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18 febbraio, un super sabato!

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Tra Ancona e Birmingham, giornata di grande emozioni in pista: 8 metri per il lunghisti Jacobs, Randazzo e Howe, Crippa record italiano dei 5000 metri 

di Giorgio Cimbrico

Dopo i tre moschettieri dell’alto, incappati in qualche sgambetto della sfortuna e decisi a ripartire per nuovi voli, i tre dell’oca selvaggia del salto in lungo (guarda caso, la specialità più amata dal ct Elio Locatelli) e, sull’anello, un allegro giovanotto, in grado di cancellare dall’albo dei primati il nome storico di Venanzo Ortis. Abituata ad ascoltare “de profundis” che vengono scritti molto frettolosamente, l’atletica italiana regala e si regala un sabato da giovani e vecchi leoni e può guardare con ottimismo agli Europei indoor di Belgrado, in scena tra meno di due settimane.

Marcell Jacobs 8,06, Filippo Randazzo 8,05, Andrew Howe 8,01, Yeman Crippa 13’23”99 è la sintesi numerica, è il raccolto arrivato in un’ora o poco più, è una sferzata di vitalità. Sotto il profilo sentimentale, il risultato che porta sulla strada della commozione  è il ritorno di Howe oltre la barriera degli 8: non gli riusciva da sei anni e mezzo – Europei di Barcellona – e viene quando si avvicina il decennale della sua impresa più grande, della misura più lunga toccata dal sabino di Los Angeles. L’8,47 di Osaka gli diede, per qualche minuto, la corona mondiale, sino a quando il panamense Irving Saladino si spinse dieci centimetri più in là.

A maggio Andrew toccherà i 32 anni: alle spalle ha un magazzino di ricordi – alcuni lieti, molti amari -, di grandi occasioni mancate. Non si è mai arreso e, inoltrandosi nella maturità, ha incontrato un altro irriducibile: a 36 anni Fabrizio Donato riuscì a salire sul podio olimpico: bronzo a Londra 2012, e oggi, a 40 anni raggiunti e superati, lontano dal pensiero del pensionamento.

In questo senso e seguendo l’esempio del suo allenatore, Andrew può avere di fronte almeno quattro stagioni per tentare di riprendersi quel che la sfortuna gli ha negato.

Gli altri protagonisti di questo magnifico 18 febbraio sono giovani, giovanissimi: ventidue anni Marcell Jacobs (per la seconda volta in stagione oltre gli 8 l’allievo di Paolo Camossi), vent’anni Filippo Randazzo (per la prima volta oltre la linea di confine), vent’anni Yeman Crippa, non più soltanto cavallino buono per i prati. Era già stato evidente nel concitato finale della più singolare finale europea dei 5000, ad Amsterdam. Un pizzico di scaltrezza in più e Yeman avrebbe potuto metter le mani sul bottino. A Birmingham, mai spaventato dal ritmo furibondo, dalla battaglia che là davanti si stava combattendo tra Farah e Rop. Persuaso che tra poco, perlomeno in Europa, ci sarà posto anche per lui.

TV - È possibile seguire i Campionati Italiani Assoluti Indoor 2017 di Ancona in tv. Ecco la programmazione prevista:   
- domenica 19 febbraio: diretta ore 14:30-16:30 su RaiSport  
Il resto della manifestazione sarà trasmesso in DIRETTA STREAMING al link: fidal.idealweb.tv

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I CAMPIONI ITALIANI INDOOR: 2015 - 2016 - LE GRADUATORIE STAGIONALI ONLINE

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Commenti? | Feb 20, 2017

Assoluti Indoor, Ferraro: ''Finalmente il titolo!''

Posted by linfordbif in Italia

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MASSIMILIANO FERRARO - "Finalmente! Erano anni che inseguivo questo titolo. Dopo tanti sacrifici e qualche problema fisico in autunno, questa vittoria è un bel traguardo. Ovviamente si tratta solo di un punto di partenza perchè 60 metri ci sono e ora io e il mio allenatore Alessandro Nocera dobbiamo pensare a quanto ci sarà da costruire per andare forte sui 100 all'aperto (PB 10.26 in semifinale agli Europei di Amsterdam, ndr). Adesso, a parte un piccolo fastidio avvertito oggi tra semifinale e finale, sono concentrato su Belgrado. La mia altra grande passione è lo sci e dedico questa vittoria ad una mia carissima amica, Margherita (la giovane allenatrice dello sci club Sestriere morta venerdì pomeriggio sul monte Chaberton, ndr) che purtroppo ci ha lasciati qualche giorno fa per una tragica fatalità".

Commenti? | Feb 20, 2017

COME ALLENARE ED AUMENTARE LA FORZA MASSIMALE?

Posted by linfordbif in Training

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Come allenare e migliorare la forza massimale? Prima di rispondere a quasta domanda cominciamo col definire cosa sia la forza massimale: 

La Forza Massima è la forza piu´ elevata che il nostro sistema neuromuscolare e´ in grado di esprimere.

Se vogliamo allenare la forza massimale, dobbiamo allenarci con carichi che siano molto vicini ad essa. Quindi dobbiamo allenarci ad alte intensita´, dall´80% al 98%. Il 100%, che e´ poi pari alla forza massimale, lo esprimeremo in gara o nei test.

Se vogliamo migliorare la forza massimale dobbiamo in primis allenarci per migliorarla ed almeno 2 volte la settimana, meglio 3 o 4. I riposi diventano fondamentali, spesso un riposo diventa piu´ importante di un allenamento.

Importantissima e´, come sempre, la tecnica di esecuzione degli esercizi sia perche´ siano efficaci sia per restare sani e prevenire infortuni.

Vediamo ora che metodi di allenamento usare per aumentare la forza massimale. I mio consiglio e´ di variare sempre l´allenamento ed utilizzare tutti i metodi che vediamo qui di seguito.

Se utilizziamo sempre lo stesso metodo e ci alleniamo sempre allo stesso modo il nostro fisico tendera´ ad adattarsi ed a "stagnare", viceversa se ci alleniamo in modo sempre differente dndo sempre nuovi stimoli al nostro organismo ed ai muscoli interessati l´allenamento sara´ piu´efficace. 

Fondamentale in ogni allenamento e´ eseguire rispettando : Intensita´, Pause, Ritmo, Serie, Ripetizioni 

METODO DEI CARICHI RIPETUTI  

Il carico che usiamo va´dal 75 al 85%, quindi serie da 10 sino a 5 ripetizioni. 

Intensita´: 75/85%
Pause: 2´00"/3´00"
Ritmo: Brillante e fluido
Serie: 6/8
Ripetizioni: 10/4 
METODO DEI CARICHI MASSIMALI

E´ un metodo che bisogna assolutamente utilizzare, uno dei piu´ efficaci sicuramente. Lavoriamo con pesi ed intensita´ elevate. 

Intensita´: 85/98%
Pause: 3´00"
Ritmo: Brillante e fluido
Serie: 4/5
Ripetizioni: 5/2

METODO PIRAMIDALE

E´ il metodo che prediligo, sicuramente molto efficace. Si aumenta il peso ad ogni serie sino ad arrivare ad un peso submassimale.

Esempio: 
2x10x60%
1x8x70%
1x6x80%
1x3x90%
1x2x95%
1x6x80%
1x10x60% 

Intensita´: 60/98%
Pause: 2´00"
Ritmo: Brillante e fluido
Serie: 8/10
Ripetizioni: 10/2 

METODO DEI CARICHI DINAMICI  

Qui l´intensita´ e´ bassa e la velocita´ di esecuzione diventa importante. Qui alleniamo la forza veloce, le ripetizioni vanno eseguite in modo rapido.

Intensita´: 65/75%
Pause: 2´00"
Ritmo: Veloce
Serie: 6/8
Ripetizioni: 12/8

METODO ECCENTRICO 

Qui lavoriamo con carichi sueriori al massimale, si cede lentamente resistendo al sovraccarico. Consiglio di allenarsi sempre con l´aiuto di un partner o a castello.

 
Intensita´: 100>130%
Pause: 3´00"
Ritmo: controllato
Serie: 4/5
Ripetizioni: 1>3
 
METODO ISOMETRICO

Qui lavoriamo in modo statico restando fermi nella posizione prescelta dagli 8 ai 12 secondi:

 
Intensita´: 90>98%
Pause: 3´00"
Ritmo: controllato
Serie: 4/5

Ripetizioni: 1 da 8">12" 

VIDEO: COME AUMENTARE LA FORZA MASSIMALE - TUTORIAL  

 

Biffi Daniele

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Personal Trainer & Mental Coach  

 

 

 

 

Commenti? | Feb 17, 2017

RINFORZARE IL BACINO PER CORRERE VELOCE

Posted by linfordbif in Training

Uno degli elementi sicuramente fondamentali nella corsa, ed ancor piu´ nello Sprint, e´ sicuramente il bacino. Per correre veloce bisogna usare il bacino ed e´ necessario che il bacino sia forte e mobile. 

Allenare e rinforzare il bacino diventa quindi un obiettivo principale.

Avere un bacino forte significa aver forza per stare alti, per tenere una postura eretta durante la corsa, significa poter aver forze da utilizzare nella spinta.  

Si spinge sia coi piedi, con le gambe e con le braccia, come anche con il bacino. Forse e´ proprio l´essere ingrado di spingere col bacino a fare la grossa differenza.

Per correre alto e sciolto devi avere essere forte nel baricentro, quindi nel bacino. 

Oltre che allenarlo il bacino bisogna anche essere in grado di usarlo nella corsa, sia nella fase Drive che nella fase Fly. Qui servono esercizio e concentrazione durante la corsa.

Ci sono diversi esercizi per allenare il bacino: dai Planks, agli esercizi per l´Ileo Psoas, al traino, Gradoni, etc. 

Il mio consiglio e´ di dedicare buona parte del tuo allenamento al bacino, potresti veder presto netti miglioramenti.  

VIDEO: COME USARE IL BACINO PER CORRERE VELOCE

VIDEO: PSOAS E MUSCOLO ILIACO - ESERCIZI DI FORZA PER CORRERE VELOCE - ATLETICA LEGGERA  

Biffi Daniele

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Personal Trainer & Mental Coach  

 

 

 

 

Commenti? | Feb 14, 2017

Scotti 47.77: un lampo ai Tricolore U18

Posted by linfordbif in Italia
Campionati Italiani Allievi indoor il 16enne sbriciola la MPI dei 400 e si installa al vertice mondiale stagionale per la categoria. Roberta Gherca vola a 4,01 nell'asta.

di Raul Leoni

Edoardo Scotti

Si chiude la rassegna tricolore indoor degli allievi: titoli di testa per Edoardo Scotti, nuovo primatista italiano dei 400 metri con 47.77. L’atleta lodigiano, trasferitosi a Parma con la famiglia e ora attivo sulla pista di Fidenza con Giacomo Zilocchi, demolisce il precedente 48.86 di Vladimir Aceti edizione 2015: il suo tempo, lanciato da un passaggio perfetto da 23.5, è anche la miglior prestazione mondiale U18 dell’anno su pista regolare, visto che il 47.24 dello statunitense Brian Herron è stato ottenuto su anello “gigante” a Nashville. La protagonista al femminile è Maria Roberta Gherca, neo-azzurra nata in Romania e cresciuta atleticamente a Velletri, che sale a 4.01 e fallisce di pochissimo il secondo tentativo a 4.10: per lei la quarta misura mondiale della stagione (e seconda italiana all time). Brava anche la brianzola Laura Pirovano (PB 3.70). Diversi vincitori si installano nella parte alta delle liste di categoria: David Zobbio (21.77) è secondo solo ad Andrew Howe nei 200 metri, Camilla Vigato – già tricolore ieri nel lungo – fa doppietta nel triplo con 12.86 (davanti alla brava Alice Rodiani, 12.43) e diventa la terza di sempre, mentre la romana Chiara Gherardi, classe 2001, è la quinta in lista nei 200m eguagliando il suo recente 24.62. Nelle top-10 entrano anche il livornese Giacomo Belli nell’alto (2.09) e l’ostacolista di Montevarchi Vieri Righi, grazie al 7.97 nelle batterie dei 60hs (poi il toscano vince la finale in 8.12). Debutto in maglia tricolore anche per altri al primo anno allievi: nei 1000m il frascatano Francesco Guerra (2:34.00) e la bresciana Sophia Favalli (2:53.94). Ennesimo titolo giovanile per la bellunese Noemy Petagna nei 60hs (PB eguagliato a 8.59), mentre la finale del peso si risolve in un derby tutto pugliese tra Carmelo Musci di Bisceglie (17.97) e il leccese di Galatina Francesco Trabacca (17.49). Gara insolitamente “tattica” nei 400m allieve: grande agonismo tra Elisabetta Vandi (56.50), Letizia Tiso ed Eloisa Coiro (entrambe 56.60), ma non arrivano i miglioramenti cronometrici dopo le belle batterie di ieri. Il titolo del triplo maschile va a Fabio Pagan (14.42), fratello minore del lunghista azzurro Riccardo. In chiusura, girandola di staffette: nella 4x200m allieve, vittoria della Bracco (1:43.57 per il quartetto milanese, non lontano dal limite di club in possesso della Pro Sesto con 1:43.14). Assegnati anche gli scudetti per società, che vanno ad Atletica Vicentina (allievi) e Bracco Atletica (allieve).

FOTO/Photos - TUTTI I CAMPIONI 2017

ISCRITTI e RISULTATI - ORARIO/Timetable - NOTIZIE/News - LA CRONACA DELLA PRIMA GIORNATA

ALLIEVI SECONDA GIORNATA 

Maschili

4x200m (finale) – Come tra le ragazze, sei serie anche in campo maschile: e stavolta si arriva all’ultimo start con l’eccellente punto di riferimento fornito in precedenza dalla Studentesca Rieti Milardi (1:32.70). Ai partenti nella serie conclusiva non riesce il sorpasso a distanza: e così il titolo va al quartetto composto da Riccardo Giordano, Riccardo Filippini, Michele Esposito e Claudio Bisegna, con appena 6/100 di vantaggio sugli spezzini della Duferco (1:32.76). 

Triplo (finale) – Si assegna l’ultimo titolo individuale, con un po’ di nostalgia per il fantastico spettacolo offerto un anno fa su questa pedana da Andrea Dallavalle: ma è giusto dire che Fabio Pagan (14.42) e Salvatore Angelozzi (14.36) hanno onorato l’impegno, entrambi con un nuovo primato personale. La vittoria del mestrino realizza anche la doppietta del tecnico Enrico Lazzarin nel triplo, dopo il successo di Camilla Vigato stamattina: ma per Fabio c’è anche un derby in famiglia, perché il fratello maggiore Riccardo è stato azzurro del lungo (sfortunato protagonista dei Mondiali allievi di Lille nel 2011). Quanto al teramano Angelozzi, curato da Claudio Mazzaufo, c’è da dire che lui si era tolto già una bella soddisfazione vincendo il tricolore cadetti a Sulmona due anni fa: là, dove Pagan era arrivato terzo.

60hs (finale) – Dopo quello che si era visto nei primi turni, forse ci si aspettava qualcosa di più dal cronometro: ma tutto considerato è probabile che i tesori di energie bruciati in mattinata abbiano fatto effetto. E così Vieri Righi vince, sì, nettamente, ma con il peggior tempo delle sue tre volate odierne (8.12). Il podio appare veramente galantuomo, almeno come piazzamenti: legittimo l’argento di Federico Piazzalunga (8.24), così come il bronzo di Giuseppe Filpi (8.26), anche qui con un appesantimento delle prestazioni mattutine.

200m (finale) – La magica sesta corsia del Palaindoor lancia David Zobbio verso la vittoria: il bresciano di Concesio, che aveva avuto il battesimo azzurro l’estate scorsa agli Europei di Tbilisi, è in una di quelle giornate dove tutto sembra possibile. Anche scendere a 21.77, molto meglio del PB all’aperto, per installarsi al secondo posto nelle liste di categoria dopo il nome illustre di Andrew Howe. Gli altri invece peggiorano il tempo della mattinata, ma rientra tutto nella logica: Lorenzo Ianes, il figlio d’arte trentino, si ferma a 22.37, la novità oristanese Lorenzo Patta (22.58) nuovamente in medaglia dopo l’argento dei 60m.

1000m (finale) – Mancano ancora 300 metri quando Francesco Guerra rompe ogni indugio e se ne va: d’altronde il frascatano classe 2001, portato già da Giorgia Di Paola al titolo dei 2000m cadetti a Cles, non è un tipo attendista, uno di quelli che si giocano la vittoria nelle volate brevi.

Quanto basta per vincere (2:34.00) la resistenza di un parco di rivali di un certo livello: dove spunta per l’argento (2:35.34) Hichame Jarine, bolognese di Molinella ma di famiglia marocchina trasferitasi in Emilia da prima della sua nascita.

Alto (finale) – La sorte cambia verso, premiando Giacomo Belli: finora il ragazzo livornese non poteva certo definirsi un atleta fortunato, frenato da infortuni di diversa gravità. Di scuola Libertas Runners – nelle rivalità cittadine è meglio distinguere – Giacomo è stato seguito da Andrea Bientinesi e da Vittorio Vece: qui, è il caso di dire finalmente, sboccia e sale col secondo tentativo a 2.09, PB ogni impianto (unico errore di una progressione immacolata, salvo poi i salti a 2.11). Il resto della classifica presenta tanti nomi nuovi e l’argento, a debita distanza (1.96), va al bolognese di origini ivoriane Yannick Touré.

400m (finale) – Primato, finalmente: 47.77, “Edo” Scotti non solo lo fa, ma demolisce il precedente 48.86 di Vladimir Aceti edizione 2015. Una prestazione super, costruita tutta da solo ed in modo perfetto, con un passaggio già solitario in 23.5 al primo giro: alla fine si intrecciano i riferimenti, che per la categoria non sono poi così definitivi. Tanto che il 47.24 dello statunitense Brian Herron è comunque frutto di una gara su pista gigante a Nashville: comunque se ne riparlerà, ora le prospettive della stagione potrebbero cambiare. Ad esempio, il lombardo – che da Lodi si è trasferito con la famiglia a Parma – potrebbe decidersi ad affrontare la trasferta mondiale a Nairobi: dove lo seguirebbe il tecnico Giacomo Zilocchi, mentre a scoprirlo – a Lodi – era stata Lella Grenoville. Per la cronaca, il secondo è stato l’aquilano Leonardo Puca, PB a 49.69: il distacco dice già tutto.

 

60hs (semifinali) – Nel turno intermedio non si scende sotto gli otto secondi: ma Vieri Righi è ancora il più veloce (8.01). A questo punto la “pole” è decisamente in pugno all’ex tricolore cadetti: dietro tutti nel giro di un pugno di centesimi. Intanto si migliora Federico Piazzalunga (8.21), ma gli altri sono tutti lì, compresi i vari Filpi, Albano e Cecchet: due corsie di finale occupate da “nuovi italiani”, Ousseni Bara – arrivato a Roè Volciano dal Burkina Faso – e Edwin Ebem, potente nigeriano nato a Padova.

200m (batterie) – Tra le altre possibilità, David Zobbio sceglie i 200m: e non si può dire che l’allievo dell’ex sprinter azzurra Marinella Signori abbia fatto una scelta sbagliata, almeno a giudicare dal 21.98 di questa mattina (parliamo della terza prestazione di sempre). Per il titolo, stasera, i giochi non sono ancora fatti: un altro azzurro degli Europei di Tbilisi, Lorenzo Ianes, scende sull’anello al coperto fino a 22.24 e ci terrebbe molto ad imitare il suo “gemello” Paissan. E poi c’è la rivelazione proprio dello sprint di ieri, Lorenzo Patta: 22.46 non è davvero male per un semiesordiente sulle piste indoor.

Peso (finale) – Gran bel duello in pedana, tra due pugliesi che si ritrovano un po’ amici e un po’ rivali fin dalle garette regionali: quello che finora ha avuto le maggiori soddisfazioni è ovviamente Carmelo Musci, che arriva da una trionfale stagione tra i cadetti. Però qui il ragazzo di Bisceglie deve vedersela con i progressi di Francesco Trabacca, scovato un anno e mezzo fa a Gallipoli dalla coppia di tecnici leccesi formata da Giuseppe (padre) e Marco (figlio) Felice, entrambi già lanciatori di buon livello nazionale: e allora Francesco – già bella struttura (1m93 x 113kg, quasi gemellare rispetto a Carmelo) – prova a prendere la testa col PB di 17.49 al secondo turno, prima di assistere alla reazione del neo-campione (17.97, PB al coperto per Musci).  

60hs (batterie) – Si va subito forte per merito di Vieri Righi, che scende per la prima volta sotto la barriera degli otto secondi e con 7.97 diventa il settimo allievo di sempre. Dietro il toscano di Montevarchi c’è da sgomitare per trovare spazio: forse quello che impressiona di più fin dalla mattinata (8.27 senza spingere fino in fondo) è Federico Piazzalunga, bergamasco di Almenno San Bartolomeo che si allena a Brembate Sopra con il gruppo di Angelo Alfano. Poi il campano Giuseppe Filpi (8.28), attivo ad Agropoli, e il bellunese di Sedico Christopher Cecchet (8.29): entrambi già buoni protagonisti delle ultime due rassegne cadetti.  

Femminili

4x200m (finale) – Si arriva all’ultima delle sei serie con la leadership provvisoria dell’Acsi Italia (1:45.06), tirata al traguardo dalla doppia finalista Chiara Gala: e qui nella seconda frazione cade l’Atletica Vicentina, una delle naturali favorite, che poi ripete la gara da sola con l’ottavo tempo complessivo. Vince così la Bracco, il sodalizio milanese che non è certamente nuovo ad imprese collettive: 1:43.57 – con Beatrice Invernizzi, Valeria Paccagnella, Tisiye Zuniga e Rachele Merisio – non è affatto lontano dall’1:43.14 della Pro Sesto, MPN di club.

60hs (finale) – La maglia tricolore finisce ancora una volta sulle spalle di Noemy Petagna, non è certo una novità: il feeling che questa bellunese mostra nei confronti delle finali importanti è davvero confortante, al di là del livello tecnico delle prestazioni. Che, detto per inciso, è tutt’altro che disprezzabile: 8.59 eguaglia al centesimo il PB della vincitrice – solidamente nella top-10 di categoria – e poi c’è un altro progresso (8.76) da parte di Costanza Donato, la friulana che si allena a Codroipo con l’ex ostacolista Cornelio Giavedoni.

Poi il bronzo di Veronica Crida (8.84), la biellese di Camburzano che ieri aveva strappato l’argento nel lungo.

Asta (finale) – Oggi il sorriso di Maria Roberta Gherca fa dimenticare il pianto di Tbilisi: quello che l’aveva travolta dopo una sfortunata finale europea dalla quale lei si aspettava moltissimo, fors’anche una medaglia. Tutto passato, qui ad Ancona questa ragazza nata a Iasi, in Romania, e poi arrivata a Velletri, si è lasciata davvero tutto alle spalle: si ricomincia da questa bella misura, 4.01, che rappresenta qualcosa anche a livello internazionale (quarta allieva al mondo nell’anno), oltre che la seconda prestazione italiana all time. Bravissima la ragazza scoperta da Gabriele Ruggiero e seguita anche tecnicamente nel centro sportivo di Ostia da Emanuel Margesin. Bella gara, comunque: si migliora anche Laura Pirovano (3.70), la brianzola che l’anno scorso aveva vinto il tricolore cadette, e poi troviamo (3.60) Francesca Zafrani – umbra di Trevi, seguita da Giacomo Befani – che era stata un po’ frenata dagli infortuni dopo aver stabilito lo scorso anno la MPN cadette indoor.  

200m (finale) – Seconda tacca tricolore per Chiara Gherardi: i 300 metri a Cles tra le cadette, i 200 metri indoor al debutto tra le allieve. Resta la curiosità – almeno in prospettiva – di vedere questa romana ben strutturata anche sul giro di pista, finora inesplorato. Al momento va bene così, perché la ragazza della Garbatella che si allena alle Terme si eguaglia ancora a 24.62: il che significa la quinta allieva di sempre, al primo anno di categoria (tra le sedicenni avevano fatto appena meglio Ilaria Verderio e Alessia Pavese, punti di riferimento importanti). Alle spalle della portacolori della Studentesca Rieti Milardi non spunta Eleonora Alberti, come ci si aspettava: bensì Giorgia Bellinazzi, una veneziana di Portogruaro che fa la pendolare con San Vito al Tagliamento per allenarsi con l’ex velocista Andrea Fogliato.

1000m (finale) – Le prime tre sono classe 2001, un dato che conta a questi livelli: nelle prime due serie si era corso a buoni ritmi – non lontanissimi dai tre minuti – e perciò le ragazzine più accreditate partono all’arma bianca. Come si diceva, primo anno: in effetti Sophia Favalli (2:53.94), Assia El Maazi (2:56.78) ed Elisa Ducoli (2:57.21) trovano già modo di inserirsi nella top-10 allieve e solo pochi mesi fa erano state tutte ottime protagoniste dei Tricolori cadette a Cles. La prima e la terza – Sophia (buon 200 finale, 32.8) ed Elisa – sono compagne di allenamento nel Bresciano, di preferenza a Rezzato: Assia, di famiglia marocchina ma ormai con cittadinanza acquisita, è attiva a Volpiano. 

400m (finale) – In partenza si pensava soprattutto al cronometro, ma poi – se così si può dire per una finale sui 400 metri – la componente tattica ha avuto il sopravvento: 27.4 il passaggio alla campana, certamente non da scoppiare, e alla fine non arrivano PB per nessuna delle ragazze, che pure avevano dato l’anima ieri in batteria. Stavolta schermaglie ripetute, con i tentativi di passare a filo di gomito, all’interno e all’esterno: erano tre le favorite e sono state loro – Elisabetta Vandi (56.50), Letizia Tiso (56.60) ed Eloisa Coiro (56.60) – a dividersi le medaglie. In una competizione indoor, e con questi presupposti, ci sta: resta magari impregiudicato il discorso sulle prestazioni, che di qui alla fine della stagione al coperto potrebbero anche tornare in gioco per definire le gerarchie della categoria.

60hs (semifinali) – Sempre un po’ complicato, il turno di mezzo, ma c’è anche chi si esalta in caccia della finale: in ogni caso la più veloce – 8.70, qualcosa peggio della mattinata – è ancora Noemy Petagna, mentre rialza la testa anche Rebecca Menchini (8.83). Entrambe però dovranno fare i conti con Costanza Donato, la friulana di Basiliano che sembra in eccellente giornata e ora scende a 8.81. Tutte le aspiranti finaliste vanno sotto i nove secondi, cosa che fa sempre piacere: oltre all’argento del lungo di ieri, Veronica Crida, c’è pure l’ennesima figlia d’arte Alice Muraro, vicentina di Bressanvido (papà Lorenzo è stato un buon specialista soprattutto sui 400hs).

Triplo (finale) – Contenuti tecnici importanti: Camilla Vigato sapeva di poter sfruttare le potenzialità di questa pedana e lo fa nel migliore dei modi, doppiando il successo di ieri nel lungo e riscrivendo anche il PB con 12.86 (passando gli ultimi tre turni). Il che significa che la mestrina allenata da Enrico Lazzarin è ora la terza allieva di sempre al coperto, dopo i nomi illustri della categoria Ottavia Cestonaro e Benedetta Cuneo. Torna il sorriso anche ad Alice Rodiani: pur se la mantovana di Goito, 12.43 e una buona serie a referto, resta al di sotto del suo primato cadette al coperto stabilito un anno fa. Il terzo posto (11.89) va ad una goriziana con ascendenti calabresi, Deborah Tripodi, seguita al Fabretto dagli ex saltatori Alessandro Brondani e Lorenzo Biaggi: ma a pari misura c’è pure Linda Pircher, meranese di Postal scoperta dall’ex decatleta azzurro Hubert Indra.  

200m (batterie) – A vedere i riscontri stagionali, si direbbe un “one-woman-show”: Chiara Gherardi, romana della Garbatella con indosso i colori della Studentesca Reti Milardi, rispetta i pronostici in questo primo turno. Il 25.05 della campionessa uscente dei 300m cadette – anche piuttosto tranquillo, in verità – è di gran lunga il miglior crono della mattinata. Però, c’è un però: dopo il titolo di ieri sui 60m, Eleonora Alberti si presenta pronta a dar battaglia anche sulla distanza più lunga, 25.46 in quella che è la prima esperienza della varesina sugli anelli indoor. Trova una corsia nella migliore finale anche Veronica Zanon (25.80), uscita delusa ieri dalla pedana del lungo che le aveva regalato il titolo cadette nel 2015.

60hs (batterie) – Eccola lì, quando si sente profumo di tricolore Noemy Petagna rifiorisce d’incanto: 8.65 e miglior tempo delle batterie per la bellunese di origini campane. La ghanese di Castenedolo Joan Adu, campionessa cadette uscente, tiene fede alle sue credenziali e fa 8.89, poi Costanza Donato (8.92): ma in vista delle semifinali c’è già grande sostanza e soprattutto profondità, visto che con 9.25 c’è chi resta fuori dalle prime 24.

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Commenti? | Feb 14, 2017

Continua il tour di Ultramaratoneti e gare estreme a Villanova di Guidonia

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Continua il tour di Ultramaratoneti e gare estreme a Villanova di Guidonia
Matteo SIMONE www.psicologiadellosport.net Iniziato a Manfredonia da Frizzi e Lazzi, continua il tour di presentazione del libro Ultramaratoneti e gare estreme. Prossima tappa sabato 11 ore 18.30 a Villanova di Guidonia, via tiburtina km26. Organizzato da: +Vista presso Biodomus. Un grazie a tanti che hanno permesso la stesura del libro grazie alla loro esperienza vissuta e narrata, e ai relatori e intervenuti alle serate di presentazione del libro. Quarta di copertina “Chi sono gli ultramaratoneti? Cosa motiva questi atleti? Quali meccanismi psicologici consentono loro di affrontare gare estreme? Cosa li spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici? Questi i quesiti che si è posto l’autore Matteo Simone per stendere questo libro, si parla di ultramaratone e di gare estreme per lunghezza kilometrica, per condizioni fisiche-naturalistiche e metereologiche nelle quali si affrontano i percorsi, per le richieste mentali poste a questi atleti. Il testo consente di calarsi nella realtà degli ultramaratoneti, grazie all’esperienza diretta dell’autore ed al contributo di centinaia di atleti intervistati che hanno condiviso le loro esperienze di gara. Vi sono i racconti di amanti della corsa e di atleti professionisti. 
 
In primo piano è il vissuto esperienziale degli atleti, le loro problematiche, le loro convinzioni, le loro paure, le loro esperienze di vita e i loro successi. Come ci ricorda la psicoterapia della Gestalt è nell’esperienza che risiede la conoscenza. Un libro affascinante che riporta le motivazioni di queste persone, che tratteggia le loro strutture caratteriali. Un testo che permette di avvicinarsi a questo tipo di discipline considerate estreme e impossibili.” Stralcio Presentazione Prof. Alberto Cei “Il libro scorre in modo interessante poichè Matteo Simone narra delle storie personali senza avere la pretesa d’insegnare cosa sia l’ultramaratona ma lasciandola scoprire al lettore attraverso le parole di chi la pratica. Ognuno di noi se ne farà quindi un’idea personale, basata su cosa riteniamo sia la corsa, la corsa di lunga distanza e il nostro rapporto con il movimento.
 
E, quindi, un libro aperto a diverse soluzioni interpretative dettate dalle esperienze di chi legge e credo che questo sia il suo pregio principale.” Stralcio Prefazione Sergio Mazzei “Ringrazio Matteo per avermi chiesto ancora una volta di presentare un suo libro. Ribadisco che il potenziale umano va ben al di là di ciò a cui siamo normalmente abituati.
 
Grandi atleti che realizzano prestazioni eccezionali, fachiri capaci di sottoporsi a prove fisiche al di là dei limiti che ordinariamente conosciamo, hanno ottenuto risultati inimmaginabili con il proprio corpo. Grandi santi e mistici di tutte le epoche, per la loro carica di infinito amore hanno realizzato stati di coscienza trascendenti e per tale ragione sono riusciti a cambiare il destino di molti uomini, come altrettanto grandi scienziati e uomini di pensiero a loro volta hanno rivoluzionato i nostri punti di vista sulla vita. L’energia e evidentemente come una sorta di banca di potenzialità ed ognuno di noi ha la possibilità di usare queste risorse nella direzione che più gli e congeniale.
 
Come affermò Ken Wilber: ‘l’Io e dove metti il confine’.” Stralcio Prefazione Prof. Riccardo Zerbetto, Dr.ssa Sonia De Leonardis “Ringrazio Matteo per la stima nell’avermi proposto di scrivere l’introduzione a questo suo interessante libro che mi consente nuovamente di ripensare ad alcuni temi. Ho insegnato psicologia dello sport all’Universita di Siena ormai molti anni fa, ma colgo ora l’occasione di riprendere questo argomento davvero intrigante che mi si ripropone e che sollecita numerose riflessioni in relazione al livello sociale, culturale ed educativo della società attuale. Dunque sia i meccanismi psicologici ‘della gratificazione’sia quelli ‘della sfida’ entrano in campo per muovere questi atleti, a livello amatoriale e a livello agonistico. Per quegli atleti che si dedicano alle ultramaratone e alle gare estreme, questa spinta procede ‘oltre’. Oltre il dolore e la sofferenza, oltre le deprivazioni - dovute alla mancanza di sonno, alle infiammazioni o agli infortuni - oltre vesciche indescrivibili ai piedi, oltre a tutto ciò, questi atleti ricavano da esperienze cosi probanti una forma di piacere. Una forma di piacere che, lungi dall’essere masochistico, riguarda quel ‘piacere di farcela’, di ‘raggiungere un obiettivo difficile e sfidante’, il piacere di sentirsi in tutto e per tutto padroni del proprio corpo, olisticamente.
 
Una spinta dunque che si configura come un moto alla ricerca di un senso di competenza, di autoefficacia e di autodeterminazione, fino alla sensazione di sentirsi “immortali”, come moderni eroi e miti. Sembrano dunque ricorrere negli atleti che ricercano l’esperienza dell’ultra maratona, cosi come di altre gare e prove estreme, caratteristiche di azione e di pensiero, tratti ascetici, di superamento dell’attaccamento alle cose, di ricerca di esperienze di privazione, di durezza, di senso di liberta, di passione e di gloria.” Matteo SIMONE 380.4337230 - 21163@tiscali.it www.prospettivaeditrice.it http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+simone+matteo.html
Commenti? | Feb 06, 2017

Matteo Simone: Di corsa per Spiragli di Luce

Posted by linfordbif in Manifestazioni

Sono atleta e psicologo dello sport e prescrivo a me stesso e a tanti altri pillole di esercizio fisico a costo zero per permettere a me stesso e a tanti altri di sperimentare benessere attraverso l’attività sportiva praticata in solitudine o anche in compagnia.

Lo sport rende felici, incrementa consapevolezza, sviluppo autoefficacia consolidando la fiducia in se stessi di poter far qualcosa, di riuscire in qualcosa, inoltre lo sport incrementa la Resilienza, si affrontano e si superano meglio i problemi, crisi, difficoltà, si è più presenti, attenti, gentili.

L’Associazione “Spiragli di Luce”, operante nel territorio di Anzio e Nettuno, si rivolge ai ragazzi diversamente abili e alle persone con disagi sociali promuovendo lo sviluppo e la diffusione d’attività sportive e socioculturali.

Le attività promosse prendono vita grazie al sostegno di iniziative culturali e manifestazioni sportive, ne è un esempio il Trofeo Città di Nettuno, Memorial "B. Macagnano": i fondi raccolti hanno consentito infatti di organizzare centri estivi per i ragazzi diversamente abili. Questa è la dimostrazione di quanto possa essere vincente il connubio tra sport, impegno sociale e solidarietà!

L'Associazione per poter continuare ad svolgere le attività natatoria rivolte ai ragazzi disabili necessita ora di un nuovo sollevatore per piscina in quanto quello finora impiegato non è purtroppo più utilizzabile; al fine di reperire i fondi necessari ha scelto di aderire al Program Charity della Maratona di Roma 2016 chiedendo il supporto di amici runner interessati a sostenere questo nuovo importantissimo progetto.

La presidente dell’associazione, mia amica runner conosciuta in occasione della staffetta della transumanza da Anzio a Jenne, mi ha coinvolto in questo progetto e io sono felicemente pronto ad aderire come ho già fatto l’anno passato con l’associazione Sport Senza Frontiere.

Pertanto chiedo a tutti i miei conoscenti, famigliari, amici, simpatizzanti di donare soldi e sorrisi per questo valido e prestigioso progetto associativo.

Io ci metterò corpo, testa e cuore per percorrere i 42,195km della maratona di Roma e voglio anche vedervi per strada a sostenermi ed a fare il tifo per l’Associazione Spiragli di Luce”, daje! Insieme è molto meglio.

Lo scopo dell’associazione è la diffusione e la propaganda di attività sportive e socioculturali, in tutte le sue componenti: agonistiche, amatoriali, didattiche, scientifiche ad esse connesse. “Spiragli di Luce” vuole aiutare i diversamente abili e le persone meno abbienti alla riabilitazione fisica e psicologica per un inserimento nella società e nel mondo del lavoro con uno strumento che li favorisca nello sport competitivo e non, nel mondo artistico, storico e in quello turistico; 

CLICCA QUI ATLETICA LA SBARRA

Commenti? | Feb 02, 2017

Filippo Tortu è subito da record: 6.64!

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L'argento mondiale junior stabilisce per due volte (6.67 in batteria) il record italiano under 20 sui 60 metri indoor a Magglingen (Svizzera). Battuto dopo 35 anni il primato di Pierfrancesco Pavoni.
 

di Alessio Giovannini

L'attesa incursione indoor del vicecampione mondiale under 20 dei 100 metri Filippo Tortu è subito da record. Stamattina a Magglingen (Svizzera) il giovane velocista lombardo di origini sarde ha vinto la sua batteria dei 60 metri in 6.67 e poi, dopo un'ora e mezza, si è aggiudicato anche la finale migliorandosi di nuovo con 6.64. Battuto per due volte, dopo quasi 35 anni, il 6.68 del precedente primato nazionale juniores che Pierfrancesco Pavoni deteneva dal 6 marzo del 1982 a Milano.

Ovviamente demolito il personal best di 6.95 centrato nel 2014 ad Ancona. Era dal 28 febbraio del 2015 a Lione (6.96) che Filippo non si cimentava sul rettilineo al coperto, mentre la sua ultima gara outdoor era stata il 23 luglio con la 4x100 azzurra, settima ai Mondiali U20 di Bydgoszcz. Per la cronaca, il risultato di Tortu - che come preannunciato non ha finalizzato la preparazione della stagione in sala - vale ampiamente il 6.74 dello standard di iscrizione per i prossimi Campionati Europei Indoor di Belgrado (3-5 marzo) e si inserisce al quinto posto nelle liste continentali dell'anno, che vedono in seconda posizione Giovanni Cellario e Massimiliano Ferraro con 6.60. A livello giovanile l'azzurro balza in vetta alle liste mondiali under 20 del 2017.

Filippo, 18 anni compiuti il 15 giugno, non ha ancora la patente di guida, ma in pista non sembra conoscere limiti di velocità. Il talentuoso sprinter delle Fiamme Gialle, allenato da papà Salvino, ha infatti ritoccato a più riprese il primato junior dei 100 metri (anche in questo caso superando lo storico record di Pavoni) fino al 10.19 della semifinale agli Europei assoluti di Amsterdam 2016. Suo anche il limite under 18 dei 200 con 20.92 nel 2015.

"Mi sono davvero divertito - racconta il giovanissimo tricolore assoluto dei 100 metri -. Dopo sette mesi, avevo proprio bisogno di spezzare un po' gli allenamenti con una bella gara. Alla fine oggi è uscito il tempo che più o meno mi aspettavo. Meglio la finale della batteria, però!" Perché, che cosa è successo? "Al di là del crono, in batteria forse sono rimasto un po' troppo contratto e mi è costato qualcosa nell'avvio. Tutto molto più liscio in finale, per fortuna". Record italiano junior, numero 1 al mondo dell'anno tra gli under 20: difficile credere che questa sia stata la tua unica gara indoor. "E invece sarà proprio così: one touch and run! I 60 metri non sono il mio mondo. Quest'anno, come ho già detto, punto ancora sui 100 metri agli Europei U20 di Grosseto e sogno i Mondiali assoluti di Londra. Forse verrò agli Assoluti Indoor di Ancona, ma solo per vedere mio fratello Giacomo che oggi qui ha fatto il personale sui 60 (6.92, ndr)". Nella finale di Magglingen, terzo posto con 6.74 per Fabio Cerutti (Fiamme Gialle) che aveva corso la batteria in 6.78.

(ha collaborato Alessio Conti/Athletic Elite)

Commenti? | Jan 30, 2017

LA VITAMINA C ED IL RAFFREDDORE

Posted by linfordbif in Training
La Vitamina C, nota anche come acido ascorbico, rinforza il sistema immunitario, questo e´ ormai assodato e provato da oltre 80 anni di studi (praticamente da quando la Vitamina C e´stata scoperta). Alte dosi di acido ascorbico accorcian la durata del rafffreddore e ne velocizzano il processo di guarigione.

La vitamina C  è una molecola essenziale, che praticamente tutti gli organismi viventi, animali e piante, e´ in grado di sintetizzare e produrre. Pertanto, la vitamina C non è una vitamina per tutti gli altri esseri viventi, lo e´ praticamente solo per l´uomo. 

Cosa sono le vitamine? Le vitamine sono composti organici fondamentali per altre funzioni vitali che non possono essere utilizzati come fonte di energia dall´organismo e che siamo in grado di produrre se non in quantita´ insufficienti..

L'uomo è un'eccezione. L'uomo è quasi l'unico essere vivente, piante incluse, che di per sé non e´in grado produrre acido ascorbico.
 
Si ritiene che l´Homo Spiens abbia perso la capacità di sintetizzare la vitamina C a causa di una mutazione genetica, forse perché i nostri antenati nutrendosi prrincipalmente di frutta e verdura (per di piu´ mature ed appena colte) assumevano quitidianamente molta vitamina C. La stessa carne e pesce che venivan mangiati crudi erano buone fonti di vitamina c, cosa che non lo sono affatto se cotti.

L´uomo assume vitamina C esclusivamente dal cibo.

La RDA consigliata dai maggiori centri di nutrizione e´di 80/100 milligrammi al giorno, perché  appunto la molecole acodo ascorbico e´ presa in considerazione solo come vitamina. L'acido ascorbico è una molecola che e´ si una vitamina ( e´ una vitamina perché senza ci si ammala di scorbuto e quindi si muore)   e´ comunque molto di piu´. Gli effetti positivi della vitamina C nel nostro organismo sono ben altri.

Studi hanno dimostrato che i sintomi del raffreddore possono essere alleviati dalla assunzione di dosi importanti di vitamina C, soprattuto se prese all´insorgere dei primi sintomi. 

Dai primi segnali si dovrebbe prendere ogni giorno dai 5 ai 10 grammi (la cosa migliore e´ assumere un grammo ogni ora per 10 ore).

La vitamina C ha quindi un ruolo fondamentale nella prevenzione e cura del raffreddore. Studi dimostrano che effetti positivi, guarigioni rapide e miglioramenti, nel 95% dei casi interessati.

Studi di morfologia dimostrano che se l´Homo Sapiens fosse ancora in grado di produrre  vitamina C ne produrrebbe dai 4 ai 10 grammi al giorno.

L´importanza della vitamina C nel combattere le malattie infiammatorie è stato scientificamente provato da oltre 80 anni. L´uso di vitamina C contro le infezioni respiratorie e´stato per la prima volta proposto nel 1930. Nel 1970, il premio Nobel Linus Pauling ha pubblicato uno studio che provava che importanti dosi di vitamina C  guariscono e prevengono il raffreddore.  
 
Anche da recenti studi confermano che la vitamina C aiuta ad alleviare i sintomi del raffreddore e ne riduce sensibilmente la durata. L´Importante è la quantità: se si vuole rimanere in buona salute, e che sopratutto se si vuole combattere un raffreddore, si deve parlare di Grammi.

Una lettura che consiglio a tutti e´ "Vitamin C and the common cold" del Premio Nobel Linus Pauling.

Il mio consiglio e´ di assumere la maggior quantita´ possibile di vitamina C dal cibo ed assumere quotidianamente (meglio a stomaco pieno ed ancor meglio nel succo di agrume dove si scioglie facilmente) dagli 0,5 ai 2 grammi al giorno.
 
 

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

 
Commenti? | Jan 28, 2017

Daniele Biffi, 400m: Il Record del mondo Indoor era un nostro obiettivo

Posted by linfordbif in Training

Roland Gröger corre i 400 metri Indoor in 51"92 stabilendo il nuovo record del mondo Indoor categoria M50 e diventando il primo M50 nella storia a correre sotto i 52"00, migliora di 0,47" il suo Record del 2015 di 52"39. E’ di Roland Gröger anche il record dei 400 metri all´aperto di 51"02 stabilito ad agosto nel 2016. 

Per il suo allenatore, Daniele Biffi, è una gioia immensa aver contribuito a questa grande impresa, di seguito riporto le sue impressioni di recordman in qualità di allenatore.

Ciao Daniele, com'è andata per te e per il tuo atleta? “E´ andata oltre le più immense aspettative! Il Record del mondo Indoor era un nostro obiettivo quest´anno. Sapevo che avrebbe potuto migliorare il suo 52"39, nelle ultime settimane in allenamento ha dimostrato di stare bene. La scorsa stagione è stata lunga, se pensiamo che Roland ha corso sino a Novembre ai Mondiali di Perth. La priorità negli ultimi mesi era rigenerarsi, riposarsi e ricaricarsi le batterie. Così abbiamo fatto: Roland è sempre molto attento e preciso negli allenamenti. Vedevo dagli allenamenti che stava bene, sapevo che il WR sarebbe stato possibile. Io e Roland sapevamo che quest´anno avrebbe corso i 400 Indor in un 51". Correrlo direttamente alla prima uscita è stato veramente strepitoso.”

L’atleta e l’allenatore lavorano in sinergia, stabiliscono degli obiettivi condivisi, testano lo stato di forma prima di una competizione importante, pianificano, programmano, e quando arrivano i risultati la gioia diventa immensa per entrambi, gioire per un risultato che appartiene ad entrambi, l’esecutore ed il preparatore, una bella alleanza, frutto di fiducia, sostegno, complicità.

Sensazioni, emozioni, pensieri prima, durante, dopo la gara? “Quando corrono i miei Atleti sono più teso di quando debbo correre io. Prima della gara sono andato sugli spalti, al piano superiore, assieme a 2 allenatori che conosco. Prima hanno corso i loro Atleti, poi ultima batteria i miei 2 appunto nella stessa batteria. Speravo li mettessero nella stessa batteria, quando corrono assieme è sempre un gran ‘duello’. Roland in 3a, Marco in 4a: perfetto! Durante la gara avevo il cuore a mille. Vedevo Roland al primo giro stare attaccato a Marco che sulla carta era il favorito, quando ho visto ai 160 Roland passargli davanti ho pensato al WR. Ai 250 Marco cerca di passarlo, Roland reagisce. 

Stessa cosa ai 300, sapevo che Marco valesse 51"80, mi rendevo conto anche che Roland stava correndo il WR. Poi ho visto il crono "51"92", da lì sono esploso. Ho cominciato ad urlare, scendere le scale a 4 gradoni alla volta, andare in pista e correre verso Roland urlando ‘Roland, Wetrekord, Weltrekord!’ (Ormai a Berlino mi conoscono così). Ci siamo stretti ed abbracciati: Roland mi regala emozioni immense!”
 
Non si è mai preparati ad un record del mondo, non è possibile immaginare le sensazioni che si possono sperimentare, la gara diventa lunghissima perché entrano in gioco tante variabili, tanti dettagli, l’atleta è focalizzato a fare bene, a fare in modo che vada tutto liscio, forza, resistenza, fiducia in sé, voglia di vincere, voglia di condividere la vittoria, l’allenatore segue dietro le quinte con i suoi neuroni specchio che gli procurano tensione ai muscoli, lo fanno sudare, gli fanno alzare i battiti cardiaci,  come se l’allenatore dal di fuori spingesse l’atleta con gli occhi, lo sguardo, l’attenzione mirata, è come se contribuisca con la forza del pensiero alla sua miglior performance.

Tifo, sostegno, amici, com'era? “Quando corre Roland attira sempre parecchia attenzione. Tifo ce ne era, me ne rendo conto dal video perché durante la gara non sentivo nulla. Dopo la gara sono arrivati complimenti da tantissime persone, lo speaker ha annunciato il Record, Roland lo hanno chiamato sul podio nonostante fosse arrivato 7o, gli han consegnato un certificato stampato apposta per lui con il risultato come ricordo: quel foglio vale tanto per noi!”
 
Dopo tanta fatica, tanti allenamenti, tanto impegno, arriva il momento di godere, di esultare, di gioia immensa, è questo il momento che bisogna dilatare, bisogna far durare il più a lungo possibile, bisogna memorizzarlo attraverso le sensazioni sperimentate.
 
Prossime gare, obiettivi? “Prossima gara i campionati master di Berlino il 12 febbraio, poi un 400 ad un Meeting e poi i Campionati tedeschi. Ad Aprile i mondiali in sud corea dove Roland si presenterà sui 60,200 e 400m. Come obiettivi avevamo il WR sui 400 ed il 51" sui 400, ora li abbiamo raggiunti. Restano i Rekord tedesco indoor sui 200m (suo con 23"49), vincere più ori possibili ai campionati tedeschi, mondiali ed europei, migliorare il Record tedesco elettrico dei 100 sempre suoi con 11"47 e far meglio del record manuale di 30 anni fa (11,2 =11"44), migliorare il Record tedesco sui 200 all´aperto (suo con 23"15, a Pert ha corso 22"97 + 3"8 ed un 23"0 a Berlino semielettrico), essere il primo M50 a correre in 50", ed ora certamente vedere di migliorare il 51"92 indoor. Insomma, obiettivi ne abbiamo parecchi!”

Cosa significa per te essere allenatore di un recordman?   “Un misto tra orgoglio, piacere e responsabilità. Recordman lo è ora, quando abbiamo iniziato 4 anni fa era solo secondo a Berlino sui 100. Proprio a causa di questa sconfitta (‘non tutto il male vien per nuocere’ dico sempre!) ha cercato un allenatore per poter vincere i berlinesi e si è presentato da me. Pensa che quando si è presentato mi ha detto di essere uno sprinter, che 60m e 100 sono le sue gare e che a volte magari corre qualche 200. ‘E i 400’? Chiedo io ‘no no, 400 assolutamente non fanno per me’ mi disse con aria quasi spaventata. Siamo cresciuti assieme, più lo allenavo più mi rendevo conto che la sua gara fossero i 400, dovevo solo convincerlo. Ce la feci 2 anni fa quando corse 52"47 preparando i 200. 4 mesi dopo ha corso il suo primo WR sui 400 Indoor. Da 2 anni prepariamo i 400, è veramente fantastico vedere i risultati che sta´ ottenendo. Sai, una cosa è quando ti arriva un Atleta già forte, che già ha magari corso Record, un´altra è portarcelo partendo dal basso insomma. Essere l´allenatore di Roland è per me un immenso piacere. Vedere i risultati che ottiene mi rende felicissimo per lui, mi sento la responsabilità di allenarlo nel miglior modo possibile. Questa per me è una motivazione pazzesca a cercare dove si possa ancora migliorare, dettagli e particolari, a studiare ancora per migliorarmi io stesso ancora come allenatore per avere più conoscenza da trasferire nei suoi allenamenti. L´obiettivo è creare l´allenamento perfetto per lui (come è comunque l´obiettivo per tutti i miei atleti). I risultati ottenuti mi rendono certo orgoglioso di me stesso, ancor di più lo sono di Roland che è veramente un Atleta deciso, intelligente, con tanta voglia di fare: è un piacere immenso allenarlo. Lui fa veramente tutto ciò che gli dico, dagli allenamenti all’alimentazione, al Mental Coaching. Questa è la sua forza ed è certamente perfetto per me. Tutto questo mi rende responsabile e so´ anche quanto debba stare attento a consigliargli e fargli fare cose che gli facciano seriamente bene. Roland è sì un mio Atleta come anche un mio carissimo amico e gli voglio un bene immenso. Quando siamo in pista i ruoli sono chiari, ci divertiamo parecchio quando ci alleniamo assieme, sempre comunque lavorando concentrati. Poi finito l´allenamento ci togliamo le chiodate, metto via il crono e ci godiamo le endorfine da buoni amici: anche questa è la nostra forza.”
 
Le sconfitte ci possono essere, importante è quello che ci fai con la sconfitta, se torni a casa depresso ti passa anche la voglia di gareggiare e di allearti, ma se ne fai tesoro dei tuoi errori, della tua sconfitta studiando bene quello che è accaduto, spezzettando ed esaminando la gara, ogni fase, si può apprendere come poter far meglio. Per l’allenatore diventa molto sfidante continuare ad allenare un recordman, continuare a far fare bene e far fare meglio, si può arrivare al record ma è difficilissimo continuare a motivare l’atleta ad osare, ad alzare sempre un pochetto l’asticella per nuovi record.
Quali meccanismi psicologici ritieni ti aiutano ad allenare un recordman? “Esser deciso, o forse meglio dire ‘testa dura’. Sono un perfezionista, come allenatore do il 100% e chiedo che i miei Atleti diano lo stesso, se non di più. Questo Roland lo sa´ benissimo. Roland ha accettato il mio modo di essere sin dall´inizio, ha sempre avuto fiducia in me (di questo gli sono grato) ed ha fatto sempre e solo ciò che gli dico di fare, questo è per me assolutamente fondamentale per avere un buon rapporto con i miei atleti. Penso che Roland ora abbia una fiducia assoluta in me. Questo per me è fantastico e sento una grossa responsabilità che mi dà una grossa motivazione per fare sempre meglio: io adoro le sfide. Sono parecchio preciso. Tempi, pesi, recuperi, intensità, esercizi: l´allenamento deve essere eseguito alla perfezione. Sono molto attento ai particolari, sono questi che fanno la differenza. Sono abbastanza intransigente e può succedere che mi suonino i campanellini in testa: se vedo qualcosa che non mi va´, se sento aria di confort zone, se vedo che si potrebbe fare meglio o di più mi faccio sentire. Roland è sempre attento, capisce e reagisce in modo ottimale. Se le cose non vanno come dico e voglio io lo manifesto, a volte so´ di non essere proprio facile. Se è vero che lui impara ed ha imparato molto da me è anche vero che io da lui, e con lui, ho imparato moltissimo e di questo gli sono estremamente grato. Cerco in qualsiasi situazione di trovare la soluzione migliore per Roland, per il suo allenamento e per il nostro rapporto. L´empatia è sicuramente importante, capire come stanno i miei Atleti e di cosa abbiano bisogno, capire le priorità, è fondamentale. La cosa forse più importante è proprio il divertimento. Con Roland ci divertiamo parecchio. All´inizio della nostra storia nelle ripetute ero sempre avanti io. Gli dicevo sempre che un giorno sarebbe stato sempre lui davanti a me e non mi credeva. Ora per stargli dietro lo inseguo in bicicletta!”
 
Tutto cambia, tutto ha un inizio ed una fine, è importante essere consapevoli delle proprie capacità e dei propri limiti, importante accettare che il tempo ti porta ad avere prestazioni più scadenti e che gli allievi un giorno ti potranno superare, c’è sempre un passaggio di informazioni e di competenze tra i maestre ed allievi e bisogna essere fieri che l’allievo ti supera, vuol dire che sei un buon maestro. Il divertimento e l’umorismo diventa una buona cornice ad attività che comportano fatica ed a volte anche sacrifici per impegni costanti e continuativi di allenamento che prevedono anche rinunce.
  

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

380-4337230 - 21163@tiscali.it


Commenti? | Jan 26, 2017

Si impara sempre dall'esperienza, importante è mettersi in gioco

Posted by linfordbif in Training
Matteo SImone Impegnatevi per ottenere ciò di cui avete bisogno, e quando non riuscite a ottenerlo, ebbene, sorridete e tentate ancora, in un modo diverso. William Hart Si impara sempre dall'esperienza, importante è mettersi in gioco, uscire dalla zona di comfort, si può scegliere di restare seduti dietro le quinte, comodi, ma solo mettendosi in gioco e facendo esperienza ci possono essere i presupposti per far meglio e conoscersi meglio, la prossima volta si potrà fare diversamente e meglio.
 
E’ importante lavorare su obiettivi, sul superare errori e sconfitte, si impara da quello da tutto ciò che succede per fare meglio in futuro e funzionare meglio come individui e come squadra conoscendosi meglio. Il vero Team, si incontra dopo un'esperienza e vede cosa è andato male e come si può migliorare, ci si mette a tavolino, e si esamina al dettaglio quello che è successo, come possiamo far meglio la prossima volta, sono tante le modalità per far meglio. Nel gruppo è importante conoscersi, confrontarsi, sostenersi, piano piano si cerca di fare progetti, è importante parlarsi, guardandosi negli occhi.
 
Riporto di seguito una testimonianza descritta nel testo Disciplinaliquida di Franco Del Campo, campione di nuoto, due finali alle Olimpiadi di Città del Messico (1968): “Partecipare ai Giochi Olimpici e magari raggiungere – anche se da ultimo – due finali, è il sogno supremo di chiunque faccia sport. Ma, per arrivare alla fine di questa lunga marcia, bisogna iniziare con un numero infinito di passi intermedi, di allenamenti, di gare piccole piccole, qualche volta vinte e più spesso perse (diffidare di quelli che vincono subito, troppo spesso e troppo facilmente: non riusciranno ad imparare dall’esperienza e a superare il prezioso stress formativo della sconfitta). Poi arrivano, lentamente, le gare più importanti, prima regionali e poi nazionali. E non ci sono scorciatoie. Ma a questo punto devi aver superato una certa selezione, basata – certo – sui tempi e sui risultati, ma soprattutto trascinata dalla determinazione, dalla testardaggine, dalla caparbia volontà di tener duro, anche se avresti voglia di fare altro.” L’atleta può considerare il non raggiungimento di un obiettivo prefissato come una sconfitta personale. Ma nello sport si mettono in conto le sconfitte, servono a farti fermare, riflettere, fare il punto della situazione, osservare, valutare, capire cosa c’è stato di utile, di importante nella prestazione eseguita e su cosa, invece, bisogna lavorare, cosa si può migliorare.
 
Quindi, tutto sommato, la sconfitta potrebbe servire per fare una valutazione delle proprie risorse, punti di forza e, al contempo, delle criticità. Se un atleta è fortemente motivato nel voler praticare il suo sport che comporta lavori, sacrifici, rinunce, affronterà le sconfitte a testa alta, complimentandosi con se stesso per quello di buono che è riuscito a fare finora, complimentandosi con l’avversario per la bravura dimostrata in quell’occasione, anche perché prima o poi lo trovi uno più forte o che comunque riesce a batterti; in questo caso un aspetto importante del vero campione è la resilienza, il cui significato è: “mi piego ma non mi spezzo”, che sta a significare che il vero campione esce fuori dalle sconfitte con più voglia riscattarsi, di far meglio, di migliorare gli aspetti, le aree in cui ha mostrato carenza; il concetto di resilienza è presente anche nelle persone che subiscono traumi, quelli che possiedono questa caratteristica non vanno incontro a stress acuti o disturbi post traumatici di stress.
 
Il dottor Siebert, psicologo clinico fondatore del Resiliency Center of Portland, nel suo testo Il vantaggio della resilienza, come uscire più forti dalle difficoltà della vita, spiega come si possono trarre lezioni preziose dalla scuola della vita in cinque passi: “Passo 1: dopo aver avuto un’esperienza importante, rivivetela mentalmente, in modo da chiarirvi bene cosa è accaduto. Poi ripercorrete la scena come un osservatore esterno. Passo 2: descrivete l’esperienza. Raccontatela a un amico o riportatela sul diario. Siate osservatori obiettivi. Non si impara né quando si giustificano le proprie azioni né quando si è ipercritici nei confronti di se stessi. Quando riuscite a osservarvi con distacco vi ponete in condizione di elaborare delle opzioni di comportamenti diversi. Passo 3: domandatevi: Che cosa posso imparare da questa esperienza? Se ricapitasse la stessa cosa, che cosa potrei fare in modo diverso e che cosa alla stessa maniera? Passo 4: Immaginate di parlare o agire con maggiore efficace la prossima volta. Passo 5. Provate a raffigurarvi mentalmente la vostra risposta migliore e più efficace. Nella vostra immaginazione, guardatevi compiaciuti mentre, la prossima volta, padroneggiate al meglio la situazione.”
 
Lavorare attraverso l’immaginazione, la visualizzazione, permette di esercitarsi, di allenarsi in vista di una situazione da affrontare. Perls, nel suo testo L’APPROCCIO DELLA GESTALT, descrive come l’attività mentale sembra agire come risparmiatrice di tempo, energia e lavoro per l’individuo: “Quando medito su un problema, cercando di determinare quale corso d’azione seguirò in una data situazione, è come se facessi due cose molto reali. In primo luogo, ho una conversazione circa il mio problema: in realtà potrei avere questa conversazione con un amico. In secondo luogo, riproduco con l’occhio della mente la situazione in cui mi porrà la mia decisione.
 
Anticipo nella fantasia ciò che accadrà nella realtà, e sebbene la corrispondenza tra la mia previsione fantasticata e la situazione reale possa essere non assoluta, così come non è assoluta la corrispondenza tra l’albero della mia mente e l’albero del mio giardino, così come è solo approssimativa la corrispondenza tra la parola ‘albero’ e l’oggetto albero, è tuttavia sufficiente perché io possa basare le mie azioni su di essa. Pertanto l’attività mentale sembra agire come risparmiatrice di tempo, energia e lavoro per l’individuo.”
 
Matteo SIMONE Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 380-4337230 – 21163@tiscali.it www.psicologiadellosport.net/eventi.htm http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html
Commenti? | Jan 24, 2017

ROLAND GRÖGER: REKORD DEL MONDO CON 51"92 E PRIMO M50 SOTTO I 52"00

Posted by linfordbif in Mondo Master

Lasciatemi condividere questa mia ulteriore gioia immensa:

Il mio Roland Gröger ha oggi migliorato il suo Rekord del Mondo M50 sui 400m correndo in 51"92, migliorando il suo Rekord del 2015  con 52"39. Roland migliora cosi´il suo WR di 0,47"! 

Ergo Roland e´ il primo M50 nella storia a correre sotto i 52"00!!!

Congraturazioni Roland! :D

Video WR 400m M50 51"92

 

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

www.fastandfit.de   

Commenti? | Jan 21, 2017

ALLENAMENTO CON RIPETUTE PER IL MEZZOFONDO: IL 10X1000

Posted by linfordbif in Training

Gli allenamenti con ripetute sui 1000 m sono tra i piu´usati, ed abusati, nel mezzofondo sia assoluto che amatoriale. Il 10x1000 e´ un allenamento ottimale per chi prepara i 10,000 come anche per la mezza maratona.

 

Il 10x1000 e´sicuramente un allenamento intenso in cui la distribuzione delle energie diventa fondamentale in primis per portarlo a termine, in secondo luogo per imparare a distribuire le energie al meglio in gara.


La domanda che bisogna farsi, sopratutto la prima volta, e´: in che tempo devo e posso correre i 1000?

 

Un tempo sostenibile per un Runner allenato e´ sicuramente il ritmo sui 5000 in gara + 2%. Quindi se al momento sei in grado di correre i 5000 in gara in 20´00", ovvero a 4´00" al Km,   la andatura ideale che puoi tenere per tutte le 10 prove sara´ 4´00 + 2% = 4´05".


Come recupero consiglio di prendere il tempo sui 1000 e dividerlo per 2: nel caso corressi i 1000 in 4´00" prenderai quindi 2´00" di pausa. Per i Runner piu´ evoluti consiglio di prendere anche meno recupero, sino ad 1´00".


Riuscire a correre 10x1000 al ritmo dei 5000 in gara e´ sicuramente un ottimo segnale, signiica che hai sviluppato una ottima resistenza aerobica che ti permette di fare bene sui 10000 e sopratutto nella Mezza. Se al contrario fai fatica a concludere ´allenamento significa che devi lavorare meglio.


Buon allenamento!
 

ALLENAMENTO CON RIPETUTE PER IL MEZZOFONDO: IL 4X2000

 

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 


Commenti? | Jan 17, 2017

La forte determinazione e la resilienza del runner Mimmo Ricatti

Posted by linfordbif in Training

Impegnatevi per ottenere ciò di cui avete bisogno, e quando non riuscite a ottenerlo, ebbene, sorridete e tentate ancora, in un modo diverso.                William Hart

 

In fisica il termine resilienza indica la proprietà di un materiale di resistere a stress, ossia a sollecitazioni ed urti, riprendendo la sua forma o posizione iniziale.

Domenico Ricatti

Torino02/10/2016 Turin Marathon2016-48.Campionato Mondiale Militare di maratona,Nella foto: Domenico Ricatti – foto di Giancarlo Colombo/A.G:Giancarlo Colombo

Se un atleta è fortemente motivato nel voler praticare il suo sport che comporta lavori, sacrifici, rinunce, affronterà le sconfitte a testa alta, complimentandosi con se stesso per quello di buono che è riuscito a fare finora, complimentandosi con l’avversario per la bravura dimostrata in quell’occasione, anche perché prima o poi lo trovi uno più forte o che comunque riesce a batterti; in questo caso un aspetto importante del vero campione è la resilienza, il cui significato è: “mi piego ma non mi spezzo”, che sta a significare che il vero campione esce fuori dalle sconfitte con più voglia riscattarsi, di far meglio, di migliorare gli aspetti, le aree in cui ha mostrato carenza; il concetto di resilienza è presente anche nelle persone che subiscono traumi, quelli che possiedono questa caratteristica non vanno incontro a stress acuti, o disturbi post traumatici da stress, ma ne escono più forti, con un valore aggiunto.

Mimmo è un ragazzo serio, diligente, determinato, severo con gli altri ma soprattutto con se stesso, ma quello che gli fa fare il salto di qualità è l’essere resiliente, ad ogni impedimento si è sempre rialzato, ha sempre ricominciato con più entusiasmo di prima, con più coraggio, con più determinazione, con più esperienza, con più sicurezza e questo gli ha permesso di raggiungere tanti traguarda ad iniziare dalle gare di mezzofondo fino alla maratona intervallando le sue prestazioni a momenti che lui definisce “bui”.

Si definisce resilienza la capacità di resistere alle frustrazioni, agli stress, in generale alle difficoltà della vita.

La resilienza permette la ripresa dopo un evento traumatico, dopo un infortunio, dopo una sconfitta.

La persona resiliente possiede propensione a ricercare strategie creative di fronte alle difficoltà. E’ questo che fa Mimmo, di fronte alle difficoltà lui studia, si documenta, si informa su cosa fare, come fare, a chi rivolgersi e si impegna per questo, per recuperare, per ripartire, per aggiustare il tiro, per essere protagonista, per riuscire nell’impossibile.

La persona resiliente possiede risorse personali, autostima, attitudine ad apprendere dall’esperienza, importanti relazioni familiari, amicali e una buona rete di relazioni formali e informali. L’avere accesso a relazioni supportive, più o meno prossime, è un fattore protettivo, Mimmo sa su chi contare, sa a chi rivolgersi per ottenere sostegno, per ottenere supporto, sa come entusiasmare i suoi fan.

15874665_1264873210222686_460345399039947141_oLa persona resiliente affronta i problemi in modo costruttivo, sa uscire dalle situazioni difficili.

Essere resilienti significa essere duttili e flessibili, accettando di sbagliare, sapendo di poter rivedere e correggere le proprie azioni.

Tra i fattori individuali che promuovono la resilienza vi sono: autoefficacia, locus of control interno, capacità di porsi degli obiettivi e di trovare strategie adeguate per conseguirli, progettualità futura, ottimismo, senso dell’umorismo. Tutte queste caratteristiche possono essere incrementate con un lavoro di mental training che permette al campione di eccellere partendo da un lavoro di autoconsapevolezza per individuare e cercare le proprie risorse personali e proseguendo con un lavoro sul goal setting e sviluppo di autoefficacia personale.

Come rafforzare le convinzioni di autoefficacia? Ricorda un evento, episodio, prestazione, dove sei riuscito, quali erano le sensazioni? Cosa ha contribuito alla tua riuscita? Quali tue caratteristiche sono state determinanti? Chi ha contribuito al tuo successo?

Ora Mimmo Ricatti ha bisogno di un favore? Basta aprire il link e mettere un “Mi piace” sulla foto. Aiutiamolo!!! Grazie!

https://www.facebook.com/BarlettaSport/posts/1264873210222686:0?hc_location=ufi

LO SPORTIVO DELL’ANNO 2016 – FINALE

Mimmo Ricatti

Paola Piazzolla

Commenti? | Jan 16, 2017

L’IMPERDIBILE APPUNTAMENTO D’INVERNO ARRIVA ALLA 42a EDIZIONE.

Posted by linfordbif in
 La Montefortiana anima le colline veronesi sabato 21 e domenica 22 gennaio. 

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Monteforte d’Alpone, 14 gennaio – Presentata oggi alla stampa la Montefortina, giunta alla 42a edizione, la manifestazione che è organizzata dal GSD Valdalpone De Megni, l’appuntamento imperdibile per i tanti podisti che arrivano dall’intera provincia di Verona, da tutta Italia e dall’estero per partecipare ai numerosi eventi del 21 e 22 gennaio. Già dal venerdì sera, però, prende il via il weekend dedicato allo sport, alla natura e al buon cibo con il convegno dal titolo “Farmaci, doping, sport e salute globale”, fine settimana che continua il sabato con la giornata dedicata ai bambini e alla solidarietà e la domenica, quando la Montefortiana entra nel vivo con i diversi percorsi competitivi e non. Due giorni in cui Monteforte d’Alpone, il piccolo paese dell’est veronese, si mobilita per riservare a tutti i partecipanti la calorosa accoglienza che l’hanno fatta entrare di diritto nelle gare più partecipate e conosciute a livello nazionale. «Le gare competitive – anticipa il presidente Giovanni Pressi – sono già arrivate a un buon numero di iscrizioni, con l’Ecorun Collis che ha raggiunto il numero massimo di partecipanti. Questo dimostra l’interesse per la corsa a livello nazionale».<u></u>

Il programma è quindi ricco di eventi e percorsi tra cui poter scegliere per soddisfare tutti, competitivi e non, chi cerca lunghe distanze, chi dislivelli per mettersi alla prova o chi semplicemente vuole passare due giorni all’area aperta. «In quest’ottica di valorizzazione del territorio – ha spiegato il segretario Gianluigi Pasetto – è nata la Montefortiana che da quaratadue anni emoziona i partecipanti conducendoli alla riscoperta delle tradizioni e specialità delle nostre nonne, come il minestrone degli alpini».<u></u>

22a Per il sorriso dei bimbi – sabato 21 gennaio, ore 10.00<u></u>

Già il sabato Monteforte si anima con i ragazzi delle scuole elementari e medie che partecipano alla 22a Per il sorriso dei bimbi, la marcia solidale di 5 km per i ragazzi e 10 km per gli adulti (due giri da 5km) a scopo benefico. I fondi raccolti verranno destinati, come nelle ultime edizioni, ai Camilliani nel mondo per aiutare i bambini più bisognosi. Un momento molto sentito per trasmettere ai più piccoli i sani valori dello sport, sensibilizzare alla pratica sportiva e alla solidarietà verso i loro coetanei meno fortunati. Ai ragazzi è dedicato anche il concorso di disegno “Laudato sì… per Sora Nostra Madre Terra… Custodiscila e rispettala come un giardino”, che ha visto la partecipazione di 2.500 elaborati che verranno premiati il giorno della Montefortiana e saranno in mostra a partire da venerdì alle 17.00.<u></u>

10a Passi nel tempo – sabato 21 gennaio, ore 13.30<u></u>

Agli appassionati di storia e vino il sabato pomeriggio è dedicata la Passi nel tempo, la marcia guidata nel cuore del Soave classico alla scoperta di luoghi storici e delle cantine della zona. Un percorso di 8km tra Monteforte d’Alpone e San Bonifacio con tappe nei luoghi più nascosti del territorio.<u></u>

6a Ecomaratona Clivus – domenica 22 gennaio, ore 8.00<u></u>

La Montefortiana, nata con il Trofeo Sant’Antonio Abate nel 1975, negli anni si è arricchita anche di due percorsi collinari “Eco”, il primo dei quali è l’Ecomaratona Clivus, gara che fa parte del Grand Prix Iuta di Ultra Trail: 44 km con un dislivello di +1.900mt che si snodano tra i luoghi più belli della Val d’Alpone, Val d’Illasi, Montecchia e Soave. Con partenza da Via Vittorio Emanuele alle 8.00, i podisti affronteranno un percorso immerso nella natura per una gara tecnica che metterà alla prova i podisti più allenati.<u></u>

2a Ecorun Collis – domenica 22 gennaio, ore 8.00<u></u>

L’Ecorun Collis è nata lo scorso anno per offrire un percorso più breve, 26 km, e un dislivello meno impegnativo, +900mt, della sorella maggiore Ecomaratona. Dedicata al nuovo vino frizzante di Monteforte l’Ecorun Collis è pensata per ripercorrere i luoghi del trail e offrire ai tanti appassionati di questo tipo di percorsi la possibilità di godere del bellissimo paesaggio sulle colline. Anche quest’anno il percorso è stata accolto con entusiasmo e le iscrizioni sono già chiuse per aver raggiunto numero massimo di partecipanti.  La partenza per i 500 runner è sempre da Via Vittorio Emanuele alle 8.00.<u></u>

42° Trofeo Sant’Antonio Abate Falconeri – domenica 22 gennaio, ore 8.30/9.00<u></u>

Il famoso trofeo Sant’Antonio Abate Falconeri è l’evento principe della Montefortiana con 18.000 presenze nelle passate edizioni. I partecipanti alla marcia non competitiva, partendo da Piazza Salvo d’Acquisto tra le 8.30 e le 9.00, possono scegliere tra i tre tracciati collinari (con un dislivello tra i +200mt e +300mt) di 9, 14 e 20 km che si snodano tra i paesi delle colline veronesi. Tradizionali come sempre i prelibati ristori che propongono prodotti tipici del territorio, dal minestrone ai tortellini, dalle salsicce ai dolci, il tutto accompagnato dal vino della zona. E proprio i tortellini del Pastificio Avesani la fanno da padroni, «un matrimonio, quello tra il Pastificio e la Montefortiana, ormai consolidato» ha commentato Remigio Marchesini.<u></u>

23a Maratonina Falconeri – domenica 22 gennaio, ore 9.30<u></u>

Alle due gare “Eco” della Montefortiana, per ciò ce riguarda le corse competitive, si aggiunge la ventuno km del Soave, la Maratonina Falconeri, che quest’anno raggiunge la ventitreesima edizione. Con partenza da Via Perazzolo alle 9.30 il percorso si snoda sulle colline facendo percorrere ai podisti un dislivello positivo di +300mt. Negli anni ha annoverato presenze quali Stefano Sartori, Franca Fiacconi vincitrice a New York, Salvatore Bettiol, Giorgio Calcaterra e molti altri. Il record maschile appartiene a Kiptolo Nikson Rugut, con il tempo di 1h 06' 21" (2006), mentre quello femminile è di Nyirasambimana Angeline con il tempo di 1h 19' 10" (2011). Anche quest’anno la Maratonina assegna il Trofeo Sante Ferroli per gli atleti tesserati Alpini ANA 2017.<u></u>

«Il percorso bellissimo – ha commentato Giovanni Pressi, presidente della Montefortiana – che ripercorre l’intera vallata, è molto amato dai podisti, come testimoniano le iscrizioni. L’Ecorun Collis, alla seconda edizione, è chiusa con 500 partecipanti, l’Ecomaratona Clivus sta arrivando al tetto dei 700 iscritti e per la maratonina Falconeri stiamo raggiungendo i 1.000 iscritti». Il paesaggio è ciò che rende unica Montefortiana, «i partecipanti – come ha ribadito Aldo Lorenzoni, il presidente del Consorzio Vini Soave – sono avvolti dalle vigne che li accompagnano dall’inizio alla fine».<u></u>

9° Gran Premio Pedrollo Giovani Promesse – domenica 22 gennaio, ore 13.45<u></u>

Chiude il programma competitivo il Gran Premio Pedrollo giovani promesse dedicato ai ragazzi del territorio sul mezzofondo per incentivare la presenza dei giovani e della scuola nel mondo dell’atletica leggera.<u></u>

XIV Conferenza ScienzaSaluteSocietà – venerdì 20 gennaio, ore 18.00 - 20.30<u></u>

La Montefortiana è sport a 360°: proprio in quest’ottica venerdì 20 gennaio, dalle 18.00 alle 20.30, si terrà la 14a Conferenza ScienzaSaluteSocietà presso la Sala Convegni “Andrea Bogoni” della Cantina di Monteforte d’Alpone (Via XX settembre, 24). Quest’anno il titolo è “Farmaci, doping, sport e salute globale”, un tema sempre molto attuale e che merita un approfondimento. Dopo il saluto istituzione dell’Assessore alla Sanità della Regione Veneto Luca Coletto la parola passerà a Raniero Guerra, Direttore Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute, a Ottaviano Iuliano, Maresciallo Esperto della Sezione Atletica del 5º Battaglione carabinieri "Emilia-Romagna" di Bologna e a Giovanna Scroccaro, Direttore Servizio Farmaceutico della Regione Veneto che tratteranno il tema del doping, sia dal punto di vista legale che etico, e dei nuovi sistemi di controllo per prevenire e reprimere il fenomeno grazie anche alla testimonianza di  Sara Simeoni, medaglia d’oro alle Olimpiadi del 1978. Il convegno proseguirà poi la consegna del Premio ScienzaSaluteSocietà 2016 e con l’intervento di Padre Augusto Chendi, Sotto-Segretario Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari della Santa Sede e Giuseppe Recchia, nel suo ruolo di Consigliere della Fondazione Smith Kline, che presenteranno l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.<u></u>

I partner della Montefortiana 2017<u></u>

Sono sempre numerosi i partner aziendali che affiancano la Montefortiana, dando alla manifestazione il loro fondamentale supporto. I main sponsor della quarantaduesima edizione sono Falconeri, Pedrollo, Cantina di Monteforte, Collis Cantina Veneta e Pastificio Avesani. L’evento è inoltre organizzato con la collaborazione di Turri, Hawaiki, Lamberti, Meggle, Piccinato Sergio, Autosilver, IperFamila, Techpa, Cose Buone, Dotti il caffè, Eurovo, Adacta Sprint, Dr Ciccarelli farmaceutici, Elda ricotteria, Pepperone Restaurant & Sports Cafè, Ippopotamo. Sponsor tecnico è Errea con il punto vendita GiSport. Media partner è SportDi+.<u></u>

La Montefortiana è organizzata dal GSD Valdalpone De Megni con il patrocinio della Regione Veneto, Provincia di Verona, Comune di Monteforte d’Alpone, Comune di Soave, Comune di Montecchia di Crosara e Comune di Verona con la partecipazione di Ambasciata della Repubblica di Cina c/o Santa Sede dei Camilliani, M.I.U.R. – U.S.R. Veneto Ufficio VIII – Ambito territoriale di Verona, Fondazione Smith Kline, Glaxosmithkline, Ente Fiera Isola della Scala, Ufficio Pastorale Sport Tempo Libero, Turismo, Pellegrinaggi – Diocesi di Verona, Associazione Amici Di Don Marini, Funivia Malcesine Monte Baldo, Associazione Strada del Vino Soave, Consorzio Tutela Vini Soave e Recioto di Soave.<u></u>

Il Sindaco di Monteforte, Gabriele Marini ha sottolineato come «la Montefortiana sia un patrimonio di tutta la provincia e che l’ingrediente principale è proprio la voglia di divertirsi e di partecipare».<u></u>

Numerosi gli altri presenti, dal presidente della Provincia Pastorello al rappresentante dell’Ufficio scolastico Capuzzi fino al rappresentante della Diocesi Don Antonio Giacomelli e al vicesindaco di Soave Gaetano Tebaldi. Diversi gli sponsor e partner presenti: il rappresentante dello IUTA Stefano Scevaroli e Sara Valdo e quello del CSI per le gare competitive AVIS, Errea GiSport, Paolo Menopace della Strade Vino Soave, Ricotteria Elda.<u></u>

Iscrizioni e informazioni<u></u>

Per le gare competitive (Maratonina Falconeri e l’Ecomaratona Clivus) le iscrizioni chiuderanno martedì 17 gennaio o al raggiungimento del numero massimo di iscritti, mentre per il Trofeo le iscrizioni saranno aperte anche nelle due giornate della manifestazione nella zona Expo a Monteforte d’Alpone.<u></u>

Un riconoscimento speciale per i competitivi e i primi 7.000 della marcia non competitiva a quota intera a cui quest’anno verrà regalata una maglia tecnica invernale a manica lunga marchiata Montefortiana 2017.<u></u>

Tutte le altre informazioni sono disponibili nel sito www.montefortiana.org. È possibile iscriversi presso il GSD Valdalpone De Megni, telefonando allo 045.9586408, mandando un fax 045.7612003, oppure chiamando Pressi allo 349.0854525 o Pasetto allo 338.2663474, o scrivendo una mail a info@montefortiana.org.<u></u>

UFFICIO STAMPA MONTEFORTIANA<u></u>

DNA Sport Consulting – Federica Clemente<u></u>

tel. 045 8012816 – 340 4054399<u></u>

email: federica.clemente@<wbr />dnasportconsulting.it<u></u>

 

Commenti? | Jan 16, 2017

ROLAND GRÖGER ELETTO ATLETA MASTER DELL´ANNO IN GERMANIA E TERZO AL MONDO DALLA WMA!

Posted by linfordbif in Mondo Master
 
Una Stagione semplicemente fantastica! Quella del 2016 e´stata per me e per Roland Gröger una stagione da incorniciare.
 
Vorrei condividere con voi Amici di Web-Atletica questa immensa gioia: Roland e´ stato eletto dalla WMA come terzo Atleta Master al Mondo dell´anno dopo Geher Andrew Jamieson M70 vincitore di 3 Ori ai mondiali di Perth ed ha migliorato 2 Rekord del Mondo, il primo nei 5000 ed il secondo nella 20KG di marcia. Il fantastico Bill Collins M65  si pone al secondo posto. 
 
Con 3 Ori a Perth ed un Rekord del Mondo sui 400m M50 (51"02), un Rekord tedesco sui 200m Indoor ( 23"49) Roland si ottiene un meritato terzo posto.
 
Ciliegina sulla torta: Roland e´stato eletto dalla Giuria Teutonica come Atleta Master dell´anno in Germania ottenendo punteggio pieno ( 60 punti), secondo Andy Dottmar 32 Punti (lo scorso anno e´ arrivato ló scorso anno secondo per soli 2 punti).
 
Complimenti Roland! :D 
 
 
Daniele Biffi

Personal Trainer & Mental Coach  

2 commenti | Jan 12, 2017

COME ALLENARE LA FORZA ECCENTRICA NELLO SPRINT

Posted by linfordbif in Training
Una delle componenti importanti per uno sprinter e´ sicuramente la forza eccentrica Si parla di forza eccentrica quando il muscolo lavora nella cosiddetta fase negativa sviluppando tensione (ad esempio riabbassando lentamente un peso).
A seconda delle modalità di lavoro e dalle caratteristiche fisiologiche della muscolatura su un determinato movimento, possiamo distinguere tre tipi di contrazione muscolare:
  1. Isotonica (dinamica) (concentrica, eccentrica, pliometrica);
  2. Isometrica (statica)
La contrazione Isotonica si ottiene quanto il muscolo si contrae e si accorcia con una tensione variabile nel vincere una resistenza/peso costante. La possiamo dividere in 2 fasi: una concentrica (o positiva) quando cioè la muscolatura si accorcia, ed eccentrica (o negativa) quando la muscolatura resiste al carico di lavoro durante l’allungamento, praticamente quando si torna al punto di partenza quando lavoriamo con i pesi.
Sia la forza concentrica che la forza eccentrica sono importanti e vanno allenate. La forza eccentrica rimane fondamentale allenarla se vogliamo correre veloci. 
Attraverso lavori mirati di forza eccentica possiamo anche lavorare per migliorare la forza massimale. 
Durante il lavoro eccentrico si ha una minor dispendio di energia rispetto alla fase concentrica. Se il lavoro eccentrico e´meno faticoso e piu´ economico del lavoro concentrico, pero´ il recupero di un lavoro eccentrico e´ piu´ lungo.  
Il lavoro eccentrico è molto più economico perché vengono reclutate meno fibre muscolari.
Il lavoro eccentrico consiglio di inserirlo nel GPP ed al massimo nella prima fase dell SPP.  La muscolatura   richiede diverso tempo per il totale recupero della forza eccentrica, si arriva anche a 8 settimane.
 

 
 

Uno dei migliori metodi per allenare la forza eccentrica e´ quello di lavorare con un pesi del 10/30% oltre il peso massimale ed ottenere una fase eccentrica dai 6" agli 10". Consiglio di allenarsi con la presenza, e l´aiuto, di un Partner di forza provata visto che si lavora con carichi del 30%  superiori al massimale.
Un buon lavoro di forza eccentrica lo otteniamo con 4-6 serie di 5-6 ripetizioni, con recupero compreso tra una serie e l’altra dai 1 ai 3 minuti. 
I vantaggi del lavoro eccentrico sono sicuramente che possiamo lavorare con pesi superiori, sollecitiamo in modo diverso le fibre muscolari e che e´assolutamente molto efficace.
Interessanti lavori di contrazione eccentrica si possono fare anche a carico naturale sia sui gradoni, che in palestra in palestra come anche con uso di un plinto.
 
Buon Allenamento! 
 
Commenti? | Jan 11, 2017

Candace Hill, gazzella USA

Posted by linfordbif in International


di Marco Buccellato

I primi acuti dalla stagione indoor USA giungono dalla distanza dei 300 metri, una gara "spuria" che viene disputata a buoni livelli con discreta frequenza al coperto e in una decina di meeting outdoor nel corso di ogni stagione. Protagoniste del fine settimana, la campionessa mondiale indoor di Portland con la staffetta 4x400 (e bronzo sui 400 metri) Quanera Hayes, che a Clemson ha migliorato il record nazionale USA sulla distanza in 35.71, e la giovanissima Candace Hill. Il crono colloca la Hayes al terzo posto nelle graduatorie all-time, guidate da Irina Privalova (35.45 nel lontano 1993) e dalla giamaicana Patricia Hall (35.69 un lustro fa). All'aperto solo quattro atlete hanno fatto meglio del crono della Hayes: la prima della lista è la messicana Guevara (35.30 tra le nuvole di Mexico City).

BABY-HILL - Nella stessa gara, eccezionale prova di Candace Hill, la campionessa mondiale allievi su 100 e 200 metri a Cali nel 2015 e iridata under 20 a Bydgoszcz 2016, prima sprinter under 18 della storia a scendere sotto gli 11" sui 100 metri. Al primo 300 metri della carriera, la poco meno che 18enne Hill (classe 1999) ha corso in 36.86, non lontana dalla miglior prestazione mondiale indoor di categoria, detenuta dal 2007 da Francena McCorory (36.67). Nella finale dei 60, parti invertite: 7.30 per la Hill, 7.34 per la Hayes. Un altro grande talento iridato a Cali, l'astista svedese Armand Duplantis, è salito a 5,61 a Baton Rouge, un centimetro meglio del record europeo junior indoor ufficiale di 5,60, pur se la storia della specialità comprende un 5,68 del tedesco Holzdeppe. 

ASTISTI DI VERTICE, ESORDIO RINVIATO - Né Jenn Suhr né Renaud Lavillenie hanno gareggiato negli impegni annunciati.

La statunitense non si è presentata in pedana nell'Akron Pole Vault Convention (ha vinto la connazionale Nageotte con 4,60), mentre il successo maschile è andato all'iridato in carica Shawn Barber con 5,35. Il francese ha cancellato la sua presenza a Tignes per un leggero infortunio, ma i risultati sono stati comunque interessanti soprattutto nella gara femminile, dove la primatista mondiale under 20 Wilma Murto ha superato i 4,66 e tentato di migliorarsi, senza successo, a 4,72. In tema salti in elevazione conferma dell'ottimo avvio di stagione del russo Ukhov (2,30 dopo l'esordio a 2,35). 

FRANCESI IN SPOLVERO - Sempre dal meeting di Tignes buon esordio di Christophe Lemaître, che nonostante l'avvio anticipato di stagione e il carico di lavoro ancora intenso ha corso i 60 in 6.58, precedendo il vecchio Dwain Chambers, che in 6.64 ha confermato il crono ottenuto il primo dell'anno in patria. Tra gli altri risultati, l'8,08 del lunghista Bertrand e il 16,62 del triplista Pontvianne. Proprio dal salto triplo arriva l'altro acuto delle recenti giornate transapline, merito del bronzo mondiale under 20 Melvin Raffin, portatosi a 17,04, dieci centimetri meglio del precedente limite nazionale di Teddy Tamgho e dieci centimetri meno del miglior risultato mai ottenuto da uno specialista di categoria junior, il tedesco Mai, autore di 17,14 nel 1985. 

PRIMATO IN ISRAELE - Il nuovo primato "all-comers" di maratona sul suolo israeliano è stato stabilito nella quarantesima edizione della maratona di Tiberiade, con percorso a "vista mare" in Galilea, dalla etiope Hiwot Gebrekidan, alla seconda esperienza in maratona, in 2h25:45, con quasi dieci minuti di progresso sull'esordio datato un anno fa. Gara in solitaria, con la seconda classificata distante circa diciotto minuti.

Soltanto terzo, ma distante due secondi dal vincitore, l'oro mondiale di maratona Ghirmay Ghebreslassie nella mezza maratona di Egmond (1h02:43, crono condiviso con l'atleta-top locale Nageeye). La corsa è stata vinta dall'etiope Dawit Wolde in 1h02:41. Finish ravvicinato anche al femminile: Desi Jisa (Bahrain) 1h12:08, l'etiope Abreha (1h12:11) e la kenyana Ivy Kibet (1h12:14), sorella di Hilda Kibet, ex-kenyana naturalizzata "orange". Cross: dopo il terzo posto del Campaccio Jairus Birech ha gareggiato anche in Spagna, nel cross Zornotza di Amorebieta, perdendo di tre secondi dall'eritreo Nguse Amlosom (terzo il campione europeo dei 5000 metri Fifa).  

MARATONE, GRANDI GIORNI A VENIRE - Domenica prossima maratona internazionale a Mumbai (India), dove i migliori iscritti vantano tempi importanti: al via gli etiopi Ayele Abshero e Seboka Tola e il kenyano Levi Matebo. Alla ricerca del terzo successo nella 42 km donne c'è Dinknesh Mekasha. Si rivede anche l'ex-etiope Merima Mohamed, ora naturalizzata dal Bahrain. Ambasciatore ufficiale dell'evento, il due volte campione olimpico degli 800 metri David Rudisha. Si corre anche a Houston (la 42 km e anche la mezza) con in gara l'argento e il bronzo di Rio (Lilesa e Rupp).

Il vero piatto forte d'inizio anno, però, potrebbe essere servito nella maratona di Dubai di venerdì 20 gennaio, dove Kenenisa Bekele andrà a caccia di quel primato del mondo (2h02:57 di Dennis Kimetto), mancato di soli sei secondi lo scorso settembre a Berlino. Il record della 42 km di Dubai, una maratona che più "flat" non si può, appartiene a quell'Abshero, citato poc'anzi, in 2h04:23 (decimo performer all-time). Bekele ha inoltre confermato la sua presenza nella maratona di Londra in aprile, con un cast d'élite maschile ancora una volta straordinario, sul quale torneremo strada facendo. Allacciate le cinture, si parte.

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Commenti? | Jan 10, 2017

Mimmo Ricatti, atletica: ho avuto la fortuna di fare del mio sport un lavoro

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Mimmo Ricatti, atletica: ho avuto la fortuna di fare del mio sport un lavoro

Matteo SIMONE www.psicologiadellosport.net Ho conosciuto Mimmo Ricatti alcuni anni fa e mi ha sorpreso la sua determinazione ed impegno nel fare sport, nel pretendere tanto da se stesso ma anche dai suoi amici di squadra e di allenamenti.

Mimmo cerca di comprendere come far meglio, come curare con attenzione tutti gli aspetti inerenti la prestazione atletica, l’allenamento fisico, la nutrizione, non trascurando l’aspetto mentale.

Mimmo è determinato, severo con gli altri ma soprattutto con se stesso, ma quello che gli fa fare il salto di qualità è l’essere resiliente, ad ogni impedimento si è sempre rialzato, ha sempre ricominciato con più entusiasmo di prima, con più coraggio, con più determinazione, con più esperienza, con più sicurezza e questo gli ha permesso di raggiungere tanti traguarda ad iniziare dalle gare di mezzofondo fino alla maratona. Interessandomi di psicologia dello sport e benessere ho chiesto a Mimmo di rispondere ad alcune domande che riporto di seguito. Mimmo appare essere sereno, oramai è diventato espertissimo di allenamenti e gare, si conosce bene e sa che nello sport, soprattutto praticato ad alto livello, sono importanti diverse componenti, non solo la grinta, l’aggressività.

Quale alimentazione segui prima, durante e dopo una gara?“L'alimentazione è per me un vero e proprio allenamento. Il carburante che dà energia alla macchina corpo. Curo molto l'aspetto ma senza privarmi totalmente delle concessioni di gola.” Mimmo sa che per fare le cose bene, per eccellere non bisogna trascurare nessun aspetto, e quindi allenamento fisico, nutrizione, aspetto mentale, sono le chiavi del successo e del benessere.

Le difficoltà si mettono in conto, ma Mimmo sa che ad ogni problema c’è almeno una soluzione e quindi va avanti alla ricerca delle migliori soluzioni possibili per continuare nella sua passione sportiva e lavorativa ad eccellere come meglio può e serenamente. Ha le idee chiare Mimmo, se vuoi ce la metti tutta con il corpo, il cuore e la testa altrimenti ogni minimo problema diventa un’occasione per fermarti.

Chi ha contribuito al tuo benessere nello sport o alla tua performance? “Tante persone ogni giorno contribuiscono alla buona riuscita delle mie avventure. Le persone che mi circondano spesso mi regalano la positività e la forza per cimentarmi in ogni passo della mia via.” Mimmo è circondato da tante persone che gli vogliono bene, tanti fan, amici e parenti e colleghi che fanno il tifo per lui in ogni momento ed in ogni situazione. E’ lunghissima la carriera di Mimmo così come sono tantissime le su gare, ma Mimmo è capace di essere determinato con grinta ed affrontare le situazioni più difficili.

Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Il mio lavoro è CORRERE. Ma spesso ripeto a me stesso di non farlo di fretta. Il paradosso della affermazione mi fa tanta simpatia.” Quali sono o sono state le tue sensazioni pregara, in gara, post gara? “Puoi provare timore, fibrillazione, panico, tensione o chissà quanti altri stati. Io amo competere e la competizione è diventata per me come un luogo bellissimo in cui realizzarmi.”

Hai dovuto scegliere nella tua vita di prendere o lasciare uno sport a causa di una carriera scolastica o lavorativa? “Ho avuto molte fortune. Una di quelle è stata fare del mio sport un lavoro. Fantastico connubio!” C’è stato il rischio di incorrere nel doping nella tua carriera sportiva? “Abbiamo tutto quello di cui necessitiamo, per fa sì che i nostri sogni si avverino, a portata di mano. Nelle nostre menti, nelle nostre membra e nel nostro petto!”

Riesci ad immaginare una vita senza lo sport? “La vita senza sport non è immaginabile perché lo sport è vita! “ Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Crisi, sconfitte e infortuni sono tessere dello stesso puzzle di cui fanno parte anche i successi, le vittorie e i risultati. Se si accolgono questi nella propria vita bisogna accettare anche quegli altri come esperienze che possano farci maturare e capire.” A volte se qualcosa non va è importante approfondire, conoscere, sapere, informarsi, documentarsi, si scopre che è possibile fare qualcosa in modo diverso, in modo migliore, si impara a conoscersi meglio.

Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport, se si per quali aspetti ed in quali fasi dell’attività sportiva? “Lo psicologo serve quando serve ma anche quando sembra che non serva. Non si tratta di un rimedio estremo. Bensì di una pratica che può darci un ritmo, una tranquillità, una condizione di consapevolezza di alto livello.” E’ vero non bisogna aspettare di avere dei sintomi, delle crisi, dei disturbi per ricorrere allo psicologo, l’aspetto mentale andrebbe allenato così come si allena l’aspetto fisico.

Quale può essere un tuo messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi a questo sport fatto di fatica, impegno, sudore, sofferenze? “Il mio sport è come una poesia. Può mettere in rima la tua vita. Può far sì che le tue giornate diventino sonetti.” Ora Mimmo Ricatti ha bisogno di un favore? Basta aprire il link e mettere un "Mi piace" sulla foto. Aiutiamolo!!!

Grazie!

https://www.facebook.com/BarlettaSport/posts/1263186130391394:0 Matteo SIMONE www.psicologiadellosport.net http://www.amazon.it/Doping-Il-cancro-dello-sport-ebook/dp/B00LMDYMBM

Commenti? | Jan 05, 2017

Sì è conclusa a Manfredonia la Settimana dello sport, psicologia e cultura

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Di: : Grande successo per la settimana della cultura, sport e psicologia a Manfredonia, enorme le adesioni da parte di tanti che hanno avuto l’opportunità di transitare dalle parti di Manfredonia che oltre a visitare la città con le sue chiese e basiliche, gli ipogei, il suo castello, scorci panoramici, hanno anche avuto l’opportunità di poter partecipare alle presentaizoni di libri di psicologia e sport

La settimana dello sport, cultura e psicologia ha avuto inizio il 27 dicembre alle ore 19.00 con L’uomo dei podi Riflessioni psicologiche su un atleta vincente, Co-autori Matteo Simone, Antonello Vargiu, Aracne editrice, Roma, 2016.

Ospite d’eccezione è stato il vice Campione del mondo di atletica mezzofondo, Gildo Tomaiuolo che vanta anche di un record mondiale, del titolo di campione europeo e tanti titoli italiani soprattutto sul mezzofondo 800 e 1.500 metri.

La presentazione del libro ha avuto luogo presso Frizzi e Lazzi walking, corso Manfredi 303, punto vendita dell’atleta d’eccellenza, l’amico Michele Spagnuolo che partecipa a gare ardue e coinvolge comuni cittadini nelle sue attività di camminate per strada o sentieri e gradualmente e progressivamente ad uscite in montagna o a gare di corsa su strada. Il moderatore è stato Vincenzo Di Staso, giornalista che ha illustrato in modo esemplare sia il testo L’uomo dei podi, che i relatori della serata.

La settimana dello sport, psicologia e cultura è continuata il 29 dicembre ore 19.00, con la presentazione del libro Ultramaratoneti e gare estreme, Prospettiva editrice, Civitavecchia.
Il moderatore dell’evento è stato Gianluca La Tosa, Consulente – Perito grafologo, Docente di Grafologia dell’Età Evolutiva ed anche amico e simpatizzante del Team Frizzi e Lazzi walking.
Il libro parla di tanti atleti, maratoneti ed ultramaratoneti, atleti di trail e di ultratrail, è stata una serata all’insegna della fatica, dello sport, con ospiti di eccezione il Campione Italiano di Maratona Dario Santoro nativo di Manfredonia, Vito Rubino il ricercatore ingegnere espatriato in nuovi mondi per sperimentare ed approfondire non solo nell’ambito lavorativo ma anche in ambito sportivo attraversando in bici tutta la l’America partecipando e portando a termine la RAAM Race Across America; Michele Spagnuolo, l’uomo delle lunghe distanze, Giovanni Cotugno, allenatore e presidente della Gargano 2000 onlus, Alessandro Tomaiuolo, tra le sue ultime prestazioni sesto al mondo ai campionati mondiali di mezza maratona.

 La settimana della cultura, psicologia e sport si è conclusa venerdì 30 dicembre alle ore 18.30, presso la Sala Polivalente delle Civiche Bibiblioteche Unificate, Corso Manfredi 22, con la presentazione del libro Carlos Castaneda incontra don Juan, uno sciamano divenuto suo maestro. La moderatrice è stata Mariantonietta di Sabato, Vice Direttore manfredonianews.it, che ha colto gli aspetti rilevanti del libro e dell’autore, dando risalto alle pratiche sia sportive che di autoconoscenza quali la meditazione, l’incontro con l’altro, il cammino.

Si tratta di un libro in cui descrivo le esperienze raccontate da Castaneda nei suoi scritti, attraverso i quali si può comprendere come alcune esperienze riescono ad elevare la consapevolezza, soprattutto affidandosi a maestri, guide, persone che ti possano indicare delle strade, ti possano far conoscere delle opportunità, nel caso di Castaneda, il suo maestro è stato Don Juan che ha utilizzato metodi stravaganti per demolire le rigide barriere mentali di Carlos, uomo accademico.

A volte è importante uscire fuori dalla zona di comfort per scoprire, per conoscersi meglio, a volte la persona ha delle doti particolari che non sa di possedere.

A volte la cultura di impone delle strade da percorrere quasi come se fossimo bendati, e poi capita di scoprire qualcosa che ci interessa, qualcosa che ci permette di vivere più intensamente.
A volte può essere uno sport che praticandolo ci fa accorgere di sperimentare benessere, per esempio a Manfredonia succede che qualcuno inizi a seguire Michele Spagnuolo, un Maestro del cammino, nelle sue uscite mattutine, serali, nei week end, sperimentando piacere e benessere.
Insomma si tratta di un libro che fa scoprire sensazioni, percezioni, emozioni, è un contattare la propria persona prestando preziosa attenzione ed osservazione in modo da relazionarsi meglio con se stesso e gli altri.

Tanta gente presente per curiosare, conoscere, scoprire, un incontro di persone straordinarie per ascoltare le nostre parole e prima e dopo gli eventi tutti insieme per camminare in compagnia, perché questo è un obiettivo di Michele Spagnuolo presso la città di Manfredonia ed anche il mio in quel di Roma attraverso la Move Week, la settimana del movimento, coinvolgendo sempre più gente alla pratica dell’esercizio fisico per star bene insieme, per uscire di casa.

HYPERLINK “http://www.psicologiadellosport.net/contatti.htm” – Matteo SIMONE
HYPERLINK “http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product”
http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product
HYPERLINK “http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788854894440”
http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788854894440
HYPERLINK “https://www.retedeldono.it/it/iniziative/a.p.s-spiragli-di-luce/matteo.simone/di-corsa-per-spiragli-di-luce”
https://www.retedeldono.it/it/iniziative/a.p.s-spiragli-di-luce/matteo.simone/di-corsa-per-spiragli-di-luce
HYPERLINK “http://www.arduinosaccoeditore.eu/products/carlos-castaneda-incontra-don-juan-uno-sciamano-divenuto-suo-maestro/”
http://www.arduinosaccoeditore.eu/products/carlos-castaneda-incontra-don-juan-uno-sciamano-divenuto-suo-maestro/

Commenti? | Jan 04, 2017

L’uomo dei podi da Frizzi e Lazzi il 27 alle 19.00 con Gildo Tomaiuolo

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L’uomo dei podi da Frizzi e Lazzi il 27 alle 19.00 con Gildo Tomaiuolo Matteo SIMONE

Manfredonia. L’uomo dei podi è uno dei miei ultimi libri scritto insieme ad Antonello Vargiu, ed è il secondo libro scritto a quattro mani dopo Ultramaratoneta, un’analisi interminabile scritto insieme a Daniele Baranzini.

La presentazione del libro avverrà presso il punto vendita del caro amico Michele Spagnuolo che è un atleta d’eccellenza sia per le gare ardue a cui partecipa con lustro e stupore per i tanti e sia per la sua opera di coinvolgimento e persuasione nei confronti dei comuni cittadini ad iniziare a camminare o correre per strada o sentieri e partecipare gradualmente e progressivamente ad uscite in montagna o partecipare a gare di corsa su strada. Michele vanta anche il record provinciale in gara di ultramaratona della durata di 24 ore, stabilito presso Lavello il 4 dicembre 2016.

La location è presso Manfredonia, mia città nativa, e non potevo non invitare uno dei primi atleti di livello internazionale della città di Manfredonia e cioè Gildo Tomaiuolo che vanta di un record mondiale, del titolo di vice campione mondiale, campione europeo e tanti titoli italiani soprattutto sul mezzofondo 800 e 1.500 metri.

Quindi si presenterà il mio libro L’uomo dei podi, ma la serata avrà un grande valore umano grazie ai due personaggi dello sport Michele Spagnuolo e Gildo Tomaiuolo.

Ho raccolto le risposte di un atleta, allenatore ed ho trovato interessanti alcuni aspetti inerenti la sua visione dello sport. Antonello Vargiu ha un’esperienza pluridecennale nel campo dell’atletica con ottimi risultati e gli aspetti che hanno influito e che ancora incidono sul suo benessere e le sue prestazioni sportive sono diversi, tra i quali vi è il metodo da seguire, l’affidarsi ad un bravo allenatore, il seguire degli atleti più forti ed allenarsi con generosità. Inoltre trova fondamentale lo spirito di gruppo che si crea.

Tra di noi è nata una sorta di collaborazione ed è venuto fuori un libro dal titolo L’uomo dei podi. L’uomo dei podi Riflessioni psicologiche su un atleta vincente, Co-autori Matteo Simone, Antonello Vargiu, Aracne editrice, Roma, 2016.

Fotografie di Antonio Cuccu, Bianca Figus, Roberto Micheletti, Antonio Pilia, Katy Rossino

Il volume porta la firma di uno psicologo e di un atleta, Simone e Vargiu. Lo psicologo commenta quanto l’atleta elabora o ricorda, la sua è una presenza discreta, mai invadente, che lascia fluire il racconto e l’esperienza dell’altro. Quasi una guida o un accompagnatore, che insieme all’atleta, è partecipe dei misteri della corsa, mostrando la stessa curiosità, stupore e appagamento, quasi che avesse gareggiato al suo fianco. La corsa, per quanto scaturisca dalle contrazioni muscolari, dalle scariche neuronali, dagli appoggi dei piedi e si leghi indissolubilmente con sudore, dolore e affanno, non trascura i pensieri, le emozioni e i ricordi del nostro spettatore interiore: sia esso psicologo o meno. Questa è la magia della corsa, un’esperienza estetica e motoria, un modo di esserci col corpo e con la mente, in un perfetto equilibrio.

Il libro parla di podi, di gare, di preparazione, di raggiungimento di obiettivi, di festa dello sport, di squadre e tutto ciò permetterà di avere un confronto con i partecipanti sulle tematiche inerenti lo sport, la psicologia dello sport, l’attività sportiva non solo come performance per il raggiungimento del podio ma anche come benessere, come incontro di mondi culturali, abbattimento di barriere culturali e generazionali.

(A cura del dottor Matteo Simone)

Commenti? | Dec 19, 2016

L´IMPORTANZA DELL USO DELLE BRACCIA NELLO PRINT

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Quando si corre, a differenza di quanto si possa pensare, si corre si con le gambe come anche con tutto il resto del corpo, braccia incluse.

Se nel Mezzofondo e´ consigliabile un uso minimale delle braccia al fine di risparmiare energie e di avere una corsa leggera e fluida, nello Sprint le braccia non solo vanno usate ma anche svolgono una funzione fondamentale per la corretta biomeccanica ed il raggiundimento di quella che puo´ essere la massima espressione delle possibilita´ di un Atleta.

Nello Sprint il buon uso delle braccia diventa quindi basilare per correre veloce. Ora che abbiam capito quanto le braccia siano importanti la domanda da farsi e´: come devo usare le braccia?

Il primo consiglio e´ quello di tenere le braccia vicine al corpo, quindi i gomiti devono lavorare il piu´possibile vicino al corpo e le braccia devono essere dritte e perpendicolari alle spalle. 

Il secondo consiglio e´ di tenere l´angolo del gomito sempre a 90°. Facilmente, ed e´ bene cosi´, quando il braccio avanza l´angolo tende a chiudersi, mentre quando il braccio indietreggia l´angolo tendera´ ad aprirsi. Questo va´ benissimo purche ci siano delle variazioni intorno al massimo di 15°.

Un terzo consiglio e´di tenere le mani aperte, penserai perche´ si e´ piu´ areodinamici? Si, anche, la cosa piu´ importante e´ che tenendo le mani aperte i gomiti tendono ad avvicinarsi al corpo, al contrario se tieni i pugni chiusi i gomiti tenderanno all´esterno( provare per credere). Oltre a questo se teniamo i pugni chiusi piu´ facilmente saremo portati a contrarre i muscoli delle braccia e di conseguenza delle spalle, i gomiti se ne andranno all´esterno, butteremo energie nel cosmo ( e non verso l´arrivo dove invece tutte le energie devono andare), le spalle tenderanno ad avanzare, di conseguenza tenderemo a corrrere seduti e non alti..insomma dammi retta, tieni le mani aperte. Le spalle sono anch´esse importanti, direi fondamentali.

Se vuoi correre veloce devi lavorare bene di spalle, le spalle devono andre su e giu´ meltre corri e devono spingere. Affinche´ le spalle possano lavorare bene e´ necessario che le braccia siano dritte, se le braccia lavoran storte storteremo anche le spalle che si bloccheranno, tenderanno ad andare in avanti, e sara´ impossibile usarle bene anzi le useremo male. 

Se vuoi correre veloce devi anche, e sopratutto, imparare ad usare bene le braccia e le spalle. 

Il mio consiglio e´ quello di stare attento anche alle braccia quando corri, allena anche le braccia che devono essere forti. Se le braccia sono forti ne giovera´ anche la tua corsa.

VIDEO   COME USARE BRACCIA E SPALLE PER CORRERE VELOCE 

 

Daniele Biffi

Personal Trainer & Mental Coach  

www.fastandfit.de    

 

Commenti? | Dec 15, 2016

Anche io corro per l’Associazione “Spiragli di Luce”

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Anche io corro per l’Associazione “Spiragli di Luce”
Matteo SIMONE Psicologo, Psicoterapeuta Sono atleta e psicologo dello sport e prescrivo a me stesso e a tanti altri pillole di esercizio fisico a costo zero per permettere a me stesso e a tanti altri di sperimentare benessere attraverso l’attività sportiva praticata in solitudine o anche in compagnia. Lo sport rende felici, incrementa consapevolezza, sviluppo autoefficacia consolidando la fiducia in se stessi di poter far qualcosa, di riuscire in qualcosa, inoltre lo sport incrementa la Resilienza, si affrontano e si superano meglio i problemi, crisi, difficoltà, si è più presenti, attenti, gentili.
 
L’Associazione “Spiragli di Luce”, operante nel territorio di Anzio e Nettuno, si rivolge ai ragazzi diversamente abili e alle persone con disagi sociali promuovendo lo sviluppo e la diffusione d’attività sportive e socioculturali. Le attività promosse prendono vita grazie al sostegno di iniziative culturali e manifestazioni sportive, ne è un esempio il Trofeo Città di Nettuno, Memorial "B. Macagnano": i fondi raccolti hanno consentito infatti di organizzare centri estivi per i ragazzi diversamente abili.
 
Questa è la dimostrazione di quanto possa essere vincente il connubio tra sport, impegno sociale e solidarietà! L'Associazione per poter continuare ad svolgere le attività natatoria rivolte ai ragazzi disabili necessita ora di un nuovo sollevatore per piscina in quanto quello finora impiegato non è purtroppo più utilizzabile; al fine di reperire i fondi necessari ha scelto di aderire al Program Charity della Maratona di Roma 2016 chiedendo il supporto di amici runner interessati a sostenere questo nuovo importantissimo progetto. La presidente dell’associazione, mia amica runner conosciuta in occasione della staffetta della transumanza da Anzio a Jenne, mi ha coinvolto in questo progetto e io sono felicemente pronto ad aderire come ho già fatto l’anno passato con l’associazione Sport Senza Frontiere.
 
Pertanto chiedo a tutti i miei conoscenti, famigliari, amici, simpatizzanti di donare soldi e sorrisi per questo valido e prestigioso progetto associativo. Io ci metterò corpo, testa e cuore per percorrere i 42,195km della maratona di Roma e voglio anche vedervi per strada a sostenermi ed a fare il tifo per l’Associazione Spiragli di Luce”, daje!
 
Insieme è molto meglio. Lo scopo dell’associazione è la diffusione e la propaganda di attività sportive e socioculturali, in tutte le sue componenti: agonistiche, amatoriali, didattiche, scientifiche ad esse connesse. “Spiragli di Luce” vuole aiutare i diversamente abili e le persone meno abbienti alla riabilitazione fisica e psicologica per un inserimento nella società e nel mondo del lavoro con uno strumento che li favorisca nello sport competitivo e non, nel mondo artistico, storico e in quello turistico.
 
Matteo SIMONE www.psicologiadellosport.net 380-4337230 - 21163@tiscali.it https://www.retedeldono.it/it/iniziative/a.p.s-spiragli-di-luce/matteo.simone/di-corsa-per-spiragli-di-luce
Commenti? | Dec 15, 2016

Lorena Brusamento: Indossare la maglia azzurra era un sogno, l'ho realizzato

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Al Campionato Europeo in Francia di 24 h di corsa su strada, la Svedese Maria Jansson vince l’oro stabilendo il nuovo record svedese ed europeo con circa 250.647 km, l’argento va a Patrycja Bereznowska (POL) che stabilisce il nuovo record Polacco con 241.633 km, il bronzo va alla connazionale Agata Matejczuk (POL) 232.285 km.

Eccezionale la gara dell’Italiana Brusamento Lorena che riesce a correre 221.719 km in 24 ore, classificandosi 13^, Luisa Zecchino 23^ con 206.632 km, Addari Paola 31^ con 200.88 km, Milanesi Chiara 33^ con 198.681 km, Barchetti Monica 193.36 km, Fossati Maria Ilaria 46° con 181.915 km.

Il titolo a squadra femminile va alle Polacche, l’argento alle Svedesi, il terzo posto alla Francia. La squadra Italiana si piazza all’8^ posto.

Alcune domane a Lorena Brusamento per approfondire il mondo femminile degli ultrarunner.

Eri riposata prima della gara? “Si, ho cercato di rallentare i miei ritmi ‘normali’ di lavoro qualche giorno prima.”

Cosa hai scoperto? Cosa puoi fare per far meglio? “Ho scoperto che posso fare ancora di più, dovrei allenarmi seriamente invece di correre e basta!”

Cosa hai notato delle altre squadre e degli altri atleti? “Non molto. Ciò che ho potuto vedere ed apprezzare è stata la forza e la determinazione di alcuni atleti.”

Ti sei sentita campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Si, toccando il piede di Re Leonida all’arrivo di Spartathlon.”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? Lo sport ha sempre fatto parte della mia vita, prima la pallavolo, poi la corsa ma non solo. Ho cercato di seguire il mio istinto e di fare sempre ciò che mi faceva provare un’emozione.”

Quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Alimentazione e integrazione, obiettivo chiaro e fisso in mente uniti ad una forte fiducia sullo stato di salute del mio corpo.”

 

Ogni atleta ha i suoi ingredienti del benessere e del successo nello sport. La motivazione, la passione, il bisogno spinge la persona a raggiungere un obiettivo nella vita o nello sport. Per attivarsi ed impegnarsi, l’obiettivo dovrebbe essere sfidante e difficile ma raggiungibile, non impossibile.

Nello sport chi ha contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Il mio percorso verso l’ultramaratona è stato segnato da persone diverse in fasi diverse. Nell’ultimo anno sicuramente il mio compagno e la mia amica/assistente hanno avuto un ruolo importante.”

Qual è stata la gara della tua vita, dove hai dato il meglio di te o dove hai sperimentato le emozioni più belle? “Spartathlon in particolare anche se ogni gara/corsa mi ha dato emozioni, sensazioni particolari e ricordi.”

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua attività sportiva? “Sono orgogliosi e pensano che posso fare sempre meglio.”

Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Forse la cosa più strana che ho visto è stato il giapponese che dormiva in sospensione tra due sedie in un check point lungo Spartathlon…5 minuti di sonno cosi, poi è suonata la sveglia si è alzato ed ha ripreso a correre.”

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel praticare sport? “Che sono forte, mi ferma solo qualcosa che può mettere a rischio serio la salute.”

Quali sono le tue capacità, risorse, caratteristiche, qualità che hai dimostrato di possedere? “Forza, determinazione, tenacia, controllo, conoscenza di me stessa, fiducia.”

Che significa per te partecipare ad una gara sportiva? “La gara per me non è una gara ma un viaggio. E più il percorso è lungo piu il viaggio mi piace. La gara mi consente di dedicarmi del tempo, tutto per me come se fossi in vacanza.”

 

Le gare di ultramaratona permettono di essere con se stessi per tanto tempo, permette di conoscersi meglio nelle crisi, ti fa ripercorrere attimi e periodi della vita, un viaggio nel tempo partendo dal momento presente, permette di sperimentare sensazioni, impressioni ed emozioni, sentendo il proprio corpo, le sensazioni corporee, il respiro che ti porta vanti metro dopo metro, chilometro dopo chilometro, sempre avanti.

Hai sperimentato l’esperienza del limite nelle tue gare? “Si, la sensazione di non avere più nulla e di avere raschiato il fondo del barile.”

Quali sono o sono state le sensazioni che sperimenti facendo sport: pregara, in gara, post gara? “Emozione, agitazione, gioia, serenità, condivisione, amicizia.”

Quali sono le difficoltà, i rischi, a cosa devi fare attenzione nel tuo sport? “Devo fare attenzione a non dissociarmi per troppo tempo, rischierei di non avere il completo controllo di ciò che succede al mio corpo.”

 

Per fare certe gare considerate estreme per la lunghezza chilometrica, per le tante ore di attività fisica con deprivazione di sonno, bisogna ogni tanto staccarsi dalla razionalità, come mettersi a folle, lasciarsi andare, andare oltre, sentirsi leggeri, forti, resistenti, lasciarsi guidare un po’ dall’istinto, scoprire di poter fare cose considerate eccezionali e straordinarie, sentirsi fluidi, accorgersi che è passato del tempo senza controllo, un occhio fuori ed un occhio dentro, osare senza strafare, un approccio meditativo, passa tutto con pazienza ed essendo preparati per poterlo fare.

 

Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che più spesso ti hanno indotto a fare una prestazione non ottimale? “Cerco sempre di dare il massimo e di non farmi condizionare né dall’ambiente esterno né da qualche pensiero negativo.”

Cosa ti ha fatto mollare o cosa ti fa continuare a fare sport? “Non smetterò mai di fare sport, se la salute me lo consente, perché è vita.”

 

Continuo a sentire questa frase: lo sport è vita. E’ quello che sperimentano in tanti, lo sport ti rimette al mondo, ti fa rinascere a nuova vita, finché non lo incontri non lo puoi sapere, ma una volta incontrato ne assorbi tutti gli effetti benefici e sono tanti, dal benessere individuale a quello sperimentato in gruppo.

Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Con pazienza e lavorando su me stessa, cercando sempre di essere positiva.”

 

La positività è una forza in più, ti fa risparmiare tante energie che servono poi in allenamento ed in gara per portarti avanti verso la meta.

Quale può essere un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi allo sport? “Lo sport è amicizia, aggregazione, condivisione, gruppo, insegnamento, conoscenza, qualsiasi sport e a qualsiasi livello.”

 

Qualsiasi sport, qualsiasi livello, ed a qualsiasi età, lo sport apporta benefici, scoperte, conoscenze, è una formazione che non ha prezzo e non ha pari, una formazione alla vita, apprendere ed imparare dall’esperienza diretta per costruire carattere e formare personalità per vivere ogni momento con consapevolezza.

Quale può essere un messaggio per sconsigliare l’uso del doping? “Motivo numero uno: la salute. Il doping è qualcosa che spinge oltre il limite in maniera artificiale, le sostanze che si assumono o si iniettano al nostro corpo fanno danno. Motivo numero due: che soddisfazione ci può essere nel raggiungere un risultato…barando?”

Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport? Per quali aspetti ed in quali fasi dell’attività sportiva? “Non saprei, non ne ho mai sentito necessità.”

Quali sono i sogni che hai realizzato e quali quelli da realizzare? “Ogni sogno realizzato apre la strada ad altri sogni, basta seguire la scia. Indossare la maglia azzurra era un sogno, l’ho realizzato e questo mi da la possibilità di sognare altro! La vita senza sogni, che vita è?”.

Matteo SIMONE
380-4337230 – 21163@tiscali.it

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html

Commenti? | Dec 08, 2016

Mondiali mezza maratona: Alessandro Tomaiuolo si classifica sesto

Posted by linfordbif in Manifestazioni
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Da alcuni anni si apprezzano le notevoli prestazioni di Alessandro Tomaiuolo atleta FISDR (Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva Relazionale) e FIDAL in forza alla “Gargano 2000 Manfredonia”.

Alessandro Tomaiuolo sesto ai campionati mondiali mezza maratona 1h15’43″, un onore essere rappresentati in giro per il mondo, un grazie anche a Cotugno Giovanni sempre presente

E’ importante dare merito soprattutto al presidente dell’associazione, tecnico nazionale FISDIR, Giovanni Cotugno che utilizza i valori trasmessi dall’attività sportiva insegnando ai ragazzi a compiere sforzi per realizzare i propri progetti.

L’Associazione Sportiva di Manfredonia “Gargano 2000 Onlus”, da diversi anni punta a sviluppare l’educazione attraverso lo sport.

Nel mio libro: “O.R.A. Obiettivi Risorse Autoefficacia, Modello di intervento per raggiungere obiettivi nella vita e nello sport” parlo della Gargano 2000 Manfredonia vivaio di Campioni: “C’è una trasmissione di competenze, di passione, tra gli atleti nella cittadina di Manfredonia. …Sembra esserci una sorta di passaggio di consegna, una sorta di vocazione a far sì che altri traggano vantaggio, traggano insegnamenti utili per far bene, è come se ci fosse un gioco di squadra longitudinale, una sorta di devozione e vocazione per il paese per far sì che ci sia sempre qualcuno nella cittadina di Manfredonia che porti lustro in ambito dell’Atletica Leggera, e questo grazie anche alla Gargano 2000 Manfredonia che sostiene questi personaggi, li accompagna, li difende, li protegge, li esalta, fa opera di persuasione verso gli stessi atleti riguardo alle loro capacità, potenzialità. Vi è qualcosa che si sta costruendo nel tempo, che ha delle radici forti, solide, che viene nutrito dai diversi attori, presidente, responsabili, accompagnatori, tecnici, genitori.”

Quello che viene chiesto alle amministrazioni locali è che sostengano queste realtà, queste risorse umane e stia al loro fianco, per esempio regalando alla città, ai cittadini una pista di atletica per permettere ai talentuosi di esprimersi al meglio, di diventare ancora più forti, più competitivi.

Nella città di Manfredonia si può riscontrare sempre più un incremento nelle persone che praticano attività fisica con diverse modalità. Ci sono i camminatori del Lungomare, i corridori di diversi team, tra i quali “Gargano 2000 Manfredonia”, “Manfredonia Corre”, gli ultra-camminatori eco-spirituali del Team Frizzi e Lazzi che si cimentano in distanze più lunghe e percorsi impegnativi.

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html
Commenti? | Dec 03, 2016
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