ALLENAMENTO RIPETUTE PER IL MEZZOFONDO: IL 6 X 1000

Posted by linfordbif in Training

Uno degli allenamenti piu´ classici e gettonati nel mezzofondo e´ sicurament il 6x1000.   

 
 
Il 6x1000 e´un allenamento che possiamo classificare di "potenza aerobica" ideale per chi prepara i 3000 ed i 5000 ma anche molto importante per chi si destreggia sui 10,000, gare su strada ed anche mezza e maratona.
 
I recuperi direi di variarli a seconda del livello dell´Atleta, quindi direi di tenere come recupero il tempo con cui si corrono i 1000. Quindi se riesci a correre 6 volte i mille in 3´00 recupererai 3´, se li corri in 4´ terrai 4´come recupero.
 
Diciamo che piu´ li corriamo veloci piu´poi possiamo abbassare ultriormente i recuperi, quindi per un corridore di alto livello che riesce a correrli in 3´20", 3´ o sotto e´ consigliabile tenere recuperi anche piu´bassi sino a toccare i 90" o anche recuperi attivi in sourplasse.
 
Per corridori che faticassero a tenere una media di 5´00, ed Atlete che faticassero a tenere 6´00", consiglierei di fare un 4x1000 sino a che non riusciranno a tenere agiatamente queste medie.
 
Questo allenamento e´ anche un Test ideale per capire in quanto si possan corrrere i 3000, i 5000 ed i 10,000.
  • Test per i 3000: Somma dei Tempi medii - 2%= Tempo sui 3000
  • Test per i 5000: Somma dei Tempi medi + 3%= Tempo sui 5000
  • Test per i 10000: Somma dei Tempi medi + 6%= Tempo sui 10000 
VIDEO: RIPETUTE 6X1000
 
Buon allenamento!
 

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

Commenti? | Jul 19, 2016

Federica Liberati, runner: il mio sogno si chiama Tokyo 2020

Posted by linfordbif in Training
Matteo SIMONE
Federica Liberati, molto simpatica, ambiziosa e competitiva, alcuni anni fa la vidi vincere un 5.000 metri di corsa a piedi.
Curiosi i suoi racconti, di una donna che ama correre ed ogni luogo diventa idoneo per questo anche il giardino di un ospedale, noi corridori la comprendiamo perché in fondo anche noi siamo così, sempre le scarpe a seguito si può correre in ogni luogo ad ogni ora. Ecco di seguito cosa ci racconta.
Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Si, molto più di una volta e non solo in gara ma anche in allenamento!”
A volte la corsa diventa un vero piacere così che gli allenamenti sono occasioni per divertirsi, per misurare, per fare imprese anche in allenamento, sfide non solo in gara ma anche in allenamento, sono tanti che si organizzano sedute di allenamento performanti o lunghissimi, per esempio ho conosciuto un atleta che si è organizzato da solo una 24 ore di corsa di allenamento a Perugia.
Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Ho cominciato da piccolissima col nuoto e poi per caso ho scoperto di essere forte nella corsa in competizioni studentesche.”
Se la incontri la corsa o un altro sport e ti accorgi di essere portato allora è facile che non te la fai scappare, è come incontrare un partner per caso e ti accorgi che siete fatti l’un per l’altro, perché abbandonarlo.
Quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Risultati, benesere psicofisico, socievolizzazione.”
Tre fattori importanti che hanno a che fare con le motivazioni dell’essere umano, da una parte una motivazione estrinseca e cioè i riusltati per farsi riconoscere, farsi apprezzare, dall’altra una motivazione intrinseca, cioè il piacere di fare sport, il benessere che si nota sul proprio corpo fisico ma anche il risultato delle endorfine che vanno in circolo e che ti procurano piacere, tutto ciò è coronato dalla condivisione con gli amici che praticano lo stesso sport, con la squadra, il team che si crea che è di supporto ad ogni singolo atleta.
Quale alimentazione segui prima, durante e dopo una gara? Usi farmaci, integratori? “Uso normali integratori salini. Alimentazione normale.”

Nello sport chi ha contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Il mio ex allenatore Fabio Martelli. Ora corro per la LBM SPORT TEAM, sono sostenuta dal presidente Gianfranco Balzano col quale ho un rapporto paterno, e in questo periodo la parte tecnica me la sta seguendo il mitico Luciano Allegretti, con 53 anni di esperienza di allenamento sul campo (ne ha 71).
E’ importante avere persone che ti seguono che ti diano sani suggerimenti e programmi di allenamento per il raggiungimento degli obiettivi, per trasformare sogni in realtà. Conosco Fabio e lui stesso ha trasformato tanti sogni in realtà e raggiunto tanti obiettivi, ha iniziato ad appassionarsi allo sport in particolare l’atretica quasi 20 anni fa e lo guidai per la preparazione della sua prima maratona, non ero allenatore, gli diedi un programa di allenamento comune per preparare una maratona in 3 mesi con il tempo di 3 ore e mezza e lui dimostrò di essere portato per questo dipo di sport, ci mise 3 ore e 29’. E poi ha continuato a portare avanti i suoi obiettivi e trasformare i suoi sogni in realtà. Ora riesce a farlo anche con le persone che segue ed allena.
Qual è stata la gara della tua vita, dove hai dato il meglio di te o dove hai sperimentato le emozioni più belle? “La maratona di Roma… che ho corso di nascosto arrivando prima Italiana.”
Sembra avere una marcia in più Federica, sa quello che vuole e se lo prende, è consapevole, assertiva, ha ottime strategie di coping, elevata autoefficacia e resilienza sviluppata, in seguito racconterà come è uscita fuori da situazioni difficili ed ha sempre ripreso alla meglio. Sentiremo ancora parlare di Federica.
Qual è una tua esperienza che ti possa dare la convinzione che ce la puoi fare? “Una serie di espereinze… come quella di essere uscita da 26 ore di rianimazione e il giorno dopo correre nel giardino dell’ospedale.”
Come dicevo, Federica sa come uscire dalle situazioni difficile da resiliente, più forte dii prima, anzi trae lezioni importanti dalle situazione difficili, una sorta di crescita post traumatica.
Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua attività sportiva? “Pensano che sia molto forte in maratona ma ancora giovane, ho almeno 15 anni davanti a me per sviluppare il mio potenziale.”
Tutto passa, tutto cambia, il mio invito per Federica è pensare da qui a 15 anni per un obiettivo importante, per trasformare un sogno in realtà, ma ora è il momento di agire, meglio stabilire obiettivi più vicini difficili, sfidanti ma raggiungibili. E’ importante comunque avere il supporto della famiglia.
Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Ho corso la maratona di Roma di nascosto e sono arrivata prima Italiana, finita sui giornali e al telegiornale.”
Grande potenziale ha Federica, sicuramente anche il suo allenatore ne è rimasto contento ed orgoglioso per l’impresa della sua atleta, a volte i migliori sono difficle daestire.
Cosa hai scoperto del tuo carattere nel praticare sport? “Che non mollo mai!”
Quali sono le tue capacità, risorse, caratteristiche, qualità che hai dimostrato di possedere? “Pazienza.”
Che significa per te partecipare ad una gara sportiva? “Misurarmi con me stessa.”
Quali sono o sono state le sensazioni che sperimenti facendo sport: pregara, in gara, post gara? “Emozioni di tutti i tipi: ansia, felicità, delusione, soddisfazione.”
E’ il bello dello sport, si sperimenta la vita, si vive con tutte le sensazioni e si sperimentano dtutte le emozioni. Importante e ssapersi conoscere e considerare che quello che senti come viene così se ne va, quindi accogliere quello che viene.
Quale è stata la gara più estrema o più difficile? “La finale di un campionato italiano a volpiano di corsa campestre sulla e sotto la neve.”
Immagino che Federica si è divertita come una ragazzina con la neve, quando si superano le esperienza difficile ed estrema rimane la felicità dell’esperienza, di essere riusciti nonostante tutto, e questo aumenta autoefficacia e sviluppa resilienza, pian pano si arriva a pensare che si è capaci di affrontare tutto nello sport e nella vita. Sport come scuola di vita.
Quali sono le difficoltà, i rischi, a cosa devi fare attenzione nel tuoo sport? “Agli infortuni.”
Come si dice chi lavora sbaglia e così è anche per lo sport chi si allena forte e duramente può andare incontro ad infortuni, ma si può anche prevenire ora ci sono tanti professionisti e tante tecniche e metodi a disposizione per recuperare, per rilassarsi.
Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che più spesso ti hanno indotto a fare una prestazione non ottimale? “Pioggia, vento e dissenteria.”
Cosa ti ha fatto mollare o cosa ti fa continuare a fare sport? “Continuo perché ho un sogno chiamato Tokyio 2020!
Chissà che vorrà fare Fedeerica a Tokyio, continuerà a stupire noi e lei stessa.
Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Tanta pazienza.”
Quale può essere un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi allo sport? “Vi cambia la vita.”
C’è stato il rischio di incorrere nel doping nella tua carriera sportiva? “Si molto spesso.”
Quale può essere un messaggio per sconsigliare l’uso del doping? “Allenatevi.”
Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport? Per quali aspetti ed in quali fasi dell’attività sportiva? “Si molto importante perché spesso viene voglia di mollare tutto, specie nel mio caso, 1 anno e mezzo ferma, non credevo di riprendermi più.”
Se potessi tornare indietro cosa faresti? O non faresti? “Farei meno la saputella e ascolterei il mio allenatore.”
La vita è tutta un’esperienza, si sbaglia ma si apprende anche dagli errori, si fa sempre in tempo ad ascoltare l’allenatore.
Quali sono i sogni che hai realizzato e quali quelli da realizzare? “Sono piena di trofei, ma il mio sogno si chiama Tokyo 2020.”

Matteo SIMONE
Psicologo, Psicoterapeuta
Commenti? | Jul 17, 2016

Le emozioni di Valeria Straneo in preparazione per Rio 2016

Posted by linfordbif in Italia

Straneo Valeria 2012 foto Roberto MandelliIl pass per le Olimpiadi di Rio di Valeria Straneo porta il suo inequivocabile marchio di fabbrica. Conquistato lo scorso 12 giugno alla maratona tedesca di Wurzburg, dopo una serie interminabile di infortuni e dopo venti mesi dall’ultima maratona, quella di New York 2014 (dove era stata 8^ in 2h29’24”), quest’importante obiettivo ha dimostrato ancora una volta la grinta e la tenacia dell’atleta alessandrina. In quell’occasione, l’azzurra, argento mondiale a Mosca 2013 ed europeo a Zurigo 2014, si è aggiudicata il minimo Iaaf che ancora le mancava: 2h45'00".

 

Il dado è tratto, quindi. Valeria Straneo, da qualche giorno in raduno tecnico a St.Moritz con il resto della nazionale di atletica, non ha mancato di fare tappa, a fine giugno, anche in Toscana, lungo la costa di S.Vincenzo, al resort Poggio all’Agnello, dove in più di un’occasione ha rifinito la sua preparazione atletica.

 

Qui l’ha incontrata Alessandra Cozzi per una breve intervista in cui ci racconta emozioni e aspettative alla vigilia dell’appuntamento a cinque cerchi.

 

Siamo qui a Poggio all’Agnello, località molto bella e molto cara per Valeria. Che cosa significa per te questo posto, che cosa ha significato negli anni, ma soprattutto in questo momento della tua vita?

Ormai è da qualche anno che vengo ad allenarmi qui al “Poggio” e trovo che sia un luogo ideale per allenarsi, perché c’è veramente disponibilità di tantissime cose che servono ad un atleta: la palestra, la piscina, percorsi per correre su sterrato, asfalto, mossi. Quindi ci sono tutta una serie di servizi e strutture che sono perfette per potersi allenare veramente al meglio; anche la cucina è a misura di atleta, perché c’è il “menù sportivo” fatto di cibi semplici, vari ed adatti agli allenamenti.

 

Hai raggiunto recentemente un traguardo molto importante, ovvero la qualificazione per Rio 2016. Come ci sei arrivata e chi ti senti di ringraziare?

Speravo che questa qualificazione fosse un po’ più facile; ero già stata preselezionata a fine 2015, purtroppo ho avuto degli infortuni che hanno condizionato negativamente la mia preparazione e ho dovuto, alla fine, rincorrere questa qualificazione e ripiegare su una maratona che non avevo assolutamente previsto, cioè quella di Wurzburg in Germania. Infatti io avrei dovuto correre la Maratona di Nagoya a marzo 2016. E’ stata una rincorsa molto affrettata, perché l’infortunio che mi è accaduto a febbraio, durante la mezza maratona di Verona, me lo sono portato dietro per due mesi e mezzo e ho potuto ricominciare ad allenarmi solo ai primi di maggio. La maratona l’ho corsa il 12 di giugno…

 

Con un grande risultato!

Si, diciamo che sono molto soddisfatta, perché non era per nulla scontato, anche se l’ho corsa a ritmi molto più blandi rispetto a quelli cui sono abituata.

Voglio ringraziare tantissimo il mio fisioterapista che mi ha seguito e che mi segue ormai da anni, Maurizio Odorizzi e anche la Federazione, Massimo Magnani in particolare, che mi ha seguita passo dopo passo in questi mesi difficili. Ho sempre avuto il loro pieno sostegno e quindi voglio ringraziarli davvero di cuore.

 

La gioia di questa grande notizia, arrivata dopo un lungo periodo di recupero dal tuo infortunio, a cosa può essere paragonata? Alla vittoria di una gara? Di una maratona?

E’ la vittoria di essere in squadra, è una piccola vittoria, perché di strada ce n’è davvero ancora tanta da fare. E’ la soddisfazione di essere di nuovo in squadra per partecipare alla mia seconda Olimpiade, quindi…una grande soddisfazione!

 

Come proseguirà la tua preparazione?

Starò ancora qualche giorno al Poggio all’Agnello, ormai ci sono da una decina di giorni, giusto per riprendere la programmazione dopo aver corso la maratona di Wurzburg. Ho iniziato a fare dei lavori specifici e molto, molto faticosi. Dal 2 luglio sarò a St Moritz, dove farò la preparazione in altura e sicuramente sarà un altro periodo di grande fatica, perché, ripeto, la mia condizione non è ancora ottimale e bisogna stringere i denti, perseverare, andare avanti e crederci. Sono contenta, perché di settimana in settimana vedo che ci sono dei miglioramenti e sono ottimista. Penso e spero di arrivare a un’ottima condizione giusto in tempo per Rio. Se ci fosse stata qualche settimana in più, sarei stata più contenta, ma le cose sono andate così, quindi va bene lo stesso.

 

Quando partirai per Rio, che cosa porterai con te dell’Italia, a livello di ricordi, portafortuna, pensieri?

Non sono per niente scaramantica e non sono particolarmente legata a gadgets, oggetti, riti. Di solito, quando corro una gara voglio sempre avere qualcosa dei miei figli addosso, come ad esempio gli orecchini con la coccinella che ho “rubato” a mia figlia, qualche braccialettino. Diciamo che mi porto tutte le persone che mi hanno aiutato sino ad ora nel mio cuore, sicuramente saranno con me in gara e anche gli affetti più cari: mio marito e la mia famiglia, saranno sicuramente loro che correranno con me!

 

Quindi da casa, i tuoi figli, capiscono l’impegno della loro mamma e la gioia che provi?

Si, capiscono anche se non capiscono sino in fondo che dovranno lasciarmi per un mese durante il quale dovrò fare allenamenti molto impegnativi, dove devo stare tranquilla e concentrarmi solo su di essi. Sono contenti: mia figlia, come compito a scuola, mi ha scritto una lettera dove diceva che sperava che mi passasse il dolore, è stata molto carina, perché ha colpito proprio nel segno e ha visto quanto fosse importante per me stare bene per poter continuare ad allenarmi. Penso che anche loro abbiano sofferto con me questi mesi di infortunio e poi gioito per la mia “resurrezione”.

 

Un’ultima domanda: quando corri una gara importante come una maratona olimpica, nella tua testa che cosa pensi? C’è un pensiero che ti aiuta ad andare avanti nei momenti difficili? Come pensare a un familiare, oppure hai qualcosa che ti aiuta?

Nei momenti più difficili il pensiero va a tutti quelli che mi hanno aiutata e mi hanno permesso di arrivare sana e in forma all’appuntamento. Sono anche molto concentrata e non mi distraggo molto, faccio molta attenzione a tutto quello che mi accade in gara: sul mio ritmo, sulle avversarie, sui ristori, sulla strada, alla fine è tanta la concentrazione.

Commenti? | Jul 14, 2016

Arezzo: gran finale per i master

Posted by linfordbif in Mondo Master
Arezzo: gran finale per i master11 Luglio 2016

Stabilite in tutto 17 migliori prestazioni italiane, nella rassegna tricolore “over 35” su pista

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Si chiudono le tre giornate dei Campionati Italiani Master, allo stadio Enzo Tenti di Arezzo, con altre sei migliori prestazioni nazionali nell’ultima sessione. Alla fine quindi il totale è di 17 record battuti nella rassegna tricolore “over 35” su pista, notevole anche per le grandi cifre di partecipazione (oltre 2800 atleti-gara iscritti). Nel triplo SM50 il protagonista è Michele Ticò (Us Quercia Trentingrana), che si impadronisce del primato di categoria con 13,12 (+1.2): ingegnere trentino di Volano, lavora come direttore tecnico in un’azienda di impianti termici ma riesce comunque ad allenarsi regolarmente a Rovereto, in pausa pranzo oppure la sera. Infatti non ha mai interrotto l’attività agonistica ed è spesso presente alle manifestazioni internazionali master. Dalle pedane dei lanci arriva l’impresa della toscana Veronica Becuzzi(Atl. Firenze Marathon): un’atleta che nel recente passato ha vinto 4 titoli italiani assoluti per indossare 8 maglie azzurre, e stavolta con 45,07 incrementa il suo limite del giavellotto SF45. Sempre al femminile, Maria Grazia Rafti (Liberatletica Roma) atterra a 8,00 (-0.1) nel triplo SF65, mentre nel martello con maniglia corta SF75 Maria Lategana (Cus Lecce) si migliora con 9,73. Due record dalle staffette 4x400 metri, con le donne SF50 dell’Assi Giglio Rosso Firenze (Daniela Aldrovandi, Lucia Samuelli, Giusy Lacava, Fabrizia Malatesti) in 4:32.02 e gli uomini SM75 della Liberatletica Roma (Natale Scaringi, Renzo Petricola, Maurizio Pace, StelvioTripepi) in 5:50.26.

Soltanto il vento troppo generoso, misurato a +2.7, impedisce a Miriam Di Iorio (Us Aterno Pescara) di realizzare il nuovo primato italiano SF50 dei 200 metri. Abruzzese di Vasto, si allena a Lanciano e ha ripreso tre anni fa, dopo quasi un trentennio di stop, ma da allieva nel 1983 è stata in Nazionale frequentando i raduni di Formia con il maestro della velocità azzurra Carlo Vittori. “Un bel periodo - racconta la sprinter - e adesso lo sto rivivendo. L’atletica è uno sport bellissimo, che fa crescere in modo sano”. Valori da trasmettere anche ai giovani, visto che segue i bambini delle scuole elementari nell’attività motoria, oltre al suo lavoro in un negozio di antiquariato. Nella categoria SF70 oro per Giusy Sangermano (Trieste Atletica) in 34.75 (0.0), all’indomani del record sui 100 metri. Ha iniziato tardi, dopo aver spento 36 candeline, però da allora non ha più smesso per ottenere i suoi migliori risultati assoluti intorno ai 50 anni.

Tante sfide interessanti, oltre ai primati, in un caldo weekend nella città toscana.

Sui 200 SM65 Livio Bugiardini (Sef Macerata) con 27.20 (+1.4) precede VincenzoFelicetti (Fiamma Atl. Catanzaro), secondo in 27.28, mentre il campione SM50 è Mauro Graziano (Atl. Canavesana) con 23.60 (-1.6) davanti a Walter Comper(Atl. Virtus Castenedolo), 23.66. Nel mezzofondo Lucia Pollina (Cus Palermo) corre in 2:14.35 sugli 800 SF40 e tra gli uomini Giuseppe Ugolini (Olimpia Amatori Rimini), ex giocatore di pallamano, si conferma l’uomo nuovo della categoria SM55 con la doppietta 800-1500 metri. Applausi per Gabriele Bianchi(Atl. Pescia), livornese dell’Atletica Pescia, classe 1923 e quindi SM90, che ha chiuso in 12:39.98 nei 1500 e con 6:20.33 sugli 800 metri. Nel martello con maniglia corta Rosanna Rosati (Romatletica Footworks) sfiora invece il suo record SF55 con 11,88. Tutto questo in una bella edizione della rassegna tricolore, organizzata con impegno e passione dall’Unione Polisportiva Policiano Arezzo Atletica del presidente Fabio Sinatti. Per i master adesso l’attenzione si sposta sulla finale del Campionato italiano di società su pista, in programma il 17-18 settembre a L’Aquila, poi i Mondiali di Perth (Australia) dal 26 ottobre al 6 novembre.

Luca Cassai

RISULTATI/Results

CAMPIONATI ITALIANI MASTER
Arezzo, 8-10 luglio 2016

MIGLIORI PRESTAZIONI ITALIANE
Triplo SM50: Michele Ticò (Us Quercia Trentingrana Rovereto) 13,12 (+1.2)
100hs SM55: Hubert Indra (Südtirol Team Club) 15.72 (+0.7)
4x100 SM55: Olimpia Amatori Rimini (Zaccaria Facchini, Paolo Mazzocconi, Franco Zamagni, Gianni Becatti) 47.20
300hs SM75: Francesco Bruni (Collection Atl. Sambenedettese) 59.88
4x100 SM75: Atletica Ambrosiana (Galdino Rossi, Giovanni Lambri, Romano Carniti, Roberto Vaghi) 1:01.84
4x400 SM75: Liberatletica Roma (Natale Scaringi, Renzo Petricola, Maurizio Pace, Stelvio Tripepi) 5:50.26
Martello SM85: Carmine Cammarota (Atl. Posillipo) 14,08
Giavellotto SF45: Veronica Becuzzi (Atl. Firenze Marathon) 45,07
4x400 SF50: Assi Giglio Rosso Firenze (Daniela Aldrovandi, Lucia Samuelli, Giusy Lacava, Fabrizia Malatesti) 4:32.02
80hs SF55: Erika Niedermayr (Südtirol Team Club) 13.69 (0.0)
300hs SF55: Erika Niedermayr (Südtirol Team Club) 54.37
Lungo SF55: Patrizia Pasini (Atl. Virtus Castenedolo) 4,44 (-0.2)
4x100 SF55: Atletica Virtus Castenedolo (Mariuccia Quilleri, Barbara Ferrarini, Patrizia Pasini, Paola Pasini) 55.77
Triplo SF65: Maria Grazia Rafti (Liberatletica Roma) 8,00 (-0.1)
100 SF70: Giusy Sangermano (Trieste Atletica) 16.30 (+0.2)
Lungo SF75: Maria Lategana (Cus Lecce) 2,52 (+0.9)
Martello m.c. SF75: Maria Lategana (Cus Lecce) 9,73

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Commenti? | Jul 11, 2016

Europei, Tamberi vola sull'oro di Amsterdam

Posted by linfordbif in Mondo Master
Europei, Tamberi vola sull'oro di Amsterdam10 Luglio 2016

 

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Il marchigiano strapazza gli avversari, imponendosi con soli quattro salti (senza errori fino a 2,32). Bronzo per la staffetta 4x400 donne (Chigbolu, Spacca, Bazzoni, Grenot) in 3:27.49. Folorunso quarta nei 400hs (55.50, PB)

Esaltante chiusura di Campionato Europeo, ad Amsterdam, per la squadra italiana. Nell'ultima sessione di gare, arriva l'oro di Gianmarco Tamberi, al termine di una prova di schiacciante superiorità (quattro soli salti, senza errori, per arrivare alla misura di 2,32 che è valsa l'oro). Per il marchigiano, con il caratteristico marchio di fabbrica dell'"Halfshave", anche tre tentativi (falliti) a 2,40, ed il solito show con il pubblico. In fondo al pomeriggio, arriva anche uno storico bronzo per la staffetta 4x400 donne (3:27.49), trascinata da una incontenibile Libania Grenot nella frazione conclusiva, nella quale rimonta quattro posizioni (crono ufficiale da 49.73 lanciato). Ayomide Folorunso, vent'anni ancora da compiere, sfiora il podio nei 400hs, piazzandosi al quarto psoto e stabilendo il personale con 55.50 (quinto crono italiano all-time). Ottavi posti per Giordano Benedetti negli 800, Yeman Crippa (anche lui non ancora ventenne) nei 5000, e per la staffetta 4x100 donne; il quartetto veloce maschile corre in 38.69 ed è quinto, tempo che non basta per la qualificazione ai Giochi olimpici di Rio (a conti fatti, l'Italia è 18esima nel ranking mondiale, a 12 centesimi dall'utimo posto utile). Sette podi (due dei quali nella classifica a squadre della mezza maratona) mettono l'Italia al nono posto del medagliere europeo, guidato da una sorprendente Polonia (12 medaglie, sei delle quali d'oro). Nella classifica a piazzamenti ufficiale, gli azzurri sono ottavi, con 18 finalisti (più i due piazzamenti di squadra) che collezionano complessivamente 82 punti (13 sono però riferiti al team di maratona). Ben dieci i primati personali raccolti dagli atleti col tricolore sul petto. 

di Marco Sicari

LA CRONACA DELLA GIORNATA

Le altre finali
Pronostico confermato nel getto del peso: l'oro va al tedesco David Storl, 21,31, dodici centimetri meglio del polacco Haratyk, 21,19; il portoghese Arnaudov liquida con un lancio a 20,59, le velleità del giovanissimo polacco Konradm Bukowiecki, battuto di un solo centimetro. I 3000 siepi donne vanno alla tedesca Felicitas Krause (9:18.85), ma in questa gara spicca l'impresa dell'albanese Luiza Gega, argento con 9:28.52 (record nazionale); bronzo alla turca Ozlem Kaya, 9:35.05. 

4x400 donne - Finale
L'ennesima conferma delle grandi condizioni di Libania Grenot arriva nella frazione finale della staffetta 4x400. La capitana azzurra trascina le compagne Mariabenedicta Chigbolu, Maria Enrica Spacca e Chiara Bazzoni sul podio europeo, con un ultimo giro capolavoro, nel quale, finalizzando il buon lavoro delle compagne, recupera quattro posizioni, facendo passare la squadra dalla settima alla terza (3:27.49). Chigbolu corre molto bene il primo quarto di miglio, consegnando il bastoncino alla Spacca in terza posizione; la reatina si lancia bene, e battagliando nel gruppo, termina a ridosso della terza piazza. Con la Gran Bretagna involata verso il traguardo, la Francia lascia la compagnia delle avversarie, gettande le basi per la conquista dell'argento. Chiara Bazzoni soffre, ma non molla, passando il bastone alla Grenot in settima posizione, ma non troppo lontano dal bronzo. La campionessa europea della prova individuale si lancia all'inseguimento, ma non smette di ragionare; l'ucraina Zemlyak, al contrario, tenta l'impossibile, correndo un primo 200 metri forsennato. L'azzurra sfrutta la scia dell'avversaria, e guadagna subito una posizione, poi sul rettilineo finale apre il gas e infila Ucraina, Germania e Polonia, fino al podio. Il cronometro dice 3:27.49 per le azzurre, terze dietro Gran Bretagna (3:25.05, miglior prestazione mondiale dell'anno) e Francia (3:25.96). Un risultato storico per la staffetta del miglio, che coglie la prima medaglia nella storia della manifestazione. Questi i rilevamenti ufficiali dei tempi delle frazioniste: Chigbolu 52.6, Spacca 51.6, Bazzoni 53.40, Grenot 49.73 (la frazione più veloce, a precedere l'ucraina Zemlyak, 49.81, e la francese Guei, 49.92). A Rio, il quartetto, al quale potrà essere aggiunta l'esplosiva Ayomide Folorunso (oggi tenuta fuori per la vicinanza alla finale dei 400hs) potrà lottare per un prestigioso ingresso in finale.

800 uomini - Finale
Giordano Benedetti arriva alla finale in riserva di energie, e purtroppo fin dallo sparo la cosa appare evidente.

Il trentino è ottavo in 1:47.64, di fatto senza mai essere riuscito ad entrare in gara. Tutto si svolge come previsto: l'olandese Kupers si lancia sul ritmo, passando in 52.51 e poi in 1:19.12. L'agguato polacco però è pronto: Adam Kszczot e Marcin Lewandoski fanno 1-2 (1:45.18 e 1:45.54), lasciando il bronzo al britannico Elliot (stesso tempo dell'argento). Il bosniaco Tuka è beffato (quarto, 1:45.74), mentre il francese Bosse (1:45.79) è quinto. Benedetti chiude la fila, comunque da finalista.

Alto uomini - Finale
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Una superiorità schiacciante. Anzi, va detto, per certi versi, anche imbarazzante. L'oro di Gianmarco Tamberi arriva, com'era nelle speranze di chiunque abbia a cuore l'atletica italiana; ma al marchigiano, campione del mondo indoor nel marzo scorso a Portland, bastano la miseria di quattro salti, per mandare sotto la doccia tutti gli avversari. Uncontested, o quasi, come pochi altri prima di lui. Ogni quota è valicata con sicurezza, sempre al primo tentativo: 2,19; 2,24; 2,29; 2,32. Nessuno riesce a pareggiare Tamberi a questa misura, e la gara si completa dunque in poco più di un'ora. Si arrendono i britannici Grabarz (secondo) e Baker (terzo), e il tedesco Onnen (anche lui al bronzo), tutti inchiodati a 2,29, e separati solo dagli errori commesi lungo il percoso di gara. Una impressionante dimostrazione di superiorità, quella messa in scena da "halfshave". Il primo errore del'italiano arriva a 2,40, la cifra che non smette di essere ostacolo insormontabile. In tutte e tre le prove (meglio le ultime due), Tamberi dimostra di non essere lontanissimo dal successo, pur con l'asticella che continua a cadere. Oggi però non importa. Gimbo è campione d'Europa, e gudagna punti-energia (come in un videogioco) in attesa del confronto chiave della stagione, quello olimpico a Rio de Janeiro. All'Olimpiade Tamberi incontrerà avversari straordinari: sicuramente Barshim, con ogni probabilità lo statunitense Kynard, e il canadese Drouin. Prima, con ogni probabilità, lo vedremo in azione a Montecarlo, venerdì prossimo, il 15 luglio, nella tappa Diamond League. In una sorta di anticipo dei Giochi. 

Triplo donne - Finale
La portoghese Patricia Mamona atterra ai 14,58 del primato nazionale nell'ultimo salto a disposizione, scavalcando l'israeliana Minenko (fino a quel momento al comando con 14,51) e andando a prendersi l'oro europeo. Il bronzo va alla greca Papahristou, 14,47, mentre a Dariya Derkach non riesce il colpo decisivo: il 13,89 del primo salto (serie: 13,89, v. -1.0; N; 13,56) non le consente di entrare nelle otto, assegnandole il decimo posto finale.

5000 uomini - Finale
Con un ritmo cosi tattico (5:36, 8:25, 11:11), è inevitabile che i finali di gara diventino vere e proprie lotterie. Non è chiaro se sia un record o meno, in ogni caso, i primi quattro sono racchiusi nello spazio di un centesimo di un secondo, cone le tre medaglie che condividono lo stesso tempo (!!), 13:40.85. Gli spagnoli Fifa e Mechaal fanno doppietta (con un ultimo mille sul piede dei 2:29), il bronzo va al tedesco Ringer. L'Italia metta la testa nel finale di corsa, con Yeman Crippa (anche lui vent'anni ancora da compiere, segno di un'Italia che sta cambiando davvero volto) che raccoglie avversari lungo gli ultimi 200 metri, e finisce il suo primo Europeo "da grande" all'ottavo posto (13:46.30). Jamel Chatbi è undicesimo (13:49.93).

1500 donne - Finale
L'olandese Sifan Hassan trova l'unico modo possibile per perdere un oro praticamente già vinto: lasciare che la gara si trasformi, nelle fasi iniziali, in una specie di sur-place ciclistica. I passaggi sono impossibili, ma alla rovescia: 1:23 ai 400, 2:46 agli 800, 3:49 ai 1200. Con velocità di questo tipo, in una finale europea, chi è dotato di doti da sprinter può diventare imbattibile; così, la polacca Cichocka produce l'affondo decisivo, affermandosi in 4:33.00; Hassn è argento, l'irlandese Magean bronzo. Margherita Magnani, che non è dotata della potenza necessaria per una performance di questo tipo, si butta coraggiosamente nella mischia, ma ne è presto rimbalzata fuori, terminando all'undicesimo posto, in 4:36.51.  

4x100 uomini – Finale
Non c’è gloria, per la staffetta veloce azzurra.

Un cambio pasticciato (il primo), ed uno “schiacciato” (il secondo), mettono fuori gioco il quartetto italiano, quinto in un 38.69 che non basta nemmeno per la qualificazione olimpica (Italia 18esima nel ranking mondiale, a 12 centesimi da Cuba, ultima qualificata alla data di oggi). Un doppio schiaffo che fa male, anche perché il valore del team tricolore, per le cose viste qui ad Amsterdam, non era inferiore a quello delle migliori avversarie. Massimiliano Ferraro, non del tutto immobile sul blocco, viene ammonito verbalmente dai giudici in occasione di una prima partenza, giudicata falsa ma – fortunatamente – non attribuita a nessun quartetto. Al secondo start, l’azzurro si muove bene, ma a fine frazione non trova agevolmente la mano di Federico Cattaneo: una imprecisione che risulterà fatale, anche se il compagno corre poi senza grandi problemi il suo rettilineo. Il cambio con Manenti è però ancora fonte di problemi: i due azzurri si "schiacciano" l'uno sull'altro, e finiscono per rallentare nel passaggio del bastoncino, errore che si somma al precedente. L’Italia è in lotta sulla linea del quarto posto, ma non basta la tenace frazione del 18enne milanese, per tenere la posizione: l’Italia è quinta (38.69), scavalcata dall’Olanda, quarta in 38.57. L’oro anche in questo caso è britannico (38.17), la Francia è seconda (38.38), la Germania va al bronzo (38.47).

4x100m donne – Finale
Nello stesso identico punto dove ieri, in batteria, Irene Siragusa e Gloria Hooper erano state protagoniste dell’unico problema del quartetto azzurro, il fattaccio si ripete, in proporzioni, se possibile, anche maggiorate. Hooper è costretta quasi a fermarsi a un paio di appoggi dal limite della zona cambio, per attendere l’arrivo della compagna; le due cambiano praticamente da ferme, ed in una finale europea questi sono errori a cui non è possibile porre rimedio. E’ un peccato, perché malgrado lo stop, il quartetto (completato da Martina Amidei e Audrey Alloh) chiude in 43.57, nemmeno troppo male viste le circostanze. L’oro va all’Olanda di Dafne Schippers, che fissa il record nazionale a 42.04, lanciando un chiaro avvertimento in prospettiva olimpica. Argento alla Gran Bretagna (42.45), bronzo alla Germania (42.48). L’Italia è ottava.

Martello uomini - Finale 
Solo un lancio va a referto nella finale di Marco Lingua. Il piemontese apre la sua serie con 70 metri esatti, ma poi incappa in due nulli che non gli permettono di andare a caccia di un posto tra i primi otto martellisti del Vecchio Continente. L'azzurro saluta Amsterdam in undicesima posizione. L'oro va al polacco Fajdek, il favorito della vigilia, con un lancio da 80,93 (e altri due oltre la fettuccia degli 80). Il 40enne Tokhon è argento con 78,84, la Polonia fa suo anche il bronzo con Nowicki, 77,53. (a.g.)

400hs donne - Finale
Ayomide Folorunso, segnatevi questo nome perché è un'altra giovane dell'onda azzurra. Vent'anni da compiere il prossimo 17 ottobre, oggi ha sfiorato il podio agli Europei assoluti. Quarto posto in 55.50, a soli 9 centesimi dal bronzo della svizzera Lea Sprunger (55.41). Una prova di carattere, da vera protagonista fino all'ottavo ostacolo dove la giovane ostacolista delle Fiamme Oro si è presentata praticamente al comando. Poi sul rettilineo la resa dei conti con un tre avversarie a guadagnare centesimi e medaglie sulle ultime due barriere. L'oro va così alla danese Sara Peteresen (55.12) sulla polacca Joanna Linkiewicz (55.33). Ayo, intanto, continua la sua scalata nelle liste italiane alltime: ora la quinta posizione è soltanto sua, dopo tre gare di seguito nel club, come lo chiama lei, dei "55 secondi". (a.g.)

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Commenti? | Jul 11, 2016

Europei, gli Azzurri ad Amsterdam

Posted by linfordbif in Manifestazioni

Europei, gli Azzurri ad Amsterdam

L'Italia dell'atletica nei Paesi Bassi per la XXIII edizione della rassegna. Promossi alle semifinali con la nuova norma ben sette azzurri: Galvan, Grenot, Hooper, Desalu, Bencosme, Folorunso e Caravelli.

 

È già pieno Europeo, per la nazionale azzurra. I 75 atleti convocati dal DT Massimo Magnani per la XXIII edizione della rassegna continentale, sono in via di arrivo ad Amsterdam. I primi ad atterrare in Olanda sono stati, in mattinata, quelli provenienti da Milano, mentre il resto del contingente tricolore sarà a disposizione nel corso della giornata. Dopodomani, mercoledì, il via alle gare, con circa trenta italiani – numero definito solo dopo la riunione tecnica – che affronteranno qualificazioni e primi turni nelle corse. Tra loro, subito in pedana le altiste Alessia Trost, Desirée Rossit e Erika Furlani (qualificazioni ale 11:05) e Marcell Jacobs nelle qualificazioni del lungo (13:05). In pista, scatterà anche per i nostri il nuovo meccanismo di qualificazione che l’Associazione Europea ha proposto quest'anno in via sperimentale: nelle gare dai 100 ai 400 metri (comprese quelle sugli ostacoli), gli atleti classificati nei primi 12 posti delle liste stagionali saranno infatti ammessi direttamente alle semifinali, saltando il primo turno, definito pre-qualification round. Attenzione: non i primi 12 dell’elenco degli iscritti, ma quelli, tra i presenti alla rassegna, che sono nella top-12. Risultano promossi<font size="3" face="arial,helvetica,sans-serif"> dunque Matteo </font>Galvan (400m, secondo nel vecchio continente quest’anno con il 45.12 del record nazionale stabilito a Rieti, durante gli Assoluti, primo tra gli iscritti), Libania Grenot (400m, quinta, con la russa Krivoshapka, fuori causa, a guidare l’elenco, ma seconda tra le iscritte dietro la francese Guei), Gloria Hooper (200m, ottava tra le iscritte), Eseosa Desalu (200m, quinto tra gli atleti presenti ad Amsterdam), Jose Bencosme (400hs, dodicesimo), Ayomide Folorunso (400hs, settima nella starting list) e Marzia Caravelli (400hs, undicesima). Per tutti loro, l'Europeo iniziarà dalla semifinale.

L’unica che affronterà una finale mercoledì – nella sola gara che assegni medaglie nella prima giornata – è Veronica Inglese, che sarà al via (alle ore 18:55) dei 10.000 metri. Domani, vigilia dedicata alla presa di contatto con le superfici di allenamento e gara, oltre che riservata agli incontri con la stampa (la delegazione azzurra incontrerà i media a Casa Atletica Italiana, alle ore 13). In più, nel pomeriggio, è in programma la cerimonia di apertura della manifestazione, prevista alle 17 in Museumplein, con il tricolore che sarà innalzato dalle mani di Gianmarco Tamberi, portabandiera della Nazionale Italiana. Notevoli i dati relativi alle cosiddette intenzioni delle emittenti TV, diffusi dall’Eurovisione (la RAI è presente con una squadra tecnica che curerà le immagini personalizzate: in regia Marco Spoletini, coordinamento di Riccardo Pescante, commento di Franco Bragagna, interviste di Elisabetta Caporale, studio con Luca Di Bella): 32 emittenti hanno confermato la trasmissione della manifestazione, con Eurosport che da sola innalza il numero a ben 54 territori coperti dal segnale. Da mercoledì, il vecchio stadio olimpico, sacro all’atletica olandese dall’edizione dei Giochi del 1928, si infiammerà per gli orange, capitanati da Dafne Schippers, la campionessa del mondo dei 200 metri, la cui immagine campeggia un po’ ovunque in tutta la città. Ad Amsterdam, è già pieno Europeo.

m.s. 

ELENCO ISCRITTI/Final Entries<font size="3" face="arial,helvetica,sans-serif"> - </font>ORARIO/Timetable<font size="3" face="arial,helvetica,sans-serif"> - </font>TUTTE LE NOTIZIE/News

Commenti? | Jul 06, 2016

Amsterdam, l'Italia nella prima giornata

Posted by linfordbif in Italia
Amsterdam, l'Italia nella prima giornata05 Luglio 2016

Domani iniziano i Campionati Europei con 30 gli italiani in gara: iniziano Trost, Rossit e Furlani nelle qualificazioni dell'alto. Finale dei 10.000 per Veronica Inglese.

<ins style="box-sizing: border-box; max-height: 500000px; display: inline-table; border: none; height: 60px; margin: 0px; padding: 0px; position: relative; visibility: visible; width: 550px; background-color: transparent" id="aswift_0_expand"></ins>

 

Poche ore al via dei Campionati Europei di Amsterdam. Domani mercoledì 6 luglio l’Olympisch Stadion ospita, per la prima volta nella sua pur gloriosa storia, la rassegna continentale. 30 gli italiani in gara nella prima delle cinque giornate di gara, 17 nella sessione mattutina e 13 in quella pomeridiana. Per tutti meno una saranno turni di qualificazione: l’unica a correre una finale sarà infatti Veronica Inglese, al via alle 18.55 di un 10.000 che assegna le prime medaglie di questi XXIII Europei.

Il regolamento sottrae al primo turno i velocisti nella top-12 continentale: in chiave italiana sono promossi direttamente alle semifinali quindi Matteo Galvan e Libania Grenot nei 400, Gloria Hooper ed Eseosa Desalu nei 200, Jose Bencosme, Ayomide Folorunso e Marzia Caravelli nei 400hs. Fra i 75 azzurri convocati dal DT Massimo Magnani, le prime ad entrare nello Stadio Olimpico per la XXIII edizione dei Campionati saranno allora Alessia Trost, Desirée Rossit e Erika Furlani, in pedana alle 11.05 per le qualificazioni del salto in alto. Toccherà poi a Micol Cattaneo e Giulia Pennella sui 100hs, mentre un’ora dopo (12.00) nel Vondelpark, il grande parco verde di fronte al celebre Rijksmuseum (e a due passi da Casa Atletica Italiana), entrano in azione gli specialisti dei lanci, e in particolare le discobole: inizia Natalina Capoferri (12.00) seguita da Valentina Aniballi e Stefania Strumillo(13.15). Alle 12.10 il colpo di pistola che segnerà l’inizio delle gare di sprint.

Sui blocchi Martina Amidei e Irene Siragusa nei 200 femminili, MassimilianoFerraro, Giovanni Galbieri e il 18enne Filippo Tortu nei 100 maschili (12.40). Alle 13.05 fari puntati sulla pedana del lungo, con Marcell Jacobs a caccia del pass per la finale. In chiusura di mattinata è in programma il primo turno dei 400, con Benedicta Chigbolu e Marta Milani (13.10) nella gara femminile e GiuseppeLeonardi (13.35) in quella maschile.

Il pomeriggio azzurro si apre con le spallate di Norbert Bonvecchio al Vondelpark (alle 17.05, mentre Roberto Bertolini entra in azione alle 18.40) e con i 400 hs di Mattia Contini e Mario Lambrughi. Alle 17.30 scende in pista, direttamente nelle semifinali dei 200 metri, Gloria Hooper, affiancata, se sapranno conquistarsi il pass, dalle colleghe Amidei e Siragusa. Poi i 3000 siepi (17.55 con AbdoullahBamoussa, Jamel Chatbi e Yuri Floriani) e gli 800 (alle 18.25 con YusneysiSantiusti e Irene Baldessari). Chiudono la prima giornata Chiara Rosa e JulaikaNicoletti, sulla pedana del primo turno del peso alle 19.10.

a.c.s.

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Commenti? | Jul 05, 2016

La Maratona di Valencia premierÓ gli atleti che raggiungeranno il loro miglior tempo personale con il programma Personal Best

Posted by linfordbif in Manifestazioni

·         L’iniziativa è rivolta a tutti gli atleti che otterranno il loro record personale nella prova valenziana con un tempo inferiore alle 2:20:00 per gli uomini e 2:45:00 per le donne<u></u>

·         Ci sarà un premio tra i 2000€ e i 4000€ euro per i corridori che riusciranno ad ottenere il loro ‘personal best’ nella prova valenziana, la prima della storia in Spagna con la Gold Label<u></u>

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VALENCIA, 05/07/2016. La Maratona di Valencia Trinidad Alfonso EPD, organizzata dalla SD Correcaminos e dal Comune di Valencia, ha lanciato un programma di miglioramento sportivo rivolto ad atleti di alto livello, nominato Personal Best, che assegnerà premi speciali tra i 2000 e i 4000 euro agli atleti, indipendentemente dalla loro classificazione finale, che superino il loro record personale a Valencia il prossimo 20 novembre e lo portino sotto le 2h20:00 (uomini) e le 2h45:00 (donne).<u></u>

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Inoltre, a sostegno di questo programma, l’organizzazione coprirà le spese per l’intero soggiorno ed il vitto di 3 giorni (dal 18 al 21 novembre) ai corridori di qualsiasi nazionalità che richiedano espressamente di essere inclusi nel Personal Best, che soddisfino i requisiti e che attestino con documenti di possedere un record personale (personal best) realizzato negli ultimi 4 anni (tra il 2013 ed il 2016) sub 2h20:00 (o sub 1h06:00 o sub 30:15 rispettivamente nella mezza maratona e nei 10.000 metri) e a tutte le corritrici sub 2h45:00 (o sub 1h17:00 o 35:30 rispettivamente nella mezza maratona e nei 10.000 metri)<u></u>

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Per facilitare questi obiettivi, la Maratona Valencia Trinidad Alfonso EDP metterà a disposizione dei corridori tre gruppi di lepri per gli uomini e tre gruppi di lepri per le donne con ritmi inferiori alle 2h20:00 ed alle 2h45:00.<u></u>

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Non si accetteranno in Personal Best corridori che abbiano ricevuto sanzioni per doping qualificate come gravi o molto gravi dalla IAAF, la WADA o la AESPAD, indipendentemente dal momento della loro carriera sportiva in cui furono sanzionati e in cui abbiano compiuto la sanzione. I premi saranno pagati una volta conosciuto il risultato favorevole delle prove antidoping che verranno realizzate durante la corsa.<u></u>

Con il programma Personal Best, la Maratona Valencia Trinidad Alfonso EDP continua la strada intrapresa l’anno scorso per consolidare la multiculturalità e molteplicità di Paesi che forniscono atleti di élite e semi-élite, e premia lo sforzo e il miglioramento personale nella corsa.<u></u>

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L’obiettivo è presentare nuove idee e progetti, edizione dopo edizione, per aiutare il miglioramento dei migliori: non solo dei vincitori, ma anche, e inoltre, di quelli che vengono immediatamente dietro di loro, e che si convertono negli ambasciatori sportivi e mediatici della nostra maratona nei loro rispettivi paesi.<u></u>

 <u></u>

La lista dei premi del programma Personal Best, indipendenti dagli altri premi che assegna la prova, sono i seguenti:<u></u>

 <u></u>Le domande di adesione a questo programma possono realizzarsi per e-mail personalbest@maratonvalencia.<wbr />com o per telefono +34 963 940 200.

<u></u>

UOMINI<u></u>

PREMI<u></u>

Se il nuovo record personale è sub 2h10:00<u></u>

4.000 euro<u></u>

Se il nuovo record personale è sub 2h15:00<u></u>

3.000 euro<u></u>

Se il nuovo record personale è sub 2h19:59<u></u>

2.000 euro<u></u>

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DONNE<u></u>

PREMI<u></u>

Se il nuovo record personale è sub 2h28:00<u></u>

4.000 euro<u></u>

Se il nuovo record personale è sub 2h36:00<u></u>

3.000 euro<u></u>

Se il nuovo record perosnale è sub 2h44:59<u></u>

2.000 euro<u></u>


Commenti? | Jul 05, 2016

OSIMO, FESTIVAL DEGLI OSTACOLI AL TROFEO MARCHE 9,14

Posted by linfordbif in Manifestazioni

Il marchigiano Cesca vince sui 110hs juniores, a livello assoluto successi di Tessaro e Trgovcevic
 

Nel 14° Trofeo Marche 9,14 di Osimo (Ancona), meeting nazionale dedicato alle corse ad ostacoli, il miglior risultato arriva anche quest’anno dai 100hs femminili. Vittoria per la veneta Giulia Tessaro (Fiamme Oro), campionessa italiana nella scorsa stagione e terza ai recenti Assoluti, che corre la batteria in 13.56 (+1.9) e poi si aggiudica la finale con 13.81 (+0.1). Alle sue spalle, giovani in evidenza: la junior Abigail Gyedu (Gs Valsugana Trentino) in 14.01 sulla coetanea Agnese Mulatero (Atl. Pinerolo), 14.14 dopo il 13.91 (+1.7) del turno eliminatorio. In campo maschile il vicecampione italiano under 20 Nicola Cesca (Atl. Avis Macerata) conquista il successo nei 110hs juniores e sfiora il record personale con 14.05 (+1.2). La manifestazione, unica nel suo genere, prende il nome proprio dalla distanza (di 9,14 metri) tra le dieci barriere dei 110 ostacoli che a livello assoluto vedono l’affermazione di Luca Trgovcevic (Studentesca Rieti Milardi) in 14.25 (+1.1) che prevale nei confronti di Stefano Tedesco (Fiamme Gialle), secondo con 14.44. Sui 400hs Leonardo Capotosti (Fiamme Gialle) si ferma all’ottavo ostacolo e così Andrea Ercolani Volta (Olimpus San Marino Atletica) è primo in 55.45.


Ad arricchire il programma, come di consueto, anche le sfide sui 100 piani. Tra le donne l’allieva Zaynab Dosso (Calcestruzzi Corradini Excelsior) vince in 11.96 (0.0), con Maria Aurora Salvagno (Cus Sassari) seconda in 12.18 di un centesimo su Sonia Kebe (Team Atl. Marche): 12.19 per la sprinter di Corridonia, argento tricolore juniores. Al maschile FedericoRagunì (Cus Palermo) davanti a tutti in 10.55 (+1.1) dopo aver corso 10.68 (0.0), in una gara partecipata con sette batterie disputate. Nei 400 ostacoli 1:06.75 della junior Giulia Antonelli (Atl. Avis Macerata). Tra gli under 18, risultati interessanti con le vittorie di Mattia Montini (Atl. Lecco Colombo Costruzioni) sui 110hs in 14.11 (+0.3) e di Rebecca Gennari (N.Atl. Varese) con 14.19 (0.0) nei 100hs. Il Trofeo Marche 9,14 premia, sia al maschile che al femminile, il Team Atletica Marche: la società nata dalla collaborazione tra l’Atletica Sangiorgese Renato Rocchetti, la Sacen Corridonia e l’Atletica Osimo, club organizzatore della manifestazione nata nel 1978 e ripresa nel 2006 su iniziativa di Gino Falcetta, con l’impegno del Comune e del sodalizio locale del presidente Adriano Malatini.

 In mattinata, sulla pista della Vescovara, è andato in scena il 12° Meeting Giovanile “Città di Osimo”che ha visto ben 273 atleti-gara. In chiave individuale, spicca il 9.12 (+1.3) negli 80 metri del cadetto Mattia Mecozzi (Sport Atl. Fermo). Con classifiche combinate per somma dei tempi ottenuti su gara piana e ad ostacoli, vittorie nel Grand Prix tra i cadetti di Benedetta Boriani (Sef Stamura). autrice di un notevole 10.13 (+1.1) sugli 80 metri, e Francesco Cavina (Atl. Ravenna), mentre fra i ragazzi di Mattia Barboni (Sacen Corridonia) e Martina Cuccù (Atl. Sangiorgese R. Rocchetti). Successo nella classifica generale a squadre per l’Atletica Sangiorgese Renato Rocchetti, prima in due graduatorie parziali (ragazzi e ragazze), invece tra gli under 16 vincono le cadette dell’Atletica Osimo e i cadetti dell’Atletica Ravenna.

 
RISULTATI
Trofeo Marche 9,14: http://www.fidal.it/risultati/2016/COD5861/Index.htm

Commenti? | Jul 02, 2016

OSIMO, DOMANI IL TROFEO MARCHE 9,14

Posted by linfordbif in Manifestazioni

Show degli ostacoli con sfide interessanti su 100hs e 400hs. In gara i marchigiani Cesca e Kebe, vicecampioni italiani juniores.
 
Torna anche quest’anno il “Trofeo Marche 9,14” di Osimo (Ancona), meeting nazionale di atletica leggera che si disputa nel pomeriggio di sabato 2 luglio. Un evento unico nel suo genere, arrivato alla quattordicesima edizione: da sempre infatti è dedicato alle corse ad ostacoli e prende il nome dalla distanza (di 9,14 metri) tra le dieci barriere dei 110hs maschili. Stavolta però una delle competizioni più interessanti sarà quella dei 400hs con la presenza di Leonardo Capotosti (Fiamme Gialle), campione italiano assoluto nel 2014 e 2015, che quest’anno non è riuscito a difendere il titolo piazzandosi ottavo nella rassegna tricolore. Quattro finaliste dei recenti Assoluti sono annunciate nei 100 ostacoli femminili: Giulia Tessaro (Fiamme Oro) e Giulia Latini (Forestale), insieme alle junior Abigail Gyedu (Gs Valsugana Trentino) e Agnese Mulatero (Atl. Pinerolo). Sui 110 ostacoli ci saranno invece Stefano Tedesco (Fiamme Gialle) e Luca Trgovcevic (Studentesca Rieti Milardi) con l’osimano Manuel Nemo (Team Atl. Marche), tra gli under 20 il vicecampione italiano di categoria Nicola Cesca (Atl. Avis Macerata) se la vedrà con Gabriele Segale (Bergamo Stars Atletica) e nei 400hs femminili scenderà in pista la veneta Gioi Spinello (Fiamme Oro), seconda ai Tricolori juniores e quinta agli Assoluti.


In programma anche le gare di velocità pura, sui 100 metri: fra le donne al via la campionessa nazionale allieve Zaynab Dosso (Calcestruzzi Corradini Excelsior Rubiera) e l’argento tricolore juniores Sonia Kebe (Team Atl. Marche), sprinter di Corridonia, ma anche la sarda Maria Aurora Salvagno (Cus Sassari) alla quale è dedicato un profilo nel nuovo numero della rivista “Marche 9,14” che contiene dati statistici, tante immagini e un’ampia parte tecnica. Nei 100 maschili Federico Ragunì (Cus Palermo), Gabriele Giudetti (Atl. Aden Exprivia Molfetta), Stefano Anceschi (Atl. Riccardi Milano 1946) e Lorenzo Angelini (Atl. Avis Macerata) in un campo partenti che vede ben 40 iscritti. Da seguire inoltre le gare riservate agli allievi: nei 100 ostacoli ci saranno Rebecca Gennari (N.Atl. Varese) e Federica Renzi (Montepaschi Uisp Atl. Siena), rispettivamente terza e quarta nei campionati italiani under 18, sui 110hs allievi l’argento tricolore Mattia Montini (Atl. Lecco Colombo Costruzioni) e nei 400hs Elia Campestrini (Gs Valsugana Trentino).


L’inizio alle ore 16.30 di sabato, sulla pista del campo scuola di via Vescovara ad Osimo, per circa tre ore di sfide tra batterie e finali nella manifestazione nata nel 1978 e ripartita nel 2006 su iniziativa di Gino Falcetta, organizzata dall’Atletica Osimo del presidente Adriano Malatini. La giornata degli ostacoli e della velocità si animerà fin dal mattino con il 12° Meeting Giovanile “Città di Osimo”, in cui molti giovanissimi atleti delle categorie ragazzi (under 14) e cadetti (under 16) si cimenteranno nel Grand Prix velocità-ostacoli: una originale e stimolante formula, che prevede prima la gara sulle barriere e poi quella sulla distanza piana. La somma dei due tempi darà il vincitore e la vincitrice della speciale combinata.
 
ISCRITTI E RISULTATI: http://fidalmarche.us6.list-manage2.com/track/click?u=e79352a8b3e4fd555ff800c3d&id=7556ed0d48&e=5da4c2dbf1
 

Commenti? | Jul 01, 2016

Domenico Martino: la forza dell┤amore supera ogni ostacolo

Posted by linfordbif in Training

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Fa sempre piacere incontrare gli amici ultrarunner, Domenico Martino l’ultramaratoneta di Lucera, l’ho conosciuto di persona ad una gara di 6 ore di corsa a piedi a Lucera dove lui risiede e poi l’ho rivisto in occasione della maratona di Roma dove io risiedo.

Ultimamente Domenico ha fatto due importantii prestazioni, una gara di 100km da Firenze a Faenza, la classicissima per gli ultrarunner dal nome Il Passatore, e la settimana successiva la prima edizione della 6 ore di Cambobasso in una pista di atletica ottenendo il secondo posto. Inoltre sabato 11 giugno alla 50 km del Gargano un’altro podio, 12° assoluto e 3° di categoria 05h07’ percorso durissimo e molto tecnico. Leggiamo cosa ne pensa l’interessato di queste sue ultime prestazioni.

Come sono state le due ultime gare? “Dottore carissimo buonasera. È un piacere rispondere al suo questionario. Lei è un supporto psicologico, per me è davvero importante avere una persona a fianco per queste gare estreme. Ho tanto da raccontare…….ho scoperto un altro punto di forza per affrontare e avere risultati per la corsa. Resta un segreto? Lo possiamo raccontare? Se lo mettiamo in atto noi tutti runner diventiamo tutti campioni……Il mese di Maggio è stato pieno di lavori ed emozioni. Tanti km, oltre 400 tra allenamento Passatore e 6 Ore il 04-06-2016 a Campobasso. Iniziamo dal Passatore per me è stata la 9^ consecutiva.”

Le diverse difficoltà che hai riscontrato, i momenti più difficili e più emozionanti, la soddisfazione più grande? “Il caldo all’inizio ha distrutto tutti gli atleti, sono riuscito a coinvolgere 2 amici che hanno fatto per la prima volta questa gara Pasqualino Onofrillo e Fabio Zara il risultato per me non ha importanza ho chiuso in 12h31’58” ma la soddisfazione è stata appunto quella di stare insieme a questi amici e vivere questa gara che tutti i podisti hanno come sogno nel cassetto. Passati appena 7 giorni vado a fare la 6 Ore in pista a Campobasso, davvero una pazzia girare per 6 ore su una pista d’atletica di m.420 e riuscire a percorrere km.62.880 con un podio 2°Assoluto dietro ad un amico Michele de Benedectis con il quale abbiamo deciso di chiudere questa gara insieme con un traguardo mano nella mano con gioia e tanta emozione. Questo è saper fare Sport non ci siamo sfidati, non avrebbe avuto senso arrivare 1° la mia gioia è stata arrivare e salire sul podio con lui. Ho fatto oltre 40 km con il presidente della Podistica Lucera Nicola Bellebuono che mi ha aiutato tanto..”

Come hanno contribuito i tuoi amici e le persone che ti seguono nella tua riuscita? “Arriviamo al segreto, non so se dirlo e cosa potrebbe succedere tra noi runner, cercheranno tutti l’amore? Ebbene sì ‘la forza dell’amore supera ogni ostacolo’ avere la tua donna a bordo campo che ti osserva oppure corre al tuo fianco aumenta la capacità di forza. Sorriso sempre alle labbra e amore ti fanno sentire un Campione.”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta? “Il mio percorso per diventare ultramaratoneta è stato nel fare più maratone allenando il mio corpo a lunghe distanze, da sottolineare che mi spaventava tanto ma dentro di me ho detto: esiste questa gara? La fanno altri? E la farò anch’ io, cos ho fatto la mia prima 100km.”

Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta? “Le motivazioni non riesco a spiegare mi viene tutto naturale non lo faccio per essere qualcuno faccio questo sport con amore lei mi può insegnare tutti questi km vengono fatti con la testa, oltre ad un buon allenamento ed il ho allenato il mio cervello ad andare oltre.”

Per Domenico la corsa è un gesto naturale e così è riuscito ad allenare gambe e testa a correre distanze sempre più lunghe grazie anche ad una grande passione.

Domenico ha tanti fan che tifano per lui e gli mandano messaggi augurali come è successo alla vigilia della partenza della lunga gara di 100km d parte di una sua paesana runner Matilde Staffa: “domani alle 15:00 partirà la 100 Km “Il Passatore” e questo piccolo grande uomo nonchè ultra maratoneta percorrerà questi 100 km per la nona volta!!!!!!! Forza e coraggio come sempre, con la mente, il cuore e le gambe!!!!!!!! Noi siamo tutti con te!!!!! Porta alto il nome di Lucera come hai sempre fatto !!!!!!!!! Forza Domenico un grande viaggio lungo 100 km pieno di emozioni ti aspetta!!!!!!!!!”

Domenico non riesce ancora a credere a quello che riesce a fare se pensa che temeva la distanza della maratona, ma una volta superato questo muro niente gli è precluso.

 

Matteo SIMONE

http://www.psicologiadellosport.net/eventi.htm

Commenti? | Jun 30, 2016

Galvan 400 da sogno: 45.12 record agli Assoluti

Posted by linfordbif in Italia

Matteo Galvan. Colombo

A Rieti, il vicentino delle Fiamme Gialle riscrive il primato italiano del giro di pista nello stesso impianto dove Andrea Barberi lo aveva stabilito dieci anni fa. E' la migliore prestazione europea 2016.

Un incredibile Matteo Galvan stabilisce il record italiano assoluto dei 400 metri ai Campionati Italiani Assoluti di Rieti. Il 27enne vicentino delle Fiamme Gialle corre il giro di pista in 45.12, 7 centesimi meglio del 45.19 che Andrea Barberi aveva messo a segno proprio in questo stadio il 27 agosto del 2006 in occasione del RietiMeeting. E' la migliore prestazione europea 2016 e un crono che vale anche lo standard di iscrizione (45.40) per i Giochi Olimpici di Rio.
Un incredibile Matteo Galvan stabilisce il record italiano assoluto dei 400 metri ai Campionati Italiani Assoluti di Rieti. Il 27enne vicentino delle Fiamme Gialle corre il giro di pista in 45.12, 7 centesimi meglio del 45.19 che Andrea Barberi aveva messo a segno proprio in questo stadio il 27 agosto del 2006 in occasione del RietiMeeting. E' la migliore prestazione europea 2016 e un crono che vale anche lo standard di iscrizione (45.40) per i Giochi Olimpici di Rio.

Il suo giro di pista da record, affrontato praticamente solo contro il cronometro, è arrivato tra i lampi e le prime gocce di pioggia di un temporale che oscurava ormai l'orizzonte della città sabina. Il fulmine, però, è stato proprio l'azzurro che sull'anello reatino è partito subito forte, ha aperto il gas sul primo rettilineo disegnando poi una seconda curva da manuale. Giunto sotto la tribuna, il suo finale è stato davvero implacabile. Questo è il quinto titolo italiano della sua collezione e lo vince riscrivendo di 23 centesimi il personal best stabilito nel 2013 a Bruxelles. Per il veneto Galvan, Rieti non è una città qualsiasi. Qui ormai da tre anni ha scelto di trasferirsi sotto la guida tecnica di Maria Chiara Milardi, figlia di Andrea, lo storico fondatore della Studentesca scomparso a fine marzo e che proprio domani avrebbe compiuto 71 anni. Qui condivide le sue giornate con la fidanzata Maria Benedicta Chigbolu, oggi seconda sui 400 femminili alle spalle della campionessa europea Libania Grenot. Qui il 7 settembre del 2014 aveva impresso il suo nome con 32.01 sulla migliore prestazione nazionale di sempre nei 300 metri, fino a quel giorno appartenuta al mito Pietro Mennea.

VIDEO | RECORD ITALIANO MATTEO GALVAN: 45.12 AGLI ASSOLUTI DI RIETI 2016

 

“Era destino – sorride sornione Galvan a pochi minuti dal primato – su questa pista è iniziato tutto, su questa pista dovevo fare il record italiano dei 400 metri”. L’inizio a cui si riferisce il velocista veneto è quel 20.87 con cui il 23 luglio del 2006 esplose diventando il terzo junior di sempre sui 200 metri. All’epoca, dieci anni fa, erano Campionati juniores e promesse, oggi sono gli Assoluti. “Ho chiesto io ad Andrea Milardi di organizzarli qui, un anno fa. Desideravo inseguire il sogno di Rio sulla pista che ormai è diventata casa mia e che spesso garantisce condizioni perfette. Ci sono riuscito, la dedica ad Andrea è ovvia e dovuta”.

Continua il quattrocentista, cresciuto sotto la guida di Umberto Pegoraro prima di passare tre anni in Florida con Loren Seagrave: “Qui a Rieti ho creato un microcosmo perfetto: vado allo stadio in bici, ma più spesso in auto per pigrizia. Al campo ho dei compagni di allenamento fantastici: mi aiutano partendo un po’ prima, ‘tirandomi’ le ripetute un pezzo ciascuno, non sono mai solo".

"Sapevo di valere un tempo del genere, sapevo di stare bene, ma l’aspetto mentale è spesso determinante e non ero sicuro di riuscire a sbloccarmi. Oggi mi ero preparato a gestire la gara da solo, ho fatto un passaggio spinto e cercato di chiudere il più forte possibile. Negli ultimi 50 metri ho chiuso gli occhi e sperato non arrivasse quella maledetta salita… è andata bene. Sul rettilineo finale non guardo mai il cronometro, perché corre sempre più veloce di me”. Nell’anno di Amsterdam, il suo 45.12 rappresenta ora il vertice del ranking continentale 2016:“È una statistica che non vale nulla: per me non conta, so bene che non garantisce nemmeno l’accesso alla finale. Per me è solo un punto di passaggio, ora devo restare concentrato e continuare ad allenarmi bene. Domani farà regolarmente i 200, chissà che non riesca a migliorarmi anche lì”.

Alessio Giovannini e Anna Chiara Spigarolo

CRONOLOGIA RECORD ITALIANO 400 METRI       
(solo tempi automatici)
45.49 Marcello Fiasconaro Helsinki, 13 Ago 71
45.34 Mauro Zuliani (Fiamme Oro Padova) Torino, 15 Lug 81
45.26 Mauro Zuliani (Fiamme Oro Padova) Roma, 5 Set 81
45.19 Andrea Barberi (Fiamme Gialle) Rieti, 27 Ago 06
45.12 Matteo Galvan (Fiamme Gialle) Rieti, 25 Giu 16

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RISULTATI/Results - ORARIO/Timetable - FOTO/Photos

STREAMING E TV - I Campionati Italiani Assoluti di Rieti 2016 saranno trasmessi in diretta streaming sul sito di RaiSport. Per la programmazione televisiva sono previste le seguenti differite:
- sabato 25 giugno 22.30-1.00 su RaiSport 2
- domenica 26 giugno 21.45-0.15 su RaiSport 1

I CAMPIONI 2015 - TUTTE LE NOTIZIE SUGLI ASSOLUTI 2016 - CRITERI PARTECIPAZIONE 

Commenti? | Jun 27, 2016

Mondo, il ritorno di Hulk

Posted by linfordbif in International

l disco di Robert Harting torna a volare. Sydney McLaughlin mondiale Under 18. I campionati nazionali in Europa.

Una domenica in famiglia, a distanza ravvicinata nella gabbia del lancio del disco. La domenica di Robert Harting e suo fratello Christoph. Robert è il campione olimpico e ha vinto tre titoli mondiali e due ori europei. L'anno scorso ha abdicato a Pechino per farsi rimettere a posto ossa e tendini. Il fratello Christoph si è guadagnato la finale mondiale 2015 piazzandosi ottavo. Nella domenica di Kassel, campionati di Germania, Bob e Chris si sono giocati il titolo nazionale e parecchie altre cosette. Succede che all'ultimo turno Christoph allunghi a 66,41 e tutti applaudono, anche Robert che mugugna pensono e si dirige in gabbia per l'ultima chance. Ne esce una traiettoria perfetta e tecnicamente sublime, un 68,04 giunto in anticipo nella setlist stagionale pensata da Robert. Alla quinta gara dell'anno, dopo un anno di stop, Harting senior è ancora il vecchio campione e l'asso di famiglia. Dicono che i due cazzotti di esultanza assestati domenica sull'erba dello stadio di Kassel dopo il lancio della vittoria li abbiano sentiti anche in Brasile. 

Artiglieria pesante 

Povero il gigante barbuto Jasinski (65,18, appena terzo), un altro discobolo il cui calco è stato preso direttamente da quello di Mirone. Appena si è affacciato oltre i 65, i fratelli Harting l'hanno azzannato. Settore lanci in robusto fermento: mettiamoci i pesi da 20,75 di Storl, da 20,38 di Dahm (personale) e da 19,49 della Schwanitz, già sintonizzata su Rio, il 75,32 di Betty La RossaHeidler nel martello e l'86,81 di Röhler nel giavellotto, il 65,79 della Müller dall'apertura di braccia irreale e il 66,41 della giovaneHussong, al record nazionale promesse del giavellotto, e il quadro è di quelli che impressionano.

Tra le altre cose dell'edizione 116 dei campionati tedeschi, ritorno a grandi altezze della Strutz nell'asta (4,70) e personale di Hess nel triplo (17,06).

Campionati nazionali in Europa: Ucraina

Ucraina: buono il livello generale dei risultati dei campionati della città fluviale di Lutsk, con le punte nei salti: 6,93 della lunghista Maryna Bekh (anche 6,83 e 6,80) e 8,18 di Serhiy Nykyforov, appena ventoso ma con un 8,11 legale nella serie, 1,97 della Okuneva nell'alto e 1,95 della pin-up Levchenko (mondiale stagionale junior). Nell'eptathlon l'allieva Shukh (6.099 punti) ha saltato 1,92 in alto (record nazionale Under 18) e lanciato 51,52 nel giavellotto. Vola laPohrebnyak in 11.11 e 22.76 e stupisce soprattutto il primo dato, ottenuto con due metri di vento contrario. Bondarenko non ha gareggiato, ma si sapeva. 

Grecia e Slovenia

Al sole torrido di Patrasso 4,80 della primatista nazionale dell'asta Stefanidi, la più regolare al mondo in questa stagione, e un buon tentativo a 5 metri. Paraskeví Papahrístou ha vinto lungo e triplo con un 14,07 a rincorsa accorciata di soli sei passi. Buoni i lanci del martellista Anastasákis (74,98) e del giavellottista Batzávalis (81,45). In Slovenia 1,93 dell'altista Cernjul, una 26enne che studia e si allena in USA sotto la guida di Jonas (2,36) e gran record sudamericano del martellista brasiliano con base slovena Wagner Domingos, in costante crescita e autore di 78,63. La specialità sta assistendo ai progressi di diversi atleti del continente americano: la scorsa settimana il costaricano Sawyers era arrivato a 77,15 in Repubblica Ceca.

Spotakova c'è

Anche qui sono stati assegnati i titoli nazionali, a Tabor: altro 1,93 nell'alto donne, con la junior Hruba (record nazionale outdoor eguagliato) ma soprattutto primato mondiale stagionale e gran ritorno di Barbora Spotakova con 66,87. Più lontano di lei ha lanciato la russa ex-ucraina Rebryk (67,30), ma con la Russia "under-ban" non vale. Ai campionati "orange" di Amsterdam 10.11 e 20.11 di Churandy Martina.

Dai meeting del weekend, l'esordio positivo di Pitkämäki (84,24), un altro martellista in progresso, l'inglese Bennett con 76,45 e il record saudita del discobolo Al-Dawoodi in Polonia.

McLaughlin allieva-record, Crouser vede i 22

Con lo straordinario 54.46 dei New Balance High School Nationals di Greensboro, la campionessa del mondo allievi non ancora 17enne Sydney McLaughlin ha stabilito la miglior prestazione mondiale Under 18 dei 400 ostacoli a soli sei centesimi dal record mondiale junior della cinese Wang Zing. La medaglia d'oro di Cali 2015 è attesa nel prossimo fine settimana dai campionati nazionali junior USA in California prima di affrontare i Trials olimpici di Eugene. L'altro fenomeno del versante maschile, Tyrese Cooper (classe 2000) è sceso a 45.69 sui 400. Un altro "titolato" delle categorie giovanili (fu iridato allievi a Bressanone), Ryan Crouser, ha lanciato il peso a 21,85 a Chula Vista, misura inferiore quest'anno solo a quelle di Joe Kovacs, il campione del mondo. Nel resto dell'attività USA, che si prepara a selezionare la squadra per le Olmpiadi, 44.28 di van Niekerk ai Boost Games di Boston e cautelativa rinuncia di Jenn Suhr dopo il riscaldamento. L'obiettivo Olimpiadi è troppo grande. 

Campionati russi, Isinbayeva 4,90

Una grande gara di salto con l'asta femminile ha rappresentato l'apice della seconda giornata dei campionati russi di Cheboksary. Alla prima finale dopo il rientro dalla maternità (ieri 4,50 in qualificazione) Yelena Isinbayeva ha dato vita a una gara superlativa, vincendo il titolo russo con 4,90 e superando Anzhelika Sidorova, pur salita al 4,85 del nuovo primato personale. 

Previews, Semenya e van Niekerk a Durban

Da domani via ai campionati africani fino a domenica. Il team più atteso è quello sudafricano, forte di 96 atleti e in grado di primeggiare davanti al proprio pubblico. Il campione del mondo dei 400 Wayde van Niekerk gareggerà sui 200 metri. Di nuovo in pista anche Caster Semenya dopo le prime eccellenti uscite in Diamond League. Tanti i keniani assenti, con i Trials olimpici ormai imminenti. A giorni anche i Trials britannici, con Farah, Jessica Ennis-Hill e Katerina Johnson-Thompson dispensati dalla partecipazione. Da venerdì a domenica a Nagoya si svolgerà la centesima edizione dei campionati giapponesi. Occhi puntati sullo sprint (Kiryu 10.01 la scorsa settimana) e su Koji Murofushi, alla ricerca del pass olimpico a due anni dall'ultima gara disputata.

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Commenti? | Jun 22, 2016

Jesolo: allievi mondiali sugli ostacoli

Posted by linfordbif in Italia
Ai Tricolore Under 18, Desola Oki (13.30) corre la MPI e il miglior crono mondiale stagionale Allieve dei 100hs. Mattia Di Panfilo (13.55) diventa il 2° alltime di categoria dei 110hs.
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 di Raul Leoni

 

Conclusi oggi a Jesolo (VE) i Campionati Italiani allievi 2016, con oltre 1600 atleti in gara per 312 società. Nella giornata conclusiva della rassegna under 18 la vetrina se la prendono d'autorità gli ostacolisti, che mandano in archivio risultati di livello mondiale: Desola Oki corre in 13.30 (+1.0) e toglie in un colpo la Miglior Prestazione Nazionale dei 100hs a Veronica Borsi (13.56 ai Mondiali allieve del 2003) e la leadership stagionale Under 18 alla cubana Keily Perez (13.37 a L’Avana). Poi il lampo del romano Mattia Di Panfilo, 13.55 sui 110hs che rappresenta la seconda prestazione all time dopo il 13.44 di Lorenzo Perini e anche il secondo posto nelle liste mondiali dell’anno alle spalle del giamaicano Dejour Russell (13.38 a Kingston). Dopo Simone Barontini e Andrea Romani che nella giornata di sabato si sono issati in cima alle liste europee allievi degli 800 (con il primo alla MPI di 1:48.76), oggi nel mezzofondo Marta Zenoni si limita ad una passerella per la tribuna di Jesolo nei 1500 metri (4:28.16). In prospettiva degli Europei di categoria di Tbilisi (14-17 luglio) gli azzurrini di Stefano Baldini fanno sognare anche nel triplo, con il piacentino Andrea Dallavalle che si conferma leader continentale con 15.60 (+1.7), mentre nell’alto Andrea Motta si ferma a 2.12 fallendo 2.15 a gara ormai vinta. Grande spettacolo dal giro di pista, dove il lombardo di famiglia albanese Klaudio Gjetja batte per sei millesimi di secondo il sedicenne Edoardo Scotti (48.10 per entrambi). 

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LE GARE DELLA SECONDA GIORNATA

ALLIEVI

4x400 – I nuovi campioni Italiani della staffetta del miglio emergono dalla seconda serie delle tre, quella che sulla carta non ha i migliori accrediti. Ma i reatini Marco Parrano, Matteo Frattucci, Riccardo Filippini e Marcello Ziyada viaggiano da subito su ritmi di tutto rispetto, tanto da chiudere in 3:20.01. La E.Servizi Atl. Futura Roma (con in seconda frazione l’ostacolista Mattia Di Panfilo, di nuovo in pista dopo aver siglato il secondo crono mondiale del 2016 sui 110 con barriere) e la Pro Patria Busto Arsizio in terza serie provano a fare meglio, rispettivamente in 3:20.98 e 3:21.94, ma le quattro maglie Tricolore di Jesolo vanno in casa Studentesca Rieti Andrea Milardi.

Alto (finale) – In una giornata densa di eventi, il 2.12 di Andrea Motta rientra quasi tra le prestazioni “normali”: eppure il ragazzo lombardo, sponda milanese dell’Adda, sarà un’altra carta da medaglia nella spedizione azzurra agli Europei di Tbilisi.

Peccato che la quota di 2.15 respinga ancora una volta le avances del ragazzo ora seguito da Orlando Motta: e peccato che solo un altro specialista – il campione cadetti di Sulmona Francesco Ruzza – resti l’unico a contendere il titolo a Motta oltre i due metri (2.03, poi tre errori a 2.05 per il sedicenne veneto che al coperto aveva superato i 2.10).

110hs (finale) – Che dire? Dopo Desola Oki, si presenta un altro eccezionale prospetto delle barriere nel settore maschile, Mattia Di Panfilo: se l’emiliana ha fatto sua la MPN e la posizione di leader mondiale stagionale, il romano allenato da Maura Cosso con 13.55 (+1.2) diventa secondo nelle liste nazionali – dopo Lorenzo Perini – e anche nelle liste mondiali dell’anno, preceduto solo dal giamaicano Dejour Russell (13.38 a Kingston). E’ un’impresa che necessariamente toglie spazio agli altri protagonisti, che però hanno corso al loro meglio: soprattutto una coppia di lombardi, Mattia Montini (13.95) e Amos Galbiati (14.04).

1500m (finale) – La maglia tricolore della volontà spetta probabilmente a Vincenzo Grieco, che si rende protagonista di una gara d’attacco, provando ad incrementare un ritmo non trascendentale nella prima parte: poi escono in progressione i due marocchini Abdelhakim Elliasmine e Ouassim El Ammari, trascinandosi dietro Antonio Catallo e Riccardo Bado. Alla fine, come si dice, è la somma che fa il totale: davanti finiscono Elliasmine (3:55.24, accoppiata 1500/3000) ed El Ammari (3:56.27), poi tre ragazzi azzurrabili sotto i quattro minuti, con il foggiano Catallo (3:58.78) in grande spolvero dopo l’argento di ieri sulla distanza lunga, il doppio figlio d’arte imperiese Bado (3:59.97) – la mamma Ornella Ferrara è stata bronzo mondiale a Goteborg ’95, il papà Corrado è buon maratoneta – e il coraggioso Grieco (3:59.99).

Disco (finale) – Il ruolo di “ammazza grandi” spetta ufficialmente ad Alessandro Pace: dopo Andrea Proietti del peso il romano – allenato nel centro della finanza a Ostia dall’ex azzurro Filippo Monforti – distrugge anche le ambizioni di Marco Balloni. L’ascolano allenato da Armando De Vincentis va in confusione dopo il 54.01 del rivale: un solo lancio valido (51.85, quasi sette metri sotto il suo migliore) e cinque nulli. Poi l’emiliano di famiglia agrigentina Marco Volo (51.53).

400m (finale) – Sei millesimi di secondo: è questo il soffio che separa sul traguardo Klaudio Gjetja da Edoardo Scotti, 48.10 per entrambi in una finale da infarto. L’ex calciatore di Busto Garolfo, nato da famiglia albanese in Italia da molti anni, la spunta sul sedicenne lodigiano, già secondo un anno fa nei 300 cadetti di Sulmona. Ma è molto probabile che trovino entrambi posto nella squadra per Tbilisi. Bronzo per il cuneese Simone Massa, bravissimo (48.64) e poi il rientrante bolzanino Michael Albrecht (49.16).

Triplo (finale) – Non lascia, ma raddoppia: Andrea Dallavalle mette da parte il titolo del lungo e si concentra sulla sua specialità di parata: 15.60 al primo turno (+1.7), poi è giusto rifiatare un paio di giri visti i tanti impegni di questi giorni. Però il piacentino ha del tutto superato i guai della passata stagione e si conferma leader europeo stagionale, davanti nel mondo i soliti cubani e poco altro.

Sei sopra i 14 sono un’accettabile dimostrazione di profondità: emerge come seconda forza il triestino Simone Biasutti (14.67/0.0, che formalmente sarebbe minimo per Tbilisi), mentre come prospetti orientati al futuro della specialità si fanno notare il figlio d’arte siracusano Lorenzo Moscuzza (14.38/+1.1) e l’ex saltatore in alto reggino Ernesto Pascone (14.29/+1.2). 

110hs (batterie) – Rispetto alle batterie femminili le escursioni dell’anemometro sono meno sensibili, ma in qualche modo permangono: vento o no, Mattia Di Panfilo si esibisce in una volata da 13.76 (+1.5) e quindi il gruppo della E.Servizi Futura punta dichiaratamente ad un'altra maglia dopo quella di Mario Marchei nei 200 e della staffetta. Chi potrebbe insidiare il romano in finale? Intanto registriamo il miglioramento di Mattia Montini, sceso a 14.03 (+0.8), poi un 14.35/-0.4 della novità Francesco Libera, trentino di Cles che però – per la struttura fisica – potrà avere un futuro soprattutto nel giro di pista.

ALLIEVE

4x400 - La lotta è serrata ma alla fine sull’anello jesolano si impongono le allieve del CUS Trieste. Marianna Giurco, Giada Stanissa, Isabella Grandolfo e Alice Drago fermano i cronometri a 3:54.05, conquistando il primo gradino di un podio che accoglie anche l’Atletica Vicentina (Brandstetter - Zambolin - Gollin – Kouakou in 3:57.00) e la Bracco che difendeva il titolo (Paccagnella - Brunetti - Veneruso - Aquilino in 3:58.45).

100hs (finale) – Desola Oki non si ferma più: la fidentina scoperta da Maurizio Pratizzoli vola in 13.30 (+1.0) e strapazza la MPN detenuta da Veronica Borsi (13.56 della braccianese ai Mondiali allievi del 2003). Non basta, l’azzurra toglie dalla lista dei leader mondiali stagionali il 13.37 della cubana Keily Perez: azzurrini in competizione con i talenti caraibici a livello giovanile, c’è da sognare in grande! Anche le piazzate di Jesolo meritano un grande applauso: si affacciano al muro dei 14” due ragazze varesine, Camilla Rossi (14.00) e Rebecca Gennari (14.10).

Triplo (finale) – Un primo traguardo arriva, il minimo europeo di Camilla Vigato (12.31/+1.0 subito al primo salto): e così la mestrina può intanto sognare il suo viaggio a Tbilisi. Tutte le altre sotto i 12 metri, compresa la campionessa in carica al coperto, l’aostana Corinne Challancin (11.93/+1.3 per la figlia dell’ex triplista azzurro Paolo).

1500m (finale) – Si limita ad una passerella per la tribuna Marta Zenoni: comodo 4:28.16, d’altronde non è escluso un successivo impiego del bronzo mondiale di Cali nella staffetta 4x400 dell’Atletica Bergamo 1959 Creberg. Le piazzate approfittano a distanza della scia e altre tre finiscono sotto i 4’40”: la tricolore degli 800 Martina Tozzi (4:34.89), Elisa Palmero (4:36.20) e l’altra finalista degli 800 Flavia Ferrari (4:39.00). Per la cronaca, si corrono quattro serie: un esercito.

400m (finale) – Dopo due piazzamenti consecutivi nei 300 cadette, Letizia Tiso mette le mani sulla maglia tricolore del giro di pista: la vercellese allenata da Corrado Zennaro lima qualche centesimo al PB e scende a 55.81, poi l’altra sedicenne Eloisa Coiro(56.67 per la romana) e la campionessa indoor Francesca Aquilino (57.24). Fuori dal podio, dopo una promettente batteria, la novità stagionale Elena Pradelli (57.56).

Martello (finale) – Finalmente la rincorsa di Isabella Martinis al minimo europeo viene coronata da successo: 60.26 al quinto turno, ribadito da un 59.64 all’ultimo. Per l’ennesimo prodotto della scuola udinese di Mario Vecchiato è missione compiuta: ma i giochi per Tbilisi non sono ancora fatti. E sì, perché il 60.41 della qualificazione garantisce in teoria il passi anche alla reatina CeciliaDesideri, che stamattina invece deve accontentarsi del bronzo tricolore (56.93, ma un nullo da quasi 60 metri nel lancio finale): complice l’eccezionale progresso di una ragazza modenese, Lucilla Celeghini, oggi approdata a 58.32. Un successo della scuola targata Fratellanza, che poi è un pezzo di storia della specialità da quasi un secolo: Lucilla è arrivata in pedana un anno fa e al primo lancio di carriera aveva fatto 38.88 …

100hs (batterie) – Il vento, una costante in questi campionati: con l’aggravante che in questa terza mattinata di gare diventa invece una variabile che condiziona le gerarchie. Non per Desola Oki – l’italo-nigeriana di Fidenza è superiore a queste difficoltà (14.08/-2.2) – quanto per le altre che si giocano la finale sul filo dei centesimi. Ecco perché la senese Federica Renzi – che pure è l’unica altra ostacolista a vantare un PB da -14” in stagione – passa con l’ottavo e ultimo tempo (14.77), frenata dal vento (-1.7): invece viene relegata in finale B la bicampionessa cadette Noemy Petagna (14.80). Sui blocchi ci saranno due medagliate di questa edizione tricolore, l’oro dei 400hs Anna Polinari e il bronzo del lungo Rebecca Gennari, ma il secondo tempo della mattinata è quello di Camilla Rossi 14.48 con vento nullo).

Commenti? | Jun 21, 2016

Matthias Blecha, mezzofondo: quest&#39;anno voglio vincere i campionati Austriaci

Posted by linfordbif in Training

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L’altelta non è solo, è affiancato dall’allenatore che dovrebbe conoscere le sue potenzialità, i suoi punti di forza e di debolezza, dovrebbe costruire con l’atleta un progetto di obiettivi raggiungibili, stimolanti, da rivalutare all’occasione, dare feedback adeguati, spiegare le sedute di allenamento, l’importanza del gesto sportivo, il significato, raccontare aneddoti, far parte della storia sportiva dell’atleta, condividere momenti di gioia e sofferenza, di vincite e di sconfitte, essere disposto ad ammettere di aver fatto un errore, di aver preteso, di aver sottovalutato, di non aver considerato.

In che modo lo sport ha contribuito al tuo benessere? “Postivamente, mi sento molto meglio da quando faccio sport.”

Come hai scelto il tuo sport? “La mia famiglia fa anche questo sport e in un primo momento mi sono allenato con loro.”

Nel tuo sport quali sono le difficoltà ed i rischi, a cosa devi fare attenzione? “Non credo che ci siano molti rischi nella corsa, ma se si è ambiziosi si deve fare attenzione al superallenamento.”

Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che più spesso ti hanno indotto a fare una prestazione non ottimale? “Quando ero più giovane era un problema quando ero il favorito in una corsa importante perché non mi piace la pressione, ma ora posso affrontarla. Se mi sento fisicamente molto forte nel momento della gara non ci sono problemi.”

Cosa e quali persone hanno contribuito al tuo benessere nello sport o alla tua performance? “Il mio allenatore che fa i migliori programmi di allenamento, i miei amici che mi stanno sostenendo durante le mie competizioni e la mia famiglia.”

Qual è stata la gara della tua vita, dove hai sperimentato le emozioni più belle? “Il campionato indoor austriaco del 2016 nei 3000m dove avevo vinto partendo da perdente.”

Quali i meccanismi psicologici ritieni ti abbiano aiutano nello sport? “Quando sono molto nervoso prema della gara ho alcuni rituali che mi stanno aiutando a mantenere il sangue freddo.”

Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare attività fisica? “Che non posso fallire se mi alleno abbastanza e duramente.”

Quale è stata la tua gara più difficile? “E’ stata una piccola corsa su strada in un villaggio chiamato Oberpullendorf – stavo abbastanza male in questo giorno, ma ho corso, ma la mia prestazione è stata piuttosto scarsa.”

Hai dovuto scegliere di prendere o lasciare uno sport a causa di un percorso di studi o carriera lavorativa? “Penso di poter fare entrambe le cose. Posso allenarmi due volte al giorno e posso anche avere buoni risultati a scuola e laurearmi.

Come hai gestito eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Provo a non pensare molto su di esso e credo in me stesso che tornerò più forte.”

Pensi che potrebbe essere utile lo psicologo dello sport? In che modo e in quali fasi? “Sì, potrebbe essere utile. Prima di una gara importante il suo aiuto importante può portare alle prestazioni sotto pressione e dopo una sconfitta potrebbe essere abbastanza importante per ricominciare di nuovo.”

Quale messaggio vuoi rivolgere ai ragazzi per farli avvicinare a questo sport? “La corsa è abbastanza economico. Hai solo bisogno di scarpe da corsa per farlo ed è piuttosto bello – non resta che provare!”

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi a breve, medio e lungo termine? Quali sono i sogni realizzati e da realizzare? “Quest’anno voglio vincere i campionati austriaci. I miei obiettivi per il futuro è che voglio partecipare agli Europei ed i Campionati del Mondo e in futuro alle Olimpiadi. Voglio anche abbassare il record di 3000m siepi austriaco in futuro.”

Le persone interessate possono visitare la pagina fan al seguente link https://www.facebook.com/matthiasblecha/?fref=ts&__mref=message_bubble

 This year I want to win the austrian championships

 The athlete is not onlyis supported by the coach who should know its potential, its strengths and weaknesses, with the athlete should build a project of achievable goals, stimulants, to be reassessed on occasion, give feedback appropriate, explain the training sessions, the importance of the sporting gesture, meaning, anecdotes, be part of the athlete’s sporting history, to share moments of joy and suffering, of wins and losses, be willing to admit that he did a mistake, they had pretended, they had underestimated, did not consider.

How the sport has contributed to your well-being? “Postive – I feel much better since I do sports.”

How did you choose your sport? “My Family also does this sport and at first I train with them.”

In your sport what are the difficulties and risks, what to watch out for? “I don’t think that there are a lot of risks in running but if you are ambitious you have to watch out that you don’t overtraining.”

What are the physical or environmental conditions that led you to make a bad performance? “When I was younger it was a problem when I was the favourite in an important race because I don’t like to pressure but now I can deal with it. If feel physical very strong at the moment that my environment doesn’t matters.”

What and what people have contributed to your well-being in the sport or to your performance? “My coach who makes the best training programs, my friends who are supporting my in competitions and my family.”

What was the race of your life where you have experienced the most beautiful emotions? “The Austrian indoor championships 2016 over 3000m where I had won as the underdog.”

What are the psychological mechanisms you feel you have help in sports? “When I am very nervous before the start I have some rituals which are helping my to stay cool.”

What did you learn about yourself in sports? “That I can not fail if I don’t quite and if I just work as hard as I can.”

What has been your most difficult race? “It was a small road race in a village called Oberpullendorf – I was pretty sick on this day but I raced but my performance was pretty poor.”

Did you have to choose to take it or leave it a sport because of a course of study or career? “I think I can do both. I can train twice a day and if I learn in the other time I can also have good grads in school.”

How did you deal with crises, losses, injuries? “I try to don’t think to much about it and I believe in myself that I will come back stronger.”

Do you think might be useful the sport psychologist? In what ways and in which phases? “Yes it could be. Before an important race it’s important that you can bring your performance under pressure and after a loose it could be pretty important to build you up again.”

What can be your message to the guys to approach this sport? “It’s the pretty cheap. You only need running shoes to do it and its pretty cool – you just have to try it!”

What are your next goals? What are the realized dreams and to realize? “This year I want to win the Austrian championships. My goals for the future is that I want to participate in the Europeen & Worldchampionships and in the future at the Olympic games. I also want the lower the Austrian 3000m stepple record in the future.”

Interested persons can visit the fan page at the following link https://www.facebook.com/matthiasblecha/?fref=ts&__mref=message_bubble

 

Matteo SIMONE

Commenti? | Jun 21, 2016

IL FATTORE PIOGGIA ESALTA LA VERONA FORCE RUN 2016

Posted by linfordbif in Manifestazioni

Questa mattina Verona ha ospitato una run resa ancora più “force” dal maltempo che ha solo contribuito ad esaltare i circa 800 partecipanti. Un bel successo di fango e divertimento!

 

Verona, 19/06/2016 – Chi si aspettava che il brutto tempo rovinasse la manifestazione, si è sbagliato di grosso. D’altronde una gara che si chiama mud non può che esaltarsi con il fattore pioggia, che significa appunto più fango. Uno spettacolo quindi, un clima di esaltazione generale che ha contagiato anche coloro che all’inizio temevano per i nuvoloni neri sopra le proprie teste. Ma una volta partiti si è capito subito che non era del cielo che si doveva avere timore bensì per quello che si sarebbe incontrato lungo il percorso. Ma la felicità disegnata sul volto di tutti all’arrivo è stata la miglior sintesi di quello che ha significato questa Verona Force Run 2016, seconda edizione di un format di assoluto successo, con 800 partecipanti al via.

 

L’evento è stato organizzato da DNA Sport Consulting con il supporto dell’assessorato allo Sport del Comune di Verona, presente con l’assessore Alberto Bozza che non solo ha portato il proprio saluto ma ha indossato la t-shirt tecnica ufficiale ed ha preso il via assieme agli altri iscritti per cimentarsi tra gli ostacoli. Un tracciato di 7 km su uno scorcio bellissimo di Verona, tra i bastioni di San Zeno, il percorso della salute e in riva all’Adige. Non molti km per i più allenati ma costellati di ostacoli, una ventina in tutto, alcuni più semplici che illudevano ed altri più ostici che invece magari spaventavano. Tra questi anche ostacoli divertenti, come lo scivolo di schiuma e la vasca d’acqua da attraversare. Fango da superare, balle di fieno da scavalcare, corde su cui arrampicarsi, prove di forza e di agilità hanno caratterizzato la mattinata di chi ha scelto oggi di alzarsi presto, indossare le scarpe da running e buttarsi in questa avventura. Tutti quindi con le scarpe giuste, molti con le t-shirt dell’evento, ma per il resto ci si è sbizzarriti con costumi e travestimenti a dir poco stravaganti. C’è chi ha fatto tutto il percorso in smoking, chi invece vestito da capo a piedi da chef. C’erano i Flintstones, i nuotatori, le Iene e le donne delle caverne. C’erano anche i più strong, a torso nudo e muscoli in vista. Di tutto, di più a questo evento che di normale non vuole avere proprio nulla.

 

Non è stata una gara competitiva, quindi niente ordine d’arrivo, ma comunque tanti premi per alcune categorie più intraprendenti, i costumi più originali ed i gruppi più numerosi. Premi tecnici di valore marchiati Diadora, Mizuno, Scott e New Balance, oltre a ricchi omaggi alimentari.

L’evento è stato reso possibile anche grazie al contributo del partner Decathlon San Giovanni Lupatoto e dei Fornitori Funivia Malcesine – Monte Baldo e Mercedes AUTOSILVER.

 

Nulla di convenzionale quindi in questa force run, nemmeno il meteo. Se lo scorso anno la prima edizione è stata infuocata dai 40 gradi di luglio, la seconda è stata inondata dalla pioggia. A questo punto cosa ci riserverà la terza? Per i curiosi, spregiudicati e incoscienti runners, l’appuntamento è per il 2017, sempre nella splendida cornice di San Zeno, sempre più force.

 

Credits foto: ENNEVI

 

UFFICIO STAMPA VERONA FORCE RUN

DNA Sport Consulting – Davide Zonaro

davide.zonaro@<wbr>dnasportconsulting.it

347 8212500

www.veronaforcerun.it

Commenti? | Jun 21, 2016

Lorenzo Turco, pallavolo: bisogna sudare per arrivare al successo tutti insieme

Posted by linfordbif in Training

Tra i tanti messaggi raccolti da atleti da rivolgere ai ragazzi per farli avvicinare allo sport interessante e coinvolgente è quello di Lorenzo Turco, giocatore di pallavolo: “La pallavolo è un gioco di squadra, un sport in cui impari a mettere la squadra prima delle tue competenze personali, si creano legami veri con le persone, si pensa come gruppo, si diventa una famiglia, non trascurando però l’utilità del singolo elemento. Io credo sia molto formativo tutto ciò, ci sono delle regole da rispettare, la disciplina è sempre al primo posto, non è facile come sembra, bisogna sudare per arrivare al successo tutti insieme, ma la gratificazione dopo è indescrivibile.”

Che dire, basta provare per credere, leggiamo più approfonditamente cosa ne pensa Lorenzo circa il suo sport.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Sì, quando all’età di 13 anni con la mia squadra siamo diventati campioni interregionali e ci siamo qualificati alle nazionali di pallavolo under 14.”

In che modo lo sport ha contribuito al tuo benessere? “Lo sport è benessere, ti spinge ad avere una dieta equilibrata, aiuta l’organismo a fluidificare le sue attività, diminuisce il rischio di ammalarsi, ti fa sentire consapevole del tuo aspetto.”

Come hai scelto il tuo sport? “Secondo le mie inclinazioni personali, mi sono sempre piaciuti i giochi di squadra ed il senso di appartenenza ad un gruppo.”

Nel tuo sport quali sono le difficoltà ed i rischi, a cosa devi fare attenzione? Quali abilità bisogna allenare? “I rischi sono a livello muscolare ed articolare, bisogna salvaguardare spalla, caviglie e ginocchia. Le difficoltà riguardano la coordinazione oculo – manuale, la percezione degli spazi ed i riflessi che quindi bisogna allenare.”

Negli sport di squadra dove si ha un ruolo da rispettare e si ha a che fare non solo sulla propria prestazione fisica ma bisogna considerare anche il comportamento degli amici di squadra e degli avversari, bisogna saper osservare, monitorare, spazi e movimenti, tanta attenzione, sviluppare capacità altre, quali quelle relazionali per fare squadra per avere obiettivi individuali e di squadra, essere disposti ad uscire per far giocare altri, ascoltare l’allenatore, la persona che guida la squadra ed il gioco, insomma c’è tanto in uno sport di squadra come la pallavolo e c’è tanto da imparare per star bene ed essere performanti.

Cosa mangi prima, durante e dopo una gara? “Prima della gara consumo cibi non grassi e non fritti, con poco condimento. Durante la gara consumo acqua, bevande energetiche o una banana. Dopo la gara carboidrati e proteine.”

Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che più spesso ti hanno indotto a non concludere la gara o a fare una prestazione non ottimale? “Fisiche: la presenza di malattie virali. Ambientali: non mi è mai capitato perché il mio è uno sport praticato all’interno di una palestra.”

Cosa ti ha fatto mollare o cosa ti fa continuare a fare sport? “La forza di volontà che mi spinge a non abbandonare gli obbiettivi.”

Cosa e quali persone hanno contribuito al tuo benessere nello sport o alla tua performance? “I miei compagni di squadra che non si sono dimostrati compagni solo in campo ma soprattutto amici nella vita.”

Qual è stata la gara della tua vita, dove hai sperimentato le emozioni più belle? “Quando dalla serie D, con una partita in meno eravamo sicuri di aver già matematicamente vinto il titolo di serie C arrivando primi in campionato.”

C’è un’esperienza che ti possa dare la sicurezza, la convinzione, che ce la puoi fare nello sport o nella vita? “Non penso, dipende dal carattere e dalle inclinazioni di ognuno.”

Quali i meccanismi psicologici ritieni ti abbiano aiutano nello sport? “La convinzione di non avere nulla da perdere e quindi di giocare ogni partita al massimo.”

I tuoi famigliari ed amici cosa dicono circa il tuo sport? “Sono contenti dello sport che pratico, ma indifferentemente dal tipo di sport mi hanno sempre consigliato e spinto a praticare attività fisica.”

Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Quando leghi davvero con le persone attraverso lo sport ed il rapporto è sincero ed incondizionato qualsiasi episodio trascorso insieme diventa spassoso.”

Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare attività fisica? “Molto, soprattutto i miei limiti.”

Hai sperimentato l’esperienza del limite nelle tue gare? “Si, ne ho acquistato la consapevolezza, ma provando sempre a spingermi oltre.”

Lo sport aiuta a conoscersi meglio, a conoscere le proprie capacità e risorse ma anche aiuta a sviluppare la consapevolezza dei propri limiti.

Quali sensazioni sperimenti o hai sperimentato nello sport: allenamento, pregara, gara, post gara? “Nel pre-gara sicuramente agonismo, voglia di vincere e la convinzione di dare il meglio, durante la gara la fatica che sempre più tende a diminuire il rendimento, ma allo stesso tempo la voglia di voler dare tutto, nel post gara, indipendentemente dal risultato, contentezza o riproverò in base alla prestazione eseguita.”

Quali sono i tuoi pensieri? Pensare al traguardo, a quello che si è investito in termini di allenamenti, di preparazione atletica? “Pensare a dare tutto, la vittoria è gratificante, ma sapere di aver dato tutto ancora di più.”

Quale è stata la tua gara più difficile? “Tutte le gare sono difficili ed al contempo nessuna lo è, vince chi riesce a rimare concentrato più a lungo.”

Hai dovuto scegliere di prendere o lasciare uno sport a causa di un percorso di studi o carriera lavorativa? “No, non mi è mai capitato fin ora.”

Hai rischiato di incorrere nel doping nella tua carriera sportiva? C’è un messaggio che vorresti dare per sconsigliare il doping? “No, mai. Lo sport è cultura, lo sport è benessere, lo sport è stare bene con se stessi, perché rovinarlo con delle sostanze che distruggono quest’armonia?”

Riesci ad immaginare una vita senza lo sport? “No, credo che lo sport sia necessario nella vita di ognuno. Soprattutto da bambini, si affrontano prove ed esperienze che altrimenti non si incontrerebbero e soprattutto si impara a conoscere il proprio corpo, i propri limiti, ci troviamo ad affrontare l’avversario più difficile da affrontare, cioè noi stessi.”

Bella testimonianza, infatti lo sport diventa una scuola di vita, un’esperienza da fare per conoscere se stessi, gli altri ed il mondo.

Come hai gestito eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Per fortuna non mi sono ancora mai trovato difronte a situazioni simili.”

Hai mai rischiato per infortuni o altro di smettere di essere atleta, hai mai pensato di smettere? “No, come ho già detto, per me lo sport è indispensabile, tutti nella vita dovrebbero dedicarsi ad almeno uno sport.”

Pensi che potrebbe essere utile lo psicologo dello sport? In che modo e in quali fasi? “Certo, prima di una partita o gara, quando si è fuori dal campo, nel silenzio più assoluto, dove si sentono solo i rumori degli spalti e la voce del mister nella testa degli atleti passano tanti pensieri, prepararsi mentalmente ad una gara è un compito arduo, una fase in cui si viene ascoltati e consigliati da uno psicologo sarebbe molto utile secondo me.”

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi a breve, medio e lungo termine? Quali sono i sogni realizzati e da realizzare? “Sicuramente continuare a giocare, riconosco i miei limiti e non sarò mai un olimpionico o un giocatore da serie A, ma non m’importa, mi piace lo sport e continuerò per questa strada, raccogliendo tutte le opportunità possibili e soprattutto dando sempre il massimo, dando tutto me stesso per questo sport.”

 

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

Commenti? | Jun 15, 2016

Straneo, missione compiuta

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La maratoneta azzurra vince a Wurzburg (Germania) in 2h39:50 e risolve la formalità del minimo olimpico. ''Sto bene, ora subito al lavoro''

L’obiettivo della vigilia era uno solo: correre la maratona di Wurzburg(Germania) al di sotto dello standard di iscrizione ai Giochi Olimpici di Rio, un abbordabile 2h45:00, ultima formalità necessaria a completare il percorso di selezione per l’Olimpiade. E Valeria Straneo ha assolto il compito con cronometrica puntualità, interpretando la prova come un allenamento “lungo”, coronato infine anche dalla vittoria in 2h39:50.

Accompagnata dal marito Manlio e dal fido fisioterapista Maurizio Odorizzi (entrambi in bici autorizzate sul percorso), l’argento mondiale di Mosca 2013 (ed europeo di Zurigo 2014) ha cercato un ritmo adeguato fin dal via, transitando in 1h19:19 ai 21,097km, sotto la pioggia battente. Avversarie fuori gioco già al quindicesimo chilometro, quando la belga Alemitu (poi ritiratasi) ha perso contatto con l'azzurra. Nel finale, l’allieva di Beatrice Brossa ha saggiamente risparmiato ulteriori energie, in modo da poter tornare al più presto al lavoro in vista dell’appuntamento a cinque cerchi. Questi i parziali: 37:14 (10km); 1h19:19 (mezza maratona); 1h52:53 (30km); 2h31:19 (40km).Per la cronaca, il podio è stato completato dalla ceca Nekolova (1h54:06) e dalla tedesca Muller (2h59:47).

“Sono soddisfatta per tanti motivi – racconta la Straneo – a cominciare dal fatto di essermi sentita molto bene in corsa. Nella prima parte mi sono piaciuta: ero in pieno equilibrio, riuscivo a muovermi con facilità sul piede dei 3:45 al chilometro; non è poco, se si considera che sulle gambe, a causa dei tanti infortuni, ho praticamente un solo mese di lavoro. Questo mi fa guardare con ottimismo alle prossime settimane”. Qualche difficoltà solo nel finale: “Diciamo un po’ di fatica muscolare, ma assolutamente nella norma: è pur sempre una maratona! No, battute a parte, sono davvero contenta; ho cercato soprattutto di non forzare, in particolare nei chilometri conclusivi; in questo modo, mi basterà una settimana per recuperare e ricominciare la preparazione per i Giochi Olimpici”.

Marco Sicari

RISULTATI/Results

Commenti? | Jun 13, 2016

Giuseppe Leonardi, specialista nei 400 metri: la gara si vince in allenamento

Posted by linfordbif in Training

Giuseppe Leonardi, medaglia d’argento con la staffetta 4×400 metri agli Europei juniores di Eskilstuna 2015. Ai campionati italiani juniores vince il suo primo titolo individuale giovanile sui 400 m. Nel 2016 vince il suo primo titolo nazionale al coperto, conquistando l’oro sui 400 m agli italiani promesse indoor. Di seguito Giuseppe Leonardi si racconta.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Ogni volta che riuscivo a compiere un risultato da me sperato, ogni volta che riesco a completare un allenamento che spinge oltre il mio limite, in queste occasioni mi sono sentito un campione, ma soprattutto quando dopo mesi di stop per infortuni, sono tornato più forte di prima e son riuscito a vincere un campionato italiano con pochi mesi di allenamento alle spalle.”

Sembra avere la carte in regola per essere un campione Giuseppe, è disposto ad allenarsi duramente, sa come riprendersi dopo gli infortuni ed andare ancora più forte, riesce ad eccellere anche con pochi mesi di allenamento, quindi c’è anche del talento.

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Mi ricordo da bambino (6-7 anni), vidi una cassetta in bianco e nero sulle olimpiadi, quello fu l’inizio, da lì capì cosa volevo fare nella vita e mi prefissai un obbiettivo ‘partecipare ad almeno un olimpiade nella mia vita’.”

Se hai degli obiettivi chiari e sfidanti, difficili ma raggiungibili allora la strada verso il successo non è tutta in salita, dipende dall’impegno che ci metti, dalla passione ed un passo alla volta puoi salire verso il successo.

Hai dovuto abbandonare uno sport a causa di una carriera scolastica o lavorativa? “In Italia è veramente difficile abbinare lo sport con la scuola, sono le 23.00 studio da questa mattina alle 8, sto recuperando tutte le interrogazioni perse per cause sportive (Meeting, allenamenti pomeridiani) il mio sport non lo abbandono, piuttosto abbandono la scuola.”

Quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Fisiologicamente: Una buona alimentazione, avere almeno 7 ore di sonno alle spalle e ovviamente l’allenamento. Psicologicamente: I miei obbiettivi, concentrarmi sui miei obbiettivi aiuta a migliorare le mie prestazioni. Credere in ciò che faccio.”

Sembra avere una marcia in più Giuseppe, sa quali possono essere gli ingredienti per il successo sia dal punto di vista fisico e fisiologico che dal punto psicologico e mentale. Quindi diventa importantissimo non solo la cura del corpo e gli allenamenti ma anche il lavoro mentale di definizione degli obiettivi, di autoefficacia, di sviluppo della resilienza per continuare con passione e motivazione ad essere performanti nello sport e nella vita.

Quale alimentazione segui prima, durante e dopo una gara? “Usi farmaci, integratori? “Non uso farmaci e saltuariamente integratori… Alimentazione normale basata su carboidrati a mezzogiorno e carne la sera, come quantità: Colazione da re, pranzo da principe e cena da povero.”

Giuseppe la mattina fa il carico alimentare per affrontare la lunga giornata fatta di studio e di sport e quindi da subito servono tanti zuccheri ed altro, ai muscoli ed al cervello e poi gradualmente sempre meno nel corso della giornata per andare a dormire quasi a stomaco vuoto.

Nello sport chi ha contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “In primis l’allenatore, nel mio caso il Prof. Di Mulo, ex tecnico della nazionale settore velocità. Quando sono in pista io rappresento anche lui. In secundis, la mia famiglia, mi sostiene psicologicamente ed economicamente e aggiungerei che i miei genitori sono i miei più grandi FAN, ringrazio soprattutto loro se oggi sono qua.”

Importante il supporto della famiglia che tifa per te e ti sostiene economicamente ed anche la presenza di un allenatore di spessore che ti guida e ti permette di allenarti con criterio e professionalità.

Qual è stata la gara della tua vita, dove hai dato il meglio di te o dove hai sperimentato le emozioni più belle? “Italiani Rieti 2015. Dopo 1 anno di infortunio, per un tumore benigno, vinco la medaglia d’oro con pochi mesi di allenamento.”

Il titolo italiano è sempre qualcosa di importante, un obiettivo ben gradito, soprattutto dopo aver superato infortuni che non ti hanno permesso di allenarti al meglio.

Qual è una tua esperienza che ti possa dare la convinzione che ce la puoi fare? “Tante. Da Italiani a Rieti a quest’anno, dove sono riuscito a fare 46.50 in facilità.”

Importante le sensazioni che si percepiscono nello sport, se si fanno tempi importanti con facilità allora si è sulla buona strada verso il successo.

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua attività sportiva? “Mi sostengono, soprattutto i familiari. Gli amici pure, per amicizia ovviamente dico quella vera.”

L’amico vero sa comprendere la tua passione per lo sport, le tue rinunce ad uscite serali con orari che possono comprometter uno stile di vita consono all’atleta e per di più studente.

Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Un evento curioso…. Jesolo 2013, non mi allenai convinto di poter vincere gli italiani senza allenamento, in quella gara arrivai 4º ebbi una grande lezione che mi insegnò la vita.”

La vita è lunga e bisogna fare tanta esperienza per apprendere ed imparare.

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel praticare sport? “La caparbietà, la tenacia, il non mollare, no, io non mollo.”

Che significa per te partecipare ad una gara sportiva? “È il dimostrare ciò che si è fatto negli allenamenti. ‘La gara si vince in allenamento, durante la gara si va solo a ritirare il premio’.”

Hai sperimentato l’esperienza del limite nelle tue gare? “Sì e son riuscito anche a superarlo e sono sicuro che continuerò a superarlo.”

Quali sono o sono state le sensazioni che sperimenti facendo sport: pregara, in gara, post gara? “Pregara: Ansia. Gara: Trasformo l’ansia in grinta. Post gara: Portate una barella.”

Giuseppe riconosce la sua ansia, sa che è funzionale alla gara, trattasi di un’attivazione ottimale che poi si trasforma in grinta e riesce a dare il massimo, quindi importante sapere che è possibile sempre affidarsi ad un a barella pronta per l’utilizzo.”

Quale è stata la gara più estrema o più difficile? “Donec’k 2012, mondiali allievi.”

Quali sono le difficoltà, i rischi, a cosa devi fare attenzione nel tuo sport? “Non esagerare coi carichi ma soprattutto a sapere quando fermarmi, in questi anni ho imparato a conoscermi.”

Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che più spesso ti hanno indotto a fare una prestazione non ottimale? “Pioggia, vento, freddo non sono certo di grande aiuto.”

Cosa ti ha fatto mollare o cosa ti fa continuare a fare sport? “Mollare niente, continuare… La voglia di migliorarmi.”

Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Concentrandomi sui miei obbiettivi.”

Quale può essere un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi allo sport? “Scegliete lo sport che più vi piace, ma sceglietelo, non ve ne pentirete, lo sport, può portare solo soddisfazioni.”

C’è stato il rischio di incorrere nel doping nella tua carriera sportiva? “Doping… Ma di che parliamo? La sola parola mi fa schifo.”

Quale può essere un messaggio per sconsigliare l’uso del doping? “Perché doparsi? A sto punto facciamo correre i robot, almeno preservate la salute.”

Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport? Per quali aspetti ed in quali fasi dell’attività sportiva? “Mai avuto… Non la ritengo utile, il mio psicologo è la pista.”

Se potessi tornare indietro cosa faresti? O non faresti? “Rifarei tutto ciò che sto facendo.”

Quali sono i sogni che hai realizzato e quali quelli da realizzare? “Sogni che ho realizzato… Vincere un campionato italiano e essere in cima alle graduatorie… Da realizzare, beh, sogno olimpico… Chissà.”

 

Matteo SIMONE

http://www.psicologiadellosport.net

Commenti? | Jun 10, 2016

Carmelo Gallani, basket: in una gara di playoff ho realizzato 63 punti

Posted by linfordbif in Training

Per alcuni come Carmelo Gallani, non si finisce mai di imparare e si è sempre disposti a conoscere e sperimentare nuovi sport, ecco come risponde alla domanda Quali sono i tuoi prossimi obiettivi a breve, medio e lungo termine? Quali sono i sogni realizzati e da realizzare? “Spero di trovare il tempo per affacciarmi a nuovi sport come il triathlon, mi affascina molto questo sport perché abbraccia più discipline sportive. Ma il mio sogno più grande è quello di poter giocare a basket anche all’età di 50 anni, e chissà, anche a vincere anche il campionato.”

Di seguito Carmelo si racconta attraverso le risposte ad un mio Questionario su sport, benessere e performance (Aspetti psicologici che influiscono su benessere e performance dell’atleta).

In che modo lo sport ha contribuito al tuo benessere? “Lo sport ha contribuito in primis al mio benessere fisico, allenandomi da sempre con una certa costanza ho un fisico forte e robusto, inoltre, ho ampliato la mia sfera di amicizie conoscendo molte persone con le quali, ad oggi, abbiamo un bellissimo rapporto di amicizia.”

Lo sport aiuta a formare sia il fisico ma anche il carattere, aiuta a formare non solo il corpo ma una rete di amici con i quali si condivide l’esperienza sportiva ma anche altro.

Come hai scelto il tuo sport? “A mio padre piaceva molto il basket e mi ha iscritto in una società all’età di 5 anni.”

Nel tuo sport quali sono le difficoltà ed i rischi, a cosa devi fare attenzione? Quali abilità bisogna allenare? “I rischi maggiori sono gli infortuni, soprattutto agli arti inferiori, inoltre per evitare infortuni dal punto di vista muscolare bisogna allenarsi intensamente e con costanza.”

I rischi ci sono sia nello sport sia nelle altre situazioni nella vita, ma per tutto si può fare prevenzione con allenamenti, con accortezze varie.

Cosa mangi prima, durante e dopo una gara? “Due ore prima di una gara mangio una fetta di pane integrale con la marmellata, tra il secondo e terzo quarto di una partita una banana e a dopo una gara, in genere, faccio una cena completa ricca di proteine.”

La nutrizione è fondamentale per gli allenamenti e per la gara, una giusta proporzione di zuccheri, vitamine e proteine, è importante conoscersi bene ed essersi sperimentato nei lunghi anni di attività fisica.

Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che più spesso ti hanno indotto a non concludere la gara o a fare una prestazione non ottimale? “Il caldo soprattutto nei palazzetti non aerati nei quali veniva amplificato il fenomeno dell’effetto serra.”

Cosa ti ha fatto mollare o cosa ti fa continuare a fare sport? “Ancora oggi continuo a praticare la pallacanestro, spero e penso di continuarla fin quando il mio fisico regga, tutto questo per l’amore, la passione e la gioia verso questo sport.”

Se c’è passione e si è motivati, lo sport diventa una sana dipendenza, diventa un’attività quasi quotidiana, un bisogno primario come il mangiare, bere, dormire.

Cosa e quali persone hanno contribuito al tuo benessere nello sport o alla tua performance? “I miei compagni di squadra in primis sono degli amici, con i quali spesso esco anche insieme.”

Qual è stata la gara della tua vita, dove hai sperimentato le emozioni più belle? “In una gara di playoff ho realizzato 63 punti.”

Trattasi di esperienze positive da non dimenticare ma da avere sempre a memoria così come bisogna avere ini memoria le sensazioni sperimentate in tali occasioni positive, ciò aiuta a d incrementare l’autoefficacia e soprattutto sono utili tali esperienze nei momenti più difficili per ricordarsi che sei stato bravo e performante una volta potrai sempre tornare ad esserlo.

C’è un’esperienza che ti possa dare la sicurezza, la convinzione, che ce la puoi fare nello sport o nella vita? “Nella vita e nello sport il duro lavoro alla lunga paga sempre, si vincono campionati e si raggiungono obiettivi che sembrano impossibili.”

Lo dicono tanti campioni che per eccellere bisogna impegnarsi duramente che prima o dopo il successo arriva e si viene ripagati.

Quali i meccanismi psicologici ritieni ti abbiano aiutano nello sport? “Tenacia e spirito di sacrificio.”

I tuoi famigliari ed amici cosa dicono circa il tuo sport? “Anche loro ne sono appassionati.”

Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Un mio compagno di squadra è riuscito a fare un auto canestro, in quell’occasione tutti abbiamo riso.”

Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare attività fisica? “Che quando mancano le energie e si pensa di non averne più, abbiamo sempre una piccola riserva che riesce a farci continuare.”

Questo è un insegnamento importante, soprattutto nello sport prolungato, dove può capitare che arriva una crisi, ma forse è solo mentale, se si ha fiducia e pazienza e se si usa dei piccoli accorgimenti la crisi come viene così se ne va, bisogna essere pazienti e fiduciosi.

Quali sensazioni sperimenti o hai sperimentato nello sport: allenamento, pregara, gara, post gara? “Sicuramente l’impazienza di iniziare l’allenamento e la partita. Durante il pregara mi concentro e carico me stesso e la squadra.”

Quali sono i tuoi pensieri? Pensare al traguardo, a quello che si è investito in termini di allenamenti, di preparazione atletica? “Cercare di raggiungere l’obiettivo, dando il massimo senza avere alla fine alcun rimpianto.”

Quale è stata la tua gara più difficile? “La finale di playoff di serie d.”

Hai dovuto scegliere di prendere o lasciare uno sport a causa di un percorso di studi o carriera lavorativa? “Fortunatamente no, sono sempre riuscito a conciliare tutto.”

Hai rischiato di incorrere nel doping nella tua carriera sportiva? C’è un messaggio che vorresti dare per sconsigliare il doping? “Non ho mai rischiato di incorrere nel doping, uno dei principali motti nello sport è la lealtà e il rispetto nei confronti dell’avversario, con il doping tutto questo viene a mancare ancora prima di iniziare.”

Riesci ad immaginare una vita senza lo sport? “Assolutamente no, si può fare sport per tutta la vita, ad ogni età il suo ritmo.”

Come hai gestito eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Non abbattendomi e lavorando più duramente.”

Pensi che potrebbe essere utile lo psicologo dello sport? In che modo e in quali fasi? “Lo psicologo per me è utile nella fase di preparazione di una partita, nella gara e nel post-gara, cercando sempre di far uscire il massimo in ogni atleta. Ma il suo ruolo è fondamentale soprattutto nei casi di infortuni seri, nel quale l’atleta pensa di non poter essere più forte come prima o addirittura mollare tutto.”

Quale messaggio vuoi rivolgere ai ragazzi per farli avvicinare a questo sport? “Lo sport fortifica non solo il fisico ma soprattutto la mente, perché la vita è una partita che va giocata fino in fondo senza mai mollare.”

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi a breve, medio e lungo termine? Quali sono i sogni realizzati e da realizzare? “Spero di trovare il tempo per affacciarmi a nuovi sport come il triathlon, mi affascina molto questo sport perché abbraccia più discipline sportive. Ma il mio sogno più grande è quello di poter giocare a basket anche all’età di 50 anni, e chissà, anche a vincere anche il campionato.”

 

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

380-4337230 – 21163@tiscali.it

Commenti? | Jun 10, 2016

Zenoni Ŕ record: 2:01.91 a Bellinzona

Posted by linfordbif in Italia

La 17enne corre il miglior tempo mondiale dell'anno fra le allieve e diventa la terza junior italiana di sempre. Sempre in Svizzera Yeman Crippa demolisce il personale sui 5000 con 13:36.65. (in aggiornamento)

La 17enne Marta Zenoni a Bellinzona (Svizzera) ha corso gli 800 metri in2:01.91, sbriciolando la sua MPI allieve degli 800 e siglando la miglior prestazione mondiale Under 18 e la terza Under 20 del 2016 (ma è prima fra le europee). Il risultato ottenuto questa sera al Galà dei Castelli dalla portacolori dell'Atletica Bergamo Creberg soddisfa (di un secondo) lo standard per i Campionati Europei di Amsterdam, ma sfiora anche quello per i Giochi Olimpici di Rio (2:01.50). A vincere, unica sotto i 2 minuti, è la polacca Angelika Cichocka in 1:59.97 che supera sia Olga Liakhova (2:00.32) che Sophia Ennaoui (2:00.34). La bergamasca, che sul traguardo è decima, corre per tutta la gara in coda al gruppo 

L'azzurrina, che nella scorsa estate si è messa al collo la medaglia di bronzo ai Mondiali Allievi di Cali, oggi, alla prima occasione utile, si è presa così una bella rivalsa rispetto al Golden Gala Pietro Mennea di giovedì scorso, quando è caduta malamente, coinvolta nella bagarre, a meno di 300 metri dal traguardo. Più felice era stato invece il Golden Gala di un anno fa (4 giugno 2015), quando l'allora 16enne corse proprio la MPI migliorata oggi: 2:03.40. Per gli amanti delle statistiche, il crono di oggi la issa al terzo posto nelle liste italiane junior di sempre: davanti a lei, di pochi decimi, la primatista Daniela Porcelli (2:01.43), e la campionessa olimpica Gabriella Dorio (2:01.63). 

CRIPPA SBRICIOLA IL PB - Sempre nel meeting elvetico bel miglioramento anche per Yeman Crippa (Fiamme Oro), che nel primo 5.000 della stagione corre in 13:36.65, un crono che soddisfa lo standard per i Campionati Europei di Amsterdam e migliora il primato personale del 19enne di ben 22 secondi. Sulla distanza il precedente limite del trentino era infatti il 13:58.31 siglato a Gorizia nel giugno di un anno fa, circa un mese prima di vincere il bronzo agli EuroJunior di Eskilstuna.


Oggi il due volte campione europeo under20 di cross è arrivato settimo in una gara che ha visto il Kenya dominare le prime cinque posizioni e Cornelius Kangogo vincitore in 13:12.54. Subito davanti a Crippa, che quest'anno si era già migliorato sia nei 1500 (3:38.95 a Ostrava) che negli 800 (1:50.16 a Trento) è arrivato invece il tedesco Martin Sperlich in 13:33.84. 

GLI ALTRI AZZURRI - Tornando al doppio giro di pista, ma al maschile, l'altro trentino Giordano Benedetti (Fiamme Gialle) è terzo in rimonta con il tempo di 1:46.66. Il migliore è ancora una volta il polacco Adam Kszczot, oggi a 1:45.77 davanti al keniano Leonard Kirwa Kosencha (1:46.24). I 400 ostacoli sono vinti dal beniamino di casa, il campione europeo di Zurigo 2014 Kariem Hussein(48.98), mentre Jose Bencosme (Fiamme Gialle) chiude quinto in 50.73. Nell'altra serie 50.88 di Leonardo Capotosti (Fiamme Gialle) e 51.22 di LorenzoVergani (CUS Pro Patria Milano). Nei lanci misura di 55,22 - seconda in carriera - per la discobola Natalina Capoferri (Atletica Brescia) e 76,07 per il giavellottista Roberto Bertolini (Fiamme Oro). Doppio impegno sui 100hs, concluso in 13.32 (-0.5) e 13.64 (-0.2), per Micol Cattaneo (Carabinieri).

REESE OLTRE I SETTE METRI - La riunione svizzera regala diversi risultati di rilievo. Su tutti, il 7,04 (con -0.2 di vento) con cui la campionesse olimpica, e tre volte iridata, Brittney Reese vince il salto in lungo, siglando la terza prestazione mondiale del 2016.  I 100 metri se li aggiudica, in 10.04 (0.3), lo statunitense Mike Rodgers.

RISULTATI/Results

SIEPISTE A PRAGA - Nel Memorial Josef Odlozil di Praga (Repubblica Ceca) le siepiste Francesca Bertoni (La Fratellanza) e ValeriaRoffino (Fiamme Azzurre) sono ottava e undicesima, rispettivamente in 9:58.29 e 10:04.75. La prima al traguardo è la brasilianaDos Santos che ferma i cronometri a 9:38.63 (NR).

a.c.s.

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Commenti? | Jun 07, 2016

Golden Gala, i protagonisti per il Prof. Matteo Simone: Bondarenko, Tamberi, Ayana, Gatlin, Kipruto

Posted by linfordbif in Manifestazioni
Golden Gala, i protagonisti per il Prof. Matteo Simone: Bondarenko, Tamberi, Ayana, Gatlin, Kipruto

L’ucraino Bondarenko vince il salto in alto con la sua rincorsa in senso antiorario scavalcando l’asticella a 2.33 e precedendo il britannico Grabarz che salta 2.30 al primo tentativo, segue al terzo posto, con 2.30 al secondo tentativo, il campione del mondo indoor Gianmarco Tamberi, quarto il cinese Zhang Guowei con 2.30, mentre Marco Fassinotti si classifica quinto saltando 2.27.

Bohdan Viktorovyč Bondarenko, silenziosamente e con la sua rincorsa antioraria vince la gara saltando 3 centimetri più degli altri. L’ucraino ha conseguito il titolo di campione del mondo nel 2013 a Mosca saltando 2,41 m. Nel 2014, a New York salta 2,42 m, eguagliando il record europeo che apparteneva allo svedese Patrik Sjöberg, e resisteva da ben 27 anni.

Tanta partecipazione del pubblico in curva sud dove è stato possibile osservare il comportamento in gara dei saltatori ma anche le loro modalità di relazionarsi con il pubblico, con gli allenatori, con gli altri atleti, in particolare dava all’occhio lo show di Tamberi che cercava di animare il pubblico, di aizzarli ad applaudire. Tamberi ad ogni salto andava dal suo allenatore per consultarsi, incitava l’altro italiano in gara Frassinotti, scherzava con il pubblico. Particolare era anche il comportamento del cinese Zhang Guowei, vice campione del Mondo 2015, che indossava un lunghissimo e larghissimo piumone, cercava di competere nello show con Tamberi, anche lui si rivolgeva al suo allenatore che con il telefonino riprendeva i suoi salti ed a volte glieli mostrava.

A fine gara continua lo show di Tamberi che sembra contentissimo, salta le transenne e si fionda tra il pubblico facendosi selfie.

Coinvolgente la gare dei 5000 femminili dove dopo alcuni giri di pista tutte le donne inseguivano a distanza la fortissima etiope Almaz Ayana che chiudendo in 14'12"59 stabilendo il nuovo record del meeting, il proprio personale best, la miglior prestazione del 2016 e sfiorando la miglior prestazione mondiale della connazionale Dibaba 14’11”15 che resiste dal 2008.

La fortissima sudafricana Caster Semenya vince gli 800 metri in 1'56"64 facendo il vuoto nei 100 metri che precedono l’arrivo.

Nei 3000 siepi resta da solo Conseslus Kipruto che dopo la caduta del diretto inseguitore va a stra vincere con il tempo di 8'01"41, miglior prestazione mondiale dell’anno.

La britannica Sophie Kamlish vince la gara femminile dei 100 metri paralimpici, è stata una gara-esibizione a categorie accorpate.

Delle Azzurre convocate in Nazionale in vista dei prossimi Europei paralimpici in programma a Grosseto dal 10 al 16 giugno, hanno gareggiato Federica Maspero (Omero Runners Bergamo) e Oxana Corso (Fiamme Gialle). Federica Maspero realizza la sua migliore prestazione personale T43 chiudendo al traguardo in 14.49, a soli cinque centesimi di secondo dal record italiano. Oxana Corso, già argento T35 alle Paralimpiadi di Londra 2012 e oro iridato a Lione l’anno successivo, ha provato a fare la partenza dai blocchi chiudendo in 15.27 che non è un gran tempo ma ci sono margini di miglioramento.

Le altre Azzurre convocate in Nazionale per i prossimi Europei paralimpici, Giusy Versace (Fiamme Azzurre) e Alessia Donizetti (Omero Runners Bergamo) sono state tenute ferme in via precauzionale per problemi con le protesi. Alina Simion (Dilettantistica Novara) conclude in 15.73.

Justin Gatlin, campione olimpico nei 100 metri ad Atene 2004, fa poker vincendo con 9"93 al Golden Gala i 100 metri per la quinta volta e quarta volta consecutiva e precedendo Ameer Webb che era già appagato per aver vinto poco prima i 200metri con 20"04.

Justin Gatlin il 12 maggio 2006 eguaglia il primato mondiale dei 100 metri, all'epoca detenuto da Asafa Powell con 9"77, in occasione del Grand Prix di Doha. Ai Mondiali di Mosca 2013 vince l'argento nei 100 metri (9"85) e nella staffetta veloce (37"66). Nei 200 metri ha un personale di 19"57, stabilito il 28 giugno 2015 in occasione dei campionati nazionali di cui ha vinto il titolo.

Il 29 luglio 2006 viene resa pubblica la sua positività per testosterone ed essendo recidivo poiché già risultato positivo anni prima per anfetamine viene squalificato per otto anni. Il suo primato mondiale sui 100 metri è conseguentemente cancellato. Successivamente presenta ricorso alla Commissione d'arbitrato statunitense che dimezza la squalifica portandola così a 4 anni.

Terminato il periodo di squalifica, il 21 giugno 2011, ottiene il passi per i Mondiali di Daegu con il tempo di 9"95. Nel 2012, ai Giochi olimpici di Londra, con l’ottimo di 9"79 vince solamente la medaglia di bronzo sui 100 metri, dietro ai fortissimi giamaicani Yohan Blake 9"75 e Usain Bolt 9"63. Nel 2013 ai campionati mondiali di Mosca, vince l'argento sui 100 m dietro a Usain Bolt con il tempo di 9"85. La stagione del 2014 alla tappa di Eugene della Diamond League che ottiene una prestazione inferiore al suo primato personale correndo in 9"76, tempo però con un vento di +2,7 m/s che ne invalida l'omologazione come primato personale.

Matteo SIMONE
Psicologo, Psicoterapeuta

Commenti? | Jun 05, 2016

Golden Gala: Tamberi-show, Ayana sfiora il record

Posted by linfordbif in Mondo Master

Al Roma l'iridato indoor è terzo con 2,30, ma è il beniamino del pubblico. Vince Bondarenko (2,33), Fassinotti quinto con 2,27. Almaz Ayana a un soffio dal primato mondiale sui 5000 in 14:12.59, Gatlin poker sui 100.

di Marco Buccellato

Il Golden Gala Pietro Mennea 2016 regala il sussulto di un primato del mondo sfiorato da Almaz Ayana sui 5000 metri (14:12.59) e lo show di GianmarcoTamberi, terzo nell'alto con 2,30 e protagonista della serata dell'Olimpico davanti a una folla entusiasta di 37.727 spettatori. “Non so se il pubblico mi ama - le parole a caldo dell'iridato indoor di Portland - di certo io amo questo pubblico. Avrei voluto regalargli una grande misura, ma mancano ancora due mesi all'Olimpiade e ho ancora un po' di ruggine addosso. Rio è un'occasione troppo grande per non arrivarci al top della forma". A vincere è Bohdan Bondarenko con 2,33 mentre MarcoFassinotti è quinto con 2,27. Sul rettilineo romano Justin Gatlin realizza un poker di vittorie consecutive sui 100 (9.93), a 12 anni dalla prima volta, nel 2004. Oltre ad Ayana, migliori altre tre migliori prestazioni mondiali stagionali 2016: Conseslus Kipruto sui 3000 siepi (8:01.41), Caster Semenya sugli 800 donne (1:56.64), Janeive Russell nei 400 ostacoli donne (53.96). Tra gli atleti più attesi del meeting, si registrano i successi di Wayde Van Niekerk sui 400 (44.19), Valerie Adams nel peso (unica ad avvicinare i venti metri con 19,69) e di Caterine Ibarguen nel triplo (14,78). Vittorie anche per Manangoi sui 1500 (3:33.96), Ameer Webb sui 200 (20.04), Greg Rutherford nel lungo (8,31), Orlando Ortega nei 110hs (13.22), RobertUrbanek nel disco (65,00), ElaineThompson sui 100 donne (10.87), Sunette Viljoen nel giavellotto donne (61,95), Katerina Stefanidi nell'asta (4,75).

LA CRONACA DELLE GARE

Alto uomini - Gianmarco Tamberi è l'one man show del Golden Gala. Il campione del mondo indoor di salto in alto ha infiammato l'Olimpico ad ogni salto. Che sbagli o che riesca nell'impresa, suscita entusiasmo nel pubblico, che lo ama a ogni richiesta di sostegno e, nel suo caso mai fu più azzeccato, a ogni piè sospinto. Al debutto al Golden Gala, Tamberi è tornato oltre i 2,30, al secondo tentativo, dopo aver superato i 2,27 alla terza. A 2,33 si è arreso, è andato a prendersi gli applausi sotto la curva Sud e per poco la curva non veniva giù, un nugolo di fans scesi a bordo pista per ricambiare il saluto del campione del mondo e abbracciarlo. Detto questo, la gara è andata tecnicamente meglio rispetto all'esordio, e Tamberi ha perso il secondo posto a vantaggio del britannico Grabarz (2,30) per un solo errore in più. Ha vinto Bohdan Bondarenko, in questo momento il più costante tra gli specialisti di vertice, ancora con 2,33, A 2,37 ha provato due volte, e rinunciato alla terza. Marco Fassinotti ha finito al quinto posto con 2,27, con tre errori a 2,30. Mutaz Barshim, il primatista del Golden Gala, ha commesso due errori in più di Fassinotti, finendo sesto. Roma e l'Olimpico hanno chiamato l'assegnazione delle Olimpiadi 2024 grazie alla spettacolare coreagrafia che ha coperto la lunghezza dell'intero anello superiore delle due curve dello stadio. La scritta esposta, "WE WANT ROMA", è un bellissimo invito a riportare i Giochi Olimpici a Roma a sessantaquattro anni dalla bellissima edizione del 1960. Un auspicio condiviso da tutti i 37.727 spettatori presenti sugli spalti dell'Olimpico.

 

“Ad un pubblico come quello di stasera – le parole a caldo di Gianmarco Tamberi – avrei voluto regalare la grande misura, ma mancano ancora due mesi alle Olimpiadi e c’è ancora un po’ di ruggine da smaltire fra gli ingranaggi. È più che normale, quella di Rio è un’occasione troppo grande e tutto il resto passa in secondo piano, ai Giochi voglio farmi trovare al top. 2,30 va bene, è la misura che mi aspettavo con questo stato di forma”. L’iridato indoor di Portland ha fatto impazzire il pubblico della Curva Sud:“Non so se il pubblico mi ama, di certo io amo questo pubblico. Riesce a darmi una carica enorme, che non so descrivere. Me ne vado con questa sensazione addosso e con la consapevolezza di stare lavorando nel modo giusto: tra pochi giorni a Birmingham proverò a migliorarmi, ma è a luglio che avrò le vere risposte”.

5000 metri donne - L'urlo del decimo record mondiale nella storia del Golden Gala è rimasto strozzato in gola all'intero stadio, che ha accompagnato la magnifica cavalcata di Almaz Ayana lungo l'impresa, che è sembrata nelle corde dell'etiope fino a pochi metri dal traguardo. La campionessa del mondo ha costruito il ritmo da primato soprattutto nel terzo chilometro, lanciata dalla pacemaker kenyana Beatrice Chepkoech (5:41.61), dove è passata in un eccezionale 8:30.43, ben otto secondi e mezzo in meno rispetto al passaggio registrato in occasione del record mondiale di Tirunesh Dibaba (14:11.15). Alla campana, gli occhi sul display, la Ayana ha fatto salire ancora il ritmo per guadagnare un secondo, forse mezzo, tutto pur di arrivare al record, ma non ce l'ha fatta per un'inezia. Il 14:12.59 dell'Olimpico è la seconda miglior prestazione di sempre, il record del Golden Gala, il primato della Diamond League, ovviamente il miglior tempo del 2016. A oltre ventidue secondi Mercy Cherono, al personale nuovo di zecca in 14:33.95, terza l'altra kenyana Viola Kibiwot in 14:34.39. In sesta posizione, la turca ex-kenyana Yasemin Can ha stabilito la seconda prestazione europea all-time Under 23 in 14:37.61, che è anche il primato europeo stagionale. 

100 metri uomini - Justin Gatlin atto quarto al Golden Gala, anzi, quinto. Il jet di New York City vince un bellissimo 100 metri in 9.93 (vento 1,0) a dodici anni di distanza dalla prima vittoria all'Olimpico, un filo che ha riannodato dal 2013 ad oggi con un poker ininterrotto di successi. Gatlin esce dall'esame romano con una azione tecnica ancora migliore di quella vista a Eugene e con il personale stagionale. Radente sull'arrivo, gli arriva a un centesimo Ameer Webb (9.94), già primo sui 200 ottanta minuti prima, che sfiora l'impresa a suon di record personale. Va sotto i 10.00 anche il primatista d'Europa Jimmy Vicaut (9.99), al record europeo stagionale. Dopo il traguardo, sorrisi e abbracci tra Gatlin e Webb, ampi gesti di ringraziamenti al pubblico, che ricambia abituato alle volate dell'americano. Un altro tassello è incastonato sulla lunga strada che porta a Rio. Il conto delle prestazioni sotto i 10 secondi nella storia del Golden Gala sale a ben ventinove.

100 metri donne - Altra gemma di Giamaica, velocissima, un furetto. Elaine Thompson riprende la statunitense Gardner e la brucia a dieci metri dal traguardo in 10.87 (vento 0,8), il quarto tempo dell'anno, un grande risultato se si tiene conto del clima della serata romana odierna. La Gardner, uscita raggiante da Eugene, è rimasta a cinque centesimi in 10.92, terza l'altra statunitense Pierre, la campionessa del mondo indoor sui 60, in 11.13.

Staffette 4x100 - Il quartetto maschile dell'Italia (Ferraro, Desalu, Manenti e Cattaneo) chiude secondo con un discreto 38.81 (miglior prestazione italiana stagionale) dietro gli olandesi (38.44) ma davanti ai francesi (38.87) con Jimmy Vicaut in ultima frazione. La formazione azzurra under 20 (Pettorossi, Fornasari, federici, Tortu) è sesta in 40.19. La squadra femminile ucraina vince la prova delle ragazze in 43.64, primato del Golden Gala, con Strohova, Bryzgina, Povh e Pohrebnyak. Le vincitrici hanno preceduto la Polonia (43.82) e l'Italia, terza in 44.05 (miglior prestazione italiana stagionale), ha schierato Draisci, Siragusa, Bongiorni e Hooper. Sesta l'Italia under 20 (44.95) con Dosso, Bonicalza, Niotta e Oki.

3000 siepi uomini - Uno due tre Kenia, è il quinto sucesso consecutivo dei keniani al Golden Gala, stavolta con Conseslus Kipruto, il più giovane del gruppo di vertice, che ha stabilito all'Olimpico il record mondiale stagionale in 8:01.41. Il record del mondo è stato frequenze dopo il primo mille ma già al secondo chilometro (5:20.32) l'impresa si era fatta difficile. Secondo, come spesso ultimamente, Jairus Birech in 8:11.39, tezo Paul Kipsiele Koech in 8:14.46. Assente Ala Zoghlami (CUS Palermo), fermato da un attacco febbrile.

Giavellotto donne - Con un inizio in crescendo la sudafricana Sunette Viljoen va in testa al terzo turno con 61,95 e non molla più la presa del successo, anche se con il lancio conclusivo la lettone Palameika ha fatto la barba alla misura della rivale piantando il giavellotto sul prato a soli tre centimetri (61,92). Nel giro di quaranta minuti, la Viljoen firma il terzo successo di atleti sudafricani al Golden Gala 2016. Terza la meno quotata delle tedesche presenti in pedana, la Hussong (61,21), Nessun'altra oltre i 60 metri, compresa la Obergfoll (quarta con 59,98) e la Spotakova primatista mondiale (sesta con 59,82), al rientro. Dodicesimo posto perZahra Bani (Fiamme Azzurre) con 51,75.

400 metri uomini - Il secondo successo al Golden Gala per atleti sudafricani in dieci minuti lo firma il campione del mondo Waydevan Niekerk, che desta grande impressione per il tempo ottenuto, 44.19, secondo nella storia del Golden Gala, e per la bellezza del gesto tecnico. In rettilineo ha perso qualcosa dal grenadino Bralon Taplin, efficace nel gestire meglio le risorse lungo l'arco dei 400, secondo in 44.43, vicino al personale. Terzo Makwala, al miglior tempo dell'anno in 44.85. Per Matteo Galvan (Fiamme Gialle) esordio stagionale in 46.06 (nono), un tempo inferiore al minimo dei criteri di partecipazione ai campionati Europei di Amsterdam.

800 metri donne - Caster Semenya al terzo Golden Gala della carriera lascia un segno che l'Olimpico ricorderà a lungo. Guardinga come al solito nel primo giro, ha ripreso la testa a 120 metri dal traguardo e se n'è andata in beata solitudine scappando via alla burundiana Niyonsaba, oro mondiale indoor, non una qualsiasi. La differenza attuale tra la Semenya e le avversarie è simile a un abisso. In 1:56.64 ha eguagliato al centesimo il suo record mondiale stagionale stabilito il 22 maggio nella Diamond League di Rabat e mostrato ancora margini di progresso. La Niyonsaba ha chiuso seconda in 1:58.20, la britannica Sharp, oro europeo quattro anni fa, terza in 1:59.03. La miglior gara della stagione per il tripudio del competente pubblico dell'Olimpico, con ben sette atlete sotto i due minuti. La campionessa del mondo di Mosca 2013 Eunice Sum ha chiuso decima. Quinta l'iridata in carica Arzamasova.

1500 metri uomini - Per la quinta volta consecutiva del Kenia al Golden Gala è il turno di Elijah Manangoi (3.33.96), argento mondiale a Pechino 2015, che dopo Asbel Kiprop è il keniano numero due in circolazione. Più fresco di Silas Kiplagat, stasera quarto in 3:34.49 e ultimo vincitore all'Olimpico. Buoni riscontri in esito alla volata anche per Robert Biwott (3:34.21) e per l'australiano Ryan Gregson (3:34.27). A fianco di atleti di livello mondiale, Mohad Abdikadar (Aeronautica) ha chiuso quindicesimo ma in 3:38.74, secondo tempo della carriera a ventuno centesimi dal record personale, una prestazione al di sotto del minimo per l'Europeo di Amsterdam.

110 metri ostacoli - All'Olimpico la spunta il favorito Orlando Ortega, il cubano che, naturalizzato da troppo poco tempo spagnolo, non potrà gareggiare alle Olimpiadi. Vince in 13.22 (0,6) con bella azione pulita e resiste al ritorno del francese Pascal Martinot-Lagarde (13.29). Bentornato al britannico Andy Pozzi, terzo in 13.37, assente per molto tempo causa infortuni. Entrambi gli azzurri hanno corso entro il tempo richiesto per la partecipazione agli Europei di Amsterdam. Sesto Emanuele Abate (Fiamme Oro) in 13.83, settimo Lorenzo Perini (Aeronautica) in 13.90. Gara chiusa anzitempo per il francese Bascou e il cubano O'Farrill, finiti sul tartan dopo aver preso in pieno lo stesso ostacolo.

Asta donne - Le grandi altezze se le sono giocate le due specialiste greche, Stefanidi e Kiriakopoulou. Ha vinto la prima (4,75 come la connazionale) per il minor numero di errori in gara e perché meglio registrata tecnicamente e ppiù continua. Per la Stefanidi si tratta anche del primato personale all'aperto eguagliato. terza la campionessa mondiale 2015 Yarisley Silva con 4,60. Serataccia per l'iridata di .Daegu, la brasiliana Fabiana Murer, che ha trovato tre errori alla misura di ingresso a 4,50. Nona Sonia Malavisi (Fiamme Gialle) con 4.25

Lungo uomini - Il campione olimpico, mondiale e europeo, il britannico Greg Rutherford, vince all'Olimpico dopo quattro anni con un salto fotocopia dell'ultimo successo, 8, 31 (nel 2012 vinse con 8,32) e una volta di più si è dimostrato lo specialista più continuo. Nonostante la carriera costellata di successi, è il più affamato di vittorie. In testa da subito con 8,03, al secondo salto ha entusiasmato la Tribuna Tevere con 8,31, misura che stasera, per gli altri, è risultata fuori portata. Secondo il leader mondiale stagionale Goodwin con 8,19, terzo l'australiano Lapierre, argento mondiale all'aperto e indoor, con altri quattro atleti oltre gli otto metri. Gran bella gara, il pubblico si è divertito e anche gli atleti in pedana.

200 metri uomini - Ameer Webb è un gran bel duecentista e un personaggio simpatico. Dopo la vittoria in 20.04 (vento 0,6) lo statunitense ha empatizzato con il pubblico, lanciando in curva il mazzo di fiori destinato ai vincitori, ricevendo calorosi applausi. Nella fase lanciata è stato più fluido del francese Lemaître, uno dei migliori interpreti del mezzo giro di pista dal punto di vista estetico (quarto in 20.27). Gara di spunti tecnici rilevanti, con il canadese Aaron Brown secondo in 20.24 e il panamense AlonsoEdward terzo in 20.25. In condizioni climatiche più conformi all'inizio di giugno, il "meno-20" non sarebbe certamente mancato.Eseosa Desalu (Fiamme Gialle) è partito dalla prima corsia, correndo una buona curva, poi ha perso brillantezza nel rettilineo e ha chiuso ottavo in 20.86, a sei centesimi da Trayvon Bromell, bronzo a Pechino sui 100 metri e primatista mondiale under 20 sulla distanza breve.

400 metri ostacoli donne - Sul traguardo arriva il record mondiale stagionale della giovane giamaicana Janeive Russell in 53.96, un centesimo meglio del 53.97 della statunitense Moline, oggi ottava, ma il pubblico ha tributato applausi e sostegno anche aMarzia Caravelli (Aeronautica), attesa al primo confronto internazionale della carriera sui 400 ostacoli. L'avvio dell'azzurra è stato promettente, poi ha perso la frequenza in prossimità del settimo ostacolo e per lei la gara è finita. L'altra italiana, Ayomide Folorunso (Fiamme Oro), è giunta settima in 57.24. Sul podio del Golden Gala fanno compagnia alla Russell la sudafricana WandaNel-Theron (54.61, suo miglior tempo dell'anno) e la britannica Eilidh Doyle-Child (54.81). Sesta l'altra giamaicana Spencer, che al Golden Gala vantava due successi.

Triplo donne - Anche la colombiana due volte oro mondiale Caterine Ibarguen si conferma regina del Golden Gala, bissando la vittoria del 2014, ma la strada è stata in salita, perché dopo un primo turno da 14,28 e un nullo ha rischiato di chiudere anzitempo la gara. La zampata della campionessa èl'ha assestata al terzo turno, planando a 14,64, con reciproci applausi tra lei e il pubblico. Alla ricerca dei 15 metri, altri due salti nulli e la chiusura a 14,78 (-0,1). Seconda è la campionessa olimpica Olga Rypakova con 14,51 (0,7), terza la giamaicana Shanieka Thomas con 14,46 (1,5). Solo settima la campionessa mondiale indoor Rojas con 14,09, alla prese con assestamenti di carattere tecnico. Le azzurre: nona Dariya Derkach (Aeronautica) con 13,69 (-0,7), decima Simona La Mantia (Fiamme Gialle) con 13,54 (1,5).

100 metri uomini serie B - Un abisso di quasi tre decimi tra il campione d'Europa in carica, il britannico James Dasaolu, e la concorrenza. Dasaolu vince in 10.11 (vento 0,4) davanti ai due olandesi Bockarie (10.40) e Van Lujik (10.41).

100 metri donne serie B - Bella e fluida la volata di Gloria Hooper (Forestale) che precede atlete con personali inferiori al suo e vince in 11.38 (vento 1,0) guadagando gli applausi del pubblico del Golden Gala. L'azzurra supera l'olandese Jamile Samuel e la canadese Kimberly Hyacinthe. Irene Siragusa (Esercito) è quarta in 11.56, Audrey Alloh (Fiamme Azzurre) settima in 11.68 e Martina Amidei (Aeronautica) ottava in 11.73.

Peso donne - Valerie Adams segna il tris di vittorie consecutive all'Olimpico. La tribuna e la curva sostengono con entusiasmo la neozelandese, una beniamina del pubblico romano. Alla vittoria di stasera, la Adams ha accoppiato anche la sua miglior prestazione stagionale di 19,69 e la serie di più alto livello (19,46-18,95-19,69-19,63-19,52-19,56) dal rientro dopo l'intervento chirurgico di fine 2014. Ampio margine, in centimetri, sulla seconda, l'ungherese Anita Marton (18,98) e sulla terza, la bielorussa Dubitskaya(18,38): Chiara Rosa chiude decima con un 16,61 iniziale seguito da due lanci nulli.

800 metri serie B donne - L'etiope Tigist Assefa vince nettamente in 2:00.84 sulla polacca Cichocka (2:01.30) e sulla marocchina Akkaoui (2:01.45). Quarta, con la miglior prestazione italiana stagionale e entro i criteri di partecipazione agli Europei di Amsterdam, Yuneysi Santiusti in 2:01.82. Settima Irene Baldessari in 2:04.46. La primatista italiana under 20 Marta Zenoni è caduta a 350 metri dal traguardo a causa di una chiodata e non ha concluso la gara.

Le gare Under 20 - Sui 1500  metri uomini vince Pietro Riva (Fiamme Oro), il campione europeo under 20 dei 10000 metri, in 3:46.98 su Lorenzo Casini (3.47.81) e Abdellah Zahouan (3:49.37). Sesto in 3:52.70 Yohanes Chiappinelli (Carabinieri), oro europeo under 20 dei 3000 siepi. Nei 100 metri uomini successo di Nicholas Artuso in 10.65 (vento nullo) su Hillary Wanderson Polanco Rijo (10.70) e Jamie Steve Dave Abe (10.86). Sugli 800 metri donne vince Elena Bellò, che ha condotto la gara dal primo giro, in 2:06.29 su Chiara Ferdani (2:08.44) e Gaia Tarsi (2:09.36). Infine i 100 donne sono andati a Emma Girardello (12.01, vento 0,5) su Eleonora Iori (12.01, divise da millesimi) e Julia Vikyoria Calliari (12.08).

Disco uomini - Il campione olimpico Robert Harting apre la stagione olimpica con un terzo posto al Goilden Gala e un miglior lancio di 63,96. L'ultima prova disponibile (lancio nullo) non gli consente di bissare il successo di due anni fa. Il pubblico sostiene e incoraggia il tedesco, alla ricerca delle miglior condizione dopo i problemi a un ginocchio, ma dalla gabbia del disco esce vincitore il polacco Robert Urbanek, bronzo a Pechino 2015, con 65 metri esatti davanti ai sudafricano Hogan (64,03). Deludono il campione del mondo polacco Malachowski, escluso dai lanci di finale del nuovo regolamento, appena sesto con 63,23, e l'argento iridatoMilanov, decimo con 60,13. Undicesimo Federico Apolloni (Aeronautica) con 57,51 (serie: 54,66-57,51-55,99).

100 metri paralimpici donne - Doppietta targata UK con vittoria di Sophie Kamlish in 13.36 (vento 0,9) davanti a Laura Sugar(13.58). Dal terzo posto in poi le atlete italiane: Nell'ordine, Maria Lyle (14.12), Federica Maspero (14.49), Oxana Corso (15.27), e Alina Alexandra Simion (15.73).

Master, record europeo di Mario Longo - Festa all'Olimpico per il primato europeo M50 di Mario Longo, azzurro della velocità e bronzo con la 4x100 agli Europei di Spalato 1990. Longo ha vinto in 11.13 (vento -0,3), esultando dopo il traguardo, migliorando il primato del francese Dupyu (11.29). Dietro di lui, Alberto cipriani (11.43) e Alfonso De Feo (11.57). Record italiano M50 sugli 8000 metri di Francesco D'Agostino, giunto secondo in 2:02.82, crono che migliora il 2:03.17 ottenuto a Pavia il 14 maggio. la vittoria è andata a Riccardo Lerda (2:02.46), terzo Stefano Avigo (2:05.80). Nei 100 donne vittoria di Lucilla Fiori in 13.27 (-0,4) su Miriam di Iorio (13.35), entrambe componenti della staffetta 4x200 W45 oro europeo indoor, e Simona Nacchi (13.39). Sugli 800 metri femminili vittoria di Lucia Pollina. La medaglia d'argento negli 800 W40 agli Europei indoor si è imposta in 2:16.72 su Simona Prunea (2:23.25) e Cinzia Zugnoni (2:27.53). Nella staffetta 4x100 mista (due uomini e due donne) vince la Romatletica Footworks(Sanna, Marino, Cicchetti, de Feo) in 49.03 sulla Atletica Virtus castenedolo (50.31 con Pasini, Pasini, Fausti, Comper) e S.S. Vittorio Alfieri Asti (50.73 con S.Giulivi, A.Giulivi, Amerio, Merlo).

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Commenti? | Jun 03, 2016

Golden Gala, il sipario si alza: ecco le star!

Posted by linfordbif in
Golden Gala, il sipario si alza: ecco le star!

Gli azzurri Gianmarco Tamberi e Marco Fassinotti con i big della quinta tappa della IAAF Diamond League alla vigilia del meeting di Roma

Nel giorno del suo compleanno, Gianmarco Tamberi è stato il vero mattatore della mattinata di conferenze stampa della vigilia del Golden Gala Pietro Mennea in programma domani sera allo Stadio Olimpico di Roma. Prima gli abbracci di auguri con i colleghi di alta quota, Mutaz Essa Barshim, Bohdan Bondarenko e Marco Fassinotti, quindi il campione mondiale indoor di salto in alto qualche mese fa a Portland, ha rivelato sensazioni ed emozioni di questo suo avvicinamento alla quinta tappa della IAAF Diamond League, sulla pedana del salto in alto di uno Stadio Olimpico addobbato con coreografia tricolore e messaggi promozionali per la candidatura di Roma 2024.

La mia stagione è partita dieci giorni fa a Rabat - ha esordito Gianmarco Tamberi e finora non ho ancora usato la rincorsa completa. Qui a Roma sarò in una condizione migliore, ho iniziato a inizio mese lo scarico dagli allenamenti, e qui a Roma spero di poter competere con questi grandi campioniBondarenko ha dimostrato più volte di trovare il gran risultato anche se non al meglio, Barshim invece lo ritengo il miglior saltatore di tutti i tempi”. A chi gli chiede la grande misura mister HalfShave risponde: “Quest'estate vorrei saltare 2,40, quota che ho tentato a più riprese durante la stagione indoor, ma ad essere sinceri mi farebbe molto più piacere trovare una medaglia a Rio. Non mi stupirei se a Rio la medaglia d'oro arrivi a 2,40 anche se statisticamente la misura di 2,38 dovrebbe essere quella sufficiente per vincere”. Ottimismo poi per la situazione dell'atletica italiana: “Si stanno vedendo dei progressi sul panorama italiano per quanto concerne il salto in alto, anche a livello giovanile. Nelle altre discipline mi sembra si stia muovendo qualcosa, ci sono segnali positivi e bisogna saperli sfruttare, cercando di aprire gli occhi oltre l'orizzonte nazionale”. Immancabile poi la domanda sul suo commento “social” su Alex Schwazer: “Il mio commento su Alex Schwazer non era un mio accanimento contro Alex come persona, visto che non lo conosco, ma solo a livello sportivo, poiché secondo me chi ha sbagliato con il doping non va convocato nuovamente in Nazionale. Non penso sia stato un errore casuale il suo e credo che un atleta che ha avuto a che fare con il doping non possa essere più considerato un candidato per la maglia azzurra". Carico e pieno di buoni propositi anche l'altro big azzurro dell'alto Marco Fassinotti: “E' cominciata molto bene la stagione a Doha, poi ho messo su tanto lavoro e adesso dovrei essere in ripresa di condizione. Quest'anno il picco è più spostato verso agosto, quindi la forma miglior arriverà più avanti nel corso della stagione”. Sui suoi illustri avversari il torinese commenta: “Invidio a Bondarenko la precisione tecnica, mentre di Barshim mi piace la grinta e la capacità di crederci in ogni situazione”. Sguardo infine al movimento azzurro: “Nelle ultime settimane ho visto bei segnali dall'atletica italiana e a me che vivo all'estero fa sempre molto piacere leggere tali risultati del nostro movimento”.

Mutaz Essa Barshim (salto in alto): “Ho iniziato male a Doha, una delusione davanti al mio pubblico, anche se generalmente le mie stagioni iniziano strane. Sto bene ed ho fatto qualche cambiamento all'allenamento, d'accordo con il mio tecnico. adesso dovrò fare alcune gare per trovare la condizione in vista delle Olimpiadi. Nel 2016 l'obiettivo principale sarà di il podio, l'importante quest'anno sarà la medaglia, e con i 2,38 in buone condizioni climatiche si dovrebbe finire sul podio”.

Bohdan Bondarenko“La stagione in Diamond League non è iniziata al meglio a Shanghai, però sono ottimista per le prossime gare, penso di essere in buone condizioni

Justin Gatlin (100m): “E' iniziata bene la stagione, sto migliorando gradualmente con una programmazione mirata ai Trials e quindi ai Giochi di Rio. Mi sto riprendendo piuttosto bene da un infortunio al piede, che ancora mi dà qualche problema dai 50 ai 60 metri, quando sento che l'articolazione della caviglia è un po' rigida, ma sono sicuro di recuperare completamente in tempi breviIl miglior ricordo del meeting è il pubblico, gli applausi, i bambini che ti incitano. Questi sono i momenti che preferisco di Roma, e poi se dovessi scegliere tra il mio record del meeting ed il momento della vittoria su Usain Bolt, devo dire che sceglierei il secondo”.

Wayde Van Niekerk (400m): “Ho potuto allenarmi bene in questo inizio di stagione, sta procedendo tutto al meglio e questa è un'importante occasione per testare la mia condizioneAdesso mi sto concentrando molto sui 400 metri ed in considerazione dei problemi avuti in passato sui 200 metri preferisco per il momento rimanere sul giro di pista”.

Caterine Ibarguen (salto triplo): “Spero di avere buone sensazioni per domani in gara, dove troverò rivali importanti. Penso che la rivalità con Yulimar Rojas possa tornarmi utile, per migliorarmi sia in termini di tecnica che di prestazioni”.

Greg Rutherford (salto in lungo): “Sono riuscito ad esprimermi bene a Roma in passato, ed attualmente sono in buona condizione. Domani avrò concorrenti temibili, anche se a dire il vero mi preoccupa un po' la regola ad eliminazione per le gare Diamond League, sarà la mia prima volta con questo regolamento. Sto facendo un ottimo lavoro per ottenere grandi risultati, e sono molto fortunato ad avere un team alle spalle molto valido, che mi sta preparando al meglio per l'obiettivo dei Giochi. La gara che sto organizzando nel giardino di casa mia sta crescendo al meglio, verranno in tanti saltatori e si svolgerà su sei turni di gara”.

Simone Proietti

FOTO/Photos

TV - Due ore e mezza di diretta sulle reti RAI per il Golden Gala. La prima parte sarà dalle ore 20:00 alle 21:00 su RaiSport 1, per proseguire dalle ore 21:00 e fino alle 22:30 su Rai 3. La trasmissione sarà quindi disponibile gratuitamente su tutte le piattaforme: terrestre, via satellite e in diretta streaming sul web, all’indirizzo www.rai.tv.

GOLDEN GALA | ORARIO/Timetable - ENTRY LISTS - TUTTE LE NOTIZIE/News

BIGLIETTI - Al via la corsa ai biglietti per il Golden Gala Pietro Mennea - in programma il 2 giugno 2016 allo Stadio Olimpico di Roma - che possono essere acquistati nei punti vendita di TicketOne, Ticketing partner del meeting della Capitale, e sul sito della compagnia, all’indirizzo www.ticketone.it (nella sezione sport, o cercando Golden Gala nel motore di ricerca interno al sito). Questi i prezzi dell’edizione 2016 (al netto dei diritti di prevendita):

Monte Mario Arrivi: 30,00 Euro - Ridotto under14: 15,00
Monte Mario Partenze: 20,00
Tribuna Tevere, Distinti Arrivi: 15,00
Curve e Distinti (esclusi i Distinti Arrivi): 5,00

In più, è attiva anche la biglietteria del Foro Italico, a Roma (viale delle Olimpiadi 61, ex Ostello: apertura dal lunedì al venerdì, 10:00-13:00, 14:00-17:00). Dal 29 maggio al 2 giugno i biglietti saranno acquistabili anche presso lo stand Golden Gala all’interno di Runfest, nel Parco del Foro Italico, ogni giorno dalle 11.00 alle 18.00.

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Commenti? | Jun 02, 2016

OTTAVIANI, 4 RECORD A URBINO

Posted by linfordbif in Mondo Master

Il marchigiano classe 1916 realizza due primati mondiali e due europei all’aperto M100
 

Ancora una festa di sport per Giuseppe Ottaviani. Il centenario dell’atletica ha stabilito oggi, allo stadio Montefeltro di Urbino, due record mondiali e due primati europei all’aperto della categoria M100. Per il marchigiano di Sant’Ippolito, nato il 20 maggio 2016, il pomeriggio è iniziato con la migliore prestazione mondiale nel salto triplo atterrando a 3,54 (vento +0.3) e poi quella continentale del lungo con 1,33 (+0.8).

Nel disco il portacolori del Gs Effebi Fossombrone ha lanciato a 9,99 superando il precedente record europeo (7,14 del polacco Stanislaw Kowalski nella scorsa stagione), quindi nel martello con maniglia corta ha inaugurato la lista dei primati mondiali con 4,92. Ad organizzare l’evento il Cus Urbino, il Comune di Urbino e l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, in collaborazione con il Comitato regionale FIDAL Marche.

Presenti fra gli altri Maurizio Gambini, sindaco di Urbino, con Marianna Vetri, consigliere comunale con delega allo sport, e Vilberto Stocchi, rettore dell’Università di Urbino, insieme a Giuseppe Scorzoso, presidente del Comitato regionale FIDAL Marche, e Alberto Paccapelo, delegato CONI per la provincia di Pesaro e Urbino. Dieci giorni fa, in occasione del suo 100° compleanno, “Peppe” Ottaviani aveva invece realizzato cinque primati mondiali in sala di categoria al Palaindoor di Ancona.

Luca Cassai
Federazione Italiana Di Atletica Leggera
Comitato Regionale Marche - Palaindoor - Ancona
Ufficio Stampa

Commenti? | May 31, 2016
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