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Multistars, il festival di eptathlon e decathlon

Posted by linfordbif in International

Presentata l’edizione numero 31 del meeting internazionale che venerdì 27 e sabato 28 aprile a Firenze darà il via al Challenge mondiale IAAF di prove multiple

Saranno 20 le nazioni rappresentate nella 31esima edizione del Firenze Atletica Multistars - Trofeo Zerneri Acciai, che anche quest’anno sarà la prima tappa del Challenge mondiale IAAF di prove multiple. Il meeting internazionale tornerà venerdì 27 e sabato 28 aprile nel capoluogo toscano per la sesta volta, con l’ossatura principale costituita dalla due giorni di decathlon maschile ed eptathlon femminile. All’Asics Firenze Marathon Stadium gli uomini affronteranno quindi le tradizionali dieci prove, mentre le donne saranno impegnate in sette gare, però oltre alle stelle internazionali nell’arco della manifestazione si svolgeranno anche le gare relative alla seconda giornata del Gran Prix Fidaltoscanaestate a cura del Comitato regionale FIDAL. L’organizzazione è a cura della Firenze Marathon, con il presidente Giancarlo Romiti che prosegue a supportare il Club 10+7 di Gianni Lombardi, ma collaborano le principali società di atletica fiorentine: Atletica Firenze Marathon, Prosport Firenze e Assi Giglio Rosso oltre al Comitato regionale FIDAL Toscana guidato da Alessio Piscini. Quest’anno è annunciata la novità della Thailandia che porta il totale assoluto a 73 nazioni che sono state rappresentate nella storia dell’evento.

ATLETI TOP - La start list definitiva sarà diramata nei prossimi giorni. Tra coloro che al momento hanno annunciato la partecipazione si segnalano il vincitore 2017, il brasiliano Jefferson Santos, e le connazionali Vanessa Chefer Spinola, leader nel 2016, quarta lo scorso anno e nel 2014, e Tamara de Sousa, terza nell’ultima edizione. Da tenere d’occhio anche tre atleti con primati personali oltre il muro degli 8000 punti tra cui lo statunitense Jeremy Taiwo (8425 punti). Tra le donne c’è Erica Bougard, personal best di 6557 punti, quinta nel pentathlon ai Mondiali indoor di Birmingham 2018. Le migliori azzurre saranno presenti quasi al completo.

IL MEETING DI FIRENZE - Per il sesto anno consecutivo la città di Firenze ospita quindi un evento internazionale di atletica, memore dei fasti del meeting che si svolgeva negli anni ’70 e ’80 organizzato da Giuliano Tosi che vide sulla pista dello stadio allora Comunale, poi Artemio Franchi, i più grandi campioni: da Pietro Mennea a Carl Lewis, da Alessandro Andrei a Sebastian Coe che qui stabilì il record del mondo sugli 800 metri il 10 giugno 1981, un primato rimasto imbattuto fino al 1997.

UN PROGETTO CONTRO IL DISAGIO SOCIALE - All’interno della manifestazione anche le gare esibizione di un Progetto PON (Piano Operativo Nazionale) di inclusione per ragazzi con disagio sociale, portato avanti con la collaborazione delle scuole del comprensorio didattico Ghiberti e del Comune di Firenze con la società Prosport Firenze, riservato agli studenti delle scuole del Quartiere 4. Una volta alla settimana, in orario extracurricolare, sono state proposte attività motorie per apprendere i rudimenti dell’atletica e soprattutto del salto con l’asta che rappresenta una disciplina estremamente formativa e ludica.

LA PRESENTAZIONE - L’evento è stato presentato oggi, insieme all’edizione numero 46 della Guarda Firenze di 10 chilometri su strada che si correrà domenica 6 maggio, nella sala riunioni della FIDAL Toscana all’Asics Firenze Marathon Stadium. Presenti tra gli altri Giancarlo Romiti, presidente di Firenze Marathon; Andrea Vannucci, assessore allo sport del Comune di Firenze; Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale e delegato del Coni provinciale; Gianni Lombardi, patron del meeting; Alessio Piscini, presidente FIDAL Toscana; Gerardo Vaiani Lisi, consigliere nazionale FIDAL; Riccardo Calcini, direttore tecnico del meeting; Fulvio Massini, direttore tecnico di Firenze Marathon; Barbara Felleca, presidente della Commissione Sport del Quartiere 4, e Annalisa Savino, preside del Comprensorio didattico Ghiberti.

(da comunicato stampa Organizzatori)

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Commenti? | Apr 21, 2018

Che lancio Daisy: 59,72 e record U23 in Texas!

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 Daisy Osakue (foto Colombo/FIDAL)

 A San Angelo (USA), la 22enne discobola Osakue migliora di oltre un metro e mezzo il già suo primato italiano Promesse e sale al quarto posto delle liste nazionali assolute alltime centrato il suo miglior lancio di sempre. Un metro e 66 centimetri di personal best che valgono il record italiano under 23 (era già suo dal 2017 con 58,06) e, soprattutto, la promozione al quarto posto delle liste italiane alltime a livello assoluto dietro la primatista Agnese Maffeis (63,66 nel 1996), Stefania Strumillo (59,80 nel 2016) e Cristiana Checchi (59,74 nel 2007). Il risultato arriva dalle "David Noble ASU Relays" e dallo stadio della Angelo State University, dove l'azzurra studia e si allena ormai da un paio di stagioni e che oggi la celebra ovunque come una superstar ("Daisy Osakue has made history") perché Daisy ha riscritto anche il primato della seconda Divisione NCAA.

La Osakue in gara non ha avuto rivali. Primi due lanci di rodaggio (un nullo e un 50,99), poi 55,64 e, al quarto ingresso in gabbia, il 59,72 da record nel mezzo di una serie che si è chiusa con un 56,32. "Sono strafelice - racconta ancora incredula l'atleta della Sisport -, quando ho sentito partire il disco in quel modo e ho visto dove era atterrato sono letteralmente impazzita dalla gioia. Al punto che, appena finita la gara, senza rendermi nemmeno conto che in Italia fossero le due di notte, sono corsa a chiamare subito la mia allenatrice Maria Marello che ovviamente stava dormendo. Scusa Marilù, ma spero di averti fatto fare proprio un bel salto giù dal letto!". Il body giallo della sua squadra universitaria, una montagna di treccine nere e azzurre, Daisy riprende fiato e guarda già avanti: "Siamo solo ad inizio stagione, ma questo risultato è frutto di tutto il lavoro messo in cantiere nei mesi scorsi. Ringrazio la mia coach che, un paio di mesi fa è venuta pure a trovarmi con Zahra Bani: rivederle mi ha dato una bella energia. Quest'anno abbiamo puntato di più sulla forza e oggi qui ho fatto anche il mio PB outdoor nel peso con 15,74 (15,89 indoor, ndr). L'obiettivo è oltrepassare la barriera dei 60 metri nel disco, ora mi mancano 28 centimetri. Ci vediamo in Italia ad inizio giugno".

Alessio Giovannini

Commenti? | Apr 10, 2018

Master: cento e una medaglia a Madrid

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Master: cento Nella rassegna continentale “over 35” in sala, il miglior bilancio di sempre per l’Italia nelle edizioni disputate all’estero con 28 ori, 36 argenti e 37 bronzi. Record europeo della staffetta 4x200 M50 in 1:35.35.

 

Trasferta di successo ai Campionati Europei Master indoor per gli “over 35” dell’atletica italiana, che tornano da Madrid con 101 medaglie: 28 ori, 36 argenti e 37 bronzi. Mai così tante fuori dai confini nazionali, per battere il precedente massimo storico del 2011 a Gent dove arrivarono 91 metalli anche se in quell’occasione con 40 vittorie. Il bilancio si arricchisce nell’ultima giornata, che porta altri 14 piazzamenti sul podio (5-3-6), e la dodicesima edizione della rassegna continentale si chiude come era iniziata: con un record europeo a tinte azzurre. La staffetta 4x200 M50 di Walter Comper (Atl. Virtus Castenedolo), Claudio Fausti (Atl. Virtus Castenedolo), Roberto Barontini (Atl. Pistoia) e Alfonso De Feo (Liberatletica Roma), oro nei 200 di ieri, sfreccia in 1:35.35 con un crono che demolisce il limite finora detenuto dalla Germania (1:37.02 nel 2006) e avvicina quello mondiale degli Stati Uniti (1:34.64), mentre in apertura dell’evento il saltatore in alto Marco Segatel aveva realizzato l’impresa da primato europeo M55 con 1,87. Due titoli dalla corsa campestre M70, per merito di Salvatore Puglisi (Gs Tortellini Voltan Martellago) che si impone a livello individuale e anche nella gara a squadre insieme a Ettorino Formentin (Us Quercia Trentingrana Rovereto), il marciatore che stavolta conquista il bronzo individuale, e Onelio Galeazzi (Atl. 75 Cattolica), sesto al traguardo. Nel cross W65 festeggia l’oro Annamaria Galbani (La Michetta) come nella stessa fascia di età l’altoatesina Ingeborg Zorzi (Sportclub Merano), leader del pentathlon W65 a quota 3337 eguagliando il record nazionale SF70 di 3,28 nel lungo, alla vigilia del suo 70° compleanno.


In tutto le staffette azzurre vincono sette medaglie, con 3 argenti e 3 bronzi. Sul secondo gradino del podio salgono due quartetti femminili, entrambi alla migliore prestazione italiana di categoria: W50 con Marta Roccamo (Atl. Villafranca), Cristina Gallì (Atl. Virtus Castenedolo), Susanna Tellini (Atl. Ambrosiana), Miriam Di Iorio (Us Aterno Pescara) in 1:54.76 e W55 con Daniela Aldrovandi (Assi Giglio Rosso Firenze), Paola Pasini (Atl. Virtus Castenedolo), Silvia Concetti (Cus Genova), Gianna Lanzini (Assi Giglio Rosso Firenze) in 2:01.51. Al maschile si aggiudicano l’argento M75 Benito Bertaggia (Gs Ermenegildo Zegna), Romano Carniti (Atl. Ambrosiana), Vincenzo Glauco Bosia (Atl. Ambrosiana), Filippo Torre (Csal Florentia Napoli) con 2:17.46.


La 4x200 è invece di bronzo per gli M45 con Paolo Macaluso (Cus Genova), Pierluigi Acciaccaferri (Atl. Virtus Castenedolo), Emiliano Raspi (Atl. Volterra), Luigi Cicchetti (Romatletica Footworks) in 1:38.15 e anche per il team M55 di Carlo Canaccini (Atl. Pistoia), Angelo Mauri (Road Runners Club Milano), Maurizio Ceola (Atl. Vicentina), Giampaolo Cescon (Atl. Ponzano) con 1:43.38, tra le donne si prendono il terzo posto W45 Simona Prunea (Gs Orecchiella Garfagnana), Paola Paolicchi (Atl. Pistoia), Maria Costanza Moroni (Gs Ermenegildo Zegna), Cristina Sanulli (Self Atl. Montanari & Gruzza) in 1:51.69. Due bronzi dal parco Cuña Verde grazie alle squadre del cross: M65 con Giovanni Finielli (Gs Tortellini Voltan Martellago, quarto individuale), Renato Goretti (Track & Field Master Grosseto), Mauro Bianchi (Us Quercia Trentingrana Rovereto) e W55 con Elena Fustella (Atl. Lecco Colombo Costruzioni), Silvana Benedetti (Track & Field Master Grosseto), Barbara Ann Wiza (Pol. Lippo Calderara). Presenti i consiglieri federali Gerardo Vaiani Lisi, anche tesoriere European Masters Athletics, e Lyana Calvesi, mentre l’EMA ha deciso di assegnare gli Europei master non stadia del 2020 ad Aviano (Pordenone). Intanto quest’anno sono in calendario altri due appuntamenti internazionali “over 35” in Spagna: gli Europei non stadia ad Alicante (18-20 maggio) e i Mondiali su pista a Malaga (4-16 settembre).


FIDAL SERVIZI A MADRID - Anche stavolta un ruolo importante nello svolgimento della manifestazione è stato affidato a FIDAL Servizi, che gestisce il data processing e il timing di tutti i Campionati Europei Master indoor e all’aperto.


Luca Cassai


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Il podio della 4x200 W50
Commenti? | Mar 25, 2018

Europei Master: conferma De Feo a Madrid

Posted by linfordbif in Mondo Master
   

Lo sprinter si ripete nei 200 M50 alla rassegna continentale in sala. Gran bottino dei marciatori italiani con 16 medaglie. Domani la chiusura della manifestazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per gli atleti italiani, ai Campionati Europei Master indoor di Madrid, la quinta e penultima giornata è anche la più ricca con 32 medaglie: 7 ori, 13 argenti, 12 bronzi, per una somma provvisoria di 87 (23-33-31), e la metà esatta dei podi di oggi (16) arriva dalla marcia all’aperto. Nelle gare in sala brilla il velocista Alfonso De Feo, che riesce nell’impresa di confermare il titolo sui 200 metri M50 in 23.69 con il suo ottavo oro nella storia della manifestazione, contando anche le vittorie in staffetta. All’ultimo anno di categoria lo sprinter della Liberatletica Roma si impone di nuovo nei confronti del coetaneo tedesco Roland Groeger, battuto di sei centesimi. Sul giro di pista, tra gli M80, il piemontese Benito Bertaggia (Gs Ermenegildo Zegna) coglie il successo in 34.97. Ma a fare la parte del leone sono gli specialisti del tacco e punta, impegnati alla Casa de Campo della capitale spagnola nei 5 chilometri di marcia su strada.

Ancora nettamente davanti a tutti, come nei 3000 indoor, Ettorino Formentin (M70/Us Quercia Trentingrana Rovereto) in 27:41 e Romolo Pelliccia (M80/Atl. Libertas Orvieto), primo nella gara M80 in 30:55, che insieme ad Amatore Michieletto (Brema Running Team Martellago, bronzo individuale M75 con 34:44) e Piergiorgio Andreotti (Atl. Lonato, quinta posizione M75 in 36:34 per il nipote del politico Giulio) si aggiudica anche l’oro per team M75. Tra le donne fa il bis Valeria Pedetti (Atl. Arcs Cus Perugia), allieva proprio di Pelliccia, leader delle W40 in 25:19. E poi trionfa la squadra W60 con tre atlete nelle migliori cinque: Daniela Ricciutelli (Liberatletica Roma, argento in 29:54), Natalia Marcenco (Aristide Coin Venezia 1949, bronzo in 30:27) e Giuseppina Comba (Atl. Fossano ’75, quinta con 31:04).

Sempre nei 5 km di marcia, un totale di sei secondi posti: Francesco Scafuro (M40/Track & Field Master Grosseto, 23:42), anche con la squadra in compagnia di Ernesto Croci (Track & Field Master Grosseto) e Carlo Muzzu (Shardana), al femminile Elena Cinca (W45/Atl. Brugnera Friulintagli, 26:34) e la formazione W35 con Micaela Benzi (Atl. Sandro Calvesi, quinta in 31:13), Alessandra Canuti (Track & Field Master Grosseto, sesta in 31:44) e Rita Del Pinto (Liberatletica Roma), ma pure il team M45 di Giuseppe Messina (Puntese San Giovanni La Punta, sesto con 25:19), Giuseppe Saponaro (Atl. Brugnera Friulintagli) e Franco Geronimo (Atl. Reggio). Terzo argento di fila nella bacheca di Konrad Geiser (Sportclub Merano): anche nei 1500 M70 il mezzofondista altoatesino, che corre in 5:24.72, viene preceduto solo dall’olandese Hans Smeets.

Nella stessa distanza degli M65 è secondo Luciano Moser (Clarina Trentino) in 5:07.91, come il giavellottista Ciro D’Angelo (M65/Arca Aversa Agro Aversano) con 42,33, mentre Anna Micheletti (Romatletica Footworks) si mette al collo il suo secondo argento con la migliore prestazione italiana di 31.84 nei 200 W65.

Ostacolisti a segno nelle finali dei 60hs, disputate in tarda serata: sul secondo gradino del podio Renzo Romano (M50/Atletica Pistoia) in 8.74, ad appena due centesimi dal francese Marin Garrigues, quindi Maria Costanza “Mimma” Moroni (W45/Gs Ermenegildo Zegna), 9.31 dopo la vittoria nel lungo, e Ingeborg Zorzi (W65/Sportclub Merano) con il limite nazionale SF70 di 12.33, invece è terza Patrizia Pasini (W55/Atl. Virtus Castenedolo) in 10.87.

Per gli azzurri, quattro bronzi sui 200 metri ad opera della cesenate Cristina Sanulli (W45/Self Atl. Montanari & Gruzza, 26.83), dell’abruzzese Miriam Di Iorio (W50/Us Aterno Pescara) che firma il primato italiano di categoria in 27.60 e della toscana Gianna Lanzini (W55/Assi Giglio Rosso Firenze, 29.03), tra gli uomini del campano Antonio Caso (M65/Atl. Vis Nova, 27.58). Conquistano il terzo posto anche Simona Prunea (Gs Orecchiella Garfagnana) nei 1500 W45 in 4:57.35 e Lucio Buiatti (Gs Tortellini Voltan Martellago) con 45,37 nel giavellotto M55, oltre a tre squadre di marciatori: M35 con Igor Sapunov (Aristide Coin Venezia 1949, sesto in 24:42), Gennaro De Lello (Track & Field Master Grosseto) e Gianni Siragusa (Toscana Atl. Futura), W45 composta da Elena Cinca (Atl. Brugnera Friulintagli), Roberta Mombelli (Atl. Lonato) e Gioia Anzalone (Scuola di Atl. Leggera Catania), W50 con Patrizia Furegon (Liberatletica Roma), Anna Maria Famea (Pod. Pattese) e Donatella Michetti (Romatletica Footworks).

Tra gli altri piazzamenti, quarte Marta Roccamo (Atl. Villafranca) sui 200 W50 in 28.36, Cristina Gallì (Atl. Virtus Castenedolo, 1500 W50 in 5:18.22), le tripliste Susanna Tellini (W50/Atl. Ambrosiana) con 10,08 e Francesca Juri (W55/Vittorio Alfieri Asti) a 9,41, Simona Palandri (Track & Field Master Grosseto) nei 5 km di marcia W40 in 28:35, Cristina Paganelli (Romatletica Footworks) sui 60hs W35 in 9.74, al maschile Massimiliano Remus (California Sport & Fitness) con 11,02 nel martellone M45, Sergio Veronesi (Sef Virtus Emilsider Bologna) nel pentathlon M80 a quota 2770, Edoardo Poggiaroni (Track & Field Master Grosseto) con 45,45 nel giavellotto M45 e Giampaolo Cescon (Atl. Ponzano) sui 200 M55 in 25.82 davanti a Maurizio Ceola (Atl. Vicentina), 26.08. Quinto posto anche per Giovanni Finielli (M65/Gs Tortellini Voltan Martellago, 5:10.71) e Cinzia Barletta (W60/Liberatletica Roma, 6:31.09) sui 1500 metri, Giorgio Badin (Trieste Atletica) nei 60hs M45 in 9.12 e Lorenzo Locati (Atl. Monza) con 15,27 nel martellone M60, sesti Luigi Del Buono (Sef Stamura Ancona) nei 1500 M35 in 4:10.17 e Roberto Barontini (Atl. Pistoia) in 24.87 sui 200 M50 vinti da Alfonso De Feo. Nel pentathlon M70 il lettone Valdis Cela porta il record mondiale a 4575 punti. Domani la giornata finale dell’evento visibile tramite l’app Pixellot in diretta streaming e dedicata a corsa campestre, prove multiple e lanci, per chiudere al centro sportivo Gallur con le staffette 4x200 metri.

Luca Cassai

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Commenti? | Mar 24, 2018

Euroindoor Master: Italia ancora sul podio

Posted by linfordbif in Mondo Master
Euroindoor Master: Italia ancora sul podio

Nella rassegna continentale “over 35” in sala di Madrid, un’altra giornata ricca di medaglie per i portacolori azzurri .

 Atleti italiani protagonisti anche nella quarta giornata dei Campionati Europei Master indoor a Madrid. Sull’anello della capitale spagnola per le finali degli 800 metri scendono in pista i mezzofondisti veloci che si aggiudicano cinque medaglie, ma l’unico oro di oggi arriva dalla pedana del salto triplo dove Tiziano Bua (Team Atletico-Mercurio Novara) conquista il successo M40 con 13,16. Per il piemontese di Bellinzago è la prima volta su un podio internazionale e subito sul gradino più alto. In pista l’altoatesino Konrad Geiser (Sportclub Merano) è d’argento negli 800 M70 in 2:33.75 alle spalle soltanto dell’olandese Hans Smeets (2:32.73), uno degli atleti master più rappresentativi fino a essere nominato mezzofondista mondiale dell’anno nella scorsa stagione. Coglie lo stesso piazzamento il siciliano Giovanni Finielli (Gs Tortellini Voltan Martellago) tra gli M65 con 2:27.96 dopo essere finito terzo sul traguardo, ma diventa secondo per la squalifica del francese Yves Levasseur, con l’oro all’irlandese Joe Gough (2:22.36).

Al femminile in due sul podio negli 800 W50 con l’argento di Barbara Martinelli (Us San Vittore Olona 1906) in 2:27.29 e il bronzo di Cristina Gallì (Atl. Virtus Castenedolo, 2:28.01) precedute dalla spagnola Rosa del Olmo (2:25.84). E poi il terzo posto del campione mondiale M50 all’aperto Francesco D’Agostino (Atl. Virtus Castenedolo), il calabrese di nascita ma bresciano di adozione che finisce in rimonta con 2:06.78 dietro a una coppia di britannici (Dominic Bokor-Ingram 2:04.80 e Adrian Haines 2:05.46). Nel disco W55 un lancio di bronzo per la romana Barbara Bettella (Giovanni Scavo 2000 Atletica) con 30,07. Podio sfiorato da Marco Mastrolorenzi (Romatletica Footworks), quarto nel pentathlon M55 con 3707 punti (e 1,75 nell’alto), mentre Luciano Moser (Atl. Clarina Trentino) è quinto sugli 800 M65 in 2:30.47. Un’altra prodezza della britannica Angela Copson, al record mondiale con 3:00.67 sugli 800 W70 dopo quello già ottenuto nei 3000 metri.

Tra le atlete più applaudite c’è senza dubbio l’ottocentista spagnola Mayte Martinez, idolo del pubblico locale: quattro finali mondiali in carriera con il culmine del bronzo a Osaka nel 2007, in questa stagione è tornata in pista oltre sette anni dopo la sua ultima gara (agli Europei di Barcellona) e oggi vince il titolo W40 in 2:16.59. Domani la quinta giornata, sempre visibile tramite l’app Pixellot in diretta streaming.

Luca Cassai

(in aggiornamento)

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Commenti? | Mar 22, 2018

Pietro Mennea, un mito sempre vivo

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Mennea è sempre qui, appena estromesso dal club dei dieci di sempre da un giovanotto sudafricano nato quando l’uomo di Barletta, in una delle tante dimensioni e sfaccettature impresse alla sua esistenza, stava per andare a sedersi nell’europarlamento: è un’esclusione che non provoca rimpianti, arrivata dopo quasi 39 anni di occupazione di quel seggio mondiale e che lo lascia ancora al vertice del Vecchio Continente e per chissà quanto tempo. I pretendenti appaiono pallidi. In una recente serata fra amici, tracce di quelle sue imprese sono state riviste – e una è stata la dopp

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SPECIALE ATLETICA TV - Nel quinto anniversario della sua scomparsa, la puntata di Atletica TV del 21 marzo non poteva che essere dedicata all'azzurro più veloce di tutti i tempi: l'indimenticabile Pietro Mennea. La sua vittoria alle Olimpiadi di Mosca 1980, le parole pronunciate dopo il 19.72 del record del mondo a Città del Messico e il successo agli Europei di Roma 1974. 200 metri che hanno fatto la storia dell'atletica italiana. Ricordi ed emozioni che abbiamo condiviso con il DT dell'Alto Livello Elio Locatelli che ha fatto un bilancio della stagione invernale e passato in rassegna i prossimi impegni dell'Italia Team. La parola è poi andata a tre assi del tacco-punta già proiettati verso i Mondiali a squadre di Taicang: il bronzo iridato della 20km Antonella Palmisano e i due ventisti Francesco Fortunato e Massimo Stano, tre atleti nati in Puglia come il grande Mennea

 

dopo, Pietro è sempre vivo: capita a chi lascia un segno e lui ha lasciato un solco. Di lui si parla, si scrive, si organizzano appuntamenti per ricordarlo, si riesumano immagini e filmati che hanno ormai la patina del tempo, si ascoltano ancora una volta le voci concitate di chi, in quei momenti febbrili, non osava sperare nella rimonta di Mosca che, in fondo, dopo il traguardo passato dito al cielo, regalò un viso trasfigurato da una sferzata elettrica e da una gioia perfetta, piena.

Mennea è sempre qui, appena estromesso dal club dei dieci di sempre da un giovanotto sudafricano nato quando l’uomo di Barletta, in una delle tante dimensioni e sfaccettature impresse alla sua esistenza, stava per andare a sedersi nell’europarlamento: è un’esclusione che non provoca rimpianti, arrivata dopo quasi 39 anni di occupazione di quel seggio mondiale e che lo lascia ancora al vertice del Vecchio Continente e per chissà quanto tempo. I pretendenti appaiono pallidi. In una recente serata fra amici, tracce di quelle sue imprese sono state riviste – e una è stata la doppietta sulla collina praghese di Strahov, di cui sta per cadere il 40° anniversario - con la constatazione razionale, ma venata di amarezza, che un’epoca è finita, e con essa la vita concessa al nostro Mercurio di Puglia, sempre in corsa tra tormento e estasi.

 

Commenti? | Mar 21, 2018

Europei Master: Segatel oro e record

Posted by linfordbif in Mondo Master
Europei Master: Segatel oro e record19 Marzo 2018

Al via la rassegna continentale “over 35” in sala a Madrid, con dodici medaglie per la rappresentativa italiana nella giornata iniziale. Il saltatore in alto supera il primato europeo M55 con 1,87.

<ins style="box-sizing: border-box; max-height: 500000px; display: inline-table; border: none; height: 60px; margin: 0px; padding: 0px; position: relative; visibility: visible; width: 550px; background-color: transparent" id="aswift_0_expand"></ins>

 

Prime gare e prime medaglie nei Campionati Europei Master indoor di Madrid. La giornata inaugurale vede subito gli atleti italiani protagonisti: 12 piazzamenti da podio con 4 ori, 5 argenti e 3 bronzi. Su tutti brilla la nuova impresa di Marco Segatel che non si accontenta di vincere il suo ennesimo titolo internazionale, il settimo in questo evento, ma firma anche il record europeo al coperto del salto in alto M55 con 1,87 al terzo e ultimo tentativo, un solo centimetro in meno rispetto a quello mondiale dello statunitense Bruce McBarnette. Poi il lombardo dell’Olimpia Amatori Rimini, 56 anni da compiere tra quattro giorni, prova anche la misura di 1,90 ma commette tre nulli. Nella scorsa stagione si era impadronito del primato del mondo di categoria all’aperto, superando 1,91 alla rassegna tricolore di Orvieto.

Sulla pedana del salto in lungo, in azione il meno giovane dell’intera manifestazione: Giuseppe Ottaviani, classe 1916, che conferma di volerci essere anche stavolta. L’intramontabile marchigiano del Gs Effebi Fossombrone atterra a 0,85 e conquista così l’oro M100. Due vittorie italiane al femminile sui 3000 metri: Simona Prunea (Gs Orecchiella Garfagnana) dopo il titolo mondiale dell’anno scorso fa suo quello europeo W45 in 10:50.54 e tra le W60 si aggiudica il successo Cinzia Barletta (Liberatletica Roma) con 13:30.45.

Tra gli argenti, due vanno al collo di Marco Mastrolorenzi (Romatletica Footworks): nell’asta M55 realizzando la migliore prestazione nazionale di 3,90 e poi nell’alto vinto da Segatel con 1,76. Nel lungo M45 il pugliese Stefano Tarì (Amatori Atl. Acquaviva) atterra a 6,31 e viene sorpassato solo all’ultimo salto dal 6,33 del britannico Joe Appiah, invece Michele Ticò (Us Quercia Trentingrana Rovereto) balza al secondo posto del lungo M50 con 6,08 al quinto turno. Sui 3000 M70 argento per l’altoatesino Konrad Geiser (Sportclub Merano) in 11:46.28 davanti a Salvatore Puglisi (Gs Tortellini Voltan Martellago, 11:47.17), ma si prendono il bronzo anche Alberto Papa (Atl. Virtus Castenedolo) con il primato italiano di 5,74 nel lungo M55 e l’astista Manfred Menz(Athletic Club 96 Alperia), salito a 4,80.

Nel lungo M70 con 4,07 quarto Giovanni Lambri (Atl. Ambrosiana) come Enzo Rusticali (Edera Atl. Forlì) che salta 2,80 nell’asta M60 con il compagno di club Gabriele Monti sesto a 2,20. Quinto posto invece per i lunghisti Giuliano Costantini (Gs Atl. Effebi Fossombrone/M65) con 4,57 e Bruno Bertizzolo (Athletic Club 96 Alperia/M40) con 6,09. La spedizione di astisti partiti in camper, oltre a Menz, comprende anche Marco Chiarello (Assindustria Sport Padova), l’allenatore dei campioni italiani assoluti Giorgio Piantella ed Elisa Molinarolo, oggi sesto nella gara M35 con 4,30 e Gianfranco Beda (Assindustria Sport Padova/M50), personale di 5,50, che finisce settimo con 3,60 nel giorno del suo cinquantesimo compleanno.

Luca Cassai

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Commenti? | Mar 20, 2018

Master: Europei indoor per 294 italiani

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Lunedì 19 marzo a Madrid scatta la dodicesima edizione della rassegna continentale al coperto “over 35” con più di 3800 iscritti
 

Al via il trittico di appuntamenti internazionali dedicato agli “over 35” che nel 2018 si svolgeranno in Spagna. Il primo è in arrivo nella prossima settimana, con i Campionati Europei Master indoor a Madrid. Sei giornate di gare, da lunedì 19 a sabato 24 marzo, per la dodicesima edizione dell’evento che prevede un record di partecipanti: 3842 iscritti da 39 paesi del Vecchio Continente, in base a quanto dichiarato dagli organizzatori. Mai così tanti in questa manifestazione, per superare la precedente cifra limite di 3406 a Gent, in Belgio, nel 2011. Anche l’Italia avrà una numerosa presenza con 294 atleti annunciati, il massimo storico nelle trasferte all’estero in questa kermesse (a Gent erano 277), senza considerare quindi le due occasioni casalinghe di Ancona nel 2009 e l’ultima volta nel 2016.

Da seguire alcuni protagonisti che si sono già messi in evidenza nella stagione in sala come il lombardo Marco Segatel (Olimpia Amatori Rimini), quest’anno in grado di eguagliare il primato europeo del salto in alto M55 con 1,85 a Parma dopo aver realizzato quello mondiale all’aperto (1,91 a Orvieto nel 2017). Poi gli atleti che alla rassegna tricolore di Ancona hanno stabilito la migliore prestazione italiana di categoria: tra questi il marciatore Ettorino Formentin (Us Quercia Trentingrana Rovereto), arrivato ad appena un secondo dal record mondiale dei 3000 di marcia M70 in 15:40.28, il velocista molisano Vincenzo Barisciano (Olimpia Amatori Rimini) con 8.32 sui 60 metri M70 e il compagno di club Giulio Morelli, che nel ’94 ha vinto lo scudetto del rugby con L’Aquila e ora corre i 60 M55 in 7.52, la plurititolata varesina Emanuela Baggiolini (Cus Cagliari), in pole position su 400 e 800 W45, nell’alto M80 Roberto Fasoli (Atl. Sandro Calvesi), ma anche il marciatore umbro Romolo Pelliccia (Atl. Libertas Orvieto/M80) e la sua allieva Valeria Pedetti (Atl. Arcs Cus Perugia/W40). Al femminile inoltre la sprinter Anna Micheletti (Romatletica Footworks/W65), campionessa europea dei 100 metri outdoor, con le pentatlete Sara Colombo (Atl. Monza/W40) e Ingeborg Zorzi(Sportclub Merano/W65).

È italiano anche il “meno giovane” della manifestazione: Giuseppe Ottaviani (Gs Atl. Effebi Fossombrone), classe 1916. Il centenario dell’atletica è iscritto in quattro gare: 60 metri, lungo, triplo, peso. Ma sono attesi il pisano Gianni Becatti, primatista mondiale del lungo M50, e il perugino Lamberto Boranga, celebre ex portiere di serie A che sarà in pedana nell’alto M75, entrambi dell’Olimpia Amatori Rimini, quindi il partenopeo Mario Longo (Atl. Posillipo), recordman iridato dei 60 metri M50 con il 7.04 di due anni fa ad Ancona, e la cardiologa romana Carla Forcellini (Atletica dei Gelsi) nell’asta W55, l’eclettica Maria Costanza Moroni (Gs Ermenegildo Zegna, 60hs e lungo W65) e la mezzofondista Paola Tiselli (Atletica dei Gelsi, W40) e tanti altri che sono saliti sul podio agli Europei outdoor di Aarhus, in Danimarca, nella scorsa estate. Poi diversi campioni del mondo in carica annunciati: quelli indoor Thomas Oberhofer (Südtirol Team Club, 60hs M50), Giovanni Finielli (Gs Tortellini Voltan Martellago, 1500 M65), Chiara Gallorini (Track & Field Master Grosseto, cross W40), Simona Prunea (Gs Orecchiella Garfagnana, 800-1500-3000 W45), Natalia Marcenco (Aristide Coin Venezia 1949, marcia W60), e all’aperto Tatiana Zucconi (Romatletica Footworks, marcia W40) e la mamma Daniela Ricciutelli (Liberatletica Roma, marcia W60), Monica Buizza (Atl. Virtus Castenedolo, alto W50), lo specialista delle prove multiple Giorgio Spagnoli (Edera Atl. Forlì, M55), nel mezzofondo Luigi Del Buono (Sef Stamura Ancona, M35) e Francesco D’Agostino (Atl. Virtus Castenedolo, 800 M50).

La Spagna accoglierà poi nel 2018 gli Europei master non stadia ad Alicante (18-20 maggio) e i Mondiali master su pista a Malaga(4-16 settembre). Le competizioni indoor a Madrid si disputeranno nel Centro Deportivo Municipal Gallur, ma il programma dell’evento offre come di consueto alcune specialità all’aperto: lanci lunghi al Centro Deportivo Municipal de Moratalaz, mentre la Casa de Campo sarà la sede della marcia su strada, nella giornata di venerdì, e il parco Cuña Verde ospiterà sabato le gare di corsa campestre. Alle ore 19.15 di domenica 18 marzo si terrà invece la cerimonia di apertura. Un ruolo importante nello svolgimento della manifestazione è affidato a FIDAL Servizi, che gestisce il data processing e il timing di tutti i Campionati Europei Master indoor e all’aperto. Prevista dagli organizzatori, tramite l’app Pixellot, una diretta video streaming dell’evento.

Luca Cassai

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Commenti? | Mar 17, 2018

La valutazione funzionale per il mezzofondo è utile? Spunti pratici- di Matteo SIMONE

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Per il terzo anno consecutivo in Umbria a Gubbio, sabato 10 e domenica 11 marzo, in palio i titoli italiani individuali e di società di corsa campestre per tutte le categorie.
 
Sabato 10 marzo ore 10.00, al Park Hotel ai Cappuccini, prima dell’inizio delle gare, è previsto un importante convegno sul tema “La valutazione funzionale per il mezzofondo è utile? Spunti pratici da basi teoriche” con il ruolo di moderatore affidato al prof. Luciano Gigliotti, allenatore dei due ori olimpici in maratona Gelindo Bordin e Stefano Baldini, mentre i relatori saranno Maurizio Cito e il dott. Stefano Righetti. Il convegno garantirà 0,5 crediti formativi FIDAL. Per le iscrizioni è necessario inviare una mail all’indirizzo tilla.fries@gmail.com

http://www.fidal.it/upload/files/CENTROSTUDI/Centro%20Studi%202018/Gubbio.pdf
La Festa del Cross di Gubbio sarà trasmessa in diretta video streaming su atletica.tv nelle due giornate di sabato 10 e domenica 11 marzo. Una sintesi tv andrà in onda su RaiSport martedì 13 marzo dalle ore 19.20 alle 20.45.
 
I CAMPIONI ITALIANI DI CROSS 2017
UOMINI
 
Assoluti: Daniele Meucci (Esercito)
Promesse: Yohanes Chiappinelli (Carabinieri)
Juniores: Nfamara Njie (Atl. Amatori Cisternino)
Allievi: Luca Alfieri (Pbm Bovisio Masciago)
Cadetti: Massimiliano Berti (Trentino/Atl. Valchiese)
DONNE
Assolute: Federica Dal Ri (Esercito)
Promesse: Silvia Oggioni (Pro Sesto Atletica)
Juniores: Francesca Tommasi (Atl. Insieme New Foods Verona)
Allieve: Nadia Battocletti (Atl. Valli di Non e Sole)
Cadette: Irene Arlati (Lombardia/Merate Atletica)

http://bandierazzurra.com/content/Festa-del-Cross-pi%C3%B9-di-2000-atleti-a-Gubbio/112710
 
Attraverso questionari ho raccolto il punto di vista di atleti comuni e campioni, per approfondire il mondo dello sport, e in particolare gli aspetti che incidono sul benessere e sulla performance. Occupandomi di psicologia dello sport, è importante, oltre allo studio e alla formazione accademica, confrontarsi con gli atleti per conoscere il loro punto di vista, le motivazioni, il benessere o le difficolta ch’essi sperimentano praticando sport, eventuali rischi.
 
E’ fondamentale conoscere il loro punto di vista a completamento delle teorie relative agli aspetti che incidono sul benessere e la performance dell’atleta e della squadra. Lo psicologo dello sport a volte diventa una figura di riferimento per il singolo atleta, per l’intera squadra, per lo staff, i tecnici, i dirigenti.

Matteo SIMONE
380-4337230 – 21163@tiscali.it
http://www.mjmeditore.it/autori/matteo-simone
http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+simone+matteo.html

Commenti? | Mar 14, 2018

L´ALCOL E´ UNA DROGA?

Posted by linfordbif in Training
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L'alcol è ora in Italia ed in quasi tutto il mondo "legale", alcuni gli attribuiscono un potere "socializzante" ed e´ sicuramente facilmente reperibile. Oltre a questo  l'alcol è anche una neurotossina ed una droga. L'alcol è quindi una cosiddetta "droga accettata" che nella nostra società viene spesso sottovalutata. Nel pensiero comune, grazie anche ad una continua, decennale, massiccia propaganda di marketing, l'alcol viene visto come uno "stimolante" innocuo e piacevole. Il consumo di alcol è stato accettato e promosso nella nostra cultura per secoli.

L'alcol rimane una droga ed anche molto pericolosa per la nostra salute, il nostro sistema nervoso, il nostro cervello ed anche per i nostri contatti sociali: l'alcol aumenta nervosismo e violenza.

Capita spesso che un cosiddetto "astemio", che vuole evitare l´alcol, sia giudicato come "strano" o "noioso". Si viene istigati al bere, se non si beve sopratutto tra gli adolescenti comunque anche tra gli adulti, si viene in qualche modo anche esclusi dal gruppo. Proprio  per ragioni sociali in molti iniziano ad assumere l´alcol anche controvoglia. Questo lo sanno bene i produttori di alcolici che nelle loro propagande evidenziano l´alcol come euforizzante, socializzante e perche´ no divertente.

La realta´ e´ che l´alcol e´ deleterio per la nostra salute e miete milioni di vittime nel mondo sia per problemi fisici che come causa di incidenti stradali causati da guida in stato di ebrezza, dove spesso pagano anche vittime innocenti. Anche dopo aver bevuto un po´, ci si mette alla guida di un´auto pensando di avere comuqnue tutto sotto controllo, quando al contrario il sistema nervoso ed i rifessi sono gia´ molto rallentati (anche dopo una birretta).

Il potenziale di dipendenza dall'alcool è molto forte, l'alcol tiene molti milioni di persone saldamente sotto controllo. L'alcol ti fa star male, aumenta l'aggressività e la violenza e distrugge spesso famiglie e vite lavorative.

Ci si accorge dei forti danni dell´alcol solo quando si arriva allo stato di alcolismo. Un "alcolizzato" viene solitamente socialmente escluso e visto come un "malato". La domanda da farsi e´ : come definiamo un "Alcolizzato"?. La Organizzazione Mondiale della Sanita´ e´molto chiara. Per la OMS un "Alcolista" e´ una persona che ha un bisogno quotidiano, o comuqnue frequente, di alcol indipendentemente dalla quantita´. Piu´ alcol si beve piu´ la dipendenza e´ forte. Basti osservare un alcolista che da 20 o 30 anni beve per osservare difficolta´motorie, di coordinazione come anche deficit celebrali.

Piu´ si assume alcol piu´ questo fa´ danni al nostro organismo. Se beviamo poco alcol avremo pochi danni, se ne beviamo molto ne avremo molti di danni: a prescindere l´alcol fa´ sempre danni.

L'alcol è una "sostanza che crea dipendenza" che molte persone hanno probabilmente gia´ provato. Quasi tutti sanno come sia alleviante, calmante , euforico e come renda le persone "disinibite". Questo è vero e dovuto proprio al fatto che l´alcol agisce sul sitema nervoso e ci fa´"perdere il controllo", è solo una piccola gioia che ha molti lati oscuri.

Chi beve regolarmente alcol, rischia molto. Quanti danni all'alcol dipendono da molti fattori: quantità di alcol, frequenza, sesso, peso corporeo e stato di salute.

Quando beviamo alcol, rimane prima nel sangue, circola attraverso tutto il corpo e ne raggiunge ogni angolo. L'alcol provoca enormi cambiamenti nella biochimica dell'organismo, danneggia le cellule nervose e compromette tutte le funzioni organiche e corporee.

Chiunque beve troppo alcol per lungo tempo è coinvolto in tutta una serie di malattie croniche e disturbi. Le più note malattie legate all'alcol includono danni al fegato, danni al pancreas, problemi cardiovascolari, impotenza, cancro e disturbi mentali a lungo termine.

Il fegato scarta la maggior parte dell'alcol consumato. Il fegato è particolarmente vulnerabile quando un bicchiere dopo l'altro viene svuotato. Il 90 percento delle persone che bevono eccessivamente sviluppano in primis il fegato grasso. Un fegato grasso può quindi facilmente sviluppare un'infiammazione del fegato (epatite). Tuttavia, se il fegato non è più in grado di svolgere le sue funzioni e attività, morirà a causa della disfunzione multiorgano. Quando il fegato muore ( cirrosi epatica ) porta lentamente alla morte del paziente: il 90% vive altri 5 anni, l´80% altri 10 anni, le percentuali difficilmente si i pazienti riescono a superare i 15 anni dalla diagnosi. 

L'alcol stimola anche la secrezione acida nello stomaco, ritarda lo svuotamento gastrico e altera la peristalsi (movimenti intestinali che regolano la digestione). L'alcol danneggia l'intero apparato digerente.

Il consumo di alcol indebolisce il sistema immunitario e rende il corpo suscettibile a malattie e infezioni di ogni tipo (incluse infezioni ai tendini).

L'alcol ci rende stanchi, ci toglie energia e danneggia la nostra salute ed il nostro cervello. Se vuoi essere in forma e rimanerci, ti consiglio di smettere di bere alcolici se li bevi o di continuare ad evitarli.

Bere alcol è tanto importante per un Atleta quanto non fumare.
 

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

 

WWW.FASTANDFIT.INFO 

Commenti? | Mar 07, 2018

Master: i club campioni indoor

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di Luca Cassai

Emanuela Baggiolini seguita da Paola Tiselli (FotoGP.it)

Anche quest’anno i Campionati italiani master indoor e invernali di lanci, ad Ancona, si confermano una manifestazione dai grandi numeri sotto ogni punto di vista. Notevole partecipazione, con oltre 1500 iscritti e 3000 atleti-gara di 344 diverse società, e bilancio agonistico che conta un totale di 35 migliori prestazioni nazionali di categoria, una in più della scorsa edizione. Assegnati i titoli indoor di società: conferma dei bresciani dell’Atletica Virtus Castenedoloal maschile e della Romatletica Footworks in campo femminile.

L’ultima giornata, con otto nuovi primati compresi quelli nelle staffette, è soprattutto nel segno delle donne che realizzano quattro record individuali. Sugli 800 metri non finisce di stupire Emanuela Baggiolini, una delle atlete più titolate nel movimento “over 35”. La varesina del Cus Cagliari imposta una gara di testa e ritocca il suo limite italiano SF45 con 2:18.24 al termine di un bel duello con un’altra big, la pluricampionessa mondiale Paola Tiselli (Atletica dei Gelsi), alle sue spalle in 2:21.49 dopo aver conquistato nei giorni precedenti i titoli di 1500 e 3000 metri. Nell’alto SF50 la lotta coinvolge tre atlete, compagne di squadra nell’Atletica Virtus Castenedolo: a spuntarla non è la campionessa uscente e iridata all’aperto Monica Buizza, né l’oro europeo Stefania Rossetti, visto che si impone la piemontese Chiara Ansaldi a suon di migliore prestazione italiana di 1,53 per toglierla proprio alla Buizza, seconda a 1,50, con la Rossetti terza a 1,47. Poi nel triplo la Ansaldi viene superata all’ultimo salto da Susanna Tellini (Atl. Ambrosiana): 10,34 a 10,20 per un’altra gara incerta sino al termine.

Sull’anello del Palaindoor, la sprinter Anna Micheletti è più veloce anche del tempo che passa: con 31.92 nei 200 metri SF65 la capitana del club scudettato della Romatletica Footworks abbassa il suo 32.10 di un anno fa, invece Maria Lategana (Gpdm Lecce) atterra a 4,80 nel triplo SF75. Puntuale all’appuntamento Antonio Nacca (Amatori Masters Novara): è nato nel 1923, ma con il suo stile ben impostato riesce a chiudere anche gli 800 metri in 5:31.03 per il suo terzo record del weekend da sommare a quelli già ottenuti sulle distanze più lunghe del mezzofondo, 1500 e 3000 metri. Nella moltitudine di sfide che lasciano il pubblico con il fiato sospeso, gli 800 SM70 conquistati dal vicentino Dario Rappo (Atl. Virtus Castenedolo) in 2:36.79 grazie a una rimonta sull’altoatesino Rudolf Frei (Sportclub Merano, 2:37.31), ma anche l’alto SF60 che vede prevalere Carmela Micieli (Diana Siracusa) con 1,29 alla prima prova, stessa misura dell’ex azzurra Sandra Dini (Atl. Sandro Calvesi) che però valica la quota con il terzo tentativo.

Nel Campionato italiano indoor di società master, un altro titolo per i bresciani dell’Atletica Virtus Castenedolo al maschile davanti ai veneti dell’Atletica Biotekna Marcon e alla Liberatletica Roma, quindi Athlon Bastia, La Fratellanza 1874 Modena e Amatori Masters Novara. Tra le donne, ribadisce il primo posto la Romatletica Footworks che precede Trieste Atletica, Liberatletica Roma, Atletica Santamonica Misano, Giovanni Scavo 2000 e Lazio Runners Team.

La stagione dei master andrà avanti nel prossimo weekend con la rassegna tricolore di corsa campestre a Lucca, sabato 3 marzo, poi le staffette alla Festa del Cross di Gubbio, mentre si avvicinano gli Europei indoor di Madrid che andranno in scena dal 19 al 24 marzo.

MIGLIORI PRESTAZIONI ITALIANE (terza giornata)
4x200 SM50: Liberatletica Roma (Michele Donnarumma, Massimiliano Scarponi, Gian Luca Morseletto, Alfonso De Feo) 1:39.17
4x200 SM60: Atletica Ambrosiana (Matteo Tortorelli, Luca Ernesto Tassani, Massimo Malvicini, Alfonso Trapanese) 1:48.95
4x200 SF35: Romatletica Footworks (Federica Comandè, Federica Fiorelli, Cristina Paganelli, Mita Delia) 1:57.23
800 SM95: Antonio Nacca (Amatori Masters Novara) 5:31.03
800 SF45: Emanuela Baggiolini (Cus Cagliari) 2:18.24
Alto SF50: Chiara Ansaldi (Atl. Virtus Castenedolo) 1,53
200 SF65: Anna Micheletti (Romatletica Footworks) 31.92
Triplo SF75: Maria Lategana (Gpdm Lecce) 4,80

TUTTE LE MIGLIORI PRESTAZIONI ITALIANE
60 SM40: Marco Torrieri (Romatletica Footworks) 6.88
4x200 SM50: Liberatletica Roma (Michele Donnarumma, Massimiliano Scarponi, Gian Luca Morseletto, Alfonso De Feo) 1:39.17
60 SM55: Giulio Morelli (Olimpia Amatori Rimini) 7.52
Peso SM55: Marco Giacomini (Cus Sassari) 14,18
60hs SM60: Hubert Indra (Südtirol Team Club) 9.48
Alto SM60: Hubert Indra (Südtirol Team Club) 1,60
Asta SM60: Hubert Indra (Südtirol Team Club) 3,70
Peso SM60: Andrea Meneghin (Atl. Riviera del Brenta) 13,99
Pentathlon SM60: Hubert Indra (Südtirol Team Club) 4199
4x200 SM60: Atletica Ambrosiana (Matteo Tortorelli, Luca Ernesto Tassani, Massimo Malvicini, Alfonso Trapanese) 1:48.95
60 SM70: Vincenzo Barisciano (Olimpia Amatori Rimini) 8.32
Marcia 3000 SM70: Ettorino Formentin (Us Quercia Trentingrana Rovereto) 15:40.28
Marcia 3000 SM80: Romolo Pelliccia (Atl. Libertas Orvieto) 18:18.31
Alto SM80: Roberto Fasoli (Atl. Sandro Calvesi) 1,15
Asta SM80: Galdino Rossi (Atl. Ambrosiana) 2,20
800 SM95: Antonio Nacca (Amatori Masters Novara) 5:31.03
1500 SM95: Antonio Nacca (Amatori Masters Novara) 10:19.15
3000 SM95: Antonio Nacca (Amatori Masters Novara) 22:13.42
4x200 SF35: Romatletica Footworks (Federica Comandè, Federica Fiorelli, Cristina Paganelli, Mita Delia) 1:57.23
800 SF45: Emanuela Baggiolini (Cus Cagliari) 2:18.24
Marcia 3000 SF45: Valeria Pedetti (Atl. Arcs Cus Perugia) 15:24.44
Pentathlon SF45: Sara Colombo (Atl. Monza) 4167
Alto SF50: Chiara Ansaldi (Atl. Virtus Castenedolo) 1,53
60 SF55: Marinella Signori (Atl. Ambrosiana) 8.61
200 SF65: Anna Micheletti (Romatletica Footworks) 31.92
60hs SF70: Ingeborg Zorzi (Sportclub Merano) 12.55
Alto SF70: Ingeborg Zorzi (Sportclub Merano) 1,15
Lungo SF70: Ingeborg Zorzi (Sportclub Merano) 3,28
Pentathlon SF70: Ingeborg Zorzi (Sportclub Merano) 4084
Triplo SF75: Maria Lategana (Gpdm Lecce) 4,80
Peso SF75: Maria Luisa Fancello (Assi Giglio Rosso Firenze) 9,15
Martello SF75: Maria Luisa Fancello (Assi Giglio Rosso Firenze) 30,39
60 ostacoli SF70: Ingeborg Zorzi (Sportclub Merano) 12.58
Disco SF75: Maria Luisa Fancello (Assi Giglio Rosso Firenze) 24,66
Marcia 3000 SF80: Maria Luisa Mazzotta (Running Club Lecce) 28:50.15

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Commenti? | Feb 26, 2018

Master: Torrieri, record di velocità

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Marco Torrieri (FotoGP.it)

 

di Luca Cassai

Emozioni da record nella seconda giornata dei Campionati italiani master indoor e invernali di lanci ad Ancona, con 16 nuove migliori prestazioni nazionali. Spettacolari le gare di velocità sui 60 metri e tra i protagonisti c’è un nome noto dello sprint azzurro: Marco Torrieri (Romatletica Footworks), finalista sui 200 metri agli Europei 2002 e poi ai Mondiali in sala 2003, sfreccia in 6.88 per firmare il nuovo primato SM40. Un tempo di valore assoluto, che abbassa il precedente 6.94 di Maurizio Checcucci, recordman italiano della 4x100. “Questo è un gran traguardo - spiega Torrieri - ma anche un’ottima partenza, per puntare a fare ancora meglio. Sono ad appena 15 centesimi dal mio personale sulla distanza, realizzato nel 2001. Ma la soddisfazione più grande è un’altra: infatti qui si sono migliorati tutti gli atleti del gruppo da me allenato ed è il bello dello sport”. Nei 60 SM55 emerge l’aquilano Giulio Morelli(Olimpia Amatori Rimini) con 7.52, mentre nella stessa categoria al femminile un altro progresso di Marinella Signori (Atl. Ambrosiana) in 8.61. Duello a distanza sui 60 SM70 tra il molisano Vincenzo Barisciano (Olimpia Amatori Rimini), al rientro dopo un anno di stop, che coglie subito il nuovo primato in questa fascia di età con 8.32 per toglierlo al marchigiano Livio Bugiardini (Sef Macerata), 8.38 e a sua volta più rapido del suo fresco primato di 8.44 nel mese di gennaio. Applausi per l’inossidabile Antonio Nacca (Amatori Masters Novara), classe 1923: dopo aver corso i 3000 metri, diventa anche il primo SM95 a cimentarsi nei 1500 al coperto con il tempo di 10:19.15.

Sui 3000 di marcia, arrivo da brividi per Vincenzo Magliulo (Caivano Runners), tricolore SM40 in 13:11.20. La dedica è per Cristiana Pellino, l’azzurra venuta a mancare ieri e ricordata anche con un minuto di silenzio, che con i suoi consigli aveva svolto un ruolo fondamentale per i progressi del del 41enne campano, oltre che per il suo ex allenatore Antimo Petito e per il papà, scomparsi di recente.

Scommessa vinta da Hubert Indra (Südtirol Team Club): l’ironman altoatesino migliora il primato SM60 dell’asta con 3,70 e pareggia il primato della sua allieva Nathalie Kofler, seconda ai campionati italiani under 18 con la stessa misura.

Consegnati i riconoscimenti del “Premio Master dell’Anno”, promosso dalla rivista Correre e dal sito Atleticanet: a riceverli per la stagione 2017 sono stati Marco Segatel (Olimpia Amatori Rimini), che oggi ha vinto l’alto SM55 con 1,83 provando poi la quota da record mondiale indoor di 1,89, e Catherine Bertone (Atl. Sandro Calvesi), con il riconoscimento ritirato da Liana Calvesi, consigliere federale. Il “Premio Vittorio Colò”, per due personalità che hanno dato un contributo significativo al movimento master italiano, è andato invece a Gualtiero Marastoni (La Fratellanza 1874 Modena), atleta-fotografo, e all’altoatesina Ingeborg Zorzi (Sportclub Merano), autrice del suo ennesimo primato nazionale SF70 con 12.58 sui 60 ostacoli SF70, una premiazione in cui sono intervenuti il centenario dell’atletica Giuseppe Ottaviani, presente in veste di spettatore, il consigliere federale Gerardo Vaiani Lisi e Giuseppe Scorzoso, presidente FIDAL Marche. Domani la terza e conclusiva giornata della rassegna tricolore.
 
MIGLIORI PRESTAZIONI ITALIANE (seconda giornata)
60 SM40: Marco Torrieri (Romatletica Footworks) 6.88
60 SM55: Giulio Morelli (Olimpia Amatori Rimini) 7.52
Peso SM55: Marco Giacomini (Cus Sassari) 14,18
Asta SM60: Hubert Indra (Südtirol Team Club) 3,70
Peso SM60: Andrea Meneghin (Atl. Riviera del Brenta) 13,99
60 SM70: Vincenzo Barisciano (Olimpia Amatori Rimini) 8.32
Marcia 3000 SM70: Ettorino Formentin (Us Quercia Trentingrana Rovereto) 15:40.28
Marcia 3000 SM80: Romolo Pelliccia (Atl. Libertas Orvieto) 18:18.31
Alto SM80: Roberto Fasoli (Atl. Sandro Calvesi) 1,15
Asta SM80: Galdino Rossi (Atl. Ambrosiana) 2,20
1500 SM95: Antonio Nacca (Amatori Masters Novara) 10:19.15
Marcia 3000 SF45: Valeria Pedetti (Atl. Arcs Cus Perugia) 15:24.44
60 SF55: Marinella Signori (Atl. Ambrosiana) 8.61
60 ostacoli SF70: Ingeborg Zorzi (Sportclub Merano) 12.58
Disco SF75: Maria Luisa Fancello (Assi Giglio Rosso Firenze) 24,66
Marcia 3000 SF80: Maria Luisa Mazzotta (Running Club Lecce) 28:50.15

DIRETTA STREAMING - Le gare dei Campionati italiani master indoor di Ancona 2018 sono proposte in diretta video streaming su atletica.tv.

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Commenti? | Feb 24, 2018

Master: Indra, ironman tricolore

Posted by linfordbif in Mondo Master

di Luca Cassai

Nella prima giornata della rassegna tricolore over 35 ad Ancona, impresa da record per l’altoatesino nel pentathlon SM60 e undici migliori prestazioni italiane di categoria 

Hubert Indra (FotoGP.it)Tante sfide appassionanti nell’avvio dei Campionati italiani master indoor e invernali di lanci ad Ancona, che anche quest’anno si presentano con grandi cifre di partecipazione: 1506 iscritti e 3150 atleti-gara, in rappresentanza di 344 società. La giornata inaugurale fa segnare subito 11 migliori prestazioni italiane di categoria, tra cui spicca quella realizzata nel pentathlon SM60 da Hubert Indra (Südtirol Team Club) con 4199 punti, per demolire il suo score di 3801 ottenuto nella scorsa edizione. Un record che rappresenta l’ennesima impresa del poliedrico altoatesino di Lana, protagonista negli anni Ottanta ai massimi livelli con tre titoli italiani, 13 maglie azzurre e due primati nazionali assoluti nel decathlon. Ma soprattutto è un risultato ancor più significativo, dopo aver superato un problema di salute. “In fin dei conti tutto è andato bene, perché sono qui a raccontarlo, ma nell’ottobre del 2016 ho dovuto affrontare la sfida contro un tumore maligno alla lingua. Nove ore di intervento, però il fatto di essere in buona forma fisica mi ha aiutato molto a riprendermi velocemente, infatti dopo essere uscito dall’ospedale i test hanno dimostrato che le mie capacità motorie erano invariate. Nella scorsa stagione ero già tornato in pista, ma rispetto all’ultima edizione mi sono migliorato di quasi 400 punti, davvero tanti. E ora nel salto con l’asta voglio vincere anche il duello a distanza con una mia allieva, Nathalie Kofler, che qui due settimane fa è stata seconda nei campionati italiani under 18 con il personale di 3,70. Quest’anno per ora invece ho superato 3,60 e domani proverò a far meglio!”. Durante la gara per Indra anche i nuovi limiti nazionali dei 60 ostacoli in 9.48 e nell’alto con 1,60.

Non è da meno un’altra atleta della provincia di Bolzano, perché al femminile Ingeborg Zorzi (Sportclub Merano) apre l’elenco dei record nel pentathlon SF70 con 4084. L’ex pallavolista coglie altri tre primati di categoria: 60 ostacoli (12.55), lungo (3,28) e alto (1,15). Sempre nelle prove multiple, ma tra le SF45, ancora un record per Sara Colombo (Atl. Monza): la brianzola di Seregno, all’ingresso nella nuova fascia di età, totalizza 4167 punti dopo aver trionfato da SF40 nella scorsa stagione. Nei 3000 metri l’intramontabile Antonio Nacca (Amatori Masters Novara), classe 1923, è il primo SM95 italiano a correre questa distanza al coperto in 22:13.42. Poi due record ad opera di Maria Luisa Fancello (Assi Giglio Rosso Firenze): una specialista dei lanci, che nel 1969 ha vinto il titolo italiano assoluto nel disco, e al suo debutto nella nuova categoria si impadronisce dei primati SF75 nel peso in sala (9,15) e nel martello outdoor (30,39). Domani la seconda giornata, dalle 8.30 del mattino fino a tarda serata, per una non stop di gare tricolori. Si assegnano i titoli nella marcia sui 3000 metri e poi nei 1500 di corsa, invece il pomeriggio sarà tutto all’insegna della velocità: 60 ostacoli, 60 piani, 400 metri. Nei concorsi, un gran numero di pedane impegnate sia al Palaindoor (lungo, peso, alto, asta, triplo) che al campo Italico Conti dove si svolgeranno le competizioni di giavellotto e disco. Chiusura domenica dalle 9.00 fino alle ore 16.00 circa.

MIGLIORI PRESTAZIONI ITALIANE (prima giornata)
60hs SM60: Hubert Indra (Südtirol Team Club) 9.48
Alto SM60: Hubert Indra (Südtirol Team Club) 1,60
Pentathlon SM60: Hubert Indra (Südtirol Team Club) 4199
3000 SM95: Antonio Nacca (Amatori Masters Novara) 22:13.42
Pentathlon SF45: Sara Colombo (Atl. Monza) 4167
60hs SF70: Ingeborg Zorzi (Sportclub Merano) 12.55
Alto SF70: Ingeborg Zorzi (Sportclub Merano) 1,15
Lungo SF70: Ingeborg Zorzi (Sportclub Merano) 3,28
Pentathlon SF70: Ingeborg Zorzi (Sportclub Merano) 4084
Peso SF75: Maria Luisa Fancello (Assi Giglio Rosso Firenze) 9,15
Martello SF75: Maria Luisa Fancello (Assi Giglio Rosso Firenze) 30,39

DIRETTA STREAMING - Le gare dei Campionati italiani master indoor di Ancona 2018 sono proposte in diretta video streaming su atletica.tv.

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Commenti? | Feb 24, 2018

IL PENSIERO POSITIVO

Posted by linfordbif in Training

Ormai tutti sappiamo quanto la mente influenzi il corpo e quanto il nostro stato emotivo influenzi il fisico e le nostre prestazioni. Il pensiero positivo e´ la base per ottenere delle buone prestazioni (sia in allenamento che in gara che poi nella vita in generale) e raggiungere i nostri obiettivi.

Cosa intendiamo per pensiero positivo? Una questione ancor troppo sottovalutata e´ proprio il linguaggio. Se si studia e si cerca di ottimizzare il linguaggio e la comunicazione, lo si fa´ sopratutto nella comunicazione verso gli altri sottovalutando l´importanza del dialogo interno, ovvero della comunicazione con noi stessi. 

Le parole che ci diciamo sono molto importanti, ad ogni parola sono associate immagini nel nostro cervello. Le immagini possono essere positive o negative, visto che il nostro cervello lavora per immagini capiamo bene quanto queste influiscano sul nostro stato e sulle nostre Performance. 

Una regola fondamentale e´ esprimere i concetti in positivo. Al posto di rispondere alla domanda "Come stai" con un "non male..", rispondi "sto´ bene!". Evitare di inserire il "non" ci permette di urare parole precise e dettagliate che ci permettono poi di sentirci meglio e bene. Il nostro subconscio comprende solo il positivo. La negazione  e´ una invenzione nostra, del nostro linguaggio, che per il nostro subconscio e´ impossibile comprendere. 

Non ci credi?  Se ti dico "NON pensare ad un elefante rosa che vola", a cosa pensi? 

E´ chiaro che se dici "non sto´male" quello che passa e´ "sto´ male" e siccome il nostro inconscio ci vuole bene fara´ di tutto per portarci dove il nostro Focus e´diretto, ovvero sullo stare male. Ci sono poi giorni in cui stai male, o meno bene, ed e´ proprio in quei giorni in cui il dialogo interno positivo e´ ancora piu´f ondamentale. Cerca di volerti bene, cerca di motivarti, di dirti qualcosa di positivo. In quei giorni la domanda da farsi e´ "Come posso sentirmi meglio?" 

Il principio della ripetizione e´ un principio che funziona, usato da millenni dalle religioni, dai politici dei tempi passati, usato ed abusato dalla pubblicita´ e dai politici dei nostri tempi (che sanno benissimo che mentire spudoratamente permette di rendere una menzogna una verita´ accettata). Proprio nei giorni in cui stai male, ditti  e ripetiti qualcosa che sia positivo e che ti tiri su´ di morale e ti dia energia. E nei giorni in cui stai bene, ricalcaci sopra.

Per ottenere risultati e raggiungere i nostri obiettivi ci vuole anche tanto altro, il pensiero positivo rimane comunque la base fondamentale: ci aiuta a focalizzarci sul nostro obiettivo e ci riempie di energia.´ 

VIDEO: IL PENSIERO POSITIVO

Daniele Biffi

Personal Trainer & Mental Coach

runfast@fastandfit.info  

Commenti? | Feb 22, 2018

Christian Coleman rekord del mondo sui 60 metri: 6"34!

Posted by linfordbif in International

Christian Coleman

Christian Coleman  ha battuto il record di Maurice Green sui  60 metri piani indoor   e questa volta e´ ufficiale!  

 Lo sprinter americano ha ottenuto il nuovo record ad Albuquerque con il tempo fantascienza di 6 secondi e 34 centesimi, migliorando Mourice Green di ben   5 centesimi.

Coleman aveva già migliorato il primato il 19 gennaio a Clemson ma il tempo non era stato omologato.  Coleman, 21 anni, nuovo fenomeno dell'atletica  , che sia l´erede di Usain Bolt?

Video Rekord del mondo

  Daniele Biffi

Personal Trainer & Mental Coach

runfast@fastandfit.info  

Commenti? | Feb 20, 2018

Cosa fa´di un Atleta un Atleta "vincente"?

Posted by linfordbif in Training

Sin da Ragazzino mi sono sempre chiesto come potessi migliorare me stesso ed osservavo le persone chiedendomi come mai ci siano persone di successo mentre altre collezionino insuccessi.

Perche´ e che caratteristiche hanno queste persone? Cosa rende possibile raggiungere gli obiettivi prefissati per alcune persone e perche´ invece gli obiettivi per altri rimangono sogni irraggiungibili? Cosa fanno persone piene di energia e felici per essere tali, Come posso stare bene e come posso controllare le mie emozioni,la mia salute, la mia vitalita´ ed energia, come posso prendere il controllo della mia vita e migliorarla? La mia continua ricerca al mio benessere fisico mi hanno portato a ricercare continuamente metodi per migliorare il mio corpo, la mia mente, la comunicazione, alla ricerca continua sulla alimentazione, psicologia, metodi di allenamento, ultimamente PNL fino conseguire la certificazione come Mental Coach. 

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Cosa fa´di un Atleta un Atleta "vincente" o al contrario un cosa fa´di un Atleta, seppur di talento ed atleticamente preparato, un "perdente"? Lo  si vede spesso in pista dove spesso Atleti seppur  preparati e piu´forti degli avversari in gara vengon ´sconfitti. E´Solo questione di una  giornata no o e´lo stato mentale che fa´la differenza?

Come mai ci sono Atleti che seppur potenzialmente forti non hanno saputo concretizzare una medaglia o magari una vittoria importante nonostante il loro talento ed i loro sforzi? La risposta e´spesso una mancata preparazione mentale. Sono molti gli Atleti che per quanto capaci e dotati di un talento naturale e ben preparati fisicamente, seppur favoriti al momento di una competizione son incapaci di competere, di concentrarsi sulla gara e su cio´che si apprestano a compiere.
 
Esser capaci di gestire la tensione pre-gara, il pubblico e´fondamentale per il buon andamento della Performance. 

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La mente gioca un ruolo fondamentale nelle competizionicome anche  in allenamento. Facilmente sarai anche d´accordo con me ma ti starai chiedendo cosa puoi fare per prepararti mentalmente e se puoi allenare la mente? La buona notizia e´che si, la mente si puo´allenare esattamente come si puo´allenare il fisico.  Per allenare la mente puoi farlo tu stesso da solo ed il consiglio mio e´quello di comprarti dei buoni testi di psicologia sportiva o di PNL (Programmazione Neuro Linguistica) o di affidarti ad un buon Mental Coach Sportivo.

Il mental coach sportivo si focalizza ad allenere la mente al fine di ottimizzare gli sforzi ed i risultati e sopratutto a tirar fuori il meglio di te stesso e di quel potenziale insito in noi, di cui spesso non ne siamo neppure a conoscenza.
 
E´ proprio la mente che spesso e´l’ago della bilancia in grado di determinare il successo o l’insuccesso di una prestazione.

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Corpo, mente ed emozioni sono parti indissolubilmente legate: è per questo che allenare solo il fisico e la tecnica e´ insufficiente per raggiungere il vero benessere personale e l’eccellenza, anche la mente va´presa in considerazione ed allenata.



Attraverso il mental coach gli atleti possono migliorare nettamente le performance grazie ad opportuni modelli mentali appresi attraverso esercizi specifici che permettono di migliorare concentrazione,  autostima e focus sull’obiettivo da raggiungere.


Gli obiettivi di un mental coach sportivo sono 
  • stabilire traguardi realizzabili e stimolanti;
  • sviluppare un senso di fiducia, consapevolezza e coraggio nelle proprie capacità;
  • creare strategie che aumentino il livello di concentrazione in gara
  • imparare a gestire situazioni e la tensione emotiva in gara ed in allenamento
  • imparare a gestire eventuali pressioni nell’ambiente lavorativo;
  • essere in grado di gestire sia le sconfitte che le  vittorie;
  • raggiungere prestazioni eccellenti ed ottime performance ;
  • maturare una mentalita´vincente.  

Allenamento (capacita´tecniche e fisiche, talento ed impegno) + risorse mentali
(fisiologia, Focus mentale, dialogo interiore e gestione dello stress ) = Risultati

 

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Attraverso il Mental Coaching puoi ottimizzare i risultati, migliorare le tue performance e la tua vita. Il Mental Coaching Sportivo e´un valido sostegno perche´aiuta ad avere l´atteggiamento mentale ottimale al fine di sfruttare al meglio le proprie energie fisiche e mentali ed insegna a superare eventuali blocchi mentali, a gestire le emozioni, ad ottimizzare il tempo in allenamento, e a concretizzare in gara il lavoro svolto in allenamento.

La forza fisica e´nulla senza un buon controllo mentale.

 

Daniele Biffi
Personal Trainer & Mental Coach

runfast@fastandfit.info  

Commenti? | Feb 20, 2018

Conferenza stampa Half Marathon di Pietro Mennea Matteo SIMONE

Posted by linfordbif in Manifestazioni
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Da un po’ di anni mi sto interessando alle ultramaratone, nel 2008 attraverso brevi interviste ad alcuni partecipanti alla “100 km degli Etruschi”, raccolsi alcune impressioni, sensazioni e testimonianze con l’intento di comprendere le motivazioni a intraprendere questo tipo di imprese estreme che comportano un’estenuante prestazione sportiva, e tra gli intervistati c’era anche Enzo Cascella alla sua prima 100km.
Prestigiosa l’opera di Enzo Cascella di riuscire a tenere uniti tanti atleti apprezzandoli e premiandoli e notevole è anche la sua opera grazie a tanti suoi collaboratori di proporre tante iniziative di attività fisica a diversi livelli come una grande gara di mezza maratona in memoria di Mennea che si svolgerà prossimamente il 25 febbraio 2018, di seguito il Comunicato stampa: “La PIETRO MENNEA HALF MARATHON è una gara podistica di 21Km organizata dalla Associazione “Barletta Sportiva”, che avrà luogo a Barletta il 25.02.2018 con partenza alle ore 9:00 dal Catello di Barletta. Giunta alla sua quinta edizione, da due anni porta il nome del grande Pietro Mennea. È prevista la presenza di circa 3.000 alteti provenienti da ogni parte d’Italia che correrranno indossando la replica della canotta che ha visto vincitore dell’oro olimpico Pietro Mennea a Mosca il 28.07.1980. Nella classifica delle mezze maratone italiane più partecipate è: 1ª della Puglia, 2ª dell’Italia meridionale, 11ª Italiana. L’apertura dell’evento avverrà sabato 24 febbraio alle ore 9:00 con l’inaugurazione del villaggio maratona, dove saranno presenti i vari sponsor che offriranno propri prodotti tipici locali e varie associazioni sportive che promuoveranno le proprie gare. La P.M.H.M. prevede eventi collaterali che daranno prestigio alla manifestazione:
-ore 9,00: i giovani atleti del I.C. Musti-Dimiccoli a termine del progetto “Sulle orme di Pietro Mennea”, parteciperanno come dei veri corridori ad una staffetta ed una gara di velocità. Coordinati dai rispettivi docenti, saranno premiati dal professor Francesco Mascolo (ex allenatore del campione Barlettano) con una medaglia e una maglia rappresentativa.
-ore 15,00: avrà inizio “Walk Zone”, una camminata sportiva con l’ausilio di cuffie auricolari, per la prima volta a Barletta. Con partenza dal Castello Svevo, si proseguirà nel centro storico compreso il passaggio dalla “Salita del Vaglio”, luogo dove si allenava Pietro Mennea, il tutto coordinato da Mariella Dileo.
-ore 18,00 : conferenza stampa presso la Sala Rossa del Castello Svevo, dove saranno presentati i TOP RUNNER, il GRUPPO SPINGITORI, che con il loro progetto “Con le ali… fino al traguardo” realizzeranno il sogno di Tommaso e Spiry di vivere una giornata all’insegna dello sport e della solidarietà. Coordinatori Emma Caputo Fortunato e Nicola Tanzi.
GRUPPO PACER DONNE: per la prima volta sarà presente una squadra PACER completamente femminile che avrà il compito di portare al traguardo il maggior numero di atleti con diverse andature ma con lo stesso obiettivo, arrivare con il sorriso.
Durante tutto l’evento la P.M.H.M. sarà supportata dal valido aiuto degli alunni della scuola N. Garrone con Hostess Steward Yang Team e alunni del Liceo Sportivo “C. Cafiero”.
ONLUS SPORT SENZA FRONTIERE.
La Onlus correrà con una squadra di Runners speciali: i ragazzi rifugiati del progetto FIRST AID SPORT per lanciare un messaggio di integrazione e fratellanza e soprattutto per ricordare che la prima donazione è stata effettuata da Pietro Mennea per sostenere il loro progetto.
Lunedì 19 febbraio 2018 ore 11,00 conferenza stampa presso il Liceo Sportivo “C. Cafiero” con la presenza dell’assessore allo sport del Comune di Barletta Patrizia Mele, il prof. Mascolo allenatore di Mennea, Fondazione Onlus Pietro Mennea, il calciatore Gennaro Delvecchio, l’arbitro di serie A calcio Antonio Damato e del presidente della Barletta Sportiva Enzo Cascella.”
http://calendario.fidal.it/files/Reg_PietroMenneaHM_2018.pdf

La canotta solo ai primi 1972 iscritti alla gara; iscrizioni attraverso la PROCEDURA ON LINE DELLA FIDAL info: 3334714852 enzocascella@gmail.com
Che dire! Questo è lo sport che vogliamo, uno sport di tutti e per tutti, che avvicina persone, culture e mondi e sposta treni e montagne dal Nord al Sud passando per il centro e anche dal Sud al Nord sempre passando per il centro reclutando persone di ogni età e cultura per condividere allenamenti e gare, fatiche e gioie portando sempre a casa qualcosa come un pacco gara, una bella canotta, una meritata medaglia e tanti incontri, abbracci, sorrisi e selfie a volontà.

Siete pronti a partire con noi a Marzo…?
Iten e The Heart of Kenyan Running vi aspettano….!!
Possibilità di partecipare al Running Camp da 8 oppure 13 notti, per un’esperienza all’insegna della corsa, del benessere, dell’affascinante scoperta di nuovi paesaggi e nuove culture, per un insieme di incredibili emozioni che non dimenticherete mai….!
Per tutte le informazioni sui dettagli del programma del Running Camp e sui costi scrivere a:
Chiara Raso – chiara.tts@gmail.com presso T.T.S.srl
Per tutte le informazioni sulle attività specifiche del Running Camp scrivere a:
Dott. Matteo Simone, Psicologo dello sport – 2u1163@tiscali.it
Per tutte le informazioni sull’operativo voli scrivere a:
Michela Pistilli – michela.pistlli@gattinoni.it presso l’agenzia viaggi Valair – Gattinoni Travel Store Aosta

The Heart of Kenyan Running – Home | Facebook
https://www.facebook.com/theheartofkenyanrunning/
https://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_simone+matteg-matteo_simone.htm

Commenti? | Feb 20, 2018

MICHAEL JOHNSON O WAYDE VAN NIEKERK?

Posted by linfordbif in International
Chi e´il piu´ grande 400a di sempre: MIchael Johnson o Wayde Van Niekerk?
 
Difficile rispondere, entrambi sono e sono stati immensi campioni. Ognuno ha il suo tempo, entrambi hanno vissuto 2 epoche atletiche differenti entrambi sono atleti praticamente imbattibili nel giro della morte.
 
Una cosa che li differenzia e´ l´approccio alla gara e la distribuzione delle energie. Se analizziamo gli split, i passaggi ogni 100 metri. possiamo notare che corrono e distribuiscono in maniera diversa. 
 
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Cominciamo con l´analizzare Michael. Quando Michael corse il Rekord del Mondo nel 1999 a Siviglia, Rekord che ha poi detenuto per ben 17 anni ( battuto poi nel 2016 da Wayde), passo ai 100 metri in 11"10 che e´ direi un passoggio "comodo". Ai 200 metri passa in 21"22 correndo quindi i secondi 100 metri in 10"12, ai 300 passa poi in uno strepitoso 31"66 correndo i terzi 100 metri in 10"44. Chiude la gara in 43"18 correndo gli ultimi 100 metri in 11"52 che e´sicuramente un finale strepitoso. 
 
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Passiamo a Wayde che passa ai 100 in 10"76, 34 centesimi quindi piu´ veloce di Michael. I secondi 100 metri li corre in uno strepitoso 9"78 passando ai 200 metri in 20"54. Il passaggio piu´ impressionante e´ quello ai 300 metri dove passa in 31"04 correndo quindi i terzi 100 metri in 10"50. Se teniamo conto che il Rekord del Mondo sui 300 metri, sempre suo, e´  di 30"85( migliorato il Rekord di Michael Johnson di 30"89) possiamo dire che sia un passaggio "Kamikaze", al limite delle sue possibilita´, delle possibilita´umane  e oserei anche dire della follia..
 
Wayde chiude gli ultimi 100 metri in 11"99, pagando un po´ i passaggi precedenti e correndo meno veloce di Michael Johnson. La somma dei passaggi gli da´ ragione diventando cosi´ campione olimpico ai giochi di Rio e piazzando il nuovo Rekord Mondiale, ad un soffio da quello che sarebbe stato ancor piu´sensazionale come essere il primo uomo della storia a correre sotto i 43". Teniamo anche conto che Wayde ha corso in 8a corsia, ha corso da solo e non ha visto nessuno. Questo denota una grande forza mentale ed un grande focus.
 
Se teniamo conto che Michael era ben piu´ veloce di Wayde sui 200 metri, 19"32 di MJ contro i 19"84 di Wayde, capiamo che Wayde approccia i 400 metri diversamente da Michael. Come corre i 400 metri Wayde e´assolutamente spettacolare. Teniamo anche conto che Wayde ha corso da solo in 8a corsia, questo denota una grandissima forza mentale e prova che se uno e´ forte puo´ correre personali anche da solo senza dover avere qualcuno davanti. Chi ha bisogno di altri per correre veloce e´mentalmente debole. Lui attacca i 400 metri come nessun altro nella storia facendo dei passaggi al limite delle sue possibilita´ e delle possibilita´ umane. Wayde e´molto aggressivo, molto determinato e molto forte di testa, come lo era sicuramente anche Michael Johnson.
 
Fermorestando che entrambi venivano da batterie e semifinali e che forse in gara secca avrebbero potuto avere piu´ energie, penso che Michael, viste anche le sue immense basi di velocita´, avrebbe potuto essere piu´ veloce all´inizio della gara e probabilmente avrebbe potuto correre in 42"80 forse anche piu´velocemente.
 
 
 
Daniele Biffi
Personal Trainer & Mental Coach
http://www.fastandfit.info/

runfast@fastandfit.info  

Commenti? | Feb 12, 2018

Matteo Simone, psicologo e ultramaratoneta, racconta il suo stage in Kenya

Posted by linfordbif in Manifestazioni
Sulle pagine di facebook immagini e brevi commenti sull’esperienza di Matteo Simone in Kenia nel mese di gennaio 2018. Com’è stata articolata la tua giornata in terra keniana? Raccontaci nel dettaglio.

La sera prima ci si organizzava per il giorno successivo, in genere appuntamento alle 6.30 con i pacer keniani per un allenamento a piccoli gruppi in base alla distanza e velocità, si correva in genere dai 12 ai 20 km, con ritmi dai più veloci e in progressioni per gli atleti più forti, mentre più lenti per me e altri e anche alcune donne che andavamo più piano. Si tornava, stretching, colazione e poi liberi a bordo piscina oppure passeggiate varie. Era prevista merenda sia nella mattinata che nel pomeriggio. Nel pomeriggio inoltre erano previste a volte sessioni di addominali a cura di Timo Limo o Richard, molto dure e faticose, soprattutto il motto di Richard era: «No pain no gain». Comunque insieme ci divertivamo anche ed erano presenti tanti campioni lì con noi. Altri pomeriggi facevamo tecnica di corsa e andature a cura di Timo Limo sulla pista in tartan di Lorna Kiplagat, oppure visite a scuole, incontri con allenatori di pomeriggio o sera, incontri e allenamenti con atleti di livello mondiali come Wilson Kipsang, che abbiamo incontrato nella palestra e ci ha chiesto se l’indomani mattina ci allenavamo insieme, e così è stato ha fatto: 5 minuti di ritardo, ma alle 6.35 si è presentato lui che ha 2h03’13” in maratona, con un altro atleta che ha di personale in maratona 2h07’. Inoltre erano previsti allenamenti nella pista di Tambach a 12 km di distanza dal nostro centro, una pista in terra battuta “calpestata” da tanti fenomeni keniani, e noi insieme a loro. Inoltre il fartlek del giovedì mattina alle 9.00 si partiva tutti insieme, eravamo centinaia, ma loro erano fortissimi, variazioni di ritmo sotto i 3’ al km. Inoltre erano previste visite a ospedali, artigianato locale, altri camp di atletica poveri e meno poveri.

Cosa ti ha più interessato del popolo keniano?

Quello che più mi ha interessato e che mi è rimasto nel cuore è stato la loro semplicità e solarità, i loro sguardi, il loro contatto, i loro saluti: loro, quando t’incontrano, ti guardano, ti salutano, ti danno la mano, è diverso da qui da noi dove tutti sono intenti, me compreso, a guardare il cellulare, si cammina senza guardare chi incrociamo, siamo soli con noi stessi. Inoltre mi ha interessato la povertà, ma una povertà umile e gentile, una non ricchezza che non guasta, una povertà fiera. Mi hanno interessato i tanti bambini e ragazzi che incontravano, che andavano a scuola per tanta strada e quando ti vedevano correre si univano a me, oppure quando passavo mi chiedevano: «Come stai? How are you? Habari, Jambo». 

Secondo il dott. Enrico Arcelli esistono più fattori che determinano il successo keniano in atletica leggera: 1) motivazioni; 2) altura in cui vivono; 3) favorevole rapporto peso-altezza; 4) scarsa tendenza a infortunarsi; 5) elasticità muscolare; 6) stile di vita, ecc. Confermi? Cosa ne pensi?

Credo che sono tutti fattori che contribuiscono alla loro performance, ma non i soli; fondamentale è il loro modo di allenarsi insieme, formano treni di allenamento, li vedi passare come mandrie, tra i tanti poi emerge il più forte, viene visto, osservato, corteggiato e portato a gareggiare nel mondo. Inoltre loro curano tanti aspetti, non solo la corsa, ma anche gli addominali, la palestra, la sauna, la fisioterapia, almeno quelli che se lo possono permettere. Inoltre le loro 4 regole sono: allenarsi, mangiare, dormire e poi socializzare. L’allenamento, oltre i lavori in pista, è fondamentalmente il fartlek che gli dà il ritmo di corsa, l’entusiasmo, la voglia di competere con tutto il mondo. Inoltre, oltre l’altezza di 2˙400 s.l.m., i percorsi sono molto impegnativi, sterrato su percorsi collinari, loro cercano tanti stimoli. Altro aspetto è il confrontarsi con i più forti, è lì che vanno i più forti atleti ad allenarsi e i più competenti allenatori ad allenare, più ti confronti con gli atleti del mondo e più apprendi. Inoltre il mangiare è fondamentale, i prodotti della terra sono genuini e nutrienti, la frutta ricchissima di vit. C e minerali, tanta papaya, mango, ananas, banane.

Campioni si nasce o si diventa?

Bisogna prima nascere campione e poi diventarlo, ci vogliono i geni giusti, ma non basta, non tutti coloro che hanno il corredo per diventare campioni poi riescono, c’è bisogno del contesto che ti coinvolge, che crede in te, e poi te stesso devi essere motivato, ci devi credere, devi trovare stimoli giusti, devi essere resiliente, devi sapere aspettare il momento giusto, devi essere persistente, devi essere amichevole, saperti allenare da solo e anche con gli altri, devi saper ascoltare, e saper chiedere anche.

Resilienti si nasce o si diventa?

Resilienti basta respirare all’inizio, non ci vogliono tante doti, e poi devi saper seguire treni giusti, devi capire cosa apprendere dagli educatori, devi prendere e dare, devi soffrire un po’ ma non troppo, devi saper costruire la tua personalità, le tue mete e i tuoi obiettivi, avere piano B e piano C, essere amichevole, aiutare e farsi aiutare, fidarsi e affidarsi.

Ritornando a Roma ora dovrai nuovamente fare i conti con una città sporca, pavimentazione dissestata, mezzi pubblici poco efficienti, malumore generale, ecc. In Kenya era la stessa cosa?
Purtroppo anche in Kenya stanno arrivando dal resto del mondo ad asfaltare e così da una parte aumenta il progresso e la velocità dei mezzi di trasporto e dall’altra parte si perde la naturalezza e la lentezza della quotidianità. Bisogna focalizzarsi sul momento presente e nel contesto dove siamo, lì è diverso quando sei lì, qui è diverso, devi coltivare il tuo orto capire quello che puoi fare e come lo puoi fare con quello che hai a disposizione cercando di apportare migliorie nella tua vita, nelle tu amicizia senza stravolgere la tua vita, con il cuore rivolto in Kenya ma il fisico a Roma riprendendo la bicicletta con nuove consapevolezze, incontrando gente guardandole negli occhi, con forze nuove che vengono dal cuore e dalla mente.

Melanie Joy nel suo libro Perché amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche, ha stigmatizzato l’ambiguo rapporto uomo-animali in Occidente. Lì in Africa è la stessa cosa? La gente ha il tempo di andare al circo, allo zoo, all’acquario, ove certo gli animali non vivono in condizioni naturali? Indossano piumini e pellicce, pur sempre frutto di violenza a danno di esseri senzienti?

Lì tutto ciò non esiste, non esistono circo, zoo, acquario, è bello vedere gli animali per strada, vedere gli artigiani che lavorano per strada il legname, che aggiustano attrezzi, che vendono frutta colorata e profumata, sono coperti ma di vestiti semplici e colorati.

Che tipo di alimentazione segue il keniano medio?

 Più che altro cereali, verdure e frutta, poca carne, l’ugali è sempre presente, una sorta di polenta, inoltre buonissimi i centrifugati di verdura allo zenzero, buonissime le diverse patate e tanta frutta a volontà.

Tuoi prossimi impegni sportivi ed esistenziali?

Ho già fatto la Corsa di Miguel, di ritorno da Iten e ho fatto una prestazione migliore di circa 2’ rispetto a prima di partire: andavo leggero, agile e in progressione con tanto entusiasmo. Prossimi impegni le gare con la società La Sbarra e I Grilli Runners e poi sto aspettando la mia 50^ maratona/ultra, mi piacerebbe fare la 6 ore della Reggia, e anche 12 e 24 ore, mi piacerebbe fare quella di Torino, e poi non escluderei la Nove Colli Running 202,4 km, anche qualche gara in bicicletta con il Gruppo di ciclismo di Podistica Solidarietà e non si sa mai riprovare un Ironman se riprendo a nuotare, attualmente faccio anche Tai chi e yoga. E la cosa importante è che adesso faccio parte del team Kenya Italia e volerò spesso in Kenya come accompagnatore e mental coach di gruppi italiani. La prossima partenza il 15 marzo sempre per 13 notti, unitevi a noi! Inoltre continuo a scrivere articoli e libri sulla psicologia dello sport. L’ultimo uscito è Sport, benessere e performance.

Stefano Severoni
http://www.dimensioneatletica.it/wp-content/uploads/2018/02/Matteo-Simone-racconta-il-suo-stage-in-Kenia-gennaio-2018.docx

Vi aspettiamo per il prossimo Running Camp in calendario:

13 notti ad Iten (Kenya) dal 16 al 29 Marzo 2018 - partenza dall'Italia il 15/03

Per informazioni dettagliate sulle attività, sullo staff e sull'organizzazione scrivere a

Chiara Raso - chiara.tts@gmail.com presso T.T.S.srl

Per informazioni dettagliate sul programma del Running Camp di marzo, che prevede, oltre agli allenamenti, approfondimenti di psicologia dello sport, scrivere a: Matteo Simone 21163@tiscali.it

Per prenotazione operativo voli scrivere a: Michela Pistilli - michela.pistilli@valair.it

Vi aspettiamo.... in Kenya !!
 
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Commenti? | Feb 12, 2018

Elisa Tempestini: Non ho mai mollato sono 25 anni che faccio sport

Posted by linfordbif in Training

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

 

Lo sport di resistenza come metodo per affrontare le fatiche di tutti i giorni. Ultramaratone ed ultratrail, esperienze ed emozioni raccontate da Sonia Lutterotti e Roldano Marzorati, Ospite della serata Matteo Simone, psicoterapetuta e psicologo dello sport.

Venerdì 12 febbraio alle 20.30 ad Arco (TN), Palazzo Panni, con il patrocinio del Comune di Arco, Assessorato allo Sport. In questo sport di lunga durata, lunghe distanze, bisogna essere pazienti, avere un approccio meditativo e considerare che le crisi, come gli infortuni, come arrivano così se ne vanno, quindi bisogna essere cauti e sereni.

Lo sport prolungato prevede delle strategie mentali che ti permettano di non abbandonare la gara anzitempo, riesci a mettere in atto dei meccanismi mentali che ti riportano al qui e ora e al momento presente a correre, a stare sveglio o a distrarti per avanzare con i metri e i chilometri e a trascorrere tanto tempo in piedi facendo sport osservando, facendo attenzione, alimentandoti ed avendo comunque un approccio medidativo.

Con la pratica delle Ultramaratone e dell’Ultratrail si sviluppa Resilienza ed autoefficacia,  concetti importanti nella psicologia dello sport, ma anche nella vita in generale, per non arrendersi mai e per raggiungere i propri obiettivi in qualsiasi campo.

Gli atleti vanno alla ricerca di sensazioni positive e di benessere ed alla ricerca della sfida, per verificare quanto si è capaci a perpetrare uno sforzo nel tempo.

Gli atleti considerano l’importanza del fattore mentale, affermando che non basta solamente l’allenamento fisico ma è opportuno sviluppare anche aspetti mentali quali la caparbietà, la tenacia, la determinazione e questi aspetti poi saranno utile anche per la vita quotidiana, infatti permetteranno di saper gestire ed affrontare determinate situazioni considerate difficili.

Per quanto riguarda le ultramaratone gli atleti sperimentano sicurezza nel riuscire a portare a termine tali competizioni estenuanti, inoltre sentono di valere, di avere forza mentale, di saper prendere decisione, di sentirsi leader, in sostanza aumenta l’autoefficacia personale nell’ambito sportivo, si sentono riconosciuti dagli altri ma prima di tutto da se stessi, si scopre di possedere capacità insospettate, e questo serve da insegnamento anche nella vita oltre che dallo sport, si impara a superare qualsiasi ostacolo, a comprendere che per ogni problema c’è almeno una soluzione e che è possibile trovare tale soluzione che ti porterà al traguardo finale a superare gli imprevisti le sofferenze che comunque diventano passeggere. Ecco perché queste persone non si fermano mai, più corrono e più sperimentano, più sperimentano più si emozionano, più si emozionano e più si sentono vivi, sentono che la loro vita ha un senso per loro anche se gli altri li giudicano matti da legare, o suicidi o masochisti, ma per loro l’essenza della vita è sperimentare le proprie capacità personali, misurarsi con l’impossibile, l’incerto, sfide continue per conoscere se stessi, per entrare dentro se stessi e fare un viaggio interiore alla ricerca di se stessi e delle proprie possibilità, capacità di affrontare e ritornare sempre a rialzarsi quando si casca, ci si infortuna.

L’ultramaratoneta ha scoperto che volendo, si può far tutto, che la passione è un motore potente che riesce a mobilitare le energie occorrenti per portare a termine qualsiasi impresa con qualsiasi condizione, è una sorta di adattamento graduale che ti permette gradualmente di incrementare l’autoefficacia personale e sviluppare la resilienza che ti permette di andare avanti e non fermati per imprevisti o crisi ma avere la capacità di gestire momento per momento con tutte le proprie risorse, capacità personali scoperte nel corso di precedenti competizioni e situazioni.

La passione e la pratica dell’ultramaratona permette di conoscere e scoprire delle risorse interne che in situazioni ordinarie sono insospettabili. L’adattamento graduale a situazioni di estremo stress psicofisico permettono di esprimere delle caratteristiche che hanno a che fare con la tenacia, la determinazione, la resilienza, che accrescono la forza mentale per andare avanti, per raggiungere un obiettivo prefissato, per superare eventuali crisi lungo il duro percorso.

Ecco perché queste persone non si fermano mai, più corrono e più sperimentano, più sperimentano più si emozionano, più si emozionano e più si sentono vivi, sentono che la loro vita ha un senso per loro anche se gli altri li giudicano matti da legare, o suicidi o masochisti, ma per loro l’essenza della vita è sperimentare le proprie capacità personali, misurarsi con l’impossibile, l’incerto, sfide continue per conoscere se stessi, per entrare dentro se stessi e fare un viaggio interiore alla ricerca di se stessi e delle proprie possibilità, capacità di affrontare e ritornare sempre a rialzarsi quando si casca, ci si infortuna.

L’ultramaratona ti permette di allontanarti fisicamente e mentalmente dall’ordinario, dal routinario, dal normale, ti permette di stare tanto tempo con te stesso pemettendoti di conoscerti a fondo, è una sorta di rifugio interiore ed allo stesso tempo una sorta di autoterapia. Scendi all’interno di te stesso, fai un viaggio interno che ti permette poi quando rimetti i piedi sulla terra e ti confronti con gli altri di sperimentare una sicurezza personale ed una sicurezza in te stesso rispetto a quello che sei e quello che fai senza badare ad eventuali giudizi altrui.

Commenti? | Feb 07, 2018

13 CONSIGLI PER DIMAGRIRE

Posted by linfordbif in Training
 
13 CONSIGLI PER DIMAGRIRE
 
Vediamo 13 consigli efficaci per dimagrire, ideali per chi vuole perdere peso come anche per gli Atleti che voglion mantenere il Peso forma o raggiungerlo.

  1. Smettere di mangiare prima di essere sazi, il segnale di sazieta´ arriva un 5´-10´ minuti dopo, quindi quando ci sentiamo sazi in realta´ siamo gia´ sazi da tempo.
  2. Correre e fare Sport per bruciare calorie prediligendo lavori aerobici, quindi lavori costanti e protratti nel tempo (Jogging, Bicicletta, Nuoto)
  3. Prima del tuo pasto, mangiare buccie di arance. Nelle bucce di arancia sono presenti le "pectine", molecole che hann la particolarita´ di assorbire l´acqua. Molecole che poi vengono liofilizzate ed usate dall´industria farmaceutica per fare pillole dimagranti. Se mangi le bucce d´arancia hai lo stesso effetto e risparmi.
  4. Fare digiuno intermittente, quindi quotidianamente avere almeno 14 ore in cui digiuniamo. Ad esempio fare l´ultimo pasto alle 18 e colazione alle 8.
  5. Prima del pasto sgranocchiare frutta o verdura che necessiti una masticazione protratta come carote, sedano, mele.
  6. Prediligere farine integrali.
  7. Evitare l´alcol, che fornisce solo e tante calorie vuote.
  8. Evita, per lo meno cerca di ridurre il piu´ possibile, lo zucchero.
  9. Evita, per lo meno cerca di ridurre il piu´ possibile, il sale.
  10. Evita il fast Food come Mc Donald, Burger King e Simili. Quello non e´ cibo, e´ spazzatura.
  11. Evita le patatine, che e´ l´alimento che piu´ di tutti fa´ ingrassare.
  12. Mangiare tanta frutta e verdura, che oltre a farci bene hanno anche poche calorie
  13. Evitare tutto cio´che sia inscatolato che solitamente contiene zucchero, sale, gluitamato. Oltre a farci male sono sempre alimenti ipercalorici.
Daniele Biffi
Personal Trainer & Mental Coach
http://www.fastandfit.info/
runfast@fastandfit.info
Commenti? | Feb 06, 2018

Padova: Lukudo al personale nei 400

Posted by linfordbif in Italia
La velocista dell'Esercito corre in 53.77. PB anche per la Herrera nei 60 metri (7.50). Rosa lancia il peso a 17,30, il triplista Schembri esordisce con 16,37.

Il sabato di gare al Palaindoor di Padova inizia nel segno dello sprint. Donne veloci nei 400, il palcoscenico è tutto per le atlete dell'Esercito: vince Raphaela Lukudo in 53.77, togliendo così altri 7 centesimi la sua recente miglior prestazione in sala (53.84 il 21 gennaio ad Ancona).

Alle sue spalle, le compagne di squadra Chiara Bazzoni (54.47), Marta Milani (54.62) e Irene Baldessari(56.38). Primato stagionale anche per Chiara Rosa (Fiamme Azzurre) che, alla terza uscita del 2018, lancia il peso a 17,30, aggiungendo 14 centimetri alla sua miglior misura dell’anno. Il pomeriggio regala i nuovi record personali nei 60 metri a Johanelis Herrera (Atl. Brescia 1950 Ispa Group) e all’allievo Abdou Mourou Guene (Atl. Vicentina). La veronese d’origine dominicana corre in 7.50, limando un centesimo al fresco primato personale (7.51, per due volte, il 20 gennaio a Modena). Il diciassettenne del Burkina Faso, al terzo 60 metri della carriera, si lascia tutti alle spalle, fermando il cronometro a 6.96: il progresso sul personale è di ben 11 centesimi. L'azzurro Fabrizio Schembri (Carabinieri) fa l’esordio stagionale nel triplo, saltando 16,37 al culmine di una serie in sostanziale crescendo (16,16 al secondo salto, 16,29 al quarto, 16,37 al quinto). L’allieva Veronica Zanon (Vis Abano), reduce dal secondo posto tricolore nel pentathlon, s’impone nella gara femminile con 12,28. Nei 60 ostacoli, 8.61 in batteria di Giada Carmassi (Esercito) che poi in finale chiude in 8.64.

Mauro Ferraro (FIDAL Veneto)

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Commenti? | Feb 04, 2018

E’ sempre il momento per iniziare, non aspettare il momento migliore- Matteo Simone

Posted by linfordbif in Training

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ORA è il momento per salire sul treno dell’attività fisica, è sempre il momento per iniziare, non aspettare il momento migliore. Sport è anche solidarietà, inclusione, integrazione, consapevolezza corporea dei propri limiti, osare senza esagerare, lo sport che dà ma a volte toglie, lo sport come rete sociale, fidarsi è affidarsi.

Costruisci una meta, obiettivo, risultato iniziando a piccoli passi, con piccoli movimenti, sperimentando e iniziando a utilizzare risorse personali, man mano sentirai crescere la passione, l’entusiasmo e svilupperai più consapevolezza corporea e dei propri mezzi, avrai più fiducia di te e delle tue possibilità e potenzialità, lo sport incrementa autoefficacia, supererai momenti difficili fatti di demotivazione, infortuni, sconfitte ma riuscirai a essere più resiliente nello sport e nella vita, incontrerai persone, culture, mondi e condividerai gioie e fatiche.

Per approfondimenti è possibile consultare il libro O.R.A. Obiettivi, risorse, autoefficacia. Modello di intervento per raggiungere obiettivi nella vita e nello sport, Aras Edizioni, 2013.

https://www.ibs.it/obiettivi-risorse-autoefficacia-modello-di-libro-matteo-simone/e/9788896378991

La “Carta di Toronto” del 2010 sottolinea l’importanza dell’attività fisica specificando che: “promuove il benessere, la salute fisica e mentale, previene le malattie, migliora le relazioni sociali e la qualità della vita, produce benefici economici e contribuisce alla sostenibilità ambientale”.

La Carta “invita tutti i paesi, le regioni e le comunità a sollecitare un maggiore impegno politico e sociale per valorizzare l’importanza dell’attività fisica e migliorare la salute di tutti”.

Now We Move è una campagna europea, organizzata da ISCA (International Sport and Culture Association) in collaborazione con ECF (European Cyclists’ Federation) che punta a combattere la sedentarietà che affligge il nostro continente.

La visione generale della campagna NowWeMove è quella di raggiungere 100.000 cittadini europei in più attivi entro il 2020.

La campagna è costruita su tre pilastri: 1. AUMENTARE LA CONSAPEVOLEZZA sui benefici dello sport e dell’attività fisica tra gli Europei. 2. FAVORIRE una più ampia partecipazione alla pratica sportiva. 3. AUMENTARE le opportunità di accesso all’attività sportiva sviluppando nuove iniziative.

Importante è anche motivare le persone a prendere in considerazione un minimo cambiamento nel proprio stile di vita, nelle proprie abitudini ad iniziare nel porre l’attenzione in quello che si fa, a come lo si fa, con quale modalità, con quale frequenza, con quale intensità in modo da rendersene pienamente consapevoli e decidere se è veramente quello che si vuole o è qualcosa che si fa per mera abitudine, quasi per pigrizia.

Nella vita si fanno delle scelte, molti preferiscono poltrire o restare in una zona di estremo confort per non rischiare un giudizio, una brutta figura, altri per sentirsi vivi devono sentire il proprio corpo, le proprie sensazioni corporee, il cuore che palpita, il respiro affannoso, il sudore colare da proprio corpo, il senso di fame, sete, freddo, caldo, c’è tanto bisogno di sentire.

Molti atleti sperimentano amore e felicità nella corsa e quindi più corrono e più sono felici per esempio Valentina Spano: “Sono una persona che ama correre alla follia, l’ultramaratona è solo il mezzo per raggiungere la felicità. L’ultramaratoneta secondo me dimentica l’orologio, non pensa più i km uno ad uno. L’ultramaratona È un modo per prolungare la gioia della corsa.”

Per approfondimenti è possibile consultare il libro “Ultramaratoneti e gare estreme“, Prospettiva Editrice. Collana: Sport & Benessere, 2016. EAN: 9788874189441.

http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product

Correte con noi in Kenya a ITEN

Un viaggio unico di corsa, benessere, cultura e tradizioni nel cuore degli altipiani del Kenya

I running camp in Kenya con partenza esclusiva dall’Italia organizzati dall’azienda di Aosta T.T.S.srl (Territorio Turismo Sport), in collaborazione con l’associazione sportiva Runningzen di Ignazio Antonacci e con Matteo Simone, psicologo dello Sport, vi offrono due settimane di sport, benessere, avventura, cultura e tradizione nel cuore del Kenya.

L’iniziativa è rivolta a runners di tutti i livelli, principianti, amatori e professionisti. Ognuno avrà la possibilità di allenarsi rispettando i propri ritmi e i propri eventuali programmi di allenamento. Sarete sempre guidati e accompagnati nel corso delle vostre uscite da pacers kenyani che vi guideranno ogni giorno sui infiniti percorsi di terra battuta nei dintorni della località di Iten, la leggendaria Home of Champions che da anni ormai accoglie atleti professionisti e runners da tutto il mondo.

La location che è stata attentamente selezionata per accogliere i partecipanti è la bella e ben attrezzata struttura dell’High Altitude Training Centre di Iten, fondata da Lornah Kiplagat.

Oltre al soggiorno in pensione completa, l’HATC mette a disposizione dei proprio ospiti l’uso gratuito della piscina, della palestra, della sauna e della pista privata in tartan a 2,5km dal centro.

Presso l’HATC si terranno anche tutte le attività complementari alle sessioni di allenamento di corsa, ossia sessioni di potenziamento, mobilità articolare, addominali, ecc condotte da allenatori professionisti locali.

Nel corso del running camp importanti appuntamenti saranno anche i seminari teorici, durante i quali si affronteranno non solo temi legati alle metodologie di allenamento e al confronto tra i metodi adottati in Kenya piuttosto che nei paesi occidentali, ma anche argomenti che riguardano maggiormente gli aspetti culturali del popolo dei corridori kenyani, le loro origini, tradizioni, abitudini, aspirazioni per un futuro che consenta loro di emergere e riscattarsi dal contesto di povertà in cui sono nati.

VI ASPETTIAMO…. PARTITE CON NOI !!!

MARZO 2018: 13 notti dal 16/03 al 29/03

The Heart of Kenyan Running con lo Psicologo dello Sport Matteo Simone!

Soggiorno in pensione completa presso l’HATC (High Altitude Training Centre) di ITEN (Kenya)

Partenza dall’Italia giovedì 15/03, arrivo ad Iten venerdì 16/03, soggiorno da 13 notti fino al 29/03, partenza da Iten il 29/03 e rientro in Italia il 30/03

GIUGNO 2018: 13 notti dal 23/06 al 06/07

The Heart of Kenyan Running con il gruppo Runningzen di Ignazio Antonacci!

Matteo SIMONE

http://www.mjmeditore.it/autori/matteo-simone

http://www.unilibro.it/libri/f/autore/simone_matteo

https://www.ibs.it/ultramaratoneta-analisi-interminabile-libro-vari/e/9788898615872

Commenti? | Feb 03, 2018

San Geminiano, Incerti vince a Modena

Posted by linfordbif in Italia

 Vittoria italiana sulle strade di Modena, nel tradizionale appuntamento con la 44esima Corrida di San Geminiano. Davanti a tutte Anna Incerti che in 45:27 conquista il successo nella prova internazionale femminile di 13,350 chilometri. La siciliana delle Fiamme Azzurre, campionessa europea di maratona nel 2010, si è ripresentata nella città emiliana per lasciare di nuovo

L’etiope Bekele e la siciliana delle Fiamme Azzurre, campionessa europea di maratona nel 2010, conquistano la Corrida modenese. Terza la rientrante Bertoni, al maschile Colombini quinto e migliore italiano.

Vittoria italiana sulle strade di Modena, nel tradizionale appuntamento con la 44esima Corrida di San Geminiano. Davanti a tutte Anna Incerti che in 45:27 conquista il successo nella prova internazionale femminile di 13,350 chilometri. La siciliana delle Fiamme Azzurre, campionessa europea di maratona nel 2010, si è ripresentata nella città emiliana per lasciare di nuovo il segno, dieci anni dopo aver stabilito il record del percorso con 42:28. Una gara in rimonta sulla keniana Ivyne Jeruto Lagat (#iloverun Athletic Terni), alle sue spalle in 45:54. “Tornare a Modena è stata la scelta giusta - ha detto la Incerti - perché di questa corsa avevo un grande ricordo e sapevo che le emozioni vissute qua erano diverse da tante altre corse. Tornare a vincere è poi stato ancora più bello”. Il suo prossimo impegno potrebbe essere il 18 febbraio nella mezza maratona di Verona. 

Terzo posto nel giorno della ripresa agonistica per Francesca Bertoni, portacolori de La Fratellanza 1874 Modena che organizza la manifestazione. La 24enne tricolore assoluta dei 3000 siepi, azzurra ai Mondiali di Londra, aveva deciso di impostare come un allenamento il suo simbolico rientro dopo uno stop per infortunio. Ma ha visto che le sensazioni erano buone a metà gara, per iniziare una progressione che l’ha portata sul podio di giornata. “Un ottimo test oggi - le parole della Bertoni - e dopo quattro mesi è davvero bello essere di nuovo a gareggiare. Spero che la Corrida sia di buon auspicio per la stagione, perché voglio mettere alle spalle l’infortunio e pensare al futuro di questo 2018”.

Al maschile, assolo dell’etiope Tilahun Haile Bekele. Era il favorito sin dalla vigilia, con la sua corsa elegante e la sua vivacità che da inizio anno lo ha contraddistinto tra cross (vincitore al Vallagarina), indoor (record personale di 7:45.34 nei 3000 a Ostrava) e la strada con il successo alla Corrida di San Geminiano. Ha fatto subito sul serio, correndo in testa nella seconda parte di gara per chiudere in 38:17, un minuto e mezzo prima di tutti gli avversari. A seguirlo altri tre africani: i ruandesi Pontien Ntawuyirushintege (#iloverun Athletic Terni) e Primien Manirafasha (Atl. Dolomiti Belluno) arrivati in volata rispettivamente secondo (39:44) e terzo (39:49), quindi il marocchino Youness Zitouni (Pod. Il Laghetto), 40:04. Il migliore degli italiani è il 21enne Simone Colombini (La Fratellanza 1874 Modena), quinto in 40:37, che insieme al compagno di club e di allenamenti Alessandro Giacobazzi - poi ottavo in 41:57 - ha tirato il gruppo degli inseguitori, prima di prendere il largo per inseguire e superare il keniano Samson Mungai Kagia (Atl. Sandro Calvesi), alle sue spalle in 40:52. Una festa di sport con 700 in gara (di cui 665 classificati), numero considerevole per un’edizione feriale, e 5000 persone nella non competitiva.

(da comunicato stampa Organizzatori)

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Commenti? | Feb 01, 2018

Juan Pablo: Correrò la Panamerican highway dall’ Alaska a Ushuaia

Posted by linfordbif in Training


Juan è un amante del quasi impossibile, dove c’è da sfidare se stesso c’è lui stesso integro per affrontare al meglio le circostanze e tutto ciò che comporta lo sport prolungato. Tra i suoi obiettivi mi aveva già accennato del suo progetto benefico di raccolta fondi correndo la Panamerican highway dall’ Alaska (USA) a Ushuaia (Argentina) a partire dal 1 gennaio 2019. https://gogetfunding.com/panamerican-route-by-running/

Quali sono i sogni da realizzare? “Dedicarmi alla mia passione al 200%, senza dover lavorare ogni giorno per poter permettermi di correre ed allenarmi. Correrò la Panamerican highway dall’ Alaska (USA) a Ushuaia (Argentina). A partire dal 1 gennaio 2019. Il percorso inizia in Prudhoe Bay, Alaska e finisce a Ushuaia, in Argentina. L’intera traccia sarà pubblicata presto ma attraverserà i seguenti paesi (USA, Canada, Messico, Guatemala, El Salvador, Honduras, Nicaragua, Costa Rica, Panama, Colombia, Ecuador, Perù, Cile e Argentina). Sto cercando uno o vari sponsor per supportarmi con la logistica e tutto il materiale necessario per questa avventura. Una volta che avrò il supporto necessario e che avrò iniziato, l’idea è quella di trovare donatori (aziende o privati) e raccogliere fondi per charity. (1 USD per ogni km corso).”
Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? “Da piccolo giocavo a pallavolo e pallacanestro per 2 club diversi. Ero in Argentina e un giorno a 16 anni ho conosciuto un allenatore d’atletica Cubano, Miguel Angel Justiz. In quel momento lasciai pallavolo e pallacanestro e mi sono dedicato soltanto all’atletica leggera 400metri. L’ho fatto per 2 anni e da quel momento ho sempre fatto qualcosa: Palestra, Alpinismo, Tennis, Body Building, Crossfit. Soltanto lo scorso giugno (2016) e senza allenamento ho corso la mia prima 100 km. Vitosha 100. In Sofia, Bulgaria. Da quel momento è diventata una droga. Ad un certo punto sono riuscito a correre un ultra di 141 km ed il weekend successivo un’altra di 86 km, per certi atleti questo sarebbe una follia.”

Juan Pablo: Correrò la Panamerican highway dall’ Alaska a Ushuaia


A volte si nasce predisposti per lo sport, lo sport diventa nutrimento, un bisogno primario.
Quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o performance? “Penso che prima di tutto il fattore mentale. La decisione di voler fare quello che mi piaceva. Correre e allo stesso tempo farlo in un ambiente montano. Due passioni che sono state il mio motore. Poi occorre aggiungere la forza di volontà. Credo d’essere molto rigido con me stesso e penso che anche questo abbia contribuito ai migliori risultati. L’allenamento e la nutrizione li metterei subito dopo in un secondo scalino. Alla fine se un giorno nevica o piove tantissimo e ti devi alzare alle 6 per andare a correre 20km lo puoi fare soltanto se veramente lo vuoi fare. Non ci sono scuse o grigi secondo me.”

Le chiavi del benessere e del successo sono mentali, fisici e nutrizionali. Importante la passione e la motivazione che ti spingono ad allenarti in qualsiasi condizioni, anche avverse.
Nello sport chi ha contribuito al tuo benessere o performance? “Direi che in un 70% io e poi il restante 30% gli allenatori che ho avuto. Loro ti possono insegnare la tecnica, mostrarti gli errori e dirti che tipo di allenamento fare ma alla fine, secondo me, siamo sempre noi che contribuiamo in maggior misura.”

Il benessere e la performance dipende in maggior misura da noi stessi ma da soli non si va da nessuna parte è importante circondarsi di persone competenti e professionali che ti aiutano.
Qual è una esperienza che ti dà la convinzione che ce la puoi fare? “Quella appena raccontata. Insisto nel credere che tutto dipende da noi stessi. Se nella vita c’è qualcosa che non riesci ad avere, secondo me, e perchè non l’hai voluta abbastanza. Altrimenti saresti riuscito ad averla.”

Se vuoi puoi, più riesci ad alzare l’asticella e più acquisti autoefficacia e sicurezza.
Cosa pensano i famigliari ed amici della tua attività sportiva? “Un po’ si sono abituati diciamo, ma all’inizio quando leggevano le distanze e i dislivelli s’impaurivano un po’ e mi chiedevano: “ma cosa mangerai e dove dormirai?” “per maltempo la sospendono?”. Penso che ognuno conosce i suoi limiti e anche se devo ammettere che più di una volta mi sono iscritto a gare dove non ero al 100 per cento, se mi metto nei panni dei miei famigliari ed amici penso che sia una reazione normale.”
Ti va di descrivere un episodio divertente della tua attività sportiva? “Durante la Persenk Ultra (160km e 7500metri di dislivello), mi trovavo in un tratto della gara con un altro corridore e durante la seconda notte ho iniziato ad addormentarmi mentre camminavo. Ho perfino avuto delle allucinazioni dove vedevo le sagome degli alberi come se fossero degli animali selvaggi e a volte le immaginavo come dei palazzi in una grande città. Ero consapevole che si trattavano d’allucinazioni dovute alla stanchezza e a non aver dormito e per periodi brevi di tempo chiudevo gli occhi oppure dicevo qualche frase senza senso. Ad un certo punto dico all’altro corridore: – Martin, la banca apre alle 8 domattina! – Cosa? – Che la banca apre alle 8 domattina, non mi avevi chiesto a che ora apriva la banca? – No! ma stai bene? Mi devo preoccupare? Gli ho spiegato che era una cosa normale, che stavo bene ma solo stanco e ci siamo messi a ridere.”

Importante condividere gioie e dolori, soprattutto quando si è immersi nella natura al buio con deprivazione del sonno, l’umorismo aiuta ad andare avanti ed è una fonte di resilienza.
Cosa hai scoperto del tuo carattere nel praticare sport? “Che sono più testardo di quel che credevo. D’essere molto determinato. Se voglio una cosa non mollo mai finché la raggiungo.”
Quali capacità hai dimostrato di possedere? “La determinazione e la volontà nel voler raggiungere i miei obiettivi. In una gara sempre do il massimo provando ad anticipare eventuali contrattempi, clima, fame, voglia di andare in bagno, qualunque minimo dettaglio. Più pianificata ed organizzata è la tua gara meno problemi troverai durante. Ovviamente ci sono sempre degli imprevisti.”
Che significa per te partecipare ad una gara? “Mettermi alla prova con altri corridori. All’inizio lo facevo per acquisire esperienza, volevo solo finire la gara anche 5 minuti prima del cut off limit. Poi quando inizi ad allenarti seriamente e quello che fai non è più un hobby le tue esigenze cambiano. Vuoi abbassare i tempi delle edizioni precedenti e ti passa anche per la testa la possibilità di stare anche nel podio. La parte più dura sono gli allenamenti. La gara è il momento dove dai il massimo e provi in un certo modo a giustificare i tuoi allenamenti ed entra tanto in gioco anche la testa. E’ fondamentale essere preparato psichicamente prima e durante la gara. Questo se parliamo dal punto di vista competitivo di una gara. Poi in una gara ci sono anche tantissime altre cose, le bellissime persone che trovi durante, altri corridori, i volontari, i paesaggi, il pubblico.”

La gara non è fatta solo di competizione ma di opportunità di incontri con persone e paesaggi.
Hai sperimentato l’esperienza del limite nelle gare? “Sì. Nella gara Tryavna Ultra (dolori e ferite ai piedi) e Persenk Ultra (allucinazioni e mi addormentavo mentre camminavo). Se ci penso adesso a freddo potrei arrivare a credere che sia stata una follia ma per come sono fatto lo rifarei ancora.”
Quali sono le sensazioni che sperimenti: pregara, in gara, post gara? “Pregara: una roba proprio da maniaci. Già prima di dirigermi all’aeroporto controllo più di una volta se mi sto dimenticando qualcosa: vaselina, cerotti, bastoncini, bandane, ecc. La notte precedente normalmente preparo tutto sul letto, separo le cose e pianifico gli orari in cui dovrò mangiare i gel o le barrette. Faccio anche un pronostico anche di dove dovrei trovarmi ad una certa ora se tutto va come pianificato. Adesso non è più come all’inizio dove l’unica sensazione pregara era “ce la farò a finire?” In Gara: durante la gara provo sempre a seguire quanto pianificato. Non sempre va come pianificato ma di solito va bene. Impari qualcosa di nuovo in ogni gara. Credo che le sensazioni si facciano vedere negli ultimi 15 km della gara, dove inizi ad immaginare che ormai è quasi fatta anche se mi è successo di pensarla così dopo aver corso 120km in una gara di 160km. Gli ultimi km sono i più duri. Post Gara: subito dopo la gara ho una specie d’euforia. Ormai è fatta. A volte piango dall’emozione. Il perché non lo so. Forse mi metto a pensare al percorso trascorso durante la gara e non solo, agli allenamenti, alle cose che rinuncio scegliendo quello che faccio, ecc. Comunque è una sensazione unica e molto personale anche se potrebbe sembrare “denominatore comune” tra gli atleti.”

La gara fa sperimentare tante sensazioni ed emozioni, si passano tante fasi ed alla fine è bello uscirne integri e riflettere sull’accaduto e sull’intera preparazione per l’obiettivo portato a termine.
Quali sono le difficoltà, i rischi, a cosa devi fare attenzione nel tuo sport? “Penso che le difficoltà maggiori in una gara in montagna siano gli imprevisti. Personalmente faccio attenzione quasi ad ogni passo che faccio. E non mi riferisco soltanto nei passaggi esposti e/o tecnici. Ogni passo, basta torcersi una caviglia e sei fuori e non soltanto dalla gara. Fuori anche per qualche mese. Questo riguardo i fattori concernenti la persona. Riguardo i fattori esterni come il clima e gli animali selvaggi si possono prendere alcune precauzioni ma comunque c’è sempre un fattore di rischio.”
Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che ti hanno indotto a fare una prestazione non ottimale? “Condizioni fisiche soltanto in un periodo in cui ero in overtraining. L’alimentazione compie un ruolo importantissimo. Condizioni ambientali, direi il ghiaccio se non hai i ramponi. La neve e la sabbia sono “fattori ambientali” duri anche durante un semplice allenamento.”
Cosa ti ha fatto mollare o cosa ti fa continuare a fare sport? “Mollare al momento niente. Se mi sento troppo stanco a livello muscolare decido di riposarmi quel giorno per essere al 100% nell’allenamento del giorno successivo. Cosa mi fa continuare? la voglia di esplorare nuovi posti facendo quello che é la mia passione, la corsa in montagna.”

Importante il fattore autoprotezione e coccole che comprende il riposo, i recuperi, i massaggi.
Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Sempre “parlando” con me stesso. Le decisioni le prendo dopo che ho analizzato i pro e i contro. Posso sbagliarmi ma è la mia decisione. Mi fido pienamente di me stesso. Ho avuto dei dolori, ho perso tutte le unghie dei piedi, sono caduto tantissime volte durante alcune discese ma per fortuna non ho mai avuto degli infortuni.”
Quale può essere un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi allo sport? “Il messaggio che darei è quello di frequentare il più possibile la natura. Allontanarsi dalla città nei weekend con la famiglia e fare una escursione in montagna, lasciando orologi e telefonini in macchina, dormendo in tende durante il weekend e avvicinando i ragazzi allo sport in una maniera diciamo “motoria” correndo con il cane per prendere una palla, arrampicando un albero, ascoltando i rumori della natura.”

Meno tecnologie, meno virtual social e più esperienza diretta è la palestra della vita.
C’è stato il rischio di incorrere nel doping nella tua carriera sportiva? “No, mai. Qualcuno mi ha suggerito cosa prendere ma mi sono rifiutato. Nel breve periodo in cui ho fatto bodybuilding, prendevo la Creatina, la glutammina, aminoacidi BCAA, vitamine e proteine, ma non sono mai andato oltre. 1) Non lo vedo come una cosa corretta nei miei confronti e neanche nei confronti degli altri. 2) Non giustifico il fatto di prendere una cosa che è vietata per fare meglio di qualcun altro, con quale obiettivo? Un podio, un primo posto, qualche soldo? No! 3) Se devo ricorrere a quello per raggiungere un obiettivo non sono più io quello che lo sta raggiungendo.”

Raggiungere gli obiettivi con accurata programmazione che prevede fatica, impegno, determinazione ed integrazione alimentare corretta è sempre preferibile al doping.
Quale può essere un messaggio per sconsigliare l’uso del doping? “Prima di tutto il discorso morale. Lo sport competitivo ti spinge a certi limiti e anche a voler vincere. Ma vincere col doping non è vincere, è far finta di vincere. Dopo che fa male e anche se hai lo scienziato dietro che ti dà anche l’antidoto per non farti scoprire sono sempre robe che entrano nel tuo corpo.”

Vero, il doping è diventato il cancro dello sport, quanto meno te lo aspetti anche persone più insospettabili ne fanno uso, ho scritto un libro dal titolo Doping il cancro dello sport http://edizionifs.com/shop/doping/
Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport? “Questo penso che sia un discorso molto personale. Uno che é andato sempre dallo psicologo e che ne ha tratto giovamento può essergli d’aiuto. Nel mio caso personale non penso che possa essermi d’aiuto. So bene perché faccio questo sport e quali sono le mie motivazioni. Nei momenti di crisi ho sempre trovato delle soluzioni con me stesso ma ripeto è un discorso molto personale e lungo da descrivere in poche righe.”

Contattando diversi atleti mi è capitato di conoscere alcuni super sportivi che definisco quasi cannibali di sport, di alcuni di essi ne parlo nel mio libro “Ultramaratoneti e gare estreme”.
https://www.ibs.it/ultramaratoneti-gare-estreme-libro-matteo-simone/e/9788874189441

Commenti? | Jan 31, 2018
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