OTTAVIANI, 4 RECORD A URBINO

Posted by linfordbif in Mondo Master

Il marchigiano classe 1916 realizza due primati mondiali e due europei all’aperto M100
 

Ancora una festa di sport per Giuseppe Ottaviani. Il centenario dell’atletica ha stabilito oggi, allo stadio Montefeltro di Urbino, due record mondiali e due primati europei all’aperto della categoria M100. Per il marchigiano di Sant’Ippolito, nato il 20 maggio 2016, il pomeriggio è iniziato con la migliore prestazione mondiale nel salto triplo atterrando a 3,54 (vento +0.3) e poi quella continentale del lungo con 1,33 (+0.8).

Nel disco il portacolori del Gs Effebi Fossombrone ha lanciato a 9,99 superando il precedente record europeo (7,14 del polacco Stanislaw Kowalski nella scorsa stagione), quindi nel martello con maniglia corta ha inaugurato la lista dei primati mondiali con 4,92. Ad organizzare l’evento il Cus Urbino, il Comune di Urbino e l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, in collaborazione con il Comitato regionale FIDAL Marche.

Presenti fra gli altri Maurizio Gambini, sindaco di Urbino, con Marianna Vetri, consigliere comunale con delega allo sport, e Vilberto Stocchi, rettore dell’Università di Urbino, insieme a Giuseppe Scorzoso, presidente del Comitato regionale FIDAL Marche, e Alberto Paccapelo, delegato CONI per la provincia di Pesaro e Urbino. Dieci giorni fa, in occasione del suo 100° compleanno, “Peppe” Ottaviani aveva invece realizzato cinque primati mondiali in sala di categoria al Palaindoor di Ancona.

Luca Cassai
Federazione Italiana Di Atletica Leggera
Comitato Regionale Marche - Palaindoor - Ancona
Ufficio Stampa

Commenti? | May 31, 2016

KIM COLLINS VOLA E DISTRUGGE IL WR M40 CORRENDO IN 9"93 A 40 ANNI!

Posted by linfordbif in Mondo Master

 

Certo che correre il PB sui 100 a 40 anni e´gia´ strabiliante ma correre un PB come 9"93 a 40 anni e´qualcosa di stratosferico, forse quasi inimmaginabile sino a 2 giorni fa´. Kim ce l´ha fatta. Gia 2 settimane or sono miglioro´il WR M40 ( 10,26 Troy Duglas 2004) correndo in 10"09, ieri piazza il 9"93 + 1,9 al NRW Gala in Bottrop. Condizioni ideali, praticamente perfette. Putroppo non sono ancora riuscito a trovare il video della gara. 

Kim lo ho sempre amato come Atleta sopratutto negli ultimi anno dove ha piazzato tempi e PB importanti come un 6"47 a 39 anni sui 60m, o lo stesso 9"96 a 38 anni.

TIM

Ho avuto il piacere di incontrarlo a febbraio in una seduta di allenament prima dell´ISTAF 2016 a Berlino. Pacato, gentilissimo, sicuro di se. Anche se ha fatto solo tecnica ed allunghi vederlo correre e´ impressionante, e´una macchina perfetta. In realta´mi chiese consigli tecnici per scendere sotto i 10" e.. sto´scherzando! :)

Un altro dogma e´ stato distrutto: si puo´essere veloci, molto veloci anche a 40 anni, no excuses! 

Compliementi Kim!  

Biffi Daniele

Personal Trainer & Mental Coach 

www.fastandfit.de 

HandAutoWindAthleteNationalityBirthdateLocationDate
10.262.3Troy Douglas Netherlands30.11.1962Utrecht10.07.2004
10.291.9Troy Douglas Netherlands30.11.1962Leiden07.06.2003
10.60Bill Collins United States20.11.195006.06.1992
10.841.8Erik Oostweegel Netherlands29.04.1960Tilburg10.06.2000
10.87Eddie Hart United States24.04.1949Eugene03.08.1989
10.90Thaddeus Bell United States28.11.1942Raleigh, North Carolina01.05.1988
10.930.6Gilles Echevin France01.09.1948Grenoble07.05.1989
10.7Klaus Jürgen Schneider Germany02.03.1942Stuttgart07.07.1982
10.7Walt Butler United States21.03.1941Northridge16.05.1981
10.7Thane Baker United States04.10.1931Elkhart13.09.1972
10.95George McNeill United Kingdom19.02.1947Melbourne31.11.1987
10.95Karl Heinz Schröder Germany17.06.1939Hannover28.07.1979

 

Commenti? | May 30, 2016

Lampi a Savona: Jacobs, Tortu e Manenti

Posted by linfordbif in Italia
Al Meeting Ottolia, il lunghista delle Fiamme Oro è il più veloce con 10.23 nei 100 metri dove il giovane lombardo si impossessa del record italiano junior (10.24). Nei 200 grande assolo e PB del piemontese, 20.50.

I lampi di Marcell Jacobs (10.27 e 10.23) e del giovanissimo Filippo Tortu (due volte 10.24, primato italiano junior dopo 34 anni) infiammano i 100 metri del meeting Ottolia di Savona dove Davide Manenti mette a segno un brillante 20.50 (PB) sui 200.

TORTU RECORD, JACOBS LUNGHISTA SPRINT - Oggi pomeriggio Tortu, 18 anni da compiere il prossimo 15 giugno, ha sfoderato un imprendibile 10.24 (+1.5) in batteria. Un tempo che demolisce di 9 centesimi il precedente personal best (10.33 nel 2015 a Gavardo, record nazionale Allievi) del lombardo delle Fiamme Gialle e lo fa diventare lo junior più veloce della storia dell'atletica azzurra. Battuto, infatti, il 10.25 del record italiano under 20 di Francesco Pavoni che deteneva da quasi 34 anni quando il 7 settembre del 1982 gli valse l'argento agli Europei di Atene. Un crono che, dopo il recente 10.34 di Pavia, ne ribadisce la leadership stagionale di categoria in Europa e fa di Tortu l'ottavo junior al mondo nel 2016.

10.24 vuol dire, inoltre, il 15° posto delle liste juniores alltime del Vecchio Continente e il quattordicesimo sprinter italiano di sempre a livello assoluto. Il botta e risposta di Jacobs, però, non si fa attendere: nella seconda batteria il 21enne delle Fiamme Oro mette in riga tutti in 10.27 (+0.9): meno cinque centesimi di personale. Il lunghista (uomo da 8,03m e grande atteso all'esordio in pedana) fa ancora meglio in finale nello scontro diretto con Tortu. I due lottano spalla a spalla sul rettilineo del Fontanassa, poi è soltanto un centesimo a fare la differenza: 10.23 (+1.2) Jacobs e ancora 10.24 Tortu. Terzo in 10.37 il partenopeo Massimiliano Ferraro. Per Jacobs altri quattro centesimi di PB e la promozione alla dodicesima posizione nel ranking italiano di sempre. Nella finale B, 10.38 (+0.9) di Delmas Obou (Fiamme Gialle) che in batteria aveva corso in 10.47.

MANENTI 20.50 IN PUNTO - La terza impresa della giornata arriva invece dai 200 metri e porta il nome di Davide Manenti. Il 27enne torinese dell'Aeronautica era apparso in ottima condizione già con il 20.53 di domenica scorsa a Sesto Fiorentino, ma oggi sul mezzo giro di pista è riuscito ad essere ancora più veloce:20.50 (+1.7).

Eguagliato al centesimo lo standard di iscrizione indicato nei criteri di partecipazione per i Giochi Olimpici di Rio. Manenti diventa così l'undicesimo duecentista italiano di sempre al pari di Matteo Galvan e l'ottavo nelle graduatorie europee del 2016.

PENNELLA 13.25, CATTANEO 13.33 - Al femminile la copertina del meeting va al 13.25 (+1.5), miglior crono italiano 2016, con cui la toscana Giulia Pennella(Esercito) precede nei 100hs la lombarda Micol Cattaneo (Carabinieri), 13.33. Sui 110hs affermazione del tricolore assoluto Hassane Fofana (Fiamme Oro) in 13.95 (+1.2). Triplo a Daniele Cavazzani (Studentesca Rieti A.Milardi) con 16,41 (+1.7) davanti alla promessa Simone Forte (Fiamme Gialle), 15,84 (+1.6). Lancio da 18,81 per il pesista Sebastiano Bianchetti (Studentesca Rieti A.Milardi) e 6,31 ventoso (+2.7) di GiuliaLiboà (Atl. Mondovì) nel lungo.

a.g.

RISULTATI/Results

Commenti? | May 26, 2016

Antonio Gallone: fa un bell’effetto arrivare primo M50 alla maratona di Roma

Posted by linfordbif in Mondo Master

ROMA - Si parla sempre dei campioni famosi ma ci sono tanti campioncini che fanno sport al di fuori della giornata lavorativa con passione, impegno, determinazione, ottenendo anche eccellenti risultati ma spesso restano sconosciuti ai tanti.

Uno di questi è Gallone Antonio che corre per puro divertimento al di fuori dell’attività giornaliera lavorativa ma ottiene eccellenti performance nonstante sia entrato nei cinquant’anni. Di seguito leggiamo come si racconta.

Ho visto che sei andato fortissimo, oramai sei uno degli M50 più forti d'Italia, 1° di categoria alla maratona Internazionale di Roma, la più partecipata in Italia, che effetto ti fa? “Fa un bell’effetto arrivare primo di cat. M50 alla maratona di Roma, lo scorso anno come M45, mi gratifica molto!!!”

Qual'è il tuo segreto per essere ancora performante nonostante l'avanzare dell'ètà? “Non  ci sono segreti, c’è tanta passione e amore per la corsa, sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli ed obiettivi. Vivo la corsa a 360°, curando tutte le componenti : alimentazione, allenamento, motivazioni, senza troppe restrizioni e con gioia.”

Quali sono state le tue sensazioni, emozioni, preoccupazioni, prima, durante e dopo la gara?
“Prima di una gara c’è sempre un po’ di emozione e di tensione, soprattutto se in ballo c’è un PB da fare o dei rivali di cat. Da battere, ma cerco di smorzarle scherzando con gli amici, durante la gara cerco di mantenere il ritmo prefissato cercando di correre quanto più rilassato possibile e  aumentare la velocità nel finale. Nel dopo gara si fanno i bilanci della prestazione, al di la del risultato, cerco di vedere il bicchiere sempre mezzo pieno, di non essere molto severo con me stesso, consapevole di aver dato il massimo e di portare comunque a casa l’ennesima bellissima esperienza che una gara, soprattutto una maratona può regalare.”

Prima, durante o dopo la gara ci sono stati momenti critici, dove hai pensato di rallentare, fermarti? “Non mi è mai capitato di fermarmi durante una gara, mi è capitato di rallentare soprattutto nella maratona nel finale, ma ho sempre trovato le motivazioni per non fermarmi e andare avanti, lo scorso anno per esempio nella maratona di Roma, pioggia e vento rendevano impossibile realizzare un risultato cronometrico importante, allora ho spostato l’attenzione sul piazzamento, ho fatto una gara un po’ sotto ritmo e cercato di superare quanti più atleti possibile nel finale, giungendo al 23° posto Assoluto e 1° M 45. Quest’anno alla maratona di Roma sono arrivato con meno lunghi e una velocità di soglia più bassa e complice le vacanze di Pasqua in Puglia, 1 kg in più, consapevole di ciò volevo godermela, ma purtroppo, quando metto il pettorale, non riesco a correre col freno a mano tirato, quindi anche quest’anno ho dato il massimo e non mi sono risparmiato.”

Quali sono ora i tuoi obiettivi? “Prossimi obiettivi, vorrei dedicarmi per un po’ a gare corte : 5km-3km-1.5km , per dare una svegliata alle gambe, poi in autunno ci sono i mondiali militari di maratona a Torino…vediamo se c’è la possibilità di potervi Partecipare, sarebbe un sogno.”

Antonio è uno che sa il fatto suo, è determinato nel perseguire i suoi obiettivi, sa come fare, chiede ai più esperti, si allena con i più forti.

Nella tua disciplina quali difficoltà si incontrano? “Non trovo grosse difficoltà, le uniche sono legate al tempo sottratto alla famiglia.”

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua attività sportiva tesa al benessere o alla performance? “Mia moglie dice che sono malato (ah ah ah) che penso solo alla corsa, gli amici con cui corro mi stimano (almeno cosi dicono).”

Qual è una tua esperienza che ti possa dare la sicurezza, la convinzione, che ce la puoi fare nello sport o nella vita? “Nel mio sport (corsa) l’ultimo allenamento test pregara mi da un grosso indizio sul valore della mia condizione.”

L’esperienza paga, Antonio si conosce bene, sa come può funzionare in gara in base a quello che ha raccolto durante i suoi allenamenti e così si testa prima della gara per capire quale può essere la sua andatura di crociera soprattutto in gare lunghe come la maratona dove i ritmi devono essere il più costante possibile per non svuotare i serbatoi di glicogeno.

Antonio Gallone: fa un bell’effetto arrivare primo M50 alla maratona di Roma

Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport, se si per quali aspetti ed in quali fasi dell’attività sportiva? “Penso che soprattutto i giovani agonisti o i campioni abbiano bisogno di un ‘mental coach’ sia nella fase di preparazione, pre e soprattutto post gara.”

Quale può essere un tuo messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi a questo sportfatto di fatica, impegno, sudore, sofferenze? “Direi ai giovani di intraprendere questo sport, fatto di fatiche e poco remunerato, perché fortifica fisico e mente e li farà diventare degli uomini migliori, abituandoli al duro lavoro per perseguire i loro sogni in qualsiasi campo, studio, lavoro etc.”

 Matteo Simone

 

Commenti? | May 25, 2016

34a Straverona: un’edizione che riconferma il proprio successo

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21.000 le presenze per la stracittadina 2016: una folla colorata ha riempito e incantato Corso Porta Nuova a ritmo di musica.

 

 

Verona, 15/05/2016 – Un conto alla rovescia di 21.000 persone seguito da “L’ombelico del mondo” di Jovanotti hanno dato il via alla34a Straverona, la tradizionale corsa cittadina che, come ogni anno, ritorna con lo scadere del terzo week-end di maggio, il 15 quest’anno. Una partenza che è stata uno spettacolo a cielo aperto: musica, balli, zumba e riscaldamento di gruppo hanno intrattenuto sin dalle 7.30 i primi partecipanti arrivati in Piazza Bra, presto raggiunti da tantissimi appassionati, sportivi, famiglie, giovani, che insieme hanno colorato Corso Porta Nuova, il punto di partenza.

 

Stesso via per tre diversi percorsi: dopo il classico sparo iniziale l’immensa folla si è divisa a seconda della tratta scelta. I 6km hanno portato i partecipanti a vivere il centro storico in maniera nuova, con scorci mozzafiato tra le vie più conosciute di Verona. Tante le famiglie che hanno optato per questo percorso, perfetto per grandi e piccoli, che hanno potuto correre o camminare fianco a fianco.

I più sportivi hanno preferito misurarsi con un percorso più lungo, quello da 10km, e salire così lungo le Torricelle per vedere dalla terrazza di Castel San Pietro una Verona mozzafiato.

I veri allenati hanno optato per i 20km uscendo dalla città e arrivando in Valpantena per tornare attraversando il quartiere di Veronetta: un percorso impegnativo che si è concluso con un meritato ristoro in Piazza Brà.

 

Tra i volti noti, il Sindaco Flavio Tosi, che ha voluto manifestare la sua vicinanza alla manifestazione indossando un paio di sneakers ed un pettorale, pronto a correre insieme ai cittadini. Con lui al via anche Alberto Bozza, assessore allo Sport del Comune di VeronaFabio VenturiPresidente di AGSM.

Special guest della giornata Giorgio Calcaterra che, dopo i tre titoli mondiali sulla distanza dei 100km, ha deciso di mettersi alla prova con i 20km della CronoRun: la corsa cronometrata che ha permesso di misurare le proprie capacità e i propri limiti e che prevedeva anche un percorso più breve di 10km.

 

Tante alternative proposte, tutte convergenti nel cuore di Verona: Piazza Brà. Qui sono arrivati tutti i partecipanti della 34a edizione della Straverona, dove ad accoglierli ci sono stati un grande ristoro e l’Area Expo con tanti stand da visitare: una passeggiata in compagnia dopo la fatica della corsa.

 

Dalle 10.30 le premiazioni, inaugurate da Gianni Gobbi, Presidente di Associazione Straverona, hanno annunciato la fine della stracittadina scaligera: ad essere premiati i primi 30 gruppi più numerosi, che hanno ricevuto in omaggio prodotti Avesani, Turri, abbonamenti a L’Arena Clic, magliette Macron, ombrelli omaggiati da Kia Sevencar e alcuni cesti Despar.

 

Un’edizione che può vantare un doppio successo: i 600 bambini accorsi ieri in Piazza Bra per correre la Straverona junior e i 21.000 partecipanti di oggi. Una manifestazione resa ogni anno più grande dal supporto di sponsor che condividono l’anima della Straverona e credono fermamente nell’evento: un grazie va a La GrandeMela ShoppinglandDespar, AGSM, Banca Mediolanum, Wind, Funivia Malcesine-Monte Baldo, Kia Sevencar, Turri, Avesani e tutti gli altri partner della manifestazione.

L’appuntamento è per il 2017 con la stessa passione, la stessa partecipazione e la stessa voglia di fare sport divertendosi.

 



UFFICIO STAMPA STRAVERONA

DNA Sport Consulting  Alessia Tieni

tel. 045 8012816

Email: alessia.tieni@<wbr />dnasportconsulting.it

Davide Zonaro

tel. 347 8212500

Email: davide.zonaro@<wbr />dnasportconsulting.it

www.straverona.it

Commenti? | May 24, 2016

Soul Running presenta il Running Park più alto d’Europa: Carosello 3000

Posted by linfordbif in Manifestazioni

Livigno4.jpg wird angezeigt.Livigno4.jpg wird angezeigt.Livigno è oggi una delle località più frequentate dagli sportivi di ogni disciplina provenienti da tutta Europa e oltre. Il comprensorio di Carosello 3000, che già disponeva di un Mountain Park e di grandi itinerari per il trekking, adesso offre anche un Running Park: il più alto di tutto l’arco alpino.

Livigno.jpg wird angezeigt.Soul Running lo scorso luglio ha individuato, tracciato e mappato itinerari con caratteristiche differenti. Sono nati ben sei percorsi unici dedicati al trail running – dal “vertical” a un fantastico anello da oltre 23 km sulle creste di confine tra Italia e Svizzera – per un totale di 75 km per 4150 D+, e sempre compresi tra i 2000- 3300 mt slm.

 Risultati immagini per carosello 3000 livigno  running

Una vera Guida agli itinerari con i percorsi trail mappati e indicati  sono in allegato con il Magazine Soul Running n° 23, numero di Maggio 2016. I sei percorsi sono unici per tipologia di allenamento e tecnicità e ciascuno è presentato con una scheda tecnica (sviluppo, dislivello…), una mappa e la relativa altimetria. Consigli che riguardano lo stretching, l’alimentazione e le tabelle di training completano le informazioni che fanno della Guida un vero vademecum per chi vuole approfondire la conoscenza di un territorio unico valorizzato dal Running Park più alto d’Europa!

È possibile consultare e scaricare free la guida online: www.runninghotel.it/Guida_<wbr />Livigno_Trail_ITA_web.pdf

Ivana Carnevale

Soul Running

SPM PUBLISHING SRL a socio unico

Via Rasori 4 - Milano

Commenti? | May 23, 2016

17° GIRO PODISTICO DELLA VALDORCIA

Posted by linfordbif in Manifestazioni
 


05 - 11 Giugno 2016

Organizzato da UISP Chianciano
Sistemazione alberghiera IN ESCLUSIVA: Miralaghi Viaggi Incoming

  • Pacchetto 6 notti : Euro 270,00 a persona
  • Pacchetto 5 notti : Euro 220,00 a persona 

Le tariffe comprendono:

  • Sistemazione in hotel tre stelle super a Chianciano Terme
  • Drink di benvenuto
  • Pensione completa ( acqua inclusa )
  • Camere con tutti i servizi, incluso wi fi
  • Un ingresso di mezza giornata alle piscine Theia di Chianciano
  • Visita e degustazione a Frantoio "La Macina"


Iscrizione Gara podistica

Euro 60,00 a persona
(compreso Pacco Gara: pecorino, cesto di pasta Panarese, articolo tecnico)

Transfer con navetta per le tappe del Giro della Valdorcia
Euro 30,00 a persona

Supplemento hotel 4 stelle
Euro 100,00 a persona ( per 5 notti )
Euro 110,00 ( per 6 notti )

LE TAPPE DEL GIRO

  • 1a TAPPA - Lunedí 06 giugno, ore 17.30
    Contignano - Km 11.100
    Partenza Contignano
  • 2a TAPPA - Martedí 07 giugno, ore 9.30
    CRONOSCALATA DI VALLERESE - Km 2,600
  • 3a TAPPA - Mercoledí 8 giugno, ore 18.30
    NOTTURNA DI PIENZA - Km 7.200
  • 4a TAPPA - Venerdí 12 giugno, ore 9.30
    POGGIARDELLI - Km 9.600
  • 5a TAPPA - Sabato 11 giugno, ore 9.30
    Chianciano Terme - Montallese - Km 9,400

DOCCE presso il Campo sportivo di Montallese.
ORE 12.30 PRANZO CON PREMIAZIONI ORE A MONTALLESE
ORE 15.00: SALUTO FINALE


Commenti? | May 23, 2016

OTTAVIANI, 100 ANNI E 5 RECORD AD ANCONA

Posted by linfordbif in Mondo Master

Il marchigiano classe 1916 festeggia il compleanno con un pomeriggio di gare e primati mondiali M100 al Palaindoor
 
Una grande festa per i 100 anni di Giuseppe Ottaviani. Al Palaindoor di Ancona, il pluricampione iridato master celebra il giorno del suo compleanno con cinque record mondiali della categoria M100, in mezzo ai tanti amici e ai giovanissimi delle scuole di atletica, presenti in pista insieme a lui in un pomeriggio di sport per tutti.

L’inossidabile marchigiano di Sant’Ippolito, nato il 20 maggio 1916, nell’arco di un paio d’ore riesce infatti a stabilire i nuovi primati del mondo indoor nella sua nuova fascia di età in ognuna delle gare in programma: 60 metri in 17.52, poi salto triplo (3,27), salto in lungo (1,08), getto del peso (4,43) e 200 metri in 2:15.90 nell’Ottaviani Day. “Lo sport mi ha fatto capire che la vita è bella - commenta il portacolori del Gs Atl. Effebi Fossombrone - e spero che possa far sempre divertire tutti, a cominciare dai giovani”.

Durante la seconda guerra mondiale è stato al fronte, quindi l’esperienza lavorativa come sarto da uomo, prima di avvicinarsi all’atletica dopo aver spento 70 candeline. “Ho visto persone della mia età al campo sportivo - spiega - e mi sono detto: se non ora, quando? Dovevo provarci, perché la vita andrebbe davvero assaporata sempre, un po’ per volta. Essere arrivato a 100 anni per me è una novità tutta da scoprire. Ma dopo il primo secolo, c’è il secondo!”.


Sono cinque gli atleti master di diverse categorie alla partenza nella prima gara, quella dei 60 metri, e si inizia con una falsa partenza. Ma l’attenzione è tutta su “Peppe”: fotografi, operatori televisivi e cinematografici, applausi del pubblico e dei ragazzi “under 14”, nati nel 2003 e 2004, che pochi minuti più tardi si cimenteranno a loro volta sul rettilineo del Palaindoor. Il cronometro si ferma a 17.52, per battere così il record mondiale M100 stabilito dal polacco Stanislaw Kowalski a Torun, il 13 dicembre 2014. Ottaviani, seguito come sempre dal figlio Paolo, riceve anche un mazzo di fiori e lo consegna alla moglie Alba, presente in tribuna. Poi il centenario, quest’anno già ospite nella serata d’apertura del Festival di Sanremo, si sposta nella pedana dei salti per atterrare a 3,27 nel triplo e 1,08 nel lungo, inaugurando le liste dei primati internazionali M100 nelle due gare.

Un record mondiale da superare invece nel peso: 3,66 dello statunitense Everett Hosack, che risaliva al 2002. E ci riesce per tre volte: 3,77 migliorato subito con 3,84 e infine un netto progresso con 4,43. L’ultima prova del personalissimo “pentathlon” di Ottaviani, che in apertura di pomeriggio ha firmato il pannello fotografico a lui dedicato all’interno del Palaindoor, si trasforma in una passerella sui 200 metri: dà il “cinque” ai ragazzi che lo incitano a bordo pista e chiude in 2:15.90, per conquistare un record del mondo finora vacante indossando una speciale maglietta celebrativa con il suo motto “L’atletica è gioia”. Poi non si sottrae alle richieste di autografi, prima di dare il via alla vera festa di compleanno, tra coriandoli e spumante.
A fare gli onori di casa Giuseppe Scorzoso, presidente del Comitato regionale FIDAL Marche, insieme ad Andrea Guidotti, assessore allo sport del Comune di Ancona, e Fabio Sturani, capo segreteria del presidente della Regione Marche e componente Giunta Nazionale Coni.

Sono intervenuti tra gli altri anche Germano Peschini, presidente Coni Marche; Fabio Luna, delegato Coni Ancona; Tarcisio Pacetti, coordinatore del Gruppo Amici per lo Sport; Romano De Angelis, ex presidente del Comitato regionale FIDAL Marche. Nella categoria ragazzi, in gara i giovanissimi atleti di Sef Stamura Ancona, Sport Dlf Ancona, Atletica Avis Fano-Pesaro e Polisportiva Montecassiano. Presenti due troupe cinematografiche: la società di produzione cinematografica indipendente Border Studio, fondata a Trieste, per il docu-film “Il Campione” e il gruppo video Humareels di Bologna, che sta realizzando il documentario “Cent’anni di corsa”.
 
RISULTATI: http://www.fidal.it/risultati/2016/REG11589/Index.htm

Luca Cassai
Federazione Italiana Di Atletica Leggera
Comitato Regionale Marche - Palaindoor - Ancona

Commenti? | May 20, 2016

Dario Santoro! 29'55" ai campionati italiani 10.000m SU PISTA

Posted by linfordbif in Manifestazioni
Grandissimo risultato per Dario Santoro! 29'55" sui 10km ai campionati italiani nella pista del Gruppo Sportivo della Guardia di Finanza! CAMPIONATI ITALIANO ASSOLUTO E PROMESSE M/F 10.000m SU PISTA.
Vince il titolo di Campione Italiano EL MAZOURY Ahmed delle FIAMME GIALLE con il crono di 28:43.18 precedendo di quasi un minuto SALAMI Najibe Marco dell’ESERCITO con 29:40.81 e CARUSO Daniele del CLUB ATLETICO POTENZA con il crono di 29:44.12.

Dario Santoro contentissimo per essersi piazzato 12° a soli 11 secondi dal podio, dopo un periodo di gare impegnative compresa la maratona di Roma.

Ecco cosa dichiara a seguito della sua prestazione: “E ANCHE QUESTA È FATTA...ALTRO PICCOLO TASSELLO CHE SI AGGIUNGE...29'55" IN UNA DELLE GARE DOVE NON MI TROVO PROPRIO A MIO AGIO CIOÈ,IN PISTA,PERÒ PER MIGLIORARE C’E’ BISOGNO SOPRATTUTTO DI QUELLA...DOPO UN MESE INTENSO DI GARE FATTE OGNI DOMENICA A PARTIRE DALLA MARATONA FINO A IERI SENZA NESSUNA PAUSA RIPOSO...MI RITENGO IN PARTE CONTENTO CON LA CONSAPEVOLEZZA CHE C’E’ ANCORA TANTO DA MIGLIORARE...GRAZIE A TUTTI QUELLI CHE TIFANO per ME...E AI GUFI DICO CHE VOI SIETE LA MIA FORZA...e ringrazio dell’ospitalità Michele Totaro e consorte e Pasquale Prencipe che ogni volta che sono a Roma si dedicano e si rendono disponibili.”

E’ contento Dario e sa che per fare bene è importante definire gli obiettivi e decidere la gara importante per prepararsi esclusivamente per quella gara con gli allenamenti appropriati e specifici in modo da ottenere il massimo risultato possibile. Per ora si sta sperimentando partecipando alle diverse gare e comunque ben figurando anche grazie al suo allenatore Armando Martini che in quest’occasione ha avuto modo di osservarlo in gara direttamente sul posto vivendo a Roma.
 
Sono tanti i fan di Dario, me compreso, e come dice Dario forse c’è qualcuno che rema contro ma questo non impensierisce Dario, lui sa che deve far bene ed è tanto motivato.

Io stesso ci credevo in un risultato sotto i trenta minuti ed alla vigilia della sua gara ne parlavo con un paio di amici, e così è stato, una mattonella alla volta per costruire il suo successo, ha 25 anni e può ancora migliorando comprendendo quali possano essere i suoi punti di forza e le distanze più consone per le sue caratteristiche. Alla terza maratona non è contento del suo crono più alto rispetto alle aspettative comunque lo scorso anno ha centrato il titolo di Campione Italiano di Maratona.

Dario, in forza all’Atl. Potenza Picena ed ex A.S.D. Gargano 2000 Manfredonia, trionfatore nel novembre scorso ai Campionati Italiani di Maratona svoltisi a Ravenna, vanta sulla distanza della mezza maratona un personale di un’ora e cinque minuti! Ma ora è in crescita, determinato ed allenato da Martini, un grande e sensibile allenatore.
 
Dario ha scoperto la passione della corsa grazie al suo professore di educazione fisica della scuola superiore: “Abbiamo iniziato a fare degli allenamenti extra scolastici 2 volte a settimana, vincendo il titolo regionale scolastico e approdando alle nazionali”.

All’inizio c’è bisogno di qualcuno che ti indirizza, che intravede delle qualità da coltivare e poi il resto viene da solo con la passione e le emozioni che si sperimentano.

Crederci sempre ed andare avanti, la forza di volontà, l’impegno, la passione, la costanza sono le chiavi del successo.

Dario sa che sono tanti gli elementi che contribuiscono al benessere e alla performance, anche un buon approccio mentale, e un corretto stile di vita.

Per essere campioni c’è bisogno di essere supportati da amici, famigliari, istituzioni, e continuare a credere in quel che si fa ed andare avanti con impegno e determinazione.

Commenti? | May 20, 2016

DOMANI 100 ANNI PER OTTAVIANI: FESTA E GARE AD ANCONA

Posted by linfordbif in Mondo Master

Appuntamento al Palaindoor, venerdì 20 maggio (ore 16.30) con l’Ottaviani Day che celebra il compleanno del pluricampione mondiale master
 
 Al Palaindoor di Ancona tutto pronto per l’Ottaviani Day di domani, venerdì 20 maggio. L’evento sarà l’occasione per celebrare

il 100° compleanno di Giuseppe Ottaviani, pluricampione mondiale master di atletica, che cercherà di stabilire i record nella sua nuova categoria, la M100, in cinque gare: 60 metri, salto triplo, salto in lungo, getto del peso e 200 metri, oltre a festeggiare in compagnia dei tanti amici dello sport.

Nato il 20 maggio 1916 a Sant’Ippolito (PU), il portacolori del Gs Effebi Fossombrone ha iniziato con l’attività agonistica dopo aver compiuto 70 anni e si è messo al collo 10 medaglie d’oro nella rassegna iridata “over 35” al coperto di Budapest nel 2014, per diventare l’atleta master italiano con il maggior numero di vittorie in un Mondiale.

Quest’anno invece è salito alla ribalta con la presenza come ospite nella serata inaugurale del Festival di Sanremo, poi ha partecipato agli Europei master indoor svolti ad Ancona con un oro e due argenti.


Nella manifestazione organizzata dal Comitato regionale FIDAL Marche, al via anche i ragazzi (under 14), nati nel 2003 e 2004 che si uniranno a Ottaviani gareggiando su 60 metri, salto in lungo e 200 metri. Tutte le stagioni dell’atletica, dai giovanissimi ai master, in un pomeriggio di festa che inizierà alle ore 16.30.



Luca Cassai
Federazione Italiana Di Atletica Leggera
Comitato Regionale Marche - Palaindoor - Ancona
Ufficio Stampa

Commenti? | May 19, 2016

Non ero mai salito su un podio, a 50 anni è proprio una bella soddisfazione

Posted by linfordbif in Mondo Master

contiFederico Crotti alla ricerca sempre delle gare più dure, difficili, estreme, si è imbattuto nella Madeira Island Ultra Trail (Portogallo) ed ha scelto giustamente la distanza più lunga 115km e 7000m di dislivello con partenza a mezzanotte. A fine gara l’ha definito “il trail più duro mai fatto per condizioni climatiche pendenze dislivelli. Paesaggi incredibili unici.”

Vince Zach Miller in 13h50, tras gli Italiani eccellentissima prova di Fulvio Dapit sempre tra i primi si classifica 6° in 14h40.

Federico arriva felicissimo come un bimbo 2° di categoria, la prima volta sul podio a 50 anni.

Anche l’amico Germano Dotto sale sul podio della gara minore di 85 km ma sul gradino più alto categoria M55, gli ho chiesto che significa partecipare ad una gara estrema? “Partire per un viaggio iin compagnia di persone esclusive.”

Federico Crotti, un atleta che ha iniziato con il piacere di correre sperimentando sempre di più le sue possibilità, la sua forza di volonta, la sua scoperta per il trail e l’ultratrail arrivando a modificare la sua dieta e diventando vegano. Federico è alla continua ricerca dei suoi limiti ed al contempo alla ricerca delle sue possibilità, delle sue risorse, per lui più è dura la gara più è grande il trionfo.

Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta? “E’ stato graduale. Sono partito dalle distanze più brevi (10 – 15Km) per poi passare alla maratona. Poi mi sono appassionato alle gare di montagna arrivando a percorrere Ultratrail oltre i 100 km.”

Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta? “Riuscire a percorrere distanze che in passato non immaginavo di riuscire a fare. Riuscire a superare i momenti di crisi che si verificano puntualmente in ogni gara.”

Cosa ti spinge a continuare ad essere ultramaratoneta? “Scoprire i miei limiti. Dove può arrivare la forza di volontà. Inoltre sto imparando a conoscere veramente il mio corpo, le mie risorse fisiche. Ho modificato la mia dieta, diventando vegano.”

Quali i meccanismi psicologici ritieni ti aiutano a partecipare a gare estreme? “Più la gara è difficile e più per me è stimolante. Più ho sofferto durante la gara e più è soddisfacente riuscire a tagliare il traguardo.”

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua partecipazione a gare estreme? “Non capiscono dove trovo le motivazioni. Ma comunque si interessano e mi aiutano a praticare questa mia passione agevolandomi e non ostacolandomi. Mi consigliano di fare attenzione e di non esagerare ritenendo la mia passione usurante per il fisico e pericolosa.”

Che significa per te partecipare ad una gara estrema? “La gara estrema è una gara che richiede una grande preparazione fisica e mentale fuori dal normale. Una gara che richiede una capacità di adattamento notevole a situazioni climatiche anche difficili.”

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel diventare ultramaratoneta? “Sono molto tenace e combattivo. E programmo e preparo le mie gare in modo scrupoloso.”

Se potessi tornare indietro cosa faresti? O non faresti? “Nulla di diverso. In passato mi sono appassionato ad altri sport: da giovane fino ai 30 anni sono stato calciatore, poi ciclista, tennista e ora runner.”

Usi farmaci, integratori? Per quale motivo? “No. La mia dieta è composta per il 70/80 % di frutta che considero medicina.

Matteo SIMONE

 

Commenti? | May 13, 2016

34a Straverona: un incontro istituzionale per presentare le novità della corsa cittadina

Posted by linfordbif in International

Oggi la Sala Arazzi ha ospitato la conferenza istituzionale della stracittadina veronese: un’occasione per raccontare l’evento a tutto tondo.<u></u>

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Verona, 12/05/2016 – Dalla GrandeMela Shoppingland alla Sala Arazzi del Comune di Verona: due location che apparentemente non hanno nulla in comune, ma che in questi giorni si sono unite nel nome della Straverona. Dopo la conferenza stampa tenutasi martedì 10 maggio al centro commerciale di Sona, oggi, giovedì 12, la Sala Arazzi ha ospitato una presentazione più istituzionale della corsa scaligera, un’occasione per approfondire e svelare tanti aspetti della manifestazione, pronta a far correre tutti i veronesi, e non solo, il 15 maggio, evento anticipato, per il quinto anno consecutivo, dalla Straverona Junior di sabato 14.<u></u>

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A dara il via alla conferenza, Alberto Bozza, assessore allo sport del Comune di Verona: “La Straverona riesce a coinvolgere davvero tutti, dai bambini agli adulti fino agli anziani, dando loro la possibilità di vedere e vivere Verona in un modo diverso e nuovo. Si tratta di una delle iniziative più importanti della città che deve essere sempre sostenuta”. Una manifestazione che intende lo sport come strumento di istruzione: “La Straveroona Junior regala ai bambini un momento di condivisione nel nome dello sport – ha commentato Alberto Benetti, assessore all’istruzione del Comune di Verona - Uno sport che insegna a stare insieme agli altri. Mi auguro sia una quinta edizione di successo”. Una visione globale dell’evento è stata presentata da Gianni Gobbi, presidente di Associazione Straverona: “La novità principale di questa Straverona sarà la partenza: un’animazione esclusiva regalerà uno spettacolo unico a tutta la città, grazie anche alla collaborazione di tanti clown delle associazioni di clownterapia a cui quest’anno doneremo parte del ricavato della CronoRun”. Proprio di solidarietà ha parlato Chiara Tommasini, presidente del Centro di Servizio per il Volontariato di Verona: ”Quest’anno la corsa scaligera ha pensato alle diverse associazioni di clownterapia del territorio, finanziando il materiale necessario per i 500 volontari attivi a Verona e nelle diverse province”.<u></u>

Di viabilità ha parlato il vice Comandante della Polizia Municipale di Verona, Lorenzo Grella: “Il nostro impegno sarà rivolto alla sicurezza dei partecipanti della Straverona, garantendo nel contempo una viabilità scorrevole per i cittadini che devono muoversi in auto”.<u></u>

A chiudere la conferenza stampa le parole del Presidente di AGSM Fabio Venturi“L’azienda dei veronesi non poteva non sostenere la corsa simbolo della città, uno degli eventi più importanti del territorio. Il nostro sostegno dura da ormai 6 anni e il mio personale augurio è che anche questa edizione sia vincente come le scorse”.<u></u>

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Una foto di gruppo con pettorali personalizzati ha concluso la conferenza stampa, ricordando l’appuntamento di domenica 15 maggio alle 9.00 in Piazza Bra, mentre i più piccoli sono attesi sabato 14 maggio alle 16.30 per una corsa intorno ai giardini della piazza principale di Verona.<u></u>

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UFFICIO STAMPA STRAVERONA<u></u>

DNA Sport Consulting  Alessia Tieni

Commenti? | May 13, 2016

Massimiliano Ferraro è ancora un atleta tesserato per l’Enterprise Sport & Service

Posted by linfordbif in Italia

Massimiliano Ferraro è ancora un atleta tesserato per l’Enterprise Sport & Service! Questo il responso del Tribunale Federale che il giorno 6 aprile 2016 si è definitivamente pronunciato sul ricorso presentato dall’ASD Atletica Riccardi Milano 1946 contro il rinnovo del tesseramento dell’atleta per la stagione in corso, operato dalla nostra società nello scorso mese di gennaio in virtù del diritto di vincolo vigente. Dopo un primo pronunciamento favorevole alla storica società milanese dell’atletica italiana, grazie al nostro legale l’Avvocato Giovanni Fontana esperto di questioni di diritto sportivo, l’Organo di Giustizia Federale, viste le nostre memorie difensive ed i documenti ad esse collegati, ci ha dapprima assolto da ogni addebito contenuto nel deferimento, per poi rigettare il ricorso della Riccardi Milano, dichiarando così che l’atleta Massimiliano Ferraro è un tesserato dell’Enterprise Sport & Service.

 

In questi mesi abbiamo assistito in silenzio alla partecipazione di un nostro atleta ai Campionati Italiani Assoluti Indoor con i colori della nazionale italiana e non con quelli della società che lo ha accompagnato e supportato assieme al suo storico tecnico Furio Barba ai vertici dello sprint tricolore, ritrovandoci senza alzare i toni a guardarlo salire sul podio in maglia azzurra; successivamente lo abbiamo visto indossare un’altra casacca nonostante fossimo convinti di aver operato nel rispetto dei regolamenti ed infine ci siamo visti anche denigrare in un’intervista apparsa su di una rivista di settore. Siamo stati zitti, per rispetto delle Istituzioni Federali, ed abbiamo subito anche questo in silenzio, ma sono temi sui quali riserviamo ogni azione nel futuro.

Per fortuna alla fine la verità ha trionfato ed è stata confermata la norma che, da sempre, riconosce un periodo di vincolo a favore delle società che operano a supporto degli atleti e della loro attività, norma che si era cercato di superare facendo leva sul trasferimento di residenza fuori regione, facendoci ritrovare coinvolti in un processo dove la controparte riteneva di doversi svincolare per andare a fare il maestro di sci in Piemonte per poi, però, fare atletica in Lombardia. La sentenza, che a breve sarà pubblicata sul sito federale, rimarca un importante concetto del funzionamento del nostro sistema, riconoscendo nuovamente alle società il diritto di vincolo e di titolarità sugli atleti che tessera nel periodo indicato dal regolamento federale. Grazie quindi alla FIDAL ed al Tribunale Federale, garanti dell’applicazione delle normative che

disciplinano la nostra attività sportiva.

Ufficio Stampa

ASD Enterprise Sport & Service

Commenti? | May 13, 2016

Societari: Folorunso 56.68 , Malavisi 4,45

Posted by linfordbif in Italia
Societari: Folorunso 56.68 , Malavisi 4,4509 Maggio 2016

I risultati dalla seconda giornata della prima fase dei Campionati di Società Assoluti 2016.

Si è svolta nel fine settimana in 16 sedi regionali la prima fase dei Campionati di Società Assoluti 2016, tappa iniziale per conquistare la qualificazione a una delle sei finali (Oro e Argento più le quattro finali B) in programma il 24 e 25 settembre. 278 i club iscritti alla corsa agli scudetti: di questi 251 schierano la squadra maschile e 209 quella femminile (per un totale di 460), tenendo conto che non tutte le società presentano entrambe le formazioni. Di seguito i principali risultati di domenica 8 maggio. (QUI la cronaca di sabato 7 maggio)

FOLORUNSO 56.68 - Un bello squillo arriva da Modena, sui 400 hs, dove Ayomide Folorunso (Cus Parma/Fiamme Oro) stampa un 56.68 che vale il primato personale (51/100 meglio del tempo che fece a Boissano il primo luglio 2015) e la seconda prestazioone under 23 si sempre. Sui 200 metri Federica Giannotti (Atl. Reggio) fa segnare il PB di 24.26 (0.0), davanti all'allieva Zaynab Dosso (Corradini Rubiera) che la emula in 24.45 (PB). Terza la junior Leonice Germini (Atl. Reggio) con 24.77, poi l'allieva Desola Oki (Cus Parma) 24.80

PB MALAVISI - Tra le notizie più interessanti di giornata c’è Sonia Malavisi (Acsi Italia/Fiamme Gialle) che sulla pedana dell’asta diRieti torna ad aggiungere centimetri al personal best, ritoccando di 3 centimetri il 4,42 del 2013. Il 4,45, che vale lo standard per gli Europei (ed eguaglia MPI Promesse di Roberta Bruni del 2014), arriva al secondo tentativo, dopo due salti puliti a 4,10 e 4,30, per poi fallire le tre prove a 4,50. Dopo il miglior tempo di ieri sul giro di pista, brilla sui 200 metri anche Maria Benedicta Chigbolu(Studentesca CaRiRi/Esercito) siglando la sua quinta prestazione personale con 23.68, distanziando Giulia Arcioni (Studentesca CaRiRi/Forestale) e Francesca Romana Cattaneo (SS Lazio Atletica) alle sue spalle rispettivamente in 24.08 e 24.43. In evidenza anche il 21.22 di Lorenzo Valentini (Studentesca CaRiRi/Fiamme Gialle), tornato sulle prestazioni delle sue annate migliori, in una prima serie lanciata anche da un Francesco Basciani (Acsi Campidoglio Palatino/Fiamme Gialle), secondo in 21.40. Negli 800 metri Yusneysi Santiusti Caballero (Acsi Italia) sigla 2:03.00 in solitaria.  Al termine della due giorni di Rieti comandano la classifica gli uomini della E Servizi Atletica Futura e le donne dell’Acsi Italia Atletica, davanti alle relative compagini dellaStudentesca CaRiRi, con terzi posti occupati da Acsi Campidoglio Palatino e SS Lazio Atletica.

GALVAN SUI 200 - A Vicenza, sulla rinnovata pista del campo scuola “Perraro”, l’azzurro Matteo Galvan (Atl. Vicentina/Fiamme Gialle) corre i 200 in 21.01 (-0.4) prima di correre la terza frazione della 4×400 con in 3:16.65. Il sanmarinese Eugenio Rossi(Biotekna Marcon) sale a 2,20 nell’alto; il compagno di squadra Patrizio Di Blasio lancia il martello a 65,68 (secondo, con 58,45, l’under 23 Michele Friso) ma si mette in evidenza anche il bel 400 ostacoli della 18enne Rebecca Sartori (G.A. Bassano) che per la prima volta scende sotto la barriera dei 60 secondi (59.67). La giovane Ilaria Casarotto ottiene 49,11 nel giavellotto. Classifiche di società con Biotekna Marcon leader in campo maschile e Atletica Vicentina davanti a tutti tra le donne.

LOMBARDIA SPRINT - A Busto Arsizio, sede delle prove maschili della Lombardia, il vento influenza parecchio i risultati. Nonostante Eolo Simone Tanzilli (Riccardi 1946), pur a fronte di un “muro” da -2.4 m/s, abbatte il PB portandolo da 21.59 a 21.14 (aveva comunque già ottenuto un 20.84 ventoso). Dietro di lui Pietro Pivotto (Brixia) firma 21.34. Nell'alto lo junior Christian Falocchi (Brixia) si impone con 2,12. Nei 5000 metri si incrociano il vincitore dei 1500 Yassine Rachik (Cento Torri Pavia) e il numero uno dei 3000 siepi Jamel Chatbi (Riccardi 1946): i due si alternano al comando per rendere più sollecito il ritmo e la gara si chiude appena sopra i 14 minuti, con Chatbi primo in 14:00.60 e Rachik secondo in 14:02.47. In chiave Under 20 da segnalare il 14:44.23 di Ahmed Ouhda (Pool Alta Valseriana), quarto. A Pavia, sede delle gare femminili, brilla la stella di NatalinaCapoferri (Atl. Brescia 1950): cinque lanci compresi tra la punta a 53,74 e 52,97. L’allieva Sydney Giampietro (CUS Pro Patria Milano) è seconda con 45,89.

200 metri vinti da Annalisa Spadotto Scott: la sprinter della Bracco dopo il PB nei 100 a 11.87 si migliora anche sul mezzo giro di pista toccando 23.99 (-0.1) e resistendo al rientro di Elena Bonfanti (Atl. Lecco Colombo), autrice di 24.06; nella stessa serie 24.72 di Johanelis Herrera (Atl. Brescia 1950) e 24.73 di Martina Piergallini (Atl. Brescia 1950). Nella seconda serie 24.32 (+0.3) per SofiaBonicalza (Pro Sesto), a 12/100 dallo standard per i Mondiali Under 20 e sei centesimi meglio di Irene Morelli (OSA Saronno, 24.38), mentre Marta Milani(Esercito/Atl. Bergamo 1959/Creberg) timbra 24.74; nella terza serie 24.68 (-0.5) per Sabrina Galimberti (Bracco). Bel duello nei 400 ostacoli: Flavia Battaglia(Bracco) scavalca proprio negli ultimi metri Ilaria Verderio (Fiamme Gialle/Pro Sesto) vincendo in 58.74 davanti al 58.82 che vale comunque alla finanziera lo standard per Bydgoszcz. 

SPALLATA OSAKUE A TORINO - A Torino si migliora nettamente nel disco la promessa Daisy Osakue (Sisport), che al primo lancio trova la spallata da 52,80. Martina Amidei (Aeronautica/Cus Torino) chiude i 200 metri in 24.09 (+0.5) prima di correre la 4x100 con il CUS Torino, Marouan Razine (CUS Torino/Esercito) vince i 5000 in 14:18.97. Vale 2,07 l’esordio stagionale outdoor per il campione mondiale allievi di salto in alto Stefano Sottile (Atl. Valsesia) e 7,66 (+0.1) la prima gara dopo lo stop per infortunio di Kevin Ojiaku (Fiamme Gialle/Atl. Canavesana). 

STRUMILLO 54,88 AD AREZZO - Ad Arezzo Stefania Strumillo (Atletica 2005) lancia 54,88 nel disco, mentre Ia compagna di club Irene Siragusa (Atletica 2005/Esercito) vince i 200 in 23.76 con vento nullo davanti alla junior Alessia Niotta (Sestese) a 24.43. Andrea Lemmi (Atl. Livorno/Fiamme Gialle) sale a 2,22 nell’alto mentre nei 5000 si mette in luce l’allievo ugandese Jacob Kiplimo (Atletica Prato) vincitore in 13:47.06 davanti a Samuele Dini (Atl. Livorno/Fiamme Gialle) che in 14:01.60 batte il keniano Hosea Kimeli Kisorio (Libertas Runner Livorno, 14:08.76).

(Carlo Carotenuto, Mauro Ferraro, Simone Proietti, Cesare Rizzi, Giorgio Rizzoli, Myriam Scamangas)

CdS Assoluti 2016, la prima prova regionale (7-8 maggio) - RISULTATI/Results
CampaniaAgropoli (SA)Emilia RomagnaModenaFriuli-Venezia GiuliaUdineLazioRietiLiguriaGenova;Lombardia(uomini): Busto Arsizio (VA)Lombardia (donne): PaviaMarche/AbruzzoFermoPiemonte/Valle d’Aosta:Torino;Puglia/BasilicataBariSardegnaCagliariSiciliaPalermoToscanaArezzoTrentino/Alto AdigeRovereto (TN)Umbria:Orvieto (TR)VenetoVicenzaCalabria (14-15/5): Siderno (RC)

Elenco atleti militari autorizzati a partecipare al CdS Assoluto su pista 2016 con la società di provenienza

Elenco società iscritte alla fase regionale del CdS Assoluto su pista 2016

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Commenti? | May 10, 2016

Elisa Cusma: il più grande sogno vestire la maglia azzurra alle olimpiadi!

Posted by linfordbif in Mondo Master
Elisa Cusma è un'ex atleta, specialista negli 800 e 1500 metri, ha vinto 8 medaglie a livello internazionale e 23 titoli italiani assoluti (indoor ed outdoor), tra individuali e staffette. Detiene due record assoluti seniores: 800 metri piani indoor e staffetta 4x800 m. Vince il primo titolo italiano assoluto nel 2005 quando a Bressanone si aggiudica la medaglia d'oro sugli 800 m.

Il 1° maggio Elisa vince la gara di 5km a Roma e si lamenta per il percorso impegnativo, io l’ascoltavo e pensavo che gli atleti sono tutti uguali, si lamentano sempre, ma questa è un’atleta speciale, ha vestito la maglia azzurra, ha partecipato alle Olimpiadi, ma l’animo dell’atleta è lamentarsi, si cerca il percorso piatto, facile, senza faticare. Comunque, mi sono divertito ad ascoltare le sue lamentele ma nonostante tutto ha vinto, la stoffa da Campionessa c’è ancora. Di seguito si racconta.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Diciamo che ogni atleta ha il suo carattere! Per me essere un campione non è solo ottenere delle grandi performance ma anche avere una grande determinazione e soprattutto crederci fino in fondo!”

In che modo lo sport ha contribuito al tuo benessere? “Lo sport è stato un elemento molto importante nella mia vita! Mi ha aiutato a crescere, a diventare un’adulta e soprattutto ad essere più sicura di me e di conseguenza facendo una vita sana non posso che essere in buona salute!”

Come hai scelto il tuo sport? “Diciamo che non l'ho scelto io ma è stato mio padre a provare a farmi correre e devo dire che ci ha azzeccato!” Nel tuo sport quali sono le difficoltà ed i rischi, a cosa devi fare attenzione? “Ci sono tante difficoltà soprattutto se fai sport agonistico e se lo fai ad alto livello. Sicuramente gli infortuni sono all'ordine del giorno e sapersi rimboccare le maniche non è sempre facile (devo dire che io da quel punto di vista sono stata fortunata).

E’ vero, a vedere da fuori può sembrare che un atleta ha talento e quindi è tutto facile, ma dietro un atleta c’è tanto, le pressioni da parte di chi ti segue, ti allena, le richieste di partecipazioni a gare, l’infortunio sempre dietro l’angolo. Elisa dice che è stata fortunata, ma l’infortunio si può prevenire, se ci si allena bene, se si rispettano i recuperi, i massaggi, le attenzioni, se non si esagera negli allenamenti, si riesce ad essere integri ed a continuare a gareggiare bene, quindi brava Elisa e non solo fortunata.


Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che più spesso ti hanno indotto a fare una prestazione non ottimale? “Ovviamente quando prepari delle gare importanti il clima è fondamentale per preparare certe competizioni sono dovuta andare al caldo (Sud Africa) se no con il freddo che c'è qui a gennaio e febbraio difficilmente sarei riuscita ad entrare in condizione.”

E’ come dicevo se un atleta ci tiene a qualcosa, se fissa degli obiettivi importanti, fa di tutto per riuscire a portarli a termine, fa di tutto per cercare di trasformare i sogni in realtà, non esiste solo l’allenamento ed il seguire le tabelle di allenamento, ma bisogna studiare, capire come e cosa bisogna fare per ottenere il meglio da se, dove andare, il tempo passa, sfruttare la forma del momento, approfittare del momento giusto, di quando c’è la performance e lì impegnarsi con determinazione, costanza, e crederci tanto, poi c’è sempre tempo per riposarsi, per fare altro, per riprendere cose lasciate in sospeso.
 
Cosa e quali persone hanno contribuito al tuo benessere nello sport o alla tua performance? “Le persone più importanti con la quale ho condiviso le mie gioie sportive sono sicuramente il mio allenatore Claudio e il centro sportivo Esercito!”

Da soli non si va da nessuna parte, è importante affidarsi a qualcuno esperto che ti guidi in base alle sue esperienze e professionalità acquisite con il tempo e l’esperienza.

Qual è stata la gara della tua vita, dove hai sperimentato le emozioni più belle? “La gara più bella che mi ha lasciato grandi emozioni è sicuramente quando ho fatto il record italiano indoor (Karlsruhe) ma ce ne sono talmente tante che riempirei una pagina! Ogni gara ha una storia dietro!”

Il 15 febbraio 2009, nel Meeting di Karlsruhe in Germania, ha corso gli 800 m indoor in 1'59"25, ritoccando di un secondo il suo precedente record, e diventando così la prima donna italiana nella storia dell'atletica a scendere sotto il muro dei 2' minuti negli 800 m al coperto. Il successivo 8 marzo conquista la medaglia di bronzo agli Europei indoor svoltisi in Italia a Torino. Il 21 giugno 2009 a Leiria in Portogallo all'Europeo per nazioni con 4'08"72 stabilisce il suo personale sui 1.500 m giungendo terza. Durante i Giochi del Mediterraneo, svoltisi in Italia a Pescara dal 26 giugno al 5 luglio 2009, fa doppietta di titoli su 800 e 1500 m.

I record restano sempre impressi nel cuore e nella mente dell’atleta, così come tante gare dove restano i ricordi, le sensazioni positive percepite che continuano a far parte del corredo dell’atleta, che ti ricordano quello che sei stato, come sei stato, i momenti felici che ti porti dietro nel cuore e nella mente.

Quali i meccanismi psicologici ritieni ti abbiano aiutano nello sport? “Mi ha aiutato molto l'essere molto pretenziosa da Me stessa e soprattutto l'essere molto impulsiva!”

Nello sport così come nella vita, da una parte devi pretendere da te stesso, devi avere richieste alte, devi avanzare esigenze da te stesso, e dall’altra parte bisogna anche osare, rischiare, sperimentare, essere impulsivi, andare oltre, solo così si può rischiare di eccellere, di sorprendere se stessi e gli altri. Brava elisa, piccoletta, ma con le idee chiare, decisa per la sua strada, bella carriera.

I tuoi famigliari ed amici cosa dicono circa il tuo sport? “Mio padre è sempre stato il mio primo tifoso venendo dallo sport anche lui è sempre stato entusiasta! I miei amici mi hanno sempre seguito e sostenuto attraverso la TV!!”

Il papà ci ha visto giusto dall’inizio e si è goduto la carriera della figlia entusiasta e fiero di Elisa, e la stessa Elisa una volta scoperto questo sport dove riusciva ha goduto della fama e del successo che riscuoteva strada facendo, ricevendo feedback positivi da amici e fan, lo sport che rende felici.

Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “L'episodio più divertente e curioso che mi viene da descrivere è quando al mio primo Europeo mentre correvo un’avversaria è inciampata su di me togliendomi una scarpa con la mano! Sono riuscita a finire lo stesso la gara ma diciamo che fu un po' faticoso portarla a termine!”

Questo sembra un episodio da resiliente, quando si riesce a ridere delle proprie sventure, si esce fuori con un valore aggiunto, con la voglia di far meglio, con la consapevolezza che nonostante tutto si è riusciti, con la voglia di far meglio la prossima volta. Apprendere dalle situazioni e dalle esperienze.

Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare attività fisica? “Quello che ho scoperto a differenza di quello che pensavo da bimba è che in fondo ormai ho smesso con il professionismo da un annetto ma nonostante tutto non riesco a fare a meno di infilarmi le scarpe e continuare a correre quasi tutti i giorni! È come se non riuscissi a smettere di faticare!”

Oramai lo sport ed in particolare la corsa fa parte della vita di Elisa, come un indumento che non si può lasciare a casa, si tratta di una dipendenza positiva, sperimentare e risperimentare quello che ha fatto parte di una fetta di vita ritenuta positiva, dove si è sentito di vivere appieno l’esistenza, la fatica, l’impegno, la riuscita, la forza, la resistenza, caratteristiche dimostrate di avere e dove si vuol continuare ad ascoltare le buone sensazioni. Sport e corsa for ever.

Quali sensazioni sperimenti o hai sperimentato nello sport: allenamento, pregara, gara, post gara? “Quello che ho sempre sperimentato in allenamento è cercare di mettermi il più possibile in difficoltà! Per provare ad arrivare in gara e dire ‘qualsiasi cosa io la riesco a superare’.”

Concordo per apprendere è importante fare esperienza, per fare esperienza è importante uscire fuori dalla zona di confort, è importante sporcarsi, trovarsi nelle difficoltà e superarle gradualmente in modo crescente, alzando gradualmente l’asticella delle difficoltà ed apprendendo pian piano fino a maturare come atleta e come persona, dove più niente ti impressiona, niente più ti fa paura, tutto ti rafforza e ti rende imbattibile nell’animo anche se c’è la sconfitta però sai che ce l’hai messa tutta ed hai fatto del tuo meglio e pui anche complimentarti con l’avversario, la vita è una ruota, non si può essere sempre numero uno, c’è sempre chi viene da dietro e prima o pi ti sorpassa, ti batte, allora si può continuare rispettosamente ed umiulmente senza abbandonare il campo di gara.

Quale è stata la tua gara più difficile? “Non c'è una gara più difficile per me lo sono state bene o male tutte ma perché ogni gara che facevo ci tenevo a dare sempre e comunque il massimo!”

E’ come indossare un costume da supereroe, qundo si mettono le scarpette ai piedi ed un pettorale, si da il massimo con la consapevlezza che si è disposti a far di tutto per far meglio per se stesssi e la squadra che si rappresenta, poi quello che viene viene.

Hai rischiato di incorrere nel doping nella tua carriera sportiva? C’è un messaggio che vorresti dare per sconsigliare il doping? “Non ho mai pensato di fare uso di doping anche perché quando penso allo sport le uniche parole che mi vengono in mente sono solo lealtà e onestà!”

Riesci ad immaginare una vita senza lo sport? “La mia vita è lo sport!! Ormai è dentro di me!!”

Come hai gestito eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Devo dire che a ogni difficoltà a ogni ostacolo ho sempre avuto la fortuna di avere di fianco a me il mio allenatore che m’ha sempre aiutato in tutto!”

Hai mai rischiato per infortuni o altro di smettere di essere atleta, hai mai pensato di smettere? “Ormai la professionista non la faccio più anche perché inizio a essere vecchia!!! Ho 35 anni!!!! Però devo dire che non potrei mai pensare di smettere di correre oramai fa parte di me!”

Nel 2015 a Padova vince il titolo italiano indoor sugli 800 m. Nel luglio del 2015 annuncia il ritiro dall'attività agonistica.

Trentacinque anni portati benissimo, direi una pischella a vederla, come si dice a Roma.

Pensi che potrebbe essere utile lo psicologo dello sport? In che modo e in quali fasi? “Bhe ogni atleta è fatto a modo suo e penso che potrebbe essere utile lo psicologo perché sicuramente riuscirebbe a farti stare più tranquillo soprattutto nell'avvicinamento alle competizioni!”

Quale messaggio vuoi rivolgere ai ragazzi per farli avvicinare a questo sport? “Ma cosa più importante che mi piacerebbe dire ai ragazzi che vogliono intraprendere questo sport è che devono iniziare come se fosse tutto un gioco! Devono divertirsi, sorridere insieme ai compagni di allenamento e soprattutto i genitori devono incidere poco in questo”.

Brava parole da psicologa dello sport, l’espereinza vissuta sulla propria pelle insegna tanto.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi a breve, medio e lungo termine? Quali sono i sogni realizzati e da realizzare? “Ho realizzato tanti sogni nel mio sport! E come ogni atleta il più grande è stato quello di vestire la maglia azzurra tante volte e soprattutto alle olimpiadi!!”

Grazie elisa per la disponibilità,la sincerità e la voglia di raccontarsi.



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Commenti? | May 05, 2016

ALLENARSI IN SALITA PER CORRERE VELOCE

Posted by linfordbif in Training
erkan
 
Le salite sono uno strumento fondamentale per i "velocisti" Per correre veloce sul piano bisogna correre tanto e veloce in saliita. 
 
Con gli sprint in salita alleniamo molto la forza esplosiva ovvero quella forza specifica che serve all´ atleta sopratutto in partenza e per correre veloce.
 
Possiamo distinguere le salite in 3 grossi gruppi:
 
  • Salite Brevi: sino ai 50 m/10" - pendenza 15/20%
  • Salite Medie: dai 50m  sino ai 150 m /12- 25"- Pendenza 8/12%
  • Salite lunghe: dai 150 ai 300 m - 25"-60" pendenza 3-4%
 
Gli allenamenti in salita sono fondamentali sia per il fattore allenante sia per quanto riguarda la tecnica. Correndo e sprintando in salita diventa importante che la spinta sia efficace, e´ piu´ facile quindi imparare a correre efficacemente. 
 
Da un punto di vista traumatologico è da notare come la biomeccanica della corsa in salita rispetto a quella della corsa in possa salvaguardare la muscolatura posteriore della coscia ( Bicipiti Femorali). E´infatti consigliabile allenarsi in salita se si hanno problemi ai bicipiti dove infatti vengono meno stressati rispetto allo sprint in piano. Correndo in salita ogni appoggio  si verifica in un punto più alto rispetto al precedente in tal modo si chiude l´angolo della falcata limitando di fatto i possibili rischi per la muscolatura posteriore della coscia.
 

In salita si spendono piu´ energie rispetto a correre sul piano. La muscolatura ricorrere ad un impegno muscolare maggiore e la cosa importante e´ che in salita lavoran maggiormente le fibre bianche( veloci) a scapito delle fibre rosse. Le fibre bianche grazie al maggiore sforzo aumentano la loro concentrazione di mitocondri diventando quindi più forti e resistenti. Anche le fibre rosse diventeranno piu´forti.

Attraverso le salite un Atleta riesce a migliorare i valori di forza, a parità di durata dello sforzo. Tutto questo grazie al miglioramento indotto delle fibre veloci che sono diventate più resistenti e delle fibre lente che sono divenute piu´ forti. 

Le salite sono un ingrediente fonamentale nel GPP ( fase iniziale della preparazione) ma sono anche interessanti da tenere e da "richiamare" nelle fasi avanzate.  
 
Se vuoi migliorare la tua velocita´ e la performance sulle brevi ma anche sulle lunghe distanze le salite sono assolutamente consigliabili, anzi direi anche che sia doveroso farle. 
 
Quindi buone salite a tutti! :)
 
VIDEO SALITE CORTE 
 
 
 

Daniele Biffi - Mental Coach & Personal Trainer

runfast@fastandfit.de
fastandfit.de 
Commenti? | May 02, 2016

Vincenza Sicari, quasi paralizzata, corre nei pensieri degli ultrarunner

Posted by linfordbif in Training

ROMA - Fino a qualche anno fa Vincenza Sicari era sui giornali ed in televisione per le sue performance, per le sue vittorie, per rappresentare l’Italia in competizioni Internazionali indossando la maglia azzura, era un onore per l’Italia schierare nella sua squadra una donna del calibro di Vincenza Sicari capace di ben figurare alle varie competizionii europee, mondiali, olimpiche nelle varie specialità dell’atletica dal mezzofondo alle distanze più lunga la maratona che prevede impegno, sacrificio, dedizione.

A Vincenza piaceva impegnarsi per questo, piaceva allenarsi, gareggiare, dare il massimo, allenarsi duramente per ben figurare per se stessa ma anche per un ritorno di immagine della nazione Italia.

Ma ora, da qualche anno ha iniziato ad avere segnali di stanchezza, di astenia, è risultata affetta da una malattie neurodegenerativa, ma le varie analisi, le varie diagnosi, le varie cure non portanto a risultati significativi, c’è una specie di muro dove si va a sbattere, pare che i medici non vanno oltre, vuoi perché non sono abituati ad avere a che fare con una malattia considerata rara, vuoi perché non ci sono disponibilità economiche necessarie alle sue cure. 

Vincenza Sicari, quasi paralizzata, corre nei pensieri degli ultrarunner

Ma Vincenza abituata a superare i muri delle maratone del 30-35 km insiste e non molla, ed ogni volta le tocca superare il muro dei medici, degli ospedali che inizialmente l’accolgono ma poi non hanno risposte certe.

Che dire, posso solo auspicare che ci sia più onestà, bontà, umiltà, disponibilità da parte della classe medica, ed augurare a Vincenza di non mollare nella speranza che si trovi una strada più risolutiva della sua problematica.

Segnali di vicinanza da parte dell’opinione pubblica ci sono, da parte della FIDAL anche, da parte dei mass media e soprattutto runner ed ultrarunner si stanno mobilitando attraverso tante iniziative, raccogliendo fondi attraverso la rete del dono come hanno fatto gli organizzatori della gara più lunga di Europa la Milano San Remo di 280km dall'8 al 10 Aprile, per poterla aiutare oltre ai pensieri positivi, oltre che a pregare per lei, oltre che ad inviarle messaggi solidarietà, presenza, è possibile fare una donazione  HYPERLINK "http://bit.ly/1Uc4nWwhttp://bit.ly/1Uc4nWw una sfida nella sfida come dicono gli organizzatori.

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Ecco alcuni messaggi da parte dei suoi donatori  HYPERLINK "http://www.retedeldono.it/it/progetti/associazione-sportiva-dilettantistica-spirito-ultra/vincenza-non-mollarehttp://www.retedeldono.it/it/progetti/associazione-sportiva-dilettantistica-spirito-ultra/vincenza-non-mollare :

“Ciao campionessa! Io sto lottando contro un tumore e so quanto è importante l'appoggio della famiglia e degli amici. Il fatto di lottare al tuo fianco mi ha motivato ancora di più!”

“Cara Vincenza, all'insensatezza della malattia e della sofferenza che vivi, posso rispondere solo con la preghiera e un piccolo contributo. Forza!”

“Vincenza, non mollare! Voglio rivederti sui campi gara come quando ci siamo conosciute da ragazzine.”

“Vincenza sei nei nostri cuori e tutta la nostra squadra è con te per urlare a gran voce #vincenzanonmollare !!!! Goooooooooooooooo!!!!!”

 “Ciao Vincenza questa è sicuramente una durissima gara ma lottiamo tutti per vincerla insieme a te!!!!Sabato correrò l'ultima frazione della Milano Sanremo e sarai con me!I”

“Forza Vincenza, vinci anche questa.”

“Tieni duro !! siamo con te !! La corsa è la più grande e potente rete di solidarietà.”

“Forza #vincenzanonmollare crediamo in te, sei tu la nostra forza.”

“Vorrei fare di più, vorrei anche abbracciarti, stringerti ed accarezzarti, vorrei farti comprendere quanto questa storia non è solo la tua ma anche la mia e quella di tanti altri.”

“Perché tu torni a farci sognare !!!”

“Noi atleti della Ultra Milano-Sanremo siamo con te! Vincenza non mollare!!!”

“#vincenzanonmollare tutti uniti per aiutarti!”

Vincenza arrivava a fare 220km a settimana per preparare una maratona, ora altri corrono per lei, ultramaratoneti che corrono 280km in due giorni facendola correre nei loro pensieri e nei loro cuori e raccogliendo fondi per aiutarla nel suo male, nella sua sofferenza. 

Anche gli organizzatori della gara di Torino del 29 Maggio, la città dove vinse la maratona che le permise di partecipare alle olimpiadi di Pechino, ben figurando, hanno deciso di devolvere l’intero ricavato per la causa Sicari.

Matteo Simone

 

Commenti? | May 01, 2016

Il talento senza un duro lavoro non ti porta lontano

Posted by linfordbif in Training

Ci vuole convinzione, grinta, forza, determinazione per dedicarsi ad un periodo di preparazione atletica, in base agli obiettivi, può richiedere sacrifici enormi, rinunce, spese, difficoltà, rischi, infortuni e non tutti sono disposti a questi impegni.

Quindi, la cosa importante è decidere le priorità, gli obiettivi e impegnarsi per il raggiungimento, da soli è difficile, più è alto l’obiettivo, più sono le pretese, più è alto l’impegno, il costo in termini di soldi, di investimento di tempo.

Il talento non basta per raggiungere l’eccellenza, l’impegno è di rilevanza fondamentale.

 Lo dice Vincenzo Abbagnale in un intervista riportata su Ideasport: «Il talento conta molto, ma senza un duro lavoro non ti porta lontano. Di me penso che la natura qualcosa mi ha dato, ma tutto quello che ho conquistato in questo anno è stato frutto del lavoro svolto, che è fondamentale». (1)

Fissare obiettivi limitati, raggiungibili e progressivamente più ambiziosi è uno dei modi migliori per aumentare l'autoefficacia dell'atleta.

L’importanza del’autoefficacia nel raggiungere l’obiettivo emerge anche da un’intervista ad un pugile nel libro City di Alessandro Baricco:

-       Io avevo il campionato del mondo ficcato in testa dal primo giorno che sono entrato in palestra… mi importava di salire fino a lassù, proprio in cima, campione del mondo…. che ambizione, quando sei un ragazzo puoi sognare delle cose… ci credi veramente, magari la gente ti odia perché sei presuntuoso, o sembri un pazzo megalomane, ed è tuttto vero, ma dentro… cristo che forza lì dentro, una forza bella, vita allo stato puro.

-       Dopo cinque anni di pugilato professionistico, con  un record di 35 vittorie e una sola sconfitta, diventasti lo sfidante ufficiale di Buttler, per il mondiale. A Cincinnati, quel giorno, tu gli togliesti la corona di campione del mondo, mandandolo altappeto a trentadue secondi dalla fine del match.

-       Il round più bello della mia vita, tutto in apnea, una meraviglia. (2)

Quanto sei disposto ad impegnarti per  raggiungere l’eccellenza?

-     sono pronto a mettere in secondo piano alcune cose anche importanti della mia vita;

-     m’impegno molto per migliorare le mie abilità;

-     m’impegno a valutare in maniera costruttiva le mie prestazioni e i miei risultati;

-     assumo la responsabilità dei miei errori;

-     in ogni allenamento cerco di dare il massimo e di essere soddisfatto;

-     mi piace imparare tecniche nuove;

-     considero gli errori delle opportunità di miglioramento e non qualcosa da nascondere a me stesso.

La prestazione aumenta quando gli obiettivi sono moderatamente difficili per i seguenti motivi:

-       se un atleta valuta di non essere sufficientemente in grado di raggiungerlo, difficilmente sarà motivato a impegnarsi in un’attività frustrante;

-       la fiducia in sé stesso influenza direttamente la percezione della difficoltà del compito e la successiva prestazione;

-       obiettivi troppo facili e poco incentivanti inducono demotivazione.

Utilizzando il modello O.R.A. si definisce chiaramente l’obiettivo temporale e le risorse per raggiungerlo. E’ importante riuscire a vedersi con l’obiettivo raggiunto. (3)

Per approfondimenti libro “O.R.A.: Obiettivi, Risorse, Autoefficacia”.

 

(1)     Idea Sport, Notiziario della Confsport Italia, Anno VI, n. 04, Aprile 2014, pag.6.

(2)     Baricco A., City, Biblioteca Superpocket, Mimlano, 2004, pp. 305-313.

(3)     Simone M., O.R.A. Obiettivi, Risorse, Autoefficacia. Modello di intervento per raggiungere obiettivi nella vita e nello sport, Edizioni ARAS, Fano, 2013.


Psicologo, Psicoterapeuta
Commenti? | Apr 29, 2016

Fabio Fioravanti: alla soglia dei 49 anni ho scoperto il triathlon

Posted by linfordbif in Training
Nel lontano settembre 1995 ho avuto modo di allenarmi un periodo con Fabio Fioravanti e Riccardo De Paolis, due campioni laziali dell’atletica leggera in quegli anni, e quello che mi ha aiutato è stato fare dei tratti di ripetute in allenamento con loro, ma non solo. 

Cosa succede in questi casi? Innanzitutto hai un riferimento, una consegna da rispettare, un’indicazione di persone esperte e competenti che non solo ti dicono quello che devi fare ma ti incoraggiano, si rendono disponibili a darti consigli.

Il risultato è che ti senti sicuro di quello che ti appresti a fare e quindi la mente è libera, devi solo impiegare sforzo fisico, energie dei muscoli, ed in più c’è un valore aggiunto che è il fatto di correre accanto a campioni e quindi fai una piccola esperienza da protagonista, da campioncino e puoi notare che effetto ti fa; in genere fa star bene, fa credere che un giorno potresti essere anche tu protagonista, potresti essere un riferimento per altri, e tutto ciò può portare ad un benessere psicofisico nel senso che fai un lavoro motorio che è compensato dallo sperimentarti auto-efficacia, sicuro di te in quel momento, in quei tratti di ripetute. 

Ed è giunto il giorno per parlarvi di una persona serena, umile, corretto, ma allo stesso tempo campione nello sport e nella vita.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita o sempre un comune sportivo? “Mi sono sentito un campione ogni volta che ho concluso una gara o un grande allenamento perché ha sempre rappresentato il risultato di un grande sacrificio, soprattutto per chi pratica sport non da professionista.”

Ricordo alcuni allenamenti impegnativi di Fabio su è giù per delle scale con gradini alti per diversi piani.

Come ha contribuito lo sport al tuo benessere e quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Il benessere psicoficsico ottenuto dalla mia pratica sportiva ha contribuito notevolmente a migliorare le capacità decisionali nella vita quotidiana. I fattori che hanno contribuito al benessere e performance sono la passione verso tutte le attività che si svolgono nella natura ed anche le forti motivazioni agonistiche rafforzate dalle soddisfazioni sopraggiunnte.”

Lo vedevo sempre con il sorriso, rispettoso pronto a salutarti, a darti consigli, circondato da amici che gli volevano bene, era un leader per loro.

Come hai scelto il tuo sport? “L’avvio all’attività sportiva è stato effettuato su indirizzo dei miei genitori che hanno sempre creduto nell’importanza di educare i propri figli utilizzando anche l’ambiente sportivo. All’età di 3 anni ho iniziato con il nuoto svolto per 7 anni. Successivamente, dopo aver visto i mondiali di atletica in TV, mi sono dedicato all’atletica leggera. Sport che ho praticato a livello agonistico per 28 anni. Successivamente la passione si è spostata alla biciletta partecipando alle granfondo per 4 anni. Alla soglia dei 49 anni di età ho scoperto il triathlon che ancora pratico.”
 
Una vita dedicata allo sport ed agli sportivi, una cultura sportiva che si tramanda da generazioni, un bell’esempio per tutti.
 
Nella tua disciplina quali difficoltà si incontrano? “La solitudine negli allenamenti. La fatica fisica si accentua quando si svolgono allenamenti senza la compagnia. Inoltre le condimeteo non sempre favorevoli.”

Quando vai fortissimo è difficile trovare alteti che ti aiutino negli allenamenti lunghissimi di preparazione alla maratona, ti puoi accontetare di amici che ti seguono in bici o che fanno brevi tratti di corsa con te, devi avere un’elevata forza mentale che ti fa continuare ad allenare.

Quale alimentazione segui prima, durante e dopo una gara? “Seguo un’alimentazione varia con limitazioni abbastanze drastiche nella carne di ogni genere. Abbondanza di vegetali, frutta fresca e secca, cereali.”

Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che più spesso ti hanno indotto a non concludere la gara o a fare una prestazione non ottimale? “In 28 anni di gara ho avuto solo due ritiri. Uno durante una maratona: nei tre giorni precedenti ho avuto l’influenza debilitandomi particolarmente. L’altro per una contrattura muscoalre.”

Cosa ti ha fatto mollare o cosa ti fa continuare a fare sport? “La passione e le sensazioni psicofisiche che solo chi pratica sport di resistenza può avvertire sono le mie motivazioni nel continuare a praticare.”

Chi ha contribuito al tuo benessere nello sport o alla tua performance? “La famiglia: genitori, fratelli, moglie e figli sono stati sempre i miei più assidui tifosi. Loro stessi sportivi.”

Qual è stata la gara della tua vita, dove hai dato il meglio di te o dove hai sperimentato le emozioni più belle? “L’anno 1995 è stato l’anno dove ho avuto i migliori risultati dai 3000mt alla maratona, sia in ambito militare che assoluti FIDAL. Soprattutto la partecipazione ai campionati del Mondo Militari di Roma dove nella maratona ho chiuso in 2h 25’ 01” con una temperatura proibitiva di 35/38°, arrivando 11° assoluto e 2° degli Italiani.”

Qual è una tua esperienza che ti possa dare la sicurezza, la convinzione, che ce la puoi fare nello sport o nella vita? “La vita e lo sport hanno molte similitudini soprattutto se lo sport viene svolto con serietà. Quando nella vita ho avuto problemi da affrontare e superare ho sempre immaginato di trovarmi a correre una maratona: un passo dopo l’altro, un km dopo l’altro, senza avere frettta di raggiungere il traguardo, senza rischiare di andare oltre le proprie possibilità accertate con i test pre-gara. Nel triathlon ho la netta distinzione tra il superamento di una difficoltà e l’altra.”

Quali sono le tue capacità, risorse, caratteristiche, qualità che hai dimostrato di possedere? “Capacità e caratteristiche fisiche: senza dubbio la resistenza quale caratteristica della mia corporatura. Risorse: le ho trovate nella continua ricerca della giusta metodologia di allenamento. Qualità: ci pensa sempre madre natura ma le ho curate e valorizzate come meglio ho potuto e creduto fare.”

Non basta il talento per diventare campione ma occorre svilluppare un’elevata autoconsapevolezza dei propri mezzi e propri limiti e diventare uno scienziato dello sport, comprendere come e cosa fare per tendere all’eccellenza, alla progressione verso la performance, e tutto ciò Fabio dimostra di possedere, così come dimostra essere un forte resiliente non lo hanno fermato continui infortuni, ha solo dovuto cambiare qualcosa, al limite anche provare altri sport dove impegnandosi e mettendocela tutta, passione, impegno, determinazione, è risultato comunque protagonista e performante.

Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Per motivi di lavoro ho vissuto e praticato sport a Padova dove l’attività invernale nell’atletica leggera è caratterizzata da innumerevoli corse campestri nel freddo della neve, ghiaccio e nebbia della pianura padana. La prima volta che ho gareggiato sono rimasto meravigliato dal comportamento ‘automatico’ deglli atleti uomini e donne che, a termine della gara femminile e poi maschi, si facevano spogliare quasi nudi e, con idranti di acqua fredda, si facevano lavare dal fango e successivamente farsi asciugare e vestire velocemente (le mani degli atleti erano infatti gelate peratanto incapaci di agire.”

Ma un aneddoto di Fabio ce l’ho anch’io, mi ricordo una gara di 10km a Casamassima, Fabio per errore si era posizionato al lato opposto della partenza e dopo lo start ha dovuto superare tutti a spintoni per guadagnarsi un posto in prima fila e vincere comunque la gara.

Come è cambiata la tua vita famigliare, lavorativa nell’aver intrapreso un’attività sportiva costante ed impegnativa? “La famiglia ha vissuto piacevolmente con me lo sport agonistico. I miei genitori, mia moglie e le mie due figlie, nelle gare molto importanti, sono sempre venuti alle gare con entusiasmo ed il loro incoraggiamento mi ha sempre fatto trovare forze in apparenza terminate. Gli amici ancora adesso apprezzano il mio passato sportivo agonistico assoluto ed anche quello presente come amatore. Alcuni di loro praticano sport su mio consiglio, per altri non sono stato convincente ma non demordo.”

Quali sono o sono state le tue sensazioni pregara, in gara, post gara? “Prima della gara sono sempre stato molto motivato e deciso a fare una grande competizione anche quando subentra l’inconscio, la paura di vanificare i tanti sacrifici fatti. Durante la gara mi ha sempre aiutato la capacità di concentrarmi solo sulle sensazioni che il corpo umano tramette di km in km, gestendo, comunque, le azioni degli avversari e cercando, in alcuni momenti, di percepire le difficoltà degli atleti che mi circondavano o mi circondano. L’importante è sempre far sì che la prorpia energia vitale si mescoli con l’energia che si sviluppa, amplificata e si moltiplica nel gruppo-atleti che si muovono in un ambiente sano.”

Per essere campioni non solo bisogna possedere talento, allenarsi, ma bisogna essere anche strateghi, osservatori di se stessi e degli altri, percepire le proprie sensazioni corpore e comprendere i messaggi che inviano e sondare il clima dei concorrenti che ti circondano, per poter utilizzare al momento giusto l’una o l’altra tattica di gara che sia la più redditizia per te stesso, conta anche molto l’esperienza e l’autoconosccenza.

A seguito delle tue esperienze che consiglio ti andrebbe di dare a coloro che si trovano a dover fare scelte importanti nello sport? “Attenti al doping. La strada più facile e breve spesso porta a risultati che possono portare anche a una medaglia ma nel subconscio distrugge la psiche ed annienta le capacità decisionali e comportamentali dell’uomo.”

C’è stato il rischio di incorrere nel doping nella tua carriera sportiva? “Mi è stato proposto diverse volte e mi sono allenato ed ho gareggiato con individui (non atleti ne persone/uomini) che ne facevano uso. Spesso mi hanno battuto ma, a distanza di anni, hanno perso: io ancora vivo lo sport, lo trasmetto come valore alla mia famiglia, ai miei amici e colleghi e ne vado fiero. Loro hanno abbandonato completamente l’ambiente dello sport. Non hanno capito nulla della vita. Molti hanno fallito nel lavoro e nella famiglia.”

Qual è un messaggio che vorresti dare per sconsigliare l’uso del doping e per fare uno sport teso al benessere o alla performance? “La competizione è prima con se stessi e poi con gli altri. Quando ciò si inverte si può cadere nel doping.”

Riesci ad immaginare una vita senza lo sport? “No, ma se dovesse verificardi mi dedicherei ad un’altra attività ricreativa.”

Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Rallentando l’attività sportiva primaria e ricominciando con calma e tranquiliità.”

Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport, se si per quali aspetti ed in quali fasi dell’attività sportiva? “Fondamentale fin dll’età giovanile. I valori dello sport vanno seguiti da uno specialista nel campo della psicologia dello sport per non incorrere in errori d’interpretazione del mondo agonistico. Ad esempio nel combattimento delle arti marziali, nel calcio e la violenza negli stadi, l’irraggiungibilità del risultato, le difficoltà psicologiche durante la preparazione atletica, ecc.”

Quale può essere un tuo messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi a questo sport fatto di fatica, impegno, sudore, sofferenze? “Dall’esperienza personale gli obiettivi agonistici si raggiungono solo attraverso enormi sacrifici in tempo impiegato, fatica, solitudine, e sofferenze in generale ed anche quando gli obiettivi sono molto lontani la perseveranza e la costanza accorciano i tempi. Anche se il risultato non viene raggiunto comunque il tentativo rafforza il carattere e la volontà verso un nuovo obiettivo. Tale comportamento inevitabilmente o meglio conseguentemente viene applicato anche nella vita quotidiana.”

In pratica lo sport insegna a non mollare, punta al tuo obiettivo, se non riesci, non demordere.

Quali sono i sogni che hai realizzato e quali quelli da realizzare? I sogni nel mio passato erano rivolti al raggiungimento dei massimi livelli agonistici in maniera sana e naturale. Oggi nel permanere il più possibile nel mondo dello sport in ogni forma e trasmettere il più possibile i valori che ne conseguono. Molti sport, però, avrebbero bisogno di imparare molto dagli sport di resistenza e forse migliorerebbe anche la socializzazione tra i popoli.”

Come spesso dico, lo sport che rende felici e che avvicina culture e popoli.


Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

Commenti? | Apr 27, 2016

Londra: Kipchoge sfiora il record mondiale

Posted by linfordbif in Manifestazioni
Londra: Kipchoge sfiora il record mondiale24 Aprile 2016

Il keniano fa il bis nella maratona britannica, a soli otto secondi dal primato iridato con 2h03:05


 

Grande prestazione di Eliud Kipchoge alla maratona di Londra. Per il secondo anno consecutivo, il 31enne keniano conquista la vittoria nella classica della capitale britannica, con uno strepitoso risultato cronometrico di 2h03:05. A soli otto secondi dal record mondiale, detenuto dal connazionale Dennis Kimetto (2h02:57 nel 2014 a Berlino), per demolire il primato della manifestazione che era di 2h04:29, stabilito due anni fa da Wilson Kipsang. La gara si decide al 40° chilometro, quando Kipchoge prende vantaggio nei confronti di Stanley Biwott, poi secondo nel personal best di 2h03:51. Entrambi gli atleti realizzano il record mondiale dei 30 chilometri con un passaggio in 1h27:13, sette secondi in meno dell’etiope Sisay Lemma, il 22 gennaio di quest’anno a Dubai (1h27:20). Terzo posto a Kenenisa Bekele con 2h06:36 davanti all’eritreo Ghirmay Ghebreslassie, il campione iridato che in 2h07:46 precede Wilson Kipsang (2h07:52), invece Kimetto è nono con 2h11:44. Al femminile, gara ricca di colpi di scena perché la keniana Jemima Sumgong, classe 1984, riesce ad imporsi nonostante una caduta poco prima del 35° chilometro. Il suo tempo finale è di 2h22:58 per il primo successo nelle World Marathon Majors dopo tre secondi posti (Boston 2012, Chicago 2013, New York 2014) e la quarta posizione ai Mondiali di Pechino, mentre la sua affermazione più prestigiosa era stata finora a Rotterdam nel 2013. Nell’ultimo chilometro stavolta prende il largo sull’etiope Tigist Tufa che aveva vinto l’edizione dell’anno scorso e si deve accontentare della piazza d’onore in 2h23:03, quindi la keniana Florence Kiplagat (2h23:39), la sorprendente bielorussa VolhaMazuronak (2h23:54 in rimonta) e l’etiope Aselefech Mergia (2h23:57), coinvolta nella caduta insieme anche a Mary Keitany, nona al traguardo in 2h28:30. Sesta la campionessa mondiale Mare Dibaba con 2h24:09.

PARALIMPICI: DI LELLO VERSO RIO - Alla maratona di Londra, l’atleta paralimpico Alessandro Di Lello (Fiamme Azzurre) si conferma tra gli uomini di vertice in questa specialità, con il terzo posto della categoria T46 nella tappa di Coppa del Mondo IPC. Dopo il bronzo iridato del 2015, il 38enne di Tivoli corre i 42,195 km in 2h32:44, piazzandosi dietro al vincitore cinese Li Chaoyan (2h27:07) e al secondo classificato, il marocchino Abelhadi El Harti (2h31:20). La conquista del podio significa anche la terza qualificazione diretta per l’Italia alle Paralimpiadi di Rio del prossimo settembre, dopo quelle guadagnate ai Mondiali di Doha da Assunta Legnante e Martina Caironi, appena nominata portabandiera azzurra ai Giochi brasiliani.


KIPCHOGE INSEGUE GEBRE (di Giorgio Cimbrico)
 - Sugli 82 km e 792 metri che compongono e costruiscono l’all around delle corse di media, lunga e lunghissima lena - prendono il via con i 1500 e, distanza dopo distanza, portano alla mezza maratona e alla maratona tutta intera - Haile Gebrselassie sta strenuamente difendendo il suo primato, da ieri ridotto a poco più di un’inezia, 11 secondi. L’uomo che insegue il piccolo leone etiope e il record della supercombinata pista-strada è Eliud Kipchoge, da poche ore secondo uomo della storia, con qualche rammarico, sui 42 chilometri e 195 metri o, valutato il luogo della sua impresa, Londra, sulle 26 miglia e 385 yards.

Il 2h03:05 finale, a otto secondi dal record mondale e berlinese di Dennis Kimetto, è stato equamente diviso in 1h01:24 e 1h01:41. Eliud, portando una mano al volto, ha immediatamente realizzato, tagliando il traguardo sul Mall, di aver buttato l’occasione per dare una strapazzata alla più veloce prestazione di tutti i tempi, alla sua settima esperienza sulla distanza. A 400 anni dalla scomparsa di William Shakespeare sarebbe stata una Tempesta. E forse lo è stata ugualmente.

La calligrafia, nel caso di Kipchoge, si sposa all’efficacia: 6:16 negli ultimi due chilometri e spiccioli dopo aver staccato sul lungo Tamigi, senza uno strappo e in piena armonia, Stanley Biwott che pareva in crisi e ha finito in 2h03:51, oltre un minuto sotto il personale, due anni fa a Londra. La più veloce tra le tratte di 5000 è stata la prima, uno stordente 14:16, ma tra il 20°-25° e 25°-30° Eliud e Stanley, per strangolare Kenenisa Bekele, sono stati capaci di correre fianco a fianco in 14:28 e 14:34, con una regolarità metronomica sui 2:55 a chilometro.

Il faccia a faccia tra Haile e Eliud

 

GEBRSELASSIE

KIPCHOGE

1500m

3:33.73

3:33.20

3000m

7:25.09

7:27.66

5000m

12:39.36

12:46.53

10.000m

26:22.75

26:49.02

Mezza maratona

58:56

59:25

Maratona

2h03:59

2h03:05


La “recherche” su Kipchoge porta a ripercorrere il suo nobile passato in pista: molti altri grandi interpreti della strada non ne possiedono neppure un quarto. La comparsa in scena risale al 2003, Mondiali allo Stade de France di Parigi-St Denis: in possesso di una data di nascita controversa (il 1986, poi corretto in novembre 1984: in ogni caso, giovanissimo) è in grado di piegare sui 5000 metri, in fondo a un graduale e avvincente aumento della velocità, Hicham El Guerrouj e Kenenisa Bekele, l’uno e l’altro impegnati a centrare la doppietta dopo i successi nei 1500 e nei 10.000.

La collezione personale del giovanotto, che viene dal generoso distretto dei Nandi, una delle miniere dell’atletica keniana, si arricchisce con il bronzo di Atene (ci vanno gli stessi del podio parigino, ma il marocchino e l’etiope davanti a lui) e l’argento di Pechino (alle spalle di Bekele) mentre ai Mondiali Kipchoge conquista la seconda medaglia - secondo, piegato da Bernard Lagat - ad Osaka 2007. Tutto e sempre sui 5000, quella che sembrava la sua distanza.

Il Kipchoge maratoneta fa capolino tre anni fa, ad Amburgo quando regala un esordio a molte stelle: vittoria in 2h05:30. Pochi mesi dopo, a Berlino, estirpa più di un minuto, 2h04:05, ed è secondo dietro a un Kipsang da record mondiale (2h03:23), quasi una costante sul percorso che termina poco dopo la porta di Brandeburgo. Nelle altre uscite, vittorie a Rotterdam, a Chicago (sfiorando il personale in 2h04:11), a Londra in 2h04:42, a Berlino in 2h04:00. Ora, 2h03:05, quasi un minuto di progresso. Media delle maratone corse, 2h04:13.

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Commenti? | Apr 24, 2016

Vincenza non molla, si piega ma non si spegne

Posted by linfordbif in Italia

Vincenza abituata a superare i muri delle maratone del 30-35° km insiste e non molla, ed ogni volta le tocca superare il muro dei medici, degli ospedali che inizialmente l’accolgono ma poi non hanno risposte certe.12990855_1326135347403697_3791415640958263745_n

Racconta la sua situazione attuale rispondendo ad un’intervista a cura di Francesca Monti del Giornale Il Popolo Veneto “Sono all’ospedale di Padova da 15 giorni e sono seguita dalla Dott.ssa Pegoraro e dal Dottor Gianni Sorarù. Abbiamo parlato tanto, perché la mia situazione peggiora giorno per giorno. La Dott.ssa Pegoraro è una persona splendida, dolcissima e ha preso molto a cuore la mia situazione e mi ha detto che anche attraverso le sue conoscenze farà il possibile per aiutarmi. Dopodiché se non si riuscirà a trovare una soluzione, voglio andare all’estero, perché in Italia le ho provate tutte. Ho fiducia nella Dott.ssa Pegoraro, lei è molto brava e poi di qualcuno mi devo fidare, anche se io vorrei che tutti i giorni facessero qualcosa. La Fidal ha già contattato un centro a Houston, inoltre stanno facendo una raccolta fondi per pagare le spese di un eventuale viaggio all’estero. Voglio potermi fidare dei medici anche se non aspetterò tanto, a Pisa sono stata due mesi a letto senza fare nulla”.

Segnali di vicinanza da parte dell’opinione pubblica ci sono, da parte della FIDAL anche, ed anche da parte di atleti di interesse pubblico come la Levorato, ex Campionessa Italiana specialista nella velocità.

Soprattutto runner ed ultrarunner si stanno mobilitando attraverso tante iniziative, raccogliendo fondi attraverso la rete del dono come hanno fatto gli organizzatori della gara più lunga di Europa la Milano San Remo di 280km dall’8 al 10 Aprile. Per poterla aiutare, oltre ai pensieri positivi, oltre che a pregare per lei, oltre che ad inviarle messaggi di solidarietà, è possibile fare una donazione http://bit.ly/1Uc4nWw

Il fine è unico aiutare Vincenza che per il momento sta male, di un male che appare raro, quasi inspiegabile dalla medicina e richiede ulteriori accertamenti e cure adeguate possibilmente all’estero come spesso avviene.

13015601_10208013658852769_7966010401562687903_nVincenza non molla, si piega ma non si spegne, ecco cosa riporta al Giornale Il Popolo Veneto: “Se sono viva è grazie a loro, mi vengono a trovare, mi scrivono. E’ brutto dirlo, ma mi sto spegnendo, invece loro con un messaggio, una telefonata, mi danno la forza di reagire. Hanno fatto i braccialetti con il mio nome, ieri è venuto a trovarmi l’organizzatore della gara RunforVincenza che si terrà il 29 maggio a Torino, Manuela Levorato e Barbara Lai vengono sempre a farmi visita, tra l’altro la scorsa domenica Manuela si è fatta fotografare con la mia maglietta alla Maratona di Padova, città a cui sono legata perché qui ho vinto la mia prima maratona nel 2007.”

Vincenza ora sta girando il mondo attraverso i social network e continua a correre nel cuore e nella mente di tanti runner ed ultrarunner. Qualche giorno Vincenza Sicari ha rilasciato un’intervista telefonica a Giovanna Barone della redazione di SiciliaRunning: “Io vado avanti grazie a loro. Mi chiamano tutti, atleti, amici, ho l’appoggio e il sostegno della FIDAL, il Presidente Malagò, il Ministro Lorenzin mi verrà presto a trovare. Tante persone, attraverso internet, mi stanno vicino, anche gente che non conosco personalmente. Ho il supporto di tante persone, sono viva grazie a loro. Quando mi sto per ‘spegnere’ mi arriva un messaggio, una telefonata, mi vengono a trovare. Non ti nascondo che tante volte ho pensato di tornare a casa, chiudere la porta e aspettare la fine, almeno per poter dire ‘muoio nel mio letto’. Poi ci sono loro, con i loro gesti, che mi ridanno la voglia di vivere, reagire e continuare a lottare. Stanno raccogliendo anche dei fondi per aiutarmi. È una grande famiglia.”

Vincenza è in una botte di ferro dal punto di vista del sostegno e supporto da parte di tanti che sposano la sua casa attraverso gesti solidali e segnali di presenza con diverse modalità.

12973177_1054467044611093_7405891189749088452_oVincenza si sta spegnendo ma è determinata a continuare a lottare con quelle poche forze che ancora le rimangono ma che riescono a sensibilizzare l’opinione pubblica, ecco cosa racconta a Siciliarunning: “Ho sempre donato a Telethon e alla ricerca, mandando sms come tanti in Italia. Mai avrei pensato che un giorno sarei stata io in quelle condizioni e necessità di aiuto.”

Gli organizzatori della gara del 27 maggio 2016 presso Parco Dora a Turin, si sono attivati per aiutarla, dove Vincenza Sicari ha fatto il suo personal best in maratona che gli è valso come convocazione alle Olimpiadi di Pechino, e così è scritto sul sito della gara: “Quest’anno il grande cuore di Torino si stringe attorno a VINCENZA SICARI. Runner e maratoneta di valore internazionale, vincitrice della Turin Marathon 2008 (2h29m 50), ha rappresentato l’Italia alla Maratona olimpica di Pechino 2008, ma oggi si trova a affrontare l’avversario più difficile: una malattia neuromuscolare degenerativa, la cui natura non è ancora stata identificata, che ne limita la mobilità e la costringe a esami complessi e costosi. Noi ci siamo, e devolveremo l’intero ricavato della manifestazione a Vincenza per aiutarla nella sua sfida.”

Che dire, posso solo auspicare che ci sia più onestà, bontà, umiltà, disponibilità da parte della classe medica, ed augurare a Vincenza di non mollare nella speranza che si trovi una strada più risolutiva della sua problematica, ecco cosa racconta a Giovanna Barone: “Soprattutto mi manca la vita. Da un anno e mezzo vivo dentro gli ospedali. Mi manca la corsa, per la quale vivevo e non consideravo solo una professione; mi mancano gli amici e allenarmi tutti i giorni al campo. Mi manca poter vivere una vita normale.”

Insieme si può, insieme è meglio, togheter is better.

Matteo SIMONE

www.psicologiadellosport.net

380-4337230 – 21163@tiscali.it

Commenti? | Apr 20, 2016

Sonia Lutterotti (km 179,902) vince la 24 ore di Villeneuve

Posted by linfordbif in Manifestazioni

Villeneuve, è un piccolo comune svizzero sul Lago Lemano nel cantone di Vaud. La 24 ore di Villeneuve si è disputata lungo un anello di 1764 metri. La gara è stata vinta dal ceko Petr Valek (km 201,127) davanti alla coppia di ultramaratoneti Roldano Marzorati e Sonia Lutterotti (km 179,902 entrambi). Al 4° posto si classifica lo svizzero Philippe Rosset (km 171,138) che precede il ceko Jan Hanousek (km 162,317). Al 6° ancora un Italiano Giuliano Pavan ha percorso 157,25.

Lo sport accomuna, unisce, crea legami, sono tante le coppie di sportivi che portano avanti la loro passione per il benessere e la performance e ciò serve da collante alla loro relazione, per saldare e rafforzare i loro rapporti, in particolare per le ultramaratone ci vuole tanto supporto e tanto accudimento l’un l’altro per i periodi di preparaizone a gare lunghissime ed impegnative come possono essere quelle della durata di 24 ore, 36 ore fino ad arrivare alle 6 giorni di corse

Tra le tante coppie sono specialisti in questo Sonia Lutterotti e Roldano Marzorati, loro sanno come organizzare la preparazione per le loro gare, come gestire le gare, come leccarsi le ferite a fine gara, è un rispetto reciproco, un accudirsi, un confrontarsi, un consigliarsi, a turno tifano l’uno per l’altro e fanno le loro strategie, tutto ciò serenamente con competizione ma con tanta passione.

In questo sport di lunga durata, lunghe distanze, bisogna essere pazienti, avere un approccio meditativo e considerare che le crisi, come gli infortuni, come arrivano così se ne vanno, quindi bisogna essere cauti e sereni.

Lo sport prolungato prevede delle strategie mentali che ti permettano di non abbandonare la gara anzitempo, riesci a mettere in atto dei meccanismi mentali che ti riportano al qui e ora e al momento presente a correre, a stare sveglio o a distrarti per avanzare con i metri e i chilometri e a trascorrere tanto tempo in piedi facendo sport osservando, facendo attenzione, alimentandoti ed avendo comunque un approccio medidativo.

Partecipare a una gara diventa un progetto, uno studio del territorio, delle difficoltà, delle risorse personali possedute che ti possano permettere di portare a termine la gara.

Sonia e Roldano hanno tanta esperienza ed hanno imparato ad addomesticare la fatica, a trattare la crisi, a rimodulare gli obiettivi in caso di difficoltà, a trovare comunque le loro motivazioni nel portare a termine le gare, nell’andare avanti con fiducia e determinazione.

Sonia Lutterotti, della Nazionale Italiana Ultramaratone, ha fatto di questo sport una passione di vita. Ecco cosa ne pensa delle ultramaratone: “Correre una gara di ultramaratona è dare un senso alla corsa: la preparazione della gara (preparare il fisico, la mente, i materiali, la logistica), raggiungere l’obiettivo e goderne, oppure non raggiungere l’obiettivo e valutare le motivazioni dell’insuccesso. Partecipare ad un ultramaratona è anche grande condivisione e amicizia con altri atleti ed assistenti, specialmente nelle gare su circuito tipo 24h o 6 giorni.”

995381_10207225953300434_5791518343394944521_n.jpgSonia è riuscita a trovare la sua dimensione, la sua libertà, ad assaporare il meglio che la vita quotidiana può offrire con il sentire le proprie sensazioni corporee ed osservare quello che ti circonda mentre corri, persone, natura, animali, albe e tramonti: “Essere ultramaratoneta per me significa dedicare la vita, il tempo libero dal lavoro alla corsa, ma non alla corsa con il cronometro al polso ed un tempo ristretto per allenarsi. Significa libertà di allenarsi anche a lungo, assaporare l’aspetto della corsa lunga in ambienti naturali, direi che mi fa sentire libera.”

Per Sonia non è importante solo la gara, solo il tempo trascorso in gara, ma è importante la fase di preparazione, il tempo vissuto precedentemente la gara, importante è anche la gara pura, quello che si sperimenta, le sensazioni vissute, ed altrettanto importante è il post gara, una sorta di rilassamento e non solo, i racconti e le condivisioni con gli amici, con il partner che ha la stessa passione, un certo Roldano che allo stesso modo di Sonia ha scoperto questa sorta di elisir di benessere: “Oltre ai risultati in gara mi piace la lunga fase di preparazione alla gara, gli step per tentare di raggiungere l’obiettivo ed anche il post gara quando, con il mio compagno e con altri atleti/amici si chiacchera per una settimana ed oltre valutando tutti gli aspetti della competizione a cui si è preso parte.”

Nell’ultramaratona avviene una sorta di scambio, si fatica, si soffre, ma l’ultramaratona in cambio ti dà tanto in termini di soddisfazioni, appagamento personale, condivisioni: “Ll’attività sportiva riveste un ruolo rilevante nel mio quotidiano, le soddisfazioni, l’appagamento, le amicizie, tanto arriva dall’ultramaratona.”

Bisogna porre tanta attenzione negli sport di endurance, è importante trovare un giusto e sano equilibrio tra cuore, mente e corpo, rispettare tutte e tre le componenti senza strafare e senza farsi ingannare da alcune delle tre: “In qualche occasione ho sperimentato il limite fisico, nonostante volessi continuare nel perseguire l’obiettivo il mio corpo non me l’ha permesso.”

11133697_10200446902011311_6929265697950533170_nSonia ha tanta esperienza ed ha imparato ad addomesticare la fatica, a trattare la crisi, a rimodulare gli obiettivi in caso di difficoltà, a trovare comunque le sue motivazioni nel portare a termine le gare, nell’andare avanti con fiducia e determinazione: “Partecipare ad una gara di ultramaratona quando sto bene e non ho problemi per me non è difficile, sono molto motivata. Quando invece non sono preparata non ho molte armi a disposizione. Naturalmente anche quando tutto va bene arriva la crisi, il momento di grande stanchezza, per resistere alla fatica cerco di ‘ingannare’ la mente; ad esempio invece di pensare al lontano obiettivo finale mi pongo degli obiettivi intermedi, oppure cerco di estraniarmi pensando a qualcosa di completamente diverso da quel che sto facendo.”

In questa modalità di fare sport, l’avversario a volte non è l’altro atleta ma la gara stessa, a volte non si affronta un altro avversario ma la gara stessa per portarla a termine, per non farsi intimidire: “Spostare i propri limiti penso sia quasi fisiologico per un’atleta di ultramaratona, raggiunto un obiettivo si crea un bisogno di fare ancora meglio, di superare se stessi. In questo tipo di gara l’avversario non è un altro atleta ma la gara stessa.” Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua partecipazione a gare estreme? “Quando tutto va bene credo pensino che sono una persona determinata e sono orgogliosi dei risultati, quando ho dei problemi qualcuno pensa che chiedo troppo a me stessa.”

Sonia non è sola, oltre al compagno Rodano che si occupa di lei, vie è tutto il Team, lo staff della Nazionale disposta a seguirla dal punto di vista medico e non solo: “Ogni anno mi sottopongo ai normali test per il conseguimento del certificato medico sportivo con test da sforzo, spirometria e test sulle urine. Sono seguita dal team medico della squadra nazionale di ultramaratona.”

Ancora sogni per Sonia, molto umili, ma è capace ancora di sorprendere se stessa e non solo: Sogni nel cassetto sempre tanti! Spero di avere ancora qualche anno di buona salute per realizzarli e continuare a sognare…finire una gara mai finita…finire una gara non ancora inventata…magari organizzare una gara con e per amici.”

Con la pratica delle Ultramaratone e dell’Ultratrail si sviluppa Resilienza ed autoefficacia, concetti importanti nella psicologia dello sport, ma anche nella vita in generale, per non arrendersi mai e per raggiungere i propri obiettivi in qualsiasi campo.

 

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

Commenti? | Apr 20, 2016

Mondo: incroci a Cinque Cerchi

Posted by linfordbif in International

Wayde Van Niekerk (foto Colombo/FIDAL)

Van Niekerk, Merritt e James, trio delle meraviglie. Un giorno da leonessa per Caster Semenya. Boston ancora stregata per i kenyani.

di Marco Buccellato

L'atletica del sole, quella che affila le unghie in prospettiva Rio, apre i battenti di una nuova annata da ricordare. Giusto perciò riprendere la navigazione, con l'orizzonte "cinque cerchi" a vista di nostromo, con i protagonisti della più bella gara del mondiale di Pechino, i 400 metri uomini. I tre occupanti di quel magnifico podio, Wayde van Niekerk, LaShawn Merritt e Kirani James, si sono ritrovati a gareggiare in poche ore, chi lontano migliaia di miglia, chi sfiorandosi a bordo pista. Il mix di risultati ha propotto ancora segnali esplosivi. 

Van Niekerk-Merritt-James, neverending story

Il sudafricano Wayde Van Niekerk, oro a Pechino in 43"48, ha lasciato il segno anche nel preludio di primavera, correndo i 100 in 9"98 e divenendo l'unico terrestre a vantare il completo abbattimento dei "muri" della velocità. Meno di 10" sui 100, meno di 20" sui 200, meno di 44" sui 400. Due giorni fa ha vinto il titolo nazionale dei 400 metri in 44"98 lasciando intuire, per la condotta di corsa negli ultimi 120 metri, una condizione super che potrebbe portarlo ben presto ai livelli raggiunti nella finale mondiale. Non meno impressionante l'azione di LaShawn Merritt: nel Chris Brown Invitational di Nassau ha tolto due decimi al personale sui 200, vecchio di nove anni, correndo praticamente su un tapis roulant nel rettilineo, in 19"78, quindicesima prestazione all-time, una gemma cronometrica per chi, come lui, ha fatto dei 400 il terreno di caccia che gli ha fruttato, da Osaka 2007 a Pechino 2015, ben sei medaglie, tre d'oro e tre d'argento. Il terzo uomo, il grenadino James, vincitore dell'ultima Olimpiade a 20 anni, ha sciorinato 44"36 nel primo 400 stagionale con la consueta facilità di corsa, il busto sempre un po' avanti rispetto ai colleghi di specialità, lasciando tutti sul posto tra i 200 e l'ingresso in rettilineo. Se questo è l'inizio delle schermaglie (primo scontro diretto Merritt-James sabato prossimo), benvenuti in un altro annus memorablis.

Le MtSAC Relays

Spostato l'evento per quest'anno al Cerritos College di Norwalk, spettacolo e sorprese non sono mancate, come la sconfitta di Andre De Grasse sui 100 metri, battuto dall'americano Webb (9"90 ventoso contro 10"04), il quale si è concesso anche un grande 200 (19"91 con vento legale). Nel vasto programma della manifestazione, val la pena segnalare il 10"95 di Jenna Prandini sui 100, la cui eco risuona anche del nome di Hannah Cunliffe, una 20enne già quarta ai mondiali allivevi di Donetsk, enormemente cresciuta nell'inverno al coperto, scesa a un clamoroso 10"99 (precedente personale: 11"58!), bissato sui 200 con 22"71 (aveva 23"44).

Non è il solo "breakthrough" clamoroso: l'altro oggetto misterioso Abdullah Mohammed, classe 1997, saudita, è apparso dal nulla al mondiale indoor di Portland e giunto alle semifinali dei 60. A Norwalk è sceso a 10"04 (record nazionale senior e primato d'Asia junior) a ridosso del record mondiale under 20 di Trayvon Bromell. Dopo Portland aveva corso all'esordio all'aperto in 10"12 con vento appena oltre il consentito. Sui 200 è sceso a 20"29, con vento un po' generoso. Limiti precedenti: 10"49 e 21"08, ottenuti ai Giochi del Golfo di sei mesi fa.

Come per la Cunliffe, le cifre stupiscono.

Sono invece cifre "di famiglia" quelle di Cindy Ofili, britannica di adozione, capace di 12"66 sui 100 ostacoli, quasi ai livelli di bravura della più famosa sorella, Tiffany Porter, che l'ha preceduta di qualche anno nel passaggio dalla bandiera a stelle e strisce a quella dell'Union Jack. E ancora, il superman del decathlon Ashton Eaton, 8,09 nel lungo (ventoso, con 8,01 regolare) e 13"48 sui 110 hs, dove il canadese Cabral ha portato il mondiale stagionale a 13"35, due centesimi meglio di quanto fatto, poche ore prima, dal sudafricano Alkana a Stellenbosch (13"37). Esordio outdoor da 1,93 per la giovanissima campionessa mondiale indoor di salto in alto Vashti Cunningham. Altro: il messicano Herrera ha vinto un'altra serie dei 200 col record nazionale fissato a 20"17.

Decollo: le stelle in pista

Nassau ha proiettato in cima alle graduatorie anche Christian Taylor (17,11 nel triplo) e Johnny Dutch (48"36 sui 400hs) ma soprattutto le velociste Bowie(22"26) e Shaunae Miller (magnifico 49"69, a due centesimi dal personale), che ha trascinato Quanera Hayes sotto i 50" (49"91). Il vento ha guastato parte della festa di Justin Gatlin (9"90 con 2,3) e di Queen Harrison (12"64 con 2,6). Da Kingston il ritorno sotto i 10 secondi di Yohan Blake, 9"95, il suo crono più veloce degli ultimi anni.

Onda UK

Tra i tanti risultati del weekend, segnaliamo le ottime cose britanniche in USA e Caraibi: Zharnel Hughes è sceso a 10"10 a Kingston, Nethaneel Mitchell-Blake a 10"09 a Austin, Greg Rutherford ha messo il sigillo da 8,30 a Long Beach. Sul fronte ragazze, imperioso uno-due di Desiree Henry, 11"06 e 22"98 in California, laddove anche Akela Jones, gioiello di Barbados, ha saltato 1,95 in alto nell'eptathlon vinto con 6.307 punti, punteggio che eguaglia il mondiale stagionale della cubana Rodriguez. Altre cose dalle ultime ore: 4,80 nell'asta dell'argento mondiale indoor Sandi Morris in Kansas, 21,34 di Ryan Crouser nel peso in Texas, conferma della forma di Walter Dix a Tallahasse in 10"06. Qui, ancora un appunto per il giovanissimo Tyrese Cooper (classe 2000), che dopo il 20"68 di due mesi fa ha corso in 20"46 con vento di poco superiore alla norma. 

Semenya superstar

La sudafricana oro a Berlino e argento a Daegu e Londra sugli 800 ha avuto il suo "giorno dei giorni" ai campionati nazionali di Stellenbosch, infilando tre vittorie in un pomeriggio, in due casi con tempi "spaziali", vista la vicinanza temporale delle fatiche: 50"74 sui 400 all'ora di pranzo, 1'58"45 sugli 800 un'ora dopo, 4'10"91 sui 1500 metri dopo altre tre ore. Non si ricorda una cosa simile e a tali livelli cronometrici. Da Stellenbosch anche il 67,62 del discobolo Hogan e la sorpresa della sconfitta di Simbine sui 100 ad opera di Bruintjies (10"17). Altro sugli scudi, il lunghista Samaai (8,34) che rivedremo prossimamente in Diamond League con il record nazionale di Mokoena (8,50) nel mirino. Anche per la Semenya c'è la Diamond League nel taccuino: Doha, poi Rabat.

Dall'Africa anche il primo meeting kenyano di una certa rilevanza, con AsbelKiprop già a 1'44"6 sugli 800 e il debutto del campione del mondo di lancio del giavellotto Julius Yego (78,86, esordirà in Europa a Ostrava). L'altro iridato Nicholas Bett (400 hs) ha aperto in 49"6. 

Boston: maledizione kenyana, trionfo etiope 

Continua il digiuno dei kenyani nella classica del Massachusetts: non vincono la corsa uomini dal 2012 (con Wesley Korir, oggi quarto). Nell'edizione numero 120 conclusa poco fa, si è avverato il trionfo dell'Etiopia, che ha realizzato il primo uno-due nella storia della corsa e addirittura una tripletta nella corsa maschile. I vincitori sono la 29enne Atsede Baysa (2h29'19", all'esordio a Boston dopo due vittorie a Chicago in carriera) e Hayle Lemi Berhanu (2h12'45" con 1h06'45" a metà gara), un 22enne che con quella di oggi vanta cinque vittorie su sette maratone disputate in tre stagioni. Per inciso, laddove ha perso (in gennaio a Dubai) ha corso in uno straordinario 2h04'33". Lemi ha piegato la resistenza del due volte campione uscente Desisa, giunto secondo in 2h13'32" e co-autore di un podio tutto etiope (terzo Yemane Tsegay in 2h14'02"). La Baysa ha stroncato prima la kenyana Joyce Chepkirui (giunta terza al traguardo in 2h30'50"), poi ha fulminato l'altra etiope Tirfi Tsegaye (seconda in 2h30'03") con un 5 km ad alti giri dal 35° al 40° km in 16'43". A metà gara erano tutte assieme in 1h15'32". Quarantotto ore prima, la vittoria sui 5 km da parte di un altro etiope, Dejen Gebremeskel, mentre tra le donne si è imposta l'attuale numero uno del mezzofondo prolungato USA Molly Huddle. 

Anche Amburgo è etiope: Melkamu-record, Abera-bis

E'arrivato il record della corsa, non per mano di Meseret Hailu (suo obiettivo dichiarato) ma dall'altra etiope Meselech Melkamu, che si è imposta con un gran tempo nonostante i fastidi provocati dal vento, 2h21'54", abbassando sensibilmente il limite precedente di 2h24'12". La Melkamu vanta 2h21'01" ottenuto anche in quel caso in Germania, a Francoforte, quattro anni fa. La Hailu, vincitrice un anno fa e ieri seconda in 2h26'26", ha preceduto la semisconociuta 30enne tedesca Anja Scherl, scesa a 2h27'50" con un progresso di circa nove minuti. La corsa maschile è stata vinta in 2h06'58" da Tesfaye Abera, ottavo un anno fa, leader mondiale 2016 grazie al 2h04'24" segnato in gennaio a Dubai. Ha preceduto il kenyano Philemon Rono (2h07'20"). Apprensione per l'etiope Yekeber Bayabel vittima di un collasso quando era in quarta posizione al 35° chilometro, ricoverato in ospedale. 

Londra, il meglio del mondo

Domenica la classica lungo il Tamigi, con un altro cast favoloso comprendente il miglior maratoneta del momento, Eliud Kipchoge (primo l'anno scorso), i due ultimi primatisti del mondo Dennis Kimetto e Wilson Kipsang, e ancora Stanley Biwott, Kenenisa Bekele, Tilahun Regassa, l'eritreo campione del mondo Ghirmay Ghebreslassie, l'esordiente Bedan karoki. Tra le donne, la vincitrice uscente Tigist Tufa e le altre etiopi Mare Dibaba (iridata a Pechino), Feyse Tadese e Aselefech Mergia a raccogliere la sfida delle kenyane Mary Keitany, Florence Kiplagat, Jemima Sumgong e Priscah Jeptoo. Out per infortunio una delle favorite, Gladys Cherono.

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 Wayde van Niekerk entra nella storia: e´il primo uomo ad aver corso i 100 sotto i 10" sui 100, i 200 sotto i 20"; ed i 400 sotto i 44".

CONFRONTIAMO GLI SPLIT DI MICHAEL JOHNSON E WAYDE VAN NIEKERK: AI 300 WAYDE E´ ANCORA DA WR!

 

Commenti? | Apr 19, 2016

MILANO RUNNING EXPO AL PARCO MONTE STELLA DI MILANO

Posted by linfordbif in Manifestazioni
Milano Running Expo 2016 ha visto la numerosa partecipazione al parco cittadino Monte Stella da parte dei runners, che, una volta registrati, hanno potuto testare gratuitamente scarpe, abbigliamento, accessori running e trail della nuova stagione e si sono relazionati direttamente con le aziende e gli operatori per una migliore conoscenza tecnica.

Felice dell’entusiasmo dei molti intervenuti a questa nuova edizione, ma anche contento per il ritorno degli intervenuti alla scorsa edizione del 2015, Davide Orlandi, ideatore e organizzatore dell'evento e direttore della casa editrice SPM PUBLISHING, si dichiara “Pronto a far crescere e migliorare sempre di più questa manifestazione in cui crediamo moltissimo. Milano è divenuta capitale del running, ma mancava un evento che potesse coinvolgere il consumatore in questo modo unico! Appuntamento alla III edizione ad Aprile 2017!”.

Ottima risposta hanno avuto gli allenamenti delle mattine con l'ultramaratoneta Giorgio Calcaterra, il coach Fulvio Massa e i campioni del team Salomon Italia Simona Morbelli, Giulio Ornati, Davide Cheraz, e il tecnico della nazionale di Atletica Leggera Giorgio Rondelli.

Ma non è mancato anche l'interesse e il desiderio di conoscere la disciplina del Nordic Walking e la Dog Endurance. La dimostrazione ha seguito gli allenamenti con gli esperti, rispettivamente, di Allegramente Walking e della Federazione Italiana Sport Cinofili (F.I.S.C.) e della Dog Endurance/Canicross.

L'area attività e forum ha proposto un programma di interessanti interventi sulla resilienza e deprivazione del sonno nello sport, sull'agopuntura e cura con medicina alternativa, sul turismo unito alla corsa, sui consigli sul proprio allenamento, sul Metodo Feldenkrais, sullo yoga per runner… grazie all'esperienza, alla professionalità e alla passione dei relatori esperti: Gretel Thedy, Ernesto Ciravegna, Michele Evangelisti, Andrea Toniolo, Giorgio Rondelli, Livia Negri e Chiara Travisi.

Presenti anche Running Hotel, Quattro Zampe, la casa editrice Galileus Srl che ha presentato il libro "Correre è mia vita" di Giorgio Calcaterra e Daniele Ottavi.

Commenti? | Apr 19, 2016

Con Runfest il Golden Gala inizia di corsa

Posted by linfordbif in Manifestazioni

Dal 30 maggio al 2 giugno nel Parco del Foro Italico va in scena il grande festival dell’atletica, del running e dell’urban health. 

Anche quest’anno il Golden Gala Pietro Mennea comincia di corsa. Dal 30 maggio al 2 giugno nel Parco del Foro Italico va in scena infatti Runfest, il grande festival dell’atletica, del running e dell’urban health che termina proprio nel giorno del meeting internazionale di atletica quinta tappa della IAAF Diamond League.

Dopo il successo dello scorso anno, quando la prima edizione di Runfest coinvolse migliaia di persone di tutte le età, giovani, runner, bambini e famiglie, la settimana del Golden Gala torna così ad essere animata da iniziative di tutti i tipi, per incontrare i grandi campioni e mettersi alla prova con corse e passeggiate, partecipare ai seminari o, semplicemente, stare insieme. Il Parco del Foro Italico sarà allestito come un vero e proprio “villaggio” tematico. Ci sarà la Funsport Avenue, dedicata a ogni tipo di pratica sportiva con spazi ludici per scoprire nuove idee dedicate allo sport in città e provarle in prima persona. Verrà organizzata la Exhibition & Talk Area, un luogo in cui parlare, discutere, apprendere, ma anche laMusic Square, l’area dedicata all’entertainement, con un calendario di eventi che spazia dalle esibizioni serali al djset. E per sfamarsi tra un’attività e l’altra, o dopo una passeggiata nel Commercial Village (con gli spazi espositivi dedicati alle aziende e alle organizzazioni), ecco il Food District, lo spazio dedicato al cibo, alla degustazione e allo Street food.


Ma non solo: perché Runfest permetterà di vivere uno dei più grandi eventi sportivi di Roma da dentro, incontrando i grandi protagonisti internazionali del Golden Gala e partecipando alle varie attività insieme ai campioni azzurri. 

LE FOTO DELL’EDIZIONE 2015 

BIGLIETTI GOLDEN GALA – Al via la corsa ai biglietti per il Golden Gala Pietro Mennea - in programma il prossimo 2 giugno allo Stadio Olimpico di Roma - che possono essere acquistati nei punti vendita di TicketOne, Ticketing partner del meeting della Capitale, e sul sito della compagnia, all’indirizzo www.ticketone.it (nella sezione sport, o cercando Golden Gala nel motore di ricerca interno al sito). Questi i prezzi dell’edizione 2016 (al netto dei diritti di prevendita): Monte Mario Arrivi: 30,00 Euro; Monte Mario Partenze: 20,00; Tribuna Tevere, Distinti Arrivi: 15,00; Curve e Distinti (esclusi i Distinti Arrivi): 5,00. In più, è attiva anche la biglietteria del Foro Italico, a Roma (viale delle Olimpiadi 61, ex Ostello: apertura dal lunedì al venerdì, 10:00-13:00, 14:00-17:00). LA BIGLIETTERIA ONLINE

PER INFORMAZIONI: Tel. 06 33484738 - Mob. 391 1042910 - Fax 06-87459071 - E-mail: promozione@goldengala.it

IL SITO DEL GOLDEN GALA PIETRO MENNEA

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Commenti? | Apr 16, 2016
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