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ROLAND GRÖGER: REKORD DEL MONDO CON 51"92 E PRIMO M50 SOTTO I 52"00

Posted by linfordbif in Mondo Master

Lasciatemi condividere questa mia ulteriore gioia immensa:

Il mio Roland Gröger ha oggi migliorato il suo Rekord del Mondo M50 sui 400m correndo in 51"92, migliorando il suo Rekord del 2015  con 52"39. Roland migliora cosi´il suo WR di 0,47"! 

Ergo Roland e´ il primo M50 nella storia a correre sotto i 52"00!!!

Congraturazioni Roland! :D

Video WR 400m M50 51"92

 

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

www.fastandfit.de   

Commenti? | Jan 21, 2017

ALLENAMENTO CON RIPETUTE PER IL MEZZOFONDO: IL 10X1000

Posted by linfordbif in Training

Gli allenamenti con ripetute sui 1000 m sono tra i piu´usati, ed abusati, nel mezzofondo sia assoluto che amatoriale. Il 10x1000 e´ un allenamento ottimale per chi prepara i 10,000 come anche per la mezza maratona.

 

Il 10x1000 e´sicuramente un allenamento intenso in cui la distribuzione delle energie diventa fondamentale in primis per portarlo a termine, in secondo luogo per imparare a distribuire le energie al meglio in gara.


La domanda che bisogna farsi, sopratutto la prima volta, e´: in che tempo devo e posso correre i 1000?

 

Un tempo sostenibile per un Runner allenato e´ sicuramente il ritmo sui 5000 in gara + 2%. Quindi se al momento sei in grado di correre i 5000 in gara in 20´00", ovvero a 4´00" al Km,   la andatura ideale che puoi tenere per tutte le 10 prove sara´ 4´00 + 2% = 4´05".


Come recupero consiglio di prendere il tempo sui 1000 e dividerlo per 2: nel caso corressi i 1000 in 4´00" prenderai quindi 2´00" di pausa. Per i Runner piu´ evoluti consiglio di prendere anche meno recupero, sino ad 1´00".


Riuscire a correre 10x1000 al ritmo dei 5000 in gara e´ sicuramente un ottimo segnale, signiica che hai sviluppato una ottima resistenza aerobica che ti permette di fare bene sui 10000 e sopratutto nella Mezza. Se al contrario fai fatica a concludere ´allenamento significa che devi lavorare meglio.


Buon allenamento!
 

ALLENAMENTO CON RIPETUTE PER IL MEZZOFONDO: IL 4X2000

 

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 


Commenti? | Jan 17, 2017

La forte determinazione e la resilienza del runner Mimmo Ricatti

Posted by linfordbif in Training

Impegnatevi per ottenere ciò di cui avete bisogno, e quando non riuscite a ottenerlo, ebbene, sorridete e tentate ancora, in un modo diverso.                William Hart

 

In fisica il termine resilienza indica la proprietà di un materiale di resistere a stress, ossia a sollecitazioni ed urti, riprendendo la sua forma o posizione iniziale.

Domenico Ricatti

Torino02/10/2016 Turin Marathon2016-48.Campionato Mondiale Militare di maratona,Nella foto: Domenico Ricatti – foto di Giancarlo Colombo/A.G:Giancarlo Colombo

Se un atleta è fortemente motivato nel voler praticare il suo sport che comporta lavori, sacrifici, rinunce, affronterà le sconfitte a testa alta, complimentandosi con se stesso per quello di buono che è riuscito a fare finora, complimentandosi con l’avversario per la bravura dimostrata in quell’occasione, anche perché prima o poi lo trovi uno più forte o che comunque riesce a batterti; in questo caso un aspetto importante del vero campione è la resilienza, il cui significato è: “mi piego ma non mi spezzo”, che sta a significare che il vero campione esce fuori dalle sconfitte con più voglia riscattarsi, di far meglio, di migliorare gli aspetti, le aree in cui ha mostrato carenza; il concetto di resilienza è presente anche nelle persone che subiscono traumi, quelli che possiedono questa caratteristica non vanno incontro a stress acuti, o disturbi post traumatici da stress, ma ne escono più forti, con un valore aggiunto.

Mimmo è un ragazzo serio, diligente, determinato, severo con gli altri ma soprattutto con se stesso, ma quello che gli fa fare il salto di qualità è l’essere resiliente, ad ogni impedimento si è sempre rialzato, ha sempre ricominciato con più entusiasmo di prima, con più coraggio, con più determinazione, con più esperienza, con più sicurezza e questo gli ha permesso di raggiungere tanti traguarda ad iniziare dalle gare di mezzofondo fino alla maratona intervallando le sue prestazioni a momenti che lui definisce “bui”.

Si definisce resilienza la capacità di resistere alle frustrazioni, agli stress, in generale alle difficoltà della vita.

La resilienza permette la ripresa dopo un evento traumatico, dopo un infortunio, dopo una sconfitta.

La persona resiliente possiede propensione a ricercare strategie creative di fronte alle difficoltà. E’ questo che fa Mimmo, di fronte alle difficoltà lui studia, si documenta, si informa su cosa fare, come fare, a chi rivolgersi e si impegna per questo, per recuperare, per ripartire, per aggiustare il tiro, per essere protagonista, per riuscire nell’impossibile.

La persona resiliente possiede risorse personali, autostima, attitudine ad apprendere dall’esperienza, importanti relazioni familiari, amicali e una buona rete di relazioni formali e informali. L’avere accesso a relazioni supportive, più o meno prossime, è un fattore protettivo, Mimmo sa su chi contare, sa a chi rivolgersi per ottenere sostegno, per ottenere supporto, sa come entusiasmare i suoi fan.

15874665_1264873210222686_460345399039947141_oLa persona resiliente affronta i problemi in modo costruttivo, sa uscire dalle situazioni difficili.

Essere resilienti significa essere duttili e flessibili, accettando di sbagliare, sapendo di poter rivedere e correggere le proprie azioni.

Tra i fattori individuali che promuovono la resilienza vi sono: autoefficacia, locus of control interno, capacità di porsi degli obiettivi e di trovare strategie adeguate per conseguirli, progettualità futura, ottimismo, senso dell’umorismo. Tutte queste caratteristiche possono essere incrementate con un lavoro di mental training che permette al campione di eccellere partendo da un lavoro di autoconsapevolezza per individuare e cercare le proprie risorse personali e proseguendo con un lavoro sul goal setting e sviluppo di autoefficacia personale.

Come rafforzare le convinzioni di autoefficacia? Ricorda un evento, episodio, prestazione, dove sei riuscito, quali erano le sensazioni? Cosa ha contribuito alla tua riuscita? Quali tue caratteristiche sono state determinanti? Chi ha contribuito al tuo successo?

Ora Mimmo Ricatti ha bisogno di un favore? Basta aprire il link e mettere un “Mi piace” sulla foto. Aiutiamolo!!! Grazie!

https://www.facebook.com/BarlettaSport/posts/1264873210222686:0?hc_location=ufi

LO SPORTIVO DELL’ANNO 2016 – FINALE

Mimmo Ricatti

Paola Piazzolla

Commenti? | Jan 16, 2017

L’IMPERDIBILE APPUNTAMENTO D’INVERNO ARRIVA ALLA 42a EDIZIONE.

Posted by linfordbif in
 La Montefortiana anima le colline veronesi sabato 21 e domenica 22 gennaio. 

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Monteforte d’Alpone, 14 gennaio – Presentata oggi alla stampa la Montefortina, giunta alla 42a edizione, la manifestazione che è organizzata dal GSD Valdalpone De Megni, l’appuntamento imperdibile per i tanti podisti che arrivano dall’intera provincia di Verona, da tutta Italia e dall’estero per partecipare ai numerosi eventi del 21 e 22 gennaio. Già dal venerdì sera, però, prende il via il weekend dedicato allo sport, alla natura e al buon cibo con il convegno dal titolo “Farmaci, doping, sport e salute globale”, fine settimana che continua il sabato con la giornata dedicata ai bambini e alla solidarietà e la domenica, quando la Montefortiana entra nel vivo con i diversi percorsi competitivi e non. Due giorni in cui Monteforte d’Alpone, il piccolo paese dell’est veronese, si mobilita per riservare a tutti i partecipanti la calorosa accoglienza che l’hanno fatta entrare di diritto nelle gare più partecipate e conosciute a livello nazionale. «Le gare competitive – anticipa il presidente Giovanni Pressi – sono già arrivate a un buon numero di iscrizioni, con l’Ecorun Collis che ha raggiunto il numero massimo di partecipanti. Questo dimostra l’interesse per la corsa a livello nazionale».<u></u>

Il programma è quindi ricco di eventi e percorsi tra cui poter scegliere per soddisfare tutti, competitivi e non, chi cerca lunghe distanze, chi dislivelli per mettersi alla prova o chi semplicemente vuole passare due giorni all’area aperta. «In quest’ottica di valorizzazione del territorio – ha spiegato il segretario Gianluigi Pasetto – è nata la Montefortiana che da quaratadue anni emoziona i partecipanti conducendoli alla riscoperta delle tradizioni e specialità delle nostre nonne, come il minestrone degli alpini».<u></u>

22a Per il sorriso dei bimbi – sabato 21 gennaio, ore 10.00<u></u>

Già il sabato Monteforte si anima con i ragazzi delle scuole elementari e medie che partecipano alla 22a Per il sorriso dei bimbi, la marcia solidale di 5 km per i ragazzi e 10 km per gli adulti (due giri da 5km) a scopo benefico. I fondi raccolti verranno destinati, come nelle ultime edizioni, ai Camilliani nel mondo per aiutare i bambini più bisognosi. Un momento molto sentito per trasmettere ai più piccoli i sani valori dello sport, sensibilizzare alla pratica sportiva e alla solidarietà verso i loro coetanei meno fortunati. Ai ragazzi è dedicato anche il concorso di disegno “Laudato sì… per Sora Nostra Madre Terra… Custodiscila e rispettala come un giardino”, che ha visto la partecipazione di 2.500 elaborati che verranno premiati il giorno della Montefortiana e saranno in mostra a partire da venerdì alle 17.00.<u></u>

10a Passi nel tempo – sabato 21 gennaio, ore 13.30<u></u>

Agli appassionati di storia e vino il sabato pomeriggio è dedicata la Passi nel tempo, la marcia guidata nel cuore del Soave classico alla scoperta di luoghi storici e delle cantine della zona. Un percorso di 8km tra Monteforte d’Alpone e San Bonifacio con tappe nei luoghi più nascosti del territorio.<u></u>

6a Ecomaratona Clivus – domenica 22 gennaio, ore 8.00<u></u>

La Montefortiana, nata con il Trofeo Sant’Antonio Abate nel 1975, negli anni si è arricchita anche di due percorsi collinari “Eco”, il primo dei quali è l’Ecomaratona Clivus, gara che fa parte del Grand Prix Iuta di Ultra Trail: 44 km con un dislivello di +1.900mt che si snodano tra i luoghi più belli della Val d’Alpone, Val d’Illasi, Montecchia e Soave. Con partenza da Via Vittorio Emanuele alle 8.00, i podisti affronteranno un percorso immerso nella natura per una gara tecnica che metterà alla prova i podisti più allenati.<u></u>

2a Ecorun Collis – domenica 22 gennaio, ore 8.00<u></u>

L’Ecorun Collis è nata lo scorso anno per offrire un percorso più breve, 26 km, e un dislivello meno impegnativo, +900mt, della sorella maggiore Ecomaratona. Dedicata al nuovo vino frizzante di Monteforte l’Ecorun Collis è pensata per ripercorrere i luoghi del trail e offrire ai tanti appassionati di questo tipo di percorsi la possibilità di godere del bellissimo paesaggio sulle colline. Anche quest’anno il percorso è stata accolto con entusiasmo e le iscrizioni sono già chiuse per aver raggiunto numero massimo di partecipanti.  La partenza per i 500 runner è sempre da Via Vittorio Emanuele alle 8.00.<u></u>

42° Trofeo Sant’Antonio Abate Falconeri – domenica 22 gennaio, ore 8.30/9.00<u></u>

Il famoso trofeo Sant’Antonio Abate Falconeri è l’evento principe della Montefortiana con 18.000 presenze nelle passate edizioni. I partecipanti alla marcia non competitiva, partendo da Piazza Salvo d’Acquisto tra le 8.30 e le 9.00, possono scegliere tra i tre tracciati collinari (con un dislivello tra i +200mt e +300mt) di 9, 14 e 20 km che si snodano tra i paesi delle colline veronesi. Tradizionali come sempre i prelibati ristori che propongono prodotti tipici del territorio, dal minestrone ai tortellini, dalle salsicce ai dolci, il tutto accompagnato dal vino della zona. E proprio i tortellini del Pastificio Avesani la fanno da padroni, «un matrimonio, quello tra il Pastificio e la Montefortiana, ormai consolidato» ha commentato Remigio Marchesini.<u></u>

23a Maratonina Falconeri – domenica 22 gennaio, ore 9.30<u></u>

Alle due gare “Eco” della Montefortiana, per ciò ce riguarda le corse competitive, si aggiunge la ventuno km del Soave, la Maratonina Falconeri, che quest’anno raggiunge la ventitreesima edizione. Con partenza da Via Perazzolo alle 9.30 il percorso si snoda sulle colline facendo percorrere ai podisti un dislivello positivo di +300mt. Negli anni ha annoverato presenze quali Stefano Sartori, Franca Fiacconi vincitrice a New York, Salvatore Bettiol, Giorgio Calcaterra e molti altri. Il record maschile appartiene a Kiptolo Nikson Rugut, con il tempo di 1h 06' 21" (2006), mentre quello femminile è di Nyirasambimana Angeline con il tempo di 1h 19' 10" (2011). Anche quest’anno la Maratonina assegna il Trofeo Sante Ferroli per gli atleti tesserati Alpini ANA 2017.<u></u>

«Il percorso bellissimo – ha commentato Giovanni Pressi, presidente della Montefortiana – che ripercorre l’intera vallata, è molto amato dai podisti, come testimoniano le iscrizioni. L’Ecorun Collis, alla seconda edizione, è chiusa con 500 partecipanti, l’Ecomaratona Clivus sta arrivando al tetto dei 700 iscritti e per la maratonina Falconeri stiamo raggiungendo i 1.000 iscritti». Il paesaggio è ciò che rende unica Montefortiana, «i partecipanti – come ha ribadito Aldo Lorenzoni, il presidente del Consorzio Vini Soave – sono avvolti dalle vigne che li accompagnano dall’inizio alla fine».<u></u>

9° Gran Premio Pedrollo Giovani Promesse – domenica 22 gennaio, ore 13.45<u></u>

Chiude il programma competitivo il Gran Premio Pedrollo giovani promesse dedicato ai ragazzi del territorio sul mezzofondo per incentivare la presenza dei giovani e della scuola nel mondo dell’atletica leggera.<u></u>

XIV Conferenza ScienzaSaluteSocietà – venerdì 20 gennaio, ore 18.00 - 20.30<u></u>

La Montefortiana è sport a 360°: proprio in quest’ottica venerdì 20 gennaio, dalle 18.00 alle 20.30, si terrà la 14a Conferenza ScienzaSaluteSocietà presso la Sala Convegni “Andrea Bogoni” della Cantina di Monteforte d’Alpone (Via XX settembre, 24). Quest’anno il titolo è “Farmaci, doping, sport e salute globale”, un tema sempre molto attuale e che merita un approfondimento. Dopo il saluto istituzione dell’Assessore alla Sanità della Regione Veneto Luca Coletto la parola passerà a Raniero Guerra, Direttore Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute, a Ottaviano Iuliano, Maresciallo Esperto della Sezione Atletica del 5º Battaglione carabinieri "Emilia-Romagna" di Bologna e a Giovanna Scroccaro, Direttore Servizio Farmaceutico della Regione Veneto che tratteranno il tema del doping, sia dal punto di vista legale che etico, e dei nuovi sistemi di controllo per prevenire e reprimere il fenomeno grazie anche alla testimonianza di  Sara Simeoni, medaglia d’oro alle Olimpiadi del 1978. Il convegno proseguirà poi la consegna del Premio ScienzaSaluteSocietà 2016 e con l’intervento di Padre Augusto Chendi, Sotto-Segretario Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari della Santa Sede e Giuseppe Recchia, nel suo ruolo di Consigliere della Fondazione Smith Kline, che presenteranno l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.<u></u>

I partner della Montefortiana 2017<u></u>

Sono sempre numerosi i partner aziendali che affiancano la Montefortiana, dando alla manifestazione il loro fondamentale supporto. I main sponsor della quarantaduesima edizione sono Falconeri, Pedrollo, Cantina di Monteforte, Collis Cantina Veneta e Pastificio Avesani. L’evento è inoltre organizzato con la collaborazione di Turri, Hawaiki, Lamberti, Meggle, Piccinato Sergio, Autosilver, IperFamila, Techpa, Cose Buone, Dotti il caffè, Eurovo, Adacta Sprint, Dr Ciccarelli farmaceutici, Elda ricotteria, Pepperone Restaurant & Sports Cafè, Ippopotamo. Sponsor tecnico è Errea con il punto vendita GiSport. Media partner è SportDi+.<u></u>

La Montefortiana è organizzata dal GSD Valdalpone De Megni con il patrocinio della Regione Veneto, Provincia di Verona, Comune di Monteforte d’Alpone, Comune di Soave, Comune di Montecchia di Crosara e Comune di Verona con la partecipazione di Ambasciata della Repubblica di Cina c/o Santa Sede dei Camilliani, M.I.U.R. – U.S.R. Veneto Ufficio VIII – Ambito territoriale di Verona, Fondazione Smith Kline, Glaxosmithkline, Ente Fiera Isola della Scala, Ufficio Pastorale Sport Tempo Libero, Turismo, Pellegrinaggi – Diocesi di Verona, Associazione Amici Di Don Marini, Funivia Malcesine Monte Baldo, Associazione Strada del Vino Soave, Consorzio Tutela Vini Soave e Recioto di Soave.<u></u>

Il Sindaco di Monteforte, Gabriele Marini ha sottolineato come «la Montefortiana sia un patrimonio di tutta la provincia e che l’ingrediente principale è proprio la voglia di divertirsi e di partecipare».<u></u>

Numerosi gli altri presenti, dal presidente della Provincia Pastorello al rappresentante dell’Ufficio scolastico Capuzzi fino al rappresentante della Diocesi Don Antonio Giacomelli e al vicesindaco di Soave Gaetano Tebaldi. Diversi gli sponsor e partner presenti: il rappresentante dello IUTA Stefano Scevaroli e Sara Valdo e quello del CSI per le gare competitive AVIS, Errea GiSport, Paolo Menopace della Strade Vino Soave, Ricotteria Elda.<u></u>

Iscrizioni e informazioni<u></u>

Per le gare competitive (Maratonina Falconeri e l’Ecomaratona Clivus) le iscrizioni chiuderanno martedì 17 gennaio o al raggiungimento del numero massimo di iscritti, mentre per il Trofeo le iscrizioni saranno aperte anche nelle due giornate della manifestazione nella zona Expo a Monteforte d’Alpone.<u></u>

Un riconoscimento speciale per i competitivi e i primi 7.000 della marcia non competitiva a quota intera a cui quest’anno verrà regalata una maglia tecnica invernale a manica lunga marchiata Montefortiana 2017.<u></u>

Tutte le altre informazioni sono disponibili nel sito www.montefortiana.org. È possibile iscriversi presso il GSD Valdalpone De Megni, telefonando allo 045.9586408, mandando un fax 045.7612003, oppure chiamando Pressi allo 349.0854525 o Pasetto allo 338.2663474, o scrivendo una mail a info@montefortiana.org.<u></u>

UFFICIO STAMPA MONTEFORTIANA<u></u>

DNA Sport Consulting – Federica Clemente<u></u>

tel. 045 8012816 – 340 4054399<u></u>

email: federica.clemente@<wbr />dnasportconsulting.it<u></u>

 

Commenti? | Jan 16, 2017

ROLAND GRÖGER ELETTO ATLETA MASTER DELL´ANNO IN GERMANIA E TERZO AL MONDO DALLA WMA!

Posted by linfordbif in Mondo Master
 
Una Stagione semplicemente fantastica! Quella del 2016 e´stata per me e per Roland Gröger una stagione da incorniciare.
 
Vorrei condividere con voi Amici di Web-Atletica questa immensa gioia: Roland e´ stato eletto dalla WMA come terzo Atleta Master al Mondo dell´anno dopo Geher Andrew Jamieson M70 vincitore di 3 Ori ai mondiali di Perth ed ha migliorato 2 Rekord del Mondo, il primo nei 5000 ed il secondo nella 20KG di marcia. Il fantastico Bill Collins M65  si pone al secondo posto. 
 
Con 3 Ori a Perth ed un Rekord del Mondo sui 400m M50 (51"02), un Rekord tedesco sui 200m Indoor ( 23"49) Roland si ottiene un meritato terzo posto.
 
Ciliegina sulla torta: Roland e´stato eletto dalla Giuria Teutonica come Atleta Master dell´anno in Germania ottenendo punteggio pieno ( 60 punti), secondo Andy Dottmar 32 Punti (lo scorso anno e´ arrivato ló scorso anno secondo per soli 2 punti).
 
Complimenti Roland! :D 
 
 
Daniele Biffi

Personal Trainer & Mental Coach  

2 commenti | Jan 12, 2017

COME ALLENARE LA FORZA ECCENTRICA NELLO SPRINT

Posted by linfordbif in Training
Una delle componenti importanti per uno sprinter e´ sicuramente la forza eccentrica Si parla di forza eccentrica quando il muscolo lavora nella cosiddetta fase negativa sviluppando tensione (ad esempio riabbassando lentamente un peso).
A seconda delle modalità di lavoro e dalle caratteristiche fisiologiche della muscolatura su un determinato movimento, possiamo distinguere tre tipi di contrazione muscolare:
  1. Isotonica (dinamica) (concentrica, eccentrica, pliometrica);
  2. Isometrica (statica)
La contrazione Isotonica si ottiene quanto il muscolo si contrae e si accorcia con una tensione variabile nel vincere una resistenza/peso costante. La possiamo dividere in 2 fasi: una concentrica (o positiva) quando cioè la muscolatura si accorcia, ed eccentrica (o negativa) quando la muscolatura resiste al carico di lavoro durante l’allungamento, praticamente quando si torna al punto di partenza quando lavoriamo con i pesi.
Sia la forza concentrica che la forza eccentrica sono importanti e vanno allenate. La forza eccentrica rimane fondamentale allenarla se vogliamo correre veloci. 
Attraverso lavori mirati di forza eccentica possiamo anche lavorare per migliorare la forza massimale. 
Durante il lavoro eccentrico si ha una minor dispendio di energia rispetto alla fase concentrica. Se il lavoro eccentrico e´meno faticoso e piu´ economico del lavoro concentrico, pero´ il recupero di un lavoro eccentrico e´ piu´ lungo.  
Il lavoro eccentrico è molto più economico perché vengono reclutate meno fibre muscolari.
Il lavoro eccentrico consiglio di inserirlo nel GPP ed al massimo nella prima fase dell SPP.  La muscolatura   richiede diverso tempo per il totale recupero della forza eccentrica, si arriva anche a 8 settimane.
 

 
 

Uno dei migliori metodi per allenare la forza eccentrica e´ quello di lavorare con un pesi del 10/30% oltre il peso massimale ed ottenere una fase eccentrica dai 6" agli 10". Consiglio di allenarsi con la presenza, e l´aiuto, di un Partner di forza provata visto che si lavora con carichi del 30%  superiori al massimale.
Un buon lavoro di forza eccentrica lo otteniamo con 4-6 serie di 5-6 ripetizioni, con recupero compreso tra una serie e l’altra dai 1 ai 3 minuti. 
I vantaggi del lavoro eccentrico sono sicuramente che possiamo lavorare con pesi superiori, sollecitiamo in modo diverso le fibre muscolari e che e´assolutamente molto efficace.
Interessanti lavori di contrazione eccentrica si possono fare anche a carico naturale sia sui gradoni, che in palestra in palestra come anche con uso di un plinto.
 
Buon Allenamento! 
 
Commenti? | Jan 11, 2017

Candace Hill, gazzella USA

Posted by linfordbif in International


di Marco Buccellato

I primi acuti dalla stagione indoor USA giungono dalla distanza dei 300 metri, una gara "spuria" che viene disputata a buoni livelli con discreta frequenza al coperto e in una decina di meeting outdoor nel corso di ogni stagione. Protagoniste del fine settimana, la campionessa mondiale indoor di Portland con la staffetta 4x400 (e bronzo sui 400 metri) Quanera Hayes, che a Clemson ha migliorato il record nazionale USA sulla distanza in 35.71, e la giovanissima Candace Hill. Il crono colloca la Hayes al terzo posto nelle graduatorie all-time, guidate da Irina Privalova (35.45 nel lontano 1993) e dalla giamaicana Patricia Hall (35.69 un lustro fa). All'aperto solo quattro atlete hanno fatto meglio del crono della Hayes: la prima della lista è la messicana Guevara (35.30 tra le nuvole di Mexico City).

BABY-HILL - Nella stessa gara, eccezionale prova di Candace Hill, la campionessa mondiale allievi su 100 e 200 metri a Cali nel 2015 e iridata under 20 a Bydgoszcz 2016, prima sprinter under 18 della storia a scendere sotto gli 11" sui 100 metri. Al primo 300 metri della carriera, la poco meno che 18enne Hill (classe 1999) ha corso in 36.86, non lontana dalla miglior prestazione mondiale indoor di categoria, detenuta dal 2007 da Francena McCorory (36.67). Nella finale dei 60, parti invertite: 7.30 per la Hill, 7.34 per la Hayes. Un altro grande talento iridato a Cali, l'astista svedese Armand Duplantis, è salito a 5,61 a Baton Rouge, un centimetro meglio del record europeo junior indoor ufficiale di 5,60, pur se la storia della specialità comprende un 5,68 del tedesco Holzdeppe. 

ASTISTI DI VERTICE, ESORDIO RINVIATO - Né Jenn Suhr né Renaud Lavillenie hanno gareggiato negli impegni annunciati.

La statunitense non si è presentata in pedana nell'Akron Pole Vault Convention (ha vinto la connazionale Nageotte con 4,60), mentre il successo maschile è andato all'iridato in carica Shawn Barber con 5,35. Il francese ha cancellato la sua presenza a Tignes per un leggero infortunio, ma i risultati sono stati comunque interessanti soprattutto nella gara femminile, dove la primatista mondiale under 20 Wilma Murto ha superato i 4,66 e tentato di migliorarsi, senza successo, a 4,72. In tema salti in elevazione conferma dell'ottimo avvio di stagione del russo Ukhov (2,30 dopo l'esordio a 2,35). 

FRANCESI IN SPOLVERO - Sempre dal meeting di Tignes buon esordio di Christophe Lemaître, che nonostante l'avvio anticipato di stagione e il carico di lavoro ancora intenso ha corso i 60 in 6.58, precedendo il vecchio Dwain Chambers, che in 6.64 ha confermato il crono ottenuto il primo dell'anno in patria. Tra gli altri risultati, l'8,08 del lunghista Bertrand e il 16,62 del triplista Pontvianne. Proprio dal salto triplo arriva l'altro acuto delle recenti giornate transapline, merito del bronzo mondiale under 20 Melvin Raffin, portatosi a 17,04, dieci centimetri meglio del precedente limite nazionale di Teddy Tamgho e dieci centimetri meno del miglior risultato mai ottenuto da uno specialista di categoria junior, il tedesco Mai, autore di 17,14 nel 1985. 

PRIMATO IN ISRAELE - Il nuovo primato "all-comers" di maratona sul suolo israeliano è stato stabilito nella quarantesima edizione della maratona di Tiberiade, con percorso a "vista mare" in Galilea, dalla etiope Hiwot Gebrekidan, alla seconda esperienza in maratona, in 2h25:45, con quasi dieci minuti di progresso sull'esordio datato un anno fa. Gara in solitaria, con la seconda classificata distante circa diciotto minuti.

Soltanto terzo, ma distante due secondi dal vincitore, l'oro mondiale di maratona Ghirmay Ghebreslassie nella mezza maratona di Egmond (1h02:43, crono condiviso con l'atleta-top locale Nageeye). La corsa è stata vinta dall'etiope Dawit Wolde in 1h02:41. Finish ravvicinato anche al femminile: Desi Jisa (Bahrain) 1h12:08, l'etiope Abreha (1h12:11) e la kenyana Ivy Kibet (1h12:14), sorella di Hilda Kibet, ex-kenyana naturalizzata "orange". Cross: dopo il terzo posto del Campaccio Jairus Birech ha gareggiato anche in Spagna, nel cross Zornotza di Amorebieta, perdendo di tre secondi dall'eritreo Nguse Amlosom (terzo il campione europeo dei 5000 metri Fifa).  

MARATONE, GRANDI GIORNI A VENIRE - Domenica prossima maratona internazionale a Mumbai (India), dove i migliori iscritti vantano tempi importanti: al via gli etiopi Ayele Abshero e Seboka Tola e il kenyano Levi Matebo. Alla ricerca del terzo successo nella 42 km donne c'è Dinknesh Mekasha. Si rivede anche l'ex-etiope Merima Mohamed, ora naturalizzata dal Bahrain. Ambasciatore ufficiale dell'evento, il due volte campione olimpico degli 800 metri David Rudisha. Si corre anche a Houston (la 42 km e anche la mezza) con in gara l'argento e il bronzo di Rio (Lilesa e Rupp).

Il vero piatto forte d'inizio anno, però, potrebbe essere servito nella maratona di Dubai di venerdì 20 gennaio, dove Kenenisa Bekele andrà a caccia di quel primato del mondo (2h02:57 di Dennis Kimetto), mancato di soli sei secondi lo scorso settembre a Berlino. Il record della 42 km di Dubai, una maratona che più "flat" non si può, appartiene a quell'Abshero, citato poc'anzi, in 2h04:23 (decimo performer all-time). Bekele ha inoltre confermato la sua presenza nella maratona di Londra in aprile, con un cast d'élite maschile ancora una volta straordinario, sul quale torneremo strada facendo. Allacciate le cinture, si parte.

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Commenti? | Jan 10, 2017

Mimmo Ricatti, atletica: ho avuto la fortuna di fare del mio sport un lavoro

Posted by linfordbif in Training
Mimmo Ricatti, atletica: ho avuto la fortuna di fare del mio sport un lavoro

Matteo SIMONE www.psicologiadellosport.net Ho conosciuto Mimmo Ricatti alcuni anni fa e mi ha sorpreso la sua determinazione ed impegno nel fare sport, nel pretendere tanto da se stesso ma anche dai suoi amici di squadra e di allenamenti.

Mimmo cerca di comprendere come far meglio, come curare con attenzione tutti gli aspetti inerenti la prestazione atletica, l’allenamento fisico, la nutrizione, non trascurando l’aspetto mentale.

Mimmo è determinato, severo con gli altri ma soprattutto con se stesso, ma quello che gli fa fare il salto di qualità è l’essere resiliente, ad ogni impedimento si è sempre rialzato, ha sempre ricominciato con più entusiasmo di prima, con più coraggio, con più determinazione, con più esperienza, con più sicurezza e questo gli ha permesso di raggiungere tanti traguarda ad iniziare dalle gare di mezzofondo fino alla maratona. Interessandomi di psicologia dello sport e benessere ho chiesto a Mimmo di rispondere ad alcune domande che riporto di seguito. Mimmo appare essere sereno, oramai è diventato espertissimo di allenamenti e gare, si conosce bene e sa che nello sport, soprattutto praticato ad alto livello, sono importanti diverse componenti, non solo la grinta, l’aggressività.

Quale alimentazione segui prima, durante e dopo una gara?“L'alimentazione è per me un vero e proprio allenamento. Il carburante che dà energia alla macchina corpo. Curo molto l'aspetto ma senza privarmi totalmente delle concessioni di gola.” Mimmo sa che per fare le cose bene, per eccellere non bisogna trascurare nessun aspetto, e quindi allenamento fisico, nutrizione, aspetto mentale, sono le chiavi del successo e del benessere.

Le difficoltà si mettono in conto, ma Mimmo sa che ad ogni problema c’è almeno una soluzione e quindi va avanti alla ricerca delle migliori soluzioni possibili per continuare nella sua passione sportiva e lavorativa ad eccellere come meglio può e serenamente. Ha le idee chiare Mimmo, se vuoi ce la metti tutta con il corpo, il cuore e la testa altrimenti ogni minimo problema diventa un’occasione per fermarti.

Chi ha contribuito al tuo benessere nello sport o alla tua performance? “Tante persone ogni giorno contribuiscono alla buona riuscita delle mie avventure. Le persone che mi circondano spesso mi regalano la positività e la forza per cimentarmi in ogni passo della mia via.” Mimmo è circondato da tante persone che gli vogliono bene, tanti fan, amici e parenti e colleghi che fanno il tifo per lui in ogni momento ed in ogni situazione. E’ lunghissima la carriera di Mimmo così come sono tantissime le su gare, ma Mimmo è capace di essere determinato con grinta ed affrontare le situazioni più difficili.

Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Il mio lavoro è CORRERE. Ma spesso ripeto a me stesso di non farlo di fretta. Il paradosso della affermazione mi fa tanta simpatia.” Quali sono o sono state le tue sensazioni pregara, in gara, post gara? “Puoi provare timore, fibrillazione, panico, tensione o chissà quanti altri stati. Io amo competere e la competizione è diventata per me come un luogo bellissimo in cui realizzarmi.”

Hai dovuto scegliere nella tua vita di prendere o lasciare uno sport a causa di una carriera scolastica o lavorativa? “Ho avuto molte fortune. Una di quelle è stata fare del mio sport un lavoro. Fantastico connubio!” C’è stato il rischio di incorrere nel doping nella tua carriera sportiva? “Abbiamo tutto quello di cui necessitiamo, per fa sì che i nostri sogni si avverino, a portata di mano. Nelle nostre menti, nelle nostre membra e nel nostro petto!”

Riesci ad immaginare una vita senza lo sport? “La vita senza sport non è immaginabile perché lo sport è vita! “ Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Crisi, sconfitte e infortuni sono tessere dello stesso puzzle di cui fanno parte anche i successi, le vittorie e i risultati. Se si accolgono questi nella propria vita bisogna accettare anche quegli altri come esperienze che possano farci maturare e capire.” A volte se qualcosa non va è importante approfondire, conoscere, sapere, informarsi, documentarsi, si scopre che è possibile fare qualcosa in modo diverso, in modo migliore, si impara a conoscersi meglio.

Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport, se si per quali aspetti ed in quali fasi dell’attività sportiva? “Lo psicologo serve quando serve ma anche quando sembra che non serva. Non si tratta di un rimedio estremo. Bensì di una pratica che può darci un ritmo, una tranquillità, una condizione di consapevolezza di alto livello.” E’ vero non bisogna aspettare di avere dei sintomi, delle crisi, dei disturbi per ricorrere allo psicologo, l’aspetto mentale andrebbe allenato così come si allena l’aspetto fisico.

Quale può essere un tuo messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi a questo sport fatto di fatica, impegno, sudore, sofferenze? “Il mio sport è come una poesia. Può mettere in rima la tua vita. Può far sì che le tue giornate diventino sonetti.” Ora Mimmo Ricatti ha bisogno di un favore? Basta aprire il link e mettere un "Mi piace" sulla foto. Aiutiamolo!!!

Grazie!

https://www.facebook.com/BarlettaSport/posts/1263186130391394:0 Matteo SIMONE www.psicologiadellosport.net http://www.amazon.it/Doping-Il-cancro-dello-sport-ebook/dp/B00LMDYMBM

Commenti? | Jan 05, 2017

Sì è conclusa a Manfredonia la Settimana dello sport, psicologia e cultura

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Di: : Grande successo per la settimana della cultura, sport e psicologia a Manfredonia, enorme le adesioni da parte di tanti che hanno avuto l’opportunità di transitare dalle parti di Manfredonia che oltre a visitare la città con le sue chiese e basiliche, gli ipogei, il suo castello, scorci panoramici, hanno anche avuto l’opportunità di poter partecipare alle presentaizoni di libri di psicologia e sport

La settimana dello sport, cultura e psicologia ha avuto inizio il 27 dicembre alle ore 19.00 con L’uomo dei podi Riflessioni psicologiche su un atleta vincente, Co-autori Matteo Simone, Antonello Vargiu, Aracne editrice, Roma, 2016.

Ospite d’eccezione è stato il vice Campione del mondo di atletica mezzofondo, Gildo Tomaiuolo che vanta anche di un record mondiale, del titolo di campione europeo e tanti titoli italiani soprattutto sul mezzofondo 800 e 1.500 metri.

La presentazione del libro ha avuto luogo presso Frizzi e Lazzi walking, corso Manfredi 303, punto vendita dell’atleta d’eccellenza, l’amico Michele Spagnuolo che partecipa a gare ardue e coinvolge comuni cittadini nelle sue attività di camminate per strada o sentieri e gradualmente e progressivamente ad uscite in montagna o a gare di corsa su strada. Il moderatore è stato Vincenzo Di Staso, giornalista che ha illustrato in modo esemplare sia il testo L’uomo dei podi, che i relatori della serata.

La settimana dello sport, psicologia e cultura è continuata il 29 dicembre ore 19.00, con la presentazione del libro Ultramaratoneti e gare estreme, Prospettiva editrice, Civitavecchia.
Il moderatore dell’evento è stato Gianluca La Tosa, Consulente – Perito grafologo, Docente di Grafologia dell’Età Evolutiva ed anche amico e simpatizzante del Team Frizzi e Lazzi walking.
Il libro parla di tanti atleti, maratoneti ed ultramaratoneti, atleti di trail e di ultratrail, è stata una serata all’insegna della fatica, dello sport, con ospiti di eccezione il Campione Italiano di Maratona Dario Santoro nativo di Manfredonia, Vito Rubino il ricercatore ingegnere espatriato in nuovi mondi per sperimentare ed approfondire non solo nell’ambito lavorativo ma anche in ambito sportivo attraversando in bici tutta la l’America partecipando e portando a termine la RAAM Race Across America; Michele Spagnuolo, l’uomo delle lunghe distanze, Giovanni Cotugno, allenatore e presidente della Gargano 2000 onlus, Alessandro Tomaiuolo, tra le sue ultime prestazioni sesto al mondo ai campionati mondiali di mezza maratona.

 La settimana della cultura, psicologia e sport si è conclusa venerdì 30 dicembre alle ore 18.30, presso la Sala Polivalente delle Civiche Bibiblioteche Unificate, Corso Manfredi 22, con la presentazione del libro Carlos Castaneda incontra don Juan, uno sciamano divenuto suo maestro. La moderatrice è stata Mariantonietta di Sabato, Vice Direttore manfredonianews.it, che ha colto gli aspetti rilevanti del libro e dell’autore, dando risalto alle pratiche sia sportive che di autoconoscenza quali la meditazione, l’incontro con l’altro, il cammino.

Si tratta di un libro in cui descrivo le esperienze raccontate da Castaneda nei suoi scritti, attraverso i quali si può comprendere come alcune esperienze riescono ad elevare la consapevolezza, soprattutto affidandosi a maestri, guide, persone che ti possano indicare delle strade, ti possano far conoscere delle opportunità, nel caso di Castaneda, il suo maestro è stato Don Juan che ha utilizzato metodi stravaganti per demolire le rigide barriere mentali di Carlos, uomo accademico.

A volte è importante uscire fuori dalla zona di comfort per scoprire, per conoscersi meglio, a volte la persona ha delle doti particolari che non sa di possedere.

A volte la cultura di impone delle strade da percorrere quasi come se fossimo bendati, e poi capita di scoprire qualcosa che ci interessa, qualcosa che ci permette di vivere più intensamente.
A volte può essere uno sport che praticandolo ci fa accorgere di sperimentare benessere, per esempio a Manfredonia succede che qualcuno inizi a seguire Michele Spagnuolo, un Maestro del cammino, nelle sue uscite mattutine, serali, nei week end, sperimentando piacere e benessere.
Insomma si tratta di un libro che fa scoprire sensazioni, percezioni, emozioni, è un contattare la propria persona prestando preziosa attenzione ed osservazione in modo da relazionarsi meglio con se stesso e gli altri.

Tanta gente presente per curiosare, conoscere, scoprire, un incontro di persone straordinarie per ascoltare le nostre parole e prima e dopo gli eventi tutti insieme per camminare in compagnia, perché questo è un obiettivo di Michele Spagnuolo presso la città di Manfredonia ed anche il mio in quel di Roma attraverso la Move Week, la settimana del movimento, coinvolgendo sempre più gente alla pratica dell’esercizio fisico per star bene insieme, per uscire di casa.

HYPERLINK “http://www.psicologiadellosport.net/contatti.htm” – Matteo SIMONE
HYPERLINK “http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product”
http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product
HYPERLINK “http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788854894440”
http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788854894440
HYPERLINK “https://www.retedeldono.it/it/iniziative/a.p.s-spiragli-di-luce/matteo.simone/di-corsa-per-spiragli-di-luce”
https://www.retedeldono.it/it/iniziative/a.p.s-spiragli-di-luce/matteo.simone/di-corsa-per-spiragli-di-luce
HYPERLINK “http://www.arduinosaccoeditore.eu/products/carlos-castaneda-incontra-don-juan-uno-sciamano-divenuto-suo-maestro/”
http://www.arduinosaccoeditore.eu/products/carlos-castaneda-incontra-don-juan-uno-sciamano-divenuto-suo-maestro/

Commenti? | Jan 04, 2017

L’uomo dei podi da Frizzi e Lazzi il 27 alle 19.00 con Gildo Tomaiuolo

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L’uomo dei podi da Frizzi e Lazzi il 27 alle 19.00 con Gildo Tomaiuolo Matteo SIMONE

Manfredonia. L’uomo dei podi è uno dei miei ultimi libri scritto insieme ad Antonello Vargiu, ed è il secondo libro scritto a quattro mani dopo Ultramaratoneta, un’analisi interminabile scritto insieme a Daniele Baranzini.

La presentazione del libro avverrà presso il punto vendita del caro amico Michele Spagnuolo che è un atleta d’eccellenza sia per le gare ardue a cui partecipa con lustro e stupore per i tanti e sia per la sua opera di coinvolgimento e persuasione nei confronti dei comuni cittadini ad iniziare a camminare o correre per strada o sentieri e partecipare gradualmente e progressivamente ad uscite in montagna o partecipare a gare di corsa su strada. Michele vanta anche il record provinciale in gara di ultramaratona della durata di 24 ore, stabilito presso Lavello il 4 dicembre 2016.

La location è presso Manfredonia, mia città nativa, e non potevo non invitare uno dei primi atleti di livello internazionale della città di Manfredonia e cioè Gildo Tomaiuolo che vanta di un record mondiale, del titolo di vice campione mondiale, campione europeo e tanti titoli italiani soprattutto sul mezzofondo 800 e 1.500 metri.

Quindi si presenterà il mio libro L’uomo dei podi, ma la serata avrà un grande valore umano grazie ai due personaggi dello sport Michele Spagnuolo e Gildo Tomaiuolo.

Ho raccolto le risposte di un atleta, allenatore ed ho trovato interessanti alcuni aspetti inerenti la sua visione dello sport. Antonello Vargiu ha un’esperienza pluridecennale nel campo dell’atletica con ottimi risultati e gli aspetti che hanno influito e che ancora incidono sul suo benessere e le sue prestazioni sportive sono diversi, tra i quali vi è il metodo da seguire, l’affidarsi ad un bravo allenatore, il seguire degli atleti più forti ed allenarsi con generosità. Inoltre trova fondamentale lo spirito di gruppo che si crea.

Tra di noi è nata una sorta di collaborazione ed è venuto fuori un libro dal titolo L’uomo dei podi. L’uomo dei podi Riflessioni psicologiche su un atleta vincente, Co-autori Matteo Simone, Antonello Vargiu, Aracne editrice, Roma, 2016.

Fotografie di Antonio Cuccu, Bianca Figus, Roberto Micheletti, Antonio Pilia, Katy Rossino

Il volume porta la firma di uno psicologo e di un atleta, Simone e Vargiu. Lo psicologo commenta quanto l’atleta elabora o ricorda, la sua è una presenza discreta, mai invadente, che lascia fluire il racconto e l’esperienza dell’altro. Quasi una guida o un accompagnatore, che insieme all’atleta, è partecipe dei misteri della corsa, mostrando la stessa curiosità, stupore e appagamento, quasi che avesse gareggiato al suo fianco. La corsa, per quanto scaturisca dalle contrazioni muscolari, dalle scariche neuronali, dagli appoggi dei piedi e si leghi indissolubilmente con sudore, dolore e affanno, non trascura i pensieri, le emozioni e i ricordi del nostro spettatore interiore: sia esso psicologo o meno. Questa è la magia della corsa, un’esperienza estetica e motoria, un modo di esserci col corpo e con la mente, in un perfetto equilibrio.

Il libro parla di podi, di gare, di preparazione, di raggiungimento di obiettivi, di festa dello sport, di squadre e tutto ciò permetterà di avere un confronto con i partecipanti sulle tematiche inerenti lo sport, la psicologia dello sport, l’attività sportiva non solo come performance per il raggiungimento del podio ma anche come benessere, come incontro di mondi culturali, abbattimento di barriere culturali e generazionali.

(A cura del dottor Matteo Simone)

Commenti? | Dec 19, 2016

L´IMPORTANZA DELL USO DELLE BRACCIA NELLO PRINT

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Quando si corre, a differenza di quanto si possa pensare, si corre si con le gambe come anche con tutto il resto del corpo, braccia incluse.

Se nel Mezzofondo e´ consigliabile un uso minimale delle braccia al fine di risparmiare energie e di avere una corsa leggera e fluida, nello Sprint le braccia non solo vanno usate ma anche svolgono una funzione fondamentale per la corretta biomeccanica ed il raggiundimento di quella che puo´ essere la massima espressione delle possibilita´ di un Atleta.

Nello Sprint il buon uso delle braccia diventa quindi basilare per correre veloce. Ora che abbiam capito quanto le braccia siano importanti la domanda da farsi e´: come devo usare le braccia?

Il primo consiglio e´ quello di tenere le braccia vicine al corpo, quindi i gomiti devono lavorare il piu´possibile vicino al corpo e le braccia devono essere dritte e perpendicolari alle spalle. 

Il secondo consiglio e´ di tenere l´angolo del gomito sempre a 90°. Facilmente, ed e´ bene cosi´, quando il braccio avanza l´angolo tende a chiudersi, mentre quando il braccio indietreggia l´angolo tendera´ ad aprirsi. Questo va´ benissimo purche ci siano delle variazioni intorno al massimo di 15°.

Un terzo consiglio e´di tenere le mani aperte, penserai perche´ si e´ piu´ areodinamici? Si, anche, la cosa piu´ importante e´ che tenendo le mani aperte i gomiti tendono ad avvicinarsi al corpo, al contrario se tieni i pugni chiusi i gomiti tenderanno all´esterno( provare per credere). Oltre a questo se teniamo i pugni chiusi piu´ facilmente saremo portati a contrarre i muscoli delle braccia e di conseguenza delle spalle, i gomiti se ne andranno all´esterno, butteremo energie nel cosmo ( e non verso l´arrivo dove invece tutte le energie devono andare), le spalle tenderanno ad avanzare, di conseguenza tenderemo a corrrere seduti e non alti..insomma dammi retta, tieni le mani aperte. Le spalle sono anch´esse importanti, direi fondamentali.

Se vuoi correre veloce devi lavorare bene di spalle, le spalle devono andre su e giu´ meltre corri e devono spingere. Affinche´ le spalle possano lavorare bene e´ necessario che le braccia siano dritte, se le braccia lavoran storte storteremo anche le spalle che si bloccheranno, tenderanno ad andare in avanti, e sara´ impossibile usarle bene anzi le useremo male. 

Se vuoi correre veloce devi anche, e sopratutto, imparare ad usare bene le braccia e le spalle. 

Il mio consiglio e´ quello di stare attento anche alle braccia quando corri, allena anche le braccia che devono essere forti. Se le braccia sono forti ne giovera´ anche la tua corsa.

VIDEO   COME USARE BRACCIA E SPALLE PER CORRERE VELOCE 

 

Daniele Biffi

Personal Trainer & Mental Coach  

www.fastandfit.de    

 

Commenti? | Dec 15, 2016

Anche io corro per l’Associazione “Spiragli di Luce”

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Anche io corro per l’Associazione “Spiragli di Luce”
Matteo SIMONE Psicologo, Psicoterapeuta Sono atleta e psicologo dello sport e prescrivo a me stesso e a tanti altri pillole di esercizio fisico a costo zero per permettere a me stesso e a tanti altri di sperimentare benessere attraverso l’attività sportiva praticata in solitudine o anche in compagnia. Lo sport rende felici, incrementa consapevolezza, sviluppo autoefficacia consolidando la fiducia in se stessi di poter far qualcosa, di riuscire in qualcosa, inoltre lo sport incrementa la Resilienza, si affrontano e si superano meglio i problemi, crisi, difficoltà, si è più presenti, attenti, gentili.
 
L’Associazione “Spiragli di Luce”, operante nel territorio di Anzio e Nettuno, si rivolge ai ragazzi diversamente abili e alle persone con disagi sociali promuovendo lo sviluppo e la diffusione d’attività sportive e socioculturali. Le attività promosse prendono vita grazie al sostegno di iniziative culturali e manifestazioni sportive, ne è un esempio il Trofeo Città di Nettuno, Memorial "B. Macagnano": i fondi raccolti hanno consentito infatti di organizzare centri estivi per i ragazzi diversamente abili.
 
Questa è la dimostrazione di quanto possa essere vincente il connubio tra sport, impegno sociale e solidarietà! L'Associazione per poter continuare ad svolgere le attività natatoria rivolte ai ragazzi disabili necessita ora di un nuovo sollevatore per piscina in quanto quello finora impiegato non è purtroppo più utilizzabile; al fine di reperire i fondi necessari ha scelto di aderire al Program Charity della Maratona di Roma 2016 chiedendo il supporto di amici runner interessati a sostenere questo nuovo importantissimo progetto. La presidente dell’associazione, mia amica runner conosciuta in occasione della staffetta della transumanza da Anzio a Jenne, mi ha coinvolto in questo progetto e io sono felicemente pronto ad aderire come ho già fatto l’anno passato con l’associazione Sport Senza Frontiere.
 
Pertanto chiedo a tutti i miei conoscenti, famigliari, amici, simpatizzanti di donare soldi e sorrisi per questo valido e prestigioso progetto associativo. Io ci metterò corpo, testa e cuore per percorrere i 42,195km della maratona di Roma e voglio anche vedervi per strada a sostenermi ed a fare il tifo per l’Associazione Spiragli di Luce”, daje!
 
Insieme è molto meglio. Lo scopo dell’associazione è la diffusione e la propaganda di attività sportive e socioculturali, in tutte le sue componenti: agonistiche, amatoriali, didattiche, scientifiche ad esse connesse. “Spiragli di Luce” vuole aiutare i diversamente abili e le persone meno abbienti alla riabilitazione fisica e psicologica per un inserimento nella società e nel mondo del lavoro con uno strumento che li favorisca nello sport competitivo e non, nel mondo artistico, storico e in quello turistico.
 
Matteo SIMONE www.psicologiadellosport.net 380-4337230 - 21163@tiscali.it https://www.retedeldono.it/it/iniziative/a.p.s-spiragli-di-luce/matteo.simone/di-corsa-per-spiragli-di-luce
Commenti? | Dec 15, 2016

Lorena Brusamento: Indossare la maglia azzurra era un sogno, l'ho realizzato

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Al Campionato Europeo in Francia di 24 h di corsa su strada, la Svedese Maria Jansson vince l’oro stabilendo il nuovo record svedese ed europeo con circa 250.647 km, l’argento va a Patrycja Bereznowska (POL) che stabilisce il nuovo record Polacco con 241.633 km, il bronzo va alla connazionale Agata Matejczuk (POL) 232.285 km.

Eccezionale la gara dell’Italiana Brusamento Lorena che riesce a correre 221.719 km in 24 ore, classificandosi 13^, Luisa Zecchino 23^ con 206.632 km, Addari Paola 31^ con 200.88 km, Milanesi Chiara 33^ con 198.681 km, Barchetti Monica 193.36 km, Fossati Maria Ilaria 46° con 181.915 km.

Il titolo a squadra femminile va alle Polacche, l’argento alle Svedesi, il terzo posto alla Francia. La squadra Italiana si piazza all’8^ posto.

Alcune domane a Lorena Brusamento per approfondire il mondo femminile degli ultrarunner.

Eri riposata prima della gara? “Si, ho cercato di rallentare i miei ritmi ‘normali’ di lavoro qualche giorno prima.”

Cosa hai scoperto? Cosa puoi fare per far meglio? “Ho scoperto che posso fare ancora di più, dovrei allenarmi seriamente invece di correre e basta!”

Cosa hai notato delle altre squadre e degli altri atleti? “Non molto. Ciò che ho potuto vedere ed apprezzare è stata la forza e la determinazione di alcuni atleti.”

Ti sei sentita campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Si, toccando il piede di Re Leonida all’arrivo di Spartathlon.”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? Lo sport ha sempre fatto parte della mia vita, prima la pallavolo, poi la corsa ma non solo. Ho cercato di seguire il mio istinto e di fare sempre ciò che mi faceva provare un’emozione.”

Quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Alimentazione e integrazione, obiettivo chiaro e fisso in mente uniti ad una forte fiducia sullo stato di salute del mio corpo.”

 

Ogni atleta ha i suoi ingredienti del benessere e del successo nello sport. La motivazione, la passione, il bisogno spinge la persona a raggiungere un obiettivo nella vita o nello sport. Per attivarsi ed impegnarsi, l’obiettivo dovrebbe essere sfidante e difficile ma raggiungibile, non impossibile.

Nello sport chi ha contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Il mio percorso verso l’ultramaratona è stato segnato da persone diverse in fasi diverse. Nell’ultimo anno sicuramente il mio compagno e la mia amica/assistente hanno avuto un ruolo importante.”

Qual è stata la gara della tua vita, dove hai dato il meglio di te o dove hai sperimentato le emozioni più belle? “Spartathlon in particolare anche se ogni gara/corsa mi ha dato emozioni, sensazioni particolari e ricordi.”

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua attività sportiva? “Sono orgogliosi e pensano che posso fare sempre meglio.”

Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Forse la cosa più strana che ho visto è stato il giapponese che dormiva in sospensione tra due sedie in un check point lungo Spartathlon…5 minuti di sonno cosi, poi è suonata la sveglia si è alzato ed ha ripreso a correre.”

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel praticare sport? “Che sono forte, mi ferma solo qualcosa che può mettere a rischio serio la salute.”

Quali sono le tue capacità, risorse, caratteristiche, qualità che hai dimostrato di possedere? “Forza, determinazione, tenacia, controllo, conoscenza di me stessa, fiducia.”

Che significa per te partecipare ad una gara sportiva? “La gara per me non è una gara ma un viaggio. E più il percorso è lungo piu il viaggio mi piace. La gara mi consente di dedicarmi del tempo, tutto per me come se fossi in vacanza.”

 

Le gare di ultramaratona permettono di essere con se stessi per tanto tempo, permette di conoscersi meglio nelle crisi, ti fa ripercorrere attimi e periodi della vita, un viaggio nel tempo partendo dal momento presente, permette di sperimentare sensazioni, impressioni ed emozioni, sentendo il proprio corpo, le sensazioni corporee, il respiro che ti porta vanti metro dopo metro, chilometro dopo chilometro, sempre avanti.

Hai sperimentato l’esperienza del limite nelle tue gare? “Si, la sensazione di non avere più nulla e di avere raschiato il fondo del barile.”

Quali sono o sono state le sensazioni che sperimenti facendo sport: pregara, in gara, post gara? “Emozione, agitazione, gioia, serenità, condivisione, amicizia.”

Quali sono le difficoltà, i rischi, a cosa devi fare attenzione nel tuo sport? “Devo fare attenzione a non dissociarmi per troppo tempo, rischierei di non avere il completo controllo di ciò che succede al mio corpo.”

 

Per fare certe gare considerate estreme per la lunghezza chilometrica, per le tante ore di attività fisica con deprivazione di sonno, bisogna ogni tanto staccarsi dalla razionalità, come mettersi a folle, lasciarsi andare, andare oltre, sentirsi leggeri, forti, resistenti, lasciarsi guidare un po’ dall’istinto, scoprire di poter fare cose considerate eccezionali e straordinarie, sentirsi fluidi, accorgersi che è passato del tempo senza controllo, un occhio fuori ed un occhio dentro, osare senza strafare, un approccio meditativo, passa tutto con pazienza ed essendo preparati per poterlo fare.

 

Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che più spesso ti hanno indotto a fare una prestazione non ottimale? “Cerco sempre di dare il massimo e di non farmi condizionare né dall’ambiente esterno né da qualche pensiero negativo.”

Cosa ti ha fatto mollare o cosa ti fa continuare a fare sport? “Non smetterò mai di fare sport, se la salute me lo consente, perché è vita.”

 

Continuo a sentire questa frase: lo sport è vita. E’ quello che sperimentano in tanti, lo sport ti rimette al mondo, ti fa rinascere a nuova vita, finché non lo incontri non lo puoi sapere, ma una volta incontrato ne assorbi tutti gli effetti benefici e sono tanti, dal benessere individuale a quello sperimentato in gruppo.

Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Con pazienza e lavorando su me stessa, cercando sempre di essere positiva.”

 

La positività è una forza in più, ti fa risparmiare tante energie che servono poi in allenamento ed in gara per portarti avanti verso la meta.

Quale può essere un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi allo sport? “Lo sport è amicizia, aggregazione, condivisione, gruppo, insegnamento, conoscenza, qualsiasi sport e a qualsiasi livello.”

 

Qualsiasi sport, qualsiasi livello, ed a qualsiasi età, lo sport apporta benefici, scoperte, conoscenze, è una formazione che non ha prezzo e non ha pari, una formazione alla vita, apprendere ed imparare dall’esperienza diretta per costruire carattere e formare personalità per vivere ogni momento con consapevolezza.

Quale può essere un messaggio per sconsigliare l’uso del doping? “Motivo numero uno: la salute. Il doping è qualcosa che spinge oltre il limite in maniera artificiale, le sostanze che si assumono o si iniettano al nostro corpo fanno danno. Motivo numero due: che soddisfazione ci può essere nel raggiungere un risultato…barando?”

Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport? Per quali aspetti ed in quali fasi dell’attività sportiva? “Non saprei, non ne ho mai sentito necessità.”

Quali sono i sogni che hai realizzato e quali quelli da realizzare? “Ogni sogno realizzato apre la strada ad altri sogni, basta seguire la scia. Indossare la maglia azzurra era un sogno, l’ho realizzato e questo mi da la possibilità di sognare altro! La vita senza sogni, che vita è?”.

Matteo SIMONE
380-4337230 – 21163@tiscali.it

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html

Commenti? | Dec 08, 2016

Mondiali mezza maratona: Alessandro Tomaiuolo si classifica sesto

Posted by linfordbif in Manifestazioni
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Da alcuni anni si apprezzano le notevoli prestazioni di Alessandro Tomaiuolo atleta FISDR (Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva Relazionale) e FIDAL in forza alla “Gargano 2000 Manfredonia”.

Alessandro Tomaiuolo sesto ai campionati mondiali mezza maratona 1h15’43″, un onore essere rappresentati in giro per il mondo, un grazie anche a Cotugno Giovanni sempre presente

E’ importante dare merito soprattutto al presidente dell’associazione, tecnico nazionale FISDIR, Giovanni Cotugno che utilizza i valori trasmessi dall’attività sportiva insegnando ai ragazzi a compiere sforzi per realizzare i propri progetti.

L’Associazione Sportiva di Manfredonia “Gargano 2000 Onlus”, da diversi anni punta a sviluppare l’educazione attraverso lo sport.

Nel mio libro: “O.R.A. Obiettivi Risorse Autoefficacia, Modello di intervento per raggiungere obiettivi nella vita e nello sport” parlo della Gargano 2000 Manfredonia vivaio di Campioni: “C’è una trasmissione di competenze, di passione, tra gli atleti nella cittadina di Manfredonia. …Sembra esserci una sorta di passaggio di consegna, una sorta di vocazione a far sì che altri traggano vantaggio, traggano insegnamenti utili per far bene, è come se ci fosse un gioco di squadra longitudinale, una sorta di devozione e vocazione per il paese per far sì che ci sia sempre qualcuno nella cittadina di Manfredonia che porti lustro in ambito dell’Atletica Leggera, e questo grazie anche alla Gargano 2000 Manfredonia che sostiene questi personaggi, li accompagna, li difende, li protegge, li esalta, fa opera di persuasione verso gli stessi atleti riguardo alle loro capacità, potenzialità. Vi è qualcosa che si sta costruendo nel tempo, che ha delle radici forti, solide, che viene nutrito dai diversi attori, presidente, responsabili, accompagnatori, tecnici, genitori.”

Quello che viene chiesto alle amministrazioni locali è che sostengano queste realtà, queste risorse umane e stia al loro fianco, per esempio regalando alla città, ai cittadini una pista di atletica per permettere ai talentuosi di esprimersi al meglio, di diventare ancora più forti, più competitivi.

Nella città di Manfredonia si può riscontrare sempre più un incremento nelle persone che praticano attività fisica con diverse modalità. Ci sono i camminatori del Lungomare, i corridori di diversi team, tra i quali “Gargano 2000 Manfredonia”, “Manfredonia Corre”, gli ultra-camminatori eco-spirituali del Team Frizzi e Lazzi che si cimentano in distanze più lunghe e percorsi impegnativi.

Matteo SIMONE

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Commenti? | Dec 03, 2016

Domenica 27 novembre si sta svolgendo a Los Alcazares, in Spagna, il Campionato Mondiale IAU della 100 km. Sono 8 gli atleti italiani in gara (6 uomini e 2 donne). La squadra maschile difenderà l’argento a squadre conquistato all’ultimo Campionato Mondia

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Domenica 27 novembre si sta svolgendo a Los Alcazares, in Spagna, il Campionato Mondiale IAU della 100 km. Sono 8 gli atleti italiani in gara (6 uomini e 2 donne).  La squadra maschile difenderà l’argento a squadre conquistato all’ultimo Campionato Mondiale svoltosi il 12 settembre 2015 a Winschoten in Olanda, dove Giorgio Calcaterra ha vinto la medaglia di Bronzo. 

Quest’anno sono in gara Giorgio Calcaterra (Calcaterra Sport ASD), Hermann Achmuller (Laufclub Pustertal), 14° nella passata edizione, Andrea Zambelli (Ass. Pol. Scandianese), Silvano Beatrici (G.S. Fraveggio), Marco Ferrari (Atl. Paratico) e Paolo Bravi (Grottini Team). 

Le donne saranno solamente due, Elisabetta Albertini (ASD Maratona Mugello) e Francesca Canepa (Atl. Sandro Calvesi). Dal 3 al 9 settembre  si è corsa la prima edizione della 4K Alpine Endurance Trail Valle d’Aosta, sulle cime più alte delle Alpi: Monte Bianco, Monte Rosa, Cervino e Gran Paradiso, vinta dalla fortissima Francesca Canepa.

Di seguito approfondiamo la conoscenza Francesca Canepa attraverso risposte ad un mio questionario che mi ha permesso di scrivere un libro sugli Ultramaratoneti e gare estreme  

Hai ancora sogni progetti? “I miei progetti in verità prendono forma in maniera del tutto casuale, in base alle situazioni in cui mi imbatto e alle opportunità che di volta in volta vedo dischiudersi. Non ho un piano preciso. Non ho gare iconiche che voglio fare per forza. Decido più o meno giorno per giorno. Quello che so per certo è che sarò un'atleta per sempre.”

Ora Francesca si sente svincolata da tutto e da tutti, continua ad andare avanti come un treno più sicura e con elevata autoefficacia.

Cosa vuoi dire alle donne del mondo? “Non è che mi piacciano tanto queste domande. Chi sono io per dispensare perle di saggezza? Dovendolo fare però, direi semplicemente alle donne di non vivere secondo la dicotomia maschio femmina che ci viene inculcata dalla nascita. Guardiamo piuttosto i leoni: chi caccia? Chi tiene le fila della famiglia? Chi fa tutto? La femmina. Appunto. E allora anche nella specie umana non vedo motivo al mondo per restare sempre un passo indietro. Bisogna osare. E lottare. E godersi i risultati senza permettere a nessuno di sminuirli o di farci sentire in colpa.”

Pari fatica, pari meriti, pari gloria. La filosofia di Francesca è andare avanti, lottare, senza distinzione, senza risparmiarsi, continuare allo stesso modo, essere artefici del proprio benessere.

Cosa vuoi dire ai ragazzi e genitori per farli avvicinare allo sport? “Qui andiamo ancora peggio. Ai ragazzi non voglio dire nulla, perché credo che le parole non siano così utili. Suggerirei loro piuttosto, di leggere le biografie di atleti che raccontano la loro storia. Credo sia molto più potente apprendere grazie all'esempio. Leggere e poi costruirsi un pensiero proprio. Leggere e arrivare a chiedersi ‘perché non io?’. Leggere e poi provare a scrivere la propria storia. Ai genitori vorrei proporre di aiutare i ragazzi ad individuare i propri talenti naturali, anziché magari seguire le masse e fare lo sport che fanno tutti solo per moda. E se si trova questo talento o comunque almeno un interesse, impegnarsi a eliminare la parola IMPOSSIBILE dal vocabolario e ragionare solo sul modo per rendere possibili i sogni. Lavorandoci, ovvio. Ma credendoci tutti: i ragazzi hanno bisogno di sentire il tifo della famiglia. Hanno bisogno di sapere che qualcuno crede in loro.”

Belle parole quelle di Francesca, denotano una grande esperienza di vita, lo sport per strada, all’aria aperta in autosufficienza è una grande scuola di vita, bisogna crederci, sognare, realizzare sogni, superare crisi e quant’altro, sviluppare consapevolezza, autoefficacia e resilienza, ha tanto da trasmettere ed insegnare Francesca per la enorme esperienza acquisita.

Con Francesca potremmo organizzare serate visite nelle scuole, siamo 2 atleti psicologi, entrambi competenti e resilienti e disponibili ad intervenire.

Il 2012 ed il 2013 Francesca Canepa vince il tor des Geants che si svolge in un tempo limite di 150 ore, in regime di semi-autosufficienza. Il tracciato misura circa 330 km per un totale di 24.000 metri di dislivello positivo. Lungo il percorso sono previsti più di quaranta punti di ristoro, riposo e soccorso, oltre a sette basi d'accoglienza (basi vita) che dividono il percorso in sette settori.

Nel 2014 Francesca subisce accuse di taglio di percorso nel Tor e viene squalificata ingiustamente.

Che significato ha per te la vittoria del 4K Alpine Endurance Trail? “Questa vittoria ha rappresentato per me la chiusura di un cerchio: tornare su questo percorso era necessario per la mia storia personale, e farlo circondata dall'affetto e dal calore di tutte le persone che mi aspettavano e tifavano è stato stupendo. Ogni km percorso mi rendeva più forte e più leggera. Ogni sorriso per me curava le ferite mai sanate di quelle accuse deliranti e della squalifica vergognosa che ne è conseguita. Con questa vittoria ho potuto rimettere insieme i pezzi della mia anima.”

Vuoi ringraziare qualcuno per il tuo benessere e la tua performance? “Ovviamente sì!!! Abbiamo Renato, mamma e papà, Silvia e Giovanni. Per citare chi ha fornito un aiuto sostanziale. Secondo me, solo chi divide con me anche la vita normale, quella senza corsa, può essere realmente capace di ESSERCI quando la corsa dura 350 km. Servono persone che sappiano leggere nel mio cuore e che, soprattutto, tengano al mio risultato quanto ci tengo io. E poi ci sono anche tutti coloro che, seppur da lontano hanno voluto starmi vicino, tifare, e sperare nella mia vittoria.”

Ora Francesca è serena, ha ricomposto i pezzi della sua vita, ha avuto conferma della sua condizione fisica e delle persone che gli stanno vicine. E’ importante avere persone vicine che tifano per te, che si fidano di te, che contribuiscono alla tua riuscita con il calore, con la presenza e vicinanza.

Cambia qualcosa ora? “No, in realtà ora non cambia nulla perché io continuo a correre e ad affrontare altre gare e nuove sfide. La sola cosa che forse è cambiata è appunto che adesso mi sento più leggera, mi sono tolta in parte quel velo nero che il 2014 aveva steso su ogni cosa. Quindi, semplicemente, mi sento più luminosa: di nuovo IO.”

Ha recuperato la sua persona. Francesca ora è più leggera ma allo stesso tempo più ricca dentro. 

Prossimi obiettivi? “Prossimo obiettivo, che posso raccontare proprio perché è vicino, è il mondiale 100 km su strada, dove vorrei migliorare il mio personale e possibilmente contribuire a lottare per una medaglia di squadra.”

Sono contento del ritorno in Nazionale per Francesca, sempre pronta a dare tutto per se stessa e per la squadra.

Ci sono stati momenti difficili al 4K Alpine Endurance Trail? “I momenti difficili sono stati sempre e solo collegati all'intensità del dolore al ginocchio. In salita e in piano ero fortissima e felicissima, nelle discese più ripide è stato un inferno. I momenti peggiori sono stati intorno a Valtournenche, dove ho dovuto considerare la possibilità di un ritiro. Il dolore era ingestibile. Poi la pausa, la doccia, la mangiata e le cure mi hanno permesso almeno di ripartire, pur con il dolore sempre presente. Da lì in poi non mi ha più lasciata, e le discese, TUTTE, sono state un incubo.”

I momenti più belli e più brutti delle giornate al 4K Alpine Endurance Trail? “I momenti più belli sono stati quelli in cui persone che non conoscevo mi dimostravano stima e affetto. Ho apprezzato molto anche le mie due lunghe dormite di circa 2.40 l'una e i pasti nelle basi. In pratica vivevo per mangiare e dormire, e così sono riuscita ad andare sempre in giro con il sorriso. Stando bene. FELICE.”

Importante ogni tanto fare una pausa, il punto della situazione, riprendersi un po’, recuperare, microrecuperi, e poi con autoprotezione e se ci sono anche coccole, si riprende alla grande con tanta forza e sicurezza.

 

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

http://www.mjmeditore.it/autori/matteo-simone 

Commenti? | Nov 28, 2016

L´IMPORTANZA DEI PIEDI NELLA CORSA; DALLO SPRINT AL MEZZOFONDO

Posted by linfordbif in Training

Nello Sprint, come anche nel Mezzofondo, nel calcio ed in tutti gli sport dove la corsa giochi un ruolo dominante, il buon uso dei piedi diventa fondamentale per correre veloce ed avere una postura otttimale.

Se vuoi correre veloce devi avere i piedi forti, reattivi e con una buona mobilita´. Diventa quindi importante concentrarsi anche nell´allenamento dei piedi, sopratutto all´inizio della preparazione ed ancor piu´della carriera agonistca.
 
I piedi sono un po´come le fondamenta di una casa, se i piedi sono forti potranno sostenere e partecipare alla spinta di gambe, bacino, braccia, spalle e potrai sfruttare al massimo le tue potenzialita´.

L´allenamento dei piedi e´ importante sia per migliorare la forza, la realttivita´, la spinta ma anche per migliorare la tecnica di corsa. Riuscire a controllare in modo ottimale il movimento dei piedi diventa necessario per poi riuscire ad usarli in modo efficace in corsa.

Per correre bene, per avere una buona tecnica ed una biomeccanica efficiente, e´ necessario avere padronanza del proprio corpo, riuscire a coordinare movimenti sempre piu´ complessi.
 
Avendo padronanza del proprio corpo, e dei propri piedi, sara´ piu´facile correre agevolmente e  sciolti anche quando la spinta sara´massima.
 
Ancor di piu´ importante e´correre sciolti quando le gambe sono piene di Acido Lattico e la fatica si fa´ sentire, proprio in queste fasi diventa fondamentale riuscire a correre composti e sciolti per essere comunque efficienti.
 
Proprio per queste ragioni e´sempre importantissimo allenare la tecnica e riuscire a coordinare i movimenti, in primis dei piedi che debbono naturalmente essere forti. 

Possiamo allenare i piedi con esercizi specifici di tecnica, di forza, in sala pesi, coi gradoni, col traino, con gli ostacoli o con esercizi di pliometria.
 
Il mio consiglio e´ di dedicare regolarmente tempo nell´allenamento dei piedi.
 
Avrai sicuramente di benefici.
 
 
 
 
Daniele Biffi

Personal Trainer & Mental Coach  

Commenti? | Nov 22, 2016

Il Trail è per me amore incondizionato, il mio posto è tra le montagne – di Matteo SIMONE

Posted by linfordbif in Training

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Tante le donne che amano correre libere nella natura, tra le tante ho avuto modo di conoscere personalmente la campionessa Maria Chiara Parigi in occasione del raduno premondiale 2016 della nazionale italiana ultratrail presso la splendida località di Badia Prataglia nei pressi di Bagno di Romagna. Successivamente ho rivisto la Maria Chiara in occasione del grande trail dei Monti Simbruini 2016 dove ha vinto la lunghissima gara femminile di 84 km.

Maria Chiara Parigi vanta una medaglia di bronzo al Campionato del Mondo Trail – IAU del Galles 2013. Di recente, Maria Chiara Parigi arriva terza assoluta e prima delle donne percorrendo 67 km e 606 metri sul circuito di 1475 metri con un dislivello di 51 metri.

Gentilissima Maria Chiara nel rispondere al mio questionario volto ad approfondire il mondo degli ultrarunner per la stesura del libro Ultramaratoneti e gare estreme di prossima uscita. Di seguito le testimonianze della fortissima e simpaticissima atleta Aretina.

Cosa significa per te essere ultramaratoneta? “Penso di essere una Runner incallita che a volte ama correre per tanto tempo e vedere quanto riesco a resistere. Se questo vuol dire essere un ultra maratoneta, allora lo sono!”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta? “Non ho avuto un percorso, ho semplicemente provato a sfidare me stessa allungando sempre più i tempi di sforzo!”

Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta? “Amo pensare di poter fare di più anche se a volte il fisico ti dà segnali di cedimento e lì sono le volte in cui penso di ridimensionarmi!”

Hai mai pensato di smettere di essere ultramaratoneta? “Vorrei correre ancora per tanto tempo quindi devo imparare a gestire le risorse rimaste!”

Hai mai rischiato per infortuni o altri problemi di smettere di essere ultramaratoneta? “Purtroppo i Rischi ci sono stati e mi sono fatta male più volte. Da allora cerco di stare più attenta anche se vuol dire andare più piano!”

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Cosa ti spinge a continuare ad essere ultramaratoneta? “La bellezza di questo sport mi spinge a proseguire pensando sempre a nuove strade e nuove sfide da affrontare! Di base sono un avventuriera!”

Prossimi obiettivi? Riprese un po’ di forze fisiche sto provando a ripartire anche con le gare! La mentalità è un po’ cambiata perché cerco di godere di più di ciò che la vita mi sta dando e allora anche la corsa ne è entrata a fare parte! Non per questo vuol dire meno impegno ma più consapevolezza di quello che il mio fisico riesce ancora a fare e soprattutto nutrirmi della bellezza che la natura ci offre! Dopo aver visto l’UTMB da spettatrice ho capito che il Trail è per me amore incondizionato e non posso fare solo da spettatrice! Il mio posto è tra le montagne e se il lavoro, la famiglia e gli infortuni non aiutano ho il bisogno di questo mondo perché lo sento mio! Nel mio futuro vedo solo passi e sentieri senza limiti o condizionamenti!”

Hai sperimentato l’esperienza del limite nelle tue gare? “Il limite non esiste, esiste il meglio e il meglio l’ho avuto in alcune gare tra cui il mondiale!”

Quali i meccanismi psicologici ritieni ti aiutano a partecipare a gare estreme? “I meccanismi psicologici sono le incertezze che abbiamo e quando andiamo in gara significa superarle! È un modo per sapere che sono capace di superare anche ciò che mi fa paura!”

Quale è stata la tua gara più estrema o più difficile? “La più difficile è stata la UTLO (Ultra Trail del Lago d’Orta)!Fatta senza un minimo di preparazione e portata a casa comunque!”

Quale è una gara estrema che ritieni non poterci mai riuscire a portarla a termine? “Vorrei fare il Tor des Geants ma allo stesso tempo non mi sento pronta! Spero un giorno di riuscirci!”

C’è una gara estrema che non faresti mai? “Non esiste una gara che non farei, almeno ci proverei.”

Cosa ti spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici? “Ora non sposto più i miei limiti fisici! Ora li conosco e li gestisco.”

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua partecipazione a gare estreme? “I 

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miei familiari ora mi capiscono, prima pensavano che perdessi tempo! I miei amici mi ritengono matta ma nel senso positivo!”

Che significa per te partecipare ad una gara estrema?“Partecipare ad una gara estrema vuol dire stare concentrati e fare del mio meglio senza mai perdere di vista la salvaguardia della mia vita!”

Ti va di raccontare un aneddoto? “Aneddoti sono le crisi lungo il percorso che mi fanno fare di tutto ma poi passano ed è un po come risorgere!”

Come è cambiata la tua vita famigliare, lavorativa?“La vita familiare e lavorativa non è cambiata perché la famiglia viene prima e il lavoro non posso fare diversamente!”Cosa hai scoperto del tuo carattere nel diventare ultramaratoneta? “Del mio carattere ho scoperto di essere una romantica, che la natura è parte di me e che combatto per ciò che voglio fino allo stremo delle forze!”

Se potessi tornare indietro cosa faresti? O non faresti?“Non cambierei nulla, avrei voluto conoscere il trail prima, a 20 anni ero già testarda per farlo e il fisico sicuramente era molto più forte!”

Usi farmaci, integratori? Per quale motivo? “Uso integratori perché mangio male e eutirox per la tiroide! Non funziona!”

Ai fini del certificato per attività agonistica, fai indagini più accurate? Quali? “Faccio controlli su tutto! Dai 40 anni si ha un po’ più di paura e ci tengo a avere la prerogativa di poter durare a lungo!”

E’ successo che ti abbiano consigliato di ridurre la tua attività sportiva? “In tanti mi dicono che mi usuro ma bisogna vedere chi te lo dice! Di solito sono persone sedentarie!”

Hai un sogno nel cassetto? “Il mio sogno è di vedere più possibile il mondo con tutti i suoi angoli anche i più remoti camminando e correndo!”

 

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

http://www.mjmeditore.it/autori/matteo-simone

Commenti? | Nov 21, 2016

Maratona: i campioni master a Ravenna

Posted by linfordbif in Mondo Master
Maratona: i campioni master a Ravenna14 Novembre 2016

Assegnati i titoli tricolore “over 35” nella gara internazionale romagnola sui 42,195 chilometri

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Un’altra edizione tricolore per la 18ª Maratona internazionale Ravenna Città d’Arte, valida quest’anno come Campionato italiano master sui 42,195 chilometri dopo aver assegnato i titoli nazionali assoluti nella passata stagione. Successo al marocchino Youness Zitouni (Valchiese) con 2h24:54 davanti al connazionale Smail Charfaoui (Edera Atl. Forlì, 2h25:21) e al riminese Gianluca Borghesi (Atl. Avis Castel San Pietro), che in 2h30:24 conquista anche il primo posto tra i master SM35. Tra le donne prevale Anna Spagnoli (Edera Atl. Forlì/SF40) in 2h46:04 nei confronti di Silvia Tamburi (Atl. Avis Perugia/SF35), seconda in 2h50:31, e della croata Nikolina Sustic (2h51:03). Nelle classifiche master, conferma del tricolore per Massimiliano Bogdanich (Calcestruzzi Corradini Excelsior, 2h36:26) stavolta nella categoria SM50, ma anche per Carmelo Saccà(Atl. Pegaso/SM75) in 3h43:44, mentre il quasi 85enne carpigiano Antonino Caponetto (Maratona d’Italia Sport) stabilisce la migliore prestazione italiana SM85 con 4h28:02.

Ad aggiudicarsi con 1h07:43 la mezza maratona è Ahmed Nasef (Atl. Desio). Il monzese di origine marocchina, che nello scorso weekend ha vinto il tricolore assoluto dei 42,195 km, precede l’ex connazionale Rachid Benhamdane (Dinamo Sport, 1h08:35) e Pasquale Rutigliano (Olimpiaeur Camp, 1h09:34). Al femminile Emanuela Massa (Cambiaso Risso Running Team Genova) in 1h21:39 si lascia alle spalle Cristina Marzioni (Atl. Potenza Picena, 1h22:06) e la marocchina Hanane Janat (Lbm Sport Team, 1h22:56). Grandi numeri di partecipazione all’evento nella città romagnola, con circa 3500 iscritti alle due gare competitive (1600 nella maratona, 1900 per la mezza) e un totale di 8000 presenze nel weekend, compresi gli oltre 3000 podisti dell’Almaverde Bio GoodMorning Ravenna (non competitiva di 10,5 km). Quarantacinque invece le nazionalità, dieci rispetto all’anno scorso.

MARATONA - I CAMPIONI ITALIANI MASTER 2016
UOMINIDONNE
SM35: Gianluca Borghesi (Atl. Avis Castel San Pietro) 2h30:24
SM40: Antonello Landi (Atl. Potenza Picena) 2h33:39
SM45: Pasquale Iapicco (Atl. Isaura Valle dell’Irno) 2h36:48
SM50: Massimiliano Bogdanich (Calcestruzzi Corradini Excelsior) 2h36:26
SM55: Franco Togni (Runners Bergamo) 2h44:06
SM60: Virginio Trentin (Atl. San Biagio) 2h49:44
SM65: Carluccio Bordoni (2002 Marathon Club) 2h59:17
SM70: Nazario Cruciano (Podistica Sannicandro) 3h11:59
SM75: Carmelo Saccà (Atl. Pegaso) 3h43:44
SM85: Antonino Caponetto (Maratona d’Italia Sport) 4h28:02 MPI
SF35: Silvia Tamburi (Atl. Avis Perugia) 2h50:31
SF40: Anna Spagnoli (Edera Atl. Forlì) 2h46:04
SF45: Marta Santamaria (Atl. Brugnera Friulintagli) 2h55:23
SF50: Marilena Dall’Anese (Atl. Aviano) 3h31:05
SF55: Annamaria Masetti (Atl. Banca di Pesaro Centro Storico) 3h33:07
SF60: Rita Gabellini (Amici della Fatica Cesena) 3h34:12
SF65: Maria Tartari (Runners Valbossa-Azzate) 4h03:44
RISULTATI/Results


l.c.

(da comunicato stampa Organizzatori)

Commenti? | Nov 16, 2016

Buona la prima: “Atletica La Sbarra & I Grilli” sul gradino più alto del podio

Posted by linfordbif in Manifestazioni

Buona la prima per le due società laziali che si sono unite: “Atletica La Sbarra” e “I Grilli Runners”. Il 6 novembre si è corsa la prima tappa della quarantacinquesima edizione di Corri per il Verde. La tappa di partenza si è svolta presso la Riserva Naturale della Valle dell'Aniene.
Tra le tante squadre partecipanti, degna di nota “Atletica La Sbarra & I Grilli” la cui squadra maschile è riuscita a salire sul gradino più alto del podio grazie ai punti presi dai singoli 42 atleti uomini di cui un atleta con disabilità visiva, mentre la squadra femminile ha ottenuto un onorevole quarto posto grazie ai punti ottenuti da solamente 11 atlete.
La vittoria individuale per quanto riguarda le donne è andata alla fortissima Elisa Palamara mentre la prova maschile è stata vinta da Luca Parisi.
Un giorno di festa per tutti, tanti anche ragazzi e bambini che hanno partecipato accompagnati da genitori e famiglie.
Contentissima l’atleta Valentina Ferrari, di seguito un suo messaggio: “Siamo stati tutti e tutte bravissimi! Il percorso era tosto. Uomini grandiosi! Per le donne di dobbiamo lavorare. Siamo quarte ma le quinte sono vicine e noi dobbiamo migliorare il quinto posto dell’anno scorso. Le seconde e le terze anche sono vicine. Ce la possiamo fare. Anzi mi correggo de la dobbiamo fare. Come fare? Chiedo a tutti, maschi compresi, di collaborare insieme! Se avete amiche che corrono, anche piano, che non sono iscritte con nessuna squadra, potreste invitarle alle prossime tappe.
Dal 1971 la Corri per il Verde vuole far conoscere a migliaia di podisti di tutte le età angoli nascosti, bellezze e ricchezze della città, riaffermando il diritto a vivere gli spazi verdi, difendendoli utilizzando lo sport per tutte e per tutti come strumento per vivere meglio, per crescere meglio, permettendo ai tanti atleti adulti e ragazzi accompagnati anche da famiglie ed amici, di conoscere le aree verdi della Capitale.
Nelle precedenti due edizioni 2014 e 2015, la Squadra Maschile dell’Atletica La Sbarra si è salito sul gradino più basso del podio classificandosi al terzo postoben figurando anche per quanto riguarda la squadra femminile, che diventa sempre più numerosa e competitiva
I campi di allenamento degli atleti dell’Atletica La Sbarra e Grilli runners sono il parco Tor Tre Teste dove si organizzano anche sedute di allenamento collettivo con il forte atleta, massaggiatore ed allenatore Vincenzo Ciurleo, inoltre gli atleti si allenano nella villa de Sanctis. 
Il progetto Corsa o camminata con Achilles International, il programma che in tutto il mondo permette di correre e camminare insieme guida e non vedente, viene portato avanti presso il parco degli Acquedotti, tendenzialmente il martedì ed il giovedì alle 18.00 circa e dove qualsiasi atleta che ha intenzione di sperimentarsi come guida può partecipare così come possono partecipare persone con disabilità visiva che vogliono provare a correre con una guida.
Urge aiuto di persone generose e disponibili disposte a dedicare tempo per allenarsi con atleti con disabilità visiva. Tali atleti per partecipare a diverse attività agonistiche ed amatoriali, necessitano di allenarsi e, quindi, essere accompagnati in queste attività da “guide sportive” ossia persone, disponibili ad indicargli il percorso, a porgergli un braccio, a farli evitare buche ed ostacoli.
Il prossimo 19 novembre ci sarà un evento aperto a tutti, si tratta di un sabato mattina ore 10.00 sempre presso il parco degli acquedotti Roma, dove tutti potranno correre e camminare come guide o come atleti accompagnati. Per info achillesinternationalroma@gmail.com o 3931053915. 
Ada Nardin, sta cercando di far partire il progetto Achilles International anche a Milano, quindi sono preallertati i runner milanesi.
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

Commenti? | Nov 11, 2016

ROLAND GRÖGER VINCE 3 ORI AI CAMPIONATI DEL MONDO DI PERTH 2016: TRIPLETTE!

Posted by linfordbif in Mondo Master
 
I mondiali Master 2016 a Perth, Australia, si sono conclusi. Vorrei condividere con voi la mia immensa gioia per i risultati ottenuti dai 3 Atleti M50che seguo: Roland Gröger, Lars Klingenberg e Burghardt Funk.

Roland e´riuscito nella impresa (nostro obiettivo) di vincere nella categoria M50 sia i 100m M50 con 11" 34 +4,8mvs ,che i 200 +3.2 i con 22"97 chei  400m con 51"41.
 
Roland conquista cosi´3 fantastici ori oltre poi ai 2 argenti nelle staffette 4x100 e 4x400. E´quindi Tripletta, una splendida tripletta che ripaga tutto il lavoro che abbiamo svolto assieme quest´anno e negli ultimi 4 anni.

Quindi rekord personale sui 100, sui 200 ed Il tempo sui 100 rimane il 2° al mondo, dopo l 11"13i Mario Longo che ricordiamo e´Rekord Europeo M50, e miglior tempo al mondo sui 200 e sui 400m dove quest´anno, il 26 di Agosto ha anche corso il Rekord del Mondo fermando il cronometro a 51"02 ( era 51"39). 

Fantastica e´ stata anche la stabilita´ dei suoi risultati sopratutto sui 400: Roland ha corso 5 volte sotto i 51"50: 51"02, 51"40 e 3 Volte 51"41!

Una stagione da incorniciare, tante le vittorie e Rekord incluso il Rekord tedesco sui 200 m indoor con 23"49.

Ottimo anche Lars Klingenberg M50 che giunge in finale sia sui 100 che sui 200 dove arriva rispettivamente 8° con 11"87 che e´il suo rekord personale da Master e 6° con 24"51 dopo aver corso il Rekord personale in semifinale con 24"42. Vince poi un fantastico argento, con Roland, nella 4x100.

Molto bene anche Burghardt che arriva 8° al mondo nel decathlon piazzando il suo Personale con 5512punti e cogliendo un fantastico argento nella 4x400 con Roland.
 
 
Daniele Biffi

Personal Trainer & Mental Coach  

Commenti? | Nov 09, 2016

Lisa: Il Tor des Geants, è l’esperienza più bella che abbia mai sperimentato

Posted by linfordbif in Training

Il Tor des Géants con partenza ed arrivo a Courmayeur, è considerato “il trail più duro al mondo”, il tempo limite è di 150 ore, in regime di semi-autosufficienza, il tracciato misura circa 330 km per un totale di 24.000 metri di dislivello positivo, e la Regina quest’anno è la padovana Lisa Borzani che ha tagliato il traguardo dopo 91 ore e 9 minuti e classificandosi 7^ nella classifica generale arrivando giovedì 15 settembre 2016 alle 5,10 del mattino.

Approfondiamo la conoscenza della piccola Gigante del Tor 2016 attraverso le risposte ad alcune domande.

Ciao Lisa, spero di non disturbare, finalmente ce l’hai fatta dopo due secondi posti, come stai ora? “Ora sto bene, sto recuperando bene sia fisicamente che mentalmente.”

In effetti le gare di endurance ti consumano sia fisicamente che mentalmente, ti logorano, per questo è importante non solo la preparazione fisica ma anche un sano approccio mentale ed una preparazione nutrizionale. Vengono mobilitate tante energie fisiche e mentali durante una gara della durata di 91 ore pertanto è indispensabile successivamente un sano recupero, prolungato e tante coccole possibilmente.

Cosa cambia ora? “Dopo il Tor, non credo cambierà nulla, tornerò alla vita normale fatta di ufficio e allenamento.”

Lisa appare sempre positiva, sempre con il sorriso, amante della natura, libera di correre e volare nei sentieri naturali partecipando a gare sempre più ardue ed impegnative, atleta della nazionale Italiana Ultratrail già salita sul podio il 2015 con il resto della squadra femminile per ricevere un bronzo mondiale, corona anche il sogno di arrivare prima donna al Tor dei Giganti della Valle da Aosta dopo essere arrivata nei due precedenti anni sempre seconda.

Hai avuto cedimenti, rischi, malori? “In gara non ho avuto malori, solo qualche crisi di testa che sono però riuscita a superare.”

Le crisi come vengono così se ne vanno se sei un atleta esperto e sai a cosa vai incontro e conosci i tuoi limiti e le tue potenzialità.

Prossimi obiettivi e/o sogni? “Il prossimo obiettivo sarà il campionato del mondo di ultratrail del 29 ottobre in Portogallo.”

Dopo una tale impresa dove si esce vincenti e vittoriosi, a parte il sano recupero, non si può già pensare ai prossimi obiettivi ambiziosi, e Lisa è un atleta di livello Nazionale che non può mancare a sfidanti appuntamenti internazionali, per confermare il suo stato di forma dettato dalla grande passione che la motiva in questo sport considerato quasi estremo.

L’anno scorso conobbi Lisa e gli chiesi di rispondere ad un questionario le cui risposte riporto di seguito molto interessanti che trasmettono la passione e l’amore per lo sport outdoor di endurance.

Cosa significa per te essere ultramaratoneta? “Per me significa amare correre su strada o per sentieri per un periodo di tempo abbastanza lungo da far entrare in gioco variabili diverse oltre a quelle della classica ‘gara di corsa’, variabili che riguardano l’ambiente esterno ma anche il proprio intimo modo di vivere la lunga distanza.”

Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta? “La voglia di pormi degli obiettivi anche ‘importanti’ come distanza o dislivello (nell’ultratrail) e di cercare di lavorarci su per raggiungerli.”

Quali i meccanismi psicologici ritieni ti aiutano a partecipare a gare estreme? “La voglia, l’entusiasmo, la serenità interiore e con chi ti sta accanto sono per me elementi psicologici fondamentali.”

Passione, entusiasmo, serenità diventano meccanismi psicologici indispensabile per continuare a far bene ed avere sempre stimoli che ti spingono a fare di più e sempre meglio.

Cosa ti spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici? “La curiosità e la voglia di vedere se ce la posso fare, sempre con la consapevolezza che non sono un super eroe e che quindi posso anche fallire perché fa parte del gioco.”

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua partecipazione a gare estreme? “Paolo, il mio compagno, condivide tutto con me: allenamento, gare, preparazione e questo oltre ad essere stupendo per me è anche una bellissima fonte di forza. Mia mamma dice il rosario tutte le sere affinché il Signore mi convinca a smettere perché teme che io, abbastanza minuta, possa consumarmi del tutto!! Mio papà però è mio segreto complice! I miei amici che praticano anche loro le ultra mi capiscono benissimo. Gli altri un po’ meno ma mi supportano ed incoraggiano lo stesso.”

Che significa per te partecipare ad una gara estrema? “Significa mettermi in gioco, provare a raggiungere l’obiettivo prefissato, iniziare un’avventura ‘programmata’ e preparata.”

Come è cambiata la tua vita famigliare, lavorativa? “Devo cercare di ‘incastrare’ tutto: lavoro, famiglia e sport perché le ultra richiedono indubbiamente tante ore da dedicare all’allenamento. Ho però la fortuna di condividere tutto con il mio compagno perciò risulta tutto più facile.”

Quale può essere un tuo messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi a questo sport fatto di fatica, impegno, sudore, sofferenze? “Un messaggio che secondo me è bene passare ai ragazzi è che in questo sport, come nella vita, è importante mettere passione, dedizione, voglia ed impegno in ciò che si fa perché la cosa importante non è vincere (anche se ciò può far piacere ovviamente!) ma sentire di ‘aver dato tutto’ quando si taglia il traguardo. Credo che sia importante passare questo messaggio perché, appunto, la società di oggi è quella che esalta solo chi APPARE VINCENTE a scapito di chi invece mette impegno, fatica e cuore in quello che fa.”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta? “Sono partita dalle gare su strada e dalla maratona corse per le prime volte per seguire le ‘orme’ di mio padre, anche lui maratoneta. Poi con il tempo mi è venuta voglia di provare una 50km e poi il mitico Passatore di 100km. Infine, grazie al mio compagno Paolo amante della montagna, ho scoperto l’ultratrail.”

Lisa scommette continuamente su se stessa, allenandosi e preparandosi continuamente per percorrere e gareggiare su sentieri sempre più lunghi ed impervi ponendosi obiettivi sempre più importanti e facendo di tutto, non trascurando nulla, per portarli a termine.

Quale è stata la tua gara più estrema o più difficile? “Il Tor des Geants, ma è stata anche l’esperienza più bella che abbia mai sperimentato!”

Ti va di raccontare un aneddoto? “Uno che mi piace è questo. Alla fine del mio primo tentativo di ultratrail di 50km arrivai al traguardo 3 ore dopo il mio compagno e, quasi in lacrime per la troppa fatica provata gli dissi: ‘mai più!! asfalto tutta la vita!!’. Poi l’anno successivo cominciai ad allenarmi per il Tor des Geants.”

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel diventare ultramaratoneta? “Che a volte (non sempre purtroppo!) io (come chiunque altro) posso trovare dentro me delle risorse fisiche e mentali che non immaginavo lontanamente di possedere.”

Usi farmaci, integratori? Per quale motivo? “Integro le vitamine A, C ed E perché sono potenti antiossidanti che servono per combattere le vagonate di radicali liberi che produciamo con la corsa.”

Hai un sogno nel cassetto? “Si ma non si dice senno non si avvera!!!”

Hai sperimentato l’esperienza del limite nelle tue gare? “Si, credo di sì. Al Tor des Geants quest’anno (2014) sono arrivata al ‘limite’ non tanto dal punto di vista della gestione della fatica bensì da quello della gestione del sonno. Le prime tre notti di gara ho gestito la carenza di sonno con dei micro sonni ma l’ultima notte (la quarta) è stata dura e credo di essere arrivata proprio al limite delle mie possibilità in tal senso.”

Come la maggior parte degli ultramaratoneti anche Lisa ha sperimentato l’esperienza del limite perché ti puoi preparare quanto vuoi, puoi avere passione, predisposizione ma dietro l’angolo ci può essere sempre un imprevisto che ti coglie di sorpresa, l’importante è non farsi trovare impreparato e cercare di gestirlo nel miglior modo possibile facendo leva sull’esperienza acquisita nello sport e nella vita e considerando che per ogni problema c’è almeno una soluzione a disposizione e che quando sembra di non poterne proprio più, se sei fiducioso una porticina da aprire per attingere nuove energie, nuove soluzioni la trovi.

Libri sulla psicologia dello sport e del benessere sono anche reperibili presso Frizzi e Lazzi, negozio di “Scarpe running e non solo” sito in Manfredonia Corso Manfredi 303.

 

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

CONTATTI: 380.4337230 – 21163@tiscali.it

http://www.mjmeditore.it/autori/matteo-simone

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+simone+matteo.html

Commenti? | Nov 09, 2016

Mondiali Master: 53 medaglie italiane

Posted by linfordbif in

La staffetta italiana 4x100 W45

La spedizione azzurra torna dalla rassegna iridata “over 35” di Perth (Australia) con 14 ori, 25 argenti e 14 bronz. 

Nei Campionati Mondiali Master di Perth (Australia), gli “over 35” dell’atletica italiana chiudono con 14 ori, 25 argenti e 14 bronzi per un totale di 53 medaglie. Un risultato significativo, se si considera che alla manifestazione stavolta hanno partecipato 69 azzurri, 49 uomini e 20 donne. L’ultima giornata vede l’Italia Master Team per sei volte sul podio, con il successo nei 3000 siepi M35 di Luigi Del Buono (Sef Stamura Ancona) che fa segnare il crono di 9:35.27. In questo modo il figlio d’arte di Gianni e fratello di Federica corona un’edizione iridata in cui aveva già conquistato tre argenti. Arrivano poi due secondi posti: sulle sponde del fiume Swan, nella maratona W35 in 3h07:28 per merito dell’altra marchigiana Denise Tappatà (Pol. Acli Macerata), che così raggiunge quota 2 argenti e 2 bronzi personali in questo evento, ma anche del catanese Gianfranco Belluomo (Puntese San Giovanni La Punta), capace di aggiudicarsi la piazza d’onore sui 3000 siepi M55 in 11:17.27.

Le staffette italiane portano a casa tre bronzi, con le donne W45 a segno nella 4x100 formata da Laura Piras (Road Runners Club Milano), Giusy Lacava (Assi Giglio Rosso Firenze), Gigliola Giorgi (Atletica dei Gelsi), Simona Prunea (La Galla Pontedera Atletica) in 59.49, poi nella 4x400 di Vittoriana Gariboldi (Atl. Pistoia), GiorgiLacava e Prunea in 4:29.36. Ma c’è gloria anche tra gli uomini nella 4x100 M40 con Paolo Bertaccini (Cus Pro Patria Milano), Nicola Demarni (Atl. Insieme New Foods Verona), Massimiliano Raglianti (Cus Pisa), Filippo Bianchi (Assi Giglio Rosso Firenze) in 50.64. Ai piedi del podio invece la 4x400 M40 di Franco Natali(Atl. Pistoia), BianchiRaglianti e Demarni in 3:58.81, oltre alla 4x400 M50 con Bertaccini, Frédéric Peroni, Giuseppe Romeo(Olimpia Amatori Rimini), Francesco D’Agostino (Atl. Virtus Castenedolo) in 3:47.42. La rassegna iridata “over 35” all’aperto tornerà fra due anni nella città spagnola di Malaga (5-16 settembre), ma nel 2017 ci saranno i Mondiali indoor a Daegu (Corea del Sud, 19-25 marzo) e gli Europei di Aarhus in Danimarca (27 luglio-6 agosto), in attesa degli Europei Master 2019 che si svolgeranno in Italia (5-15 settembre) a Jesolo, Caorle ed Eraclea, nella provincia di Venezia. Cliccando sul link sottostante è possibile consultare il medagliere con i risultati di tutti gli italiani ai Mondiali Master 2016.

l.c.

MEDAGLIERE E RISULTATI DEGLI ATLETI ITALIANI
RISULTATI/Results
TUTTE LE NOTIZIE/News

Commenti? | Nov 09, 2016

Francia Albi Campionato Europeo ultramaratona 24h

Posted by linfordbif in Manifestazioni
Matteo Simone, Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR  
<section style="box-sizing: border-box; zoom: 1; color: #565656; font-family: Georgia, Cambria, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 16px" itemprop="articleBody" class="entry-content clearfix">

22.10.2016, Francia Albi ore 10.00 partenza Campionato Europeo 24h corsa a piedi su strada, su circuito di 1120 metri. 180 sono i corridori iscritti in rappresentanza di 24 paesi.

nazioniIn assenza del campione in carica, il tedesco Florian Reus vincitore lo scorso anno a Torino, sulla carta il favorito in campo maschile è Bela Mazur (HUN) è il top runner con un personale di 247,040 km, i due principali suoi avversari sembrano essere Zoltan Csecsei (HUN) e Dietmar Korntner (AUT) con record personali rispettivamente di 243,460 km e 243.068km. A contendersi la vittoria maschile ci sono anche James Elson (GBR) con un personale di 242,490 km ottenuto nel 2016 e il veterano corridore Irlandese Eoin Keith con un personale stagionale di 241,938 km.

In campo femminile, Maria Jansson (SWE) difenderà il suo titolo di Campionessa Europea a Torino lo scorso anno. Quest’anno ha ottenuto un personale di 242.686km. Le Ungherese Viktoria Makai e Boglarka Vago con le loro mimgliori prestazioni rispettivamente di 225,600 km e 223,540 km, saranno le dirette avversarie. Altre topo runner in campo femminile sono Anne Marie Vernet (FRA) con 222,419 km quest’anno ed Amy Masner (IRL) con 217,068 km quest’anno.

Una gara ti testa, la mente guida il corpo, sono stati selezionati atleti capaci Atleticamente e mentalmente, atleti con elevata consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti, capaci di focalizzarsi per l’impegno fisico e mentale prolungato nel tempo, atleti con elevata esperienza in gare che possono essere considerate anche alienanti, che hanno sviluppato elevata autoefficacia e resilienza attraverso lunghi viaggi anche interiori che l’ultracorsa ti porta a fare, atleti che sanno gestire il momento presente ed il tempo che passa in modo performante, atleti che sanno accogliere, affrontare, gestire e prevenire crisi o difficoltà, atleti che sanno prendersi cura di se stessi anche dal punto di vista nutrizionale che diventa fondamentale in questo tipo di gara, atleti che sanno accogliere parole e suggerimenti di partner e tecnici per andare avanti senza mollare.

formazioneLa squadra italiana è rappresentata dai seguenti 12 atleti.

Marco Bonfiglio (DK Runners Milano)

Diego Ciattaglia (Bergamo Stars Atletica)

Nicola Leonelli (ASD Liberi Podisti Abruzzesi)

Nerino Paoletti (Bergamo Stars Atletica)

Paolo Rovera (ASD Dragonero)

Andrea Zambon (ASD Pavanello)

Paola Addari (GS Runners Cagliari)

Monica Barchetti (ASD Podistica Lippo Calderara)

Lorena Brusamento (GS Gabbi)

Maria Ilaria Fossati (Bergamo Stars Atletica)

Chiara Milanesi (Runners Bergamo)

Luisa Zecchino (Team Pianeta Sport Massafra)

due1Ultramaratoneti e gare estreme (cosa motiva questi atleti? Quali i meccanismi psicologici? Cosa li spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici?),questo è il titolo del mio prossimo libro che racconta le storie, passioni, motivazioni, aneddoti di più di un centinaio di atleti che si dilettano a percorrere tantissimi chilometri in tante modalità, su strada, su sentieri, su tapis roulant, tra i tanti atleti Vito Intini coordinatore settore maschile 24 ore di corsa su strada e riporto di seguito una breve intervista per conoscere questo mondo.

Cosa significa per te essere ultramaratoneta?

“La ricerca di mettere il proprio fisico e la propria mente in difficoltà nella quale esiste la soluzione. Come risolvere un rebus o un sudoku. Mai però deve essere raggiunto il pericolo organico!”

Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta?

“L’incognita del risultato e la gioia che mi pervade quando affronto la fatica.”

Quali i meccanismi psicologici ritieni ti aiutano a partecipare a gare estreme?

“La meditazione. L’introspezione e la convinzione di essere preparato infine anche tecniche di visualizzazioni uso di frequente.”

Cosa ti spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici?

“Il corpo si adatta ad uno sforzo con allenamenti specifici fino ad un limite personale che può essere raggiunto. Per la mente invece non è così semplice. Qui entri in una sfera senza bordi. Non c’è una progressione delineabile. Non sai mai se la tua mente ha appreso, imparato e si è adattato allo sforzo. Sono troppe le variabili che possono verificarsi. E’ qui il divertimento.  In fondo è come risolvere un Sudoku sulla base di un sistema numerico sessagesimale (sessanta simboli).”

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua partecipazione a gare estreme?

“Dopo tanti anni hanno capito che con dedizione e preparazione le gare di Ultramaratona sono una disciplina come tante altre.”

Che significa per te partecipare ad una gara estrema?

“Preparazione, preparazione e preparazione fisica e mentale.”

bandiera-italianaPer quanto riguarda Nico Leonelli, finalmente il sogno che aveva da bambino si realizza, Nico racconta la voglia di mettersi sulla strada e camminare, girovagare ad iniziare dai paesi vicini, e sempre di più ha coltivato questa passione del camminare, dell’allontanarsi, di andare alla ricerca di altro, di nuovo, di diverso, per scoprire altro ed anche per scoprire se stesso.

Ecco di seguito come si racconta Nico, quali sono le sue passioni, sogni, limiti.

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta?

Quando ero bambino sognavo spesso di arrivare ai paesi vicini a piedi. Per cui da adulto, quando ho iniziato a correre, il percorso per arrivare alle ultramaratone è stato abbastanza naturale e veloce.”

Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta?

“Mi piace pensare che potrei attraversare paesi ed anche regioni, avendo come unico mezzo le gambe. Mi piacerebbe che questa capacità la mantenessi ancora per tanti altri anni.”

Hai mai pensato di smettere di essere ultramaratoneta?

Ho pensato spesso di smettere con le gare, ma mai di non correre più lunghe distanze per conto mio.”

Cosa ti spinge a continuare ad essere ultramaratoneta?

Il fatto che ci sono tanti altri traguardi da vivere ed assaporare.”

Hai sperimentato l’esperienza del limite nelle tue gare?

Ad ogni gara Ultra ho sempre creduto di aver raggiunto il limite per poi scoprire in seguito che quello non era il mio limite.”

Quali i meccanismi psicologici ritieni ti aiutano a partecipare a gare estreme?

“Non avere la reale consapevolezza di quello che starò per fare.”

C’è una gara estremi che non faresti mai?

Soffro il freddo in maniera patologica, per cui iscrivermi ad una gara in Alaska è l’ultimo dei miei desideri.”

Cosa ti spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici?

“Credo che sia una cosa innata nell’ uomo. Se l’uomo non avesse questa tendenza, la scienza non sarebbe arrivata a questo livello e noi ora non avevamo neppure il Garmin.”

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua partecipazione a gare estreme?

C’è chi ammira e chi ne deride…è normale!”

Che significa per te partecipare ad una gara estrema?

Non c’è un sempre un unico significato. A volte c’ è la predominante agonistica ed altre volte c’è la curiosità di una nuova esperienza.”

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel diventare ultramaratoneta?

Ho scoperto che se qualcosa nella mia vita non va come vorrei, è solo perché non ci ho messo la giusta forza e determinazione.”

Ai fini del certificato per attività agonistica, fai indagini più accurate? Quali?

Fortunatamente stanno nascendo centri medici sportivi che per rilasciare il certificato agonistico, non si limitano solo a farti salire sulla cyclette, ma approfondiscono con ecografie ed analisi specifiche.”

Hai un sogno nel cassetto?

Certamente, quello che si ha da bambino e cioè fare un mondiale.”

Enrico Vedilei è stato un Campione come atleta, coordinatore della Nazionale Ultratrail, ora collabora con la IUTA nel settore 24 ore di corsa su strada

Di seguito racconta un po’ della sua vita dedita allo sport con passione e tanta emozione.

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta?

“La mia prima gara, a 12 anni, fù di 21 km. Dopo aver raggiunto i limiti d’età, ho voluto provare a correre la maratona e dopo 5 anni mi sono spinto più in là con l’ultramaratona.”

Da piccolo Enrico non gli bastavo le distanze corte, voleva esagerare, ed ha dovuto aspettare la maggior età per esordire in maratona e fare successivamente l’ingresso nel mondo delle ultra.

Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta?

La voglia di scoprire e scoprirmi.”

Hai mai pensato di smettere di essere ultramaratoneta?

“Finora no, di sicuro non mi alleno più come una volta ma la voglia di far fatica è ancora dentro il mio corpo.”

Hai mai rischiato per infortuni o altri problemi di smettere di essere ultramaratoneta?

“Ho avuto dei problemi fisici una decina di anni fa che non mi hanno più permesso di allenarmi come una volta, ora corro di meno ma corro lo stesso perché mi diverto e mi piace l’ambiente.”

Enrico si trova dove c’è una gara lunghissima o durissima, è presente come coordinatore di atleti nazionali, come organizzatore di gara, come sponsor, come assistenza, è una presenza.

Cosa ti spinge a continuare ad essere ultramaratoneta?

“Mi piace l’ambiente e non c’è lo stress delle gare corte dove si deve correre sempre con il fiato corto e guardare il cronometro.”

Quali i meccanismi psicologici ritieni ti aiutano a partecipare a gare estreme?

“La consapevolezza che se non è giornata o non vado, rallento o mi ritiro senza nessun problema o giustificazioni. Credo che sia stata una saggia legge che mi ha portato a correre per 40 anni.”

Quale è stata la tua gara più estrema o più difficile?

“La mia gara più dura è stata il Cammino Inca in Perù dove abbiamo superato 2 passi sopra i 4000 m slm e non avevo fiato per respirare.”

Cosa ti spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici?

“Oramai non sposto più i miei limiti ma un tempo, quando lo facevo, mi spingeva la voglia di conoscere appunto i miei limiti fisici.”

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua partecipazione a gare estreme?

“Senza i miei genitori non starei qui a raccontare la mia storia, mi hanno sempre aiutato. Poi ho trovato una moglie con una famiglia di ultramaratoneti e quindi il gioco è fatto e per noi è tutto naturale.”

Che significa per te partecipare ad una gara estrema?

“Prepararmi psicologicamente e fisicamente, documentarmi sul tracciato, sulle condizioni ambientali e sul paesaggio che dovrò affrontare di li a poco. Anche questo è cultura generale che i libri di scuola non potranno mai insegnarti.”

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel diventare ultramaratoneta?

“Ho scoperto di essere molto socievole e stare bene in mezzo alla gente, cosa che da piccolo non mi riusciva bene.”

Forza ragazzi!!! E’ arrivato il luogo momento!

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Commenti? | Nov 02, 2016

Di corsa verso il nuovo anno: parte il progetto dell’Uisp Nazionale Atletica Leggera in Val d’Orcia

Posted by linfordbif in Manifestazioni
Trascorrere all’insegna dello sport per tutti il passaggio dalla fine del 2016 all’inizio del nuovo anno. E’ con questo spirito che l’Uisp Nazionale Atletica Leggera, in collaborazione con l’Asd Runners e Benessere e il comitato Tuscany Crossing, promuove RunMeet: un’iniziativa per passare un soggiorno di 3 o 5 giorni, dal 30 dicembre 2016 al 3 gennaio 2017, nella splendida cornice della Val d’Orcia ritagliandosi dei momenti per uscite collettive di corsa o di camminata.
 

La base logistica del progetto sarà Abbadia San Salvatore, piccolo comune senese alle pendici dell’Amiata che ogni anno ospita il raduno tecnico dell’Uisp Nazionale Atletica Leggera. Da lì ci si potrà spostare facilmente per le passeggiate o gli allenamenti di corsa e per qualche piacevole puntata alle terme di San Filippo, dove è previsto il veglione dell’ultimo dell’anno.
 
“Sarà un’occasione per condividere lo spirito della corsa senza l’assillo del cronometro o della classifica finale – commenta Fabio Fiaschi, presidente Uisp Nazionale Atletica Leggera – per godersi il paesaggio della Val d’Orcia e della via Francigena in un momento di bassa stagionalità, consentendo a chi vorrà unirsi a noi di affacciarsi al nuovo anno in modo diverso dal solito, dedicandosi allo sport e al benessere immersi in questo angolo della Toscana, dichiarato Patrimonio Unesco. La nostra proposta è aperta a tutti, senza distinzioni di età: ci auguriamo che aderiscano in tanti”.

Per informazioni: redazione@runners.it, 333.7179966.

Ufficio Stampa

Uisp Nazionale Atletica Leggera
Commenti? | Nov 02, 2016

ALLENAMENTO CON RIPETUTE PER IL MEZZOFONDO: IL 4X2000

Posted by linfordbif in Training
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Il 4x2000  e´ un allenamento che possiamo classificare di "capacita´ aerobica" ideale per chi prepara i 5000 ed i 10000 ma anche molto importante per chi si destreggia sui 10,000, gare su strada ed anche mezza e maratona.
 
Questo allenamento e´ particolarmente importante anche perche´ lavoriamo sulla SAN (Soglia Anaerobica) , valore che e´ di fondamentale importanza per chi allena mezzofondo.
 
Innalzre il valore della SAN ci permette di risparmiare energia, aumentare la capacita del muscolo a consumare ossigeno per bruciare carboidrati e grassi. In questo modo saremo in grado di tenere una velocita´ semrpe piu´elevata sempre piu´ a lungo. Per questo motivo allenamenti come il 4x2000 sono importanti per migliorare la performance.
 
Perche´ l´allenamento abbia gli effetti auspicati e´ bene che le prove vengano corse in modo regolare.
 
Come recupero teniamo il 50% del tempo in cui corriamo i 2000m ( se li corriamo in 10´ teniamo 5´di rec).
 
Per Atleti con esperienza e che corrono i 2000 m gia´sotto gli 7´00" (3´30" a KM)  consiglio di recuperare attivamente con un 1000m il 10/15% piu´ lento dei 2000 ( 2000m 7´00" = 1000 di rec in 3´51"/3´55"). 
 
 
Daniele Biffi

Personal Trainer & Mental Coach  


Commenti? | Oct 14, 2016
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