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I TEMPO RUN NELLO SPRINT PER CORRERE VELOCE

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I Tempo Run sono uno strumento importante da utilizzare nella preparazione dai 100 ai 400 metri. Nei Tempo Run, in inglese Tempo indurance, le intensita´ sono relativamente basse, si varia dal 60 al 70%.

La quantita´ in questi allenamenti e´ relativamente alta, soprattutto per uno sprinter, si va´ dai 1800 metri ai 3000 metri totali.

Le distanze che possiamo utilizzare sono diverse anche  a seconda della distanza che prepariamo, dalle caratteristiche dell´Atleta e da che allenamenti abbiamo fatto i giorni precedenti.

Esempi di Tempo run possono essere:

 

  • 10x200 metri con 2´di recupero
  • 8x300 metri con 2´ di recupero
  • 6x400 metri con 3´ di recupero
  • 20x100 metri con 1´ di recupero.

 

La cosa importante in questi allenamenti e´ di tenere sempre lo stesso ritmo in tutte le prove.

Questi allenamenti sono importanti per diversi motivi:

 

  1.  l´Atleta impara a  distribuire le energie
  2.  l´Atleta impara a  sentire il tempo ed avere padronanza delle proprie capacita´
  3.  Lavoriamo bene sulla tecnica
  4.  Miglioriamo la capacita´ delle cellule di utilizzare ossigeno
  5.  Migliorano il recupero degli allenamenti precedenti
  6.  Sono un allenamento ideale da fare il giorno dopo un allenamento lattacido intenso 
  7.  Sono allenamenti che ci permettono di creare le basi per poter reggere allenamenti corposi ed intensi successivi. 

I Tempo Run vanno tenuti nel corso di tutta la preparazione, dal GPP sino anche nel periodo gare. Sono uno strumento indispensabile che ti consiglio di inserire sempre, una due volte la settimana, nel tuo programma allenamenti.

VIDEO: COSA SONO I TEMPO RUN 

 
Daniele Biffi 
Personal Trainer & Mental Coach 
http://www.fastandfit.info/ 

runfast@fastandfit.info   

 


 

Commenti? | Sep 20, 2017

LE FASI DELLA PREPARAZIONE NELLO SPRINT

Posted by linfordbif in Training
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La programmazione Atletica nello sprint deve durare dai 6 ai 9 mesi, in questo modo avremo tempo ad ottenere un programma che sia completo. 
 
Le fasi della programmazione sono 5:
  • Entry GPP
  • GPP
  • SPP
  • SPP1
  • TAPER
L´Entry GPP sono 2 settimane di entrata al programma, qui cominceremo a muoverci, ad allenarci, a fare forza naturale, iniziamo qualche seduta leggera in palestra Il GPP  ( General Physical Programm)  e´la fase piu´ lunga noche´ importante. Qui mettiamo quelle che sono le basi per costruire la forma fisica.Il Gpp dura circa la meta´ dell´intera progtammazione. In un programma di 6 mesi avremo un GPP di 3 mesi. 
 
Nel GPP prediligeremo la quantita´  alla qualita´ , faremo molti lavori aerobici,lavori lattacidi ed alattacidi,lavori di forza eslposiva, allenamenti per l´apparato cardiocircolatorio, lavori di forza, ci concentreremo sulla tecnica di corsa.
 
Nell´SPP ( Specifi Phisical Programm) cominciamo a diminuire la quantita´ e lavorare sulla qualita´, quindi cominceremo ad aumentare i recuperi ed aumentare i ritmi nelle prove come diminuiremo i lavori di forza, sopratutto massimale per cominciare a fare lavori specifici.
 
Cominciamo a fare qualche gara Test, i migliori allenamenti che puoi fare sono proprio le gare, e cominciamo a testare ed a vedere come prosegue la preparazione. L´SPP dura dalle 6 alle 8 settimane.
 
Segue poi la fase successiva, l´SPP1 dove comincera´ a salire la forma e cominceremo a sentirci bene. L´SPP1 dura dalle 4 alle 6 settimane.
 
L´ultima fase della programmazione e´il Taper con cui andiamo a programmare la forma per la gara piu´ importante della stagione. Nel Taper faremo quasi solo lavori di qualita´ diminuendo drasticamente la quantita´ dando spazio ad allenamenti specifici. L´obiettivo del Taper e´programmare quindi la forma per il giorno in cui l´Atleta ha la gara piu´importante della stagione.
 
La forma dura dalle 2 alle 3 settimane, la forma Top dura uno o due giorni. L´abilita´ e la bravura di un allenatore sta´proprio di riuscire a programmare la forma nella gara clou della stagione in cui l´atleta sara´in grado di piazzare le migliori prestazioni della stagione.
 
 
 
 Daniele Biffi
Personal Trainer & Mental Coach
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runfast@fastandfit.info  
Commenti? | Sep 18, 2017

LA RESPIRAZIONE NELLO SPRINT

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Controllare la respirazione ed avere una respirazione che sia in simbiosi con la azione di corsa e´ fondamenale per correre in modo efficiente e  veloce.

Nel Drive, nella fase di accellerazione, alcuni atleti usano trattenere il fiato, Ancora meglio e´ espirare l´aria dai polmoni, cosi´ avrai piui´ forza ed energia nell´azione di spinta.  

Nella fase lanciata e´ bene respirare, anche in un 60 metri come in un 100 metri. La respirazione deve essere regolare, veloce ed inspirazione ed espirazione e´bene che abbiano la stessa durata. Il ritmo della respirazione deve essere regolare, puo´ essere 2+2 ( 2 passi + 2 passi ), 1+1 al massimo 3+3 in modo che la velocita´della respirazione sia in sincronia con la biomeccanica di corsa. 

Con la respirazione possiamo darci energia, renderci nervosi , importantissimo in una gara di velocita´.  Respirando velocemente attiveremo il sistema nervoso e cardiocircolatorio, ci renderemo nervosi, svegli e pieni di energia, se d´altrocanto respiriamo lentamente ci rilasseremo. Da questo vediamo come sia importante la respirazione anche quando corriamo veloce, avere una respirazione troppo lenta potrebbe frenarci.

In un 400 metri e´ importantissimo avere una respirazione regolare, questo ci aiutera´ a distribuire le energie ed a correre sciolti, fondamentalenel giro di pista. Soprattuto nel finale di gara, quando la respirazione si fara´ piu´ affannosa e frequente, dobbiamo tenere sotto controllo anche la respirazione per chiudere al meglio la gara. 

 
 
Daniele Biffi
Personal Trainer & Mental Coach

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Commenti? | Sep 14, 2017

LA MENTALITAŽ VINCENTE: 12 CARATTERISTICHE DEI CAMPIONI

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Quali sono le caratteristiche di un Atleta vincente?

Al contrario di quanto si possa pensare non e´ tanto il fatto che si arrivi al successo che porta ad avere determinate caratteristiche, quanto il contrario. E´proprio il possedere determinate caratteristiche che porta al successo.

Vediamo assieme 12 caratteristiche di un Atleta vincente:

1)  Ha un obiettivo fisso e costante nella mente

2)  Ha una visione, sa´gia´ spesso sin da piccolo dove vuole arrivare 

3)  "Training first" l´allenamento ha la priorita´ su tutto

4)  Niente scuse,  si focalizza sulla performance, sulla gara e sull´allenamento.

5)  Si adatta a tutto

6)  lavora in simbiosi con l´allenatore

7) Si focalizza su se stesso,  guarda solo cio´che  fa´  e non cio´che fanno gli altri

8) E´ resiliente

9)  Ama la fatica

10) Vuole sempre migliorarsi

11) Ama lo stress, in una situazione difficile si trova a suo agio

12) ama gareggiare

VIDEO: LA MENTALITA´ VINCENTE 12 CARATTERISTICHE DEI CAMPIONI 

Daniele Biffi
Personal Trainer & Mental Coach
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Commenti? | Sep 13, 2017

COME PORSI UN OBIETTIVO?

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Avere un obiettivo per un Atleta risulta fondamentale, chi ha ben presente il suo obiettivo ha anche bene in Focus il motivo per cui si sta´ allenando. Avere un obiettivo aiuta ad avere una forte spinta motivazionale, fondamentale per raggiungere grandi risultati.

L´obiettivo deve avere 3 caratteristiche:

1) L´obiettivo deve essere preciso, devi sapere esattamete e precisamente quale sia il tuo obiettivo. Questo ci aiutera´ a focalizzarci bene sul nostro obiettivo ed attiveremo una serie di meccanismi mentali che ci aiuteranno a  focussarci ed a raggiungerlo. Ad esempio correre i 100 metri in 11"99, o la maratona in 3 ore e 50´. Porsi un obiettivo di correre i 100 metri sotto i 12" o la maratona sotto le 4 ore sarebbe troppo generale.

2) L´obiettivo deve essere difficile, comunque raggiungibile. Porsi un obiettivo troppo facile risulterebbe non sono non motivante ma anche demotivante. D´altrocanto porsi un obiettivo troppo difficile risulterebbe frustrante. Quindi al fine di avere una grossa carica agonistica e motivazionale e´ importante analizzare bene le proprie possibilita´ e porsi un obiettivo raggiungibile e difficile per raggiungere il quale dovremmo impegnarci al massimo delle nostre possibilita´ .

3) L´obiettivo deve essere ecologico, nel senso che deve essere in sintonia con la tua vita e con le altre tue priorita´. Se ad esempio hai una famiglia e ci tieni, e´ bene che investi si tempo negli allenamenti come anche nella famiglia. 

Ti consiglio di scrivere il tuo obiettivo in qualche posto che guardi spesso in modo da aiutarti ad avere sempre presente il tuo obiettivo. Il tuo obiettivo non deve essere solo un sogno bensi´ un incubo.

Visualizzarti mentre raggiungi il tuo obiettivo ti aiutera´ sicuramente a raggiungerlo.

VIDEO: COME PORSI UN OBIETTIVO

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Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

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Commenti? | Sep 13, 2017

ALLENAMENTO RIPETUTE PER IL MEZZOFONDO: 10x300 m

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Il 10x300 e´ un allenamento d potenza aerobica adatto a chi prepara il mezzofondo veloce, 800m e 1500. 
 
Le prove vanno corse al ritmo in gara sui 1000 metri e vanno corse in modo regolare, l´obiettivo e´ correre tutti i 300m regolari. Se hai, ad esempio, un personale di 3´20" sui 1000 metri dovrai correre le prove in 60" quindi 20" ogni 100 metri.

Questo allenamento aiuta l´Atleta ad imparare ed impostare una andatura regolare, e a "sentire il ritmo" che e´ importanttissimo poi in gara.
 
Finito questo allenamento e´ consigliabile inserire un fondo medio o un lavoro di forza.
 
 
 
Buon allenamento!
 

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

Commenti? | Sep 13, 2017

TRE CONSIGLI PER RECUPERARE GLI ALLENAMENTI

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Vediamo assieme 3 consigli utili per recuperare meglio gli allenamenti, sopratutto allenamenti pesanti e lattacidi.

Il consiglio numero uno e´ quello fare, finito l´allenamento, il cosiddetto "Cool down", in italiano "raffreddamento". Nel cool down ti consiglio di fare da uno a tre giri di campo di corsa lenta, stretching leggero, stretching dinamico e mobilita´.

Passiamo al consiglio numero 2 che e´ quello di fare, dopo l´allenamento, la doccia fredda almeno sulle gambe per circa un minuto. Finita la doccia sentirai salire il calore, avrai attivato la circolazione e quindi aiuteremo lo smaltimento di acido lattico e tossine.

L´ultimo consiglio, il numero 3, e´ quello di farti dei massaggi, o ancora meglio farteli fare da un fisioterapista. Perfetto se li fai con l´arnica o comunque con un olio tonificante.

VIDEO: 3 CONSIGLI PER RECUPERARE AL MEGLIO GLI ALLENAMENTI 

Daniele Biffi Personal Trainer & Mental Coach http://www.fastandfit.info/ 

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Commenti? | Sep 12, 2017

ALLENAMENTO RIPETUTE PER IL MEZZOFONDO: 4X4X300 M

Posted by linfordbif in Training
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Il 4x4x300 e´ un allenamento di utile e veloce sia per il Runner professionista che per l´Amatore. mirato per chi prepara i 5000 metri, consigliabile anche per il mezzofondo veloce come anche per chi prepara i 10000, corse su strada o mezza maratona.
 
I 300 metri sono una distanza reativamene breve e ben digeribile, l´allenamento risulta solitamente molto divertente. I 300 metri vanno corsi in modo regolare, l´obiettivo e´ correrli tutti nello stesso tempo o comunque con una minima discrepanza (1-2").
 
E´ un allenamento intenso, il recupero da inserire tra le prove e´ di 1´ da fermi oppure,  i runner piu´ esperti possono optare per i 100 metri in sourplesse. Il ritmo da tenere e´ quello che si ha in gara nei 3000mt. Se corri i 3000 ad esempio in 12´00" , al ritmo di 4´00" al Km, correrai i 300 in 1´12".

Questo allenamento e´ importante anche per imparare ad impostare una andatura regolare, che e´ necessario poi in gara.
 
Finito questo allenamento ti consiglio di inserire un buon fondo medio.
 
VIDEO ALLENAMENTO RIPETUTE PER IL MEZZOFONDO: 4X4X300 M  
 
Buon allenamento!
 

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

Commenti? | Sep 12, 2017

ALLENAMENTO A DIGIUNO: MIGLIORARE LA POTENZA LIPIDICA

Posted by linfordbif in Training

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La potenza lipidica possiamo definirla come il consumo di lipidi che l´organismo utilizza nel lasso di tempo per produrre energia. Per chi pratica sport aerobici la potenza lipidica e´ una componente fondamentale per ottenere e migliorare le proprie prestazioni.

La potenza lipidica possiamo allenarla ed un metodo molto efficace e´ sicuramente la corsa a digiuno, dove per digiuno intendiamo correre dopo 10 ore almeno dall´ultimo pasto. La soluzione migliore quindi e´ certamente il correre la mattina appen svegli.

Dopo 10 ore di digiuno abbiamo praticamente bruciato tutti gli zuccheri nel sangue quindi cominciamo ad allenarci gia´ in carenza di zuccheri.una delle fonte energetiche principali rimangono i grassi. Cominciamo cosi´ da subito a bruciare grassi.

Studi hanno provato che allenarsi a digiuno migliora la capacita´delle cellule di immagazzinare carboidrati, sino al 50%, fattore importantissimo ovviamente per chi prepara la maratona come gare estreme, triatlon, 100 km etc. Inoltre e´ provato che allenandoci a digiuno si puo´aumentare la capacita´ di bruciare grassi per produrre energia (quindi miglioriamo la capacita´lipidica). 

Le prime volte ti consiglio di provare correndo relativamente poco, quindi dai 20´ ai 30´.Poi aumentare sempre di piu´ sino ad arrivare, se sei ben allenato, a 90 minuti di corsa al 70% del battito cardiaco.

La sera prima, quando decidi di correre a digiuno, ti consilio di cenare a base di carboidrati in modo da fare il pieno di energie.  

Consiglio sempre, sopratutto se inizi ora a correre, di parlarne prima col tuo medico per accertarsi delle tue condizioni fisiche e cardiache

 VIDEO: ALLENAMENTO A DIGIUNO: MIGLIORARE LA POTENZA LIPIDICA

Daniele Biffi
Personal Trainer & Mental Coach

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Commenti? | Sep 12, 2017

INFIAMMAZIONE DEL TENDINE DŽACHILLE: CAUSE E RIMEDI

Posted by linfordbif in Training

 

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L´infiammazione al tendine di achille e´ abbastanza comune nel mondo della Atletica sopratutto nello Sprint e nei salti. Le cause possono essere molteplici: possiamo aver lavorato molto ad alte intensita´ nelle ripetute in pista come anche nella quantita, come il correre su una pista troppo dura o troppo vecchia, possiamo aver corso con scarpe troppo usurare, possiamo aver fatto troppi lavori di pliometria per lo meno per quello che i tendini possono sopportare.

 

Una delle cose piu´ importanti da controllare, se vogliamo guarire dalle infiammazioni del tendine d´achille come anche altre infiammazioni e se vogliamo evitarle, e´ quella di controllare il nostro pH.

 

Se il nostro pH e´ tendente all´essere acido il rischio e´ quello di avere una situazione di stress ossidativo ed una rottura dell´equilibrio fisiologico. Se l´infiammazione sfugge al controllo, il passo verso una situazione di stress ossidativo e di una infiammazione subclinica cronica e´ breve.

 

Se il nostro organismo e´ sotto attacco ed esposizione di sostanze irritanti la risposta infiammatoria si protrae diffondendosi in tutto il corpo e diventando appunto sistemica. Qui i processi infiammatori sono bassi, quasi impercettibii si ma ci sono. 

 

Le cause possono essere diverse: Stress, obesita´, fumo, carenza di vitamina D, medicinali, alcool, in primis comunque rinane l´alimentazione.

 

L´infiammazione la possiamo misurare con le analisi del sangue, misuranco la Proteina C reactiva, solo quando pero´ si tratta di una infiammazione acuta. Le strumentazioni normalmente usate sono inadatte a rilevare infiammazioni a livelli molto piu´ bassi che sarebbero appunto indice di infiammazione subclinica cronica.

 

Un indice facile, veloce ed economico e´ quello di misurare il pH e´ quello di usare delle cartine tornasole e misurare, la mattina prima di fare qualsiasi cosa, il pH di saliva o urine (o entrambi). Il pH puo´ essere un ottimo indce per controllare l´infiammazione corporea.


Se il tendine e´ infiammato con molta probabilita´ anche il pH sara´ tendente all´acido. Se e´cosi´ il mio consiglio e´quello di portare il pH ad un livello alcalino attraverso l´alimentazione. Normalmente quando il livello del pH torna alcalino, l´infiammazione al tendine di achille si allieva e spesso si guarisce.

 

 

Altri consigli che posso darti sono:

 

1) rivolgerti ad un fisioterapista

2) cambiare scarpe

3) fare massaggi con arnica

4) 3 volte al giorno: mettere in ammollo i piedi 30" in aqua bollente + 30" in acqua gelata per almeno 5 volte. 

5) mettere dei Kinesio

6) terapie con laser ed onde d´urto

 

VIDEO INFIAMMAZIONE DEL TENDINE D´ACHILLE: CAUSE E RIMEDI
 
Daniele Biffi
Personal Trainer & Mental Coach
runfast@fastandfit.info  

 


 

Commenti? | Sep 11, 2017

ALIMENTAZIONE E SPORT, COSA MANGIARE PER CORRERE VELOCE: LŽAGLIO

Posted by linfordbif in Training

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L´aglio e´ sicuramente un alimento che, sopratutto uno sportivo, dovrebbe consumare quotidianamente. L´aglio e´ una pianta erbacea bulbosa che proviene dalla asia centrale. L´uso dell´aglio ha storia antica, i greci veniva usata dagli sportivi come tonificanti per migliorare le prestazioni, in egitto veniva dato agli schiavi come energetico. 

Una delle principali caratteristiche dell´aglio e´ di essere un antibiotica naturale molto potente ed ha una particolarita´ molto interessante: combatte i batteri patogeni ed al contempo di salvaguardare e di promuovere la formazione della flora battera saprofita. Quindi ci aiuta a combattere i batteri che ci fanno male ed aiuta la formazione dei batteri che ci aiutano.

L´aglio aiuta a combattere l´ipertensione, i reumatismi, il colesterolo, aiuta la digestione, ha proprieta´ anticoauglanti, auta la circolazione ed ha proprieta´ antiossidanti.

Un´altra importante particolarita´ dell´aglio e´ quella di aiutarci ad eliminare i metalli pesanti, in quanto i composti solforati  si legano alle molecole dei metalli pesanti come mercurio piombo e cadrio favorendone quindi l´eliminazione.

L´aglio contiene gli alcaloidi che lavorano come l´insulina aiutando a ridurre la glicemia e quindi a prevenire il diabete ed e´un alimento consigliabile ha chi gia´  ne soffre.

L´aglio contiene anche l´acidi fitilico che favorisce la crescita cellulare, quindi aiuta a mantenere pelle e capelli sani e forti.

L´aglio ha circa 100 calorie ogni 100 grammi, che difficilmente consumeremo quotidianamente, contiene minerali ed una buona dose di vitamina C ( 30mm ogni 100 Grammi).

Oltre a tutto questo l´aglio e´ buono ed e´ ottimo per migliorare i sapori della nostra cucina.

VIDEO: MANGIARE PER CORRERE VELOCE: L´AGLIO

Daniele Biffi

Personal Trainer & Mental Coach

 

runfast@fastandfit.info

 

Commenti? | Sep 09, 2017

I SEGRETI DI UN ATLETA VINCENTE: LA RESILIENZA

Posted by linfordbif in Training

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Una capacita´ che accomuna i cosiddetti "Atleti vincenti" e´ sicuramente la resilienza. La resilienza e´ un ingrediente fondamentale per avere successo nello Sport, come nella vita.

La resilienza possiamo definirla come la capacita´  di un individuo di affrontare e superare con successo dei traumi, delle difficolta, delle esperienze negative che per un atleta possono essere un infortunio o una sconfitta. 

Nietzsche diceva "tutto cio´ che non mi uccide mi rende piu´ forte", questo puo´ essere lo slogan di un Atleta vincente. Per un Atleta resiliente non esistono dificolta´ o problemi bensi´ sfide da superare: Ogni problema quindi e´ visto come una sfida, anzi come una opportunita´ di crescita. Questa capacita´ e modo di pensare é  importantissima e permette all´atleta di progredire e di migliorarsi, per realizzare performance di livello.

Un Atleta resiliente ha una grande autostima che e´ la base per poter essere forte. Essere consapevole delle propre forze aiuta molto a superare le difficolta´ con sicurezza.  

La persona resiliente si focalizza sul positivo, e´ capace di trarre cogliere il lato positivo da ogni esperienza. Questo e´ importantissimo, da ogni esperienza possiamo trarre qualcosa di positivo ed imparare. Da ogni esperienza possiamo trarre un insegnamento che ci permetta di milgiorare e la volta successiva evitare gli eventuali errori fatti.

Capire gli errori e cercare di imparare per evitarli nel futuro e´ certamente importante per migliorarsi ed ottenere grandi risultati.

Se ti capita qualche problema o difficolta´, comincia magari a vederla come una opportunita´ di miglioramento. 

Daniele Biffi
Personal Trainer & Mental Coach
www.fastandfit.info/

 

runfast@fastandfit.info 
VIDEO: I SEGRETI DI UN ATLETA VINCENTE: LA RESILIENZA

 

Commenti? | Sep 08, 2017

COME PREPARARE I 1000 METRI

Posted by linfordbif in Training

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I 1000 metri sono una gara di mezzofondo veloce. La componente aerobica ne 1000 metri e´di circa l´80% contro il 20% di anaerobico.

Gia´da questo possiamo capire quanto il lavoro aerobico in allenamento sia poi fondamentale, quindi il primo consiglio e´ sicuramente fare tanti kilometri e vedere molta strada passare sotto i tuoi piedi. Quindi 60´sino a 90´ di fondo lento sono perfetti, almeno una volta la settimana meglio 2. Consigliabili sono anche dei collinari.Importanti sono anche i lavori in pista, lavori anaerobidi lattacidi come anche allenamenti di velocita´. Ripetute dai 500 ai 1000 metri per un totale di 4000/6000 metri al ritmo dei 1500 metri come anche .

Ripetute dai 200 ai 400 metri per un totale di 2000/3000 metri al ritmo dei 1000.

Importante e´ anche la forza, consiglio di allenarsi con esercizi di forza naturale, fare gradoni e salite.

Molto importante e´ sicuramente la tecnica di corsa, bisogna saper correre alti, spingere bene con i piedi ed alzare le ginocchia e saper correre sciolti.  

Imparare a gestire e distribuire le energie diventa fondamentale. Come consiglio generale e´ bene partire decisi i primi 300 metri, poi cercare di tenere la velocita´ risparmiando energie e correndo sciolti sino ai 600 metri dove e´bene cominciare  a progredire. Ai 700 metri e bisogna cominciare a  spingere e a dare quel che e´ rimasto nel serbatoio. Nel rettilineo finale dare tutto, la linea d´arrivo e´sempre piu´ vicina.

VIDEO: 

COME ALLENARE I 1000 M?

Buon Allenamento,

Daniele Biffi Personal Trainer & Mental Coach http://www.fastandfit.info/ runfast@fastandfit.info

 

Commenti? | Sep 05, 2017

Ultramaratona delle Fiabe Rapona (PZ)

Posted by linfordbif in Manifestazioni
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Tutti vincitori gli atleti intervenuti a Rapona, a 836 m s.l.m. e circa 
800 abitanti, nei pressi di Calitri dove si può frequentare la scuola 
superiore e in provincia di Potenza dove si può frequentare 
l'Università.
Un successone la 1^ edizione Ultramaratona delle fiabe a Rapona (PZ), 
circuito di quasi 3km da ripetere 15 volte, con salite spezzafiato e 
panorami mozzafiato.
Un piccolo raduno di ultrarunner con gente da ogni luogo, la maggior 
parte pugliesi ma tanti della Basilicata, Campania, Molise e anche da 
Marsala e da Milano. Tanti i personaggi quali Vito Ancora, ex ciclista e 
ora ultrarunner che ha collezionato più di 1.000 tra maratone e ULTRA e 
questo weekend ha fatto doppietta partecipando alla 6 ore di Teodorico a 
Ravenna e alla 43,5 km a Rapona. Presenti:
l'atleta Nazionale 24 ore Luisa Zecchino che vince la gara femminile;
Giuseppe Mangione categoria M55 che arriva terzo assoluto;
Vincenzo Santillo, vincitore M35;
Gianluca Gala vincitore M40;
tanti altri amici quali Michele Debenedictis, Domenico Martino, Nik 
Perry, Nicola Ciuffreda, Giuseppe Libera Di Gioia. Presente anche 
Francesco Cannito disposto a mettere da parte competizione e performance 
per affiancare la sua sposa classificata 6^.
Ottimo il lavoro dello speaker ultrarunner Pasquale Onofrillo 
affiancato da una bravissima giornalista di Putignano.
Protagonisti della gara minore Filippo Castriotta 1° categoria M50; 
Patrizia Losacco 3^ di categoria; ma il top super atleta è Eligio 
Lomuscio, unico, encomiabile, resiliente.
Ottima l'organizzazione della gara con colazione casareccia a base di 
torte e crostate e tanti volontari. Grandi Antonio Leopardi Barra e 
Massimo Faleo, organizzatori bravi, disponibili, sensibili e scrupolosi, 
nonché atleti ultrarunner.
 
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Arrivato il podio in Ultramaratona, 1° categoria50 Ultramaratona delle 
fiabe a Rapona (PZ), circuito di quasi 3km da ripetere 15 volte, con 
salite spezzafiato e panorami mozzafiato.
A volte arrivano anche i risultati, soprattutto se ti impegni e sei 
fiducioso, se sai aspettare, se trovi amici e gruppi per condividere 
allenamenti, pertanto un grande ringraziamento al gruppo di allenamento 
serale di tor tre teste con il coach Fabrizio Galimberti, inoltre 
importanti gli allenamenti al parco degli acquedotti come guida ad 
atleti non vedenti e ipovedenti di Achilles international, nuove guide 
sono sempre gradite lunedì e giovedì ore 18.30. Ed anche un 
ringraziamento agli amici di Manfredonia per allenamenti e lunghe 
camminate con il team frizzi e lazzi walking. E il meglio deve ancora 
venire.
Un piccolo raduno di ultrarunner con gente da ogni luogo, la maggior 
parte pugliesi ma tanti della Basilicata, Campania, Molise e anche da 
Marsala e da Milano. Tanti i personaggi quali Vito Ancora che ha 
collezionato più di 1.000 tra maratone e ULTRA e questo weekend ha fatto 
doppietta 6ore Teodorico a Ravenna e 43,5km a Rapona. Presente l'atleta 
Nazionale 24 ore Luisa Zecchino che vince la gara femminile, presente 
Giuseppe Mangione overe 55 che arriva terzo assoluto, presente Vincenzo 
Santillo che vince categoria M35, Gianluca Gala vincitore categoria M40 
e tanti altri amici quali Michele Debenedictis, Domenico Martino, Nik 
Perry, Nicola Ciuffreda, Giuseppe Libera Di Gioia, Francesco Cannito 
disposto a mettere da parte competizione e performance per affiancare la 
sua sposa.
Ottimo il lavoro dello speaker ultrarunner Pasquale Onofrillo 
affiancato da una bravissima giornalista di Putignano. Inoltre nella 
gara minore presenti Nunzia Patruno, ex nazionale Ultramaratone, sul 
podio 1^ di categoria; Filippo Castriotta vince categoria M50 gara, 
presente anche Patrizia Losacco nella gara minore che conquista terzo 
posto di categoria, ma il top super atleta e' Eligio Lomuscio, unico, 
encomiabile, resiliente.
  Ottima l'organizzazione della gara con colazione casareccia a base di 
torte e crostate della mamma e della nonna, tanti volontari. Grandi 
Antonio Leopardi Barra e Massimo Faleo organizzatori bravi, disponibili, 
sensibili e scrupolosi, nonché atleti ultrarunner. 
Commenti? | Sep 05, 2017

LA RESPIRAZIONE NELLA CORSA: IMPARIAMO A RESPIRARE

Posted by linfordbif in Training
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Saper respirare mentre si corre e´ fondamentale. La prima regola di una buona respirazione e´ che dobbiam respirare in modo naturale. Inspirazione ed espirazione devono avere piu´ o meno la stessa durata. A ritmo medio, un classico, buono e´ tenere tre passi in cui si inspira e tre passi in cui si espira. Piu´ aumentiamo la velocita´ piu´ tenderemo ad aumentare il ritmo della respirazione, piu´ andremo a diminuire l´intensita´ della corsa piu´ aumentera´ il numero di passi.

Se ti accordi, mentre corri, di avere una respirazione affannosa ed inefficace il mio consiglio e´ di lavorarci. Il miglior modo per controllare la respirazione e´ farlo mentre si corre lentamente. Una volta che hai ottimizzato la respirazione mentre corri lentamente ti verra´ sempre piu´ naturale farlo quando corri veloce. Ogni 3´-5´  ti consiglio di prendere un respiro profondo e di espirare completamente in modo da eliminare tutta l´aria vecchia che altrimenti rimane nei polmoni.

Quando corriamo lavorano anche i muscoli del polmoni, specialmente quelli inspiratori che sono poi la maggioranza. I nostri polmoni possiedono una capacita´ elastica che gli permette di espellere aria da soli. Quindi sopratutto se inizi ora a correre, dai anche tempo ai muscoli dei polmoni di rinforzarsi.

La capacita´ polmonare rimane tale, con l´allenamento non si migliora la capacita´ polmonare. Quello che si migliora e´ l´efficienza della respirazione, dell´utilizzo dell´ossigen, rinforziamo il diaframma e tutto l´apparato muscolatorio polmonare.

 
Daniele Biffi
Personal Trainer & Mental Coach
http://www.fastandfit.info/
runfast@fastandfit.info

Commenti? | Aug 31, 2017

Berlino, Parigi e Roma: decolla il Fly Europe!

Posted by linfordbif in Manifestazioni
Berlino, Parigi e Roma: decolla il Fly Europe!

Lo spettacolare circuito internazionale di street athletics si apre il 2 settembre nella capitale tedesca: sfide su tre specialità tra 5 Nazioni del Vecchio Continente e gli USA. E il 20 settembre appuntamento a Roma.

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Fly Europe, lo show può cominciare. Tre tappe: BerlinoParigi e Roma. Cinque squadre nazionali: Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia e Spagna. Il primo appuntamento dell'edizione 2017 dell'innovativo circuito di street athletics è in programma il 2 settembre a Berlino, la città che nel 2018 ospiterà i Campionati Europei. Sabato prossimo, invece, di fronte alla Porta di Brandeburgo, oltre ai cinque team del Vecchio Continente sarà in gara una formazione degli Stati Uniti con Sam Kendricks, oro mondiale e bronzo olimpico dell'asta, l'olimpionica del lungo Tianna Madison-Bartoletta e l'iridata indoor dei 60 metri Barbara Pierre. Per l'Italia in questa prima tappa saranno schierati l'astista Giorgio Piantella (Carabinieri), la lunghista Laura Strati(Atl. Vicentina) e la velocista Audrey Alloh (Fiamme Azzurre). Prossimi appuntamenti a Parigi il 13 settembre con la Torre Eiffel a fare da cornice all'evento, mentre il 20 settembre sarà la volta di Piazza del Popolo a Roma.

G5 - Fly Europe è l'evoluzione del "Berlin Fliegt" (l'originale meeting di street athletics organizzato da DLV e DLM), il cui format è stato poi sviluppato da Athletics G5, la società composta dalle federazioni nazionali di Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia e Spagna. La mission di Athletics G5 è quella di esplorare nuove strade nell'atletica, dando vita ad una tipologia innovativa di eventi e gestendone i diritti commerciali in comune. Fly Europe è il primo prodotto di Athletics G5 e combina insieme l'alto valore degli incontri tra squadre nazionali all'idea crescente di un'atletica che esca dagli stadi per approdare in mezzo alla gente. I tre eventi del 2017 saranno tutti trasmessi in TV: da ARD in Germania, SFR in Francia e RAI in Italia. La formula completa a 5 tappe, una in ogni Paese, debutterà finalmente nel 2018.

IL FORMAT - Il programma tecnico prevede due concorsi (salto con l'asta e salto in lungo) e una prova di velocità. Da qui scaturirà la classifica a squadre basata sulla somma dei risultati delle singole gare. In ogni concorso gli atleti si affronteranno in quattro round, ciascuno dei quali permetterà di guadagnare punti (cinque al primo classificato e uno all'ultimo) dopo ogni singola prova sia nell'asta che nel lungo. Nell'asta, inoltre, gli atleti potranno scegliere la misura da valicare prima di ogni salto, aumentando così il livello di suspense alla ricerca del giusto equilibrio tra la migliore performance e l'esigenza di non commettere nulli che possano pregiudicare il punteggio finale. Nello sprint, invece, i velocisti collezioneranno punti in ciascuno dei tre round in cui dovranno cimentarsi.

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Commenti? | Aug 29, 2017

LE FASI DEI 100M: LA FASE FLY/LANCIATA

Posted by linfordbif in Training

Risultati immagini per foto usain bolt

I 100 metri piani sono la gara olimpica all´aperto piu´ corta e veloce in Atletica Leggera. I 100 metri possiamo dividerli in 3 fasi:

  • Partenza
  • Drive/Fase di accellerazione
  • Fase Fly/Lanciata 

In questo articolo parliamo della fase Fly.

Una volta terminata la fase Drive, inizia la fase fly. La fase fly/lanciata inizia tra i 20 ed i 60 metri, piu´ un velocista e´ veloce piu´ la fase Drive/accellerazione si protrae e piu´ tardi iniziera´ la fase fly. All´inizio della fase fly avremo quasi raggiunto la velocita´ massimale che comunque raggiungeremo nella fase fly. Il busto sara´ eretto, la testa parcheggiata sulle spalle, il busto e´ alto e si spinge forte con i piedi.

Nella fase lanciata importantissimo e´ restare sciolti, le ginocchia salgono crando un angolo ideale di 90° col busto, si spinge bene con il piede e si stende la gamba sotto. Stare decontratti nella fase di volo e prepararsi a spingere al passo successivo e´ assolutamente fondamentale. 

Si spinge con i piedi e si spinge anche con il bacino. Ad ogni spinta con i piede ruoteremo il bacino nel senso opposto, mentre saliamo col ginocchio della gamba opposta a qualla che spinge. In questo modo useremo il bacino nella spinta. Importante e´ anche l´uso delle braccia e delle spalle.

Le braccia devono rimanere piegate intorno ai 90°, i gomiti rimangono attaccati al corpo, le mani meglio se aperte ( in questo modo ci sara´ piu´ facile tenere i gomiti vicino al busto) le spalle vanno usate e spingono ad ogni passo. Usare le spalle per spingere e´ importantissimo

Per essere veloce bisogna imparare a correre tecnicamente bene  ed a correre sciolto per risparmiare energie ed usarle al meglio solo quando serve. 

LE FASI DEI 100M: IL DRIVE/ACCELLERAZIONE

VIDEO: COME CORRERE VELOCE: LA FASE FLY/LANCIATA

 

 

 


 

 

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

 
Commenti? | Aug 14, 2017

Mondiali: Allyson Felix è miss medaglia

Posted by linfordbif in International


La statunitense (oro con la 4x400) sale a dieci ori e sedici medaglie. Titolo a Trinidad nella gara maschile. Gli altri ori dell'ultima giornata a Mutaz Barshim (alto), Elijah Manangoi (1500), Caster Semenya (800), Sandra Perkovic (disco) e Hellen


 

di Marco Buccellato

Nell'ultima giornata dei Campionati del Mondo di Londra Allyson Felix trascina gli Stati Uniti all'ottavo titolo mondiale della 4x400 donne conquistando il decimo oro e la sedicesima medaglia della carriera (doppio record) in 3:19.02, precedendo con largo margine Gran Bretagna (3:25.00) e Polonia (3:25.41). Sorpresissima nella 4x400 maschile vinta da Trinidad & Tobago in 2:58.12 su USA (2:58.61) e Gran Bretagna (2:59.00). Mutaz Essa Barshim è campione del mondo di salto in alto con 2,35 sbagliando di poco i 2,40. Argento a Daniyl Lysenko con 2,32, bronzo al siriano Ghazal con 2,29. Sui 1500 uomini Elijah Manangoi raccogiie l'eredità di Asbel Kiprop (nono) e vince l'oro in 3:33.61 con l'altro kenyano Timothy Cheruiyot argento in 3:33.99 e il sorprendente norvegese Filip Ingebrigtsen al bronzo con tuffo sul traguardo in 3:34.53. Caster Semenya vince il terzo titolo mondiale sugli 800 metri con il record nazionale di 1:55.11 sulla burundiana Francine Niyonsaba(1:55.92) e sulla statunitense Ajee' Wilson (1:56.65). Gran serata della discobola croata Sandra Perkovic che vince il secondo oro iridato della carriera con 70,31 e una serie d'altri tempi, precedendo l'australiana Dani Stevens-Samuels (69,64 record dell'Oceania) e la francese Melina Robert-Michon (66,21).  Sui 5000 metri la kenyana Hellen Obiri è autrice di un ultimo giro sontuoso e vince l'oro in 14:34.85 piegando la resistenza dell'etiope Almaz Ayana (14:40.35), bronzo all'olandese Sifan Hassan in 14:42.73. Il medagliere ritrova al primo posto gli USA con ben trenta medaglie (10-11-9), davanti al Kenya (5-2-4) e al Sud Africa(3-1-2), che precede la Francia senza argenti (3-0-2).

Usain Bolt, il miglior atleta del mondo, è stato premiato con una cerimonia a stadio ancora gremito dopo la conclusione delle gare.

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FELIX DECIMO ORO CON LA 4 X400 - Allyson Felix ha allungato il record di titoli mondiali e di medaglie ai campionati del mondo, aggiugendo all'oro della 4x100 di ieri il titolo con la 4x400, in una gara privata del pepe della presenza delle giamaicane, ancora k.o. per stiramento (stavolta la McLaughlin in seconda frazione). Per la Felix è il sedicesimo podio, una collezione che stacca di due lunghezze un'altra gran regina della pista, Merlene Ottey. Il quartetto USA, con Hayes, Felix, Wimbley e Francis (anche lei alla doppietta dopo il successo nella gara individuale) ha anche migliorato il record mondiale stagionale in 3:19.02, centrando l'ottavo titolo iridato nella storia dei campionati. Argento alle bravissime britanniche (Clark, Nielsen, Doyle, Diamond) in 3:25.00. Bronzo alle coriacee polacche grazie a una gran seconda frazione della Baumgart e all'ultima, eroica, della Swiety (con Holub e Gaworska in prima e terza) in 3:25.41.

GRAN FINALE USA? NO! VINCE TRINIDAD & TOBAGO - Straordinaria impresa del quartetto caraibico, al primo titolo mondiale con il record nazionale (e primato del mondo stagionale) di 2:58.12 (con Solomon, Richards, Cedenio e Gordon) che impallina sul traguardo gli Stati Uniti, argento in 2:58.61 con London, Roberts, Cherry e Kerley. Decisiva la terza frazione di Cedenio, che ha ricucito il gap con gli americani, e il rettilineo di Lalonde Gordon, bronzo olimpico dei 400 e ancora con la staffetta proprio a Londra in questo stesso stadio. Al bronzo mondiale, il quarto in 24 ore nelle prove di staffetta, c'è ancora il nome di una sensazionale Gran Bretagna, che firma l'impresa in 2:59.00 con Hudson-Smith, Cowan, Yousif e Rooney. La sorpresa, se c'è, è solo per il sorpasso di Trinidad, perché il podio di due anni fa aveva ospitato le stesse squadre, ma con gli USA sul gradino più alto. Quarto il Belgio dei fratelli Borlée in 3:00.04, quinta la sorprendente Spagna al record nazionale di 3:00.65.

BARSHIM FINALMENTE SULLA VETTA - Mutaz Essa Barshim è riuscito a coronare il sogno iridato e vincere la medaglia finora sfuggitagli, vantando solo l'argento di Mosca. Gara perfetta del qatarino fino alla misura di 2,35, fallita dal russo Daniyl Lysenko, unico rimasto con 2,32 a contendere la vittoria all'asiatico.

I tre salti di Barshim a 2,40, specialmente il secondo, sono andati vicino alla riuscita. Gara strana, con molti errori a 2,29, misura che in qualificazione non ha garantito l'accesso alla finale, ma che stasera è stata sufficiente per un quinto posto. Proprio a 2,29 centra il bronzo un incredulo e felicissimo Majd Eddin Ghazal, siriano di sicuro valore, che regala al suo paese una storica medaglia per un solo errore in meno sul messicano Edgar Rivera. Serata-no di Bohdan Bondarenko, uscito a 2,29 e autore di un solo salto tecnicamente perfetto, il terzo a 2,25. La misura di 2,29 ha dato il bronzo anche nelle due edizioni di Helsinki, 1983 e 2005, e ai Giochi del 2012, sempre a Londra.

PERKOVIC DISCO D'ORO - La migliore interprete della specialità, lo si sa, potente, veloce e ballerina sulla pedana. La leggerezza assieme al dinamismo, perfetta per misure come quelle viste stasera. Sandra Perkovic ha vinto il secondo titolo iridato con 70,31, una misura vista solo due volte ai campionati del mondo, a Roma nel 1987 e Tokyo nel 1991. Bellissima finale, cno la croata subito fuori portata con 69,30 e al secondo turno con un metro in più, 70,31. Che la serata fosse di pura grazia lo si capisce al terzo turno, con un 70,28 fotocopia del lancio precedente. Un altro "quasi" 70 e due nulli concludono la missione della perkovic. Dietro di lei, la miglior Dani Samuels di sempre, ora signora Stevens, iridata otto ani fa a Berlino e stasera capace di onorare l'argento già al collo con un sensazionale ultimo lancio di 69,64, record australiano e dell'Oceania. Bronzo alla sempre più brava Melina Robert-Michon, donna delle finali importanti, che anche stavolta non fallisce e con 66,21 all'ultimo turno mette a referto un meritato bronzo, tra l'altro già suo con il 65,49 del primo lancio. Delusione-Cuba, fuori podio con quarto e quinto posto e molti errori tecnici in pedana.

E' MANANGOI IL RE DEI 1500 METRI - Altra bellissima finale dove al Kenya che si è persentato per la tripletta si è opposta la bravura e la determinazione del campione d'Europa Filip Ingebrigtsen, lanciatosi con lo spagnolo Mechaal all'inseguimento dei kenyani. Asbel Kiprop, troppe volte non all'altezza dei bei tempi quest'anno, cede a 150 metri dal traguardo e a accodarsi al leader Elijah Manangoi e alla sua ombra Timothy Cheruiyot resta Ingebrigtsen, l'unico tra lui e Mechaal a rappresentare un pericolo per i kenyani. Il duo africano resiste, Manangoi vince il titolo mondiale dopo l'argento di Pechino in 3:33.61, Cheruiyot piazza l'argento in cassaforte in 3:33.99 ma Ingebrigtsen prende un magnifico bronzo in 3:34.53 tuffandosi sul traguardo per resistere al disperato tentativo dello spagnolo Mechaal di beffarlo in extremis (3:34.71). Il Kenya diventa la miglior nazione di sempre ai mondiali con quattro ori (come il Marocco) e con ben sei argenti. Per la Norvegia, manco a dirlo, è un meritatissimo esordio sul podio.

SEMENYA TRI-CAMPIONESSA DEGLI 800 METRI - Niente da fare contro Caster Semenya: la sudafricana centra il terzo titolo mondiale della carriera al termine di una gara velocissima (57.98 a metà gara) grazie al decisivo allungo a settanta metri dall'arrivo. Il crono della Semenya è favoloso, un 1:55.16 che le vale il primato personale, la miglior prestazione mondiale dell'anno e il secondo crono all-time ai campionati mondiali, non ché l'ottava posizione nelle graduatorie di sempre sulla distanza. Gara fatta principalmente dalla burundiana Niyonsaba e dalla statunitense Wilson, come da previsioni, cui si accoda la kenyana Wambui che però, di fronte alla risalita della Semenya ai 600 metri, esce di scena. Il resto è storia vista, passo e frequenze impossibili per le avversarie e la medaglia d'oro che era quasi impossibile potesse sfuggirle. Francine Niyonsaba vince lo sprint per l'argento in 1:55.92, la pur bravissima Ajee' Wilson si arrende all'evidenza e prende il bronzo in 1:56.65. La Wambui è quarta in 1:57.54, la canadese Bishop quinta in 1:57.68. in Gara tra le più veloci della storia, con tutte le otto finaliste sotto l'1:59. La Semenya raggiunge Maria Mutola al vertice iridato con tre ori e porta il Sud Africa al pareggio storico con Mozambico e Cuba. Il Burundi fa l'ingresso nel medagliere.

OBIRI ORO, RESA AYANA - Un film che ha avuto soltanto due attrici, partito lento lento cui Almaz Ayana ha dato la scossa dopo 4' portando nella sua ombra l'altra favorita Hellen Obiri. Il ritmo dal primo al secondo chilometro scende di ben 30 secondi e in breve le due scavano un abisso lungo quasi un rettilineo. Ayana e Obiri si fanno ombra per tutta la gara, fino allo scarto improvviso della kenyana poco dopo la campana del giro conclusivo, cui la Ayana non è capace di opporre alcuna reazione o cambio di velocità. La Obiri trova lo scettro mondiale in 14:34.86 a un anno dall'argento olimpico a Rio, e riporta il Kenya all'oro dopo sei anni. Per la Ayana (14:40.35), l'argento è il completamento di un arco di medaglie che vanno dal primo al terzo posto, conquistati nelle ultime due edizioni dei campionati. L'olandese Sifan Hassan, rimasta tutta la gara a guidare il gruppo della mezza dozzina di inseguitrici, si decide con un po' di ritardo a lanciare la corsa alla medaglia e deve accontentarsi del bronzo in 14:42.73, un risultato colto con molta felicità dopo la beffa patìta sui 1500 metri. Laura Muir è solo sesta, e resta a mani asciutte anche sui 5000. Nessuna delle tre statunitensi va a punti. Qui il territorio è soltanto nero.

 

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Commenti? | Aug 14, 2017

Mondiali: Schippers non si toglie la corona

Posted by linfordbif in International
Mondiali: Schippers non si toglie la corona11 Agosto 2017

La bionda olandese bissa il titolo dei 200 in 22.05. Sorpresa nei 3000 siepi, vince la Coburn in 9:02.58. Brittney Reese al quarto titolo iridato con 7,02. 


 

di Marco Buccellato

Nell'ottava giornata dei Campionati del Mondo di Londra l'olandese volante Dafne Schippers vince il titolo mondiale dei 200 con una finale incertissima e decisa solo sulla linea del traguardo in favore dell'olandese in 22.05 (vento 0.8) davanti all'ivoriana Marie-Josée Ta Lou (22.08, record nazionale) e alla bahamense Shaunae Miller-Uibo (22.15). Quarto oro iridato nel salto in lungo per la statunitense Brittney Reese, oro con 7,02 (0.1) davanti a una bravissima Darya Klishina (7,00/-0,3), argento a sorpresa. Podio salvato in extremis per l'olimpionica e iridata uscente Tianna Bartoletta (6,97/-0.2), che estromette dal podio la co-favorita serba Ivana Spanovic, quarta con 6,96. Incredibile nei 3000 siepi: la favorita Jebet e le kenyane vengono surclassate dalla doppietta firmata USA da Emma Coburn (9:02.58, record dei campionati e primato nazionale) e Courtney Frerichs (9:03.77). Il bronzo è dell'iridata uscente Hyvin Jepkemoi Kiyeng in 9:04.03. Nel decathlon guida il francese Kevin Mayer (4478) sui tedeschi Kazmirek (4421) e Freimuth (4361). Il medagliere a due giornate dalla fine del mondiale: gli Stati Uniti (8-8-7) sono sempre più inarrivabili.

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SCHIPPERS, 200 D'ORO IN 22.05 - Dafne Schippers è per la seconda volta cnosecutiva la campionessa del mondo dei 200 metri. L'olandese volante, già bronzo nella finale dei 100 metri, conquista il secondo titolo iridato dopo quello di Pechino in 22.05 (vento 0.8) in una finale sofferta e decisa negli ultimi dieci metri dopo una serrato spalla a spalla con l'ivoriana Marie-Josée Ta Lou (22.08, record nazionale), alla seconda medaglia d'argento dopo quella dei 100 metri, e con il prepotente ritorno di Shaunae Miller-Uibo, indietro a metà gara e capace di risalire fino al bronzo (22.15), strappato a una bravissima Dina Asher-Smith (22.22), in lizza per la medaglia fino alla fine. Fuori del podio le statunitensi, quinta la Stevens in 22.44, sesta la Duncan in 22.59.

La Ta Lou ha avuto l'avvio meno rapido dai blocchi ma è stata la più efficace nell'accelerazione, e all'uscita dalla curva e nella parte iniziale del rettilineo ha reso la vita dura all'olandese, che è riuscita a risolvere la questione per la medaglia d'oro solo con le ultime cinque falcate.

REESE QUARTO TITOLO, SPANOVIC QUARTA - Una finale di salto in lungo femminile equilibrata, con le prime quattro in sei centimetri e lo stand out inatteso di Darya Klishina, capace di saltare sempre oltre il primato stagionale e di mettere paura a Brittney Reese, che con 7,02 (0.1) conquista l'allora mondiale numero quattro all'aperto. Con i tre titoli mondiali indoor e un oro olimpico, la collezione senza precedenti sale a otto. Bravissima la Klishina, alla miglior gara della carriera con la punta del 7,00 (-0,3) al quinto turno, e finale elettrizzante per Tianna Bartoletta, che dopo l'oro di Pechino e Rio salva il podio all'ultimo salto piazzando il 6,97 (-0.2) che estromette Ivana Spanovic dal podio, fino allora terza con 6,96. La serba vola per il tutto per tutto nel salto finale e atterra oltre i sette metri, ma lascia tracce letali nella sabbia: il verdetto di 6,91 la lascia quarta. Ottavo oro per gli USA nel medagliere del lungo donne. Le statunitensi vincono ogni finale, iridata o olimpica, dal 2009.

SIEPI, COBURN A BRACCIA ALZATE - Bellissima e clamorosa finale dei 3000 siepi femminili, vinti dalla statunitense Emma Coburn con il crono-record dei campionati, primato nazionale e sesta prestazione all-time (9:02.58) dopo aver lanciato l'attacco decisivo alla riviera conclusiva. La sorpresa è ancor più grande perché l'argento va a un'altra siepista USA, Courtney Frerichs (9:03.77), anche lei sotto il vecchio record nazionale. Alle kenyane, strafavorite assieme all'olimpionica Ruth Jebet, restano le briciole della medaglia di bronzo, andata al collo dell'iridata uscente Hyvin Jepkemoi Kiyeng in 9:04.03. Gara lanciata su ritmi elevati dalla Jebet, 3:02.74 al primo mille e 6:03.60 ai duemila. La prima a staccarsi dalla lotta per le medaglie è la kenyana più giovane, la primatista mondiale under 20 Chespol, poi si sfila la stessa Jebet a 250 metri dal traguardo. Non c'è scampo per la Kiyeng e l'altra kenyana Chepkoech, quarta in 9:10.45 (dopo aver commesso l'errore incredibile di passare per la pista anziché per la riviera e essere tornata indietro): le statunitensi vanno via e compiono un'impresa senza precedenti. Primo oro e primo argento USA nella specialità, contro ogni pronostico. La Kiyeng scende ancora: dall'oro di Pechino all'argento di Rio al bronzo di Londra. Troppo presto fuori gioco la tedesca Krause, caduta dopo due minuti di gara. Altro primato sudamericano per l'argentina Casetta (9:25.99). Record nazionale per la canadese Lalonde in 9:29.99.

100 METRI OSTACOLI, SEMIFINALI - Kendra Harrison rischia tutto il rischiabile, sulla pista dove ha realizzato il record mondiale di 12.20, centrando un ostacolo nella terza semifinale ma riesce a salvare la finale con l'ultimo tempo utile nei ripescaggi (terza in 12.86). E' la vecchia volpe Dawn Harper a vincere in 12.63 (0.2) sulla tedesca Dutkiewicz (12.71). Nella prima semifinale eccellente esibizione di Sally Pearson (12.53/0.5), tornata stabilmente ai livelli di alcuni anni fa. La statunitense Ali è seconda in 12.79. Nella seconda semifinale partenza surreale della campionessa del mondo Danielle Williams, con i primi appoggi praticamente sul posto. Passano l'altra hurdler USA Christina Manning in 12.71 (0.5) sulla bielorussa Alina Talay (12.85, personale stagionale). La Williams è mesta quinta in 13.14. Completa il quadro delle finaliste l'olandese Nadine Visser (12.83 nella prima serie).

Prima esclusa dalla finale la danese Pedersen, per un centesimo, vittima anche di un infortunio sul traguardo. Domani, finale con quattro statunitensi e l'australiana Sally Pearson in condizioni smaglianti, e nessuna giamaicana. Nelle batterie della mattina, miglior tempo della Harrison in 12.60 su Danielle Williams (12.66). 12.72 per la Pearson, 12.74 per Pamela Dutkiewicz.

800 DONNE, SEMIFINALI - Le nordamericane Ajee' Wilson (1:59.21) e Melissa Bishop (1:59.56) dominano la prima semifinale. Caster Semenya si impone senza problemi nella seconda in 1:58.90 con rimonta capolavoro dall'interno della polacca Angelika Cichocka (1:59.32), che entra nella scia della sudafricana e brucia in extremis la statunitense Lipsey (1:59.35). La terza semifinale premia le favorite Niyosaba (2:01.11) e Wambui (2:01.19), ma incapaci di cambiare passo. La squalifica della britannica Sharp (quarta nella seconda serie in 1:59.74) apre le porte temporanee della finale a Noélie Yarigo (Benin, 1:59.74), ma la Sharp in serata è riammessa al turno di finale. L'ottava finalista è la Lipsey.

1500 UOMINI, SEMIFINALI - Lentissima la prima, che si ravviva solo alla campana dove parte il kenyano Manangoi e risveglia la compagnia dal torpore. Asbel Kiprop fa i suoi 200 metri di gara dal rettilineo opposto all'arrivo e chiude facilmente la porta dietro di sé. I due kenyani facili (3:40.10 e 3:40.14), il felicissimo Filip Ingebrigtsen, Mikhou del Bahrain e lo spagnolo Mechaal conquistano la finale. Seconda serie più rapida e volata lunga di Tim Cheruiyot (3:38.24), superato nel finale dal ceco Holusa (3:38.05). In scia, turno favorevole a Lewandowski, al miler di casa O'Hare e al marocchino El Kaam. Ennesima finale per il kiwi Nick Willis e ingresso a sorpresa per lo statunitense Gregorek, ripescati. Fuori, dopo un mondiale da dimenticare, il kenyano Ronald Kwemoi, spento in semifinale come in batteria. La lentezza del primo round elimina invece il marocchino Iguider, bronzo due anni fa.

DECATHLON, VIA AL DOPO-EATON - Prime gare nel decathlon: inizia la caccia all’erede del “superman” Ashton Eaton, dominatore della specialità negli ultimi anni, che dopo le Olimpiadi di Rio ha lasciato l’attività agonistica. L’argento a cinque cerchi Kevin Mayer conferma il suo ruolo di maggiore candidato al trono cogliendo un record personale in avvio con 10.70 sui 100 metri. Il più veloce è il canadese Damian Warner (10.50). Nel lungo 7,52 per il transalpino al termine di una serie in crescendo, mentre il tedesco Rico Freimuth diventa leader parziale. Il francese Mayer avvicina il PB nel peso con 15,72 e si porta in testa con 2703 punti davanti a Freimuth (2678) e allo statunitense Trey Hardee (2647), due volte iridato nel 2009 e nel 2011 prima dell’era-Eaton. Mayer riduce i danni al minimo nell'alto (2,08) in cui è Kazmirek a salire più di tutti (2,11). Dopo quattro gare il francese conduce con 3581 sulla coppia tedesca Kazmirek-Freimuth, appaiati con 3472 punti. Hardee perde una posizione (3441). Chiudono la giornata i 400 metri con Kazmirek autore del miglior tempo (47.19). Il tedesco riduce il gap da Kevin Mayer che centra il personale in 48.26. Classifica parziale: Kevin Mayer 4478, Kai Kazmirek 4421, Rico Freimuth 4361. Il canadese Damian Warner (4347) e Trey Hardee (4313) sono a ridosso del tedesco.

DISCO DONNE, SUPER-PERKOVIC IN QUALIFICAZIONE - Nove atlete superano la qualificazione diretta nel disco. La migliore è nettamente l’olimpionica croata Sandra Perkovic, che riscatta il nullo di apertura con un 69,67 fuori portata per le avversarie. La misura è la migliore mai realizzata in un turno di qualifica ai campionati del mondo (precedente 68,40 della tedesca Ilke Wyludda a Roma '87). Serve invece il terzo lancio all’iridata cubana Denia Caballero per evitare l’eliminazione con 63,79, mentre sbrigano la pratica al primo ingresso in pedana l’altra cubana Yaime Perez (65,58), che quest’anno ha interrotto l'imbattibilità della Perkovic sconfiggendola due volte, quindi l’australiana Dani Samuels-Stevens (65,56) e la francese Mélina Robert-Michon (63,97).

 

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Commenti? | Aug 12, 2017

Mondiali: i 200 sono di Guliyev

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Mondiali: i 200 sono di Guliyev10 Agosto 2017

Ramil Guliyev è il campione del mondo dei 200 metri e batte Wayde van Niekerk. Doppiette USA con Taylor e Claye nel triplo e con Carter e Muhammad sui 400hs donne


 

di Marco Buccellato

Nella settima giornata dei Campionati del Mondo di Londra esitoa sorpresa dei 200 metri uomini vinti dal turco Ramil Guliyev in 20.09 (vento -0.1), che in rettilineo rimonta e supera Wayde van Niekerk (20.11). Bronzo allo sprinter di Trinidad Jereem Richards (20.11): Solo sesto Isaac Makwala in 20.44. Nelle due altre finali della serata, gli Stati Uniti firmano due doppiette d'oro e argento. Christian Taylor vince il terzo oro mondiale nel salto triplo con 17,68 (-0,1) su Will Claye (17,63/-0.1). Bronzo al portoghese Nelson Evora (17,19/-0,1). Il titolo mondiale dei 400 ostacoli donne va al collo di Kori Carter (53.07) che supera la campionessa olimpica di Rio Dalilah Muhammad (53.50). Il bronzo è della giamaicana Ristananna Tracey con 53.74. Il medagliere è un tappeto di medaglie USA: sei ori, sette argenti, sei bronzi.

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GULIYEV! ORO TURCHIA SUI 200 UOMINI - La lunga rincorsa di Ramil Guliyev trova il suo apice a Londra, il turco nato in Azerbaijan, in finale già a Berlino 2009, vince l'oro dei 200 metri in una finale dall'arrivo-thrilling, in cui per due centesimi (20.09/-0.1) supera il sudafricano Wayde van Niekerk (20.11) e il trinidegno Jereem Richards (20.11). Van Niekerk ha pagato la voglia di doppietta, come diversi altri atleti in questo bellissimo mondiale, cedendo solo alla fine al ritorno del turco, già apparso in gran condizione in semifinale. L'oro torna in Europa a sedici anni da Edmonton, prima medaglia nella velocità per la Turchia. E' la seconda per il Sud Africa, bronzo due anni fa con Jobodwana. Torna sul podio anche Trinidad & Tobago, assente dai tempi di Ato Boldon. Sesto Isaac Makwala (20.44), supportato da gran parte del pubblico. Stati Uniti, finale amara, Webb quinto e Young ultimo. Esce bene il britannico Mitchell-Blake, quarto in 20.24.

TRIPLO TAYLOR - Con Chris Taylor e Will Claye il divertimento è assicurato, stasera i due amici-rivali di una intera carriera hanno offerto un bellissimo duello, sorpassandosi fino a metà gara con misure sempre migliori e esaltando il pubblico londinese. Esordio di Claye con 17,54, sorpasso-Taylor con 17,57, terzo turno con Claye che atterra a 17,63 (-0.1) e Taylor a rispondere col salto decisivo per la medaglia d'oro (17,68/0.2). E' il terzo oro mondiale di Taylor, una collezione unica cui si aggiungono due ori olimpici. E' anche la prima doppietta statunitense ai mondiali. Le medaglie d'oro iridate degli ameericani salgono a sei. Dietro i due, in cinque atterrano in un fazzoletto, sei centimetri. La spunta il vecchio leone Nelson Evora (17.19/-0,1), alla quarta medaglia mondiale all'aperto.

A 17,16 si fermano il cubano 18enne Napoles, l'azero ex-cubano Copello e il terzo americano Benard.

CARTER, ORO DI GAMBE E TESTA - L'oro dei 400 ostacoli femminili arriva sì negli Stati Uniti, ma va al collo di Kori Carter (53.07), 25enne alla prima finale mondiale, che distribuisce meglio lo sforzo e riprende dopo sette ostacoli l'olimpionica Dalilah Muhammad, partita come un fulmine ma vinta dalla connazionale, argento in 53.50. E' la seconda doppietta firmata dalle specialiste statunitensi dopo quella di Goteborg nel 1995, e il ritorno al titolo mondiale dopo due edizioni vinte dalla ceca Zuzana Hejnova, stasera quarta in 54.20, a sorpresa superata dalla giamaicana Ristananna Tracey, brava a centrare il personale nell'occasione che conta (53.74). Nel medagliere storico della specialità, USA unico paese con tre medaglie d'oro e sesta medaglia per la Giamaica, che non saliva sul podio dal 2011.

QUALIFICAZIONI GIAVELLOTTO UOMINI, VETTER MISURA-RECORD - Con il 91,20 del primo lancio di qualificazione il tedesco Johannes Vetter, autore quest'anno della seconda misura all-time (94,44 a Lucerna) ha realizzato il "record del mondo" per il turno di qualifica in qualsiasi competizione, Olimpiadi comprese. Il precedente apparteneva con 90,76 a Jan Zelezny, centrato nella quelificazioni dell'edizione iridata di Edmonton 2001. Accedono alla finale in tredici oltre la misura di ammissione (83 metri). Ce la fa con due lanci il campione olimpico Röhler (83,87), si scaldano per la finale con ottime misure il ceco Frydrych (86,22) e il campione olimpico di Londra 2012 Walcott (86,01). In finale con i migliori (tra cui Yego, Pitkämäki, Hoffman e Kiriazis) anche l'indiano Singh (non il campione del mondo under 20 Chopra, eliminato) e il qatarino Magour.

200 DONNE, SEMIFINALI - Turbo-Schippers fa la solita gran curva e gestisce in relax il rettilineo dopo aver scavato un abisso. Vince in 22.49 (-0.2) davanti alla statunitense Stevens (22.71) che si riabilita dopo la pessima semifinale dei 100. Terza Ivet Lalova-Collio in 22.96. Stesso tempo (22.49/-0.2) per Shaunae Miller-Uibo nella seconda semifinale. La lezione della finale dei 400 l'ha fatta ragionare. Primi cento metri tranquilli, cambio di passo dopo la curva e finale leggero. L'altra sprinter USA Kim Duncan è seconda in 22.73, terza la svizzera Kambundji in 23.00. Terza semifinale in fotocopia: prima l'ivoriana Ta Lou in 22.50 (vento sempre -0,2), davanti a Dina Asher-Smith (22.73), che compie un mezzo miracolo avendo ripreso a pieno regime solo dalla primavera inoltrata dopo un brutto infortunio invernale. Le due ripescate escono da qui: la canadese Emmanuel e la bahamense Gaither, entrambe con 22.85. La bulgara Lalova-Collio è la prima delle escluse.

1500 METRI UOMINI, BATTERIE - Sei qualificati per ognuno delle tre batterie e sei ripescaggi. Prima serie lentissima con arrivo letto meglio di tutti dai kenyani Manangoi e Kiprop. Serataccia del campione olimpico Matt Centrowitz, ultimo. Non va meglio al gibutiano Souleiman, né al francese Mekhissi, settimo con un tempo insufficiente per il ripescaggio. La seconda batteria sancisce il crollo del co-favorito, il kenyano Ronald Kwemoi, settimo ma miracolosamente ammesso in semifinale con l'ultimo tempo utile (3:43.10). Vince l'ex-marocchino Mikhou (Bahrain) in 3:42.12. Terza serie nettamente più veloce, passano i primi sei e cinque ripescati. Vince l'australiano Mathews in 3:38.19. Il connazionale e quotato Gregson ha invece pagato la bagarre della prima serie e ha terminato l'avventura iridata.

5000 METRI DONNE, BATTERIE - Schermaglie tra le favorite della finale, con la notizia che il mondiale di Genzebe Dibaba si è concluso con la cocente delusione della finale dei 1500 metri. L'etiope non si è presentata in pista, ma il suo paese avrà in ogni caso tre atlete in finale, a iniziare dalla vincitrice dei 10000 metri Almaz Ayana, stasera schierata nella prima batteria assieme all'altra favorita, la kenyana Hellen Obiri, prima in 14:56.70 (14:56.07 per la Ayana). Sul fronte europeo ripescata Laura Muir, accesso diretto per l'altra britannica McColgan, ottima impressione dall'olandese Krumins-Kuijken. Nella seconda batteria vince l'etiope Gidey in 14:59.34 su Sifan Hassan (14:59.85), altra delusa dai 1500 metri. Eliminazione eccellente, la turca di origini kenyane Yasemin Can. In finale la norvegese Grovdal, ripescata a cinque centesimi dall'accesso diretto in finale.

 

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Commenti? | Aug 11, 2017

Mondiali: Francis, blitz vincente sui 400

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Mondiali: Francis, blitz vincente sui 40009 Agosto 2017

La statunitense irrompe a sorpresa nel duello Miller-Felix. Il norvegese Warholm vince la finale dei 400hs, la cinese Gong conquista l'oro nel peso.


 

di Marco Buccellato

Nella sesta giornata dei Campionati del Mondo di Londra esito clamoroso dei 400 metri femminili. Vince l'olimpionica della staffetta 4x400 Phyllis Francis(49.92), in una gara che ha registrato il crollo fisico dell'oro di Rio Shaunae Miller-Uibo, partita a ritmo infernale e finita sulle ginocchia. Anche Allyson Felix viene superata nel finale, e chiude terza in 50.08, beffata da Salwa Eid Naser, 19enne del Bahrain (50.06, terzo record nazionale in tre turni). La serata regala pioggia ma anche altre grandi emozioni: il norvegese Karsten Warholm è il campione del mondo dei 400 ostacoli vincendo in 48.35 sul turco ex-cubano Yasmani Copello (48.49) e sul campione olimpico Kerron Clement (48.52). Nel peso arriva il primo titolo mondiale per la cinese Gong Lijiao con 19,94. Battute l'ungherese Anita Marton (19,49) e la statunitense olimpionica Michelle Carter (19,14).

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FRANCIS REGINA DEI 400, MILLER DRAMMA - Incredibile esito della finale dei 400 metri femminili. Gli occhi dello stadio Elizabeth II sono su Shaunae Miller-Uibo e Allyson Felix, divise da un tuffo nella finale olimpica di Rio. La partenza della Miller è velocissima, troppo. La Felix dall'interno mantiene il distacco entro limiti accettabili confidando nel finale più armonico, proprio delle sue caratteristiche. La bahamense mantiene il vantaggio ma a 25 metri dal traguardo si blocca clamorosamente, non riuscendo più a correre. Phyllis Francis sorpassa una Felix ormai senza più spinta e vola sopra la crisi della Miller, vincendo un titolo mondiale impronosticabile in 49.92, record personale, anche in questo caso (come nei 400hs uomini) il crono più lento nella storia delle finali dei campionati del mondo.

La sorpresa è resa totale dal secondo posto della 19enne del Bahrain Salwa Eid Naser, che agguanta la Felix sul traguardo e si tuffa meglio della statunitense, prendendosi un incredibile argento in 50.06, terzo record nazionale tra batterie, semifinali e finale. Bronzo alla Felix in 50.08.

WARHOLM, ORO DEI 400HS AL PIU' GIOVANE - La favola del ragazzino partito da Donetsk 2013, vincendo a mani basse l'oro mondiale allievi dell'octathlon, diventa epica con l'oro mondiale dei 400 ostacoli di stasera. Una bella favola bagnata dalla pioggia, quindi fortunata. Karsten Warholm, norvegese di 21 anni e mezzo, è il nuovo campione del mondo dei 400 ostacoli, in una finale dominata a partire dal primo ostacolo, un lieve cedimento in fondo al rettilineo, niente in confronto alla fatica patìta dai suoi migliori avversari. Il campione olimpico Kerron Clement ha finito sulle ginocchia. Il qatarino Samba ha travolto l'ultimo ostacolo e da terzo si è ritrovato settimo. Solo l'ombra lunga del turco ex-cubano Yasmani Copello, il più abile di tutti per distribuzione delle energie (come l'ostacolista allenato dal tecnico italiano Massimo Matrone ha dimostrato in tutta la bella stagione in Diamond League) ha approfittato degli ultimi metri fatali a troppi. Warholm porta la prima medaglia alla Norvegia sulla distanza, addirittura d'oro, in 48.35, il crono meno veloce mai registrato in una finale mondiale. Prima medaglia anche per la Turchia, l'argento di Copello in 48.49. Clement, bronzo in 48.52, diventa l'atleta più medagliato nella storia dei mondiali. Per lui è il terzo podio iridato, dopo il doppio oro di Osaka 2007 e Berlino 2009. 

GONG PER L'ORO - Pioggia o no, le giganti della pedana regalano una finale dai contorni inediti. Vince, dopo un argento e un bronzo iridato e altrettanti olimpici, la cinese Gong Lijiao, con una serie tutta oltre i 19 metri e la punta di 19,94 che chiude anzitempo il discorso oro. Ultimi lanci animati dalla gran gara della giamaicana Danniel Thomas, titolo NCAA quest'anno e un metro e mezzo di progresso, che al quinto turno scalza dal podio una delle favorite, Anita Marton, per due centimetri (19,91), ma l'ungherese all'ultimo lancio trova la gittata per l'argento con 19,49, lasciando alla campionessa olimpica Michelle Carter il bronzo con 19,14. Controprestazione dell'altra statunitense, la 21enne Saunders: dopo due disastri iniziali non è riuscita a entrare nelle prime otto con il terzo lancio. La Cina non vinceva il titolo mondiale dal 1993. La Marton porta sul podio iridato del peso la sua Ungheria per la prima volta. Per la Carter, secondo bronzo di fila al mondiale.

5000 UOMINI, BATTERIE - Doppia sessione con bagarre, spinte e una duplice caduta nella seconda batteria. Mo Farah entra agevolmente in finale inseguendo il sogno di una storica quinta doppietta. Il britannico corre in 13:30.18 lasciando la prima posizione all'etiope Kejelcha (13:30.07). Assai più rapida la seconda batteria, da dove vengono ripescati tutti gli atleti dal sesto al decimo posto. Vince il talentuoso 17enne Selemon Barega, campione del mondo allievi e junior e campione africano, in 13:21.50. Cyrus Rutto è il solo atleta del Kenya qualificato per la finale, bravo a recuperare dopo la caduta che ha coinvolto lui e lo statunitense, kenyano di nascita e argento olimpico, Paul Chelimo, anche lui ripescato. In finale anche la presenza di un giamaicano, Kemoy Campbell, pluriprimatista nazionale e con eccellenti trascorsi NCAA.

 


Commenti? | Aug 10, 2017

Filippo Tortu (foto Colombo/FIDAL) Mondiali: Tortu 20.62 nella pioggia di Londra

Posted by linfordbif in Italia
Mondiali: Tortu 20.62 nella pioggia di Londra09 Agosto 2017

Alla rassegna iridata il giovane velocista azzurro è sesto nella semifinale dei 200 metri


 

Stasera a Londra, nella sesta giornata dei Campionati del Mondo, ci sono due avversari in più per tutti: il freddo (14 gradi) e la pioggia che ormai da ore cade sulla capitale britannica. Su una pista completamente allagata Filippo Tortu si presenta ai blocchi di partenza della prima delle tre semifinali. In prima corsia c'è Isaac Makwala a cui, dopo le 48 ore di quarantena per il virus intestinale, è stato concesso dalla IAAF di correre in solitaria i 200 metri. 20.20 il responso del cronometro che ha dato al velocista del Botswana il diritto di affrontare, due ore più tardi, la semifinale insieme al giovane azzurro. Il 19enne lombardo indovina una buona partenza che lo lancia in curva, ma sul rettilineo si ritrova spalla a spalla in un terzetto che al traguardo sarà diviso soltanto da pochi millesimi. Il fotofinish assegna a Filippo la sesta posizione in 20.62 (+2.1) tra il giapponese Shota Iizuka e il sudafricano Akani Simbine, tutti con lo stesso tempo. Vince lo statunitense Isiah Young in 20.12, due centesimi meglio di Makwala (20.14). La finale ovviamente per il campione europeo under 20 dei 100 metri resta fuori portata, ma al giovane Tortu qualcuno ha già dato l'appellativo di Capitan Futuro. Nota statistica: in 16 edizioni della rassegna iridata solo tre italiani sono approdati all'ultimo round del mezzo giro di pista: Pietro Mennea e Carlo Simionato, terzo e settimo nell'inaugurale Helsinki 1983, e Pierfrancesco Pavoni, settimo a Roma 1987.  

“Il mio miglior 200 – esordisce così Filippo Tortu in zona mista, ancora zuppo dopo la volata sotto la pioggia – la gara di oggi per me vale anche di più del 20.34 del Golden Gala, anche se il crono è più alto. Ho avuto sensazioni molto buone, superando atleti che sono stati in finale nei 100 metri e altri che mi avevano battuto in batteria. Non è finita nel migliore dei modi, perché volevo ancora correre, ma mi sono piaciuto molto di più oggi che in passato, sono felice al 100%. Oggettivamente non potevo giocarmela per il secondo posto, ho provato ad andare in finale ma sono conscio che fosse difficilissimo”. Ti chiedi mai cosa sarebbe stato questo Mondiale senza l’infortunio di giugno? “L’infortunio, paradossalmente, è stata la cosa migliore che mi sia capitata. Mi ha dato due cose importantissime: la consapevolezza di saper reagire alle difficoltà e quella di avere il migliore allenatore. Papà mi conosce come nessun altro ed è stato bravissimo a gestire quell’incidente, portandomi a vincere l’oro a Grosseto sui 100 e poi alla semifinale mondiale sui 200”. È stato un 2017 ad alta velocità. “Il momento più bello dell’anno per me è stato l’argento con la 4x100 agli Europei U20 di Grosseto. Ma entrambe le manifestazioni, Grosseto e Londra, mi hanno fatto crescere. Ora vado un po’ in vacanza nella mia Sardegna e poi penseremo al futuro”.

Commenti? | Aug 10, 2017

Matteo Nocera, ultrarunner, vincitore all’esordio della sua prima 6 ore- di Matteo SIMONE

Posted by linfordbif in Italia

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Continuano gli allenamenti di Matteo Nocera in vista di tanti obiettivi ambiziosi a breve, medio e lungo termine, si inizia a pensare alle 6 ore per poi passare alle gare di 100 km e pertanto gli allenamenti sono duri e impegnativi per ottenere i risultati sperati.

Stabilito l’obiettivo si passa all’azione che consiste in allenamenti e man mano che si va avanti bisogna controllare l’azione verso l’obiettivo quindi importanti diventano test di allenamento e gare intermedie. Ottimo risulta essere un suo Test sulle 4ore e 30, correndo ad un ritmo medio (148/152 btm) a 4’32” a km.

Un po’ di tempo fa Matteo Nocera spiegava i suoi programmi: “Sto lavorando per sviluppare un ritmo sulle 6 ore da 4.30 in giù quindi dagli 80 km a salire…! Tra un mesetto farò la prima gara sulle 6ore a Caserta. Partirò con una condizione non superiore al 60-70% circa per poi salire con le gare seguenti, Passatore su tutte. “

La gara importante sembra essere il Passatore, quindi tutto il resto serve per costruire tassello dopo tassello la condizione, incrementando volta per volta l’autoefficacia e il primo grande e stabile mattone sembra essere proprio la gara di Caserta dove Matteo ne esce vincitore e soddisfatto.

Ecco le sue impressioni dopo la gara: “Buona la prima! Alla 6 ore della reggia ho vinto con 75km (record della manifestazione). Percorso durissimo non c’era un tratto d’asfalto, sterrato, terra battuta e l’unica pavimentazione erano 2 curve con sampietrini sconnessi, tante curve strette e un forte vento, più di così non potevo! Era la prima, sono ancora al 60%, voglio dare il massimo per Maggio (Passatore). Ho chiuso le prime 3 ore con 42km, partito un po’ troppo forte ma mi sentivo benone. Lavorerò per cercare di chiudere il Passatore dalle 7h30 a scendere, in salita mi esprimo benone!”

Di seguito Matteo Nocera racconta la sua esperienza di gara rispondendo ad alcune mie domande.

Com’è andata? Soddisfatto? “E’ andata bene considerando il percorso molto lento, curve a gomito, sterrato e tanto vento. Nessun tratto asfaltato…terra pesante…!

Grande sono contento, niente Seregno? Niente 12 ore per ora? “No Seregno no ma per una questione di programma già pianificato… prossimo anno penso proprio di sì! Ho 2 gare di 6 ore a distanza di una settimana il 23 a Dugenta e poi il 30 a Corato poi prepariamo il Passatore…!!! Adesso cercherò la prossima di girare intorno agli 80km! A Maggio spero di stare benone! Vedremo. Ci vediamo a Corato? Ci sei?”

A Corato mi piacerebbe esserci, conosco Mangione e ho tanti amici al sud.

Avevi abbigliamento e integrazione idonei, ti è mancato qualcosa che non avevi considerato? “Abbigliamento e integrazioni provate e riprovate in allenamento… quindi nessun problema. Diciamo che ho corso per 5 ore e 30 con una scarpa rotta al tallone perché è entrato un pezzo di vetro da sotto e mi pizzicava leggermente il tallone dx alla fine uscito insanguinato… ma non volevo nemmeno dirlo… vabbè. Avevo scarpe di riserva pronte ma non mi sono voluto fermare. (Avevo un’assistenza e rifornimenti personali…).”

Sensazioni, emozioni, prima, durante, dopo la gara? “Sensazioni in verità ottime che mi lasciano ben sperare per il futuro prossimo… diciamo che cercherò di sviluppare e avvicinarmi pian piano agli 80 km in 6 ore e più…! L’obiettivo è quello di lavorare su un ritmo Passatore dalle 7h30 a scendere. Almeno questi i programmi… poi si vedrà…!”

Sembra ottima la condizione di Matteo Nocera ed è anche ottima la sua progressione verso l’obiettivo Passatore.

Hai scoperto ancora qualcosa di nuovo in te stesso, negli altri atleti? “In me stesso più che scoperto ho avuto la conferma che i test effettuati in allenamento sono stati molto indicativi e che adesso questa buona prova devo considerarla un buon punto di partenza se voglio veramente ambire a traguardi importanti… ho 39 anni e sono consapevole che alcuni fortissimi atleti hanno 4, 5 anni più di me… quindi posso lavorare con relativa calma…!”

Organizzata bene la gara, pacco gara, ristori, premiazioni? “Gara si organizzata bene.”

Tifo, sostegno, famiglia, amici, com’era? “Molti tifosi al seguito… la squadra numerosa… tante persone che hanno tifato per me per 6 ore… su tutti mia moglie e mio figlio. Sono partito molto forte questo forse l’unico errore… 3,50 la media dei primi km e 4.16 delle prime 3 ore chiuse con circa 42km… il percorso non permetteva questi ritmi… ma questo mi ha fatto capire in positivo come nonostante una partenza “violenta” cmq ho tenuto…!”

Cambia qualcosa dopo questa prova? Sponsor, convocazioni? “Se cambia qualcosa lo vedremo… voglio dire che vedremo cosa succederà sulle prossime gare… certo so che se miglioro ancora e arrivo agli 80 e più posso poi pensare a un po’ di cose. Ma non ci penso adesso… sarebbe un grave errore… non ho fatto ancora nulla… partirò da questo risultato. Molto probabilmente parteciperò al mondiale sulle 24h di Belfast 1 e 2 luglio!”

Matteo SIMONE

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html

Commenti? | Aug 10, 2017

Mondiali: 400-bis per van Niekerk

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Mondiali: 400-bis per van Niekerk

A Londra primatista mondiale conferma il titolo iridato dei 400 in 43.98 e ora mira al secondo oro sui 200 metri. Vittorie per Kendricks (asta), Kipruto (3000 siepi), Spotakova (giavellotto) e Bosse (800).

di Marco Buccellato

Nella quinta giornata dei Campionati del Mondo di Londra l'attesissima finale dei 400 maschili registra il secondo oro iridato consecutivo di Wayde van Niekerk in 43.98, che supera agilmente il bahamense Steven Gardiner (44.41) e il qatariano Abdalelah Haroun (44.48). Assente il botswaniano Makwala, cui i medici IAAF hanno imposto 48 ore di quarantena in base alle leggi sanitarie britanniche dopo un'infezione intestinale che l'aveva costretto a rinunciare, ieri, anche ai 200 metri. Renaud Lavillenie resta di bronzo anche questa volta (5,89). la battaglia dell'asta è vinta dallo statunitense Sam Kendricks con 5,95. Il polacco Lisek (5,89) è d'argento. Per una Francia che manca l'oro, un'altra che lo conquista a sorpresa con Pierre-Ambroise Bosse, vincitore degli 800 metri in 1:44.67, davanti al polacco Kszczot (1:44.95) e al keniano Kipyegon Bett (1:45.21). L'oro delle siepi è ancora del Kenya con Conseslus Kipruto che in 8:14.12 precede il marocchino Soufiane El Bakkali (8:14.19) e lo statunitense Evan Jager (8:15.53). Dopo dieci anni, Barbora Spotakova vince un altro mondiale nel giavellotto con 66,76, battendo le cinesi Li Lingwei (66,25) e Lu Huihui (65,26).

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VAN NIEKERK SENZA RIVALI, ORO IN 43.98 - Il sudafricano Wayde van Niekerk vince anche il mondiale di Londra dopo quello di Pechino e dopo l'Olimpiade, vince senza avversari in grado di impensierirlo, in 43.98, un crono che fino a due anni fa avrebbe fatto sussultare, oggi quasi normale da quando van Niekerk è salito ai vertici della specialità.

La finale, attesissima, è stata privata della presenza di un altro protagonista, il botswaniano Isaac Makwala, già assente ieri nelle batterie dei 200 e oggi fermato dai medici IAAF per 48 ore a causa di una infezione gastrointenstinale, in base alle vigenti leggi britanniche. Senza l'africano, van Niekerk ha trovato il vuoto nella corsia accanto, colmando però il gap entro i primi cento metri e presentandosi all'ingresso nel rettilineo finale largamente in testa. Non ha spinto fino in fondo, preservando il serbatoio per il vero obiettivo del suo mondiale, il doppio oro sull'asse 200-400 metri. Dietro di lui il bahamense Steven Gardinerin 44.41, altra medaglia a Bahamas dopo sedici anni, e con un finale favoloso il 20enne Abdalelah Haroun (44.48), qatarino troppo presto escluso dal lotto dei protagonisti a causa di un ritardato avvio di stagione per infortunio, che ha sorpassato l'ormai spento botswaniano Thebe, quarto in 44.66. Delusione Kerley: lo statunitense, protagonista della stagione USA, ha chiuso in settima posizione in 45.23.

ORO KENDRICKS, MALEDIZIONE LAVILLENIE - E' meritatissimo l'oro del salto con l'asta di Sam Kendricks, arrivato a Londra con in dote l'imbattibilità stagionale, e vincitore di una gara praticamente perfetta e senza errori fino a 5,89. La selezione si è fatta a 5,75, misura superata senza indugi da RenaudLavillenie, a caccia del primo oro iridato della carriera, da Kendricks, dal polacco Lisek (con il peccato originale di due errori a 5,65 a gravarne il cammino) e dal cinese Xue, e alla seconda prova dall'altro polacco Wojciechowski. Il 5,82 netto del cinese Xue (record nazionale) e di Kendricks non viene imitato da Lavillenie e Lisek, che scelgono di salire direttamente a 5,89. Lisek lo supera pulito, Lavillenie scaccia la streghe di un altro mondiale perso riuscendo al secondo tentativo. A 5,95 la resa dei conti, Lisek sbaglia tre volte, Kendricks centra il volo dell'oro al terzo tentativo. Lavillenie si riserva il possibile match-point con un solo tentativo a 6,01. Vano. Il francese è ancora di bronzo, pur con il 5,89 della sua miglior misura stagionale. Lisek d'argento e stessa misura (5,89), Kendricks d'oro con 5,95, con gli USA di nuovo al titolo mondiale a dieci anni da quello di Brad Walker a Osaka.

SPOTAKOVA, IL RITORNO - A cinque anni dall'ultimo oro globale nell'Olimpiade di Londra, la primatista del mondo Barbora Spotakova, un lustro e una maternità dopo, torna al vertice mondiale del lancio del giavellotto con un successo figlio di una condizione sempre crescente durante l'arco della stagione. Il lancio vincente, 66,76 al secondo turno, incorona la 36enne della Repubblica Ceca a dieci anni di distanza dal primo titolo mondiale conquistato a Osaka nel 2007. Tutte battute le varie pretendenti al titolo, a iniziare dalla campionessa olimpica Sara Kolak, quarta con 64,95 e almeno tre lanci disastrosi sotto il profilo tecnico.

Sul podio salgono due delle tre cinesi presenti in finale: Li Lingwei, 66,25 e personale migliorato dopo cinque anni dopo essersi qualificata alla finale come dodicesima per soli tre centimetri, e Lu Huihui (65,26), la migliore del turno di qualificazione, in cui aveva stabilito il record asiatico. Settima la campionessa uscente Molitor con 63,75. Con l'oro di oggi, la Spotakova diventa la giavellottista più medagliata di sempre ai campionati del mondo, raggiugendo la tedesca Steffi Nerius con quattro medaglie. Un oro e tre bronzi per la Nerius, due ori e due argenti per la Spotakova. La ceca è, assieme alla tedesca democratica Fuchs, l'unica giavellottista a vantare anche due ori olimpici.

BOSSE E' IL BOSS DEGLI 800 - La finale degli 800 metri con otto atleti di diverse nazionalità viene vinta non senza sorpresa dal 25enne Pierre-Ambroise Bosse, il più bravo di tutti a lanciare la volata a 150 metri dal traguardo e resistere senza affanni particolari al tardivo ritorno del polacco Adam Kszczot, argento per il secondo mondiale consecutivo, ma stavolta con più di un rimpianto. Per Bosse, quarto a Rio e finalista mondiale per la terza edizione consecutiva, è una vittoria insperata, in 1:44.67, con Kszczot secondo in 1:44.95 e il kenyano Kipyegon Bett al bronzo in 1:45.21. Per un soffio non arriva una sorpresa ancora più grande, il britannico Langford in pieno recupero che alita sul kenyano e gli finisce a quattro centesimi col personale portato a 1:45.25. L'oro di Bosse è il primo per la Francia negli 800 metri sull'asse mondiali-olimpiadi, potendo vantare fino a stasera solo un bronzo olimpico nel lontano 1948. Guarda caso, a Londra.

KIPRUTO, LE SIEPI ANCORA KENYANE - Conseslus Kipruto scrive a fuoco il suo nome sulla dodicesima medaglia d'oro del Kenya sui 3000 siepi. Recuperato per il monndiale dopo un infortunio alla caviglia, il 22enne campione olimpico di Rio, già due volte d'argento ai campionati del mondo di Mosca e Pechino, ha conquistato l'oro più incerto tra i dodici della storia iridata, respingendo con sagacia tattica prima lo statunitense Evan Jager chiudendone la volata ponendoglisi davanti, poi il marocchino Soufiane El Bakkali, avversario coriaceo e talentuoso già assaggiato in Diamond League, argento in 8:14.49. La vittoria di Kipruto (8:14.12) allunga la striscia di ori globali di atleti africani (o asiatici nati in Kenya come Shaheen), che con Londra tocca il ventennio. L'ultimo non africano a conquistare una meadglia d'oro fu infatti l'azzurro Francesco Panetta ai mondiali di Roma. Bella finale, con Jager a lanciare una lunga volata con un secondo chilometro velocissimo (ai 2000 5:35.46), poi negli ultimi trecento metri l'altolà di Kipruto e il cedimento di Jager, alla fine bronzo in 8:15.53. Rimpianti per il francese Mekhissi, partito troppo tardi all'inseguimento della medaglia, quarto in 8:15.80. Cedono nettamente gli altri due kenyani, la leggenda Kemboi (undicesimo) e Birech (dodicesimo).

PESO DONNE, QUALIFICAZIONI - Nessuna eliminazione clamorosa dalla pedana del getto del peso. Si qualificano per la finale tutte le migliori, con cinque atlete sopra la misura richiesta (18,30) per l'accesso diretto in finale. La migliore è la cinese Gong Lijiao con 18,97, cinque centimetri meglio della campionessa olimpica Michelle Carter, la favorite per la finale.

 

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Commenti? | Aug 09, 2017

Mondiali: Tori Bowie oro dei 100

Posted by linfordbif in International
Mondiali: Tori Bowie oro dei 10006 Agosto 2017

La sprinter USA vince con un tuffo l'oro dei 100 donne. Asta alla Stefanidi, eptathlon alla Thiam, Walsh vince il peso.


 

di Marco Buccellato

Nella terza giornata dei campionati del mondo di Londra la statunitense Tori Bowie vince  il titolo dei 100 femminili dopo il successo di ieri di Justin Gatlin in quelli maschili. La sprinter ha ragione con un tuffo sul traguardo dell'ivoriana Ta Lou imponendosi in 10.85 (vento 0.1), un solo centesimo sull'africana. Bronzo a Dafne Schippers in 10.98. Solo quinta la campionessa olimpica Elaine Thompson. Nell'asta e nell'eptathlon vincono le olimpioniche in carica: la greca Ekaterini Stefanidi sale al record naizonale di 4,91 a successo già assicurato contro la statunitense Sandi Morris (4.75). Bronzo per due: la cubana Silva e la venezuelana Peinado (4,65). L'eptathlon va alla belga Nafissatou Thiam con 6.784 punti davanti alla tedesca Carolin Schäfer (6.696) e all'olandese Anouk Vetter (6.636). Nel peso Tom Walsh porta la Nuova Zelanda all'oro maschile dopo i trascorsi successi al femminile di Valerie Adams con 22,03, davanti allo statunitense Joe Kovacs (21,66) e al croato Stipe Zunic (21,46). Nel medagliere Stati Uniti in testa con due ori, tre argenti e due bronzi.

BOWIE COME GATLIN, USA DI NUOVO IN SELLA - Finale dei 100 donne contro ogni previsione, non tanto per i nomi delle medagliate quanto per la prestazione impronosticabile della campionessa olimpica, la giamaicana Elaine Thompson, incapace di lanciarsi all'inseguimento dell'ivoriana Marie-Josée Ta Lou, schizzata dai blocchi come un portento. Indietro a metà gara, è stata la statunitense Tori Bowie a trovare la fase lanciata regale e a proiettarsi sui blocchi con un tuffo e relativa caduta con varie ammaccature. Per lei arriva la medaglia d'oro dopo attenta lettura del photofinish, in 10.85 (0.1), un centesimo sulla Ta Lou (10.86, personale) e sull'olandese Dafne Schippers, autrice di una rimonta straordinaria in ottava corsia dopo aver rischiato l'anonimato a fondo classifica (10.96). La Thompson, che ha perso il ritmo dopo 70 metri, è quinta in 10.98, preceduta a pari tempo anche dall'altra ivoriana Murielle Ahoure. Gli Stati Uniti tornano a impossesarsi del doppio oro dei 100 metri, maschile e femminile, a dodici anni da Helsinki 2005, quando vinsero Justin Gatlin e Lauryn Williams, mettendo un clamoroso stop alla lunga epopea della Giamaica.

STEFANIDI ORO E RECORD - Grandissima gara della greca oro di Rio Ekaterini Stefanidi, vinta con due salti perfetti e uno fortunato a 4,82. Per non farsi mancare niente e rendere giustizia alla fortuna ricevuta, a gara ormai vinta ha realizzato anche il record nazionale a 4,91, che è anche il salto più alto della stagione, e tentato tre volte i 5,02 fallendoli. La Stefanidi è l'ultima a entrare in gara, a 4,65, e con tre salti sbriga la pratica per l'oro superando al primo tentativo i 4,75 e con un po' di fortuna i 4,82, con l'asticella a vibrare ma a graziare la greca. Sandi Morris, impeccabile fino a 4,75, commette il primo errore a 4,82 e tenta il jolly con due salti a 4,89, fallendoli. Prima la greca e seconda la statunitense, come un anno fa a Rio. La medaglie di bronzo va ex-aecquo alla campionessa del mondo uscente, la cubana Yarisley Silva, e alla sorprendente 19enne venezuelana Rosbeilys Peinado, campionessa mondiale allievi nel 2013, con 4,65. La misura vale alla giovane sudamericana anche il primato di area eguagliato, ottenuto una prima volta nella Diamond League di Stoccolma, e soprattutto la prima medaglia del Venezuela nella storia dei campionati del mondo. A pari misura, ma giù dal podio, la britannica Bradshaw, la tedesca Ryzih e la canadese Newman.

THIAM, LONDRA DOPO RIO - Il primo trionfo mondiale di Nafissatou Thiam, straordinaria atleta belga di origini africane, che dopo il titolo olimpico a Rio e il primo "over-7.000 punti" ottenuto in questa stagione, mette al collo anche l'oro di Londra con 6.784 punti. Questi i risultati della neocampionessa del mondo: 13.54/0.0 (100 metri ostacoli), 1,95 (alto), 15,17 (peso), 24.57/0.0 (200 metri), 6,57/-0.5 (lungo), 53,93 (giavellotto), 2:21.42 (800 metri). Si arriva alla prova finale sugli 800 metri con la questione-oro praticamente risolta per la Thiam (5.980) e tutto da giocare per l'argento e il bronzo, con la tedesca Schäfer (5.808) e l'olandese Vetter (5.805) divise da tre punti, ma la Vetter non fa granché per recuperare sulla tedesca e il gioco delle medaglie resta immutato. Dietro la Thiam il podio nuovo di zecca vede all'argento Carolin Schäfer con 6.696 punti e al bronzo Anouk Vetter con 6.636 punti. Giù dal podio la cubana Rodriguez (6.594) e la britannica Johnson-Thompson con 6.558.

Nel lungo, prima prova della seconda giornata, le migliori tre erano finite racchiuse in due centimetri: Thiam 6,57/-0.5, Johnson-Thompson 6,56/-0.1, Salman-Rath 6.55/-0.2, mentre nel giavellotto la Thiam, atleta da quasi 60 metri di personale, aveva incassato la parziale sconfitta dalla olandese Vetter che con un lancio di 58,41 ha centrato la miglior prestazione nel giavellotto in un eptathlon nella storia dei campionati del mondo.

PESO, WALSH RE DEI GIGANTI - Arriva il titolo mondiale per il neozelandese Tom Walsh, ieri strepitoso in qualificazione con 22,14 e oggi il migliore dei dodici finalisti con un miglior lancio di 22,03 a vittoria già assicurata dopo aver condotto in al comando tutta la gara. Walsh porta all'oro la Nuova Zelanda al maschile dopo i trionfi di Valerie Adams al femminile. Finale strana, con polveri bagnate per l'olimpionico Ryan Crouser, tutto l'anno oltre i 22 metri e oggi sesto con 21,20, e polveri congelate per chi il mondiale l'aveva già vinto come David Storl, fuori dai lanci di finale. Sul podio il migliore degli statunitensi è così Joe Kovacs, argento con 21,66 e autore di un impercettibile nullo di pedana all'ultimo lancio finito oltre la fettuccia dei 22 metri. Il bronzo va al croato Stipe Zunic con 21.46, misura nelle sue braccia in tutti i mesi che hanno preceduto il mondiale. Per la Croazia è la prima medaglia nel peso. Rimpianti per il ceco Stanek e il polacco Haratyk, giù dal podio entrambi per cinque centimetri (21,41).

110 METRI OSTACOLI, SEMIFINALI - Tre batterie, tremenda la prima dove si concentrerà, al tirar delle somme, mezza finale. La vince in 13.10 l'olimpionico Omar McLeod in 13.10 (0.2) che passa al pari del francese Garfield Darien (13.17). Nella seconda semifinale si ammutolisce lo stadio: Andy Pozzi, in testa fino all'ultimo ostacolo, viene risucchiato da ben tre avversari e perde la finale che sentiva in tasca. A sorpresa vince Shane Brathwaite di Barbados in 13.26 (0.6), per 0.01 sul giamaicano Parchment, che salva la finale per tre millesimi sullo statunitense Devon Allen (13.27 per entrambi). Nonostante il 13.28, Pozzi dice addio alla finale. L'ultima semifinale è vinta dall'ungherese Balasz Baji in 13.23 (0.3) su Aries Merritt (13.25). Completano il quadro dei promossi alla finale il campione del mondo uscente Sergey Shubenkov (13.22) e l'argento olimpico Orlando Ortega (13.23), ripescati dalla prima terribile semifinale. La Giamaica pede un protagonista con l'infortunio di Ronald Levy, andato k.o. dopo il primo ostacolo nella batteria di stamane, vinta dal britannico Andy Pozzi in 13.28 (0.7). Gli Stati Uniti promuovono in finale il solo Aries Merritt. Una soddisfazione enorme per l'olimpionico di Londra 2012 che è tornato alle gare dopo il trapianto di un rene, pronto  a giocarsi una medaglia. Nelle batterie della mattinata il miglior tempo era stato realizzato proprio da Aries Merritt in 13.16 (0.1).

800 MASCHILI, SEMIFINALI - Tre serie soffertissime, con l'eliminazione clamorosa di Emmanuel Korir, uno dei favoriti per la medaglia d'oro, vinto dalla fatica negli ultimi 20 metri della sua batteria. In finale, evento ormai fuori dal comune, otto atleti di altrettanti paesi diversi. Avanzano il polacco Kszczot, il canadese McBride, il kenyano Bett, l'etiope Aman, il britannico Langford, il botswaniano Amos, il brasiliano Andre e il francese Bosse. Miglior tempo delle semifinali, 1:45.02 di Bett. Ripescati Bosse e Andre.

QUALIFICAZIONI ASTA MASCHILE, AVANTI I BIG - Nessuna eliminazione eccellente in un turno di qualificazione sofferto per vari atleti di punta. In otto accedono alla finale con 5,70 e altri quattro astisti ottengono la qualificazione a 5,60. Paura per lo statunitense Sam Kendricks e per il polacco Pawel Wojciekowski, cui è stato necessario il terzo tentativo a 5,60 per evitare l'eliminazione. Percorso esente da errori, invece, per l'altro polacco Piot Lisek e per Renaud Lavillenie.

GIAVELLOTTO DONNE QUALIFICAZIONI, RECORD ASIATICO DI LU HUIHUI - Qualificazione diretta alla misura richiesta di 63,50 per diverse atlete, su tutte l'argento mondiale di due anni fa Lu Huihui, che con 67,59 migliora record cinese e asiatico e si propone come terzo incomodo nel duello dei pronostici pre-mondiali tra l'olimpionica croata Sara Kolak (ripescata con 63,24) e la primatista mondiale Barbora Spotakova (promossa con 64,32). Anche l'altra protagonista del mondiale di due anni fa con un inatteso oro, la tedesca Molitor, ritrova il braccio dei giorni belli con promozione immediata (65,37). Impressionano anche la slovena Ratej con 65,64. 

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