ieri protagonista con Katerina Johnson-Thompson di un eccezionale 1,98 nel salto in alto. La Thiam ha portato il personale a 6,58 (-0,5). La Johnson-Thompson si è fermata a 6,51, la canadese Theisen-Eatno a 6,48 e l'olimpionica in carica Jessica Ennis-Hill a un modesto 6,34. La nuova classifica vede in testa la Thiam con 5.018 punti, a distanza ravvicinata la Ennis-Hill con 5.013, terza la Johnson-Thompson con 4.967.

LE ALTRE GARE DELLA MATTINATA - Primo turno dei 3000 siepi femminili con risultati notevoli: la prima delle eliminate ha corso entro la soglia dei 9:31, indice di una durissima selezione per l'accesso alla finale. Il miglior tempo è di RuthChebet, seconda donna al mondo a scendere sotto i nove minuti nella storia della speialità, che ha vinto la prima batteria in 9:12.62. Passano tutte le migliori, anche la sfortunata etiope Etenesh Diro, che ha perso una scarpa in un contatto con una avversaria (caduta) e ha corso circa metà gara scalza al piede destro. Il reclamo della sue delegazione è stato accolto. La finale sarà a diciotto anziché quindici (promosse dopo revisione della classifica anche la giamaicana Praught e l'irlandese Treacy). L'unica eliminzaione inattesa è quella Hiwot Ayalew, etiope anche lei. In finale si correrà su ritmi prossimi al record del mondo con la Jebet alla ricerca dell'oro per il Bahrain e la kenyana Jepkemoi e la campionessa olimpica uscente Ghribi principali avversarie.

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Commenti? | Aug 14, 2016

ESERCIZI CON GLI OSTACOLI PER CORRERE VELOCE

Posted by linfordbif in Training

Uno degli strumenti piu´ interessanti ed importanti nello Sprint sono sicuramente gli ostacoli.

Gli esercizi con gli ostacoli, o passaggi tra gli ostacoli, sono uno strumento fondamentale non solo per chi si prepara per gare ad ostacoli ma anche per chi vuole correre veloce, per saltatori ed anche per i lanciatori.

Con gli ostacoli possiamo allenare forza veloce, reattivita´, mobilita´, coordinazione, postura, tecnica. Qui si impara a spingere bene coi piedi ( altrimenti rimani incastrato ), ad alzare le ginocchia, a tener dritta la schiena, diversi esercizi sono anche sono un ottimo lavoro pliometrico.

Distanza tra gli ostacoli ed altezza dipendono sia dall´esercizio che andiamo a fare sia dalla forza e bravura dell´Atleta. Chiaro e´ che, normalmente, piu´ l´Atleta e´ forte, rapido e reattivo maggiore potra´ essere la distanza tra gli ostacoli e l´altezza.

L´invito e´ sicuramente quello di cercare sempre una distanza ed altezza maggiori in modo da massimizzare ed ottimizzare l´ allenamento.

Gli esercizi che si possono eseguire sono molteplici, dai passaggi, ai salti ai balzi. 

Fondamentale quando ci si allena con gli ostacoli e´ farli attivamente, oserei dire con "catttiveria: "non devi avere paura degli ostacoli, gli ostacoli devono avere paura di te".  

Perche´ rendano devi spingere bene sempre coi piedi, qui impariamo quello che poi e´  basilare nella corsa sopratutto nello sprint.

 VIDEO ALLENAMENTO OSTACOLI 1 

VIDEO ALLENAMENTO OSTACOLI 2

Biffi Daniele

 

Personal Trainer & Mental Coach  

 

 

Commenti? | Aug 11, 2016

Otto anni di squalifica per Schwazer

Posted by linfordbif in Italia

Il marciatore altotatesino è stato riconosciuto colpevole di doping e condannato dal TAS

Il Tribunale Arbitrale dello sport ha inflitto una squalifica di otto anni ad Alex Schwazer. Il marciatore altoatesino è stato riconosciuto colpevole di doping, e l'organismo giudicante ha accolto la richiesta di condanna avanzata dalla IAAF. La sentenza è stata appena trasmessa alle parti, e la notizia è stata successivamente diffusa dagli organi di informazione.

“Le sentenze non si commentano - le parole del presidente federale, Alfio Giomi - qualunque sia il loro segno. In più, a due giorni dall’avvio dei Giochi olimpici, si impone anche il rispetto nei confronti di quanti, in maglia azzurra, saranno chiamati a rappresentare l’Atletica Italiana a Rio. La vicenda, però, è tale da imporre una riflessione, che arriverà a tempo debito, a Olimpiadi concluse. Al momento, l’unica cosa che mi sento di dire è che sarebbe stato meglio per tutti arrivare ad un esito in tempi diversi”.

Alex Schwazer e i suoi difensori avevano affrontato la fase dibattimentale a Rio convinti di poter affermare le proprie ragioni; di contro, la IAAF aveva confermato la richiesta di squalifica, scaturita dalla positività ad uno steroide sintetico rilevata in un controllo del primo gennaio scorso. Tutti i risultati conseguiti dall'atleta dal primo gennaio 2016 sono cancellati, incluso quello del Mondiale di marcia di Roma dell'8 maggio scorso.

Commenti? | Aug 11, 2016

Justin Gatlin corre in 9"45 con + 20mvs!

Posted by linfordbif in International

Justin Gatlin voa in Giappone per partecipare ad una sorta di gioco delle frontiere ( quanti se lo ricordano?) e corre i 100m in uno strabliante 9"45! 

Gatlin e´ aiutato da giganti ventilatori che lo accompagnano dalla partenza all´arrivo, dove appunto ferma il cronometro nel piu´ veloce tempo di sempre mai corso in un 100m.

Sembra che Gatlin voglia ora migliorarsi, sta´ ora cercando una pista in discesa..

 Clicca qui per vedere il VIDEO 

Biffi Daniele

 

Personal Trainer & Mental Coach 

www.fastandfit.de   

Commenti? | Aug 09, 2016

Il Tuscany Camp si prepara alle Olimpiadi di Rio

Posted by linfordbif in Manifestazioni
Il Tuscany Camp si prepara alle Olimpiadi di Rio

Sono giorni di allenamenti e rifiniture al Tuscany Camp di San Rocco a Pilli (SI). Dopo i recenti, prestigiosi risultati conseguiti ai Mondiali Juniores di Bydgoszcz, con il bronzo sui 10.000 m di Jacob Kiplimo, il 4^ posto sui 5.000 m di Mercyline Chelangat e il 7^ posto sui 3.000 m siepi di Albert Chemutai, ci si prepara alle Olimpiadi di Rio, ormai alle porte. Diversi sono infatti gli atleti del centro qualificatisi per la rassegna a cinque cerchi: da Stefano La Rosa al burundiano Celestin Nihorimbere nella maratona, passando per il burundiano Olivier Irabaruta e  l’ugandese Juliet Chekwel nei  10.000 mt e 5.000 m, senza dimenticare il piccolo neo medagliato ugandese Jacob Kiplimo sui 5.000 m.

Proprio in questi giorni, gli atleti stanno quindi preparandosi al meglio per l’importante appuntamento, dopo un mese di altura sull’Amiata. Grazie anche ai recenti risultati conseguiti e, a suggello di una collaborazione avviata già da tempo con Giuseppe Giambrone, fondatore del Tuscany Camp, si è inoltre rafforzata negli ultimi tempi la partnership con il noto marchio di abbigliamento sportivo della Nike. In virtù di questi accordi, tutti gli atleti del centro nonché tutta la nazionale Ugandese e Burundiana correranno alle prossime olimpiadi con le divise e i completini griffati con l’inconfondibile baffo.

Non resta quindi che aspettare ancora qualche settimana per assistere alle grandi prestazioni sportive che gli atleti del Tuscany Camp sapranno regalare a tutti gli appassionati di atletica.

www.tuscanycamp.com

Commenti? | Aug 03, 2016

Marlene Ottey: 11"96 a 52 anni!

Posted by linfordbif in Mondo Master

Marlene Ottey e´per me una delle Atlete piu´ forti della storia. Vederla correre e´ sempre un piacere immenso,sublime e´ la sua grazia, il su talento, sopratutto la sua tenacia.

A 52 anni continuava a correre come continua a correre tutt´oggi, per chi e´nel mondo Master e´cosa normale ma come sappiamo pochissimi se non nessun professionista di livello continua poi la sua carriere da master come invece fa´ Marlene e sta´collezionando WR su WR.

Un Atleta che ha corso un sub 12". 11"96 per l´esattezza, a 52 anni: semplicemente Sublime!

VIDEO11"96MARLENE 

Biffi Daniele

 

Personal Trainer & Mental Coach 

 

www.fastandfit.de   

Commenti? | Aug 03, 2016

Le carte italiane ai Giochi di Rio

Posted by linfordbif in Italia
Le carte italiane ai Giochi di Rio01 Agosto 2016

Prospettive ed obiettivi diversi per i 37 atleti (14 uomini e 23 donne) selezionati dal DTO Massimo Magnani per le Olimpiadi brasiliane. Per tutti loro, sarà comunque durissima.


 

di Marco Sicari

Le Olimpiadi sono un’altra cosa. E se lo dicono tutti (da sempre), un motivo ci sarà. Mancano undici giorni al via della trentunesima edizione dei Giochi (12-21 agosto per la "Regina"). L’atletica italiana, dopo la boccata d’ottimismo degli Europei di Amsterdam (dove, tra conferme e nomi nuovi, una certa briosità si è indubbiamente notata), si appresta al confronto più duro. Quello a cinque cerchi, dove, una volta ogni quattro anni, la realtà, nuda e cruda, assume contorni spietati, sotto forma di un livello di competitività che non ha eguali in nessun’altra disciplina sportiva: a Londra, quattro anni fa, furono 42 i Paesi in grado di conquistare almeno una medaglia, e 69 quelli capaci di piazzare almeno un atleta tra i primi otto. Numeri che certificano quella che non è solo un’impressione, o un vecchio adagio buono per gli amanti della retorica.

CONFRONTO GLOBALE - Sarà dura, per i 37 azzurri (14 uomini e 23 donne) selezionati dal DTO Massimo Magnani per i Giochi di Rio de Janeiro: lo “zero” (in termini di medaglie) che non esce dall’edizione di Melbourne 1956, ha concrete possibilità di prendersi la scena. A Londra 2012, in piena bufera-doping per la positività di Alex Schwazer (alone che tristemente finirà per riverberarsi, comunque la si voglia vedere, anche sull’edizione 2016), il bronzo di Fabrizio Donato nel triplo regalò all’Italia un – provvidenziale – posto al sole del medagliere, scacciando l’ipotesi del “no contest”. Cinque furono i finalisti, uno in più di Pechino 2008, ed esattamente come ad Atene 2004, anche se in quelle due precedenti edizioni il medagliere brillò certamente in altra maniera (oro-bronzo in Cina, doppio oro e bronzo ad Atene, in quest’ultimo caso con singolare polemica finale innescata, in totale buona fede e prima della cavalcata di Stefano Baldini, dall'inimitabile Candido Cannavò). Numeri scarni, ma relativamente costanti, che se da un lato danno il senso della vastità del confronto in atletica leggera, dall’altro misurano il perimetro del valore dell’atletica italiana, visto che non appaiono lontani da quelli fatti registrare, andando a ritroso, fino a Barcellona 1992 (tre volte otto finalisti, a Sydney, Atlanta, e in Spagna). Per elevare le quote azzurre, è necessario riavvolgere il nastro fino agli anni ’80, quando il Mondo, da tanti punti di vista, e non solo in campo sportivo, era davvero diverso.

SPERANZE IN MARCIA - Tornando all’oggi, ai Giochi di Rio, appare chiaro come la maggior parte degli atleti italiani abbia come obiettivo soprattutto un piazzamento, o perlomeno, il confronto con il proprio rendimento assoluto o stagionale, alla ricerca di performance che possano consentire di superare turni in pista e qualificazioni nei concorsi. Alcuni di loro, per valore, esperienza, solidità di rendimento nel corso dell’ultimo biennio, potranno certamente aspirare a qualcosa di più: dall’ingresso in finale ad una battaglia per il podio, anche se, va detto, la defezione di Gianmarco Tamberi ha tolto di mezzo l’unico azzurro “pronosticabile” per le medaglie. Tra quelli che sperano ci sono senz’altro gli specialisti della marcia, a cominciare da Elisa Rigaudo, bronzo a Pechino, che ha già dimostrato in maggio, a Roma (quinto posto che diventerà quarto, dopo la squalifica per doping della cinese Liu Hong) di essere vicina alla migliore forma. Con lei, compongono un trio di assoluto valore Eleonora Giorgi (squalificata a Roma nei chilometri finali, quando era in lotta per l’argento) e Antonella Palmisano (assente alla rassegna iridata di tre mesi fa per infortunio, ma quinta ai Mondiali di Pechino 2015). L’esclusione della Russia ha rimescolato le carte nella specialità, e solo le cinesi appaiono chiaramente favorite nella caccia ai metalli olimpici (inclusa la stessa Liu Hong, che sarà al via dopo la sanzione-lampo di un mese). In campo maschile, lasciando in sospeso ogni considerazione relativa ad Alex Schwazer (il cui confronto al TAS è in programma l’8 agosto a Rio, a ridosso del via del programma gare dell’atletica), i cinquantisti, a cominciare da Marco De Luca (con lui TeodoricoCaporaso e Matteo Giupponi), mirano all’exploit della carriera. Il francese Yohan Diniz è il favorito assoluto, ma anche in questo caso la cacciata dei russi, seppure con una ricchezza di protagonisti (a cominciare da Tallent), apre scenari interessanti.

INCOGNITA MARATONA - La strada, da sempre amica dei colori azzurri, mette in primo piano anche maratoneti e maratonete: Daniele Meucci, seppure in un contesto pauroso (con l’Africa che propone favoriti a manciate, distribuiti in almeno tre continenti), ha dimostrato nella mezza di Amsterdam (bronzo) di essere in linea con la tabella di marcia di preparazione dei Giochi. L’esperienza di Ruggero Pertile (e la solidità di Stefano La Rosa), sono gli ingredienti che completano il mix tricolore per i 42km e 195 metri olimpici. Tra le donne, Valeria Straneo, magnifica nel biennio 2013-2014 (argento mondiale ed europeo), viene da altrettante stagioni tormentate: la sua lotta contro il tempo, alla ricerca della miglior condizione, sarà valutata domenica 14 agosto (via alle 14:30 italiane, con Anna Incerti e la dottoressa Catherine Bertone). L’incognita più grande in entrambe le prove, avversari ovviamente a parte, è rappresentata dal clima, e dalla la conseguente possibilità che cambino i ritmi di gara: l’inverno brasiliano alterna giornate di caldo ad altre molto più fresche e ventilate, con queste ultime che potrebbero contribuire a lanciare i primi su ritmi diversi da quelli abituali nelle prove “di campionato” (quando si lotta per le medaglie, e non per i tempi).

OLTRE I LIMITI - Chi sembra potenzialmente in grado di andare oltre i propri limiti è Libania Grenot. La quattrocentista di origine cubana, ad Amsterdam oro europeo bis (dopo quello vinto nel 2014 a Zurigo), sembra entrata in una nuova dimensione, tale da rendere l’obiettivo dell’ingresso in finale (mancato di poco sia a Pechino, sia a Londra) finalmente possibile. Si parla però dei 400 metri (batterie sabato 13 agosto anche per Mariabenedicta Chigbolu, semifinale il 14, finale a ferragosto), terreno dove il mondo intero propone protagoniste, e dove ipotizzare scenari credibili appare quanto meno complicato: tra statunitensi (a cominciare da Allyson Felix, che sarà al via della sola gara sul giro) e giamaicane, con la bahamense Miller a guidare la lista mondiale 2016 (49.55), gli spazi sembrano ristrettissimi. Il 50.43 realizzato dalla Grenot in semifinale ad Amsterdam ha riacceso le luci sull’azzurra. Il quesito a questo punto è: sarà possibile rivederla a Rio nelle stesse condizioni? Con lei, punta all’ingresso in finale anche il quartetto della staffetta 4x400m, bronzo europeo in Olanda (sarà nuovamente del gruppo l’ostacolista AyomideFolorunso, non schierata ad Amsterdam), anche se entrare nelle prime otto ai Giochi sarà un’impresa realizzabile solo con una prestazione molto prossima al record nazionale.

SALTI D'AZZURRO - Alessia Trost arriva ai Giochi nella fase finale di una stagione non particolarmente esaltante (o comunque, non in linea con le aspettative), condizionata com’è stata da problemi di varia natura. Finalista sia ai Mondiali indoor di Portland (settima) che agli Europei (sesta), la friulana ha certamente le potenzialità per piazzarsi tra le migliori a Rio, dove, esattamente come nella marcia, l’assenza delle russe libererà spazi significativi (a disposizione anche di Desirée Rossit, capace quest’anno di crescere fino a 1,97). Merita la citazione nel gruppo dei cacciatori di finale anche Fabrizio Donato, che a Rio, il 14 agosto (24 ore prima della qualificazione) compirà 40 anni, e che agli Assoluti di Rieti, malgrado un non eccellente rapporto con la pedana, era apparso in ottime condizioni di forma. Lo scenario della specialità, anche a causa dei tanti atleti vittime di infortuni (incluso il nostro Daniele Greco), è meno ricco del passato. E questo, indubbiamente, contribuisce ad alimentare le speranze.

PER CRESCERE ANCORA - Da un terzetto di atleti, infine, potrebbero arrivare prestazioni significative: non necessariamente piazzamenti da finale, ma risultati di valore sul piano tecnico, in grado di elevare il peso specifico della partecipazione italiana. Il riferimento è a Veronica Inglese, protagonista ad Amsterdam su 10000 metri e mezza maratona (argento individuale e a squadre in questa seconda gara, PB di 31:37.43 nei 10km), che a Rio correrà la prova in pista, a Matteo Galvan (finalista europeo dei 400m e due volte al record nazionale in stagione con 45.12), e a Yusneisy Santiusti (finalista continentale del doppio giro, apprezzata per la capacità di leggere tatticamente tutti i turni). La spinta giovane al carro azzurro ha i connotati e il carattere estroverso della già citata Ayomide Folorunso, l’ostacolista emiliana di origini nigeriane che compirà vent’anni solo a metà di ottobre. Ayo è stata fantastica ad Amsterdam: quarto posto (con il personale portato a 55.50) e podio sfiorato nei 400hs, malgrado ritmica e tecnica ancora da perfezionare. Per fare strada ai Giochi (con lei anche Marzia Caravelli e la rientrante Yadis Pedroso) c’è sicuramente bisogno di crescere ancora, ma l’approccio è esemplare.

Lottare, far strada nei turni, migliorarsi se possibile: questi gli obiettivi di tutti gli altri azzurri, a cominciare dai velocisti EseosaDesalu, Davide Manenti e Gloria Hooper, tutti alle prese con il mezzo giro di pista; discorso applicabile ai mezzofondisti GiordanoBenedetti (800m, finalista europeo ad Amsterdam), Yuri Floriani (3000st), Margherita Magnani (1500m), o alle saltatrici DariyaDerkach (triplo) e Sonia Malavisi (asta). Silvano Chesani (alto) è l’unico superstite di quella che avrebbe dovuto essere una vera e propria armata (con gli appiedati Gimbo Tamberi e Marco Fassinotti): le sue condizioni, però, seppure in crescita, non sembrano obiettivamente quelle dell’inverno 2015 (quando fu argento europeo in sala); anche Marco Lingua (martello) è solo, nel senso di essere l’unico rappresentante dei lanci azzurri. Fatto, questo, su cui bisognerà riflettere a fine quadriennio.

I NUMERI DI SEMPRE - Pillole statistiche, per concludere. Nella storia dei Giochi, l’Italia ha collezionato 60 medaglie: (19 d’oro, 15 d’argento, 24 di bronzo), 46 delle quali dalla squadra maschile; l’edizione più ricca fu quella (dimezzata) di Los Angeles 1984 (sette medaglie, con 20 finalisti), seguita da Londra 1948 (1-3-1) e Berlino 1936 (1-2-2). A secco di medaglie solo in tre edizioni: 1906, 1928 e 1956 (quest’ultima, l’unica nel secondo dopoguerra). Solo quattro Paesi hanno avuto propri rappresentanti nell’atletica in tutte e 28 le edizioni dei Giochi (inclusa quella decennale del 1906): Australia, Francia, Gran Bretagna e Grecia. L’Italia vanta 26 partecipazioni (mancano quelle del 1896 e 1904), e si colloca al terzo posto con Ungheria e Canada. Abdon Pamich (1956-1972), Pietro Mennea (1972-1988) e Giovanni De Benedictis (1988-2004) guidano, con cinque partecipazioni, la lista degli azzurri più presenti (anche Fiona May ne vanta cinque tra il 1988 e il 2004, la prima con la maglia della Gran Bretagna). Pietro Mennea è da tempo il leader mondiale per numero di turni ai Giochi Olimpici: ben 32 (con nove finali); nella speciale classifica, lo segue Carl Lewis (29). Infine, la statistica delle statistiche: il numero complessivo di finalisti italiani (primi otto)? Duecentoquarantuno, capaci di collezionare 774 punti. Ok, si può cominciare.

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Commenti? | Aug 02, 2016

"Sicurala 6 Ore di Barletta": Gara podistica sulla distanza temporale delle 6 ore

Posted by linfordbif in Training

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E’ importante sentirsi parte di una squadra con obiettivi ben definiti. Le squadre con atleti che ci credono e si impegnano ottengono sicuramente buoni risultati e riescono a compiere delle imprese grandi. Nel 2016 la squadra Barletta Sportiva ha vinto il primo posto come squadra con maggior numero di partecipanti alla gara di 100km del al Passatore, una classica delle da Firenze a Faenza e, felicissimo il presidente della squadra Barletta Sportiva, Enzo Cascella che si esprime con queste parole: “È sicuramente il risultato più importante del nostro 2016, proprio perché è stato ottenuto nell’ultramaratona più importante d’Italia e tra le più prestigiose al mondo. Sono fiero ed orgoglioso dei nostri atleti.”

Ma non si finisce mai di correre e di organizzare eventi di corsa per chi è appassionato, e così l’ASD BARLETTA SPORTIVA 3334714852 enzocascella@gmail.com è lieta di invitare tutti gli interessati alla Conferenza stampa Giovedì 21 luglio ore 19,30 c/o “Caffè con vista” piazza Castello retro cattedrale a Barletta per presentare la seconda edizione della “SICURALA 6 ORE di BARLETTA”, una gara podistica di ultra maratona, tra le prime in Italia per numero di partecipanti che si terrà il 23 luglio nella città della disfida.

La “SICURALA 6 ORE di BARLETTA” ha l’egida dello I.U.T.A. (organizzazione di ultra maratone), il Coni Bat, la U.I.S.P. Nazionale (Unione Italiana Sport per tutti), la F.I.D.A.L. provinciale Bari – Bat (Federazione Italiana di Atletica Leggera).

La gara avrà la durata di 6 ore, praticamente si svolgerà dalle ore 17,00 alle ore 23,00. Il ritrovo, la partenza e l’arrivo saranno posizionati c/o il ristorante il Covo delle Sirene, in Via Carlo d’Asburgo nei pressi dell’ingresso principale del castello.

Il percorso gara sarà di un anello, di circa 1500 metri che circumnavigherà il bellissimo castello svevo di Barletta, in pratica con la partenza in via Carlo d’Asburgo, Via Mura del Carmine, Piazza Marina, Via Ferdinando Cafiero, Via Regina Elena, Corso Cavour e nuovamente Via Carlo D’Asburgo; vince la gara chi realizzerà più giri, praticamente chi correrà più km.

E’ prevista la partecipazione di atleti e Ultra maratoneti provenienti da tutta Italia, sicuramente accompagnati da amici e famigliari, ai quali Enzo Cascella presidente Asd barletta sportiva rivolge alcune parole: “potremmo offrire il bellissimo scenario del percorso gara del castello, e delle altre nostre bellezze cittadine; a tal proposito pensiamo di predisporre delle visite turistiche organizzate a favore degli stessi forestieri. La nostra mission : organizzare al meglio una manifestazione sportiva che funga da volano e quindi un efficace strumento di crescita economico, culturale e sociale del nostro territorio.”

Nella Puglia si sta diffondendo da alcuni anni la cultura delle ultramaratone, squadre con numerosi atleti maratoneti, sono in pole position Barletta Sportiva, ma ci sono anche tanti ultramaratoneti nella città di Putignano dove trascinatore è Vito Intini atleta di livello nazionale ed ora coordinatore del settore maschile dell’ultramaratona Nazionale, inoltra a Manfredonia si sta sviluppano la cultura delle lunghe camminate su strada e su sentieri grazie all’ultramaratoneta Michele Spagnuolo che ora si definisce un podista prestato al cammino, ma anche in altre città ci sono diversi ultramaratoneti come Adelfia, Noci, Corato, Massafra, Lucera sono tanti i forti Ultramaratoneti come Angela Gargano, Luisa Zecchino, Nunzia Patruno, Maria Moramarco (Mary Moor), sicuramente dimenticherò tanti perché è da poco che mi sono affacciato in questo mondo che ho approfondito attraverso interviste ai tanti ultrarunner e partecipando ad alcune ultramaratone ed Ironman ed ora sta per uscire il mio nuovo libro dal titolo “Ultramaratoneti e gare estreme” casa editrice Nuove Prospettive.

 

Matteo SIMONE

Commenti? | Jul 26, 2016

ALLENAMENTO RIPETUTE PER IL MEZZOFONDO: IL 6 X 1000

Posted by linfordbif in Training

Uno degli allenamenti piu´ classici e gettonati nel mezzofondo e´ sicurament il 6x1000.   

 
 
Il 6x1000 e´un allenamento che possiamo classificare di "potenza aerobica" ideale per chi prepara i 3000 ed i 5000 ma anche molto importante per chi si destreggia sui 10,000, gare su strada ed anche mezza e maratona.
 
I recuperi direi di variarli a seconda del livello dell´Atleta, quindi direi di tenere come recupero il tempo con cui si corrono i 1000. Quindi se riesci a correre 6 volte i mille in 3´00 recupererai 3´, se li corri in 4´ terrai 4´come recupero.
 
Diciamo che piu´ li corriamo veloci piu´poi possiamo abbassare ultriormente i recuperi, quindi per un corridore di alto livello che riesce a correrli in 3´20", 3´ o sotto e´ consigliabile tenere recuperi anche piu´bassi sino a toccare i 90" o anche recuperi attivi in sourplasse.
 
Per corridori che faticassero a tenere una media di 5´00, ed Atlete che faticassero a tenere 6´00", consiglierei di fare un 4x1000 sino a che non riusciranno a tenere agiatamente queste medie.
 
Questo allenamento e´ anche un Test ideale per capire in quanto si possan corrrere i 3000, i 5000 ed i 10,000.
  • Test per i 3000: Somma dei Tempi medii - 2%= Tempo sui 3000
  • Test per i 5000: Somma dei Tempi medi + 3%= Tempo sui 5000
  • Test per i 10000: Somma dei Tempi medi + 6%= Tempo sui 10000 
VIDEO: RIPETUTE 6X1000
 
Buon allenamento!
 

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

Commenti? | Jul 19, 2016

Federica Liberati, runner: il mio sogno si chiama Tokyo 2020

Posted by linfordbif in Training
Matteo SIMONE
Federica Liberati, molto simpatica, ambiziosa e competitiva, alcuni anni fa la vidi vincere un 5.000 metri di corsa a piedi.
Curiosi i suoi racconti, di una donna che ama correre ed ogni luogo diventa idoneo per questo anche il giardino di un ospedale, noi corridori la comprendiamo perché in fondo anche noi siamo così, sempre le scarpe a seguito si può correre in ogni luogo ad ogni ora. Ecco di seguito cosa ci racconta.
Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Si, molto più di una volta e non solo in gara ma anche in allenamento!”
A volte la corsa diventa un vero piacere così che gli allenamenti sono occasioni per divertirsi, per misurare, per fare imprese anche in allenamento, sfide non solo in gara ma anche in allenamento, sono tanti che si organizzano sedute di allenamento performanti o lunghissimi, per esempio ho conosciuto un atleta che si è organizzato da solo una 24 ore di corsa di allenamento a Perugia.
Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Ho cominciato da piccolissima col nuoto e poi per caso ho scoperto di essere forte nella corsa in competizioni studentesche.”
Se la incontri la corsa o un altro sport e ti accorgi di essere portato allora è facile che non te la fai scappare, è come incontrare un partner per caso e ti accorgi che siete fatti l’un per l’altro, perché abbandonarlo.
Quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Risultati, benesere psicofisico, socievolizzazione.”
Tre fattori importanti che hanno a che fare con le motivazioni dell’essere umano, da una parte una motivazione estrinseca e cioè i riusltati per farsi riconoscere, farsi apprezzare, dall’altra una motivazione intrinseca, cioè il piacere di fare sport, il benessere che si nota sul proprio corpo fisico ma anche il risultato delle endorfine che vanno in circolo e che ti procurano piacere, tutto ciò è coronato dalla condivisione con gli amici che praticano lo stesso sport, con la squadra, il team che si crea che è di supporto ad ogni singolo atleta.
Quale alimentazione segui prima, durante e dopo una gara? Usi farmaci, integratori? “Uso normali integratori salini. Alimentazione normale.”

Nello sport chi ha contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Il mio ex allenatore Fabio Martelli. Ora corro per la LBM SPORT TEAM, sono sostenuta dal presidente Gianfranco Balzano col quale ho un rapporto paterno, e in questo periodo la parte tecnica me la sta seguendo il mitico Luciano Allegretti, con 53 anni di esperienza di allenamento sul campo (ne ha 71).
E’ importante avere persone che ti seguono che ti diano sani suggerimenti e programmi di allenamento per il raggiungimento degli obiettivi, per trasformare sogni in realtà. Conosco Fabio e lui stesso ha trasformato tanti sogni in realtà e raggiunto tanti obiettivi, ha iniziato ad appassionarsi allo sport in particolare l’atretica quasi 20 anni fa e lo guidai per la preparazione della sua prima maratona, non ero allenatore, gli diedi un programa di allenamento comune per preparare una maratona in 3 mesi con il tempo di 3 ore e mezza e lui dimostrò di essere portato per questo dipo di sport, ci mise 3 ore e 29’. E poi ha continuato a portare avanti i suoi obiettivi e trasformare i suoi sogni in realtà. Ora riesce a farlo anche con le persone che segue ed allena.
Qual è stata la gara della tua vita, dove hai dato il meglio di te o dove hai sperimentato le emozioni più belle? “La maratona di Roma… che ho corso di nascosto arrivando prima Italiana.”
Sembra avere una marcia in più Federica, sa quello che vuole e se lo prende, è consapevole, assertiva, ha ottime strategie di coping, elevata autoefficacia e resilienza sviluppata, in seguito racconterà come è uscita fuori da situazioni difficili ed ha sempre ripreso alla meglio. Sentiremo ancora parlare di Federica.
Qual è una tua esperienza che ti possa dare la convinzione che ce la puoi fare? “Una serie di espereinze… come quella di essere uscita da 26 ore di rianimazione e il giorno dopo correre nel giardino dell’ospedale.”
Come dicevo, Federica sa come uscire dalle situazioni difficile da resiliente, più forte dii prima, anzi trae lezioni importanti dalle situazione difficili, una sorta di crescita post traumatica.
Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua attività sportiva? “Pensano che sia molto forte in maratona ma ancora giovane, ho almeno 15 anni davanti a me per sviluppare il mio potenziale.”
Tutto passa, tutto cambia, il mio invito per Federica è pensare da qui a 15 anni per un obiettivo importante, per trasformare un sogno in realtà, ma ora è il momento di agire, meglio stabilire obiettivi più vicini difficili, sfidanti ma raggiungibili. E’ importante comunque avere il supporto della famiglia.
Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Ho corso la maratona di Roma di nascosto e sono arrivata prima Italiana, finita sui giornali e al telegiornale.”
Grande potenziale ha Federica, sicuramente anche il suo allenatore ne è rimasto contento ed orgoglioso per l’impresa della sua atleta, a volte i migliori sono difficle daestire.
Cosa hai scoperto del tuo carattere nel praticare sport? “Che non mollo mai!”
Quali sono le tue capacità, risorse, caratteristiche, qualità che hai dimostrato di possedere? “Pazienza.”
Che significa per te partecipare ad una gara sportiva? “Misurarmi con me stessa.”
Quali sono o sono state le sensazioni che sperimenti facendo sport: pregara, in gara, post gara? “Emozioni di tutti i tipi: ansia, felicità, delusione, soddisfazione.”
E’ il bello dello sport, si sperimenta la vita, si vive con tutte le sensazioni e si sperimentano dtutte le emozioni. Importante e ssapersi conoscere e considerare che quello che senti come viene così se ne va, quindi accogliere quello che viene.
Quale è stata la gara più estrema o più difficile? “La finale di un campionato italiano a volpiano di corsa campestre sulla e sotto la neve.”
Immagino che Federica si è divertita come una ragazzina con la neve, quando si superano le esperienza difficile ed estrema rimane la felicità dell’esperienza, di essere riusciti nonostante tutto, e questo aumenta autoefficacia e sviluppa resilienza, pian pano si arriva a pensare che si è capaci di affrontare tutto nello sport e nella vita. Sport come scuola di vita.
Quali sono le difficoltà, i rischi, a cosa devi fare attenzione nel tuoo sport? “Agli infortuni.”
Come si dice chi lavora sbaglia e così è anche per lo sport chi si allena forte e duramente può andare incontro ad infortuni, ma si può anche prevenire ora ci sono tanti professionisti e tante tecniche e metodi a disposizione per recuperare, per rilassarsi.
Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che più spesso ti hanno indotto a fare una prestazione non ottimale? “Pioggia, vento e dissenteria.”
Cosa ti ha fatto mollare o cosa ti fa continuare a fare sport? “Continuo perché ho un sogno chiamato Tokyio 2020!
Chissà che vorrà fare Fedeerica a Tokyio, continuerà a stupire noi e lei stessa.
Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Tanta pazienza.”
Quale può essere un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi allo sport? “Vi cambia la vita.”
C’è stato il rischio di incorrere nel doping nella tua carriera sportiva? “Si molto spesso.”
Quale può essere un messaggio per sconsigliare l’uso del doping? “Allenatevi.”
Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport? Per quali aspetti ed in quali fasi dell’attività sportiva? “Si molto importante perché spesso viene voglia di mollare tutto, specie nel mio caso, 1 anno e mezzo ferma, non credevo di riprendermi più.”
Se potessi tornare indietro cosa faresti? O non faresti? “Farei meno la saputella e ascolterei il mio allenatore.”
La vita è tutta un’esperienza, si sbaglia ma si apprende anche dagli errori, si fa sempre in tempo ad ascoltare l’allenatore.
Quali sono i sogni che hai realizzato e quali quelli da realizzare? “Sono piena di trofei, ma il mio sogno si chiama Tokyo 2020.”

Matteo SIMONE
Psicologo, Psicoterapeuta
Commenti? | Jul 17, 2016

Le emozioni di Valeria Straneo in preparazione per Rio 2016

Posted by linfordbif in Italia

Straneo Valeria 2012 foto Roberto MandelliIl pass per le Olimpiadi di Rio di Valeria Straneo porta il suo inequivocabile marchio di fabbrica. Conquistato lo scorso 12 giugno alla maratona tedesca di Wurzburg, dopo una serie interminabile di infortuni e dopo venti mesi dall’ultima maratona, quella di New York 2014 (dove era stata 8^ in 2h29’24”), quest’importante obiettivo ha dimostrato ancora una volta la grinta e la tenacia dell’atleta alessandrina. In quell’occasione, l’azzurra, argento mondiale a Mosca 2013 ed europeo a Zurigo 2014, si è aggiudicata il minimo Iaaf che ancora le mancava: 2h45'00".

 

Il dado è tratto, quindi. Valeria Straneo, da qualche giorno in raduno tecnico a St.Moritz con il resto della nazionale di atletica, non ha mancato di fare tappa, a fine giugno, anche in Toscana, lungo la costa di S.Vincenzo, al resort Poggio all’Agnello, dove in più di un’occasione ha rifinito la sua preparazione atletica.

 

Qui l’ha incontrata Alessandra Cozzi per una breve intervista in cui ci racconta emozioni e aspettative alla vigilia dell’appuntamento a cinque cerchi.

 

Siamo qui a Poggio all’Agnello, località molto bella e molto cara per Valeria. Che cosa significa per te questo posto, che cosa ha significato negli anni, ma soprattutto in questo momento della tua vita?

Ormai è da qualche anno che vengo ad allenarmi qui al “Poggio” e trovo che sia un luogo ideale per allenarsi, perché c’è veramente disponibilità di tantissime cose che servono ad un atleta: la palestra, la piscina, percorsi per correre su sterrato, asfalto, mossi. Quindi ci sono tutta una serie di servizi e strutture che sono perfette per potersi allenare veramente al meglio; anche la cucina è a misura di atleta, perché c’è il “menù sportivo” fatto di cibi semplici, vari ed adatti agli allenamenti.

 

Hai raggiunto recentemente un traguardo molto importante, ovvero la qualificazione per Rio 2016. Come ci sei arrivata e chi ti senti di ringraziare?

Speravo che questa qualificazione fosse un po’ più facile; ero già stata preselezionata a fine 2015, purtroppo ho avuto degli infortuni che hanno condizionato negativamente la mia preparazione e ho dovuto, alla fine, rincorrere questa qualificazione e ripiegare su una maratona che non avevo assolutamente previsto, cioè quella di Wurzburg in Germania. Infatti io avrei dovuto correre la Maratona di Nagoya a marzo 2016. E’ stata una rincorsa molto affrettata, perché l’infortunio che mi è accaduto a febbraio, durante la mezza maratona di Verona, me lo sono portato dietro per due mesi e mezzo e ho potuto ricominciare ad allenarmi solo ai primi di maggio. La maratona l’ho corsa il 12 di giugno…

 

Con un grande risultato!

Si, diciamo che sono molto soddisfatta, perché non era per nulla scontato, anche se l’ho corsa a ritmi molto più blandi rispetto a quelli cui sono abituata.

Voglio ringraziare tantissimo il mio fisioterapista che mi ha seguito e che mi segue ormai da anni, Maurizio Odorizzi e anche la Federazione, Massimo Magnani in particolare, che mi ha seguita passo dopo passo in questi mesi difficili. Ho sempre avuto il loro pieno sostegno e quindi voglio ringraziarli davvero di cuore.

 

La gioia di questa grande notizia, arrivata dopo un lungo periodo di recupero dal tuo infortunio, a cosa può essere paragonata? Alla vittoria di una gara? Di una maratona?

E’ la vittoria di essere in squadra, è una piccola vittoria, perché di strada ce n’è davvero ancora tanta da fare. E’ la soddisfazione di essere di nuovo in squadra per partecipare alla mia seconda Olimpiade, quindi…una grande soddisfazione!

 

Come proseguirà la tua preparazione?

Starò ancora qualche giorno al Poggio all’Agnello, ormai ci sono da una decina di giorni, giusto per riprendere la programmazione dopo aver corso la maratona di Wurzburg. Ho iniziato a fare dei lavori specifici e molto, molto faticosi. Dal 2 luglio sarò a St Moritz, dove farò la preparazione in altura e sicuramente sarà un altro periodo di grande fatica, perché, ripeto, la mia condizione non è ancora ottimale e bisogna stringere i denti, perseverare, andare avanti e crederci. Sono contenta, perché di settimana in settimana vedo che ci sono dei miglioramenti e sono ottimista. Penso e spero di arrivare a un’ottima condizione giusto in tempo per Rio. Se ci fosse stata qualche settimana in più, sarei stata più contenta, ma le cose sono andate così, quindi va bene lo stesso.

 

Quando partirai per Rio, che cosa porterai con te dell’Italia, a livello di ricordi, portafortuna, pensieri?

Non sono per niente scaramantica e non sono particolarmente legata a gadgets, oggetti, riti. Di solito, quando corro una gara voglio sempre avere qualcosa dei miei figli addosso, come ad esempio gli orecchini con la coccinella che ho “rubato” a mia figlia, qualche braccialettino. Diciamo che mi porto tutte le persone che mi hanno aiutato sino ad ora nel mio cuore, sicuramente saranno con me in gara e anche gli affetti più cari: mio marito e la mia famiglia, saranno sicuramente loro che correranno con me!

 

Quindi da casa, i tuoi figli, capiscono l’impegno della loro mamma e la gioia che provi?

Si, capiscono anche se non capiscono sino in fondo che dovranno lasciarmi per un mese durante il quale dovrò fare allenamenti molto impegnativi, dove devo stare tranquilla e concentrarmi solo su di essi. Sono contenti: mia figlia, come compito a scuola, mi ha scritto una lettera dove diceva che sperava che mi passasse il dolore, è stata molto carina, perché ha colpito proprio nel segno e ha visto quanto fosse importante per me stare bene per poter continuare ad allenarmi. Penso che anche loro abbiano sofferto con me questi mesi di infortunio e poi gioito per la mia “resurrezione”.

 

Un’ultima domanda: quando corri una gara importante come una maratona olimpica, nella tua testa che cosa pensi? C’è un pensiero che ti aiuta ad andare avanti nei momenti difficili? Come pensare a un familiare, oppure hai qualcosa che ti aiuta?

Nei momenti più difficili il pensiero va a tutti quelli che mi hanno aiutata e mi hanno permesso di arrivare sana e in forma all’appuntamento. Sono anche molto concentrata e non mi distraggo molto, faccio molta attenzione a tutto quello che mi accade in gara: sul mio ritmo, sulle avversarie, sui ristori, sulla strada, alla fine è tanta la concentrazione.

Commenti? | Jul 14, 2016

Arezzo: gran finale per i master

Posted by linfordbif in Mondo Master
Arezzo: gran finale per i master11 Luglio 2016

Stabilite in tutto 17 migliori prestazioni italiane, nella rassegna tricolore “over 35” su pista

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Si chiudono le tre giornate dei Campionati Italiani Master, allo stadio Enzo Tenti di Arezzo, con altre sei migliori prestazioni nazionali nell’ultima sessione. Alla fine quindi il totale è di 17 record battuti nella rassegna tricolore “over 35” su pista, notevole anche per le grandi cifre di partecipazione (oltre 2800 atleti-gara iscritti). Nel triplo SM50 il protagonista è Michele Ticò (Us Quercia Trentingrana), che si impadronisce del primato di categoria con 13,12 (+1.2): ingegnere trentino di Volano, lavora come direttore tecnico in un’azienda di impianti termici ma riesce comunque ad allenarsi regolarmente a Rovereto, in pausa pranzo oppure la sera. Infatti non ha mai interrotto l’attività agonistica ed è spesso presente alle manifestazioni internazionali master. Dalle pedane dei lanci arriva l’impresa della toscana Veronica Becuzzi(Atl. Firenze Marathon): un’atleta che nel recente passato ha vinto 4 titoli italiani assoluti per indossare 8 maglie azzurre, e stavolta con 45,07 incrementa il suo limite del giavellotto SF45. Sempre al femminile, Maria Grazia Rafti (Liberatletica Roma) atterra a 8,00 (-0.1) nel triplo SF65, mentre nel martello con maniglia corta SF75 Maria Lategana (Cus Lecce) si migliora con 9,73. Due record dalle staffette 4x400 metri, con le donne SF50 dell’Assi Giglio Rosso Firenze (Daniela Aldrovandi, Lucia Samuelli, Giusy Lacava, Fabrizia Malatesti) in 4:32.02 e gli uomini SM75 della Liberatletica Roma (Natale Scaringi, Renzo Petricola, Maurizio Pace, StelvioTripepi) in 5:50.26.

Soltanto il vento troppo generoso, misurato a +2.7, impedisce a Miriam Di Iorio (Us Aterno Pescara) di realizzare il nuovo primato italiano SF50 dei 200 metri. Abruzzese di Vasto, si allena a Lanciano e ha ripreso tre anni fa, dopo quasi un trentennio di stop, ma da allieva nel 1983 è stata in Nazionale frequentando i raduni di Formia con il maestro della velocità azzurra Carlo Vittori. “Un bel periodo - racconta la sprinter - e adesso lo sto rivivendo. L’atletica è uno sport bellissimo, che fa crescere in modo sano”. Valori da trasmettere anche ai giovani, visto che segue i bambini delle scuole elementari nell’attività motoria, oltre al suo lavoro in un negozio di antiquariato. Nella categoria SF70 oro per Giusy Sangermano (Trieste Atletica) in 34.75 (0.0), all’indomani del record sui 100 metri. Ha iniziato tardi, dopo aver spento 36 candeline, però da allora non ha più smesso per ottenere i suoi migliori risultati assoluti intorno ai 50 anni.

Tante sfide interessanti, oltre ai primati, in un caldo weekend nella città toscana.

Sui 200 SM65 Livio Bugiardini (Sef Macerata) con 27.20 (+1.4) precede VincenzoFelicetti (Fiamma Atl. Catanzaro), secondo in 27.28, mentre il campione SM50 è Mauro Graziano (Atl. Canavesana) con 23.60 (-1.6) davanti a Walter Comper(Atl. Virtus Castenedolo), 23.66. Nel mezzofondo Lucia Pollina (Cus Palermo) corre in 2:14.35 sugli 800 SF40 e tra gli uomini Giuseppe Ugolini (Olimpia Amatori Rimini), ex giocatore di pallamano, si conferma l’uomo nuovo della categoria SM55 con la doppietta 800-1500 metri. Applausi per Gabriele Bianchi(Atl. Pescia), livornese dell’Atletica Pescia, classe 1923 e quindi SM90, che ha chiuso in 12:39.98 nei 1500 e con 6:20.33 sugli 800 metri. Nel martello con maniglia corta Rosanna Rosati (Romatletica Footworks) sfiora invece il suo record SF55 con 11,88. Tutto questo in una bella edizione della rassegna tricolore, organizzata con impegno e passione dall’Unione Polisportiva Policiano Arezzo Atletica del presidente Fabio Sinatti. Per i master adesso l’attenzione si sposta sulla finale del Campionato italiano di società su pista, in programma il 17-18 settembre a L’Aquila, poi i Mondiali di Perth (Australia) dal 26 ottobre al 6 novembre.

Luca Cassai

RISULTATI/Results

CAMPIONATI ITALIANI MASTER
Arezzo, 8-10 luglio 2016

MIGLIORI PRESTAZIONI ITALIANE
Triplo SM50: Michele Ticò (Us Quercia Trentingrana Rovereto) 13,12 (+1.2)
100hs SM55: Hubert Indra (Südtirol Team Club) 15.72 (+0.7)
4x100 SM55: Olimpia Amatori Rimini (Zaccaria Facchini, Paolo Mazzocconi, Franco Zamagni, Gianni Becatti) 47.20
300hs SM75: Francesco Bruni (Collection Atl. Sambenedettese) 59.88
4x100 SM75: Atletica Ambrosiana (Galdino Rossi, Giovanni Lambri, Romano Carniti, Roberto Vaghi) 1:01.84
4x400 SM75: Liberatletica Roma (Natale Scaringi, Renzo Petricola, Maurizio Pace, Stelvio Tripepi) 5:50.26
Martello SM85: Carmine Cammarota (Atl. Posillipo) 14,08
Giavellotto SF45: Veronica Becuzzi (Atl. Firenze Marathon) 45,07
4x400 SF50: Assi Giglio Rosso Firenze (Daniela Aldrovandi, Lucia Samuelli, Giusy Lacava, Fabrizia Malatesti) 4:32.02
80hs SF55: Erika Niedermayr (Südtirol Team Club) 13.69 (0.0)
300hs SF55: Erika Niedermayr (Südtirol Team Club) 54.37
Lungo SF55: Patrizia Pasini (Atl. Virtus Castenedolo) 4,44 (-0.2)
4x100 SF55: Atletica Virtus Castenedolo (Mariuccia Quilleri, Barbara Ferrarini, Patrizia Pasini, Paola Pasini) 55.77
Triplo SF65: Maria Grazia Rafti (Liberatletica Roma) 8,00 (-0.1)
100 SF70: Giusy Sangermano (Trieste Atletica) 16.30 (+0.2)
Lungo SF75: Maria Lategana (Cus Lecce) 2,52 (+0.9)
Martello m.c. SF75: Maria Lategana (Cus Lecce) 9,73

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Commenti? | Jul 11, 2016

Europei, Tamberi vola sull'oro di Amsterdam

Posted by linfordbif in Mondo Master
Europei, Tamberi vola sull'oro di Amsterdam10 Luglio 2016

 

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Il marchigiano strapazza gli avversari, imponendosi con soli quattro salti (senza errori fino a 2,32). Bronzo per la staffetta 4x400 donne (Chigbolu, Spacca, Bazzoni, Grenot) in 3:27.49. Folorunso quarta nei 400hs (55.50, PB)

Esaltante chiusura di Campionato Europeo, ad Amsterdam, per la squadra italiana. Nell'ultima sessione di gare, arriva l'oro di Gianmarco Tamberi, al termine di una prova di schiacciante superiorità (quattro soli salti, senza errori, per arrivare alla misura di 2,32 che è valsa l'oro). Per il marchigiano, con il caratteristico marchio di fabbrica dell'"Halfshave", anche tre tentativi (falliti) a 2,40, ed il solito show con il pubblico. In fondo al pomeriggio, arriva anche uno storico bronzo per la staffetta 4x400 donne (3:27.49), trascinata da una incontenibile Libania Grenot nella frazione conclusiva, nella quale rimonta quattro posizioni (crono ufficiale da 49.73 lanciato). Ayomide Folorunso, vent'anni ancora da compiere, sfiora il podio nei 400hs, piazzandosi al quarto psoto e stabilendo il personale con 55.50 (quinto crono italiano all-time). Ottavi posti per Giordano Benedetti negli 800, Yeman Crippa (anche lui non ancora ventenne) nei 5000, e per la staffetta 4x100 donne; il quartetto veloce maschile corre in 38.69 ed è quinto, tempo che non basta per la qualificazione ai Giochi olimpici di Rio (a conti fatti, l'Italia è 18esima nel ranking mondiale, a 12 centesimi dall'utimo posto utile). Sette podi (due dei quali nella classifica a squadre della mezza maratona) mettono l'Italia al nono posto del medagliere europeo, guidato da una sorprendente Polonia (12 medaglie, sei delle quali d'oro). Nella classifica a piazzamenti ufficiale, gli azzurri sono ottavi, con 18 finalisti (più i due piazzamenti di squadra) che collezionano complessivamente 82 punti (13 sono però riferiti al team di maratona). Ben dieci i primati personali raccolti dagli atleti col tricolore sul petto. 

di Marco Sicari

LA CRONACA DELLA GIORNATA

Le altre finali
Pronostico confermato nel getto del peso: l'oro va al tedesco David Storl, 21,31, dodici centimetri meglio del polacco Haratyk, 21,19; il portoghese Arnaudov liquida con un lancio a 20,59, le velleità del giovanissimo polacco Konradm Bukowiecki, battuto di un solo centimetro. I 3000 siepi donne vanno alla tedesca Felicitas Krause (9:18.85), ma in questa gara spicca l'impresa dell'albanese Luiza Gega, argento con 9:28.52 (record nazionale); bronzo alla turca Ozlem Kaya, 9:35.05. 

4x400 donne - Finale
L'ennesima conferma delle grandi condizioni di Libania Grenot arriva nella frazione finale della staffetta 4x400. La capitana azzurra trascina le compagne Mariabenedicta Chigbolu, Maria Enrica Spacca e Chiara Bazzoni sul podio europeo, con un ultimo giro capolavoro, nel quale, finalizzando il buon lavoro delle compagne, recupera quattro posizioni, facendo passare la squadra dalla settima alla terza (3:27.49). Chigbolu corre molto bene il primo quarto di miglio, consegnando il bastoncino alla Spacca in terza posizione; la reatina si lancia bene, e battagliando nel gruppo, termina a ridosso della terza piazza. Con la Gran Bretagna involata verso il traguardo, la Francia lascia la compagnia delle avversarie, gettande le basi per la conquista dell'argento. Chiara Bazzoni soffre, ma non molla, passando il bastone alla Grenot in settima posizione, ma non troppo lontano dal bronzo. La campionessa europea della prova individuale si lancia all'inseguimento, ma non smette di ragionare; l'ucraina Zemlyak, al contrario, tenta l'impossibile, correndo un primo 200 metri forsennato. L'azzurra sfrutta la scia dell'avversaria, e guadagna subito una posizione, poi sul rettilineo finale apre il gas e infila Ucraina, Germania e Polonia, fino al podio. Il cronometro dice 3:27.49 per le azzurre, terze dietro Gran Bretagna (3:25.05, miglior prestazione mondiale dell'anno) e Francia (3:25.96). Un risultato storico per la staffetta del miglio, che coglie la prima medaglia nella storia della manifestazione. Questi i rilevamenti ufficiali dei tempi delle frazioniste: Chigbolu 52.6, Spacca 51.6, Bazzoni 53.40, Grenot 49.73 (la frazione più veloce, a precedere l'ucraina Zemlyak, 49.81, e la francese Guei, 49.92). A Rio, il quartetto, al quale potrà essere aggiunta l'esplosiva Ayomide Folorunso (oggi tenuta fuori per la vicinanza alla finale dei 400hs) potrà lottare per un prestigioso ingresso in finale.

800 uomini - Finale
Giordano Benedetti arriva alla finale in riserva di energie, e purtroppo fin dallo sparo la cosa appare evidente.

Il trentino è ottavo in 1:47.64, di fatto senza mai essere riuscito ad entrare in gara. Tutto si svolge come previsto: l'olandese Kupers si lancia sul ritmo, passando in 52.51 e poi in 1:19.12. L'agguato polacco però è pronto: Adam Kszczot e Marcin Lewandoski fanno 1-2 (1:45.18 e 1:45.54), lasciando il bronzo al britannico Elliot (stesso tempo dell'argento). Il bosniaco Tuka è beffato (quarto, 1:45.74), mentre il francese Bosse (1:45.79) è quinto. Benedetti chiude la fila, comunque da finalista.

Alto uomini - Finale
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Una superiorità schiacciante. Anzi, va detto, per certi versi, anche imbarazzante. L'oro di Gianmarco Tamberi arriva, com'era nelle speranze di chiunque abbia a cuore l'atletica italiana; ma al marchigiano, campione del mondo indoor nel marzo scorso a Portland, bastano la miseria di quattro salti, per mandare sotto la doccia tutti gli avversari. Uncontested, o quasi, come pochi altri prima di lui. Ogni quota è valicata con sicurezza, sempre al primo tentativo: 2,19; 2,24; 2,29; 2,32. Nessuno riesce a pareggiare Tamberi a questa misura, e la gara si completa dunque in poco più di un'ora. Si arrendono i britannici Grabarz (secondo) e Baker (terzo), e il tedesco Onnen (anche lui al bronzo), tutti inchiodati a 2,29, e separati solo dagli errori commesi lungo il percoso di gara. Una impressionante dimostrazione di superiorità, quella messa in scena da "halfshave". Il primo errore del'italiano arriva a 2,40, la cifra che non smette di essere ostacolo insormontabile. In tutte e tre le prove (meglio le ultime due), Tamberi dimostra di non essere lontanissimo dal successo, pur con l'asticella che continua a cadere. Oggi però non importa. Gimbo è campione d'Europa, e gudagna punti-energia (come in un videogioco) in attesa del confronto chiave della stagione, quello olimpico a Rio de Janeiro. All'Olimpiade Tamberi incontrerà avversari straordinari: sicuramente Barshim, con ogni probabilità lo statunitense Kynard, e il canadese Drouin. Prima, con ogni probabilità, lo vedremo in azione a Montecarlo, venerdì prossimo, il 15 luglio, nella tappa Diamond League. In una sorta di anticipo dei Giochi. 

Triplo donne - Finale
La portoghese Patricia Mamona atterra ai 14,58 del primato nazionale nell'ultimo salto a disposizione, scavalcando l'israeliana Minenko (fino a quel momento al comando con 14,51) e andando a prendersi l'oro europeo. Il bronzo va alla greca Papahristou, 14,47, mentre a Dariya Derkach non riesce il colpo decisivo: il 13,89 del primo salto (serie: 13,89, v. -1.0; N; 13,56) non le consente di entrare nelle otto, assegnandole il decimo posto finale.

5000 uomini - Finale
Con un ritmo cosi tattico (5:36, 8:25, 11:11), è inevitabile che i finali di gara diventino vere e proprie lotterie. Non è chiaro se sia un record o meno, in ogni caso, i primi quattro sono racchiusi nello spazio di un centesimo di un secondo, cone le tre medaglie che condividono lo stesso tempo (!!), 13:40.85. Gli spagnoli Fifa e Mechaal fanno doppietta (con un ultimo mille sul piede dei 2:29), il bronzo va al tedesco Ringer. L'Italia metta la testa nel finale di corsa, con Yeman Crippa (anche lui vent'anni ancora da compiere, segno di un'Italia che sta cambiando davvero volto) che raccoglie avversari lungo gli ultimi 200 metri, e finisce il suo primo Europeo "da grande" all'ottavo posto (13:46.30). Jamel Chatbi è undicesimo (13:49.93).

1500 donne - Finale
L'olandese Sifan Hassan trova l'unico modo possibile per perdere un oro praticamente già vinto: lasciare che la gara si trasformi, nelle fasi iniziali, in una specie di sur-place ciclistica. I passaggi sono impossibili, ma alla rovescia: 1:23 ai 400, 2:46 agli 800, 3:49 ai 1200. Con velocità di questo tipo, in una finale europea, chi è dotato di doti da sprinter può diventare imbattibile; così, la polacca Cichocka produce l'affondo decisivo, affermandosi in 4:33.00; Hassn è argento, l'irlandese Magean bronzo. Margherita Magnani, che non è dotata della potenza necessaria per una performance di questo tipo, si butta coraggiosamente nella mischia, ma ne è presto rimbalzata fuori, terminando all'undicesimo posto, in 4:36.51.  

4x100 uomini – Finale
Non c’è gloria, per la staffetta veloce azzurra.

Un cambio pasticciato (il primo), ed uno “schiacciato” (il secondo), mettono fuori gioco il quartetto italiano, quinto in un 38.69 che non basta nemmeno per la qualificazione olimpica (Italia 18esima nel ranking mondiale, a 12 centesimi da Cuba, ultima qualificata alla data di oggi). Un doppio schiaffo che fa male, anche perché il valore del team tricolore, per le cose viste qui ad Amsterdam, non era inferiore a quello delle migliori avversarie. Massimiliano Ferraro, non del tutto immobile sul blocco, viene ammonito verbalmente dai giudici in occasione di una prima partenza, giudicata falsa ma – fortunatamente – non attribuita a nessun quartetto. Al secondo start, l’azzurro si muove bene, ma a fine frazione non trova agevolmente la mano di Federico Cattaneo: una imprecisione che risulterà fatale, anche se il compagno corre poi senza grandi problemi il suo rettilineo. Il cambio con Manenti è però ancora fonte di problemi: i due azzurri si "schiacciano" l'uno sull'altro, e finiscono per rallentare nel passaggio del bastoncino, errore che si somma al precedente. L’Italia è in lotta sulla linea del quarto posto, ma non basta la tenace frazione del 18enne milanese, per tenere la posizione: l’Italia è quinta (38.69), scavalcata dall’Olanda, quarta in 38.57. L’oro anche in questo caso è britannico (38.17), la Francia è seconda (38.38), la Germania va al bronzo (38.47).

4x100m donne – Finale
Nello stesso identico punto dove ieri, in batteria, Irene Siragusa e Gloria Hooper erano state protagoniste dell’unico problema del quartetto azzurro, il fattaccio si ripete, in proporzioni, se possibile, anche maggiorate. Hooper è costretta quasi a fermarsi a un paio di appoggi dal limite della zona cambio, per attendere l’arrivo della compagna; le due cambiano praticamente da ferme, ed in una finale europea questi sono errori a cui non è possibile porre rimedio. E’ un peccato, perché malgrado lo stop, il quartetto (completato da Martina Amidei e Audrey Alloh) chiude in 43.57, nemmeno troppo male viste le circostanze. L’oro va all’Olanda di Dafne Schippers, che fissa il record nazionale a 42.04, lanciando un chiaro avvertimento in prospettiva olimpica. Argento alla Gran Bretagna (42.45), bronzo alla Germania (42.48). L’Italia è ottava.

Martello uomini - Finale 
Solo un lancio va a referto nella finale di Marco Lingua. Il piemontese apre la sua serie con 70 metri esatti, ma poi incappa in due nulli che non gli permettono di andare a caccia di un posto tra i primi otto martellisti del Vecchio Continente. L'azzurro saluta Amsterdam in undicesima posizione. L'oro va al polacco Fajdek, il favorito della vigilia, con un lancio da 80,93 (e altri due oltre la fettuccia degli 80). Il 40enne Tokhon è argento con 78,84, la Polonia fa suo anche il bronzo con Nowicki, 77,53. (a.g.)

400hs donne - Finale
Ayomide Folorunso, segnatevi questo nome perché è un'altra giovane dell'onda azzurra. Vent'anni da compiere il prossimo 17 ottobre, oggi ha sfiorato il podio agli Europei assoluti. Quarto posto in 55.50, a soli 9 centesimi dal bronzo della svizzera Lea Sprunger (55.41). Una prova di carattere, da vera protagonista fino all'ottavo ostacolo dove la giovane ostacolista delle Fiamme Oro si è presentata praticamente al comando. Poi sul rettilineo la resa dei conti con un tre avversarie a guadagnare centesimi e medaglie sulle ultime due barriere. L'oro va così alla danese Sara Peteresen (55.12) sulla polacca Joanna Linkiewicz (55.33). Ayo, intanto, continua la sua scalata nelle liste italiane alltime: ora la quinta posizione è soltanto sua, dopo tre gare di seguito nel club, come lo chiama lei, dei "55 secondi". (a.g.)

RISULTATI/Results - TUTTE LE NOTIZIE/News - ORARIO E AZZURRI IN GARA - FOTO/Photos

LE SCHEDE DELLA SQUADRA AZZURRA/Italian Team - GLI EUROPEI IN TV

Commenti? | Jul 11, 2016

Europei, gli Azzurri ad Amsterdam

Posted by linfordbif in Manifestazioni

Europei, gli Azzurri ad Amsterdam

L'Italia dell'atletica nei Paesi Bassi per la XXIII edizione della rassegna. Promossi alle semifinali con la nuova norma ben sette azzurri: Galvan, Grenot, Hooper, Desalu, Bencosme, Folorunso e Caravelli.

 

È già pieno Europeo, per la nazionale azzurra. I 75 atleti convocati dal DT Massimo Magnani per la XXIII edizione della rassegna continentale, sono in via di arrivo ad Amsterdam. I primi ad atterrare in Olanda sono stati, in mattinata, quelli provenienti da Milano, mentre il resto del contingente tricolore sarà a disposizione nel corso della giornata. Dopodomani, mercoledì, il via alle gare, con circa trenta italiani – numero definito solo dopo la riunione tecnica – che affronteranno qualificazioni e primi turni nelle corse. Tra loro, subito in pedana le altiste Alessia Trost, Desirée Rossit e Erika Furlani (qualificazioni ale 11:05) e Marcell Jacobs nelle qualificazioni del lungo (13:05). In pista, scatterà anche per i nostri il nuovo meccanismo di qualificazione che l’Associazione Europea ha proposto quest'anno in via sperimentale: nelle gare dai 100 ai 400 metri (comprese quelle sugli ostacoli), gli atleti classificati nei primi 12 posti delle liste stagionali saranno infatti ammessi direttamente alle semifinali, saltando il primo turno, definito pre-qualification round. Attenzione: non i primi 12 dell’elenco degli iscritti, ma quelli, tra i presenti alla rassegna, che sono nella top-12. Risultano promossi<font size="3" face="arial,helvetica,sans-serif"> dunque Matteo </font>Galvan (400m, secondo nel vecchio continente quest’anno con il 45.12 del record nazionale stabilito a Rieti, durante gli Assoluti, primo tra gli iscritti), Libania Grenot (400m, quinta, con la russa Krivoshapka, fuori causa, a guidare l’elenco, ma seconda tra le iscritte dietro la francese Guei), Gloria Hooper (200m, ottava tra le iscritte), Eseosa Desalu (200m, quinto tra gli atleti presenti ad Amsterdam), Jose Bencosme (400hs, dodicesimo), Ayomide Folorunso (400hs, settima nella starting list) e Marzia Caravelli (400hs, undicesima). Per tutti loro, l'Europeo iniziarà dalla semifinale.

L’unica che affronterà una finale mercoledì – nella sola gara che assegni medaglie nella prima giornata – è Veronica Inglese, che sarà al via (alle ore 18:55) dei 10.000 metri. Domani, vigilia dedicata alla presa di contatto con le superfici di allenamento e gara, oltre che riservata agli incontri con la stampa (la delegazione azzurra incontrerà i media a Casa Atletica Italiana, alle ore 13). In più, nel pomeriggio, è in programma la cerimonia di apertura della manifestazione, prevista alle 17 in Museumplein, con il tricolore che sarà innalzato dalle mani di Gianmarco Tamberi, portabandiera della Nazionale Italiana. Notevoli i dati relativi alle cosiddette intenzioni delle emittenti TV, diffusi dall’Eurovisione (la RAI è presente con una squadra tecnica che curerà le immagini personalizzate: in regia Marco Spoletini, coordinamento di Riccardo Pescante, commento di Franco Bragagna, interviste di Elisabetta Caporale, studio con Luca Di Bella): 32 emittenti hanno confermato la trasmissione della manifestazione, con Eurosport che da sola innalza il numero a ben 54 territori coperti dal segnale. Da mercoledì, il vecchio stadio olimpico, sacro all’atletica olandese dall’edizione dei Giochi del 1928, si infiammerà per gli orange, capitanati da Dafne Schippers, la campionessa del mondo dei 200 metri, la cui immagine campeggia un po’ ovunque in tutta la città. Ad Amsterdam, è già pieno Europeo.

m.s. 

ELENCO ISCRITTI/Final Entries<font size="3" face="arial,helvetica,sans-serif"> - </font>ORARIO/Timetable<font size="3" face="arial,helvetica,sans-serif"> - </font>TUTTE LE NOTIZIE/News

Commenti? | Jul 06, 2016

Amsterdam, l'Italia nella prima giornata

Posted by linfordbif in Italia
Amsterdam, l'Italia nella prima giornata05 Luglio 2016

Domani iniziano i Campionati Europei con 30 gli italiani in gara: iniziano Trost, Rossit e Furlani nelle qualificazioni dell'alto. Finale dei 10.000 per Veronica Inglese.

<ins style="box-sizing: border-box; max-height: 500000px; display: inline-table; border: none; height: 60px; margin: 0px; padding: 0px; position: relative; visibility: visible; width: 550px; background-color: transparent" id="aswift_0_expand"></ins>

 

Poche ore al via dei Campionati Europei di Amsterdam. Domani mercoledì 6 luglio l’Olympisch Stadion ospita, per la prima volta nella sua pur gloriosa storia, la rassegna continentale. 30 gli italiani in gara nella prima delle cinque giornate di gara, 17 nella sessione mattutina e 13 in quella pomeridiana. Per tutti meno una saranno turni di qualificazione: l’unica a correre una finale sarà infatti Veronica Inglese, al via alle 18.55 di un 10.000 che assegna le prime medaglie di questi XXIII Europei.

Il regolamento sottrae al primo turno i velocisti nella top-12 continentale: in chiave italiana sono promossi direttamente alle semifinali quindi Matteo Galvan e Libania Grenot nei 400, Gloria Hooper ed Eseosa Desalu nei 200, Jose Bencosme, Ayomide Folorunso e Marzia Caravelli nei 400hs. Fra i 75 azzurri convocati dal DT Massimo Magnani, le prime ad entrare nello Stadio Olimpico per la XXIII edizione dei Campionati saranno allora Alessia Trost, Desirée Rossit e Erika Furlani, in pedana alle 11.05 per le qualificazioni del salto in alto. Toccherà poi a Micol Cattaneo e Giulia Pennella sui 100hs, mentre un’ora dopo (12.00) nel Vondelpark, il grande parco verde di fronte al celebre Rijksmuseum (e a due passi da Casa Atletica Italiana), entrano in azione gli specialisti dei lanci, e in particolare le discobole: inizia Natalina Capoferri (12.00) seguita da Valentina Aniballi e Stefania Strumillo(13.15). Alle 12.10 il colpo di pistola che segnerà l’inizio delle gare di sprint.

Sui blocchi Martina Amidei e Irene Siragusa nei 200 femminili, MassimilianoFerraro, Giovanni Galbieri e il 18enne Filippo Tortu nei 100 maschili (12.40). Alle 13.05 fari puntati sulla pedana del lungo, con Marcell Jacobs a caccia del pass per la finale. In chiusura di mattinata è in programma il primo turno dei 400, con Benedicta Chigbolu e Marta Milani (13.10) nella gara femminile e GiuseppeLeonardi (13.35) in quella maschile.

Il pomeriggio azzurro si apre con le spallate di Norbert Bonvecchio al Vondelpark (alle 17.05, mentre Roberto Bertolini entra in azione alle 18.40) e con i 400 hs di Mattia Contini e Mario Lambrughi. Alle 17.30 scende in pista, direttamente nelle semifinali dei 200 metri, Gloria Hooper, affiancata, se sapranno conquistarsi il pass, dalle colleghe Amidei e Siragusa. Poi i 3000 siepi (17.55 con AbdoullahBamoussa, Jamel Chatbi e Yuri Floriani) e gli 800 (alle 18.25 con YusneysiSantiusti e Irene Baldessari). Chiudono la prima giornata Chiara Rosa e JulaikaNicoletti, sulla pedana del primo turno del peso alle 19.10.

a.c.s.

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Commenti? | Jul 05, 2016

La Maratona di Valencia premierÓ gli atleti che raggiungeranno il loro miglior tempo personale con il programma Personal Best

Posted by linfordbif in Manifestazioni

·         L’iniziativa è rivolta a tutti gli atleti che otterranno il loro record personale nella prova valenziana con un tempo inferiore alle 2:20:00 per gli uomini e 2:45:00 per le donne<u></u>

·         Ci sarà un premio tra i 2000€ e i 4000€ euro per i corridori che riusciranno ad ottenere il loro ‘personal best’ nella prova valenziana, la prima della storia in Spagna con la Gold Label<u></u>

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VALENCIA, 05/07/2016. La Maratona di Valencia Trinidad Alfonso EPD, organizzata dalla SD Correcaminos e dal Comune di Valencia, ha lanciato un programma di miglioramento sportivo rivolto ad atleti di alto livello, nominato Personal Best, che assegnerà premi speciali tra i 2000 e i 4000 euro agli atleti, indipendentemente dalla loro classificazione finale, che superino il loro record personale a Valencia il prossimo 20 novembre e lo portino sotto le 2h20:00 (uomini) e le 2h45:00 (donne).<u></u>

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Inoltre, a sostegno di questo programma, l’organizzazione coprirà le spese per l’intero soggiorno ed il vitto di 3 giorni (dal 18 al 21 novembre) ai corridori di qualsiasi nazionalità che richiedano espressamente di essere inclusi nel Personal Best, che soddisfino i requisiti e che attestino con documenti di possedere un record personale (personal best) realizzato negli ultimi 4 anni (tra il 2013 ed il 2016) sub 2h20:00 (o sub 1h06:00 o sub 30:15 rispettivamente nella mezza maratona e nei 10.000 metri) e a tutte le corritrici sub 2h45:00 (o sub 1h17:00 o 35:30 rispettivamente nella mezza maratona e nei 10.000 metri)<u></u>

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Per facilitare questi obiettivi, la Maratona Valencia Trinidad Alfonso EDP metterà a disposizione dei corridori tre gruppi di lepri per gli uomini e tre gruppi di lepri per le donne con ritmi inferiori alle 2h20:00 ed alle 2h45:00.<u></u>

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Non si accetteranno in Personal Best corridori che abbiano ricevuto sanzioni per doping qualificate come gravi o molto gravi dalla IAAF, la WADA o la AESPAD, indipendentemente dal momento della loro carriera sportiva in cui furono sanzionati e in cui abbiano compiuto la sanzione. I premi saranno pagati una volta conosciuto il risultato favorevole delle prove antidoping che verranno realizzate durante la corsa.<u></u>

Con il programma Personal Best, la Maratona Valencia Trinidad Alfonso EDP continua la strada intrapresa l’anno scorso per consolidare la multiculturalità e molteplicità di Paesi che forniscono atleti di élite e semi-élite, e premia lo sforzo e il miglioramento personale nella corsa.<u></u>

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L’obiettivo è presentare nuove idee e progetti, edizione dopo edizione, per aiutare il miglioramento dei migliori: non solo dei vincitori, ma anche, e inoltre, di quelli che vengono immediatamente dietro di loro, e che si convertono negli ambasciatori sportivi e mediatici della nostra maratona nei loro rispettivi paesi.<u></u>

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La lista dei premi del programma Personal Best, indipendenti dagli altri premi che assegna la prova, sono i seguenti:<u></u>

 <u></u>Le domande di adesione a questo programma possono realizzarsi per e-mail personalbest@maratonvalencia.<wbr />com o per telefono +34 963 940 200.

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UOMINI<u></u>

PREMI<u></u>

Se il nuovo record personale è sub 2h10:00<u></u>

4.000 euro<u></u>

Se il nuovo record personale è sub 2h15:00<u></u>

3.000 euro<u></u>

Se il nuovo record personale è sub 2h19:59<u></u>

2.000 euro<u></u>

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DONNE<u></u>

PREMI<u></u>

Se il nuovo record personale è sub 2h28:00<u></u>

4.000 euro<u></u>

Se il nuovo record personale è sub 2h36:00<u></u>

3.000 euro<u></u>

Se il nuovo record perosnale è sub 2h44:59<u></u>

2.000 euro<u></u>


Commenti? | Jul 05, 2016

OSIMO, FESTIVAL DEGLI OSTACOLI AL TROFEO MARCHE 9,14

Posted by linfordbif in Manifestazioni

Il marchigiano Cesca vince sui 110hs juniores, a livello assoluto successi di Tessaro e Trgovcevic
 

Nel 14° Trofeo Marche 9,14 di Osimo (Ancona), meeting nazionale dedicato alle corse ad ostacoli, il miglior risultato arriva anche quest’anno dai 100hs femminili. Vittoria per la veneta Giulia Tessaro (Fiamme Oro), campionessa italiana nella scorsa stagione e terza ai recenti Assoluti, che corre la batteria in 13.56 (+1.9) e poi si aggiudica la finale con 13.81 (+0.1). Alle sue spalle, giovani in evidenza: la junior Abigail Gyedu (Gs Valsugana Trentino) in 14.01 sulla coetanea Agnese Mulatero (Atl. Pinerolo), 14.14 dopo il 13.91 (+1.7) del turno eliminatorio. In campo maschile il vicecampione italiano under 20 Nicola Cesca (Atl. Avis Macerata) conquista il successo nei 110hs juniores e sfiora il record personale con 14.05 (+1.2). La manifestazione, unica nel suo genere, prende il nome proprio dalla distanza (di 9,14 metri) tra le dieci barriere dei 110 ostacoli che a livello assoluto vedono l’affermazione di Luca Trgovcevic (Studentesca Rieti Milardi) in 14.25 (+1.1) che prevale nei confronti di Stefano Tedesco (Fiamme Gialle), secondo con 14.44. Sui 400hs Leonardo Capotosti (Fiamme Gialle) si ferma all’ottavo ostacolo e così Andrea Ercolani Volta (Olimpus San Marino Atletica) è primo in 55.45.


Ad arricchire il programma, come di consueto, anche le sfide sui 100 piani. Tra le donne l’allieva Zaynab Dosso (Calcestruzzi Corradini Excelsior) vince in 11.96 (0.0), con Maria Aurora Salvagno (Cus Sassari) seconda in 12.18 di un centesimo su Sonia Kebe (Team Atl. Marche): 12.19 per la sprinter di Corridonia, argento tricolore juniores. Al maschile FedericoRagunì (Cus Palermo) davanti a tutti in 10.55 (+1.1) dopo aver corso 10.68 (0.0), in una gara partecipata con sette batterie disputate. Nei 400 ostacoli 1:06.75 della junior Giulia Antonelli (Atl. Avis Macerata). Tra gli under 18, risultati interessanti con le vittorie di Mattia Montini (Atl. Lecco Colombo Costruzioni) sui 110hs in 14.11 (+0.3) e di Rebecca Gennari (N.Atl. Varese) con 14.19 (0.0) nei 100hs. Il Trofeo Marche 9,14 premia, sia al maschile che al femminile, il Team Atletica Marche: la società nata dalla collaborazione tra l’Atletica Sangiorgese Renato Rocchetti, la Sacen Corridonia e l’Atletica Osimo, club organizzatore della manifestazione nata nel 1978 e ripresa nel 2006 su iniziativa di Gino Falcetta, con l’impegno del Comune e del sodalizio locale del presidente Adriano Malatini.

 In mattinata, sulla pista della Vescovara, è andato in scena il 12° Meeting Giovanile “Città di Osimo”che ha visto ben 273 atleti-gara. In chiave individuale, spicca il 9.12 (+1.3) negli 80 metri del cadetto Mattia Mecozzi (Sport Atl. Fermo). Con classifiche combinate per somma dei tempi ottenuti su gara piana e ad ostacoli, vittorie nel Grand Prix tra i cadetti di Benedetta Boriani (Sef Stamura). autrice di un notevole 10.13 (+1.1) sugli 80 metri, e Francesco Cavina (Atl. Ravenna), mentre fra i ragazzi di Mattia Barboni (Sacen Corridonia) e Martina Cuccù (Atl. Sangiorgese R. Rocchetti). Successo nella classifica generale a squadre per l’Atletica Sangiorgese Renato Rocchetti, prima in due graduatorie parziali (ragazzi e ragazze), invece tra gli under 16 vincono le cadette dell’Atletica Osimo e i cadetti dell’Atletica Ravenna.

 
RISULTATI
Trofeo Marche 9,14: http://www.fidal.it/risultati/2016/COD5861/Index.htm

Commenti? | Jul 02, 2016

OSIMO, DOMANI IL TROFEO MARCHE 9,14

Posted by linfordbif in Manifestazioni

Show degli ostacoli con sfide interessanti su 100hs e 400hs. In gara i marchigiani Cesca e Kebe, vicecampioni italiani juniores.
 
Torna anche quest’anno il “Trofeo Marche 9,14” di Osimo (Ancona), meeting nazionale di atletica leggera che si disputa nel pomeriggio di sabato 2 luglio. Un evento unico nel suo genere, arrivato alla quattordicesima edizione: da sempre infatti è dedicato alle corse ad ostacoli e prende il nome dalla distanza (di 9,14 metri) tra le dieci barriere dei 110hs maschili. Stavolta però una delle competizioni più interessanti sarà quella dei 400hs con la presenza di Leonardo Capotosti (Fiamme Gialle), campione italiano assoluto nel 2014 e 2015, che quest’anno non è riuscito a difendere il titolo piazzandosi ottavo nella rassegna tricolore. Quattro finaliste dei recenti Assoluti sono annunciate nei 100 ostacoli femminili: Giulia Tessaro (Fiamme Oro) e Giulia Latini (Forestale), insieme alle junior Abigail Gyedu (Gs Valsugana Trentino) e Agnese Mulatero (Atl. Pinerolo). Sui 110 ostacoli ci saranno invece Stefano Tedesco (Fiamme Gialle) e Luca Trgovcevic (Studentesca Rieti Milardi) con l’osimano Manuel Nemo (Team Atl. Marche), tra gli under 20 il vicecampione italiano di categoria Nicola Cesca (Atl. Avis Macerata) se la vedrà con Gabriele Segale (Bergamo Stars Atletica) e nei 400hs femminili scenderà in pista la veneta Gioi Spinello (Fiamme Oro), seconda ai Tricolori juniores e quinta agli Assoluti.


In programma anche le gare di velocità pura, sui 100 metri: fra le donne al via la campionessa nazionale allieve Zaynab Dosso (Calcestruzzi Corradini Excelsior Rubiera) e l’argento tricolore juniores Sonia Kebe (Team Atl. Marche), sprinter di Corridonia, ma anche la sarda Maria Aurora Salvagno (Cus Sassari) alla quale è dedicato un profilo nel nuovo numero della rivista “Marche 9,14” che contiene dati statistici, tante immagini e un’ampia parte tecnica. Nei 100 maschili Federico Ragunì (Cus Palermo), Gabriele Giudetti (Atl. Aden Exprivia Molfetta), Stefano Anceschi (Atl. Riccardi Milano 1946) e Lorenzo Angelini (Atl. Avis Macerata) in un campo partenti che vede ben 40 iscritti. Da seguire inoltre le gare riservate agli allievi: nei 100 ostacoli ci saranno Rebecca Gennari (N.Atl. Varese) e Federica Renzi (Montepaschi Uisp Atl. Siena), rispettivamente terza e quarta nei campionati italiani under 18, sui 110hs allievi l’argento tricolore Mattia Montini (Atl. Lecco Colombo Costruzioni) e nei 400hs Elia Campestrini (Gs Valsugana Trentino).


L’inizio alle ore 16.30 di sabato, sulla pista del campo scuola di via Vescovara ad Osimo, per circa tre ore di sfide tra batterie e finali nella manifestazione nata nel 1978 e ripartita nel 2006 su iniziativa di Gino Falcetta, organizzata dall’Atletica Osimo del presidente Adriano Malatini. La giornata degli ostacoli e della velocità si animerà fin dal mattino con il 12° Meeting Giovanile “Città di Osimo”, in cui molti giovanissimi atleti delle categorie ragazzi (under 14) e cadetti (under 16) si cimenteranno nel Grand Prix velocità-ostacoli: una originale e stimolante formula, che prevede prima la gara sulle barriere e poi quella sulla distanza piana. La somma dei due tempi darà il vincitore e la vincitrice della speciale combinata.
 
ISCRITTI E RISULTATI: http://fidalmarche.us6.list-manage2.com/track/click?u=e79352a8b3e4fd555ff800c3d&id=7556ed0d48&e=5da4c2dbf1
 

Commenti? | Jul 01, 2016

Domenico Martino: la forza dell┤amore supera ogni ostacolo

Posted by linfordbif in Training

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Fa sempre piacere incontrare gli amici ultrarunner, Domenico Martino l’ultramaratoneta di Lucera, l’ho conosciuto di persona ad una gara di 6 ore di corsa a piedi a Lucera dove lui risiede e poi l’ho rivisto in occasione della maratona di Roma dove io risiedo.

Ultimamente Domenico ha fatto due importantii prestazioni, una gara di 100km da Firenze a Faenza, la classicissima per gli ultrarunner dal nome Il Passatore, e la settimana successiva la prima edizione della 6 ore di Cambobasso in una pista di atletica ottenendo il secondo posto. Inoltre sabato 11 giugno alla 50 km del Gargano un’altro podio, 12° assoluto e 3° di categoria 05h07’ percorso durissimo e molto tecnico. Leggiamo cosa ne pensa l’interessato di queste sue ultime prestazioni.

Come sono state le due ultime gare? “Dottore carissimo buonasera. È un piacere rispondere al suo questionario. Lei è un supporto psicologico, per me è davvero importante avere una persona a fianco per queste gare estreme. Ho tanto da raccontare…….ho scoperto un altro punto di forza per affrontare e avere risultati per la corsa. Resta un segreto? Lo possiamo raccontare? Se lo mettiamo in atto noi tutti runner diventiamo tutti campioni……Il mese di Maggio è stato pieno di lavori ed emozioni. Tanti km, oltre 400 tra allenamento Passatore e 6 Ore il 04-06-2016 a Campobasso. Iniziamo dal Passatore per me è stata la 9^ consecutiva.”

Le diverse difficoltà che hai riscontrato, i momenti più difficili e più emozionanti, la soddisfazione più grande? “Il caldo all’inizio ha distrutto tutti gli atleti, sono riuscito a coinvolgere 2 amici che hanno fatto per la prima volta questa gara Pasqualino Onofrillo e Fabio Zara il risultato per me non ha importanza ho chiuso in 12h31’58” ma la soddisfazione è stata appunto quella di stare insieme a questi amici e vivere questa gara che tutti i podisti hanno come sogno nel cassetto. Passati appena 7 giorni vado a fare la 6 Ore in pista a Campobasso, davvero una pazzia girare per 6 ore su una pista d’atletica di m.420 e riuscire a percorrere km.62.880 con un podio 2°Assoluto dietro ad un amico Michele de Benedectis con il quale abbiamo deciso di chiudere questa gara insieme con un traguardo mano nella mano con gioia e tanta emozione. Questo è saper fare Sport non ci siamo sfidati, non avrebbe avuto senso arrivare 1° la mia gioia è stata arrivare e salire sul podio con lui. Ho fatto oltre 40 km con il presidente della Podistica Lucera Nicola Bellebuono che mi ha aiutato tanto..”

Come hanno contribuito i tuoi amici e le persone che ti seguono nella tua riuscita? “Arriviamo al segreto, non so se dirlo e cosa potrebbe succedere tra noi runner, cercheranno tutti l’amore? Ebbene sì ‘la forza dell’amore supera ogni ostacolo’ avere la tua donna a bordo campo che ti osserva oppure corre al tuo fianco aumenta la capacità di forza. Sorriso sempre alle labbra e amore ti fanno sentire un Campione.”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta? “Il mio percorso per diventare ultramaratoneta è stato nel fare più maratone allenando il mio corpo a lunghe distanze, da sottolineare che mi spaventava tanto ma dentro di me ho detto: esiste questa gara? La fanno altri? E la farò anch’ io, cos ho fatto la mia prima 100km.”

Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta? “Le motivazioni non riesco a spiegare mi viene tutto naturale non lo faccio per essere qualcuno faccio questo sport con amore lei mi può insegnare tutti questi km vengono fatti con la testa, oltre ad un buon allenamento ed il ho allenato il mio cervello ad andare oltre.”

Per Domenico la corsa è un gesto naturale e così è riuscito ad allenare gambe e testa a correre distanze sempre più lunghe grazie anche ad una grande passione.

Domenico ha tanti fan che tifano per lui e gli mandano messaggi augurali come è successo alla vigilia della partenza della lunga gara di 100km d parte di una sua paesana runner Matilde Staffa: “domani alle 15:00 partirà la 100 Km “Il Passatore” e questo piccolo grande uomo nonchè ultra maratoneta percorrerà questi 100 km per la nona volta!!!!!!! Forza e coraggio come sempre, con la mente, il cuore e le gambe!!!!!!!! Noi siamo tutti con te!!!!! Porta alto il nome di Lucera come hai sempre fatto !!!!!!!!! Forza Domenico un grande viaggio lungo 100 km pieno di emozioni ti aspetta!!!!!!!!!”

Domenico non riesce ancora a credere a quello che riesce a fare se pensa che temeva la distanza della maratona, ma una volta superato questo muro niente gli è precluso.

 

Matteo SIMONE

http://www.psicologiadellosport.net/eventi.htm

Commenti? | Jun 30, 2016

Galvan 400 da sogno: 45.12 record agli Assoluti

Posted by linfordbif in Italia

Matteo Galvan. Colombo

A Rieti, il vicentino delle Fiamme Gialle riscrive il primato italiano del giro di pista nello stesso impianto dove Andrea Barberi lo aveva stabilito dieci anni fa. E' la migliore prestazione europea 2016.

Un incredibile Matteo Galvan stabilisce il record italiano assoluto dei 400 metri ai Campionati Italiani Assoluti di Rieti. Il 27enne vicentino delle Fiamme Gialle corre il giro di pista in 45.12, 7 centesimi meglio del 45.19 che Andrea Barberi aveva messo a segno proprio in questo stadio il 27 agosto del 2006 in occasione del RietiMeeting. E' la migliore prestazione europea 2016 e un crono che vale anche lo standard di iscrizione (45.40) per i Giochi Olimpici di Rio.
Un incredibile Matteo Galvan stabilisce il record italiano assoluto dei 400 metri ai Campionati Italiani Assoluti di Rieti. Il 27enne vicentino delle Fiamme Gialle corre il giro di pista in 45.12, 7 centesimi meglio del 45.19 che Andrea Barberi aveva messo a segno proprio in questo stadio il 27 agosto del 2006 in occasione del RietiMeeting. E' la migliore prestazione europea 2016 e un crono che vale anche lo standard di iscrizione (45.40) per i Giochi Olimpici di Rio.

Il suo giro di pista da record, affrontato praticamente solo contro il cronometro, è arrivato tra i lampi e le prime gocce di pioggia di un temporale che oscurava ormai l'orizzonte della città sabina. Il fulmine, però, è stato proprio l'azzurro che sull'anello reatino è partito subito forte, ha aperto il gas sul primo rettilineo disegnando poi una seconda curva da manuale. Giunto sotto la tribuna, il suo finale è stato davvero implacabile. Questo è il quinto titolo italiano della sua collezione e lo vince riscrivendo di 23 centesimi il personal best stabilito nel 2013 a Bruxelles. Per il veneto Galvan, Rieti non è una città qualsiasi. Qui ormai da tre anni ha scelto di trasferirsi sotto la guida tecnica di Maria Chiara Milardi, figlia di Andrea, lo storico fondatore della Studentesca scomparso a fine marzo e che proprio domani avrebbe compiuto 71 anni. Qui condivide le sue giornate con la fidanzata Maria Benedicta Chigbolu, oggi seconda sui 400 femminili alle spalle della campionessa europea Libania Grenot. Qui il 7 settembre del 2014 aveva impresso il suo nome con 32.01 sulla migliore prestazione nazionale di sempre nei 300 metri, fino a quel giorno appartenuta al mito Pietro Mennea.

VIDEO | RECORD ITALIANO MATTEO GALVAN: 45.12 AGLI ASSOLUTI DI RIETI 2016

 

“Era destino – sorride sornione Galvan a pochi minuti dal primato – su questa pista è iniziato tutto, su questa pista dovevo fare il record italiano dei 400 metri”. L’inizio a cui si riferisce il velocista veneto è quel 20.87 con cui il 23 luglio del 2006 esplose diventando il terzo junior di sempre sui 200 metri. All’epoca, dieci anni fa, erano Campionati juniores e promesse, oggi sono gli Assoluti. “Ho chiesto io ad Andrea Milardi di organizzarli qui, un anno fa. Desideravo inseguire il sogno di Rio sulla pista che ormai è diventata casa mia e che spesso garantisce condizioni perfette. Ci sono riuscito, la dedica ad Andrea è ovvia e dovuta”.

Continua il quattrocentista, cresciuto sotto la guida di Umberto Pegoraro prima di passare tre anni in Florida con Loren Seagrave: “Qui a Rieti ho creato un microcosmo perfetto: vado allo stadio in bici, ma più spesso in auto per pigrizia. Al campo ho dei compagni di allenamento fantastici: mi aiutano partendo un po’ prima, ‘tirandomi’ le ripetute un pezzo ciascuno, non sono mai solo".

"Sapevo di valere un tempo del genere, sapevo di stare bene, ma l’aspetto mentale è spesso determinante e non ero sicuro di riuscire a sbloccarmi. Oggi mi ero preparato a gestire la gara da solo, ho fatto un passaggio spinto e cercato di chiudere il più forte possibile. Negli ultimi 50 metri ho chiuso gli occhi e sperato non arrivasse quella maledetta salita… è andata bene. Sul rettilineo finale non guardo mai il cronometro, perché corre sempre più veloce di me”. Nell’anno di Amsterdam, il suo 45.12 rappresenta ora il vertice del ranking continentale 2016:“È una statistica che non vale nulla: per me non conta, so bene che non garantisce nemmeno l’accesso alla finale. Per me è solo un punto di passaggio, ora devo restare concentrato e continuare ad allenarmi bene. Domani farà regolarmente i 200, chissà che non riesca a migliorarmi anche lì”.

Alessio Giovannini e Anna Chiara Spigarolo

CRONOLOGIA RECORD ITALIANO 400 METRI       
(solo tempi automatici)
45.49 Marcello Fiasconaro Helsinki, 13 Ago 71
45.34 Mauro Zuliani (Fiamme Oro Padova) Torino, 15 Lug 81
45.26 Mauro Zuliani (Fiamme Oro Padova) Roma, 5 Set 81
45.19 Andrea Barberi (Fiamme Gialle) Rieti, 27 Ago 06
45.12 Matteo Galvan (Fiamme Gialle) Rieti, 25 Giu 16

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STREAMING E TV - I Campionati Italiani Assoluti di Rieti 2016 saranno trasmessi in diretta streaming sul sito di RaiSport. Per la programmazione televisiva sono previste le seguenti differite:
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Commenti? | Jun 27, 2016

Mondo, il ritorno di Hulk

Posted by linfordbif in International

l disco di Robert Harting torna a volare. Sydney McLaughlin mondiale Under 18. I campionati nazionali in Europa.

Una domenica in famiglia, a distanza ravvicinata nella gabbia del lancio del disco. La domenica di Robert Harting e suo fratello Christoph. Robert è il campione olimpico e ha vinto tre titoli mondiali e due ori europei. L'anno scorso ha abdicato a Pechino per farsi rimettere a posto ossa e tendini. Il fratello Christoph si è guadagnato la finale mondiale 2015 piazzandosi ottavo. Nella domenica di Kassel, campionati di Germania, Bob e Chris si sono giocati il titolo nazionale e parecchie altre cosette. Succede che all'ultimo turno Christoph allunghi a 66,41 e tutti applaudono, anche Robert che mugugna pensono e si dirige in gabbia per l'ultima chance. Ne esce una traiettoria perfetta e tecnicamente sublime, un 68,04 giunto in anticipo nella setlist stagionale pensata da Robert. Alla quinta gara dell'anno, dopo un anno di stop, Harting senior è ancora il vecchio campione e l'asso di famiglia. Dicono che i due cazzotti di esultanza assestati domenica sull'erba dello stadio di Kassel dopo il lancio della vittoria li abbiano sentiti anche in Brasile. 

Artiglieria pesante 

Povero il gigante barbuto Jasinski (65,18, appena terzo), un altro discobolo il cui calco è stato preso direttamente da quello di Mirone. Appena si è affacciato oltre i 65, i fratelli Harting l'hanno azzannato. Settore lanci in robusto fermento: mettiamoci i pesi da 20,75 di Storl, da 20,38 di Dahm (personale) e da 19,49 della Schwanitz, già sintonizzata su Rio, il 75,32 di Betty La RossaHeidler nel martello e l'86,81 di Röhler nel giavellotto, il 65,79 della Müller dall'apertura di braccia irreale e il 66,41 della giovaneHussong, al record nazionale promesse del giavellotto, e il quadro è di quelli che impressionano.

Tra le altre cose dell'edizione 116 dei campionati tedeschi, ritorno a grandi altezze della Strutz nell'asta (4,70) e personale di Hess nel triplo (17,06).

Campionati nazionali in Europa: Ucraina

Ucraina: buono il livello generale dei risultati dei campionati della città fluviale di Lutsk, con le punte nei salti: 6,93 della lunghista Maryna Bekh (anche 6,83 e 6,80) e 8,18 di Serhiy Nykyforov, appena ventoso ma con un 8,11 legale nella serie, 1,97 della Okuneva nell'alto e 1,95 della pin-up Levchenko (mondiale stagionale junior). Nell'eptathlon l'allieva Shukh (6.099 punti) ha saltato 1,92 in alto (record nazionale Under 18) e lanciato 51,52 nel giavellotto. Vola laPohrebnyak in 11.11 e 22.76 e stupisce soprattutto il primo dato, ottenuto con due metri di vento contrario. Bondarenko non ha gareggiato, ma si sapeva. 

Grecia e Slovenia

Al sole torrido di Patrasso 4,80 della primatista nazionale dell'asta Stefanidi, la più regolare al mondo in questa stagione, e un buon tentativo a 5 metri. Paraskeví Papahrístou ha vinto lungo e triplo con un 14,07 a rincorsa accorciata di soli sei passi. Buoni i lanci del martellista Anastasákis (74,98) e del giavellottista Batzávalis (81,45). In Slovenia 1,93 dell'altista Cernjul, una 26enne che studia e si allena in USA sotto la guida di Jonas (2,36) e gran record sudamericano del martellista brasiliano con base slovena Wagner Domingos, in costante crescita e autore di 78,63. La specialità sta assistendo ai progressi di diversi atleti del continente americano: la scorsa settimana il costaricano Sawyers era arrivato a 77,15 in Repubblica Ceca.

Spotakova c'è

Anche qui sono stati assegnati i titoli nazionali, a Tabor: altro 1,93 nell'alto donne, con la junior Hruba (record nazionale outdoor eguagliato) ma soprattutto primato mondiale stagionale e gran ritorno di Barbora Spotakova con 66,87. Più lontano di lei ha lanciato la russa ex-ucraina Rebryk (67,30), ma con la Russia "under-ban" non vale. Ai campionati "orange" di Amsterdam 10.11 e 20.11 di Churandy Martina.

Dai meeting del weekend, l'esordio positivo di Pitkämäki (84,24), un altro martellista in progresso, l'inglese Bennett con 76,45 e il record saudita del discobolo Al-Dawoodi in Polonia.

McLaughlin allieva-record, Crouser vede i 22

Con lo straordinario 54.46 dei New Balance High School Nationals di Greensboro, la campionessa del mondo allievi non ancora 17enne Sydney McLaughlin ha stabilito la miglior prestazione mondiale Under 18 dei 400 ostacoli a soli sei centesimi dal record mondiale junior della cinese Wang Zing. La medaglia d'oro di Cali 2015 è attesa nel prossimo fine settimana dai campionati nazionali junior USA in California prima di affrontare i Trials olimpici di Eugene. L'altro fenomeno del versante maschile, Tyrese Cooper (classe 2000) è sceso a 45.69 sui 400. Un altro "titolato" delle categorie giovanili (fu iridato allievi a Bressanone), Ryan Crouser, ha lanciato il peso a 21,85 a Chula Vista, misura inferiore quest'anno solo a quelle di Joe Kovacs, il campione del mondo. Nel resto dell'attività USA, che si prepara a selezionare la squadra per le Olmpiadi, 44.28 di van Niekerk ai Boost Games di Boston e cautelativa rinuncia di Jenn Suhr dopo il riscaldamento. L'obiettivo Olimpiadi è troppo grande. 

Campionati russi, Isinbayeva 4,90

Una grande gara di salto con l'asta femminile ha rappresentato l'apice della seconda giornata dei campionati russi di Cheboksary. Alla prima finale dopo il rientro dalla maternità (ieri 4,50 in qualificazione) Yelena Isinbayeva ha dato vita a una gara superlativa, vincendo il titolo russo con 4,90 e superando Anzhelika Sidorova, pur salita al 4,85 del nuovo primato personale. 

Previews, Semenya e van Niekerk a Durban

Da domani via ai campionati africani fino a domenica. Il team più atteso è quello sudafricano, forte di 96 atleti e in grado di primeggiare davanti al proprio pubblico. Il campione del mondo dei 400 Wayde van Niekerk gareggerà sui 200 metri. Di nuovo in pista anche Caster Semenya dopo le prime eccellenti uscite in Diamond League. Tanti i keniani assenti, con i Trials olimpici ormai imminenti. A giorni anche i Trials britannici, con Farah, Jessica Ennis-Hill e Katerina Johnson-Thompson dispensati dalla partecipazione. Da venerdì a domenica a Nagoya si svolgerà la centesima edizione dei campionati giapponesi. Occhi puntati sullo sprint (Kiryu 10.01 la scorsa settimana) e su Koji Murofushi, alla ricerca del pass olimpico a due anni dall'ultima gara disputata.

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Commenti? | Jun 22, 2016
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