Lorena Brusamento: Indossare la maglia azzurra era un sogno, l'ho realizzato

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Al Campionato Europeo in Francia di 24 h di corsa su strada, la Svedese Maria Jansson vince l’oro stabilendo il nuovo record svedese ed europeo con circa 250.647 km, l’argento va a Patrycja Bereznowska (POL) che stabilisce il nuovo record Polacco con 241.633 km, il bronzo va alla connazionale Agata Matejczuk (POL) 232.285 km.

Eccezionale la gara dell’Italiana Brusamento Lorena che riesce a correre 221.719 km in 24 ore, classificandosi 13^, Luisa Zecchino 23^ con 206.632 km, Addari Paola 31^ con 200.88 km, Milanesi Chiara 33^ con 198.681 km, Barchetti Monica 193.36 km, Fossati Maria Ilaria 46° con 181.915 km.

Il titolo a squadra femminile va alle Polacche, l’argento alle Svedesi, il terzo posto alla Francia. La squadra Italiana si piazza all’8^ posto.

Alcune domane a Lorena Brusamento per approfondire il mondo femminile degli ultrarunner.

Eri riposata prima della gara? “Si, ho cercato di rallentare i miei ritmi ‘normali’ di lavoro qualche giorno prima.”

Cosa hai scoperto? Cosa puoi fare per far meglio? “Ho scoperto che posso fare ancora di più, dovrei allenarmi seriamente invece di correre e basta!”

Cosa hai notato delle altre squadre e degli altri atleti? “Non molto. Ciò che ho potuto vedere ed apprezzare è stata la forza e la determinazione di alcuni atleti.”

Ti sei sentita campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Si, toccando il piede di Re Leonida all’arrivo di Spartathlon.”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta? Lo sport ha sempre fatto parte della mia vita, prima la pallavolo, poi la corsa ma non solo. Ho cercato di seguire il mio istinto e di fare sempre ciò che mi faceva provare un’emozione.”

Quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Alimentazione e integrazione, obiettivo chiaro e fisso in mente uniti ad una forte fiducia sullo stato di salute del mio corpo.”

 

Ogni atleta ha i suoi ingredienti del benessere e del successo nello sport. La motivazione, la passione, il bisogno spinge la persona a raggiungere un obiettivo nella vita o nello sport. Per attivarsi ed impegnarsi, l’obiettivo dovrebbe essere sfidante e difficile ma raggiungibile, non impossibile.

Nello sport chi ha contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Il mio percorso verso l’ultramaratona è stato segnato da persone diverse in fasi diverse. Nell’ultimo anno sicuramente il mio compagno e la mia amica/assistente hanno avuto un ruolo importante.”

Qual è stata la gara della tua vita, dove hai dato il meglio di te o dove hai sperimentato le emozioni più belle? “Spartathlon in particolare anche se ogni gara/corsa mi ha dato emozioni, sensazioni particolari e ricordi.”

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua attività sportiva? “Sono orgogliosi e pensano che posso fare sempre meglio.”

Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Forse la cosa più strana che ho visto è stato il giapponese che dormiva in sospensione tra due sedie in un check point lungo Spartathlon…5 minuti di sonno cosi, poi è suonata la sveglia si è alzato ed ha ripreso a correre.”

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel praticare sport? “Che sono forte, mi ferma solo qualcosa che può mettere a rischio serio la salute.”

Quali sono le tue capacità, risorse, caratteristiche, qualità che hai dimostrato di possedere? “Forza, determinazione, tenacia, controllo, conoscenza di me stessa, fiducia.”

Che significa per te partecipare ad una gara sportiva? “La gara per me non è una gara ma un viaggio. E più il percorso è lungo piu il viaggio mi piace. La gara mi consente di dedicarmi del tempo, tutto per me come se fossi in vacanza.”

 

Le gare di ultramaratona permettono di essere con se stessi per tanto tempo, permette di conoscersi meglio nelle crisi, ti fa ripercorrere attimi e periodi della vita, un viaggio nel tempo partendo dal momento presente, permette di sperimentare sensazioni, impressioni ed emozioni, sentendo il proprio corpo, le sensazioni corporee, il respiro che ti porta vanti metro dopo metro, chilometro dopo chilometro, sempre avanti.

Hai sperimentato l’esperienza del limite nelle tue gare? “Si, la sensazione di non avere più nulla e di avere raschiato il fondo del barile.”

Quali sono o sono state le sensazioni che sperimenti facendo sport: pregara, in gara, post gara? “Emozione, agitazione, gioia, serenità, condivisione, amicizia.”

Quali sono le difficoltà, i rischi, a cosa devi fare attenzione nel tuo sport? “Devo fare attenzione a non dissociarmi per troppo tempo, rischierei di non avere il completo controllo di ciò che succede al mio corpo.”

 

Per fare certe gare considerate estreme per la lunghezza chilometrica, per le tante ore di attività fisica con deprivazione di sonno, bisogna ogni tanto staccarsi dalla razionalità, come mettersi a folle, lasciarsi andare, andare oltre, sentirsi leggeri, forti, resistenti, lasciarsi guidare un po’ dall’istinto, scoprire di poter fare cose considerate eccezionali e straordinarie, sentirsi fluidi, accorgersi che è passato del tempo senza controllo, un occhio fuori ed un occhio dentro, osare senza strafare, un approccio meditativo, passa tutto con pazienza ed essendo preparati per poterlo fare.

 

Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che più spesso ti hanno indotto a fare una prestazione non ottimale? “Cerco sempre di dare il massimo e di non farmi condizionare né dall’ambiente esterno né da qualche pensiero negativo.”

Cosa ti ha fatto mollare o cosa ti fa continuare a fare sport? “Non smetterò mai di fare sport, se la salute me lo consente, perché è vita.”

 

Continuo a sentire questa frase: lo sport è vita. E’ quello che sperimentano in tanti, lo sport ti rimette al mondo, ti fa rinascere a nuova vita, finché non lo incontri non lo puoi sapere, ma una volta incontrato ne assorbi tutti gli effetti benefici e sono tanti, dal benessere individuale a quello sperimentato in gruppo.

Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Con pazienza e lavorando su me stessa, cercando sempre di essere positiva.”

 

La positività è una forza in più, ti fa risparmiare tante energie che servono poi in allenamento ed in gara per portarti avanti verso la meta.

Quale può essere un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi allo sport? “Lo sport è amicizia, aggregazione, condivisione, gruppo, insegnamento, conoscenza, qualsiasi sport e a qualsiasi livello.”

 

Qualsiasi sport, qualsiasi livello, ed a qualsiasi età, lo sport apporta benefici, scoperte, conoscenze, è una formazione che non ha prezzo e non ha pari, una formazione alla vita, apprendere ed imparare dall’esperienza diretta per costruire carattere e formare personalità per vivere ogni momento con consapevolezza.

Quale può essere un messaggio per sconsigliare l’uso del doping? “Motivo numero uno: la salute. Il doping è qualcosa che spinge oltre il limite in maniera artificiale, le sostanze che si assumono o si iniettano al nostro corpo fanno danno. Motivo numero due: che soddisfazione ci può essere nel raggiungere un risultato…barando?”

Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport? Per quali aspetti ed in quali fasi dell’attività sportiva? “Non saprei, non ne ho mai sentito necessità.”

Quali sono i sogni che hai realizzato e quali quelli da realizzare? “Ogni sogno realizzato apre la strada ad altri sogni, basta seguire la scia. Indossare la maglia azzurra era un sogno, l’ho realizzato e questo mi da la possibilità di sognare altro! La vita senza sogni, che vita è?”.

Matteo SIMONE
380-4337230 – 21163@tiscali.it

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Commenti? | Dec 08, 2016

Mondiali mezza maratona: Alessandro Tomaiuolo si classifica sesto

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Da alcuni anni si apprezzano le notevoli prestazioni di Alessandro Tomaiuolo atleta FISDR (Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva Relazionale) e FIDAL in forza alla “Gargano 2000 Manfredonia”.

Alessandro Tomaiuolo sesto ai campionati mondiali mezza maratona 1h15’43″, un onore essere rappresentati in giro per il mondo, un grazie anche a Cotugno Giovanni sempre presente

E’ importante dare merito soprattutto al presidente dell’associazione, tecnico nazionale FISDIR, Giovanni Cotugno che utilizza i valori trasmessi dall’attività sportiva insegnando ai ragazzi a compiere sforzi per realizzare i propri progetti.

L’Associazione Sportiva di Manfredonia “Gargano 2000 Onlus”, da diversi anni punta a sviluppare l’educazione attraverso lo sport.

Nel mio libro: “O.R.A. Obiettivi Risorse Autoefficacia, Modello di intervento per raggiungere obiettivi nella vita e nello sport” parlo della Gargano 2000 Manfredonia vivaio di Campioni: “C’è una trasmissione di competenze, di passione, tra gli atleti nella cittadina di Manfredonia. …Sembra esserci una sorta di passaggio di consegna, una sorta di vocazione a far sì che altri traggano vantaggio, traggano insegnamenti utili per far bene, è come se ci fosse un gioco di squadra longitudinale, una sorta di devozione e vocazione per il paese per far sì che ci sia sempre qualcuno nella cittadina di Manfredonia che porti lustro in ambito dell’Atletica Leggera, e questo grazie anche alla Gargano 2000 Manfredonia che sostiene questi personaggi, li accompagna, li difende, li protegge, li esalta, fa opera di persuasione verso gli stessi atleti riguardo alle loro capacità, potenzialità. Vi è qualcosa che si sta costruendo nel tempo, che ha delle radici forti, solide, che viene nutrito dai diversi attori, presidente, responsabili, accompagnatori, tecnici, genitori.”

Quello che viene chiesto alle amministrazioni locali è che sostengano queste realtà, queste risorse umane e stia al loro fianco, per esempio regalando alla città, ai cittadini una pista di atletica per permettere ai talentuosi di esprimersi al meglio, di diventare ancora più forti, più competitivi.

Nella città di Manfredonia si può riscontrare sempre più un incremento nelle persone che praticano attività fisica con diverse modalità. Ci sono i camminatori del Lungomare, i corridori di diversi team, tra i quali “Gargano 2000 Manfredonia”, “Manfredonia Corre”, gli ultra-camminatori eco-spirituali del Team Frizzi e Lazzi che si cimentano in distanze più lunghe e percorsi impegnativi.

Matteo SIMONE

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Commenti? | Dec 03, 2016

Domenica 27 novembre si sta svolgendo a Los Alcazares, in Spagna, il Campionato Mondiale IAU della 100 km. Sono 8 gli atleti italiani in gara (6 uomini e 2 donne). La squadra maschile difenderà l’argento a squadre conquistato all’ultimo Campionato Mondia

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Domenica 27 novembre si sta svolgendo a Los Alcazares, in Spagna, il Campionato Mondiale IAU della 100 km. Sono 8 gli atleti italiani in gara (6 uomini e 2 donne).  La squadra maschile difenderà l’argento a squadre conquistato all’ultimo Campionato Mondiale svoltosi il 12 settembre 2015 a Winschoten in Olanda, dove Giorgio Calcaterra ha vinto la medaglia di Bronzo. 

Quest’anno sono in gara Giorgio Calcaterra (Calcaterra Sport ASD), Hermann Achmuller (Laufclub Pustertal), 14° nella passata edizione, Andrea Zambelli (Ass. Pol. Scandianese), Silvano Beatrici (G.S. Fraveggio), Marco Ferrari (Atl. Paratico) e Paolo Bravi (Grottini Team). 

Le donne saranno solamente due, Elisabetta Albertini (ASD Maratona Mugello) e Francesca Canepa (Atl. Sandro Calvesi). Dal 3 al 9 settembre  si è corsa la prima edizione della 4K Alpine Endurance Trail Valle d’Aosta, sulle cime più alte delle Alpi: Monte Bianco, Monte Rosa, Cervino e Gran Paradiso, vinta dalla fortissima Francesca Canepa.

Di seguito approfondiamo la conoscenza Francesca Canepa attraverso risposte ad un mio questionario che mi ha permesso di scrivere un libro sugli Ultramaratoneti e gare estreme  

Hai ancora sogni progetti? “I miei progetti in verità prendono forma in maniera del tutto casuale, in base alle situazioni in cui mi imbatto e alle opportunità che di volta in volta vedo dischiudersi. Non ho un piano preciso. Non ho gare iconiche che voglio fare per forza. Decido più o meno giorno per giorno. Quello che so per certo è che sarò un'atleta per sempre.”

Ora Francesca si sente svincolata da tutto e da tutti, continua ad andare avanti come un treno più sicura e con elevata autoefficacia.

Cosa vuoi dire alle donne del mondo? “Non è che mi piacciano tanto queste domande. Chi sono io per dispensare perle di saggezza? Dovendolo fare però, direi semplicemente alle donne di non vivere secondo la dicotomia maschio femmina che ci viene inculcata dalla nascita. Guardiamo piuttosto i leoni: chi caccia? Chi tiene le fila della famiglia? Chi fa tutto? La femmina. Appunto. E allora anche nella specie umana non vedo motivo al mondo per restare sempre un passo indietro. Bisogna osare. E lottare. E godersi i risultati senza permettere a nessuno di sminuirli o di farci sentire in colpa.”

Pari fatica, pari meriti, pari gloria. La filosofia di Francesca è andare avanti, lottare, senza distinzione, senza risparmiarsi, continuare allo stesso modo, essere artefici del proprio benessere.

Cosa vuoi dire ai ragazzi e genitori per farli avvicinare allo sport? “Qui andiamo ancora peggio. Ai ragazzi non voglio dire nulla, perché credo che le parole non siano così utili. Suggerirei loro piuttosto, di leggere le biografie di atleti che raccontano la loro storia. Credo sia molto più potente apprendere grazie all'esempio. Leggere e poi costruirsi un pensiero proprio. Leggere e arrivare a chiedersi ‘perché non io?’. Leggere e poi provare a scrivere la propria storia. Ai genitori vorrei proporre di aiutare i ragazzi ad individuare i propri talenti naturali, anziché magari seguire le masse e fare lo sport che fanno tutti solo per moda. E se si trova questo talento o comunque almeno un interesse, impegnarsi a eliminare la parola IMPOSSIBILE dal vocabolario e ragionare solo sul modo per rendere possibili i sogni. Lavorandoci, ovvio. Ma credendoci tutti: i ragazzi hanno bisogno di sentire il tifo della famiglia. Hanno bisogno di sapere che qualcuno crede in loro.”

Belle parole quelle di Francesca, denotano una grande esperienza di vita, lo sport per strada, all’aria aperta in autosufficienza è una grande scuola di vita, bisogna crederci, sognare, realizzare sogni, superare crisi e quant’altro, sviluppare consapevolezza, autoefficacia e resilienza, ha tanto da trasmettere ed insegnare Francesca per la enorme esperienza acquisita.

Con Francesca potremmo organizzare serate visite nelle scuole, siamo 2 atleti psicologi, entrambi competenti e resilienti e disponibili ad intervenire.

Il 2012 ed il 2013 Francesca Canepa vince il tor des Geants che si svolge in un tempo limite di 150 ore, in regime di semi-autosufficienza. Il tracciato misura circa 330 km per un totale di 24.000 metri di dislivello positivo. Lungo il percorso sono previsti più di quaranta punti di ristoro, riposo e soccorso, oltre a sette basi d'accoglienza (basi vita) che dividono il percorso in sette settori.

Nel 2014 Francesca subisce accuse di taglio di percorso nel Tor e viene squalificata ingiustamente.

Che significato ha per te la vittoria del 4K Alpine Endurance Trail? “Questa vittoria ha rappresentato per me la chiusura di un cerchio: tornare su questo percorso era necessario per la mia storia personale, e farlo circondata dall'affetto e dal calore di tutte le persone che mi aspettavano e tifavano è stato stupendo. Ogni km percorso mi rendeva più forte e più leggera. Ogni sorriso per me curava le ferite mai sanate di quelle accuse deliranti e della squalifica vergognosa che ne è conseguita. Con questa vittoria ho potuto rimettere insieme i pezzi della mia anima.”

Vuoi ringraziare qualcuno per il tuo benessere e la tua performance? “Ovviamente sì!!! Abbiamo Renato, mamma e papà, Silvia e Giovanni. Per citare chi ha fornito un aiuto sostanziale. Secondo me, solo chi divide con me anche la vita normale, quella senza corsa, può essere realmente capace di ESSERCI quando la corsa dura 350 km. Servono persone che sappiano leggere nel mio cuore e che, soprattutto, tengano al mio risultato quanto ci tengo io. E poi ci sono anche tutti coloro che, seppur da lontano hanno voluto starmi vicino, tifare, e sperare nella mia vittoria.”

Ora Francesca è serena, ha ricomposto i pezzi della sua vita, ha avuto conferma della sua condizione fisica e delle persone che gli stanno vicine. E’ importante avere persone vicine che tifano per te, che si fidano di te, che contribuiscono alla tua riuscita con il calore, con la presenza e vicinanza.

Cambia qualcosa ora? “No, in realtà ora non cambia nulla perché io continuo a correre e ad affrontare altre gare e nuove sfide. La sola cosa che forse è cambiata è appunto che adesso mi sento più leggera, mi sono tolta in parte quel velo nero che il 2014 aveva steso su ogni cosa. Quindi, semplicemente, mi sento più luminosa: di nuovo IO.”

Ha recuperato la sua persona. Francesca ora è più leggera ma allo stesso tempo più ricca dentro. 

Prossimi obiettivi? “Prossimo obiettivo, che posso raccontare proprio perché è vicino, è il mondiale 100 km su strada, dove vorrei migliorare il mio personale e possibilmente contribuire a lottare per una medaglia di squadra.”

Sono contento del ritorno in Nazionale per Francesca, sempre pronta a dare tutto per se stessa e per la squadra.

Ci sono stati momenti difficili al 4K Alpine Endurance Trail? “I momenti difficili sono stati sempre e solo collegati all'intensità del dolore al ginocchio. In salita e in piano ero fortissima e felicissima, nelle discese più ripide è stato un inferno. I momenti peggiori sono stati intorno a Valtournenche, dove ho dovuto considerare la possibilità di un ritiro. Il dolore era ingestibile. Poi la pausa, la doccia, la mangiata e le cure mi hanno permesso almeno di ripartire, pur con il dolore sempre presente. Da lì in poi non mi ha più lasciata, e le discese, TUTTE, sono state un incubo.”

I momenti più belli e più brutti delle giornate al 4K Alpine Endurance Trail? “I momenti più belli sono stati quelli in cui persone che non conoscevo mi dimostravano stima e affetto. Ho apprezzato molto anche le mie due lunghe dormite di circa 2.40 l'una e i pasti nelle basi. In pratica vivevo per mangiare e dormire, e così sono riuscita ad andare sempre in giro con il sorriso. Stando bene. FELICE.”

Importante ogni tanto fare una pausa, il punto della situazione, riprendersi un po’, recuperare, microrecuperi, e poi con autoprotezione e se ci sono anche coccole, si riprende alla grande con tanta forza e sicurezza.

 

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

http://www.mjmeditore.it/autori/matteo-simone 

Commenti? | Nov 28, 2016

L´IMPORTANZA DEI PIEDI NELLA CORSA; DALLO SPRINT AL MEZZOFONDO

Posted by linfordbif in Training

Nello Sprint, come anche nel Mezzofondo, nel calcio ed in tutti gli sport dove la corsa giochi un ruolo dominante, il buon uso dei piedi diventa fondamentale per correre veloce ed avere una postura otttimale.

Se vuoi correre veloce devi avere i piedi forti, reattivi e con una buona mobilita´. Diventa quindi importante concentrarsi anche nell´allenamento dei piedi, sopratutto all´inizio della preparazione ed ancor piu´della carriera agonistca.
 
I piedi sono un po´come le fondamenta di una casa, se i piedi sono forti potranno sostenere e partecipare alla spinta di gambe, bacino, braccia, spalle e potrai sfruttare al massimo le tue potenzialita´.

L´allenamento dei piedi e´ importante sia per migliorare la forza, la realttivita´, la spinta ma anche per migliorare la tecnica di corsa. Riuscire a controllare in modo ottimale il movimento dei piedi diventa necessario per poi riuscire ad usarli in modo efficace in corsa.

Per correre bene, per avere una buona tecnica ed una biomeccanica efficiente, e´ necessario avere padronanza del proprio corpo, riuscire a coordinare movimenti sempre piu´ complessi.
 
Avendo padronanza del proprio corpo, e dei propri piedi, sara´ piu´facile correre agevolmente e  sciolti anche quando la spinta sara´massima.
 
Ancor di piu´ importante e´correre sciolti quando le gambe sono piene di Acido Lattico e la fatica si fa´ sentire, proprio in queste fasi diventa fondamentale riuscire a correre composti e sciolti per essere comunque efficienti.
 
Proprio per queste ragioni e´sempre importantissimo allenare la tecnica e riuscire a coordinare i movimenti, in primis dei piedi che debbono naturalmente essere forti. 

Possiamo allenare i piedi con esercizi specifici di tecnica, di forza, in sala pesi, coi gradoni, col traino, con gli ostacoli o con esercizi di pliometria.
 
Il mio consiglio e´ di dedicare regolarmente tempo nell´allenamento dei piedi.
 
Avrai sicuramente di benefici.
 
 
 
 
Daniele Biffi

Personal Trainer & Mental Coach  

Commenti? | Nov 22, 2016

Il Trail è per me amore incondizionato, il mio posto è tra le montagne – di Matteo SIMONE

Posted by linfordbif in Training

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Tante le donne che amano correre libere nella natura, tra le tante ho avuto modo di conoscere personalmente la campionessa Maria Chiara Parigi in occasione del raduno premondiale 2016 della nazionale italiana ultratrail presso la splendida località di Badia Prataglia nei pressi di Bagno di Romagna. Successivamente ho rivisto la Maria Chiara in occasione del grande trail dei Monti Simbruini 2016 dove ha vinto la lunghissima gara femminile di 84 km.

Maria Chiara Parigi vanta una medaglia di bronzo al Campionato del Mondo Trail – IAU del Galles 2013. Di recente, Maria Chiara Parigi arriva terza assoluta e prima delle donne percorrendo 67 km e 606 metri sul circuito di 1475 metri con un dislivello di 51 metri.

Gentilissima Maria Chiara nel rispondere al mio questionario volto ad approfondire il mondo degli ultrarunner per la stesura del libro Ultramaratoneti e gare estreme di prossima uscita. Di seguito le testimonianze della fortissima e simpaticissima atleta Aretina.

Cosa significa per te essere ultramaratoneta? “Penso di essere una Runner incallita che a volte ama correre per tanto tempo e vedere quanto riesco a resistere. Se questo vuol dire essere un ultra maratoneta, allora lo sono!”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta? “Non ho avuto un percorso, ho semplicemente provato a sfidare me stessa allungando sempre più i tempi di sforzo!”

Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta? “Amo pensare di poter fare di più anche se a volte il fisico ti dà segnali di cedimento e lì sono le volte in cui penso di ridimensionarmi!”

Hai mai pensato di smettere di essere ultramaratoneta? “Vorrei correre ancora per tanto tempo quindi devo imparare a gestire le risorse rimaste!”

Hai mai rischiato per infortuni o altri problemi di smettere di essere ultramaratoneta? “Purtroppo i Rischi ci sono stati e mi sono fatta male più volte. Da allora cerco di stare più attenta anche se vuol dire andare più piano!”

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Cosa ti spinge a continuare ad essere ultramaratoneta? “La bellezza di questo sport mi spinge a proseguire pensando sempre a nuove strade e nuove sfide da affrontare! Di base sono un avventuriera!”

Prossimi obiettivi? Riprese un po’ di forze fisiche sto provando a ripartire anche con le gare! La mentalità è un po’ cambiata perché cerco di godere di più di ciò che la vita mi sta dando e allora anche la corsa ne è entrata a fare parte! Non per questo vuol dire meno impegno ma più consapevolezza di quello che il mio fisico riesce ancora a fare e soprattutto nutrirmi della bellezza che la natura ci offre! Dopo aver visto l’UTMB da spettatrice ho capito che il Trail è per me amore incondizionato e non posso fare solo da spettatrice! Il mio posto è tra le montagne e se il lavoro, la famiglia e gli infortuni non aiutano ho il bisogno di questo mondo perché lo sento mio! Nel mio futuro vedo solo passi e sentieri senza limiti o condizionamenti!”

Hai sperimentato l’esperienza del limite nelle tue gare? “Il limite non esiste, esiste il meglio e il meglio l’ho avuto in alcune gare tra cui il mondiale!”

Quali i meccanismi psicologici ritieni ti aiutano a partecipare a gare estreme? “I meccanismi psicologici sono le incertezze che abbiamo e quando andiamo in gara significa superarle! È un modo per sapere che sono capace di superare anche ciò che mi fa paura!”

Quale è stata la tua gara più estrema o più difficile? “La più difficile è stata la UTLO (Ultra Trail del Lago d’Orta)!Fatta senza un minimo di preparazione e portata a casa comunque!”

Quale è una gara estrema che ritieni non poterci mai riuscire a portarla a termine? “Vorrei fare il Tor des Geants ma allo stesso tempo non mi sento pronta! Spero un giorno di riuscirci!”

C’è una gara estrema che non faresti mai? “Non esiste una gara che non farei, almeno ci proverei.”

Cosa ti spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici? “Ora non sposto più i miei limiti fisici! Ora li conosco e li gestisco.”

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua partecipazione a gare estreme? “I 

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miei familiari ora mi capiscono, prima pensavano che perdessi tempo! I miei amici mi ritengono matta ma nel senso positivo!”

Che significa per te partecipare ad una gara estrema?“Partecipare ad una gara estrema vuol dire stare concentrati e fare del mio meglio senza mai perdere di vista la salvaguardia della mia vita!”

Ti va di raccontare un aneddoto? “Aneddoti sono le crisi lungo il percorso che mi fanno fare di tutto ma poi passano ed è un po come risorgere!”

Come è cambiata la tua vita famigliare, lavorativa?“La vita familiare e lavorativa non è cambiata perché la famiglia viene prima e il lavoro non posso fare diversamente!”Cosa hai scoperto del tuo carattere nel diventare ultramaratoneta? “Del mio carattere ho scoperto di essere una romantica, che la natura è parte di me e che combatto per ciò che voglio fino allo stremo delle forze!”

Se potessi tornare indietro cosa faresti? O non faresti?“Non cambierei nulla, avrei voluto conoscere il trail prima, a 20 anni ero già testarda per farlo e il fisico sicuramente era molto più forte!”

Usi farmaci, integratori? Per quale motivo? “Uso integratori perché mangio male e eutirox per la tiroide! Non funziona!”

Ai fini del certificato per attività agonistica, fai indagini più accurate? Quali? “Faccio controlli su tutto! Dai 40 anni si ha un po’ più di paura e ci tengo a avere la prerogativa di poter durare a lungo!”

E’ successo che ti abbiano consigliato di ridurre la tua attività sportiva? “In tanti mi dicono che mi usuro ma bisogna vedere chi te lo dice! Di solito sono persone sedentarie!”

Hai un sogno nel cassetto? “Il mio sogno è di vedere più possibile il mondo con tutti i suoi angoli anche i più remoti camminando e correndo!”

 

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

http://www.mjmeditore.it/autori/matteo-simone

Commenti? | Nov 21, 2016

Maratona: i campioni master a Ravenna

Posted by linfordbif in Mondo Master
Maratona: i campioni master a Ravenna14 Novembre 2016

Assegnati i titoli tricolore “over 35” nella gara internazionale romagnola sui 42,195 chilometri

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Un’altra edizione tricolore per la 18ª Maratona internazionale Ravenna Città d’Arte, valida quest’anno come Campionato italiano master sui 42,195 chilometri dopo aver assegnato i titoli nazionali assoluti nella passata stagione. Successo al marocchino Youness Zitouni (Valchiese) con 2h24:54 davanti al connazionale Smail Charfaoui (Edera Atl. Forlì, 2h25:21) e al riminese Gianluca Borghesi (Atl. Avis Castel San Pietro), che in 2h30:24 conquista anche il primo posto tra i master SM35. Tra le donne prevale Anna Spagnoli (Edera Atl. Forlì/SF40) in 2h46:04 nei confronti di Silvia Tamburi (Atl. Avis Perugia/SF35), seconda in 2h50:31, e della croata Nikolina Sustic (2h51:03). Nelle classifiche master, conferma del tricolore per Massimiliano Bogdanich (Calcestruzzi Corradini Excelsior, 2h36:26) stavolta nella categoria SM50, ma anche per Carmelo Saccà(Atl. Pegaso/SM75) in 3h43:44, mentre il quasi 85enne carpigiano Antonino Caponetto (Maratona d’Italia Sport) stabilisce la migliore prestazione italiana SM85 con 4h28:02.

Ad aggiudicarsi con 1h07:43 la mezza maratona è Ahmed Nasef (Atl. Desio). Il monzese di origine marocchina, che nello scorso weekend ha vinto il tricolore assoluto dei 42,195 km, precede l’ex connazionale Rachid Benhamdane (Dinamo Sport, 1h08:35) e Pasquale Rutigliano (Olimpiaeur Camp, 1h09:34). Al femminile Emanuela Massa (Cambiaso Risso Running Team Genova) in 1h21:39 si lascia alle spalle Cristina Marzioni (Atl. Potenza Picena, 1h22:06) e la marocchina Hanane Janat (Lbm Sport Team, 1h22:56). Grandi numeri di partecipazione all’evento nella città romagnola, con circa 3500 iscritti alle due gare competitive (1600 nella maratona, 1900 per la mezza) e un totale di 8000 presenze nel weekend, compresi gli oltre 3000 podisti dell’Almaverde Bio GoodMorning Ravenna (non competitiva di 10,5 km). Quarantacinque invece le nazionalità, dieci rispetto all’anno scorso.

MARATONA - I CAMPIONI ITALIANI MASTER 2016
UOMINIDONNE
SM35: Gianluca Borghesi (Atl. Avis Castel San Pietro) 2h30:24
SM40: Antonello Landi (Atl. Potenza Picena) 2h33:39
SM45: Pasquale Iapicco (Atl. Isaura Valle dell’Irno) 2h36:48
SM50: Massimiliano Bogdanich (Calcestruzzi Corradini Excelsior) 2h36:26
SM55: Franco Togni (Runners Bergamo) 2h44:06
SM60: Virginio Trentin (Atl. San Biagio) 2h49:44
SM65: Carluccio Bordoni (2002 Marathon Club) 2h59:17
SM70: Nazario Cruciano (Podistica Sannicandro) 3h11:59
SM75: Carmelo Saccà (Atl. Pegaso) 3h43:44
SM85: Antonino Caponetto (Maratona d’Italia Sport) 4h28:02 MPI
SF35: Silvia Tamburi (Atl. Avis Perugia) 2h50:31
SF40: Anna Spagnoli (Edera Atl. Forlì) 2h46:04
SF45: Marta Santamaria (Atl. Brugnera Friulintagli) 2h55:23
SF50: Marilena Dall’Anese (Atl. Aviano) 3h31:05
SF55: Annamaria Masetti (Atl. Banca di Pesaro Centro Storico) 3h33:07
SF60: Rita Gabellini (Amici della Fatica Cesena) 3h34:12
SF65: Maria Tartari (Runners Valbossa-Azzate) 4h03:44
RISULTATI/Results


l.c.

(da comunicato stampa Organizzatori)

Commenti? | Nov 16, 2016

Buona la prima: “Atletica La Sbarra & I Grilli” sul gradino più alto del podio

Posted by linfordbif in Manifestazioni

Buona la prima per le due società laziali che si sono unite: “Atletica La Sbarra” e “I Grilli Runners”. Il 6 novembre si è corsa la prima tappa della quarantacinquesima edizione di Corri per il Verde. La tappa di partenza si è svolta presso la Riserva Naturale della Valle dell'Aniene.
Tra le tante squadre partecipanti, degna di nota “Atletica La Sbarra & I Grilli” la cui squadra maschile è riuscita a salire sul gradino più alto del podio grazie ai punti presi dai singoli 42 atleti uomini di cui un atleta con disabilità visiva, mentre la squadra femminile ha ottenuto un onorevole quarto posto grazie ai punti ottenuti da solamente 11 atlete.
La vittoria individuale per quanto riguarda le donne è andata alla fortissima Elisa Palamara mentre la prova maschile è stata vinta da Luca Parisi.
Un giorno di festa per tutti, tanti anche ragazzi e bambini che hanno partecipato accompagnati da genitori e famiglie.
Contentissima l’atleta Valentina Ferrari, di seguito un suo messaggio: “Siamo stati tutti e tutte bravissimi! Il percorso era tosto. Uomini grandiosi! Per le donne di dobbiamo lavorare. Siamo quarte ma le quinte sono vicine e noi dobbiamo migliorare il quinto posto dell’anno scorso. Le seconde e le terze anche sono vicine. Ce la possiamo fare. Anzi mi correggo de la dobbiamo fare. Come fare? Chiedo a tutti, maschi compresi, di collaborare insieme! Se avete amiche che corrono, anche piano, che non sono iscritte con nessuna squadra, potreste invitarle alle prossime tappe.
Dal 1971 la Corri per il Verde vuole far conoscere a migliaia di podisti di tutte le età angoli nascosti, bellezze e ricchezze della città, riaffermando il diritto a vivere gli spazi verdi, difendendoli utilizzando lo sport per tutte e per tutti come strumento per vivere meglio, per crescere meglio, permettendo ai tanti atleti adulti e ragazzi accompagnati anche da famiglie ed amici, di conoscere le aree verdi della Capitale.
Nelle precedenti due edizioni 2014 e 2015, la Squadra Maschile dell’Atletica La Sbarra si è salito sul gradino più basso del podio classificandosi al terzo postoben figurando anche per quanto riguarda la squadra femminile, che diventa sempre più numerosa e competitiva
I campi di allenamento degli atleti dell’Atletica La Sbarra e Grilli runners sono il parco Tor Tre Teste dove si organizzano anche sedute di allenamento collettivo con il forte atleta, massaggiatore ed allenatore Vincenzo Ciurleo, inoltre gli atleti si allenano nella villa de Sanctis. 
Il progetto Corsa o camminata con Achilles International, il programma che in tutto il mondo permette di correre e camminare insieme guida e non vedente, viene portato avanti presso il parco degli Acquedotti, tendenzialmente il martedì ed il giovedì alle 18.00 circa e dove qualsiasi atleta che ha intenzione di sperimentarsi come guida può partecipare così come possono partecipare persone con disabilità visiva che vogliono provare a correre con una guida.
Urge aiuto di persone generose e disponibili disposte a dedicare tempo per allenarsi con atleti con disabilità visiva. Tali atleti per partecipare a diverse attività agonistiche ed amatoriali, necessitano di allenarsi e, quindi, essere accompagnati in queste attività da “guide sportive” ossia persone, disponibili ad indicargli il percorso, a porgergli un braccio, a farli evitare buche ed ostacoli.
Il prossimo 19 novembre ci sarà un evento aperto a tutti, si tratta di un sabato mattina ore 10.00 sempre presso il parco degli acquedotti Roma, dove tutti potranno correre e camminare come guide o come atleti accompagnati. Per info achillesinternationalroma@gmail.com o 3931053915. 
Ada Nardin, sta cercando di far partire il progetto Achilles International anche a Milano, quindi sono preallertati i runner milanesi.
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

Commenti? | Nov 11, 2016

ROLAND GRÖGER VINCE 3 ORI AI CAMPIONATI DEL MONDO DI PERTH 2016: TRIPLETTE!

Posted by linfordbif in Mondo Master
 
I mondiali Master 2016 a Perth, Australia, si sono conclusi. Vorrei condividere con voi la mia immensa gioia per i risultati ottenuti dai 3 Atleti M50che seguo: Roland Gröger, Lars Klingenberg e Burghardt Funk.

Roland e´riuscito nella impresa (nostro obiettivo) di vincere nella categoria M50 sia i 100m M50 con 11" 34 +4,8mvs ,che i 200 +3.2 i con 22"97 chei  400m con 51"41.
 
Roland conquista cosi´3 fantastici ori oltre poi ai 2 argenti nelle staffette 4x100 e 4x400. E´quindi Tripletta, una splendida tripletta che ripaga tutto il lavoro che abbiamo svolto assieme quest´anno e negli ultimi 4 anni.

Quindi rekord personale sui 100, sui 200 ed Il tempo sui 100 rimane il 2° al mondo, dopo l 11"13i Mario Longo che ricordiamo e´Rekord Europeo M50, e miglior tempo al mondo sui 200 e sui 400m dove quest´anno, il 26 di Agosto ha anche corso il Rekord del Mondo fermando il cronometro a 51"02 ( era 51"39). 

Fantastica e´ stata anche la stabilita´ dei suoi risultati sopratutto sui 400: Roland ha corso 5 volte sotto i 51"50: 51"02, 51"40 e 3 Volte 51"41!

Una stagione da incorniciare, tante le vittorie e Rekord incluso il Rekord tedesco sui 200 m indoor con 23"49.

Ottimo anche Lars Klingenberg M50 che giunge in finale sia sui 100 che sui 200 dove arriva rispettivamente 8° con 11"87 che e´il suo rekord personale da Master e 6° con 24"51 dopo aver corso il Rekord personale in semifinale con 24"42. Vince poi un fantastico argento, con Roland, nella 4x100.

Molto bene anche Burghardt che arriva 8° al mondo nel decathlon piazzando il suo Personale con 5512punti e cogliendo un fantastico argento nella 4x400 con Roland.
 
 
Daniele Biffi

Personal Trainer & Mental Coach  

Commenti? | Nov 09, 2016

Lisa: Il Tor des Geants, è l’esperienza più bella che abbia mai sperimentato

Posted by linfordbif in Training

Il Tor des Géants con partenza ed arrivo a Courmayeur, è considerato “il trail più duro al mondo”, il tempo limite è di 150 ore, in regime di semi-autosufficienza, il tracciato misura circa 330 km per un totale di 24.000 metri di dislivello positivo, e la Regina quest’anno è la padovana Lisa Borzani che ha tagliato il traguardo dopo 91 ore e 9 minuti e classificandosi 7^ nella classifica generale arrivando giovedì 15 settembre 2016 alle 5,10 del mattino.

Approfondiamo la conoscenza della piccola Gigante del Tor 2016 attraverso le risposte ad alcune domande.

Ciao Lisa, spero di non disturbare, finalmente ce l’hai fatta dopo due secondi posti, come stai ora? “Ora sto bene, sto recuperando bene sia fisicamente che mentalmente.”

In effetti le gare di endurance ti consumano sia fisicamente che mentalmente, ti logorano, per questo è importante non solo la preparazione fisica ma anche un sano approccio mentale ed una preparazione nutrizionale. Vengono mobilitate tante energie fisiche e mentali durante una gara della durata di 91 ore pertanto è indispensabile successivamente un sano recupero, prolungato e tante coccole possibilmente.

Cosa cambia ora? “Dopo il Tor, non credo cambierà nulla, tornerò alla vita normale fatta di ufficio e allenamento.”

Lisa appare sempre positiva, sempre con il sorriso, amante della natura, libera di correre e volare nei sentieri naturali partecipando a gare sempre più ardue ed impegnative, atleta della nazionale Italiana Ultratrail già salita sul podio il 2015 con il resto della squadra femminile per ricevere un bronzo mondiale, corona anche il sogno di arrivare prima donna al Tor dei Giganti della Valle da Aosta dopo essere arrivata nei due precedenti anni sempre seconda.

Hai avuto cedimenti, rischi, malori? “In gara non ho avuto malori, solo qualche crisi di testa che sono però riuscita a superare.”

Le crisi come vengono così se ne vanno se sei un atleta esperto e sai a cosa vai incontro e conosci i tuoi limiti e le tue potenzialità.

Prossimi obiettivi e/o sogni? “Il prossimo obiettivo sarà il campionato del mondo di ultratrail del 29 ottobre in Portogallo.”

Dopo una tale impresa dove si esce vincenti e vittoriosi, a parte il sano recupero, non si può già pensare ai prossimi obiettivi ambiziosi, e Lisa è un atleta di livello Nazionale che non può mancare a sfidanti appuntamenti internazionali, per confermare il suo stato di forma dettato dalla grande passione che la motiva in questo sport considerato quasi estremo.

L’anno scorso conobbi Lisa e gli chiesi di rispondere ad un questionario le cui risposte riporto di seguito molto interessanti che trasmettono la passione e l’amore per lo sport outdoor di endurance.

Cosa significa per te essere ultramaratoneta? “Per me significa amare correre su strada o per sentieri per un periodo di tempo abbastanza lungo da far entrare in gioco variabili diverse oltre a quelle della classica ‘gara di corsa’, variabili che riguardano l’ambiente esterno ma anche il proprio intimo modo di vivere la lunga distanza.”

Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta? “La voglia di pormi degli obiettivi anche ‘importanti’ come distanza o dislivello (nell’ultratrail) e di cercare di lavorarci su per raggiungerli.”

Quali i meccanismi psicologici ritieni ti aiutano a partecipare a gare estreme? “La voglia, l’entusiasmo, la serenità interiore e con chi ti sta accanto sono per me elementi psicologici fondamentali.”

Passione, entusiasmo, serenità diventano meccanismi psicologici indispensabile per continuare a far bene ed avere sempre stimoli che ti spingono a fare di più e sempre meglio.

Cosa ti spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici? “La curiosità e la voglia di vedere se ce la posso fare, sempre con la consapevolezza che non sono un super eroe e che quindi posso anche fallire perché fa parte del gioco.”

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua partecipazione a gare estreme? “Paolo, il mio compagno, condivide tutto con me: allenamento, gare, preparazione e questo oltre ad essere stupendo per me è anche una bellissima fonte di forza. Mia mamma dice il rosario tutte le sere affinché il Signore mi convinca a smettere perché teme che io, abbastanza minuta, possa consumarmi del tutto!! Mio papà però è mio segreto complice! I miei amici che praticano anche loro le ultra mi capiscono benissimo. Gli altri un po’ meno ma mi supportano ed incoraggiano lo stesso.”

Che significa per te partecipare ad una gara estrema? “Significa mettermi in gioco, provare a raggiungere l’obiettivo prefissato, iniziare un’avventura ‘programmata’ e preparata.”

Come è cambiata la tua vita famigliare, lavorativa? “Devo cercare di ‘incastrare’ tutto: lavoro, famiglia e sport perché le ultra richiedono indubbiamente tante ore da dedicare all’allenamento. Ho però la fortuna di condividere tutto con il mio compagno perciò risulta tutto più facile.”

Quale può essere un tuo messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi a questo sport fatto di fatica, impegno, sudore, sofferenze? “Un messaggio che secondo me è bene passare ai ragazzi è che in questo sport, come nella vita, è importante mettere passione, dedizione, voglia ed impegno in ciò che si fa perché la cosa importante non è vincere (anche se ciò può far piacere ovviamente!) ma sentire di ‘aver dato tutto’ quando si taglia il traguardo. Credo che sia importante passare questo messaggio perché, appunto, la società di oggi è quella che esalta solo chi APPARE VINCENTE a scapito di chi invece mette impegno, fatica e cuore in quello che fa.”

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta? “Sono partita dalle gare su strada e dalla maratona corse per le prime volte per seguire le ‘orme’ di mio padre, anche lui maratoneta. Poi con il tempo mi è venuta voglia di provare una 50km e poi il mitico Passatore di 100km. Infine, grazie al mio compagno Paolo amante della montagna, ho scoperto l’ultratrail.”

Lisa scommette continuamente su se stessa, allenandosi e preparandosi continuamente per percorrere e gareggiare su sentieri sempre più lunghi ed impervi ponendosi obiettivi sempre più importanti e facendo di tutto, non trascurando nulla, per portarli a termine.

Quale è stata la tua gara più estrema o più difficile? “Il Tor des Geants, ma è stata anche l’esperienza più bella che abbia mai sperimentato!”

Ti va di raccontare un aneddoto? “Uno che mi piace è questo. Alla fine del mio primo tentativo di ultratrail di 50km arrivai al traguardo 3 ore dopo il mio compagno e, quasi in lacrime per la troppa fatica provata gli dissi: ‘mai più!! asfalto tutta la vita!!’. Poi l’anno successivo cominciai ad allenarmi per il Tor des Geants.”

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel diventare ultramaratoneta? “Che a volte (non sempre purtroppo!) io (come chiunque altro) posso trovare dentro me delle risorse fisiche e mentali che non immaginavo lontanamente di possedere.”

Usi farmaci, integratori? Per quale motivo? “Integro le vitamine A, C ed E perché sono potenti antiossidanti che servono per combattere le vagonate di radicali liberi che produciamo con la corsa.”

Hai un sogno nel cassetto? “Si ma non si dice senno non si avvera!!!”

Hai sperimentato l’esperienza del limite nelle tue gare? “Si, credo di sì. Al Tor des Geants quest’anno (2014) sono arrivata al ‘limite’ non tanto dal punto di vista della gestione della fatica bensì da quello della gestione del sonno. Le prime tre notti di gara ho gestito la carenza di sonno con dei micro sonni ma l’ultima notte (la quarta) è stata dura e credo di essere arrivata proprio al limite delle mie possibilità in tal senso.”

Come la maggior parte degli ultramaratoneti anche Lisa ha sperimentato l’esperienza del limite perché ti puoi preparare quanto vuoi, puoi avere passione, predisposizione ma dietro l’angolo ci può essere sempre un imprevisto che ti coglie di sorpresa, l’importante è non farsi trovare impreparato e cercare di gestirlo nel miglior modo possibile facendo leva sull’esperienza acquisita nello sport e nella vita e considerando che per ogni problema c’è almeno una soluzione a disposizione e che quando sembra di non poterne proprio più, se sei fiducioso una porticina da aprire per attingere nuove energie, nuove soluzioni la trovi.

Libri sulla psicologia dello sport e del benessere sono anche reperibili presso Frizzi e Lazzi, negozio di “Scarpe running e non solo” sito in Manfredonia Corso Manfredi 303.

 

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

CONTATTI: 380.4337230 – 21163@tiscali.it

http://www.mjmeditore.it/autori/matteo-simone

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+simone+matteo.html

Commenti? | Nov 09, 2016

Mondiali Master: 53 medaglie italiane

Posted by linfordbif in

La staffetta italiana 4x100 W45

La spedizione azzurra torna dalla rassegna iridata “over 35” di Perth (Australia) con 14 ori, 25 argenti e 14 bronz. 

Nei Campionati Mondiali Master di Perth (Australia), gli “over 35” dell’atletica italiana chiudono con 14 ori, 25 argenti e 14 bronzi per un totale di 53 medaglie. Un risultato significativo, se si considera che alla manifestazione stavolta hanno partecipato 69 azzurri, 49 uomini e 20 donne. L’ultima giornata vede l’Italia Master Team per sei volte sul podio, con il successo nei 3000 siepi M35 di Luigi Del Buono (Sef Stamura Ancona) che fa segnare il crono di 9:35.27. In questo modo il figlio d’arte di Gianni e fratello di Federica corona un’edizione iridata in cui aveva già conquistato tre argenti. Arrivano poi due secondi posti: sulle sponde del fiume Swan, nella maratona W35 in 3h07:28 per merito dell’altra marchigiana Denise Tappatà (Pol. Acli Macerata), che così raggiunge quota 2 argenti e 2 bronzi personali in questo evento, ma anche del catanese Gianfranco Belluomo (Puntese San Giovanni La Punta), capace di aggiudicarsi la piazza d’onore sui 3000 siepi M55 in 11:17.27.

Le staffette italiane portano a casa tre bronzi, con le donne W45 a segno nella 4x100 formata da Laura Piras (Road Runners Club Milano), Giusy Lacava (Assi Giglio Rosso Firenze), Gigliola Giorgi (Atletica dei Gelsi), Simona Prunea (La Galla Pontedera Atletica) in 59.49, poi nella 4x400 di Vittoriana Gariboldi (Atl. Pistoia), GiorgiLacava e Prunea in 4:29.36. Ma c’è gloria anche tra gli uomini nella 4x100 M40 con Paolo Bertaccini (Cus Pro Patria Milano), Nicola Demarni (Atl. Insieme New Foods Verona), Massimiliano Raglianti (Cus Pisa), Filippo Bianchi (Assi Giglio Rosso Firenze) in 50.64. Ai piedi del podio invece la 4x400 M40 di Franco Natali(Atl. Pistoia), BianchiRaglianti e Demarni in 3:58.81, oltre alla 4x400 M50 con Bertaccini, Frédéric Peroni, Giuseppe Romeo(Olimpia Amatori Rimini), Francesco D’Agostino (Atl. Virtus Castenedolo) in 3:47.42. La rassegna iridata “over 35” all’aperto tornerà fra due anni nella città spagnola di Malaga (5-16 settembre), ma nel 2017 ci saranno i Mondiali indoor a Daegu (Corea del Sud, 19-25 marzo) e gli Europei di Aarhus in Danimarca (27 luglio-6 agosto), in attesa degli Europei Master 2019 che si svolgeranno in Italia (5-15 settembre) a Jesolo, Caorle ed Eraclea, nella provincia di Venezia. Cliccando sul link sottostante è possibile consultare il medagliere con i risultati di tutti gli italiani ai Mondiali Master 2016.

l.c.

MEDAGLIERE E RISULTATI DEGLI ATLETI ITALIANI
RISULTATI/Results
TUTTE LE NOTIZIE/News

Commenti? | Nov 09, 2016

Francia Albi Campionato Europeo ultramaratona 24h

Posted by linfordbif in Manifestazioni
Matteo Simone, Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR  
<section style="box-sizing: border-box; zoom: 1; color: #565656; font-family: Georgia, Cambria, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 16px" itemprop="articleBody" class="entry-content clearfix">

22.10.2016, Francia Albi ore 10.00 partenza Campionato Europeo 24h corsa a piedi su strada, su circuito di 1120 metri. 180 sono i corridori iscritti in rappresentanza di 24 paesi.

nazioniIn assenza del campione in carica, il tedesco Florian Reus vincitore lo scorso anno a Torino, sulla carta il favorito in campo maschile è Bela Mazur (HUN) è il top runner con un personale di 247,040 km, i due principali suoi avversari sembrano essere Zoltan Csecsei (HUN) e Dietmar Korntner (AUT) con record personali rispettivamente di 243,460 km e 243.068km. A contendersi la vittoria maschile ci sono anche James Elson (GBR) con un personale di 242,490 km ottenuto nel 2016 e il veterano corridore Irlandese Eoin Keith con un personale stagionale di 241,938 km.

In campo femminile, Maria Jansson (SWE) difenderà il suo titolo di Campionessa Europea a Torino lo scorso anno. Quest’anno ha ottenuto un personale di 242.686km. Le Ungherese Viktoria Makai e Boglarka Vago con le loro mimgliori prestazioni rispettivamente di 225,600 km e 223,540 km, saranno le dirette avversarie. Altre topo runner in campo femminile sono Anne Marie Vernet (FRA) con 222,419 km quest’anno ed Amy Masner (IRL) con 217,068 km quest’anno.

Una gara ti testa, la mente guida il corpo, sono stati selezionati atleti capaci Atleticamente e mentalmente, atleti con elevata consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti, capaci di focalizzarsi per l’impegno fisico e mentale prolungato nel tempo, atleti con elevata esperienza in gare che possono essere considerate anche alienanti, che hanno sviluppato elevata autoefficacia e resilienza attraverso lunghi viaggi anche interiori che l’ultracorsa ti porta a fare, atleti che sanno gestire il momento presente ed il tempo che passa in modo performante, atleti che sanno accogliere, affrontare, gestire e prevenire crisi o difficoltà, atleti che sanno prendersi cura di se stessi anche dal punto di vista nutrizionale che diventa fondamentale in questo tipo di gara, atleti che sanno accogliere parole e suggerimenti di partner e tecnici per andare avanti senza mollare.

formazioneLa squadra italiana è rappresentata dai seguenti 12 atleti.

Marco Bonfiglio (DK Runners Milano)

Diego Ciattaglia (Bergamo Stars Atletica)

Nicola Leonelli (ASD Liberi Podisti Abruzzesi)

Nerino Paoletti (Bergamo Stars Atletica)

Paolo Rovera (ASD Dragonero)

Andrea Zambon (ASD Pavanello)

Paola Addari (GS Runners Cagliari)

Monica Barchetti (ASD Podistica Lippo Calderara)

Lorena Brusamento (GS Gabbi)

Maria Ilaria Fossati (Bergamo Stars Atletica)

Chiara Milanesi (Runners Bergamo)

Luisa Zecchino (Team Pianeta Sport Massafra)

due1Ultramaratoneti e gare estreme (cosa motiva questi atleti? Quali i meccanismi psicologici? Cosa li spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici?),questo è il titolo del mio prossimo libro che racconta le storie, passioni, motivazioni, aneddoti di più di un centinaio di atleti che si dilettano a percorrere tantissimi chilometri in tante modalità, su strada, su sentieri, su tapis roulant, tra i tanti atleti Vito Intini coordinatore settore maschile 24 ore di corsa su strada e riporto di seguito una breve intervista per conoscere questo mondo.

Cosa significa per te essere ultramaratoneta?

“La ricerca di mettere il proprio fisico e la propria mente in difficoltà nella quale esiste la soluzione. Come risolvere un rebus o un sudoku. Mai però deve essere raggiunto il pericolo organico!”

Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta?

“L’incognita del risultato e la gioia che mi pervade quando affronto la fatica.”

Quali i meccanismi psicologici ritieni ti aiutano a partecipare a gare estreme?

“La meditazione. L’introspezione e la convinzione di essere preparato infine anche tecniche di visualizzazioni uso di frequente.”

Cosa ti spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici?

“Il corpo si adatta ad uno sforzo con allenamenti specifici fino ad un limite personale che può essere raggiunto. Per la mente invece non è così semplice. Qui entri in una sfera senza bordi. Non c’è una progressione delineabile. Non sai mai se la tua mente ha appreso, imparato e si è adattato allo sforzo. Sono troppe le variabili che possono verificarsi. E’ qui il divertimento.  In fondo è come risolvere un Sudoku sulla base di un sistema numerico sessagesimale (sessanta simboli).”

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua partecipazione a gare estreme?

“Dopo tanti anni hanno capito che con dedizione e preparazione le gare di Ultramaratona sono una disciplina come tante altre.”

Che significa per te partecipare ad una gara estrema?

“Preparazione, preparazione e preparazione fisica e mentale.”

bandiera-italianaPer quanto riguarda Nico Leonelli, finalmente il sogno che aveva da bambino si realizza, Nico racconta la voglia di mettersi sulla strada e camminare, girovagare ad iniziare dai paesi vicini, e sempre di più ha coltivato questa passione del camminare, dell’allontanarsi, di andare alla ricerca di altro, di nuovo, di diverso, per scoprire altro ed anche per scoprire se stesso.

Ecco di seguito come si racconta Nico, quali sono le sue passioni, sogni, limiti.

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta?

Quando ero bambino sognavo spesso di arrivare ai paesi vicini a piedi. Per cui da adulto, quando ho iniziato a correre, il percorso per arrivare alle ultramaratone è stato abbastanza naturale e veloce.”

Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta?

“Mi piace pensare che potrei attraversare paesi ed anche regioni, avendo come unico mezzo le gambe. Mi piacerebbe che questa capacità la mantenessi ancora per tanti altri anni.”

Hai mai pensato di smettere di essere ultramaratoneta?

Ho pensato spesso di smettere con le gare, ma mai di non correre più lunghe distanze per conto mio.”

Cosa ti spinge a continuare ad essere ultramaratoneta?

Il fatto che ci sono tanti altri traguardi da vivere ed assaporare.”

Hai sperimentato l’esperienza del limite nelle tue gare?

Ad ogni gara Ultra ho sempre creduto di aver raggiunto il limite per poi scoprire in seguito che quello non era il mio limite.”

Quali i meccanismi psicologici ritieni ti aiutano a partecipare a gare estreme?

“Non avere la reale consapevolezza di quello che starò per fare.”

C’è una gara estremi che non faresti mai?

Soffro il freddo in maniera patologica, per cui iscrivermi ad una gara in Alaska è l’ultimo dei miei desideri.”

Cosa ti spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici?

“Credo che sia una cosa innata nell’ uomo. Se l’uomo non avesse questa tendenza, la scienza non sarebbe arrivata a questo livello e noi ora non avevamo neppure il Garmin.”

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua partecipazione a gare estreme?

C’è chi ammira e chi ne deride…è normale!”

Che significa per te partecipare ad una gara estrema?

Non c’è un sempre un unico significato. A volte c’ è la predominante agonistica ed altre volte c’è la curiosità di una nuova esperienza.”

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel diventare ultramaratoneta?

Ho scoperto che se qualcosa nella mia vita non va come vorrei, è solo perché non ci ho messo la giusta forza e determinazione.”

Ai fini del certificato per attività agonistica, fai indagini più accurate? Quali?

Fortunatamente stanno nascendo centri medici sportivi che per rilasciare il certificato agonistico, non si limitano solo a farti salire sulla cyclette, ma approfondiscono con ecografie ed analisi specifiche.”

Hai un sogno nel cassetto?

Certamente, quello che si ha da bambino e cioè fare un mondiale.”

Enrico Vedilei è stato un Campione come atleta, coordinatore della Nazionale Ultratrail, ora collabora con la IUTA nel settore 24 ore di corsa su strada

Di seguito racconta un po’ della sua vita dedita allo sport con passione e tanta emozione.

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta?

“La mia prima gara, a 12 anni, fù di 21 km. Dopo aver raggiunto i limiti d’età, ho voluto provare a correre la maratona e dopo 5 anni mi sono spinto più in là con l’ultramaratona.”

Da piccolo Enrico non gli bastavo le distanze corte, voleva esagerare, ed ha dovuto aspettare la maggior età per esordire in maratona e fare successivamente l’ingresso nel mondo delle ultra.

Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta?

La voglia di scoprire e scoprirmi.”

Hai mai pensato di smettere di essere ultramaratoneta?

“Finora no, di sicuro non mi alleno più come una volta ma la voglia di far fatica è ancora dentro il mio corpo.”

Hai mai rischiato per infortuni o altri problemi di smettere di essere ultramaratoneta?

“Ho avuto dei problemi fisici una decina di anni fa che non mi hanno più permesso di allenarmi come una volta, ora corro di meno ma corro lo stesso perché mi diverto e mi piace l’ambiente.”

Enrico si trova dove c’è una gara lunghissima o durissima, è presente come coordinatore di atleti nazionali, come organizzatore di gara, come sponsor, come assistenza, è una presenza.

Cosa ti spinge a continuare ad essere ultramaratoneta?

“Mi piace l’ambiente e non c’è lo stress delle gare corte dove si deve correre sempre con il fiato corto e guardare il cronometro.”

Quali i meccanismi psicologici ritieni ti aiutano a partecipare a gare estreme?

“La consapevolezza che se non è giornata o non vado, rallento o mi ritiro senza nessun problema o giustificazioni. Credo che sia stata una saggia legge che mi ha portato a correre per 40 anni.”

Quale è stata la tua gara più estrema o più difficile?

“La mia gara più dura è stata il Cammino Inca in Perù dove abbiamo superato 2 passi sopra i 4000 m slm e non avevo fiato per respirare.”

Cosa ti spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici?

“Oramai non sposto più i miei limiti ma un tempo, quando lo facevo, mi spingeva la voglia di conoscere appunto i miei limiti fisici.”

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua partecipazione a gare estreme?

“Senza i miei genitori non starei qui a raccontare la mia storia, mi hanno sempre aiutato. Poi ho trovato una moglie con una famiglia di ultramaratoneti e quindi il gioco è fatto e per noi è tutto naturale.”

Che significa per te partecipare ad una gara estrema?

“Prepararmi psicologicamente e fisicamente, documentarmi sul tracciato, sulle condizioni ambientali e sul paesaggio che dovrò affrontare di li a poco. Anche questo è cultura generale che i libri di scuola non potranno mai insegnarti.”

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel diventare ultramaratoneta?

“Ho scoperto di essere molto socievole e stare bene in mezzo alla gente, cosa che da piccolo non mi riusciva bene.”

Forza ragazzi!!! E’ arrivato il luogo momento!

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Commenti? | Nov 02, 2016

Di corsa verso il nuovo anno: parte il progetto dell’Uisp Nazionale Atletica Leggera in Val d’Orcia

Posted by linfordbif in Manifestazioni
Trascorrere all’insegna dello sport per tutti il passaggio dalla fine del 2016 all’inizio del nuovo anno. E’ con questo spirito che l’Uisp Nazionale Atletica Leggera, in collaborazione con l’Asd Runners e Benessere e il comitato Tuscany Crossing, promuove RunMeet: un’iniziativa per passare un soggiorno di 3 o 5 giorni, dal 30 dicembre 2016 al 3 gennaio 2017, nella splendida cornice della Val d’Orcia ritagliandosi dei momenti per uscite collettive di corsa o di camminata.
 

La base logistica del progetto sarà Abbadia San Salvatore, piccolo comune senese alle pendici dell’Amiata che ogni anno ospita il raduno tecnico dell’Uisp Nazionale Atletica Leggera. Da lì ci si potrà spostare facilmente per le passeggiate o gli allenamenti di corsa e per qualche piacevole puntata alle terme di San Filippo, dove è previsto il veglione dell’ultimo dell’anno.
 
“Sarà un’occasione per condividere lo spirito della corsa senza l’assillo del cronometro o della classifica finale – commenta Fabio Fiaschi, presidente Uisp Nazionale Atletica Leggera – per godersi il paesaggio della Val d’Orcia e della via Francigena in un momento di bassa stagionalità, consentendo a chi vorrà unirsi a noi di affacciarsi al nuovo anno in modo diverso dal solito, dedicandosi allo sport e al benessere immersi in questo angolo della Toscana, dichiarato Patrimonio Unesco. La nostra proposta è aperta a tutti, senza distinzioni di età: ci auguriamo che aderiscano in tanti”.

Per informazioni: redazione@runners.it, 333.7179966.

Ufficio Stampa

Uisp Nazionale Atletica Leggera
Commenti? | Nov 02, 2016

ALLENAMENTO CON RIPETUTE PER IL MEZZOFONDO: IL 4X2000

Posted by linfordbif in Training
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Il 4x2000  e´ un allenamento che possiamo classificare di "capacita´ aerobica" ideale per chi prepara i 5000 ed i 10000 ma anche molto importante per chi si destreggia sui 10,000, gare su strada ed anche mezza e maratona.
 
Questo allenamento e´ particolarmente importante anche perche´ lavoriamo sulla SAN (Soglia Anaerobica) , valore che e´ di fondamentale importanza per chi allena mezzofondo.
 
Innalzre il valore della SAN ci permette di risparmiare energia, aumentare la capacita del muscolo a consumare ossigeno per bruciare carboidrati e grassi. In questo modo saremo in grado di tenere una velocita´ semrpe piu´elevata sempre piu´ a lungo. Per questo motivo allenamenti come il 4x2000 sono importanti per migliorare la performance.
 
Perche´ l´allenamento abbia gli effetti auspicati e´ bene che le prove vengano corse in modo regolare.
 
Come recupero teniamo il 50% del tempo in cui corriamo i 2000m ( se li corriamo in 10´ teniamo 5´di rec).
 
Per Atleti con esperienza e che corrono i 2000 m gia´sotto gli 7´00" (3´30" a KM)  consiglio di recuperare attivamente con un 1000m il 10/15% piu´ lento dei 2000 ( 2000m 7´00" = 1000 di rec in 3´51"/3´55"). 
 
 
Daniele Biffi

Personal Trainer & Mental Coach  


Commenti? | Oct 14, 2016

Nutrizione al servizio della performance

Posted by linfordbif in Training

Aspetti che incidono sul benessere e la performance nello sport: allenamento fisico, allenamento mentale, nutrizione (energia).

Riporto alcune testimonianze di atleti rispetto al loro modo di affrontare allenamenti, pre gara, gara, post gara dal punto di vista nutrizionale.

Pietro MORO, alla domanda: “Quale alimentazione segui prima, durante e dopo una gara?” Risponde: “Dipende dalla gara. Per una gara di 10 km una ricca colazione composta da zuccheri naturali e carboidrati. Durante la prestazione assolutamente nulla non c’è bisogno. Dopo la gara fondamentale è reintegrare i liquidi persi con dei sali minerali e dopo qualche minuto bisogna recuperare le energie perse con degli alimenti solidi tipo taralli, grana o meglio cioccolato fondente.“

L’alimentazione viene considerato un aspetto fondamentale al pari dell’allenamento fisico o mentale.

Mimmo RICATTI: “L’alimentazione è per me un vero e proprio allenamento. Senza di essa non potrei affrontare le corse giornaliere. Il carburante che dà energia alla macchina corpo. Curo molto l’aspetto ma senza privarmi totalmente delle concessioni di gola.”

A volte diventano importanti anche le coccole e quindi non sempre si possono fare rinunce.

Francesco FAGNANI: “Adotto una alimentazione specifica nei giorni precedenti la gara e durante tutta la preparazione, sicuramente non può mancare un bel dolce!! E la sera una bella cena per festeggiare! “

Così come ci si rivolge ad un allenatore per avere un buon programmma di allenamento o ad uno psicologo dello sport per gestire al meglio l’ansia del pre gara per esempio, così sarebbe importante rivolgersi ad un nutrizionista che ti sappia consigliare gli alimenti in base al proprio metabolismo ed allo sport praticato.

Ecco la testimonianza di Daniele: “Seguo un’alimentazione prescritta da un nutrizionista sportivo (dott. Francesco Fagnani), la sera prima una quantità maggiore di carboidrati con modico secondo e patate lesse, la mattina 3 ore prima panino con miele e parmigiano, durante se sono gare lunghe acqua e carbongel , dopo frutta e un dolce.”

Insomma per eccellere bisogna considerarare tutti gli aspetti che contribuiscono al benessere ed alla performance, altra testimonianza è quella di Tiziano De Marco che alla domanda: “Quale alimentazione segui prima, durante e dopo una gara?” Risponde: “Povera di grassi o cibi complessi (soffritti, bevande gassate zuccherine, alcolici fritti etc..). Ricca in maniera bilanciata di proteine nobili, carboidrati, fibre, frutta e verdura.”

Un po’ di tempo fa Tiziano mi ha offerto una ricca cena e pertanto lo ringranzio anche per la sua gradevole compagnia.

Ci sono fortissimi atleti tra gli amatori come Riccardo BARALDI che ci spiega la sua alimentazione per ottenere le sue performance: “Nelle ore più prossime ad una gara, prediligo cibi leggeri. Se al mattino, colazione a base di the al limone e fette biscottate con marmellata o miele. Se nel pomeriggio o sera, 4 ore circa prima, pasta in bianco o al pomodoro, bresaola e grana. Durante, vista la brevità delle distanze sulle quali mi cimento, non mi alimento. Immediatamente dopo, cerco di reintegrare con alimenti ad alto contenuto proteico e vitamine, oltre ad usare integratori salini e aminoacidi ramificati. “

Anche Onofrillo per continuare ad essere un ultrarunner deve fare molta attenzione agli alimenti che assume, ecco cosa risponde alla domanda Quale alimentazione segui prima, durante e dopo una gara?: “È sicuramente il mio tallone di Achille …..se riuscissi a contenere un po’ di più le mie ‘scorribande’ alimentari avrei decisamente più soddisfazioni con il cronometro. Ultimamente seguo un po’ i consigli alimentari di mia moglie (che sicuramente si alimenta molto meglio di me) ma è molto difficile rinunciare ai cibi buoni e saporiti delle mie parti. Almeno prima di una maratona, per avere sotto controllo il peso, evito di mangiare molti dolci (solo a colazione) ed evito i cibi fritti, cercando di aumentare il consumo di frutta e bere molta acqua. Durante la gara cerco di alimentarmi con quello che trovo sui tavoli dell’organizzazione e solo intorno al 30^ km prendo il classico integratore, che mi da, o meglio dovrebbe dare la “spinta” finale (più psicologica che fisica) per affrontare al meglio la parte finale della competizione. “

L’Ironman deve fare molta attenzione all’alimentaizone per gestire le tre discipline sportive, ecco la testimonianza di Gabriele Frasconà Quale alimentazione segui prima, durante e dopo una gara?”Nel tempo ho trovato il mio giusto modo di alimentarmi, vado matto per pesce, verdure e frutta, non mi piacciono molto le cose poco sane!”Usi farmaci, integratori?”Integratori? Qualcosa come gel e barrette a base di frutta secca, e idrosalini per quando mi alleno molto e gareggio, per il resto vado a pane e salame. “

Di seguito anche la testimonianza del Grande Maratoneta Orlando Pizzolato, due volte vincitore della Maratona di New York (1984 e 1985): “Quando la praticavo da professionista, seguivo l’alimentazione iperglucidica. Ora, da amatore è varia e non correlata all’attività sportiva. “

In alcuni sport come il pugilato bisogna fare attenzione a nutrirsi prima della gara, lo spiega Umberto Framondino, pugile: “Prima della gara bisogna avere un’alimentazione abbastanza proteica in modo tale da mantenere il tuo peso corporeo, durante la gara niente, a fine gara si può riprendere lo stesso regime alimentare. (prima della gara bisogna pesarsi e se pesi troppo poco o troppo rischi di saltare la tua categoria e perdi la gara a tavolino).”

L’importanza dell’aspetto nutrizionale nello sport lo spiega anche un atleta di pesca di apnea Marcello Camboni che alla domanda: “Qual è stata la gara della tua vita, dove hai dato il meglio di te o dove hai sperimentato le emozioni più belle?” risponde: “Tutte quelle nelle quali ho primeggiato non per fortuna o caso ma perché ho curato in maniera meticolosa la preparazione in tutti gli aspetti previsti, dall’alimentazione, alla tecnica all’allenamento fisico e tattico.”

Per concludere, ascoltiamo i consigli di Francesco FAGNANI, nutrizionista sportivo: “L’Aloe vera contiene sali minerali e vitamine oltre che altre sostanze utili al benessere del nostro organismo. Ha proprietà e antiossidanti in grado di combattere i radicali liberi che contribuiscono all’invecchiamento delle cellule del nostro corpo. Nei periodi in cui l’atleta è maggiormente provato, assumere aloe vera può contribuire a mantenere lo stato di salute ed evitare l’immunosoppressione. Nei mesi che precedono l’Ultramaratona e nel periodo di avvicinamento è quindi auspicabile integrare con probiotici e gel intestinali a base di ALOE, non solo a scopo preventivo dei meccanismi descritti sopra, ma anche in un’ottica di maggior efficienza energetica degli integratori assunti durante la gara.”

 

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

Commenti? | Oct 13, 2016

Alimentazione e Sport come stile di vita

Posted by linfordbif in Training
Sviluppare Consapevolezza, percorso di autoconsapevolezza che possa agevolare la progressione nei sotto elencati stadi teorizzati con il modello transteoretico Di Clemente e Prochaska: fase precontemplativa, fase contemplativa, azione, mantenimento, uscita dal problema .

Over alimentazione equivale a meno benessere, auspicabile la pratica di Sport per consumare energie .

Nella fase precontemplativa, i soggetti non sono consapevoli o interessati alle conseguenze del proprio comportamento nocivo e quindi non esprimono alcuna intenzione di cambiare nell’immediato futuro.

Il comportamento nocivo potrebbe riferirsi ad un’alimentazione eccessiva o non equilibrata, o ad una scarsa attività fisica considerata indispensabile ed essenziale per la prevenzione di diverse patologie mediche e psichiche.

La persona che non vuol sentire non sente ma continua la sua vita con le sue modalità in questo caso è indicata una psicoeducazione e cioè un esperto che illustri alla persona la sua situazione in una maniera diversa dal comune, ad esempio con metafore, con paradossi, con visualizzazioni?

La testimonianza di Daniele: “Ho cominciato 22 kg fa, fattori positivi: aver smesso di bere alcool, aver smesso di mangiare carne, avere più rispetto per gli animali .”


Nella fase contemplativa si trovano le persone che dichiarano di aver pensato di cambiare il comportamento ma senza assumersi ancora impegni precisi verso una modifi

Qui c’è da lavorare con la persona per permetterle una spinta propulsiva verso l’inizio della pratica dell’esercizio fisico.

Si può chiedere alla persona innanzitutto di individuare inizialmente un giorno della settimana in cui può essere più propenso a dedicarsi all’esercizio fisico, l’ora, il luogo, il tipo di esercizio fisico e le modalità

Interessante anche la testimonianza di Matilde Staffa: “Prima di iniziare a correre pesavo 90 kg ora ne peso 65 direi che questo può bastare! “
 
La fase di preparazione indica l’intenzione di agire nel futuro prossimo e la presenza di tentativi di cambiare il proprio comportamento in passato.

Dopo aver deciso la giornata giusta e valutato i diversi dettagli, bisogna solo aspettare il giorno stabilito per cimentarsi in questa nuova avventura.

La persona non vedrà l’ora di sperimentare quanto programmato

Altra testimonianza da parte di Desirè: “Lo sport mi ha aiutata a perdere dei kg che non mi appartenevano

questo ha influito positivamente: sul mio carattere, sulla prestazione sportive. “

Eccoci arrivati al giorno e all’ora stabilita, la persona è pronta all’azione, questo le permetterà di sentirsi capace di portare a termine un obiettivo, di sentirsi in grado di prendersi cura di se stesso, durante questa fase, valuterà se è una cosa fattibile e da ripetere, se può cambiare qualcosa la prossima volta.
 
La fase di azione è caratterizzata da processi di liberazione, di rivalutazione di sé, attraverso i quali il soggetto si convince di essere capace di cambiare e si impegna nel modificare il proprio comportamento per un certo periodo.

Paolo: “Per quanto riguarda la mia dieta, ti informo che, grazie ai tuoi preziosi consigli, in queste due settimane ho raggiunto i miei primi "piccoli" obiettivi: «Ho perso un chilo e settecento grammi».

Interessante anche la testimonianza dell’Avvocato Onofrillo: “Lo sport ha contribuito in una maniera considerevole: riduzione del peso, del girovita aumento spasmodico di voglia di fare .”

Quando l’azione si mantiene per un tempo superiore, si dice che la persona ha raggiunto lo stadio del mantenimento.    
 
E’ quello che ha sperimentato Marianna Romano: “Ho sempre fatto sport per dimagrire. Alla corsa mi ci sono avvicinata per questo, poi è diventata una droga che mi ha portato ad altre quali lo spinning e a breve il ciclismo.”

Altro atleta che ora è diventato un forte ultrarunner è Carlo ASCOLI: “Ho iniziato a correre a 18 anni al parco per dimagrire perché pesavo 100kg. Nel 2003 ho fatto la Stracittadina di Roma, a ottobre la prima gara ufficiale è stata la 10km della Garbatella.”

Insomma, Alimentazione e Sport come stile di vita per trovare un equilibrio nel Regime alimentare ed un tenore di vita migliore con un’Alimentazione controllata.

E’ quello che ha raggiunto Anna Giunchi, la maratoneta: “Lo sport mi ha dato un equilibrio, soprattutto per quanto riguarda il regime alimentare:  facendo sport non mi sottopongo a restrizioni.”

Così come anche Daniele: “Seguendo un’alimentazione controllata adesso posso dire di seguire un tenore di vita migliore anche nelle performance si nota la differenza.”
 
Anche atleti di alto livello come un Campione Italiano in una specialità dell’atletica : “Grazie allo sport mi sono tenuto lontano da vizi dannosi come droga, alcol e fumo. Mi sono dovuto informare sull'alimentazione arrivando a sapere di nutrizione molto più di chiunque altro frequenti. Ho così un fisico sano ed allenato.”

Altro atleta di alto livello è Antonello LANDI: “Per fare sport ad un certo livello bisogna seguire uno stile di vita, che contribuisce al benessere fisico, psicologico. A volte si devono fare delle rinunce: - non fare tardi la sera; - riposarsi bene specie prima delle gare; - seguire un alimentazione adeguata. “

Così come Umberto Framondino, pugile: “Grazie allo sport ho iniziato a mangiare in modo più salutare alternando alimenti che prima neanche consideravo. Un detto vero che ho provato personalmente è ‘Mens sana in corpore sano’. “
 
Lo sport diventa anche il cibo della mente, io stesso mi nutro di sport, uso la bici negli spostamenti cittadini che a volte coprono distanze anche di 15km.

A volte si dà la priorità allo sport rispetto al cibo, è il caso di Onofrillo: “In una giornata di sole preferisco, quando è possibile, saltare il pranzo per un'ora di corsa.”

Interessante anche la testimonianza di Luca Giglioni: “Lo sport è benessere. Il movimento è il cibo del cervello. Avere la possibilità di liberare tutte le endorfine è il più grande regalo che la natura ci ha fatto.”

Altro atleta che si nutre di sport è Gabriele Frasconà, alla domanda: “Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta?” Risponde: “Dopo il nuoto dai 6 ai 9 anni, ho ripreso a fare sport fino ai 18 anni con la pallavolo. Dopo ho intrapreso un percorso lungo fino ai 25 anni che ha visto sviluppare le mie doti di resistenza psicofisica tra le forze speciali italiane. Dopo il congedo il passo è stato breve, gare estreme e triathlon sono diventate il mio pane quotidiano.”
 

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR
Commenti? | Oct 08, 2016

ALLENARE LA FORZA ESPLOSIVA PER CORRERE VELOCI

Posted by linfordbif in Training

Una delle componenti di fondmentale importanza per correr veloce e´ sicuramente la forza esplosiva. la forza esplosiva la possiamo definire come la capacita´ del muscolo di esprimere la sua forza in una singola azione. Da questo possiamo gia´ capire quanto la forza esplosia sia strettamente correlata con la velocita´. 

La forza esplosiva e´ anche strettamente correlata con il sistema nervoso. La volonta´ di eseguire un movimento esplosivo inizia infatti dal cervello, che invia impulsi nervosi che si propagan atraverso il midollo spinale, sino ad arrivare ai muscoli interessati per contrarli. Il muscolo, attraverso il tendine, contraendisi  provoca lo spostamento delle ossa.

 

Quando alleniamo la forza esplosiva e´ bene semrpe avere in mente che il nostro fine e´ quello di migliorare la capacita´del muscolo a produrre velocita´. Per fare cio´e´ fondamentale la corretta e rapida esecuzione, espressa con la massima intensita´ (100%!), degli esercizi. 

Un mio consiglio e´ quello di integrare l´allenamento della forza esplosiva a corpo libero con quello in palestra coi pesi ( prima forza esplosiva a corpo libero poi pesi).  Possiamo anche combinare molto bene la forza esplosiva con un lavoro aerobico, sempre assolutamente prima alleniamo la forza esplosiva poi aggiungiamo il lavoro aerobico. Cosi facendo la risposta ormonale e´ notevolmente migliore.

La forza esplosiva possiamo allenarla sia con i pesi ( lo vedremo in un prossimo articolo) sia a corpo libero. Esercizi ottimali sono i balzi, lavori sui gradoni, i salti sul plinio, lavori con la palla medica, balzi rana e salti in buca.

Il mio consiglio, se vuoi correre veloce, e´ di allenare la forza esplosiva almeno una volta la settimana, 2 e´ meglio.

Buon allenamento! 

VIDEO: 6 ESERCIZI DI FORZA PERR MIGLIORARE LA PARTENZA

VIDEO: I BALZI IN BUCA 

VIDEO: I BALZI 

VIDEO: FORZA ESPLOSIVA SUI GRADONI  

Daniele Biffi

Personal Trainer & Mental Coach  

www.fastandfit.de      

Commenti? | Oct 06, 2016

Tagliare il traguardo con il fisico e con la testa

Posted by linfordbif in Training

La competizione sportiva non è fatta solo di muscoli e fisico ma anche di testa per non trascurare nulla, per fare attenzione a tutto, a tutto ciò che sentiamo,, che sperimentaimo, è importante prevenire qualsiasi incidente, qualsiasi malore. A volte capitaono le crisi dovute ad una preparazione fisica non accurata ma a volte è importante anche una buona preparaizone mentale, che ti faccia fare attenzione a quello che ti accade in gara, ai rischi a cui si può incorrere, a volte è imprtante anche una preparaizone nutrizionale per affrontare e gestire una competizione difficile in ambiente ostile con tatnto calore ed umidità. Il vero atleta è quelo che si allena ma che si prepara anche mentalmente, che si documenta, si informa, è un calcolatore di energie a disposizone, è sempre posto a ricolmare i propri serbatori energetici per evitare crisi, malori e collassi che spesso avvengono.

7-14508655_1799384483684134_1497073831_nImportante considerare le proprie sensazione, fare un lavoro di osservaizone interna focalizzata alle proprie sensaizoni, alle proprie esigenze, per conoscersi meglio, per scoprirsi sempre di più, ed anche un’osservaizone esterna, all’ambiente circostante agliavversari. E’ un campione non solo la persona muscolosa che ha fisico ma ache la persona che non trascura nulla, sa che ai ristori bisogna integrarsi, sa che può correre quanto vuole, può andare avanti a tutti ma se ha trascurato di integrare sufficientemente poi sarà costratto a fermarsi è come le gare di formula uno che bisogna avere i serbatoi pienei ed andare alla giusta velocità se consumi troppo la macchina si ferma.

Pertanto vince chi usa la giusta alcunia tra fisico, mentale e nutrizionale qundi prepararsi da subito nelle scuole calcio, nelle scuole di triathlon ed in qualsiasi scuola l’importanza dell’aspetto fisico, mentale e nutrizionale.

Uno degli ultimi episodi di crisi si è verificata al mondiale di triathlon a Cozumel, in Messico. La persona che era al comando espertissima, Jonny Brownlee atleta britannici argento a Rio e bronzo a Londra, quando mancavano 200 metri al traguardo iniziava a barcollare ed ha rischiato di fermarsi, in realtà la gara poteva finire perché sarebbero dovuto intervinire i medici per tutelarlo e per soccorrerlo, ma in seconda posizione sopraggiungeva il fratello Alistair, due volte oro olimpico Rio e Londra, che lo soccorreva e lo trasportava quasi di peso al traguardo spingendolo oltre la linea dell’arrivo facendogli guadagnare la seconda posizione ed arivando terzo lui, entrambi superati dal sudafricano Henri Schoeman che vince la prova. Alessandro Fabian, 11° al traguardo è il migliore degli azzurri. Dopo il traguardo Jonny viene finalmente soccorso e trasportato in ospedale.

jonny-brownlee.jpgIl gesto è apprezzato in tutto il mondo, un gesto fraterno di generosità, ma lo sport è di tutti e pertanto il gesto di generosità se da una parte ha permesso ad un atleta di giungere al traguardo, dall’altra parte non è stato apprezzato da diretti inseguitori che si sono visti davanti un atleta in crisi che forse si sarebbe fermato senza aiuti.

In diverse gare succede che l’atleta va in crisi e viene soccorso per prevenire un male peggiore, per intervenire al più presto da punto di vista sanitario.

Ma ognuno può valutare l’episodo in base alla propria sensibilità.

A tale proposito vorrei segnalare un convegno su sport, benessere e nutrizione dove intervegno anche io in qualità di relatore sugli aspetti che incidono su benessere e performance. L’evento si terrà il 7 ottobre ore 17.00.

Matteo SIMONE

http://www.psicologiadellosport.net/eventi.htm

Commenti? | Oct 03, 2016

Coltivare la qualità del "vivere nel presente"

Posted by linfordbif in Manifestazioni
E’ importante fare le cose ascoltandosi ed osservandosi con attenzione ad iniziare dal respiro, dalle sensazioni corporee, una sorta di automonitoraggio per valutare momento per momento se quello che si sta facendo è in linea con il proprio desiderio, il proprio bisogno. E’ un contattare le proprie sensazioni in cerca del meglio per sé e considerando gli obiettivi che si vogliono perseguire con piacere, passione, motivazione, impegno.
Venerdì 30 settembre 2016 alle ore 19 presso il Centro Yoga Lakshmi, via Piccarda Donati 5, si terrà il seminario L'arte di vivere il presente, con Shubhraji, Maestra indiana di filosofia Vedanta, discepola diretta di Swami Chinmayananda. A cuore aperto e con profondità di visione, Shubhraji ci spiegherà come coltivare la qualità del "vivere nel presente", sviluppando uno stato di libertà interiore e allo stesso tempo la concentrazione necessaria alla realizzazione della nostra piena potenzialità.
Info: 339 1232812 o per e-mail a centroyogalakshmi@gmail.com
Quando ci si ferma, l’aspetto curioso è che immediatamente si diventa se stessi. Tutto appare più semplice. In un certo senso è come se foste morti e il mondo continuasse. Se moriste realmente, tutte le vostre responsabilità e obblighi svanirebbero d’incanto.
Riservandovi alcuni attimi di ‘morte volontaria’ arginando le pressioni del tempo, finché vivete sarete liberi di ritagliarne una parte per il presente. ‘Morendo’ ora, in questo modo, in realtà divenite più vivi. Questo è il vantaggio di fermarsi. La pausa contribuisce a rendere più vivaci, ricche e articolate le azioni successive, aiuta a inquadrare nella giusta prospettiva tutte le preoccupazioni e insicurezze. Serve da guida
Più volte nel corso della giornata, fermatevi, sedetevi. Accettate senza riserve il presente, le vostre sensazioni. In questi momenti non cercate di cambiare nulla, limitatevi a respirare e rilassarvi. Respirate, lasciate correre; astenetevi dal voler produrre qualcosa di diverso in questo momento; mentalmente ed emotivamente lasciate che questo momento sia esattamente com’è e lasciate a voi stessi la libertà di essere così come siete. Poi, quando sarete pronti, muovetevi nella direzione dettata dal cuore, consapevoli e risoluti.”
Anche William Hart, nel suo testo “L’ARTE DI VIVERE”, spiega l’importanza di sedersi e sviluppare l’autoconsapevolezza vivendo nel qui e ora: “Quando ci sediamo tranquilli e fissiamo l’attenzione sul respiro, senza l’interferenza di alcun pensiero, attiviamo e manteniamo un salutare stato di autoconsapevolezza.
Questo istante, il presente, è proprio il più importante. Non possiamo vivere nel passato, perché se ne è andato. Non possiamo vivere nel futuro, perché ancora non esiste. Possiamo vivere solo nel presente.
Se siamo inconsapevoli delle nostre azioni presenti, siamo condannati a ripetere gli errori del passato, e non potremo mai riuscire a realizzare i nostri sogni nel futuro. Se siamo in grado di sviluppare la capacità di essere consapevoli del momento presente, possiamo servirci del passato, come guida, per regolare le nostre azioni future.
Questo è il sentiero del qui e ora, della consapevolezza del momento presente.
Fissare l’attenzione sul respiro favorisce lo sviluppo della consapevolezza del momento presente. La giusta concentrazione consiste nel mantenere questa consapevolezza il più a lungo possibile, momento dopo momento. Ogni giorno, nel compiere le azioni abituali, dobbiamo essere concentrati.”
Ci sono degli sport che aiutano in questa presa di coscienza emotiva, fisica, corporea e mentale, quali le passeggiate, le camminate, la corsa lenta e la meditazione, sono attività che sembrano una perdita di tempo ma aiuta a rinforzare la mente ed anche a preparare il fisico.
Sarebbe necessario avvicinarsi, frequentare persone, maestri che ti possono indicare una strada, un percorso da seguire, che include autoconsapevolezza, calma, meditazione, attesa, preparazione, senza richiedere tutto e subito. Il percorso è duro ma come tutte le cose che si vogliono ci vuole impegno, determinazione, costanza e resilienza, ogni volta che capita che si devi dal percorso non bisogna preoccuparsi, succede, è importante riprendere la strada giusta.


Commenti? | Sep 30, 2016

European Rising Star: Tortu in nomination

Posted by linfordbif in Italia

Il vicecampione del mondo junior dei 100 metri tra i candidati per il titolo di "Astro nascente dell'atletica europea". Si vota via Facebook e Twitter fino al 5 ottobre. 

Una nomination importante per una stagione straordinaria. L'European Athletics ha candidato Filippo Tortu come "European Rising star 2016". 18 anni nel segno dei 100 metri che quest'anno l'hanno visto migliorare il record italiano junior a 10.19, vincere il titolo italiano assoluto, sfiorare la finale agli Europei di Amsterdam e mettersi al collo la medaglia d'argento ai Mondiali under 20 di Bydgoszcz. Capolista junior stagionale del Vecchio Continente, il giovanissimo lombardo di origini sarde è ora in corsa per il titolo di "Astro nascente dell'atletica europea" e il responso arriverà dal web. Per votare l'azzurro delle Fiamme Gialle - c'è tempo fino al 5 ottobre - bisogna fare retweet e mettere "mi piace" ai post con la sua foto pubblicati negli account Twitter e Facebook della EA e che sono linkati qui sotto.

VOTA 

 

Commenti? | Sep 24, 2016

La Corri per il Verde, edizione 2016, sarà presentata al Fulvio Bernardini

Posted by linfordbif in Italia
Anteprima — 18 settembre 2016

Al Fulvio Bernardini, giovedì 15 settembre, oltre a presentare l’edizione 2016 della Corri per il Verde si festeggerà la sua 45^ edizione. L’evento prevede la partecipazione al dibattito del Presidente della Fidal Lazio Fabio Martelli, di ex Presidenti della Uisp Roma qauli Giuliano Prasca, ideatore della Corri per il Verde negli anni 70, Claudio Aiudi, Vincenzo Bigiaretti, l’ex Presidente Nazionale Uisp Ugo Ristori, il giornalista della Gazzetta dello Sport Giorgio Lo Giudice.

Dagli anni 70, fino alle ultime edizioni, sempre partecipatissime, soprattutto dai più piccoli, l’obiettivo è sensibilizzare piccoli e grandi ad appropriarsi del proprio verde, praticare l’attività fisica all’aperto, vivere momenti di aggregazione per conoscersi e condividere la passione dello sport.

Da alcuni anni, si è potuto notare anche la partecipazione alla corri per il verde di atleti con disabilità visiva, tra i quali l’atleta non vedente Ada Ammirata che nonostante le difficoltà tecniche del percorso, con il supporto della sua guida, si lancia nella sua corsa libera superando concorrenti e riuscendo ad evitare radici e buche e seguendo stretti solchi lungo il percorso.

Ho guidato Ada standole accanto e correndogli vicino uniti con un laccetto, è successo anche di cadere un paio di volte ma prontamente si è rialzata ed è ripartita per la sua corsa, nello stretto sentiero scivoloso c’erano anche un paio di atlete che correvano lentamente ma appena avuta l’occasione propizia abbiamo prontamente superato le concorrenti e volati verso il traguardo.

Ho sperimentato la sensazione del flow, uno stato di trance, non mi sembrava di poter correre in quelle condizioni di difficoltà del terreno pieno di radici, buche, saliscendi scivolosi ed erbosi con stretti sentieri dove bisognava correre in fila indiana. Ma se ci credi e sei determinato tutto è possibile, ci siamo affidati e fidati l’uno dell’altro, eravamo un tutt’uno. Sembrava una cosa impossibile.

L’esperienza del flow corrisponde ad uno stato psicofisico ottimale: uno “stato di grazia” che rappresenta un elemento predisponente importante per il verificarsi delle cosiddette “peak performances” (prestazioni eccellenti).

Mihaly Csikszentmihalyi è stato il primo ad occuparsi di flow, professore presso il dipartimento di psicologia dell’Università di Boston, osserva come alcuni individui in certe particolari condizioni vengano completamente assorbiti dalla pratica di un’attività fino ad entrare in uno stato di leggera trance, ovvero in flow.

Chi è nel flow sente di essere completamente coinvolto, focalizzato, concentrato; sa che l’attività è fattibile e che le abilità che possiede sono adeguate allo scopo e saranno utilizzate al massimo; è assolutamente focalizzato sul presente; avverte un senso di “serenità”; ha la sensazione di muoversi in armonia con l’attività intrapresa, come dentro una corrente, un flusso.

Achilles International, sorto negli Stati Uniti, è il programma che in tutto il mondo consente di correre e camminare insieme, guida e non vedente/ipovedente.  Tali atleti ‒ per poter partecipare a diverse attività agonistiche e amatoriali ‒ necessitano di allenarsi e quindi essere accompagnati in queste attività da “guide sportive” ossia persone, disponibili a indicargli il percorso, a porgergli un braccio, a fargli evitare buche e ostacoli. La promotrice è stata Ada Nardin, la presidente romana è Ada Ammirata. Per info: achillesinternationalroma@gmail.com – ada.ammirata@gmail.com o 393/1053915.

Il prossimo incontro è fissato per venerdì 16 settembre alle ore 18.30 al Parco degli Acquedotti. L’appuntamento sempre alla chiesa di San Policarpo, c’è la possibilità di deposito zaino e borsa presso gli amici Luciano e Roberto Ciccone “Planet Sport Running” in viale Spartaco 60/66, situato tra le fermate della metro Lucio Sestio, Giulia Agricola ed il Parco degli Acquedotti.

Matteo SIMONE

Commenti? | Sep 22, 2016

Il Tuscany Camp si apre al turismo sportivo e ospita i primi podisti giapponesi

Posted by linfordbif in Manifestazioni

Dal Giappone all’Italia per correre con i campioni dell’atletica. Ha realizzato un piccolo sogno il gruppo dei quattro podisti giapponesi che la scorsa settimana è stato ospitato dal Tuscany Camp, a http://www.tuscanycamp.com/immagini/logo_tuscanycamp_nero.jpg

San Rocco a Pilli (Si), per fare un’esperienza di turismo sportivo di altissimo livello. I quattro capo gruppi, di squadre amatoriali del Sol Levante, ex professori universitari e appassionati di atletica, hanno potuto così conoscere dal vivo la struttura aperta nel 2014 da Giuseppe Giambrone, e diventata in soli due anni una vera e propria fucina di talenti. Durante la settimana, gli ospiti, oltre a sottoporsi a un check-up medico completo, hanno svolto una parte dei loro allenamenti con gli atleti che abitualmente vivono e si allenano all’interno del Tuscany Camp. Ma c’è stato spazio anche per svolgere diverse visite turistiche nelle principali città toscane, approfittando del clima ideale per esplorare la Toscana.

Il Tuscany Camp spera in questo modo di inaugurare una nuova stagione della sua esistenza, dove lo sport può essere il traino privilegiato per conoscere il territorio della Val di Merse e valorizzarne le bellezze.

Sul fronte agonistico, altre importanti notizie sono arrivate dai recenti Campionati di corsa in montagna, svoltisi domenica 11 settembre a Sapareva Banya, in Bulgaria, lo scorso 11 settembre, dove gli atleti del Tuscany Camp hanno ottenuto quattro medaglie: tre individuali e una di squadra. Sul gradino più alto del podio juniores è salito il nuovo arrivato Joel Ayeko, seguito da Victor Kiplangat e da Albert Chemutai. Un’altra medaglia d’oro sarebbe andata, tra i seniores, a Robert Chemonges, che è stato invece squalificato per un’applicazione un po’ troppo rigida del regolamento che ha sanzionato il fatto che fosse stato accompagnato e incitato da un compagno di squadra per circa un centinaio di metri.


 

Commenti? | Sep 22, 2016

ALLENARSI CON LA CORDA PER CORRERE VELOCE

Posted by linfordbif in Training

Uno strumento fondamentale da usare per stare in forma come anche per correre veloci e´sicuramente la corda. 

Una caratteristica peculiare dell´allenamento con la corda e´ che lo puoi fare ovunque: dalla pista, in spiaggia, in casa, in camera d´albergo, in palestra, ovunque tu abbia 2MQ.

E´ ottimo per l´allenamento cardiovascolare, ideale da eseguire ad inizio allenamento o come riscaldamento. Con la corda alleniamo anche la coordinazione, le capacita´motorie, possiamo lavorare molto bene anche sulla tecnica di corsa.

Con la corda possiamo imparare a coordinare i movimenti svolgendo esercizi sempre piu´ complessi. Impariamo sopratutto ad usare i piedi, fattore basilare se vuoi correre veloce: sia che tu sia uno sprinter sia che tu sia un maratoneta.

Con la corda possiamo lavorare sulla elasticita´, sulla reattivita´, sulla forza veloce, sulla pliometria come anche sulla rapidita´.

Se ti alleni costantemente con la corda puoi solo avere benefici sia a livello cardiaco, muscolare come anche a livello tecnico.

Con la corda possiamo sbizzarrirci eseguendo molteplici esercizi, drills, saltando a due piedi o con un piede solo, puoi girare la corda sia in senso orario che all´indietro, puoi anche usarla mentre corri.

Il mio consiglio e´ di usare questo strumento almeno una volta la settimana, cercando di eseguire esercizi e drills sempre piu´ diversi e difficili. Ne giovera´ anche la tua corsa e le tue performance. 

VIDEO: ESERCIZI TECNICA DI CORSA: SALTO CON LA CORDA 

 

VIDEO: ESERCIZI DI TECNICA DI CORSA 2: SALTO CON LA CORDA

 

Daniele Biffi

Personal Trainer & Mental Coach  

www.fastandfit.de     

Commenti? | Sep 19, 2016

Campioni Italiani di corsa su strada: RAZINE Marouan e MARAOUI Fatna

Posted by linfordbif in

Sabato 10 settembre 2016 si sono svolti a Foligno i Campionati Italiani individuali di corsa su strada di 10 km.

maraoui

L’Esercito Italiano è riuscito ad ottenere entrambi i titoli di Campione Italiano maschile e femminile, grazie all’ottima prestazione di Razine Marouan, classe 1991, che arriva davanti a tutti impiegando 29’01”; mentre Maraoui Fatna, classe 1977, stravince sulle avversarie molto più giovani, con il crono di 33’49”.

 

Il podio della gara maschile vede al secondo gradino Koech Joash Kipruto, classe 1984, Atl. Potenza Picena a soli 8” dal primo arrivato, mentre sul gradino più basso si posizionano due atleti con lo stesso crono di 29’33”, Salami Najibe Marco, classe 1985, dell’Esercito Italiano e Rono Julius Kipngetich, classe 1991, dell’Atl. Recanati.

La gara maschile vede nelle prime sei posizioni atleti originari del continente Africano ed è nota la loro predisposizione muscolare in questo tipo di sport, mentre a seguire tra la 7° e la 15° posizione dell’atleta di Manfredonia Dario Santoro, crono di 30’22 ci sono solamente 27 secondi.

La gara femminile vede al secondo gradino la veterana Weissteiner Silvia, classe 1979, del G.S. Forestale, con il crono di 34’20 che precede di 3” la giovane Roffino Valeria, classe 1990, del G.S. Fiamme Azzurre.

Notevole la prestazione di corsa strada Km 10 categoria Promesse Maschili con l’eccellente crono di 29’18” da parte di Dini Samuele, classe 1994, del G.A. Fiamme Gialle, che precede di 1 minuto e 5 secondi il secondo arrivato Quazzola Italo, classe 1994, dell’Atl. Casone Noceto.

Vincitrice della categoria Promesse Femminile è Mattioli Giulia, classe 1994, della Calcestruzzi Corradini Excels con il crono di 34’53”. Che precede di 22” l’atleta del C.S. Esercito Santi Christine, classe 1995.

Gli atleti Allievi della classe 2000 si equivalgono, arrivano distanziati di alcuni secondi, in ordine Alfieri Luca in 32’40” della P.B.M. Bovisio Masciago, Choury Yassin 32’46 della S.S. Vittorio Alfieri Asti e Idam Ayoub 32’47” della Cosenza K42.

matteo

Per quanto riguarda la Corsa su Strada 6 Km Allieve, vince il titolo Italiano Battocletti Nadia, classe 2000, dell’atl. Valli di Non e Sole con il crono 21’46” anticipando di 12” la seconda arrivata Cesarò Michela, classe 1999, del C.U.S. Torino.

 

Ottima anche la prestazione del diciannovenne Juniores Maschili Riva Pietro, classe 1997, con il crono 30’16”, del G.S. Fiamme Oro Padova che anticipa i due avversari del C.U.S. Torino, Polikarpenko Sergiy Vol, classe 1998, crono 30’48” e De Caro Dario, classe 1997, crono 31’07”.

La vincitrice della prova Juniores Femminile è Reina Nicole Svetlana, classe 1997, del Cus Pro Patria Milano crono 35’03”, con un ampio margine di quasi tre minuti sulla seconda arrivata ILARI Azzurra, classe 1998, dell’Atl. Amat. Osimo.

 Matteo Simone, www.psicologiadellosport.net

Commenti? | Sep 15, 2016

Mennea, 200 metri nella storia

Posted by linfordbif in Italia

Il 12 settembre ricorre il 37esimo anniversario del 19.72 a Città del Messico, un record del mondo che ha resistito per quasi 17 anni. Per ricordare quella straordinaria impresa in tutta Italia scatta il Menneaday.

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di Giorgio Cimbrico

Sono passati tre anni e mezzo da quando Pietro Mennea se n’è andato e sono 37 da quell’acuto messicano che rientra nel repertorio di chi ha saputo lasciare una luminosa, indimenticabile eredità: nel ’55 Adhemar Ferreira da Silva, nel rivoluzionario ’68 Jim Hines, Tommie Smith e John Carlos, Lee Evans e Larry James, Bob Beamon, Viktor Saneyev, Nelson Prudencio e Beppe Gentile e più tardi, nel ’75, Joao Carlos de Oliveira. Il 12 settembre 1979 Pietro ha chiuso l’epoca di chi salì in alto per cercare e trovare qualcosa di assoluto: un’ondata di sprinter, un succedersi di velocisti, un sovrapporsi di invasioni barbariche provenienti da tutte le terre del mondo, continentali e isolane, hanno lasciato migliaia di impronte. Quelle di Pietro rimangono impresse al decimo posto nella lista di tutti i tempi.

Miracoloso non è l’aggettivo giusto. E’ meglio sceglierne un altro: formidabile. Un record del mondo che cancellò Smith e quel suo gesto disinvolto sul traguardo, e che aprì l’età che avrebbe prodotto le volate di Michael Johnson e di Usain Bolt, i successori nella cronologia del limite mondiale della distanza con curva completa.

PPM da Barletta tiene quella decima posizione dopo aver superato un’altra stagione olimpica e quel tempo, 19.72, quel nome continuano a essere arduo punto di riferimento per i velocisti d’Europa, gli originari - o caucasici, secondo classificazione antropologica - e quelli con radici africane e antillane, arrivati da adulti o cresciuti in realtà multietniche. Quest’anno ha creato attenzione il progresso di Bruno Hortelano, lo spagnolo venuto al mondo nel Nuovo Galles del Sud e reduce da un brutto incidente stradale che lo ha costretto ad una delicata operazione alla mano destra. Il miglior tempo del campione europeo è 20.12, a 40 cents da Pietro.

Le parole cominciano a essere inutili. Per ricordare chi era Pietro non resta che proporre la lista alltime europea (con il piazzamento nell’alltime mondiale), il numero delle europrestazioni sino al confine dei 20.00 e la lista stagionale.

ALLTIME2016
19.72A Pietro Mennea ITA (10°)
19.80 Christophe Lemaitre FRA (18°)
19.81 Churandy Martina NED (21°)
19.84 Francis Obikwelu POR (24°)
19.85 Kostas Kenteris GRE (25°)
19.87A John Regis GBR (33°)
19.88 Ramil Guliyev TUR (37°)
19.89 Jaysuma Saidy Ndure NOR (41°)
19.95 Nethaneel Mitchell-Blake GBR (46°)
19.97 Adam Gemili GBR (55°)
19.98 Marcin Urbas POL (56°)
20.00 Valeri Borzov URS/UKR (62°)
19.81 Churandy Martina NED
19.95 Nethaneel Mitchell-Blake GBR
19.97 Adam Gemili GBR
20.01 Christophe Lemaitre FRA
20.09 Ramil Guliyev TUR
20.12 Bruno Hortelano ESP
20.21 Likourgos Tsakonas GRE
20.25 David Talbot GBR
20.26 Karol Zalewski POL
20.27 Platini Menga GER

 

Numero di prestazioni sino 20.00
5 Martina
3 Mennea, Saidy Ndure, Gemili
2 Lemaitre, Regis
1 Obikwelu, Kenteris, Guliyev, Mitchell-Blake, Urbas, Borzov

 

 

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Commenti? | Sep 12, 2016

Fly Europe: Italia Team quarto a Berlino

Posted by linfordbif in Manifestazioni
Fly Europe: Italia Team quarto a Berlino11 Settembre 2016

La prima tappa del circuito internazionale di atletica in piazza vede il successo dei padroni di casa della Germania. Terzi posti individuali per la lunghista Strati e lo sprinter Pettenati.

La Porta di Brandeburgo come uno stadio. Oggi Berlino ha accolto proprio qui la prima tappa del Fly Europe 2016 il circuito internazionale di atletica in piazza che il 21 settembre approderà a Parigi, direttamente sotto la Tour Eiffel. L'anno prossimo toccherà anche a Roma, insieme a Londra e Madrid. Salto in lungo femminile, asta e sprint maschili: tre specialità per due ore di spettacolo in un pomeriggio caldo per il clima e per la bella atmosfera creata da pubblico e musica.
La Porta di Brandeburgo come uno stadio. Oggi 
Berlino ha accolto proprio qui la prima tappa del Fly Europe 2016 il circuito internazionale di atletica in piazza che il 21 settembre approderà a Parigi, direttamente sotto la Tour Eiffel. L'anno prossimo toccherà anche a Roma, insieme a Londra e Madrid. Salto in lungo femminile, asta e sprint maschili: tre specialità per due ore di spettacolo in un pomeriggio caldo per il clima e per la bella atmosfera creata da pubblico e musica.
La Porta di Brandeburgo come uno stadio. Oggi 
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La Porta di Brandeburgo come uno stadio. Oggi 
Berlino ha accolto proprio qui la prima tappa del Fly Europe 2016 il circuito internazionale di atletica in piazza che il 21 settembre approderà a Parigi, direttamente sotto la Tour Eiffel. L'anno prossimo toccherà anche a Roma, insieme a Londra e Madrid. Salto in lungo femminile, asta e sprint maschili: tre specialità per due ore di spettacolo in un pomeriggio caldo per il clima e per la bella atmosfera creata da pubblico e musica.
La Porta di Brandeburgo come uno stadio. Oggi Berlino ha accolto proprio qui la prima tappa del Fly Europe 2016 il circuito internazionale di atletica in piazza che il 21 settembre approderà a Parigi, direttamente sotto la Tour Eiffel. L'anno prossimo toccherà anche a Roma, insieme a Londra e Madrid. Salto in lungo femminile, asta e sprint maschili: tre specialità per due ore di spettacolo in un pomeriggio caldo per il clima e per la bella atmosfera creata da pubblico e musica.

Il terzetto dell'Italia team oggi chiude al quarto posto con 20 punti nella classifica finale vinta dai padroni di casa della Germania (46) davanti a Gran Bretagna (40,5) e Francia (24,5); quinta la Spagna (17). Nel lungo, terza la vicentina Laura Strati che colleziona una miglior misura di 6,03 (+0.1) alla terza prova. L'azzurra concede poi parecchio allo stacco negli altri tre salti a disposizione: 5,87 (-0.6), 5,92 (-0.3) e 5,90 (-1.1). Una "strategia" comprensibile visto che il regolamento della manifestazione premia la media dei quattro salti ed eventuali nulli avrebbero potuto compromettere il risultato finale. Terzo posto anche per il modenese SimonePettenati nello sprint dove raggiunge la sua massima velocità di punta con 40,3km/h nella seconda delle tre manches sul rettilineo centrale di 60 metri (così le altre due: 39,2 e 39,4). Giornata no, invece, per il padovano Giorgio Piantella uscito di scena senza misura nell'asta: per lui due nulli a 5,01 e altrettanti a 5,02.

La Germania fa l'enplein anche a livello individuale grazie al bronzo europeo del lungo Malaika Mihambo (6,35/-0.1), al recordman della velocità Julian Reus (punta di 41,6km/h, ma il primato di giornata va allo spagnolo Angel Rodriguez con 44,1km/h) e all'astista Tobias Scherbarth (5,37).

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Commenti? | Sep 12, 2016
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