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Lo sport che unisce

Posted by linfordbif in Training


Lo sport permette di sperimentare sia benessere che performance, fa conoscere nuovi amici e ne fa rincontrare vecchi amici; fa conoscere nuovi luoghi e nuove culture; fa apprezzare persone e luoghi. Lo sport fa mettere in gioco, fa fare esperienza, fa faticare, fa prendere treni e strade per tagoiare traguardi, raggiungere mete e sogni ambiti, sfidanti anche se difficili.

Lo sport abbatte barriere mentali, culturali e generazionali; avvicina persone, paesi, popoli e rende liberi. Non c’è un età per iniziare o per smettere, si è sempre in tempo per salire su un treno dello sport, all’inizio si può restare a guardare e poi si può decidere di mettersi in moto con piccoli movimenti, si può decidere di stare dietro, nel mezzo o davanti; se si è stanchi si può rallentare; ognuno decide quanto restare sul treno dello sport e quando scendere; non bisogna dar conto a nessuno se non a se stessi, si può arrivare ultimi ma sempre acclamati e si riesce a portarte a casa sempre qualcosa di importante oltre ai tanti incontri, saluti, abbracci, scambi verbali e non verbali.

Lo sport fa perdere l’età anagrafica, si apprezza il gusto di sporcarsi, cadere, sbagliare. A volte lo sport contagia, confonde, fa perdere il senso del tempo che scorre, il tempo che passa, il traguardo che arriva; lo sport fa incontrare persone e paesaggi, fa viaggiare nei sogni e nella realtà. Questo è lo sport che vogliamo; molti treni passano, bisogna prenderli al volo senza pensarci troppo e lasciarsi trasportare per strade ville, parchi e monti.

Non c’è un’esatta modalità per partecipare al treno dello sport, si può sperimentare curiosità, benessere e a volte anche performance. Sport è anche solidarietà, inclusione, integrazione, consapevolezza corporea delle proprie capacità, possibilità, limiti; è importante alzare l’asticella graudalmente, osare senza esagerare; lo sport è anche rete sociale, è anche affidarsi e fidarsi.

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Quello che raccontano tante persone è che lo sport rende felici, libera la mente da tensioni e problemi accumulati durante la giornata o nel corso di altre attività quotidiane meno piacevoli. Si sperimenta la gioia di vivere, vivere intensamente, vivere situazioni forti, superare crisi e problemi, uscire dalle situazioni più disperate e più difficili. Lo sport diventa una palestra di vita, quello che si speriemnta attraverso lo sport si trasferisce nella quotidianità familiare e lavorativa; si affronta la vita con più sicurezza, con meno ansie e paure.

Bisogna essere resilienti e pronti al cambiamento, andare avanti con quello che c’è cavalcando l’onda del cambiamento, non abbattersi ma cambiare solamente gli obiettivi, rimodularli in base alle proprie condizioni fisiche attuali. Per ogni problema c’è almeno una soluzione, chiuso un portone se ne possono aprire tanti altri, comunque l’esperienza fatta fa parte del bagaglio culturale ed esperienziale dell’individuo e serve nel futuro a darti sempre una mano per andare avanti con pazienza, un passo alla volta, con consapevolezza e rispettando i propri limiti.

Lo sport incrementa consapevolezza, sviluppa autoefficacia consolidando la fiducia in se stessi di poter far qualcosa, di riuscire in qualcosa; inoltre lo sport incrementa la Resilienza, si affrontano e si superano meglio i problemi, le crisi, le difficoltà. Se a volte non va bene puoi essere più fiducioso nelle prossime volte e nel frattempo utilizza un piano B.

Lo sport diventa un treno che porta in giro persone per sperimentare fatica e condivisione, per incontrare gente e approfondire la conoscenza di se stessi e degli altri. Il treno dello sport a volte passa e bisogna farsi trovare pronti e decisi alla fermata per prenderlo al volo e lasciarsi trasportare per strade, ville, parchi e monti.

Non c’è un momento preciso per salire sul treno dello sport; non c’è un’età per iniziare o smettere, è sempre il momento per iniziare a fare sport, per mettersi in moto, iniziare a incontrare gente in carne e ossa e allenarsi insieme, incontrarsi, darsi un appuntamento e un ritrovo per un allenamento o per andare insieme a una gara, questo è lo sport che vogliamo.

Matteo SIMONE
http://www.mjmeditore.it/autori/matteo-simone
http://www.unilibro.it/libri/f/autore/simone_matteo

Commenti? | Oct 18, 2018

ATLETICA IN LUTTO, E' MORTO FRANCO SAR, OLIMPICO E "PADRE" DELLA SNIA

Posted by linfordbif in Italia

franco sarQuesta notte è venuto a mancare Franco Sar, atleta olimpico, allenatore e dirigente, presidente dell'ABC Progetto Azzurri. Si è spento nel sonno all'età di 84 anni (ne avrebbe compiuti 85 il 21 dicembre) nella sua abitazione di Monza. Attivo sulle piste fino a poche ore fa, la sua scomparsa lascia sgomento e addolorato tutto il mondo dell'atletica, non solo milanese.

Originario di Arborea, in Sardegna, si trasferì giovane nel milanese per proseguire la sua carriera da atleta. Fu azzurro nel decathlon alle Olimpiadi di Roma 1960 e Tokio 1964. A Roma ottenne il miglior piazzamento mai segnato da un decatleta italiano ai giochi olimpici: sesto. Fu 8 volte campione italiano di decathlon e 1 volta campione italiano di salto con l'asta.

Chiusa la sua carriera da atleta, continuò a lavorare per la Snia, fondando l'omonima società di atletica che dominò l'atletica italiana negli anni '70 e '80. Come allenatore, tra i tanti atleti cresciuti, si annovera l'ostacolista/lunghista Fausto Frigerio. Chiuso il progetto Snia, negli anni '90 diede vita all'Atletica 2000, mentre negli ultimi anni ha guidato l'ABC Progetto Azzurri di Milano.  

Decano degli atleti olimpici milanesi, godeva della stima, dell'affetto e del rispetto di tutto il mondo dell'atletica, a cui non ha mai mancato di dare il suo contribuito, con l'impegno personale e con i consigli schietti e sinceri.

Al dolore dei famigliari si aggiunge quello personale del Presidente provinciale Paolo Galimberti ("gli ho parlato proprio sabato" ha detto incredulo), di tutto il Consiglio Provinciale, e del Consigliere nazionale Sabrina Fraccaroli, cresciuta insieme a Franco Sar prima come atleta e poi come dirigente.

Le esequie sono in programma mercoledì 3 ottobre a Monza, alle ore 10 presso la chiesa della parrocchia di San Giuseppe (via Guerrazzi 30).

Al link un'intervista a Franco Sar della trasmissione Atletika (agosto 2014), utile per conoscere meglio la storia di questo grandissimo uomo:http://youtu.be/q_EnfUoJQbc?list=PLcGjKu2s_JjRVClRfddImOxvpC0UPqYbw

franco sar young

Fonte Fidalmilan http://www.fidalmilano.it/attivita/gare/2394-atletica-in-lutto-e-morto-franco-sar-olimpico-e-padre-della-snia.html 

Franco Sar giovane atleta

1 commento | Oct 01, 2018

Cosa c’è dietro un record del mondo?

Posted by linfordbif in Training

Cosa c'è dietro un record del mondo?

Il 16 settembre 2018 record mondiali: maratona e decathlon

Matteo SIMONE

http://www.psicologiadellosport.net


Il 16 settembre 2018 ci sono stati due record mondiali nell’atletica mondiale: maratona e decathlon.

Eliud Kipchoge ha vinto la Maratona di Berlino in 02h1’39” stabilendo il nuovo record mondiale all’età di quasi 34 anni, rafforzando sempre di più la supremazia sulla disciplina della maratona avendo già conseguito il titolo di campione olimpico a Rio de Janeiro nel 2016 ed avendo vinto tre volte la Maratona di Londra. Possiamo dire che ora è il suo momento, non ce n’è per nessuno. Il primato precedente di 2h2’57” era di Dennis Kimetto sempre a Berlino 4 anni fa.

Kévin Mayer, 26 anni, ha battuto il record mondiale di decathlon con 9126 punti durante una gara a Talence, in Francia migliorando di 81 punti il record mondiale stabilito dallo statunitense Ashton Eaton ai Campionati del Mondo IAAF di Pechino 2015.

Kévin è stato campione mondiale del decathlon a Londra 2017 e medaglia d'argento nella stessa disciplina ai Giochi olimpici di Rio de Janeiro 2016. Kévin si è riscattato dopo i tre nulli nel salto in lungo ai Campionati Europei dello scorso mese.

Il primo giorno Mayer ha corso 10”55 nei 100 m, ha saltato 7,80 m nel salto in lungo, ha lanciato il peso a 16,00 m, ha saltato 2,05 m nel salto in alto, ha corso i 400 m in 48”42. Il secondo giorno Mayer ha continuato correndo in 13”75 i 110 m ostacoli, ha lanciato il disco a 50,54 m, ha saltato 5,45 m nel salto con l’asta, ha tirato il giavellotto a 71,90 m e ha concluso correndo i 1500 m in 4’36”11.

Cosa c'è dietro un record del mondo?

Talento e allenamento, fiducia e bravi allenatori, sacrifici e nutrizione consapevole, amici di allenamento, sponsor che permettono di essere sereni.

Bisogna prima nascere campione e poi diventarlo, ci vogliono i geni giusti, ma non basta, non tutti coloro che hanno il corredo per diventare campioni poi riescono, c’è bisogno del contesto che coinvolge. Bisogna essere motivati, bisogna crederci, bisogna trovare stimoli giusti, bisogna essere resiliente, bisogna sapere aspettare il momento giusto, bisogna essere persistente, bisogna essere amichevoli, sapersi allenare da soli e anche con gli altri, saper ascoltare e saper chiedere anche.

Gli atleti vanno alla continua ricerca di prove per sondare sempre di più le proprie possibilità. Osano ma sono convinti di farcela e hanno dalla loro parte le sensazioni di benessere che sperimentano, che li fanno sentire vivi mentre fanno quello che vogliono con passione e dedizione.


I fattori che possono influenzare l’atleta nella sua prestazione sono tanti: un’autoconoscenza personale e interiore a iniziare dal proprio respiro, dall'osservazione interna ed esterna, dall'ascolto delle proprie sensazioni.

E’ indispensabile fare progetti credibili a se stessi, un ottimo punto di partenza è credere di essere in grado di fare qualcosa, perché ci si sente di esserlo, perché si è sperimentato gradualmente dei miglioramenti. Bisogna capire come impiegare le proprie risorse, su chi si può fare affidamento. Bisogna sapersi monitorare nel corso del tempo, sapersi testare o farsi testare.

E’ importante considerare la preparazione fisica, la preparazione nutrizionale, la preparazione mentale. Sapere gli esercizi fisici da fare per rinforzare i distretti muscolari carenti o importanti per un determinato gesto atletico. La preparazione va programmata con la massima accuratezza considerando il proprio potenziale atletico relativo alle precedenti competizioni e ai precedenti programmi di allenamento.

E’ auspicabile stilare un programma di massima di allenamento che comprenda alcuni test importanti di allenamento o di gara, per valutare il grado di preparazione. La preparazione mentale può curare diversi aspetti che contribuiscono alla migliore riuscita della prestazione. E’ importante partire dalla consapevolezza dell’atleta nell’impegno che si appresta a prendere.

Una volta fissato l’obiettivo, è importante per l’atleta prestare attenzione ai suoi allenamenti, alle sue sensazioni, è importante sapersi ascoltare, capire quando e quanto fatica, come fatica, come è la sua respirazione, come sente il suo corpo, è importante accorgersi di ogni minimo fastidio e capire a cosa possa essere dovuto in modo da poter intervenire in tempo e rimediare per evitare di perdere importanti sedute di allenamento e compromettere la prestazione-obiettivo.

L’atleta durante la preparazione deve essere attento ai suoi bisogni e cercare di farli coincidere con l’obiettivo prefissato, l’atleta può avere bisogno di partecipare ad altre competizioni durante il periodo di preparazione, però deve essere attento a non distrarsi dall’obiettivo previsto, quindi avere un occhio orientato al presente e uno al futuro prossimo.

E’ importante porre tanta attenzione nelle cose che si fanno e sviluppare consapevolezza di sé e fiducia in se stessi. La motivazione deve essere solida. E’ necessario attingere alle risorse interne per perseguire le mete desiderate e cavalcare l’onda del cambiamento per seguire la direzione che porta a trasformare sogni in realtà e raggiungere obiettivi sfidanti ma non impossibili.

La self efficacy è la convinzione di possedere le capacità per raggiungere i risultati prefissati. Le fonti delle convinzioni di efficacia: esperienze di successo, modelli di riferimento, persuasione verbale, sensazioni sperimentate in esperienze di successo. Le persone con un alto senso di autoefficacia percepiscono le difficoltà come sfide.

 

L’autoefficacia è la convinzione della propria capacità di fare una certa cosa o di raggiungere un certo livello di prestazione. L’esperienza diretta di successo in compiti di crescente difficoltà è la fonte principale delle convinzioni di autoefficacia. Fissare obiettivi limitati, raggiungibili e progressivamente più ambiziosi è uno dei modi migliori per aumentare l’autoefficacia.

 

Come rafforzare le convinzioni di autoefficacia ricorda un evento, episodio, prestazione dove sei riuscito e rispondi alle seguenti domande: quali erano le sensazioni? Cosa ha contribuito alla tua riuscita? Quali tue caratteristiche sono state determinanti? Chi ha contribuito al tuo successo?

 

Tenacia, determinazione, resilienza accrescono la forza mentale per andare avanti, per raggiungere un obiettivo prefissato, per superare eventuali crisi lungo il percorso.

 

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Matteo SIMONE - 21163@tiscali.it

 

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

 

http://www.mjmeditore.it/autori/matteo-simone

 

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+simone+matteo.html

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1 commento | Sep 22, 2018

Master: tutte le medaglie di Malaga 2018

Posted by linfordbif in Mondo Master

Nei Mondiali “over 35” l’Italia 95 volte sul podio. Mai così tante nelle edizioni disputate all’estero: 30 ori, 30 argenti, 35 bronzi.

Gianni BecattiUn’edizione di successo per gli atleti italiani nei Campionati Mondiali Master di Malaga, in Spagna, con 30 ori, 30 argenti, 35 bronzi e un totale di 95 medaglie. È il miglior bilancio di sempre tra le rassegne iridate “over 35” disputate all’estero, sia per numero di vittorie che di piazzamenti sul podio, superando i precedenti di Lione nel 2015 (con 76 medaglie di cui 23 d’oro) e di Lahti nel 2009 (25 ori e 65 medaglie). Tra i risultati più significativi dell’intera trasferta, il record mondiale nel lungo M55 migliorato due volte in gara dal toscano Gianni Becatti (Olimpia Amatori Rimini) con 6,49 al primo salto e 6,50 (0.0) al quinto tentativo, per battere il 6,35 del finlandese Stig Backlund.

Nelle ultime tre giornate il bottino si arricchisce invece con altri 29 metalli, tra cui 7 del colore più pregiato. Sui 20 km di marcia W55 oro di Mirella Patti (Italia Marathon Club, 2h01:44) e della squadra M70 con Ettorino Formentin (Us Quercia Trentingrana Rovereto), Roberto Piaser (Atl. San Biagio) e Pasquale Palella (Amatori Masters Novara), mentre nei 100 ostacoli M50 svetta Renzo Romano (Atl. Pistoia) in 14.32 (-0.9) e sulla pedana del triplo Crescenzio Marchetti (M65/Atl. Biotekna Marcon) atterra alla misura vincente di 11,13 (+1.5). La giornata conclusiva vede una nuova affermazione del quasi novantenne Angelo Squadrone (Marathon Club Pisa, 3h14:43) nella mezza maratona M85 e quella di Gabriele Bianchi (Atl. Pescia), classe ’23, sui 1500 M95 in 16:09.84. Al femminile Enrica Carrara (Atl. Lumezzane, 1h26:30) si impone nella mezza maratona W50. Presenti tra gli altri alla manifestazione il consigliere federale Gerardo Vaiani Lisi, anche tesoriere European Masters Athletics, e Moreno Beggio in qualità di giudice capo della marcia e safety officer. La prossima edizione dell’evento si svolgerà nel 2020 a Toronto, in Canada, preceduta dagli Europei Master in provincia di Venezia, dal 5 al 15 settembre 2019, a Caorle, Jesolo ed Eraclea.

Luca Cassai

RISULTATI/Results: GARE SU PISTA - GARE NON STADIA

TUTTE LE NOTIZIE/News

Campionati Mondiali Master 2018, Malaga (Spagna)
MEDAGLIERE ITALIANO

ORO (30)
100 ostacoli M50: Renzo Romano (Atl. Pistoia) 14.32 (-0.9)
100 M55: Giulio Morelli (Olimpia Amatori Rimini) 12.09 (-0.5)
200 M55: Giulio Morelli (Olimpia Amatori Rimini) 24.58 (-0.5) MPI
Alto M55: Marco Segatel (Olimpia Amatori Rimini) 1,81
Lungo M55: Gianni Becatti (Olimpia Amatori Rimini) 6,50 (0.0) record mondiale
Disco M60: Giovanni Rastelli (Atl. Sandro Calvesi) 50,79
Decathlon M60: Hubert Indra (Südtirol Team Club) 8158
2000 siepi M65: Adriano Montini (Atl. Di Marco Sport) 7:44.08
Triplo M65: Crescenzio Marchetti (Atl. Biotekna Marcon) 11,13 (+1.5)
Cross M65: Rolando Di Marco (Atl. Di Marco Sport)
Marcia 10 km squadra M70: Ettorino Formentin (Us Quercia Trentingrana Rovereto), Roberto Piaser (Atl. San Biagio), Pasquale Palella (Amatori Masters Novara)
Marcia 20 km squadra M70: Ettorino Formentin (Us Quercia Trentingrana Rovereto), Roberto Piaser (Atl. San Biagio), Pasquale Palella (Amatori Masters Novara)
Alto M75: Lamberto Boranga (Olimpia Amatori Rimini) 1,38 MPI
Marcia 5000 M80: Romolo Pelliccia (Atl. Libertas Orvieto) 32:00.74
Marcia 10 km M80: Romolo Pelliccia (Atl. Libertas Orvieto) 1h03:12
10 km corsa M85: Angelo Squadrone (Marathon Club Pisa) 1h15:13
Mezza maratona M85: Angelo Squadrone (Marathon Club Pisa) 3h14:43
1500 M95: Gabriele Bianchi (Atl. Pescia) 16:09.84
Lungo M100: Giuseppe Ottaviani (Gs Atl. Effebi Fossombrone) 0,83 (+0.3)
Triplo M100: Giuseppe Ottaviani (Gs Atl. Effebi Fossombrone) 2,23 (0.0)
Triplo W35: Valentina Morigi (Self Atl. Montanari & Gruzza) 11,69 (-1.5)
Marcia 10 km W40: Tatiana Zucconi (Romatletica Footworks) 52:12
Lungo W45: Maria Costanza Moroni (Gs Ermenegildo Zegna) 5,20 (0.0)
Marcia 5000 W45: Elena Cinca (Atl. Brugnera Friulintagli) 25:39.07
Marcia 10 km W45: Elena Cinca (Atl. Brugnera Friulintagli) 53:28
Mezza maratona W50: Enrica Carrara (Atl. Lumezzane) 1h26:30
2000 siepi W55: Patrizia Passerini (Acquadela Bologna) 8:40.46
Marcia 20 km W55: Mirella Patti (Italia Marathon Club) 2h01:44
Cross W60: Maria Lorenzoni (Atl. 85 Faenza)
Pentathlon lanci W75: Maria Luisa Fancello (Assi Giglio Rosso Firenze) 4451

ARGENTO (30)
Marcia 10 km squadra M35: Igor Sapunov (Aristide Coin Venezia 1949), Gabriele Ravacchioli (Atl. Libertas Arcs Cus Perugia), Gennaro De Lello (Track & Field Master Grosseto)
Lungo M40: Pierluigi Putzu (Athletic Club 96 Alperia) 6,56 (0.0)
Giavellotto M40: Hubert Göller (Athletic Club 96 Alperia) 57,90
Asta M45: Gianpaolo Bolondi (Atl. Impresa Po) 4,20
1500 M50: Hassan El Azzouzi (Gp Avis Pol. Malavicina) 4:17.51
4x100 M50: Carlo Canaccini (Atl. Pistoia), Renzo Romano (Atl. Pistoia), Roberto Barontini (Atl. Pistoia), Pierluigi Acciaccaferri (Atl. Virtus Castenedolo) 46.62
1500 M60: Alfredo Bonetti (Atl. Biotekna Marcon) 4:51.97
100 ostacoli M60: Hubert Indra (Südtirol Team Club) 15.76 (-1.6)
Triplo M65: Ignazio Manfrè (Cus Palermo) 10,73 (+1.4)
200 M70: Roberto Paesani (Lazio Atl. Leggera) 28.62 (-1.2)
400 M70: Roberto Paesani (Lazio Atl. Leggera) 1:03.86
Marcia 5000 M70: Ettorino Formentin (Us Quercia Trentingrana Rovereto) 27:25.84
Marcia 10 km M70: Ettorino Formentin (Us Quercia Trentingrana Rovereto) 58:02
Marcia 20 km M70: Ettorino Formentin (Us Quercia Trentingrana Rovereto) 2h02:33
Marcia 10 km squadra M75: Gianfranco De Lucia (Kronos Roma), Amatore Michieletto (Brema Running Team Martellago), Piergiorgio Andreotti (Atl. Lonato)
Asta W40: Barbara Capellini (Self Atl. Montanari & Gruzza) 3,10
Marcia 5000 W40: Valeria Pedetti (Atl. Arcs Cus Perugia) 25:19.63
Marcia 20 km W40: Tatiana Zucconi (Romatletica Footworks) 1h50:04
Marcia 10 km squadra W40: Tatiana Zucconi (Romatletica Footworks), Valeria Pedetti (Atl. Arcs Cus Perugia), Simona Palandri (Track & Field Master Grosseto)
80 ostacoli W45: Maria Costanza Moroni (Gs Ermenegildo Zegna) 12.40 (+1.2)
400 ostacoli W45: Cassandra Sprenger (Cus Genova) 1:06.27
4x100 W45: Silvia Servadei (Cba Cinisello Balsamo), Maria Costanza Moroni (Gs Ermenegildo Zegna), Paola Paolicchi (Atl. Pistoia), Cristina Sanulli (Self Atl. Montanari & Gruzza) 53.32
4x400 W45: Simona Prunea (Gs Orecchiella Garfagnana), Paola Tiselli (Atletica dei Gelsi), Maria Costanza Moroni (Gs Ermenegildo Zegna), Cristina Sanulli (Self Atl. Montanari & Gruzza) 4:13.13 MPI
Marcia 10 km squadra W45: Elena Cinca (Atl. Brugnera Friulintagli), Melania Aurizzi (Liberatletica Roma), Roberta Mombelli (Atl. Lonato)
Alto W50: Monica Buizza (Atl. Virtus Castenedolo) 1,48
Asta W55: Carla Forcellini (Atletica dei Gelsi) 2,85
Marcia 10 km squadra W60: Daniela Ricciutelli (Liberatletica Roma), Giuseppina Comba (Atl. Fossano ’75), Natalia Marcenco (Aristide Coin Venezia 1949)
Triplo W65: Maria Grazia Rafti (Liberatletica Roma) 7,97 (-2.7)
Mezza maratona W70: Giovanna Mondini (Marathon Cremona) 1h54:37
Martello W75: Maria Luisa Fancello (Assi Giglio Rosso Firenze) 32,66

BRONZO (35)
400 ostacoli M35: Fabio Fedele (Atl. Firenze Marathon) 55.33
Alto M45: Marco De Angelis (Team Atl. Marche) 1,80
Lungo M50: Alberto Tifi (Athlon Bastia) 6,19 (+0.8)
Triplo M50: Michele Ticò (Us Quercia Trentingrana Rovereto) 12,86 (+1.2)
Marcia 10 km squadra M50: Giancarlo Camilletti (Kronos Roma), Riccardo Scotti (Nuova Atl. Astro), Michele Minchiante (Cus Torino)
800 M55: Giuseppe Ugolini (Olimpia Amatori Rimini) 2:10.00
Marcia 20 km squadra M55: Rosario Gallo (Proform Messina Road Runners), Andrea Naso (Atl. Lonato), Antonio Sansevrino (Pbm Bovisio Masciago)
400 M60: Angelo Mauri (Road Runners Club Milano) 58.59
800 M60: Alfredo Bonetti (Atl. Biotekna Marcon) 2:15.77 MPI
Alto M60: Hubert Indra (Südtirol Team Club) 1,65
Asta M60: Hubert Indra (Südtirol Team Club) 3,40
Lungo M60: Pietro Ligorio (Atl. Cassano d’Adda) 5,30 (-2.2)
Triplo M60: Massimo Fiorini (Atl. Livorno) 11,06 (0.0)
Marcia 20 km M60: Rosario Gallo (Proform Messina Road Runners) 1h57:11
400 M65: Vincenzo Felicetti (Running School Cetraro) 1:01.07
1500 M65: Luciano Moser (Atl. Clarina Trentino) 4:57.58
2000 siepi M65: Giovanni Finielli (Gs Tortellini Voltan Martellago) 8:01.38
Giavellotto M65: Fabio Diotallevi (Cus Roma) 43,46
10 km corsa M65: Rolando Di Marco (Atl. Di Marco Sport) 39:26
10 km corsa M75: Aldo Borghesi (Road Runners Club Milano) 46:11
Cross M75: Aldo Borghesi (Road Runners Club Milano)
Marcia 10 km squadra W35: Micaela Benzi (Atl. Sandro Calvesi), Silvia Bicocchi (Track & Field Master Grosseto), Alessandra Canuti (Track & Field Master Grosseto)
5000 W40: Sonia Lopes (Boscaini Runners) 17:43.12
2000 siepi W40: Sonia Lopes (Boscaini Runners) 7:12.30
Marcia 10 km W40: Valeria Pedetti (Atl. Arcs Cus Perugia) 53:21
800 W45: Paola Tiselli (Atletica dei Gelsi) 2:22.41
1500 W45: Paola Tiselli (Atletica dei Gelsi) 4:49.80
Cross W45: Cinzia Zugnoni (Gs Csi Morbegno)
Mezza maratona squadra W50: Enrica Carrara (Atl. Lumezzane), Maria Teresa Bernardi (Calcaterra Sport), Debora Palombi (Pod. Solidarietà Roma)
Marcia 10 km squadra W50: Manuela Lucaferro (Atl. Lonato), Maria Antonia Pais (Studium et Stadium Sassari), Donatella Michetti (Romatletica Footworks)
Alto W55: Francesca Juri (Vittorio Alfieri Asti) 1,40
1500 W60: Francesca Barone (Atl. Lonato) 5:37.37
Alto W70: Ingeborg Zorzi (Sportclub Merano) 1,18
Eptathlon W70: Ingeborg Zorzi (Sportclub Merano) 4722
Disco W75: Maria Luisa Fancello (Assi Giglio Rosso Firenze) 25,10

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Commenti? | Sep 19, 2018

Kipchoge, la maratona è un'altra storia

Posted by linfordbif in Manifestazioni

Eliud Kipchogedi Giorgio Cimbrico

Eliud Kipchoge: campione olimpico a Rio, tre volte a segno sia a Londra che a Berlino, capace di correre a 21 chilometri orari all’autodromo di Monza mancando per 26 secondi il valicamento e lo sbarco nella dimensione del sub 2 ore, ora primatista del mondo con una prestazione, 2h01:39, che cancella per un minuto molto abbondante quella di Dennis Kimetto e regala a Berlino il nono primato mondiale realizzato su queste strade. Una storia iniziata vent’anni fa giusti con il 2h06:05 del brasiliano Ronaldo da Costa: quatro minuti e mezzo sono a palmi un chilometro e mezzo. Arduo trovare nella storia della maratona uno più grande di Eliud Kipchoge. Bikila, ormai, vola in campi elisi lontani. Più mito che storia.

DALLA PISTA... - La “recerche” su Kipchoge porta a ripercorrere il suo nobile passato in pista: molti altri grandi interpreti della strada non ne possiedono neppure un quarto. La comparsa in scena risale al 2003, Mondiali allo Stade de France di Parigi-St Denis: in possesso di una data di nascita controversa (il 1986, poi corretto in 5 novembre 1984: in ogni caso, giovanissimo) è in grado di piegare, in fondo a un graduale e avvincente aumento della velocità, Hicham El Guerrouj e Kenenisa Bekele, l’uno e l’altro impegnati a provare la doppietta dopo i successi nei 1500 e nei 10000. In tre in 31 centesimi sul piede dei 12:53. Magnifico.

La collezione personale del giovanotto, che viene dal generoso distretto dei Nandi, una delle miniere dell’atletica keniana e che è allenato dal compaesano Patrick Sang nobile interprete delle siepi agli inizi dei Novanta, si arricchisce con il bronzo di Atene (gli stessi del podio parigino, ma il marocchino e l’etiope davanti a lui) e l’argento di Pechino (alle spalle di Bekele) mentre ai Mondiali Kipchoge conquista la seconda medaglia - secondo, piegato da Bernard Lagat - ad Osaka 2007. Tutto e sempre sui 5000, quella che sembrava la sua distanza.

...ALLA MARATONA - Il Kipchoge maratoneta fa capolino cinque anni fa, ad Amburgo quando regala un esordio a molte stelle: vittoria in 2h05:30. Pochi mesi dopo, a Berlino, estirpa più di un minuto, 2h04:05, ed è secondo (prima e unica sconfitta) dietro a un Wilson Kipsang da record mondiale (2h03:23), quasi una costante sul percorso che termina poco dopo la porta di Brandeburgo. Nelle altre uscite, vittorie a Rotterdam, a Chicago (sfiorando il personale in 2h04:11), a Londra in 2h04:42 e a Berlino in 2h04:00.

Il 2h03:05 di Londra 2016, a 8 seondi dal record mondiale e berlinese di Kimetto, è stato equamente diviso in 1h01:24 e 1h01:41 e Eliud, portando una mano al volto, ha immediatamente realizzato, tagliando il traguardo nei pressi di Buckingham Palace, di aver buttato l’occasione per dare una strapazzata alla più veloce prestazione di tutti i tempi alla sua settima esperienza sulla distanza. A 400 anni dalla scomparsa di William Shakespeare sarebbe stata una Tempesta.

La calligrafia, nel caso di Kipchoge, si sposa all’efficacia: 6:16 negli ultimi due chilometri e spiccioli dopo aver staccato sul lungo Tamigi, senza uno strappo e in piena armonia, Stanley Biwott che pareva in crisi e ha finito in 2h03:51, oltre un minuto sotto il personale. La più veloce tra le tratte di 5000 è stata la prima, uno stordente 14:16, ma tra il 20° e il 25° e il 25° e 30° Eliud e Stanley, per strangolare Kenenisa Bekele, sono stati capaci di correre fianco a fianco in 14:28 e 14:34, con una regolarità metronomica da 2:55 a chilometro.

A seguire, la vittoria olimpica a Rio in pieno controllo lasciando a 1:10 l’etiope Feyisa Lilesa, il test senza crismi di ufficialità all’autodromo di Monza, l’attacco al record del mondo a Berlino in una giornata in cui Eliud ha trovato strenua resistenza dall’etiope Guye Adola, impavido esordiente che ha centrato il record per chi per la prima volta si è cimentato con i 42 km: 2h03:46, settimo di sempre. Kipchoge è finito 14 secondi davanti in 2h03:32 per una media, sulle nove prove corse, di 2h04:45. Subito dopo, ha confessato che molte altre maratone lo attendono ed è stato di parola. Chi ama l’arte della corsa non può che essere felice vedendo quell’immagine scattata appena dopo la porta di Brandeburgo e quel tempo.

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1 commento | Sep 17, 2018

Tortu: ''Ora penso solo alla staffetta''

Posted by linfordbif in Manifestazioni

Filippo Tortu (foto Colombo/FIDAL)

 

Parla Filippo Tortu all'indomani del quinto posto nella finale dei 100 metri agli Europei di Berlino. Il 20enne brianzolo, autore di un 10.08 nella gara che ha incoronato il britannico Zharnel Hughes con 9.95, approfondisce la riflessione sulla scorsa serata: "Sono molto meno arrabbiato di ieri - dichiara Pippo, primatista italiano con il 9.99 di Madrid del 22 giugno - Ho analizzato la finale: mi sono reso conto di aver fatto una buona gara dal punto di vista tecnico e di non aver corso piano. Mi ritengo soddisfatto per ora. Manca la staffetta che è una gara a cui tutta la squadra punta tantissimo. L’arrabbiatura di ieri sera è un po’ scomparsa e adesso sono più consapevole di quello che ho fatto".

Tortu conferma di essersi presentato al top all'appuntamento dell'anno: "Sono sicuro che non sarei potuto arrivare qui in condizioni migliori ma, anzi, sottolineo che la scelta del mio tecnico di non farmi gareggiare altre volte è stata fondamentale per farmi arrivare qui e dare il tutto per tutto in finale". 

Uno sguardo al futuro, anche oltre l'orizzonte dei 100 metri. "I 200? Se ne parla il prossimo anno. Quella di domenica in staffetta sarà l’ultima gara della stagione. Poi vacanze". Batteria e finale della 4x100 maschile sono in programma nella giornata di chiusura in nemmeno due ore: primo round alle 19.50, sfida per le medaglie alle 21.35, nell'ultima gara in assoluto della rassegna continentale. 

DIRETTA TV E STREAMING - Tutte le emozioni degli Europei di Berlino sono trasmesse sui canali Rai (Rai2, RaiSport, RaiSport+HD e la piattaforma RaiPlay), sui canali Eurosport (Eurosport 1, Eurosport 2 ed Eurosport Player) e in streaming sul portale Eurovision al seguente link: www.eurovisionsports.tv/EuropeanChamps18/athletics

1 commento | Aug 10, 2018

Fausto Desalu 20.13, solo Mennea più veloce!

Posted by linfordbif in Manifestazioni

 


Fausto Desalu (foto Colombo/FIDAL)

Magia di Fausto Desalu nella quarta serata dei Campionati Europei di Berlino. Il velocista lombardo delle Fiamme Gialle diventa il secondo italiano di sempre nei 200 metri con 20.13 (+0.7) dietro il leggendario 19.72 di Pietro Mennea. Per il 24enne cremonese c’è il sesto posto nella finale europea più veloce della storia, dominata dal campione del mondo Ramil Guliyev con 19.76, secondo tempo alltime nel continente proprio alle spalle di Mennea. Un grande risultato dello sprinter azzurro che demolisce il record personale di 20.31 ottenuto due anni fa, al termine di un Europeo in crescendo dopo il 20.39 della batteria e il 20.35 della semifinale. In tutte le precedenti edizioni della manifestazione con 20.13 si sarebbe arrivati almeno in seconda posizione. Stavolta, in una gara di elevato contenuto tecnico, argento al britannico Nethaneel Mitchell-Blake e bronzo allo svizzero Alex Wilson, entrambi a 20.04, poi lo spagnolo campione uscente Bruno Hortelano fuori dal podio con 20.05 e il britannico Adam Gemili (20.10). “Non pensavo di reggere così bene la fatica dei tre turni - commenta Desalu - ed è un bel passo avanti che la dice lunga per il futuro”.

1 commento | Aug 09, 2018

Berlino-Filippo-Tortu-in-finale-nei-100

Posted by linfordbif in Manifestazioni
LIVE Berlino, Filippo Tortu in finale nei 100 07 Agosto 2018

(in aggiornamento) Il primatista italiano vince la terza semifinale con 10.12 (+0.2). Il francese Vicaut vola già: 9.97 (+0.4). Fuori Jacobs e Cattaneo e tra le donne out Bongiorni e Siragusa

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Filippo Tortu è in finale nei 100 metri agli Europei di Berlino. Il primatista italiano vince la terza semifinale con 10.12 (vento +0.2) e sbarca tra i migliori otto d'Europa con il quinto tempo complessivo. Tornerà in pista alle 21.50 per la finalissima. "Ottime sensazioni, bella atmosfera, pista fantastica e stadio spettacolare - le prime parole di Tortu - L'importante era qualificarsi. Non sono partito benissimo, mi sono trovato subito alto, ma sul lanciato ho gestito, dovevo arrivare tra i primi due e l'ho fatto". Fuori, invece, gli altri due sprinter azzurri Marcell Jacobs (10.28/+0.6) e Federico Cattaneo (10.39/+0.4). Il migliore delle semifinali è il francese Jimmy Vicaut che con 9.97 (+0.4) abbatte già il primato dei campionati che apparteneva a Francis Obikwelu dal 2006 ed è l'unico sotto i 10 secondi. Grande impressione anche dal britannico Zharnel Hughes, vincitore in massima decontrazione della seconda semifinale con 10.01 (+0.6). Gli altri finalisti sono il turco Jak Ali Harvey (10.11/+0.6), il britannico Reece Prescod (10.10/+0.4), l'altro britannico Chijindu Ujah (10.14/+0.2), l'olandese campione in carica Churandy Martina (10.18/+0.4) e il turco Emre Zafer Barnes (10.21/+0.4).  

SIRAGUSA E BONGIORNI OUT - Eliminate le sprinter azzurre Anna Bongiorni e Irene Siragusa nelle semifinali dei 100: entrambe non vanno oltre l’ottavo posto. La pisana dei Carabinieri corre in 11.62 (+0.2) nella semifinale dominata dalla britannica Dina Asher-Smith (11.93 per rafforzare i gradi di favorita). Negli ultimi appoggi, Bongiorni accusa un fastidio al polpaccio sinistro. La senese dell’Esercito fa leggermente meglio, 11.60 (+0.1) ma anche il suo tempo è piuttosto alto se si confronta con gli standard stagionali e con l’11.21 di Orvieto.

1 commento | Aug 07, 2018

Berlino è sempre Berlino

Posted by linfordbif in Manifestazioni
di Giorgio Cimbrico
 

Olympiastadion, tempio laico, sospeso tra il classico e il barbarico: poco più di ottant’anni di vita ma, per quella pietra cruda che lo fascia, dotato di un aspetto che sembra pescare nel tempo lontano, profondo. Quel che è successo là dentro è nella storia e, per non perdere il filo in un archivio che è anche un labirinto, merita una cronologia dei fatti più coinvolgenti e commoventi.

3-9 agosto 1936. Dopo il giorno dei giorni di Ann Arbor, 25 maggio 1935, sei record mondiali in un’ora o poco più, Jesse Owensoffre allo stadio dei 100.000 e al mondo la settimana delle settimane: i 100 in 10.3 (dopo un quarto ventoso in 10.2), il lungo con la seconda escursione oltre gli 8 metri (dopo l’8,13 nel Michigan, l’8,06 berlinese), i 200 in 20.7 facendo a pezzi, mezzo secondo, il record olimpico di Eddie Tolan. Per finire il lavoro, una sostanziosa mano, in prima frazione, alla staffetta che con Ralph Metcalfe, Foy Draper e Frank Wykoff, forza per la prima volta, per due decimi, la barriera dei 40 secondi. Orazio Mariani, Gianni Caldara, Elio Ragni e Tullio Gonnelli scrivono una delle pagine più belle dell’atletica azzurra: secondi e virtualmente campioni europei davanti alla Germania.
 
6 agosto 1936. In fondo a uno degli arrivi più serrati della storia dei Giochi (soltanto i 100 di Helsinki 1952, vinti per un soffio da Lindy Remigino, possono finire sullo stesso piano), la bolognese Trebisonda Valla, per tutti Ondina, diventa la prima olimpionica d’Italia.

Ventotto minuti perché la camera Kirby, il fotofinish del tempo, detti la classifica e consegni il diritto di avviarsi verso il podio o indichi la porta degli spogliatoi. Valla, la tedesca Anni Steuer, la canadese Elizabeth Taylor, in quest’ordine, tutte a 11.7 a spartirsi le medaglie degli 80 ostacoli. È anche il tempo di Claudia Testoni, fuori per millimetri. Troverà parziale consolazione un anno dopo, vincendo gli Europei.

 
26 agosto 1977. Sette salti “buoni alla prima”, da 1,75 a 2,00, due record mondiali, uno uguagliato a 1,97, l’altro nuovo e storico a 2,00: alle 19 Rosemarie Ackermann si trasforma nella prima trasvolatrice di una quota che è barriera, simbolo, confine, nuovo punto di partenza. Il Muro cadrà nell’89 ma questo volo di una tedesca dell’altra Germania sul lato ovest della capitale assomiglia a un anelito. Meno di un anno dopo, Sara Simeoni scavalcherà per la prima volta 2,01: di quel record sta ricorrendo il 40° anniversario.
 
9 luglio 2006. Fuochi artificiali e stelle filanti: Fabio Cannavaro alza la Coppa del Mondo, la quarta stella dell’Italia, in fondo a una tesa, drammatica sfida con la Francia risolta ai rigori. Colpisce la traversa David Trezeguet, non sbaglia Fabio Grosso. E Andrea Pirlo esce ancora una volta portando addosso l’etichetta di migliore in campo.

 

Dopo Vittorio Pozzo e Enzo Bearzot, Marcello Lippi è il terzo ct a portare il titolo in patria.

 
16-20 agosto 2009. Il miglior Usain Bolt di sempre e per sempre accende i suoi lampi e scatena, più che l’entusiasmo, la gioia genuina di chi può assistere alle imprese dell’uomo che ha messo le ali ai piedi, che sa bruciare i secondi 50 in 4.10, i secondi 100 in 9.27, che lascia il suo sfidante più vicino a 13 centesimi (Tyson Gay) e all’abisso di 62 Alonso Edward, lontano sei metri buoni, che trasferisce un carnevale giamaicano nel parco attorno allo stadio, che confessa la sua prima prorompente gioia all’orso Berlino. Bolt: 9.58 e 19.19. Numeri, cifre, tempi, storia.
 
1 commento | Aug 04, 2018

Tarragona, una tappa sulla strada per Berlino

Posted by linfordbif in Italia

 L'Italia dell'atletica saluta Tarragona e la 18esima edizione dei Giochi del Mediterraneo. Il Direttore Tecnico dell'Alto Livello Elio Locatelli, sull'aereo di ritorno dalla Spagna, fa il punto sulle prestazioni della squadra azzurra. "Di questa manifestazione, prima che le medaglie, mi piace evidenziare il bel clima che si è creato in squadra. Un'atmosfera positiva che ha poi ha fatto la differenza anche in gara. E' ovvio che tra un mese sarà tutta un'altra storia perché agli Europei saremo di fronte ad un contesto di livello decisamente superiore. Berlino è l'obiettivo dell'anno, ma i Giochi del Mediterraneo, come avevo detto alla vigilia, sono stati comunque un valido test event".

Guardando ai risultati, l'Italia Team cosa si porta a casa da questa trasferta?
"Vorrei sottolineare la prova delle staffette, tre su quattro sono andate a segno e la 4x100 femminile è finita terza. C'è un gruppo di qualità su cui lavorare e agli Europei possono fare tutti molto bene. In generale l'effetto Tortu dopo il suo 9.99-record è di grande impatto, ma Filippo anche in staffetta ha dimostrato di avere un forte senso di attaccamento al gruppo. Sul giro di pista Re (vincitore dei 400 metri in 45.26 e poi oro anche con la 4x400, ndr) è in ascesa, ma il primatista nazionale Galvan sta rientrando verso la migliore condizione. Due elementi importanti per una ritrovata 4x400 maschile, una staffetta che con le donne è una certezza da tempo. Bella doppietta nei 400hs femminili: sia la Pedroso che la Folorunso potranno giocarsi delle buone carte a Berlino. Sul fronte della strada mi aspetto una grande maratona dalla Dossena agli Europei. OK anche Faniel, ma non dimentichiamo Meucci che purtroppo a Tarragona era mezzo febbricitante e non è riuscito a rendere al meglio".

Altre notizie dall'infermeria?
"Il lunghista Ojiaku all'ultimo salto ha preso una botta al gomito a bordo pedana. Ora dovrà sottoporsi ad ulteriori accertamenti per verificare l'entità del problema all'avambraccio. Idem per l'altro lunghista Randazzo, frenato da un problema alla caviglia durante il riscaldamento, e per la Bogliolo dopo la caduta sulla linea d'arrivo nella finale dei 100hs in cui ha conquistato l'argento. Stiamo, inoltre, monitorando con fiducia il recupero di tre big come l'ostacolista Dal Molin, il triplista Greco e l'astista Stecchi".

I Giochi del Mediterraneo sono stati un bel banco di prova per le nuove leve della Nazionale.
"Atleti come la Cestonaro o Perini fino a qualche anno fa erano protagonisti a livello giovanile (rispettivamente oro nel triplo e argento nei 110hs con record italiano agli Europei U20 di Rieti 2013, ndr). Ottavia ha trovato una promettente stabilità su certe misure, Lorenzo era carico come una molla. A Tarragona hanno superato l'esame di maturità con prestazioni (14,05 e 13.49, ndr) che permettono loro di affacciarsi su un'atletica con un orizzonte più internazionale. Intanto, prove tecniche di volata per Crippa, terzo nei 5000 metri".

Prima di Berlino, però, diversi azzurri dovranno fare un altro salto in Spagna.
"Il 10 luglio ad Avila, una selezione di nostri atleti affronterà un match internazionale dedicato solo ai salti. Sarà una bella occasione per verificare la condizione dei nostri saltatori che potranno così cercare la misura con cui presentarsi alla rassegna continentale".

a.g.

MEDAGLIERE - L’Italia dell’atletica chiude con 7 ori, 8 argenti e 8 bronzi nella 18esima edizione dei Giochi del Mediterraneo, per un totale di 23 volte sul podio. Un bottino complessivo nettamente superiore a quello di ogni altra nazione, ma in cima al medagliere svetta il Marocco per un successo in più con 8 ori, 4 argenti e 1 bronzo (13 metalli), seconda la squadra italiana e terza la Francia (7-1-6), poi Spagna (2-6-7) e Turchia (2-4-1). Assegnati 34 titoli su un programma incompleto, nove in meno rispetto alla precedente edizione di cinque anni fa a Mersin, in Turchia, e quindi non è praticabile un raffronto immediato con il passato (per l’Italia 13 ori, 5 argenti, 9 bronzi e un totale di 27 medaglie nel 2013, invece 11-11-7 a Pescara 2009). Il prossimo appuntamento con questa manifestazione è previsto nel 2021 a Orano, in Algeria.

GIOCHI DEL MEDITERRANEO TARRAGONA 2018
LE MEDAGLIE ITALIANE NELL’ATLETICA
ORO (7): Davide Re (400m); Lorenzo Perini (110 ostacoli); Federico Cattaneo, Eseosa Fausto Desalu, Davide Manenti, Filippo Tortu (4x100m); Giuseppe Leonardi, Michele Tricca, Matteo Galvan, Davide Re (4x400m); Sara Dossena (mezza maratona); Yadisleidy Pedroso (400 ostacoli); Maria Benedicta Chigbolu, Ayomide Folorunso, Raphaela Lukudo, Libania Grenot (4x400m)
ARGENTO (8): Eseosa Fausto Desalu (200m); Eyob Faniel (mezza maratona); Roberto Bertolini (giavellotto); Gloria Hooper (200m); Libania Grenot (400m); Luminosa Bogliolo (100 ostacoli); Ayomide Folorunso (400 ostacoli); Ottavia Cestonaro (triplo)
BRONZO (8): Federico Cattaneo (100m); Yeman Crippa (5000m); Yohanes Chiappinelli (3000 siepi); Marco Fassinotti (alto); Hannes Kirchler (disco); Anna Bongiorni (100m); Maria Benedicta Chigbolu (400m); Gloria Hooper, Irene Siragusa, Anna Bongiorni, Johanelis Herrera (4x100m)

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1 commento | Jul 02, 2018

Davide è il Re del Mediterraneo: 45.26 sui 400

Posted by linfordbif in Italia

L’azzurro vince a Tarragona e arriva a soli 14 centesimi dal record nazionale. Grenot argento, cinque medaglie per l’Italia nella seconda giornata dell’atletica. Desalu 20.25 ventoso (+2.6) sui 200 in batteria.

 

Davide Re (foto Ferraro/CONI)Cinque medaglie italiane nella seconda giornata dell’atletica ai Giochi del Mediterraneo di Tarragona, in Spagna. Nei 400 metri Davide Re conquista l’oro e si migliora ancora in 45.26 per diventare il quarto azzurro di sempre sul giro di pista, con un’entusiasmante progressione nel rettilineo finale. Tra le donne argento alla campionessa europea Libania Grenot che realizza il primato stagionale di 51.32 e bronzo per Maria Benedicta Chigbolu (52.14). Velocisti italiani sul podio anche sui 100 metri: terza Anna Bongiorni con 11.53 (-0.5), inizialmente data come argento, e stesso piazzamento al maschile di Federico Cattaneo in 10.37 (-0.6). Nelle batterie dei 200 metri Eseosa Fausto Desalu vola in 20.25 ma con vento oltre il limite (+2.6) che nega quindi il record personale. Soltanto il mito Pietro Mennea ha corso più forte tra gli azzurri sulla distanza, in ogni condizione. Tra gli altri risultati di oggi, quarto Michele Tricca sui 400 in 46.35 e sesta la discobola Valentina Aniballi con 57,15. Domani la terza giornata che vedrà impegnati 14 azzurri nelle finali.

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400: RE D’ORO IN 45.26 - Corre sempre più forte il quattrocentista Davide Re. Il 25enne delle Fiamme Gialle si esalta in maglia azzurra e trionfa a Tarragona: vittoria, record personale con 45.26 e quarto italiano di sempre, eguagliando lo storico crono di Mauro Zuliani nella Coppa del Mondo del 1981 a Roma. Adesso il campione tricolore assoluto, che si allena a Rieti sotto la guida tecnica di Maria Chiara Milardi, è a soli 14 centesimi dal primato italiano. Sul rettilineo finale l’ex sciatore ligure, che al meeting di Ginevra del 9 giugno aveva corso in 45.31, chiude ancora in piena spinta. E con il record dei Giochi del Mediterraneo (battuto il 45.28 del francese Aldo Canti nel 1983) surclassa lo spagnolo Lucas Bua (45.91), con cui era praticamente appaiato dopo la curva, in una gara non facile da interpretare per il vento che imperversa sulla pista. Terzo il francese Mamoudou Hanne (46.35), leader nella prima parte, e pregevole quarto posto di Michele Tricca in 46.35, stesso crono del bronzo.

“Bella questa medaglia - commenta Davide Re - perché è il mio secondo personal best della stagione. Sono in crescita, un bel segnale in ottica Europei di Berlino. Devo ammettere che a fine gara non ero tanto contento. Ormai penso al record italiano e magari anche qualcosa di più a livello di crono. Il problema di oggi era l’umidità e il vento che girava: forte in faccia alla prima curva e poi si faceva sentire sul rettilineo. Peccato non aver fatto doppietta con Tricca, protagonista di una bella gara in ottava corsia, che è rimasto ai piedi del podio di un niente. Dispiace per l’infortuno di Daniele Corsa, ma possiamo comunque mettere insieme una gran bella 4x400”.

GRENOT-CHIGBOLU DA PODIO - Nei 400 metri al femminile due medaglie per l’Italia, ma quella più preziosa va al collo della cipriota Eleni Artymata che si migliora a 51.19 per un progresso di oltre quattro decimi sul precedente personale di 51.61. In testa scatta subito Libania Grenot, recuperando subito il décalage sulla 32enne di Cipro che parte dalla quarta corsia, mentre l’azzurra in terza. L’azione della bicampionessa europea è elegante, ma nell’ultima curva viene rimontata dall’avversaria che sul rettilineo la affianca e poi la supera inesorabilmente nei 50 metri conclusivi. Per la cipriota, già due volte d’oro ai Giochi del Mediterraneo ma sui 200 metri (nel 2009 e nel 2013), è il secondo crono dell’anno nel Vecchio Continente. La “panterita” delle Fiamme Gialle abbassa comunque decisamente il primato stagionale con 51.32, in crescita rispetto al 51.51 del meeting di Marsiglia. Per il bronzo c’è Maria Benedicta Chigbolu: la portacolori dell’Esercito con 52.14 avvicina il 52.08 di ieri in batteria.

BONGIORNI E CATTANEO BRONZO - Un’altra medaglia internazionale per Anna Bongiorni. Nella scorsa stagione la 24enne pisana dei Carabinieri aveva vinto il bronzo sui 200 alle Universiadi di Taipei e anche stavolta, ma nei 100 metri, sale sul terzo gradino del podio ai Giochi del Mediterraneo con 11.53 (-0.5). Dietro l’imprendibile francese Orlann Ombissa-Dzangue (11.29), l’azzurra viene indicata inizialmente al secondo posto ma poi è terza in 11.53 preceduta per questione di millesimi dalla greca Rafailia Spanoudaki, argento con lo stesso crono. “Questi millesimi che mi sono mancati oggi per l’argento - le parole di Anna Bongiorni - spero di trasformarli in una bella energia per andare forte con la staffetta 4x100. Penso di essere sulla strada di una buona condizione e il risultato di stasera mi dà comunque fiducia”. Ottava la veneta Johanelis Herrera (11.72). Anche il campione italiano Federico Cattaneo si mette al collo la medaglia di bronzo con 10.37 (-0.6). Il 24enne lombardo dell’Atletica Riccardi Milano 1946 viene preceduto soltanto da due turchi di origine giamaicana: Jak Ali Harvey (10.10) e Emre Zafer Barnes (10.32).

DESALU 20.25 NEL VENTO - Un gran gara per Eseosa Desalu in batteria. La sua migliore di sempre nei 200 metri e soltanto il vento oltre il limite (+2.6) impedisce a “Faustino” di realizzare il record personale: un soffio beffardo, visto che finora l’anemometro di Tarragona non era mai andato sopra il consentito sul rettilineo. Ma il suo 20.25 è un crono da applausi e solo Pietro Mennea ha corso più velocemente tra gli italiani, considerando anche i risultati ventosi. Il 24enne delle Fiamme Gialle, 20.31 di personal best e cresciuto sulla pista di Casalmaggiore sotto la guida di Giangiacomo Contini, corre in ottava corsia però esce molto bene dalla curva. Poi si distende, dopo aver ingaggiato un duello a distanza con il francese Mickael-Meba Zeze che è in seconda corsia e viene nettamente sconfitto con 20.52. Nella seconda batteria si qualifica anche Davide Manenti, terzo in 20.59 (+1.3) mentre la vittoria è del turco Ramil Guliyev, campione mondiale in carica, che controlla con il ginocchio sinistro fasciato e si impone in 20.50. Finale domani alle ore 20.15.

Sto diventando l’uomo del vento - scherza Desalu che l’anno scorso a Trieste aveva vinto gli Assoluti in un 20.32 appena ventoso (+2.2) -, forse ora devo andare a cercare su internet i 10 modi per tenere a bada Eolo! A parte le battute, ero in ottava corsia e non avevo una grandissima visuale. Il clima della gara, però, mi sembrava buono e ci ho provato. Il crono sul display mi ha fatto sgranare gli occhi, peccato che l’anemometro abbia detto altro. Mi sento pronto per un crono del genere anche in condizioni normali. Vediamo cosa salterà fuori in finale”.

DISCO: ANIBALLI SESTA - Nessun dubbio sulla supremazia della croata Sandra Perkovic, campionessa di tutto nel disco. Oggi l’unico vero interrogativo è sulla misura vincente che alla fine è di 66,46, con l’argento alla portoghese Liliana Cà (60,05) e il bronzo alla greca Chrysoula Anagnostopoulou (58,85). Entra nella finale a otto l’azzurra Valentina Aniballi con 57,15 al terzo turno, per il sesto posto. La primatista italiana under 23 Daisy Osakue non trova invece la spallata giusta e chiude undicesima con un unico lancio valido, il secondo della sua gara a 51,49.

BERTONI OTTAVA NELLE SIEPI - Gara tutta sul ritmo nei 3000 siepi, con l’albanese Luiza Gega nel ruolo di front runner dalle prime battute. La vicecampionessa europea si impone in 9:27.73 davanti alla tunisina Habiba Ghribi (9:34.62), iridata nel 2011 e oro olimpico nel 2012, poi bronzo in rimonta alla slovena Marusa Mismas (9:35.57). Ottava l’emiliana Francesca Bertoni in 9:56.21, recuperando qualche posizione nel finale. La sfida dell’asta, che dura quasi due ore e mezza per terminare ben oltre la chiusura delle competizioni su pista, va alla francese Ninon Guillon-Romarin (4,46) sulla slovena Tina Sutej (4,41). Per la favorita greca Nikoleta Kiriakopoulou c’è solo il bronzo a 4,31 dopo due nulli a 4,41 e l’ultimo errore a 4,46.

AZZURRE OK NEI 200 - Due su due per le sprinter italiane sui 200 metri. Nella seconda batteria Gloria Hooper si aggiudica il successo parziale con 23.12 (+1.4) che vale il primato stagionale, sei centesimi in meno del 23.18 ottenuto al meeting di Ginevra. In precedenza secondo posto di Irene Siragusa che corre in 23.23 dalla corsia più esterna, la settima, con vento contrario ma per il momento meno intenso rispetto a ieri (-0.4). La velocista senese, 25 anni compiuti da pochi giorni (il 23 giugno), esce dalla curva alle spalle della francese Carolle Zahi e poi si esprime bene nella seconda parte di gara, in cui viaggia alla stessa velocità della transalpina che vince nel personal best di 23.09. Per l’azzurra, a metà giugno diventata la seconda italiana di sempre nei 100 metri con 11.21 a Orvieto, è il quinto tempo in carriera sul mezzo giro di pista e il secondo di questa stagione, dopo il 23.06 realizzato a Firenze nella seconda fase dei Societari Assoluti. Domani la finale alle ore 20.25.

FINALE PER BENEDETTI - Anche se con l’ultimo crono utile per il recupero, Giordano Benedetti stacca il pass per la finale degli 800 metri che si disputerà sabato alle ore 20.00. Il 29enne trentino corre nella più veloce delle due batterie, e probabilmente anche la più impegnativa, in cui si piazza quinto con 1:48.21. Si sgomita all’inizio e poi va in fuga lo spagnolo Alvaro De Arriba, uno dei favoriti non solo per il successo in questa manifestazione ma anche per il podio europeo a Berlino dopo averlo già raggiunto nella scorsa stagione con il bronzo continentale indoor. Al suono della campana si lanciano all’inseguimento l’algerino Yassine Hethat e il tunisino Riadh Chninni (poi secondo in 1:47.55 e terzo in 1:47.71), più dietro l’azzurro che cerca di mantenere almeno la quarta posizione e si impegna fino in fondo, prima di essere sopravanzato dal bosniaco Abedin Mujezinovic (1:48.12). Qualificazione diretta per i primi tre, con ripescaggio di due crono: la seconda batteria è decisamente più lenta (1:49.48 vincente del marocchino Mostafa Smaili) e allora Benedetti potrà tornare di nuovo in pista nella quarta e ultima giornata.

DAY 3 CON 14 AZZURRI - Nella terza giornata di domani, venerdì 29 giugno, attesi in gara 14 atleti italiani mentre saranno in palio altri 10 titoli. Il via alle ore 19.30 per la finale del disco con Giovanni Faloci e Hannes Kirchler, quindi dalle 19.45 in pedana l’altista Marco Fassinotti e dalle 20.00 il salto triplo di Ottavia Cestonaro e Dariya Derkach. Poi le finali su pista che scatteranno alle 20.05 per i 400 ostacoli con José Bencosme. Sui 200 metri ai blocchi di partenza Eseosa Fausto Desalu e Davide Manenti tra gli uomini (ore 20.15), Gloria Hooper e Irene Siragusa al femminile (20.25). La finale degli 800 metri vedrà in azione Yusneysi Santiusti alle ore 20.35, quella dei 100 ostacoli Luminosa Bogliolo alle 20.55, per chiudere con i 1500 metri (ore 21.05) in cui saranno impegnati Mohad Abdikadar e Joao Bussotti.

Luca Cassai

 

Commenti? | Jun 29, 2018

TORTU 9.99, BATTUTO IL RECORD DI MENNEA

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di Marco Sicari

Filippo Tortu

Il ventenne delle Fiamme Gialle abbatte a Madrid il muro dei 10 secondi nei 100 metri ed entra nella storia dell'atletica azzurra

Un’impresa di quelle che fanno la storia, la piccola, grande storia dell’atletica italiana. Madrid regala a Filippo Tortu e a tutto il movimento azzurro una serata indimenticabile, con uno dei record più antichi, il monumentale 10.01 di Pietro Mennea nei 100 di Città del Messico, stabilito il 4 settembre 1979, che cade, abbattuto dall’inarrestabile talento del sardo-brianzolo, ormai lanciato nel firmamento internazionale dello sprint. Tortu è secondo nella finale del meeting madrileno, ma il cronometro gli assegna il premio più ambito, ovvero, un tempo a tre cifre: 9.99 (vento +0.2), due centesimi meglio del record di Pietro Mennea, uno al di sotto della barriera delle barriere in atletica leggera. In gara lo precede solo il cinese Su Bingtian, capace di 9.91 e soprattutto di riscattarsi dopo l’ex-aequo della batteria, quando era piombato sul traguardo insieme all’azzurro, entrambi accreditati di 10.04 (-0.1). Ma poco importa, Tortu attende il responso del cronometro, capisce che l’impresa, così come l’avversario, è vicina, vicinissima: all’apparire delle tre cifre, esplode in una gioia incontenibile, grida, corre, abbraccia tutti, il fratello Giacomo per primo, ma poi tutto il suo numeroso team, il manager, coach-papà Salvino per ultimo, ma questo è visibilmente il momento più intenso. È il risultato della serata, il pubblico del Moratalaz lo adotta, il tabellone del cronometro diventa suo per uno scatto fotografico storico, le troupe televisive arrivate appositamente dall’Italia lo bramano in zona mista. Lui, Filippo, dopo la gioia, torna presto tranquillo, nei confini che tutti gli riconoscono, quelli dell’uomo di ghiaccio, e scansa subito il paragone con Pietro Mennea, come fatto tante volte in questi mesi: “Lui rimane il più grande – le parole di Filippo – non ci sono discussioni. Io sono felice per questo risultato, ma Pietro ha fatto la storia dello sport. Oggi il merito è al 99% di mio padre Salvino, è lui che si realizza per questo mio risultato, si realizza come tecnico capace di innovare, di portare nuove idee e metodologie. È un grande allenatore”.

 

 

Le interviste si susseguono, così come i selfie e le richieste di autografi, Filippo è la star, ma è ora di andare all’antidoping, bisogna fissare da ogni punto di vista quel crono a tre cifre.

“La mia strada è già fissata, questo record non cambia molto – conclude Tortu – l’obiettivo annuale è rappresentato dai Campionati Europei. Se mi migliorerò ancora? Io credo di sì: faccio atletica per migliorarmi sempre”. La strada è fissata. Ora l’inevitabile overdose di attenzioni mediatiche, il ritorno tra gli affetti più cari, e poi subito via con i Giochi del Mediterraneo, ancora in Spagna, Tarragona, dove correrà la staffetta 4x100. Il meeting di Montecarlo, con i suoi 200 metri, rappresenta l’ultimo (possibile) step prima di Berlino. Dove Filippo non ha ancora deciso cosa fare. “Lo vedremo – chiarisce papà-coach Salvino – ci metteremo seduti con il presidente Giomi, Il DT Locatelli, coach Filippo Di Mulo, con la Federazione, e vedremo cosa fare, se solo i 100, o anche i 200. Per ora mi godo il risultato di Filippo, lo avevo sognato, questo è sicuramente uno dei momenti più belli della mia vita. In batteria Filippo aveva sbagliato, andando troppo sulle frequenze: ne abbiamo parlato, e si è corretto, perché due di seguito non ne sbaglia”. Già questo è il dato atipico, straordinariamente atipico di questo campione che riesce a correggersi sempre, che impara dai propri errori e ha la sensibilità motoria, oltre che la freddezza nervosa, di eliminare ogni asperità. La corsa del record è magnifica: buona partenza, non troppo distante da uno specialista come Su Bingtian, e poi quel lanciato che è ormai la nota caratteristica di Tortu. In definitiva, 43,5 appoggi, dal blocco al traguardo, con un'azione sempre composta. Tra i battuti, anche uno specialista come il sudafricano Simbine, rimasto a due centesimi, già capace di 9.99 in batteria. È una notte magica per l’atletica azzurra. La notte madrilena di Filippo Tortu.

LA NOTA STATISTICA - Il giovane brianzolo di origine sarde, allenato da papà Salvino, è il 134° uomo in ordine cronologico sotto i 10 secondi nella storia dell’atletica. Adesso è il quindicesimo europeo di sempre a livello assoluto e il sesto tra gli under 23, oltre che il terzo europeo bianco dopo il francese Christophe Lemaitre (9.98 nel 2010, poi migliorato fino a 9.92 nel 2011) e l'azero con passaporto turco Ramil Guliyev (9.97 nel 2017). Nelle liste stagionali del Vecchio Continente invece consolida la terza posizione.

10.04 IN BATTERIA - Tortu in precedenza aveva vinto la batteria dei 100 metri al Meeting di Madrid. Lo sprinter azzurro, presentato con il clamore dedicato ai grandi dallo speaker della manifestazione, corre in 10.04 sulla pista dello stadio Moratalaz (vento quasi nullo: -0.1) eguagliando il crono realizzato il 31 maggio al Golden Gala di Roma, e guadagnando l'accesso alla finale (si corre alle 21.15 di stasera). In questo primo round, corso sul rettilineo opposto a quello d'arrivo, l'azzurro taglia il traguardo appaiato il cinese Su Bingtian, l'ex primatista nazionale dei 100 e argento mondiale indoor dei 60 metri, a pari merito in 10.04 come l'italiano. Tutto come da copione: Su Bingtian, specialista delle prove in sala, è più lesto in fase di avvio, e guadagna circa un metro su Tortu; l'azzurro non si scompone, lancia la sua ormai caratteristica progressione fino a riagganciare negli ultimi appoggi l'avversario. Nella prima batteria, successo e crono sub-10 secondi per il sudafricano Akani Simbine: il suo 9.98 è ovviamente il miglior tempo di ammissione alla finale. Tortu correrà la finale in corsia cinque, a fianco di Simbine, corsia quattro. Una sfida che si preannuncia di grande interesse. 

DONATO 16,62 PER COMINCIARE - Nella gara di esordio stagionale all’aperto Fabrizio Donato (Fiamme Gialle) atterra a 16,62 (+0.1) sulla pedana del triplo. L’infinito capitano azzurro, a 41 anni, inizia la gara con 16,04 e poi va in crescendo: 16,51-16,60-16,62 prima di passare il quinto tentativo e chiudere a 16,09 per finire quinto. L’unico a superare i 17 metri questa sera è il cubano naturalizzato azero Alexis Copello con 17,01 (0.0). Sui 3000 siepi il vicecampione europeo under 23 Ahmed Abdelwahed (Fiamme Gialle) è settimo in 8:35.91 migliorando il record personale di quasi un secondo. Nell’alto ottavo Christian Falocchi (Brixia Atletica 2014), appena entrato in Fiamme Oro, con il primato stagionale di 2,20 alla terza prova nella gara vinta dall’iridato indoor russo Danil Lysenko a quota 2,30 mentre il giavellottista Roberto Bertolini (Fiamme Oro) coglie il sesto posto con 74,11.

LA SPAGNA VA A 400 - Tra gli altri risultati, da segnalare la super gara dei 400 piani, con ben tre atleti (due dei quali spagnoli) al di sotto dei 45 secondi: alle spalle del dominicano Santos, capace di 44.66, si piazzano Bruno Hortelano, record di Spagna con 44.69, e Oscar Husillos, personale fissato a 44.73; messaggio chiaro in vista degli Europei di Berlino (e il 45.58 del terzo spagnolo, Garcia, settimo, la dice lunga anche in chiave staffetta del miglio).

(hanno collaborato Alessio Giovannini e Luca Cassai)

1 commento | Jun 23, 2018

Turbo Tortu infiamma il Golden Gala: 10.04!

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La notte magica di SuperPippo: chiude terzo nei 100 a tre centesimi da Mennea, dietro a Baker (9.93 WL) e Vicaut (10.02), battuto Coleman. "Serata fantastica, dal pubblico dell'Olimpico la spinta in più"

 

Filippo Tortu festeggia allo stadio Olimpico (foto Colombo/FIDAL)GIOIA TORTU - Le parole di Tortu: "Ho fatto una grande rimonta! La partenza secondo me era abbastanza buona, magari sembra una schifezza perché di fianco avevo quei mostri lì. Poi non so spiegare, vedevo Baker e gli altri davanti, mi sono un po’ scomposto e ho lasciato qualcosa in pista. Però mi ritengo soddisfatto al 99.9%. Ho battuto Coleman e fa un effetto assurdo, lui sarà il prossimo campione del mondo ed essergli arrivato davanti è un grande risultato". Rispetto al 10.03 di Savona? "Quella pista regala ottime prestazioni ma il pubblico dell’Olimpico mi ha dato sicuramente una spinta in più, quindi ho corso in pari condizioni. Il muro dei 10? Ne parlerò solo quando l’avrò fatto. Penso a Berlino, per concentrarmi sui 100, ma non dimentichiamoci della staffetta". Serata amara per Jacobs: "Credo sia stata la gara peggiore dell’anno, non mi so spiegare il perché. Stavo molto bene e in allenamento avevo fatto ottime cose. Sono partito male, sono stato indurito tutto il tempo ed ero indurito alla fine. È un peccato perché volevo far vedere al pubblico quanto posso valere. Nelle prossime gare cercheremo di rifarci e l’obiettivo principale è chiaramente Berlino".

Marco Buccellato (hanno collaborato Nazareno Orlandi e Federico Pasquali)

La world lead di Ronnie

Baker (9.93/-0,4, personale eguagliato) e la sua seconda vittoria consecutiva su Christian Coleman non toglie neanche un po' della luce in cui Filippo Tortu si infila. L'azzurro è straordinario, insegue in partenza ma recupera e sorpassa garretti di prim'ordine fino a batterli. Il crono di Tortu è 10.04, a un centesimo dal suo 10.03 di Savona, ottenuto in condizioni fantastiche. Non è il record cui in tanti aspiravano assistere, ma SuperPippo ci va sotto audace di tre centesimi e con vento contrario, e soprattutto è un gran terzo posto, mai ottenuto da uno sprinter italiano in Diamond League. Un terzo posto che vale moltissimo, dietro Baker e al primatista europeo Vicaut (10.02), e signori, davanti a Christian Coleman (10.06, rialzatosi negli ultimi due metri), e gente come Simbine, Rodgers, Young, Guliyev. Lamont Jacobs pareggia proprio il crono del turco (10.19), ma gli sta davanti per millesimi, settimo. Roma festeggia il suo ragazzo d'oro con 37.700 applausi. Tanti accorsi all'Olimpico per il Golden Gala Pietro Mennea e per un ragazzo di nemmeno vent'anni che gli somiglia sempre di più.

  

1 commento | Jun 01, 2018

Golden Gala: anche i Master in pista

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(foto Colombo/FIDAL)

Nel pomeriggio di giovedì 31 maggio, allo Stadio Olimpico di Roma, torneranno le gare dedicate agli atleti master in occasione del Golden Gala Pietro Mennea. Un preludio al meeting internazionale, per il quinto anno consecutivo, e anche un’opportunità per partecipare in una cornice unica, sulla pista che poco più tardi accoglierà le stelle dell’atletica mondiale. Complessivamente in questa edizione si svolgeranno 6 gare “over 35” a invito, tenendo conto soprattutto dei risultati ottenuti nella rassegna tricolore indoor che è servita come prova di selezione a livello individuale.

L’apertura sarà tutta per le staffette 4x100 metri, con tanti dei migliori club classificati nella finale nazionale per club della scorsa stagione: donne alle ore 17.40 e uomini alle 17.50. Presenti in entrambi i settori Athlon Bastia, Romatletica Footworks, Liberatletica Roma e Atl. Ambrosiana, poi gli uomini di La Fratellanza 1874 Modena, Atl. Vicentina, Olimpia Amatori Rimini, Road Runners Club Milano e Toscana Atl. Futura, insieme alle donne di Atl. Insieme Verona, Atletica dei Gelsi, Atl. Varazze, Cba Cinisello Balsamo e Giovanni Scavo 2000. E poi quattro gare individuali, che vedranno alla partenza alcuni tra i protagonisti del movimento nazionale.

Per il mezzofondo si correranno i 1500 metri: alle ore 18.00 le donne con Simona Prunea, che ha vinto tre ori W45 ai Mondiali indoor nella scorsa stagione, e la pluricampionessa iridata Paola Tiselli, ma anche Cristina Gallì, bronzo W50 quest’anno agli Europei in sala, ed Elena Fustella, più volte sul podio a livello continentale. Gli uomini saranno impegnati alle 18.10 sui 1500 metri con i neoprimatisti italiani degli 800 al coperto Giuseppe Ugolini (SM55) e Alfredo Bonetti (SM60).

Infine le spettacolari sfide dello sprint, con i 100 metri femminili (ore 18.20) che annunciano Miriam Di Iorio e Marta Roccamo, argento europeo indoor della staffetta 4x200 W50, oltre a Cristina Sanulli, bronzo continentale dei 200 W45 al coperto, e Marinella Signori, che di recente ha migliorato in due occasioni il limite italiano SF55 con 13.62 e 13.57. Gran finale con i 100 maschili (ore 18.30) in cui è iscritto Mario Longo, azzurro della velocità (bronzo nella 4x100 agli Europei di Spalato nel 1990) che quest’anno a Madrid ha confermato il titolo europeo indoor dei 60 M50. Pronti a sfrecciare sul rettilineo dell’Olimpico fra gli altri Alfonso De Feo, due ori M50 (200 e 4x200) nella capitale spagnola, l’ex campione italiano di rugby Giulio Morelli, salito sul trono europeo in sala dei 60 M55, e Massimiliano Poeta, bronzo continentale M45 sui 400 metri.

TV - Diretta sulle reti RAI per il Golden Gala. La prima parte sarà dalle ore 20.00 alle 20.25 su RaiSport, per proseguire dalle ore 21.05 e fino alle 22.30 su Rai 2. La trasmissione sarà disponibile gratuitamente su tutte le piattaforme: terrestre, via satellite e in diretta streaming sul web, all’indirizzo www.raiplay.it.

1 commento | May 30, 2018

Baker-Coleman: Eugene lancia il duello di Roma!

Posted by linfordbif in International

 L'arrivo dei 100 con Ronnie Baker e Christian Coleman (foto IAAF Diamond League)

I due sprinter statunitensi volano nei 100 metri della terza tappa della IAAF Diamond League: 9.78 e 9.84 nel vento (+2.4). Il 31 maggio nuovo round al Golden Gala. Fantastico Lyles: 19.69 nei 200. 

 

di Marco Buccellato

Il 31 maggio al Golden Gala Pietro Mennea sarà una sfida senza limiti di velocità. Il messaggio arriva forte e chiaro da oltreoceano, dai 100 metri del Prefontaine Classic di Eugene infiammati da un match supersonico che ha visto sfrecciare Ronnie Baker in 9.78 (vento +2.4) davanti al 9.84 dell'argento mondiale Christian Coleman. La rivincita è già lanciata sul rettilineo dello Stadio Olimpico di Roma per la quarta tappa della IAAF Diamond League. L'ora "X" scatterà alle 21.35 in una gara che sta già tenendo tutti col fiato sospeso anche in casa Italia. Ai blocchi di partenza ci saranno infatti gli azzurri Filippo Tortu e Marcell Jacobs che approdano nella Capitale dopo il tornado dell'exploit di Savona. Super Pippo con 10.03 è arrivato a soli due centesimi dal record italiano della leggenda Pietro Mennea (10.01 nel 1979 a Città del Messico), Jacobs si presenta con 10.08 (preceduto da un 10.04 ventoso). Crono che fanno sognare.

Tornando a Eugene, sui 200 Noah Lyles centra un favoloso 19.69 (2.0) per la decima prestazione di sempre, mondiale stagionale eguagliato, davanti al trinidegno Richards (20.05) e al canadese Brown (20.07). Nei 100 donne uno-due delle ivoriane Marie-Josée Ta Lou (10.88/1.9) e Murielle Ahoure (10.90) che precedono l'oro di Rio Elaine Thompson (10.98). Migliori prestazioni mondiali stagionali anche per Shaunae Miller-Uibo sui 400 donne (49.52), Timothy Cheruiyot sul miglio (3:49.87), Caster Semenya sugli 800 metri (1:55.92), Shelbi Houlihan sui 1500 donne (3:59.06), Genzebe Dibaba sui 5000 metri (14.26.89), Benjamin Kigen sui 3000 siepi (8.09.07). Il prodigio norvegese Jakob Ingebrigtsen centra il record europeo under 20 sul miglio in 3.52.28.

Mutaz Barshim batte Danil Lysenko nella rivincita del mondiale indoor. L'altista qatarino supera 2,36 e sbaglia tre prove a 2,42. Il russo è secondo con 2,32, terzo il cinese Wang Yu con 2,32. Christian Taylor vince il triplo all'ultimo salto con 17,73 (-1.3) impedendo a Will Claye (17,46/3.0) di pareggiare gli scontri diretti. Bordate del campione olimpico di getto del peso Crouser (22,53, primato del meeting), che precede il polacco Haratyk (21,97), il brasiliano Romani (21,95, primato del Sud America) e il campione del mondo Walsh (21,84). Successi firmati Giamaica sugli ostacoli: Omar McLeod vince i 110hs in 13.01 (3.0), Janieve Russell i 400hs in 54.02. Asta donne alla veterana Jenn Suhr che vince la gara con 4,85 (record del meeting), a pari quota con la neozelandese Eliza McCartney, che centra il record dell'Oceania. Terza Sandi Morris con 4,70. Nel miglio internazionale d'inizio meeting vittoria dell'australiano Mathews in 3:57.02, la 400esima prestazione sotto i quattro minuti nella storia dell'Hayward Field. Nelle altre gare di ieri notte, vittorie di Sam Kendricks nell'asta (5,81), Emmanuel Korir sugli 800 (1:45.16), Thomas Rohler nel giavellotto (89,88, primato del Prefontaine), Solomon Barega sulle due miglia (8:20.01, world best under 20), Natoya Goule sugli 800 donne (2:00.84) e Dani Jones sui 1500 metri in 4:07.40.

JET USA SU EUGENE - Un gran 100 metri uomini, vinto negli ultimi venti metri da Ronnie Baker in un sontuoso 9.78 dopo aggancio e distacco su Christian Coleman, partito più che bene. Il vento di 2,4 metri al secondo ha tolto la legittimità del crono sensazionale a Baker, tutt'ora leader mondiale stagionale in 9.97 assieme al connazionale Bacon. Coleman si è arreso per otto centesimi (9.84). Sotto i 10" anche in vincitore di Shanghai Prescod (9.88), il cinese Su (9.90) e il terzo statunitense Young (9.94). A Roma, giovedì 31 maggio al Golden Gala Pietro Mennea, l'attesissimo bis tra Coleman e Baker. Doppietta USA uomini, doppietta Costa D'Avorio donne, come al mondiale indoor. La coppia Ta Lou-Ahoure non perdona e sfreccia quasi all'unisono in 10.88 (1.9) e 10.90. Un metro dietro le africane c'è l'olimpionica Elaine Thompson (10.98), poi una Schippers in ripresa (11.01) e finalmente la campionessa del mondo Bowie in 11.03. Tutte e otto sotto gli 11.10 per il miglior 100 della prima parte della stagione assieme a quello di Doha, vinto sempre dalla Ta Lou in 10.85. A fine pomeriggio arriva la bomba-Noah Lyles, forse il miglior interprete del mezzo giro di pista del dopo-Bolt. In corsia esterna, recita un rettilineo magistrale e lascia senza fiato il pubblico dell'Hayward Field in 19.69, mondiale stagionale eguagliato con 2 metri di vento, decima prestazione all-time. Fuori per infortunio Makwala, il secondo posto è andato a debita distanza al trinidegno Richards (20.05), il terzo al canadese Brown (20.07). Spento il campione del mondo Guliyev (20.57).

 

Commenti? | May 28, 2018

Filippo Tortu e Marcell Jacobs in finale Filippo Tortu 10.03, trema il record di Mennea!

Posted by linfordbif in Training

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Filippo Tortu da oggi è il secondo sprinter azzurro di sempre alle spalle del mito Pietro Mennea. Dopo il 10.09 della batteria, il campione europeo under 20 vola nella finale dei 100 metri del meeting internazionale di Savona in uno strepitoso 10.03 (vento +0.7), ad appena 2 centesimi dal record italiano dell'indimenticabile Freccia del Sud. Il quasi ventenne lombardo delle Fiamme Gialle, orgogliosissimo delle origini sarde della sua famiglia, fa così tremare quel 10.01 che Mennea corse ai 2200 metri di altitudine di Città del Messico il 4 settembre del 1979. Quello di Tortu, invece, a livello statistico è il più veloce tempo di sempre di un italiano a livello del mare. Il giovane azzurro, intanto, manda in archivio anche il primato nazionale under 23 fin qui detenuto da Carlo Boccarini con 10.08 (Rieti, 9 maggio 1998). In scia a Savona brilla Marcell Jacobs che, a fianco di Tortu, si migliora a un notevolissimo 10.08 (nel primo round aveva corso un 10.04 ventoso) che lo spedisce al quarto posto delle liste nazionali alltime. Ranking internazionali alla mano, in questo avvio di stagione, Tortu con 10.03 è il settimo al mondo e terzo europeo nel 2018; per Jacobs con 10.08 c'è il quinto posto nelle liste 2018 del Vecchio Continente. I due azzurri si troveranno di nuovo faccia a faccia il 31 maggio allo Stadio Olimpico di Roma per il Golden Gala insieme all'argento iridato Christian Coleman e agli uomini più veloci del mondo. Fiato sospeso e occhio al cronometro.

 

 

"E' stata una gara fantastica - il commento di super Pippo Tortu che aveva fatto il suo esordio stagionale il 13 maggio a Rieti con un già promettente 10.16 -. Io senza Marcell e lui senza di me, probabilmente oggi non sarebbero venuti fuori certi tempi. Record in altura o a livello del mare? Per me esiste un solo primato italiano dei 100 metri ed è il 10.01 di Mennea. Sono sicuro che al Golden Gala ci miglioreremo tutti e due ancora. Sarà un grande spettacolo, venite a vederci! Il prossimo bianco sotto i 10 secondi? Adesso pensiamo ad andare forte, il resto magari verrà da sé... Agli Europei di Berlino con Jacobs per far bene nei 100 metri, ma non solo perché con gli altri azzurri della 4x100 possiamo mettere su davvero una bella staffetta!".

“Un po’ brucia - le parole di Jacobs - perché c’era una sfida e l’ho persa. Spero di rifarmi a Roma. Ho pensato al tempo invece che a correre bene, e questo mi ha portato a irrigidirmi. Ma se mi irrigidisco e corro 10.08 va bene. Staffetta? Puntiamo almeno a una medaglia europea, faremo un raduno a Casalmaggiore per prepararci”.

 PRIMO ROUND: JACOBS 10.04 NEL VENTO, TORTU RISPONDE 10.09 - In batteria Filippo Tortu e Marcell Jacobs sono due fulmini sul rettilineo azzurro del Fontanassa. Il campione europeo under 20 dei 100 metri nel primo round dei 100 metri sfreccia in 10.09 (vento +1.2), un crono che lo catapulta al quarto posto delle liste italiane alltime a 8 centesimi dal record del mito Pietro Mennea (10.01 a Città del Messico nel 1979). Il quasi ventenne lombardo delle Fiamme Gialle migliora così il 10.15 con cui un anno fa, su questa stessa pista, aveva stabilito il primato nazionale under 20. Prima di lui, nell'altra batteria, era stata la volta di Jacobs, il lunghista diventato sprinter che ha fatto sgranare gli occhi con un sensazionale 10.04. Peccato solo per il vento troppo generoso alle sue spalle (+3.0) che toglie la soddisfazione del personal best al 23enne delle Fiamme Oro, quest'anno già sceso a 10.12. Statistiche alla mano, però, Marcell realizza comunque il terzo crono italiano di sempre in ogni condizione alle spalle sempre di Mennea: la Freccia del Sud corse, infatti, anche un 9.99 ventosissimo a Bari (+7.2) il 13 settembre del 1978.

 

GLI ALTRI AZZURRI DELLO SPRINT - Il tricolore assoluto Federico Cattaneo (Atl. Riccardi Milano 1946) si aggiudica la finale B in 10.33 (+1.5), secondo tempo in carriera tra quelli con vento regolare. Nella batteria vinta da Tortu, da segnalare anche il 10.46 (+1.2) del non ancora 18enne trentino Lorenzo Paissan (Lagarina Crus Team) che fa quindi il suo ingresso nella top ten italiana under 20 di sempre, all’ottavo posto, mentre nel primo round comandato da Jacobs c’è il 10.34 (+3.0) del 23enne Alessandro Piubeni (Interflumina è più Pomì). 

1 commento | May 24, 2018

Tortu: la prima è da 10.16, exploit Lambrughi 48.99

Posted by linfordbif in Training

di Alessio Giovannini

Il campione europeo under 20 esordisce sui 100 metri a Rieti arrivando a un centesimo dal PB. Grande gara dell'ostacolista lombardo, primo europeo 2018 e quarto azzurro alltime. Filippo Tortu in gara a Rieti (foto L. Bufalino)

Il primo lampo del 2018 di Filippo Tortu, 10.16 (+1.5) nei 100 metri, l'exploit di Mario Lambrughi, 48.99 nei 400hs. A Rieti, Super Pippo Tortu, campione europeo under 20 dello sprint, inaugura la sua stagione all'aperto in una gara praticamente senza rivali che lo proietta al traguardo ad appena un centesimo dal personal best di 10.15 ovvero il suo record italiano junior. Un crono che sbriga subito la pratica dello standard di iscrizione (10.20) per i Campionati Europei di Berlino. L'agenda dell'ancora 19enne delle Fiamme Gialle (ne compirà 20 il prossimo 15 giugno) è già fissata: stasera il big match Roma-Juventus (Pippo è un super tifoso bianconero) e poi ancora due sprint sui 100 metri, il 23 maggio a Savona e il 31 maggio al Golden Gala Pietro Mennea a Roma dove affronterà il fulmine statunitense Christian Coleman e l'altro azzurro Marcell Jacobs (attuale capolista stagionale con 10.12). Per la cronaca, dietro di lui oggi finiscono il pugliese Luca Antonio Cassano (Firenze Marathon) 10.47 e lo junior trentino Lorenzo Paissan (Lagarina Crus Team) 10.50.

1 commento | May 14, 2018

Rieti: Filippo Tortu all'esordio, ma il 13 maggio

Posted by linfordbif in Italia

 Filippo Tortu (foto Colombo/FIDAL)

Il campione europeo under 20 dei 100 metri scenderà in pista domenica sul rettilineo dello stadio Raul Guidobaldi. Howe in gara nei 200 e sfida azzurra sui 400hs maschili.

Slitta di 24 ore l'esordio stagionale sui 100 metri di Filippo Tortu. Viste le non incoraggianti previsioni meteo di sabato prossimo, l'atteso debutto del campione europeo e recordman italiano under 20 è stato posticipato a domenica 13 maggio, sempre a Rieti in una gara extra della prima prova regionale dei Societari Allievi. Si va sui blocchi di partenza alle 13.20. Domenica saranno esattamente 296 giorni dall'ultima uscita dell'ancora 19enne delle Fiamme Gialle sui 100 metri, dopo la vittoria in finale agli Europei U20 di Grosseto 2017. Intanto Filippo è atteso venerdì 11 maggio a Roma dove, insieme al bronzo mondiale indoor dell'alto Alessia Trost, sarà tra i protagonisti della conferenza stampa di presentazione (ore 11.30) del Golden Gala Pietro Mennea 2018 (31 maggio).

Nel frattempo in questo avvio di stagione si è fatto notare il lunghista Marcell Jacobs che, vestiti i panni dello sprinter, guida il ranking nazionale 2018 dei 100 metri con il recente 10.12 (quinto italiano alltime) di Campi Bisenzio. E a Rieti (domenica ore 15.10) è atteso in azione per un test di velocità anche il primatista italiano del lungo Andrew Howe. L'atleta dell'Aeronautica, all'indomani del suo 33esimo compleanno, aveva inizialmente programmato di correre anche i 100, ma ha scelto di cimentarsi solo nei 200 metri di cui è stato campione del mondo junior nel 2004.

Sull'anello dello stadio Raul Guidobaldi da seguire anche la sfida sui 400hs (ore 13.45) che vedrà impegnati Josè Bencosme (Fiamme Gialle), Lorenzo Vergani (CUS Pro Patria Milano), Mario Lambrughi (Atl. Riccardi Milano 1946), Mattia Contini (Aeronautica) e Leonardo Capotosti (Fiamme Gialle).

1 commento | May 09, 2018

La condivisione di esperienze sportive avvicina persone e rafforza l’amicizia

Posted by linfordbif in Training

IMG_7156 Lo sport permette di sperimentare sia benessere che performance, fa rincontrare vecchi amici e ne fa conoscere nuovi amici, fa conoscere nuovi luoghi e nuove culture, fa apprezzare luoghi e persone.
Lo sport fa faticare, fa avere periodi di demotivazione o infortuni, ma fa riprendere sempre la strada per continuare a sognare e raggiungere mete e sogni ambiti, sfidanti anche se difficili.

Lo sport abbatte barriere culturali e generazionali, avvicina persone, paesi, popoli, rende liberi. Puoi salire quando vuoi sul treno dello sport, non c’è un età per iniziare o per smettere, puoi stare davanti o dietro, se sei stanco puoi rallentare, decidi tu quando scendere, non devi dar conto a nessuno se non a te stesso, puoi arrivare ultimo ma sarai sempre acclamato.

Lo sport fa perdere l’età anagrafica, si apprezza il gusto di sporcarsi, cadere, sbagliare. A volte lo sport contagia, confonde, fa perdere il senso del tempo, il tempo che passa, il traguardo che arriva; a volte lo sport fa incontrare persone e paesaggi, fa viaggiare nei sogni e nella realtà. Questo è lo sport che vogliamo, certi treni passano, bisogna prenderlo al volo e lasciarsi trasportare per strade, ville, parchi e monti.

Non c’è un’esatta modalità per partecipare al treno dello sport, puoi sperimentare benessere o performance o entrambi. Sport è anche solidarietà, inclusione, integrazione, consapevolezza corporea dei propri limiti, osare senza esagerare, lo sport dà ma a volte toglie, lo sport è anche rete sociale, è anche fidarsi e affidarsi.
Quello che raccontano tante persone è che lo sport rende felici, ti libera la mente da tensioni e problemi accumulati durante la giornata o nel corso di altre attività quotidiane meno piacevoli.

Sto approfondendo argomenti che hanno a che fare con la consapevolezza, la passione e motivazione, il mettersi in moto, il costruire mete, obiettivi, realizzare sogni. Si sperimenta qualcosa che ha a che fare con la gioia di vivere, vivere intensamente, vivere situazioni forti, superare crisi e problemi, uscire dalle situazioni più disperate e più difficili. Tutto ciò diventa una palestra di vita, si trasferisce tutto sulla quotidianità familiare e lavorativa, si affronta la vita con più sicurezza, con meno ansie e paure, si riesce ad andare avanti con quello che c’è.

Si possono fare grandi cose e se arriva un impedimento per qualsiasi motivo bisogna essere resilienti e pronti al cambiamento, non abbattersi ma cambiare solamente gli obiettivi, rimodularli in base alle proprie condizioni fisiche attuali. Per ogni problema c’è almeno una soluzione, chiuso un portone se ne possono aprire tanti altri, comunque l’esperienza fatta fa parte del bagaglio culturale ed esperienziale dell’individuo e serve nel futuro a darti sempre una mano per andare avanti con pazienza, un passo alla volta, con consapevolezza e rispettando i propri limiti.

E’ risaputo e sperimentato che lo sport incrementa consapevolezza, sviluppa autoefficacia consolidando la fiducia in se stessi di poter far qualcosa, di riuscire in qualcosa; inoltre lo sport incrementa la Resilienza, si affrontano e si superano meglio i problemi, le crisi, le difficoltà.
Se a volte non va bene puoi essere più fiducioso nelle prossime volte e nel frattempo utilizza un piano B.
E’ sempre il momento per mettersi in moto, per iniziare a fare sport, iniziare a incontrare gente in carne e ossa e allenarsi insieme, incontrarsi, darsi un appuntamento e un ritrovo per un allenamento o per andare insieme a una gara, questo è lo sport che vogliamo

Lo sport diventa un treno che ti porta in giro per continenti, nazioni, città e paesi per sperimentare fatica e condivisione, per incontrare gente e approfondire la conoscenza di se stessi e degli altri. Non c’è un momento preciso per salire sul treno dello sport, è sempre il momento per provare, per iniziare; non c’è un’età per smettere ma è importante ascoltare le proprie sensazioni e apprendere sempre dall’esperienza. Il treno dello sport a volte passa e bisogna farsi trovare pronti e decisi alla fermata per prenderlo al volo e lasciarsi trasportare per strade, ville, parchi e monti. Matteo SIMONE
http://www.mjmeditore.it/autori/matteo-simone
http://www.unilibro.it/libri/f/autore/simone_matteo

1 commento | May 09, 2018

Lo sport che rende felici e resilienti e avvicina persone, culture e mondi

Posted by linfordbif in Training

Quello che raccontano tante persone è che lo sport rende felici, ti libera la mente da tensioni e problemi accumulati durante la giornata o nel corso di altre attività quotidiane meno piacevoli.

Risultati immagini per correre felici foto

Sto approfondendo argomenti che hanno a che fare con la consapevolezza, la passione e motivazione, il mettersi in moto, il costruire mete, obiettivi, realizzare sogni. Si sperimenta qualcosa che ha a che fare con la gioia di vivere, vivere intensamente, vivere situazioni forti, superare crisi e problemi, uscire dalle situazioni più disperate e più difficili. Tutto ciò diventa una palestra di vita, si trasferisce tutto sulla quotidianità familiare e lavorativa, si affronta la vita con più sicurezza, con meno ansie e paure, si riesce ad andare avanti con quello che c’è.

Si possono fare grandi cose e se arriva un impedimento per qualsiasi motivo bisogna essere resilienti e pronti al cambiamento, non abbattersi ma cambiare solamente gli obiettivi, rimodularli in base alle proprie condizioni fisiche attuali. Per ogni problema c’è almeno una soluzione, chiuso un portone se ne possono aprire tanti altri, comunque l’esperienza fatta fa parte del bagaglio culturale ed esperienziale dell’individuo e serve nel futuro a darti sempre una mano per andare avanti con pazienza un passo alla volta con consapevolezza e rispettando i propri limiti.

Gli atleti resilienti sono meno propensi a fare uso di sostanze dopanti, ma di fronte a sconfitte e frustrazioni si mettono sotto con l’impegno, la tenacia, la forte motivazione e fanno in modo di riuscire nel loro intento o, comunque, se non riescono possono considerare e valutare i propri limiti senza cercare di barare per superarli ed ottenere vittorie o prestazioni truccate.

E’ risaputo e sperimentato che lo sport rende felici, incrementa consapevolezza, sviluppa autoefficacia consolidando la fiducia in se stessi di poter far qualcosa, di riuscire in qualcosa, inoltre lo sport incrementa la Resilienza, si affrontano e si superano meglio i problemi, le crisi, le difficoltà, si è più attenti e gentili.

Sto continuando ad approfondire e sperimentare il mondo degli ultrarunner fatto di fatica e soddisfazioni, di programmi, di obiettivi, di percorsi, di viaggi interiori. Resilienza ed autoefficacia per non arrendersi mai e per raggiungere i propri obiettivi. Gli atleti sperimentano sicurezza nel riuscire a portare a termine tali competizioni estenuanti, sentono di valere, di avere forza mentale, di saper prendere decisione, di sentirsi leader, aumenta autoefficacia nell’ambito sportivo, si sentono riconosciuti dagli altri, si scopre di possedere capacità insospettate.

IMG-20170730-WA0065A spingere a fare sport di endurance, come Ultramaratone, è il benessere che si sperimenta, un benessere particolare che agisce sulla testa e si diffonde per tutto il corpo e rimane ancorato nella propria anima come un’arma da utilizzare nelle situazioni più difficili emotivamente.

Si diventa più pazienti, insomma è un mondo da sperimentare quello delle gare estreme, da sperimentare gradualmente, con attenzione. Come tutte le cose ammetto che si corre dei rischi, si può osare, ci si può avvicinare al limite, ma bisogna far attenzione a non strafare.

Bisogna mettere in conto una buona preparazione fisica e mentale, una preparazione nutrizionale ma anche aver cura di se stessi, del proprio corpo, della propria salute.

E’ importante fare le cose ascoltandosi ed osservandosi con attenzione ad iniziare dal respiro, dalle sensazioni corporee, una sorta di automonitoraggio per valutare momento per momento se quello che si sta facendo è in linea con il proprio desiderio, il proprio bisogno. E’ un contattare le proprie sensazioni in cerca del meglio per sé e considerando gli obiettivi che si vogliono perseguire con piacere, passione, motivazione, impegno.

In linea di massima la passione della corsa permette di sperimentarsi, di condurre un sano stile di vita, permette di salire su un treno fatto di fatica e gioie, di relazioni, di mete e obiettivi da costruire, di situazioni da sperimentare: autoefficacia, riuscita, ma anche sconfitte e infortuni. Bisogna sviluppare consapevolezza delle proprie risorse e capacità, dei propri limiti.

27912776_942244992618420_6118935210972078235_oLa corsa aiuta a elaborare situazioni e problemi, aiuta a trovare soluzioni, a progettare, è una stimolazione bilaterale e mette in moto emisfero destro e sinistro, integra polarità, l’emisfero destro è più immaginativo e creativo, intuitivo, impulsivo, il sinistro è più razionale, calcolatore, pianificatore, programmatore.

Ci vuole convinzione, grinta, forza, determinazione per dedicarsi ad un periodo di preparazione atletica, in base agli obiettivi, può richiedere sacrifici enormi, rinunce, spese, difficoltà, rischi, infortuni e non tutti sono disposti a questi impegni.

Quindi, la cosa importante è decidere le priorità, gli obiettivi e impegnarsi per il raggiungimento, da soli è difficile, più è alto l’obiettivo, più sono le pretese, più è alto l’impegno, il costo in termini di soldi, di investimento di tempo. Il talento non basta per raggiungere l’eccellenza, l’impegno è di rilevanza fondamentale.

Quello che raccontano tante persone è che lo sport rende felici, ti libera la mente da tensioni e problemi accumulati durante la giornata o nel corso di altre attività quotidiane meno piacevoli.

Sto approfondendo argomenti che hanno a che fare con la consapevolezza, la passione e motivazione, il mettersi in moto, il costruire mete, obiettivi, realizzare sogni. Si sperimenta qualcosa che ha a che fare con la gioia di vivere, vivere intensamente, vivere situazioni forti, superare crisi e problemi, uscire dalle situazioni più disperate e più difficili. Tutto ciò diventa una palestra di vita, si trasferisce tutto sulla quotidianità familiare e lavorativa, si affronta la vita con più sicurezza, con meno ansie e paure, si riesce ad andare avanti con quello che c’è.

Si possono fare grandi cose e se arriva un impedimento per qualsiasi motivo bisogna essere resilienti e pronti al cambiamento, non abbattersi ma cambiare solamente gli obiettivi, rimodularli in base alle proprie condizioni fisiche attuali. Per ogni problema c’è almeno una soluzione, chiuso un portone se ne possono aprire tanti altri, comunque l’esperienza fatta fa parte del bagaglio culturale ed esperienziale dell’individuo e serve nel futuro a darti sempre una mano per andare avanti con pazienza un passo alla volta con consapevolezza e rispettando i propri limiti.

Gli atleti resilienti sono meno propensi a fare uso di sostanze dopanti, ma di fronte a sconfitte e frustrazioni si mettono sotto con l’impegno, la tenacia, la forte motivazione e fanno in modo di riuscire nel loro intento o, comunque, se non riescono possono considerare e valutare i propri limiti senza cercare di barare per superarli ed ottenere vittorie o prestazioni truccate.

E’ risaputo e sperimentato che lo sport rende felici, incrementa consapevolezza, sviluppa autoefficacia consolidando la fiducia in se stessi di poter far qualcosa, di riuscire in qualcosa, inoltre lo sport incrementa la Resilienza, si affrontano e si superano meglio i problemi, le crisi, le difficoltà, si è più attenti e gentili.

Sto continuando ad approfondire e sperimentare il mondo degli ultrarunner fatto di fatica e soddisfazioni, di programmi, di obiettivi, di percorsi, di viaggi interiori. Resilienza ed autoefficacia per non arrendersi mai e per raggiungere i propri obiettivi. Gli atleti sperimentano sicurezza nel riuscire a portare a termine tali competizioni estenuanti, sentono di valere, di avere forza mentale, di saper prendere decisione, di sentirsi leader, aumenta autoefficacia nell’ambito sportivo, si sentono riconosciuti dagli altri, si scopre di possedere capacità insospettate.

A spingere a fare sport di endurance, come Ultramaratone, è il benessere che si sperimenta, un benessere particolare che agisce sulla testa e si diffonde per tutto il corpo e rimane ancorato nella propria anima come un’arma da utilizzare nelle situazioni più difficili emotivamente.

Si diventa più pazienti, insomma è un mondo da sperimentare quello delle gare estreme, da sperimentare gradualmente, con attenzione. Come tutte le cose ammetto che si corre dei rischi, si può osare, ci si può avvicinare al limite, ma bisogna far attenzione a non strafare.

Bisogna mettere in conto una buona preparazione fisica e mentale, una preparazione nutrizionale ma anche aver cura di se stessi, del proprio corpo, della propria salute.

E’ importante fare le cose ascoltandosi ed osservandosi con attenzione ad iniziare dal respiro, dalle sensazioni corporee, una sorta di automonitoraggio per valutare momento per momento se quello che si sta facendo è in linea con il proprio desiderio, il proprio bisogno. E’ un contattare le proprie sensazioni in cerca del meglio per sé e considerando gli obiettivi che si vogliono perseguire con piacere, passione, motivazione, impegno.

In linea di massima la passione della corsa permette di sperimentarsi, di condurre un sano stile di vita, permette di salire su un treno fatto di fatica e gioie, di relazioni, di mete e obiettivi da costruire, di situazioni da sperimentare: autoefficacia, riuscita, ma anche sconfitte e infortuni. Bisogna sviluppare consapevolezza delle proprie risorse e capacità, dei propri limiti.

La corsa aiuta a elaborare situazioni e problemi, aiuta a trovare soluzioni, a progettare, è una stimolazione bilaterale e mette in moto emisfero destro e sinistro, integra polarità, l’emisfero destro è più immaginativo e creativo, intuitivo, impulsivo, il sinistro è più razionale, calcolatore, pianificatore, programmatore.

Ci vuole convinzione, grinta, forza, determinazione per dedicarsi ad un periodo di preparazione atletica, in base agli obiettivi, può richiedere sacrifici enormi, rinunce, spese, difficoltà, rischi, infortuni e non tutti sono disposti a questi impegni.

Quindi, la cosa importante è decidere le priorità, gli obiettivi e impegnarsi per il raggiungimento, da soli è difficile, più è alto l’obiettivo, più sono le pretese, più è alto l’impegno, il costo in termini di soldi, di investimento di tempo. Il talento non basta per raggiungere l’eccellenza, l’impegno è di rilevanza fondamentale.

1 commento | May 03, 2018

Multistars, il festival di eptathlon e decathlon

Posted by linfordbif in International

Presentata l’edizione numero 31 del meeting internazionale che venerdì 27 e sabato 28 aprile a Firenze darà il via al Challenge mondiale IAAF di prove multiple

Saranno 20 le nazioni rappresentate nella 31esima edizione del Firenze Atletica Multistars - Trofeo Zerneri Acciai, che anche quest’anno sarà la prima tappa del Challenge mondiale IAAF di prove multiple. Il meeting internazionale tornerà venerdì 27 e sabato 28 aprile nel capoluogo toscano per la sesta volta, con l’ossatura principale costituita dalla due giorni di decathlon maschile ed eptathlon femminile. All’Asics Firenze Marathon Stadium gli uomini affronteranno quindi le tradizionali dieci prove, mentre le donne saranno impegnate in sette gare, però oltre alle stelle internazionali nell’arco della manifestazione si svolgeranno anche le gare relative alla seconda giornata del Gran Prix Fidaltoscanaestate a cura del Comitato regionale FIDAL. L’organizzazione è a cura della Firenze Marathon, con il presidente Giancarlo Romiti che prosegue a supportare il Club 10+7 di Gianni Lombardi, ma collaborano le principali società di atletica fiorentine: Atletica Firenze Marathon, Prosport Firenze e Assi Giglio Rosso oltre al Comitato regionale FIDAL Toscana guidato da Alessio Piscini. Quest’anno è annunciata la novità della Thailandia che porta il totale assoluto a 73 nazioni che sono state rappresentate nella storia dell’evento.

ATLETI TOP - La start list definitiva sarà diramata nei prossimi giorni. Tra coloro che al momento hanno annunciato la partecipazione si segnalano il vincitore 2017, il brasiliano Jefferson Santos, e le connazionali Vanessa Chefer Spinola, leader nel 2016, quarta lo scorso anno e nel 2014, e Tamara de Sousa, terza nell’ultima edizione. Da tenere d’occhio anche tre atleti con primati personali oltre il muro degli 8000 punti tra cui lo statunitense Jeremy Taiwo (8425 punti). Tra le donne c’è Erica Bougard, personal best di 6557 punti, quinta nel pentathlon ai Mondiali indoor di Birmingham 2018. Le migliori azzurre saranno presenti quasi al completo.

IL MEETING DI FIRENZE - Per il sesto anno consecutivo la città di Firenze ospita quindi un evento internazionale di atletica, memore dei fasti del meeting che si svolgeva negli anni ’70 e ’80 organizzato da Giuliano Tosi che vide sulla pista dello stadio allora Comunale, poi Artemio Franchi, i più grandi campioni: da Pietro Mennea a Carl Lewis, da Alessandro Andrei a Sebastian Coe che qui stabilì il record del mondo sugli 800 metri il 10 giugno 1981, un primato rimasto imbattuto fino al 1997.

UN PROGETTO CONTRO IL DISAGIO SOCIALE - All’interno della manifestazione anche le gare esibizione di un Progetto PON (Piano Operativo Nazionale) di inclusione per ragazzi con disagio sociale, portato avanti con la collaborazione delle scuole del comprensorio didattico Ghiberti e del Comune di Firenze con la società Prosport Firenze, riservato agli studenti delle scuole del Quartiere 4. Una volta alla settimana, in orario extracurricolare, sono state proposte attività motorie per apprendere i rudimenti dell’atletica e soprattutto del salto con l’asta che rappresenta una disciplina estremamente formativa e ludica.

LA PRESENTAZIONE - L’evento è stato presentato oggi, insieme all’edizione numero 46 della Guarda Firenze di 10 chilometri su strada che si correrà domenica 6 maggio, nella sala riunioni della FIDAL Toscana all’Asics Firenze Marathon Stadium. Presenti tra gli altri Giancarlo Romiti, presidente di Firenze Marathon; Andrea Vannucci, assessore allo sport del Comune di Firenze; Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale e delegato del Coni provinciale; Gianni Lombardi, patron del meeting; Alessio Piscini, presidente FIDAL Toscana; Gerardo Vaiani Lisi, consigliere nazionale FIDAL; Riccardo Calcini, direttore tecnico del meeting; Fulvio Massini, direttore tecnico di Firenze Marathon; Barbara Felleca, presidente della Commissione Sport del Quartiere 4, e Annalisa Savino, preside del Comprensorio didattico Ghiberti.

(da comunicato stampa Organizzatori)

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1 commento | Apr 21, 2018

Che lancio Daisy: 59,72 e record U23 in Texas!

Posted by linfordbif in Italia
 Daisy Osakue (foto Colombo/FIDAL)

 A San Angelo (USA), la 22enne discobola Osakue migliora di oltre un metro e mezzo il già suo primato italiano Promesse e sale al quarto posto delle liste nazionali assolute alltime centrato il suo miglior lancio di sempre. Un metro e 66 centimetri di personal best che valgono il record italiano under 23 (era già suo dal 2017 con 58,06) e, soprattutto, la promozione al quarto posto delle liste italiane alltime a livello assoluto dietro la primatista Agnese Maffeis (63,66 nel 1996), Stefania Strumillo (59,80 nel 2016) e Cristiana Checchi (59,74 nel 2007). Il risultato arriva dalle "David Noble ASU Relays" e dallo stadio della Angelo State University, dove l'azzurra studia e si allena ormai da un paio di stagioni e che oggi la celebra ovunque come una superstar ("Daisy Osakue has made history") perché Daisy ha riscritto anche il primato della seconda Divisione NCAA.

La Osakue in gara non ha avuto rivali. Primi due lanci di rodaggio (un nullo e un 50,99), poi 55,64 e, al quarto ingresso in gabbia, il 59,72 da record nel mezzo di una serie che si è chiusa con un 56,32. "Sono strafelice - racconta ancora incredula l'atleta della Sisport -, quando ho sentito partire il disco in quel modo e ho visto dove era atterrato sono letteralmente impazzita dalla gioia. Al punto che, appena finita la gara, senza rendermi nemmeno conto che in Italia fossero le due di notte, sono corsa a chiamare subito la mia allenatrice Maria Marello che ovviamente stava dormendo. Scusa Marilù, ma spero di averti fatto fare proprio un bel salto giù dal letto!". Il body giallo della sua squadra universitaria, una montagna di treccine nere e azzurre, Daisy riprende fiato e guarda già avanti: "Siamo solo ad inizio stagione, ma questo risultato è frutto di tutto il lavoro messo in cantiere nei mesi scorsi. Ringrazio la mia coach che, un paio di mesi fa è venuta pure a trovarmi con Zahra Bani: rivederle mi ha dato una bella energia. Quest'anno abbiamo puntato di più sulla forza e oggi qui ho fatto anche il mio PB outdoor nel peso con 15,74 (15,89 indoor, ndr). L'obiettivo è oltrepassare la barriera dei 60 metri nel disco, ora mi mancano 28 centimetri. Ci vediamo in Italia ad inizio giugno".

Alessio Giovannini

1 commento | Apr 10, 2018

Master: cento e una medaglia a Madrid

Posted by linfordbif in Mondo Master

 

Master: cento Nella rassegna continentale “over 35” in sala, il miglior bilancio di sempre per l’Italia nelle edizioni disputate all’estero con 28 ori, 36 argenti e 37 bronzi. Record europeo della staffetta 4x200 M50 in 1:35.35.

 

Trasferta di successo ai Campionati Europei Master indoor per gli “over 35” dell’atletica italiana, che tornano da Madrid con 101 medaglie: 28 ori, 36 argenti e 37 bronzi. Mai così tante fuori dai confini nazionali, per battere il precedente massimo storico del 2011 a Gent dove arrivarono 91 metalli anche se in quell’occasione con 40 vittorie. Il bilancio si arricchisce nell’ultima giornata, che porta altri 14 piazzamenti sul podio (5-3-6), e la dodicesima edizione della rassegna continentale si chiude come era iniziata: con un record europeo a tinte azzurre. La staffetta 4x200 M50 di Walter Comper (Atl. Virtus Castenedolo), Claudio Fausti (Atl. Virtus Castenedolo), Roberto Barontini (Atl. Pistoia) e Alfonso De Feo (Liberatletica Roma), oro nei 200 di ieri, sfreccia in 1:35.35 con un crono che demolisce il limite finora detenuto dalla Germania (1:37.02 nel 2006) e avvicina quello mondiale degli Stati Uniti (1:34.64), mentre in apertura dell’evento il saltatore in alto Marco Segatel aveva realizzato l’impresa da primato europeo M55 con 1,87. Due titoli dalla corsa campestre M70, per merito di Salvatore Puglisi (Gs Tortellini Voltan Martellago) che si impone a livello individuale e anche nella gara a squadre insieme a Ettorino Formentin (Us Quercia Trentingrana Rovereto), il marciatore che stavolta conquista il bronzo individuale, e Onelio Galeazzi (Atl. 75 Cattolica), sesto al traguardo. Nel cross W65 festeggia l’oro Annamaria Galbani (La Michetta) come nella stessa fascia di età l’altoatesina Ingeborg Zorzi (Sportclub Merano), leader del pentathlon W65 a quota 3337 eguagliando il record nazionale SF70 di 3,28 nel lungo, alla vigilia del suo 70° compleanno.


In tutto le staffette azzurre vincono sette medaglie, con 3 argenti e 3 bronzi. Sul secondo gradino del podio salgono due quartetti femminili, entrambi alla migliore prestazione italiana di categoria: W50 con Marta Roccamo (Atl. Villafranca), Cristina Gallì (Atl. Virtus Castenedolo), Susanna Tellini (Atl. Ambrosiana), Miriam Di Iorio (Us Aterno Pescara) in 1:54.76 e W55 con Daniela Aldrovandi (Assi Giglio Rosso Firenze), Paola Pasini (Atl. Virtus Castenedolo), Silvia Concetti (Cus Genova), Gianna Lanzini (Assi Giglio Rosso Firenze) in 2:01.51. Al maschile si aggiudicano l’argento M75 Benito Bertaggia (Gs Ermenegildo Zegna), Romano Carniti (Atl. Ambrosiana), Vincenzo Glauco Bosia (Atl. Ambrosiana), Filippo Torre (Csal Florentia Napoli) con 2:17.46.


La 4x200 è invece di bronzo per gli M45 con Paolo Macaluso (Cus Genova), Pierluigi Acciaccaferri (Atl. Virtus Castenedolo), Emiliano Raspi (Atl. Volterra), Luigi Cicchetti (Romatletica Footworks) in 1:38.15 e anche per il team M55 di Carlo Canaccini (Atl. Pistoia), Angelo Mauri (Road Runners Club Milano), Maurizio Ceola (Atl. Vicentina), Giampaolo Cescon (Atl. Ponzano) con 1:43.38, tra le donne si prendono il terzo posto W45 Simona Prunea (Gs Orecchiella Garfagnana), Paola Paolicchi (Atl. Pistoia), Maria Costanza Moroni (Gs Ermenegildo Zegna), Cristina Sanulli (Self Atl. Montanari & Gruzza) in 1:51.69. Due bronzi dal parco Cuña Verde grazie alle squadre del cross: M65 con Giovanni Finielli (Gs Tortellini Voltan Martellago, quarto individuale), Renato Goretti (Track & Field Master Grosseto), Mauro Bianchi (Us Quercia Trentingrana Rovereto) e W55 con Elena Fustella (Atl. Lecco Colombo Costruzioni), Silvana Benedetti (Track & Field Master Grosseto), Barbara Ann Wiza (Pol. Lippo Calderara). Presenti i consiglieri federali Gerardo Vaiani Lisi, anche tesoriere European Masters Athletics, e Lyana Calvesi, mentre l’EMA ha deciso di assegnare gli Europei master non stadia del 2020 ad Aviano (Pordenone). Intanto quest’anno sono in calendario altri due appuntamenti internazionali “over 35” in Spagna: gli Europei non stadia ad Alicante (18-20 maggio) e i Mondiali su pista a Malaga (4-16 settembre).


FIDAL SERVIZI A MADRID - Anche stavolta un ruolo importante nello svolgimento della manifestazione è stato affidato a FIDAL Servizi, che gestisce il data processing e il timing di tutti i Campionati Europei Master indoor e all’aperto.


Luca Cassai


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Il podio della 4x200 W50
1 commento | Mar 25, 2018

Europei Master: conferma De Feo a Madrid

Posted by linfordbif in Mondo Master
   

Lo sprinter si ripete nei 200 M50 alla rassegna continentale in sala. Gran bottino dei marciatori italiani con 16 medaglie. Domani la chiusura della manifestazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per gli atleti italiani, ai Campionati Europei Master indoor di Madrid, la quinta e penultima giornata è anche la più ricca con 32 medaglie: 7 ori, 13 argenti, 12 bronzi, per una somma provvisoria di 87 (23-33-31), e la metà esatta dei podi di oggi (16) arriva dalla marcia all’aperto. Nelle gare in sala brilla il velocista Alfonso De Feo, che riesce nell’impresa di confermare il titolo sui 200 metri M50 in 23.69 con il suo ottavo oro nella storia della manifestazione, contando anche le vittorie in staffetta. All’ultimo anno di categoria lo sprinter della Liberatletica Roma si impone di nuovo nei confronti del coetaneo tedesco Roland Groeger, battuto di sei centesimi. Sul giro di pista, tra gli M80, il piemontese Benito Bertaggia (Gs Ermenegildo Zegna) coglie il successo in 34.97. Ma a fare la parte del leone sono gli specialisti del tacco e punta, impegnati alla Casa de Campo della capitale spagnola nei 5 chilometri di marcia su strada.

Ancora nettamente davanti a tutti, come nei 3000 indoor, Ettorino Formentin (M70/Us Quercia Trentingrana Rovereto) in 27:41 e Romolo Pelliccia (M80/Atl. Libertas Orvieto), primo nella gara M80 in 30:55, che insieme ad Amatore Michieletto (Brema Running Team Martellago, bronzo individuale M75 con 34:44) e Piergiorgio Andreotti (Atl. Lonato, quinta posizione M75 in 36:34 per il nipote del politico Giulio) si aggiudica anche l’oro per team M75. Tra le donne fa il bis Valeria Pedetti (Atl. Arcs Cus Perugia), allieva proprio di Pelliccia, leader delle W40 in 25:19. E poi trionfa la squadra W60 con tre atlete nelle migliori cinque: Daniela Ricciutelli (Liberatletica Roma, argento in 29:54), Natalia Marcenco (Aristide Coin Venezia 1949, bronzo in 30:27) e Giuseppina Comba (Atl. Fossano ’75, quinta con 31:04).

Sempre nei 5 km di marcia, un totale di sei secondi posti: Francesco Scafuro (M40/Track & Field Master Grosseto, 23:42), anche con la squadra in compagnia di Ernesto Croci (Track & Field Master Grosseto) e Carlo Muzzu (Shardana), al femminile Elena Cinca (W45/Atl. Brugnera Friulintagli, 26:34) e la formazione W35 con Micaela Benzi (Atl. Sandro Calvesi, quinta in 31:13), Alessandra Canuti (Track & Field Master Grosseto, sesta in 31:44) e Rita Del Pinto (Liberatletica Roma), ma pure il team M45 di Giuseppe Messina (Puntese San Giovanni La Punta, sesto con 25:19), Giuseppe Saponaro (Atl. Brugnera Friulintagli) e Franco Geronimo (Atl. Reggio). Terzo argento di fila nella bacheca di Konrad Geiser (Sportclub Merano): anche nei 1500 M70 il mezzofondista altoatesino, che corre in 5:24.72, viene preceduto solo dall’olandese Hans Smeets.

Nella stessa distanza degli M65 è secondo Luciano Moser (Clarina Trentino) in 5:07.91, come il giavellottista Ciro D’Angelo (M65/Arca Aversa Agro Aversano) con 42,33, mentre Anna Micheletti (Romatletica Footworks) si mette al collo il suo secondo argento con la migliore prestazione italiana di 31.84 nei 200 W65.

Ostacolisti a segno nelle finali dei 60hs, disputate in tarda serata: sul secondo gradino del podio Renzo Romano (M50/Atletica Pistoia) in 8.74, ad appena due centesimi dal francese Marin Garrigues, quindi Maria Costanza “Mimma” Moroni (W45/Gs Ermenegildo Zegna), 9.31 dopo la vittoria nel lungo, e Ingeborg Zorzi (W65/Sportclub Merano) con il limite nazionale SF70 di 12.33, invece è terza Patrizia Pasini (W55/Atl. Virtus Castenedolo) in 10.87.

Per gli azzurri, quattro bronzi sui 200 metri ad opera della cesenate Cristina Sanulli (W45/Self Atl. Montanari & Gruzza, 26.83), dell’abruzzese Miriam Di Iorio (W50/Us Aterno Pescara) che firma il primato italiano di categoria in 27.60 e della toscana Gianna Lanzini (W55/Assi Giglio Rosso Firenze, 29.03), tra gli uomini del campano Antonio Caso (M65/Atl. Vis Nova, 27.58). Conquistano il terzo posto anche Simona Prunea (Gs Orecchiella Garfagnana) nei 1500 W45 in 4:57.35 e Lucio Buiatti (Gs Tortellini Voltan Martellago) con 45,37 nel giavellotto M55, oltre a tre squadre di marciatori: M35 con Igor Sapunov (Aristide Coin Venezia 1949, sesto in 24:42), Gennaro De Lello (Track & Field Master Grosseto) e Gianni Siragusa (Toscana Atl. Futura), W45 composta da Elena Cinca (Atl. Brugnera Friulintagli), Roberta Mombelli (Atl. Lonato) e Gioia Anzalone (Scuola di Atl. Leggera Catania), W50 con Patrizia Furegon (Liberatletica Roma), Anna Maria Famea (Pod. Pattese) e Donatella Michetti (Romatletica Footworks).

Tra gli altri piazzamenti, quarte Marta Roccamo (Atl. Villafranca) sui 200 W50 in 28.36, Cristina Gallì (Atl. Virtus Castenedolo, 1500 W50 in 5:18.22), le tripliste Susanna Tellini (W50/Atl. Ambrosiana) con 10,08 e Francesca Juri (W55/Vittorio Alfieri Asti) a 9,41, Simona Palandri (Track & Field Master Grosseto) nei 5 km di marcia W40 in 28:35, Cristina Paganelli (Romatletica Footworks) sui 60hs W35 in 9.74, al maschile Massimiliano Remus (California Sport & Fitness) con 11,02 nel martellone M45, Sergio Veronesi (Sef Virtus Emilsider Bologna) nel pentathlon M80 a quota 2770, Edoardo Poggiaroni (Track & Field Master Grosseto) con 45,45 nel giavellotto M45 e Giampaolo Cescon (Atl. Ponzano) sui 200 M55 in 25.82 davanti a Maurizio Ceola (Atl. Vicentina), 26.08. Quinto posto anche per Giovanni Finielli (M65/Gs Tortellini Voltan Martellago, 5:10.71) e Cinzia Barletta (W60/Liberatletica Roma, 6:31.09) sui 1500 metri, Giorgio Badin (Trieste Atletica) nei 60hs M45 in 9.12 e Lorenzo Locati (Atl. Monza) con 15,27 nel martellone M60, sesti Luigi Del Buono (Sef Stamura Ancona) nei 1500 M35 in 4:10.17 e Roberto Barontini (Atl. Pistoia) in 24.87 sui 200 M50 vinti da Alfonso De Feo. Nel pentathlon M70 il lettone Valdis Cela porta il record mondiale a 4575 punti. Domani la giornata finale dell’evento visibile tramite l’app Pixellot in diretta streaming e dedicata a corsa campestre, prove multiple e lanci, per chiudere al centro sportivo Gallur con le staffette 4x200 metri.

Luca Cassai

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Commenti? | Mar 24, 2018

Euroindoor Master: Italia ancora sul podio

Posted by linfordbif in Mondo Master
Euroindoor Master: Italia ancora sul podio

Nella rassegna continentale “over 35” in sala di Madrid, un’altra giornata ricca di medaglie per i portacolori azzurri .

 Atleti italiani protagonisti anche nella quarta giornata dei Campionati Europei Master indoor a Madrid. Sull’anello della capitale spagnola per le finali degli 800 metri scendono in pista i mezzofondisti veloci che si aggiudicano cinque medaglie, ma l’unico oro di oggi arriva dalla pedana del salto triplo dove Tiziano Bua (Team Atletico-Mercurio Novara) conquista il successo M40 con 13,16. Per il piemontese di Bellinzago è la prima volta su un podio internazionale e subito sul gradino più alto. In pista l’altoatesino Konrad Geiser (Sportclub Merano) è d’argento negli 800 M70 in 2:33.75 alle spalle soltanto dell’olandese Hans Smeets (2:32.73), uno degli atleti master più rappresentativi fino a essere nominato mezzofondista mondiale dell’anno nella scorsa stagione. Coglie lo stesso piazzamento il siciliano Giovanni Finielli (Gs Tortellini Voltan Martellago) tra gli M65 con 2:27.96 dopo essere finito terzo sul traguardo, ma diventa secondo per la squalifica del francese Yves Levasseur, con l’oro all’irlandese Joe Gough (2:22.36).

Al femminile in due sul podio negli 800 W50 con l’argento di Barbara Martinelli (Us San Vittore Olona 1906) in 2:27.29 e il bronzo di Cristina Gallì (Atl. Virtus Castenedolo, 2:28.01) precedute dalla spagnola Rosa del Olmo (2:25.84). E poi il terzo posto del campione mondiale M50 all’aperto Francesco D’Agostino (Atl. Virtus Castenedolo), il calabrese di nascita ma bresciano di adozione che finisce in rimonta con 2:06.78 dietro a una coppia di britannici (Dominic Bokor-Ingram 2:04.80 e Adrian Haines 2:05.46). Nel disco W55 un lancio di bronzo per la romana Barbara Bettella (Giovanni Scavo 2000 Atletica) con 30,07. Podio sfiorato da Marco Mastrolorenzi (Romatletica Footworks), quarto nel pentathlon M55 con 3707 punti (e 1,75 nell’alto), mentre Luciano Moser (Atl. Clarina Trentino) è quinto sugli 800 M65 in 2:30.47. Un’altra prodezza della britannica Angela Copson, al record mondiale con 3:00.67 sugli 800 W70 dopo quello già ottenuto nei 3000 metri.

Tra le atlete più applaudite c’è senza dubbio l’ottocentista spagnola Mayte Martinez, idolo del pubblico locale: quattro finali mondiali in carriera con il culmine del bronzo a Osaka nel 2007, in questa stagione è tornata in pista oltre sette anni dopo la sua ultima gara (agli Europei di Barcellona) e oggi vince il titolo W40 in 2:16.59. Domani la quinta giornata, sempre visibile tramite l’app Pixellot in diretta streaming.

Luca Cassai

(in aggiornamento)

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1 commento | Mar 22, 2018
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