European Rising Star: Tortu in nomination

Posted by linfordbif in Italia

Il vicecampione del mondo junior dei 100 metri tra i candidati per il titolo di "Astro nascente dell'atletica europea". Si vota via Facebook e Twitter fino al 5 ottobre. 

Una nomination importante per una stagione straordinaria. L'European Athletics ha candidato Filippo Tortu come "European Rising star 2016". 18 anni nel segno dei 100 metri che quest'anno l'hanno visto migliorare il record italiano junior a 10.19, vincere il titolo italiano assoluto, sfiorare la finale agli Europei di Amsterdam e mettersi al collo la medaglia d'argento ai Mondiali under 20 di Bydgoszcz. Capolista junior stagionale del Vecchio Continente, il giovanissimo lombardo di origini sarde è ora in corsa per il titolo di "Astro nascente dell'atletica europea" e il responso arriverà dal web. Per votare l'azzurro delle Fiamme Gialle - c'è tempo fino al 5 ottobre - bisogna fare retweet e mettere "mi piace" ai post con la sua foto pubblicati negli account Twitter e Facebook della EA e che sono linkati qui sotto.

VOTA 

 

Commenti? | Sep 24, 2016

La Corri per il Verde, edizione 2016, sarŕ presentata al Fulvio Bernardini

Posted by linfordbif in Italia
Anteprima — 18 settembre 2016

Al Fulvio Bernardini, giovedì 15 settembre, oltre a presentare l’edizione 2016 della Corri per il Verde si festeggerà la sua 45^ edizione. L’evento prevede la partecipazione al dibattito del Presidente della Fidal Lazio Fabio Martelli, di ex Presidenti della Uisp Roma qauli Giuliano Prasca, ideatore della Corri per il Verde negli anni 70, Claudio Aiudi, Vincenzo Bigiaretti, l’ex Presidente Nazionale Uisp Ugo Ristori, il giornalista della Gazzetta dello Sport Giorgio Lo Giudice.

Dagli anni 70, fino alle ultime edizioni, sempre partecipatissime, soprattutto dai più piccoli, l’obiettivo è sensibilizzare piccoli e grandi ad appropriarsi del proprio verde, praticare l’attività fisica all’aperto, vivere momenti di aggregazione per conoscersi e condividere la passione dello sport.

Da alcuni anni, si è potuto notare anche la partecipazione alla corri per il verde di atleti con disabilità visiva, tra i quali l’atleta non vedente Ada Ammirata che nonostante le difficoltà tecniche del percorso, con il supporto della sua guida, si lancia nella sua corsa libera superando concorrenti e riuscendo ad evitare radici e buche e seguendo stretti solchi lungo il percorso.

Ho guidato Ada standole accanto e correndogli vicino uniti con un laccetto, è successo anche di cadere un paio di volte ma prontamente si è rialzata ed è ripartita per la sua corsa, nello stretto sentiero scivoloso c’erano anche un paio di atlete che correvano lentamente ma appena avuta l’occasione propizia abbiamo prontamente superato le concorrenti e volati verso il traguardo.

Ho sperimentato la sensazione del flow, uno stato di trance, non mi sembrava di poter correre in quelle condizioni di difficoltà del terreno pieno di radici, buche, saliscendi scivolosi ed erbosi con stretti sentieri dove bisognava correre in fila indiana. Ma se ci credi e sei determinato tutto è possibile, ci siamo affidati e fidati l’uno dell’altro, eravamo un tutt’uno. Sembrava una cosa impossibile.

L’esperienza del flow corrisponde ad uno stato psicofisico ottimale: uno “stato di grazia” che rappresenta un elemento predisponente importante per il verificarsi delle cosiddette “peak performances” (prestazioni eccellenti).

Mihaly Csikszentmihalyi è stato il primo ad occuparsi di flow, professore presso il dipartimento di psicologia dell’Università di Boston, osserva come alcuni individui in certe particolari condizioni vengano completamente assorbiti dalla pratica di un’attività fino ad entrare in uno stato di leggera trance, ovvero in flow.

Chi è nel flow sente di essere completamente coinvolto, focalizzato, concentrato; sa che l’attività è fattibile e che le abilità che possiede sono adeguate allo scopo e saranno utilizzate al massimo; è assolutamente focalizzato sul presente; avverte un senso di “serenità”; ha la sensazione di muoversi in armonia con l’attività intrapresa, come dentro una corrente, un flusso.

Achilles International, sorto negli Stati Uniti, è il programma che in tutto il mondo consente di correre e camminare insieme, guida e non vedente/ipovedente.  Tali atleti ‒ per poter partecipare a diverse attività agonistiche e amatoriali ‒ necessitano di allenarsi e quindi essere accompagnati in queste attività da “guide sportive” ossia persone, disponibili a indicargli il percorso, a porgergli un braccio, a fargli evitare buche e ostacoli. La promotrice è stata Ada Nardin, la presidente romana è Ada Ammirata. Per info: achillesinternationalroma@gmail.com – ada.ammirata@gmail.com o 393/1053915.

Il prossimo incontro è fissato per venerdì 16 settembre alle ore 18.30 al Parco degli Acquedotti. L’appuntamento sempre alla chiesa di San Policarpo, c’è la possibilità di deposito zaino e borsa presso gli amici Luciano e Roberto Ciccone “Planet Sport Running” in viale Spartaco 60/66, situato tra le fermate della metro Lucio Sestio, Giulia Agricola ed il Parco degli Acquedotti.

Matteo SIMONE

Commenti? | Sep 22, 2016

Il Tuscany Camp si apre al turismo sportivo e ospita i primi podisti giapponesi

Posted by linfordbif in Manifestazioni

Dal Giappone all’Italia per correre con i campioni dell’atletica. Ha realizzato un piccolo sogno il gruppo dei quattro podisti giapponesi che la scorsa settimana è stato ospitato dal Tuscany Camp, a http://www.tuscanycamp.com/immagini/logo_tuscanycamp_nero.jpg

San Rocco a Pilli (Si), per fare un’esperienza di turismo sportivo di altissimo livello. I quattro capo gruppi, di squadre amatoriali del Sol Levante, ex professori universitari e appassionati di atletica, hanno potuto così conoscere dal vivo la struttura aperta nel 2014 da Giuseppe Giambrone, e diventata in soli due anni una vera e propria fucina di talenti. Durante la settimana, gli ospiti, oltre a sottoporsi a un check-up medico completo, hanno svolto una parte dei loro allenamenti con gli atleti che abitualmente vivono e si allenano all’interno del Tuscany Camp. Ma c’è stato spazio anche per svolgere diverse visite turistiche nelle principali città toscane, approfittando del clima ideale per esplorare la Toscana.

Il Tuscany Camp spera in questo modo di inaugurare una nuova stagione della sua esistenza, dove lo sport può essere il traino privilegiato per conoscere il territorio della Val di Merse e valorizzarne le bellezze.

Sul fronte agonistico, altre importanti notizie sono arrivate dai recenti Campionati di corsa in montagna, svoltisi domenica 11 settembre a Sapareva Banya, in Bulgaria, lo scorso 11 settembre, dove gli atleti del Tuscany Camp hanno ottenuto quattro medaglie: tre individuali e una di squadra. Sul gradino più alto del podio juniores è salito il nuovo arrivato Joel Ayeko, seguito da Victor Kiplangat e da Albert Chemutai. Un’altra medaglia d’oro sarebbe andata, tra i seniores, a Robert Chemonges, che è stato invece squalificato per un’applicazione un po’ troppo rigida del regolamento che ha sanzionato il fatto che fosse stato accompagnato e incitato da un compagno di squadra per circa un centinaio di metri.


 

Commenti? | Sep 22, 2016

ALLENARSI CON LA CORDA PER CORRERE VELOCE

Posted by linfordbif in Training

Uno strumento fondamentale da usare per stare in forma come anche per correre veloci e´sicuramente la corda. 

Una caratteristica peculiare dell´allenamento con la corda e´ che lo puoi fare ovunque: dalla pista, in spiaggia, in casa, in camera d´albergo, in palestra, ovunque tu abbia 2MQ.

E´ ottimo per l´allenamento cardiovascolare, ideale da eseguire ad inizio allenamento o come riscaldamento. Con la corda alleniamo anche la coordinazione, le capacita´motorie, possiamo lavorare molto bene anche sulla tecnica di corsa.

Con la corda possiamo imparare a coordinare i movimenti svolgendo esercizi sempre piu´ complessi. Impariamo sopratutto ad usare i piedi, fattore basilare se vuoi correre veloce: sia che tu sia uno sprinter sia che tu sia un maratoneta.

Con la corda possiamo lavorare sulla elasticita´, sulla reattivita´, sulla forza veloce, sulla pliometria come anche sulla rapidita´.

Se ti alleni costantemente con la corda puoi solo avere benefici sia a livello cardiaco, muscolare come anche a livello tecnico.

Con la corda possiamo sbizzarrirci eseguendo molteplici esercizi, drills, saltando a due piedi o con un piede solo, puoi girare la corda sia in senso orario che all´indietro, puoi anche usarla mentre corri.

Il mio consiglio e´ di usare questo strumento almeno una volta la settimana, cercando di eseguire esercizi e drills sempre piu´ diversi e difficili. Ne giovera´ anche la tua corsa e le tue performance. 

VIDEO: ESERCIZI TECNICA DI CORSA: SALTO CON LA CORDA 

 

VIDEO: ESERCIZI DI TECNICA DI CORSA 2: SALTO CON LA CORDA

 

Daniele Biffi

Personal Trainer & Mental Coach  

www.fastandfit.de     

Commenti? | Sep 19, 2016

Campioni Italiani di corsa su strada: RAZINE Marouan e MARAOUI Fatna

Posted by linfordbif in

Sabato 10 settembre 2016 si sono svolti a Foligno i Campionati Italiani individuali di corsa su strada di 10 km.

maraoui

L’Esercito Italiano è riuscito ad ottenere entrambi i titoli di Campione Italiano maschile e femminile, grazie all’ottima prestazione di Razine Marouan, classe 1991, che arriva davanti a tutti impiegando 29’01”; mentre Maraoui Fatna, classe 1977, stravince sulle avversarie molto più giovani, con il crono di 33’49”.

 

Il podio della gara maschile vede al secondo gradino Koech Joash Kipruto, classe 1984, Atl. Potenza Picena a soli 8” dal primo arrivato, mentre sul gradino più basso si posizionano due atleti con lo stesso crono di 29’33”, Salami Najibe Marco, classe 1985, dell’Esercito Italiano e Rono Julius Kipngetich, classe 1991, dell’Atl. Recanati.

La gara maschile vede nelle prime sei posizioni atleti originari del continente Africano ed è nota la loro predisposizione muscolare in questo tipo di sport, mentre a seguire tra la 7° e la 15° posizione dell’atleta di Manfredonia Dario Santoro, crono di 30’22 ci sono solamente 27 secondi.

La gara femminile vede al secondo gradino la veterana Weissteiner Silvia, classe 1979, del G.S. Forestale, con il crono di 34’20 che precede di 3” la giovane Roffino Valeria, classe 1990, del G.S. Fiamme Azzurre.

Notevole la prestazione di corsa strada Km 10 categoria Promesse Maschili con l’eccellente crono di 29’18” da parte di Dini Samuele, classe 1994, del G.A. Fiamme Gialle, che precede di 1 minuto e 5 secondi il secondo arrivato Quazzola Italo, classe 1994, dell’Atl. Casone Noceto.

Vincitrice della categoria Promesse Femminile è Mattioli Giulia, classe 1994, della Calcestruzzi Corradini Excels con il crono di 34’53”. Che precede di 22” l’atleta del C.S. Esercito Santi Christine, classe 1995.

Gli atleti Allievi della classe 2000 si equivalgono, arrivano distanziati di alcuni secondi, in ordine Alfieri Luca in 32’40” della P.B.M. Bovisio Masciago, Choury Yassin 32’46 della S.S. Vittorio Alfieri Asti e Idam Ayoub 32’47” della Cosenza K42.

matteo

Per quanto riguarda la Corsa su Strada 6 Km Allieve, vince il titolo Italiano Battocletti Nadia, classe 2000, dell’atl. Valli di Non e Sole con il crono 21’46” anticipando di 12” la seconda arrivata Cesarò Michela, classe 1999, del C.U.S. Torino.

 

Ottima anche la prestazione del diciannovenne Juniores Maschili Riva Pietro, classe 1997, con il crono 30’16”, del G.S. Fiamme Oro Padova che anticipa i due avversari del C.U.S. Torino, Polikarpenko Sergiy Vol, classe 1998, crono 30’48” e De Caro Dario, classe 1997, crono 31’07”.

La vincitrice della prova Juniores Femminile è Reina Nicole Svetlana, classe 1997, del Cus Pro Patria Milano crono 35’03”, con un ampio margine di quasi tre minuti sulla seconda arrivata ILARI Azzurra, classe 1998, dell’Atl. Amat. Osimo.

 Matteo Simone, www.psicologiadellosport.net

Commenti? | Sep 15, 2016

Mennea, 200 metri nella storia

Posted by linfordbif in Italia

Il 12 settembre ricorre il 37esimo anniversario del 19.72 a Città del Messico, un record del mondo che ha resistito per quasi 17 anni. Per ricordare quella straordinaria impresa in tutta Italia scatta il Menneaday.

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di Giorgio Cimbrico

Sono passati tre anni e mezzo da quando Pietro Mennea se n’è andato e sono 37 da quell’acuto messicano che rientra nel repertorio di chi ha saputo lasciare una luminosa, indimenticabile eredità: nel ’55 Adhemar Ferreira da Silva, nel rivoluzionario ’68 Jim Hines, Tommie Smith e John Carlos, Lee Evans e Larry James, Bob Beamon, Viktor Saneyev, Nelson Prudencio e Beppe Gentile e più tardi, nel ’75, Joao Carlos de Oliveira. Il 12 settembre 1979 Pietro ha chiuso l’epoca di chi salì in alto per cercare e trovare qualcosa di assoluto: un’ondata di sprinter, un succedersi di velocisti, un sovrapporsi di invasioni barbariche provenienti da tutte le terre del mondo, continentali e isolane, hanno lasciato migliaia di impronte. Quelle di Pietro rimangono impresse al decimo posto nella lista di tutti i tempi.

Miracoloso non è l’aggettivo giusto. E’ meglio sceglierne un altro: formidabile. Un record del mondo che cancellò Smith e quel suo gesto disinvolto sul traguardo, e che aprì l’età che avrebbe prodotto le volate di Michael Johnson e di Usain Bolt, i successori nella cronologia del limite mondiale della distanza con curva completa.

PPM da Barletta tiene quella decima posizione dopo aver superato un’altra stagione olimpica e quel tempo, 19.72, quel nome continuano a essere arduo punto di riferimento per i velocisti d’Europa, gli originari - o caucasici, secondo classificazione antropologica - e quelli con radici africane e antillane, arrivati da adulti o cresciuti in realtà multietniche. Quest’anno ha creato attenzione il progresso di Bruno Hortelano, lo spagnolo venuto al mondo nel Nuovo Galles del Sud e reduce da un brutto incidente stradale che lo ha costretto ad una delicata operazione alla mano destra. Il miglior tempo del campione europeo è 20.12, a 40 cents da Pietro.

Le parole cominciano a essere inutili. Per ricordare chi era Pietro non resta che proporre la lista alltime europea (con il piazzamento nell’alltime mondiale), il numero delle europrestazioni sino al confine dei 20.00 e la lista stagionale.

ALLTIME2016
19.72A Pietro Mennea ITA (10°)
19.80 Christophe Lemaitre FRA (18°)
19.81 Churandy Martina NED (21°)
19.84 Francis Obikwelu POR (24°)
19.85 Kostas Kenteris GRE (25°)
19.87A John Regis GBR (33°)
19.88 Ramil Guliyev TUR (37°)
19.89 Jaysuma Saidy Ndure NOR (41°)
19.95 Nethaneel Mitchell-Blake GBR (46°)
19.97 Adam Gemili GBR (55°)
19.98 Marcin Urbas POL (56°)
20.00 Valeri Borzov URS/UKR (62°)
19.81 Churandy Martina NED
19.95 Nethaneel Mitchell-Blake GBR
19.97 Adam Gemili GBR
20.01 Christophe Lemaitre FRA
20.09 Ramil Guliyev TUR
20.12 Bruno Hortelano ESP
20.21 Likourgos Tsakonas GRE
20.25 David Talbot GBR
20.26 Karol Zalewski POL
20.27 Platini Menga GER

 

Numero di prestazioni sino 20.00
5 Martina
3 Mennea, Saidy Ndure, Gemili
2 Lemaitre, Regis
1 Obikwelu, Kenteris, Guliyev, Mitchell-Blake, Urbas, Borzov

 

 

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Commenti? | Sep 12, 2016

Fly Europe: Italia Team quarto a Berlino

Posted by linfordbif in Manifestazioni
Fly Europe: Italia Team quarto a Berlino11 Settembre 2016

La prima tappa del circuito internazionale di atletica in piazza vede il successo dei padroni di casa della Germania. Terzi posti individuali per la lunghista Strati e lo sprinter Pettenati.

La Porta di Brandeburgo come uno stadio. Oggi Berlino ha accolto proprio qui la prima tappa del Fly Europe 2016 il circuito internazionale di atletica in piazza che il 21 settembre approderà a Parigi, direttamente sotto la Tour Eiffel. L'anno prossimo toccherà anche a Roma, insieme a Londra e Madrid. Salto in lungo femminile, asta e sprint maschili: tre specialità per due ore di spettacolo in un pomeriggio caldo per il clima e per la bella atmosfera creata da pubblico e musica.
La Porta di Brandeburgo come uno stadio. Oggi 
Berlino ha accolto proprio qui la prima tappa del Fly Europe 2016 il circuito internazionale di atletica in piazza che il 21 settembre approderà a Parigi, direttamente sotto la Tour Eiffel. L'anno prossimo toccherà anche a Roma, insieme a Londra e Madrid. Salto in lungo femminile, asta e sprint maschili: tre specialità per due ore di spettacolo in un pomeriggio caldo per il clima e per la bella atmosfera creata da pubblico e musica.
La Porta di Brandeburgo come uno stadio. Oggi 
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La Porta di Brandeburgo come uno stadio. Oggi 
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La Porta di Brandeburgo come uno stadio. Oggi 
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Berlino ha accolto proprio qui la prima tappa del Fly Europe 2016 il circuito internazionale di atletica in piazza che il 21 settembre approderà a Parigi, direttamente sotto la Tour Eiffel. L'anno prossimo toccherà anche a Roma, insieme a Londra e Madrid. Salto in lungo femminile, asta e sprint maschili: tre specialità per due ore di spettacolo in un pomeriggio caldo per il clima e per la bella atmosfera creata da pubblico e musica.
La Porta di Brandeburgo come uno stadio. Oggi 
Berlino ha accolto proprio qui la prima tappa del Fly Europe 2016 il circuito internazionale di atletica in piazza che il 21 settembre approderà a Parigi, direttamente sotto la Tour Eiffel. L'anno prossimo toccherà anche a Roma, insieme a Londra e Madrid. Salto in lungo femminile, asta e sprint maschili: tre specialità per due ore di spettacolo in un pomeriggio caldo per il clima e per la bella atmosfera creata da pubblico e musica.
La Porta di Brandeburgo come uno stadio. Oggi 
Berlino ha accolto proprio qui la prima tappa del Fly Europe 2016 il circuito internazionale di atletica in piazza che il 21 settembre approderà a Parigi, direttamente sotto la Tour Eiffel. L'anno prossimo toccherà anche a Roma, insieme a Londra e Madrid. Salto in lungo femminile, asta e sprint maschili: tre specialità per due ore di spettacolo in un pomeriggio caldo per il clima e per la bella atmosfera creata da pubblico e musica.
La Porta di Brandeburgo come uno stadio. Oggi 
Berlino ha accolto proprio qui la prima tappa del Fly Europe 2016 il circuito internazionale di atletica in piazza che il 21 settembre approderà a Parigi, direttamente sotto la Tour Eiffel. L'anno prossimo toccherà anche a Roma, insieme a Londra e Madrid. Salto in lungo femminile, asta e sprint maschili: tre specialità per due ore di spettacolo in un pomeriggio caldo per il clima e per la bella atmosfera creata da pubblico e musica.
La Porta di Brandeburgo come uno stadio. Oggi 
Berlino ha accolto proprio qui la prima tappa del Fly Europe 2016 il circuito internazionale di atletica in piazza che il 21 settembre approderà a Parigi, direttamente sotto la Tour Eiffel. L'anno prossimo toccherà anche a Roma, insieme a Londra e Madrid. Salto in lungo femminile, asta e sprint maschili: tre specialità per due ore di spettacolo in un pomeriggio caldo per il clima e per la bella atmosfera creata da pubblico e musica.
La Porta di Brandeburgo come uno stadio. Oggi 
Berlino ha accolto proprio qui la prima tappa del Fly Europe 2016 il circuito internazionale di atletica in piazza che il 21 settembre approderà a Parigi, direttamente sotto la Tour Eiffel. L'anno prossimo toccherà anche a Roma, insieme a Londra e Madrid. Salto in lungo femminile, asta e sprint maschili: tre specialità per due ore di spettacolo in un pomeriggio caldo per il clima e per la bella atmosfera creata da pubblico e musica.
La Porta di Brandeburgo come uno stadio. Oggi 
Berlino ha accolto proprio qui la prima tappa del Fly Europe 2016 il circuito internazionale di atletica in piazza che il 21 settembre approderà a Parigi, direttamente sotto la Tour Eiffel. L'anno prossimo toccherà anche a Roma, insieme a Londra e Madrid. Salto in lungo femminile, asta e sprint maschili: tre specialità per due ore di spettacolo in un pomeriggio caldo per il clima e per la bella atmosfera creata da pubblico e musica.
La Porta di Brandeburgo come uno stadio. Oggi Berlino ha accolto proprio qui la prima tappa del Fly Europe 2016 il circuito internazionale di atletica in piazza che il 21 settembre approderà a Parigi, direttamente sotto la Tour Eiffel. L'anno prossimo toccherà anche a Roma, insieme a Londra e Madrid. Salto in lungo femminile, asta e sprint maschili: tre specialità per due ore di spettacolo in un pomeriggio caldo per il clima e per la bella atmosfera creata da pubblico e musica.

Il terzetto dell'Italia team oggi chiude al quarto posto con 20 punti nella classifica finale vinta dai padroni di casa della Germania (46) davanti a Gran Bretagna (40,5) e Francia (24,5); quinta la Spagna (17). Nel lungo, terza la vicentina Laura Strati che colleziona una miglior misura di 6,03 (+0.1) alla terza prova. L'azzurra concede poi parecchio allo stacco negli altri tre salti a disposizione: 5,87 (-0.6), 5,92 (-0.3) e 5,90 (-1.1). Una "strategia" comprensibile visto che il regolamento della manifestazione premia la media dei quattro salti ed eventuali nulli avrebbero potuto compromettere il risultato finale. Terzo posto anche per il modenese SimonePettenati nello sprint dove raggiunge la sua massima velocità di punta con 40,3km/h nella seconda delle tre manches sul rettilineo centrale di 60 metri (così le altre due: 39,2 e 39,4). Giornata no, invece, per il padovano Giorgio Piantella uscito di scena senza misura nell'asta: per lui due nulli a 5,01 e altrettanti a 5,02.

La Germania fa l'enplein anche a livello individuale grazie al bronzo europeo del lungo Malaika Mihambo (6,35/-0.1), al recordman della velocità Julian Reus (punta di 41,6km/h, ma il primato di giornata va allo spagnolo Angel Rodriguez con 44,1km/h) e all'astista Tobias Scherbarth (5,37).

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Commenti? | Sep 12, 2016

GIUSEPPE PALMIOTTO CANDIDATO PRESIDENZA F.I.D.A.L. PUGLIA PER IL MANDATO 2016 - 2020

Posted by linfordbif in Italia

 I primi passi (dovrei dire però le prime bracciate) nello sport li ho fatti nel nuoto all'età di sei anni. Poi il calcio, per diversi anni, nel ruolo di portiere. Due Vivicittà (o Tre Ponti non ricordo bene), poi 2 anni di taekwondo e 5 anni di full contact. Fu proprio il Full Contact ad avvicinarmi all'atletica leggera: ero in preparazione per i campionati italiani che quell'anno si svolgevano a Venezia. Avevo bisogno di scendere nella categoria inferiore e un amico di scuola mi propose di frequentare il campo per snellirmi un pochettino. Fu così che cominciai ad appassionarmi all'atletica, alla velocità in particolare. Un infortunio da contatto con il mio sparring durante un allenamento mi impedì di fatto la partecipazione alla competizione. Fu la molla che mi convinse ad abbandonare il Full contact e a passare definitivamente all'atletica leggera. Fui accolto nel CUS Bari società con cui rimarrò tesserato prima come atleta e poi come tecnico.

Il mio primo ricordo agonistico è il profumo dei fiori di camomilla in una gara al campo di Molfetta.

All'attivo un titolo regionale sui 200 indoor, una partecipazione ai campionati italiani assoluti nella 4x100 e i seguenti pb: 7”1, 11”1, 16”5 e 22”5. Un infortunio abbastanza grave al bicipite femorale mi costrinse ai box per parecchi mesi, periodo nel quale cominciai a studiare la pratica dell’allenamento sportivo. Poi molti anni come tecnico nel Cus Bari e ancora tanti Studi.

La mia occasione di alzare l’asticella si presentò nel 1998 quando un velocista di taratura nazionale, Domenico Nettis (G.S. Forestale 10”32 e medaglia di bronzo agli europei nella 4x100), trasferitosi a Bari mi propose di collaborare alla sua preparazione. Riuscii così a permeare molta della esperienza praticata sul campo di Rieti e alla scuola di Formia dove si era fino a quel momento allenato. Fu nel contesto di quella esperienza che incontrai per la prima volta il Prof. Carlo Vittori. Era un pomeriggio, e a Formia, in raduno con la nazionale si discuteva sui vari aspetti del training.

Dalla velocità pura passai all'insegnamento degli ostacoli con un atleta che considero il più volitivo dal punto di vista agonistico che abbia mai allenato: Diego Puppo (G.S. FF.OO. Padova). La nostra collaborazione durò due anni, ma la nostra amicizia è viva ancora adesso. Il primo anno servì per conoscerci e si concluse con un 8”05 indoor, il secondo anno invece in una finale agli assoluti marcò un sonante 7”77 pb e 10° prestazione assoluta di sempre.

Per qualche tempo tirai i remi in barca e al mio rientro in una gara provinciale osservai un acerbo ed esile velocista dell’Amatori Atletica Acquaviva, Giovanni Tomasicchio, che mi impressionò non tanto per il tempo conseguito (10”90 +1.8), quanto per la rapidità del passo di corsa. Iniziammo a breve la collaborazione. Lui era già grandicello, aveva 22 anni ma questo non lo consideravo un limite insormontabile perché intuivo che potevo trarre da lui qualcosa di importante e così fu. Il primo anno portò il suo personale indoor da 6”92 a 6”71 in una memorabile finale agli assoluti con un bronzo al collo. Titolo bissato qualche anno dopo ma con l'oro. Ogni anno facevamo un progresso sui 100: 10”79 – 10”68 – 10”52 – 10”46 – 10”34 – 10”25 (+0.3). Numerose convocazioni in nazionale fra meeting, europei, universiadi, credo 6 anni consecutivi in finale agli assoluti, ultimo frazionista al meeting internazionale di Parigi 2010 e una esperienza formativa unica e irripetibile che passò per lo studio, l’osservazione e la sperimentazione indotte dal confronto con il prof. Vittori, con il quale condividevamo quotidianamente le esperienze maturate sul campo.

Nel 2008 dopo aver acquisito il brevetto da allenatore al corso residenziale di Formia, fui nominato capo settore regionale della velocità conseguendo anche l'onorificenza di tecnico dell'anno.

Se l’esperienza con Gianni fù senza ombra di dubbio per me, come tecnico, la più qualificante in assoluto, quella in cui riponevo maggior aspettative l’ho invece maturata con un giovane corridore, Antonio Zibisco. Una collaborazione durata solo due anni e terminata per cause non dipendenti dalle nostre reciproche volontà.

Ce le aveva tutte: carattere, temperamento e talento. Ritenuto impropriamente già dalla categoria “ragazzi” un velocista, si convinse che oltre ai 60 si poteva cimentare in altre distanze. Fu così che iniziammo un percorso addestrativo ad ampio respiro. Era il primo anno cadetti e Antonio già in così poco tempo riuscì ad acquisire un accettabile livello di destrezza che perfezionò nel corso del 2009 portando il suo personale sui 300 da 37”74 a 35”79 tempo con cui vinse il criterium cadetti.

Conclusa questa esperienza appesi il cronometro al chiodo continuando tuttavia ad occuparmi intensamente di atletica sotto il profilo accademico. Creai il sito www.noivelocisti.net (6.000 visitatori unici al giorno).

Nel 2015 diedi un mio contributo con una monografia dal titolo “La forza terza proposta sul metodo a velocità variabile” all'ultima opera del Prof. Carlo Vittori “Nervi e cuore saldi”.

Nel 2016 – e veniamo ai giorni nostri - con illustri esponenti del mondo dello sport (Sabia, Bongiorni, Simionato, Bonomi, Eddy Ottoz, De Vincenti, Candeloro solo per citarne alcuni) ho costituito "l’Associazione Amici Del Prof.” che ha la finalità di divulgare e promuovere la pratica dell’allenamento sportivo in ambito nazionale ed internazionale.

Negli stessi giorni mutuo il desiderio e l’ambizione di poter rendermi utile all'atletica Pugliese e decido di scendere in campo proponendomi quale nuovo presidente del comitato regionale Fidal per il quadriennio 2016 - 2020.

http://www.lapugliaperlatletica.it/ 

Commenti? | Sep 09, 2016

STEFANO MEI: HO DECISO DI CANDIDARMI

Posted by linfordbif in Italia

 

 

Ho deciso di accettare la proposta di un gruppo di Società, Tecnici e Atleti, sempre piu' ampio e numeroso, e di candidarmi alla Presidenza della Federazione Italiana di Atletica Leggera.‎

E' stata una scelta meditata e sofferta. All'Atletica devo molto, è stata ed è la mia vita, ho assaporato il gusto dell'ovazione di uno stadio colmo di pubblico e la fatica in campo di tutti i giorni, la soddisfazione della vittoria e la normalità del lavoro quotidiano. In questi ultimi anni, troppe sono state le offese e le negligenze riservate ad Atleti, Tecnici e Dirigenti del nostro sport: meritiamo di più, soprattutto meritiamo rispetto. 

Non è solo una questione di risultati – certamente faticosi e da perseguire in un mondo globalizzato - ma sopratutto il venire meno di un rispetto dovuto alle piccole medie società il cui lavoro è la base di tutti gli sport. Si è avuto addirittura il coraggio di imputare al territorio, con il decentramento, il fallimento di un quadriennio dimenticando come il lavoro di club e

Comitati Regionali sia quello che ha portato oggi, come ieri, le medaglie pesanti nelle categorie giovanili. Chi ha fallito, al contrario, è il centro che ha smesso di fare il proprio lavoro

Non mi pongo contro qualche d'uno ma sicuramente marcherò la distinzione con chi del valore tecnico ha fatto in questi anni motivo di scambio politico, modificato surrettiziamente lo statuto per il mantenimento del potere e chiuso esercizi con sconcertanti perdite di bilancio. La mia storia di atleta, dalla carriera cristallina e pulita, saranno la garanzia di un credibilità da recuperare agli occhi dell’opinione pubblica italiana.

Girerò l'Italia per completare il programma, in parte già imbastito, ma soprattutto per sollecitare le Società della nostra Federazione ad avere fiducia e coraggio. Si perche' occorre reinstillare fiducia in un movimento sconcertato dall'operato di chi ha governato la Federazione in questi ultimi anni e coraggio perché quello che si prospetta di fronte all'Atletica Leggera italiana: sarà un bivio tra il faticoso risalire la china fatto di sobrieta', equilibrio e rispetto e il definitivo discredito di un mondo appassito nell'opportunismo e nella consunzione di risorse e questo, l'opinione pubblica italiana, la base sana del nostro movimento e i media, l'hanno ben capito.

Si troveranno mille motivi per dubitare della mia capacità di rivestire il ruolo di Presidente, si inventeranno scuse, se non menzogne, candidature surrettizie alternative o istituzionali per anestetizzare il nostro mondo, tutti giochini da basso impero prevedibili e gia' in corso. La verità è che l'Atletica Leggera italiana è una pentola a pressione al limite della sopportazione. La sua parte migliore, che è una larga parte, vuole dimostrare che non è come la si è rappresenta in questi ultimi anni, lontano un abisso per qualità e serietà da chi l'ha governata, e' una storia importante e profonda di persone che dedicano il loro tempo ad una disciplina che una volta ogni quattro anni riempie uno stadio di centomila posti per dieci giorni, perché questa è l’Atletica Leggera. Ecco queste persone vogliono rispetto.

Domani, 7 settembre, a Milano, formalizzerò la mia disponibilità, primo passo a cui seguiranno il completamento condiviso del programma e la definizione di una squadra forte, di spessore, chiudendo per altro la disastrosa esperienza di un uomo solo al comando, ovviamente pochi potranno essere presenti ma in molti vi chiedo di porteci incontrare in queste settimane per ri-costruire l'Atletica che vogliamo e venire tutti senza timore a ribadire questa scelta all'Assemblea Nazionale del 6 novembre. Da quella data, se avremo vinto – e ne sono certo, tanto sta montando l’onda - si aprirà un nuovo futuro ben ancorato ad una grande tradizione.

E' il momento in cui ognuno si assuma la propria responsabilità anteponenedo il bene del nostro sport al proprio particolare, facendo ognuno singolarmente il proprio pezzo.

Vi chiedo di diffondere quanto possibile questa mia nota e presto vederci sui campi e in giro per l’Italia. Grazie

Viva l'Atletica Leggera Italiana!

Stefano Mei

 

Commenti? | Sep 06, 2016

E´ USCITA LA LISTA DEI PARTECIPANTI AI MONDIALI MASTER DI PERTH!

Posted by linfordbif in Mondo Master

List of Entrants | World Masters Athletics Championships 2016

E´ uscita la tanto attesa lista dei partecipanti ai Mondiali Master di Perth!

LISTA PARTECIPANTI

Daniele Biffi

fastandfit.de 

Commenti? | Sep 06, 2016

KEN STONE (MASTERTRACK.COM) INTERVISTA ROLAND GRÖGER: AMO CORRERE ED AMO CORRERE VELOCE!

Posted by linfordbif in Mondo Master

Ringrazio Ken Stone ( Mastertrack.com) sia per l´articolo riguardante il WR sui 400m M50 del mio Atleta Roland sia per la bella intervista che qui traduco:

CLICCA QUI PER L´INTERVISTA ORIGINALE 

 

Roand Gröger vive a Berlino con la sua famiglia. E´ Professore di ginnastica, matematica e tedesco in una scuola media. Ha corso sino ai 25 anni fino alla caduta del muro.  Poi una pausa di 15 anni. All´eta´di 40 anni ha ripreso, per passione, a correre.

Gli ho chiesto riguado i suoi personali: 6"92 sui 60m, 10"7 manuale sui 100, 22"0 manuale sui 200 e 53"5 sui 400 ( ci doveva esssere un tornado mostruoso!).

A Budapest 2014 e´diventato campione del mondo con la staffetta 4x200, ha vinto molte medaglie d´oro e d´argento nei recenti campionati europei. . Ha lincato i video anche del suo World Rekord sui 400m indoor, a cui non ho reso giustizia!

Roland ha gentilmente risposto alle mie domande:

Quando hai ripreso ad allenarti e perche´?

Ho riiniziato ad allenarmi all´eta´ di 40 anni perche´amo correre. Amo correre ed amo correre veloce.

Ti aspettavi un 51"02? Quale era il tuo obiettivo quel giorno? Come eran le condizioni?

Ho corso 2 volte a giugno i 400 m in 51"42, ora sono in una forma fantastica. Io ed il mio allenatore Daniele Biffi volevamo battere il Rekord del mondo (51"39) ed il Rekord tedesco di Guido Müller ( 51"31).

Correre 2 volte cosi´vicino al Rekord del mondo fu´ un vero peccato pero´ mi ha dato molta energia e motivazione!

Il primo 51"42 e stata una vera sorpresa, volevo un sub 52" ma ne io ne il mio Coach avremmo mai pensato che avrei potuto correre un tempo cosi´fantastico. Le condizioni erano ottime, 26°, sole e niente vento. Il mio tempo di reazione fu´ pessimo

 La seconda volta ho corso molto bene, era freddino (15°), pioveva e c´era molto vento. 

Abbiamo lavorato  molto io ed il mio allenatore sopratutto nelle ultime 6 settimane. Abbiamo lavorato sulla partenza e sul mio tempo di reazione( questa volta e´stato ottimo!). Pensavo di poter correre un 51"30 ma non un 51"02. Il mio Coach mi diceva sempre che avrei potuto correre in 50"80, ora ci credo anche io!

Quali sono stati i passaggi del tuo Rekord?

Un mio amico ha preso un 24"5 ai 200. Ho fatto una ottima gara, mi sono sentito benissimo i primi 200m, poi una fantastica seconda curva ed un forte rettilineo finale come sono solito fare. Penso di aver corso la gara perfetta, quindi non posso immaginare che sarei potuto correre piu´ veloce di 51"02. Il mio sogno ora e´di essere il primo over 50 a correre un 50" 

Quali sono i tuoi progetti per la stagione? Puoi correre piu´veloce? 

Voglio fare degli ottimi campionati mondiali a Perth. Il mio allenatore dice che posso correre piu´ veloce, io voglio correre piu´veloce. Vedremo se ce la faro´ a correre piu´ veloce. Tra 2 settimane corro un altro 400m.

La gente nella tua citta´sa´ che sei un campione dello sprint? Si sono congraturati con te?

Nel mondo della Atletica sono abbastanza famoso a Berlino come anche in Germania. Molti amici e conoscenti sanno che sono veloce. Ho ricevuto tantissimi complimenti, tante mail, telefonate, messaggi e continuo a riceverli. Ringrazio tutti. 

Anche Guido Müller (sono un suo grande fan!) mi ha scritto una bellissima mail. Guido e´una persona meravigliosa ed un Atleta fantastico. E´ per me un esempio.

Grazie anche al tuo sito ho ricevuto auguri da tutto il mondo. Sono molto contento, per esempio anche Francois Boda dagli USA ( argento a Lione) mi ha scitto una fantastica mail.

Che pensi della storia di Douglas Kalembo?

Non conosco la storia. Ci sono commissioni e giudici per giudicare la validita´ o meno di un rekord. 49"85 e´un grandissimo tempo!

Quali sono i tuoi obiettivi nella Atletica Master? Fino a quando correrai?

Voglio divertirmi, stare in salute e correre piu´veloce possibile. Correro´ fino a che saro´ in grado di farlo. 
 

Commenti? | Aug 31, 2016

ROLAND GRÖGER (52) CORRE IL NUOVO REKORD DEL MONDO M50 SUI 400M: 51"02!

Posted by linfordbif in Mondo Master

Oggi Roland Gröger (52), Atleta che seguo da 3 anni e mezzo, ha corso il nuovo Rekord del Mondo M50 (era 51"39) sui 400m fermando il cronometro a 51"02! Roland ha corso una gara spettacolare, partenza decisa, ottima prima curva, si e´ disteso perfettamente sul primo rettilineo, seconda curva spinta il giusto e poi suo solito fantastico portentoso rettilineo finale. 

VIDEO REKORD DEL MONDO 

Dopo aver sfiorato a Giugno il Rekord per solo 0,03" per ben 2 volte in 7 giorni correndo entrambe le volte in 51"42, tempo che gia´ era oltre le nostre aspettative, avevamo ben chiaro che il sogno di correre il WR era possibile: lo abbiamo pianificato, voluto e preso!

Oltre al Rekord del Mondo migliora anche il Rekord tedesco ( 51"31) di Guido Müller che lo corse a 49 anni, quindi non valeva come Rekord del mondo ( si tiene conto della data di nascita) ma solo come Rekord Teutonico ( si tiene conto dell´anno di nascita). 

Voglio condividere con voi questa mia gioia immensa per questo risultato per il quale abbiamo lavorato duramente. 

E´ il secondo Rekord del Mondo per Roland dopo il WR Indoor corso nel 2015 quando corse i 2 giri in 52"39.

 VIDEO REKORD DEL MONDO INDOOR 

Daniele Biffi

Personal Trainer & Mental Coach  

www.fastandfit.de    

2 commenti | Aug 28, 2016

IL POTERE DELLE DOMANDE MOTIVANTI: COME POSSO CORRERE PIU´ VELOCE?

Posted by linfordbif in Training

Porsi delle domande e´ per l´uomo, da sempre, lo strumento fondamentale per trovare soluzioni, ricercare nuove informazioni e migliorare il suo stato. Per cercare di capire, nello Sport, come un Campione diventi tale dobbiamo necessariamente anche cercare di capire la sua struttura mentale ed il suo Dialogo Interiore.

Diversi studi e ricerche hanno riscontrato che la resilienza ( la capacita´di affrontare in maniera positiva eventi traumatici ) e´ poi il comun denominatore dei Campioni. Fondamentale, per trovare quindi soluzioni positive ai problemi , e´ il porsi domande e sopratutto porsi le domande giuste.

Possiamo dividere le domande in 2 categorie: Domande Motivanti e Domande Demotivanti.

Ad esempio, pensiamo ad un Maratoneta che vorrebbe correre la maratona piu´ velocemente ovvero pensiamo ad un martoneta qualunque..:) Puo´ porsi diverse domande:

1) Perche´sono cosi´lento?" A questa domanda ci sono mille risposte, lui trovera´mille spiegazioni: "peso troppo, mi alleno poco, mi alleno male, faccio pochi KM, sono debole, ho poco talento etc.." Possiam quindi dire che trovera´  tanti motivi che giustificheranno i suoi fallimenti ed i suoi tempi.

Il Focus qui e´ sul problema, ora sappiamo i motivi che certamente sono anche imoortanti ma la cosa fondamentale e´ ora porsi la domanda: questa domanda mi fornisce soluzioni? No, niente soluzioni.

2) Come posso diventare piu´ veloce? A questa domanda potrebbe rispondere: "Allenandomi di piu´, allenandomi meglio, trovando un buon allenatore, dimagrendo, mangiando piu´frutta, comprando scarpe nuove etc.." Qui cambia nettamente il Focus dalla domanda precedente, qui ora il Focus e´ sulle soluzioni, non sul problema, bensi´sulla ricerca di soluzioni.

Cambia la domanda, cambia il Focus e le risposte.

Da qui capiamo quanto sia importante porsi le domande corrette. Il consiglio, quando cerchi soluzioni a problemi,, e´ di porti comande che inizino con il "Come" e di lasciare perdere le domande che inizino col "Perche´". Le domande col "Perche" si focalizzano sul problema, mentre le  domande col "Come" cercan soluzioni, trovan nuove idee ed informzioni.

Le domande col "Come" hanno 3 caratteristiche:

 

  1. Cancellano i problemi, pensi alla soluzione dimenticando il problema
  2. Miglioran lo stato d´animo in quanto ti focalizzi su qualcosa di positivo
  3. Ti aiutan a tirar fuori il meglio di te stesso 

 

Il mio consiglio rimane di porti sempre delle domande e sopratutto le domande giuste, anche questo ti aiutra´ a migliorare le tue Performance ed a raggiungere i tuoi Obiettivi. 

IL POTERE DELLE DOMANDE MOTIVANTI: COME POSSO CORRERE PIU´ VELOCE?

IL DIALOGO INTERIORE

Biffi Daniele

 

Personal Trainer & Mental Coach  

 

www.fastandfit.de    

 

Commenti? | Aug 25, 2016

Olimpiadi: Bolt, triplice meraviglia

Posted by linfordbif in Manifestazioni

La nuova impresa del fulmine giamaicano, vincitore di tre gare (100, 200, 4x100) a Rio 2016 per la terza volta consecutiva dopo Pechino 2008 e Londra 2012. Un enplein straordinario: 9 ori in tre Olimpiadi.

di Giorgio Cimbrico

Usain Bolt, nove lettere, multiplo di tre, numero perfetto dice l’adagio popolare, per chi ha compiuto la missione sospesa tra storia, leggenda, meraviglia: tripla tripletta 100-200-4x100 andando a tambureggiare e a baciare la corsia marchiata con quel numero. Il più grande, questione di ore, sta per tagliare il traguardo dei trent’anni dopo aver visto la luce in un luogo che, sarà un caso?, si chiama Trelawny.

I grandi maghi, chiamati alla corte di Praga da quell’Asburgo che amava l’esoterismo e cullava in cuor suo di aver radunato il meglio per trasformare i metalli vili in oro, avrebbero mostrato interesse per queste congiunzioni e non avrebbero trascurato il fatto che l’uomo più veloce del mondo si chiama Lampo, Bolt, come certi personaggi disneyani: l’antiquario Robi Vecc o Nataniele Ragnatele, il pittore Capolavori, il metereologo Cumulonembi. Bolt poteva essere una tartaruga? Poteva limitarsi al balletto del cricket, interrotto dalla cerimonia del tè?

L’oro numero 9 gli ha permesso di offrire un cambio di marcia che quelli della Ferrari si sognano. Riguardate i fotogrammi: il giapponese Cambridge (strano nome per un nipponico) ha già in mano il bastone, De Grasse è lì per artigliarlo, a Usain manca un palmo abbondante, e in quel momento un fermo-cronometro dice 28”1. Il tempo torna a scorrere e quando segna 33”2 e Bolt è in testa con luce piena. A quel punto all’arrivo mancano, centesimo più centesimo meno, quattro secondi, giusto il tempo per imprimere sulla pista gli ultimi passi olimpici lunghi due metri e settanta. A quel punto, la domanda sorge naturale: è proprio sicuro che siano stati gli ultimi passi olimpici?

L’interrogativo è consentito, ha anche un senso. Bolt non è in declino, si è solo inoltrato in un naturale e dorato meriggio. Il tris sui 100 e sui 200 porta i tempi più alti della sua prodigiosa era, 9”81 e 19”78 (nel 2008, 9”69 e 19”30; nel 2012 9”63 e 19”32), sufficienti per lasciare un resto del mondo formato da vecchi irriducibili e da giovani leoni a uno e due metri e qualcosa.

Usain Bolt all'arrivo della 4x100 (foto Colombo/FIDAL)
Bolt conquista i 200 metri (foto Colombo/FIDAl
 
 
Bolt non è e non sarà più l’uomo di Pechino che picchiava il pugno sul petto e dava un’occhiata a una muta di lontani inseguitori scatenando la reazione sdegnata dei Signori degli Anelli comodamente seduti in tribuna, non potrà più regalare i fasci accecanti di luce berlinese, non sarà neppure il Genio della Lampada di Londra 2012.

Tutto passa, dicono i francesi, e spesso macina, tritura, annichilisce in un’impietosità che coinvolge tessuti, cellule, attitudini neuromuscolari, lucidità mentali. Usain è sempre qui, appena intaccato, una statua di bronzo con qualche sbavatura che segna la perfetta fusione da cui è sbocciato. “Vivo per questi momenti e in effetti sento proprio di essere una leggenda”, ha detto dopo aver abbracciato i compagni di avventura, inguainati come lui in costumi da cavalieri medioevali. E se davvero vive per questi momenti, e non è il caso di dubitarne, non gli resta che riflettere, fare i conti con se stesso - e magari anche con chi cura i suoi interessi - e stendere un terzo piano quadriennale. Un annuncio non è atteso di ora in ora. Tra meno di un anno, in un luogo che lui ama e che lo ama, Londra, andrà l’assalto del titolo mondiale numero 12, numero 13, numero 14. La chance del 15, altro multiplo del solito 3, gli è stata negata dalla falsa di Daegu, quando strane regole imposte dall’uomo strapparono piume alle ali del Pegaso nero.

Per il momento, grazie di tutto, buon compleanno e arrivederci. Non addio. Nel paese del Sol Levante anche un Lampo calante potrà bastare.

RISULTATI/Results - FOTO/Photos

OLIMPIADI RIO 2016: LA GUIDA ALLE GARE

TUTTE LE NOTIZIE/News - ORARIO E AZZURRI IN GARA - LE SCHEDE DELLA SQUADRA ITALIANA - LE PAGINE IAAF SU RIO 2016 -LE OLIMPIADI IN TV - NUMERI E STATISTICHE (DAL 1896 AL 2012)

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Commenti? | Aug 21, 2016

Olimpiadi: Santiusti promossa in semifinale

Posted by linfordbif in
L'ottocentista azzurra si comporta bene in batteria, seconda in 2:00.45. Niente da fare per il martellista Lingua, eliminato con tre nulli. Oro dei 3000 siepi al keniano Conseslus Kipruto.

 

di Alessio Giovannini e Marco Buccellato

Stamattina c'è il sorriso sul volto di Yusneysi Santiusti. La campionessa italiana degli 800 metri centra la semifinale olimpica a Rio de Janeiro. La mezzofondista azzurra chiude la sua batteria in seconda posizione in 2:00.45 a tre centesimi dalla polacca Angelika Cichocka (2:00.42) guadagnando il passaggio diretto al turno successivo. Gara intelligente per l'azzurra che in avvio si accoda alla giamaicana Simoya Campbell e all'ex connazionale cubana Rose Mary Almanza. Alla campana (59.27) si fa sotto la Cichocka che affianca e poi prova a superare l'azzurra. Ai 600 metri ci sono sempre Campbell e Almanza in testa (1:30.34), ma la svolta arriva sul rettilineo finale. All'uscita dall'ultima curva crolla la Campbell e partono in quattro: la Santiusti trova il varco tra le avversarie e si lancia in volata difendendo il secondo posto che vale la promozione alle spalle della Cichocka, la campionessa d'Europa dei 1500. Dietro di lei, invece, Almanza (2:00.50) e la marocchina Malika Akkaoui (2:00.52). “Sono contenta - racconta Yusneysi, quinta e delusissima ai recenti Europei di Amsterdam -, l’obiettivo era qualificarsi alla semifinale e fare un passo alla volta. Ho trovato un bel giro di gambe, controllando fino agli ultimi 150 metri e poi ho lanciato la progressione conclusiva. Le lacrime degli Europei mi sono servite, perché dagli errori si può imparare. Mi sono detta: mi raccomando “Santi”, devi passare il turno e non bisogna restare chiusi. Ora la semifinale sarà un’altra gara, ma sono carica”. Avanzano senza problemi al prossimo round (19 agosto, ore 2:15) anche tutte le big a partire dalla sudafricana Caster Semenya (1:59.31) imitata dalla burundese Francine Niyonsaba (1:59.84) e dalle keniane Eunice Sum (1:59.83) e Margaret Wambui (1:59.66). Il crono più veloce, però, stamattina è quello della canadese Melissa Bishop (1:58.38) sull'iridata bielorussa Marina Arzamasova (1:58.44).

 

MARTELLO: LINGUA SENZA MISURA, ELIMINATO FAJDEK - Purtroppo per Marco Lingua oggi è come vedere due volte lo stesso (brutto) film. Tre nulli a Pechino 2008 e tre nulli a Rio 2016. Ad otto anni dalla sua prima partecipazione olimpica il responso della qualificazione è di nuovo spietato per il martellista azzurro che esce di scena con tre "X". Niente da fare per l'esuberante lanciatore piemontese, accreditato con uno stagionale di 75,87, ma che stamattina spedisce per tre volte il suo attrezzo contro la gabbia di protezione. Occhi lucidi e delusione infinita per Lingua a fine gara: “Non ho parole, sono proprio dispiaciuto. C’è poco da dire, mi scatta qualcosa dentro quando c’è tanta pressione.

Ringrazio comunque chi mi ha consentito di essere qui e non vedo l’ora di riabbracciare i miei figli e mia moglie”. Nello stesso gruppo dell'azzurro, clamoroso colpo di scena: Pawel Fajdek, il campione del mondo e uomo da 83,93, fallisce la qualificazione. 72,00 non è una misura sufficiente per il 27enne polacco, superfavorito per l'oro, ma che anche stavolta (3 nulli per lui a Londra 2012) manca l'accesso in finale. Soltanto due atleti superano la misura richiesta (76,50) per la promozione automatica: l'altro polacco Wojciech Nowicki (77,64) e il bielorusso Ivan Tsikhan (76,51). Ultimo a qualificarsi il qatariano Ashraf Elseify con 73,47.

ORO DEI 3000 SIEPI A CONSESLUS KIPRUTO - A 34 anni il regno di EzekielKemboi si arricchisce di un'altra medaglia, ma è di bronzo. Vince l'altro keniano 22enne Conseslus Kipruto, battuto dal vecchio Ezekiel ai mondiali di Mosca e Pechino, in 8:03.28, nuovo record olimpico, al termine di una volata iniziata ai trecento metri, il terreno preferito di caccia di Kemboi. A lungo in testa assieme allo statunitense Evan Jager, con Kemboi nell'ombra, Conseslus Kipruto regala al Kenia il nono oro consecutivo ai Giochi Olimpici. Brillantissimo Jager (8:04.28), che ha avuto la meglio per l'argento su Kemboi (8:08.47 al passo) in rettilineo. Jager riporta sul podio delle Olimpiadi gli USA dopo 32 anni. Dopo due argenti lascia il podio olimpico il francese Mahiedine Mekhissi, mai nel vivo delle posizioni di testa, risalito nel finale in quarta posizione in 8:11.52. Il bottino keniano sui 3000 siepi olimpici sale così all'undicesimo oro e aggiunge un altro bronzo, per un inarrivale totale di ventitré medaglie.

BATTERIE 5000 METRI, FINALE SENZA KENIANI - Due sessioni nella calura della mattinata di Rio (34 gradi), con cinque qualificati ciascuna e cinque ripescati per la finale a quindici di sabato 20 agosto alle 21:30 (le 2:30 di domenica in Italia). La notizia, clamorosa, è che tutti gli atleti con la maglia del Kenya sono stati eliminati e l'occasione si fa ancora più ghiotta per Mo Farah, alla ricerca della seconda doppietta olimpica consecutiva per eguagliare Lasse Viren. Nella prima serie Farah ha rischiato di cadere a un giro e mezzo dall'arrivo (ha avuto la peggio lo statunitense Mead), ma si è classificato in scioltezza terzo in 13:25.25. Primo è l'etiope Gebrhiwet in 13:24.65. In finale anche Bernard Lagat, che aggiunge quattro anni al record che già gli apparteneva, quello di finalista più anziano sui 5000 metri dei Giochi Olimpici. Copione identico nella seconda serie fino all'ultimo giro, ma su ritmi sufficientemente più allegri per garantire il ripescaggio degli atleti dal sesto al decimo posto. Vince lo statunitense di origini keniane Paul Chelimo in 13:19.54 davanti agli etiopi Edris e Gebremeskel.

Pagano la prima batteria lenta con il prezzo salato dell'eliminazione i keniani Caleb Ndiku e Muneria, l'eritreo Kifle e l'azero Ibrahimov. Fuori, come detto, anche il terzo keniano Isiah Koech, bronzo mondiale a Mosca 2013. Nell'altra Mosca, quella Olimpica del 1980, i keniani non erano presenti a causa del boicottaggio. L'ultima finale olimpica senza keniani è perciò vecchia di 40 anni, Montreal 1976.

EATON CONDUCE - Iniziato il decathlon con le prime tre gare. Sui 100 metri il miglior tempo è del canadese Damian Warner (10.30/-0,1 record olimpico sui 100 metri del decathlon), davanti a un Eaton meno tonante che in altre occasioni (10.46). Il primatista del mondo e campione olimpico si rifà nella gara di lungo planando a 7,94 (1,7), precedendo il tedesco Kai Kazmirek (7,69) e Warner (7,67). I risultati del peso mutano gli equilibri parziali: il miglior lancio è il 15,76 del francese Kevin Mayer, 14,73 di Eaton e 13,66 di Warner. Classifica parziale dopo tre prove: Eaton 2.803 punti, Warner 2.708, Mayer 2.699.

AZZURRI IN GARA - Questa notte torna in pista Matteo Galvan, atteso nella terza semifinale dei 200 metri alle ore 3:10 italiane. L’azzurro, che partirà dalla seconda corsia, sarà di nuovo opposto allo statunitense Justin Gatlin come nel precedente turno eliminatorio, mentre il fulmine giamaicano Usain Bolt sarà al via nella seconda semifinale alle 3:05. La settima giornata dell’atletica alle Olimpiadi di Rio, giovedì 18 agosto, vedrà impegnate due italiane nella qualificazione del salto in alto: Desirée Rossit nel gruppo A e la vicecampionessa europea indoor Alessia Trost nel gruppo B. Per entrambe, in azione dalle ore 15:00, l’obiettivo è superare la misura di 1,94 che vale la promozione diretta oppure entrare fra le migliori dodici. Nella successiva sessione serale, quando in Italia saranno già le 2:15 di venerdì, scatterà poi la prima semifinale degli 800 metri con l’azzurra Yusneysi Santiusti.

(ha collaborato Luca Cassai)

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OLIMPIADI RIO 2016: LA GUIDA ALLE GARE

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Commenti? | Aug 17, 2016

Olimpiadi, Grenot ottava con onore

Posted by linfordbif in Manifestazioni

L'azzurra corre in 51.25 la finale dei 400 ai Giochi di Rio. Nei 400hs, semifinale per Folorunso (55.78) e Pedroso (55.91), out Caravelli (57.77). Asta al brasiliano Da Silva (6,03), Rudisha si conferma re degli 800 (1:42.15)

Libania Grenot termina all'ottavo posto, in 51.25, la finale olimpica dei 400 metri. L'oro olimpico va alla bahamense Shaunae Miller (49.44), che si tuffa sul traguardo e beffa la statunitesne Allyson Felix (49.51). Il keniano David Rudisha si conferma sul gradino più alto del podio negli 800 metri (1:42.15), mentre nel'asta arriva la sorpresa più clamorosa: a vincere è il 23enne brasiliano Thiago Braz Da Silva, che supera i 6,03 e sfila la medglia più importante al francese Renaud Lavillenie, il campione di Londa e primatisa del mondo (qui capace di 5,98). Nelle batterie dei 400hs donne, promozione per Ayo Folorunso (55.78) e Yadis Pedroso (55.91), rispettivamente nono e undicesimo tempo del turno. Eliminata Marzia Caravelli (57.77).

di Marco Sicari

FOCUS AZZURRO

400m donne – finale
La finale olimpica del giro di pista non regala (altri) sogni a Libania Grenot. Raggiunto l’obiettivo stagionale, ovvero l’ingresso tra le primissime, l’atto conclusivo si chiude con l’ottavo posto (51.25), ottenuto in una gara di assoluto valore tecnico e temperatura agonistica. Il tuffo sul traguardo consegna l’oro alla bahamense Shaunae Miller (49.44, primato personale), che beffa Allyson Felix, la cui rimonta non si completa per soli 7 centesimi di secondo (49.51). Anche la giamaicana Shericka Jackson abbatte il muro dei 50 secondi, centrando il bronzo con 49.85. La Grenot parte bene, anche se la seconda curva, complice probabilmente anche la stanchezza accumulata nei turni, non appare convincente come nella semifinale. Nei fatti, l’azzurra non guadagna centimetri sulla giamaicana McPherson, che le corre davanti, e alla fine, proprio sul traguardo, subisce anche il sorpasso dell’ucraina Zemlyak, che la batte per un centesimo di secondo (51.24). “Il mio obiettivo alle Olimpiadi era entrare tra le prime otto, e io sono contenta di averlo raggiunto – racconta sorridendo Libania nel dopo gara – anzi, devo dire che è stata una stagione perfetta, che comprende anche l’oro europeo di Amsterdam. C’era un po’ di stanchezza, ovviamente, e credo di aver dato comunque tutto quello che avevo in corpo, non posso rimproverarmi niente. Ora c’è la staffetta 4x400, dove dovremo correre forte, tutte insieme, unite, fare squadra. Qui non si scherza, vanno tutte veloci, dovremo dare il massimo. La finale? Abbiamo delle chances, e io ci credo, ma dovremo lottare per ottenerla”. La Grenot ha ragione quando dice che la sua è stata una stagione eccellente: il titolo europeo nella gara individuale, il bronzo con la staffetta del miglio, la finale olimpica di Rio de Janeiro, ottenuta alla terza partecipazione ai Giochi. Fatti concreti, non opinioni.

400hs donne - batterie
Due azzurre su tre passano il turno e approdano alle semifinali di questa notte (appuntamento alle 2:10 del mattino di mercoledì). La prima farcela è Ayominde Folorunso, la non ancora 20enne di Fidenza, che mette in pista l’ormai caratteristica grinta per chiudere al terzo posto la prima delle sei batterie in 55.78. La qualificazione diretta si materializza negli ultimi due intervalli, quando la rimonta sulla statunitense McLaughlin (17enne terribile da 54.15) si completa, fino al sorpasso definitivo, a seguire Tracey (Giamaica, 54.78) e Hejnova (Rep. Ceca, 55.54). Dopo di lei, ce la fa anche Yadis Pedroso, quarta in 55.91 nella quarta batteria, crono che, alla fine del turno, sarà il più veloce tra le ripescate per la semifinale. La costruzione della gara, in questo caso, e per ovvie ragioni (la Pedroso è al rientro dopo mesi di difficoltà per il grave infortunio patito in gennaio) è molto più accorta rispetto alla prova della Folorunso: ma la distribuzione paga, al punto che la promozione si realizza con l’undicesimo tempo assoluto. Non ce la fa invece Marzia Caravelli, ancora una volta vittima delle incertezze al momento del cambio nella ritmica (con conseguenze su tutte e tre le ultime barriere) che ne hanno condizionato la stagione; il 57.77 conclusivo le vale il 37esimo posto complessivo. Le azzurre possono sognare, anche se, per guadagnare la finale sarà necessaria, come ovvio, una vera impresa. "Ero emozionata, altro che - racconta Ayo Folorunso - ma quando sono partita è sparito tutto. Penso di aver corso bene: quando ho visto l'americana, che era sempre più vicina, ho dato tutto per superarla, e sono felice di averla raggiunta. Non so che obiettivi possano esserci a questo punto, io ce la metterò tutta, come sempre, ma la finale è una cosa quasi impossibile". Lacrime a bagnare il volto di Yadisleidy Pedroso, nonostante la promozione: "Ho sofferto tanto in questi mesi - le parole dell'azzurra - e ho lavorato tantissimo per riuscire ad essere qui in buone condizioni. Non ho sentito i commenti, ma ho solo pensato ad allenarmi, duramente, anche in questi ultimi giorni, e ora sono felice di essere riuscita a dimostrare quello che valgo". Marzia Caravelli è ovviamente delusa. "Sì, purtroppo continuo a incorrere in questi errori nella ritmica: il cambio non mi riesce come vorrei. Peccato, perché so di essere in ottime condizioni di forma".

IL BRASILE ESULTA: L'ORO DELL'ASTA VA A THIAGO BRAZ DA SILVA
Un risultato così deve averlo sognato per anni. Thiago Braz Da Silva, 23enne brasiliano che vive lunghi periodi di preparazione a Formia, dove è allenato da Vitaly Petrov, è il campione olimpico dell'asta. Al termine di una gara bella e rocambolesca, come quasi tutte le finali dei Giochi di Rio. Il francese Renaud Lavillenie, oro a Londra e primatista del mondo, non commette errori fino a 5,93; a questa quota, in molti pensano sia finita, ma Da Silva, ce la fa al secondo tentativo, costringendo Lavillenie a salire di altri cinque centimetri. Il 5,98 del francese, con il brasiliano che passa (!) la misura, sembra chiudere, ancora una volta, la contesa. Si va a 6,03, ed è qui che il ragazzo di Belo Horizonte sfodera l'incredibile colpo del KO: salto riuscito, 6,03, record olimpico e cambio totale di prospettiva. Lavillenie è costretto a inseguire, con un solo tentativo a disposizione, a 6,08. Il pubblico fischia, il primatista del mondo se la prende (giustamente), ma quando la situazione torna normale, il salto finale non produce nulla di buono. L'errore consegna l'oro al Brasile, il primo 32 anni dopo l'inimitabile Joaquim Cruz. Nel tripudio del (pochissimo) pubblico presente.

DAVID RUDISHA DOMINA ANCORA GLI 800 METRI, L'ORO OLIMPICO E' SUO
Il re non restituisce la corona. David Rudisha, che a Londra, quattro anni fa, stupì il mondo vincendo e stabilendo il record del mondo degli 800 metri con una corsa tutta di testa, si conferma imbattibile quando c'è di mezzo una medaglia da conquistare. Questa volta non riesce a prendere la testa, ostacolato dal connazionale Kipketer, ma dopo un passaggio a metà di poco superiore ai 49 secondi, inizia la corsa vera e propria. Il re distende la falcata, attacca e si porta al comando; dietro di lui il francese Pierre Ambroise Bosse si fa sotto minaccioso, ma pagherà l'azzardo. Nei metri conclusivi, infatti, con Rudisha che trionfa in 1:42.15, si compie la rimonta dell'algerino Makhloufi (secondo con record nazionale di 1:42.61) e del sorprendente statunitese Murphy (1:42.93). Bosse è quarto in 1:43.41.

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OLIMPIADI RIO 2016: LA GUIDA ALLE GARE

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Commenti? | Aug 16, 2016

ORO PER BOLT CHE ENTRA NELLA STORIA - WR SUI 400M 43"03 PER VAN NIEKERK

Posted by linfordbif in Manifestazioni

Usain Bolt domina e vince la finale dei 100 m ed entra nella storia: è il primo velocista nella storia della regina degli sport a conquistare tre medaglie d’oro sui 100 metri alle Olimpiadi, tutto in tre edizioni consecutive dei Giochi.  

Usain Bolt vince fermando il cronometro a 9"81, secondo Justin Gatlin in "89, Bronzo Neil DeGrasse  in 9"91.

 

Uno stratosferico Wayde Van Niekerk migliora uno dei WR che sembravan piu´impossibili da battere.

Vince i 400 m fermando il cronometro a 43"03 battendo cosi lo storico WR di Michael Johnson di ben 15 centesimi ( 43"18). Un giro della morte ai limiti delle umane possibilita´! Semplicemente sublime!

Medaglia d'argento per Kirany James (43.76), bronzo per Lashwan Merritt (43.85).

Biffi Daniele 

Commenti? | Aug 15, 2016

Olimpiadi, Bolt accende Rio

Posted by linfordbif in International

Nelle batterie dei 100 metri il campione olimpico e primatista del mondo entusiasma lo Stadio Olimpico. Oro del disco a Christoph Harting in una finale dall'epilogo thrilling.

di Marco Buccellato

Niente da fare, è lui l'immagine simbolo dell'atletica mondiale e di tutto lo sport. L'ingresso di Usain Bolt nello Stadio Olimpico di Rio è stato salutato da una lunga ovazione del pubblico. Bolt ha ripagato tanto entusiasmo con una prova soddisfacente, vincendo a spasso in 10.07 (-0,4) senza minimamente forzare, davanti all'ex-connazionale Andrew Fisher (10.12) ora in forza al Bahrain. Start tranquillo, accelerazione dei tempi belli, e ovazione che si ripeterà nella semifinale, in programma nella notte italiana del 15 agosto alle 2:00. Bolt ha ottenuto il quarto tempo della sessione mattutina. Il miglior tempo delle batterie è quindi di Justin Gatlin (10.01/0,8), seguito dal sorprendente ivoriano Meité (10.03/0,2) e dal bronzo mondiale di Pechino Andre De Grasse (10.04/-0,5). Nelle tre semifinali tutta la crème dello sprint planetario, nessuna esclusione clamorosa. Hanno ben figurato anche Yohan Blake (10.11), Trayvon Bromell (10.13) e il cinese Zie Xhenye (10.08, PB). Meno convicenti il primatista europeo Jimmy Vicaut (ripescato con 10.19) e il terzo sprinter USA Marvin Bracy, anche lui in semifinale grazie ai ttempi di ripescaggio (10.16). Ci sarà anche Kim Collins, 40enne volante, promosso con il ripescaggio (10.18). La pattuglia giamaicana sarà così rappresentata oltre che da Bolt, Blake e Ashmeade (10.13) anche dagli ex-giamaicani Fisher, Harvey (ora Turchia, 10.14) e Brown (ora Bahrain, 10.13). 

DISCO, THE GOLDENBROTHERS - Finale dall'epilogo favoloso. Comanda il polacco campione del mondo Piotr Malachowski dal primo turno e mette giù ancora più duro al terzo lancio con 67,55. La gara vivacchia fino all'ultimo turno col podio parziale occupato da Christoph Harting, fratello del plurimedagliato Robert (eliminato ieri in qualificazione) e dall'altro tedesco Jasinski. La miccia è accesa dal barbuto estone Martin Kupper, il cui 66,58 vale un insperato argento e scalza Jasinski dal podio. Il tedesco reagisce e con l'ultimo lancio arriva a 67,05, lasciando fuori dal podio connazionale Harting. Come il fratello Robert (la gara ha ricordato molto da vicino quella fantastica di Berlino 2009), Christoph ha trovato il lancio della vita in extremis, 68,37 (primato personale) e sorpasso su Malachowski. Niente da fare per il polacco con l'ultima chance. Il suo argento bissa quello di Pechino 2008, ma il sogno dell'oro olimpico svanisce dopo averlo sentito già al collo. Bello il dopo gara, abbracci e buffetti tra i due all'insegna di una sportività tipica tra i lanciatori. Christoph Harting succede così al fratello Robert, portando la Germania al terzo titolo olimpico nella specialità, al pari della Lituania.

USA lontanissimi, nella storia a Cinque Cerchi, con quattordici titoli, ma l'ultimo nel lontano 1976, prima della lunga striscia vincente europea.  

EPTATHLON, GUIDA LA THIAM - Nella gara di salto in lungo valida come quinto step dell'eptathlon la migliore è stata ancora la belga Nafissatou Thiam, ieri protagonista con Katerina Johnson-Thompson di un eccezionale 1,98 nel salto in alto. La Thiam ha portato il personale a 6,58 (-0,5). La Johnson-Thompson si è fermata a 6,51, la canadese Theisen-Eatno a 6,48 e l'olimpionica in carica Jessica Ennis-Hill a un modesto 6,34. La nuova classifica vede in testa la Thiam con 5.018 punti, a distanza ravvicinata la Ennis-Hill con 5.013, terza la Johnson-Thompson con 4.967.

LE ALTRE GARE DELLA MATTINATA - Primo turno dei 3000 siepi femminili con risultati notevoli: la prima delle eliminate ha corso entro la soglia dei 9:31, indice di una durissima selezione per l'accesso alla finale. Il miglior tempo è di RuthChebet, seconda donna al mondo a scendere sotto i nove minuti nella storia della speialità, che ha vinto la prima batteria in 9:12.62. Passano tutte le migliori, anche la sfortunata etiope Etenesh Diro, che ha perso una scarpa in un contatto con una avversaria (caduta) e ha corso circa metà gara scalza al piede destro. Il reclamo della sue delegazione è stato accolto. La finale sarà a diciotto anziché quindici (promosse dopo revisione della classifica anche la giamaicana Praught e l'irlandese Treacy). L'unica eliminzaione inattesa è quella Hiwot Ayalew, etiope anche lei. In finale si correrà su ritmi prossimi al record del mondo con la Jebet alla ricerca dell'oro per il Bahrain e la kenyana Jepkemoi e la campionessa olimpica uscente Ghribi principali avversarie.

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OLIMPIADI RIO 2016: LA GUIDA ALLE GARE

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Commenti? | Aug 14, 2016

ESERCIZI CON GLI OSTACOLI PER CORRERE VELOCE

Posted by linfordbif in Training

Uno degli strumenti piu´ interessanti ed importanti nello Sprint sono sicuramente gli ostacoli.

Gli esercizi con gli ostacoli, o passaggi tra gli ostacoli, sono uno strumento fondamentale non solo per chi si prepara per gare ad ostacoli ma anche per chi vuole correre veloce, per saltatori ed anche per i lanciatori.

Con gli ostacoli possiamo allenare forza veloce, reattivita´, mobilita´, coordinazione, postura, tecnica. Qui si impara a spingere bene coi piedi ( altrimenti rimani incastrato ), ad alzare le ginocchia, a tener dritta la schiena, diversi esercizi sono anche sono un ottimo lavoro pliometrico.

Distanza tra gli ostacoli ed altezza dipendono sia dall´esercizio che andiamo a fare sia dalla forza e bravura dell´Atleta. Chiaro e´ che, normalmente, piu´ l´Atleta e´ forte, rapido e reattivo maggiore potra´ essere la distanza tra gli ostacoli e l´altezza.

L´invito e´ sicuramente quello di cercare sempre una distanza ed altezza maggiori in modo da massimizzare ed ottimizzare l´ allenamento.

Gli esercizi che si possono eseguire sono molteplici, dai passaggi, ai salti ai balzi. 

Fondamentale quando ci si allena con gli ostacoli e´ farli attivamente, oserei dire con "catttiveria: "non devi avere paura degli ostacoli, gli ostacoli devono avere paura di te".  

Perche´ rendano devi spingere bene sempre coi piedi, qui impariamo quello che poi e´  basilare nella corsa sopratutto nello sprint.

 VIDEO ALLENAMENTO OSTACOLI 1 

VIDEO ALLENAMENTO OSTACOLI 2

Biffi Daniele

 

Personal Trainer & Mental Coach  

 

 

Commenti? | Aug 11, 2016

Otto anni di squalifica per Schwazer

Posted by linfordbif in Italia

Il marciatore altotatesino è stato riconosciuto colpevole di doping e condannato dal TAS

Il Tribunale Arbitrale dello sport ha inflitto una squalifica di otto anni ad Alex Schwazer. Il marciatore altoatesino è stato riconosciuto colpevole di doping, e l'organismo giudicante ha accolto la richiesta di condanna avanzata dalla IAAF. La sentenza è stata appena trasmessa alle parti, e la notizia è stata successivamente diffusa dagli organi di informazione.

“Le sentenze non si commentano - le parole del presidente federale, Alfio Giomi - qualunque sia il loro segno. In più, a due giorni dall’avvio dei Giochi olimpici, si impone anche il rispetto nei confronti di quanti, in maglia azzurra, saranno chiamati a rappresentare l’Atletica Italiana a Rio. La vicenda, però, è tale da imporre una riflessione, che arriverà a tempo debito, a Olimpiadi concluse. Al momento, l’unica cosa che mi sento di dire è che sarebbe stato meglio per tutti arrivare ad un esito in tempi diversi”.

Alex Schwazer e i suoi difensori avevano affrontato la fase dibattimentale a Rio convinti di poter affermare le proprie ragioni; di contro, la IAAF aveva confermato la richiesta di squalifica, scaturita dalla positività ad uno steroide sintetico rilevata in un controllo del primo gennaio scorso. Tutti i risultati conseguiti dall'atleta dal primo gennaio 2016 sono cancellati, incluso quello del Mondiale di marcia di Roma dell'8 maggio scorso.

Commenti? | Aug 11, 2016

Justin Gatlin corre in 9"45 con + 20mvs!

Posted by linfordbif in International

Justin Gatlin voa in Giappone per partecipare ad una sorta di gioco delle frontiere ( quanti se lo ricordano?) e corre i 100m in uno strabliante 9"45! 

Gatlin e´ aiutato da giganti ventilatori che lo accompagnano dalla partenza all´arrivo, dove appunto ferma il cronometro nel piu´ veloce tempo di sempre mai corso in un 100m.

Sembra che Gatlin voglia ora migliorarsi, sta´ ora cercando una pista in discesa..

 Clicca qui per vedere il VIDEO 

Biffi Daniele

 

Personal Trainer & Mental Coach 

www.fastandfit.de   

Commenti? | Aug 09, 2016

Il Tuscany Camp si prepara alle Olimpiadi di Rio

Posted by linfordbif in Manifestazioni
Il Tuscany Camp si prepara alle Olimpiadi di Rio

Sono giorni di allenamenti e rifiniture al Tuscany Camp di San Rocco a Pilli (SI). Dopo i recenti, prestigiosi risultati conseguiti ai Mondiali Juniores di Bydgoszcz, con il bronzo sui 10.000 m di Jacob Kiplimo, il 4^ posto sui 5.000 m di Mercyline Chelangat e il 7^ posto sui 3.000 m siepi di Albert Chemutai, ci si prepara alle Olimpiadi di Rio, ormai alle porte. Diversi sono infatti gli atleti del centro qualificatisi per la rassegna a cinque cerchi: da Stefano La Rosa al burundiano Celestin Nihorimbere nella maratona, passando per il burundiano Olivier Irabaruta e  l’ugandese Juliet Chekwel nei  10.000 mt e 5.000 m, senza dimenticare il piccolo neo medagliato ugandese Jacob Kiplimo sui 5.000 m.

Proprio in questi giorni, gli atleti stanno quindi preparandosi al meglio per l’importante appuntamento, dopo un mese di altura sull’Amiata. Grazie anche ai recenti risultati conseguiti e, a suggello di una collaborazione avviata già da tempo con Giuseppe Giambrone, fondatore del Tuscany Camp, si è inoltre rafforzata negli ultimi tempi la partnership con il noto marchio di abbigliamento sportivo della Nike. In virtù di questi accordi, tutti gli atleti del centro nonché tutta la nazionale Ugandese e Burundiana correranno alle prossime olimpiadi con le divise e i completini griffati con l’inconfondibile baffo.

Non resta quindi che aspettare ancora qualche settimana per assistere alle grandi prestazioni sportive che gli atleti del Tuscany Camp sapranno regalare a tutti gli appassionati di atletica.

www.tuscanycamp.com

Commenti? | Aug 03, 2016

Marlene Ottey: 11"96 a 52 anni!

Posted by linfordbif in Mondo Master

Marlene Ottey e´per me una delle Atlete piu´ forti della storia. Vederla correre e´ sempre un piacere immenso,sublime e´ la sua grazia, il su talento, sopratutto la sua tenacia.

A 52 anni continuava a correre come continua a correre tutt´oggi, per chi e´nel mondo Master e´cosa normale ma come sappiamo pochissimi se non nessun professionista di livello continua poi la sua carriere da master come invece fa´ Marlene e sta´collezionando WR su WR.

Un Atleta che ha corso un sub 12". 11"96 per l´esattezza, a 52 anni: semplicemente Sublime!

VIDEO11"96MARLENE 

Biffi Daniele

 

Personal Trainer & Mental Coach 

 

www.fastandfit.de   

Commenti? | Aug 03, 2016

Le carte italiane ai Giochi di Rio

Posted by linfordbif in Italia
Le carte italiane ai Giochi di Rio01 Agosto 2016

Prospettive ed obiettivi diversi per i 37 atleti (14 uomini e 23 donne) selezionati dal DTO Massimo Magnani per le Olimpiadi brasiliane. Per tutti loro, sarà comunque durissima.


 

di Marco Sicari

Le Olimpiadi sono un’altra cosa. E se lo dicono tutti (da sempre), un motivo ci sarà. Mancano undici giorni al via della trentunesima edizione dei Giochi (12-21 agosto per la "Regina"). L’atletica italiana, dopo la boccata d’ottimismo degli Europei di Amsterdam (dove, tra conferme e nomi nuovi, una certa briosità si è indubbiamente notata), si appresta al confronto più duro. Quello a cinque cerchi, dove, una volta ogni quattro anni, la realtà, nuda e cruda, assume contorni spietati, sotto forma di un livello di competitività che non ha eguali in nessun’altra disciplina sportiva: a Londra, quattro anni fa, furono 42 i Paesi in grado di conquistare almeno una medaglia, e 69 quelli capaci di piazzare almeno un atleta tra i primi otto. Numeri che certificano quella che non è solo un’impressione, o un vecchio adagio buono per gli amanti della retorica.

CONFRONTO GLOBALE - Sarà dura, per i 37 azzurri (14 uomini e 23 donne) selezionati dal DTO Massimo Magnani per i Giochi di Rio de Janeiro: lo “zero” (in termini di medaglie) che non esce dall’edizione di Melbourne 1956, ha concrete possibilità di prendersi la scena. A Londra 2012, in piena bufera-doping per la positività di Alex Schwazer (alone che tristemente finirà per riverberarsi, comunque la si voglia vedere, anche sull’edizione 2016), il bronzo di Fabrizio Donato nel triplo regalò all’Italia un – provvidenziale – posto al sole del medagliere, scacciando l’ipotesi del “no contest”. Cinque furono i finalisti, uno in più di Pechino 2008, ed esattamente come ad Atene 2004, anche se in quelle due precedenti edizioni il medagliere brillò certamente in altra maniera (oro-bronzo in Cina, doppio oro e bronzo ad Atene, in quest’ultimo caso con singolare polemica finale innescata, in totale buona fede e prima della cavalcata di Stefano Baldini, dall'inimitabile Candido Cannavò). Numeri scarni, ma relativamente costanti, che se da un lato danno il senso della vastità del confronto in atletica leggera, dall’altro misurano il perimetro del valore dell’atletica italiana, visto che non appaiono lontani da quelli fatti registrare, andando a ritroso, fino a Barcellona 1992 (tre volte otto finalisti, a Sydney, Atlanta, e in Spagna). Per elevare le quote azzurre, è necessario riavvolgere il nastro fino agli anni ’80, quando il Mondo, da tanti punti di vista, e non solo in campo sportivo, era davvero diverso.

SPERANZE IN MARCIA - Tornando all’oggi, ai Giochi di Rio, appare chiaro come la maggior parte degli atleti italiani abbia come obiettivo soprattutto un piazzamento, o perlomeno, il confronto con il proprio rendimento assoluto o stagionale, alla ricerca di performance che possano consentire di superare turni in pista e qualificazioni nei concorsi. Alcuni di loro, per valore, esperienza, solidità di rendimento nel corso dell’ultimo biennio, potranno certamente aspirare a qualcosa di più: dall’ingresso in finale ad una battaglia per il podio, anche se, va detto, la defezione di Gianmarco Tamberi ha tolto di mezzo l’unico azzurro “pronosticabile” per le medaglie. Tra quelli che sperano ci sono senz’altro gli specialisti della marcia, a cominciare da Elisa Rigaudo, bronzo a Pechino, che ha già dimostrato in maggio, a Roma (quinto posto che diventerà quarto, dopo la squalifica per doping della cinese Liu Hong) di essere vicina alla migliore forma. Con lei, compongono un trio di assoluto valore Eleonora Giorgi (squalificata a Roma nei chilometri finali, quando era in lotta per l’argento) e Antonella Palmisano (assente alla rassegna iridata di tre mesi fa per infortunio, ma quinta ai Mondiali di Pechino 2015). L’esclusione della Russia ha rimescolato le carte nella specialità, e solo le cinesi appaiono chiaramente favorite nella caccia ai metalli olimpici (inclusa la stessa Liu Hong, che sarà al via dopo la sanzione-lampo di un mese). In campo maschile, lasciando in sospeso ogni considerazione relativa ad Alex Schwazer (il cui confronto al TAS è in programma l’8 agosto a Rio, a ridosso del via del programma gare dell’atletica), i cinquantisti, a cominciare da Marco De Luca (con lui TeodoricoCaporaso e Matteo Giupponi), mirano all’exploit della carriera. Il francese Yohan Diniz è il favorito assoluto, ma anche in questo caso la cacciata dei russi, seppure con una ricchezza di protagonisti (a cominciare da Tallent), apre scenari interessanti.

INCOGNITA MARATONA - La strada, da sempre amica dei colori azzurri, mette in primo piano anche maratoneti e maratonete: Daniele Meucci, seppure in un contesto pauroso (con l’Africa che propone favoriti a manciate, distribuiti in almeno tre continenti), ha dimostrato nella mezza di Amsterdam (bronzo) di essere in linea con la tabella di marcia di preparazione dei Giochi. L’esperienza di Ruggero Pertile (e la solidità di Stefano La Rosa), sono gli ingredienti che completano il mix tricolore per i 42km e 195 metri olimpici. Tra le donne, Valeria Straneo, magnifica nel biennio 2013-2014 (argento mondiale ed europeo), viene da altrettante stagioni tormentate: la sua lotta contro il tempo, alla ricerca della miglior condizione, sarà valutata domenica 14 agosto (via alle 14:30 italiane, con Anna Incerti e la dottoressa Catherine Bertone). L’incognita più grande in entrambe le prove, avversari ovviamente a parte, è rappresentata dal clima, e dalla la conseguente possibilità che cambino i ritmi di gara: l’inverno brasiliano alterna giornate di caldo ad altre molto più fresche e ventilate, con queste ultime che potrebbero contribuire a lanciare i primi su ritmi diversi da quelli abituali nelle prove “di campionato” (quando si lotta per le medaglie, e non per i tempi).

OLTRE I LIMITI - Chi sembra potenzialmente in grado di andare oltre i propri limiti è Libania Grenot. La quattrocentista di origine cubana, ad Amsterdam oro europeo bis (dopo quello vinto nel 2014 a Zurigo), sembra entrata in una nuova dimensione, tale da rendere l’obiettivo dell’ingresso in finale (mancato di poco sia a Pechino, sia a Londra) finalmente possibile. Si parla però dei 400 metri (batterie sabato 13 agosto anche per Mariabenedicta Chigbolu, semifinale il 14, finale a ferragosto), terreno dove il mondo intero propone protagoniste, e dove ipotizzare scenari credibili appare quanto meno complicato: tra statunitensi (a cominciare da Allyson Felix, che sarà al via della sola gara sul giro) e giamaicane, con la bahamense Miller a guidare la lista mondiale 2016 (49.55), gli spazi sembrano ristrettissimi. Il 50.43 realizzato dalla Grenot in semifinale ad Amsterdam ha riacceso le luci sull’azzurra. Il quesito a questo punto è: sarà possibile rivederla a Rio nelle stesse condizioni? Con lei, punta all’ingresso in finale anche il quartetto della staffetta 4x400m, bronzo europeo in Olanda (sarà nuovamente del gruppo l’ostacolista AyomideFolorunso, non schierata ad Amsterdam), anche se entrare nelle prime otto ai Giochi sarà un’impresa realizzabile solo con una prestazione molto prossima al record nazionale.

SALTI D'AZZURRO - Alessia Trost arriva ai Giochi nella fase finale di una stagione non particolarmente esaltante (o comunque, non in linea con le aspettative), condizionata com’è stata da problemi di varia natura. Finalista sia ai Mondiali indoor di Portland (settima) che agli Europei (sesta), la friulana ha certamente le potenzialità per piazzarsi tra le migliori a Rio, dove, esattamente come nella marcia, l’assenza delle russe libererà spazi significativi (a disposizione anche di Desirée Rossit, capace quest’anno di crescere fino a 1,97). Merita la citazione nel gruppo dei cacciatori di finale anche Fabrizio Donato, che a Rio, il 14 agosto (24 ore prima della qualificazione) compirà 40 anni, e che agli Assoluti di Rieti, malgrado un non eccellente rapporto con la pedana, era apparso in ottime condizioni di forma. Lo scenario della specialità, anche a causa dei tanti atleti vittime di infortuni (incluso il nostro Daniele Greco), è meno ricco del passato. E questo, indubbiamente, contribuisce ad alimentare le speranze.

PER CRESCERE ANCORA - Da un terzetto di atleti, infine, potrebbero arrivare prestazioni significative: non necessariamente piazzamenti da finale, ma risultati di valore sul piano tecnico, in grado di elevare il peso specifico della partecipazione italiana. Il riferimento è a Veronica Inglese, protagonista ad Amsterdam su 10000 metri e mezza maratona (argento individuale e a squadre in questa seconda gara, PB di 31:37.43 nei 10km), che a Rio correrà la prova in pista, a Matteo Galvan (finalista europeo dei 400m e due volte al record nazionale in stagione con 45.12), e a Yusneisy Santiusti (finalista continentale del doppio giro, apprezzata per la capacità di leggere tatticamente tutti i turni). La spinta giovane al carro azzurro ha i connotati e il carattere estroverso della già citata Ayomide Folorunso, l’ostacolista emiliana di origini nigeriane che compirà vent’anni solo a metà di ottobre. Ayo è stata fantastica ad Amsterdam: quarto posto (con il personale portato a 55.50) e podio sfiorato nei 400hs, malgrado ritmica e tecnica ancora da perfezionare. Per fare strada ai Giochi (con lei anche Marzia Caravelli e la rientrante Yadis Pedroso) c’è sicuramente bisogno di crescere ancora, ma l’approccio è esemplare.

Lottare, far strada nei turni, migliorarsi se possibile: questi gli obiettivi di tutti gli altri azzurri, a cominciare dai velocisti EseosaDesalu, Davide Manenti e Gloria Hooper, tutti alle prese con il mezzo giro di pista; discorso applicabile ai mezzofondisti GiordanoBenedetti (800m, finalista europeo ad Amsterdam), Yuri Floriani (3000st), Margherita Magnani (1500m), o alle saltatrici DariyaDerkach (triplo) e Sonia Malavisi (asta). Silvano Chesani (alto) è l’unico superstite di quella che avrebbe dovuto essere una vera e propria armata (con gli appiedati Gimbo Tamberi e Marco Fassinotti): le sue condizioni, però, seppure in crescita, non sembrano obiettivamente quelle dell’inverno 2015 (quando fu argento europeo in sala); anche Marco Lingua (martello) è solo, nel senso di essere l’unico rappresentante dei lanci azzurri. Fatto, questo, su cui bisognerà riflettere a fine quadriennio.

I NUMERI DI SEMPRE - Pillole statistiche, per concludere. Nella storia dei Giochi, l’Italia ha collezionato 60 medaglie: (19 d’oro, 15 d’argento, 24 di bronzo), 46 delle quali dalla squadra maschile; l’edizione più ricca fu quella (dimezzata) di Los Angeles 1984 (sette medaglie, con 20 finalisti), seguita da Londra 1948 (1-3-1) e Berlino 1936 (1-2-2). A secco di medaglie solo in tre edizioni: 1906, 1928 e 1956 (quest’ultima, l’unica nel secondo dopoguerra). Solo quattro Paesi hanno avuto propri rappresentanti nell’atletica in tutte e 28 le edizioni dei Giochi (inclusa quella decennale del 1906): Australia, Francia, Gran Bretagna e Grecia. L’Italia vanta 26 partecipazioni (mancano quelle del 1896 e 1904), e si colloca al terzo posto con Ungheria e Canada. Abdon Pamich (1956-1972), Pietro Mennea (1972-1988) e Giovanni De Benedictis (1988-2004) guidano, con cinque partecipazioni, la lista degli azzurri più presenti (anche Fiona May ne vanta cinque tra il 1988 e il 2004, la prima con la maglia della Gran Bretagna). Pietro Mennea è da tempo il leader mondiale per numero di turni ai Giochi Olimpici: ben 32 (con nove finali); nella speciale classifica, lo segue Carl Lewis (29). Infine, la statistica delle statistiche: il numero complessivo di finalisti italiani (primi otto)? Duecentoquarantuno, capaci di collezionare 774 punti. Ok, si può cominciare.

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Commenti? | Aug 02, 2016

"Sicurala 6 Ore di Barletta": Gara podistica sulla distanza temporale delle 6 ore

Posted by linfordbif in Training

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E’ importante sentirsi parte di una squadra con obiettivi ben definiti. Le squadre con atleti che ci credono e si impegnano ottengono sicuramente buoni risultati e riescono a compiere delle imprese grandi. Nel 2016 la squadra Barletta Sportiva ha vinto il primo posto come squadra con maggior numero di partecipanti alla gara di 100km del al Passatore, una classica delle da Firenze a Faenza e, felicissimo il presidente della squadra Barletta Sportiva, Enzo Cascella che si esprime con queste parole: “È sicuramente il risultato più importante del nostro 2016, proprio perché è stato ottenuto nell’ultramaratona più importante d’Italia e tra le più prestigiose al mondo. Sono fiero ed orgoglioso dei nostri atleti.”

Ma non si finisce mai di correre e di organizzare eventi di corsa per chi è appassionato, e così l’ASD BARLETTA SPORTIVA 3334714852 enzocascella@gmail.com è lieta di invitare tutti gli interessati alla Conferenza stampa Giovedì 21 luglio ore 19,30 c/o “Caffè con vista” piazza Castello retro cattedrale a Barletta per presentare la seconda edizione della “SICURALA 6 ORE di BARLETTA”, una gara podistica di ultra maratona, tra le prime in Italia per numero di partecipanti che si terrà il 23 luglio nella città della disfida.

La “SICURALA 6 ORE di BARLETTA” ha l’egida dello I.U.T.A. (organizzazione di ultra maratone), il Coni Bat, la U.I.S.P. Nazionale (Unione Italiana Sport per tutti), la F.I.D.A.L. provinciale Bari – Bat (Federazione Italiana di Atletica Leggera).

La gara avrà la durata di 6 ore, praticamente si svolgerà dalle ore 17,00 alle ore 23,00. Il ritrovo, la partenza e l’arrivo saranno posizionati c/o il ristorante il Covo delle Sirene, in Via Carlo d’Asburgo nei pressi dell’ingresso principale del castello.

Il percorso gara sarà di un anello, di circa 1500 metri che circumnavigherà il bellissimo castello svevo di Barletta, in pratica con la partenza in via Carlo d’Asburgo, Via Mura del Carmine, Piazza Marina, Via Ferdinando Cafiero, Via Regina Elena, Corso Cavour e nuovamente Via Carlo D’Asburgo; vince la gara chi realizzerà più giri, praticamente chi correrà più km.

E’ prevista la partecipazione di atleti e Ultra maratoneti provenienti da tutta Italia, sicuramente accompagnati da amici e famigliari, ai quali Enzo Cascella presidente Asd barletta sportiva rivolge alcune parole: “potremmo offrire il bellissimo scenario del percorso gara del castello, e delle altre nostre bellezze cittadine; a tal proposito pensiamo di predisporre delle visite turistiche organizzate a favore degli stessi forestieri. La nostra mission : organizzare al meglio una manifestazione sportiva che funga da volano e quindi un efficace strumento di crescita economico, culturale e sociale del nostro territorio.”

Nella Puglia si sta diffondendo da alcuni anni la cultura delle ultramaratone, squadre con numerosi atleti maratoneti, sono in pole position Barletta Sportiva, ma ci sono anche tanti ultramaratoneti nella città di Putignano dove trascinatore è Vito Intini atleta di livello nazionale ed ora coordinatore del settore maschile dell’ultramaratona Nazionale, inoltra a Manfredonia si sta sviluppano la cultura delle lunghe camminate su strada e su sentieri grazie all’ultramaratoneta Michele Spagnuolo che ora si definisce un podista prestato al cammino, ma anche in altre città ci sono diversi ultramaratoneti come Adelfia, Noci, Corato, Massafra, Lucera sono tanti i forti Ultramaratoneti come Angela Gargano, Luisa Zecchino, Nunzia Patruno, Maria Moramarco (Mary Moor), sicuramente dimenticherò tanti perché è da poco che mi sono affacciato in questo mondo che ho approfondito attraverso interviste ai tanti ultrarunner e partecipando ad alcune ultramaratone ed Ironman ed ora sta per uscire il mio nuovo libro dal titolo “Ultramaratoneti e gare estreme” casa editrice Nuove Prospettive.

 

Matteo SIMONE

Commenti? | Jul 26, 2016
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